Attualità 5 - Istituto Comprensivo 10 (Bologna)

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Attualità 5 - Istituto Comprensivo 10 (Bologna)
Il resto dello scolarino
5
Attualità
Redattori Monica Ravanini, Nicolò Rigo
Classe III C – A:S. 2005-2006
Ambiente: nuovi ostacoli da superare
Attenzione al consumo
Giulia Druidi
Come ormai tutti sapranno, è in atto una vera e propria "crisi del gas". Piccoli accenni di problemi con la Russia si
erano già avuti in passato, esattamente
verso la fine delle vacanze natalizie.
Per i radioamatori che avessero ascoltato il tg radio (perchè il telegiornale,
chi lo guarda?) in quel periodo, ricordate il problema fra Russia e Ucraina?
Quest'ultima non voleva pagare la bolletta, così la Russia chiuse i rubinetti, e
l'Italia ebbe da ridire. Fortunatamente,
qualche mattina dopo, potevamo tirare
un sospiro di sollievo: la Russia garantiva che il rifornimento di gas non sarebbe stato intaccato. Purtroppo per
noi, questo non è successo, non è andata come doveva andare (al contrario di
come canta Max Pezzali). Per il nostro
governo malandrino, ancora una volta,
non ci sono scuse: Il 22 dicembre scorso, quando la crisi con la Russia apparteneva ancora all'ignoto futuro, l'Italia
aveva già consumato la stessa quantità
di gas che nel 2005 aveva bruciato nel
19/01.
E a noi cosa ce ne frega? Questa domanda più che lecita, è quella che mi
farebbe la maggior parte di voi.
Posso dirvi questo: le riserve strategiche del paese sono compromesse e, come se non bastasse, sembra che alcuni
speculatori, per aumentare la loro reddittività, vendessero del gas all'estero;
queste inchieste sono aperte ancora aperte dal lontano 2004!
Intanto, provvisoriamente, sembra che
avremo case un po’ meno calde e bollette un po’ più care. Inoltre, per arrivare alla fine dell'inverno, sembra che
il gas verrà sostituito con l'olio combustibile, rendendo le bollette direi ancora più care. Coloro che hanno già letto
il giornale sapranno che in questo articolo manca qualcosa. Infatti, ho lasciato le
proposte dei politici per ultime in modo
da poterle commentare meglio. Il presidente della repubblica, Carlo Azeglio
Ciampi propone nuove vie di approvvigionamento, segnalando l'ultimo accordo
italo-greco, mentre la sinistra propone 5
rigassificatori; altri partiti politici vorrebbero fare di testa loro.
A questo punto, vorrei dire la mia: Non
possono mettersi d’accordo una buona
volta?! Io sto congelando!
Per chi non lo sapesse, in tutta Italia, il
ministero dell'ambiente (o quel che ne
rimane) ha annunciato che abbiamo raggiunto il limite massimo delle polveri
sottili, quindi: targhe alterne per tutti, offro10! Gioite, di fronte all'ennesima prova che, anche chi per legge si deve occupare dell'ambiente, si è ridotto a
"ministero delle pulizie"!
Mi fermo qui con le critiche, perché non
voglio entrare nei meandri della politica
ecologista, quindi vi darò dei consigli:
- Cercate di tenere sotto controllo il termostato, non serve avere 40°C in casa.
- Quando entrate e uscite da una stanza,
accendete e spegnete le luci che vi servono, perchè più luci accese comportano
un'emissione maggiore di CO2 ed una
bolletta più cara.
- Quando comprate le lampadine, scegliete quelle a basso consumo.
- Scegliete oggetti biodegradabili.
- Se siete amanti della lettura comprate
edizioni economiche: spendete meno e
sono fatte con meno carta rispetto alle
edizioni cartonate.
Con questo è tutto, spero che seguiate i
miei consigli.
