Programmare il trattamento in base ai tre pilastri

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Programmare il trattamento in base ai tre pilastri
Programmare il trattamento in
base ai tre pilastri
IAH AC – Programmare il trattamento in base ai
tre pilastri
© IAH 2007
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Sviluppo della malattia
© IAH 2007
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Quando si pianifica un approccio terapeutico per il trattamento di una patologia,
è importante ricordare che una malattia ha una progressione ben definita
all’interno dell’organismo.
Innanzitutto, il corpo umano affronta qualsiasi disturbo presente a livello del
sistema di autoregolazione; tuttavia, nel caso in cui tale sistema non funzioni
correttamente oppure sia sovraccarico, il processo patologico colpisce la matrice
e infine le cellule.
In base allo stadio della malattia, si utilizzano in maniera diversa i cosiddetti tre
pilastri del trattamento omotossicologico.
Questo è l’argomento principale che verrà affrontato in questa lezione.
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Ogni processo patologico di un paziente
rappresenta una sorta di “viaggio” per il medico …
• Per compiere un viaggio, è necessario:
• Disporre di una carta geografica
• Conoscere il territorio che si intende attraversare
• Scegliere il mezzo di trasporto appropriato
• Scegliere il combustibile adatto
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Al fine di elaborare un piano terapeutico strutturato, è necessario seguire le
fasi convenzionali per potere formulare una diagnosi. Tuttavia, nell’ambito
dell’omotossicologia, vengono presi in considerazione altri fattori, fra cui
l’anamnesi tossicologica, nonché altri vari fattori che possono avere influito su
tale paziente.
Per elaborare qualsiasi piano terapeutico generale, bisogna sapere da dove
iniziare ed è necessario disporre anche di uno strumento per monitorare i
progressi o l’evoluzione dei pazienti.
Tramite gli esami tradizionali del sangue, spesso non è possibile monitorare tutte
le malattie in base a marker sierici oppure i risultati dei test non sono correlati allo
stato patologico (es. fattore reumatoide in caso di artrite reumatoide oppure
carica virale nell’epatite C).
Pertanto, è utile disporre di uno strumento diverso per valutare i progressi di un
paziente e per sapere quando è necessario aggiustare il trattamento.
Nel campo dell’omotossicologia, si utilizza a tale scopo la Tavola delle sequenze
patologiche (Disease Evolution Table - DET).
Questa tavola è descritta nell’ambito di altre lezioni.
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Programmare il trattamento con farmaci
omotossicologici
• La carta geografica − La Tavola delle sequenze patologiche
• Il territorio − Il sistema immunitario potenziato
• Il mezzo di trasporto − I tre pilastri
• Il combustibile − I farmaci con diverse combinazioni
• In base alle classi farmacologiche (sostanze vegetali,
minerali, catalizzatori, ecc.)
• In base alla composizione (farmaci di base, farmaci
composti, homaccord, ecc.)
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Nell’ambito dell’omotossicologia, la DET rappresenta la carta geografica.
Questa tavola è utile per un paio di motivi che verranno spiegati più avanti.
Il territorio su cui si opera è il cosiddetto sistema immunitario potenziato, che
include tutti gli organi coinvolti nei meccanismi di autoregolazione; pertanto, è il
sistema effettivo in cui avvengono i processi di difesa. Si utilizzano i tre pilastri
per controllare il sistema immunitario potenziato.
I tre pilastri rappresentano il trattamento di fondo per i sistemi di regolazione
nella DET.
Infine, i farmaci possono essere impiegati più specificatamente per conseguire
obiettivi differenti nell’ambito dei diversi pilastri ed è necessario prendere la
decisione corretta a tale riguardo.
4
Perché la DET è uno strumento valido?
• Consente di formulare la prognosi
•
•
del paziente
Consente di programmare e
aggiustare la terapia
Consente di monitorare i
progressi dello stato di salute
durante il trattamento
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La DET è uno strumento pratico:
Innanzitutto, questa tavola può dare un’idea della capacità di regolazione di
riserva di un paziente. Se la patologia si trova sul lato sinistro della divisione
biologica, significa che è ancora in grado di attuare i sistemi di regolazione. Per
contro, se la patologia si trova sul lato destro della divisione biologica, è risaputo
che tale soggetto può soltanto disporre dei meccanismi di compensazione e in
questi pazienti è necessario stimolare i sistemi di regolazione. Gli strumenti
indicati nelle due parti distinte, separate dalla divisione, sono diversi.
Pertanto, la DET è utile per programmare un trattamento e, inoltre, fornisce
un’indicazione della prognosi e della necessità di impiegare terapie concomitanti,
ma indica anche se un paziente deve ancora seguire in concomitanza la terapia
allopatica adiuvante. Migliori sono le capacità di regolazione di un paziente,
minore è la necessità del soggetto di ricorrere a un supporto supplementare
fornito dai farmaci allopatici.
Una volta scelta la terapia, la DET può essere utilizzata in realtà anche per
monitorare il trattamento.
Gli intervalli di tempo in cui i pazienti vengono riesaminati devono essere più
lunghi, se la patologia sono classificati inizialmente a sinistra della divisione
biologica.
Un intervallo appropriato corrisponde a 6 settimane ogni volta, per potere
constatare se il paziente ha fatto eventuali cambiamenti in direzione della
progressione dello stato di salute o verso la guarigione.
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Ev
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La progressione della malattia rappresenta un peggioramento delle condizioni
cliniche che determina uno spostamento verso il lato destro della DET.
La progressione della malattia può essere monitorata in molte patologie moderne
fra cui, per esempio, l’epatite C che evolve in steatosi epatica (fegato grasso),
fibrosi e probabilmente persino in un tumore maligno.
Anche nelle malattie quali la sindrome metabolica e il diabete, si osserva una
progressione analoga (in caso di diabete si passa dall’infiammazione ad uno
stato infiammatorio cronico, nonché un’incidenza più elevata di tumori maligni).
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L’evoluzione della salute
implica un movimento opposto (o un miglioramento).
