Farmaci composti

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Farmaci composti
Farmaci composti
IAH AC Farmaci composti
© IAH 2007
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Obiettivi
• Conoscere le diverse forme strutturali con cui vengono realizzati
i farmaci composti
• Correlare la struttura specifica di un farmaco composto alla
relativa applicazione terapeutica specifica
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Distinguerli da
• Farmaci di base
• Homaccord
• Injeel (accordi di potenza)
• Nosodi
• Catalizzatori
• Derivati di organi di suino
• Preparati omeopatici con un unico componente
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Le malattie non sono solo la manifestazione di
sintomi clinici. Sono soprattutto il risultato di
modelli patologici latenti.
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I sintomi clinici manifestati da un paziente sono il risultato, la punta dell’iceberg,
di ciò che sta avvenendo nel suo corpo. Sono l’espressione della difesa biologica
contro le omotossine presenti nell'organismo. I processi patologici latenti,
l’alterazione o il blocco dei sistemi di autoregolazione evocano sintomi che sono
l’espressione della malattia in corso. La causa di ciò che affiora in superficie,
invece, va ricercata sott’acqua. Il trattamento causale non respinge l’iceberg sul
fondo, facendolo scomparire, e la punta riaffiora non appena la terapia di
soppressione viene interrotta. La terapia causale, pertanto, deve partire dalla
causa, che spesso si trova in profondità. La manifestazione della malattia (i
sintomi) scompare solo quando il vero motivo della sua presenza viene eliminato.
Ricordiamo ancora una volta che la cura del singolo sintomo non costituisce una
terapia efficace e duratura. Quando la terapia viene interrotta, si riscontrano
numerose recidive, come accade nella medicina convenzionale.
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Maggiore è la complessità dei modelli patologici
latenti, minori sono le probabilità di curare il
paziente con un rimedio unitario.
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Una patologia degenerativa spesso nasce da una concatenazione di cause. Si
manifesta per lo più come il risultato di una serie di fattori esterni (omotossine
esogene, ambiente, stile di vita,…) e interni (ambiente extracellulare, terreno,
omotossine endogene, predisposizione genetica…). Maggiore è il numero dei
fattori, più complesso è il trattamento, e più alto è il numero di farmaci impiegati
nel protocollo terapeutico. E’ molto difficile curare con un solo rimedio patologie
complesse. Spesso, infatti, non è sufficiente eliminare l’omotossina, poiché si è
già evidenziato un danno cellulare. Inoltre, a causa dell’interazione fra i vari
sistemi di regolazione dell'organismo, la disfunzione presente in un sistema altera
gli altri sistemi. Una patologia, anche se parte da una fase acuta, come una
semplice intossicazione, con il tempo può trasformarsi in una patologia cronica,
molto difficile da curare.
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Definizione
• I farmaci composti sono preparati omeopatici complessi, con
una valenza terapeutica fortemente correlata agli organi e ai
tessuti. La formulazione, oltre ai rimedi omeopatici usuali,
spesso include estratti d’organo, nosodi e catalizzatori, preparati
omeopaticamente.
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Evoluzione
della malattia
Carenza
cellulare
Farmaco composto
Ostruzione
organica
Degenerazione
delle cellule
Intossicazione
intracellulare
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Le ragioni per cui vengono prescritti i farmaci composti sono diverse:
Carenza cellulare: le omotossine della matrice extracellulare possono esercitare
un effetto di alterazione a distanza della cellula. La carenza cellulare spesso è la
conseguenza di una concatenazione di fattori destrutturanti.
Evoluzione della malattia: lo sviluppo dalla regione superiore alla regione
inferiore, o da sinistra a destra della tavola evolutiva della malattia, viene definita
evoluzione della malattia. Dal punto di vista omotossicologico, significa che le
condizioni del paziente si stanno aggravando, e bisogna ricorrere a misure
protettive per gli organi e le cellule.
Degenerazione delle cellule: in una fase successiva, la disfunzione cellulare può
trasformarsi in degenerazione delle cellule, la caratteristica principale delle
patologie degenerative croniche. Spesso i farmaci composti vengono usati per
rallentare il processo degenerativo.
