13 maggio 2015 - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

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13 maggio 2015 - Unione dei Comuni della Bassa Romagna
UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA
Mercoledì, 13 maggio 2015
UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA
Mercoledì, 13 maggio 2015
Prime Pagine
13/05/2015 Prima Pagina
1
Il Sole 24 Ore
Enti locali
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1
Luca De Stefani
Slalom tra bonus e (qualche) rincaro
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2
Pagina a cura diSalvina MorinaTonino Morina
Per le addizionali vale il «domicilio» al 1° gennaio
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2
Beda Romano
Bruxelles all' Italia: sei raccomandazioni, dialogo sulle pensioni
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 4
Giorgio Pogliotti
È rottura tra sindacati e governo
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 4
Gian Paolo Tosoni
L' energia fotovoltaica fuori dal reddito agrario
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5
Gian Paolo Ranocchi
Non è obbligatorio adeguarsi a Gerico
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 14
Giovanna ManciniSara Monaci
Il governo punta sul dopo Expo
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 14
Pagina a cura diMario Cerofolini
Per l' Imu sui fabbricati la deduzione scende al 20%
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 15
Pagina a cura diGian Paolo Ranocchi
Il bonus investimenti premia gli acquisti oltre la media
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 15
Mauro Salerno
Cantone boccia la centrale appalti
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
Alessandro Arona
Project finance, il 71% è «fittizio»
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 20
Roberto Galullo
La parola per sconfiggere le mafie
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 33
Carlotta BenigniAntonio Tomassini
Voluntary con obbligo allargato
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 35
G. Par.
Contributo unificato rinviato alla Consulta
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 35
Giuseppe DebenedettoGianni Trovati
Tasi ancora senza «precompilata»
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 38
Andrea Alberto Moramarco
Pa, l' impresa va informata degli ostacoli al contratto
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 4
TINO OLDANI
Piaccia o no, le sei raccomandazioni fatte dalla Ue dimostrano che l'...
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 8
GIOVANNI BUCCHI
Enrico Letta, prima di emigrare, si rituffa nella Dc
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 13
PAOLO SIEPI
Periscopio
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 18
MARCO A. CAPISANI
Editoria, riforma prima dell' estate
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 29
ENZO SOLLINI
Per uno dei soggetti serve l' estraneità
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 29
ENRICO SAVIO*
Sport dilettantistico, benefici fai da te ko
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 31
VALERIO STROPPA
Gli avvisi bonari con il turbo
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 32
Rischi fiscali stroncati subito
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Spending review? Come non detto
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 11
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IN BREVE
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 38
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IN BREVE
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
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24
Sgravi del 65% per cultura e spettacolo
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
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L' Ace in eccesso abbatte l' Irap
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 14
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DEDUZIONE IMU
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 14
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L' acquisto di case da affittare con deduzione del 20%
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 13
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RAVVEDIMENTO
13/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 3
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VALERIO STROPPA
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13/05/2015 Italia Oggi Pagina 34
GABRIELE VENTURA
Gli enti devono ripristinare i gdp soppressi
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 34
58
L' Anac azzera la centrale Asmel
13/05/2015 Italia Oggi Pagina 34
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FRANCESCO CERISANO E SERGIO TROVATO
La Tasi non arriva a domicilio
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Il Resto del Carlino Ravenna
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 8
61
Russi, riconoscimento per il Burson
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 11
62
Quattro profughi a Solarolo
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15
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LAVEZZOLA, ECCO I CANDIDATI DELLE CONSULTE
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15
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Cori contro la processione, è polemica
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15
MONTANARI LORENZA
Silvano Verlicchi:«Proponiamo di ridurre Tasie addizionale...
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15
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Il motociclista ferito resta ricoverato
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 16
68
Al Palazzo Ascom le opere di Marangoni dedicate a Baracca
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 16
Alluvione, lavori per 500mila euro
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 16
Emergenza sanitaria e calamità naturali,tre serate per tutti a
13/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 16
Prendeva l'energia elettrica dal palo dell'illuminazione pubblica
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FILIPPI DANIELE
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Corriere di Romagna Ravenna
13/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 12
Arrivano i profughi: verranno ospitati dall' Asp
13/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 27
Serata di poesia con Giuseppe Bellosi
13/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Oltre 500mila euro per sistemare i danni dell' alluvione nel Lughese
13/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Si allaccia alla rete pubblica per avere energia gratis
13/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Modifiche alla viabilità
13/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Emergenza e calamità
13/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Candidati delle consulte
13/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Auto all'asta
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La Voce di Romagna Ravenna
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 4
Orva La piadina con l' esclamativo
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 32
"Un arresto illegale al bar"
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 33
Il Bursôn primeggia a Bruxelles
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Parco del Tondo, fioriscono le polemiche I
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
IL 'RAPINATORE CHIRURGO' RESTA IN CARCERE
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Rubava energia elettrica per illuminare covo dello spaccio
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Dopo l' alluvione di febbraio opere per 560mila euro
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Conselice I candidati alle consulte si presentano alla cittadinanza
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Hera: con le bollette on line cresce il Parco Vatrenus
13/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 35
Quattro profughi nigeriani in alloggio Asp
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Il Sole 24 Ore
Prima Pagina
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
LA GUIDA.
Slalom tra bonus e (qualche) rincaro
Molte sono le novità che quest' anno vanno
considerate per la compilazione del modello
Unico persone fisiche, relativamente ai redditi
del 2014. Dovranno prestare particolare
attenzione i lavoratori dipendenti che da
maggio 2014 hanno percepito il bonus mensile
di 80 euro che spetta solo con un reddito
complessivo non superiore a 26milaeuro, in
quanto il loro datore di lavoro lo ha erogato
senza conoscere molti dei redditi percepiti
dagli stessi nel 2014. Se la restituzione di
questa somma è incerta e va verificata di volta
in volta, l' aumento di tassazione per i terreni
incolti, invece, è certo, perché dal 2014 sono
state eliminate le storiche agevolazioni che
consentivano di non tassare completamente il
reddito agrario e di ridurre del 70% quello
dominicale. Per i fabbricati, poi, dal 2014 i
canoni di affitto per i contratti "concordati" sono
tassati al 10%, invece del 15%, se si è scelto
la cedolare secca e l' immobile è ubicato in
comuni ad alta tensione abitativa.
Inoltre è stata eliminata la colonna relativa all'
importo dell' Imu dovuta.
Tra le deduzioni dal reddito, spicca quella del
20% del costo di acquisto o di costruzione di
abitazioni da dare in locazione per 8 anni a
canoni bassi, ma è stata eliminata quella dei
contributi Ssn pagati con l' Rc auto.
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Luca De Stefani
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Per le addizionali vale il «domicilio» al 1° gennaio
Il modello su carta va presentato entro il 30 giugno Invio telematico fino al 30 settembre.
Il modello Unico 2015 persone fisiche deve
essere presentato entro il 30 giugno 2015, se
in forma cartacea per il tramite di un ufficio
postale. Il modello può essere presentato in
via telematica entro il 30 settembre 2015,
direttamente dal contribuente abilitato ai
servizi telematici o tramite un intermediario
abilitato.
Il modello Unico, che fino a qualche anno fa,
poteva comprendere i redditi, l' Iva, l' Irap e il
modello 770, già dal 2009 può contenere solo
l' Iva e i redditi, anche perché, dalla
modulistica del 2009, si è separata dall' Unico
la dichiarazione Irap. Per i contribuenti che
presentano la dichiarazione unificata, Iva e
redditi, si precisa che nel frontespizio, nel
riquadro "Visto di conformità", la relativa
casella deve essere compilata solo nel
modello Unico, indicando il codice 1, se il visto
riguarda la sola dichiarazione dei redditi; il
codice 2 , s e i l v i s t o r i g u a r d a l a s o l a
dichiarazione Iva; il codice 3 , s e i l v i s t o
riguarda entrambe le dichiarazioni.
Domicilio fiscale e stato civile Tra le novità del
modello Unico 2015 persone fisiche, si
segnalano la data di riferimento del domicilio
fiscale al 1° gennaio che vale per il calcolo
delle addizionali regionali e comunali, e l a
scomparsa dello stato civile del contribuente, ad esempio, coniugato, che non va più indicato nel
frontespizio.
Come precisato dall' agenzia delle Entrate, nella circolare 31/E del 30 dicembre 2014, con la quale ha
illustrato le novità contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, l' addizionale regionale
dovuta per il 2014 dovrà essere versata alla Regione in cui il contribuente aveva il domicilio fiscale al 1°
gennaio 2014, anche se nel frattempo ha cambiato residenza.
Nel frontespizio del modello Unico 2015 sono richiesti i "Dati del contribuente", cognome e nome,
sesso, data di nascita, Comune di nascita e sigla della relativa Provincia. Se qualcuno dei dati
anagrafici indicati nella tessera sanitaria o nel tesserino è sbagliato, il contribuente deve recarsi presso
un qualsiasi ufficio delle Entrate per avere la variazione. Fino a quando non viene fatta la variazione, il
contribuente deve indicare i dati in suo possesso anche se sbagliati. La residenza anagrafica deve
essere indicata solo se il contribuente ha variato la propria residenza nel periodo dal 1° gennaio 2014
alla data in cui presenta il modello Unico. In questo caso, indica negli appositi spazi i dati della nuova
residenza, quali, Comune, sigla della Provincia, Cap, indirizzo, numero civico, e frazione se presente, il
giorno, il mese e l' anno in cui è avvenuta la variazione. La residenza anagrafica va indicata anche dai
contribuenti che presentano per la prima volta la dichiarazione dei redditi. Generalmente, il domicilio
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
fiscale coincide con la residenza anagrafica e consente di individuare la Regione e il Comune per i quali
è dovuta rispettivamente l' addizionale regionale e comunale. Se la residenza non è variata o è variata
nell' ambito dello stesso Comune, si compila solo il rigo "Domicilio fiscale al 1° gennaio 2014". Se,
invece, la residenza è variata in un Comune diverso, si compila anche il rigo relativo al domicilio fiscale
al 1° gennaio 2015.
Nel rigo "Domicilio fiscale al 1° gennaio 2014" si indica il vecchio indirizzo se la variazione è avvenuta a
partire dal 3 novembre 2013. Se, invece, la variazione è avvenuta entro il 2 novembre 2013, si indica il
nuovo domicilio.
I contribuenti che si sono trasferiti in Italia nel corso del 2014 devono indicare il domicilio fiscale nel
quale hanno trasferito la residenza. Nel modello Unico 2015 al rigo "Domicilio fiscale al 1° gennaio
2015" si indica il precedente domicilio se la variazione è avvenuta a partire dal 3 novembre 2014. Se,
invece, la variazione è avvenuta entro il 2 novembre 2014, si indica il nuovo domicilio.
I non residenti Non possono presentare il modello Unico 2015 i contribuenti che nel 2014 e/o nel 2015
non sono residenti in Italia. Ai fini fiscali, sono considerate residenti in Italia le persone fisiche che
rientrano in una delle seguenti categorie:soggetti iscritti nelle anagrafi della popolazione residente per la
maggior parte del periodo d' imposta; soggetti non iscritti nelle anagrafi, che hanno nello Stato il
domicilio per la maggior parte del periodo d' imposta; il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa
ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi; soggetti non iscritti nelle anagrafi che hanno
nello Stato la residenza per la maggior parte del periodo d' imposta; la residenza è il luogo in cui la
persona ha la dimora abituale.
Le condizioni si verificano per la maggior parte del periodo d' imposta se sussistono per oltre 183 giorni
anche non continuativi o per la metà del periodo intercorrente tra l' inizio e il decesso o la nascita e la
fine dell' anno.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
RAVVEDIMENTO
I contribuenti, che omettono o eseguono
tardivamente adempimenti o versamenti o
commettono irregolarità nelle dichiarazioni
annuali dei redditi, dell' Irap, dell' Iva, dei
sostituti d' imposta (modello 770), possono
valersi del ravvedimento. Il ravvedimento per
gli omessi o tardivi versamenti può riguardare
solo i tributi. Chi si ravvede deve versare con il
modello F24 le somme dovute, più la
sanzione, più gli interessi dell' 1% annuo fino
al 31 dicembre 2014 e dello 0,5% annuo dal 1°
gennaio 2015, dal giorno successivo alla
scadenza del pagamento, fino al giorno di
pagamento compreso.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Commissione Ue. Competitività nel mirino.
Bruxelles all' Italia: sei raccomandazioni, dialogo
sulle pensioni
BRUXELLES La Commissione europea
pubblicherà oggi raccomandazioni­paese che
non vogliono essere né punitive né
cattedratiche. Rispetto al passato, i
suggerimenti dovrebbero essere più mirati,
anche nel tentativo di renderli più facili da
rispettare.
L' Italia riceverà un via libera complessivo sulla
politica economica del governo, sia sul fronte
delle riforme che su quello del bilancio, anche
se il nodo pensionistico, provocato dalla
recente sentenza della Corte costituzionale,
non mancherà di essere citato.
L' obiettivo di Bruxelles è di indirizzare,
incanalare le strategie economiche nazionali
per meglio accompagnare gli sforzi verso una
modernizzazione degli stati membri. La
Commissione europea presieduta dal
presidente Jean­Claude Juncker ha scelto
negli scorsi mesi di modificare l'
atteggiamento di Bruxelles nei confronti dei
Ventotto.
Non parla più di consolidamento di bilancio,
ma di responsabilità di bilancio, e l' obiettivo è
di accompagnare la ripresa.
L' Italia conterà con ogni probabilità sei
raccomandazioni­paese, come la Francia e la Croazia. «Il numero di suggerimenti non deve essere
considerato un metro per valutare se la Commissione è particolarmente critica», spiega un funzionario
comunitario. «È semplicemente funzione da un lato delle promesse di riforma del governo, e dall' altro
dell' ampiezza del cantiere nel processo di modernizzazione dell' economia». A differenza che in
passato, si è voluto cercare sintonia tra Bruxelles e Roma.
I suggerimenti all' Italia dovrebbero servire a migliorare la competitività del paese, in ritardo cronico, e
riguardare tra le altre cose la tassazione (alleggerendo le imposte sul lavoro trasferendo l' imposizione
sulle proprietà); il riassetto del settore creditizio (troppo spezzettato); il mercato del lavoro e la
contrattazione collettiva; il mercato dei servizi; le reti infrastrutturali; l' innovazione e l' istruzione; la
pubblica amministrazione (si veda il Sole 24 Ore del 7 maggio scorso).
Nel suo pacchetto, la Commissione farà propri gli obiettivi di bilancio dell' Italia (2,6% del prodotto
interno lordo di deficit quest' anno, 1,8% nel 2016) così come i target di aggiustamento del disavanzo
strutturale (0,25% e 0,1%). Bruxelles darà il suo benestare a una riduzione limitata del deficit strutturale
l' anno prossimo, applicando le nuove regole sulla flessibilità di bilancio che consentono di ridurre gli
impegni di bilancio in presenza di sforzi sul fronte delle riforme.
Con l' occasione, l' esecutivo comunitario sottolineerà che l' Italia ha accesso alle nuove regole sulla
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
flessibilità di bilancio purché rispetti le sue promesse di riforma e i suoi obiettivi di deficit, alla luce
anche dell' elevatissimo debito pubblico. In questo senso, Bruxelles prenderà per buone le garanzie del
governo, dopo che la Consulta ha ritenuto priva di validità la scelta di abolire l' indicizzazione all'
inflazione di alcune pensioni. La sentenza provocherà un aumento dei costi per l' esecutivo.
Ieri ancora il ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan ha assicurato qui a Bruxelles che «il governo sta
lavorando per una soluzione che minimizzi l' impatto sulla finanza pubblica e permetta di rispettare tutti i
parametri di finanza pubblica, come scritto nel Documento economico e finanziario». Il ministro ha
incontrato lunedì il vertice della Commissione per discutere della questione. «Non è stato necessario
mettere l' Italia sotto pressione», ha precisato ieri un alto responsabile europeo.
Tornando alla strategia più complessiva dell' esecutivo comunitario, l' obiettivo di Bruxelles è di
promuovere l' investimento; riformare il mercato dei servizi e dei prodotti; permettere una responsabilità
di bilancio che non pesi sulla crescita economica; e migliorare le politiche favorevoli all' occupazione. La
Commissione Juncker vuole appoggiare i governi nel loro sforzo economico, e teme che un
atteggiamento troppo cattedratico possa stuzzicare le tensioni nazionalistiche.
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Enti locali
È rottura tra sindacati e governo
Nulla di fatto all' incontro a Palazzo Chigi, rischio blocco scrutini ­ De Vincenti:
sconcertante.
ROMA Si è concluso con un nulla di fatto l'
incontro di ieri tra governo e sindacati che
minacciano di scioperare anche in occasione
degli scrutini.
Al termine della riunione di Palazzo Chigi a
dirsi «insoddisfatti» sono tutti i leader di Cgil,
Cisl, Uil, e delle sigle di categoria Flc­Cgil,
Cisl scuola, Uil scuola, Gilda, Snals e Cobas,
che hanno bocciato anche gli emendamenti
votati alla Camera, poiché «lasciano aperti i
principali nodi» del Ddl scuola. Nonostante ciò
il premier, Matteo Renzi,su twitter ha
commentato: «dialogo su #labuonascuola è
utile. Nei prossimi giorni faremo su questo un
#matteorisponde». Il messaggio ai sindacati è:
siamo pronti ad ascoltarvi senza però
rinunciare ad andare avanti con il progetto di
riforma. All' incontro, durato circa tre ore, per il
governo erano presenti il sottosegretario alla
presidenza Claudio De Vincenti, i ministri
Marianna Madia (Pa), Maria Elena
Boschi(rapporti con il Parlamento), Stefania
Giannini (Istruzione) e Graziano Delrio
(Infrastrutture): «Restano divergenze forti ma
c' è la volontà di dialogo ­ ha commentato il
ministro Giannini ­. Il governo sui punti
qualificanti del Ddl scuola non farà passi indietro». Tra i prossimi passaggi, è previsto un incontro tra il
ministro Giannini e i sindacati di categoria che poi andranno in audizione al Senato e, prima del voto
finale del Ddl, saranno ricevuti nuovamente a palazzo Chigi, dove si aprirà anche un tavolo sulla
formazione e il lavoro con i ministri Poletti e Giannini.
Anche se non tutte le sigle lo hanno detto apertamente, nel ventaglio di posizioni dei sindacati di
categoria, è opinione comune che in mancanza di risposte, la mobilitazione finirebbe per impattare sugli
scrutini, con l' effetto di provocarne un rallentamento. Contro la minaccia del blocco degli scrutini, è
intervenuto il sottosegretario De Vincenti: «Sconcerta ­ ha detto in serata ­ che, a fronte di una manifesta
volontà del Governo di dialogare si risponda da parte di alcune sigle sindacali minacciando il blocco
degli scrutini.
Un' iniziativa del genere sarebbe irresponsabile perché colpirebbe unicamente studenti e famiglie». L'
incontro di ieri ha comunque segnato l' avvio del dialogo, anche se si è concluso con una fumata nera.
«Il mondo della scuola continua ad essere mobilitato ­ ha commentato la leader della Cgil Susanna
Camusso ­. Visto il giudizio non positivo dell' incontro valuteremo quali altre iniziative mettere in campo.
Il Ddl, anche rispetto alle poche modifiche apportate, contiene un modello non condiviso nella scuola.
Continueremo a batterci per cambiarlo». Per Camusso «il governo ha sentito il colpo della
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
mobilitazione» dello scorso 5 maggio che ha avuto un' adesione media del 65% (dato ministeriale), e tra
gli Ata si è aggirata intorno al 40%, tra i dirigenti scolastici al 5% e tra gli insegnanti ha toccato il 75%
(dati sindacali). «Le modifiche introdotte in Parlamento non sono sufficienti perché non rimuovono i punti
critici che noi non condividiamo ­ ha aggiunto la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan ­. Se si
fossero fatti prima altri incontri con il Governo sicuramente avremmo costruito un percorso più utile per
cambiare la scuola» . Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha «apprezzato gli sforzi del
Governo per apportare modifiche», che però considera «insufficienti: non c' è stata nessuna apertura su
precariato, valutazione e contratto». Di blocco degli scrutini ha parlato il segretario di Snals­Confsal
Marco Paolo Nigi, ritenendo «inaccettabile affidare la valutazione dei docenti ad un comitato composto
con genitori e studenti», ha chiesto di «eliminare ogni aspetto di gestione autoritaria nella scuola», con
riferimento ai poteri assegnati dal Ddl al dirigente scolastico.
«Organizzeremo presidi in occasione dell' inizio del dibattito alla Camera, assemblee e iniziative di lotta
nelle scuole, la mobilitazione continua» promette Domenico Pantaleo(Flc­Cgil).
Per Massimo Di Menna (Uilscuola) «serve un piano assunzioni da adottare con provvedimento di
urgenza per assicurare la stabilità del lavoro al personale docente e Ata impiegato da anni
precariamente». Tra le richieste dei sindacati c' è anche il rinnovo del contratto scaduto da sette anni.
Oggi a Palazzo Chigi saranno ricevute le associazioni di famiglie e studenti.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
L' energia fotovoltaica fuori dal reddito agrario
Conteggiati al 25% i corrispettivi registrati ai fini Iva che eccedono le soglie.
Il quadro A del modello Unico persone fisiche
comprende i redditi dominicale e agrario,
derivanti dal possesso o dall' utilizzo dei
terreni. Il reddito dominicale (che riguarda il
possesso del terreno) deve essere dichiarato
dal proprietario del terreno o titolare di un altro
diritto reale, mentre, il reddito agrario (relativo
all' utilizzo del terreno per fini produttivi) deve
essere dichiarato dal soggetto che svolge
direttamente l' attività agricola sul terreno.
Le due tipologie di reddito Entrambi i redditi,
dominicale e agrario, risultanti dalle iscrizioni
catastali, devono essere rivalutati, nei righi
relativi al reddito imponibile (colonne 11 e 12),
rispettivamente nella misura dell' 80 e del 70
per cento. I redditi così determinati, vanno poi
ulteriormente rivalutati del 15%, oppure del 5%
qualora si tratti di terreni agricoli o non
coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori
diretti e dagli imprenditori agricoli professionali
(Iap) iscritti nella previdenza agricola (ai fini
dell' acconto 2015, tali percentuali vanno
aumentate rispettivamente al 30% e al 10%).
