19 luglio 2016

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19 luglio 2016
ANICA
19 luglio 2016
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INDICE
ANICA CITAZIONI
18/07/2016 www.key4biz.it 09:52
Schermo e Schermo. Cinema, 2016 anno della svolta
5
18/07/2016 Il Sole 24 Ore
Federica Lucisano
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ANICA SCENARIO
19/07/2016 Il Messaggero - Nazionale
Al botteghino aria di ripresa
8
19/07/2016 Corriere della Sera - Nazionale
«The Legend of Tarzan» primo al botteghino
10
19/07/2016 Corriere della Sera - Nazionale
Al via le riprese del sequel di «Blade Runner»
11
19/07/2016 La Repubblica - Nazionale
Skármeta & Troisi
12
19/07/2016 La Repubblica - Napoli
Cantone tra i ragazzi di Giffoni "È un piccolo miracolo italiano"
14
19/07/2016 La Stampa - Nazionale
Arriva il tredicesimo "Star Trek" a tutta velocità
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19/07/2016 La Stampa - Nazionale
"Il messaggio è: uniti si vince Ecco perché siamo attuali"
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19/07/2016 La Stampa - Nazionale
"Confirmation", anteprima al mare per il legal drama più atteso
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19/07/2016 Il Messaggero - Nazionale
Si gira "Blade Runner 2". E ci sarà anche Harrison Ford
18
19/07/2016 Il Messaggero - Nazionale
La donna che cambiò l'America
19
19/07/2016 Il Messaggero - Nazionale
Arriva "Stranger Things" il mistero corre su Netflix
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18/07/2016 Il Sole 24 Ore
Luisa Ranieri
22
19/07/2016 La Repubblica - Nazionale
Madre Natura
23
ANICA CITAZIONI
2 articoli
18/07/2016 09:52
Sito Web
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Schermo e Schermo. Cinema, 2016 anno della svolta
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I dati
Un numero eccessivo di film prodotti, budget molto bassi e incassi sconfortanti. Questo in sintesi il quadro
emerso dai dati Anica e Mibac.
di Carlo Macchitella, produttore televisivo | 18 luglio 2016, ore 09:49
Melies21
Schermo&schermo, curata dal produttore televisivo Carlo Macchitella, si occupa di serie tv e film. Dal
piccolo al grande schermo, tutte le novità sull'intrattenimento. Clicca qui per leggere tutti i contributi.
È sempre difficile commentare a luglio dei dati che si fermano al 31 dicembre dell'anno prima, specie se ci
si occupa di un settore come quello del cinema la cui stagione reddituale rispetto agli incassi in sala inizia a
settembre e termina a giugno. Ma i dati forniti da Anica e Mibac pochi giorni or sono sul cinema italiano nel
2015 anche se non contemplano tutto ciò che è accaduto nella prima metà del 2016 (in poche parole i film
di Zalone, Genovese e Mainetti solo per fare tre esempi, e ditemi se è poco......) sembrano individuare
alcuni trend assai significativi e ormai costanti. Allora.
Un numero eccessivo di film prodotti (182 per la precisione) rispetto alle possibilità di una distribuzione in
grado di fornire a tutti una reale visibilità nel mercato e verso il pubblico.
Un costo medio per quasi la metà di questi film che è sotto il milione di euro, un budget quindi molto basso.
E c'è da aggiungere che più della metà di questi film ha incassi botteghino non superiori a 100 mila euro,
incassi a dire poco sconfortanti che uniti alla rinnovata centralità del finanziamento pubblico, sia diretto che
indiretto (tax credit interno e esterno e premi legati a incasso botteghino) rendono il settore quantomeno
economicamente e industrialmente fragile.
Centauro Europa di Stefano Mannoni
Una constatazione quest'ultima che unita al fatto che sembrano scomparire, o quasi, i film non commedie
con incassi sui 4/5 milioni, vale a dire incassi medi, evidenzia la realtà di un cinema italiano che va sempre
più polarizzandosi tra film di autore estremamente rarefatti e commedie, le uniche che, anche se con
segnali di criticità sempre più evidenti, portano a casa degli incassi "civilizzati".
Se a questo si aggiunge il dato inerente il restringimento della quota di mercato per i film italiani (20 per
cento) e la assenza, o quasi, di film Made in Italy nel prime time delle reti tv pubbliche (33 titoli, ma quasi
tutti programmati in estate e prodotti nell'altro secolo...) il panorama che emerge non è certo esaltante.
La speranza di un futuro migliore è da ricercarsi non tanto nella stagionalità del settore (10/100/1000
Zalone ogni anno...), ma anche nelle possibilità legate al varo definitivo della legge Franceschini e alla
presenza di nuovi player italiani e stranieri interessati a sempre maggiori "sinergie" con il restante mondo
dell'audiovisuale. Ed in questa chiave il 2016 sarà un anno centrale per capire quanto sta per accadere.
Cinema
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ANICA CITAZIONI - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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18/07/2016
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DONNE AD ALTA QUOTA
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IMPRENDITORI!
Federica Lucisano
Amministratore Delegato Lucisano Media Group Per La creatività e il talento che l'hanno resa protagonista
della cinematografia italiana di successo e qualità Prima di terminare gli studi, inizia a lavorare nell'azienda
di famiglia, [Italian International Film, come segretaria di produzione. - - - Nel '92 si laurea in Economia e
Commercio e assume il ruolo di Responsabile delle acquisizioni, grazie al quale porterà in Italia successi
come Quattro matrimoni e un funerale, French Kiss, Sleepers, Lord ofwar, John Rambo, Sfida senza
regole, Drive (Miglior Regia Festival di Cannes 2011) fino ai più recenti Non sposate le mie figliee The neon
demon. Nel frattempo, si occupa in maniera sempre più attiva di produzione e firma alcuni lungometraggi,
fra cui Notte prima degli esami, Maschi contro femmine e Femmine contro maschi di Fausto Brizzi;
Nessuno mi può giudicare, Viva l'Italia e Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno; Ex amici come
prima e Mai stati uniti di Carlo Vanzina; Buongiorno papa e Noi e la Giulia dì Edoardo Leo; Scusate se
esisto di Riccardo Milani; Tutte lo vogliono di Alessio Maria Federici; lo che amo solo te di Marco Ponti e Se
mi lasci non vale di Vincenzo Salemme. _ _ _ _ _ Nel 2003 viene nominata Amministratore Delegato della
Italian International Film, Consigliere delle altre società del Gruppo e Presidente della Holding Lucisano
Media Group, di cui diventa AD nel 2014. .,_,^™»™= Nel 2006 la Holding acquisisce la Stella Film,
ampliando il suo raggio di esercizio cinematografico fino a 56 schermi su sette Multiplex. Oggi è uno dei
membri dell'Assemblea dei Distributori Anica.