Intossicazione intracellulare: alcune omotossine penetrano direttamente nella
cellula (per es. virus, metalli pesanti…) e causano disfunzioni cellulari. Accanto ai
rimedi per interrompere la proliferazione (virus), i farmaci composti vengono usati
per proteggere la cellula da ulteriori danni e per stimolare la rigenerazione
cellulare.
Ostruzione organica: per lo più meccanica, risultato finale di alterazioni e
disintossicazioni limitate, può causare un grave danno cellulare in breve tempo
(per es. nefrolitiasi). Altre ostruzioni possono essere dovute all’accumulo di
omotossine, in seguito a carenze (per es. enfisema).
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Architettura di un farmaco
composto
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Ora analizzeremo in maggior dettaglio come viene preparato un farmaco
composto. Quali componenti vengono usati per soddisfare i requisiti della
formula?
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Gli elementi che costituiscono il farmaco
composto vengono scelti in funzione di:
• l’organo e il terreno da curare
• i percorsi lungo i quali la malattia si manifesta con maggior
frequenza
• il quadro farmacologico del componente, in base al principio
della similitudine
• il tropismo del componente
• gli aspetti sinergici dell’associazione dei diversi componenti
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L’organo e il terreno da curare (1)
• La qualità di vita della cellula dipende dalla purezza
dell’ambiente extracellulare (ECM)
• La qualità del microambiente dipende dalla purezza del
macroambiente (alimenti, cattive abitudini, lavoro, ecc.)
• La qualità del macroambiente dipende dalla purezza
dell’ambiente cosmico (radiazioni solari, ozono, Chernobyl,
inquinamento, ecc.)
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L’organo e il terreno da curare (2)
• I componenti vengono scelti in base a diverse funzioni legate
alla cellula:
• protezione cellulare
• disintossicazione
• stimolazione cellulare
• apporto energetico cellulare
• Queste funzioni contribuiscono al sostentamento dell’organo
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I componenti che costituiscono i farmaci composti vengono scelti in base alle loro
caratteristiche legate alla cellula, fra cui la capacità di proteggere la cellula, la
disintossicazione (extracellulare o intracellulare), la stimolazione della funzionalità
cellulare e persino il miglioramento dell’apporto energetico alla cellula.
L’organo è formato dall’insieme delle cellule, pertanto il miglioramento della
qualità di vita delle singole cellule favorisce la funzionalità dell’organo.
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Associazione farmaco / organo
• Aesculus compositum
• Lycopodium compositum
• Solidago compositum
• Mucosa compositum
• Selenium compositum
• Strophantum compositum
• Thuja compositum
• Euphorbium compositum
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• Circolazione periferica
• Fegato
• Vie urinarie
• Membrane mucose
• Sistema nervoso centrale
• Cuore
• Cute
• Naso e seni paranasali
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Associazione farmaco / cellula
• Coenzyme compositum
• Ubichinon compositum
• Glyoxal compositum
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Alcuni farmaci composti forniscono un apporto energetico diretto alla cellula,
poiché contengono catalizzatori, cofattori o chinoni essenziali che migliorano il
ciclo dell’acido citrico, garantendo l’ossigenazione cellulare. Il Coenzyme
compositum e l’Ubichinon compositum ne sono due esempi.
Il Glyoxal compositum è leggermente diverso. Questo farmaco contiene due
componenti: metilglossale e gliossale. Secondo il Professor W. Frederik Kock,
grazie alle caratteristiche del gruppo carbonilico queste due sostanze hanno un
effetto duraturo su un gran numero di malattie degenerative. Sono in grado di
liberare i sistemi energetici bloccati della cellula. Il Glyoxal compositum spesso
viene usato insieme al Coenzyme compositum e all’Ubichinon compositum per
ottenere un effetto di rigenerazione cellulare più completo.
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Similitudine e quadro farmacologico
• Similitudine eziologica
• Similitudine sintomatologica
• Similitudine anamnestica
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I componenti omeopatici possono essere scelti in base a 3 tipi di similitudini fra i
sintomi del paziente e l’immagine del rimedio: similitudine eziologica,
sintomatologica e anamnestica.
La similitudine sintomatologica è molto comune in omeopatia. I sintomi osservati
vengono confrontati con le immagini dei rimedi. Quelli che presentano maggiori
similitudini vengono inclusi nella formula. La similitudine sintomatologica viene
utilizzata nella maggior parte dei componenti omeopatici.
