“Le Joint Venture Italia-Russia : regolamentazioni a confronto”

Commenti

Transcript

“Le Joint Venture Italia-Russia : regolamentazioni a confronto”
Dipartimento di Scienze giuridiche
CERADI – Centro di ricerca per il diritto d’impresa
“Le Joint Venture Italia-Russia : regolamentazioni a
confronto”
Yana Dobraya
Febbraio 2010
© Luiss Guido Carli. La riproduzione è autorizzata con indicazione della fonte o come altrimenti specificato. Qualora
sia richiesta un’autorizzazione preliminare per la riproduzione o l’impiego di informazioni testuali e multimediali, tale
autorizzazione annulla e sostituisce quella generale di cui sopra, indicando esplicitamente ogni altra restrizione
Indice
1. Scenario economico
1.1. Posizione economica attuale della Federazione Russa.
..........................................................................................................................pag. 3
1.2. Collaborazione commerciale tra l’Italia e la Russia..................pag. 4
2. Organizzare una joint venture nella Federazione Russa
2.1. Gli strumenti di sostegno finanziario e assicurativo.................pag. 8
2.2. Scelta del team di lavoro...................................................................pag.10
2.3. Investimenti pubblicitari. .................................................................pag.11
3. Aspetti giuridici
3.1. Costituire una joint venture nella Federazione Russa pag.12
3.2. Costituzione di una società mista.....................................pag. 19
3.3. Questioni fiscali ..................................................................................pag. 21
3.4. Le garanzie per gli investimenti stranieri. ...................................pag. 23
3.5. Contenzioso .........................................................................................pag. 24
4. Conclusioni......................................................................... pag. 30
Bibliografia ............................................................................. pag. 32
1. Scenario economico
1.1. Posizione economica attuale della Federazione Russa
Lo sviluppo economico del mondo è legato al cambiamento dei fattori di
produzione, allo sviluppo della tecnica e della tecnologia, all’evoluzione della
tendenza al consumo, dalla politica statale con la conseguenza di un diversificarsi di
forme per ciò che riguarda l’attività imprenditoriale. La joint venture va diventando
sempre più importante nel business mondiale, attraverso tale forma di gestione degli
affari si modifica la struttura mondiale della produzione e dello scambio, si velocizza
il processo di globalizzazione del mercato che ,ultimamente, vede una partecipazione
più diffusa delle piccole e medie imprese.
Il G8 rappresenta un gruppo di paesi industrializzati del mondo, il cui peso
politico, economico e militare ha rilevanza globale. Esso è composto da Germania,
Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone, Inghilterra e Russia. La pertinenza al
gruppo non si basa su un unico criterio, perché non sono i Paesi più industrializzati e
nemmeno hanno il maggior reddito pro capitale, ma su valutazioni di carattere
geopolitico.
L’economia mondiale usa la sigla BRIC per riferirsi congiuntamente a Brasile,
Russia, India e Cina, che hanno in comune l’elevato numero di abitanti un territorio
enorme, una grande quantità di risorse naturali. I quattro Paesi presentano un’elevata
crescita del PIL ed un alto grado di partecipazione al commercio mondiale, ed è
proprio questo criterio a renderli molto attraenti agli occhi degli investitori stranieri1.
1 V. Ribakin, L. Baldin, L’economia internazionale, Mosca, 2000, p. 56
2
La Russia è l’unico Paese presente in entrambi gruppi, a testimonianza della sua
potenza presente e futura nel mercato, a conferma di ciò la crisi finanziaria che
stiamo vivendo praticamente non si avverte nella Federazione Russa.
Il mercato russo rappresenta tuttora, e continuerà per un lungo periodo a
rappresentare un’enorme possibilità di negozio ed investimento per le imprese
straniere, l’80 % dei beni di consumo che si commercializzano in Russia derivano da
importazioni.
1.2. Collaborazione commerciale tra l’Italia e la Russia
L’Italia ha una forte presenza sul piano commerciale in Russia, ma la sua
posizione nel settore dei beni strumentali e di consumo, in particolare quelli di fascia
più bassa è costantemente erosa dalla concorrenza dei prodotti cinesi, indiani e di
altri Paesi che si stanno affacciando prepotentemente sul mercato russo. Tale
dinamica è inoltre amplificata dal fatto che in Russia la tutela della proprietà
intellettuale è ancora insufficiente e ciò favorisce l’arrivo di merce contraffatta.
Il volume degli investimenti italiani nella Federazione Russa è ancora
modesto, tuttavia, molte aziende italiane, in particolare di medie dimensioni hanno avviato o stanno per avviare investimenti in Russia. L’analisi dei singoli
comparti e la naturale complementarità delle due economie evidenziano che la
presenza italiana produttiva in questo Paese presenta ampi margini di
miglioramento. Vi sono prospettive per lo sviluppo di forme di collaborazione
commerciale ed industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico, tenuto conto
del fatto che la Federazione Russa dispone ancora di nicchie di eccellenza.
3
Tra i possibili settori di cooperazione vanno menzionati aerospaziale, energia,
telecomunicazioni, biotecnologie, fisica e tecnologia del laser, le nuove tecnologie per
il riutilizzo degli idrocarburi usati e lubrificanti, lo sviluppo di nuovi materiali, la
genetica.
Nel settore aerospaziale è in vigore un accordo bilaterale per lo sfruttamento
pacifico dello spazio extra-atmosferico, inoltre, l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia
Russa per l’Aviazione e lo Spazio hanno avviato attività congiunte nel settore dei
lanciatori spaziali e della propulsione spaziale ed aeronautica sulla base di un
Memorandum d’Intesa sottoscritto nel 2002. Finmeccanica ha avviato collaborazioni
con Gruppi russi in vari settori ad alto contenuto tecnologico: aeronautico,
aerospaziale, ferroviario, automazione postale, telecomunicazioni protette.
In occasione della Visita di Stato in Italia del Presidente Putin sono stati
sottoscritti due Memorandum, rispettivamente per lo sviluppo della cooperazione
bilaterale nel settore delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell’informazione,
essi aprono interessanti prospettive di cooperazione in tali settori (tra le aziende
italiane già presenti in Russia vanno segnalate l’Italtel e Technosystem, quest’ultima
aggiudicataria di un contratto pilota per la fornitura di trasmettitori alla Russian Radio
Television Broadcasting).
L’Italia e la Federazione Russa hanno sottoscritto, nell’ambito del programma
“Global Partnership”, Accordi per lo smantellamento dei sommergibili nucleari russi
e per la distruzione degli arsenali di armi chimiche russe. Il valore del contributo
italiano per l’attuazione dei due accordi è complessivamente di 720 milioni di euro
nell’arco di 10 anni.