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ANICA SCENARIO
13 articoli
19/07/2016
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Aumentano gli spettatori e il numero delle proposte, sale il volume d'affari. Secondo i dati divulgati dalla
Siae , l'intero settore dello spettacolo sembra uscito dalla fase più acuta della crisi. Particolarmente in rialzo
concerti, cinema e sport In lieve crescita anche il teatro, soprattutto la prosa. Gli operatori tornano a
programmare investimenti di medio e lungo periodo IL BILANCIO
Al botteghino aria di ripresa
DOPO CINQUE ANNI DI RETROMARCIA IL 2015 SEGNA UNA VERA INVERSIONE DI TENDENZA IN
TUTTI I CAMPI
Marco Molendini
Ci sarà la crisi economica, e lo sappiamo tutti che c'è, ma nel mondo dello spettacolo ci sono segnali di
ripresa. A fornirli con quel tanto di sguardo indietro che appartiene alle statistiche globali, è la Siae che
fornisce ora i dati del consumo nei settori, musica, cinema, teatro del 2015. Una radiografia dettagliata che
«non solo interpreta il presente, ma, soprattutto, immagina il futuro» come ha sottolineato il presidente della
società degli autori Filippo Sugar. Un quadro positivo che, tra l'altro, ha già il conforto di vedersi confermato
per l'anno in corso (su cui ancora non ci sono studi particolareggiati, ma i dati forniti portano lo stesso
segno). Bene, il dato più confortante che viene raccolto è questo: dopo cinque anni di retromarcia, il 2015
ha segnato una ripresa generale in tutti i settori. Ecco come: è cresciuto il numero degli spettacoli (più 2,86
per cento), sono aumentati gli ingressi (più 4,89) e le presenze (più 1,96). È salita la spesa al botteghino
(8,63 per cento) e il volume d'affari ha avuto un balzo del 10,20. «È la prova che gli operatori ritengono
conclusa la fase acuta della crisi economica e considerano il momento attuale molto interessante per la
programmazione di investimenti di medio-lungo periodo» è il commento dell'Osservatorio Siae, che ha
compiuto lo studio. Il cinema, per esempio, ha ampliato l'offerta del 2,66 per cento, il teatro del 4,95, i
concerti sono aumentati del 7,73. Segno positivo anche nell'attività di ballo e concertini (del 2,09), dello
spettacolo viaggiante (3,52), delle mostre ed esposizioni (nell'indicatore sono comprese anche le fiere,
mentre non ci sono i musei) con un più 13,96. Più ridotta, invece, la crescita degli eventi sportivi (1,21 per
cento). La voce che consente maggior ottimismo contro i venti di crisi è la crescita del volume d'affari che,
in termini assoluti, equivale a 587,2 milioni di introiti in più rispetto al 2014. A segnare gli effetti
maggiormente positivi sono i concerti con il 22,56, seguiti dal cinema con l'11,57 e il teatro con l'1,78, con la
prosa (più 4,08) meglio della lirica (0,11). Lo sport aumenta del 14,16, soprattutto con il calcio (16,66) e gli
sport individuali (19,34). GLI APPUNTAMENTI L'Osservatorio ha poi fornito i dati dettagliati per ogni settore
con una sorta di top ten degli appuntamenti più gettonati dal pubblico, dove il successo va chiaramente e
direttamente alle proposte più popolari. Ecco, così, che nella musica sono i grandi raduni, soprattutto quelli
e stivi e quelli degli italiani, a dominare gli incassi: il concertone degli AC/DC a Imola è l'evento che ha
incassato di più, ma lo spettacolo più visto (151.935 ingressi) è stato il concerto a Campovolo di Ligabue
(per gli AC/DC erano 91.822), e l'artista più presente è Vasco Rossi con tre concerti nella top ten (due San
Siro e il San Paolo di Napoli), mentre in classifica figurano anche Jovanotti e Tiziano Ferro (quest'estate i
protagonisti sono stati Vasco coi suoi quattro concerti all'Olimpico e 220 mila spettatori totali, Springsteen
con i tre concerti da 60 mila, due a San Siro e uno al Circo Massimo e lo sarà Ligabue coi due concerti a
Monza). Nel cinema, invece, la top ten è dominata dai titoli statunitensi e vede la presenza di un solo
italiano, Alessandro Siani, ottavo con 2.504.996 biglietti per il suo Si accettano miracoli . Il campione di
incassi è il cartoon della Pixar Inside Out con 4.289.675 ingressi. Al secondo posto un altro cult
dell'animazione Usa, i Minions , sul terzo gradino del podio della top dei biglietti venduti c'è Cinquanta
sfumature di grigio con 2.963.563 spettatori. Nel teatro il campione del box office è Fiorello, primo nelle
classifiche di spesa al botteghino e ingressi con 167.531 biglietti con L'Ora del Rosario , davanti ad
Evolushow di Enrico Brignano e al musical Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo . Quarta La famiglia
Addams - Il Musical , quinta Cavalli di battaglia di Gigi Proietti. Nella lirica dominio completo degli spettacoli
all'aperto. L' Aida , rappresentata 18 volte all'Arena di Verona, è l'opera più vista con 141.917 spettatori,
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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19/07/2016
Pag. 23
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tiratura:152577
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seguita da un'altra opera di Verdi, il Nabucco , con 14 rappresentazioni e 101.560 biglietti e dalla Tosca con
6 rappresentazioni e 40.663 spettatori. La Turandot , rappresentata nove volte a Caracalla, è al settimo
posto con 18.335 biglietti venduti.
I numeri
10,20% È l'incremento percentuale rilevato dalla Siae degli spettacoli in tutti i settori, che segnano un
+8,63% di spesa al botteghino e un +4,89% di ingressi
22,5% L'incremento più significativo è stato rilevato nel settore dei concerti che hanno segnato anche un
più 7,73% di aumento dell'offerta nel numero di spettacoli
11,57% L'incremento segnato dagli spettacoli cinematografici, che hanno ampliato l'offerta del 2,66%. I film
italiani sono però ancora indietro rispetto ai titoli stranieri
4,08% È l'incremento segnato dal teatro, e in particolare dagli spettacoli di prosa, mentre l'aumento della
lirica è sostanzialmente nullo, con un +0,11 per cento
13,96% L'aumento registrato da mostre ed esposizioni. Nell'indicatore sono comprese anche le fiere
allestite nel corso del 2015, ma non i musei con collezioni permanenti
In vetta
Fiorello Maggiori incassi 2015 nel teatro "L'ora del Rosario" di Fiorello: 156.531 biglietti
Inside Out Campione d'incassi nel cinema il film Disney Pixar, con 4,2 milioni di ingressi
Aida Rappresentata 18 volte all'Arena di Verona: è il top della lirica con 141.917 spettatori
Foto: Angus Young degli AC/DC. Il concerto di Imola è al top del 2015
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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19/07/2016
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«The Legend of Tarzan» primo al botteghino
Nei panni del «re della giungla», Alexander Skarsgård conquista il box office: The legend of Tarzan è,
secondo i dati Cinetel, il film più visto nel weekend, con 1 milione 386 mila euro di incasso. Seguono,
distaccate, le Tartarughe Ninja con 368 mila euro; poi tre debutti, Una spia e mezzo , l'horror Cell e Bastille
Day - Il colpo del secolo . Dragon Blade - La battaglia degli Imperi è sesto, davanti a It follows . Chiudono
The Conjuring 2 , Angry Birds e My Bakery in Brooklyn - Un pasticcio in cucina.