Si ricorda che la rivalutazione dell' 80% e del
70% non va applicata nel caso di terreni
concessi in affitto per usi agricoli a giovani
imprenditori che non hanno ancora compiuto i
40 anni, in presenza di alcune specifiche
condizioni (durata contratto non inferiore a cinque anni, possesso delle qualifiche professionali
agricole).
Terreni non coltivati Con decorrenza 2014, l' articolo 7, comma 3 del Dl 91 del 24 giugno 2014 ha
abrogato il comma 1 dell' articolo 31 del Tuir, pertanto non è più applicabile la regola secondo cui, in
caso di fondo rustico costituito per almeno 2/3 da terreni coltivabili a prodotto annuale, non coltivato per
cause indipendenti dalla tecnica agraria, il reddito dominicale dell' annata agraria non coltivata è ridotto
del 70%. Di conseguenza, nella colonna 7 ("casi particolari") scompaiono il codice 1 e il codice 5 da
compilare in questo caso, anche se la norma è entrata in vigore in corso d' anno.
Si ricorda che dal periodo di imposta 2014 il reddito derivante dalla produzione e cessione della energia
elettrica da fonte agroforestale e fotovoltaica non rientra più nel reddito agrario. Infatti l' articolo 1,
comma 423 della legge 266/2005 che considerava tale attività produttiva di reddito agrario in quanto
"connessa" all' attività agricola principale (articolo 2135 del Codice civile) è stato modificato. Il Dl
66/2014 ha, infatti, mutato questa disciplina, prevedendo una soglia al d i sopra della quale i ricavi sono
tassati ai fini Irpef e Irap.
Energia elettrica o calorica Il nuovo testo di legge prevede infatti che per l' anno 2014, le attività di
produzione e vendita di energia elettrica o calorica si considerano escluse da imposta entro il limite di
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260.000 kWh per gli impianti fotovoltaici e entro il limite di 2.400.000 kWh per impianti a
biogas/biomasse. La parte eccedente questi limiti (oltre soglia, appunto) concorre a formare base
imponibile per il 25% dell' ammontare dei corrispettivi registrati ai fini Iva per la produzione di energia al
netto della quota incentivo (tariffa incentivante) e va indicata nel quadro RD o, in caso di opzione per la
determinazione dei redditi nei modi ordinari, nei quadri RF o RG, secondo le relative istruzioni.
Non sempre l' Irpef è dovuta sui terreni; nel caso di terreni non affittati, l' Imu sostituisce l' Irpef e le
relative addizionali sul reddito dominicale, mentre il reddito agrario continua ad essere assoggettato alle
ordinarie imposte sui redditi.
Pertanto, occorre verificare se il terreno sia esente o no dall' Imu; qualora il terreno sia esente da Imu si
deve barrare la casella 9 ("Imu non dovuta"). Si ricorda, infine, che, secondo le indicazioni contenute nel
decreto interministeriale del 28 novembre 2014 e il Dl 4 del 24 gennaio 2015 sono esenti dall' Imu, per il
2014, i terreni rientranti nelle seguenti fattispecie: terreni a immutabile destinazione agro­silvo­pastorale
a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile, anche se non ricadono in zone montane o di collina; i
terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati totalmente montani di cui all'
elenco dei comuni italiani predisposto dall' Istituto nazionale di statistica (Istat); i terreni agricoli, nonché
quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali o
a questi concessi in comodato o affitto, ubicati nei comuni classificati parzialmente montani di cui allo
stesso elenco Istat.
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Gian Paolo Tosoni
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L' acquisto di case da affittare con deduzione del
20%
Il beneficio riguarda anche i costi di costruzione Limite di spesa a 300mila euro.
Pagina a cura diLuca De Stefani ­ La nuova
agevolazione, che consente, per il quadriennio
2014­2017, la deduzione dal reddito
complessivo delle persone fisiche del 20% del
costo di acquisto o di costruzione di abitazioni
da dare in locazione per otto anni a canoni
bassi, introdotta dall' articolo 21, decreto legge
12 settembre 2014, n.
133, dovrà essere indicata nel rigo RP32 del
modello Unico 2015 PF.
Oggetto dell' agevolazione Le persone fisiche
non esercenti attività commerciale possono
dedurre dal reddito complessivo il 20% degli
acquisti, effettuati dal 1° gennaio 2014 al 31
dicembre 2017, di unità immobiliari a
destinazione residenziale:di nuova costruzione
e contemporaneamente rimaste invendute al
12 novembre 2014 o; oggetto di interventi di
ristrutturazione edilizia o di restauro e di
risanamento conservativo, quindi, sono
escluse, ad esempio, le più semplici
manutenzioni, ordinarie o straordinarie.
Sono deducibili anche gli interessi passivi
dipendenti da mutui contratti per l' acquisto
delle unità immobiliari medesime.
Infine, la deduzione del 20% spetta anche per
le spese sostenute dal contribuente per le
prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d'
appalto, per la costruzione dell' abitazione su aree edificabili già possedute dal contribuente stesso
prima dell' inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori. Queste spese di
costruzione sono attestate dall' impresa che esegue i lavori.
Anche se le istruzioni ad Unico PF impongono che l' acquisto sia effettuato «da imprese di costruzione e
da cooperative edilizie» e la ristrutturazione sia effettuata da «imprese di ristrutturazione immobiliare e
da cooperative edilizie», queste condizioni si considerano applicabili solo per il periodo che va dal 13
settembre 2014 all' 11 novembre 2014, in quanto questi vincoli sono stati eliminati dall' originario
articolo 21, comma 1, Dl 133/2014, dalla legge di conversione (la 164/2014), a decorrere dal 12
novembre 2014.
Misura del bonus La deduzione viene ripartita in otto quote annuali di pari importo dal periodo d'
imposta della stipula del contratto di locazione.
Il limite massimo complessivo delle spese su cui calcolare il 20% è di 300mila euro (deduzione
massima di 60mila euro), anche nel caso di acquisto o costruzione di più immobili. Quindi, fermo
restando il limite massimo complessivo di 300mila euro, la deduzione non spetta solo per una unità, ma
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anche per l' acquisto o la realizzazione di ulteriori unità immobiliari da destinare alla locazione. Sembra
che questo limite sia riferito alla persona fisica nell' arco di tutto il quadriennio agevolato (2014­2017),
ma nel silenzio della norma si potrebbe ipotizzare anche che sia riferito al singolo acquisto.
Destinazione a locazione L' unità immobiliare acquistata o costruita deve essere destinata, entro sei
mesi dall' acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, alla locazione per almeno otto anni e purché
tale periodo abbia carattere continuativo. Il canone di locazione, poi, non può essere superiore a quello
indicato nella convenzione comunale stipulata ai fini del rilascio del permesso di costruire relativo agli
interventi di edilizia abitativa convenzionata (articolo 18, Dpr 6 giugno 2001, n. 380) o, in alternativa alla
precedente condizione, non può essere superiore né a quello previsto per i contratti a canone
convenzionale o concordato (articoli 2, comma 3, legge 431/1998), né a quello speciale stabilito per le
unità abitative realizzate o recuperate nei Comuni ad alta tensione abitativa (articolo 3, comma 114,
legge 350/2003), quindi, non può essere superiore al minore di questi due ultimi importi. Il bonus,
pertanto, non è fruibile a quelle abitazioni per le quali non è applicabile nessuno dei tre suddetti canoni
limite.
Anche se la norma parla di «destinazione» alla locazione per 8 anni (non di stipula del relativo
contratto), si ritiene che entro 6 mesi dall'acquisto debba essere stipulato un contratto di affitto per otto
anni. Se viene scelto un contratto a canone concordato, quindi, deve essere modificata la durata che di
solito viene utilizzata di 3 anni, rinnovabile per altri 2 anni (quindi, inferiore agli 8 anni). Si tratta,
peraltro, di una durata minima, liberamente modificabile. Considerando che non vi è un contratto­tipo di
8 anni, si ritiene comunque utilizzabile quello a canone libero, la cui durata è di 4 anni, rinnovabile per
altri 4 anni. Solo con il rinnovo (in generale, obbligatorio per il proprietario), si arriva agli otto anni.
Naturalmente, anche se si parla di canone libero, questo dovrà rispettare i canoni massimi previsti
dall'articolo 21, comma 4, lettera e) del Dl 133/2014.
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Studi di settore. Il contribuente può inserire nelle "Annotazioni" le ragioni che giustificano la non
congruità.
Non è obbligatorio adeguarsi a Gerico
Le prossime scadenze dichiarative
metteranno, come ogni anno, molti contribuenti
nella condizione di dover decidere se
adeguarsi o meno ai risultati dell' elaborazione
dello studio di settore di appartenenza. La
decisione dipenderà da diversi fattori che in
sintesi riepiloghiamo.
Il rischio accertamento Sul punto va precisato
che non vi è alcun automatismo di
accertamento derivante dall' anomalia
segnalata da Gerico. In pratica, quindi, il
riscontro di non congruità non comporta
automaticamente la notifica dell' invito al
contraddittorio da parte dell' ufficio.
Secondo la giurisprudenza di legittimità
(Cassazione, sezioni unite, numeri 26635,
26636, 26637 e 26638 del 18 dicembre 2009),
«Gli studi di settore sono una elaborazione
statistica, il cui frutto è una ipotesi
probabilistica che per quanto seriamente
approssimata può solo costituire una
presunzione semplice». Pertanto anche in
ipotesi di accertamento sulla base dell'
insufficienza di ricavi segnalata dello studio di
settore di appartenenza, saranno necessarie
ulteriori prove a carico dell' ufficio e riferibili
nello specifico al caso di specie, al fine di
supportare una legittima pretesa erariale. L'
adeguamento, ovviamente, rimuove ogni rischio in questo senso.
Il rischio redditometro L' adeguamento potrebbe avere, sia pur indirettamente, utilità anche nell' ambito
del rischio di un accertamento di tipo sintetico basato sul cosiddetto redditometro. I maggiori ricavi o
compensi dichiarati, infatti, aumentando il reddito imponibile attribuibile al contribuente, assegnano allo
stesso una maggior capacità contributiva. Inoltre l' ottenimento dello status di regolarità fiscale nell'
ambito dell' attività svolta con partita Iva, pur riguardando solo un comparto reddituale riferibile al
contribuente, potrebbe consentire una difesa migliore e più efficace laddove lo stesso soggetto dovesse
essere raggiunto da un accertamento da redditometro che, come noto, attiene al reddito complessivo
del soggetto mirato.
La norma premiale I contribuenti congrui e coerenti rispetto all' applicazione degli studi di settore,
possono fruire di una copertura sui possibili accertamenti da parte degli uffici. Si tratta in pratica della
preclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici di cui all' articolo 39, primo comma,
lettera d), del Dpr 600/1973 e all' articolo 54, secondo comma, del Dpr 633/1972; della riduzione di un
anno dei termini di decadenza per l' attività di accertamento previsti dall' articolo 43, primo comma del
Dpr 600/1973 e dall' articolo 57, primo comma, del Dpr 633/1972 e del fatto che la determinazione
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sintetica del reddito complessivo di cui all' articolo 38 del Dpr 600/1973 (redditometro), è ammessa a
condizione che il reddito complessivo accertabile incida di almeno un terzo quello dichiarato. Va detto,
per chiarezza, che le particolari condizioni che governano il bonus in questione non lo rendono
facilmente fruibile.
Come procedere L' adeguamento spontaneo alle risultanze degli studi di settore è disciplinato all'
articolo 2 del Dpr 195/1999, il quale prevede che è sempre gratuito per gli studi nuovi o revisionati e
soggetto all' applicazione di una maggiorazione del 3% per gli studi che, invece, non si trovano nel
primo anno di applicazione (o di revisione) nel caso in cui l' entità dello scostamento superi il 10% dei
ricavi o compensi dichiarati. Sul piano procedurale il contribuente persona fisica deve indicare al rigo
RG5 o RF12, se svolge attività d' impresa, al RE5 se svolge attività di lavoro autonomo e nel rigo RQ80
i maggiori ricavi o compensi e la relativa Iva. Nella dichiarazione Irap deve essere dato conto dell'
adeguamento in ogni quadro a seconda del tipo di attività.
Ovviamente per il contribuente non congruo non vi è alcun obbligo di procedere all' adeguamento
spontaneo in dichiarazione. In questo caso è comunque consigliabile anticipare alle Entrate nello spazio
dedicato alle "Annotazioni" le motivazioni che lo hanno condotto a questa scelta e che giustificano la non
congruità .
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Gian Paolo Ranocchi
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DEDUZIONE IMU
01 Tipologia immobili Immobili strumentali per
destinazione: usati solo per l' esercizio dell'
arte o professione o dell' impresa; per natura:
non suscettibili di diversa utilizzazione senza
radicali trasformazioni, anche se dati in
locazione o comodato (categorie catastali B;
C; D; E e A/10) 02 PRESUPPOSTI A
decorrere da quanto dovuto per il periodo d'
imposta 2013 e a condizione che la stessa sia
stata pagata 03 MISURA Il 20% dell' imposta
pagata, o il 30% per il periodo d' imposta in
corso al 31 dicembre 2013.
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Il Sole 24 Ore
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Esposizione universale. Primo incontro per i terreni di Rho: l' ipotesi della sottoscrizione di una
quota di maggioranza di Arexpo.
Il governo punta sul dopo Expo
Possibile anche il finanziamento di Cdp a uno dei progetti di sviluppo dell' area.
milano Una prima riunione tecnica per
decidere se e con quali modalità il governo
entrerà nella partita del dopo­Expo. La
decisione arriverà probabilmente tra una
ventina di giorni, ma già ieri sono state
avanzate diverse opzioni in un incontro a
Roma tra i soggetti potenzialmente coinvolti,
ovvero Presidenza del Consiglio, ministero per
le Politiche agricole, agenzia del Demanio e
Cassa depositi e prestiti.
A quanto si apprende in via ufficiosa, tra le
ipotesi che circolano c' è quella, già avanzata
nelle scorse settimane, di un ingresso diretto
nella società proprietaria dell' area (Arexpo),
attraverso l' acquisizione delle quote
attualmente in mano a Fondazione Fiera
Milano (il 27,66%), senza escludere la
possibilità di aumentare tale quota fino all'
ottenimento di una maggioranza relativa.
Altra ipotesi sul tavolo è quella di sostenere
uno o più progetti per la valorizzazione del
sito, con l' impegno di Cassa depositi e prestiti
o d e l Demanio sottoforma di contributi o
garanzie. La Cdp, a quanto si apprende,
potrebbe sostenere una delle proposte (in
particolare, quella dell' Università Statale di
Milano, che non sarebbe in grado di finanziarsi completamente in modo autonomo) con un contributo
che potrebbe aggirarsi attorno ai 400­600 milioni di euro; ma non si esclude la possibilità di estinguere il
debito di Arexpo nei confronti delle banche. Il Demanio potrebbe invece contribuire con il pagamento ai
soci di mutui o affitti per il trasferimento nel sito dei suoi uffici milanesi; oppure rilevare parte delle quote
societarie e dunque entrare direttamente nella partita come proprietario.
La posizione ufficiale del governo, che dovrebbe decidersi già nel prossimo incontro tra i medesimi
soggetti a inizio giugno, sarà poi presentata al nuovo tavolo con i soci di Arexpo (probabilmente a metà
giugno), quando sarà noto anche l' advisor selezionato dalla società per lo sviluppo dell' area. In ogni
caso, l' impegno del governo è ritenuto decisivo per il futuro dell' area, visto che i progetti per la sua
valorizzazione e il suo utilizzo ­ una volta terminata Expo ­ non mancano, ma rimane l' incognita della
fattibilità economica.
L' ipotesi di realizzare sul sito una sorta di Cittadella della scienza e dell' innovazione, che metta
insieme il campus dell' Università Statale di Milano e il polo tecnologico di Assolombarda, sembra
raccogliere sempre più consensi e lascerebbe spazio anche ad altre proposte, come quella avanzata
dalla Consob di realizzare nell' area un' agenzia europea per le piccole medie imprese.
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Ma un sostegno finanziario da parte del governo sembra imprescindibile per il destino di un sito che è
costato ai suoi proprietari 320 milioni, di cui 160 sottoforma di prestito da parte delle banche.
Banche che hanno dato la disponibilità a prorogare il finanziamento a fine anno, ma soltanto se verrà
presentata per tempo una proposta sostenibile anche dal punto di vista finanziario.
In un intervento di Palazzo Chigi spera sicuramente il Comune di Milano, che oltre a essere socio di
maggioranza assieme alla Regione Lombardia (con il 34,7% delle quote) ha anche il compito di
decidere sulla destinazione d' uso dei terreni di Expo.
«Il governo si è già impegnato a dare un contributo significativo attraverso Cassa depositi e prestiti ­ ha
del resto ricordato ieri il sindaco Giuliano Pisapia ­ affinché il sito su cui ora sorge Expo diventi in futuro
un' area tecnologicamente avanzata, ma anche tecnologicamente usata». Più critico nei confronti del
governo il presidente della Lombardia Roberto Maroni, che già lunedì aveva liquidato la notizia del
vertice a Roma commentando che soltanto i soci di Arexpo possono decidere sul futuro dell' area. «Il
dopo­Expo si decide in Lombardia ­ ha ribadito ieri ­. Se il governo vuole collaborare nessuna
obiezione. Per quanto mi riguarda, sposo al cento per cento l' idea di realizzare qui il più grande
campus italiano, con residenze per gli studenti e un grande centro sportivo».
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Giovanna ManciniSara Monaci
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Il Sole 24 Ore
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Lo scomputo. Resta dubbia l' aliquota Irpef da utilizzare per il calcolo.
L' Ace in eccesso abbatte l' Irap
L' eccedenza Ace non utilizzata può essere
trasformata in credito d' imposta usufruibile in
diminuzione dell' Irap dovuta in cinque quote
costanti. Lo prevede l' articolo 19 del Dl 91/14.
I soggetti Irpef eseguono tale trasformazione
applicando sull' eccedenza «le aliquote di cui
all' articolo 11 e 77 del Tuir». Come noto, la
tassazione Irpef o p e r a c o n u n r e g i m e d i
progressività, in relazione al quale sono
previsti 5 scaglioni con un' aliquota che va da
un minimo del 23% ad un massimo del 43 per
cento. Non è quindi chiaro quale debba essere
l' aliquota da utilizzare nella determinazione
del credito d' imposta: la marginale massima
applicata dalla persona fisica, quella minima o
quella media. Sul punto le istruzioni
ministeriali si limitano a richiamare il testo
normativo.
Alcune indicazioni sono invece contenute nella
relazione al decreto, dove viene precisato che
i soggetti Irpef, avuto riguardo alla modalità di
calcolo dell' Ace in dichiarazione, devono
applicare le aliquote corrispondenti agli
scaglioni di reddito previste dall' articolo 11 del
Tuir. In sostanza, calcolano il credito d'
imposta nello stesso modo in cui si determina
l' Irpef, ovvero distribuendo le eccedenze Ace
secondo gli scaglioni di reddito previsti ai fini
del calcolo dell' imposta. La scelta viene fatta direttamente nel quadro di competenza (rigo RS37) nel
quale andrà indicata, al rigo 14, l' eccedenza trasformata in credito d' imposta. Scorrendo le istruzioni
alla compilazione del quadro, è possibile comprendere come l' eccedenza trasformabile sia solo quella
maturata nel 2014. La gestione del credito d' imposta viene poi fatta direttamente in dichiarazione Irap
nella sezione XVI del quadro IS, dove andrà indicato il credito riferito al periodo d' imposta 2014 e l'
eventuale residuo non utilizzato per incapienza dell' imposta di periodo.
L' utilizzo viene effettuato con scomputo diretto nel quadro IR della quota deducibile (pari a 1/5), con
possibilità di riporto dell' eccedenza non utilizzata negli anni successivi e recupero della stessa, laddove
quest' ultima trovi capienza nell' imposta di competenza di tali anni.
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Per l' Imu sui fabbricati la deduzione scende al 20%
Il beneficio riguarda gli immobili strumentali per natura o per destinazione.
L' Imposta municipale propria relativa agli immobili strumentali
è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa
e del reddito derivante dall' esercizio di arti e professioni nella
misura del 20% (o del 30% se riferita al periodo d' imposta
2013). Lo prevede l' articolo 1, comma 715, della legge di
stabilità 2014, modificando l' articolo 14, comma 1, del Dlgs
23/2011.
La medesima imposta resta, invece, indeducibile ai fini dell'
Irap.
L' ambito oggettivo di applicazione della norma è limitato all'
imposta municipale relativa agli immobili strumentali. A tal fine
è utile ricordare che l' articolo 43, comma 2, del Tuir, definisce
due concetti di strumentalità: quella per destinazione ­ sono tali
gli immobili usati esclusivamente per l' esercizio dell' arte, o
professione, o dell' impresa commerciale da parte del
possessore (immobili strumentali per destinazione), a
prescindere dalla loro classificazione catastale. L' utilizzo
esclusivo ai fini dell' esercizio dell' attività d' impresa è basilare;
pertanto qualora l' immobile venga locato o utilizzato in modo
promiscuo, non può più essere considerato strumentale per
destinazione; quella per natura ­ tali gli immobili che per le loro
caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione
senza radicali trasformazioni, anche se dati in locazione o
comodato (immobili strumentali per natura). Sono strumentali
per natura quelli appartenenti alle categorie catastali B; C; D; E
e A/10.
Quanto alla decorrenza delle norma, l' agenzia delle Entrate
(nella circolare 10/E/2014) ha chiarito che, in base all' articolo
9, comma 2, del Dlgs 23 del 2011, l' Imu è dovuta per anni
solari e, quindi, l' Imu relativa al periodo di imposta in corso al
31 dicembre 2013, con riferimento alla quale è possibile
beneficiare della deduzione parziale, coincide con l' Imu dovuta
per l' anno 2013. Per i soggetti titolari di reddito di impresa è
necessario, inoltre, fare riferimento a quanto disposto dal
secondo periodo del comma 1 dell' articolo 99 del Tuir in base
al quale «le altre imposte sono deducibili nell' esercizio in cui
avviene il pagamento».
