Ha davvero il poliziotto Silipo confessato in lacrime al dr

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Ha davvero il poliziotto Silipo confessato in lacrime al dr
Ha davvero il poliziotto Silipo confessato in
lacrime al dr. Pennisi che fu costretto a dire il
falso contro l'innocente Cisterna? È ciò che ora
nega in un confronto con il magistrato. Non ci
stupiamo. Ci stupisce che a favore della verità di
Pennisi non siano scese in campo le tribù
dell'antimafia che un tempo ballavano intorno al
tribunale di Reggio, urlando: “Uno, dieci, cento,
mille Pennisi”.
DOMENICA 28
LUGLIO 2013
LA RIVIERA
02
CONTROCOPERTINA
16 AGOSTO 2012
Che fine ha
fatto il leone?
’anno scorso fu ritrovata
da
Leo
Morabito e Bruno
Bruzzaniti una testa di
leone in bronzo nelle
acque di Bianco.
A distanza di un anno non
è ancora stato accertato l’esatto valore storico del
reperto, sono state fatte
una serie di analisi e di controlli.
Ci giunge notizia che secondo
quanto
appurato
dalla
Sovrintendenza
dei
Beni
Culturali calabrese la testa bronzea sia effettivamente, e come
avevamo sostenuto, un reperto
di importante valore. Ma prima
di diffondere informazioni la
dott.ssa Bonomi avrebbe richiesto ulteriori accertamenti.
Noi ci domandiamo: ma è possibile che si debba attendere tutto
questo tempo per poter conoscere la datazione di un reperto?
L
15 anni con
voi: 1998-2013
A fianco il
numero zero
de la
Riviera, in
basso un
editoriale di
Nicola Zitara
del 10 agosto
2008, in
occasione del
decimo anno
de la Riviera
i chiedo chi abbia il giusto titolo per
celebrare i dieci anni di "la Riviera".
A restare nell'ottica di questi anni
disperati, il giusto titolo per festeggiare
appartiene ai ragazzi della redazione e dell'amministrazione, i quali hanno il privilegio
di un lavoro. Titolo per festeggiare hanno
anche le aziende che possono diffondere le
loro pubblicità, nonché i politici e gli amministratori che possono affidare alla carta
stampata i messaggi rivolti alle popolazioni.
Però io sono vecchio e festeggio secondo
un'ottica antica. "La Riviera" mi ha
offerto la possibilità di divulgare il mio pensiero di
uomo libero, di vecchio
socialista, di meridionale per nascita, di
patriota della mia
terra antica per
scelta 'naturale'.
Ho potuto parlare liberamente
ai miei concittadini, offrire loro
idee da vagliare.
Vanità? Forse.
Comunque
il
poterlo fare mi
ripaga della fatica fatta a imparare.
Nicola
Zitara
M
VECCHI TEMPI
Locride
scolorita
LA FICTION
Zingaretti e la
Ranieri attirano
l’attenzione
regionale
onferenza stampa da tappeto
rosso a Reggio per la presentazione della fiction di Rai uno
tratta da Il giudice meschino, romanzo di Mimmo Gangemi. Luca
Zingaretti, attore protagonista, è
stato l’ospite d’onore della serata.
Anche se la moglie, Luisa Ranieri,
ha distolto l’attenzione di molti dall’attore romano.
Questa fiction è stata pubblicizzata
come non mai dalla Regione che ha
lustrato le penne e ha sfoderato il
suo sorriso migliore. Il Presidente
è intervenuto alla serata e ha
reso omaggio ai suoi illustri
ospiti. Peccato che la stessa
attenzione non sia riservata ad
ogni evento culturale organizzato in Regione.
C
I prime murales ci arrivavano dall’America Latina.
Erano immagini del Che, dei contadini in lotta e, successivamente del presidente Allende.
Noi li copiavamo.
Tuttavia a Gioiosa Jonica il murales dipinto su una
parete del cinema era il più bello, il più rappresentativo, il più imponente.
Gioiosa viveva un momento magico di mobilitazione
popolare. Il sindaco Ciccio Modafferi si collocò dalla
stessa parte di Rocco Gatto, il mugnaio comunista
ucciso dalla ndrangheta.
Natale Bianchi diveniva un punto di riferimento per
un cristianesimo che prende vita nel popolo e che compie una scelta a favore dei deboli.
Ovunque la Locride conosceva momenti di fervente
confronto, di grande discussione ed elaborazione. In
occasione dell’alluvione del 1972 la mobilitazione
toccò il suo apice e quando passò il treno per Roma fu
preso d’assalto da migliia di persone.
La mattina dopo mentre andavamo verso palazzo
Chigi passammo sotto Botteghe Oscure, mitica sede
del PCI. Sul balcone Berlinguer, Ingrao, Paietta , tutta
la direzione del partito si affacciò per salutare. Il presidente Luigi Longo scattò sull’attenti per darci il saluto.
Era una Locride dignitosa , con mille problemi, ma in
piedi.
Guardavo il murales di Gioisa: è sbiadito. Tutta la
Locride va sbiadendo. Tutto intorno a noi ci parla di
una società mortificata e ripiegata su se stessi.
Diceva il nostro grande Edoardo De Filippo “ A dda
passà a nuttata..” E passerà!
Ilario Ammendolia
IMPASTATO
La spontaneità di Riace
i sono dei posti che rendono tutto un po’ più bello, in cui anche una serata nera
può trasformarsi in qualcosa di positivo. Riace ha quest’aura positiva e una
riprova è stata la serata dedicata a Peppino Impastato organizzata nell’ambito
dei campi lavoro estivi che si svolgono nel paese. Vagare per le stradine dalle luci
calde e imbattersi nell’esibizione del cantastorie Nino Racco è stata un’emozione. Poi
vederlo nel punto più bello, quasi magico, di Riace sotto un arco che sembra proiettarti indietro nel tempo improvvisare è intonare la storia di Colapesce (l’uomo mezzo
uomo e mezzo pesce) ha reso il utto unico. Lui, che tra una strofa e l’altra si è visto
piombare in scena a cnhe i muli di Riace, senza scomporsi ha intonato anche un
“buon compleanno” a Nina, asina che compiva un anno di vita. Quella sera è anche
stata inaugurata dal sindaco Domenico Lucano e dall’artista che l’ha creata, Nino
Vitale.un’opera in legno. L’opera ritrae un Peppino Impastato di colore per sottolineare il modello di accoglienza dei migranti riacesi e l’importanza della lotta a
tutte le mafie. Ma quello che resterà impresso nella memoria dei presenti è la
spontaneità di questa città.
C
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LA RIVIERA
03
Parlando
di...
LA SETTIMANA
CENTRALE A CARBONE/SALINE JONICHE
Convegno pro-centrale
riservato a gli amici
LOCRIDE
Perché non si pensa prima alla costruzione delle altre
opere “compensative” e poi alla centrale a carbone? È
questo uno degli interrogativi che scaturiscono dall'incontro che si è tenuto nel pomeriggio di martedì 23
luglio presso il salone parrocchiale di Saline Joniche.
L'amministratore delegato della SEI, Fabio Bocchiola,
ha presentato il progetto ad una platea di simpatizzanti utilizzando un monologo intenso per esporre quali
sarebbero i tanti benefici per il territorio che deriverebbero dalla centrale. 1,2 milioni di euro l'investimento
previsto che, secondo quanto ribadito dallo stesso
Bocchiola, rappresenterà linfa vitale per l'intera area. E
i lati negativi? Possibile che un'opera di tale genere
abbia soltanto risvolti positivi? L'incontro “a porte chiuse” ha lasciato l'amaro in bocca soprattutto ai molti cittadini che avrebbero, ancora si attende questo momento, gradito di conoscere in prima persona il progetto e
non apprenderlo soltanto dagli organi di stampa che
hanno “scoperto” che tale incontro si sarebbe tenuto a
Saline Joniche. Che motivo c'è di fare tutto in gran
segreto? Altri interrogativi nascono anche dalle dichiarazioni dello stesso amministratore delegato della Sei
circa il fatto che «in questi 7 anni non sono mai stato
ricevuto da un presidente della Regione ed abbiamo
enormi difficoltà a farci protocollare un documento da
uno dei comuni interessati dal progetto». Questo sicuramente dovrebbe far riflettere chi di competenza per
fargli comprendere se il territorio veramente vuole la
centrale a Saline Joniche, visto il diniego arrivato da più
parte, ed in secondo luogo anche i motivi di questo.
Magari in molti rifiutano l'idea della centrale perché
non conoscono bene i benefici anche se le riunioni soltanto “ad invito” non aiutano a creare un'interrelazione tra le parti. In molti, inoltre, si chiedono, se si ritenga importante soltanto l'iter burocratico tralasciando il
resto, tranne i casi in cui si faccia parte di qualche associazione. In attesa che gli enti competenti, Regione su
tutti, si ritrovi suo malgrado ad un tavolo per discutere
su quanto deciso dal Ministero.
Francesco Iriti (ntaCalabria)
Squali
ammarati
21 LUGLIO 2013
SIDERNO
ARCHEOLOGIA
Il più grande mosaico della
Magna Grecia è in Calabria
Cinquecento persone
sono rimaste isolate
È in atto un’animata protesta da parte degli abitanti di località Torrente Frittola di Siderno. La ditta
ArGi Spca, che sta svolgendo dei lavori nella zona
in subappalto dell’Astaldi, ha infatti occupato l’unica strada che collega la frazione alla cittadina. Gli
abitanti (circa 500 persone) da questa mattina sono
rimasti isolati e quindi chiedono una soluzione
immediata del problema.
Scoperto a Monasterace dopo 15 anni di scavi
L'antica Kauolon ha conservato
sotto la sua superficie il più
grande mosaico ellenico della
Magna Grecia, estensione di
circa 30 metri quadrati. È stato
riportato alla luce con un lavoro
meticoloso, lento e minuzioso
da un gruppo di archeologi che
dal 1998 a Monasterace Marina
stava lavorando sul l'area. In
questi giorni sono stati terminati
i lavori di pulitura della Casa
Matta, il mosaico che ricopre il
pavimento della sala termale. Il
mosaico nel complesso raffigura
un piccolo delfino e un drago da
una parte e un altro grande
delfino posto di fronte al drago
che era stato scoperto nel 2012,
l'area è stata ribatezzata "La sala
dei draghi e dei delfini”.
I lavori sul sito sono stati coordi-
nati dall'archeologo Francesco
Cuteri e ai lavori stanno partecipando studenti provenienti da
università italiane e dall'ateneo
di Bahìa Blanca, in Argentina.
Mentre la direzione scientifica
del progetto è affidataa Maria
Teresa
Iannelli
della
Sovrintendenza per i Beni
archeologici della Calabria.
Avvisati domenica scorsa sulle spiaggie di Siderno
e Monasterace due sqauli, due grossi esemplari di
squalo "Capopiatto" o "Pesce Vacca". Quello sidernese è stato trascinato a riva sulla spiaggia delle
Sbarre, pesava circa 2 quintali ed era lungo 1,80.
Contrariamente a quanto affermato da alcuni i due
animali sarebbero stati ancora vivi quando sono
stati trascinati a riva e sono morti sulle banchine
sotto lo sguardo dei curiosi aguzzini.
DOMENICA 28 LUGLIO
2013
LA RIVIERA
04
la Riviera
CARTOLINE MERIDIONALI Antonio Calabrò
Le notizie più lette
della settimana su
larivieraonline.com
I moderni schiavi
della Locride
Gioiosa Jonica, lidi
DANIELE MANGIOLA
Gioisce il bambino
volante, festeggiato e
coccolato e felice di mare
e di affetto e di carezze e
giochi e schizzi d’acqua e
risate. Lo Jonio è
trasparente e bonario e la
luce azzurra dell’Estate
sorridente, la varietà dei
colori rende ancora più
belle le giornate, come
bello è l’uomo quando
incontra l’armonia, e la
grazia illuminata dei
bimbi, innamorati della
vita. E il mare, verso cui
guardano i sognatori.
1) TROVATI SQUALI A MONASTERACE E
SIDERNO
2) SAREBBE CARMELO SCHIRRIPA
L’UOMO ANNEGATO NEL MARE DI
SIDERNO
3) SIDERNO, LO SFOGO DI UN
CITTADINO
4) CRIMINE: EMESSE LE SENTENZE DI
PRIMO GRADO
IL DIAVOLO NERO
Carcere certo per eventuale pericolo di fuga
5) CIRCOLO FORMATO, 10 ANNI ALL’EX
SINDACO FEMIA
6) SIGILLI LIDI SIDERNO, LO SCONFORTO
DI NINO TARZIA: «SONO SCORAGGIATO,
STO PENSANDO DI ANDARMENE»
7) SIDERNO: «AMARU CU NDAVI
BISOGNU»
8) PAOLO STRATI, 10 ANNI
Dati Google.com
Il processo contro Alessandro
Marcianò in Corte d’Appello, dopo
la remissione degli atti della
Cassazione, è stato concluso da una
riconfermata sentenza di condanna
all’ergastolo. Lo attende ora la pronuncia, di nuovo, della Cassazione
alla quale il collegio di difesa s’appellerà, una volta dette e dichiarate le motivazioni della sentenza, che
evidentemente non ha tenuto conto
delle osservazioni dei giudici della
Suprema Corte la cui serenità giuridica è fuori da ogni dubbio.
A futura memoria, solo a futura
memoria, ricordo che, secondo la
Costituzione , ormai ridotta a uno
straccio, Alessandro Marcianò è,
fino a quando la Cassazione non
riaffronterà il processo e non si
pronuncerà, presuntivamente innocente. E dovrebbe essere riguardato
come un cittadino, custodito dalla
presunzione di innocenza. Quindi,
cittadino, senza la macchia del
mandante dell’assassinio Fortugno.