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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In Italia
19/07/2016
Pag. 36
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Al via le riprese del sequel di «Blade Runner»
Los Angeles Harrison Ford ancora nei panni di Rick Deckard, l'iconico poliziotto che già interpretava in
Blade Runner (1982): le riprese del sequel, ancora senza titolo e diretto da Denis Villeneuve ( Sicario ,
Prisoners ) sono iniziate in questi giorni negli studi Mafilm di Budapest. Nel cast, oltre a Ford, ci sono Ryan
Gosling, Robin Wright, Mackenzie Davis, Hiam Abbass. Ridley Scott, regista del film originale, è produttore
esecutivo. «È stato geniale nel fondere la fantascienza col noir, e ha creato un viaggio irripetibile nella
condizione umana. Il nuovo film lo seguirà qualche decennio dopo», ha detto il regista del sequel, Denis
Villeneuve. Il film arriverà in sala, annuncia la produzione, a ottobre 2017. Potrebbe intitolarsi Androids
Dream : un'azienda vicina alla produzione ha registrato tutti i domini web con questo nome.
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Foto: Poliziotto Harrison Ford, 74 anni: torna nei panni di Rick Deckard
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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Con Harrison Ford
19/07/2016
Pag. 40
diffusione:234691
tiratura:339543
Skármeta & Troisi
L'Amarcord dello scrittore cileno "Così dopo il nostro unico incontro Massimo è diventato il mio angelo" "Mai
avevo visto tanta anima e originalità nel girare un film . Malgrado la malattia"
ANTONELLO GUERRERA
SANTIAGO DEL CILE Sí, Massimo. Él es mi angel». C'è un angelo nello studio dove Antonio Skármeta,
uno dei massimi intellettuali sudamericani viventi, forgia e lima le sue opere. Beviamo il caffè in una
preziosa capanna di legno e vetro, ricavata nel giardino della sua villa di Santiago del Cile, nella linda
periferia di Las Condes. Dove vivono i ricchi e, sostiene qualcuno con disprezzo, «quelli di destra». In
questo studio, l'autore del "Postino di Neruda", che ha ispirato l'ultimo straordinario film di Massimo Troisi,
continua a scrivere ogni giorno. Ma prima del computer, delle dense librerie e delle piante ricavate nel
pavimento, esplorando la caverna creativa di Skármeta si incontra subito una foto. È Troisi, col cappello del
Postino. L'«angelo», come lo chiama Skármeta. Di fianco, la locandina cinese del film. E da una pingue
cartella sullo scaffale, una cascata di altri scatti di "Massimo". «Perché penso sempre a lui. Tutti i giorni».
Come mai? «Mi manca molto. Ma so che mi è vicino». Ma gli parla anche? «No, va beh. Son mica matto!».
Oggi Skármeta ha 75 anni e deve buona parte del suo successo mondiale alla pellicola Oscar di Troisi. Ma
quella dello scrittore cileno, che nel 2013 ha conquistato un'altra nomination con No di Pablo Larraín
ispirato alla sua pièce El plebiscito (la consultazione popolare che nel 1988 spodestò il moloch Pinochet) e
al romanzo I giorni dell'arcobaleno (Einaudi), non è misero ossequio. Perché Skármeta nutre, ventidue anni
dopo la sua scomparsa, una devozione nei confronti dell'indimenticato regista e attore napoletano.
Così limpida che, quando ne parla, alza al cielo gli occhi lucidi e le mani polpose, come uno sciamano che
gioca felice con i suoi spiriti. Questo nonostante Skármeta e Troisi si siano parlati una sola volta. «Ma non
conta. Conta che Massimo realizzò un'opera incredibile. Mai avevo visto tanta anima, grazia, originalità,
eroismo nel girare un film, nonostante stesse molto male. Fu il suo miracolo». E quando fu quell'unica volta
che vi siete visti? «Molti anni fa, nel 1993. Andai a casa sua, un'abitazione davvero graziosa, nel centro di
Roma. Avrebbe iniziato a girare Il Postino a breve. Prima però ero dovuto andare dal produttore, Mario
Cecchi Gori. Voleva parlare con me».
Perché? «Voleva che convincessi Massimo a non far morire Mario Ruoppolo alla fine del film, per farne un
sequel. Comprensibile per un produttore. Ma Cecchi Gori non capiva che la morte è una grande forma
d'arte».
E Troisi come reagì? «Ascoltò con attenzione. Ma non accettò. Anche il regista Radford mise il veto. Del
resto, la salute di Massimo era già molto fragile e non era tempo di cambiamenti radicali. E poi Troisi volle
raccontarmi a tutti i costi come sarebbe stato il protagonista del mio libro nel suo film».
Cosa le disse? «Mi chiese consigli per girare, su come trasformare il mio personaggio rispettandone
l'anima. Mi colpì molto la sua sterminata cultura, cosa inusuale per un cineasta di commedie.
Ma conversammo anche di altro. Di calcio, macchine, donne. Dell'amore». Sul quale lei ha scritto molto.
Anche un romanzo lolitesco, "Match Ball" (Einaudi).
«L'amore è una grave e permanente nostalgia della passione giovanile. E cioè quando si vuole tutto o
niente, quando si prova l'emozione di vivere sempre su una nota più alta. Apprezzo l'amore maturo, il suo
desiderio affettuoso. Ma non mi è sufficiente. Per fortuna ci sono i giovani protagonisti dei miei libri a
ricordarmi il vero amore». Ma lei quando ha capito di poter diventare uno scrittore? «Due volte. La prima è
stata a una rappresentazione di Romeo e Giulietta di Shakespeare. Avevo 16 anni. A un certo punto
Tebaldo, cugino di Giulietta, ferisce a morte Mercuzio che difende Romeo. Allora Mercuzio dice: "La ferita
non è profonda come un pozzo, né larga come un portale di chiesa, ma basterà. Domani vi diranno che
sono una tomba".
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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Nella sua villa di Santiago l' autore del "Postino di Neruda" ricorda l'artista napoletano. Ma parla anche del
suo Paese, di politica e d'amore/R2
19/07/2016
Pag. 40
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ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
13
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L'etica di Mercuzio mi folgorò.
Di fronte a quella ferita letale, che è la ferita della vita e dell'ingiustizia, lui risponde con metafore. In quel
momento ho capito: il destino di uno scrittore è creare immagini per misurarsi con la morte».
E il secondo momento? «Fu quando dovevo scegliere l'università. Non sapevo cosa fare. Dissi a mio
padre: papà, voglio fare lo scrittore. Ora si infuria, pensai».
E lui? «Mi abbracciò, invece. Non dimenticherò mai quel gesto così caldo e rassicurante».
Un'altra persona fondamentale per la sua carriera, il Nobel Pablo Neruda che lei conobbe, è stato
riesumato per l'ennesima volta dalla tomba. Non si capisce se sia stato ucciso da Pinochet.
