al senato il premier invoca la legge elettorale. e

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al senato il premier invoca la legge elettorale. e
d’Italia
AL SENATO IL PREMIER INVOCA LA LEGGE ELETTORALE.
E LASCIA INTENDERE DI ESSERE PRONTO AL VOTO ANTICIPATO…
ANNO LXII N.214
Registrazione Tribunale di Roma N. 16225 del 23/2/76
Lando Chiarini
È un’aula piena quella che a
Palazzo Madama ha accolto
Matteo Renzi, reduce da Montecitorio dove ha sciorinato il
suo discorso programmatico
sui “Mille giorni”. Tre anni decisivi, entro i quali il premier si è
impegnato ad attivare un impetuoso processo riformatore
che dovrà cambiare faccia alla
nazione. Per ora – e di giorni
ne sono passati un paio di centinaia dal suo insediamento a
Palazzo Chigi – di fatti se ne
sono visti pochi mentre di
chiacchiere se ne sono sentite
tante. Forse è anche per questo che se l’aula era pressoché
gremita (ad esclusione del settore forzista, alquanto sguarnita), la delegazione di
governo si presentava a ranghi
ridottissimi con i ministri del
Ncd (Alfano compreso) tutti assenti.
Renzi ha cercato di evitare di
ripetere l’intervento tenuto alla
WWW.SECOLODITALIA.IT
Camera puntando molto sul tema
delle riforme, a partire da quella
elettorale, dalla cui approvazione
– ha in sostanza spiegato – deriva lo sblocco di quelle di natura
costituzionale. Da qui l’appello a
fare presto e non per tornare alle
urne (“anche se mi converrebbe”)
ma per segnare il “riscatto delle
istituzioni e il riscatto di una di-
gnità della politica che in alcuni
momenti è venuta meno”. La materia è delicata ed è di quelle che
possono accorciare la vita di un
governo, se non addirittura a
stroncarla. Il premier lo sa e sceglie di giocare di rimesso
aprendo a valutazioni, approfondimenti e modifiche fino a garantire che alla fine nessuno potrà
«Baglioni era accusato di essere di destra». Per la Rai
non essere “compagno” resta ancora una colpa…
Guido Liberati
C’era una volta la Rai servizio
pubblico che garantiva la par condicio. Ricordate la favoletta? La
raccontano ancora, ma è come
credere agli stivali delle sette
leghe del celebre gatto o all’esistenza della lampada di Aladino.
La verità? Basta accendere la tv
appena svegli: la Rai che fa servizio pubblico, da quasi vent’anni,
alle prime luci dell’alba, propone
agli italiani Unomattina, il contenitore che ha acquisito sempre più
la connotazione di trasmissione di
approfondimento
giornalistico.Anche quest’anno tra i conduttori c’è Franco Di Mare, già
inviato del Tg1. Sorriso bonario,
serafico aplomb e amabile inflessione partenopea: sotto la barba,
però, ogni tanto spunta il riflesso
pavloviano dell’antico militante
comunista. A 60 anni, nonostante
la caduta del Muro di Berlino e il
crollo dell’Unione sovietica, il
cuore resta quello di chi custodisce nel cassetto la vecchia tessera del Pci, presa alla tenera età
di 14 anni, nella sezione con Antonio Bassolino, così come raccontò qualche anno fa in
un’intervista. Di Mare ha infatti
perso il pelo ma non il vizio. Così,
durante la trasmissione odierna,
nel corso della rubrica curata da
Umberto Broccoli sul “Come eravamo”, si è lasciato sfuggire una
frase che la dice lunga sul suo
orientamento politico. Si rievoca il
16 settembre del 1972. «Il presidente del Consiglio Andreotti ri-
mercoledì 17/9/2014
dire che quella approvata è “la
nostra la legge elettorale”. L’orizzonte temporale della legislatura
coincide con la sua scadenza naturale: “Noi chiediamo – ha rassicurato – di abituarci al concetto
che si vada a votare a febbraio
2018″.
L’impressione che se ne ricava è
che Renzi voglia spacciare la
nuova legge elettorale come una
polizza sulla durata della legislatura nella speranza di vederne
presto il varo. È chiaro, tuttavia,
che una volta approvato l’Italicum, la tentazione di tornare “al
corpo a corpo elettorale (copyright Renzi)” sarebbe fortissima
soprattutto se le Camere dovessero recalcitrare sul resto delle riforme. Nulla di più normale,
quindi, se a quel punto la polizza
finisse per trasformarsi fatalmente in una pistola carica puntata alle tempie di un Parlamento
privo di alternative.
duce l’Iva al 6%, altri tempi…»,
dice Broccoli citando una pagina
del quotidiano La Stampa. Poi lo
storico e divulgatore cita la canzone tra le più ascoltate in quel periodo, Questo piccolo grande
amore di Claudio Baglioni dove il
cantautore romano celebrava
«quella sua maglietta fina tanto
stretta al punto che….». A questo
punto Broccoli tira in ballo il conduttore: «Franco Di Mare ricorderà
che quella canzone venne prese di
mira perché poco impegnata….»