Scuola e Lavoro: presente e futuro
Sonia Jiang
“Ho deciso, frequenterò la sezione di
liceo artistico presso l’istituto d’Arte
tanica!! Tutte le volte che con la scuo-
Francesco Arcangeli”.
la siamo andati all’orto botanico, piano
Prima di arrivare a questa conclusione
piano in me è nata la scintilla e si è
ho cambiato idea tante volte, non ho
sempre di più sviluppato “l’amore”
mai avuto un’idea precisa, non l’ho
per la natura e per gli spazi aperti…
mai portata avanti, ora vi spiego: alle
Ma no!
elementari verso l’inizio volevo fare,
Il mio futuro sarà su un aereo o una
come forse tutte le bambine di 6 o 7
nave, io farò sicuramente la viaggiatri-
anni, la veterinaria.
ce…
Chi non resiste a un batuffolone bian-
Parigi, New York, Pechino, Egitto…
co, magari un gatto che ha bisogno di
aspettatemi!
essere curato! Mi sono sempre piaciuti
Ma se inizio a viaggiare come farò a
gli animali e la natura. Infatti, a pro-
guadagnare i soldi per viaggiare?
posito di natura, dopo un po’ dato che
Quello dell’archeologo è un bel lavoro,
mi hanno sempre fatto impressione gli
mi piacerebbe molto, mi sono sempre
aghi e le cose per i medici ho deciso
piaciute le cose antiche che vedevo
di darmi alla natura, insomma alla bo-
nelle grandi vetrine dei musei in cen-
Dopo le proteste in Val di Susa
AMBIENTALISMO
Quando gli ecologisti dicono solo no
Federico Franco
Ambientalismo è un termine in uso
soprattutto in Italia per designare
culture e movimenti orientati alla
salvaguardia degli equilibri ecologici del territorio o dell’intero pianeta. Il termine è stato introdotto
nel 1868 dal biologo tedesco Haeckel; ha avuto i suoi primi sviluppi,
come studio dell’interdipendenza
tra i diversi organismi che popolano lo stesso habitat, ed è esploso
come movimento di tutela delle
componenti non antropiche dell’ambiente a partire dagli anni ’70.
La protesta mi ricorda com’è
nato da noi il movimento ambientalista: manifestazioni contro tratti o svincoli autostradali,
contro l’allargamento dell’aeroporto di Francoforte o contro
i trasporti di contenitori di
combustibile nucleare. Senza
quel movimento il mondo oggi
sarebbe molto peggiore: il
mondo globale ha e avrà bisogno di un forte movimento ambientalista. La natura è la madre di tutto ma anche il primo
nemico dell’uomo, una forza
che l’uomo deve piegare per
sopravvivere e progredire.
Questo movimento ha fatto
molte campagne sbagliate. Basti pensare alla campagna contro la morte delle foreste, alla
campagna mondiale contro la
Shell.
Per tanti verdi, la Natura è l’incarnazione del Bene. È un errore grave: i terremoti o lo tsunami ci hanno mostrato nel modo
più tragico un fatto ormai dimenticato. La Storia dell’umanità è la storia di una lotta contro la Natura.
Il mondo e specialmente l’Italia
ha bisogno di più verdi.
Se il futuro si chiama China, gli Usa di Bush danno un pessimo esempio all’economia in crescita più veloce. Perché i cinesi dovrebbero inquinare più della prima potenza
mondiale? Anche per questo mi auguro che il movimento ambientalista vada verso nuovi successi.
tro e mi ricordo ancora quanto fanta-
Mi piace disegnare, soprattutto però
sticavo e mi dicevo: “Un giorno an-
anche se può sembrare banale, mi
ch’io troverò queste cose”. Però anche
piacciono molto i colori, il mio colore
qui c’è il problema: non adoro studiare
preferito è l’arancione perché è molto
soprattutto la storia, date, nomi, ecc…
allegro.
troppo complicato; un’archeologa poi
Allora se mi piacciono i colori e mi
dovrebbe sapere la storia alla perfezio-
piace disegnare potrei… tanto poi se
ne, meglio di no… Così piano piano
non mi piace posso cambiare scuola.
l’aspirazione per l’archeologia è svani-
Bene.
ta. Non che non mi piacciano più gli
“Ho deciso, frequenterò la sezione di
oggetti antichi; essi, però, hanno la-
liceo artistico presso l’istituto d’Arte
sciato il posto alle lingue e avevo scel-
Francesco Arcangeli”.
to una strada di questo genere prima
Questa scelta è saltata fuori anche da
dell’istituto d’arte. Ebbene sì, volevo
qualche consiglio che è venuto da
andare al liceo linguistico, pensavo
compagni di classe. Visti alcuni dei
che sapendo molte lingue (compreso il
miei disegni hanno chiesto per scherzo
cinese) avrei trovato lavoro molto più
se andavo all’artistico ed io pensando-
facilmente, però pensandoci bene il
ci su ho definitivamente deciso.
liceo linguistico è molto pesante, chissà se mi conviene…
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Piccioni: topi con le ali?