Questo aspetto è molto importante nell’ambito del trattamento dei pazienti con
farmaci omotossicologici.
Pertanto, l’obiettivo del trattamento è vedere che la patologia si sposta da destra
a sinistra sulla tavola.
I soggetti collocati sul lato destro della tavola evidenziano spesso un “quadro di
rigidità”, di conseguenza non sviluppano una banale malattia acuta durante uno
stadio patologico cronico (es. artrite reumatoide e tumori maligni).
L’infiammazione acuta in assenza di fibrosi è un fenomeno positivo, che ha uno
scopo ben preciso. Pertanto, è un processo che si vorrebbe riscontrare quando i
pazienti vengono sottoposti a una terapia biologica.
Non tutti i soggetti si muovono verso l’evoluzione dello stato di salute in questo
modo, poiché molti pazienti manifestano semplicemente alcuni fenomeni che
rientrano nella fase di deposito, per esempio un aumento delle appendici
cutanee, mentre l’infiammazione acuta è una manifestazione molto forte tramite
la quale si può comprendere che le condizioni di un paziente stanno migliorando.
In questo caso, il problema consiste spesso nell’indurre la comparsa di reazioni
acute, che scompaiono senza cronicizzare e nel contempo risolvono
l’infiammazione cronica non associata a fibrosi.
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Classificazione del paziente nella DET
• Vedere il diagramma di flusso riportato nella DET − Esercizi
pratici (es. linfoma)
Dedifferenziazione
Linfodermale
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Pertanto, la prima fase consiste nel classificare il paziente nella tavola delle
omotossicosi (DET), che è stata creata in base al seguente diagramma di flusso.
(vedi la diapositiva successiva)
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L’importanza dell’asse orizzontale
• Dà un’idea della capacità di
•
•
regolazione del paziente di fronte
alla tossina e rispecchia le
condizioni attuali del soggetto
Attraverso l’anamnesi, si possono
seguire le fasi precedenti del
paziente
Il trattamento è programmato
sempre in base alla fase più
distante indicata sul lato destro
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L’asse orizzontale dà un’idea della capacità di regolazione del paziente in
presenza di un carico di tossine. La malattia, così come si manifesta, è un segno
dei meccanismi mirati di difesa dell’organismo.
Pertanto, la progressione della malattia è indice del successo o del fallimento dei
meccanismi di regolazione del sistema immunitario.
Prendendo in esame la classificazione riportata sul lato estremo destro della
tavola, si registrano le condizioni attuali del soggetto in tempo reale.
Pertanto, anche il trattamento inizia in questa fase.
Fare riferimento alla lezione riguardante la DET per avere maggiori dettagli su
come utilizzare questa tavola.
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L’importanza dell’asse verticale
• Fornisce un’indicazione del
•
•
•
tessuto maggiormente colpito nel
paziente
Potrebbe avere una
predisposizione genetica
La struttura di minore resistenza
Gli strati embriologici consentono
di trattare diversi strati nello
stesso organo e di monitorare
anche la malattia all’interno dello
stesso organo
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L’asse verticale fornisce informazioni sul tessuto in cui il paziente è stato
vulnerabile allo sviluppo della malattia.
Pertanto, potrebbe essere determinato geneticamente.
Le conoscenze acquisite sui cosiddetti polimorfismi di singoli nucleotidi (Single
Nuclear Polymorphism – SNP) nell’ambito della genomica spiegano molti di
questi effetti.
In quanto razza umana, gli individui hanno sostanzialmente tutti i geni identici
(99,99%), ad eccezione di una percentuale pari allo 0,01% che è variabile e
spiega le risposte diverse dei vari soggetti nello stesso ambiente.
Questi SNP stanno emergendo come possibili fattori predittivi della
predisposizione dei pazienti a sviluppare determinate malattie.
Per esempio, se diversi soggetti sono esposti al trattamento con cortisone nel
corso di un periodo di tempo, non tutti i manifesteranno tutti gli effetti collaterali e
allo stesso grado in tutti gli apparati dell’organismo.
Per esempio, si vedrà che alcuni soggetti sviluppano un’ulcera gastrica, altri
l’osteoporosi, altri ancora una sindrome metabolica e il diabete, mentre altri il
morbo di Cushing.
Suddividendo i tessuti in base alla loro rispettiva origine embriologica, è possibile
anche monitorare le variazioni della malattia all’interno degli stessi organi. Per
esempio, l’asma può spostarsi verso l’evoluzione dello stato di salute a partire
dalla fase respiratoria endodermale e organodermale, passando attraverso la
fase endodermale e mucodermale, come avviene in caso di bronchite acuta.
Questa è una variazione positiva nell’ambito dell’evoluzione della malattia.
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Il territorio
Il sistema di autoregolazione
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Il sistema di autoregolazione
Il sistema
immunitario
L’asse ormonale
ipotalamicoipofisario
Il sistema
nervoso
Respirazione
cellulare
I riflessi
neurali
Il fegato
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Le superfici
mucosali
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Il sistema di autoregolazione assicura l’omeostasi in un organismo aperto, come
il corpo umano. Pertanto, quando un agente di disturbo penetra nell’organismo
oppure è presente un’alterazione interna nell’omeostasi (es. sovrapproduzione di
ormoni e neurotrasmettitori), l’intero organismo che è interconnesso reagisce
contemporaneamente.
Tuttavia, date le differenze individuali menzionate in precedenza, alcuni pazienti
hanno un punto debole in uno apparato, altri soggetti in un altro.
Per esempio, i pazienti sottoposti a un livello elevato di stress (per esempio
bambini) avranno minori capacità di regolare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene,
quando saranno più grandi.
Di conseguenza, questi soggetti possono essere maggiormente predisposti a
manifestare un esaurimento delle ghiandole surrenali o persino lo sviluppo di
sindromi immunitarie.