E, invece, no. Se entri in carcere sotto la grave mole
d’un imputazione per
omicidio, ti trovi
nella stessa condizione in cui si trovò
Proserpina, rapita
da Plutone e segregata nell’Ade: una
volta l’anno poteva
tornare libera, ma
con l’obbligo di ritornare dentro.
Orbene,
Alessandro
Marcianò
questo 23
luglio è stato arrestato in
casa sua dai carabinieri su ordine della
Direzione distrettuale antimafia e
portato nel carcere di Reggio
Calabria. Motivazione: pericolo di
fuga. Che non configura una realtà,
ma una possibilità. La quale fa
acqua anche come possibilità.
Se Alessandro Marcianò
aveva in mente di fuggire,
perché ha dato tempo al
tempo , e non s’è dileguato
subito? Perché il sarto
non gli aveva ancora cucito l’abito blu in doppio
petto per fare l’ingresso
trionfale nei boschi
dell’Aspromonte?
L'operario P. 28 anni, tre figli. Muratore. Lavora, in questi
tempi di crisi, una bella fortuna. È regolarmente assunto
in un'impresa edile. Prende 50 euro al giorno, quando
lavora. Se sta male o piove, se rimane a casa, non prende nulla. Prende la busta paga, la firma senza neanche
guardarla, tutte quelle voci gli fanno venire l'acquolina in
bocca: ferie, assegni per moglie e figli a carico, 65 euro al
giorno, chi li ha mai visti. L'altr'anno per un piccolo incidente sul lavoro è stato a casa un mese: neanche un centesimo. Niente inps, niente stipendo, nulla. Tutto in busta
paga, tutto nelle casse del suo buon datore di lavoro.
È gentile, lui, ha risposto calmo e ossequioso alla moglie
di P. che andava a protestare: il lavoro è così, o nulla, mi
dispiace signora. È assunto per questo mese. Dopo l'impresa avrà bisogno di un carpentiere, concluderà il suo
contratto e lo farà all'altro. Entrambi lavorano insieme
nella stessa ditta ininterrottamente da due anni ma prendono la busta paga a singhiozzo tre o quattro volte l'anno.
Il datore di lavoro ha una jeep sporca per i viaggi di lavoro e le gite di caccia in montagna, il suv lo usa la moglie
per portare le figlie a danza.
R. segretaria dell'avvocato, lavora in nero da tre anni.
Quando viene l'ispettore del lavoro le dice: salve signorina, avremmo delle domande da fare, ma per rispetto al
signor avvocato le facciamo direttamente a lui, potrebbe
chiedergli se può riceverci?
M. panettiere, fa tutto lui, lavora dalle quattro di mattina
alle nove di sera, il padrone è debole di cuore, la moglie
sta alla cassa. Firma la busta paga senza leggerla: 40 euro
al giorno. Qualche anno fa ha avuto il fuoco di sant'antonio, tre mesi di sofferenza a letto, il padrone si è tenuto
tutti i soldi dell'inps: ha dovuto pagare il panettiere sostituto.
F. lavora nel supermercato. Firma la busta paga. Poi
prende la calcolatrice. Toglie dal totale 30 euro al giorno.
Si segna il resto, va in banca e lo ritira dal conto dove ha
ricevuto l'accredito dello stipendio. Li mette in busta e li
restituisce in contanti al proprietario del negozio.
Sorridendo, possibilmente.
Amici nostri e vicini di casa, lavorano accanto alla sede
del sindacato che fa proclami per la giustizia sociale e la
difesa dei lavoratori, perdono giorno dopo giorno la propria dignità davanti ai figli, odiano i quattro soldi che portano a casa e il pane che si mangiano. Il panettone che
ricevono a Natale dal padrone glielo infilerebbero giù
per la gola con tutto il cartone e la bottiglia o su per un
altro canale biologico, lentamente.
Padroni baroni del ventunesimo secolo che insozzano le
nostre strade e mantengono il nostro meridione nel
medioevo.
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LA RIVIERA
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DOMENICA
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LA RIVIERA
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Polaroid
CALABRESI NEL MONDO
L’intervista
La Calabria, quella attuale è poco conosciuta, non potendo
contare su un’azione valida di marketing “a 360 gradi”. La
si conosce soprattutto per le vicende criminali, per le quali non
si possono fare certo sconti ed anzi bisogna essere inflessibili
Parla Carlo Romeo
L’Italia e la Calabria raccontate
da Romeo diplomatico bovalinese
EMANUELA ALVARO
L’Italia e la Calabria osservate da un’altra prospettiva. In questo caso quella di
un calabrese che di mestiere fa il diplomatico, che vive e lavora a Washington.
Carlo Romeo originario di Bovalino,
dov’è ancora residente, dopo gli studi
avvia la sua carriera diplomatica a fine
1999. Dopo due anni al Ministero degli
Esteri, “La Farnesina”, sono seguiti
quattro anni in Uruguay, dove ha svolto
le funzioni di Capo dell’Ufficio commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a
Montevideo. A settembre del 2006 ha
assunto quelle di Console presso il
Consolato d’Italia a Detroit e poi è rientrato a Roma. Nella carriera diplomatica
è prassi trascorrere un periodo di lavoro
fuori e un periodo nel Paese di provenienza.
E così ha fatto e, dopo quattro anni di
lavoro al Ministero, si è presentata la
preziosa opportunità di ritornare negli
Stati Uniti a Washington, presso l’Ufficio
Economico – Commerciale – Scientifico
dell’Ambasciata d’Italia, dove ha assunto
le funzioni di consigliere.
«Questo è un momento difficile per la
crisi economica mondiale, in particolare
in Europa e ancora di più in Italia, dove
però i piccoli segnali di ripresa, resi possibili dagli sforzi del Governo italiano
che continua sul percorso delle riforme,
cominciano a manifestarsi. Un atteggiamento molto apprezzato all’estero, perché è chiaro che, nonostante i problemi
che l’Italia ha, i sacrifici si stanno facendo. Per quanto riguarda la Calabria, questa è una mia opinione personale che va
oltre il mio lavoro, quella attuale è poco
conosciuta, non potendo contare su
un’azione valida di marketing “a 360
gradi”. La si conosce soprattutto per le
vicende criminali, per le quali non si possono fare certo sconti ed anzi bisogna
essere inflessibili».
Il turismo, la cultura e l’agricoltura, per il
diplomatico, sono un fondamentale fattore di crescita economica, culturale e
sociale della nostra Regione. «Le bellezze geografiche e storiche della Calabria,
spesso poco conosciute all’estero,
potrebbero costituire, da sole, la sua
principale risorsa, se adeguatamente
IN EVIDENZA
«Le bellezze geografiche e storiche della Calabria, spesso poco
conosciute all’estero, potrebbero
costituire, da sole, la sua principale risorsa, se adeguatamente
valorizzate e protette.Il discorso si
sposterebbe, poi, però, alla grave
carenza di infrastrutture e servizi
che caratterizza, purtroppo, la
nostra Regione».
valorizzate e protette. Il discorso si sposterebbe, poi, però, alla grave carenza di
infrastrutture e servizi che caratterizza,
purtroppo, la nostra Regione. Quante
volte mi sono sentito dire all’estero
“Conosco il sud d’Italia, ma sono arrivato solo fino a Napoli”, oppure “Conosco
la Sicilia, ma non sono mai stato in
Calabria”».
Carlo Romeo racconta degli italiani e
nello specifico dei calabresi conosciuti
lavorando. Fa un cenno alla sua precedente esperienza in Uruguay dove c’è
una comunità italiana vastissima, all’interno della quale il circolo più nutrito è
quello dei calabresi e a Detroit, ma nel
Michigan in generale, nel quale l’immigrazione di italiani è risalente agli ultimi
anni dell’Ottocento e quella di calabresi
al secolo scorso.
Tantissimi corregionali che, per motivi
diversi, ma spesso per sfuggire ad un
destino di analfabetismo e povertà,
hanno dovuto lasciare la propria terra,
trasferendosi a migliaia di chilometri di
distanza, rimboccandosi le maniche,
lavorando sodo come solo i calabresi
sanno fare, riuscendo a trovare la propria collocazione nella società, partendo
praticamente da zero. Per Carlo Romeo
l’esperienza che ci viene dal passato è
assolutamente positiva.
È allora facile chiedere dove la Calabria
sbaglia nel presentarsi al resto del
mondo e l’azione che fino ad ora non è
stata fatta per farla conoscere per quanto di positivo ha da offrire.
«Mi occupo di questioni economiche e
commerciali e quindi curo i rapporti tra
l’Italia e l’America, la promozione del
Made in Italy, gli investimenti, sto attento nel guardare la provenienza dei prodotti e, semplicemente andando in giro
nei supermercati, nei negozi che vendono prodotti italiani negli Stati Uniti,
nella grande distribuzione, raramente
mi capita di vedere in commercio vino
calabrese.
Questo, purtroppo, succede anche in
Italia. Eppure il vino che produciamo non ha nulla di meno
rispetto a quello di altre regioni. È possibile che non si riesca ad avviare un’azione di
marketing più incisiva?!
Parlo del vino, ma così è
per gli altri prodotti che
caratterizzano
la
Regione. Ci sono poi
anche da tenere in considerazione gli anni di
ritardo che scontiamo
rispetto a regioni simili
alla nostra, come Sicilia e
Puglia, ma sicuramente
più
lungimiranti.
Nell’agroalimentare calabrese ci potrebbero essere
tanti prodotti che potrebbero avere la giusta collocazione nei mercati esteri, con un’azione più incisiva da parte delle
imprese con il sostegno delle
Ambasciate, dell’ICE-Agenzia
per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese
italiane, delle Camere di Commercio e
della Regione».
Di questi giorni la notizia di bancarotta
da parte di una città americana, Detroit,
che Carlo Romeo conosce bene, gli chiediamo di raccontarci le sue sensazioni
dopo la notizia e la sua esperienza.
«Sono molto legato a quella città e
apprendere della dichiarazione bancarotta mi ha dato un grande
dispiacere.
La mia esperienza a
Detroit, durata
circa due anni
e mezzo, è stata eccellente da ogni punto
di vista, ho avuto un bellissimo rapporto
con la comunità italoamericana. La crisi
di questa città viene da lontano, nel bene
e nel male è intimamente legata al mercato automobilistico con la presenza
delle tre grandi compagnie, le “Big
Three”, General Motors, Ford e
Chrysler–
Fiat.
Quando il settore va bene tutta l’economia ne è influenzata positivamente, ma
lo stesso accade al contrario. In più la
città sconta dei problemi di alti livelli di
criminalità e di natura sociale, una separazione di fatto tra gli afroamericani,
che costituiscono oltre l’80% della popolazione e la restante parte di popolazione bianca. Una città che negli anni si è
spopolata, interi quartieri al centro,
“downtown”, come lo chiamano in
America, sono stati completamente
abbandonati, ma basta spostarsi nei
sobborghi e trovi delle cittadine
dove tutto è curato nei minimi
particolari.
Gli ultimi scontri, dopo quelli
del 1943, tra la popolazione
afroamericana e la polizia
avvennero nel luglio del
1967, la città venne messa a
ferro e fuoco e, a partire da
quel momento, progressivamente la popolazione bianca
cominciò ad abbandonare il
centro della città e a trasferirsi in queste cittadine
“modello”. Al centro di
Detroit sono rimasti uffici,
banche e la popolazione
afroamericana, ma interi
quartieri di quella che venne
definita nei primi decenni
dell’Ottocento la “Parigi del
Midwest” sono oggi tristemente abbandonati e in stato
di degrado. La crisi economicofinanziaria del 2008-2009 ha
colpito duramente Detroit. Ora
l’industria automobilistica si sta
riprendendo dalla crisi, per ciò
che riguarda Chrysler soprattutto
grazie alla Fiat, altrimenti sarebbe
stata destinata al fallimento, ma
forse questo non è sufficiente per
una città con milioni di debiti».
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LA RIVIERA
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Parlando
di...
COPERTINA
Tre casi, un solo monito: abolire la carcerazione preventiva non solo nell’interesse degli
imputati ma della società. Gli assolti nei processi Crimine e circolo formato costeranno alla
società circa quattro milioni di euro. Otto miliardi delle vecchie lire..Ne vale la pena?
Crimine, criminali e
carcerazione preventiva
ILARIO AMMENDOLIA
Premessa: nel 2011 vicino Oslo, un criminale neo nazista, Anders Breivik, ha aperto il
fuoco uccidendo 69 ragazzi innocenti.
Un anno dopo il tribunale ha emesso il verdetto: 21 anni di carcere.
Ogni paese ha una propria storia, tuttavia
vorremmo evidenziare che pur senza
mostrare il cappio, senza ricorrere alle
retate né alla carcerazione preventiva la
Norvegia ha un tasso di criminalità cento
volte inferiore rispetto all’Italia. Spende per
le repressione una cifra, che pur tenendo
conto delle proporzione, è cento volte inferiore.
Le somme destinate alla repressione vengono impegnate nella prevenzione.
Si dirà che l’Italia è altra cosa , che c’è la
mafia ed un alto tasso di criminalità. Siamo
d’accordo, però qualche riflessione è giusto
farla.