4
In campo militare è presente la Marconi Selenia Communications, che sta
fornendo alla Russia i suoi sistemi di telecomunicazione nei settori terrestre, navale,
aereo e delle strutture critiche per la sicurezza nazionale.
Per quanto attiene al gas naturale, l’Italia vanta una presenza radicata in
Russia imperniata sul rapporto strategico fra Gazprom e ENI, che in passato si e’
aggiudicata importanti contratti quali la realizzazione del gasdotto “Blue Stream” e la
costruzione da parte di SAIPEM di un oleodotto e di un gasdotto “offshore”
nell’isola di Sakhalin.
L’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto dischiude opportunità di
collaborazione bilaterale nel settore dei programmi di efficienza energetica e di tutela
ambientale.
Nel settore dei trasporti si aprono interessanti prospettive nel comparto dei
trasporti stradali (ad esempio, il Governo russo ha espresso interesse per l’esperienza
italiana delle autostrade a pedaggio), ferroviari (Finmeccanica Trasporti ha firmato un
accordo di cooperazione bilaterale con le Ferrovie Russe per la fornitura di treni
regionali e ad alta velocità, di sistemi ed apparati di segnalamento, controllo e
sicurezza) e fluviali (la società Pietro Barbaro ha recentemente acquistato una flotta
fluviale per il trasporto di petrolio sul Volga). Si parla nuovamente, con insistenza,
della possibilità di una fornitura alle ferrovie russe del treno Pendolino, di gran parte
dei componenti del quale vengono fabbricati in Italia, nonostante la proprietà sia ora
della francese Alstom.
FIAT Auto ha recentemente firmato un accordo con Severstal Avto, che ha un
duplice profilo, industriale e commerciale.
5
L’accordo commerciale prevede che
Severstal Avto curi l’importazione e la commercializzazione in Russia dei principali
modelli della gamma FIAT: “Grande Punto”, “Panda”, “Croma” e nuova “Doblo’”.
In tale cornice, sarà realizzata una rete distributiva e di assistenza composta da 30
punti vendita FIAT nelle principali città russe, di cui 10 a Mosca e 4 a San
Pietroburgo; ciò assicurerà al Gruppo torinese una diffusa presenza sul territorio, la
cui mancanza - insieme all’inesistenza di un efficiente servizio di assistenza postvendita - ha sinora costituito uno dei principali limiti all’attività della FIAT in Russia.
Nel settore bancario e finanziario, tra i principali investitori si segnalano
Banca Intesa, che oltre ad aver aperto una sussidiaria di diritto russo con capitale
sociale interamente italiano - ha acquisito un istituto di credito locale, la KMB Bank,
specializzata nel sostegno alle piccole imprese. Il Gruppo Unicredito è entrato nel
mercato russo del “leasing” con la società Locat e tramite la recente l’acquisizione
della tedesca HVB, essa controlla inoltre una delle maggiori Banche russe,
l’International Moscow Bank.
6
2. Organizzare una joint venture nella Federazione Russa
2.1. Gli strumenti di sostegno finanziario e assicurativo
Per capire come organizzare meglio la jv in Russia andiamo ad analizzare la
lista del “to do” da adattare di volta in volta in caso concreto.
Il primo passo è un’analisi sull’esistenza ed eventuale utilizzo di agevolazioni
finanziarie.
Nell’ultima riunione del Gruppo OCSE degli esperti di Rischio Paese Russia è
stata inserita nella quarta categoria di rischio: sia per il breve che per il medio periodo
è prevista l’apertura senza particolari restrizioni nei confronti delle controparti
pubbliche e private.
Oggi ci sono i suggerimenti per l’attivazione degli strumenti di sostegno
finanziario e assicurativo pubblico per SACE e SIMEST. Sace - Servizi Assicurativi
del Commercio Estero S.p.A. è una Agenzia di Credito all'Esportazione, ed assume
in assicurazione e/o in riassicurazione i rischi a cui sono esposti le aziende italiane
nelle loro transazioni internazionali e negli investimenti all'estero.2 Le opportunità di
attivazione di SACE sono notevoli alla luce dell’ampliamento dell’operatività, in
passato diretta verso le principali controparti bancarie russe, Vneshtorgbank,
Sberbank ed Alfa Bank. Essa comprende ora la valutazione e l’eventuale affidamento
a controparti bancarie locali nonché l’assunzione di rischi, anche diretti, sulle aziende
russe, per rispondere alle esigenze degli esportatori italiani. L’interazione con le
Banche russe si è estesa anche alle banche piccole e medie per un totale di 51 istituti
2 Sito della SACE www.sace.it/
7
accreditati di cui 24 hanno già utilizzato gli strumenti Sace per un valore totale di 580
milioni di Euro. Nell’ambito della sua attività di promozione e sostegno delle imprese
la Sace ha inoltre firmato Convenzioni Assicurative Quadro con varie Banche
italiane.
Il rimborso anticipato del debito da parte della Russia al “Club di Parigi” ha
prodotto effetti sulla posizione della Sace nei confronti della Russia. In primo luogo
si è ridotta l’esposizione verso il Paese, che ora concerne solo operazioni commerciali
in corso, per una quota di portafoglio del 12,6%. Inoltre, a seguito dei migliori
“ratings” assegnati al Paese si sono ridotti i premio (in media 5-10%) e ciò permetterà
l’assicurazione di un numero maggior di operazioni.
Il ruolo dell’Ufficio Sace di Mosca (aperto nel dicembre del 2005) e la
Convenzione con la compagnia Ingosstrakh si sono rivelati determinanti nel fornire
all’imprenditore italiano per lo più di dimensione medio - piccola, un servizio più
efficiente.
Anche la Simest ha adottato una posizione di apertura nei confronti della
Federazione Russa, finanziando operazioni finanziarie ed utilizzando una vasta
gamma di strumenti finanziari, quali le agevolazioni degli investimenti (legge 100/90),
le operazioni di penetrazione commerciale (legge 394/81), l’agevolazione dei crediti
all’esportazione (D.Lgs.143/98), nonché studi di fattibilità e programmi di assistenza
tecnica (D.Lgs.143/98). Dal 1999 al 2005 la Simest ha deliberato 89 operazioni per
un valore complessivo di 1.509 milioni di Euro. La Simest ha aperto insieme a
Mediobanca ed a Vneshekonombank una linea di credito del valore di 1,5 miliardi di
Euro per il finanziamento di grandi progetti industriali.
