communicato - Grand Palais

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communicato - Grand Palais
communicato
FUTURI
dalla città alle stelle
Matisse, Miró, Calder...
22 maggio - 27 settembre 2015
Centre de la Vieille Charité
Marseille
La mostra è organizzata da RMN (Réunion des musées
nationaux-Grand Palais) in collaborazione con i musei di
Marsiglia.
Nel XX secolo, l’avvento della scienza e la relativa influenza nell’ambito dell’industria, della tecnologia,
dell’architettura e dei mezzi di trasporto hanno fornito ispirazione a numerosi artisti e ne hanno arricchito
l’immaginario. Grazie alla funzione di anticipazione dei tempi e di evasione, le rappresentazioni artistiche
diventano portatrici di un’estetica visionaria, tramite la quale si può immaginare come potrebbe essere il
futuro o come avrebbe potuto essere il presente.
Dalle prime rappresentazioni delle nuove città industriali al fascino della conquista dello spazio, questa mostra
illustra l’interesse degli artisti per le innovazioni negli ambiti dell’architettura, della robotica e dell’iconografia
spaziale. Con essa si intraprende un percorso ascensionale a partire da tre grandi titoli che costituiscono la
base della letteratura e del cinema della città utopica in Metropolis, fino al mondo robotizzato de La guerra
dei mondi, per poi partire alla volta del cosmo con 2001: Odissea nello spazio. Questi tre temi corrispondono
alle tre sezioni della mostra.
Le nuove città, in preda alle rivoluzioni industriali e tecnologiche, fanno da sfondo a rappresentazioni futuriste
(Giacomo Balla, Velocità d’automobile). Artisti e architetti le trasformano in metropoli brulicanti e piene di
vita, composte da grattacieli (Georgia O’Keeffe, Strada di New York con la luna) o inventano architetture
funzionali, evolutive o fittizie, liberate dai vincoli spaziali (Fernand Léger, L’échafaudage au soleil; Kasimir
Malevitch, Gota).
Parallelamente a questo entusiasmo crescente, che trova espressione nella diffusione dei manifesti,
l’urbanizzazione sfrenata delle metropoli diventa oggetto di uno sguardo critico in cui il futuro immaginato da
Fritz Lang anticipa il disincanto del periodo tra le due guerre. I panorami labirintici (Paul Citroën, Metropolis) o le
rappresentazioni antropomorfe dei macchinari industriali (Carl Grossberg, Industria di macchine) denunciano
l’alienazione causata dalle città moderne. Nelle opere degli artisti precisionisti americani (Charles Demuth,
After All...) e nelle città immaginarie si diffonde un senso di estraneità inquietante, in cui la finzione dà senso
alla realtà. (Cédric Delsaux, Dark Vador. Dubaï).
La meccanizzazione industriale si ripercuote sulle ricerche dedicate alla robotizzazione e riduce l’uomo allo
stato di macchina (Victor Brauner, Prestige de l’air; Konrad Klapheck, Le monde du mâle); essa diventa
inoltre oggetto di ricerche da parte degli autori e dei cineasti di fantascienza. L’infatuazione per questi racconti
fantastici, sullo sfondo di conflitti planetari, prende piede negli anni ‘50 del secolo scorso, assumendo la
forma di una metafora della guerra fredda, argomento che ha influenzato profondamente gli artisti fino ai
giorni nostri (Yves Klein, Rocket pneumatique; Erró, Science-fiction scape).
Erró, Programme spatial (détail), 1979, 96 x 101 cm, olio su tela, Mac, Marseille, © Mac, Marseille, © Adagp, Paris 2015
Inoltre, i progressi nella conquista dello spazio si basano tanto sull’astronautica, quanto sull’immaginazione
(Enrico Prampolini, Palombaro dello spazio). Negli anni ‘60 queste proiezioni ristabiliscono la fiducia nel
progresso tecnologico e offrono nuove prospettive. Gli artisti pop della raffigurazione narrativa celebrano
questa straordinaria diffusione mediatica della «nuova frontiera». (Martial Raysse, Ritratto di Gordon Cooper;
Bernard Rancillac, La fiancée de l’espace).
Se l’astronomia ha sempre ispirato gli artisti nella ricerca di nuove creazioni visive, nel XX e XXI secolo
le ricerche sulla luce e sullo sviluppo dell’iconografia spaziale diventano tematiche molto diffuse. Le tele
cosmiche dell’orfismo e le installazioni luminose della Bauhaus costituiscono altri vettori di invenzioni visive
scientifiche o oniriche ai limiti dell’astratto (Frantiśek Kupka, Blu e verde; László Moholy-Nagy, Modulatore
Spazio-Luce). Gli artisti surrealisti rinnovano le fonti d’ispirazione plastiche (Max Ernst, Le monde des naïfs;
Oscar Dominguez, Paesaggio cosmico). Le loro opere ci fanno immergere in territori immaginari in cui cosmo
e microcosmo si fondono e le costellazioni diventano poesia (Joan Miró, Danse de personnages et d’oiseaux
sur un ciel bleu, étincelles; Alexandre Calder, Mobile).
Queste ricerche spaziali tipiche dell’arte moderna costituiscono le tappe di un percorso artistico che sfocia
nel minimalismo (Josef Albers, Demeure du silence), fino alle deviazioni contemporanee delle fotografie della
NASA (Alain Jacquet, Jumping Rope) e alle installazioni eteree che aprono la strada a una traversata visiva
(Bruno Peinado, Silence is sexy).
La mostra, che raccoglie un centinaio di opere, dipinti, sculture, fotografie e installazioni, ripercorre i grandi
movimenti artistici del XX secolo fino a oggi, individuando i collegamenti e le influenze che uniscono l’arte alla
scienza, la letteratura e il cinema e stabilendo così un legame tra realtà e finzione.
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curatori: Christine Poullain, curatrice responsabile e direttrice dei musei di Marsiglia
Guillaume Theulière, curatore e assistente della direttrice dei musei di Marsiglia.
scenografia : Agence Saluces
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accesso : Centre de la Vieille Charité, 2, rue de la
Charité, 13002 Marseille
Metro linea 2 stazione Joliette
Tram Sadi-Carnot – République/Dames
autobus 35, 49, 55
apertura : Martedì a Domenica, dalle 10 alle 18h.
Chiuso il lunedì
tariffe : 10 €, ridotto : 8 €,
gruppo da 15 persone : 8 €
audioguida francese, inglese, spagnolo : 5 €
informazioni e prenotazioni :
www.futurs.marseille.fr
www.grandpalais.fr
Cette exposition est reconnue d’intérêt national par
le ministère de la Culture et de la Communication/
Direction générale des patrimoines/Service des
musées de France. Elle bénéficie à ce titre d’un soutien
financier exceptionnel de l’Etat.
Editions de la Réunion des musées
nationaux-Grand Palais, 2015 :
- catalogo della mostra : 22 x 28 cm, 208
pagine, 35 €
contatti stampa :
Réunion des musées nationaux
- Grand Palais
254-256 rue de Bercy
75 577 Paris cedex 12
Florence Le Moing
[email protected]
01 40 13 47 62
Pauline Volpe
[email protected]
01 40 13 47 61