La sentenza “Crimine” ha comminato ad
alcuni imputati condanne severe ma un
terzo degli stessi è stato assolto. Qualche
volta succede che ci siano colpevoli assolti e
innocenti condannati, la giustizia umana è
per sua natura fallace ma un innocente in
galera diventa un dramma anche perché i
carnefici, in quota parte, siamo tutti noi
almeno nella misura in cui lo Stato ci rappresenta. Così come siamo responsabili per
la nostra indifferenza e per i nostri silenzi
dinanzi alla tragedia della carcerazione preventiva. Fino a qualche tempo fa eravamo
in pochi a dirlo, oggi è la Presidente della
Camera, on. Boldrini a porre il problema
durante una visita ai detenuti:«...bisogna
ripensare e rivedere il sistema di custodia
cautelare: Perché se quelle persone sono
innocenti il danno è irreparabile».
Noi siamo stati avanguardie, e lo rivendichiamo con fierezza.
…..La società deve difendersi
dai criminali ed ha diritto di essere
difesa da parte dello Stato.
Ribadiamo “difesa” ,non presa in
giro gabbando il popolo. Le forche,
la ghigliottina, la tortura , la giustizia
sommaria sono sempre stati
strumenti per diffondere e
legittimare il morbo criminale
mantenendo intatto il Potere
che lo genera.
Tornando a “Crimine” 1200 giorni di carcere per coloro che sono stati assolti sono una
eternità. La Corte d’Appello liquiderà il
risarcimento per “ingiusta detenzione” che
si sommerà a quelli finora spesi per tenere
in carcere gli imputati. Si arriverà a circa
due milioni di euro, quasi quattro miliardi
delle vecchie lire. Ho detto prima che la fallacia è umana ma qui non si tratta di discutere di un errore ma di un metodo che
tende a rispondere alla giusta e giustificata
ansia di sicurezza dei cittadini perbene con
una giustizia spettacolare e sommaria,
infliggendo anni di carcerazione preventiva
anche a persone mai coinvolte in fatti di
sangue.
Non è il caso di dividerci tra forcaioli e
garantisti. Non ne vale la pena.
La distinzione dovrebbe essere tra persone
razionali ed irrazionali. Tra chi vuole estirpare il crimine e chi vuole ricorrere a metodi inefficaci e violenti. Ricorro ad un altro
esempio: due anni fa, probabilmente sotto
l’effetto della droga o dell’alcol, un ragazzo,
appena maggiorenne, ha sparato ad un
uomo inerme, giustamente indignato per
essere stato disturbato, più volte, durante
la notte.
La vittima - senza se e senza ma - è il cittadino inerme. A Lui, prima di ogni altro, va
la nostra solidarietà.
I giudici hanno emesso una sentenza equilibrata ed è giusto che il ragazzo paghi per
il crimine commesso... C’è un solo particolare, io conoscevo, da sindaco, il ragazzo, la
sua famiglia, le famiglie della borgata da cui
proviene. Li ho conosciuti e sono consapevole del degrado sociale esistente tra quelle
poche case appese sul costone di una roccia
screpolata. Non lo dico per creare alcun
alibi al giovane ma per porre una questione
che, a prescindere dal singolo caso, diventa
emblematica della stoltezza e della stupi-
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LA RIVIERA
08
la Riviera
dità delle nostri classi dirigenti a più livelli.
Sono costretto, senza indugiare a nessuna autocelebrazione, a dire che da sindaco avevo
messo in campo un progetto di riaggregazione
umana, a cui ho dato più importanza rispetto
ad una qualsiasi opera pubblica. Per alcuni anni
i bambini di Migliuso (questo il nome della frazione) venivano portati al doposcuola giornalmente e quindi accompagnati in luoghi tali da
poter socializzazione con gli altri bimbi del
paese. Le madri sono state avviate alla loro
prima occupazione grazie a delle “borse lavoro”. Pochi soldi, ma tanta tenacia, tanta pazienza, tante riunioni con gli ultimi di un paese dove
“ultimi” sono tanti.
Spesso le borse lavoro sono state assegnate a
mogli e figli di detenuti o di ex detenuti ma, per
chi amministra dovrebbero essere solo bimbi
senza giochi e donne senza lavoro. Ho visto
rifiorire tanti sorrisi, ho visto bimbi giocare lieti
con altri bambini della loro stessa età.
Ho bussato a tante porte nel tentativo di far
approvare un progetto organico che avevamo
messo in campo ma le porte sono rimaste sigillate. Chiusa la Provincia, chiusa - ovviamente la Regione, assente il governo.
Il progetto da qualche tempo è finito. Nella
borgata è tornata la crudele normalità.
Una “normalità” che macina vite come l’acqua
del torrente fa girare la ruota. Adesso quel
ragazzo è in carcere. Ogni giorno ci costerà
circa 250 euro. Quando avrà scontato la pena
sarà costato allo Stato quasi un milione di euro.
Poi… nel migliore dei casi tenterà di vivere alla
giornata, elemosinerà qualche contributo, nel
peggiore entrato in carcere da delinquente
occasionale ne verrà fuori da delinquente professionale. Non si trovano ventimila euro per
salvare dieci ragazzi, ne occorrono mezzo
milione per tenerne uno in carcere.
Abbiamo esaminato due casi molto diversi tra
loro ma che dimostrano la miopia - spesso la
stupidità e la malafede - delle nostre classi dirigenti.
Con le somme che si sprecano avremmo potuto avviare un’imponente opera di recupero
sociale, prosciugando gli acquitrini da cui viene
fuori il crimine e costruendo una società più
civile...
La società deve difendersi dai criminali ed ha
diritto di essere difesa da parte dello Stato.
Ribadiamo “difesa”, non presa in giro gabbando il popolo. Le forche, la ghigliottina, la tortura, la giustizia sommaria sono sempre stati strumenti per diffondere e legittimare il morbo criminale mantenendo intatto il Potere che lo
genera.
Sì alle inchieste, ma no alla carcerazione preventiva a tutti i costi
Crimine, aspettando
una giustizia più giusta
GIOVANNI DROGO
Giuseppe
Chiera,
Giuseppe
Velonà, Salvatore Pepè e ancora
Francesco e Franca Agostino. Sono
alcuni degli imputati del processo
Crimine che sono stati assolti. Per i
primi due, Chiera e Veonà, la
richiesta pena è stata pesante, 19
anni per il primo e 12 per il secondo, Chiera ristretto in carcere per
ben tre anni e Velonà prima in
cella e poi ai domiciliari. Su di loro
nessuna prova tale da portare alla
condanna.
Lo Stato farà appello ma intanto
incassa il colpo, e se tutto verrà
confermato pagherà il conto,
anche se tre anni di carcere per poi
arrivare all'assoluzione non hanno
prezzo.
Il sistema giustizia perde sul piano
dei diritti, perde sul suo stesso terreno, la giustizia non è giusta. Non
un omicidio contestato nel processo Crimine, non una sparatoria,
una bomba, ma le cariche, le figure
istituzionali della 'ndrangheta certificate da uomini con pacemaker e
audio auricolari, chi 82, chi 77, chi
70 anni. E allora era giusto, ed è
giusto, su prove indiziarie e teoremi tutti da dimostrare pensare alla
carcerazione preventiva? Piero
Grasso in questi giorni dice che
IN EVIDENZA
Ma la carcerazione
preventiva a chi giova?
Le carceri scoppiano e
sono luoghi disumani,
eppure le riempiamo sul
mero sospetto, su castelli
che poi si dimostrano di
sabbia, di quella più fina.
La civiltà di un popolo,
anche del popolo della
giustizia, si dimostra sul
campo
l'Italia ha problemi più urgenti che
rivedere gli articoli di 416 bis e ter,
e lo dice perchè non vive in
Calabria, oppure perchè non legge
quante assoluzioni ci sono nelle
sentenze dei Tribunali calabresi e
anche piemontesi e lombardi.
Assoluzioni che arrivano dopo
anni di detenzione, anche in regime di 41 bis, pane, acqua e quattro
pareti intorno.
Nessuno dice, nè si sogna di dire,
che le inchieste non vanno fatte,
che le ordinanze non vanno emesse, ma la carcerazione preventiva a
chi giova?
Le carceri scoppiano e sono luoghi
disumani, eppure le riempiamo sul
mero sospetto, su castelli che poi si
dimostrano di sabbia, di quella più
fina. La civiltà di un popolo, anche
del popolo della giustizia, si dimostra sul campo, quando a finire dietro le sbarre ci sono i colpevoli,
veri, quelli con prove schiaccianti,
non quelli citati per caso in una
lavanderia.
Ha retto l'urto con l'aula di
Tribunale il processo Crimine, ma
non quello con la coscienza. Oggi
altre decine di imputati aspettano
il giudizio finale, quello di primo
grado o l'appello, e stanno dietro le
sbarre a marcire, qualcuno giustamente per i reati che ha commesso,
qualcun'altro solo per i reati che
altri hanno ipotizzato. Serve un
cambiamento urgente per salvare
la Calabria e la coscienza dei nostri
giovani.
DOMENICA 28 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
09
Polaroid
ATTUALITÀ
Anni '70, una bomba esplode nel giardino
di casa Parasporo e distrugge tutte le auto
parcheggiate. Il 5 settembre 1986 alcuni
uomini rapinano un cantiere in contrada
Riposo. Tre anni dopo, nel gennaio del
1989, vengono sparati dei colpi di lupara
contro la serranda degli uffici della ditta
Parasporo in Via Matteotti. E sempre in
quell'anno, il 20 maggio, a Sant'Ilario quattro persone incappucciate rapiscono
Pietro Parasporo, capostipite della famiglia di costruttori, (lo rilasciarono poche
ore dopo a Platì).
Ma non finisce qui, nel 1999 viene incendiato un escavatore in un cantiere di
Siderno. Poi nel maggio del 2004 vengono
lasciate davanti la porta d'ingresso dell'azienda quattro cartucce ed infine nel febbraio 2008 l'impresa Parasporo subisce
l'ultimo attentato. Gli vengono distrutti
tutti i mezzi parcheggiati e va in fiamme
l'intera cabina di comando dell'impianto di
calcestruzzo. I danni provocati da quest'ultimo atto sono pesantissimi per la ditta,
nell'incendio infatti vanno in fumo circa
500 mila euro tra mezzi e impianto.
Quest'attentato secondo le ricostruzioni di
quei giorni è stato il chiaro segnale che la
ditta fosse poco gradita agli sgherri che
volevano impossessarsi dei lavori di
ammodernamento e ampliamento della
ss.106 da Ardore e Marina di Gioiosa. La
Parasporo si era infatti aggiudicata la fornitura dei materiali e calcestruzzo per
l'Astaldi-Condotte, un appalto da 350
milioni di euro.
Scattano le indagini del Commissariato di
Siderno e a questo punto Carlo Parasporo,
figlio di Pietro e suo successore alla guida
dell'impresa, spera di ottenere risposte e
giustizia. A due mesi dall'atto intimidatorio però da vittima si ritrova ad essere
indagato. Quando va a chiedere aggiornamenti al dirigente della polizia Luigi
Silipo, a cui erano state affidate le indagini, si sente rispondere che doveva essere
lui a dirgli chi avesse compiuto quell'attacco. Parasporo è scoraggiato, deluso, si
sente abbandonato, solo. Ha paura per
l'incolumità sua e dei suoi familiari. In quel
momento di debolezza e di disperazione si
arrende nel peggiore dei modi: paga 6.000
euro agli Alvaro per lavorare in tranquillità nei cantieri di San Procopio e accetta
A due mesi dall'atto
intimidatorio Carlo
Parasporo da vittima si
ritrova ad essere indagato.
Lo Stato lo lascia solo, anzi lo
mette in quarantena.
Parasporo è scoraggiato,
deluso. Ha paura per
l'incolumità sua e dei suoi
familiari. In quel momento
di debolezza e di
disperazione si arrende nel
peggiore dei modi
Riflessioni
DOPO IL CONGRESSO
DI CHIANCIANO
COMUNISTI, ADDIO ?
P.C.
ROUTE 106
La mattanza
infinita dei
Parasporo
di stipulare un contratto con l'impresa
edile e di movimento terra Musolino. Lo
Stato lo lascia solo invece di aiutarlo a
rimettersi in piedi, lo mette in quarantena
e lo intercetta.
Parte l'inchiesta Route 106, lo indagano,
ascoltano le sue telefonate e lui diventa il
signore del cemento che con l'appoggio di
Antonio Cataldo si è aggiudicato i lavori
della ss.106. Siamo nel 2008 nel 2013 parte
il processo, lui chiede il rito abbreviato e il
18 luglio viene assolto mentre il boss
Cataldo prende 15 anni. L'imprenditore
ha sempre affermato di essersi aggiudicato l'appalto onestamente e che solo dopo
l'ennesimo atto intimidatorio, esasperato,
avrebbe chiesto a Giuseppe Commisso, il
Mastro, a chi doveva rivolgersi affinché gli
attentati contro la sua azienda terminassero. Ma sulla vicenda l'ingegnere non si
sente di dire di più perché è ancora in
corso il processo è quindi l'ingegnere non
può rilasciare dichiarazioni.
Ciò che invece contesta con fermezza è il
trattamento che gli è stato riservato dalle
autorità. Da vittima di estorsione lo hanno
trasformato in un indagato eccellente. Per
notificargli l'iscrizione nel registro degli
indagati si presentano a casa sua a sirene
spiegate alle tre di notte. Tutta questa storia a lui e alla sua impresa è costata molto.
Dopo l'attentato e l'iscrizione nel registro
degli indagati nell'inchiesta Route 106 la
sua azienda ha sospeso ogni lavoro, ma
non solo. L'Astaldi ha applicato una penale da 140 mila euro per non aver completato i lavori. Altri 500 mila euro erano stati
i danni provocati dall'attentato. E per finire la Tunnel srl, società che si era aggiudicata i lavori delle 8 gallerie da realizzare
tra Ardore e Gioiosa, gli dovrebbe 1 milione e 600 mila euro, ma è fallita nel febbraio del 2012 mandando in rovina diversi
fornitori che per gli ultimi 5 mesi di lavori
non hanno visto un centesimo.