8
La Simest ha inoltre stanziato un fondo “ad hoc” di 70 milioni di Euro per la
Russia e l’Ucraina per il finanziamento di società miste (quota massima 49%) sulla cui
base sono state finora approvate le operazioni in Russia.3 Tale fondo è disponibile
per tutte le imprese italiane senza vincoli dimensionali. Gli interventi a valere sul
fondo sono aggiuntivi rispetto agli interventi di Simest ai sensi della legge 100/90.
2.2. Scelta del team di lavoro
Un’altra cosa da tenere sempre in considerazione è quella la scelta del team di
lavoro. Prima cosa da fare è studiare l’operazione in Italia con i propri consulenti.
Dopo la definizione del perimetro del progetto si avvia una negoziazione con la
controparte russa, per questo sarà molto opportuno avere un consulente giuridico
esperto in problematiche russe. Per la buona riuscita del progetto è fondamentale
avere la possibilità di utilizzare un professionista che conosca la cultura, la
giurisprudenza e i modi psicologici di una negoziazione con i russi. E’ necessario
individuare anche sul posto un riferimento istituzionale o professionale adeguato e di
fiducia. L’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata, la Camera di Commercio italiana, i
responsabili delle filiali di banche italiane possono offrire un’assistenza competente e
completa sia sulla potenzialità di Russia sia sui suoi pericoli, aiutando l’imprenditore a
selezionare e ottimizzare le opzioni collegate alla sua specifica opportunità di
business.
E’ molto importante inoltre la redazione di un business plan per definire il
tempo e la dimensione dell’investimento, per impostare in maniera adeguata le
3 Sito della SIMEST www.simest.it/
9
domande di autorizzazione presso le autorità russe. Si suggerisce la redazione di un
documento che tenga conto ovviamente delle valenze finanziarie ma anche di quelle
legali e fiscali che potrebbero impattare in maniera rilevante sullo sviluppo e gestione
dell’investimento.
2.3. Investimenti pubblicitari
Altro aspetto importante è la dimensione contenuta degli investimenti
pubblicitari. Il Centro Studi D&E sottolinea come un recente rapporto della Rbc, la
Rosbusiness Consulting moscovita, sul mercato pubblicitario in Russia citi appena
una dozzina di società italiane, tra le quali Benetton, Berloni, De Longhi, Indesit,
Pirelli, Scavolini, Zanussi, su oltre 520 principali società straniere presenti nel Paese.
In sintesi solo il 2% di tutte le imprese, mentre le vendite a valore delle imprese
italiane rappresentano circa il 5-6% delle importazioni russe. In altri termini, vi è una
larga parte del Made in Italy che si trova a competere sul mercato russo senza il
supporto di attività di comunicazione pubblicitaria. Situazione che ha risvolti
particolarmente critici in un mercato che si caratterizza per essere ancora “giovane”,
popolato da consumatori per i quali la pubblicità, introdotta solo di recente,
rappresenta ancora una novità e sui quali esercita, di conseguenza, un “potere”
maggiore rispetto a quello esercitato sugli acquirenti occidentali. Un prodotto non
pubblicizzato, è opinione comune, non merita di essere preso in considerazione,
mentre al contrario la pubblicità in sé è vista come la “certificazione” della qualità del
prodotto.
10
3. Aspetti giuridici
Per avere successo in Russia l’imprenditore italiano non deve sottovalutare le
problematiche giuridiche che possono con un approccio sbagliato causare lungaggini
o peggio rilevanti criticità nell’operazione immaginata. Il quadro normativo di
riferimento è materia ormai studiata e conosciuta dai professionisti che si dedicano
da tempo alla piattaforma del mercato russo, ma deve essere analizzato con cura in
base ad ogni obbiettivo da raggiungere, al fine di tutelarsi al meglio e razionalizzare
costi ed impegni. Una strategia che molte aziende italiane stanno iniziando a
condividere, rendendosi consapevoli sull’importanza di una buona preventiva
pianificazione che consideri l’intervento del legale nella fase preliminare di
costituzione degli obiettivi di progetto. L’ignoranza o l’inesistenza di un quadro
normativo locale potrebbe essere fatale per l’imprenditore.
3.1. Costituire una joint venture nella Federazione Russa
La scelta della forma legale dell’attività commerciale è una delle fasi più
importanti della costruzione del business in Russia. Il tipo di forma legale influenzerà
tutta l’attività dell’impresa, compreso i rapporti finanziari, fiscali e doganali. Quindi
l’imprenditore deve prestare speciale attenzione per determinare la forma d’impresa
più consona per il raggiungimento del risultato atteso. Strumento tipico nonché
unico nella costruzione della joint venture in Russia è la costituzione di una società
commerciale. Le procedure per costituire una società in Russia sono contenute nel
Codice Civile della Federazione Russa (di seguito C.C. FR) ed in alcune leggi
aggiuntive come:
11
 Legge Federale della FR “Sulle società a responsabilità limitata” n.
14-FZ dell’8 febbraio 1998 (di seguito LF S.r.l.);
 Legge Federale della FR “Sulle società per azioni” n. 208-FZ del 26
dicembre 1995 (di seguito LF S.p.A.);
 Ordinanza
della
Banca
Centrale
della
Federazione
Russa
“Sull’apertura e attività nella Federazione Russa degli uffici di rappresentanza
delle società bancarie” n. 02-437 del 07 ottobre 1997;
 Legge Federale della FR "Sugli investimenti stranieri nella FR" n. 154-
FZ del 9 luglio 1999.
Esistono diverse forme di persona giuridica in Russia, però generalmente per
costituire una società sono consigliate le seguenti:
- Società a responsabilità limitata, cd OOO
- Società per azioni, cd AO
Di fronte alla scelta di costituire una S.p.A. o una S.r.l. di diritto russo come
veicolo societario per i propri investimenti nella Federazione Russa, il potenziale
fondatore sceglierà una S.p.A. qualora debba avviare una collaborazione in forma
di joint venture con un partner locale (in considerazione dell’esistenza di una
più severa disciplina dei diritti dei soci di
minoranza
e
della mancata
previsione di un diritto di recesso inderogabile),
MENTRE SCEGLIERÀ UNA
FILIALE POSSEDUTA AL
S.R.L.
100% (IN
NEL CASO IN CUI VOGLIA COSTITUIRE UNA
CONSIDERAZIONE DELLA DISCIPLINA PIÙ
12
FLESSIBILE E DELLA MANCATA SOGGEZIONE ALLE DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI
STRUMENTI FINANZIARI).
UNA S.R.L.
È UN’ALTERNATIVA PIÙ FLESSIBILE RISPETTO AD UNA
S.P.A.
E
RECA GLI STESSI VANTAGGI, NELLA MISURA IN CUI LE PARTECIPAZIONI SONO INTESE
IN PERCENTUALE RISPETTO AL CAPITALE SOCIALE E I SOCI HANNO RESPONSABILITÀ
LIMITATA AI PROPRI CONFERIMENTI.