Pronta la risposta di Di Mare:
«Perché erano anni particolari. Baglioni venne accusato di essere un
uomo di destra…». Proprio così:
“Accusato”. Perché per il giornalista napoletano, una lunga trafila
nella redazione de l’Unità, l’onta
maggiore resta ancora oggi quella
di essere “di destra”. Come liquidare in una frase un servizio pubblico che dovrebbe rispettare tutti
gli orientamenti politici. Se il buongiorno si vede dal mattino, in questo caso da Unomattina, a viale
Mazzini c’è poco da stare allegri.
Nozze gay, Roma copierà la “pagliacciata”
di Bologna. La Curia: «Da Merola un colpo di mano»
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Valter Delle Donne
La posizione del Comune di Bologna sul riconoscimento dei matrimoni gay all’estero assomiglia a
un “colpo di mano”. Così la Curia
di Bologna, attraverso le parole
del vicario generale Giovanni Silvagni, interviene sulla querelle
scoppiata per la trascrizione nel
registro comunale delle nozze fra
persone dello stesso sesso contratte all’estero. «La lettera del
prefetto non ha bisogno di commenti – ha commentato il vicario
generale dell’Arcidiocesi – l’istituto del matrimonio civile, condiviso da tutta la collettività e nel
quale si riconoscono tante religioni e culture diverse, ha un suo
profilo specifico che riteniamo
non debba essere alterato con
operazioni che assomigliano più
a colpi di mano o forzature, che
ad effettive maturazioni di una coscienza e una responsabilità.
Sono temi molto delicati che dispiace vengano affrontati a colpi
di slogan e con un approccio un
po’ ideologico». Per Silvagni,
«non è un problema solo cattolico, visto che si parla del matrimonio civile, e se entriamo in
Secolo
d’Italia
questi argomenti è perché ci interessa il bene di tutti». Dal fronte
politico, Arcigay e sinistra vendoliana plaudono all’iniziativa di Merola. Da Roma Ignazio Marino
sposa la linea del compagno di
partito nonché collega sindaco
annunciando analoga iniziativa.
«Ho chiesto ai partiti politici e al
presidente dell’Assemblea capitolina che si avvii il processo per il
riconoscimento dei matrimoni
contratti all’estero, sia di eterosessuali, sia di omosessuali, di
coppie che si trasferiscono a vivere qui perché penso sia una
normale procedura di civiltà».
Tema sul quale il centrodestra annuncia battaglia. «La trascrizione
delle nozze gay contratte all’estero è una pagliacciata perché
non è consentita dal nostro ordinamento giuridico». A dirlo è l’ex
presidente della Commissione
Giustizia del Senato, Filippo Berselli. «Se il circolo Arcigay “Il Cassero” si schiera con Merola –
attacca l’esponente Ncd – io mi
schiero, senza se e senza ma, col
Prefetto, garante di legalità che a
questo punto non potrà che revocare tale illegittima decisione».
Anche Michele Facci, presidente
del gruppo Forza Italia al Comune
di Bologna, contesta la scelta del
sindaco invitatondo tutti i bolognesi «a unirsi alla nostra protesta, sabato in piazza Santo
Stefano, dalle 17 alle 19, per dire
no al registro delle coppie di
fatto».
Micalessin. Ancora venerdì, ma
alle 17, sarà presentato Oltre la
Crimea: Russia contro Europa? di
Aldo Ferrari. Interverranno i giornalisti Gennaro Sangiuliano e Toni
Capuozzo, l’ambasciatore Giulio
Terzi di Sant’Agata e il presidente
della Fondazione Farefuturo
Adolfo Urso, moderati da Andrea
Delmastro. Sabato, infine, alle 16,
si parlerà di Giorgio Almirante ed
Enrico Berlinguer: quando Nietzsche e Marx si davano la mano,
con i giornalisti Massimo Magliaro
e Antonio Padellaro e con le testimonianze di Bianca Berlinguer e
Giuliana de’ Medici. Introdurrà
Francesco Biava e modererà Fulvio Bertoglio, mentre un saluto
sarà portato dal presidente della
Fondazione An Franco Mugnai.
Per tutta la durata della kermesse,
inoltre, saranno allestite tre mostre, anch’esse orientate a offrire
spunti di riflessione con uno
sguardo originale sull’attualità. Riprende il titolo della quattro giorni
la rassegna “L’isola che c’è. Trova
il tesoro della tua identità”, che più
che una mostra in senso tradizionale è un «test interattivo», spiegano gli organizzatori, per scoprire
tra il serio e il faceto la propria vera
identità politica. È dedicata, invece, agli «irregolari» la mostra
“Pirati senza tempo”, in cui vengono celebrati 20 personaggi storici e immaginari che «hanno
sfidato i dogmi del loro tempo per
mettersi in viaggio alla ricerca di
qualcosa per cui valesse la pena
vivere e forse morire». Una galleria che riserverà non poche sorprese e che mette insieme, tanto
per fare due esempi, San Francesco e Capitan Harlock. Infine, la
più ironica e pungente delle proposte: “A genius. Tu vuo’ fa l’ammericano”, che prende spunto da
un intervento in inglese di Matteo
Renzi, diventato anche un esilarante tormentone sul web, e utilizza la satira per sottolineare le
debolezze politiche – e forse
anche i tic caratteriali – del presidente del Consiglio.
Non solo politica. Ad Atreju mostre e libri per riflettere
su Europa, conflitti globali e identità perdute
Valeria Gelsi
Non solo politica ad Atreju 2014.