Pertanto, ai fini della determinazione del reddito d' impresa,
costituisce costo deducibile l' Imu di competenza del periodo di
imposta, a condizione che la stessa sia anche pagata dal contribuente nel medesimo periodo d'
imposta.
La deduzione in Unico 2015 può dunque essere beneficiata con riferimento all' Imu 2014 pagata nell'
anno, ma anche sull' Imu 2013 eventualmente versata tardi. Tale imposta costituisce infatti un costo di
competenza del periodo di imposta 2013 indeducibile in questo periodo di imposta, che diviene
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deducibile all' atto del pagamento.
In base a questo principio, l' Imu sugli immobili strumentali pagata nel 2014, se riferita allo stesso
periodo, risulterà deducibile nella misura del 20% mentre, se riferita al periodo antecedente, dovrebbe
essere deducibile nella più elevata misura del 30%, risultando invece totalmente indeducibile l' imposta
riferita alle annualità anteriori a quella in corso al 31 dicembre 2013.
Depone a favore di tale tesi il fatto che il dato letterale della norma stabilisce espressamente che «per il
periodo d' imposta in corso al 31 dicembre 2013, l' aliquota ... è elevata al 30 per cento», dando
rilevanza al periodo di competenza dell' imposta e dall' articolo 99 del Tuir, che ne limita la deducibilità
al momento del pagamento.
Da un punto di vista operativo, diverse sono le modalità di indicazione delle deduzioni in Unico Pf. A tal
fine è necessario distinguere tra soggetto in contabilità semplificata e soggetto in contabilità ordinaria. I
soggetti che compilano il quadro G indicano la quota parte dell' Imu deducibile (20%) nel rigo RG22
"altre componenti negative". I soggetti in contabilità ordinaria operano, invece, una doppia variazione e
più in particolare: una variazione in aumento per l' intera imposta versata nel 2014, al rigo RF16, e una
variazione in diminuzione per la quota parte deducibile del 20%, al rigo RF55, indicando il codice 38.
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Pagina a cura diMario Cerofolini
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13 maggio 2015
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Il bonus investimenti premia gli acquisti oltre la
media
Nel calcolo si prendonoin esame i cinque periodi di imposta precedenti.
Il bonus previsto dall' articolo 18 del Dl
91/2014 per gli investimenti effettuati nel corso
del 2014 va indicato nel quadro RU di Unico
2015, con l' indicazione del codice A09.
Qualificato il credito, la gestione del quadro si
risolve compilando solo la colonna 3 del rigo
RU3, indicando l' ammontare complessivo del
credito maturato.
L' importo deve essere riportato poi nel rigo
RU12, dato che il bonus deve essere ripartito
in tre quote annuali di pari importo e può
essere utilizzato esclusivamente in
compensazione mediante F24 dal secondo
periodo d' imposta successivo a quello di
effettuazione dell' investimento.
Pertanto, per i soggetti con periodo d' imposta
coincidente con l' anno solare, in caso di
investimenti effettuati nel periodo d' imposta
2014 (25 giugno 2014 ­ 31 dicembre 2014) la
prima quota sarà utilizzabile dal primo gennaio
2016 mentre, in caso di investimenti effettuati
nel periodo d' imposta 2015 (all' orizzonte
sembra si stia profilando la proroga del
periodo agevolato a tutto il 2015), la prima
quota sarà utilizzabile dal primo gennaio 2017.
Il provento non concorre alla formazione del
reddito e del valore della produzione ai fini
Irap e non rileva ai fini della determinazione
del pro­rata di deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali, di cui agli articoli 61 e 109,
comma 5, del Tuir. Dato che il bonus fiscale è rilevato come componente positivo nel bilancio 2014,
occorre effettuare un' opportuna variazione in diminuzione nel quadro RF.
Ricordiamo che sono agevolati gli investimenti "incrementali" in beni strumentali nuovi compresi nella
Tabella 28 Ateco e che è prevista una soglia d' ingresso riferita al valore dell' investimento unitario non
inferiore a 10mila euro.
Le Entrate, con la circolare 5/E/2015, hanno fornito alcuni chiarimenti in merito all' applicazione del
bonus.
Investimento unitario In merito all' individuazione del valore soglia di 10mila euro per gli investimenti in
beni "non unitari", le Entrate hanno affermato che «il tenore letterale della norma che fa riferimento agli
"investimenti", confermato anche dalla relazione illustrativa, porta a ritenere che l' ammontare minimo
pari a 10mila euro debba essere verificato in relazione a ciascun progetto di investimento effettuato dall'
imprenditore in beni strumentali compresi nella divisione 28 della tabella Ateco e non ai singoli beni che
lo compongono. Al riguardo si precisa che, qualora l' impresa realizzi più progetti di investimento nel
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Enti locali
medesimo periodo agevolabile, tale verifica dovrà essere effettuata in relazione a ciascun progetto di
investimento unitariamente considerato».
L' individuazione del valore soglia Nell' individuazione del valore soglia, l' agenzia delle Entrate sembra
quindi fare riferimento al concetto innovativo di "progetto di investimento", con un' accezione più ampia
rispetto a quello dell' individualità intesa come attitudine all' autonoma utilizzazione del bene, richiamata
dalla risoluzione 9/1751/1979, in tema di deducibilità del costo unitario se inferiore a 516,46 euro.
L' importo agevolabile è determinato tenendo in considerazione la media degli investimenti dei 5 periodi
di imposta precedenti a quello di investimento. La logica che ha mosso il legislatore nel regolare l'
agevolazione è stata infatti quella di premiare solo gli investimenti che eccedono il fisiologico ricambio
delle immobilizzazioni.
Nella determinazione della media precedente, occorre tenere presente che i criteri adottati per l'
individuazione e il computo degli investimenti agevolati, valgono anche per gli investimenti degli
esercizi precedenti da assumere ai fini del raffronto che, pertanto, deve avvenire tra termini omogenei.
È altresì da ricordare che dalla media è possibile escludere il periodo in cui l' investimento è stato
maggiore.
Una questione delicata atteneva al fatto che, essendo il periodo agevolabile attualmente posto nella
maggior parte dei casi a cavallo tra due periodi (2014 e 2015), i termini di raffronto del periodo di
investimento spesso non sono omogenei.
Si era quindi auspicato che l' Agenzia chiarisse che, in virtù del principio di omogeneità di valori, fosse
possibile ragguagliare la media precedente con lo stesso criterio temporale previsto per il computo
degli investimenti agevolati sul 2014.
Questa soluzione non è stata però avallata dalle Entrate.
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Pagina a cura diGian Paolo Ranocchi
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Art bonus. Le erogazioni devono essere state effettuate attraverso strumenti tracciabili.
Sgravi del 65% per cultura e spettacolo
L' Art bonus previsto dall' articolo 1 del Dl
83/2014 è un credito d' imposta riconosciuto a
favore di persone fisiche e giuridiche per
favorire le erogazioni liberali a sostegno della
cultura e dello spettacolo.
L' agevolazione si sostanzia nel
riconoscimento di un credito d' imposta pari al
65% delle erogazioni liberali effettuate in
ciascuno dei due periodi d' imposta successivi
a quello in corso al 31 dicembre 2013 (2014 e
2015, per i soggetti "solari") e del 50% delle
erogazioni liberali effettuate nel periodo d'
imposta successivo a quello in corso al 31
dicembre 2015 (2016, per i soggetti "solari").
Per i soggetti titolari di reddito d' impresa, il
credito d' imposta è riconosciuto nel limite del
5 per mille dei ricavi annui determinati ex
articoli 85 e 87 del Tuir. Il credito, che va
monitorato nel quadro RU del modello Unico,
va utilizzato (senza limiti quantitativi) in tre
quote annuali di pari importo ed è fiscalmente
irrilevante in quanto non sconta tassazione di
alcun genere (Ires, Irpef, e Irap). Esso, inoltre,
non concorre ai fini della determinazione della
quota di interessi passivi e delle altre spese
deducibili dal reddito d' impresa.
Per chi ha effettuato erogazioni liberali nel
corso del 2014, la prima quota di credito, nella
misura di 1/3, è utilizzabile già a decorrere dal 1° gennaio 2015.
Per le liberalità effettuate dalle imprese, il riconoscimento del credito d' imposta opera in deroga alla
deducibilità del costo ai sensi dell' articolo 100, comma 2, lettere f) e g) del Tuir, che resta in vigore per
le fattispecie non contemplate dall' articolo 1 del Dl 83/2014.
Ai fini della fruibilità del bonus, è previsto che le erogazioni liberali debbano essere effettuate
esclusivamente "in denaro", per cui occorre fare attenzione di eseguire il pagamento attraverso
strumenti cosiddetti "tracciabili".
Sul piano dichiarativo, nel rigo RU l' Art bonus è individuato con il codice credito A3, con indicazione del
quantum maturato nel corso del 2014 nel rigo RU5.
Ricordiamo che l' Agenzia ha fornito i propri chiarimenti ufficiali sul tema con la circolare 24/E/2014.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Contratti pubblici. Stop ad Asmel, gare a rischio.
Cantone boccia la centrale appalti
ROMA Doccia fredda di Cantone sull' Asmel,
società consortile nata per aggregare gli
appalti dei comuni, in risposta ai nuovi obblighi
sulla centralizzazione degli appalti. P e r i l
presidente dell' Autorità Anticorruzione, che ha
anche il compito di censire le stazioni
appaltanti e tenere l' albo dei soggetti
aggregatori, la società non ha i requisiti per
svolgere nessuna delle due funzioni. Lo stop
alle gare gestite da Asmel è nero su bianco
nella delibera n.32 firmata da Cantone il 30
aprile 2015 diffusa ieri dall' Authority.
Il provvedimento nasce dagli esposti promossi
da Anacap, l' associazione delle
concessionarie di accertamento e riscossione
dei tributi locali (settore in cui si era da poco
proposta anche l' Asmel), Ance, Osservatorio
regionale del Piemonte e Confindustria Cuneo.
Il documento rappresenta una secca
bocciatura dell' operato svolto dalla società,
partecipata dal Comune di Caggiano (Sa), l'
associazione Asmel e il consorzio Asmez, nato
nel 1994 per l' iniziativa di alcune aziende
private.
Per Cantone la società «non può considerarsi
legittimata ad espletare attività di
intermediazione negli acquisti pubblici, peraltro senza alcun limite territoriale definito». Con la
conseguenza che tutte le gare promosse da Asmel sono da considerare «prive del presupposto di
legittimità».
Una bocciatura non da poco se si pensa che al momento sono 45 le procedure gestite da Asmel per
conto dei comuni aderenti all' iniziativa e che nel corso degli anni le gare promosse per conto degli enti
locali sono state centinaia per un controvalore di centinaia di milioni. Un servizio offerto ai comuni
aderenti (oltre 450 in tutta Italia alla centrale di committenza, 1.900 all' associazione) a fronte di un
canone annuale stabilito in proporzione al numero degli abitanti e a una tariffa di aggiudicazione pari all'
1,5% dell' appalto posta a carico dell' aggiudicatario. A queste gare di recente si è aggiunta anche la
stipula di tre convenzioni per la riscossione dei tributi locali con Gosaf, Romeo Gestioni e Infotirrena.
In estrema sintesi sono due le obiezioni mosse da Cantone e confortate anche da un parere dell'
Avvocatura dello Stato. La prima riguarda la presenza «seppur indiretta di società private nella
compagine consortile». La seconda riguarda l' operatività non circoscritta ad un preciso ambito
territoriale. Mentre, per l' Autorità la ratio della centralizzaizone sarebbe proprio quella di lavorare in un
ambito definito «per consentire anche la condivisione delle risorse umane e strumentali degli Enti
interessati, la razionalizzazione dei centri di spesa, la riduzione dei costi di gestione e il conseguente
risparmio di risorse pubbliche». Al contrario, l' Asmel «agisce come un soggetto del tutto autonomo»
dagli enti locali aderenti che «conferiscono una sorta di "delega" delle funzioni di committenza».
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Il punto ora è capire cosa succederà alle gare gestite da Asmel e giudicate illegittime da Cantone. Un
timbro che rischia di invalidare le decine di gare in corso e gettare un' ombra di regolarità anche sulle
procedure già svolte per conto dei Comuni che potrebbero essere travolte da un' ondata di ricorsi.
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Mauro Salerno
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
IN BREVE
LA RIFORMA AL SENATO Pagamento diretto
per i subappalti Obbligo di pagamento diretto
dei subappaltatori, in caso di inadempimento
del titolare dell' appalto e limitazione del
massimo ribasso ad appalti sotto determinate
soglie di importo. Sono due delle principali
novità in arrivo con il nuovo pacchetto di
emendamenti alla delega per la riforma degli
appalti presentati dai relatori Stefano Esposito
e Marco Pagnoncelli (Fi) al testo in
discussione alla commissione Lavori pubblici
del Senato. I nuovi emendamenti recuperano
anche il divieto di appalti i n house p e r i
concessionari, con l' obbligo di mandare a
gara il 100% degli appalti, come peraltro il
relatore Esposito aveva già annunciato (vedi Il
Sole 24 Ore del 29 aprile). Ieri è arrivato anche
il parere della commssione Bilancio sul nuovo
testo base della delega. Resta però ancora da
esaminare la compatibilità finanziaria degli
oltre 300 emendamenti . Il rischio a questo
punto è che l' esame di merito slitti al rientro
della pausa dei lavori prevista per le elezioni
regionali che scatta il 22 maggio.
DOSSIER ON LINE Piano c a s a , l e l e g g i
regione per regione Pronto il dossier on line di
300 pagine sul Piano casa, con tutti gli aggiornamenti degli ultimi mesi, spiegati dagli esperti. Il
riassunto delle norme e i testi delle leggi, integrali e aggiornate.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Regole Ue. Istat: 17 su 24 sono appalti mascherati senza rischi per i privati ­ Gavio vince la
gara per la A21.
Project finance, il 71% è «fittizio»
Il ministero dell' Economia: evitare questi errori, più analisi costi­benefici.
Oltre due terzi dei project financing "freddi"
avviati negli ultimi dieci anni in Italia erano
fasulli, contrari cioè alle regole Eurostat sui
requisiti per classificare fuori bilancio u n '
opera pubblica finanziata in tutto o in parte con
capitali privati.
Il dato emerge dal rapporto «A focus on PPPs
in Italy» della Ragioneria generale dello Stato
(ministero Economia), presentato nel corso del
Meeting Ocse sul Ppp (Parigi, 23­24 marzo) e
messo on line sul sito del Mef nei giorni scorsi.
La "scoperta" è però dell' Istat, che ha messo
sotto osservazione 24 operazioni di Ppp
"freddi" (dove sono cioè i canoni pubblici a
remunerare l' investimento privato) per un
investimento di 4 miliardi di euro: ebbene, per
17 casi su 24, pari al 71%, per un valore di 3,5
miliardi su 4 (87%), i privati non rischiavano
nulla (o quasi), e dunque non si trattava di un
vero project financing ma di un "appalto
mascherato".
Questo significa che nella maggior parte di
questi casi il Ppp non è stata la scelta migliore
p e r Comuni e Asl, che alla lunga devono
dunque sopportare costi maggiori. Significa
inoltre che questi investimenti devono essere
riclassificati, bisogna cioè inserire le spese ­ negli anni in cui sono state effettuate ­ nel conto economico
delle pubbliche amministrazioni (l' impatto sui conti pubblici è però limitato, perché spalmato negli anni
e riferito al passato). Significa infine ­ lo dice chiaramente lo studio del Mef ­ che va resa obbligatoria un'
analisi costo­benefici prima di lanciare queste operazioni, in modo che i Ppp siano utilizzati solo in caso
di vantaggio "dimostrato" per la Pa.
Facciamo un passo indietro. In base alle regole Eurostat 2004 (aggiornate nel Manuale Sec 2010) i
partenariati pubblico­privati sono davvero tali, e dunque il costo di investimento può essere classificato
"fuori bilancio", senza impatto sui conti pubblici di Stati ed enti locali, solo se c' è un vero trasferimento
ai concessionari privati di almeno due dei tre seguenti rischi: 1) costruzione; 2) mercato (introiti da
tariffe o pedaggi); 3) disponibilità (canoni variabili pagati dalla Pa in base a parametri di qualità).
Ebbene, dal 2010 al 2014 l' Istat ha condotto un complesso e paziente lavoro di verifica (su gare,
contratti, canoni) su 24 progetti di Ppp italiani di dimensione media, per un valore totale di 4 miliardi di
euro di investimento, scelti tra le categorie più a rischio, e cioè i Pf freddi.
Nel campione (di cui non è stato possibile avere il dettaglio) ci sono 16 interventi sulla sanità, e 8
interventi in Lombardia.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Dall' analisi Istat emerge che nel 71% dei casi (e per l' 87% dell' importo) i progetti sono stati
riclassificati "on balance", cioè nel bilancio pubblico. Non c' è stato vero trasferimento dei rischi, vale a
dire che canoni fissi, garanzie, clausole contrattuali e "paracadute" vari proteggono di fatto i privati da
ogni vero rischio. Questo significa che probabilmente affidare queste operazioni ai privati, con alti costi
finanziari e con servizi pluriennali a un soggetto unico non è stato affatto un buon affare per Comuni,
Regioni, Asl.
Anche la nuova direttiva europea sulle concessioni 23/2014, da recepire entro il il 18 aprile 2016,
costringe l' Italia a una gestione meno "leggera" dei project financing: se non ci sarà trasferimento
effettivo del rischio operativo ai privati, infatti, le opere non si potranno fare in concessione.
Ieri intanto è stata aggiudicata all' Ati Satap­Itinera (Gruppo Gavio) la gara per riaffidare la concessione
dell' autostrada A21 Piacenza­Brescia. Il ministero delle Infrastrutture annuncia l' aggiudicazione a
breve anche della gara per la A3 Napoli­Salerno «nonché delle ulteriori concessioni che via via
perveranno a scadenza nei prossimi anni». Già scaduta, e da mettere a gara, ci sarebbe Autobrennero,
e il 30 giugno scadrà la Brescia­Padova, se non sarà approvato il progetto della Valdastico Nord.
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Alessandro Arona
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Il Sole 24 Ore
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DA DOMANI LA COLLANA DEL SOLE 24 ORE.
La parola per sconfiggere le mafie
Venti volumi sulla lotta alla criminalità. Si parte con Giovanni Falcone.
Le mafie non si sconfiggono con l' Esercito ma
con un esercito di insegnanti.
L' insegnamento è di un grande scrittore
siciliano, Gesualdo Bufalino, che si riferiva in
particolare al ruolo delle maestre elementari.
Forse per il senso materno che rende ogni
insegnamento più lieve ma al tempo stesso
convincente e senza dubbio perché valori e
principi di legalità si insegnano quando il
cuore e il cervello dei ragazzi non sono ancora
stati contaminati dai disvalori di cui la vita è
disseminata.
Quell' insegnamento è stato la luce ispiratrice
prima della rubrica «Ora legale» (ogni giovedì
su www.ilsole24ore.com) e poi della collana
editoriale. Ora legale, dunque, proprio come
quei 60 minuti di educazione civica che, una
volta, a scuola tenevano banco.
Le storie e le lezioni che si raccontano nella
collana appartengono a chi aveva capito che le
mafie non sono, da tempo, solo riti e santini,
sangue e affiliazioni, violenze e intimidazioni
ma sempre di più reti borghesi criminali in cui
l' anima nera e tradizionale dei mafiosi convive
con quelle dei servitori infedeli dello Stato e
delle sue istituzioni e di soggetti che
tradiscono le professioni, la politica e la pubblica amministrazione. Non a caso il primo libro, in uscita
domani a 8,90 euro oltre al prezzo del quotidiano, è Cose di Cosa nostra, scritto da Giovanni Falcone
con Marcelle Padovani, proposto quando l' Italia si avvicina indolentemente all' anniversario della strage
di Capaci in cui, con il giudice e la moglie, 23 anni fa perirono tre agenti di scorta.
I 20 volumi della collana (ogni giovedì in edicola per una settimana, oppure acquistabili, anche con gli
arretrati, sul sito www.ilsole24ore.com/oralegale) sono percorsi di formazione e al tempo stesso di
informazione: la conoscenza, infatti, è il primo antidoto contro le mafie. È proprio la parola ciò che più
temono i sistemi criminali: che sia sussurrata, urlata o scritta, la parola che contiene in sé legalità e diritti
fa paura perché crepa o rompe quel muro di omertà e di appartenenza criminale sul quale si ergono e
si impongono le mafie.
Conosceremo queste donne e questi uomini, più o meno noti al grande pubblico, con il tratto semplice e
istruttivo di giornalisti, scrittori, professori, Servitori dello Stato che non solo hanno fatto del rigore, della
denuncia, della prevenzione e del contrasto ai sistemi criminali una ragione di vita ma hanno anche
tradotto in "parola scritta" il senso alto della formazione e dell' informazione.
A volte, ed è il caso dei libri del presidente del Senato Pietro Grasso (Liberi tutti) e del procuratore
aggiunto di Reggio Calabria Antonio Gratteri (La mafia fa schifo), gli autori si rivolgono direttamente ai
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
più giovani, con loro interloquiscono o da loro apprendono lezioni di vita quotidiana.
Storie di eroi, mafia ed antimafia ­ è il sottotitolo della collana editoriale ­ che vengono proposte per far
conoscere, attraverso la voce autorevole di chi le scrive, persone che hanno dedicato la propria vita a
insegnare valori e principi di legalità: l' avvocato Giorgio Ambrosoli, l' imprenditore Libero Grassi, il
giudice Rosario Livatino, don Pino Puglisi, il giornalista Giancarlo Siani, il politico Giuseppe Valarioti, il
ribelle Peppino Impastato, la testimone di giustizia Rita Atria, il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa ed
altri ancora, i cui sacrifici hanno profondamente segnato la nostra vita.
Qualcuno li chiama eroi, qualcun altro vuol fuggire dalla retorica mitologica e preferisce non fare ricorso
a questa definizione. Sono eroi perché, come si legge sull' Enciclopedia Treccani, «eroe è chi dà prova
di grande abnegazione e di spirito di sacrificio per un nobile ideale». E quale ideale più nobile esiste
della libertà di crescere nei valori e nei principi di legalità che queste persone hanno insegnato?