RICAPITOLANDO
LE
S.P.A. “CHIUSE”
E LE
S.R.L.
SONO IDENTICHE PER I
SEGUENTI ASPETTI ESSENZIALI:
-
IL NUMERO DEI SOCI NON PUÒ ESSERE SUPERIORE A
SUPERAMENTO
AUTOMATICA
DI
TALE
DELLA
LIMITE
FORMA
NUMERICO
SOCIALE
VI
IN
È
50
ED IN CASO DI
TRASFORMAZIONE
SOCIETÀ
PER
AZIONI
“APERTA”(ART. 88 C.C. FR, ART. 7 LF S.R.L., ART. 7 LF S.P.A.);
-
SUSSISTE UN INDEROGABILE DIRITTO DI PRELAZIONE A FAVORE DEI SOCI IN
CASO DI ALIENAZIONE DELLE AZIONI DA PARTE DI UNO DEI SOCI (ART.
94
C.C. FR, ART. 8 LF S.R.L., ART. 7 C. 3 LF S.P.A.);
-
ENTRAMBE POSSONO ESSERE COSTITUITE CON ATTO UNILATERALE, A
CONDIZIONE
CHE
IL
SOCIO
FONDATORE
NON
SIA
UNA
SOCIETÀ
UNIPERSONALE A SUA VOLTA (ART. 89 C.C. FR ART. 10 LF S.R.L., ART. 9 LF
S.P.A.);
-
ENTRAMBE
LE
FORME
SOCIETARIE
PREVEDONO
AMMINISTRATIVA BIPARTITA O TRIPARTITA
UNA
(ASSEMBLEA,
STRUTTURA
CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE (FACOLTATIVO) E ORGANO ESECUTIVO UNIPERSONALE O
COLLEGIALE) (ARTT. 91, 103 C.C. FR);
13
-
IL CAPITALE SOCIALE MINIMO È PARI A
VIGENTE
ALLA
DATA
DELLA
100
VOLTE IL SALARIO MINIMO
REGISTRAZIONE
DELLA
SOCIETÀ.
ATTUALMENTE IL CAPITALE SOCIALE MINIMO DI UNA S.R.L. E DI UNA S.P.A.
CHIUSA È PARI A 10.000 RUBLI (ART. 24 LF S.R.L., ART. 26 LF S.P.A.);
-
SONO AMMISSIBILI CONFERIMENTI IN DENARO O NATURA (ART.
87 C.C. FR,
ART. 15 LF S.R.L., ART. 25 LF S.P.A.);
-
LE
PROCEDURE DI REGISTRAZIONE SONO
DIFFERENZA CHE LE AZIONI DI UNA
PRESSO LA
S.P.A.
LE
STESSE
CON
L’UNICA
DEVONO ESSERE REGISTRATE
COMMISSIONE FEDERALE TITOLI
ANCHE SE NON SONO
DESTINATE AD ESSERE DIFFUSE PRESSO IL PUBBLICO DEI RISPARMIATORI
(ART. 52 C.C. FR, ART. 12 LF S.R.L., ART. 27 LF S.P.A.);
LE DIFFERENZE PRINCIPALI SONO LE SEGUENTI:
1. DIRITTO DI VOTO
MENTRE NELLA S.P.A. SECONDO VI È UN PRINCIPIO INDEROGABILE SECONDO
IL QUALE OGNI AZIONE DÀ DIRITTO AD UN VOTO IN ASSEMBLEA (L’ART.
S.P.A.),
NELLE
S.R.L.
51 LF
LO STATUTO PUÒ PREVEDERE CHE I DIRITTI DI VOTO SIANO
ASSEGNATI CON MODALITÀ CHE PRESCINDONO DALLA PARTECIPAZIONE AL
CAPITALE SOCIALE (ART.
8 LF S.R.L.). UN
AZIONISTA DI MINORANZA DUNQUE
POTREBBE AVERE IN SENO ALL’ASSEMBLEA GLI STESSI DIRITTI DI VOTO DI UN SOCIO
DI MAGGIORANZA.
PERCHÉ
L’ASSEMBLEA DI UNA
S.P.A.
SIA VALIDAMENTE
COSTITUITA, È NECESSARIA LA PRESENZA DI TANTI SOCI CHE RAPPRESENTINO
ALMENO IL 50% DEL CAPITALE SOCIALE (ART. 49 C. 1 LF S.P.A.).
14
PER
LA VALIDA APPROVAZIONE DELLA DELIBERA, È NECESSARIA LA
MAGGIORANZA RELATIVA DEI VOTI DEI SOCI PRESENTI, MENTRE PER ALCUNE
DELIBERE (QUALI AD ESEMPIO LA MODIFICA DELL’ATTO COSTITUTIVO E DELLO
STATUTO, LA RIORGANIZZAZIONE E LIQUIDAZIONE DELLA SOCIETÀ, L’ACQUISTO DI
AZIONI PROPRIE) LA MAGGIORANZA È DEL 75% DEI VOTI DEI SOCI PRESENTI (ART. 49
C. 2 LF S.P.A.).
PERCHÉ
L’ASSEMBLEA DI UNA
SECONDO L’ART.
S.R.L.
SIA VALIDAMENTE COSTITUITA,
37 C. 7 LF S.R.L. È NECESSARIA LA PRESENZA DI TANTI SOCI CHE
RAPPRESENTINO ALMENO IL
50%
DEL CAPITALE SOCIALE.
PER
LA VALIDA
APPROVAZIONE DELLA DELIBERA È NECESSARIA LA MAGGIORANZA QUALIFICATA
DEI VOTI DEI SOCI (E NON SOLTANTO DEI SOCI PRESENTI).
PER
ALCUNE DECISIONI (QUALI AD ESEMPIO LE MODIFICHE ALLO
L'INTRODUZIONE
DI
LIMITI
AI
DIRITTI
DEI
SOCI,
LA
CONFERIMENTI) LA MAGGIORANZA QUALIFICATA È PARI AI
STATUTO,
VALUTAZIONE
2/3
DEI
DEL CAPITALE
SOCIALE DETENUTO DA TUTTI I SOCI (ART. 27 C.8 LF S.R.L.).
2. EMISSIONE DI AZIONI DA PARTE DELLE S.P.A.
LA
NORMATIVA
DI
NATURA
REGOLAMENTARE RELATIVA
AI
VALORI
MOBILIARI STABILISCE CHE L’EMISSIONE DI AZIONI DA PARTE DI UNA
S.P.A.