Come ogni anno la festa dei giovani di destra, che quest’anno si
svolge all’Isola Tiberina, da mercoledì 17 a domenica 21, propone
anche momenti culturali, dalle presentazioni di libri alle mostre, per
offrire nuovi spunti al dibattito. Il
“Caffè letterario” aprirà i battenti
giovedì 18, alle 16, con la presentazione del libro Radio Alternative.
La destra che comunicava via
etere, di Alessandro Alberti. Con
l’autore, ne parleranno Alessandro
Amorese di Eclettica edizioni e gli
animatori di alcune radio alternative. A seguire, sarà la volta de La
scintilla. Da Tripoli a Sarajevo:
come l’Italia provocò la Prima
guerra mondiale di Franco Cardini
e Sergio Valzania. Con Cardini interverranno il giornalista Renato
Besana e il presidente del Comi-
tato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale
Franco Marini. Modererà il responsabile comunicazione di Fratelli d’Italia-An Federico Mollicone.
Venerdì, alle 16, il “Caffè” ospiterà
Marco Valle con il suo Confini e
conflitti, di cui l’autore discuterà
con il direttore di “Storia in rete”
Fabio Andriola e il giornalista Gian
MERCOLEDì 17 SETTEMBRE 2014
Gli industriali ammoniscono il governo: «Per rimettere
in sesto il Paese serve una manovra da 18 miliardi»
Secolo
MERCOLEDì 17 SETTEMBRE 2014
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d’Italia
Redazione
«Per finanziare una serie di impegni già previsti la Legge di Stabilità 2015 come ipotesi minima
dovrà prevedere risorse per 18,6
miliardi il prossimo anno, 25,7 nel
2016, 30,3 nel 2017». La stima,
pesantissima, è firmata da Confindustria, nel giorno in cui Renzi
alle Camere si impegna a durare
per altri mille giorni, nonostante la
situazione drammatica. Gli industriali, nella relazione annuale,
ammettono di temere anche la
politica dei tagli indiscriminati.
Sono da "scongiurare", spiega il
direttore generale di Confindustria
Marcella Panucci, "i tagli lineari di
spesa che hanno caratterizzato
gli ultimi anni", così come "un aumento di tassazione che sarebbe
sicuramente negativo in termini di
crescita e di recupero di competitività del Paese". La Legge di Stabilità 2015 dovrà quindi puntare
"su tagli selettivi che colpiscano la
spesa improduttiva e non frenino
quella produttiva", avverte via dell'Astronomia, e non pregiudichino
una politica di investimenti che va
invece rilanciata. «Gli investimenti
sono oggi un terzo più bassi rispetto al 2007», ricorda il direttore
del centro studi di Confindustria,
Luca Paolazzi, con effetti pesanti
sulla crisi, «come in particolare
nel settore delle costruzioni».
Confindustria, indica ancora Marcella Panucci, "sta lavorando" a
proposte che gli industriali presenteranno al Governo per aprire
un confronto in vista della Legge
di Stabilità; due i perni della linea
d'azione suggerita dagli industriali: il "cuore" delle misure per
invertire la rotta della crisi dovrà
essere un forte rilancio degli investimenti pubblici e privati, poi la
priorità resta un taglio del cuneo
fiscale. È necessario anche, dice
Marcella Panucci, rendere strutturale la detassazione del salario
di produttività.
Per Confindustria "anche l'articolo
18 deve essere oggetto di una revisione" ma nel contesto di "una
riforma complessiva del mercato
del lavoro" in termini di flexsecurity, flessibilità e tutele. Secondo
la Panucci, “serve una revisione
profonda per rendere più dinamico il mercato del lavoro, con
maggiore flessibilità nella gestione dei rapporti di lavoro" che
tocchi l'articolo 18 "non come
punto di partenza della discussione ma come punto di arrivo",
anche "eliminando il reintegro".
Redazione
L'Italia ce la farà. Sulla tempistica però c'è maggiore incertezza.
L'amministratore
delegato di Fiat Chrysler, Sergio
Marchionne, interviene poco
dopo la gelata dell'Ocse sull'Italia, che ha tagliato la stima sul
pil del Belpaese a -0,4% nel
2014. «Ce la faremo, quando
non lo so», afferma a poco più
di una settimana dalla visita del
premier Matteo Renzi a Detroit.
«Si è offerto al Festival di Trento
di venire a Detroit e sono più
che disposto a fargli vedere la
realtà di Fiat Chrysler, descrivere il processo di risanamento
dell'azienda. Sono disposto
anche a presentargli i sindacati
americani», mette in evidenza
Marchionne a margine della
consegna di un premio, consegnatogli dall'Institute of International Education. Di strada negli
ultimi cinque anni Fiat e Chrysler ne hanno fatta, e ora si apprestano a sbarcare a Wall
Street, il 13 ottobre. «Ci sono
molte sfide nel forgiare un'organizzazione internazionale, nessuna maggiore dell'integrazione
culturale basata sul mutuo rispetto», aggiunge. «La mentalità aperta che arriva da
persone sparse per il mondo
che lavorano fianco a fianco in
uno spirito di cooperazione è
uno dei valori più importanti e più
forti di Fiat Chrysler». Poi torna
sulla situazione italiana. «Non
vedo le cose migliorare a breve
termine. L'unica cosa che può
creare crescita sono gli investimenti. Non riusciamo ad attirare
abbastanza capitali esteri», aggiunge.