La collana fa però spazio anche all' attualità di mafie che evolvono in raffinati sistemi criminali e che
attaccano dunque, secondo prospettive nuove e diverse, società, economia e finanza. In questo filone si
collocano il libro "Finanza criminale ­ Soldi, investimenti e mercati delle mafie e della criminalità in Italia
e all' estero" e, ancora, i volumi sugli imprenditori che hanno capitanato la rivoluzione antiracket a
partire dalla Sicilia, sulle mani delle mafie a Milano e sulla peste dei rifiuti in Campania.
.http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Roberto Galullo
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Rientro dei capitali. Le omissioni rischiano di portare a una sanzione sul totale degli attivi non
monitorati per ogni soggetto collegato.
Voluntary con obbligo allargato
Necessaria un' istanza autonoma in presenza di una delega operativa sul conto estero.
A ognuno la sua domanda di voluntary
disclosure. Tutti i soggetti collegati, e in
particolare cointestatari, eredi e delegati a
operare su conti e depositi, devono presentare
una propria richiesta di disclosure. Eventuali
dimenticanze sono a rischio, in quanto mentre
in caso di disclosure la sanzione da definire è
unica e può essere ripartita tra tali soggetti, in
caso di contestazione successiva a carico di
uno di essi particolarmente "distratto", si
tornerebbero ad applicare le ordinarie regole
in materia di monitoraggio fiscale, per le quali
ognuno è destinatario di una sanzione sulla
totalità degli attivi non monitorati. Si rischia un
proliferare di istanze a fronte, in definitiva, di
un' unica violazione da regolarizzare. Questo
almeno stando all' interpretazione erariale.
Tuttavia la stessa legge 186/2014 prevede
che, ai fini della disclosure, le attività intestate
a più persone si presumono, salvo prova
contraria, ripartite in parti uguali tra tutti coloro
che ne avevano la disponibilità per ciascun
periodo di imposta. Questa disposizione va
letta alla luce delle regole di compilazione del
quadro RW, che richiedono l' indicazione
integrale dell' importo da parte di tutti i
soggetti cointestatari (oltre che far riferimento, a partire da Unico 2014, anche alla nozione di titolarità
effettiva). Se dunque marito e moglie hanno un conto cointestato dovranno presentare la disclosure
ognuno autonomamente, anche se le sanzioni ­ ai soli fini della disclosure ­ si applicheranno solo sulla
quota parte di spettanza di ciascuno.
Stesse considerazioni, sulla base di quanto chiarito dalla circolare 10/E/2015, valgono per i soggetti
delegati, ma qui le problematiche aumentano. È ipotizzabile che si debba trattare di deleghe operative,
ovvero che quanto meno il delegato abbia la possibilità di disporre delle somme (effettuando, per
esempio, prelevamenti, bonifici o giroconti). La circolare fa espresso riferimento alle deleghe di firma
(paragrafo 1.1).
In alcuni casi invece presso le banche estere vi sono semplici deleghe alla visura dei conti, per le quali
sembrerebbe corretto concludere che il delegato non debba aderire alla disclosure (in quanto per
queste situazioni non sembra sussistere obbligo di compilazione del quadro RW).
Un' ulteriore riflessione merita la «prova contraria» a cui fa riferimento la norma, ossia la possibilità di
dimostrare che alla cointestazione formale delle attività (o alla presenza di deleghe sulle stesse) non
corrispondano poteri reali di disporne (qui il pensiero corre anche al caso dei beneficiari inconsapevoli,
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13 maggio 2015
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
ovvero quei soggetti titolari di attività, anche magari con pienezza di poteri, a loro insaputa). La
sostanza giuridica dei rapporti deve prevalere sulla forma. Se le somme appartengono al fratello
maggiore ma il conto corrente è intestato anche al fratello minore, dovrebbe essere possibile che la
disclosure avvenga integralmente a opera del maggiore, senza che il minore abbia alcun obbligo.
Documentare una situazione di questo tipo potrebbe non essere agevole, sarebbe tuttavia possibile
ricostruirsi l' origine (ad esempio che si tratta di evasione fiscale riferibile al solo fratello maggiore) o
produrre il numero di transazioni effettuate dall' uno piuttosto che dall' altro (se il fratello minore non ha
mai operato, tale ricostruzione deve essere considerata credibile).
Resta da chiarire in questi casi se il soggetto collegato sia esonerato dalla presentazione della
disclosure o debba presentarla a «zero» (o a «1») per evitare che ­ essendo indicato nell' istanza del
fratello maggiore come soggetto collegato ­ possa incappare in problematiche future.
La soluzione più ragionevole pare quella di fare un' unica disclosure non indicando l' altro soggetto tra i
«collegati». Nel regolarizzare, in questi come in altri casi, occorre tuttavia prestare molta attenzione
anche al verificarsi di situazioni di liberalità dirette o indirette che potrebbero far scattare (a meno che
non siano spirati i termini di accertamento riferiti alle due imposte) la tassazione ai fini delle imposte di
successione e donazione, imposte escluse dall' ambito di operatività della disclosure.
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Carlotta BenigniAntonio Tomassini
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Ricorsi contro più atti.
Contributo unificato rinviato alla Consulta
ROMA Il calcolo del contributo unificato nel
ricorso tributario contro più atti finisce alla
Consulta. L' ordinanza 271/01/2015 della Ctp
Campobasso (presidente e relatore Di Nardo)
ha rimesso alla Corte costituzionale la
valutazione di legittimità sulla norma (Dpr
115/2002, articolo 14, comma 3­bis) modificata
dalla legge di stabilità 2014 (legge 147/2013)
che impone di determinare il valore della lite
«per ciascun atto impugnato anche in
appello».
Per il collegio molisano, infatti, «costringere il
contribuente che proponga un ricorso
cumulativo a pagare per il contributo unificato
tributario una somma maggiore di quella
corrispondente al valore del processo
determinato sulla somma dei soli tributi
(oggetto degli atti impugnati) e pari a quella
che avrebbe dovuto corrispondere se avesse
attivato un numero di processi corrispondente
a quello degli atti impugnati, costituisce palese
violazione della capacità contributiva».
Ma non solo. Perché «l' imposizione, per il
ricorso cumulativo, di un contributo unificato
non rapportato al costo del processo, ma ai
singoli atti impugnati, si rivela come un
eccessivo peso tributario e, in quanto tale, appare confliggere anche con l' articolo 113 della
Costituzione che assicura come contro gli atti della Pa sia sempre ammessa la tutela giurisdizionale:
tutela che comunque viene limitata notevolmente».
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G. Par.
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Il Sole 24 Ore
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Tributi locali. L' Ifel rimarca l' inapplicabilità della promessa ­ Confedilizia: «Situazione indegna
di un Paese civile»
Tasi ancora senza «precompilata»
La promessa del «bollettino precompilato» per
la Tasi è destinata a rimanere tale anche per
quest' anno, e i contribuenti dovranno tornare
a destreggiarsi fra le 200mila aliquote prodotte
dall' incrocio fra il tributo sui servizi indivisibili
e l' Imu: il problema non si porrà tanto per l'
acconto, che bisognerà pagare in base alle
aliquote 2014 (o a quelle più favorevoli
eventualmente già approvate dai Comuni per
quest' anno), ma soprattutto per il saldo in
calendario a dicembre. Una condizione che
Giorgio Spaziani Testa, presidente di
Confedilizia, bolla come «indegna di un Paese
civile. Non solo l' obbligo iniziale è stato
trasformato in merà facoltà per i Comuni, ma
p o c h i enti si stanno organizzando: per i
contribuenti, come accade ormai dal 2012, si
prepara insomma un altro anno in cui saranno
calpestati i più elementari principii di civiltà
giuridica».
A far alzare i toni al presidente di Confedilizia
è anche una nota diffusa ieri dall' Ifel, la
Fondazione dell' Anci per la finanza locale, in
cui si sostiene che la promessa del bollettino
precompilato è semplicemente impossibile da
attuare.
Si tratta di una questione molto dibattuta sin dall' anno scorso poiché il comma 689 prevedeva (e tuttora
prevede) «l' invio di modelli di pagamento preventivamente compilati da parte degli enti impositori», pur
demandando le modalità di versamento a un decreto ministeriale. Quest' ultimo, adottato il 23 maggio
2014, chiariva però che la precompilazione sarebbe stata un' opzione per i Comuni e non un obbligo.
Ma la questione non si è chiusa definitivamente perché la legge 89/2014, nel modificare per l' ennesima
volta la norma sul versamento del tributo (comma 688), stabilisce che dal 2015 «i Comuni assicurano la
massima semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo disponibili i modelli di
pagamento preventivamente compilati su loro richiesta, ovvero procedendo autonomamente all' invio
degli stessi modelli». In sostanza la preventiva compilazione si ha solo dietro richiesta del contribuente
e non è obbligatoria per i Comuni. Ma più di quelli normativi, rilevano i problemi sostanziali: secondo l'
Ifel, l' obbligo di inviare i modelli precompilati è nella pratica inattuabile, perché presuppone l' esatta
conoscenza dei soggetti passivi (tra cui gli occupanti degli immobili): una conoscenza impossibile per
mancanza di allineamento degli archivi catastali e per incompatibilità con la scadenza della
dichiarazione Tasi, fissata dalla legge al 30 giugno «dell' anno successivo». Lo stesso debutto del 730
precompilato, del resto, ha mostrato che anche per l' amministrazione finanziaria la gestione dei dati
catastali non è semplice, come confermato dalla frequenza dei problemi e degli errori incontrati dai
contribuenti.
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13 maggio 2015
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Insomma, ancora una volta i contribuenti si trovano schiacciati fra regole scritte male, con un' attenzione
più intensa all' effetto­annuncio che alle ricadute pratiche, e difficoltà di attuazione a livello
amministrativo. I Comuni, in ogni caso, devono assicurare servizi di assistenza comprensivi della
compilazione dei bollettini di pagamento, ma solo su richiesta del contribuente.
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Giuseppe DebenedettoGianni Trovati
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
IN BREVE
Giudici di pace Ripristino entro il 30 luglio Il
ministero della Giustizia, con circolare del 12
maggio del Dipartimento dell' organizzazione
giudiziaria, ricorda i principali passaggi
applicativi che andranno rispettati da parte
d e g l i enti locali c h e h a n n o e s p r e s s o l '
intenzione di conservare l' ufficio del giudice di
pace che altrimenti sarebbe stato soppresso
per effetto della nuova geografia giudiziaria.
L' istanza di ripristino andrà presentata entro il
prossimo 30 luglio e dovrà contenere, tra l'
altro, l' assunzione piena dell' impegno
economico al funzionamento e l' indicazione
del personale amministrativo che all' ufficio
sarà dedicato.
Ecoreati Stretta finale sulla riforma Sono 10 gli
emendamenti presentati al provvedimento
sugli ecoreati nelle commissioni Giustizia e
Ambiente al Senato: otto di questi chiedono la
reintroduzione del divieto di air gun (la tecnica
con esplosioni ad aria compressa per la
ricerca di idrocarburi in mare) cancellata alla
Camera. Le proposte di modifica depositate
puntano a punire con il carcere da 1 a 3 anni
chi fa uso dell' air gun. Gli emendamenti
dovrebbero essere esaminati oggi pomeriggio
dalle commissioni competenti. Il testo, ritornato in quarta lettura a Palazzo Madama, aggiorna il codice
penale introducendo i delitti contro l' ambiente. Nel passaggio alla Camera il governo ha preso l'
impegno ad una approvazione definitiva entro maggio e il presidente del consiglio Matteo Renzi si è
anche detto disponibile a mettere la fiducia.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Appalti. Enti con responsabilità precontrattuale piena.
Pa, l' impresa va informata degli ostacoli al contratto
La Pubblica amministrazione deve tenere un
comportamento corretto in tutte le fasi della
procedura pubblica che portano al consenso
contrattuale e informare il contraente privato
delle circostanze che potrebbero determinare
l' invalidità o l' inefficacia del contratto. Se non
avviene la responsabilità precontrattuale è dell'
ente pubblico. Lo ha affermato la Cassazione
nella sentenza 9636. La vicenda che ha dato
modo di precisare la portata applicativa degli
articoli 1337 e 1338 del Codice civile quando
uno dei contraenti è una Pa ha visto
contrapporsi una società di costruzioni e il
vecchio ministero dei Lavori pubblici (oggi
accorpato a quello dei Trasporti) che, in
seguito a licitazione privata, avevano stipulato
un contratto di appalto per la costruzione per
opere nella laguna di Venezia e sul naviglio
Brenta. Il ministero aveva proceduto alla
consegna immediata dei lavori per ragioni di
urgenza, salvo sospenderli dopo 17 mesi per il
no della Corte dei conti alla registrazione,
rendendo il contratto inefficace. I giudici
accogliendo il ricorso dell' impresa hanno
affermato la responsabilità precontrattuale dell'
ente pubblico sottolineando che a questi fini è
rilevante la «correttezza del comportamento complessivamente tenuto» in tutte le fasi della procedura
ad evidenza pubblica che «si pongono quale strumento di formazione progressiva del consenso
contrattuale». E in questo contesto, la consegna dei lavori d' urgenza per un' opera poi divenuta
ineseguibile avrebbe ingenerato nell' impresa «un ragionevole affidamento in ordine alla regolare
esecuzione», mentre il ministero avrebbe dovuto informare il contraente privato della possibilità che i
giudici contabili negassero la registrazione, e su eventuali altre incognite per quali il contratto poteva
non andare a buon fine.
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Andrea Alberto Moramarco
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Italia Oggi
Enti locali
torre di controllo.
Piaccia o no, le sei raccomandazioni fatte dalla Ue
dimostrano che l' Italia è già stata commissariata
Piaccia o meno al premier Matteo Renzi, l'
Italia è, di fatto, un Paese commissariato dall'
Unione europea. A volte è un bene, come nel
caso della bocciatura delle concessioni eterne
alle società autostradali. Altrettanto si può dire
per la questione dei migranti. Ieri, su
ItaliaOggi, Domenico Cacopardo, forte della
sua esperienza di consigliere di Stato, ha
spiegato da par suo come l' Europa si sia
stancata dei metodi lassisti e tartufeschi con
cui il nostro ministero dell' Interno affronta la
questione degli sbarchi dal Nord Africa, e per
questo abbia deciso di commissariarci,
affiancando i funzionari europei a quelli di
Angelino Alfano per schedare e rispedire a
casa in pochi giorni ( e non mesi, come è
avvenuto finora) gli immigrati che non siano
perseguitati politici.
Una decisione che, finalmente, potrebbe porre
fine al business peloso e finto­caritatevole sui
migranti messo in piedi dalle organizzazioni
religiose e dalle cooperative, a spese dei
contribuenti.
Assai meno entusiasmante è invece la lettera
che l' Unione europea ha inviato all' Italia sui
conti pubblici, con ben sei raccomandazioni
che elencano gli interventi e le riforme da fare,
e fare in fretta. Lasciamo pure, sullo sfondo, le
prime raccomandazioni, che riguardano l' obbligo di fare sui conti pubblici 2015 degli aggiustamenti
strutturali dello zero virgola qualcosa: sappiamo già che, tra sei mesi, a fronte di un cambio repentino
della congiuntura, del prezzo del petrolio o di un' altra sentenza bomba della Corte costituzionale come
quella sulle pensioni, tali raccomandazioni potrebbero cambiare in meglio o in peggio. Funziona così da
anni, le previsioni economiche sono quasi sempre sbagliate, e l' opinione pubblica, che non è stupida,
se ne frega altamente.
Un governo degno di questo nome dovrebbe invece respingere al mittente, senza la minima esitazione,
la raccomandazione numero tre, con la quale ­ sottolinea la Repubblica, che ha rivelato in anteprima i
contenuti della lettera ­ «Bruxelles ci impone di portare rapidamente a termine la riforma costituzionale
(che prevede la fine del bicameralismo) e di accelerare la modernizzazione della pubblica
amministrazione». Nulla da dire sulla pubblica amministrazione da ammodernare. Ma quale trattato ha
mai autorizzato gli euroburocrati a imporre a un Paese sovrano come l' Italia un riforma costituzionale
che ne modifica l' impianto democratico?
Non è forse la conferma più eloquente del commissariamento dell' Italia da parte dell' Europa? Vi è
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Italia Oggi
Enti locali
forse una cessione di sovranità più profonda e incisiva di questa? In fondo, quasi tutti gli altri Paesi
europei, quali Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna, hanno una Camera e un Senato, oppure un
Parlamento con due Camere, una alta e una bassa.
Ma a nessuno di essi l' Ue ha mai ordinato di cancellarne una. Non è un primato umiliante?
Bontà sua, la Repubblica sostiene che «le raccomandazioni che arrivano da Bruxelles mirano solo ad
accelerare il processo delle riforme annunciate dal governo. Una forma di 'vincolo esterno' che potrebbe
risultare utile all' esecutivo per superare le numerose resistenze, fuori e dentro la maggioranza». C' è
del vero in questo: il premier Renzi ha fatto, del superamento del bicameralismo paritario, il primo punto
del suo programma, mediante l' abolizione del Senato elettivo. Ma questa riforma, pensata per rendere
più rapido il processo decisionale del governo, rischia ora di trovare ostacoli imprevisti al Senato, dove,
in teoria, non sono più disponibili i voti di Forza Italia e quelli della minoranza dem. Ecco allora che il
«vincolo esterno», costituito dalla raccomandazione Ue, potrebbe sì aiutare Renzi a superare l'
ostacolo, ma fa nascere anche l' ipotesi che questa forma di commissariamento europeo sia stata
suggerita da Roma, per una propria debolezza politica.
Auto­commissariamento? Se così fosse, sarebbe un pessimo precedente.
In fondo, basta scorrere le altre raccomandazioni, per constatare che l' Unione europea ci ha talmente in
pugno e talmente commissariati, da impartire al governo Renzi degli ordini tassativi, con tanto di data di
scadenza. Giustizia: revisione delle prescrizioni entro luglio. Legge delega sul fisco, catasto incluso:
entro settembre. Riforma del sistema bancario: entro l' anno. Privatizzazioni: attuarle rapidamente. Idem
per la riforma della scuola, le misure sulla competitività e la semplificazione.
Dulcis in fundo: entro il 2015 vanno rivisti tutti i contratti d' appalto degli enti locali e dei servizi pubblici
che non rispettano le norme Ue, cioè quasi tutti. Quanto alle pensioni da restituire per effetto della
sentenza della Consulta, Bruxelles aspetta di conoscere le decisioni del governo italiano, prima di
valutarne l' effetto sui conti pubblici.
Solo a queste condizioni, veri e propri diktat che fanno del governo Renzi un mero esecutore di ordini,
Bruxelles darà disco verde ai conti pubblici 2015 dell' Italia. Con tanti saluti alle favolette sulla
«flessibilità» conquistata con il semestre europeo.
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TINO OLDANI
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Italia Oggi
Enti locali
Renzi non la può fare fino a che avrà un parlamento formato dal vecchio establishment.
Spending review? Come non detto
Le società partecipate pubbliche sono illegali. Embè?
DOMENICO CACOPARDO ­ Con la storia
della (molto) discutibile sentenza della Corte
costituzionale in materia di tagli al
meccanismo di rivalutazione delle pensioni
(tagli decisi dal discutibilissimo governo
commissariale di Monti), emerge in tutta la sua
scandalosa evidenza l' infrangibile rigidità del
bilancio dello Stato. Ma non s' era parlato di
spending review? Non c' era stato un
commissario (il cremonese Cottarelli, più
longobardo che latino) che aveva scritto un
ponderoso libro per indicare i tagli e i risparmi
che si sarebbero potuti ottenere? Per esempio,
l' unificazione delle forze di polizia che, tante
quante sono, prima che uno spreco, sono una
ridicolaggine tutta nostrana. Sul punto, rimane
incomprensibile, o troppo comprensibile,
perché in Italia non sia stato costituito, sull'
esempio estero, un forte e ben organizzato
«bureau» incaricato di indagare sui reati di
magistrati e poliziotti. Ma così va il Belpaese e
non possiamo che auspicare che il solito vento
cambi le sue inveterate, borboniche abitudini.
Ora, Cottarelli è stato sostituito da due
consulenti di Renzi, i professori Perotti e
Gutgeld e il loro dossier, se c' è, sembra
sommerso da altre più urgenti carte, piombate
sulle loro scrivanie. Di questi due baldi
giovanotti va detto che, come altri consulenti del premier, lavorano a titolo gratuito: il che rappresenta il
massimo dell' opacità. Infatti, si contraddicono: il principio morale e costituzionale che il lavoro deve
essere retribuito (e se non c' è una retribuzione ufficiale, contrattuale, la retribuzione sarà cercata
altrove); il principio logico che il lavoro deve essere riconosciuto (cioè deve essere disciplinato all'
interno di una convenzione pubblicistica) e il principio funzionale (che il lavoro dev' essere produttivo di
effetti identificabili).
Queste parole saranno giudicate fisime vintage di chi ha una formazione giuridica, ma sono elementi
sostanziali che, da soli, delegittimano la presenza di 10­consulenti­10 negli uffici di Palazzo Chigi,
incaricati di suggerire al premier soluzioni sull' intero scibile amministrativo. Rimane, comunque, all'
ordine del giorno il macigno chiamato spending review, il taglio cioè delle spese dello Stato, delle
regioni e dei comuni. In una spesa complessiva di circa 830 miliardi di euro l' anno, ci dovrebbe essere
ampio spazio per risparmi non lineari, ma indirizzati alle innumerevoli fonti di spreco e di dissipazione.
Per esempio le migliaia (9000?) società pubbliche partecipate dai tre soggetti istituzionali di cui sopra,
in gran parte deficitarie, quasi tutti create in frode alla legge.