Legge John Wayne
Autodifesa, troppo Far West?
La nostra città infestata:
cosa fare?
Federico Franco
Federico Franco
ROMA – Era da tre anni che la Lega
aveva in mente questo progetto per
presentarsi di fronte al proprio elettorato e poter dire: Da adesso la vittima
che spara all’aggressore non sarà più
messa sotto processo. E finalmente
martedì 24 questo sogno si è trasformato in realtà. Tutti i verdi ne sono stati entusiasti e sono stati molti (244 favorevoli e 175 contrari). Adesso all’articolo 52 saranno aggiunte molte righe,
dove si dirà che per tutti i casi di rapina a mano armata in un domicilio, chi
viene aggredito potrà usare un’arma
detenuta per difendere la propria incolumità o quella altrui.
Secondo la Lega, Forza Italia, An e
Udc la vita ha lo stesso valore di oggetti (cosa che reputo veramente molto
stupida). Ma per fortuna, dopo una lunga lotta al Senato, si è deciso che la
vittima potrà sparare solo se sarà certa
che il rapinatore non abbia desistito.
Naturalmente, ogni nuova legge che
arriva si porta dietro sia commenti
buoni sia proteste. Secondo l’Anm, infatti: È una situazione che risulterà più
pericolosa per gli onesti cittadini che
per i criminali.
Comunque, rispetto a quello che è successo a luglio, stavolta non ci sono state molte proteste. Sembrerebbe quasi la
legge che fa piacere a tutti. Sì, a tutti
tranne che all’Unione. Il centrodestra
continua: Una legge che aiuterà il cittadino e non il criminale.
È incostituzionale. - replica la sinistra Questa è illegittima difesa. Questa legge determinerà ulteriori danni al nostro sistema penale e finirà per creare
sempre più vittime tra gli aggrediti e
sempre più impuniti tra gli aggressori.
Questo testo non ha nulla a che vedere
con lo Stato di diritto. Questa norma
espone i cittadini a violenze preventive
da parte dei criminali e costituisce il
fallimento della politica di Berlusconi.
Divisi anche i sindacati di polizia. Il
Sap parla di uno strumento che favorirà la collaborazione alla legalità, ma
su questo punto precisa che non si deve
andare in giro ad ammazzare la gente.
Mentre il Silp–Cgil dice che è una dichiarazione di fallimento.
Chi ha ragione? Una cosa e sicura. In
Italia sono quasi 4 milioni le persone
che hanno un’arma (soprattutto al sud,
verso Napoli dove la criminalità è alta). E, in effetti, qualcuno potrebbe dire
che sono un po’ troppe. Ma anche un’altra cosa è sicura. Che le rapine in villa nel 2004 sono state 317 e nel 2005
170. Cifre, secondo i miei gusti, un po’
troppo alte. Il ministero e i magistrati
avvisano: Attenti all’autodifesa, spesso
chi spara finisce ammazzato. In ogni
modo, c’è da specificare una cosa: di
quei 4 milioni di persone che possiedono un’arma, solo una piccola parte le
possiede per difesa personale, la maggior parte di loro le possiede solo per
esercizio venatorio, per tiro al volo,
ecc…
Lanciano: più molestie, più paure
Ancora ragazze stuprate, dove arriveremo?
Monica Ravanini, Miriana Mariotti
Lanciano, una 15enne è stata violentata, picchiata e presa a morsi da un
gruppo di ragazzi. Era stata attirata da
un ragazzo (uno degli aggressori) di
sedici anni, che l'aveva convinta a uscire dalla festa privata in discoteca in cui
era, per andare in una galleria che di
solito era usata per tagliare il tragitto e
raggiungere il locale. I due sono rimasti soli, ma per poco: dopo pochi istanti
sono arrivati i compagni e l'hanno aggredita con talmente tanta violenza
che si è sentita male. A quel punto, il
gruppo, intimorito dallo stato di salute
della ragazza, si è volatilizzato, dopodiché lei è tornata nel locale come se
niente fosse successo.