ESSERE PRECEDUTA DALLA PUBBLICAZIONE DI UN PROSPETTO.
INOLTRE
CONSIGLIO
DI
AMMINISTRAZIONE
DEVE
IL
DEVE FORNIRE UN'INFORMAZIONE COMPLETA A
TUTTI I SOCI ALMENO UN MESE PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE DEL PROSPETTO(ART.
33 LF S.P.A.).
15
SI
NOTI CHE, ANCHE SE LE AZIONI DI UNA
S.P.A.
NON SONO DESTINATE AL
MERCATO, LA SOCIETÀ, CHE EMETTE DEI TITOLI AZIONARI, DOVRÀ REGISTRARSI
PRESSO L’AUTORITÀ DI VIGILANZA DEL MERCATO.
3. RESPONSABILITÀ DEI SOCI E DEGLI AMMINISTRATORI
L’ART. 56 C. 3
DEL
CODICE CIVILE
RUSSO PREVEDE CHE, NEL CASO IN CUI
L’INSOLVENZA DI UNA PERSONA GIURIDICA SIA STATA CAUSATA DA PERSONE CHE
HANNO IL POTERE DI DETTARE ISTRUZIONI VINCOLANTI PER LA SOCIETÀ O CHE
COMUNQUE HANNO LA FACOLTÀ DI DETERMINARE LE AZIONI DI TALE PERSONA
GIURIDICA
(DUNQUE
SOCI E AMMINISTRATORI), TALI PERSONE HANNO UNA
RESPONSABILITÀ SUSSIDIARIA PER LE OBBLIGAZIONI DELLA PERSONA GIURIDICA
NEL CASO IN CUI IL PATRIMONIO DELLA PERSONA GIURIDICA NON SIA SUFFICIENTE.
SI
NOTI CHE LA
LEGGE
SULLE
S.P.A.
LIMITA L’APPLICAZIONE DEL SUDDETTO
PRINCIPIO ALLE SOLE SITUAZIONI IN CUI GLI AMMINISTRATORI O I SOCI ABBIANO
UTILIZZATO IL PROPRIO POTERE DI CONTROLLO PER FAR COMPIERE ALLA SOCIETÀ
UN’OPERAZIONE, CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE TALE OPERAZIONE AVREBBE
DETERMINATO L’INSOLVENZA DELLA SOCIETÀ (ART. 2 LF S.P.A.).
È
NECESSARIO
TUTTAVIA
PRECISARE
CHE,
AI
SENSI
DEL
DIRITTO
COSTITUZIONALE RUSSO, LA LEGGE ORDINARIA NON PUÒ DEROGARE AL CODICE
CIVILE E PERTANTO L’APPLICABILITÀ DELLA PIÙ SEVERA NORMA CODICISTICA
POTREBBE ESSERE INVOCATA PER FAR VALERE IL PRINCIPIO PIÙ GENERALE ANCHE IN
MANCANZA DELL’EFFETTIVA CONSAPEVOLEZZA DELLO STATO DI INSOLVENZA
DELLA SOCIETÀ.
16
LA LEGGE
RESPONSABILITÀ
SULLE
S.R.L.,
DEGLI
INVECE, NON STABILISCE LIMITAZIONI ALLA
AMMINISTRATORI,
MA
INTEGRA
LE
PREVISIONI
CODICISTICHE, PREVEDENDO CHE GLI AMMINISTRATORI E GLI ALTRI ORGANI
ESECUTIVI RISPONDANO PER I DANNI PROVOCATI ALLA SOCIETÀ E DOVUTI A LORO
NEGLIGENZA (ART 2 LF S.R.L.).
Entrambe le leggi stabiliscono un obbligo di buona fede ed un dovere di
diligenza in capo agli amministratori. Si noti che la Legge sulle S.r.l. prevede una
responsabilità patrimoniale dei soci nel caso in cui i conferimenti in natura siano stati
sopravvalutati.
LA
RESPONSABILITÀ DEI SOCI È COMUNQUE LIMITATA ALLA DIFFERENZA DI
VALORE DEI CONFERIMENTI E NON PUÒ ESSERE FATTA VALERE DOPO TRE ANNI
DALLA DATA DELLA REGISTRAZIONE DELLA SOCIETÀ, NEL CASO IN CUI SI TRATTI DI
SOTTOSCRIZIONE INIZIALE DELLE QUOTE, O DALLA DATA DELLA MODIFICA
DELL’ATTO COSTITUTIVO IN CASO DI AUMENTO DI CAPITALE.
INFINE,
GLI AMMINISTRATORI POSSONO INCORRERE IN RESPONSABILITÀ
PENALE PER AVER DETERMINATO FRAUDOLENTEMENTE L’INSOLVENZA DELLA
SOCIETÀ.
4. RECESSO ED ESCLUSIONE DEL SOCIO NELLE S.R.L.
L’ART. 94
DEL
CODICE CIVILE E L’ART. 26
DELLA
LEGGE FEDERALE SULLE
S.R.L. PREVEDONO UN DIRITTO DI RECESSO INDEROGABILE A FAVORE DI OGNI SOCIO
DI
S.R.L.,
ESERCITABILE
IN
QUALSIASI
DELL’APPROVAZIONE DEGLI ALTRI SOCI.
MOMENTO
E
CONTESTUALMENTE
SENZA
NECESSITÀ
ALL’ESERCIZIO DEL
DIRITTO DI RECESSO, IL SOCIO HA DIRITTO ALLA LIQUIDAZIONE DELLA PROPRIA
17
QUOTA CALCOLATA NON TANTO SULLA BASE DEL SUO VALORE NOMINALE, QUANTO
SULLA PERCENTUALE DEL PATRIMONIO SOCIALE, CALCOLATA IN PROPORZIONE ALLA
PARTECIPAZIONE.
SI
NOTI INOLTRE CHE IN UNA
PARTECIPAZIONE SUPERIORE AL
10%
S.R.L.
IL SOCIO CHE DETENGA UNA
DEL CAPITALE SOCIALE, HA DIRITTO DI
RICHIEDERE ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA L’ESCLUSIONE DI UN SOCIO CHE ABBIA
VIOLATO I PROPRI OBBLIGHI ED ABBIA QUINDI RESO PIÙ DIFFICILE O IMPOSSIBILE
L’OPERATIVITÀ DELLA SOCIETÀ.
In conclusione, si può affermare che la S.p.a. è una società con una maggiore
tutela dei diritti dei soci di minoranza, una meno severa disciplina della responsabilità
di soci e amministratori, un più circoscritto diritto dei soci di recedere dalla società.