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Italia Oggi
Enti locali
Perché in frode alla legge? Perché, con l' ultima riforma della legge comunale e provinciale, è stato
consentita la costituzione di società cui affidare l' attuazione di particolari compiti della pubblica
amministrazione. Le cosiddette inhouse. Si tratta di delegare a un soggetto esterno di proprietà dell'
amministrazione incaricata, l' esecuzione di funzioni proprie della stessa. C' è da chiedersi come mai
questa «gabola» abbia avuto tanto successo. Lo spieghiamo: 1)consente al sindaco, al presidente della
regione, al ministro di associare nell' impresa un privato, possibilmente amico, attraverso una
procedura aggiustabile; 2)autorizza il sindaco, il presidente etc. ad affidare alla società così formata,
per esempio, la realizzazione di un certo tipo di opere pubbliche. E qui il ragionamento si fa chiaro:
poiché questo soggetto ha natura privatistica, può non applicare la normativa europea e nazionale sugli
appalti e affidare all' amico di turno progettazione, esecuzione, direzione lavori e tutto quanto riguarda l'
esecuzione dell' opera. Alcuni, più raffinati, incaricano la società in questione di trovare un general
contractor e quindi, frappongono tra se stessi e la prova del malaffare due sbarramenti.
Certo, si sa che la Corte di cassazione e il Consiglio di Stato hanno escluso la natura privata di questo
genere di attività e disposto l' applicazione della normativa europea e nazionale.
Ma nel comune di «Oltredisotto» non lo sanno, lo dimenticano, lo aggirano, continuando a fare ciò che
da oltre un decennio fanno. E poi, se nessuno ricorre (o denuncia), tutto fila liscio e tanta acqua arriva
all' orto dell' amministratore. Insomma: «Se la va, la va.
» Accanto a questo capitolo, c' è un' altra dissipazione da portare come esempio: riguarda le regioni e il
finanziamento di migliaia di manifestazioni diffuse nel territorio, tutte con una buona (per chi richiede e
divide) ragione di essere, nessuna che giustifichi il porle a carico dei contribuenti. In Sicilia, è stato così
finanziato il concerto dei «Ricchi&Poveri» a «Oltredisopra», 650 abitanti nei Peloritani, e decine di
carnevali senza storia, tradizioni, spettatori (in quest' ultimo caso per consentire ai comuni di distribuire
soldi ai ragazzotti volenterosi che i carri carnascialeschi hanno costruito o comprato di seconda mano,
riciclandoli). Insomma, il «magna­magna» allegramente continua nonostante un'«austerity» dichiarata e
conclamata.
Se torniamo al governo Renzi e alla «spending review» viene spontanea una domanda: perché questa
inerzia rispetto al fenomeno? Non si sa ch' esso andrebbe rimosso per migliorare i dati della contabilità
nazionale e per introdurre un po' di moralità nel sistema degli appalti? C' è una sola ragionevole
spiegazione del mistero: finché sarà in carica questo parlamento, espressione della vecchia seconda
Repubblica, se il governo attaccasse i centri di spesa parassitari, ben più forti (politicamente) delle
categorie organizzate, in poche ore perderebbe l' appoggio della sua maggioranza, composta da gente
che è legata indissolubilmente al sistema. Ancorché l' opportunismo parlamentare l' abbia spinta a
schierarsi con Renzi (che la conosce bene).
Solo col nuovo parlamento, tagliato il cordone ombelicale con i gruppi sociali che controllano il vecchio,
Renzi e il suo governo, se vorranno restituire al Paese la voglia di correre (rendendolo simile al Regno
Unito, alla Spagna e a chi nel mondo ha ingranato la quarta), potrà incamminarsi sulla pericolosa, ma
vitale strada dell' effettiva «spending review».
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Italia Oggi
Enti locali
Ma per un giorno solo. Roncofreddo, isola dc nella Romagna rossa, gli dà la cittadinanza
onoraria.
Enrico Letta, prima di emigrare, si rituffa nella Dc
Festeggiato nel paese al quale si è ispirato il comico Paolo Cevoli, assessore alle
eventuali.
Da Palazzo Chigi alla Scuola di affari
internazionali dell' Istituto di studi politici di
Parigi, passando per il piccolo borgo di
Roncofreddo. Impegnato nel tour di
presentazione della sua ultima fatica letteraria
(Andare insieme andare lontano, ed.
Mondadori) Enrico Letta nel weekend scorso
ha fatto tappa in Romagna. E oltre alle
conferenze per promuovere il libro, tra un no
all' Italicum renziano e qualche ragionamento
sul suo futuro da professore lontano dalla
politica parlamentare, l' ex premier ha trovato il
tempo di ricevere una cittadinanza onoraria.
Dove? Proprio a Roncofreddo, piccolo
Comune di tremila anime inerpicato sulle
colline di Cesena il cui sindaco è un amico di
vecchia data nonché lettiano fin nel midollo,
Massimo Bulbi. Cresciuti nella palestra della
Democrazia cristiana sotto la benevola ala
protettrice di Ciriaco De Mita e legati da una
profonda amicizia, entrambi si sono fatti le
ossa nei Giovani Dc prima di intraprendere la
carriera politica vera e propria: l' uno, il pisano,
nell' élite dei palazzi romani, l' altro, il
romagnolo, nello spigoloso mondo degli enti
locali, d a t o c h e p e r d i e c i a n n i è s t a t o
presidente della Provincia di Forlì­Cesena.
Sì sa, Letta ha deciso di voltare pagina, deluso
com' è dal Pd di Matteo Renzi; da settembre andrà a fare il professore a Parigi ed entro l' estate si
dimetterà da deputato lanciandosi in una nuova esperienza professionale dopo tanti anni di politica
attiva. Così, prima del trasferimento in Francia, l' amico Bulbi lo ha voluto omaggiare con la cittadinanza
onoraria di Roncofreddo, Comune storicamente in mano ai democristiani nel cuore della rossa
Romagna. Lì il lettiano doc Bulbi è sindaco dall' anno scorso dopo aver vinto le elezioni con appena 921
voti, raccogliendo così l' eredità del padre Cleandro Bulbi, già sindacalista Cisl ed ex primo cittadino. La
cerimonia si è tenuta sabato scorso, attirando tanti amici romagnoli dell' ex premier. Ora Roncofreddo ­
balzato alla ribalta nazionale negli anni scorsi come fonte di ispirazione della parodia del comico
romagnolo Paolo Cevoli e del suo Palmiro Cangini, assessore alle varie ed eventuali dell' immaginario
Comune di Roncofritto ­ ha un motivo di vanto in più, con un big come Letta cittadino onorario.
Quando c' era da darsi una mano, quando le elezioni erano alle porte, i due amici ex Dc si sono sempre
sostenuti reciprocamente.
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Italia Oggi
Enti locali
Letta prova la scalata alla segreteria del Pd sfidando Walter Veltroni? Bulbi gli organizza la schiera di
sostenitori in Romagna: serate, cene, incontri, presentazioni. E poi, quando il romagnolo si candida alla
presidenza della Provincia, ecco che Letta si presta a fare campagna elettorale persino in discoteca e
nel molo della notte di Cesenatico. Sempre a Cesenatico Letta torna anche da presidente del Consiglio,
quando l' amico Massimo lo invita ­ nel giugno del 2013 ­ al concerto per i 50 anni di carriera dei
Nomadi, una delle band preferite dell' allora primo ministro.
Caratteri diversi (uno ha l' aria più pacata e ha scolpiti i geni del moderato nel dna, l' altro è invece
abituato a sgomitare nella rossa Romagna e a tenere a bada i compagni), fisionomia agli antipodi (uno
alto e magro, l' altro decisamente più in carne), ma un percorso politico comune (Dc, Popolari,
Margherita, Pd) e un' attitudine alle questioni economiche: Bulbi è stato collaboratore della segreteria
tecnica di Letta quando era ministro alle Attività produttive e ha ricoperto diversi ruoli in Confartigianato,
diventando anche segretario regionale dell' associazione in Campania. Ora a sancire definitivamente la
loro solida (e democristiana) amicizia è arrivata la cittadinanza onoraria a Roncofreddo, viatico per l'
esperienza parigina di Letta.
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GIOVANNI BUCCHI
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Pagina 13
Italia Oggi
Enti locali
Periscopio
Dopo essersi dedicato alla sinistra, Renzi ha
distrutto anche la destra. Jena. La Stampa.
Ogni tanto ci manca la Santanchè. Una a cui
potevi dire quanto ti sta sulle palle senza che il
mondo si mettesse a urlare al femminicidio.
Daniela Rainieri.
Il Fatto.
Il presidente del Consiglio ha ricordato che, se
servisse, l' Italia può ancora avvalersi della
famosa Clausola Ue. Cioè, nel caso l' Europa
ci dovesse chiedere dei soldi, noi possiamo
rispondere: Uè, ma che vuò?!. Dario
Vergassola, comico. il venerdì.
Se Hillary fosse eletta presidente degli Usa
sarebbe la prima donna a sedere alla Casa
Bianca. Ai tempi di Bill stavano in ginocchio.
Edelman. Il Fatto.
Presentata la Carta di Milano sull'
alimentazione. C' è scritto: «Venite già
mangiati».
Spinoza. il Fatto.
Forza Italia, in generale, è in grande difficoltà,
divisa, litigiosa perché si è sempre ed
esclusivamente basata sul grande carisma di
una leadership, un carisma che si è molto
affievolito per motivi vari e non tutti dipendenti
da Berlusconi. Antonio Martino, ex ministro
degli esteri Fi (Mattia Feltri).
la Stampa.
Se la ride un prof. che a destra certo non sta, Massimo Cacciari: «Anche all' opposizione Berlusconi
rimane il migliore alleato di Renzi.
Per i suoi, invece, rappresenta un grosso macigno in mezzo ai binari. Non mangia l' insalata e non la fa
mangiare agli altri, come il cane dell' ortolano». Ugo Magri. la Stampa.
Ma tanto, si sa, con questa opposizione, Renzi potrà sbagliare quanto vuole ma gli altri in campo,
nannimorettianamente, non vinceranno mai. Claudio Cerasa. Il Foglio.
Forse dovrei mettermi su un barcone a largo di Lampedusa per avere una maggiore assistenza dallo
Stato. È una cosa indegna quello che succede in Italia. E ormai io spero che mi prenda un colpo il prima
possibile perché non so cosa posso fare in questa situazione. E devo pure sperare che qualcuno mi
faccia un funerale: perché lo Stato paga la bara ai clandestini ma a noi no. Leopoldo Mastelloni, attore,
Adnkronos.
Tra pochi mesi ci saranno le elezioni politiche anticipate, è chiaro. Il Pd si spacca in due, nasce
Democrazia proletaria. Civati, Cuperlo e soci portano via un 10% di voti.
Altro 10% questo nuovo partito lo porta via a Grillo. Tanti di Forza Italia votano Renzi, per cui ecco i
risultati: Pd Renzi presidente 51%; M5S 15% (anche meno); Fronte nazionale Salvini premier 25%.
Dispiace dirlo, ma Forza Italia si spacca in due, un po' con Renzi, un po' con Salvini. Renzi sarà
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Italia Oggi
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premier, Berlusconi nominato ambasciatore dell' Unione Europea all' Onu. Maurizio Milani, scrittore
satirico, Lettere d' amore. Wingsbert House editore.
Il caso Lubitz, il giovane pilota tedesco che si è suicidato in aereo uccidendo i suoi passeggeri è
interessante per spiegare che cosa sta succedendo con l' abuso degli psicofarmaci.
Il suo spettacolare suicidio mette insieme il senso di fallimento esistenziale e una sorta di delirio di
onnipotenza: una condizione tipicamente iatrogena, ossia provocata dai farmaci.
Qualcuno mi provoca: ma tu che fai, non dai pillole? Ma certo che le do, ma con parsimonia e solo nelle
condizioni gravi. E bisogna sospenderle appena è possibile. L' assunzione prolungata modifica l'
equilibrio chimico del cervello che sempre più dipenderà da quella sostanza. Piero Cipriano, psichiatra,
autore de Il manicomio chimico Elèutera (Simonetta Fiori). la Repubblica.
Mi diedero il numero di Sonego, lo sceneggiatore storico di Sordi. Telefonai.
Passammo ore al telefono, al primo colpo. Poi ci vedemmo a Venezia, lui non frequentava il Festival del
cinema da anni. Era un po' stordito dall' atmosfera, ma di straripante simpatia. Una sera, una sola sera,
andammo a cena. E vidi, finalmente liberato dalle sue diete, dal controllo di sua moglie e dei suoi
gendarmi travestiti da medici, il Sonego delle osterie del dopoguerra. Godeva e al tempo stesso, con la
sola forza del rimpianto, faceva paura: «Cazzo, tutte le cose buone fanno male, che peccato non poter
mangiare sempre i fagioli con le cotiche». Mangiava e raccontava, con la sua faccia da povero e intorno
il mondo si fermava. Sembrava un fotogramma di C' eravamo tanto amati, quando a cena dal «re della
mezza porzione», disgraziati e nobili decaduti in trattoria fanno a gara ad addentare la vita riempiendo l'
aria di storie. Tatti Sanguineti (Nanni Delbecchi e Malcom Pagani), Il Fatto.
Il grande corridore Gino Bartali aveva già 75 anni ma era ancora lucidissimo e dimostrava una fame da
adolescente. Bruciò una portata dopo l' altra, come una stufa a pellet. Ordinò anche una bottiglia di
Barbera, che si scolò da solo, con l' avvertenza finale di lasciarne due dita sul fondo per ragioni di
urbanità. Conclusa la strippata, salutò, s' infilò di nuovo nella sua Golf e schizzò via. Seguiva le tappe
del Giro così, da solo, guidando la propria macchinina fino al traguardo. Noi con l' ammiraglia del
Corriere, una Fiat Croma, non riuscimmo a tenergli dietro. Sempre andato di fretta, il Ginettaccio.
Vittorio Feltri e Stefano Lorenzetto, I buoni e i cattivi.
Marsilio.
Dice Procacci, sovrintendente alle Belle arti di Firenze: «No, no, al momento dell' alluvione lo Stato ci
dette molti aiuti... Ma il più efficace fu l' esenzione (per un anno) dalle procedure richieste dalla legge.
Per un anno, tutto andò liscio e alla svelta si poterono fare, in tre ore, delle case che, stando alle
procedure normali, avrebbero richiesto tre anni...». È chiaro: l' Italia funziona solo quando non
funzionano le leggi, e forse è per questo che se ne sfornano più di qualunque altro Paese al mondo.
Indro Montanelli: I conti con me stesso».
Rizzoli.2009.
Dei romani Gogol, l' autore del Naso, assimilò tutte le golosità. Gli piacevano il parmigiano, i
maccheroni, i ravioli, i broccoli romani, l' abbacchio, il marsala, il caffè con la panna, il latte di capra
mescolato con il rum, bevanda che egli aveva scherzosamente ribattezzato «gogol­mogol», lo zucchero
e i dolci in tutte le forme. Se la spassava, insomma.
Ma quietamente, romanamente, ben lontano dalla frenesia, più simile a un lavoro, che durante il periodo
passato a Parigi (la tappa del suo viaggio europeo immediatamente precedente a Roma, che lui
chiamava «la Babele francese»), lo aveva del tutto sfinito e irritato.
Nicoletta Tiliacos. il Foglio.
Non toccheremo la carta. E nemmeno la Plastica e il Metallo. Massimo Bucchi. il venerdì.
È capace di tutto. Ma non gli riesce niente. Roberto Gervaso. il Messaggero.
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PAOLO SIEPI
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Italia Oggi
Enti locali
Lotti apre il tavolo col settore e punta all' approvazione del ddl in Parlamento per quest' anno.
Editoria, riforma prima dell' estate
Criteri più stringenti per gli aiuti. Esclusi i giornali di partito.
La riforma Lotti sull' editoria dovrà essere
approvata dal parlamento entro fine anno e,
quindi, il testo del disegno di legge (ddl) dovrà
approdare in consiglio dei ministri tra un paio
di mesi o comunque prima della pausa estiva
ad agosto. Lo ha ribadito ieri lo stesso
sottosegretario Luca Lotti, che da un anno ha
la delega all' editoria e ieri ha aperto il tavolo
per il settore alla presenza di una trentina di
associazioni di rappresentanza, dagli editori ai
giornalisti, dagli edicolanti alle società
specializzate in rassegna stampa. L' incontro
di ieri è stato il primo di una serie e Lotti ha
iniziato ascoltando gli spunti dalle varie
categorie dell' editoria tricolore.
Anche se poi poi ci ha tenuto a fissare i paletti
sulla tempistica della riforma, che ha già
subito un primo ritardo visto il prolungarsi, per
esempio, del dibattito politico sul sistema
elettorale dell' Italicum.
Il sottosegretario non ha voluto dettagliare
subito i meccanismi alla base della sua riforma
ma nel riordino generale la decisione è quella
di tenere fuori dalla contribuzione statale le
testate che siano espressione di partiti politici,
secondo quanto risulta a ItaliaOggi. Obiettivo:
concentrare i sempre più esigui soldi pubblici
sulle altre categorie di pubblicazioni come
quelle che fanno capo a cooperative, fondazioni o enti morali. Quale che sia poi la natura del giornale, a
tutti verrà imposto un rapporto massimo tra aiuti ricevuti e fatturato complessivo, ossia le risorse
pubbliche non potranno costituire più del 60­70% dei ricavi di un giornale.
Discorso che si è fatto analogamente anche per la riforma delle agenzie stampa, che stanno aspettano l'
emanazione delle loro linee guida. La direttiva dovrebbe arrivare, in ritardo sulle previsioni, entro fine
mese.
In generale, comunque, il sottosegretario vicinissimo a Matteo Renzi ha promesso regole più severe per
chi vuole aggiudicarsi gli aiuti.
Di conseguenza, il parametro delle copie effettivamente vendute diventerà sempre più importante.
Anche se oggi è già stato individuato come il criterio principale per l' erogazione di aiuti, adesso tenderà
a soppiantare definitivamente quello della mera distribuzione (che incide per esempio sulla definizione
di testata nazionale o locale, a seconda del numero di regioni in cui la stessa testata è presente).
Delle intenzioni di Lotti si sa che punta ad arrivare a una riforma complessiva dell' editoria che metta
insieme sia la contribuzione diretta sia gli sgravi e ogni altra agevolazione. Però, non si sa ancora di
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Enti locali
quale budget potrà disporre questa riforma. Per esempio, allo studio del governo ci sono interventi per
facilitare gli investimenti pubblicitari sulla carta stampata o soprattutto per rafforzare la tutela del diritto
d' autore sia nei confronti dei big di Internet (come i motori di ricerca e i social network) sia verso le
società di rassegna stampa. Ma di tutti questi orientamenti non si conoscono gli impatti economici e, di
conseguenza, nemmeno se o come peseranno sulla riforma complessiva.
La riorganizzazione dell' editoria tricolore prevede anche quella del sistema di vendita delle edicole, che
in Italia chiudono a più riprese. Motivo per cui le sigle del segmento Sinagi (Slc­Cgil)­Snag
(Confcommercio)­Usiagi (Ugl) hanno proposto direttamente quattro linee d' intervento: una dislocazione
ragionata e omogenea dei punti vendita su tutto il territorio nazionale, l' informatizzazione delle edicole,
una nuova normativa che riequilibri i pesi tra edicolanti, distributori locali ed editori e infine l'
introduzione di un «ticket cultura edicola» per incentivare l' acquisto di quotidiani e periodici cartacei.
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MARCO A. CAPISANI
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Enti locali
OPERAZIONI INESISTENTI/ La Ctr Toscana.
Per uno dei soggetti serve l' estraneità
Affinché si integri la fattispecie di operazioni
inesistenti l' operazione commerciale non deve
essere intercorsa tra i soggetti indicati nella
fattura (o altro documento); quindi è
necessario che uno dei soggetti sia rimasto
del tutto estraneo alla transazione.
Questa è la conclusione che emerge dalla
sentenza 402/1/14 della prima sezione della
Commissione tributaria regionale della
Toscana.
Fatto. L' Agenzia delle entrate notificava alla
società X un avviso di accertamento
recuperando Ires, Irap e Iva disconoscendo gli
effetti delle fatture emesse a suo carico dalle
società S e T, le quali, non avendo tenuto la
contabilità né presentato alcuna dichiarazione
fiscale, erano state considerate evasori totali e
le operazioni qualificate inesistenti.
Il contribuente proponeva rituale ricorso alla
competente commissione tributaria provinciale
che, accoglieva il ricorso ritenendo che le
operazioni contestate alla società erano state
regolarmente documentate.
L' ufficio appellava la sentenza di prime cure
chiedendone la riforma adducendo che la
prova dell' inesistenza delle operazioni era
costituita dalla mancanza di acquisti, da parte
delle società accertate (S e T), dei prodotti che
poi risultavano ceduti e fatturati alla società X.
La società X si costituiva nel giudizio di secondo grado ribadendo che l' Agenzia delle entrate non aveva
fornito alcuna prova diretta o indiretta dell' inesistenza delle operazioni e che l' accertamento compiuto a
carico di terzi non poteva ripercuotersi così pesantemente a carico della ricorrente al punto di dare per
scontato e, quindi, darsi per provata la fittizietà degli acquisti operati nei confronti dei soggetti
interessati.
Deciso. Per la commissione tributaria regionale della Toscana per affermare che un' operazione è
inesistente non basta effettuare una verifica nei confronti di uno dei soggetti (anche se qualificato
evasore totale) per ribaltare e dimostrare la corresponsabilità dell' altro. Per poter affermare la fittizietà
delle operazioni commerciali tra le parti l' agenzia delle entrate deve produrre validi elementi indiziari,
portando rigorose dimostrazioni e prove certe di quanto affermato. Inoltre la commissione, osserva che,
come stabilito dalla Corte di giustizia europea, per poter affermare la frode fiscale l' ufficio deve provare
che il contribuente era a conoscenza della frode in atto. I giudici toscani, osservano che è poco credibile
che un soggetto partecipante a una presunta frode fiscale si limiti, come nel caso in esame, a fruire di
tale situazione soltanto con due fatture per un importo esiguo. La commissione ha rigettato l' appello
con condanna delle spese di lite a carico di parte soccombente.
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ENZO SOLLINI
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Ctr Milano: l' esercizio di fatto non è sufficiente.
Sport dilettantistico, benefici fai da te ko
L' esercizio, di fatto, di attività sportive non è di
per sé sufficiente per qualificarsi come enti
sportivi dilettantistici ed applicare le relative
agevolazioni fiscali.
