BioEtanolo - Prova su strada Ford Focus Flexi-Fuel

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BioEtanolo - Prova su strada Ford Focus Flexi-Fuel
Mondello - 08 Giugno 2006
BioEtanolo - Prova su strada Ford Focus Flexi-Fuel
Grazie alla disponibilità di Ford Italia, nella persona della d.ssa Ninni Rosello e della d.ssa Elena
Cortesi, ho avuto la fortuna di guidare in anteprima nazionale un'auto indubbiamente molto speciale
che mi ha davvero entusiasmato.
Si tratta della Ford Focus Flexi-Fuel 1.8 benzina 125 CV alimentata ad E85 (85% di BioEtanolo e
15% di benzina). Dietro questa sigla strana si nasconde il vero segreto di quest'auto; una centralina
(firmata Magneti Marelli) in grado di alimentare il motore a prescindere dalla percentuale di benzina
ed etanolo presente nel serbatoio.
Quindi quest'auto è in grado di funzionare con BioEtanolo (E85), benzina o con qualsiasi miscela di
questi in un solo serbatoio, cosa che la rende veramente flessibile, sia in termini di tecnologia, sia
come utilizzo da parte del cliente. Fattore che permetterà a quest'auto (ancora non venduta in Italia) di
poter sbarcare presto nel nostro paese sin da quando il BioEtanolo sarà disponibile alla pompa.
Proprio a spingere in questa direzione si ci è messo
l'enologo Mario Ragusa (nella foto con il direttore di
Sicurauto.it) che è il promotore di un progetto che
vedrà protagonista la provincia di Trapani. E' stato
lui a contattarmi e a predisporre il tutto per questa
singolare quanto esclusiva prova. E quindi a lui che
vanno anche i miei più sentiti ringraziamenti.
Ma passiamo adesso alla prova su strada vera e
propria.
Innanzitutto voglio precisare che, visto che il BioEtanolo non è ancora distribuito in Italia, inizialmente
l'auto è stata testata con una percentuale Etanolo molto bassa (circa 1-2%) e successivamente si
è arrivati ad una percentuale del 15% grazie ad un rabbocco di Etanolo a metà prova (vedi dopo).
L'auto (già commercializzata in Svezia dal 2001) si comporta benissimo e non presenta grosse
differenze dinamiche rispetto ad una Focus "normale". Sono infatti bastate tre piccole modifiche per
utilizzare il classico 1.8 benzina 125 CV di casa Ford.
1) In primo luogo, le valvole e le sedi valvole del motore 1.8 litri 16 valvole benzina sono state
realizzate con un materiale speciale;
2) secondo, c'è una mappatura variabile per l'accensione, che si adatta al rispettivo rapporto di
BioEtanolo e benzina presente nel serbatoio carburante (Flexi-Fuel). Ciò viene fatto
automaticamente, senza che il guidatore debba procedere ad alcuna regolazione;
3) per finire, poiché il BioEtanolo combustibile ha caratteristiche di avviamento a freddo meno positive
rispetto alla benzina, il monoblocco ha un preriscaldamento particolarmente efficace una volta che
la temperatura scende al di sotto di -15°C.
Per testare al meglio l'auto ho preferito guidarla dapprima in extraurbano, poi in piena città ed infine
l'ho spinta su per le strade che portano dalla Favorita sino alla cima del Monte Pellegrino, vetta da
cui si domina la località più bella della Sicilia occidentale, Mondello.
Che dire l'auto si muove benissimo e il motore sembra un normalissimo 1.8 benzina. Anche i
consumi sono ottimi e la notevole guidabilità rende piacevole la prova. Dopo alcuni chilometri viene
la parte "dura" della prova, la scalata del monte. In salita l'auto sale bene anche se i rapporti lunghi
non l'aiutano a raggiungere presto la coppia. Tuttavia i 125 CV permettono una guida piacevole
senza troppi giochi col cambio.