Marchionne attende Renzi
negli Usa ma è pessimista
sui conti italiani
Ocse e G20, accordo
per lottare contro l'evasione
delle multinazionali
Redazione
Stop alle multinazionali che aggirano il fisco: i Paesi di Ocse e
G20 hanno raggiunto un'intesa
sui primi sei punti sulla lotta all'ottimizzazione fiscale delle multinazionali. Tra questi ci sono
misure sugli asset intangibili e un
capitolo sull'economia digitale.
L'intesa, raggiunta nonostante
molti esperti e responsabili politici fossero pessimisti, copre 6
dei 7 punti su cui la road map fissata l'anno scorso prevedeva
una chiusura entro settembre
2014. Resta fuori solo il tema
delle "pratiche fiscali dannose",
su cui restano disaccordi su alcuni passaggi tecnici importanti.
Sono invece stati concordati un
primo rapporto di base sulle
"sfide fiscale dell'economia digitale", che non comprende misure
precisa ma traccia un quadro di
partenza per l'azione futura, e
uno sullo sviluppo di "uno strumento multilaterale per modificare i trattati bilaterali".
Testimone di giustizia demolisce la casa
del boss, nessuno lo voleva fare
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Secolo
d’Italia
MERCOLEDì 17 SETTEMBRE 2014
Strage di Erba,
morto il supertestimone
Mario Frigerio
Redazione
Nessuno la voleva demolire, nonostante gli atti fossero stati
istruiti già dai primi anni del 2000.
Tutti avevano paura di intervenire. Tanto che ha continuato ad
essere abitata sino al giugno del
2011, quando è stata sgomberata
dalle forze dell'ordine. Ma adesso
la casa abusiva dei boss della famiglia Pesce di Rosarno, realizzata in un'area archeologica,
sarà demolita grazie all'imprenditore edile Gaetano Saffioti che da
17 anni vive sotto scorta per
avere denunciato boss e gregari
della 'ndrangheta della Piana di
Gioia Tauro. Dopo un primo sopralluogo effettuato ieri, i mezzi
del testimone di giustizia sono
entrati in azione oggi per avviare
la demolizione che durerà alcuni
giorni.
L'immobile era di proprietà di
Giuseppina Bonarrigo, di 78 anni,
madre di Antonino, Vincenzo,
Rocco, Savino e Giuseppe
Pesce, quest'ultimo detenuto.
Della casa e degli incontri tra
boss che si svolgevano ha parlato anche Giuseppina Pesce, la
figlia del boss Salvatore divenuta
collaboratrice di giustizia. Duecentocinquanta metri su un solo
piano, realizzata a metà degli
anni '80 in piena zona archeolo-
gica, la casa era stata acquisita
al patrimonio del Comune di Rosarno nel 2003 dal sindaco dell'epoca Giuseppe Lavorato.
Per tutta risposta, alcune settimane dopo, la facciata del Comune fu raggiunta da decine di
colpi di kalashnikov.
Nonostante questo il sindaco
andò avanti e istruì gli atti per la
demolizione. Tutti i bandi pubblici
successivi, però, andarono deserti. Compreso l'ultimo, fatto un
anno fa dall'attuale sindaco di
Rosarno Elisabetta Tripodi.
Il prefetto di Reggio Calabria
Claudio Sammartino, in sinergia
con il Comando provinciale dei
carabinieri, interessato dalla Tri-
podi, ha accelerato l'iter ed ha
contattato l'impresa di Saffioti, il
quale ha detto subito sì e da oggi
è al lavoro con i suoi mezzi.
Il motivo lo spiega lo stesso Saffiotti: «Sono rimasto in Calabria
per dare una mano allo Stato ed
è quello che ho fatto oggi - racconta l'imprenditore edile - Così
possiamo anche dimostrare che i
testimoni di giustizia sono una risorsa e non un peso. Ormai in
Calabria sono emarginato, ma
sono un testardo calabrese e
vado avanti. Non è importante la
mole di lavoro ma cosa si riesce
a fare, sperando sempre di lanciare un messaggio in positivo».
Redazione
E' durato quasi nove ore il blocco
della linea del Brennero al valico
italo-austriaco, riaperto solo stanotte alle 2 e 50, per un allarme
chimico che ha praticamente
messo in ginocchio il traffico internazionale sulla linea. Alle 18.49 di
ieri gli addetti avevano registrato
una fuoriuscita da un vagone cisterna in arrivo dall'Austria di proprietà della società tedesca Vtg.
Sul posto sono così intervenuti i
Vigili del Fuoco che hanno chiuso
la linea ferroviaria come anche la
vicina strada statale. Il treno merci
proveniva dall'Austria e il vagone
cisterna trasportava acido acrilico
stabilizzato. Quello che in un
primo momento sembrava un intervento di routine si è dimostrato
poi molto più serio del previsto e
solo alle 3 di notte il vagone cisterna è stato spostato su un binario morto consentendo la
riapertura della linea.
Le operazioni di bonifica hanno
impegnato i vigili del fuoco per
tutta la sera e parte della notte,
fino alle 2.35, quando è stato dato
a Rete Ferroviaria Italiana il nulla
osta per la ripresa della circolazione. La sospensione del traffico
ha prodotto ritardi fino a tre ore a
due convogli internazionali. Dodici
treni regionali sono stati limitati nel
loro percorso e due sostituiti con
bus. Bus che tra Fortezza e Vipiteno hanno garantito la mobilità
dei viaggiatori fino a tarda sera.