Purtroppo questi fatti si verificano in
tutto il mondo e non sono fenomeni isolati che non ci riguardano, della serie: è successo a Lanciano, non mi interessa. Purtroppo questi fatti si verificano anche da noi:
- succede che davanti alle scuole pubbliche ci sia l'adulto che distribuisce i
lecca-lecca,
- succede che il ragazzo porti la fidanzata nel vialetto buio,
- succede che alcune persone si mettano a parlare di cose sconce in mezzo
alla strada con tutta la gente che passa.
Ma allora io, tredicenne, mi chiedo "di
chi è la colpa di ciò che è accaduto? È
colpa della ragazza che ha dato corda
al suo innamorato e che comunque non
doveva innamorarsi del lui sbagliato?
Della madre che non doveva far uscire
la figlia?…."
La prima domanda me la pongo in continuazione. Non so se al suo posto avrei fatto così; in fondo è il ragazzo
che mi piace. Lei si era fatta le sue idee, quando aveva chiesto alla mamma di
uscire con quel ragazzo, come penso
avrei fatto anch'io. Ma scrivono che
non è un ragazzo fra i più raccomandabili, per questo io avrei lasciato perdere… purtroppo, al cuor non si comanda.
Molte persone danno consigli su come
comportarsi in caso di stupro, e noi
pensiamo sempre che seguiremo tutto
alla lettera; poi, però, quando succede,
siamo incapaci di reagire e ci teniamo
tutto dentro, al massimo racconteremo
ad un'amica, pregandola di mantenere
il silenzio. Adesso che ve lo dico, probabilmente non ci crederete, e ad essere onesta non ci credo nemmeno io,
perché non posso fare a meno di pensare che io sono io, e anche se sarà difficile, nel caso accada, lo racconterò.
Questo è un mondo brutto e ce ne sono
troppi di malintenzionati per far finta
che tutto vada bene e per fidarsi sempre di tutto e tutti. Ho paura persino di
uscire di casa da sola, fare due passi
con un filo di trucco, perché voltandomi potrei vedere un viso sospetto. Anche in gruppo ho paura, non solo di uno scippo, ma anche di uno "stupro".
Non vorrei esagerare, ma siccome è
successo a quelle ragazze potrebbe
succedere anche a me.
In classe abbiamo discusso a lungo
dell’accaduto. Sono venute fuori molte
esperienze tra tutti. Molti sono i casi
delle compagne fermate da sconosciuti
e malintenzionati, altre che addirittura
sono state toccate, anche a me è successo, due volte, ma non ci ho fatto
molto caso. La prima volta ero in bicicletta, e mia sorella è rimasta scioccata, anche perché eravamo molto piccole. Avevo una bicicletta più grande di
me, ed ero troppo impegnata a non ca-
dere. Ho notato solo la paura di mia sorella. La seconda volta ero più grande,
ed ero sempre in bicicletta, (si vede che
attira), quando un straniero ci ha mostrato il suo “gioiello”. Non credevo
fosse tragico e pericoloso, finché non
ho visto due poliziotti corrergli dietro;
lì iniziai a preoccuparmi (e vorrei anche vedere). Ma come è successo a
Lanciano mai.
Dopo lunghe riflessioni, è opinione comune che il problema riguardi non solo, ma soprattutto, le ragazze, per questo parlavamo sempre al femminile,
anche perché gli stupratori sono quasi
sempre maschi. È anche emersa una
domanda, “perché i molestatori aumentano?” a questa domanda sono state date varie risposte come:
- Per divertimento, magari se fossero da soli non lo farebbero,
- Perché hanno avuto un’infanzia
difficile,
- Per vendetta,
- Per cattiveria…
Ma nessuna di queste risposte è soddisfacente, quindi questa domanda rimane ancora aperta….
Nel circolo ognuno parlava delle proprie esperienze o di quelle vicine. Poi
abbiamo fatto un'associazione di idee
fra gli stupri e la favola di Cappuccetto
rosso, dopodiché abbiamo compilato
delle fotocopie con tutte le nostre paure, questo ci ha rassicurato perché vuole dire che la scuola si interessa di
quello che succede anche fuori dai suoi
cancelli, e vuole scoprire i nostri problemi e disagi ed eventualmente
(quando è possibile) cercare di risolverli.