Si ricorre alla similitudine eziologica quando l’immagine dei sintomi è simile o
addirittura identica al fattore causale. Se, ad esempio, la malattia è causata da
uno streptococco, il paziente può essere curato con una preparazione di nosodi
di questo microrganismo. ATTENZIONE! Un nosode prescritto sulla base della
similitudine eziologica non deve mai essere somministrato durante la fase acuta
della malattia, perché un peggioramento iniziale potrebbe causare complicazioni.
La similitudine eziologica spesso viene utilizzata per scegliere un nosode o un
preparato a base di organi di suino.
Si parla di similitudine anamnestica quando dall’anamnesi del paziente si
riscontrano una malattia o sintomi particolari, che sono la causa della malattia
attuale (ad esempio, l’affaticamento presente ha avuto inizio due anni prima,
dopo la soppressione di un’infezione. L’infezione è scomparsa, ma è
incominciato uno stato di affaticamento che, molto probabilmente, è dovuto alla
pregressa soppressione). La similitudine eziologica spesso viene utilizzata per
scegliere nosodi o preparati a base di organi di suino.
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Tropismo dei rimedi omeopatici (1)
• Organotropismo: il rimedio è fortemente correlato all’organo
stesso. I preparati con effetto organotropico sostengono
l’organo, ne rallentano la degenerazione e possono perfino
stimolarne la rigenerazione.
• Tropismo funzionale: il rimedio è fortemente correlato alla
funzione fisiologica dell’organo. Si tratta per lo più di preparati di
regolazione, che stimolano o inibiscono la funzione dell’organo.
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Come affermato in precedenza, molte sostanze hanno un tropismo che può
essere rilevato dall’immagine di intossicazione descritta nella Materia Medica.
Una sostanza che ha un effetto fisiologico A+ a concentrazioni elevate
(intossicazione), a basse concentrazioni avrà un effetto fisiologico A- (diluizioni
omeopatiche/microdosi e dosi infinitesimali). L’affinità di una sostanza verso i
diversi livelli dell’essere umano (tessuto/organo, funzione fisiologica, mente)
viene chiamata tropismo. In omeopatia esistono tre tropismi e una costituzione.
Se una sostanza ha un organotropismo, significa che produce un effetto
sull’organo stesso. I derivati di organi di suino ne sono l’esempio migliore. Questi
preparati vengono prescritti in funzione dell’organo che devono sostenere (ad
esempio Hepar suis per il fegato, Cor suis per il cuore, ecc…).
Il tropismo funzionale è l’effetto che la sostanza esercita sulle funzioni fisiologiche
del tessuto o dell’organo, stimolando o inibendo una o più di una di queste
funzioni. Gli estratti vegetali spesso hanno un tropismo funzionale (ad esempio,
la coffea ha un effetto diuretico, il cardo mariano favorisce la funzione
disintossicante del fegato, ecc…)
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Tropismo dei rimedi omeopatici (2)
• Psicotropismo: il rimedio è correlato alle emozioni (sintomi
mentali) del paziente.
• Costituzione: il rimedio viene definito “costituzionale” e il quadro
farmacologico è fortemente legato alla costituzione del paziente.
Per costituzione si intende la formazione mentale e fisica
dell’individuo.
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Le sostanze che hanno caratteristiche psicotrope agiscono sul piano “mentale”
dell’individuo. Gli effetti psicotropi sono noti e ampiamente documentati. Possono
avere un effetto calmante o stimolante, di inibizione della paura, ecc…
L’effetto psicotropo dei rimedi omeopatici non deve essere confuso con l’azione
degli psicofarmaci usati nella medicina convenzionale. In generale questi metodi
non sono interscambiabili, perché per avere un effetto bloccante o sopprimente i
preparati omeopatici dovrebbero essere assunti in dosi elevate. Inoltre, molti
disturbi psicologici hanno un impatto negativo sulla qualità della vita del paziente,
e per curarlo le microdosi o le dosi infinitesimali dell’omeopatia non sono
sufficienti. Inoltre, spesso il fattore temporale è fondamentale, e non si possono
assumere i rischi di un approccio a lungo termine (ad esempio, nella depressione
endogena esiste il rischio di comportamento suicida, allucinazioni, aggressività
verso gli altri o automutilazione, ecc…).