«Sì, ma ora basta. Questo affronto al corpo di Pablo è molto triste». Ma lei non vuole la verità? «Certo. Ma
la verità ha anche dei limiti. A volte bisogna accettare la realtà. Arrendersi. Questo accanimento mi fa tanta
pena». Perché lei è rimasto in Cile mentre quasi tutti gli scrittori suoi connazionali, da Bolaño a Sepúlveda,
vivono o hanno vissuto all'estero? «Inizialmente, tanti autori sono andati via a causa della dittatura. E
l'estero ti dà molta più risonanza internazionale. Comunque, con la caduta di Pinochet, molti non sono
tornati perché non erano d'accordo con la transizione "moderata" verso la democrazia, attraverso il
plebiscito popolare che sconfisse il generale. Volevano recidere ogni legame con il passato fascista.
Distruggere e ricostruire tutto, politicamente. Ideali ammirevoli. Però a volte non basta dire no».
Perchê? «Perché nella vita si vince non solo combattendo, ma anche negoziando col nemico. Così è
successo in Cile, che ora è una democrazia molto solida.
Poi certo, i movimenti, le idee del popolo sono fondamentali, a differenza di quelli dei social network, dove
le tendenze cambiano da un giorno all'altro e tutto è così fragile e vanesio.
Certo, dire "nessun dialogo, bisogna cambiare tutto" è molto più seducente. Ma la vera democrazia ha
bisogno costante di equilibrio, di una stabilizzazione ritmica tra i suoi protagonisti. È questa l'impresa che
deve compiere ogni giorno, la democrazia».
Foto: LE IMMAGINI Antonio Skármeta nella sua villa. Sotto, appesi al muro, il poster cinese del Postino e la
foto di Troisi
19/07/2016
Pag. 1 Ed. Napoli
diffusione:234691
tiratura:339543
Cantone tra i ragazzi di Giffoni "È un piccolo miracolo italiano"
ILARIA URBANI
UN piccolo miracolo italiano. È così che Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Nazionale
Anticorruzione, descrive lo sviluppo e gli effetti sul territorio del Giffoni Film Festival. Cantone, ospite ieri del
festival internazionale di cinema per ragazzi, ha incontrato i giovani giurati e il "dream team" del Giffoni
Innovation Hub. «Il Giffoni Film Festival è un piccolo miracolo non solo campano ma anche nazionale»,
dice Cantone accolto dal direttore Claudio Gubitosi.
A PAGINA XVII UN piccolo miracolo italiano. È così che Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità
Nazionale Anticorruzione, descrive lo sviluppo e gli effetti sul territorio del Giffoni Film Festival. Cantone,
ospite ieri del festival internazionale di cinema per ragazzi, ha incontrato i giovani giurati e il "dream team"
del Giffoni Innovation Hub, diretto da Luca Tesauro.
«Il Giffoni Film Festival è un piccolo miracolo non solo campano ma anche nazionale - dice Cantone
accolto dal direttore Claudio Gubitosi - qui non c'erano le condizioni di partenza, non c'era una vera
appetibilità, certo un bel territorio, una realtà con un basso tasso di criminalità organizzata, una realtà
amministrativa con meno problemi di altre zone, ma è una realtà oggettivamente provinciale. Giffoni è la
prova che in realtà come questa e con l'impegno costante, si possono fare piccoli miracoli. Io sono
campano - aggiunge - conoscevo questa realtà, anche se è la prima volta che partecipo. Questo festival è
un fiore all'occhiello per una regione con tantissimi problemi ma anche tante potenzialità». Cantone ha
sottolineato: «I giovani sono molto più attenti ai comportamenti che alle parole.
C'è una parola, su tutte, di cui si abusa ed è la parola legalità». Il presidente dell'Anac ha anche visitato,
indossando un casco per la sicurezza,il cantiere della Multimedia Valley. Sul futuro di questa struttura sta
scommettendo il gruppo di ragazzi under 26 anni del Giffoni Innovation Hub che ieri hanno annunciato le
prime idee su cui lavorare per la creatività e l'impresa nel Sud.
Intanto sempre ieri Gabriele Mainetti, regista del pluripremiato "Lo chiamavano Jeeg Robot", ha annunciato
a Giffoni che non ci sarà un sequel del film e che è al lavoro su un'altra opera "ancora più folle". Oggi è la
volta di Giampaolo Morelli, l'attore feticcio dei Manetti Bros, che incontra la giuria alle 18, mentre alle 15
masterclass del regista di "Gomorra la serie" Claudio Cupellini.
Sorprendenti, come sempre, i Manetti Bros che ieri hanno incontrato il pubblico di Giffoni: «Siamo sempre
stati orgogliosamente di nicchia. Spesso abbiamo pagato la necessità di girare solo ciò che ci piaceva, ma
siamo felici che film come "Song e Napule" incontri critica e pubblico. Abbiamo conosciuto Napoli e i
napoletani e ci siamo resi conto di quanto questo popolo sia oggetto di luoghi comuni, molto più di tanti altri.
Gli stereotipi sui napoletani, sono ingiusti».
Domani a Giffoni arrivano il regista Matteo Garrone e l'attore Luca Marinelli, David di Donatello per "Jeeg
Robot". In serata, sempre domani, concerto degli Almamegretta. Giovedì è la volta di Paolo Genovese e
Sabina Guzzanti. Grande attesa venerdì per l'arrivo del cantante Mika, per l'X Men Nicholas Hoult e il
regista di "Un bacio" Ivan Cotroneo. Sabato occhi puntati sulla star Jennifer Aniston. (il. urb.)
Foto: Raffaele Cantone
Foto: CANTONE AL FESTIVAL Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, con il
direttore artistico del Festival di Giffoni, Claudio Gubitosi, durante l'incontro di ieri con i giovani giurati
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
14
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
IL FESTIVAL /1
19/07/2016
Pag. 33
diffusione:170497
tiratura:245377
Il regista viene da "Fast & Furious": l'Enterprise è distrutta, Kirk è cambiato. Da giovedì in sala
ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH
Dicono che a Hollywood non fanno che varare sequel, prequel e reboot perché sono in crisi di idee: ma
potrebbe trattarsi di una sapiente strategia di mercato gattopardesca, «che tutto cambi perché tutto resti
come prima»; o forse «che tutto resti come prima per poter cambiare». La formula, che ha funzionato per
Jurassic Park e Star Wars, dovrebbe portare bene a Star Trek Beyond, tredicesimo episodio di una saga
che tra cinema e tv celebra il mezzo secolo. E se nel 2002, con il flop del decimo, Kirk e Spock sembravano
destinati a finire in pensione, nel 2007 la serie è risorta dalle ceneri sotto il comando di regia dell'abile J.J.