Dal Duomo di Milano a Piazza
Navona, da Piazza Maggiore a quella
di San Marco... Sono tutte piazze
stupende, direte voi, ma c’è un'altra
cosa che le accomuna oltre alle
meraviglie monumentali di cui sono
ricche: la razza che le popola. No, non
sto parlando dei turisti giapponesi, ma
dei PICCIONI!!! È da quando sono
piccolo che vedo migliaia e migliaia di
uccelli passeggiare tranquilli per la
città o beccare le briciole di pane
rimaste in terra e la cosa non mi
dispiace, ma quando vedo tutte le
patacche di sterco che addobbano i
portici e le statue, il fatto delle
molliche di pane inizia a darmi sui
nervi. Ma fosse solo pane quello che
ingoiano, dico io! Secondo voi, cari
lettori, perché definisco i piccioni “topi
con le ali”? È semplice, i topi non sono
famosi per i loro gusti raffinati nello
scegliere i cibi (e sono convinto che
arriverebbero a mangiare anche il
catrame) e i piccioni non sono tanto
diversi, a differenza delle ali.
E poi, con il pericolo aviaria che
oramai spaventa tutto il mondo, la
situazione non si fa certo più facile.
Non solo questi pennuti rovinano le
nostre bellezze antiche con le loro
bombe (e ci siamo capiti) ma ci
infettano con un virus mortale! Ecco
perché vorrei tanto avere un
lanciafiamme… Sia chiaro, io non
voglio sterminare tutta la razza dei
piccioni, anche perché, onestamente,
penso che oramai questi siano un
fattore anche culturale della nostra
civiltà. Insomma, immaginatevi Piazza
San Marco senza piccioni. Fatto? Non
vi sembra vuota? Non è più lei senza
tutti quegli uccelli che se ne stanno lì
appollaiati. Però, escludendo lo
sterminio, quali altre soluzioni si
potrebbero trovare? Ad esempio, in
Giappone di piccioni ce ne sono
pochissimi, come hanno fatto? Le città
sono sorvolate da enormi corvi neri di
1 metro e, visto che prima abbiamo
parlato di “bombe”, penso che sia più
pericoloso avere in giro per la città
enormi bestie che mangiano come
maiali che piccoli uccellini che
comunque non rischiano di distruggere
un palazzo per una indigestione.
Sapete com’è, più grande è l’animale,
più grandi saranno le sue feci…
Quindi, alla fine, la domanda è sempre
la stessa. Bisogna trovare un modo per
continuare ad avere i piccioni nelle
nostre piazze ma evitare che questi
rovinino tutti i nostri palazzi e portici.
Sì ma, come fare…?
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Redattori Monica Ravanini, Nicolò Rigo
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8 Novembre 2005 – Tornano i roghi a Parigi
Francia: rivolta d’immigrati nelle banlieu
La ribellione di una generazione che non ha avvenire
Federico Franco
PARIGI – Qualche mese fa la capitale
francese è stata scossa da una rivolta
nelle periferie – le banlieue. I dati della
tragedia sono terrorizzanti: più di 3500
auto bruciate e 800 fermi. E non è tutto, si conta anche la prima vittima del
casino: un pensionato di 61 è morto
dopo due giorni di coma per essere stato aggredito da uno sconosciuto. Ad
ogni scontro si segnalano sempre più
poliziotti feriti (adesso siamo a 36).
Secondo il sindaco socialista di Parigi,
il governo ha sbagliato, perché ha soppresso la polizia di quartiere e ridotto
sensibilmente le sovvenzioni alle associazioni che svolgono un ruolo di mediazione tra i giovani delle periferie e i
poteri pubblici.
Di fronte a tutto questo molti si sono
chiesti: “perché?”
La ragione è semplice: come ho già
detto, il disagio di vita che provano
questi ragazzi è grande. Solo che questo disagio lo provavano anche anni fa,
ma solamente ora è partita la rivolta.
Perché? Perché solo ora sono morti due
ragazzi. Tutto ha inizio la notte del 27
ottobre: tre ragazzi maghrebini, per
sfuggire alla polizia, si rifugiano in una
cabina elettrica e due di loro muoiono
fulminati. La notizia della tragedia ha
provocato gli incidenti che hanno terrorizzato le banlieue di Parigi. Questa è
stata davvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
La paghetta: una fonte di
ricchezza per i ragazzi
3) altri ragazzi comprano giochi per la
play station, x box, game cube, x box
360, nintendo ds ecc...
4) al quarto posto ci sono i collezionisti che ogni settimana si vanno a comperare le uscite di dvd, macchinine
d'epoca, giornalini, e molte altre cose.