ESSA
È DUNQUE UN VEICOLO PIÙ ADATTO PER UN INVESTITORE STRANIERO
CHE VOGLIA COSTITUIRE UNA JOINT VENTURE CON UN PARTNER RUSSO.
DIVERSAMENTE,
UNA
S.R.L.
È MAGGIORMENTE ADATTA ALL’INVESTITORE
STRANIERO CHE VOGLIA COSTITUIRE UNA FILIALE CONTROLLATA AL
100%,
IN
QUANTO ESSA È PIÙ FLESSIBILE E MENO COSTOSA DA MANTENERE.
3.2. Costituzione di una società mista
La costituzione delle società miste non differisce da quella delle normali società
russe. In alcuni casi, nella costituzione delle società miste si impone l'espletamento di
perizie ecologiche, o sanitario-epidemiologiche. Il capitale sociale della società mista,
indipendentemente dalla forma o associazione economica in cui essa è costituita,
dovrà essere non inferiore alla misura della remunerazione minima del lavoro
moltiplicata per mille. Le società con investimenti stranieri dovranno essere registrate
18
presso gli organi di registrazione locali (a Mosca: la Camera di Registrazione di
Mosca) e devono essere iscritte nella lista federale delle imprese. Le società con
investimenti stranieri acquisiscono i diritti di persona giuridica dal momento della
loro registrazione statale. Per la registrazione statale della società mista gli investitori
stranieri devono presentare i seguenti documenti (art. 52 C.C. FR, art. 10 LF S.r.l.,
art. 13 LF S.p.A.):
a) richiesta di registrazione
b) documenti costitutivi (Statuto, Atto Costitutivo)
c) certificato di registrazione o documento equivalente come il Certificato di
iscrizione alla C.C.I.A.
d) una dichiarazione bancaria di referenze .
e) delibera del Consiglio di Amministrazione della società (od organo
equivalente) di costituire la società in Russia.
Per la registrazione statale degli uffici di rappresentanza e delle filiali delle
persone giuridiche straniere occorrono:
a) richiesta scritta di registrazione
b) documenti costitutivi (Statuto, Atto costitutivo).
c) certificato di registrazione o documento equivalente come il Certificato di
iscrizione alla C.C.I.A.
d) una dichiarazione bancaria di referenze.
19
e) una procura al Capo dell’ufficio di rappresentanza o al Direttore della filiale.
f) regolamento della rappresentanza della società nella Federazione Russa o il
regolamento della filiale.
g) delibera del Consiglio di Amministrazione della società od organo
equivalente di aprire un ufficio di rappresentanza o la filiale nella Federazione Russa.
h) due lettere di referenze da parte di organizzazioni/società russe con le quali
si sono intrattenuti rapporti di affari.
3.3. Questioni fiscali
Le persone giuridiche in Russia sono soggette a revisione contabile obbligatoria
e devono sottoporre alle autorità fiscali della città o regione in cui sono registrate i
loro libri contabili, con profitti e perdite. Le imprese devono inoltre sottoporre ogni
trimestre alle autorità fiscali un resoconto finanziario, che includa anche l'indicazione
dei profitti tassabili.
Secondo l’art. 246 del Codice Fiscale della Federazione Russa (di seguito C.F.
FR) la quota generale dell’aliquota fiscale è di 24 %, di cui: all’erario fedele 7,5%,
all’erario regionale 14,5%, all’erario municipale 2%. Le regioni possono ridurre
l’aliquota generale del 4%.
Sono esplicitamente deducibili, perché associate alla produzione e alla vendita
senza una specifica limitazione (art. 251 C.F. FR):
-
servizi di consulenza;
-
servizi legali;
-
spese per la formazione del personale;
20
-
pagamenti periodici per l’uso di diritti di proprietà intellettuale (marchi e
brevetti);
-
“altre” spese associate alla produzione e/o alle vendite.
Le spese di ricerca e sviluppo sono generalmente deducibili per un periodo di 3
anni. Sono deducibili in 3 anni ma al 70% le spese di ricerca e sviluppo sostenute per
sviluppare e creare nuove tecnologie, migliorare la tecnologia già in uso che però non
hanno raggiunto risultati positivi. Le spese di riparazione sono pienamente deducibili,
valgono però le seguenti eccezioni (art. 264 C.F. FR):
-
le spese di riparazione sostenute in un periodo fiscale ed eccedenti il 10%
del costo storico del bene sono deducibili in un periodo di 5 anni;
-
le spese di riparazioni di alcuni beni sono deducibili per tutto il ciclo di
vita utile dell’immobilizzazione;
-
spese di assicurazione di immobili;
-
spese pubblicitarie (pubblicità su mass media, gadget aziendali, spese per
partecipazioni fieristiche).
Tra Russia e Italia esiste l’accordo contro la doppia imposizione: gli interessi si
pagano al 10%, i dividenti al 10%, le royalties a 0%. Le imprese hanno l’obbligo di
versare all’erario un anticipo sull’imposta sull’utile previsto nel trimestre. Gli anticipi
vengono versati non oltre il 28 di ogni mese nella misura di 1/3 della quota prevista
per il trimestre.
Secondo l’art. 164 c. 3 C.F. RF l’aliquota IVA ordinaria è del 18%. L’aliquota
ridotta per i prodotti alimentari (non sottoposti ad accise) e per prodotti per l’infanzia
e alcune categorie di medicinali è del 10% (art. 164 c.2 C.F. RF). E’ liquidata una
volta al mese (se l’incasso mensile supera il milione di rubli) o una volta al trimestre. I
21
cespiti importati sul territorio della Federazione Russa come apporto di un socio
straniero al capitale di una società vengono esentati da IVA, e da dazi doganali, nel
caso in cui:
-
non si tratti di merce soggetta ad accisa;
-
si tratti di beni strumentali necessari al processo produttivo;
-
venga importata entro i termini indicati nei documenti costitutivi;
-
non abbia un valore superiore alla quota del socio straniero riportata nei
documenti;
-
siano destinati a restare nel processo produttivo per non meno di un anno;
-
abbiano un valore superiore a 100 MROT (222 euro);
in caso di vendita di tali cespiti, essi saranno soggetti al pagamento dei dazi
come calcolati al momento dell'effettiva importazione in conformità alla legislazione
doganale vigente nella FR.
