Il contributo innovativo del PD nella Legge sul Turismo del Veneto È

Commenti

Transcript

Il contributo innovativo del PD nella Legge sul Turismo del Veneto È
Il contributo innovativo del PD nella Legge sul Turismo del Veneto È stato determinante il contributo del PD nell’inserire le proposte più innovative ed in linea con le tendenze del turismo internazionale all’interno della nuova legge sul turismo approvata quasi all’unanimità (3 soli gli astenuti) dal Consiglio Regionale Veneto. Il gruppo consigliare del PD, coadiuvato da uno staff di esperti del settore, si è fatto interprete sia dei nuovi approcci alla gestione del turismo sia delle istanze provenienti dal territorio, dagli operatori e dai lavoratori di quello che è uno dei comparti trainanti dell’economia nazionale e veneta (16 milioni di arrivi -­‐ 64 milioni di pernottamenti). La governance del settore, la sua gestione a livello di destinazioni, la promozione per ambiti tematici, l’innovazione e la qualificazione dell’offerta ricettiva, sono stati – insieme all’attenzione per la specificità del bellunese – al centro delle proposte del PD in sede di dibattito e recepiti dal voto dell’aula. In particolare tra le finalità si è impegnata la Regione Veneto a raccordarsi con l’organizzazione turistica nazionale e ad affiancare sempre, nella promozione a livello internazionale, la marca Italia al marchio veneto; questo perché in una competizione sempre più globale bisogna potersi rapportare in modo diversificato a seconda dell’ampiezza e della distanza dei mercati. A livello territoriale si è voluto valorizzare il concetto di destinazione turistica, fondamentale nella gestione del turismo in generale ed in particolare della dimensione turistica veneta, conosciuta all’estero per la marca Italia e per le destinazioni turistiche balneari, montane, lacuali, termali e d’arte che l’hanno reso attrattiva a livello internazionale. Grazie alle proposte del PD le destinazioni potranno essere organizzate e gestite secondo i moderni concetti del Destination Management senza peraltro imporre alcuna soluzione giuridica o burocratica-­‐
amministrativa, ma favorendone l’organizzazione bottom up (dal basso) attraverso un corretto ed equilibrato rapporto tra soggetti pubblici e privati che possa portare alla nascita di vere e proprie Organizzazioni di Gestione delle Destinazioni o DMO (Destination Management Organisation). I nuovi soggetti potranno così garantire una gestione unitaria e coordinata delle funzioni di informazione, accoglienza, assistenza turistica e promo commercializzazione fino ad oggi gestite separatamente tra pubblico e privato, saldando una antistorica frattura fra macro e micro marketing turistico. Sul versante dell’offerta ricettiva si è contribuito a definire ed affermare anche in Veneto l’Albergo diffuso come forma di accoglienza alternativa che tende ad evitare lo spopolamento di aree di montagna, borghi e isole, attraverso il recupero dei centri storici. Si è anche posto rimedio al problema di quella parte di offerta turistica che rischiava di sfuggire alla definizione di ricettività e quindi di non rapportarsi in modo adeguato nei confronti del turista e degli altri soggetti della filiera. La specificità del bellunese, area di confine, è stata riconosciuta ai sensi del nuovo Statuto regionale anche per le materie turistiche affidate, con questa legge, completamente al territorio. Infine, un emendamento del PD che mirava a recuperare – in tutto o in parte – il personale venuto meno, licenziato, dalle aziende/società provinciali che hanno gestito le funzioni di informazione, accoglienza, assistenza turistica e promozione locale è stato tradotto in Ordine del Giorno approvato dal Consiglio, ma soprattutto in un impegno formale dell’Assessore Finozzi a inserire nei provvedimenti attuativi della legge una formulazione che preveda che i soggetti gestori delle attività di informazione ed accoglienza turistica nell’individuazione del personale assegnato al servizio dovranno considerare la professionalità e l’esperienza maturate dal personale proveniente dalle strutture che hanno gestito le funzioni di informazione, accoglienza, assistenza turistica e promozione locale per conto delle Province con qualsiasi tipo di contratto. Un lavoro, quello del PD, che ha consentito pur da posizione e con ruoli distinti da quelli della Giunta e della maggioranza, di apportare significative modifiche e miglioramenti ad un testo di legge con luci ed ombre, ma che nella versione approvata appare più rispondente alle esigenze e alle aspettative di tutti gli attori del settore. Claudio Sinigaglia Consigliere regionale del PD 

Documenti analoghi