In questi casi, spesso è meglio scegliere i prodotti previsti nel pilastro della
regolazione immunitaria o del rafforzamento degli organi, per includere un
estratto dell’ipotalamo e anche della ghiandola surrenale, come sono contenuti
per esempio in Vis-Heel*, oppure impiegare Berberis-Homaccord per un periodo
di tempo più lungo, dato che questo farmaco ha un tropismo per la ghiandola
surrenale.
*Vis-Heel è chiamato Tonsilla compositum in altri paesi
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Sistemi di regolazione
• Tre caratteristiche:
• Interazione
• Feedback
• Oscillazione e ritmo
• Si intende ripristinare e monitorare tutte e tre le funzioni
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I farmaci omotossicologici sono adatti per ripristinare la funzione del sistema di
autoregolazione, poiché non interferiscono con i normali meccanismi di feedback
negativo del sistema di autoregolazione (supportano semplicemente gli organi del
sistema di autoregolazione).
In caso di trattamento degli organi del sistema di autoregolazione, è necessario
monitorare e ripristinare la seguente funzione: l’interazione tra i vari apparati
organici.
In realtà, è possibile intervenire nel sistema da qualsiasi punto, ad esempio
attraverso il sistema immunitario, il sistema endocrino, la matrice oppure il fegato
tramite il processo di disintossicazione.
Nella maggior parte dei casi, si interviene nel fegato e nella matrice, poiché
questa è la struttura che garantisce la comunicazione corretta tra i diversi sistemi
di regolazione. In alcuni casi, si interviene nell’organismo attraverso innanzitutto il
sistema immunitario, per esempio in presenza di una malattia che colpisce gli
organi di disintossicazione (es. l’epatite C).
In altri casi, è auspicabile supportare innanzitutto l’intero organismo, per esempio
in molti pazienti deboli affetti da tumori maligni, in cui non si desidera indurre
un’evoluzione dello stato di salute in maniera troppo aggressiva. In questi casi, è
necessario innanzitutto fornire un supporto agli organi.
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Sistemi di regolazione
• Tre caratteristiche:
• Interazione
• Feedback
• Oscillazione e ritmo
• Si intende ripristinare e monitorare tutte e tre le funzioni
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È importante monitorare il sistema di feedback negativo. In presenza di
condizioni fisiologiche normali, è prevista sempre una contromisura che viene
attuata immediatamente tramite tutti i processi attivi dell’organismo. Di
conseguenza, in presenza di infiammazione, si attivano le citochine
proinfiammatorie ma, nel contempo, anche i meccanismi di riparazione (es.
attivazione di TGF-beta).
Una caratteristica molto importante degli organismi biologici aperti è
l’oscillazione. Per esempio, nella maggior parte dei processi corporei è
riscontrabile un bioritmo.
Ad esempio, il cortisolo raggiunge un picco alle ore 08:00, mentre evidenzia un
valore basso alle 00:00.
Questo aspetto è importante anche per la matrice, che presenta una lieve forma
di infiammazione quando il cortisolo è al livello minimo. Questo processo è
bilanciato anche da una fase acida nella matrice. Questi tre eventi consentono
inoltre la disintossicazione della matrice.
In caso di trattamento di qualsiasi patologia, sarebbe auspicabile ripristinare i
processi normali di interazione, di feedback e anche del bioritmo.
È estremamente difficile ottenere questo risultato con qualsiasi sostanza che
esplica un’azione soppressiva.
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Sistemi di regolazione
• Tre caratteristiche:
• Interazione
• Feedback
• Oscillazione e ritmo
• Si intende ripristinare e monitorare tutte e tre le funzioni
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Secondo quanto riportato in precedenza, una caratteristica peculiare molto
importante degli organismi biologici aperti è l’oscillazione.
Questo aspetto si riflette anche nel sistema immunitario, in cui le cellule TH1
prevalgono leggermente nelle prime ore del mattino, sostituite dalle cellule TH2
nelle ore più avanzate della giornata.
Questa lieve oscillazione intorno al valore basale viene rilevata nella maggior
parte dei sistemi fisiologici.
In caso di trattamento di qualsiasi patologia, sarebbe auspicabile ripristinare i
normali processi di interazione, di feedback e anche del bioritmo.
È estremamente difficile ottenere questo risultato con qualsiasi farmaco dotato di
un’azione soppressiva.
I farmaci omotossicologici, che agiscono sul sistema immunitario sfruttando gli
apparati dell’organismo, sono ideali per questo scopo.
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Il mezzo di trasporto
I tre pilastri dell’omotossicologia
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Tre pilastri dell’omotossicologia
DISINTOSSICAZIONE
E DRENAGGIO
IMMUNOMODULAZIONE
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REGOLAZIONE ORGANICA
E
ATTIVAZIONE CELLULARE
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I tre pilastri dell’omotossicologia rappresentano lo strumento che viene
utilizzato per influire sul sistema immunitario e per orientare il paziente nella
tavola delle omotossicosi.
I tre pilastri vengono utilizzati singolarmente e, specialmente sul lato sinistro della
divisione biologica, spesso è sufficiente attuare soltanto una disintossicazione e
un drenaggio di base, una semplice immunomodulazione, nonché un supporto
delle funzioni tropiche degli organi.
Per questo motivo, si impiegano principalmente farmaci di base e homaccord.
In presenza di una malattia più grave, come si riscontra sul lato destro della
divisione biologica, si utilizzano il supporto organico con estratti tissutali e
l’attivazione cellulare, nonché un supporto più profondo della disintossicazione e
del drenaggio. L’immunomodulazione include spesso anche una componente del
supporto tissutale.
Non è strettamente necessario utilizzare i tre pilastri in un ordine preciso, ma
solitamente la disintossicazione e il drenaggio rappresentano il primo intervento,
dato che la tossicità svolge un ruolo molto importante in molti processi patologici.
Talvolta, tuttavia, come indicato in precedenza, la disintossicazione e il drenaggio
vengono attuati in una fase successiva, come accade nei pazienti oncologici
sottoposti a chemioterapia e nei soggetti affetti da processi patologici a carico dei
tessuti di disintossicazione e di drenaggio (es. epatite cronica attiva).