Adesso che è stato assolto e spera che il
Tar gli permetta al più presto di tornare a
lavorare, sospendendo l'interdittiva emessa nel maggio 2013.
Eleonora Aragona
Antonio Ingroia, veloce come un fulmine, dopo
la disfatta non ha impiegato che una manciata di
secondi per smontare la cornice di “Rivoluzione
civile”. Il Partito dei Comunisti italiani, trascinato alla cerca e alla rovina dalla storica pigrizia di
Oliverio Diliberto, e, innanzitutto, dal despotismo puritano dell'ex PM, dovrebbe intraprendere un'altra via. Che è quella di non arrendersi, di non rassegnarsi all'ennesima disfatta, di non
alzare bandiera bianca.
È questo il sentimento alto che animava i delegati al congresso straordinario del Partito reggino dei Comunisti Italiani. Nient'affatto reduci,
ma combattenti. Certo non numerosi come
quando il Partito era nelle istituzioni e alla
regione Calabria poteva vantare nella persona di
Michelangelo Tripodi un Assessore dinamico e
intelligente, mai sazio di fatica. Ma tutto si spiega anche se la bandiere rosse, facendo ombra,
hanno di frequente, con capriccio storico, contribuito a nascondere che non c'è solo l'opportunismo di destra, ma anche l'opportunismo di
sinistra.
Lo stesso sentimento non ha animato il gruppo
dirigente uscente telecomandato, nonostante
finga di scomparire in umiltà, il vanitoso Oliverio
Diliberto, per nulla sconvolto di giungere al
Congresso straordinario con una manciata di
voti elettorali w appena 12.500 iscritti. Ma solo
sulla carta.
Sua, tutta del prof. Oliverio Diliberto è la trovata di portare a segretario nazionale dei
Comunisti Italiani l'operaio Procaccini, che
dovrebbe portare la classe operaia in Paradiso,
lasciando nelle ceneri il Partito.
Le condizioni oggettive, come si diceva una
volta, ci sono tutte: la scienza economica, l'umano cuore, la filosofia della storia, la povertà
crescente dei ceti proletari e del ceti medi danno
ragione ai comunisti.
Se il popolo, però, non li vota è perché non
esistono le condizioni soggettive, cioè un gruppo
dirigente nazionale all'altezza della situazione.
Su questo bisognerà interrogarsi: Comunque,
ciò che ha dominato i lavori è stata la volontà di
proseguire il cammino. La volontà senza della
quale le analisi possono diventare libri, ma non
azione.
DOMENICA 28 LUGLIO
2013
LA RIVIERA
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Antica gelateria
Strati
e le sue
specialità
Granita
alle Mandorle
Granita
al pistacchio
di Bronte
Mini cappello del prete
Classico della nostra attività.
Gelato alla nocciola con interno
di morbido semifreddo alla gianduia
ed una sottilw copertura
di cioccolato fondente.
Le granite sono fatte
esclusivamente con
frutta fresca di stagione
Tartufo Strati
tradizionale tartufo nocciola
e cioccolato con interno di morbida
crema di cioccolato fondente.
Mini setteveli
da degustare al tavolo...
7 strati di piacere.
Tartufo alla crema
antica con interno
di pan di spagna il tutto
in una granella di
mandorla caramellata.
DOMENICA 28 LUGLIO
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LA RIVIERA
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Polaroid
RUBRICA* Le frasi fatte
Gli ecclesiologi n.2
Nei giorni scorsi il presidente, prof. Sentifreddo, ha
trasmesso al consiglio degli ecclesiologi una relazione preferiale dai toni preoccupati. Con la morte del
cardinal Cinzano e di don Pennuto la presenza degli
ecclesiologi in tonaca si è ristretta a un ormai folcloristico don Balotelli. L’ idea di aggregare don Totti
non convince : è assorbito dalla contemplazione di
altre forme associative ed è comunque rispettoso
delle gararchie. Conviene, quindi, che i laici facciano
da soli.
Il prof. Sentifreddo ha poi invitato a prendere atto
che l’ espediente di mettere a raffronto due ecclesiastici spacciando uno per progressista ed un altro per
conservatore non funziona più : si era appena tentato di ripeterlo con i due ultimi Papi che quello in carica ha firmato l’ enciclica scritta dall’altro. Anche in
periferia, nella sperduta diocesi di Locri, il tentativo
di contrapporre il Vescovo precedente al suo successore, inizialmente ben avviato, è fallito, nonostante il
contrasto tra l’ affabilità del primo e la ruvida scorza
del secondo. Questi, infatti, come l’altro, si occupa
anche di cose terrene, ma proclama di farlo controvoglia e di esserne costretto dalla incapacità dei politici, interpretando così il comune sentire.
E’ ritornato, poi, sulla questione dell’ IMU. I preti si
dichiarano disposti a pagare sugli immobili non adibiti al culto, fra cui rientrano anche quelli adibiti a
scuole e a forme di assistenza, ma avvertono che l’
impegno economico che ne deriva potrebbe costringerli a chiudere quanto meno le seconde. Lo Stato si
troverebbe, quindi, prima o poi farsi carico di tutti gli
assistiti dalla Charitas e dalle organizzazioni consimili senza averne i mezzi, né l’ efficienza. Il ricatto è
evidente e i preti sanno attendere, perchè ragionano
in termini di eternità : sono sicuri che prima o poi,
perdurando la crisi economica, lo Stato si presenterà
a loro col capo coperto di cenere e con le mani non
vuote. “ Sul loro giornale è scritto - ha aggiunto
Sentifreddo - non prevalebunt, riferito alle forze del
male, ai diavoli; e non può proclamarlo se non chi è
sicuro di saperne più del diavolo “.
Infine, non autorizzano un rating negativo nemmeno le vicende dello IOR e di preti e vescovi impegnati a far man bassa di danaro.
Francesco E. Nirta
BRIGANTI
“La battaglia di Calatafimi”
Il Piemonte, il lombardo e i mille cornuti. Terza parte
BRIGANTESSA
SERENA IANNOPOLLO
…E quindi l’11 maggiu du 1860
Caribbardu sbarcau a Marsala cu
l’aiutu dà flotta inglesi chi ‘nci detti i
coordinati esatti avundi non ‘ndavìa
navi borboniche. E pensa chi ti ripensa, u stupratore dì due mondi, decidìu
u si dirigi versu Palermu passandu pè
Calatafimi pemmu pìgghia possessu
dà Sicilia. P’avvalorari u fattu ca l’invasioni sabauda non fu dichiarata i
nugliu si poti notari puru a divisa chi
portàvanu i combattenti (da strapazzo) garibaldesi, e cioè: non portavanu divisa! E pecchì? Pecchì ‘ndavìanu mu si cunfùndunu cu a genti dù
populu sicilianu, accussì non ‘nci sparavanu i supa! Orecchia muzzata
‘ndavia na cammisa russa chi attirava
nu pochicegliu u focu borbonicu
(comu pè tori quando vidunu russu),
peccatu ca certi combattenti dì mille
cornuti non si ficiru i fatti loru e si
misiru davanti ò mercenario pemmu
u difendunu, comu u volontariu bergamasco Piccinini chi si ‘ncazzau cu
l’antieroe e ‘nci dissi : “o biondu, ma
chi cumbinati? Cu sta cammisa russa
vi vidunu puru i Genova!” E ‘nci iettau i supa u mantellu soi. Caribbardu
ladro di cavalli era tranquillu ì l’esitu
da battaglia pecchì l’inglesi ‘nci
‘ndavìanu datu nu saccu i sordi
pemmu si ‘ccatta i generali borbonici, ‘nta stu casu, u tradituri
“Francesco Landi”. U generali ‘ndavia 67 annicegli e non volìa u si ‘ndi
vaji in pensioni (forsi ‘nci parìa ca
non ‘nci ‘à davanu pecchì era esoda-
IN EVIDENZA
Quandu Nino Bixio,
attu comandante di
Sa(b)oia capiscìu ca
stavanu pè moriri
tutti quant’eranu ‘nci
dissi a Caribbardu: “o
menza ricchia, tu non
vidi ca cca morimu
tutti?”
tu?)e nu pocu i d’acciacchi i ‘ndavìa,
puru pecchì non scindìu mai dà carrozza mancu quandu a battaglia ‘ncignàu a Calatafimi, e pe’ tutti chigli 4
uri chi duràu si stetti cu culicegliu a
riposu. Na parti i l’esercitu borbonicu
combattìu sutta l’ordini du comandanti Sforza finchè potti, finchè
‘ndeppi munizioni, e quandu finiru
Sforza mandau cocchi staffetta
pemmu ricivi aiutu i Landi, chi si
girau i l’atta parti e s’addormentau
sognandu i sordi che Caribbardu ‘nci
promettiu a igliu e dì figghi soi (chi
poi, cu sapi comu, si vittiru tutti
arruolati ‘nta l’esercitu di Sa(b)oia).
Quandu verzu sira Landi capiscìu ca
i borbonici potìanu puru vinciri ‘nci
vinni na frevi e sonau a ritirata!
L’esercitu borbonicu fu costrettu u
esegui l’ordini e fu pigghiàtu pè eser-
citu codardu, e Caribbardu comu
eroe! Quandu Nino Bixio, attu
comandante di Sa(b)oia capiscìu ca
stavanu pè moriri tutti quant’eranu
‘nci dissi a Caribbardu: “o menza ricchia, tu non vidi ca cca morimu
tutti?” E i cca a famosa frasi chi si
mbentaru i vincitori “qui si fa
l’ita(g)lia o si muore”. E infatti igliu
era tranquillu cu tutti l’assegni in
bianco chi ‘ndavia ‘nta buggia pè tradituri borbonici. Tutta a battaglia fu
na farsa, na tragicommedia( comu
cocchiùnu scrivìu) puru pecchì a
popolazioni intornu stava u guarda
chi stava succedendo, tantu fu disorganizzata e confusa. A fini dì cunti i
morti chi si cuntaru chigliu jornu furu
cchù o menu na quarantina, e altrettanti u jornu doppu, pecchì cocchiunu morìu cu nu pocu i ritardu, comu
per esempiu i feriti borbonici chi
Landi dassau ‘nta na chiesa è curi ì
certi medici garibaldini (veramenti
eroe stu generale Landi, “né”?).
Landi fu chiamatu du rre Francesco
II di Borbone e fu confinatu a Ischia
pè forti dubbi chi c’eranu supa a condotta sua, ma poi u regnu finìu (ahinoi!) e Landi restau impunitu. Però
dicimu puru ca fici na degna fini,
infatti l’annu doppu jìu ò Bancu i
Napoli pemmu riscuoti i sordi chi ‘nci
‘ndavìanu promettutu, ma u furbu
cercau u aggiungi 3 zeri dà cifra irrisoria chi era stipata pè igliu: 14 ducati d’oro (e non 14000!). Quandu ‘ncì
negaru nci vinni n’ictus e pà vergogna sà cogghìu. Era megghiu mu
facivi u lavuru toi i generale borbonicu, povero Landi, cu sapi, forzi potivi
viviri na para d’anni chiù assai ma
potivi caminari a testa arta!
DOMENICA
28 LUGLIO 2013 12
DOMENICA
28 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
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Polaroid
LOCRI
«
«Ritengo il bilancio di questi primi due mesi
positivo, malgrado le difficoltà alle quali stiamo facendo fronte. Riscontriamo soddisfazione dalla maggior parte dei cittadini, per
noi la gratificazione più importante.
L'obiettivo è di ottenere risultati per la città, in evidente
stato di trascuratezza. Oggi si respira un’aria diversa, sicuramente positiva». Il sindaco Giovanni Calabrese non
dimentica quanti, tra consiglieri di maggioranza e assessori stanno lavorando insieme a lui per Locri. Con l'impegno dell'assessore Alfonso Passafaro è stato affrontato
e, il sindaco sottolinea, in parte risolto, il problema dei
rifiuti, entrando ora nella fase di programmazione.
«Abbiamo raccolto fuori dai cassonetti oltre 500 tonnellate di rifiuti. Stiamo programmando la raccolta differenziata e altre iniziative nel settore ambientale. Stiamo
provvedendo alla pulizia della città e del cimitero, oggi in
uno stato accettabile, a parte il progetto di riqualificazione che, comunque, è da portare avanti. Nei prossimi giorni affronteremo il problema della pubblica illuminazione.
Stiamo cercando di offrire alla città eventi estivi, pochi,
ma di qualità, utilizzando poche risorse comunali».
Calabrese si sofferma sul lavoro dell'assessore, Raffaele
Sainato, per mettere a posto i conti dell'Ente. Si sta provvedendo alla liquidazione delle prime fatture previste per
il Piano di rientro e a creare condizioni solide per approvare il bilancio di previsione, cercando di capire quali i
debiti fuori bilancio che possono avere riconoscimento
da parte del comune. Il primo cittadino pone l'accento sul
lavoro quotidiano per ottenere il meglio, come nella pubblica istruzione, settore nel quale l'assessore Sofia sta pianificando il prossimo anno scolastico in modo da non
arrivare impreparati su questioni fondamentali quali
mensa e trasporto studenti.