Abrams, che ha rinnovato il parco interpreti e innervato il racconto di una fresca carica adrenalinica. Dopo
aver riportato in auge il marchio, Abrams, che non mai nascosto di essere uno «Star Wars guy », è
emigrato sul set di Il risveglio della forza, passando il testimone a Justin Lin, noto per aver diretto tre Fast &
Furious. Scelta non casuale: «t rekkie» nel profondo del cuore, Lin ha assunto il compito chiedendo ai nu
ovi s cene ggi atori, Doug Jung e l'attore Simon Pegg (l'ingegnere Scotty), di andare «beyond» (oltre)
distruggendo la Enterprise e rompendo il binomio di ferro Kirk-Spock. Affiancato dal navigatore Chekov
(Anton Yelchin, morto a giugno a 27 anni), Kirk resta un eroe impetuoso ma dotato di maggior senso di
introspezion e. Abbiamo due figu re inedite: Jaylah (Sofia Boutella), guerriera aliena dalla pelle alabastrina,
e Kraal che Idris Elba incarna come emblema del Male. Prima dell'uscita (giovedì), Star Trek Beyond vanta
la benedizione della critica americana e sembra avere i requisiti per conquistare il resto del mondo. c
1979 il primo film «Star Trek» debuttò in tv nel 1966, ma il primo film arrivò 13 anni dopo, sulla scia del
successo di «Guerre stellari» (1977)
Foto: Qui sotto, Zachary Quinto interpreta Spock
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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Arriva il tredicesimo " Star Trek" a tutta velocità
19/07/2016
Pag. 33
diffusione:170497
tiratura:245377
"Il messaggio è: uniti si vince Ecco perché siamo attuali"
Chris Pine è per la terza volta il capitano Kirk
[L.SOR.]
LOS ANGELES Viene dalla scuola di E.R., come Cloone y. Ha fatto vari film, tra cui Principe azzurro
cercasi e Baciati dalla sfortuna. Ma il passaggio da attore bello e anche bravino a star internazionale è del
2009, quando diventa il Capitano Kirk nel primo Star Trek di J.J. Abrams. Chris, dovete accontentare le
aspettative di milioni di fan, di ogni generazione. «Il fervore dei nostri molti fan ha permesso a Star Trek di
esistere per 50 anni. E di essere ancora attuale. È importante pensare a loro, ma anche invitare nuove
persone a entrare nella tenda e penso lo abbiamo fatto piuttosto bene. La base è sempre la stessa:
lavorare insieme per raggiun gere g randi risultati. Adoro la semplicità di questo concetto; come sempre, tra
esplosioni e altre forme di intrattenimento, Star Trek ha sempre un significato sociale e politico. Con questi
che vogliono costruire muri, con Brexit e con il nazionalismo di destra che spunta un po' ovunque è sempre
bene promuovere un'idea di unità». Quanti anni aveva quando per la prima volta ha conosciuto l'universo e
i valori di «Star Trek»? «Da piccolino, davanti alla tv: mia nonna, che mi faceva da baby-sitter, era una
grande fan del primo Kirk, William Shatner. In questo ultimo film Kirk è esistenzialmente un po' smarrito. È
più quieto, non è più così concentrato su se stesso. Non è il Kirk che abbiamo conosciuto negli anni, c'è
una gamma emotiva molto più ampia». Parliamo di Anton Yelchin, morto un mese fa mentre stavate
promuovendo il film. «È stato un momento molto difficile. Ora è difficile parlarne e cercare di raccontare in
una battuta la vita di una persona. Anton era una persona davvero unica e speciale. Un artista che non
conosceva la paura. Un musicista. Un fotografo. Si apprestava a dirigere il primo film e sarebbe stato
affascinante vedere dove sarebbe arrivato. Q uando è successo, ci siamo ritrovati a casa mia, con la sua
famiglia e gente da tutto il mondo. È stato intens o. Non avevo mai pe rso nessuno che sentivo vera m e n t
e v i c i n o p r i m a d i q u e l giorno».
Foto: Chris Pine, 35 anni, americano, è figlio di attori
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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I protagonisti
19/07/2016
Pag. 33
diffusione:170497
tiratura:245377
"Confirmation", anteprima al mare per il legal drama più atteso
MICHELA TAMBURRINO INVIATA A TAVOLARA (OLBIA)
Accade a volte che la verità diventi la prima fonte del dubbio. Allora tutti si fanno investigatori per cercare
negli occhi di chi giura di essere nel giusto quella scintilla di menzogna. È successo così che anche tra il
pubblico numerosissimo presente all'anteprima del legal drama Confirmation prodotto da Hbo e da poche
ore candidato a due Emmy. Siamo nel 1991 negli Stati Uniti, immersi in una storia realmente accaduta.
L'avvocato Anita Hill testimoniò contro il suo ex capo Clarence Thomas, a un passo dall'essere nominato
giudice della Corte suprema, accusandolo di molestie sessuali, accuse che lui respinge con sdegno.
L'opinione pubblica si spacca e l'ombra del razzismo macchia una vicenda che vede protagonisti due neri di
sicuro successo. Alla fine, per una manciata di voti e dopo udienze estenuanti che debordarono oltre il
limite del buon gusto, il giudice ha la meglio. I due protagonisti però non ne uscirono indenni, l'America
confermò una vocazione all'intrigo politico e alla giustizia sottomessa a fer ree re gole d'opportunismo. Chi
dei due aveva mentito? Il film, pur se fedele alla missione documentaristica, si schiera decisamente dalla
parte del più debole, la giovane avvocato che rischiò carriera e rispettabilità. Nei panni dell'indomita Anita
Hill c'è Kerry Washington (Olivia Pope in Scandal) che ha strappato una delle due candidature agli Emmy
oltre a essere coproduttrice; in quelli di Thomas, l'intenso Wendell Pierce. Il film per la tv, che sarà
trasmesso in autunno su Sky Cinema 1, è stato molto applaudito al Festival del cinema di Tavolara,
manifestazione che si distingue per la grande partecipazione di pubblico, affezione rinn ovata da 26 anni
grazie a una formula mirata al coinvolgimento del cinefilo e del turista, t ra proiezioni aperte a tutti e
conversazioni libere con gli artisti. Ma non è solo cinema americano quello che animerà la prossima
stagione di Sky Cinema, presentata a Tavolara da Margherita Amedei, direttore dei canali. Primo tra tutti, il
film che molti danno per adattissimo al concorso della prossima Mostra del Cinema di Venezia: P iuma, di
Roan Johnson, commedia che gioca sui toni dell'ironia e dell'emozione. Squarciando il velo della tranquillità
di due famiglie, una più pop l'altra più borghese, si entra nella vita di due adolescenti alle prese con una
situazione più grande di loro e che li metterà a dura prova. Prodotta da Sky Cinema e Palomar, sarà
distribuita da Lucky Red in autunno. Protagonisti i due ragazzini Luigi Fedele e Blu Yoshimi ( Caos calmo ).