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Tre pilastri dell’omotossicologia
DISINTOSSICAZIONE
E DRENAGGIO
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Disintossicazione e drenaggio
Supporto funzionale
e drenaggio
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Supporto organico degli organi di
disintossicazione ed escrezione
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Tutti e tre i pilastri prevedono un approccio di base e un approccio avanzato.
In generale, l’approccio di base viene utilizzato principalmente per le patologie
collocate sul lato sinistro della divisione biologica, mentre quello avanzato per le
patologie situate a destra.
Talvolta, si utilizzano alcuni strumenti (es. questionari), unitamente ad un
diagramma di flusso, per scegliere la terapia. Questo argomento verrà trattato
nell’ambito di seminari di livello più avanzato.
Nei pazienti con un carico elevato di tossine, è opportuno innanzitutto supportare
e rafforzare gli organi di disintossicazione e di drenaggio con farmaci organici,
prima che le tossine defluiscano dai tessuti, per esempio con un prodotto come
Lymphomyosot.
Gli homaccord, contenuti nel detox kit (kit di disintossicazione), esplicano una
funzione tropica; in altre parole, supportano la funzione dell’organo, anziché la
struttura e le cellule. Si tratta pertanto di un rafforzamento degli organi ad un
livello più funzionale.
La diapositiva successiva contiene una sinossi dei vari prodotti impiegati per il
supporto avanzato, il supporto di base e il drenaggio.
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Disintossicazione e drenaggio
Base
Fegato
Vie urinarie/
Rene
Avanzato
Sistema
linfatico
Cute
Intestino
Cistifellea
Tessuto
connettivo
Vie
respiratorie
Detox-Kit
Detox-Kit
Detox-Kit
-
Detox-Kit
ChelidoniumHomaccord
Detox-Kit
Tartarus-Heel
Lycopodium
comp.
Solidago comp.
Vis-Heel
Thuja
comp.
Mucosa
comp.
Lycopodium
comp.
Fucus comp.
Mucosa comp.
Coenzyme
comp./
Ubichinon
comp.
Coenzyme
comp./
Ubichinon
comp.
Coenzyme
comp./
Ubichinon
comp.
Coenzyme
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Ubichinon
comp.
Coenzyme
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Ubichinon
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Coenzyme
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Ubichinon
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Coenzyme
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Ubichinon
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Coenzyme
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Ubichinon
comp.
Glyoxal compositum
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Per ogni organo, esiste un prodotto che supporta i tessuti. Si tratta in prevalenza
dei cosiddetti farmaci composti, che contengono anche estratti tissutali e spesso
catalizzatori. Inoltre, esistono anche farmaci di base che sono combinazioni di
sostanze vegetali e anche minerali, impiegati per contro prevalentemente (ma
non solo) per stimolare il processo di eliminazione.
Disintossicazione generale di base:
Questo regime viene utilizzato spesso all’inizio nei pazienti con tossicità di entità
da lieve a moderata. Con questo regime di base, si intende supportare il fegato,
l’intestino e i reni, nonché eliminare le tossine dalla matrice mediante drenaggio e
favorire il processo di escrezione.
Questi farmaci sono presenti in commercio sotto forma di gocce; 30 gocce di
ciascuno prodotto possono essere introdotte in una bottiglia d’acqua da 1,5 litri
da assumere nell’arco della giornata. Pertanto, si tratta di un metodo pratico di
somministrazione dei farmaci.
Nome dei farmaci in altri paesi:
Tartarus-Heel -> Bronchalis-Heel
Lycopodium compositum -> Hepar compositum
Vis-Heel -> Tonsilla compositum
Thuja compositum -> Cutis compositum
Fucus compositum -> Thyreoidea compositum
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Disintossicazione e drenaggio
Base
Fegato
Vie urinarie/
Rene
Avanzato
Sistema
linfatico
Cute
Intestino
Cistifellea
Tessuto
connettivo
Vie
respiratorie
Detox-Kit
Detox-Kit
Detox-Kit
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Detox-Kit
ChelidoniumHomaccord
Detox-Kit
Tartarus-Heel
Lycopodium
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Solidago comp.
Vis-Heel
Thuja
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Mucosa
comp.
Lycopodium
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Fucus comp.
Mucosa comp.
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Glyoxal compositum
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Disintossicazione generale avanzata:
Lo scopo di questa forma avanzata di disintossicazione è fornire supporto agli organi di
disintossicazione, specialmente nei pazienti con un carico elevato di tossine e nei soggetti in cui
gli organi di disintossicazione e di drenaggio non funzionano in maniera ottimale. Questo discorso
vale anche per i pazienti debilitati.
In questi soggetti, è estremamente importante non aumentare troppo precocemente il carico di
tossine, dato che questi pazienti presentano già spesso effetti genotossici indotti dalle tossine
oppure un tumore maligno in fase attiva. Per esempio, se una donna affetta da carcinoma
mammario presenta una contaminazione elevata con DDT (diclorodifenilcloretano), che è una
sostanza ad azione simil-estrogenica, questo composto può fungere da promotore, favorendo lo
sviluppo del tumore maligno. Esperimenti condotti su topi ovariectomizzati hanno dimostrato che
questi animali possono sviluppare un carcinoma mammario se vengono intossicati con DDT e poi
ovariectomizzati in modo che non vi sia presente alcuna fonte interna di estrogeni.
Successivamente, i topi hanno manifestato l’insorgenza di un carcinoma mammario in seguito al
rilascio di DDT dai tessuti. (Bigsby et al., 1997)
Pertanto, è opportuno andare cauti con i pazienti che hanno una capacità ridotta di
disintossicazione oppure carichi elevati di tossine, nonché con i soggetti obesi che potrebbero
accumulare diverse tossine lipofile. Per questo motivo, si deve evitare il digiuno nella maggior
parte dei pazienti, poiché tale condizione causa un rilascio estremamente rapido di tossine dai
compartimenti di immagazzinamento nella circolazione ematica, in seguito al fatto che non
vengono introdotte tossine immediate tramite il cibo e, di conseguenza, gli organi di
disintossicazione ed escrezione volgono la loro attenzione verso le tossine accumulate in
precedenza, che poi possono essere rilasciate in quantità elevate e immediatamente.