Ma è a metà salita che decido di aggiungere, con
l'aiuto dell'enologo Mario Ragusa, 2,5 litri di Etanolo
puro al 100% al serbatoio, portando così la miscela a
circa il 15%.
Il tempo di due tornanti e qualche zig zag per miscelare
al meglio il tutto e si sale...
A questo punto mi sarei aspettato un cambio di
comportamento notevole invece l'auto continua a
salire bene. Il motore diventa strano quasi più
"soffice" e silenzioso, una sensazione difficile da
descrivere. Un leggero peggioramento delle
prestazioni c'è, è inutile negarlo, (questo perché il
potere calorifico dell'Etanolo è più basso del 30%
rispetto alla benzina) ma si nota solo spingendo l'auto e
poi siamo in salita e con il condizionatore acceso!
Quindi decido di spegnere il condizionatore e proseguire sino alla vetta, notando un miglioramento
che riduce la forbice di prestazioni. Penso quindi che il guidatore comune nemmeno si accorgerebbe
della differenza. Inoltre il BioEtanolo ha un numero di ottani maggiore rispetto alla benzina e
questo fa si che il comportamento motore non peggiori troppo (la Saab 9.5 BioPower - citata più avanti
- addirittura con il BioEtanolo passa da 185 a 210 CV n.d.r.).
L'unico neo di quest'auto, volendo trovarlo, è che quando viene stressata, nel momento in cui sta per
salire di giri, la centralina ravvisa un piccolo vuoto (circa un decimo di secondo), tempo forse
necessario per analizzare la miscela di benzina/etanolo presente nel serbatoio. Nulla di grave però,
ma solo una semplice nota tecnica, perché poi il motore si comporta benissimo.
Inoltre se questo è il prezzo da pagare per:
• una diminuzione delle emissioni di NOx (ossidi di azoto);
• una diminuzione delle emissioni di particolato fine "smoke";
• una diminuzione del 70% delle emissioni CO2 (biossido di carbonio);
• una diminuzione delle emissioni SOx (ossidi di zolfo);
• una diminuzione delle emissioni di VOC (composti volatili organici);
• un aumento del n° di ottani del carburante (in sostituzione del piombo-tetraetile ora proibito e
riduzione della percentuale di composti aromatici, cancerogeni).
beh penso che ci sia poco da riflettere!
Prova su strada realizzata da Claudio Cangialosi dir. resp. Sicurauto.it
BioEtanolo storia, produzione e vantaggi
Secondo le stime disponibili, all'interno dell'UE i trasporti sono responsabili del 21% di tutte le
emissioni di gas ad effetto serra che contribuiscono al surriscaldamento del pianeta e la cifra è in
aumento. Per realizzare gli obiettivi di sostenibilità, in particolare la riduzione delle emissioni di gas
serra approvata nell'ambito del protocollo di Kyoto, è dunque fondamentale trovare soluzioni per
diminuire le emissioni del settore.
Quasi tutta l'energia utilizzata nel settore dei trasporti dell'UE proviene dal petrolio. I giacimenti
conosciuti di petrolio sono però limitati in quantità e circoscritti ad alcune regioni del mondo. Esistono
nuovi giacimenti che però, nella maggior parte dei casi, saranno più difficili da sfruttare.
Garantire l'approvvigionamento energetico per il futuro non è, pertanto, solo una questione di ridurre la
dipendenza dalle importazioni, ma anche una reale necessità. Tutto ciò impone quindi l'adozione di un
ampio ventaglio di iniziative politiche, compresa la diversificazione delle fonti e delle tecnologie,
affinché il sistema dei trasporti non vada in crisi.
L'energia del futuro potrebbe essere fornita dai bio-carburanti, valida alternativa al petrolio. Uno dei
carburanti alternativi più validi è sicuramente il BioEtanolo, ovvero l'alcol etilico.
Ma dove trovare una così grande quantità di etanolo?