Tutto è iniziato quando ieri sera,
durante la verifica tecnica di confine prevista per i treni merci in ingresso in Italia, il personale di Tx
Logistik e di Serfer (società controllate da Trenitalia) e quello di Rfi
hanno riscontrato una sospetta
perdita del materiale chimico contenuto. Immediatamente è stato
attivato il protocollo operativo che
prevede il controllo approfondito
da parte delle squadre specializzate dei vigili del fuoco e l'applicazione di particolari procedure tra
cui l'evacuazione della stazione di
Brennero e la disalimentazione, in
tutta l'area, della linea elettrica di
alimentazione dei treni. I treni
viaggiatori della linea Verona Brennero sono stati fatti sostare
nelle stazioni di Fortezza e Vipiteno. Un treno regionale è stato rimandato indietro a Colle Isarco.
Per garantire la mobilità sono stati
attivati servizi sostitutivi con autobus.
Riaperto il traffico al Brennero dopo la fuga di acido
acrilico stabilizzato da un vagone merci austriaco
Redazione
E' morto a 73 anni Mario Frigerio, il
supertestimone del processo per la
strage di Erba in cui, l'11 dicembre
del 2006 morirono quattro persone
tra cui un bambino di due anni. Frigerio era malato da tempo. L'uomo,
che nella strage perse la moglie,
Lucia Cherubini, si era salvato nonostante una profonda ferita alla gola e
divenne il principale testimone dell'accusa nel processo che si concluse con la condanna definitiva
all'ergastolo dei coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi.
Nella strage furono uccisi Raffaella
Castagna, il figlio Youssef Marzouk,
la mamma di Raffaella, Paola Galli, e
Valeria Cherubini Frigerio. I coniugi
Frigerio vivevano nell'appartamento
al secondo piano della palazzina di
via Diaz ed erano stati aggrediti perché testimoni della carneficina. Frigerio fu assalito alle spalle da Olindo
Romano, sulla porta dell'abitazione di
Raffaella Castagna, la moglie fu inseguita per le scale e uccisa nel suo
appartamento. Fu grazie alla testimonianza di Frigerio, sentito in ospedale due settimane dopo la tragedia,
che si arrivò all'arresto e alla condanna dei coniugi Romano. Testimonianza che Frigerio ripetè in aula al
processo in Corte d'Assise celebrato
a Como, riconoscendo in Olindo Romano l'uomo che lo assalì «con uno
sguardo da assassino che non dimenticherò mai».
Offensiva di Obama contro l’ebola: gli Usa
invieranno tremila militari in Africa Occidentale
MERCOLEDì 17 SETTEMBRE 2014
Redazione
Offensiva Obama contro l'epidemia di ebola in Africa Occidentale. Gli Usa invieranno
tremila militari nell'Africa Occidentale per combattere il virus:
in particolare creeranno un centro di comando a Monrovia, in
Liberia, uno dei paesi più colpiti
dal virus insieme alla Sierra
Leone e la Guinea, che sarà di
supporto alle iniziative militari e
faciliterà il coordinamento degli
sforzi militari americani. Obama
inoltre è pronto a chiedere al
Congresso altri 88 milioni di
dollari che porterebbero il contributo americano a 250 milioni.
Non a caso l'Onu ha annunciato di aver convocato una riunione
d'emergenza
del
Consiglio di sicurezza e alla
quale prenderanno parte anche
i delegati dei Paesi africani colpiti dal virus. Sul fronte dell'intervento Usa, tra le altre misure
previste: la creazione di un numero maggiore di ospedali da
campo, l'invio di ulteriori forniture mediche e corsi di formazione per gli operatori sanitari in
Liberia e in altri Paesi africani.
«Abbiamo già fatto molto per
fermare l'epidemia, ma è ancora insufficiente», ha detto
Lisa Monaco, responsabile dell'antiterrorismo
alla
Casa
Secolo
d’Italia
Traffico di armi e droga tra l’Italia
e Tirana: in manette una gang
di italiani, rumeni e albanesi
Bianca e una delle più strette
collaboratrici del presidente sul
fronte della sicurezza nazionale. La strategia prevede
anche un coinvolgimento dalle
organizzazioni internazionali
come le Nazioni Unite e l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). A questo proposito,
il presidente Usa vuole approfittare del raduno dei leader mondiali all'assemblea generale
dell'Onu, che si terrà a New
York la prossima settimana, per
chiedere un impegno di fondi,
materiali e operatori sanitari
nella lotta al virus. In base all'ultimo aggiornamento del 12
settembre, l'epidemia di ebola
ha colpito 4.784 persone, di cui
2.400 sono morte, un aumento
rispetto ai 3.707 casi e ai 1.848
decessi segnalati il 31 agosto
scorso. Tuttavia, secondo
l'Oms, il numero è probabilmente più alto. Le preoccupazioni della Casa Bianca sono
aumentate nelle ultime due settimane dopo che gli esperti di
malattie infettive e della sanità
pubblica hanno avvertito che la
risposta globale è inadeguata
per far fronte a una epidemia
che è ormai fuori controllo e che
minaccia non solo l'Africa, ma
anche gli Usa e altri Paesi.
sone che soffrono la fame è in
calo di cento milioni di persone.