I prodotti per la disintossicazione avanzata sono mirati a supportare i principali organi di
disintossicazione e di drenaggio. Questi prodotti sono in prevalenza farmaci composti, pertanto
hanno una formulazione speciale contenente sostanze vegetali e minerali, ma anche estratti
organici degli specifici organi bersaglio o del tessuto che supporta gli organi bersaglio, nonché
catalizzatori e talvolta vitamine in diluizione.
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Immunomodulazione clinica
Possibile con aminoacidi: sostanze vegetali,
sostanze organiche di origina suina, veleni di
origine animale, nosodi
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Il pilastro successivo è l’immunomodulazione. Di solito, si intende controllare
l’immunità cellulare e, di conseguenza, i linfociti T che svolgono anche una
funzione di memoria immunitaria negli animali superiori.
Solitamente, questo risultato può essere ottenuto soltanto con l’impiego di
aminoacidi, ma anche per esempio con lipopolisaccaridi ricavati dalle pareti delle
cellule batteriche.
Gli aminoacidi contenuti nei farmaci omotossicologici sono presenti nelle piante,
nelle sostanze di origine animale fra cui organi di suino, nosodi e veleni. In
questo caso, anche la diluizione è importante, poiché si ottiene l’induzione delle
cellule Treg in una diluizione di D1 -D14. (vedi lezione riguardante
l’immunomodulazione)
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Immunomodulazione
Funzionale di
base
Con supporto
organico
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Anche in questo caso esiste un’immunomodulazione di base e una forma
avanzata.
L’immunomodulazione di base viene ottenuta spesso soltanto con l’impiego di
sostanze vegetali e/o veleni di animali, come in Aconitum-Heel* o Arnica comp.Heel*, mentre in presenza di patologie più gravi (es. autoimmunità), è necessario
un supporto più profondo fornito sotto forma di tessuti organici, al fine di ottenere
la tolleranza orale all’organo interessato.
L’immunomodulazione di base è combinata spesso con gli estratti organici, dato
che anch’essi sono sostanze che supportano i tessuti e vengono impiegate nel
regime di supporto organico.
Esempi di supporto di base sono Arnica comp.-Heel e Lymphomyosot, due
farmaci che riducono l’infiammazione (sottoregolazione delle cellule TH1), e
Engystol, che induce la sovraregolazione delle cellule TH1 (vedi diapositiva
successiva).
Esempi di supporto avanzato sono Vis-Heel, che contiene un estratto tissutale di
tutti gli organi principali e induce la sovraregolazione delle cellule TH1, ed
Echinacea comp., che anche in questo caso causa la sottoregolazione delle
cellule TH1.
*Aconitum-Heel è chiamato Gripp-Heel in altri paesi,
Arnica comp.-Heel -> Traumeel
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TH0
DH
EA
Co
rti
s
olo
TH3
TH2
TH1
IL-2
IL-4, 13
IFN gamma
TGF-beta
IL-5
IL-10
TNF
Per indurre la sottoregolazione
impiegare Arnica comp.-Heel,
Echinacea compositum
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Per indurre la sottoregolazione,
impiegare Engystol, Vis-Heel
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Esiste ovviamente un altro aspetto riguardante la regolazione immunitaria, che è
stato descritto nell’ambito della lezione relativa all’immunomodulazione.
Questo aspetto è la rigidità del sistema immunitario, per cui un paziente
favorisce una sottoclasse specifica di cellule CD4.
I soggetti allergici presentano una prevalenza di cellule TH2, mentre i pazienti
affetti da malattie infiammatorie hanno una predominanza di cellule TH1.
Per produrre la sottoregolazione delle diverse sottoclassi e la sovraregolazione
delle altre, si utilizzano farmaci regolatori e, di conseguenza, si inducono le
cellule TH3 (T-reg), al fine di bilanciare l’equazione TH1-TH2.
Pertanto, Arnica comp.-Heel è un farmaco di regolazione dell’infiammazione di
questo genere.
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Tre pilastri dell’omotossicologia:
REGOLAZIONE DEGLI ORGANI
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La regolazione degli organi presenta due aspetti: in particolare, il supporto del
tessuto e della funzione degli organi ed, elemento estremamente importante,
l’attivazione dell’energia cellulare.
Dalla lezione riguardante la regolazione degli organi, deve emergere chiaramente
l’importanza di questo aspetto.
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Regolazione degli organi e supporto delle cellule
Funzione tropica
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Funzione organotropica
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Il supporto delle funzioni tropiche è ottenuto principalmente mediante l’impiego di
farmaci di base e di homaccord, di conseguenza con sostanze vegetali e
minerali, mentre il supporto organotropico è fornito con estratti tissutali, presenti
nei farmaci composti.
Alcuni homaccord di base, fra cui Hepeel, hanno dimostrato di produrre un effetto
antiossidante e antiproliferativo in vitro e, in quanto tali, svolgono anche una
funzione protettiva a livello degli organi in molti casi, fra cui nell’ambito della
disintossicazione e nelle malattie virali. (Gebhardt 2004)
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Regolazione degli organi e supporto delle cellule
Attivazione dell’energia
cellulare
Base
Avanzata
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Anche nell’ambito dell’attivazione cellulare, esistono i catalizzatori di base, che
promuovono il ciclo di Krebs, nonché catalizzatori più avanzati, che supportano la
catena respiratoria e conferiscono persino una protezione, in termini ipotetici,
contro la respirazione glicolica, secondo quanto osservato in cellule tumorali
(Glyoxal comp).
Di conseguenza, questi ultimi due hanno un impiego effettivo nelle terapie
antitumorali e nelle malattie degenerative, mentre Coenzyme comp. è un valido
supporto di base dell’energia cellulare.