3.4. Le garanzie per gli investimenti stranieri
L’imprenditore italiano deve tenere presente che nell’ordinamento giuridico
russo esistono garanzie per gli investimenti stranieri. Il trattamento legale delle attività
degli investitori esteri e del profitto ritratto dagli investimenti non sarà meno
favorevole al trattamento legale delle attività e del profitto ritratto dagli investimenti
effettuati da investitori russi, con le eccezioni previste da leggi federali. Eccezioni
limitative alle attività che gli investitori esteri possono svolgere devono essere stabilite
da leggi federali nei casi in cui dette attività dovessero riguardare il sistema
costituzionale, sanitario, la difesa e la sicurezza nazionale. Eccezioni di favore sotto
22
forma di privilegi per gli investitori stranieri possono essere stabilite per ragioni di
sviluppo sociale ed economico nella Federazione Russa. I tipi di privilegio e le
modalità di attuazione devono essere stabiliti dalla legislazione della Federazione
Russa. Di seguito le principali garanzie stabilite dall’ordinamento russo (art. 60 C.C.
FR):
-
garanzia della protezione legale per le attività degli investitori esteri sul
territorio della Federazione Russa;
-
garanzia per l’utilizzo da parte dell’investitore estero delle varie forme di
investimento sul territorio della Federazione Russa;
-
garanzia della cessione dei diritti e doveri di un investitore estero nei
confronti di terzi;
-
garanzia di risarcimento in caso di nazionalizzazione dei beni di un
investitore estero o di un’organizzazione commerciale con un investimento
estero;
-
garanzia contro le modifiche nella legislazione della Federazione Russa
sfavorevoli all’investitore estero e l’organizzazione commerciale con un
investimento estero;
-
garanzia della risoluzione di una disputa derivante dall’investimento di un
investitore estero e da attività imprenditoriali sul territorio della
Federazione Russa nel corso di un giusto processo;
-
garanzia per l’uso sul territorio della Federazione Russa e trasferimento
all’estero di guadagni, profitti ed altri importi ricevuti legittimamente sul
territorio della Federazione Russa;
23
-
garanzia del diritto dell’investitore estero di esportare dalla Federazione
Russa senza ostacolo beni ed informazioni in forma documentale o
elettronica originariamente importati nel territorio della Federazione Russa
come investimento estero;
-
garanzia del diritto dell’investitore estero di acquisire titoli e valori
immobiliari;
-
garanzia della partecipazione alla privatizzazione dell’investitore estero;
garanzia dell’investitore estero al possesso di appezzamenti di terreno, di altre
risorse naturali, costruzioni, strutture ed altri beni immobili.
3.5. Contenzioso
Una delle patologie di un accordo, di qualsiasi natura, fra un imprenditore
estero e un partner russo è un eventuale contenzioso. II sistema giudiziario della
Federazione Russa è composto da tribunali ordinari, arbitrali e dai tribunali dei terzi.
I tribunali ordinari si occupano delle cause penali e civili tre persone fisiche e
giuridiche in cui sono coinvilte le società russe con partecipazione di capitale
straniero o le società al 100% di capitale straniero.
Per intentare una causa economica l’attore dovrà pagare allo Stato una tassa
statale che gli potrà essere rimborsata al termine della causa in caso d'esito
favorevole.
Tribunali arbitrali statali esaminano controversie commerciali, connesse
all’attività imprenditoriale, le cui parti sono le società e gli imprenditori ovvero
persone fisiche. Il primo grado dei tribunali arbitrali statali è rappresentato dai
24
tribunali arbitrali dei soggetti della Federazione (ad esempio il Tribunale arbitrale di
Mosca), il grado di appello è rappresentato dai arbitrali d’appello (a Mosca il
Tribunale arbitrale d’appello N. 9), mentre i tribunali di cassazione sono i tribunali
arbitrali federali dei corrispettivi distretti (a Mosca e nella Regione di Mosca è il
Tribunale arbitrale Federale del distretto di Mosca). Il supremo organo giudiziario
che esamina le controversie di carattere economico e le altre cause di competenza dei
tribunali arbitrali è la Corte arbitrale Suprema della Federazione Russa che effettua il
controllo di legittimità dell’attività dei tribunali arbitrali, e determina i criteri e gli
indirizzi con riferimento al procedimento giudiziario.
In conformità alla Legge federale del 24.07.2002 № 102-FZ “Sui tribunali del
terzo nella Federazione Russa”, la causa può essere trasferita all’esame del tribunale
del terzo solo con il consenso delle parti espresso in forma scritta. La clausola
arbitrale può essere inclusa nel testo del contratto stesso oppure stipulata con un
accordo separato. L’effetto della clausola può essere esteso sia alle controversie (o su
certi tipi di controversia) che possono sorgere in futuro, sia a quelle esistenti al
momento della stipula dell’accordo.
Vi sono due tipi di tribunali terzi, secondo i modi di formazione. Il primo è il
tribunale del terzo che è formato dalle parti per la risoluzione di una controversia
concreta. Le modalità di formazione di tale tribunale, la procedura che dovrà essere
seguita per l’esame della causa nonché la sua composizione vengono stabilite
dall’accordo delle parti, in conformità alle regole imperative della Legge “Sui tribunali
del terzo nella Federazione Russa”. I tribunali del secondo tipo sono i tribunali dei
terzi permanenti che sono costituiti presso diverse organizzazioni in base alla
deliberazione di tale organizzazione sulla costituzione di un tribunale arbitrale (del
25
terzo) permanente. L’attività di tali tribunali del terzo è regolata dalle Disposizioni o
Regolamento sul tribunale permanente del terzo che vengono approvati dalla
rispettiva organizzazione. Quest’ultima approva anche l'elenco degli arbitri che può
essere obbligatorio o solamente indicativo per le parti in causa.
Esistono anche le organizzazioni di arbitrato commerciali internazionali
che vengono anch’esse considerate come tribunali terzi; la loro attività è regolata dalla
legge della Federazione Russa del 07.07.1993 № 5338-1 “Sull’arbitrato commerciale
internazionale”.
Per esempio, tali organizzazioni sono: il Tribunale arbitrale
internazionale di commercio e la Commissione arbitrale marittima costituiti presso la
Camera di commercio e industria della Federazione Russa. Nonostante lo scopo della
costituzione di essi sia la composizione delle controversie internazionali, in realtà
detti tribunali possono esaminare praticamente qualsiasi causa commerciale nel caso
in cui esista un accordo tra le parti ed a condizione che la lite sia sorta da una attività
commerciale internazionale e che almeno una delle parti si trovi all’estero, oppure
che la controversia sia sorta tra società con partecipazioni straniere.
Se i tribunali terzi hanno indubitabili pregi rispetto a quelli ordinari tuttavia
bisogna segnalare che gli stessi hanno dei limiti circa la loro competenza; essi, infatti,
non possono prendere misure cautelari, come ad esempio il sequestro dei beni del
debitore; per queste come per altre misure di garanzia, chi ha interesse deve
comunque rivolgersi al competente tribunale statale (secondo la natura della causa il
tribunale può essere il tribunale arbitrale oppure il tribunale ordinario) il quale,
qualora esistano le ragioni, applica dette misure art. 423 C.P.C. FR).