Questo è quanto emerge dalla decisione della
Ctr di Milano, sent. n. 873 del 09/03/2015,
secondo la quale l' applicazione, ai sodalizi
sportivi, delle specifiche agevolazioni fiscali è
subordinata a una serie di presupposti formali
in mancanza dei quali, neppure la prova «dell'
effettivo svolgimento di un' attività sportiva
dilettantistica prevalente rispetto ad ogni altra
attività non sarebbe valsa a superare il difetto
del requisito formale sopraindicato».
Nel caso in esame un' associazione sportiva
dilettantistica si era vista recapitare un avviso
di accertamento per maggiori imposte Ires,
Irap e Iva per l' anno 2007 a seguito di un
controllo della Gdf, la quale, aveva accertato l'
emissione di fatture per «attività
oggettivamente commerciali» nonché, per
quell' anno, la mancata affiliazione a una
federazione o ente di promozione sportiva e
iscrizione nel Registro Coni. Ai sensi dell' art.
7, del dl 136/04 (convertito in legge 186/04), il
Coni rappresenta «l' unico organismo
certificatore della effettiva attività sportiva
svolta dalle società e dalle associazioni
dilettantistiche», pertanto, gli enti non lucrativi che intendano fruire delle agevolazioni fiscali previste per
il mondo dello sport devono necessariamente transitare per il c.d. «riconoscimento sportivo» mediante l'
iscrizione nel registro di cui sopra. Tale mancata iscrizione, quindi, comportando l' assenza del requisito
soggettivo (status di «ente sportivo dilettantistico»), ha spinto i giudici regionali, confermando la
decisione di primo grado (Ctp Lecco n. 41/01/13), a escludere l' applicazione delle indicate agevolazioni
fiscali e con esse la determinazione forfettaria del reddito secondo i dettami della legge 398/91.
Tutto ciò premesso, pare utile fare una considerazione: essendo il regime di cui alla legge 398/91,
esteso alla totalità delle «associazioni senza scopo di lucro [] in quanto compatibili», per effetto dell' art.
9­bis, dl 417/91, ha ancora senso escludere da tale agevolazione un sodalizio che, pur perdendo la
qualifica «sportiva», mantiene comunque la natura di «associazione senza scopo di lucro»?
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ENRICO SAVIO*
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Enti locali
La segnalazione di Unagraco sugli invii dell' Agenzia delle entrate per le dichiarazioni.
Gli avvisi bonari con il turbo
Le comunicazioni mettono k.o. il ravvedimento operoso.
Gli avvisi bonari sprint bruciano il
ravvedimento. L' Agenzia delle entrate sta
recapitando in questi giorni ai contribuenti
molti avvisi di irregolarità sulle dichiarazioni
2013, con una tempistica anticipata rispetto al
passato.
Ciò si traduce in sanzioni più salate per le
persone fisiche e le imprese che, in crisi di
liquidità, avevano deciso volontariamente di
«autofinanziarsi» ritardando il pagamento delle
tasse e contando sul successivo ravvedimento
operoso. È quanto evidenzia Unagraco, l'
Unione nazionale commercialisti ed esperti
contabili, in una nota che critica l' operato dell'
Agenzia.
«Nei nostri studi in questo mese stanno
arrivando gli avvisi bonari relativi ai redditi
2013», commenta il presidente nazionale,
Giuseppe Diretto, «nel periodo di crisi che le
aziende stanno vivendo è inconcepibile che
non venga concessa loro la possibilità di
ravvedersi nei termini previsti dalla normativa
che, nel caso dei saldi per l' anno d' imposta
2013, scadrebbero il 30 settembre 2015. Ciò
comporta un inevitabile aggravio di costi per le
aziende».
La sanzione ordinaria è pari al 30% del tributo
versato in ritardo, che però si riduce
sensibilmente laddove il contribuente ricorra al ravvedimento operoso. Se il pagamento è effettuato
entro un anno si paga il 3,75% (pari a 1/8 del minimo). A seguito delle modifiche introdotte dalla legge
di stabilità 2015, per i soli tributi amministrati dalle Entrate c' è anche la possibilità di regolarizzare entro
il secondo anno dal compimento della violazione (pagando il 4,29%, ossia 1/7 del minimo) o ancora
oltre i due anni, purché prima della constatazione della violazione (in questo caso si paga il 5%, cioè
1/6).
La notifica di una comunicazione di irregolarità derivante da un controllo automatico delle dichiarazioni,
ex articoli 36­bis del dpr n. 600/1973 o 54­bis del dpr n. 633/1972, costituisce però una causa ostativa al
nuovo ravvedimento.
Se il contribuente ritiene legittimo quanto preteso dal fisco nell' avviso, è possibile pagare entro 30
giorni e beneficiare della riduzione a un terzo (ossia al 10%).
«Negli anni scorsi, i controlli automatizzati dell' Agenzia venivano effettuati circa un anno dopo la
presentazione della dichiarazione», aggiunge Erica Di Santo, consigliere nazionale Unagraco, «ciò
permetteva alle aziende che non erano riuscite a essere in regola con il pagamento delle imposte di
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Enti locali
estinguere il debito tributario in termini più prolungati e con minori aggravi di sanzioni». Si ricorda che in
ogni caso il contribuente può dilazionare le somme richieste nell' avviso bonario: i debiti fino a 5 mila
euro possono essere restituiti in un massimo di 6 rate trimestrali, mentre per gli importi oltre i 5 mila
euro le rate trimestrali possono arrivare a 20.
«In un paese sanzionato dall' Ue per il ritardo dei rimborsi Iva e nel quale la p.a. è in ritardo nei
pagamenti alle aziende fornitrici dello stato», conclude Unagraco, «chiediamo di non ridurre i tempi per
poter effettuare i pagamenti mediante ravvedimento operoso». L' accelerazione delle liquidazioni
potrebbe essere legato anche alla necessità dell' amministrazione finanziaria di sveltire le attività
ordinarie per potersi meglio concentrare nella gestione delle pratiche di voluntary disclosure nella
seconda parte dell' anno (si veda ItaliaOggi dell' 8 maggio 2015).
VALERIO STROPPA
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Italia Oggi
Enti locali
L' analisi del servizio studi di camera e senato sul decreto sulla certezza del diritto.
Rischi fiscali stroncati subito
Sprint ai modelli 231 grazie al dialogo con le Entrate.
La cooperative compliance può ridare slancio
ai modelli 231.
I sistemi di controllo dei rischi aziendali
previsti dal dlgs n. 231/2001 sono stati visti
finora dalle imprese come costosi e poco utili.
Ma i nuovi meccanismi di dialogo avanzato
con l' Agenzia delle entrate, volti a monitorare
e gestire sul nascere il rischio fiscale, possono
rimettere i modelli di prevenzione al centro
della vita delle grandi imprese.
È quanto affermano i servizi studi della
camera e del senato nel dossier relativo allo
schema di dlgs sulla certezza del diritto,
attuativo della legge n. 23/2014, approvato in
prima lettura dal consiglio dei ministri del 21
aprile 2015. Il provvedimento, così come i
decreti sull' internazionalizzazione e sulla
trasmissione telematica dei corrispettivi Iva,
dovrà ora incassare il parere delle
commissioni e poi tornare a Palazzo Chigi per
l' approvazione definitiva.
La disciplina dell' adempimento collaborativo
recepisce nell' ordinamento italiano la
cooperazione rafforzata tra fisco e
contribuente (enhanced relationship) auspicata
dall' Ocse. A tale scopo i gruppi dovranno
dotarsi di un sistema di rilevazione,
misurazione, gestione e controllo del tax risk,
ossia del rischio di operare in violazione di norme tributarie.
La cooperative compliance comporta anche l' assunzione di doveri da parte dell' amministrazione
finanziaria. Tra questi, per esempio, l' obbligo per l' Agenzia delle entrate di pubblicare periodicamente
sul proprio sito le operazioni di pianificazione fiscale ritenute «aggressive».
Il nuovo regime si traduce nel preventivo esame dei casi dubbi e nella riduzione dei controlli ex post (e
quindi dell' eventuale contenzioso). I contribuenti potranno pervenire con l' Agenzia delle entrate a una
comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali prima di effettuare determinate
operazioni o comunque prima di presentare le dichiarazioni fiscali.
A tale scopo, sarà introdotta una procedura abbreviata di interpello preventivo, con un termine per la
risposta di 45 giorni.
Secondo i tecnici parlamentari la cooperazione rafforzata dal punto di vista fiscale restituirà importanza
anche alla specifica normativa in materia di limitazione ed esclusione della responsabilità delle persone
giuridiche (prevista dal dlgs n. 231/2001).
Fino a oggi, infatti, «la necessità di creare modelli organizzativi per evitare l' applicazione di sanzioni in
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Enti locali
relazione a comportamenti illeciti sempre più comuni è stata interpretata dalle imprese e dagli enti
interessati prevalentemente in modo negativo, quale ulteriore adempimento generatore di costi e
responsabilità di cui se ne poteva fare certamente a meno», si legge nel dossier, «questo modo di
interpretare la normativa ha portato le stesse a creare modelli organizzativi «di facciata» senza vedere
in questi alcuna utilità diretta sul piano gestionale e strategico».
Modelli fittizi che, quando sono finiti all' attenzione del giudice penale, sono stati puntualmente
disconosciuti dalla giurisprudenza, «in quanto non creati a misura sull' impresa, ma copiato da un
prototipo soggettivamente inefficace».
In futuro, invece, i modelli organizzativi dovranno tendere verso «un sistema integrato di controlli che
consentano di gestire in modo efficiente e puntuale qualsiasi forma di rischio (compreso quello fiscale),
offrendo all' imprenditore, ai soci e alla governance aziendale un vero e proprio sistema capace di
monitorare l' attività dell' impresa».
Come avvenuto negli Stati Uniti già nel 2002 per effetto della legge federale nota come «Sarbanes­
Oxley Act», che riguarda le società quotate che operano nei mercati finanziari e ricomprende anche il
rischio fiscale.
Si ricorda che nella prima fase di applicazione il regime di adempimento collaborativo è riservato ai
contribuenti di maggiori dimensioni (con fatturato superiore ai 10 miliardi di euro) e alle 84 società (con
fatturato superiore a un miliardo di euro) che avevano aderito al progetto pilota lanciato dalle Entrate nel
2013.
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VALERIO STROPPA
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Enti locali
Gli enti devono ripristinare i gdp soppressi
Enti locali chiamati al ripristino degli uffici dei
giudici di pace soppressi.
L' istanza deve essere infatti inviata entro il 30
luglio al ministero della giustizia, indicando
però con precisione il personale da destinare
agli uffici ripristinati, in modo da consentire l'
avvio del progetto di formazione. È quanto
prevede la circolare di ieri (prot. 3826.
Id) del dipartimento dell' organizzazione
giudiziaria, del personale e dei servizi uffici del
giudice di pace di via Arenula, recante le
«istruzioni per il ripristino degli uffici del
giudice di pace soppressi, ai sensi del dl 31
dicembre 2014, n. 192, convertito con
modifiche con legge 27 febbraio 2015, n. 11».
In attuazione della legge n. 11/2015, sottolinea
la circolare, la procedura dovrà essere definita
in tempi ristretti, dato che, una volta scaduto il
termine per la presentazione dell' istanza,
entro il 28 febbraio 2016 debbano essere
espletate da parte del ministero tutte le attività
di: valutazione dell' impegno di spesa, degli
ambiti territoriali, del personale messo a
disposizione degli enti per essere assegnato
agli uffici del giudice di pace da ripristinare,
nonché portare a termine le relative attività di
formazione, al fine di predisporre, entro il
medesimo termine, il decreto ministeriale che
individua gli uffici del giudice di pace ripristinati. Perciò, via Arenula chiede agli enti interessati di
provvedere, già nel corpo dell' istanza, a individuare il personale da destinare agli uffici, con la
compagine definitiva del personale da adibire, al fine assicurare una durata della loro formazione utile al
passaggio di gestione dell' ufficio giudiziario entri i termini individuati dalla normativa in oggetto.
G l i e n t i locali, già nel corpo dell' istanza del ripristino dovranno necessariamente: assumere
esplicitamente l' impegno a «farsi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione
del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo» che deve
esser messo a disposizione degli enti medesimi.
Quanto al profilo territoriale, invece, l' istanza dovrà avere a oggetto la totalità dei comuni c h e
compongono l' ufficio del giudice di pace soppresso e non solo una parte degli stessi.
Gli accorpamenti di più uffici sono possibili qualora gli stessi siano limitrofi e ricadenti nel medesimo
circondario di tribunale.
Per quanto riguarda invece il personale, il ministero ricorda che il funzionamento in autonomia dell'
ufficio ripristinato dovrà essere assicurato esclusivamente mediante il personale amministrativo messo
a disposizione dagli enti richiedenti.
Risulta pertanto necessario indicare nell' istanza, a pena di decadenza, i nominativi, i requisiti e l'
inquadramento in profili professionali equipollenti a quelli previsti nella dotazione organica dell' ufficio
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Enti locali
soppresso.
GABRIELE VENTURA
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Italia Oggi
Enti locali
Cantone: esclusa dai soggetti aggregatori.
L' Anac azzera la centrale Asmel
La società consortile Asmel non può essere
inclusa tra i soggetti aggregatori istituiti con l'
articolo 9 del dl 66/2014 né può considerarsi
legittimata ad espletare attività di
i n t e r m e d i a z i o n e n e g l i a c q u i s i t i pubblici,
peraltro senza alcun limite territoriale definito.
Le gare bandite da tale società sono quindi
prive di legittimazione con la conseguenza che
ora i comuni che avevano aderito al «sistema
Asmel» dovranno rivedere i propri affidamenti.
È questa la conseguenza della delibera n. 32
del 30 aprile 2015 con cui l' Autorità nazionale
anticorruzione, sollecitata da diversi esposti
(Anutel e Anacap su tutti), ha messo ai raggi X
l' attività del Consorzio, costituito nel 1994 a
Napoli.
L' Authority presieduta da Raffaele Cantone ha
confermato che l' inclusione nell' elenco dei
soggetti aggregatori per l' acquisto di beni e
servizi è riservata, oltre che alla Consip, agli
enti locali i n t e r m e d i (province e c i t t à
metropolitane) a cui siano state delegate le
funzioni di acquisto. In alternativa, può trattarsi
di associazioni, unioni, consorzi o anche
accordi in forma di convenzione (ai sensi dell'
art. 30 del Tuel), ma «occorre in ogni caso che
siano istituiti su iniziativa di enti locali al fine di
aggregare, attraverso la delega a un unico
soggetto, le funzioni di acquisto degli enti partecipanti». Una caratteristica che invece manca al
«sistema Asmel». Infatti, osserva l' Anac, gli enti locali aderiscono all' Associazione Asmel con delibera
del consiglio «utilizzando moduli già predisposti e reperibili sul sito della società».
Successivamente, con delibera di giunta, gli enti affidano alla società consortile le proprie funzioni di
acquisto. E infine, nella determina a contrarre, l' ufficio competente affida la gestione della gara.
Pertanto, prosegue Cantone, «la partecipazione degli enti locali alla centrale di committenza è solo
indiretta, in quanto si realizza attraverso l' adesione all' associazione non riconosciuta Asmel (che a sua
volta è socia di Asmel scarl) e l' accordo consortile con la Asmel scarl a cui gli enti conferiscono una
sorta di delega delle funzioni di committenza, in spregio alle previsioni dell' art. 33». Ma sia nel
consorzio che nella società consortile, conclude l' Anac, è stata mantenuta «una partecipazione da parte
di società private che consente a queste ultime di svolgere un ruolo molto rilevante nella gestione».
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Italia Oggi
Enti locali
L' Ifel: nessun obbligo per i municipi. Confedilizia: si annunciano le stesse incognite del 2014.
La Tasi non arriva a domicilio
L' invio dei precompilati è una facoltà per i comuni.
I contribuenti dovranno rassegnarsi. I comuni
non sono tenuti a inviare i bollettini di
pagamento Tasi precompilati. Con buona
pace di chi pensava che il caos vissuto l' anno
s c o r s o ( o l t r e 1 6 m i l a delibere, 1 0 m i l a
regolamenti e migliaia di possibili
combinazioni tra Imu e Tasi per individuare l'
aliquota correttamente applicabile) fosse un
incubo non più ripetibile nel 2015. Secondo l'
Ifel, la Fondazione per la finanza locale dell'
Anci, non solo la legge non impone l' obbligo
di spedire i bollettini di pagamento già
predisposti, ma anche volendo è impossibile
dare attuazione a questo adempimento per la
Tasi perché i comuni non conoscono tutti i
titolari e detentori degli immobili soggetti al
prelievo. La Tasi, c o m e l ' Imu, deve infatti
essere versata in autoliquidazione e spetta al
contribuente fare i calcoli e pagare quanto
dovuto.
In una nota diffusa ieri, in vista della scadenza
per l' acconto fissata per il 16 giugno, l' Ifel ha
fornito la propria interpretazione delle discusse
norme della legge di stabilità 2014 (commi
688­689 della n.147/2013) che avevano illuso i
contribuenti facendo sperare in un debutto dei
bollettini precompilati dal 2015.
La conclusione a cui approda l' Ifel è che non
vi sia alcun obbligo a carico degli enti locali. Basandosi su una lettura letterale della norma, l' Ifel ritiene
che il bollettino vada predisposto su richiesta dell' interessato, ma non vi sia un obbligo di invio
generalizzato. La Tasi, rimane dunque, sul modello dell' Imu, un tributo in autoliquidazione. Tant' è vero
che in caso di omesso, tardivo o parziale versamento si applica la sanzione del 30%.
Inoltre, prosegue l' Ifel, l' obbligo di invio dei bollettini Tasi, «è nella pratica inattuabile», in quanto,
presupporrebbe «l' esatta conoscenza dei soggetti passivi, in astratto ricavabili dalla banca dati Imu,
per la quota di competenza dei possessori, e dalla Tares/Tari per la quota di competenza degli
occupanti». «Tuttavia», osserva la nota, «anche ipotizzando un incrocio tra le suddette banche dati si
deve considerare che negli archivi Tari gran parte degli immobili non sono ancora qualificati con i
rispettivi identificativi catastali». E gli archivi catastali, poi, non sono tra loro allineati. Inoltre, la scadenza
di pagamento dell' acconto (16 giugno) non è in linea con la data di presentazione della dichiarazione
Tasi, fissata al prossimo 30 giugno. Quindi, l' amministrazione comunale non è detto che venga a
conoscenza delle modifiche intervenute nel corso del 2015 sui soggetti obbligati al pagamento del
tributo.
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Italia Oggi
Enti locali
In ogni caso, ammette l' Ifel, i comuni dovranno assicurare ai contribuenti un servizio di assistenza
compilando, su richiesta, i bollettini di pagamento.
Parole che però suonano come una magra consolazione per i proprietari. «La lezione degli ultimi anni
non è servita a nulla», tuona il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. «Anche quest' anno,
oltre a dover sopportare un carico fiscale senza precedenti e quasi triplicato rispetto al 2011, i
contribuenti, a poco più di un mese dalla scadenza del termine per il versamento dell' imposta, sono
alle prese con incertezze applicative indegne di un paese civile. Non solo l' originario obbligo per i
comuni di invio dei bollettini di versamento precompilati è stato poi trasformato in mera facoltà,
condizionata alla richiesta dei singoli contribuenti. Ma si ha notizia, per giunta, che solo pochi enti si
stiano organizzando per far fronte a tale incombenza».
Confedilizia contesta poi l' ulteriore affermazione dell' Ifel secondo cui sarebbe impossibile per gli enti
inviare i bollettini precompilati anche perché non sarebbero stati emanati i decreti direttoriali a cui la
legge 147/2013 ha affidato il compito di stabilire le modalità di versamento dell' imposta. Per l'
associazione rappresentativa della proprietà edilizia, le indicazioni contenute nel decreto del 23 maggio
2014, con cui il Mef ha approvato il bollettino di conto corrente postale per il versamento della Tasi,
bastano e avanzano anche per i modelli precompilati che quindi non avrebbero bisogno di ulteriori
specificazioni per essere inviati ai contribuenti.
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FRANCESCO CERISANO E SERGIO TROVATO
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
Russi, riconoscimento per il Burson
UN ALTRO IMPORTANTE riconoscimento per
il Bursôn della Tenuta Uccellina di Russi.
Dopo la Doppia Medaglia d' Oro al China
Wines and Sprits Awards di Honk Kong, il
Bursôn 2009 è stato premiato con la Gran
Medaglia d' Oro, il premio più prestigioso del
concorso, al Concours Mondial di Bruxelles.
Dopo gli ottimi risultati ottenuti già lo scorso
anno, il Bursôn del Consorzio Il Bagnacavallo'
conferma ancora una volta il suo grande valore
conquistando ben sei medaglie. L' Italia in
totale ha presentato oltre 1.200 vini e ha
conquistato 16 gran medaglie d' oro di cui
appunto una è quella del Bursôn 2009 della
Tenuta Uccellina di Russi, che si può anche
fregiare di essere l' unica azienda dell' Emilia­
Romagna a essersi aggiudicata il massimo
riconoscimento del concorso.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
ACCOGLIENZA.
Quattro profughi a Solarolo
PROFUGHI nel Faentino, a Solarolo. Si tratta
di quattro ragazzi nigeriani fra i 20 ed i 30
anni, sbarcati in Italia a metà aprile, in Sicilia,
provenienti dalla Libia. I giovani sono ospitati
all' interno di un appartamento di proprietà
dell' Azienda servizi alla persona ­ Aspt.
Quello nel territorio faentino dovrebbe essere
un soggiorno della durata di alcuni mesi.
Dal 24 aprile i giovani erano stati alloggiati
provvisoriamente all' hotel Gemelli di
Bagnacavallo, in attesa di essere destinati ad
una struttura idonea per soggiorni di media­
lunga durata. Il progetto vede coinvolte l' Asp
della Romagna Faentina, che di fatto ne è il
referente per la Prefettura, l' amministrazione
comunale di Solarolo, operatori qualificati, l'
associazionismo locale e la società civile. In
settimana, a Solarolo, verrà completata la
progettazione di un primo percorso di
accoglienza che comprende mediazione
culturale, insegnamento della lingua italiana,
integrazione attraverso momenti di
aggregazione, formazione.