Anche i rimedi costituzionali possono far parte di un farmaco composto. La
costituzione di un individuo è l’insieme delle sue caratteristiche fisiche e mentali e
dipende molto da fattori ereditari, dal momento che è essenzialmente congenita e
raramente subisce variazioni nell’arco dell’esistenza. I rimedi costituzionali
agiscono in profondità e hanno un effetto regolatore generale. Ciascun individuo
ha una costituzione propria, coperta da un rimedio costituzionale specifico (ad es.
Calcarea carbonica).
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I farmaci composti sono
un’integrazione di molti aspetti legati
agli organi che causano la malattia
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I farmaci composti vengono prescritti per curare le patologie croniche, per lo più
degenerative, di un tessuto o di un organo. Pertanto, nella loro preparazione
vengono inclusi componenti in grado di sostenere l’organo o il tessuto,
migliorandone le funzioni fisiologiche o esercitando un effetto di protezione
cellulare.
Spesso la malattia del paziente è il risultato dell’evoluzione della patologia. Un
farmaco composto include elementi in grado di invertire questa evoluzione
negativa. Dal momento che, nella maggior parte dei casi, i fattori sono complessi,
anche la formula è complessa. Come illustrato in precedenza, in un’unica formula
possiamo trovare componenti di supporto per le cellule e gli organi, elementi in
grado di migliorare la funzionalità organica e cellulare, componenti di
disintossicazione e persino di immunomodulazione.
La maggior parte dei farmaci composti è somministrabile per iniezione, ma
esistono anche preparazioni galeniche (ad es. l’Euphorbium compositum,
disponibile come spray nasale e in gocce).
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La molteplicità dei costituenti
permette di ottenere un effetto
terapeutico che agisce in profondità
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Grazie alla varietà dei componenti, selezionati con cura, è possibile trattare la
maggior parte degli aspetti degenerativi cronici da cui è affetto il paziente. Cause
e sintomi diversi, pertanto, vengono trattati in base al principio della similitudine,
e questo ci consente di affermare che i farmaci composti agiscono in profondità.
La maggior parte dei farmaci composti viene utilizzata a lungo termine. Gli effetti
rigenerativi, infatti, si ottengono solo grazie all’adozione ripetuta di rimedi
organotropici e a tropismo funzionale.
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Oltre ad avere un effetto di supporto
organico, i farmaci composti
possono indurre, più di qualunque
altro farmaco complesso,
un’evoluzione positiva nella tavola
delle sequenze patologiche.
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I farmaci omotossicologici più indicati per indurre un’evoluzione positiva nella
tavola delle sequenze patologiche si ottengono partendo dai farmaci composti del
terzo pilastro dell'omotossicologia. Dopo aver depurato il terreno del paziente
(drenaggio e disintossicazione) e dopo aver indotto l’immunomodulazione
(spesso le malattie croniche presentano una reazione infiammatoria o altra
reazione immunitaria), i farmaci composti supportano le cellule e gli organi.
Anche se molti farmaci composti includono componenti immunomodulanti e
drenanti, sarebbe un errore terapeutico utilizzarli solo nelle malattie croniche per
cercare di soddisfare i 3 pilastri dell'omotossicologia. Come affermato in
precedenza, le azioni terapeutiche del primo e del secondo pilastro (vedere IAH
AC Drenaggio e disintossicazione e IAH AC Immunomodulazione) sono piuttosto
complesse, e dovranno essere eseguite con attenzione e perizia per evitare
effetti indesiderati e imprevisti.
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Esempio: Lycopodium compositum
• Indicazione
• Stimolazione della funzione disintossicante del fegato nelle
malattie acute e croniche del fegato
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Prendiamo Lycopodium compositum come esempio di analisi e di studio.
L’indicazione di Lycopodium compositum è di stimolare la funzione
disintossicante del fegato nelle epatopatie acute e croniche. Apparentemente
Lycopodium compositum potrebbe sembrare un farmaco molto complesso per il
drenaggio e la disintossicazione del fegato. Ma è molto più di questo. Il fegato ha
una funzione disintossicante, in alcuni casi diretta, mentre su altre sostanze
agisce in modo indiretto (trasforma le omotossine liposolubili in idrosolubili,
inviandole ai reni).