Un prodotto che si inserisce nella strategia del gruppo ha spiegato Amedei - forte dei risultati ottenuti dal
cinema italiano, in costante crescita nel gradimento del pubblico. c
Foto: ANSA
Foto: Una scena di «Confirmation» con Kerry Washington
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A TAVOLARA, TRA LE ANTICIPAZIONI DI SKY CINEMA «PIUMA» DI JOHNSON, IN CORSA PER
VENEZIA
19/07/2016
Pag. 23
diffusione:113520
tiratura:152577
Si gira "Blade Runner 2". E ci sarà anche Harrison Ford
Fabio Ferzetti
Notizia numero 1: entro fine luglio inizieranno le riprese di Blade Runner 2 , che potrebbe anche avere un
titolo diverso e sarà diretto da Denis Villeneuve, il dotatissimo regista canadese di Sicario e Prisoners
(nonché, prima di migrare a Hollywood, del magnifico La donna che canta , ricordiamolo). Notizie numero 2,
3 e 4: Harrison Ford riprenderà il ruolo di Rick Deckard, e a quanto garantisce il regista, il sequel svelerà in
modo inequivocabile la sua natura di umano o replicante. IL LOOK Contrariamente a quanto lascia
supporre l'immagine divulgata dalla Warner, però, il look del nuovo Blade Runner sarà molto diverso
dall'originale. Lo garantisce Roger Deakins, il grande direttore della fotografia inglese già 13 volte candidato
all'Oscar, complice fedele di Villeneuve e dei fratelli Coen, che giustamente rivendica libertà d'invenzione,
visto che non solo nella realtà sono passati 35 anni, ma anche sullo schermo l'azione ha luogo a diversi
decenni di distanza dall'originale («Ho sempre sognato di fare un film di science fiction , fantascienza,
genere in cui non mi sono mai cimentato», ha detto Deakins, «ma questa sembra piuttosto science-fantasy
»). Notizia n. 5, forse la più importante: il copione, che ovviamente riprende i personaggi creati da Philip K.
Dick, porta la firma di Hampton Fancher, 76 anni (già sceneggiatore con David Peoples del primo Blade
Runner ) e dell'assai più giovane Michael Green, sceneggiatore soprattutto di comics e serie tv, il che
purtroppo autorizza il sospetto di un trattamento al passo con questi tempi di cinefumetti e supereroi, ma
naturalmente speriamo di sbagliare. IL CAST Curiosissimo invece il cast. Il ruolo del protagonista spetterà a
Ryan Gosling, circondato da una folta serie di belle e bellissime (Robin Wright, Ana de Armas, Sylvia
Hoeks (la reclusa di La migliore offerta ), Carla Juri, Mackenzie Davis ( The Martian ), ma anche dal
roccioso Dave Bautista (Drax il Distruttore in Guardiani della galassia ), e più inaspettatamente dalla grande
attrice palestinese Hiam Abbass ( Il giardino di limoni ). Tutto insomma lascia pensare a un'operazione ad
alta spettacolarità ma forse a minore densità filosofica dell'originale, anche se naturalmente è presto per
parlarne. Sir Ridley Scott benedice e produce. La trama è top secret ma si sa che il clima è impazzito e
sulla Terra tutte le acque, pioggia, neve, oceani, sono diventate tossiche. Auguriamo all'operazione il
massimo successo ma senza esagerare: la Alcon ha comprato tutti i diritti sul franchise, sequel, prequel e
remake. Sarebbe una crudele ironia che il leggendario Blade Runner venisse cancellato da un'invasione di
replicanti.
SUL SET A FINE MESE IL SEGUITO DEL MITICO FILM DI RIDLEY SCOTT DIRIGE DENIS
VILLENEUVE NUOVO PROTAGONISTA È RYAN GOSLING
Foto: LOS ANGELES La prima immagine del nuovo Blade Runner, diretto dal canadese Denis Villeneuve
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IL SEQUEL
19/07/2016
Pag. 24
diffusione:113520
tiratura:152577
La donna che cambiò l'America
Gloria Satta
T A V O L A R A a storia di una donna che, mettendosi in gioco, ha cambiato il costume, la mentalità e la
giustizia non solo in America ma nel resto del mondo: è stato presentato in anteprima al Festival di
Tavolara Confirmation , il film targato Hbo, diretto da Rick Famuyiwa, scritto da Susannah Grant
(sceneggiatrice di Erin Brokovich), prodotto e interpretato da Kerry Washington. Andrà in onda su Sky
Cinema 1 Hd in autunno dopo aver ottenuto due candidature agli Emmy Awards. Washington, lanciata dalla
serie Scandal in cui interpretava la potente capo-comunicazione della Casa Bianca, incarna ora Anita Hill,
l'avvocato che nel 1991 accusò l'ex capo Clarence Thomas, appena nominato giudice della Corte
Suprema, di averla molestata sessualmente nel corso del loro decennale rapporto di lavoro. IL CASO Il
caso, che divise la politica e l'opinione pubblica americana, generò la temporanea sospensione di Thomas
e un processo pubblico: il primo a portare sotto i riflettori un tema oggi più che mai attuale. «Ho sentito
l'urgenza di raccontare questa vicenda importante ma dimenticata della nostra storia culturale», spiega
Washington, che all'epoca dei fatti aveva 14 anni. «Non ha importanza a quale versione crediamo. Sta di
fatto che quel processo ha cambiato definitivamente il mondo di parlare delle molestie e ha favorito la
creazione delle leggi anti-harassment». La vicenda si concluse con la conferma di Thomas alla Corte
Suprema e il film non si schiera, ma ricostruisce le deposizioni dei due contendenti davanti alla
commissione d'inchiesta del Senato. «La vera scommessa», spiega ancora Kerry, «era fotografare le due
facce della presenza femminile nelle stanze dei bottoni. La protagonista di Scandal incarna il potere, Anita
Hill ne è schiacciata». IMPEGNO «Confirmation - spiega Margherita Amedei, direttore di Sky Cinema - è
ispirato a una storia vera che ha determinato cambiamenti profondi della società americana, ma assume un
valore universale. E si iscrive nella nostra programmazione di film ispirati all'attualità in una stagione in cui il
cinema ha dimostrato di essere più che mai vivo: una conferma dell'impegno, dell'investimento e
dell'attenzione che Sky rivolge, ogni anno di più, a questo settore». A Sky risulta che il proprio pubblico è
appassionato e frequenta le sale (a differenza degli spettatori di Netflix che, secondo un'indagine Link
Campus, vanno meno al cinema e sui social). E con i David di Donatello, prodotti e trasmessi per la prima
volta da Sky, il cinema italiano è stato ancora più protagonista. Lo confermano gli ascolti: tra i primi 10 titoli
proposti quest'anno da Sky Cinema, ben 8 sono made in Italy. Al primo posto c'è Il ricco, il povero e il
maggiordomo , ma è andata forte anche la serie I delitti del BarLume . E 37 film hanno superato il milione di
spettatori nella prima settimana di programmazione. Sky Cinema non va in vacanza, annuncia Amedei:
sono numerose le prime visioni (tra cui 007-Spectre, The Martian-Sopravvissuto , Il segreto dei suoi occhi ,
Via dalla pazza folla ) previste tra luglio e agosto sui 12 canali HD e su Sky on demand. In autunno sono
attesi blockbuster (uno per tutti: Star Wars - il risveglio della forza ) insieme con la nuova stagione di All the
Way , in corsa per 3 Emmy. E Piuma , il nuovo film di Roal Johnson su una maternità adolescenziale,
prodotto da Sky Cinema e Palomar: c'è chi scommette che, prima di uscire in sala il 20 ottobre, andrà in
concorso alla Mostra di Venezia
LA NUOVA STAGIONE: L'EMITTENTE PROPORRÀ L'ULTIMO "STAR WARS" E "PIUMA", NUOVA
PELLICOLA DI JOHNSON
«QUEL PROCESSO HA MODIFICATO IL MONDO INTERO E HA FAVORITO LA CREAZIONE DI LEGGI
ANTI-HARASSMENT»
Foto: REALTÀ E FINZIONE Kerry Washington interpreta Anita Hill (sotto nella foto)
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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In un film tv , "Confirmation", in autunno su Sky, la storia dell'avvocatessa che nel '91 accusò il suo capo,
giudice della Corte Suprema, di molestie sessuali. Con Kerry Washington: «Volevo che questa vicenda
venisse ricordata» ANTEPRIMA
19/07/2016
Pag. 24
diffusione:113520
tiratura:152577
Arriva "Stranger Things" il mistero corre su Netflix
SPARIZIONI INSPIEGABILI EVENTI SINISTRI E ALTRE DIAVOLERIE NELLA PROVINCIA USA DI
REAGAN. MODINE E LA RIDER NEL CAST
Manuela Santacatterina
Un nuovo titolo si aggiunge alla lunga lista di serie tv originali targate Netflix. Si tratta del mistery drama
Stranger Things che ha debuttato sulla piattaforma di streaming venerdì scorso: otto gli episodi della durata
di un'ora ciascuno. Ideata, scritta e diretta dai fratelli Matt e Ross Duffer, già firme di alcuni episodi del
fantascientifico Wayward Pines , la serie, verrà rilasciata in contemporanea in tutti i 190 Paesi nei quali è
presente il servizio on demand che in soli due anni, complice l'espansione territoriale in Europa e Sud
America, ha visto incrementare vertiginosamente i sui abbonati superando gli 80 milioni di clienti nel
mondo. Ambientata nel 1983, in piena era reaganiana, a Hawkins, piccola cittadina dell'Indiana, Stranger
Things ruota attorno alla scomparsa di un dodicenne, Will (Noah Schnapp), e alla serie di eventi sinistri ed
inspiegabili che la sua sparizione fa affiorare, sconvolgendo i monotoni equilibri della placida cittadina.
Impegnati nel ritrovamento del ragazzo, oltre la Polizia locale rappresentata dall'apparentemente scontroso
Capitano Hopper, la madre di Will, Joyce (Winona Ryder), e i suoi tre migliori amici Mike (Finn Wolfhand),
Dustin (Gaten Matarazzo) e Lucas (Caleb McLaughlin). Proprio i tre compagni di scuola, durante le loro
ricerche, s'imbattono in Eleven (Millie Brown), ragazzina taciturna con i capelli rasati e poteri sovrannaturali,
forse collegata alla scomparsa del loro amico. SUGGESTIONI Definita "una dichiarazione d'amore per i
classici degli anni 80 che hanno entusiasmato un'intera generazione", Stranger Things , è un vero e proprio
omaggio dei fratelli Duffer a pellicole entrate di diritto nella storia del cinema. Moltissime le citazioni, più o
meno evidenti, disseminate nel corso degli episodi, a partire dalla locandina, chiaro tributo ai lavori
dell'illustratore Drew Struzan ( Guerre Stellari , Ritorno al futuro ). Tra rapimenti, esperimenti governativi,
forze sovrannaturali e un gruppo di adolescenti catapultato in un'avventura dai contorni pericolosi, la serie,
celebra l'universo spielberghiano con riferimenti ai suoi E.T. l'extra terrestre e Incontri ravvicinati del terzo
tipo ma anche ai titoli prodotti dal regista Premio Oscar, dai Goonies a Poltergeist passando per il recente
Super 8 . Tra le altre citazioni cinematografiche troviamo Explorers di Joe Dante, doppio esordio sul grande
schermo per Ethan Hawke e River Phoenix, Stand by me di Rob Reiner e le atmosfere degli horrorfantascientifici di John Carpenter. Un mix di influenze che dal cinema, con tanto di poster de Lo Squalo
appeso nella stanza di Will o riferimenti a Star Wars e Lo Hobbit , si sposta alla letteratura con sequenze
degne di un romanzo di Stephen King grazie alla capacità di bilanciare parentesi inquietanti al ritratto della
provincia americana. M Ma S tranger Things non si limita a portare sul piccolo schermo una sterile
operazione nostalgia. Il mistery drama di Netflix, infatti, ha il merito di creare fin dalla prima inquadratura
una propria identità visiva e narrativa alla quale contribuiscono la scenografia di Chris Trujillo, l'intensa
fotografia di Tim Ives e il tema musicale giocato sull'uso del synth creato da Kyle Dixon e Michael Stein,
intervallato da brani di Peter Gabriel, Joy Division e The Clash. IL RITORNO Parlando di cult, Stranger
Things , segna il ritorno per una vera icona del cinema anni 80 e 90: Winona Ryder. L'ex ragazza interrotta
che del cinema americano è stata il simbolo, grazie a ruoli in pellicole come Edward mani di forbici di Tim
Burton, Taxisti di Notte di Jim Jarmusch o Giovani, carini e disoccupat i, esordio alla regia di Ben Stiller,
rinasce professionalmente grazie all'incisiva interpretazione di una madre coraggiosa e combattiva
regalatale dal piccolo schermo, metafora capace di sintetizzare al meglio la felice e florida stagione vissuta
dalle serie tv. Una lenta risalita, dopo l'arresto per furto del 2001, fatta di ruoli minori e profilo defilato che
ha lentamente lasciato il posto a personaggi sempre più a fuoco come dimostra la partecipazione, al fianco
di Oscar Isaac, in Show Me a Hero , mini-serie HBbo diretta dal Premio Oscar Paul Haggis. Ma la Ryder
non è il solo talento a brillare nel nutrito cast della serie. Matthew Modine, l'ex marine Joker di Full Metal
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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LA SERIE
19/07/2016
Pag. 24
diffusione:113520
tiratura:152577
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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Jacket , che recentemente ha confermato la produzione di una seconda stagione del thriller sci-fi, è l'oscuro
scienziato Martin Brenner mentre David Harbour, ad agosto nel cast dell'atteso Suicide Squad , veste i
panni del comandante della polizia chiamato ad investigare sulla sparizione di Will. Menzione speciale per i
giovanissimi interpreti della serie capaci di caratterizzare al meglio i propri personaggi tra una partita a
Dungeons and Dragons e un flashback rivelatore.