27
Il combustibile
I farmaci omotossicologici
© IAH 2007
28
Classificazione dei farmaci in base ai componenti
• Per classi farmacologiche (PG):
• Sostanze vegetali (PPG)
• Minerali (MPG)
• Catalizzatori (CPG)
• Classe farmacologica dei regolatori organici (ORPG)
• Include farmaci organici (regolatori organici e
•
•
immunomodulatori)
Veleni di origine animale (immunomodulatori)
Nosodi (immunomodulatori potenti)
© IAH 2007
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Per stabilire se si dispone di una ‘potenza di attivazione’ sufficiente per il
trattamento della malattia in base alla gravità (fare riferimento sempre alla DET),
si può verificare due volte la prescrizione, una volta fatta la scelta.
In generale, si utilizzano sostanze vegetali e minerali (i cosiddetti PPG e MPG)
nella parte sinistra della divisione biologica, mentre non appena ci si sposta verso
destra della divisione, è necessario aggiungere i catalizzatori (CPG) e i regolatori
organici (ORPG).
Più la malattia viene classificata a destra della tavola, più è necessario
aggiungere tutte le classi farmacologiche.
Se si decide di utilizzare il trattamento di base oppure quello avanzato nell’ambito
di ogni pilastro, questa scelta è quasi sempre automaticamente corretta, ma è
meglio “controllare” la prescrizione.
29
Classificazione dei farmaci in base alla
composizione
• In base al tipo:
• Composti semplici
• Homaccord
• Compositum
• Catalizzatori
• Injeel composti
• Injeel unitari
© IAH 2007
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Un’altra verifica della prescrizione viene effettuata in base ai gruppi di farmaci,
dato che si utilizzano farmaci di base e homaccord nella parte sinistra della DET,
mentre si aggiungono i catalizzatori e i farmaci composti a destra.
30
Piano terapeutico elaborato in base alla tavola
delle sequenze patologiche
Attivazione cellulare
Disintossicazione
e drenaggio
Immunomodulazione di base
Regolazione organica
e immunomodulazione
avanzata
SOST. VEGETALI
MINERALI
SARCODI
NOSODI
VELENI
CATALIZZATORI
Combinazioni di base
Homaccord
Catalizzatori
Farmaci composti
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Questa diapositiva riassume i concetti già illustrati in precedenza.
Fasi di pianificazione del trattamento
1. Classificare la patologia nella DET
2. Scegliere il pilastro adeguato per la malattia
3. Scegliere il farmaco appropriato
4. Verificare l’adeguatezza della prescrizione
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Pertanto, una volta raccolta l’anamnesi completa, si devono seguire le seguenti
fasi:
La patologia viene classificata nella DET e si utilizza principalmente la
classificazione riportata sul lato estremo destro per programmare il trattamento.
Di conseguenza, se un paziente affetto da cirrosi epatica ha attraversato le fasi di
infiltrazione di tessuto adiposo (deposito) e di infiammazione cronica attiva
(impregnazione), ma al momento si presenta nella fase degenerativa con
presenza di cirrosi, si deve iniziare da questo punto, benché possano essere
ancora presenti segni di altri stadi precursori.
Dopodiché, è necessario vedere se bisogna utilizzare uno, due oppure tutte e tre
i pilastri. In genere, più la malattia del paziente viene classificata a sinistra, meno
pilastri sono necessari e più è richiesto un trattamento di base.
Una volta scelto(i) il(i) pilastro(i), è necessario stabilire il trattamento appropriato
all’interno del(i) pilastro(i), ovvero l’approccio di base oppure quello avanzato.
Alla fine, si può controllare due volte la prescrizione:
Per esempio, si utilizzano i farmaci composti e i catalizzatori se la malattia è
collocata sul lato destro della divisione e si può disporre di tutte le classi
farmacologiche (ovvero PPG, MPG, CPG e ORPG)?
32
Diagramma di flusso
Classificare nella DET
Scegliere il pilastro
Scegliere il farmaco
Controllare due volte la prescrizione
© IAH 2007
33
33
Trattamento con i tre pilastri
In base
all’indicazione
Sintomatico
Farmaco di base
Homaccord
+
Supporto
regolazione
Tre pilastri
Disintossicazione e
drenaggio
Immunomodulazione
Regolazione degli organi
e supporto cellulare
© IAH 2007
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Per ogni indicazione, è previsto un trattamento di base, che è specifico per tale
indicazione.
Di conseguenza, il trattamento varia sempre in base alla malattia in cura e può
essere specifico per un organo o un tessuto, ma non è un rimedio tissutale in
generale.
Tuttavia, i pilastri di regolazione sono spesso gli stessi nelle varie patologie, dato
che viene trattato il sistema di regolazione, che è identico in tutte le malattie.
L’unica differenza nei pilastri è il fatto se viene attuato un trattamento di base
oppure avanzato e se viene aggiustato in base ad altre differenze (fra cui TH1 o
TH2).
Pertanto, si può fare un paragone con un iceberg. Il trattamento sintomatico di
base è focalizzato sulla parte situata al di sopra dell’acqua, mentre i tre pilastri si
occupano della grande porzione situata al di sotto.
Nelle diapositive successive è riportato un esempio per ogni fase.
34
Esempio 1: Paziente con aumento della
sudorazione associata a cattivo odore
• Classificare sulla DET
Escrezione
Epidermale
• Scegliere il pilastro appropriato
• Drenaggio, quindi
• Farmaco di base: Schwef-Heel
• Drenaggio: Detox Kit
• Verificare l’adeguatezza dei farmaci:
9PPG, MPG
9Combinazione speciale di Heel
© IAH 2007
35
35
Esempio 2: Paziente con foruncolosi ricorrente
• Classificare sulla DET
Infiammazione
Epidermale
• Scegliere il pilastro appropriato
• Trattamento di base: Belladonna-Homaccord
• Immunomodulazione di base: Arnica comp.-Heel
• Disintossicazione e drenaggio di base: Detox-Kit per 6 settimane
• Verificare l’adeguatezza dei farmaci:
9PPG, MPG
9Combinazione speciale di Heel
9Homaccord
© IAH 2007
36
Se un paziente è nella fase di infiammazione, si intende stimolare l’escrezione e
modulare il processo flogistico, in modo che non cronicizzi o diventi troppo forte
(vedi BT Primavera 2007 – Esiste una forma buona e una forma cattiva di
infiammazione?)