Come vedremo in seguito, i componenti di Lycopodium compositum sostengono
le cellule epatiche e l’organo nel suo complesso, favorendo la disintossicazione
dell’organismo.
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Esempio: Lycopodium compositum
Componenti organici
• Hepar suis
• Duodenum suis
• Thymus suis
• Colon suis
• Vesica fellea suis
• Pankreas suis
• Fel tauri
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Esempio: Lycopodium compositum
Componenti omeopatici con organotropismo epatico
• China
• Lycopodium
• Chelidonium
• Carduus marianus
• Taraxacum
• Cynara
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Esempio: Lycopodium compositum
Componenti omeopatici con tropismo funzionale epatico
• Vitamina B12
• Ac. Oroticum
• Cholesterinum
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Esempio: Lycopodium compositum
Componenti omeopatici per la disintossicazione epatica
• Histaminum
• Sulfur
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Esempio: Lycopodium compositum
Catalizzatori per il miglioramento dell’ossigenazione cellulare
• Natrium oxalaceticum
• Ac. alpha-ketoglutaricum
• Acidum DL-malicum
• Ac. fumaricum
• Ac. Alpha-lipoicum
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Esempio: Lycopodium compositum
Stimolanti omeopatici generici per le malattie del fegato
caratterizzate da debolezza, esaurimento e nervosismo
• Avena sativa
• Calcium carbonicum
• Veratrum
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Uso terapeutico dei farmaci
composti
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Uso: minore in fase acuta, frequente in caso di
malattia cronica
• Patologie acute: per proteggere le cellule organiche dal carico
tossico nelle infiammazioni o nelle infezioni acute (ad es.
protezione del fegato in caso di epatite)
• Patologie croniche: per rallentare la degenerazione dei tessuti
interessati, per rilanciare l’attività delle cellule, per migliorare la
funzione cellulare (ad es. sclerosi epatica)
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Le malattie degenerative croniche sono elencate sulla destra della tavola
evolutiva delle malattie. Poiché le fasi di impregnazione delle omotossine
extracellulari hanno un effetto intracellulare, o sono a loro volta intracellulari, il
rischio che l’organo venga danneggiato è reale. Per evitare complicazioni o danni
alle cellule, a volte si ricorre ai farmaci composti elencati sul lato sinistro della
tavola delle sequenze patologiche, soprattutto nelle fasi di deposizione cronica,
perché in molti casi le omotossine presenti potrebbero causare l’alterazione dei
sistemi di feedback e persino ostacolare la trasmissione dei mediatori, delle
sostanze nutritive e delle vie di eliminazione dei prodotti di scarto metabolici.
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I farmaci composti offrono la copertura dei farmaci correlati
all’organo e alla fisiologia nella terapia S.T.A.R.
Rimedio Composto
Espressione organica della malattia
Rimedio sintomatico
Espressione sintomatica
Rimedio Homaccord
Espressione funzionale
Rimedio metabolico
Espressione del
problema endocrino
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Rimedio drenante
Espressione dell’intossicazione
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Grazie alla loro completezza, si può
dire che i farmaci composti stanno ai
composti omeopatici comuni come
un’orchestra filarmonica sta a un
quartetto
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Sebbene i farmaci composti siano il risultato di una formula complessa costituita
da diluizioni omeopatiche di molte sostanze, sono molto di più di un preparato
omeopatico complesso. I preparati omeopatici complessi sono la somma dei
principali rimedi della Materia Medica che coprono una determinata indicazione. I
farmaci compositum vanno oltre, dal momento che tengono conto anche delle
conseguenze dell’intossicazione e del danno organico. Non si limitano a curare i
sintomi, ma proteggono anche le cellule, e sostengono gli organi e le cellule.
Alcuni di essi hanno proprietà drenanti e tengono conto anche dell’anamnesi del
paziente, cose che in genere non vengono prese in esame quando si prepara un
comune preparato omeopatico complesso.
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Farmaci composti: conclusioni
• L’effetto sinergico è più della semplice somma dei costituenti
• Il concetto di integrazione che sta alla base della formulazione
garantisce un effetto terapeutico ampio e profondo
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