Se il dato è in discesa, tuttavia
sono ancora 805 milioni le persone cronicamente sottoalimentate, circa uno su nove soffrono
la fame», secondo il nuovo rapporto delle Nazioni Unite. Il Rapporto sullo Stato dell'insicurezza
alimentare nel mondo, Sofi 2014
– scrivono nella loro prefazione
alla relazione il direttore generale
della Fao José Graziano da
Silva, il direttore esecutivo del
Pam Ertharin Cousin, e il presidente di Ifad Kanayo Nwanze –
«è la prova provata che siamo in
grado di vincere la guerra contro
la fame, e dovrebbe ispirare i
paesi ad andare avanti, con l'as-
sistenza della comunità internazionale, se necessario». Con il
numero di persone denutrite rimanenti
«inaccettabilmente
alto», i capi delle agenzie Fao,
Ifad e Pam hanno sottolineato
«la necessità di rinnovare l'impegno politico per combattere la
fame e per trasformarlo in azioni
concrete». In questo contesto, i
tre leader delle agenzie internazionali hanno condiviso l'impegno scaturito dal vertice
dell'Unione Africana lo scorso
giugno «per porre fine alla fame
nel continente africano entro il
2025». «L'insicurezza alimentare
e la malnutrizione sono problemi
complessi che non possono essere risolti da un settore o dei
soggetti interessati da soli, ma
devono essere affrontati in modo
coordinato», hanno aggiunto, invitando i governi a collaborare
strettamente con il settore privato e la società civile.
Fao, il dimezzamento della fame
entro il 2015 è a portata di mano
Redazione
E' «a portata di mano» l'Obiettivo
di Sviluppo del Millennio della riduzione del 50% della fame nel
mondo entro il 2015 «se gli sforzi
adeguati ed immediati verranno
intensificati». Lo sottolinea il
Rapporto sullo Stato dell'insicurezza alimentare nel mondo
(Sofi) 2014 presentato dalla Fao,
con Ifad e il Programma Alimentare Mondiale (Pam). «Ad oggi
— precisa il Rapporto Sofi 2014
della Fao con Ifad e Pam — 63
Paesi in via di sviluppo hanno
raggiunto l'obiettivo di dimezzare
la percentuale di persone denutrite, e altri sei sono sulla buona
strada. A livello globale negli
dieci anni il numero delle per-
5
Redazione
Scoperto un vasto traffico di
droga, armi e euro falsi che dall'Albania raggiungevano la Sardegna e il nord Italia. La gang
formata da italiani, rumeni e albanesi aveva formato una fitta rete
di collegamento a livello locale. Le
sostanze stupefacenti partivano
da Tirana e poi venivano distribuite tra la Sardegna e la Lombardia. I provvedimenti emessi
dalla procura sono complessivamente ventotto: sette ordinanze
di custodia cautelare in carcere,
sei agli arresti domiciliari, tredici
con obbligo di dimora e due con
obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli arresti sono
stati eseguiti dagli uomini della polizia di Stato nelle province di
Nuoro, Sassari e Brescia e in Romania (in collaborazione con la
polizia romena): in carcere sono
finiti sei nuoresi e un albanese
mentre altri sei nuoresi, tutti pregiudicati, sono stati posti agli arresti domiciliari. I provvedimenti di
custodia cautelare hanno riguardato anche due donne. Complessivamente sono invece trenta gli
indagati accusati, a vario titolo, di
concorso nei reati di acquisto, detenzione a fine di spaccio e cessione di stupefacenti. Uno degli
albanesi finiti in carcere dovrà
anche rispondere di detenzione e
trasporto illecito di armi da guerra
mentre ad altri tre arrestati è stato
contestato il reato di spendita di
monete false.
Rapporto sui parchi, giovani e donne
investono sulla green economy
6
Redazione
Nei 23 parchi nazionali italiani ci
sono 68mila imprese, più 'giovani'
e 'femminili' del resto del paese.
Lo afferma il rapporto sull'economia reale nei parchi nazionali e
nelle aree naturali protette del ministero dell'Ambiente e di Unioncamere presentato a Roma. I
parchi occupano un'area di 15mila
chilometri quadrati, pari al 5% del
territorio italiani, un'area vasta
quanto la Calabria. Il tasso di imprese giovanili è del 13,1% contro
l'11,1% nazionale, mentre quelle
Secolo
d’Italia
femminili sono il 26,8% contro il
23,6%. Proprio il 'processo di ritorno' dei giovani, spiega il rapporto,
ha
arrestato
lo
spopolamento del territorio, con
una presenza di under 30 del
31,2%, superiore alla media nazionale che è del 29,4 con punte
del 38% in alcune aree del Meridione come il Vesuvio e il Gargano. In queste aree la densità
delle imprese è di 9,7 ogni 100
abitanti contro 10,2 della media
nazionale. Ai 23 parchi, spiega il
documento, si aggiungono i 2299
siti della rete Natura 2000, aree
destinate alla protezione della biodiversità, che invece occupano
58mila chilometri quadrati e sono
presenti in tutte le province, con
una maggiore presenza al Sud. A
completare il quadro anche 27mila
aree marine protette e due parchi
sommersi, dove operano quasi
52mila delle 180mila imprese dell'economia del mare. I parchi nazionali italiani, grazie a queste
imprese, 'spingono' il pil, ma non
nel Mezzogiorno. Secondo il rapporto, infatti, tra il 2011 e il 2013 il
valore aggiunto prodotto dalle imprese nei parchi è diminuito dello
0,6%, mentre nel resto d'Italia il
calo è stato molto maggiore,
dell'1,8%. ''Coniugare la conservazione della natura e la crescita
di un'economia che pone l'ambiente come cardine del suo sviluppo - ha affermato il ministro
dell'Ambiente Gian Luca Galletti rappresenta un passo oggi quanto
mai necessario''. ''Le aree protette
costituiscono un grande laboratorio di nuove pratiche innovative e
ecocompatibili - ha affermato il
presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanelli - un polmone
verde che, negli ultimi anni, è al
centro di un interessante risveglio
socioeconomico''.