Tutte le sostanze contenenti zuccheri in buona quantità lasciate fermentare per mezzo di
microrganismi, chiamati lieviti, con relativa semplicità riescono a trasformare gli zuccheri, sostanze
naturali, in etanolo (alcool), utilizzabile dopo ulteriori trattamenti industriali, come combustibile.
L'energia così ottenuta, totalmente naturale,
risulta ad emissioni di gas ad effetto serra
uguale a zero. Più in dettaglio l'etanolo si ottiene
per fermentazione di zuccheri prodotti dalle piante.
La sua fermentazione avviene in soluzione
acquosa, successivamente viene poi separato
dall'acqua di fermentazione tramite processo di
distillazione.
Grazie alle nuove biotecnologie l'etanolo si può
ottenere dalla cellulosa contenuta nella paglia o
negli scarti agricoli, con speciali trattamenti
enzimatici, il vantaggio di questa procedura
sarebbe quello di utilizzare materie prime "no
food", disponibili in grosse quantità.
Con il BioEtanolo è anche possibile produrre il BioDiesel, biocarburante biodegradabile al 100%,
per mezzo di un processo chimico chiamato trans-esterificazione degli acidi grassi, presenti negli oli
vegetali, a partire da oli di origine vegetale (ad es: oli di frittura usati).
Sembra che lo stesso Otto Von Diesel inizialmente per il suo motore usasse olio di arachidi, che
venne sostituito molto presto con il diesel di origine petrolifera per via del bassissimo costo di allora.
Vantaggi derivanti dall'uso del BioEtanolo
L'uso del BioEtanolo, come primo vantaggio
macroeconomico, fa migliorare il rapporto
debito/pil, in quanto si tratterebbe di energia
prodotta al 100% nella nostra nazione (sino al
30% del nostro fabbisogno nazionale).
In tal modo si rimetterebbe in moto tutta la
economia agricola legata al settore; si avrebbe
una consistente riduzione del quantitativo di CO2
da fonte fossile e, nel prossimo futuro, potremo
utilizzare il BioEtanolo per alimentare le celle
combustile (stack di fuel cell) che trasformano, a
bordo dell'autoveicolo, il BioEtanolo in idrogeno
assicurando così la produzione di energia elettrica
per la propulsione dell'auto ibrida (esiste già un
prototipo di Ford Focus ibrida a fuel cell).
Per finire il vantaggio economico si avrebbe per tutti perché un litro di BioEtanolo in Svezia costa
circa il 25% in meno rispetto alla benzina. Questo perché lo stato svedese, molto attento all'ecologia,
per tre anni ha rinunciato a qualsiasi tassa.
Un esempio senz'altro da seguire se vogliamo respirare aria migliore e salvaguardare il nostro
pianeta!
Il problema della distribuzione e dei costi
Oggi in Italia non esistono distributori di BioEtanolo E85 (miscela all'85% di etanolo e 15% di
benzina) anche se la realizzazione di un progetto comunitario chiamato "BEST" (BioEthanol for
Sustainable Transport) sarà il trampolino di lancio per la diffusione di questo carburante nelle nostre
strade.
Tuttavia in Svezia, ad esempio, il BioEtanolo è già una realtà. Dal 2001 Ford, primo produttore
europeo ad offrire veicoli alimentati a BioEtanolo, ha venduto più di 15.000 Focus Flexi-Fuel (auto
protagonista della nostra prova) e oltre il numero di auto ecologiche vendute è in forte aumento. Anche
la distribuzione è già buona, sono oltre 200 le stazioni presenti ed entro il 2006 raddoppieranno.
Ma produrre BioEtanolo conviene davvero?
Quindi, come si vede, se da un lato la diffusione del
BioEtanolo in Italia è un progetto nascente il
problema della produzione è ancora un tabù. Molti
infatti si chiedono se produrre BioEtanolo sia
davvero conveniente in termini economici.