Anche in questo esempio, il paziente si colloca nella parte superiore sinistra della
DET.
Si deve impiegare un farmaco di base, un immunomodulatore di base e un detox
kit di base.
Come controprova, è necessario includere un PPG, un MPG e un farmaco
consigliato, una combinazione di base e/o un homaccord (Detox Kit, trattamento
di base).
36
Esempio 3: Paziente con calcoli renali
• Classificare sulla DET
Deposito
Mesodermale
nefrodermale
• Scegliere il pilastro di appropriato
• Farmaco di base: Pareira-Heel
• Drenaggio: Detox-Kit per 2 settimane, aggiungere
• Supporto organico: Berberis-Homaccord, Coenzyme compositum
•
(supporto funzionale e catalizzatori)
Verificare l’adeguatezza dei farmaci:
9PPG, MPG, CPG
9Combinazione speciale di Heel
9Homaccord
9Catalizzatore
© IAH 2007
37
In caso di trattamento di malattie che sono nella fase di deposito, si aggiunge
spesso un catalizzatore, dato che questo farmaco produce un effetto attivante sui
tessuti.
Talvolta, se il deposito è presente da un periodo di tempo più lungo, si
aggiungono anche prodotti organici, ma di solito è sufficiente il supporto
funzionale.
37
Esempio 4: Paziente con porpora trombocitopenica
idiopatica (PTI)
• Classificare sulla DET
Impregnazione
Mesodermale
Emodermale
Sangue
• Scegliere il pilastro appropriato
• Farmaco di base: Ceanothus-Homaccord
• Disintossicazione e drenaggio: supporto avanzato per 6 settimane poi
•
Detox-Kit per 12 settimane,
• Supporto organico: Vis-Heel (regolazione immunitaria e supporto
organico) Coenzyme compositum + Ubichinon compositum
Verificare l’adeguatezza dei farmaci:
9PPG, MPG, CPG, ORPG
9Combinazione di base, Homaccord, farmaco composto, catalizzatore
© IAH 2007
38
In caso di trattamento di pazienti che sono nella fase di impregnazione, è
necessario attuare una terapia aggressiva, dato che in questo caso esiste
effettivamente una possibilità di passare dalla compensazione alla regolazione.
Pertanto, sarebbe necessario aggiungere due catalizzatori, un farmaco composto
con estratti organici, nonché attuare un regime di disintossicazione avanzata e
uno di base.
In questo caso, Ceanothus Homaccord è un farmaco specifico per la milza, che
favorisce il sequestro splenico delle piastrine, mentre Tonsilla viene impiegato
per tentare di indurre la tolleranza orale nel midollo osseo (contiene midollo
osseo di origine suina).
Poi, si prevede che il paziente manifesti i fenomeni indicati sul lato sinistro della
divisione biologica – fra cui appendici cutanee, (deposito), infiammazione acuta
(es. tendinite o dermatite) ed escrezione (banale raffreddore, sudorazione,
diarrea di entità lieve, ecc.).
Solitamente, sono necessari due dei tre cicli previsti da questo trattamento di
regolazione prima che si verifichi la remissione della malattia.
In questo caso, le petecchie diminuiscono e la conta piastrinica dovrebbe
aumentare e stabilizzarsi.
38
Esempio 5: Paziente con una malattia respiratoria
cronica ostruttiva
• Classificare sulla DET
degenerazione
Mesodermale
Cavodermale
• Scegliere il pilastro appropriato
• Farmaco di base: Tartarus-Heel, Tartephedreel
• Disintossicazione e drenaggio: supporto organico per 6 settimane e
•
poi Detox-Kit per 12 settimane
• Regolazione immunitaria e supporto organico: Mucosa compositum
• Attivazione cellulare: Coenzyme compositum + Ubichinon comp
Verificare l’adeguatezza dei farmaci:
9PPG, MPG, CPG, ORPG
9Combinazione di base di Heel, Homaccord, farmaco composto,
catalizzatore
© IAH 2007
39
Pertanto, lo schema dovrebbe essere chiaro:
Più si procede verso destra e in basso della tavola, più si devono aggiungere
farmaci tissutali e catalizzatori.
I pilastri diventano di livello più avanzato e la durata del trattamento si allunga.
In questi casi, in cui è riscontrabile un processo di distruzione tissutale, si tenta di
fornire un supporto agli organi. In questo caso, si può impiegare anche Funiculus
umbilicalis suis-Injeel, se disponibile in commercio (è contenuto anche in
Solanum compositum*) per supportare il tessuto connettivo.
È obbligatorio impiegare i catalizzatori nelle malattie classificate in questa fase.
*Solanum compositum è chiamato Placenta compositum in altri paesi
39
Esempio 6: Paziente con carcinoma mammario
Dedifferenziazione
• Classificare sulla DET
Endodermale
Esocrino
sessuale
• Scegliere il pilastro appropriato
• Farmaco di base: Ginseng compositum
• Disintossicazione e drenaggio: supporto organico per 6 settimane e poi
Detox-Kit per 12 settimane (iniziare la disintossicazione e il drenaggio a
distanza di 6 settimane dalla chemioterapia e NON durante il trattamento)
• Regolazione immunitaria: Viscum compositum
• Supporto organico: Mamma suis-Injeel
• Catalizzatore: Glyoxal compositum, seguito da Coenzyme compositum e
Ubichinon compositum
• Verificare l’adeguatezza dei farmaci:
9PPG, MPG, CPG, ORPG
9Combinazione di base di Heel, Homaccord, farmaco composto,
catalizzatore, Injeel
© IAH 2007
40
Per una patologia collocata nell’ultima fase a destra, è necessario fare tutto il
possibile per ripristinare i sistemi di regolazione.
Pertanto, in un soggetto di questo tipo si utilizzano tutti i pilastri di livello
avanzato.