Quattro in futuro verranno invece collocati a
Casola Valsenio sempre dall' Asp.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
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[BLU]LUGO.
LAVEZZOLA, ECCO I CANDIDATI DELLE
CONSULTE
Proseguono le presentazioni pubbliche dei
candidati alle consulte cittadine di Conselice,
Lavezzola e San Patrizio. D o p o l '
a p p u n t a m e n t o d i i e r i a Conselice, o g g i
presentazione nella Sala polivalente della
Casa comunale di Lavezzola e domani nella
Sala della Consulta di San Patrizio.
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Cori contro la processione, è polemica
A Conselice urla di ragazzini dalle finestre di un' associazione di cultura islamica.
A CONSELICE l ' e p i s o d i o h a s u s c i t a t o
sconcerto e amarezza, anche se c'è chi parla
solo di ragazzata', ma a rasserenare, almeno
in parte gli animi, ieri sono giunte le scuse
della comunità islamica. Stiamo parlando di
quanto avvenuto domenica durante la
processione con l'immagine della Madonna
lungo le vie del paese. «Dopo la messa delle
9.30 nella chiesa dedicata a San Martino
racconta un conselicese ancora turbato da
piazza Foresti, è partita la processione con
l'immagine della Madonna accompagnata da
un centinaio di fedeli, tra cui bambini che a
breve riceveranno la Prima Comunione ».
Dopo aver attraversato le vie Gagliazzona,
Kennedy, Selice Vecchia, Grossi e Bedeschi, il
corteo ha raggiunto via Dante Alighieri. E' stato
in quel punto che si è verificato il cosiddetto
fattaccio'. «DURANTE il lento passaggio
dell'immagine sacra prosegue il racconto di
uno dei presenti alcuni ragazzini, che si
trovavano al piano terra dell'edificio che ospita
la sede dell'associazione di cultura islamica
Attadamun', hanno intonato per alcune decine
di secondi una sorta di coro del tipo Andate via di qui, andate via di qui'. Parole udite chiaramente da
molti partecipanti al corteo e che hanno disturbato e amareggiato chi partecipava alla processione
mariana. Tra l'incredulità e un comprensibile imbarazzo, visibile soprattutto sul volto dei bambini, la
processione ha proseguito. Ad onor del vero c'erano persone che avrebbero voluto staccarsi dal corteo
per riprendere gli adolescenti, ma alla fine a prevalere è stato il buon senso». Come però è facile
immaginare al ritorno del corteo in piazza Foresti, sul sagrato della chiesa, non si parlava d'altro. In
poche ore l'episodio ha fatto il giro del paese suscitando, come detto, non poche reazioni improntate
quasi tutte a condanna. Non è tuttavia mancato chi ha in un qualche modo ha cercato di
sdrammatizzare l'accaduto, sostenendo che «in fin dei conti si è trattato di un gruppetto di bambini che
forse non si sono neppure resi conto della gravità del loro gesto». L'EPISODIO comunque non è
passato sotto silenzio anche da parte degli amministratori e, appreso di quanto accaduto, ieri mattina il
sindaco conselicese Paola Pula, dopo aver sentito i rappresentanti della parrocchia di San Martino, ha
incontrato i rappresentanti della associazione di cultura islamica Attadamun'. Incontro a seguito del
quale gli stessi rappresentanti hanno predisposto una formale lettera di scuse destinata ai
rappresentanti della parrocchia conselicese. La lettera è stata consegnata allo stesso primo cittadino ed
ai rappresentanti della parrocchia, i quali hanno accolto il gesto come premessa per un rapporto di
reciproco rispetto della libertà religiosa e delle regole civili di una comunità. «L'accaduto, anche se
riguarda il comportamento di alcuni bambini ha commentato il sindaco Paola Pula non è tollerabile e
non va sottovalutato, tanto che mi risulta che i ragazzini siano stati rimproverati dagli stessi
rappresentanti dell'associazione. Ribadiamo il nostro impegno per il rispetto di ogni sensibilità e
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appartenenza religiosa e auspichiamo pertanto, come sottolineato da tutte le parti coinvolte, che si
proceda nella direzione positiva del dialogo e dell'educazione alla reciproca conoscenza, nel rispetto
delle regole di convivenza. Considero il comportamento tenuto dai rappresentanti di entrambe le
comunità, la migliore risposta a qualsiasi strumentalizzazione del brutto episodio». Luigi Scardovi
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BILANCIO.
Silvano Verlicchi:«Proponiamo di ridurre Tasie
addizionale Irpef»
IN VISTA della approvazione del bilancio di
previsione del Comune di Lugo, in programma
nella seduta consiliare di domani, proseguono
gli interventi delle opposizioni. Nel bilancio
2015­2017, afferma Silvano Verlicchi,
capogruppo della lista Per la Buona Politica',
«ci sono scelte condivisibili come gli interventi
su scuole, sulla sicurezza stradale e sulla
valorizzazione del patrimonio pubblico. Ma la
manovra complessiva non è convincente: non
ci sono infatti elementi di novità e soprattutto
non è delineata la visione di Lugo nei prossimi
anni. Mancano scelte politiche per rendere più
attrattivo il territorio e favorirne lo sviluppo».
Nei mesi scorsi, prosegue Verlicchi, «in
consiglio abbiamo votato alcune decisioni che
non abbiamo condiviso, tra cui l' affidamento
delle Farmacie Comunali a una società
pubblica, il mantenimento delle azioni di Hera
e di altre partecipate. Vendendo invece le
Farmacie Comunali e le azioni Hera, il
Comune avrebbe avuto fondi da investire sul
territorio». Per la Buona Politica' ha dunque
avanzato alla giunta comunale, «proposte di
emendamento al bilancio che prevedono riduzioni dell' addizionale Irpef e della Tasi, minori spese per
acquisti di beni e servizi, diminuzione delle spese per consulenze esterne e per riscossione tributi. A
fronte del recupero di risorse, abbiamo ipotizzato la concessione di contributi per l' avvio di nuove
attività produttive e interventi per la sicurezza di cittadini e imprese, come apparecchiature di
videosorveglianza e adeguate misure contro criminalità e degrado. Proseguiremo l' azione di massima
attenzione sulle decisioni adottate dalla Giunta misurandone l' opportunità e il gradimento attraverso il
confronto con i cittadini». Lorenza Montanari.
MONTANARI LORENZA
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Il motociclista ferito resta ricoverato
E' ANCORA ricoverato con prognosi riservata
all'ospedale Bufalini di Cesena il motociclista
60enne di Alfonsine, vittima di un incidente
nella tarda mattinata di sabato scorso, lungo la
via Stroppata' nei pressi di San Savino di
Fusignano. L'uomo aveva riportato gravi
traumi a causa di un'impressionate uscita di
strada dopo che aveva perso il controllo della
sua Honda Cbr 600'. L'uomo ora avrebbe un
quadro stabile delle funzioni vitali (è
mantenuto in coma farmacologico), nonostante
nel violento impatto con un paio di paletti in
cemento abbia riportato la perforazione di un
polmone, la frattura di diverse costole, di una
clavicola e della scapola destra. Come se non
bastasse, l'uomo presenta pure la frattura,
lateralmente, di due vertebre cervicali, senza
interessamento del midollo. Il motociclista, che
lavora a Lugo in un ente pubblico, muove tutti
e quattro gli arti. Inoltre le tac cerebrali a cui è
stato sottoposto hanno avuto esito negativo,
non presentando quindi alcun ematoma al
cervello. NEL FRATTEMPO il figlio, che al
momento dell'incidente precedeva di pochi
metri il 60enne in sella ad un'altra Honda Cbr 600', vorrebbe mettersi in contatto, al solo scopo di avere
qualche indicazione circa la dinamica dell'incidente, con un paio di persone che potrebbero aver
assistito alla fuoriuscita di strada. Si tratta, come il figlio stesso ha spiegato, del conducente di un
Citroen Berlingo' grigio scuro che ha chiamato per primo il 118. Un'altra persona che potrebbe fornire
utili indicazioni è il motociclista su una Ducati 1098 rossa che, pur non essendo in giro assieme a padre
e figlio, si era accodato dal semaforo di Fusignano. Sia l'automobilista che il motociclista dovrebbero
aver assistito all'incidente, anche se non è detto che abbiano fornito testimonianze alla polizia
municipale della Bassa Romagna, intervenuta per i rilievi. lu. sca.
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MOSTRA.
Al Palazzo Ascom le opere di Marangoni dedicate a
Baracca
SULLE ali di Francesco Baracca. Il mito della
grande Guerra nella pittura di Michele
Marangoni' è il titolo della mostra che sarà
inaugurata domani, giovedì, alle 18.30 al
Palazzo del Commercio (sede di
Confcommercio Ascom), in via Acquacalda 29
a Lugo. L a m o s t r a , p r o m o s s a d a l l '
associazione del commercio nell' ambito delle
celebrazioni del Centenario della Grande
Guerra, presenta una selezione dal ciclo 24
visioni di Lugo e Baracca', realizzato dall'
artista lughese tra il 1999 e il 2001, anno in cui
fu esposto interamente a Casa Rossini. I
quadri in mostra rappresentano una
rivisitazione surrealista del mito dell' aviatore
lughese e del monumento a lui dedicato,
progettato dallo scultore Domenico Rambelli.
Nato a Lugo nel 1944, Michele Marangoni si è
laureato in storia e filosofia a Bologna nel 1970
e inizialmente si è occupato di letteratura,
scegliendo poi di dedicarsi alla scultura con la
guida della moglie, la ceramista lughese Marta
Proni. Alla fine degli anni '90 inizia a dedicarsi
alla pittura, realizzando numerose personali e
partecipando a diverse collettive. La mostra sarà visitabile fino al 14 giugno nei seguenti orari: martedì e
giovedì 15­18, sabato e festivi 15.30­18.30.
l.m.
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Alluvione, lavori per 500mila euro
Nella Bassa Romagna serie di interventi del Consorzio di Bonifica.
«PER la sicurezza idrologica del territorio l'
importanza strategica dei Consorzi di Bonifica
è fondamentale. La presenza e la
professionalità del personale sono una
garanzia, perché spesso l' uomo non ha un
approccio lungimirante con il territorio. Mentre
invece occorrerebbe pensare allo sviluppo
sostenibile». Così il presidente del Consorzio
di Bonifica della Romagna Occidentale,
Alberto Asioli, ha presentato le iniziative della
Settimana della Bonifica e dell' irrigazione,
nonchè i lavori eseguiti in conseguenza ai
danni provocati dall' alluvione del 5 e 6
febbraio. Inoltre è stato illustrato il progetto
Carte d' acqua. Le mappe della bonifica in
Romagna, che presto diverrà una
pubblicazione sul patrimonio cartografico del
Consorzio di Bonifica della Romagna
Occidentale.
Per quanto riguarda le opere urgenti eseguite
e in corso di realizzazione sulla rete scolante e
sugli impianti, per un totale di 556mila euro,
rese necessarie dai danni causati dall'
alluvione del 5 e 6 febbraio, Asioli ha
sottolineato che nel territorio di Alfonsine sono stati ripristinati gli argini dello scolo Canal Vela, si è
lavorato sull' argine destro dello scolo San Giuseppe alla foce in Destra di Reno e nell' argine sinistro
del Canale di bonifica in Destra di Reno, davanti all' idrovora Tratturo; inoltre è stato ripristinato l'
impianto idrovoro Ballirana, sommerso dalla rotta del Canal Vela.
«Si sono verificate ha spiegato Asioli due importanti rotture arginali di circa 30 metri, legate alla
presenza di tane di istrici, che hanno provocato l' allagamento di circa 400 ettari di terreno con 4 milioni
di metri cubi d' acqua. Il Consorzio di Bonifica ha per questo dovuto affrontare una fase molto intensa di
lavoro per quest' emergenza utilizzando risorse economiche che la Regione deve ancora rimborsare all'
ente». A Bagnacavallo si è intervenuti sul Fosso Vecchio a Villa Prati e, a causa di frane, sullo scolo
Consorziale Brignani in località Zagonara a Cotignola e sull' argine destro del Canale di bonifica in
Destra di Reno a 200 metti dalla botte Selice a Conselice. A Lugo il Consorzio di Bonifica è invece
intervenuto per rialzare l' argine della Canaletta di Budrio in fregio alle vie San Giorgio e Madonna delle
Stuoie e a riprendere frane sull' argine sinistro del Canale dei Mulini a valle di via Sant' Andrea e sullo
scolo Tratturo, a monte e a valle della via Chiese Catene. Passando alla Settimana nazionale della
bonifica e dell' irrigazione, prevista dal 16 al 24 maggio, quest' anno il tema La terra nutre, l' uomo la
divora e le iniziative daranno modo di conoscere da vicino le opere idrauliche gestite dal consorzio della
Romagna Occidentale grazie al programma impianti aperti' e saranno proposti alcuni eventi speciali.
Nella Bassa Romagna il programma di iniziative prenderà il via domenica 17 maggio con una
camminata promossa in collaborazione con l' associazione Amici del fiume Senio' lungo l' argine del
Senio, da Biancanigo a Tebano con descrizione della diga Steccaia leonardesca e della presa del
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Canale dei Molini. Daniele Filippi.
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FILIPPI DANIELE
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Emergenza sanitaria e calamità naturali,tre serate
per tutti a Bagnacavallo
L' ASSOCIAZIONE Corpo Volontario
Forestale', con il patrocinio del Comune di
Bagnacavallo, organizza tre serate gratuite
aperte alla cittadinanza dedicate al Corretto
comportamento in situazioni di emergenza
sanitaria e di calamità naturali'. Gli incontri
sono in programma questa sera, lunedì 18 e
mercoledì 20 maggio, sempre alle 21 nella
sala di Palazzo Vecchio, in piazza della
Libertà. Saranno trattati temi informativi di
primo soccorso e sui comportamenti da tenere
in caso di calamità naturali come alluvioni e
terremoti. Verranno fornite nozioni e saranno
dati consigli pratici. Gli incontri saranno tenuti
da formatori qualificati in area critica di pronto
soccorso e per quanto riguarda le calamità
naturali da formatori di protezione civile. A chi
parteciperà a tutte e tre le serate sarà
rilasciato un attestato. Per informazioni: 335
5425351 e [email protected]
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Prendeva l'energia elettrica dal palo
dell'illuminazione pubblica
AVEVA realizzato un allacciamento artigianale'
assicurandosi per un paio di mesi l'energia
elettrica a costo zero. Uno stratagemma
efficace, che però è costato caro ad un
giovane marocchino, Isak Alì, 21enne
residente in via Fiumazzo, in località Torre
(conosciuta anche come Santa Dorotea), a
metà strada tra San Lorenzo e Belricetto. Oltre
che per furto aggravato di energia elettrica, i
carabinieri di San Lorenzo hanno arrestato il
giovane per detenzione e spaccio di sostanze
stupefacenti e per ricettazione, visto che
durante una perquisizione domiciliare sono
stati trovati una ventina di grammi di
stupefacenti e apparecchiature elettroniche
rubate. L'altra sera i carabinieri si sono recati
per un controllo nell'abitazione del magrebino,
già noto alle forze dell'ordine, e nel corso di
una perquisizione i carabinieri hanno
rinvenuto, in parte nascosti in custodie, 8
grammi di hashish, 4 di marijuana e 7 di
anfetamine in polvere, oltre al necessario per
confezionare le dosi e denaro ritenuto
provento di spaccio. Inoltre è stata trovato un
piccolo elettrodomestico da cucina, provento di un furto in una casa avvenuto mesi fa alla periferia di
Lugo: da qui l'accusa di ricettazione. Ma le sorprese non erano finite. I carabinieri hanno infatti notato un
cavo che, partendo da un palo dell'illuminazione pubblica di via Fiumazzo, raggiungeva l'abitazione del
21enne. Sospettando un allacciamento abusivo, il personale dell'Arma ha staccato il contatore situato
nei muri esterni della casa (nella foto). Ma gli apparati elettrici continuavano regolarmente a funzionare,
appunto perchè alimentati dall'allacciamento abusivo. Ieri Isak Alì è comparso in Tribunale a ravenna
per il rito direttissimo (giudice Andrea Galanti, pm Monica Gargiulo). L'arresto è stato convalidato e nei
confronti del giovane è stata disposto l'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria fino al processo,
rinviato a fine mese. Luigi Scardovi
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Arrivano i profughi: verranno ospitati dall' Asp
Quattro nigeriani accolti a Solarolo, nei prossimi giorni altri quattro a Casola Valsenio.
FAENZA. L' Asp della Romagna faentina si fa
capofila del progetto di accoglienza di alcuni
profughi. Lunedì si sono registrati i primi
quattro arrivi a Solarolo, nei prossimi giorni
altri quattro giungeranno a Ca sola Valsenio.
Per quanto riguarda il primo gruppo, si tratta
di ragazzi nigeriani fra i 20 ed i 30 anni,
sbarcati in Italia a metà aprile, in Sicilia,
provenienti dalla Libia. I giovani sono ospitati
all' interno di un appartamento di proprietà
dell' Asp stessa.
Quello nel territorio faentino dovrebbe essere
un soggiorno della durata di alcuni mesi. I
giovani erano stati in un primo momento
alloggiati provvisoriamente all' hotel Gemelli di
Bagnacavallo, in attesa di essere destinati ad
una struttura idonea per soggiorni di media ­
lunga durata.
Il progetto accogliente, proprio per cercare di
essere il più efficace ed efficiente possibile,
vede coinvolte l' Asp della Ro magna
Faentina, che di fatto ne è il referente per la
prefettura, l' amministrazione comunale di
Solarolo, operatori qualificati, l'
associazionismo locale e la società civile. In
settimana, a Solarolo, verrà completata la
progettazione di un primo percorso di
accoglienza. Un momento condiviso tra tutti i
soggetti partecipanti che comprende attività di mediazione culturale, insegnamento della lingua italiana,
integrazione attraverso momenti di aggregazione ed animazione, formazione in funzione di attività
occupazionali e socialmente utili. L' incontro fra i diversi attori coinvolti per il coordinamento di questi
interventi è fissato nei prossimi giorni.
Parallelamente all' attività fatta a Solarolo, l' Asp della Ro magna faentina in collaborazione con l'
amministrazione comunale di Casola Valsenio sta lavorando per realizzare lo stesso progetto anche per
i futuri quattro profughi che verranno collocati nel paese collinare. A Casola Valsenio i profughi verranno
sistemati in due mini appartamenti tra loro adiacenti, sempre di proprietà dell' Asp faentina.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Serata di poesia con Giuseppe Bellosi
Appuntamento con la poesia venerdì 15
maggio alle 21 nella sede de "La Fenice", in
via Cavour, 115. Il circolo di Meldola ospita
una serata dedicata alla poesia, con Giuseppe
Bellosi, lo studioso di Fusignano. Esperto in
dialetti romagnoli ed etnologo, Bellosi ha
iniziato giovanissimo a fare ricerche sul
folclore e letteratura. È autore, fra l' altro, dei
saggi "Cento anni di poesia dialettale
romagnola" e "Romagna civiltà" in
collaborazione con Gianni Quondamatteo. All'
attività di ricercatore, ha affiancato quella di
compositore in versi dialettali. L' ultima sua
fatica è "Requiem", edita da La Mandragola. Il
volume riunisce tre poemetti: "E' paradis" (Il
paradiso), "Bur" (Buio) e appunto "Requiem".
Una sequenza fulminante di vite quotidiane,
scandite dal tempo. Presenta il giornalista
scrittore Massimo Previato.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Oltre 500mila euro per sistemare i danni dell'
alluvione nel Lughese
PAVAGLIONE Modifiche alla viabilità.
LUGO. Ammontano a 556.000 euro le risorse
impiegate per realizzare le opere urgenti sulla
rete scolante e sugli impianti del distretto di
pianura rimasti danneggiati dagli eventi meteo
degli scorsi 5 e 6 febbraio. I lavori, condotti dal
Consorzio di bonifica della Romagna
occidentale, hanno toccato Alfonsine p e r i l
ripristino delle rotture arginali verificatesi nello
scolo consorziale Canal Vela, nell' argine
destro dello scolo San Giuseppe alla foce in
Destra di Reno e nell' argine sinistro (a valle
della via Cuor balestro) del Canale di bonifica
in Destra di Reno, davanti all' idrovora
Tratturo. È stato inoltre ripristinato l' impianto
idrovoro Ballirana, sommerso sempre dalla
rotta del Canal Vela.
A Bagnacavallo si è provveduto alla
sistemazione della rottura arginale dello scolo
consorziale Fosso Vecchio in località Villa
Prati, mentre interventi di ripristino a causa di
frane si sono resi necessari sullo scolo
consorziale Brignani in località Zagonara a
Cotignola e sull' argine destro del Canale di
bonifica in Destra di Reno a 200 m dalla botte
Selice a Conselice.
Per quanto riguarda Lugo, si è intervenuti per
rialzare l' argine dello scolo consorziale
Canaletta di Budrio nei tratti in fregio alle vie
San Giorgio e Madonna delle Stuoie e a riprendere frane sull' argine sinistro del Canale dei Mulini a
valle della via Sant' Andrea e sullo scolo Tratturo, immediatamente a monte e a valle della via Chiese
Catene.
Gli interventi, già svolti o in corso di effettuazione, sono stati illustrati ieri in occasione della
presentazione della Settimana della bonifica e dell' irrigazione 2015, a cui hanno partecipato il
presidente e il direttore del Consorzio, Alberto Asioli e Giovanni Costa, il direttore tecnico Elvio Cangini,
il caposettore ufficio Progettazione Paola Silvagni e lo studioso Tito Menzani.
La Settimana, nell' anno dell' Expo di Milano, è incentrata sul tema "La terra nutre, l' uomo la divora". Dal
16 al 24 maggio si potranno conoscere le opere idrauliche e irrigue gestite dal Consorzio di bonifica
della Romagna Occidentale, grazie al programma "Impianti aperti".