In realtà fino a poco tempo fa si pensava che
questo biocombustibile, ottenuto prevalentemente
dalla
fermentazione
dei
cereali,
fosse
antieconomico. Tuttavia recenti studi condotti da
alcuni ricercatori americani dell'Energy and Resources Group hanno evidenziato che: per produrre
bioalcool da cereali è necessario meno petrolio (quindi meno energia) di quanto ne sia necessario
per produrre la stessa quantità di benzina.
Attualmente, infatti, ogni 100 barili estratti ne occorrono 20, in termini energetici, per la sua
raffinazione. Questo perché il petrolio estratto diventa sempre più "sporco". Quindi anche il fattore
costi/benefici va a favore del BioEtanolo. Per non parlare poi dei benefici in termini di inquinamento e
quindi di salute.
I costi attuali di produzione indicano che è possibile ottenere alcool da canna da zucchero a 0,165 di $
in Brasile, mentre in Europa si può ottenere etanolo ad un costo variabile da 0,20-0,30 $ a litro a
partire da colture dedicate di Sorgo Zuccherino.
Tuttavia per poter avere un prezzo finale davvero competitivo il BioEtanolo dovrà essere totalmente
defiscalizzato (come avviene già in Svezia) e saranno necessari incentivi statali affinché chi avrà
scelto di inquinare meno potrà godere di particolari agevolazioni (es.: esenzione bollo, sconto RCA,
etc...).
Già in Svezia, ad esempio, chi possiede un'auto a BioEtanolo non paga alcun parcheggio e gode di
uno sconto sul bollo.
A La Spezia, città che per prima ha mostrato interesse per il BioEtanolo (vedi i progetti in atto) hanno
proposto: detassazione, parcheggi gratuiti ,postazioni privilegiate o linee preferenziali per taxi puliti.
Le auto già in commercio
In Europa le case automobilistiche che commercializzano auto Flexi Fuel sono Ford e Saab.
Volvo si unirà a fine anno con la S40 e la V50 Flexi-Fuel
Ecco le auto già disponibili nel nostro continente:
Ford Focus Flexi Fuel 1.8 da 125 CV
Auto protagonista della prova su strada condotta da questo sito.
Saab 9-5 BioPower da 210 CV
"Le 9-5 berlina e wagon, già da poco rinnovate
nell'estetica e nelle sospensioni, saranno
presto equipaggiate dal motore 2.3 turbo
BioPower da 210 CV, che va ad affiancarsi al
collaudato e molto richiesto 2.0t BioPower di cui
sono dotate le 9-5 berlina e wagon con cambio
automatico e manuale, le auto a basso impatto
ambientale più vendute in Svezia. La gamma 95 con il 2.3 BioPower andrà in commercio
entro fine anno in Nord Europa, Gran
Bretagna e Irlanda e successivamente negli
altri principali mercati europei. I 210 CV di
potenza e la coppia di 310 Nm sono disponibili quando la 9-5 viaggia con carburante E85 (una
miscela composta all'85 % di etanolo e al 15 % di benzina), mentre quando funziona a benzina
sviluppa 185 CV e 280 Nm.
La gestione del motore è affidata come sempre alla potente centralina elettronica Saab Trionic, che
adatta la fasatura dell'accensione alle diverse esigenze della miscela E85/aria." (fonte Autolink News)
I prototipi e lo strano caso FIAT
Volvo V70 Multi-Fuel
La novità di casa Volvo invece (marchio che appartiene alla Ford) è un prototipo di V70 capace di
funzionare con ben 5 carburanti differenti:
- benzina;
- gas;
- metano;
- BioEtanolo;
- "hithane" (miscela composta dal 90% di metano e 10% di idrogeno).
Rispetta le normative Euro5, ma per ora non sappiamo se e quando verrà prodotta.
Fiat Siena Tetrafuel in Brasile
E' imminente la commercializzazione in Brasile della Fiat Siena 1.4 ELX Tetrafuel, equipaggiata con
un motore 1.4 predisposto per funzionare con tre diversi carburanti: benzina, etanolo e metano.