Parlando di scuole, spontaneo l'accenno agli istituti superiori, in questo periodo oggetto di polemiche. «Abbiamo
avuto notizia che il Liceo Artistico dovrebbe essere
accorpato alla Scuola d'Arte e che il'Istituto Professionale
dovrebbe andare a Siderno in attesa di essere allocato poi
nella sede definitiva a Locri che sta per essere cantierizzata. Parlando con il presidente Raffa e avendo ricoperto il ruolo di assessore provinciale in questo settore, mi
rendo conto che l'Ente non è più in grado di pagare fitti
onerosi. Un'azione che ha portato la Provincia a ridurre
di oltre un milione e mezzo di euro le locazioni in breve
tempo. Secondo me è necessario rimodulare l'offerta
didattica sul territorio. È impensabile avere una stessa
scuola in più paesi vicini, meglio puntare al potenziamento dei servizi di mobilità scolastica e in generale quelli per
gli studenti».
Ma l'attenzione dell'amministrazione guidata da
Calabrese è posta anche su altri progetti che riguardano
il Parco archeologico, Palazzo Nieddu del Rio, il completamento dell'iter procedurale relativo ai Pisl e ancora l'ottenimento dell'agibilità per il teatro collocato all'uscita
nord di Locri e per Palazzo della Cultura.
«Consapevoli di ciò che avremmo trovato, nostro interesse è guardare solo avanti per affrontare e risolvere le problematiche. Grande lavoro sta facendo l'assessore
Cappuccio nel settore urbanistico, siamo usciti dal Piano
strutturale associato, puntando con determinazione al
Piano strutturale comunale, certi che entro un anno
Locri avrà questo strumento urbanistico così come il
Piano spiaggia. Ma non stiamo trascurando la questione
sanitaria, domani ci sarà un incontro con il direttore
generale dell'Asp 5, Rosanna Squillacioti a cui seguirà
una visita mia e della giunta alla struttura ospedaliera di
Locri. Stiamo cercando di capire quale la sanità idonea
per Locri e per tutto il comprensorio, convinti che sia
meglio ridurre forse alcuni reparti e puntare ad avere una
sanità di qualità. Con il direttore generale vogliamo confrontarci su questo».
Di cordialità parla Calabrese riferendosi al rapporto con
i consiglieri di opposizione, non avendo nessun motivo di
“alzare barricate” con loro in Consiglio comunale, dove,
per il sindaco, si può discutere di tutto attenendosi al
regolamento comunale. «Loro presentano le mozioni,
noi facciamo il nostro. Nell'ultimo consiglio ne abbiamo
approvato due presentate dai consiglieri di minoranza,
quella relativa ad uno dei mali principali, secondo loro,
per Locri, la ludopatia e il gioco d'azzardo. Massima
disponibilità anche sul femminicidio, abbiamo raccolto
con tranquillità le loro indicazioni, anche se poi hanno
deciso di votare contro. Se qualcuno vuole portare avanti iniziative pretestuose è libero di farlo, noi siamo un
gruppo coeso e compatto, andremo avanti consapevoli
delle criticità che dobbiamo affrontare quotidianamente,
di cui qualcuno, forse, non si rende conto».
INTERVISTE
Al sindaco e ai consiglieri d’opposizione
Locri: punti di vista
diversi a due mesi
dall’insediamento
SERVIZIO A CURA DI EMANUELA ALVARO
foto Fiumano
Mentre il sindaco GiovanniCalabrese nel complesso
parla “di aria diversa che si respira a Locri, sicuramente
positiva”, nonostante le difficoltà della città, per i
consiglieri d’opposizione la situazione è ben diversa, pur
evidenziando il “buon lavoro di lifting, apprezzabilissimo,
anche se in quello che fanno non c’è logica e i nodi
verranno al pettine”
Si presenta lo staff del sindaco
Rendersi disponibili, lavorando gratuitamente per il bene di Locri. Per Alberto Milicia, questo il motivo
che ha spinto lui, professionista con tanti anni di esperienza nel ruolo di segretario comunale e in generale
nelle amministrazioni pubbliche e gli altri, Elisabetta Congiusta avvocato, Francesco Carbone ufficio stampa e Gabriele Polito grafico, a far parte dello staff del primo cittadino di Locri, Giovanni Calabrese.
«L'iter per la nostra nomina ha seguito la procedura nei minimi particolari ed è stata preceduta da un
decreto sindacale e dalla firma della “Convezione per attività di componente dell'ufficio staff del sindaco”
- spiega Milicia, in forza allo staff in qualità di Capo Gabinetto. - È un compito che svolgeremo gratuitamente, supportando il sindaco, dando ognuno una mano in base al proprio settore di competenza, d'altronde i curriculum parlano da soli. Un modo per lavorare ed impegnarsi per Locri in questo momento
certo non facile, il quale si spera migliori». Nella convezione firmata dai componenti lo staff si precisa che
la stessa non consente: lo stabile inserimento nell'organizzazione dell'Ente, alcun vicolo di subordinazione
gerarchica, determinazione dell'orario di lavoro e sottoposizione al potere di controllo. Nello stesso modo
i componenti dello staff non saranno soggetti ad ordini di servizio, all'esclusività della prestazione e ad alcun
obbligo di rispetto di orario di lavoro ne controllo dello stesso.
Rispetto allo staff dell'ex sindaco Pepè Lombardo, per il quale all'epoca non poche le polemiche in
Consiglio comunale, differente il modus utilizzato per arrivare alla nomina dei componenti lo stesso. L'ex
sindaco scelse di procedere con l'avviso pubblico e poi decidere chi avrebbe fatto parte del suo staff, sempre gratuitamente, in base all'elenco che si formò con l'arrivo del curriculum.
ue mesi differenti quelli trascorsi per la città di
Locri, dall’insediamento della nuova amministrazione, per i consiglieri d’opposizione del
gruppo “Impegno e traspareza - Pd”, rispetto al
bilancio della maggioranza. Differenze che, già dal primo
consiglio comunale sono state protagoniste. Con Pino
Mammoliti, Maria Antonella Gozzi e Nadia Cautela, non
presenti per impegni precedenti, Antonio Cavo e Maria
Davolos, si è cercato di capire la “diversa prospettiva”.
«Nei primi due consigli comunali si è respirata la stessa
area di tensione registrata nelle precedenti amministrazioni - racconta Maria Antonella Gozzi - e questo non è piaciuto a nessuno, infatti nell’ultimo abbiamo cercato di
moderare i toni. Non condividiamo le loro scelte, ultima la
decisione di costituire lo staff a supporto del sindaco.
Ritengo sia contro quanto stabilisce il Testo unico sugli
Enti locali, secondo il quale non è possibile assumere personale a titolo gratuito o comunque, anche se lavorano
gratuitamente, dovranno essere versati i contributi previdenziali e nei comuni in stato deficitario come Locri, sottoposto a controllo da parte della Corte dei conti, mi sembra azzardato. Un controsenso tanto quanto la mancata la
costituzione di parte civile nei processi riguardanti violenze sulle donne. Nella proposta di delibera citavamo documenti come la Convenzione di Istanbul che non stabilisce
nessun criterio in base a quale causa scegliere o meno di
costituirsi parte civile, perché il danno al comune avviene
dalla lesione in sé. Salvo farlo, come dichiarato dal sindaco, per il furto dei vasi, come atto dimostrativo».
Il consigliere Gozzi rimarca anche la questione relativa
alla modifica del Piano di riequilibrio a seguito del decreto salva imprese, per lei fatta non usando criteri validi per
stabilire in che modo coprire le quote di ammortamento
del mutuo. «La tarsu è un tributo i cui introiti devono essere destinati per pagare il servizio e non possono essere utilizzati per altro. Non è possibile giustificare la copertura
facendo riferimento all’abbattimento di spese generiche,
senza entrare nello specifico, senza dare una risposta su
cosa intendano fare anche relativamente al personale».
Nadia Cautela pone l’accento su una collaborazione che
di fatto non c’è, per lei solo di facciata, perché convinti gli
sarebbe tornata utile. «Non ottenuta hanno utilizzato un
metodo estremista. Non produrre la documentazione
sufficiente per poter intavolare un dibattito in consiglio è
la dimostrazione della loro poca disponibilità. Chiaro è
che se con questo atteggiamento ci fanno capire di non
essere parte dell’ amministrazione tanto quanto loro, ma
solo opposizione e il nostro compito è vigilare, noi questo
faremo. Non gli si può dire che siano partiti male, in apparenza, perché hanno pulito le strade, ma quella dei rifiuti
è una questione destinata a scoppiare perché, a nostro
avviso, in quello che fanno non c’è una logica. Secondo
me le loro sono manovre più che azzardate, molte delle
quali, non voglio dire illegali, ma poco ci manca. Da un
lato professano di voler dare la cittadinanza onoraria al
vice prefetto Francesca Crea, perché ha lavorato benissimo e poi ne revocano gli atti?! E ancora l’essere usciti in
gran fretta dal Piano strutturale associato senza che ci
fosse alcuna documentazione che certificasse la rinuncia
da parte dei progettisti ai loro compensi. Dove non c’è la
disponibilità di lavorare con carte alle mani e collaborare
significa, per me, che ci sono magagne da nascondere».
Paragonando il sindaco e l’assessore Raffaele Sainato a
Dante e Virgilio nel girone degli abusi, delle arroganze e
delle ipocrisie, Pino Mammoliti, racconta il suo punto di
vista. «Abusi perché continuano a peggiorare la situazione già grave costruita e maturata durante l’amministrazione Macrì. Le arroganze sono chiare, mentre dagli
scranni dell’opposizione si levano cinque voci, dalla maggioranza solo due si alzano per giustificare tutto e tutti.
Un atto di scortesia verso coloro i quali hanno aderito a
questo progetto forse nell’inconsapevolezza di andare
incontro a una diarchia. Ipocrisie perché pur apprezzando il segretario Milicia, non dimentichiamo che è stato,
addirittura come primo atto della giunta Macrì Calabrese, allontanato e destituito. Ora chi ha la memoria corta o è inesperto questo non lo ricorda. Mentre io
ricordo che c’è stata una sovrabbondanza di motivazioni
per sostituirlo, per poi adesso ripescarlo e inserirlo nello
staff, senza alcun senso, se non quello dell’esibizione di
muscolature che non corrispondono alla capacità di
raziocino istituzionale. Hanno svolto un lavoro di lifting,
ma, per esempio, non hanno rimosso gli ingombranti
come più volte da loro denunciato. La forte preoccupazione è questa assoluta disinvoltura nella gestione della
cosa pubblica. Non mancherà da parte nostra uno screening per capire nell’interesse di chi gestiscono la cosa pubblica».
D
DOMENICA
28 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
14
ll'odore di salsedine, di creme e di oli
abbronzanti, al sapore di sale e di
Mediterraneo, alla vista di colori caldi e di
corpi seminudi bruciati dal troppo sole, al ritmo di
tamburi, lambada e Maracaibo. Ci siamo improvvisamente imbattuti nel cuore pulsante dell'estate
2013. Le carovane dei nostri emigranti lentamente
stanno percorrendo la strada per il ritorno alla
loro “madre terra”: la Locride. Non troveranno
solo mare, sole e caldo, ma un'ampia offerta di
divertimenti e svaghi. Summer a partire da questa
domenica sino al I settembre sarà la loro stella
polare e li condurrà verso le loro mete preferite.
L'inserto estraibile contiene tutti gli eventi programmati quest'estate. Per i buongustai sarà la
guida a sagre e ristoranti. Per gli amanti del ballo
quella dei lidi più in voga della zona. Per gli appassionati di cultura ed eventi sarà un navigatore che
li condurrà verso i paesi che ospitano le manifestazioni della settimana. Inoltre una sezione ludica
sarà il passatempo da portare nella nostra borsa
insieme a telo, abbronzanti ed occhiali. Summer si
occuperà dell'intero firmamento della Locride e
riserverà un'attenzione particolare alle due stelle
più luminose il Kaulonia Tarantella Festival ed il
Roccella Jazz Festival.
Caulonia dal 27 al 31 agosto sarà la vetrina del fervore culturale e creativo dell'intero Sud Italia con
il suo festival che attirerà non solo gli amanti
della musica tradizionale calabrese ma anche di
appassionati dei ritmi mediterranei.
Roccella sarà invece la tappa conclusiva della rassegna di jazz internazionale che si terrà dal 14 al
24 agosto con trentaquattro concerti distribuiti
nella provincia. Un festival con grandi nomi del
jazz mondiale che attireranno nella Locride spettatori da ogni dove.
La Riviera insieme alla PIGRECO
Communication, con questo supplemento vogliono offrire un ulteriore servizio ai suoi lettori.
A
DOMENICA
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LA RIVIERA
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SUMMER
Barzellette
NEBBIA IN VAL PADANA
Due camionisti stanno attraversando la nebbia della val
Padana. Quello che guida sveglia l'altro che stava dormendo: "Senti, ma secondo te esistono i pinguini a Pavia?"
"Pinguini? Cosa sono i pinguini?"
"Quegli animali bianchi e neri che camminano dritti!"
"Certo che no! Ma perché?"
"Beh, allora abbiamo investito una suora!"
IL PRETE SICILIANO
Un prete siciliano viene trasferito a Milano.
La prima domenica in cui celebra una messa dice: "Allora fratelli,
oggi vi parlerò di Adamo ed Eva. Adamo, bravo picciotto, lavuraturi, servu di Dio, SICILIANU iera. Eva, bottana, tentatrice,
MILANESE iera!"
Al che tutti si lamentano, per cui il Vescovo chiama
il prete e gli raccomanda vivamente di non dare mai più interpretazioni della Bibbia di quel genere, se non vuole essere trasferito.
Il prete promette che non ripeterà più un errore del genere. La
domenica successiva però dice: "Allora cari confratelli, oggi vi parlerò di Abele e Caino. Abele, ca ci facia i sacrifizi a Dio, onesto,
picciottu ammodo, degnu figghiu ri so patri, SICILIANU iera.
