NATURA MORTA CON PESCE

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NATURA MORTA CON PESCE
NATURA MORTA CON PES CE
Jean Baptiste Siméon Chardin olio su tela 1728 Museo Thyssen Bornemisza,
Madrid.
L’OPERA
Jean Baptiste Siméon Chardin (Parigi 1699 – Parigi 1779) è stato un pittore francese, autore
soprattutto di pregevolissime nature morte e di quadri aventi come soggetto i giochi semplici
dell'infanzia.
Si formò come apprendista nello studio del pittore Pierre Jaques Cazes. Allo studio dei grandi
maestri preferì ben presto l’osservazione diretta della realtà. Tale predilezione lo condusse a
dedicarsi alla natura morta, un genere pittorico considerato all’epoca minore, che Chardin
praticò con straordinaria indipendenza, raggiungendo esiti decisamente innovativi.
A partire dal 1735 fino al 1747, Chardin si dedicò alla pittura di genere, conscio del successo di
mercato che essa riscuoteva. Ma alla fine degli anni ‘40 tornò a dipingere esclusivamente nature
morte.
Questa nuova fase vide intensificarsi l'indagine sul rapporto tra tono e colore e sulla variazione
degli effetti di luce sugli oggetti, così da ottenere nuove forme di luminosità degli oggetti
immersi in una atmosfera sempre più sfumata.
BRODETTO ALLA TERMOLESE
Il brodetto di pesce o semplicemente brodetto, è il piatto simbolo della cucina marinara
dell'Adriatico, in particolare veneta, termolese (ricetta ufficiale sottoscritta da un notaio e
registrata come Brodetto di Tornola su iniziativa dell’AIC, sezione di Termoli)
marchigiana ed
abruzzese.
Questo piatto ha come caratteristica l'utilizzo di molte qualità di pesce, almeno nove/dieci ma
la varietà di pesce variano a seconda della stagione in cui si prepara.
Il brodetto di pesce termolese si differenzia dagli altri per la cottura differenziata delle varie
specie di pesce e per l'uso del peperone fresco.
Le sue origini si fanno risalire alla fine del settecento, quando dalle Americhe giunsero il
pomodoro e il peperone. Costituì per secoli il pasto principale per i termolesi che vivevano nel
centro storico, dediti soprattutto alla pesca ed alla coltivazione dei terreni sabbiosi poco distanti
dal mare e dalla foce del Biferno. Veniva consumato la sera, quando, scesi al tramonto dai
trabucchi (palafitte costruite in mare per la pesca), i pesc atori tornavano a casa con la
“scaffetta”, cioè con la loro porzione di pescato ricavato dalla cernita del pesce migliore,
destinato alle tavole dei “signori”.
Il brodetto termolese è una commistione di sapori di mare e di terra, di profumi che si
sprigionano dalla breve cottura, di colori che solo la tavolozza di un abile pittore potrebbe
eguagliare.
FONTI IMMAGINI
Malaguzzi, Silvia (a cura di), Il cibo e la tavola. Electa 2006.
BIBLIOGRAFIA
Malaguzzi, Silvia (a cura di), Il cibo e la tavola. Electa 2006.
http://it.wikipedia.org/wiki/Brodetto_di_pesce
http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Baptiste-Sim %C3%A9on_Chardin

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