In questo caso, è particolarmente importante impiegare i catalizzatori.
Viene utilizzato anche il rimedio tissutale appropriato, se è disponibile in
commercio, altrimenti si può impiegare una farmaco ricco di tessuto embrionale,
fra cui Solanum compositum o Fucus compositum*.
I pazienti trattati con la chemioterapia non devono MAI essere sottoposti al
regime di disintossicazione e di drenaggio durante la fase chemioterapica attiva,
dato che i farmaci devono agire all’interno dei tessuti.
A distanza di sei settimane dall’ultima chemioterapia, è possibile iniziare la
disintossicazione e il drenaggio.
Durante la fase chemioterapica, il paziente può essere supportato con Hepar
comp. per il fegato, con Vis-Heel per il sistema immunitario e il midollo osseo, e
con Mucosa comp. per le membrane mucose.
Questi prodotti di supporto avanzato non esplicano una funzione drenante, ma
supportano prevalentemente gli organi.
*Nome dei farmaci in altri paesi:
Fucus compositum -> Thyreoidea compositum
Lycopodium compositum -> Hepar compositum
Vis-Heel -> Tonsilla compositum
40
Per quanto tempo si devono utilizzare i tre pilastri?
• I tre pilastri sono stati concepiti per indurre la regolazione
• Pertanto, stimolano la capacità di regolazione del paziente
• Non vengono utilizzati per un periodo di tempo indeterminato, ma in
cicli, con una valutazione prevista tra due cicli consecutivi
• Se il paziente inizia ad attuare i meccanismi di regolazione, i pilastri
•
•
•
possono essere aggiustati oppure possono essere mantenuti tali e
quali, in base a quanto tempo il paziente rimane a sinistra della
divisione biologica
Spesso l’organismo deve compiere alcuni tentativi per preparare
effettivamente una risposta di regolazione duratura
La regolazione deve continuare finché non si osservano almeno tre dei
quattro episodi di autoregolazione (vedi diapositiva successiva)
Il farmaco sintomatico di base viene somministrato spesso per periodi
di tempo più lunghi
© IAH 2007
41
Infine, ci si chiede spesso: per quanto tempo si devono utilizzare i pilastri?
Per rispondere a questa domanda, si usa la DET come carta geografica per
orientarsi.
La regolazione viene attuata in cicli (di solito 6-12 settimane di trattamento
continuato e 6 settimane di sospensione), e poi si osserva se il paziente si
autoregola da solo, il che può avvenire sia durante il trattamento attivo sia nella
fase di sospensione.
Più il paziente si sposta verso destra sulla tavola, minori sono le malattie acute
che tale soggetto contrae.
Una malattia acuta di forte intensità è indice di una regolazione adeguata ed è
prevalentemente nella fase di infiammazione.
Pertanto, si tenta di indurre il paziente a innescare un’infiammazione acuta
oppure a ritornare almeno alla fase di deposito e, come scenario migliore, a
passare direttamente all’escrezione.
Talvolta, i pazienti rimangono sul lato sinistro della divisione per un periodo di
tempo estremamente breve all’inizio, ma è auspicabile che tale lasso di tempo
duri sempre di più e aumenti anche in termini di frequenza (almeno per un po’ di
tempo, dato che anche le infezioni acute recidivanti sono un segno di disfunzione
dei sistemi di regolazione).
Talvolta, sono necessari diversi cicli prima che un paziente “si regoli”, in altri
soggetti questo risultato può essere conseguito molto rapidamente, anche se
sono rimasti a sinistra della divisione biologica per molti anni; pertanto, è
necessario informare il paziente in merito a quanto ci si aspetta e di prepararlo a
qualsiasi evento.
41
Fenomeni di regolazione
• I fenomeni di regolazione indicano gli eventi che si verificano a
sinistra del punto in cui è collocato il paziente nella DET:
• Includono per esempio:
• Le infezioni e le infiammazioni acute classificate nella fase di
infiammazione (es. tendinite, bronchite acuta o raffreddore)
• Peggioramento dei fenomeni di deposito nei pazienti che si
presentano nella fase di impregnazione (es. un soggetto con
allergie croniche manifesta un aumento temporaneo della
poliposi oppure un paziente che si trova nella fase di
impregnazione evidenzia un aumento delle cosiddette
verruche morbide o appendici cutanee)
© IAH 2007
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42
Trattamento delle malattie classificate a sinistra
della divisione biologica
Fasi umorali
Fase di
escrezione
Fasi della matrice
Fase di
infiammazione
Fase di
deposito
Fase di
impregnazione
Fasi cellulari
Fase di
degenerazione
Fase di
dedifferenziazione
Ectodermale
Endodermale
Mesenchimale
Il(i) pilastro viene(vengono) utilizzato(i) per un
periodo di tempo più breve, finché non si
osserva una variazione. Nella fase 1 e 2
spesso sono sufficienti 6 settimane, nella
fase 3 possono essere necessari diversi cicli
Mesodermale
Tessuto
Divisione biologica
© IAH 2007
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Il trattamento è più breve se il paziente è collocato sul lato sinistro della divisione
biologica.
43
L’importanza della divisione biologica
Fasi umorali
Fase di
escrezione
Fasi della matrice
Fase di
infiammazione
Fase di
deposito
Fase di
impregnazione
Fasi cellulari
Fase di
degenerazione
Fase di
dedifferenziazione
Ectodermale
I tre pilastri vengono utilizzati in
cicli, della durata
prevalentemente di tre mesi con
un periodo di pausa di 6
settimane tra due cicli
consecutivi, finché non si
osserva una variazione sulla
DET verso sinistra (vedi sopra)
Endodermale
Mesenchimale
Mesodermale
Tessuto
Divisione biologica
© IAH 2007
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Può essere necessario attuare diversi cicli.
L’esperienza ha dimostrato che i pazienti nella fase di impregnazione possono
richiedere fino ad un anno per spostarsi verso l’evoluzione dello stato di salute o
la guarigione completa.
44

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