Caino, traditore, figghiu i so matri, fratricida e medda,
MILANESE iera!"
Si ripetono le scene della domenica precedente e stavolta il vescovo si presenta anche lui al prete e gli dice di avere intenzione di
cacciarlo dalla città. Il prete garantisce e promette, finché il vescovo non si convince e gli consente l'ultima prova, a patto che non
pronunci mai più la parole Siciliano o Milanese.
La domenica successiva il prete dice: "Fratelli, oggi vi parlero' dell'ultima cena! ...e Cristo disse: "Picciutteddi beddi, vagghiu a diri
ca in verità unu ri voi mi tradirà!"
Scende lo sconcerto fra gli apostoli. San Pietro:
"Signuruzzu beddu, ca piccasu sugnu iu?"
"No, no,'n si tu. Tu si nu bravu picciottu devoto".
San Giovanni: "Che sugnu iu, allora, Signuruzzu miu?"
"No, no, nun si mancu tu, nun ta' prioccupare".
Al che, Giuda dice: "Whela' , saro' minga mi?"
35
a
fase di lavorazione sia, in particolar
modo, con i prodotti cardine della
dieta calabrese che gli conferiscono
lo status di tipicità gastronomica.
La “tipicità” nel caso dello
STOCCO non è, dunque, solo
un fattore di produzione ma
anche, e soprattutto, di trasformazione.
Lo stocco lavorato diviene,
nel tempo, prodotto e piatto
mammolese tanto comune,
gradito e ricercato, da penetrare profondamente nella
vita e nelle abitudini alimentari della gente. Tanto da
divenire “stocco alla mammolese” .
Lo Stocco di Mammola è oggi è
un marcatore identitario del territorio nonché prodotto tipico, tra i
più importanti nella tradizione gastronomica calabrese ed in quella della
provincia di Reggio Calabria.
Nel 1979, a sigillare il profondo radicamento nelle tradizioni e nella cultura
Mammolese, nasce la SAGRA dello STOCCO di MAMMOLA, tra le prime in
Calabria e dal 2008 lo “Stocco di Mammola”
è anche tutelato e valorizzato dal Consorzio
“Stocco di Mammola”.
Giunta oggi alla XXXV edizione, la
SAGRA dello STOCCO di MAMMOLA
registra ogni anno un crescendo di presenze
ed ha contribuito a consolidarne e a diffonderne l'immagine oltreconfine, tanto da
ospitare nel 2000 la rappresentante diplomatica norvegese in Italia.
Lo Stocco è identità, la Sagra è ricorrenza!
Il tutto si coniuga e si inscrive nella cultura
mammolese che nel centro storico del proprio paese ospita la manifestazione tutti gli
anni il 9 Agosto.
VI ASPETTIAMO
Marialetizia Longo
edizione della
Sagra dello stocco
di Mammola
Oggi
raccontiamo la storia
di un prodotto che nasce e cresce in
Norvegia ma dopo essere stato essiccato
rinasce in sua “seconda” vita a Mammola,
piccolo paese rurale della provincia ionica
reggina.
Lo Stocco di Mammola è forse il più atipico
tra i prodotti tipici calabresi. Le ragioni
sono da ricondurre al fatto che il prodotto in
senso stretto nasce e viene lavorato in prima
battuta in terre lontane per giungere solo in
un secondo momento in Calabria, divenendo pietanza tipica nella gastronomia mammolese.
A Mammola il pescestocco inizia, infatti,
una nuova storia ed una nuova identità, grazie al felice connubio sia con l'acqua ricca di
minerali che si rivela preziosa nella prima
Eventi
DELIANUOVA
Domenica 28 luglio 2013 alle ore 22.00 ci
sarà una serata all’insegna del divertimento
con Mimmo Cavallaro e i TaranProject in
concerto.
LOCRI
Lunedi 29 luglio 2013 alle ore 21.30 si esibirà la compagnia teatrale “Scena Nuda”
con lo spettacolo “Anidride Carbonica”.
Riscrittura scenica del mito di Antigone.
Presso Teatro Greco Romano.
PORTIGLIOLA,LOC.SAITTA
Martedi 30 luglio 2013 in località alle ore
21.30 sarà la volta di Nino Racco con
“Mondo Cantastorie” da…Colapesce al
Brigante Musolino. Presso Piazzetta.
GIOIOSA IONICA
Martedi 30 luglio 2013 alle ore 22.00 sarà in
concerto Sandro Sottile, etnomusicista calabrese. Info: www.sandrosottile.it
CAMINI
Sabato 3 agosto 2013 saranno in concerto
con la suggestiva musica etno-pop, i Gioia
Popolare, in occasione dei festeggiamenti
patronali in onore di San Nicola di Bari.
Info: www.gioiapopolare.it
PALMI
Domenica 4 agosto 2013 sarà la volta della
IV edizione della “Sagra della Stroncatura”.
L’evento si svolgerà in piazza Amendola
LOCRI
Domenica 4 agosto 2013 al cinema Vittoria
verrà proiettato in 3D il film The Wolverine
l’Immortale. Alle ore 18.00 – 20.00 – 22.00
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LA RIVIERA
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Sudoku
Cruciverba
ORIZZONTALI
1. Organismo pastorale italiano
7. Prova a quiz
11. Base per altezza
12. Dà il segnale di partenza
14. Profonda
15. Composto organico volatile
16. Calcio
17. Targa di Ravenna
18. L'onomastico cade il 24 dicembre
19. Società in breve
20. Denota poco senno
21. Si ricordano con i pesci
22. Regni
23. C'è quella acquifera
24. Antico strumento musicale
25. Provincia delle Marche
26. Parte di rappresentazione teatrale
27. Buona al sugo
29. Rete Televisiva Italiana
30. La corona del Carducci
31. Nel pieno del lavoro
32. Nichel
33. Assomiglia molto ad un'altra persona
34. Tribunale regionale
35. Segue kyrie nelle preghiere
37. Alberi resinosi
38. Prova scritta d'italiano
39. Acume, perspicacia
Detti calabresi
L'amuracumìnciaccuu
càntuefinìsciaccuuchìantu
L'amore incomincia col canto e finisce col pianto
Indovinello
Perchéicarcerati
giocanoacalcioindieci?
!!!orebil li acnam éhcreP
VERTICALI
1. Il ... capitale d'Egitto
2. Strumento di offesa o di difesa
3. Domenico autore di 'Ninfa plebea'
4. Pari in pira
5. Non bevono liquori
6. Gambo
7. Numero dispari
8. Vocale per telegrammi
9. Subito dopo il primo
10. Provincia dell'Impero Romano
13. Altari per sacrifici
15. Eccesso di liquidi nei tessuti
18. Piccolo parassita di uomini, piante e
animali
19. La spoglia mortale dell'uomo
20. Pareti divisorie in micologia
21. Il termine della gravidanza
22. Animale come il coccodrillo
23. Festeggiamento organizzato
24. Libretto d'assegni
25. Quella di mais è gialla
27. Monete filippine
28. Presunzione, superbia
30. Segnale d'aiuto
31. Stanze catastali
33. Segue così
34. Movimento involontario patologico
36. Nel seme
37. Targa di Palermo
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LA RIVIERA
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LA RIVIERA
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Parlando
di...
NOTE E SCHERMAGLIE
Nicola Zitara,
RISPONDE IL DIRETTORE
Una mano lava l’altra e tutt’e
due lavano la coscienza
DANIELE MANGIOLA
Lungi dalle intenzioni di
chi scrive come dell'intera
redazione di sminuire o
disprezzare la coscienza e
il lavoro di chi si offre
come volontario nell'aiuto
del bisognoso. Il volontario, però, come dice il suo
nome agisce per imperativo della coscienza, non per
rendiconto.
Gli stati della nostra tanto
avanzata cultura occidentale investono tanto in termini di assistenza per i
bisognosi. Un business
pulito che foraggia cristiani e laici di ogni colore. La
buona coscienza di cui Lei
è certamente ben fornito
Le impedirà di misconoscere questa constatazione.
Il successo degli aiuti
sociali, al di là di eccezionali casi eroici e modelli di
virtù, è frutto non tanto di
spirito di carità quanto di
buone capacità imprenditoriali, quando va bene, di
buoni agganci politici,
quando va così così, di una
buona dose di spregiudicatezza e cinismo, quando va
male.
Le istituzioni sociali concorrono tra loro, si fregano
gli assistiti, si boicottano a
vicenda, gonfiano le fatture, non lo negherà, spero.
Fossero aziende votate al
commercio tutto ciò sarebbe quasi legittimo; molto
triste è che tutto ciò accada
sotto l'egida della carità
cristiana, sulla carne di chi
è a rischio di perdere la
propria dignità per il bisogno impellente.
Un'istituzione cristiana, gli
Artigianelli Valdesi, nel
1864, avviò nel torinese
un'opera di assistenza
rivolta ai bambini e ragazzi. Si insegnava loro un
mestiere, li si istruiva. In
giro per l'Italia l'opera cresceva e permetteva il
riscatto sociale di tanti
minori (in un'epoca decisamente disattenta al destino
dei fanciulli). Un sacerdote cattolico cominciò a
fondare i suoi centri vicino
a quelli già esistenti,
offrendo lo stesso tipo di
caritatevole assistenza. In
breve tempo, grazie al
maggiore potere politico
(“politico” significa tante
cose), i suoi centri crebbero e portarono al fallimento l'opera preesistente. Il
sacerdote cattolico lo
conosciamo oggi noi come
Don Bosco, la sua meritevole e prosperosa opera,
l'istituto Salesiano.
Nel
centro
dell'Arciconfraternita di
Siderno Superiore più
volte profughi sfortunati
hanno trovato un pasto
caldo e accoglienza, la
Locride non può che esser-
La rispodendo a Morosini
È pure Giustizia
e spirito Evangelico
il dover restituire
il patrimonio privato
Sabato 13 luglio 2013 alcuni giornali
hanno reso pubblico un decreto del
Vescovo Monsignor Morosini della
Diocesi di Locri-Gerace, col quale
documento viene stabilito il dover
restituire beni della Diocesi da parte di
chiunque fedeli o enti che li detiene.
Decisione questa giusta e doverosa.
Con l’occasione e col massimo rispetto dovuto verso il nostro Vescovo,
sento il diritto-dovere, ricordare con la
presente, di essersi dimenticato che
molto prima e con priorità assoluta
avrebbe dovuto adottare questo provvedimento e così evitare causa giudiziaria in quel che Lei ben conosce e
cioè: ordinare al Parroco in questione,
la restituzione del ben nutrito patrimonio di proprietà privata della
Confraternita del 1500, appropriatosi
indebitamente di fatto e responsabile
legalmente. Quella appropriazione
indebita per la quale il Parroco interessato è convenuto in causa civile. Mi
turba il fatto che il Vescovo della
nostra Diocesi riconosca giustamente i
diritti della Diocesi ma dimentica
quelli privati che il Parroco in questione vuole ingiustamente per la
Parrocchia, (per sé). Comunque, Sua
Santità il Vescovo se volesse, farebbe
ancora in tempo a far riparare l’errore
dimostrato da due validi professori
universitari. La legittima restituzione
doverosa dimostrerebbe che in
Diocesi si praticano due importanti
valori: Verità e Giustizia (grandissima
moralità). Con tale critiana e civile
decisione, appartenente al ruolo
vescovile, s’impedirebbe pure all’illustre Magistratura di Locri di farla continuare a perdere più tempo ad essa
prezioso.
Mario Alì
gli grata, ci mancherebbe.
Ma 55 euro pro capite-pro
die sono una bella sommetta, così come lo sono i
48 euro ricevuti non per un
solo giorno ma per il periodo dal 26 aprile all'8 maggio 2012, con convenzione
stipulata con la stessa
amministrazione locrese
per un bel totale di 20 mila
euro e rotti. Ben lontani
dal tetto massimo di spesa
di 30 euro previsti dalla
Prefettura. Il sindaco
Domenico Lucano, che
dell'accoglienza ha fatto
una bandiera non ha chiesto rimborsi quando ha
dovuto ospitare per uno o
due giorni i profughi che
arrivavano. Il meccanismo,
ben rodato e funzionante
non si riavvia da zero ad
ogni emergenza. Pasti
caldi, certo, rasoi, medicine, coperte e frutta fresca,
come no. Trovate fornitori
più economici.
il Gran Pennacchio
dei “meridionalisti”
Rispondo con piacere alla lettera di Enzo Carrozza
pubblicata insieme al mio articolo sullo scorso
numero di “la Riviera”.
Caro Enzo, tutto quanto ciò che scrivi è perfettamente condivisibile e per me ormai da
tempo acquisito. Non si tratta di volersi tenere per sé il ricordo di un padre, ma di voler
chiarire a chi non sa (perché purtroppo c’è
tanta gente che non sa), che Zitara non è
spuntato come un fungo dopo il 2010 e dopo
Terroni di Pino Aprile, ma che c’era già, sin
dalla pubblicazione de L’unità d’Italia. Nascita
di una colonia. Che le sue idee erano note, e
spesso disprezzate. Che molti di quelli che oggi
si proclamano ammiratori del “Grande Zitara”
(ma che è? Il Grande Houdini, il Grande
Barnum?), lo fanno solo per coprire con il suo
“santino” delle idee che a Zitara non sono mai
appartenute. E cheanzi sono un continuo riciclo di
politica italiana riproposta in fraseggio meridionalista,
inghirlandata dal pennacchio del “padrepio degli italici”, solo per far cadere nella rete politica i piccoli
pesci che a quel santino si aggrappano come ad
una speranza. Altro che digestivo, questo è
veramente un circo!