eseguire una radicale pulizia
degli insoliti addobbi. Esteticamente discutibile, il cancello era
diventato infatti un pericolo per
Giulietta stessa, immobile nella
sua statua di bronzo appena restaurata e ricollocata a pochi
passi dai cancelli, ma soprattutto pericoloso, come segnalato nei giorni scorsi dal
comandante della Polizia municipale Luigi Altamura, per i turisti che sotto a quegli archi
transitano e magari si arrampicano per stringere nuove morse
'i love' sui ferri. La rimozione dei
cancelli è stata eseguita da operai specializzati sotto gli occhi di
decine di turisti alcuni rimasti a
bocca aperta con il lucchetto in
mano. Proprio il Comune la
scorsa settimana aveva proceduto a ripulire le pareti della
Casa di Giulietta su cui centinaia di migliaia di turisti lasciano
scritte e anche oggetti di dubbio
gusto, come cerotti e addirittura
salvaslip. In tema di lucchetti il
comando dei vigili aveva ordinato al settore ecologia del Comune di rimuovere migliaia di
altri piccoli catenacci appesi alle
inferriate medievali di Castelvecchio e di Ponte Pietra.
"Siamo all'assurdo - spiega Altamura - non c'è negozio di souvenir in città che non abbia un
assortimento incredibile di lucchetti. Arrivano anche a proporli
incisi con i nomi desiderati e la
data. Al momento della rimozione dei blocchetti d'acciaio
inoltre dobbiamo sempre allontanare decine di stranieri, dai
russi ai giapponesi, che ci chiedono in ricordo di Verona i lucchetti staccati".
Via i lucchetti dalla casa di Giulietta
a Verona: stavano per far cadere
l’antico cancello
Redazione
Quanto pesa l'amore? Troppo,
secondo i cancelli di casa Capuleti di Verona che Shakesperare aveva 'affittato' a Giulietta
figlia unica di ricchi commercianti scaligeri. Le pur pesanti
cancellate in ferro del giardino
veronese sognato da milioni di
turisti, più o meno innamorati, di
tutto il mondo, si stavano piegando sotto il carico dei lucchetti d'amore, il 'mocciano'
pegno appeso in migliaia di
esemplari sulle antiche sbarre.
Così i titolari del luogo, i responsabili del Teatro Stabile di
Verona, sono corsi ai ripari
smontando le cancellate per
MERCOLEDì 17 SETTEMBRE 2014
Calabria, non mandano
i figli a scuola:
denunciati 165 genitori
Redazione
Non hanno mandato a scuola i loro
figli o hanno permesso loro di assentarsi dalle lezioni per un periodo
superiore al 25 per cento delle giornate di assenza consentite, pari a
cinquanta giorni su duecento di frequenza previsti: per questo i carabinieri del Gruppo di Locri hanno
denunciato 165 persone, genitori di
88 ragazzi di età compresa tra i 6 ed
i 15 anni. Le denunce sono scattate
dopo un monitoraggio svolto in tutte
le scuole dei 42 Comuni ricadenti nel
territorio. L'attività di controllo ha riguardato sia l'anno scolastico 20122013, con 87 genitori denunciati, sia
quello successivo 2013-2014, con
78 denunce. Le motivazioni alla
base della mancata frequenza scolastica sono molteplici, spesso aggravate
da
condizioni
socio-economiche difficili in cui i minori sono vere risorse per la famiglia
che li avvia a saltuari lavori piuttosto
che alla gestione quotidiana di mansioni di controllo su fratelli più piccoli.
Tra i Comuni maggiormente interessati dal fenomeno nel primo lasso
temporale preso in esame dagli investigatori spiccano Stilo, Riace,
Caulonia, Bianco, San Luca, Brancaleone, Antonimina, Careri, Locri e
Siderno, mentre la seconda tornata
di controlli ha visto il maggior numero
di violazioni a Platì, Natile Nuovo, Ardore, Ciminà, Siderno, Caulonia e la
sua frazione Marina, Grotteria, Gioiosa, Stignano, Marina di Gioiosa Jonica e Monasterace, nonché a Locri
e a Roccella.
Dagli “Addams” a “50 sfumature”: al via
una stagione di musical per tutti
Secolo
MERCOLEDì 17 SETTEMBRE 2014
7
d’Italia
Annamaria Gravino
Gotici, esilaranti, originali o ''rubati'' al cinema.