Foto: RAPIMENTI & ALTRI MISFATTI Una scena dai telefilm scritti e diretti dai fratelli Duffer
18/07/2016
Pag. 36
DONNE AD ALTA QUOTA
diffusione:155874
tiratura:211650
Luisa Ranieri
Attrice Per la semplicità ed eleganza con cui presta volto e anima al nostro cinema, emblema di un talento
artistico coltivato con passione e serietà Debutta nel cinema con Leonardo Pieraccioni ne // Principe e il
pirata ma è uno spot pubblicitario che, come spesso accade, le da una grande popolarità. ,,.-™« II suo
ingresso nel cinema d'autore è con Michelangelo Antonioni che la dirige nel film a episodi Eros presentato
con successo alla Mostra del Cinema di Venezia del 2004 e da allora passa con disinvoltura dal cinema
alla televisione e dalla tv al cinema con progetti di grande spessore che accontentano sempre pubblico e
critica. È Assunta Goretti nella miniserie di Raii di Giulio Base, Maria Callas nella fìction Callas e Onassis
diretta da Giorgio Capitani e protagonista femminile di Cefalonia per la regia di Riccardo Milani. ,»-.-_» Nel
2009 è nuovamente al cinema con il film di Pupi Avati Gli amici del bar di Margherita e a teatro con L'oro di
Napoli di Gianfelice Imparato e Armando PugLiese (dove interpreta sia il ruolo che fu della Loren sia quello
della Mangano) registra il tutto esaurito. Da allora la sua carriera inizia a dividersi tra l'Italia e la Francia.
Italiani sono il pluripremiato Mozzarella stories. Immaturi e Immaturi - il viaggio mentre francesi sono i
blockbuster Le Markise Bienvenue a bord. Ferzan Ozpetek la chiama per il suo Allacciate le cinture mentre
Angelo Longoni la vuole in Matdamore. ,««™»«.,™™ A Febbraio è la protagonista assoluta delLa miniserie
Luisa Spagnoli firmata Raii. È stata inoltre Madrina del Festival del Cinema di Venezia nel 2014.
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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SPETTACOLO
19/07/2016
Pag. 44
diffusione:234691
tiratura:339543
Madre Natura
Anna Foglietta "Getta la carta a terra e divento una furia"
CHIARA UGOLINI
ROMA A37 ANNI Anna Foglietta non ha tempo da perdere. Dopo una lunga gavetta (al Teatro de' Cocci di
Roma ha fatto sia la maschera che la suggeritrice), fiction tv ( La squadra, Distretto di polizia) c'è stato il
colpo di fulmine con il cinema che le ha regalato una serie di personaggi femminili (dalla escort di Nessuno
mi può giudicare alla figlia gay dell'analista in Tutti pazzi per Freud) fino alla Carlotta di Perfetti sconosciuti,
il film che ha vinto più premi quest'anno con un incasso di più di 17 milioni di euro. Tra un set e l'altro ha
trovato il tempo anche per il progetto ambientalista Nature is Speaking, sostenuto da attori come Harrison
Ford, Robert Redford e Julia Roberts, che sarà presentato ad ottobre ad Alice nella città, sezione della
Festa del cinema di Roma.
Dodici piccoli film dove la natura è protagonista e ha la voce di grandi interpreti. Il corto L'acqua in inglese
ha la voce di Penelope Cruz e in italiano la sua. Tutto questo senza dimenticare i tre figli: Lorenzo di 5 anni,
Nora di 3 e Giulio che ne farà due a settembre. La domanda è d'obbligo:come fa a far tutto? «Intanto mi
faccio aiutare dalla mia famiglia.
Poi devo ammettere che dopo che per anni sono riuscita a fare tutto, quest'anno ho avuto una crisi. Ho
iniziato un percorso di analisi dopo aver capito di essermi un po' violentata pensando di poter fare tutto
senza ascoltare il mio corpo che chiedeva di fermarmi. Quindi da settembre mi prendo una pausa e mi
dedico solo alla mia famiglia».
Che effetto le ha fatto doppiare il corto dove l'acqua è simbolo di vita e di distruzione? «Inquietante,
quando ci sono smottamenti e allagamenti sappiamo solo lamentarci, senza metterci in ascolto della
natura. Dover pagare il prezzo dei comportamenti irresponsabili di altri mi fa infuriare. Se vedo qualcuno
che getta una carta per terra la raccolgo e gli dico "Guarda cosa ti è caduto" perché ci dobbiamo
permettere il lusso, se siamo più civili di altri, di educare qualcuno che non lo è altrettanto. Quello che mi
piace di questo progetto è che ricorda come la natura ha sempre fatto a meno dell'uomo, mentre l'uomo
non può fare a meno della natura».
Ai suoi figli come insegna il rispetto? «Faccio una testa così ai miei bambini. Ricordo loro che l'acqua non
si spreca, non faccio altro che chiudere rubinetti mentre si lavano i denti, a loro ma anche a mio marito.
Sono anche testimonial di Save the children, penso a quei paesi dove l'acqua non c'è e divento una furia».
È stato un anno intenso per lei. Delle soddisfazioni di "Perfetti sconosciuti" cosa è rimasto? «È rimasto il
personaggio di Carlotta, un personaggio difficile perché è una donna estremamente normale, non brillante,
una in cui ci si può identificare. Credo di esserci riuscita perché molte donne si sono riconosciute, molti si
sono fatti ispirare, conosco più di una coppia che si è lasciata dopo aver visto il film di Paolo Genovese. E
sono convinta che sia un bene il fatto che il film possa aver sbloccato delle situazioni un po' melmose.
L'altro personaggio con cui ha convissuto quest'anno è la giovane Alda Merini, per la quale è entrata nella
terna del premio Maschere del Teatro.
«Alda Merini è un mondo intero: una serie di vite compresse in una sola. Ho cercato di raccontarla in modo
quasi puerile per il rispetto che portavo alla sua figura, poi il personaggio ha preso corpo». E in autunno
tornerà sul piccolo schermo con la miniserie di "La mafia uccide solo d'estate", dal debutto di Pif. Di quel
film conserva lo spirito? «Assolutamente sì, è fedele alla missione di ridicolizzare la mafia. Sullo sfondo del
patto Stato-mafia io interpreto la mamma della famiglia palermitana Giammarresi, una famiglia spaccata
sulla propria reazione al mondo mafioso».
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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Dopo il successo di "Perfetti sconosciuti" l' attrice è impegnata con tv , teatro e figli E in attesa di una pausa
lancia una campagna ambientalista internazionale/R2
19/07/2016
Pag. 44
diffusione:234691
tiratura:339543
ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 19/07/2016 - 19/07/2016
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Intanto è sul set del nuovo film di Edoardo Leo "Che vuoi che sia", dove siete una coppia che si
barcamena con le difficoltà economiche.
«Sì, sono un'insegnante precaria di matematica che vive da anni con quest'uomo di cui è innamoratissima,
interpretato da Edoardo, un ingegnere che per sbarcare il lunario elimina i virus dai film porno. Un giorno
decidono di lanciare un crowdfunding per realizzare un'app ma la cosa sfugge loro di mano quando da
ubriachi fanno un video in cui promettono di girare un porno se si raccoglieranno i soldi per l'app. Il video
diventa virale e a quel punto succede di tutto».
AMORE
Conosco coppie che si sono lasciate dopo aver visto il film di Genovese
ANALISI
Pensavo di poter fare tutto ma il corpo mi chiedeva di fermarmi
Foto: L'EXPLOIT Anna Foglietta con Valerio Mastandrea nel film "Perfetti sconosciuti"
Foto: SU REPUBBLICA.IT In anteprima i video di "Nature is Speaking" con Pippo Delbono, Thomas
Trabacchi e Barbora Bobulova