5) altri spendono i loro soldi per le figurine di calcio, figurine di The O.C.
ecc;
6) al sesto posto ci sono i ragazzi che
spendono i loro soldi per uscire tutti i
giorni (per andare in centro, al bowling, al cinema e soprattutto per uscire al sabato sera per andare a ballare con gli amici.
Quello che avanza se lo mettono da
parte.
Gaetano Appeso
A Bologna, 3 ragazzi su 10 prendono
la paghetta settimanale; di solito la cifra sta tra i 15 e i 20 euro. C'è chi i
soldi li prende in occasioni speciali
come Natale, compleanno ecc... C'è
chi li prende quando si deve fare
shopping, c'è chi se li mette da parte e
quando si arriva a una certa somma, li
spende.
I ragazzi, e le ragazze spendono soldi
per:
1) comprarsi i vestiti e sentirsi più fighi;
2) i trucchi: le ragazze amano spendere i loro soldi per i trucchi!!!
Rapporto tra competenza linguistica e potere
Secondo Umberto Eco più sai, più hai
Toselli Alice, Mariotti Miriana e Franco Federico
Secondo Umberto Eco, se poco sai poco comandi. Infatti cattiva grammatica,
vocabolario povero e ortografia imperfetta, equivalgono a scarso potere per
due ragioni. Il primo è che la lingua è
uno strumento di comunicazione. Certo
a volte usandola in modo scorretto si
comunica in modo più incisivo, ma chi
ha una mancanza di vocabolario o ha
un’incapacità di costruire frasi chiare,
nella vita si troverà spesso in difficoltà,
ad esempio all’ufficio anagrafe o in
questura. La seconda ragione, è che la
lingua, anche se in principio è uguale
per tutti, i modi di usarla si differenziano da classe a classe, ma quando un
giovane ragazzo non ha bisogno di saper parlare perfettamente la lingua,
perché non vuole entrare nel club dei
“ricconi”, si trova nei guai sa decide di
scrivere una lettera a negozianti di una
certa zona. Perché anche questi si fidano più di persone che sanno usare bene
la grammatica e le forme di cortesia, e
se gli arriva una lettera con errori di ortografia, scrutano il poveretto e gli offrono la metà.
Eco conclude col dire che la lingua è
uno strumento che serve per dividere e
per unire, per liberare e per imprigio-
nare, ma soprattutto ci invita a non farci ricattare dalle regole. A chi le ignora
completamente è nostro dovere dire
che qualcuno lo sta escludendo da un
bene, e deve battersi per avere ciò che
gli spetta.
In Italia ci sono 6 milioni di analfabeti.
Siamo in un popolo a rischio di ignoranza per il 66% della popolazione.
La ricerca, fatta negli ultimi anni, dall’Istat (istituto nazionale di statistica)
racconta un’Italia dove al vertice della
piramide educativa si ha il 7,5% di laureati, seguito da un 28,85% che ha la
maturità, 12% che ha il titolo di scuola
media, e infine un 36,52% con la licenza elementare o neanche questa; tra cui
6 milioni considerati analfabeti.
L’Italia è un paese pieno di contraddizioni; la Basilicata e la Calabria sono
le regioni più analfabete, ma allo stesso
tempo, la Calabria è anche quella che
ha più laureati.
Secondo Tullio de Mauro (ex ministro), per superare questa ignoranza,
bisogna puntare sull’istruzione sia per i
ragazzi, sia per gli adulti.
DOSSIER
Viaggio nelle mode, le passioni e il gergo dei protagonisti della rivolta che sconvolge la Francia
Rap e graffiti contro lo Stato. Le voci dei giovani dalle banlieu
Federico Franco
Di fronte alla polizia non accetto di arrendermi/
da piccino ho imparato a odiare l’uniforme blu/
la periferia è una bomba a ritardamento/
puzzerà presto di bruciato.