Con grandi stelle o giovani talenti. Tra nostalgiche citazioni e titoli che hanno infuocato le lettrici di mezzo mondo. Sono i nuovi musical in
preparazione in Italia, pronti al debutto nella
prossima stagione teatrale. La coppia più attesa è senza dubbio quella formata da Geppi
Cucciari ed Elio. Lei al debutto nel musical, lui
ormai un veterano, rispettivamente nei panni
della sensuale Morticia e di suo marito Gomez.
Ovvero La famiglia Addams', la commedia musicale tratta dai fumetti anni '30 di Charles Addams. Dopo il successo a Broadway lo
spettacolo arriva per la prima volta in Italia, venerdì 17 ottobre, al Teatro della Luna di Milano.
Aspettando di vederlo al cinema, a novembre
arriva in teatro 50 sfumature, versione italiana
diretta da Matteo Gastaldo del musical tratto
dai best seller erotici di E. L. James. Sulle note
da Oscar di The Time Of My Life, debutta ancora a novembre Dirty Dancing, spettacolo
tratto dal film del 1987 con Patrick Swayze e
Jennifer Grey. Ad aprire la stagione, però, già il
19 settembre, è una reunion da record: a 40
anni dal film, i protagonisti originali di Jesus
Christ Superstar si riuniscono per la prima
volta, sul palco del Sistina e poi all'Arena di Verona, per la versione italiana del musical. Arriva
a marzo, a Novara, la versione italiana di Next
to normal, musical-drama su una madre affetta
da disturbo bipolare, con musiche di Tom Kitt e
liriche di Brian Yorkey, già vincitore del premio
Pulitzer 2010. Con il suo esercito di mostri e i
tre storici acchiappafantasmi newyorkesi, ecco
anche Ghostbuster, prima versione musical
della pellicola, che quest'anno compie 30 anni
e che dal 28 settembre sarà al Nuovo di Milano.
Coppia da non perdere, Pippo Baudo ed Enrico Montesano in Sistina Story (ottobre),
omaggio alla tradizione della commedia musicale italiana intrecciata con le pagine della storia del nostro paese, tra canzoni, 20 performer
e le coreografie di Bill Goodson. Black comedy
e satira feroce sulla spettacolarizzazione dei
casi di cronaca invece per Come Erika e Omar.
È tutto uno show, spettacolo cui sta lavorando
Enzo Iacchetti (novembre) mentre sullo sfondo
del Vesuvio debutta Stelle a metà, un'idea di
Alessandro Siani, con musiche di Sal Da Vinci
e coreografie di Luca Tommassini (gennaio).
ARoma un “Autunno contemporaneo” (che svela anche capolavori del barocco)
Redazione
Al via la terza edizione di "Autunno Contemporaneo 2014", che inaugura a Roma con due installazioni: "No life is left unfinished", dell’artista
finlandese Hannu Palosuo, a cura di Gianluca
Ranzi, dal 18 settembre al 12 ottobre, e "The
missing object. Senti come sotto i tuoi piedi
suona cavo", dell’artista belga Kristien De Neve,
opera che sarà visibile presso il Cortile del Tempio di Apollo in Circo dal 18 settembre al 7 dicembre, ossia per tutta la durata della rassegna.
La terza edizione di "Autunno Contemporaneo"
è ospitata alla Sala Santa Rita e al Cortile del
Tempio di Apollo in Circo e comprende quattro
progetti di artisti stranieri, nati dall’idea di coniugare il linguaggio dell’arte contemporanea con il
particolare fascino dello spazio barocco della
Sala Santa Rita, rinnovando l’attenzione del pubblico verso la forma creativa dell’installazione: in
"No life is left unfinished", primo appuntamento
di settembre, i soggetti, domestici e anti-retorici,
dipinti su sacchi da caffè di juta fanno da conQuotidiano della Fondazione di Alleanza Nazionale
Editore
SECOLO D’ITALIA SRL
Fondatore
Franz Turchi
d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma N. 16225 del 23/2/76
Consiglio di Amministrazione
Tommaso Foti (Presidente)
Ugo Lisi (Vicepresidente)
Antonio Giordano (Amministratore delegato)
Italo Bocchino
Antonio Tisci
traltare alla sacralità del luogo; "Nello spazio di un
tempo", invece, il brasiliano Gaspar dos Reis
Souza Lima spazia tra architettura e arti visive attraverso frammenti di manifesti, immagini di clessidre e di mulini di preghiere, mentre il progetto
"Apostasia della bellezza" del russo Marc Kalinca
è un inno alla pace e alla bellezza, all’arte e alla
musica. Un’opera che coinvolge i nostri sensi in
un vortice di sensazioni visive e uditive; in "The
missing object" l'opera si sovrappone alle molte
realtà stratificate nel tempo invitando ad una riattualizzazione del passato. Ma protagonista della
rassegna è anche la Sala Santa Rita, che si svela
al pubblico con il suo carico d'arte e di storia. Originariamente Chiesa di Santa Rita da Cascia, è
un edificio barocco a pianta ottagonale sito di
fronte al Teatro di Marcello. Fu realizzata intorno al
1653 nei pressi della scalinata dell’Aracoeli su progetto dall’architetto Carlo Fontana. Nel 1928, durante i lavori per la costruzione del Vittoriano, la
piccola chiesa venne smontata e solo nel 193740 fu ricostruita nello spazio attuale.
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