La Siena Tetrafuel è stata presente anche a Parigi all'interno della manifestazione Michelin
Challenge Bibendum, una delle più importanti al mondo nel campo della mobilità sostenibile, che si è
svolto dal 8 al 12 giugno 2006.
Fiat in Brasile è da sempre pioniera nei
combustibili alternativi, fu la prima infatti a
lanciare un'auto capace di andare sia a
benzina che ad etanolo, con il modello
denominato 147 Flexfuel, che corrisponde
alla nostra cara vecchia 127!
La berlina compatta 3 volumi con motore di
1,4 litri di cilindrata (conosciuta in Italia come
"Palio" nella versione a 2 volumi e SW), darà
la possibilità agli automobilisti brasiliani di
utilizzare quattro tipi differenti di carburante:
- Gas Naturale Compresso (CNG)
- 100% alcool (bioetanolo)
- miscela alcool+benzina (in brasile sono commercializzati vari mix dei 2 carburanti)
- 100% benzina.
La Fiat Siena tetra-fuel è stata definita come il veicolo con la maggior versatilità di alimentazione
del mondo, capace di essere utilizzato in qualunque mercato sul pianeta.
Ci chiediamo dunque: perché FIAT non ha mai cominciato la commercializzazione di questi
veicoli in Italia o in Europa?! Forse ci sono troppi interessi? Interessi comunque destinati a
crollare...
I progetti in atto in Italia ed in Europa
In Italia il progetto già avviato con diversi partner europei è il progetto Best (BioEthanol for
Sustainable Transport) avviato a La Spezia.
Più in dettaglio il progetto BEST in Italia prevede, tra le attività dimostrative che si svolgeranno a La
Spezia l'acquisto di 100 auto flexi-fuel, funzionanti sia con E85 (miscela 85% etanolo e 15%
benzina) che con benzina, di 3 autobus SCANIA Omnilink alimentati con E95 (95% etanolo, resto
additivi), l'installazione di 2 stazioni di rifornimento per le auto e di una per gli autobus e test con
miscele a basso contenuto di etanolo sugli autobus.
Di seguito gli obiettivi del progetto BEST
Provare la fattibilità tecnica, l'efficienza energetica, i benefici ambientali e sociali derivanti
dall'utilizzo di BioEtanolo come carburante; realizzare dimostrazioni su larga scala, in diversi paesi
europei, per dare l'avvio ad uno sviluppo di mercato dei veicoli a BioEtanolo e per valutare
performance e costi in diverse condizioni climatiche e geografiche; trovare sostenitori attraverso
campagne di informazione, sensibilizzazione e divulgazione dei risultati; definire Standard (miscele di
carburanti, veicoli, sistemi di distribuzione, etc.); fornire raccomandazioni che possano influire sulle
strategie politiche.
I partner italiani al progetto sono: ATC spa,
Comune di La Spezia, e l'ETA-Energie
Rinnovabili, che coordina le attività che si svolgono
presso il sito di La Spezia, grazie alla
professionalità e la competenza di specialisti del
settore delle energie rinnovabili quali l'Ing. Bruno
Lazzoni e il Sig. Lorenzo Rossi.
Ma quello che c'è di strano è che dalla Sicilia
grosse partite di alcol anidrificato (a gradi 100),
ottenuto dai sottoprodotti della vite, vengono venduti
alla Svezia (a basso costo) paese che né fa un buon uso alimentando il parco macchine a BioEtanolo
già circolante.
Perché quindi non utilizzare all'interno del nostro paese tutto questo potenziale? Magari
investendo affinché la produzione di BioEtanolo possa aumentare e sopperire al sempre crescente
fabbisogno energetico...
Il solito mistero all'Italiana, ma che speriamo presto possa essere risolto grazie alla brillante
motivazione dell'enologo Mario Ragusa.