Lidia Zitara
L’angolo di Parrello
“Meno male che non viene nessuno...”
In una calda estate, un giovane aveva poca
voglia di lavorare. Ma dato le insistenze dei
genitori, trovò occupazione presso una pizzeria. La prima sera si presentò al lavoro con un
volto non molto allegro. Erano quasi le ventidue e nel locale non si vedeva ancora nessuno
quando, stavolta con aspetto molto più allegro, Paolo rivolgendosi al titolare esclamò:
“Meno male che stasera non viene nessuno,
così ci riposiamo!!!”. Il proprietario andò su
tutte le furie, trattenendosi a stento dal compiere qualche insano gesto. Si limitò a licenziarlo in tronco. Paolo prima di andarsene, lo
salutò dicendo: “Arrivederci al prossimo
anno”.
Franco Parrello
Benestare/ un fatto del passato vissuto
L’acqua di Grandina
Quando ancora non c’era l’acquedotto
che portava l’acqua della montagna,
bisognava andare ad attingere il prezioso
e insostituibile liquido alle sorgenti naturali. Una sorgente molto rinomata era
quella di Grandina. L’acqua veniva fuori
dal fianco di una collina, vicino alla frazione Canale. Tutti dicevano che era
molto buona da bere e che aiutava la
digestione. Però, non era stata mai analizzata. Tuttavia non si erano manifestati
casi di intossicazione o di malattie infettive. Poi fu costruito l’acquedotto dalle
montagne di Natile e i problemi dell’acqua potabile finirono. C’erano diverse
fontane nel Paese, dove si andava senza
intralci a fornirsi dell’acqua.
I problemi dell’acqua, però, ritornarono
quando, nel dopoguerra, con il miglioramento del tenore di vita, quasi tutti i
Benestaresi si dotarono del bagno e della
cucina con i rubinetti. Allo arra fu necessario un altro acquedotto con acqua più
abbondante.
Questa volta fu portata dal fiume Careri.
L’acqua arrivò abbondante, ma non tanto
buona quanto quella della montagna.
Qualcuno, tra gli anziani, sogna ancora
l’acqua di Fondina.
Ergo (Antonio Scopacasa)
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Questo periodico è associato
all’Unione Stampa Periodica
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Direttore responsabile: PASQUINO CRUPI
In redazione: ELEONORA ARAGONA, DOMENICO MACRÌ, ILARIA AMMENDOLIA,
MASSIMO P ETRUNGARO,
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Editorialista: ILARIO AMMENDOLIA
Responsabile sport: ANTONIO TASSONE
Art Director: PAOLA D’ORSA
Grafica: EUGENIO FIMOGNARI
RUBRICHE
Loqui e sproloqui
di Filomena Cataldo
Messagi nel tempo
di Daniela Ferraro
COLLABORATORI
Anna Laura Tringali, Franco Crinò,
Nicodemo Barillaro, Giuseppe
Gangemi, Mimmo Romeo, Giuseppe
Fiorenza, Franco Parrello, Franco
Blefari, Daniele Mangiola.
NOTE E SCHERMAGLIE
L'incontro era inoltre finalizzato a verificare l'attuale livello di
interesse, sensibilizzazione e diffusione intorno ai problemi della
progettazione della città e del territorio. E ad indagare la
disponibilità alle pratiche della concertazione urbanistica.
La Nuova Città
Gli interventi in ordine cronologico:
Riggio, Vumbaca, Mammoliti,
Laganà, Brugnano, Macry
Correale, Crupi, Zitara, Brullo,
Rechichi, Galasso, Diano,
Catalano, Angiletta.
POSSIBILITÀ O UTOPIA
Si è svolto a Locri all'interno del Cortile del
Palazzo di Città, organizzato dalla
Redazione Aperta de “la Riviera” e dal
Urban Center Locride con il Patrocinio
della Amministrazione Comunale di Locri
il primo incontro del Laboratorio
Permanente di Progettazione Comunitaria
che ha avuto come temi principali:
Lo stato della attività di pianificazione
urbanistica in atto nei due Comuni più
importanti della Locride e la possibilità di
avviare una strategia di definizione di una
nuova Polarità Urbana realizzando la
conurbazione tra Locri e Siderno.
L'incontro era inoltre finalizzato a verificare l'attuale livello di interesse, sensibilizzazione e diffusione intorno ai problemi della
progettazione della città e del territorio. E
ad indagare la disponibilità alle pratiche
della concertazione urbanistica.
Questa prima serata è stata l’avvio di
un’attività permanente di ascolto e sollecitazione rivolto a tutti i soggetti portatori di
interessi diffusi, associazioni, cittadini,
famiglie, piccoli proprietari fondiari e
immobiliari, piccoli e medi operatori economici in campo agricolo, artigianale com-
merciale, industriale e terziario operanti
nel nostro territorio che si riuniscono per
discutere e fornire alle amministrazione
pubblica, proposte utili alla formazione dei
nuovi strumenti urbanistici.
Il tutto è avvenuto nel quadro della applicazione dell'art.2 della Legge regionale
19/2002 che sollecita le aamministrazioni
comunali a sviluppare forme di partecipa-
Due storiche antagoniste. Si può riuscire a riunire lo spirito
commerciale di Siderno e quello impiegatizio di Locri, trovare un punto
d’incontro dopo decenni di ostilità e ferite ancora aperte (come nel caso
dell’Ospedale o del Tribunale)? Non sarà certo una passeggiata.
Si uniranno mai Locri e Siderno?
Siderno e Locri unite in un’unica
città? Questa è stata la principale
domanda posta durante l’incontro
organizzato da “laRiviera” e dall’architetto Giurleo, in collaborazione
con il comune di Locri, “Redazione
Aperta. Costruire con gli abitanti la
Nuova Città”. L’iniziativa è nata per
raccogliere idee e proposte dei cittadini per la programmazione del
Piano
strutturale
comunale.
Affinché questo strumento di progettazione urbanistica sia efficace e
utile è necessario tenere conto delle
prospettive di sviluppo del territo-
rio, della vocazione delle città e
delle esigenze dei cittadini. Gli
incontri di Redazione Aperta serviranno proprio a questo scopo e
dovrebbe riuscire a rendere funzionale quello che altrimenti risulterebbe solo l’ennesimo progetto su
carta.
I cittadini presenti hanno esposto le
proprie considerazioni sul Piano
strutturale e su questo sodalizio tra
due storiche antagoniste. Riuscire a
riunire lo spirito commerciale di
Siderno e quello impiegatizio di
Locri, trovare un punto d’incontro
dopo decenni di ostilità e ferite
ancora aperte (come nel caso
dell’Ospedale o del Tribunale) non
sarà semplice. Anzi secondo alcuni
dei presenti la tendenza di Siderno
sarebbe quella di unirsi con Marina
di Gioiosa e con i paesi della Vallata
del torbido piuttosto che verso
Locri.
Dalla discussione sono emersi alcuni punti molto interessanti. È stata
posta la questione ad esempio del
potenziale industriale e commerciale che possiedono i due paesi. Tra
Siderno e Locri si contano infatti
2.200 attività commerciali e imprese
di vario genere e nel Psc della
Nuova Città si dovrebbe quindi pensare a come e dove costruire un polo
industriale o a creare le migliori
condizioni per i numerosi negozi
presenti. Ragionando in questi termini il Psc non si limiterebbe alla
funzione urbanistica, diventerebbe
anche uno strumento di progettazione economica. Ed è anche per
questo motivo che un Piano strutturale non può essere redatto a Roma,
come invece sta accadendo per la
città di Siderno.
DOMENICA 28 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
20
HANNO COLLABORATO
Giuseppe Patamia, ,Bruno
Gemelli, Carmelo Carabetta,
COPERTINE
Dal 2003 a cura
di Paola D’Orsa
Le COLLABORAZIONI non precedute dalla
sottoscrizione di preventivi accordi tra
l’editore e gli autori sono da intendersi
gratuite.
FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla
redazione, anche se non pubblicati, non
verranno restituiti.
I SERVIZI sono coperti da copyright diritto
esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il
territorio nazionale ed estero.
GLI AUTORI delle rubriche in cui si
esprimono giudizi o riflessioni personali, sono
da ritenersi direttamente responsabili.
zione da parte dei soggetti interessati nella
fase di elaborazione del Piano Strutturale
Comunale e anche dei piani particolareggiati come i Piani Spiaggia Comunali.
Dal dibattito , che ha visto vasta e sentita
partecipazione, è emerso che :
1. La stesura del Piano Strutturale non è un
atto esclusivamente tecnico e burocratico e
non puo' limitarsi ad un mero approfondimento o ad una ridefinizione delle sole tematiche di carattere edilizio, bensì deve avere
comereferente più complessivo le dinamiche
territoriali intese come elementi basilari dello
sviluppo sostenibile del nostro territorio nella
sua totalità.
2. La domanda sociale di trasformazione del
territorio e l'attenzione verso le tematiche del
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ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane
governo della città è alta, sebbene le amministrazioni siano incapaci di interpretare i bisogni, le richieste e gli interessi diffusi e concepiscano i nuovi piani come documenti di
carattere esclusivamente tecnico-burocratico e tendano a restringere l'attività e a chiudere l'attività di partecipazione ai meri atti
formali.
3. Vi è una consapevolezza diffusa che il
Piano Strutturale dovrà necessariamente
operare nella logica di cooperazione e collaborazione tra sistema pubblico e privato e
che pertanto bisognerà dare l'opportunità ai
soggetti portatori di interessi diffusi, di presentare proposte di partecipazioneperequative per la costruzione del PSC, nei settori dell'edilizia sociale, e della valorizzazione del
patrimonio immobiliare, del verde pubblico
e dei servizi, delle attività delle opere di urbanizzazione, della disponibilità al trasferimento dei diritti edificatori e quant'altro utile alla
migliore definizione del progetto del nuovo
Piano.
4. È urgente svolgere un lavoro di informazione e conoscenza diffusa e capillare dei
concetti base e degli strumenti della pianificazione urbanistica in modo che si possa
capire in che modo lo strumento urbanistico
possa divenire elemento di propulsione e crescita dei fenomeni emergenti della realtà
comunale
5. Che sino ad ora le economie delle due città
sono stati prevalentemente legati al settore
terziario e commerciale e al modesto sviluppo del turismo marino e quello culturale, dell'agricoltura del commercio e delle attività
L’OPINIONE
Locri-Siderno, città lineare
Le impressioni tratte dal primo incontro
della pianificazione partecipata sulla conurbazione di Locri e Siderno sono alquanto
disorientanti e un po’ deprimenti. Il tema è
di vasta portata e molto complesso e non è
mia intenzione comprimerlo o ridurlo: mi
limito a esporre le mie perplessità maggiori.
La prima sensazione è che la riunione non ci
sarebbe neanche stata se non fosse resa
obbligatoria la partecipazione per l’approvazione dei piani strutturali. La seconda è
che ci fosse poca “gente comune” e tante
persone del mondo della politica (recente o
passata), del commercio, dell’associazionismo. Ciò che emerso è che una conurbazione Locri-Siderno avrebbe un maggiore peso
politico ed economico da portare sul tavolo
delle contrattazioni, regionali e dunque
nazionali. L’interesse che questa fusione
avvenga quindi è prevalentemente di carattere commerciale. In molti hanno parlato
con cognizione di causa, con termini specifici, e sottoponendo all’attenzione di tutti
effetti, positivi o negativi, che tale piano produrrebbe nei diversi ambiti. A mio avviso la
domanda chiave è stata posta da Mara
Rechichi, che ha chiesto se si fosse considerata la “sostenibilità sociale” di tale piano. È
la Riviera
evidente a tutti che viviamo in ambienti
urbani poco accoglienti, in paesi “spaesati”,
in mondi ormai disumanizzati, afflitti dalla
morsa del traffico, dei rumori, degli effluvi di
pattume e fogne. Viviamo cioè in mondi che
non offrono più la quiete del “paesello”, ma
neanche i vantaggi di una città.
Una conurbazione tra i due centri, non
significherebbe forse un’amplificazione di
tale contraddizione?
Oltre a ciò la conurbazione Locri-Siderno
accentrerebbe maggiormente sulla costa i
processi economici, culturali, produttivi,
tagliando ancor di più fuori dalle rotte dello
sviluppo i paesi subcollinari e pedemontani.
Una riflessione obbligatoria: la locride spera
di risolvere così i suoi innumerevoli problemi? Tale è la misconoscenza dei nostri veri,
autentici problemi che ci affaccendiamo su
come aggirarli anziché risolverli. Come è
stato detto dal giovane architetto Brugnano,
facciamo funzionare quello che già c’è, poi
pensiamo al passo successivo.
Lidia Zitara
di produzione artigianali e che è prioritario
indagare piu' approfonditamente i settori
produttivi per comprendere quali dovranno
essere le ricadute sul piano della organizzazione territoriale in modo da amplificarne le
potenzialità.Tutto ciò dovrà avvenire innescando momenti di confronto e stimolo con
le categorie imprenditoriali in modo da
cogliere appieno le loro esigenze e soprattutto la compatibilità di esse con l'assetto territoriale da definire.
Si tratterà, in sintesi, di capire in che direzione sarà possibile canalizzare le risorse finanziarie produttive private per ottimizzarne le
ricadute, senza con ciò abdicare al ruolo fondamentale della Pubblica Amministrazione
che è di indirizzo e controllo nell' interesse
della collettività.
Altra questione emersa è stata quella delle
forti implicanze sul PSC delle due città è la
mobilità lungo la direttrice nord-sud la
nuova 106 e le sue connessioni di scambio,
le uscite nelle due città e il rapporto con la
mobilità interna nell'ambito da pianificare e
ciò in funzione dell'inserimento delle stesse
in relazione alla mobilità interna e tra i due
centri abitati.