Il principale pregio dei tribunali del terzo è senz’altro la durata della causa, più
breve rispetto ai tribunali statali ed una maggiore obbiettività.
26
L’esecutività della decisione del tribunale terzo è effettuata dal tribunale
competente al rilascio del titolo esecutivo. Detta decisione, si presume ovviamente
abbia carattere definitivo; le ragioni per cui il tribunale statale può rifiutare il rilascio
del titolo esecutivo sono: l’invalidità della clausola arbitrale, l’incompetenza del
tribunale del terzo ad esaminare la causa e altre cause di illegittimità di carattere
processuale, oppure la contraddizione della decisione con i “principi del diritto
russo”; nel caso del Tribunale arbitrale internazionale di commercio (MKAS) visto
sopra la causa principale può essere la contraddizione con “l’ordine pubblico della
Federazione Russa”.
Al di là delle ragioni che possono portare ad accettare la proposta della
controparte russa che insista per ricorrere all'arbitrato nel proprio paese, si dovrà
tenere presente la possibilità di far svolgere l’arbitrato presso una camera arbitrale
internazionale che meglio garantisca un territorio neutrale.
In genere, i paesi dell'ex Patto di Varsavia dimostrano spesso una preferenza
per le camere arbitrali di Vienna e di Stoccolma presso le rispettive camere di
commercio, essendo queste le istituzioni che nei passati decenni hanno
amministrato arbitrati tra aziende occidentali e soggetti dell'area Est europea.
Qualora si preferisca una camera arbitrale in territorio neutrale, le imprese
straniere devono superare alcuni problemi per far eseguire in Russia il lodo
arbitrale reso all'estero. Alcune difficoltà possono sorgere nell'esecuzione di lodi
arbitrali stranieri quando il destinatario del provvedimento è domiciliato o ha sede
all'estero, in quanto il codice di procedura russo fa riferimento, per l’esecuzione
del lodo, all'autorità del giudice del luogo in cui il debitore ha domicilio o sede in
Russia (artt. 408 e 409 C.P.C. FR). Contro l'esecuzione si può proporre ricorso
27
alla Corte di Cassazione o alla suprema corte arbitrale federale (art. 336 C.P.C.
FR). La seconda interviene rivedendo il provvedimento solo in casi eccezionali.
Qualora non vi siano questioni di competenza o giurisdizione, il lodo sarà
reso esecutivo entro un periodo che varia tra i sei e i venti mesi dalla
presentazione della domanda al competente tribunale, analogamente a quanto
avviene per ottenere l'esecuzione delle sentenze dei tribunali russi (art. 409 C.P.C.
FR).
4. Conclusioni
Un’analisi compiuta dal Centro Studi di Mosca ha evidenziato i principali errori
che le aziende italiane dovrebbero evitare di commettere per realizzare affari in
Russia:
1. Non considerare la Russia come un mercato di approccio tattico, nel quale
operare solo per compensare la stagnazione dei mercati europeo e
americano, ma considerarlo un mercato strategico dove sviluppare una
presenza commerciale o produttiva permanente;
2. Non considerare la Russia un mercato di “secondo livello”, dove proporre
beni di seconda scelta, poiché si tratta già di un mercato molto sofisticato,
soprattutto nelle grandi città;
3. Non sottovalutare l’entità degli investimenti da effettuare per l’ingresso
nel mercato e per stabilirvi una presenza stabile. In particolare, pubblicità e
informazione sui prodotti hanno un’importanza maggiore che in altri
mercati;
4. Non valutare gli interlocutori russi poco affidabili. Potrebbe senz’altro
accadere, ma non va dimenticato che per un imprenditore russo anche un
28
operatore italiano è spesso considerato meno affidabile di uno tedesco o
scandinavo;
5. Non essere troppo lenti e “burocratici”: la Russia è un mercato dinamico,
competitivo e pronto ad accogliere tutte le novità;
6. Non dimostrare eccessiva incertezza nell’affrontare rischi imprenditoriali,
mostrando una tendenza all’assistenzialismo di impresa;
7. Non limitarsi ad un approccio prevalentemente commerciale, in un
mercato in cui la presenza di investimenti produttivi stranieri, soprattutto
in taluni settori, come l’alimentare, l’automobile, l’abbigliamento, i
mobili, i materiali da costruzione, è sempre più determinante.4
Come abbiamo visto le possibilità d’investimento in Russia sono infinite, ci
vuole grande spirito imprenditoriale e desiderio di fare. Prendendo in considerazione
tutte le informazioni e consigli soprascritti e agendo con prudenza e con legalità
l’imprenditore italiano può conseguire buoni risultati nella Federazione Russa.
4 Sito del Centro Studi di Mosca http://socio-fond.com/
29
Bibliografia
1. V. Belov, Diritto tributario, Mosca, 2008
2. Y. Gercikova, La pratica internazionale di commercio,
rev. dir. int., 2005, Russia, p. 15-16
3. P. Gilkin, La Joint Venture In Russia, rev. dir. Int., 1999,
Russia, p. 13-16
4. E. Khalivinskaya, L’organizzazione e la contabilità delle
imprese estere in Russia, Mosca, 2007
5. N. Moiseev, Il marketing internazionale, Mosca, 1998
6. A. Morozov, La storia di Joint Venture in Russia, Rev.
dir. int., 1998, Russia, p. 7-9
7. N. Petrovsky, I. Spiridonov, S. Barsukova, Il marketing
internazionale, Mosca, 2001
8. V. Ribakin, L. Baldin, L’economia internazionale,
Mosca, 2000
9. G. Semeko, La Joint Venture, Mosca, 2005
10.
V. Sereguin, La contabilità in Russia, 2008, Russia,
p. 3-5
11.
U. Sherbanin, L’economia internazionale, Rev. dir.
int., 2006, Russia, p. 6-9
30
12.
S. Siline, M. Afanasieva, Le imprese estere in
Russia, Mosca, 2001
13.
L. Strovsky, L’attività economica estera d’impresa,
Mosca, 2001
Siti Web
14.
Sito
della
camera
di
commercio
http://www.cameradicommercio.it/
15.
Sito della camera del commercio e dell’industria
russa http://www.tpprf.ru/
16.
Sito della SACE www.sace.it/
17.
Sito della SIMEST www.simest.it/
18.
Sito del quotidiano economico “Il sole 24 ore”
http://www.ilsole24ore.com/
19.
Sito
del
sistema
giuridico
di
consulenza
http://www.consultant.ru/
20.
Sito del Centro Studi di Mosca http://socio-
fond.com/
31