Due anni fa il gruppo francese “113”
aveva messo in versi l’antagonismo
con i poliziotti, e fecero la canzone Di
fronte alla polizia (vedi sopra). Scoppiò una polemica, poi non se ne sentì
più parlare. Ormai i giovani delle
banlieue sono accomunati dalla musica. Una moda portata negli anni ’80
dall’America ma che è stata del tutto
nazionalizzata. Il rap ha contribuito a
uniformare e rafforzare i sentimenti di
giustizia e le velleità di ribellione di
questa gioventù. Gli immigrati mancano di casa, di lavoro, di futuro. Le canzoni che ascoltano questi ragazzi non
dicono cose false. La stesso concetto lo
aveva esposto anche Francois Mitterrand nel 1990: Cosa può sperare un
giovane che nasce in un quartiere brutto, che vive in un palazzo brutto, circondato da altre bruttezze, di muri grigi su un paesaggio grigio e una vita
grigia, con una società che preferisce
voltare lo sguardo e intervenire soltanto se bisogna punire, vietare? I rapper
prendono spesso di mira i poliziotti.
Alcuni titoli rap: “Sotto un grande cielo grigio”, “La Rhala”, “Fotti la polizia”, “Sacrificio di polli” ecc. I cantori
dell’odio usano un linguaggio quasi incomprensibile da chi non vive nelle
banlieue. Il gergo dei giovani stravolge, infatti, la lingua francese, con termini nuovi, sillabe invertite, accenti diversi. Nelle periferie francesi la parola
“poliziotto” si può ormai esprimere
con 5 diversi termini.
Note sulla guerra in Iraq
Dall'attentato agli USA, tutte le evoluzioni di una guerra tremenda
Federico Franco
11 Settembre 2001. È la data in cui tutto ha avuto inizio. Due aerei colpiscono le Torri Gemelle e causano 200 mila vittime. L’America è stata colpita in
pieno. Naturalmente questo è solo il
casus belli, visto che dietro la guerra
che oramai viene portata avanti da ben
5 anni, penso che si celino altri fatti.
Da quel giorno sono iniziate le
“crociate” contro il terrorismo (come le
ha definite il presidente degli USA George W. Bush), campagne ancora non
terminate. Comunque, dall’11 Settembre l’America è cambiata profondamente. Prima era il paese del
“politicamente corretto”: dopo è diventato il paese del “nessun riguardo (non
solo linguistico) per gli islamici”. Prima era il paese della libera critica: dopo è diventato il paese dove sembra reato contestare il presidente. E da quel
giorno anche l’Iraq e cambiato. Non si
può più vivere tranquillamente. Gli iracheni corrono continuamente il rischio
di vedersi arrivare addosso una bomba
o di essere presi in ostaggio dai loro
stessi terroristi. Centinaia i giornalisti
presi in ostaggio in Iraq. Recentemente
sono state mandate in video le immagini shock dell’omicidio dell’italiano Fabrizio Quattrocchi avvenuta in Iraq il
14 aprile 2004. Pochi istanti prime degli spari si è sentito dire dall’italiano:
Vi faccio vedere come muore un italiano. Ma il brutto della guerra (tra l’altro) è che non sempre i cattivi si comportano scorrettamente. Mi riferisco al
caso Calipari. L’agente del Sismi stava
riaccompagnando verso l’aeroporto
Giuliana Sgrena, giornalista appena liberata dai sequestratori, quando un
gruppo di soldati americani ha iniziato
a sparare contro la macchina con la
quale si stavano spostando. Nel cercare
di proteggere la Sgrena, Nicola Calipari ha perso la vita. Ora, per quale motivo gli americani hanno assalito i nostri
italiani? Non eravamo alleati? Si è trattato solo di un errore? Questo ancora
non si sa, però una cosa è chiara: un italiano ha perso la vita senza motivo.
Se parliamo di tragedie, non possiamo
proprio dimenticare il 12 Novembre
2003: 17 militari e 2 civili vengono uccisi nell’attentato di Nassirya. Le vittime totali furono 28. Ancora oggi vengono arrestati iracheni sospettati di essere implicati in quella strage.
Secondo me, uno di più grandi scandali
di questa guerra, sono le accuse rivolte
alla CIA. Secondo il rapporto presentato al Consiglio d’Europa, i sequestri di
ex-terroristi da parte della CIA sono
stati oltre cento negli ultimi anni: è
quasi impossibile che i governi non ne
fossero a conoscenza.
Nella guerra in Iraq il totale delle vittime irachene ha raggiunto le 30 mila unità. Al contrario, gli americani hanno
perso “solo” 2140 soldati… Non c’è
che dire, questa guerra ha portato una
disgrazia dopo l’altra coinvolgendo anche sempre più civili.
Adesso, poi, si scontrano Sciiti e Sunniti in uno scontro che è diventato una
guerra civile.