«Credo sia utile ­ ha detto Asioli ­ fare conoscere l' importan za strategica del lavoro fatto e di quello da
svolgere considerati anche i cambiamenti climatici e l' attenzione che va prestata con serietà e
continuità costante».
«A seguito degli interventi eseguiti per via della massima urgenza dovuta agli eventi calamitosi dello
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(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
scorso inizio febbraio ha aggiunto Costa ­, si è investito molto e mi auguro che giungano presto, magari
entro fine primavera, i rimborsi visto che in pratica è il Consorzio che ha anticipato i soldi necessari: a
oggi non si è visto un solo euro».
Gli eventi partono domenica 17 maggio con una camminata promossa lungo l' argine del Senio, da
Biancanigo a Tebano, mentre lunedì 18 maggio gli alunni di Conselice saranno accompagnati in una
visita guidata all' impianto irriguo Rivalta e Santa Lucia di Faenza, al Mulino Scodellino e alla centrale di
pompaggio Santerno­Senio 3 di Castel Bolognese. Mercoledì 20 e giovedì 21 maggio i giovani studenti
delle scuole di Castel Bolognese e Solarolo si recheranno in visita all' impianto idrovoro Tratturo e alla
c a s s a d i e s p a n s i o n e d i Alfonsine. Sabato 23 maggio, infine, nell' ambito del programma
"Naturalmente... in Bassa Romagna", visita guidata alla cassa di espansione Gambellara di Massa
Lombarda.
Gianfranco Camerini Da oggi, e fino a ultimazione dei lavori di ripavimentazione e consolidamento delle
logge del Pavaglione, sarà modificata la viabilità in via Foro Boario per consentire il trasferimento degli
ambulanti del mercato settimanale. Ogni mercoledì, dalle 5 alle 15, istituiti divieti di sosta con rimozione
e di transito nel tratto compreso tra le vie Mentana e Brignani. Il termine dei lavori è previsto per
novembre.
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Si allaccia alla rete pubblica per avere energia gratis
LUGO. Aveva in casa droga, consolle e
videogames rubati, e un cavo che, allacciato a
un lampione davanti a casa, gli illuminava
gratis l' intera abitazione, di due piani. Non
poteva non scattare l' arresto per il malvivente
"furbetto", il 21enne marocchino I.H., regolare
in Italia, già noto alle forze dell' ordine. A far
scattare le manette sono stati i carabinieri
della stazione di San Lorenzo di Lugo. I militari
hanno scoperto il "malloppo" durante un
controllo effettuato alla sua residenza l' altra
sera, attorno alle 22. Durante la perquisizione,
i militari gli hanno trovato un mix di droghe
(hashish, marijuana e anfetamine), per un
totale di 20 grammi, nascosti dentro le scatole
dei videogames, un centinaio di euro e
materiale per il confezionamento delle dosi. La
consolle e i giochi elettronici sono risultati
provento di un furto messo a segno tempo fa
in una casa del Lughese. Ma oltre ai reati di
detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti,
e di ricettazione, si è poi aggiunto quello di
furto di energia elettrica. Gli uomini dell' Arma
infatti hanno effettuato una verifica all' impianto
elettrico e hanno scovato un cavo che,
bypassando il quadro, collegava la rete di
casa con un lampione posto non lontano: il
21enne si era allacciato alla rete pubblica,
riuscendo così a utilizzare abusivamente la fornitura di energia. Ieri mattina il ragazzo è apparso in
tribunale a Ravenna per il rito di direttissima (giudice Andrea Galanti, pubblico ministero Monica
Gargiulo): arresto convalidato, processo fissato per fine mese e, nell' attesa, obbligo di presentazione in
caserma.
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PAVAGLIONE
Modifiche alla viabilità
Da oggi, e fino a ultimazione dei lavori di
ripavimentazione e consolidamento delle
logge del Pavaglione, sarà modificata la
viabilità in via Foro Boario per consentire il
trasferimento degli ambulanti del mercato
settimanale. Ogni mercoledì, dalle 5 alle 15,
istituiti divieti di sosta con rimozione e di
transito nel tratto compreso tra le vie Mentana
e Brignani. Il termine dei lavori è previsto per
novembre.
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BAGNACAVALLO
Emergenza e calamità
L'associazione Corpo volontario forestale
organizza tre serate (oggi, 18 e 20 maggio,
alle 21 a palazzo Vecchio) gratuite aperte al
pubblico dedicate al corretto comportamento
in situazioni di emergenza sanitaria e d i
calamità naturali. Saranno trattati temi di primo
soccorso e sui comportamenti da tenere in
caso di calamità naturali come alluvioni e
terremoti. Verranno dati consigli pratici. A chi
parteciperà sarà rilasciato un attestato. E'
gradita la pre­iscrizione al tel. 335 5425351.
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CONSELICE.
Candidati delle consulte
Proseguono le presentazioni dei candidati alle
consulte cittadine di Conselice, Lavezzola e
San Patrizio. Stasera ci sarà la presentazione
nella sala polivalente della Casa comunale di
Lavezzola e domani nella sala della consulta
di San Patrizio.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
BAGNACAVALLO
Auto all'asta
Il Comune ha indetto un' asta pubblica per la
vendita di tre automezzi di sua proprietà: due
Fiat Punto e un Furgone Ford Transit. I singoli
veicoli saranno venduti a chi presenterà l'
offerta migliore, entro mercoledì 20 maggio.
Sarà possibile visionare i veicoli domani al
magazzino comunale, in via Lanconelli 15,
dalle 11 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 17.30. Sul
sito del Comune sono disponibili tutte le
informazioni e le schede tecniche (tel. 0545
280875, 280843, 280856).
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
GASTRONOMIA.
Orva La piadina con l' esclamativo
All' inizio era solo piadina ed era
semplicemente un ingrosso alimentare.
Correva l' anno 1979 In poco più di 35anni di
vita, Orva, 150 dipendenti, con stabilimenti a
Bagnacavallo (Ra) e Misano Adriatico (Rn), e
un altro ancora più grande in costruzione,
sempre a Bagnacavallo, ha fatto molta strada.
Allora si mangiava in modo differente. Ci si
sedeva a tavola "e si mangiava un bel piatto di
tagliatelle", racconta il titolare, Luigi Bravi.
Oggi il modo di nutrirsi e di vivere è cambiato
e la Orva, con "La sua piadina col punto
esclamativo!" ha seguito questa
trasformazione. Oggi produce piadine,
tramezzini, focacce, bruschette, pane bauletto
a fette per l' Italia e per l' estero: in totale una
ventina di linee. I controlli sono serrati:
masticazione, aspetto visivo. Tutto viene
passato in rassegna ogni anno vengono fatte
10mila analisi e 20 panel test di raffronto con
la concorrenza.
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
"Un arresto illegale al bar"
Bagnacavallo Secondo il pm nel bloccare un 33enne due vigili, uno di Forlì e l' altro di
Lugo, violarono l' iter previsto dalla legge. Per le difese fu invece tutto regolare, chiesto l'
abbreviato.
Hanno chiesto di potere essere giudicati per
rito abbreviato i due agenti della polizia
Municipale della Bassa Romagna accusati di
arresto illegale e di false attestazioni in
concorso in ragione di un intervento realizzato
a Bagnacavallo il 21 gennaio del 2014 all'
interno di un locale pubblico. Il gup Rossella
Materia ha quindi aggiornato l' udienza a metà
settembre quando le parti vedranno il filmato
ripreso dalle telecamere del circuito interno del
bar dove si svolsero i fatti.
I due giovani indagati ­ uno di Forlì e l' altro di
Lugo ­ sono difesi dagli avvocati Alessandra
Giovannini, Andrea Visani, Ermanno
Cicognani e Alessandro Mancuso. Per un
terzo loro collega, inizialmente indagato nell'
ambito della medesima vicenda, è già arrivata
archiviazione così come chiesto dalla stessa
procura. Secondo le verifiche coordinate dal
pm Angela Scorza titolare del fascicolo, i due
avrebbero abusato dei poteri derivanti dal loro
ruolo.
In particolare tutto sarebbe ac caduto quando
al momento dell' identificazione di un 33enne
di origine campane con numerosi precedenti
che stava tenendo un comportamento
oltraggioso nei loro confronti, avrebbero
approfittato di un momento di distrazione dell'
uomo ­ che non si è tuttavia costituito in parte civile ­ per atterrarlo all' improvviso e strin gergli le
manette ai polsi. Quello stesso giorno ­ prosegue l' accusa ­ i due avrebbero poi compilato una
relazione di servizio riferendo, falsamente, di avere messo a terra il 33enne in ragione della violenza
che l' uomo stava esercitando nei loro confronti. Le manette erano insomma state necessarie per
contenere lo slancio fisico di quell' avventore che, in evidente stato di alterazione alcolica, altrimenti
avrebbe potuto rappresentare un pericolo sia per l' incolumità degli agenti stessi che per quella degli
altri clienti del bar.
Le difese si sono invece sempre dette convinte di potere dimostrare la correttezza dell' operato dei due
agenti già sulla base delle carte in mano alla magistratura. Da qui la richiesta dell' abbreviato. Per
quanto accaduto in quella giornata, era stato aperto anche un secondo procedimento: questa volta a
carico del 33enne, tutelato dall' avvocato Nicola Casadio, e con i due agenti quali parti offese.
ACo.
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La Voce di Romagna Ravenna
ENOLOGIA SUCCESSO ALLA 21ª EDIZIONE DEL CONCOURS MONDIAL: SUGLI SCUDI L'
UCCELLINA DI RUSSI.
Il Bursôn primeggia a Bruxelles
Sono stati appena diffusi i risultati della 21ª
edizione del Concours Mondial de Bruxelles,
uno dei concorsi enologici più importanti del
Mondo, come testimoniano i tantissimi vini che
ogni anno vi partecipano, oltre 8.000
provenienti da una quarantina di Nazioni. Il
B u r s ô n d e l C o n s o r z i o " I l Bagnacavallo"
conferma ancora una volta il suo grande valore
e l' apprezzamento che è capace di ottenere a
livello internazionale, conquistando ben 6
Medaglie: 1 Gran Medaglia d' Oro (il premio
più importante del concorso!
), 1 Medaglia d' Oro e 4 Medaglie d' Argento.
Il massimo riconoscimento è andato al Bursôn
2009 della Tenuta Uccellina di Russi, che si
può anche fregiare di essere l' unica azienda
dell' Emilia Romagna a essersi aggiudicata l'
ambito premio. La Medaglia d' Oro è stata
invece vinta dal Bursôn 2009 dell' Azienda
Agricola Ballardini di Boncellino­Bagnacavallo.
Le Medaglie d' Argento sono invece state
conquistate dal Bursôn 2009 dell' Azienda
Agricola Randi di Fusignano, dal Bursôn 2009
della Cantina Spinetta di Faen za, dal Bursôn
2010 dell' Azienda Agricola Zini di
Boncellino­Bagnacavallo, dal Bursôn 2007 dell'
Azienda Celti Centurioni di Bagnacavallo.
"Premi che hanno un valore ancora superiore
se si considerano i grandi "numeri" del concorso e il valore della qualificata giuria internazionale,
composta da ben 300 membri, che fanno del Concours Mondial de Bruxelles un importante punto di
riferimento per addetti del settore, professionisti e consumatori", sottolineano dal.
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Parco del Tondo, fioriscono le polemiche I
LUGO Il gestore del baretto: "Noi rivitalizziamo l' area garantendo sicurezza, le regole
devono farle rispettare altri"
problemi del parco del Tondo? Di sicuro non li
abbiamo inventati noi che da tre anni gestiamo
il bar, anzi, questo parco ­ a dirla tutta ­
ricomincia a vivere solo grazie all' apertura
primaverile del piccolo chiosco in cemento
armato che permette di vedere i propri bimbi
giocare mentre si prende un caffè".
E' uno sfogo in piena regola quello che Matteo
Zanotti, mente dell' associazione Lughé ­ i
ragazzi che gestiscono l' omonimo centro
sociale autonomo di via dell' Industria e che da
aprile a settembre animano anche il chiosco
del Tondo ­ affida a Facebook.
Nei giorni scorsi, infatti, erano piovute critiche
per via delle biciclette e dei cani che
scorazzavano dentro l' area verde nonostante i
divieti imposti dal Comune. "Noi non gestiamo
il parco bensì il bar ­ chiarisce Zanotti ­
peraltro con la nostra attività facciamo presidio
dalla mattina a sera, proponiamo eventi
gratuiti per tutte le età e quindi semmai
abbiamo aumentato l' affluenza e con essa la
sicurezza nell' area".
Non ci sta Zanotti a passare, insieme alla
gestione targata Lughè, per il capro espiatorio:
"Se anni di mala gestione e menefreghismo ha
portato ad una ghettizzazione del parco non è
certo colpa del Lughé, peraltro l' unica realtà in
grado di proporre eventi e gestirli in un luogo difficile come il Tondo. Difficile per vari motivi, ma
bellissimo, centralissimo e di vitale importanza per Lugo". Insomma, chiarisce il gestore dello spazio
comunale, se ci sono ordinanze e regole da rispettare è il caso che in tervenga chi di dovere: "La
polemica, se non altro, ha riacceso le luci sul Tondo ed ora i vigili vengono regolarmente afferma Zanotti
­ quindi non tutti i mali vengono per nuocere. Peccato ­ aggiunge ­ che proprio ora, a tre anni dall'
introduzione dei divieti, comincino improvvisamente ad arrivare le multe". Come accaduto l' altro giorno
ad una ragazza di Bolzano arrivata in treno a Lugo: "E' entrata nel parco con cane al guinzaglio e per
via di segnalazioni poco chiare si è presa più di cento euro di multa". La situazione del Tondo sarà
affrontata anche dalla Consulta Lugo Centro nelle prossime riunioni.
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
IL 'RAPINATORE CHIRURGO' RESTA IN
CARCERE
Convalido l' arresto di Roberto Zanotti, il
50enne lughese fermato sabato scorso dai
carabinieri perché ritenuto l' autore delle due
rapine compiute in un salone di parrucchiere
di Ravenna e al Bar Oriani di Lugo. L' uomo
e r a e v a s o d a u n a s t r u t t u r a sanitaria d e l
Faentino.
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La Voce di Romagna Ravenna
SAN LORENZO DI LUGO.
Rubava energia elettrica per illuminare covo dello
spaccio
Per illuminare la propria abitazione, o meglio,
il proprio covo adibito allo spaccio, aveva
artigianalmente collegato il proprio contatore
alla centralina dell' illuminazione pubblica. Il
furto di energia elettrica messa in atto dal
21enne marocchino Halì Isak ­ volto noto alle
forze dell' ordine ­ è stato scoperto dai
carabinieri di San Lorenzo di Lugo che da
tempo tenevano d' occhio il giovane poiché
ritenuto dedito ad attività di spaccio. Durante
la perquisizione messa in atto dai militari nel
casolare di via Fiumazzo occupato dal
21enne, oltre al 'furto di energia' sono stati
rinvenuti 8 grammi di hashish, 3 di marijuana e
7 di metedrina, una potente anfetamina,
nonché il necessario per la confezione delle
dosi e denaro ritenuto provento dello spaccio.
L' uomo, trovato anche in possesso di
elettrodomestici rubati, è stato arrestato per
furto, ricettazione e spaccio.
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La Voce di Romagna Ravenna
Dopo l' alluvione di febbraio opere per 560mila euro
BASSA ROMAGNA Il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale ha fatto il punto
sui lavori urgenti e presentato la Settimana nazionale della della Bonifica e dell'
Irrigazione 2015: impianti aperti e visite guidate.
Il Consorzio di Bonifica della Romagna
Occidentale ha presentato nella sua sede di
Lugo le iniziative del la Settimana della
Bonifica e dell' Irrigazione 2015. Il presidente
del Consorzio Alberto Asioli, il direttore
generale Giovanni Costa e i tecnici hanno
inoltre fatto il punto dei lavori eseguiti a seguito
dei danni provocati dall' alluvione del 5 e 6
febbraio scorsi. La Settimana Nazionale della
Bonifica nell' anno dell' Expo di Milano è
dedicata al tema "La terra nutre, l' uomo la
divora". Dal 16 al 24 maggio sarà possibile
conoscere le opere idrauliche e irrigue gestite
dal Consorzio grazie al programma "Impianti
aperti" e saranno inoltre proposti alcuni eventi
speciali.
Si inizierà nel pomeriggio di domenica 17
maggio con una camminata promossa in
collaborazione con l' associazione Amici del
Fiume Senio lungo l' argine del Senio, da
Biancanigo a Tebano. Il presidente Asioli ha
poi fatto il punto sulle o pere urgenti, per un
totale di 556.000 euro, rese necessarie dai
danni causati dal maltempo. Nel comune di
Alfonsine si è lavorato per il ripristino delle
rotture arginali verificatesi nello scolo
consorziale Canal Vela, nell' argine destro
dello scolo San Giuseppe alla foce in Destra di
Reno e davanti all' idrovora Tratturo. È stato inoltre ripristinato l' impianto idrovoro Ballirana. A
Bagnacavallo si è provveduto alla sistemazione della rottura arginale dello scolo consorziale Fosso
Vecchio in località Villa Prati, mentre interventi di ripristino a causa di frane si sono resi necessari sullo
scolo Consorziale Brignani in località Zagonara a Cotignola e sull' argine destro del Canale di bonifica a
Conselice. Per quanto riguarda Lugo, si è intervenuti per rialzare l' argine dello scolo Canaletta di
Budrio nei tratti in fregio alle vie San Giorgio e Madonna delle Stuoie e a riprendere frane sull' argine
sinistro del Canale dei Mulini a valle della via Sant' Andrea e sullo scolo Tratturo.
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Conselice I candidati alle consulte si presentano alla
cittadinanza
Proseguono le presentazioni pubbliche dei
candidati alle consulte cittadine di Conselice,
Lavezzola e San Patrizio.
Dopo l' appuntamento di lunedì all' auditorium
d i Conselice, q u e s t a s e r a c i s a r à l a
presentazione nella Sala polivalente della
Casa comunale di Lavezzola e domani, 14
maggio, nella Sala della Consulta di San
Patrizio. Per la prima volta i candidati vengono
eletti direttamente dai cittadini con una vera e
propria competi zione elettorale.
A questi primi incontri pubblici, organizzati
dall' Amministrazione comunale, ne
seguiranno altri, utili a favorire la massima
partecipazione al voto dei cittadini.
I candidati saranno votati da tutti i cittadini
domenica 7 giugno. Su 33 richieste verificate
dall' Ufficio elettorale, sono 32 i candidati
ammessi alla tornata elettorale, di cui 14 a
Lavezzola, 11 a Conselice e 7 a San Patrizio.
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SANT' AGATA SUL SANTERNO.
Hera: con le bollette on line cresce il Parco Vatrenus
Grazie all' adesione dei cittadini di Sant' Agata
sul Santerno alla campagna di Hera "Elimina
la bolletta. Regala un albero alla tua città" è
stata inaugurata ieri mattina la nuova area
verde del Grande Parco Vatrenus in via
Massarenti. Presenti al taglio del nastro il
sindaco Enea Emiliani, Marcello Folesani di
Hera Comm, Marina Simoni per il Gruppo
Hera, e tanti bambini dell' Istituto Comprensivo
(primarie e secondarie di 1° grado) che hanno
avuto la possibilità di partecipare anche ad un
laboratorio didattico sul compostaggio. Una
vera e propria festa aperta a tutta la città per
celebrare insieme il raggiungimento di questo
importante traguardo. La campagna
promuoveva il passaggio dalla bolletta
cartacea a quella on­line, legando il risultato
alla piantumazione di alberi. Grazie ad oltre
100 cittadini di Sant' Agata s u l Santerno
aderenti all' iniziativa, Hera ha potuto donare
alla città 20 alberi, piantumati al Grande Parco
Vatrenus. Con circa due anni di anticipo
rispetto agli obiettivi iniziali, il progetto lanciato
da Hera ha raggiunto, e superato, le 100.000
adesioni.
Per info: www.alberi.gruppohera.it.
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La Voce di Romagna Ravenna
gazze del Mini Volley giunte ottave.
Quattro profughi nigeriani in alloggio Asp
SOLAROLO Hanno fatto la traversata dalla Libia alla Sicilia: si fermeranno alcuni mesi.
Altri quattro in arrivo a Casola.
Sono arrivati lunedì nel territorio dell' Unione
dei Comuni della Romagna faentina alcuni
profughi che hanno chiesto protezione
internazionale. Si tratta di quattro nigeriani di
età compresa fra i 20 e i 30 anni, sbarcati sulle
coste della Sicilia dopo la traversata marina su
un barcone partito dalla Libia. I quattro sono
ospitati a Solarolo in un appartamento di
proprietà dell' Azienda di Servizi alla Persona
della Romagna Faentina.
Quello nel territorio faentino dovrebbe essere
un soggiorno della durata di alcuni mesi. Dallo
scorso 24 aprile i nigeriani erano stati
alloggiati provvisoriamente in un albergo di
Bagnacavallo, in attesa di essere destinati ad
una struttura idonea per soggiorni di media
lunga durata.
Il "progetto accogliente", per cercare di essere
il più efficace ed efficiente possibile, vede
coinvolte l' Asp della Romagna Faentina, che
di fatto ne è il referente per la Prefettura di
Ravenna, l' amministrazione comunale di
Solarolo, operatori qualificati, l'
associazionismo locale e la società civile. In
settimana a Sola rolo verrà completata la
progettazione di un primo percorso di
accoglienza. Un momento condiviso tra tutti i
soggetti partecipanti che comprende attività di
mediazione culturale, insegnamento della lingua italiana, integrazione attraverso momenti di
aggregazione e animazione, formazione in funzione di attività occupazionali e socialmente utili.
L' incontro fra i diversi attori coinvolti per il coordinamento di questi importanti interventi è fissato per
giovedì alle 20.30 in municipio.
Parallelamente all' attività fatta a Solarolo, l' Asp della Romagna Faentina in collaborazione con l'
amministrazione comunale di Casola Valsenio sta lavorando per realizzare lo stesso progetto anche per
i futuri quattro profughi destinati a Casola Valsenio.
Nella cittadina collinare i profughi verranno sistemati in due mini appartamenti tra loro adiacenti, sempre
di proprietà dell' Asp della Romagna Faentina.
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