I lavori del Laboratorio Permanente di
Progettazione Comunitaria continueranno
nel periodo estivo con la presentazione del
Libro dell'Urbanista Domenico Santoro “I
Nuovi Piani Urbanistici in Calabria” e a settembre con il workshop monotematico su
“La nuova ruralità e lo sviluppo economico
della città”.
Urban Center Locride
L'Associazione
no -profit
ha
come obiettivo la
diffusione delle
pratiche di partecipazione attiva
dei cittadini,degli
utenti,degli abitanti al governo
del territorio e
dell'ambiente e
alla
interpretazione e gestione
delle
trasformazioni del territorio . Ha realizzato a Siderno il
LPPC
il
Laboratorio di
Progettazione
Partecipata
Comunitaria uno
spazio di riflessione di partecipazione e di confronto delle diverse
idee e progetti innovativi per lo sviluppo economico e sociale sostenibile della città .
WWW.URBANCENTERLOCRIDE.ORG
DOMENICA
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DOMENICA 28 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
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Domenica 4 agosto
X edizione del
Premio Trichilo
Si apre il sipario a Siderno per la
decima edizione del Premio letterario “Giomo Trichilo”che si svolgerà
domenica prossima 4 agosto, dalle
21,00 in poi nella tradizionale cornice di Piazza Vittorio Veneto. Una
manifestazione di grande spessore
culturale dedicata a Giomo Trichilo
(poeta analfabeta originario di
Siderno Superiore) nata proprio con
la finalità di tutelare, valorizzare e
promuovere l’uso del dialetto. La
manifestazione, quest’anno, avrà il
prezioso patrocinio della Presidenza
del Consiglio regionale, della
Provincia di Reggio Calabria, del
comune di Siderno ed il supporto
della
Banca
Popolare
del
Mezzogiorno GRUPPO BPER e
del club Kiwanis Locri. Il Premio alla
Carriera sarà assegnato al direttore
de la Riviera Pasquino Crupi.
Pasquino Crupi è nato a Bova
Marina, Reggio Calabria, il 24 marzo
1940). Intellettuale militante, meridionalista senza conversione, è autore di numerosi saggi, tutti centrati
sulla civiltà nello stato d'assedio,
ossia il Mezzogiorno e la Calabria. E
tra questi i più rappresentativi: a) sul
versante della battaglia di idee, I fatti
di Melissa- in collaborazione con
Visconte Frontera- (Calabriaoggi
editrice, Catanzaro 1976; Falzea,
Reggio Calabria 1999 ); Processo a
mezzo stampa. Il 7 aprile (Com2,
Venezia 1982); Stragi di Stato nel
Mezzogiorno contadino (Pellegrini,
Cosenza 1985); Il giallo colore del
sangue di Luino (Calabriaoggi
Editrice, Reggio Calabria 1990); b)
sul versante della critica letteraria,
Letteratura calabrese contemporanea ( D'Anna, Messina- Firenze
1972) ; Un popolo in fuga (Pellegrini,
Cosenza 1982); L'uomo, la donna, il
letterato ( IVI 1984); L'anomalia sel-
vaggia- Camorra, mafia, picciotteria
e 'ndrangheta nella letteratura calabrese del Novecento ( Sellerio,
Palermo 1992); Benedetto Croce e
gli
studi
di
letteratura
calabrese(Pellegrini, Cosenza 2003);
La letteratura calabrese per la scuola media, Voll. 3 ( IVI 2008- 2009).
Svetta per originalità, completezza,
recupero della civiltà letteraria calabrese la monumentale Storia della
Letteratura calabrese, voll. 4 (
Periferia, Cosenza 1992- 1997). E
d'assoluto valore per la ripresa della
battaglia di idee sul Mezzogiorno criminalizzato è il suo saggio La questione meridionale al tempo della
diffamazione calcolata del Sud
(Ferrari Editore, Rossano, Cosenza,
2013). Concluso da un convincimento destinato a fare discutere: “Piaccia
o non piaccia, il meridionalismo
creativo si apre e si chiude con la
generazione dei meridionalisti liberaldemocratici, autoritari, riformisti,
rivoluzionari”. A seguire, dopo la
consegna dei premi, ci sarà la consueta rappresentazione teatrale, una
commedia in tre atti "L'eredità do
zzù previta" ispirato ad un classico
della commedia popolare siciliana
come "L'eredità dello zio canonico"
scritto da Antonio Russo Giusti. Lo
speciale riadattamento in vernacolo
catanzarese verrà diretto da Piero
Procopio e sarà proposto in Piazza
Vittorio Veneto. "L'eredità do zzù
previta" rappresenta la tipica commedia degli equivoci con una vena
grottesca in grado di dare nuova linfa
al meccanismo delle gag assumendo
a tratti i toni della farsa. Protagonista
della storia è Antonio Favazza che,
dopo aver dedicato la vita allo zio
canonico, si ritrova senza una lira,
perché l'eredità milionaria è contesa
da due famiglie che, dopo una serie
di peripezie, riusciranno a trovare un
accordo per accaparrarsi gli averi del
defunto. Un triplice matrimonio,
infatti, rimetterà in sesto la situazione. Una commedia, dunque, in cui la
caratterizzazione dei personaggi
diventa chiave basilare della messinscena mettendo in risalto la figura
del protagonista che, battuta dopo
battuta, troverà modo per esaltarsi
assurgendo ad autentico paradigma
della mediocrità, dell'attaccamentoal
denaro e di una bonaria ignoranza.
A salire sul palco saranno: Piero
Procopio, Biagio Bianco, Valentina
Rames, Gori Mirarchi, Alessandro
Mangiacasale, Teresa Barbagallo,
Maurizio Corrado, Stella Surace,
Dario Costa e Franco Procopio.
Costumi a cura di Elisa Procopio,
scenografie di Gori Mirarchi e luci e
fonica di Mattia Procopio.
Presenterà la serata, con la sua consueta bravura, la giornalista Maria
Teresa D’Agostino. L’invito alla partecipazione è esteso a tutta la cittadinanza. (a.t. )
DOMENICA
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Parlando
di...
SPORT
Era nell'aria da diverse settimane, ora è
finalmente ufficiale, Marco Sorgiovanni
talentuoso calciatore cresciuto nel
Roccella è approdato tra i professinisti.
Molte le squadre che avevano preso di
mira il calciatore, ad avere la meglio è
stato il Trapani Calcio, grazie alla mediazione del suo consulente di mercato, il
soveratese Franco Modafferi che batte la
concorrenza del Chievo Verona, portando Sorgiovanni a giocare in una società
di Serie B. Grande la soddisfazione del
giovane calciatore che trasuda dalle
risposte alla nostra breve intervista.
Marco come hai vissuto questa parte
finale di stagione tra campionato e
approdo ai professionisti?
È stata una stagione importante, sinceramente non mi aspettavo di fare un campionato cosi, mi sono allenato sempre al
massimo e con tanta umiltà, e rimanendo con i piedi per terra. Sono riuscito ad
esprimermi al meglio in una società
importante come il Roccella, ricca di giocatori di categoria superiore. Poi la soddisfazione per aver ricevuto il Premio
Stadioradio, grazie a tutti coloro che
hanno creduto in me, e nelle mie qualità,
premiandomi come miglior under
dell’Eccellenza. Poi quando si hanno
delle chiamate dai professionisti è sempre bello, sicuramente passare da una
squadra di Eccellenza ad una squadra di
Serie B mi riempe d'orgoglio, ma con
Intervista a Marco Sorgiovanni,
neo acquisto del Trapani Calcio
tanti sacrifici senza mai mollare..
Devi fare dei ringraziamenti particolari
a chi magari ti ha seguito fino ad oggi e
chi si seguirà da qui in avanti?
Ringrazio l’As Roccella tutti quanti a
partire dal Presidente, una persona meravigliosa, passando per tutti i componenti della società. Ringrazio i mister che ho
avuto MIRIELLO, CAPOZZOLI,
RUSSO, RIGANATI, SCALI, FAVASULLI, FIGLIOMENI E FERRARO,
persone che mi hanno insegnato tantissimo. Vorrei ringraziare infine anche chi
mi ha portato nei professionisti, Franco
Modafferi, spero di non deluderlo. Mi
allenerò con tutte le mie forze..
Cosa ti aspetti dall'esperienza con il
Trapani? Ti fa paura, o la affronti con
serenità?
Trapani sicuramente è una bella città, c'è
grande entusiasmo, cercherò di
esprimermi al meglio delle mie potenzialità. Sicuramente ancora ho tanto da
imparare. Sono tranquillo e sereno nell'affrontare questa avventura nel calcio
che conta..
Due, tre anni fa, ti saresti aspettato o
contavi di finire in una squadra professionistica?
Beh..credo che ogni ragazzo mira a
diventare un calciatore di squadre
importanti. Ho capito che il mio futuro
dipendeva soprattutto da me, ed io
giorno dopo giorno con tanti sacrifici,
mettendo da parte il divertimento,
trascurando un pò la scuola, cose a cui
tengo molto. Ho fatto a meno degli anni
belli dell'adolescenza, ma sono stato premiato.
Nell'immediato futuro cosa farà Marco
Sorgiovanni?
Spero di raggiungere il mio sogno che è
quello di giocare in Serie A, senza tralasciare le categorie inferiori che non è roba
da buttare.
Dediche speciali?
12ª CORRIBIANCO ALL'INSEGNA
DI WILSON KIPROP
E DELLA 1ª FESTA DELLA BIRRA
Al via oggi la Corribianco
International road - race, che compie dodici anni. La “giovane creatura” ha scalato i vertici nazionali e
si è ritagliata uno spazio di rilievo
anche a livello internazionale. La
passione e la progettualità del
Comitato organizzativo, l'acume
del direttore tecnico e team manager, Mario Carone, hanno trovato
l'intesa perfetta con il comune di
Bianco, la provincia di Reggio
Calabria, la Regione Calabria che
hanno fortemente creduto in
questo progetto di valorizzazione
del territorio dal punto di vista turistico. Inscindibile il connubio con
l'AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie - linfomi e mieloma) a cui l'intero ricavato delle
iscrizioni andrà devoluto. La 12
edizione della Corribianco, si svolgerà sul lungomare di Bianco
(R.C.), ed avrà come suo testimonial, il keniano Wilson Kiprop,
Campione del Mondo di Mezza
Maratona nel 2010, distanza sulla
quale vanta un personale di 59'15''.
Kiprop è stato al centro dell'evento
Corribianco che ha avuto inizio
venerdì 25 luglio con l'apertura del
CorribiancoVillage, caratterizzato
dalle degustazioni di prodotti tipici. Si è proseguito sabato pomeriggio con i giochi d'animazione per
bambini, la conferenza stampa di
presentazione dei top - runner; la
1^ edizione della Festa della
Birra, ed a seguire l'animazione di
alcuni gruppi etno - popolari locali,
che hanno condotto al classico
ballo del “cavalluccio”e allo spettacolo pirotecnico di mezzanotte.
Per l'edizione numero dodici, lo
staff di Corribianco, col suo direttore tecnico, Mario Carone,
dichiara apertamente che “l'obiettivo sarà quello di abbattere il
record del tracciato e soprattutto
stabilire a Bianco, la miglior
prestazione dell'anno, in Italia, sui
10km su strada. La presenza di
Wilson Kiprop, continua Carone ha questo preciso obiettivo”. I protagonisti al maschile ed al femminile, saranno di alto profilo tecnico, come sempre, del resto. Al
maschile sarà, probabilmente, una
sfida tutta keniana tra il Campione
del Mondo di mezza maratona,
Wilson Kiprop e i connazionali
John Kosgei, 27'39'' sui 10000mt. e
William Kibor, terzo lo scorso
anno alla “Cinque Mulini”. Gli
outsider potrebbero essere il giovane keniano del Gruppo Rosa &
Assocati, Emmanuel Kipsgan; il
marocchino Lahcen Mokhraji; l'ucraino, già vincitore a Bianco nel
2009, Vasyl Matviyuk.
Accanto ancora Kenia con Ezekiel
Kipotich Meli, Bernard Kipsang
Chumba, Josphat Kimutai Koech,
Paul Tiongik, Maritim Philip
Kipkorir. I colori azzurri saranno
difesi dai finanzieri, Gabriele De
Nard, Giovanni Gualdi; dai carabinieri Denis Curzi e Stefano La
Rosa. Avvincente anche la sfida al
femminile tra la vincitrice dello
scorso anno, l'etiope Asmerawork
Bekele Workeba e le keniane Mary
Ngugi, migliore tempo di accredito, 31'28''; Zeddy Jerop Limo,
Rebecca Korir, Bett Wanjiru
Ndung'u, Massah Joan Cherop; e
l'altra etiope
Alemayehu
Gebremikail. Le gare inizieranno
alle ore 19:00 con la Corsa non
competitiva di 2km a passo libero e
continuera con le varie categorie
giovanili fino ad arrivare alle ore
21:30 quando partira la gara femminile assoluta di 6 km e alle ore
22:30 quella maschile assoluta di
10km.
Vorrei dedicare il mio passaggio nei professionisti ad una persona che ora non
c'è più, che mi ha sempre voluto bene e
stimato per il ragazzo che ero e che sono,
l'avvocato MONTELEONE, una persona che non dimenticherò mai.
Marco Sorgiovanni conclude con un
ringraziamento speciale alla famiglia,
"ringrazio molto la mia famiglia, mio
papà che mi ha seguito sin da piccolo da
quando ero nei primi calci fino a oggi.
Spero di non deluderlo e di renderlo
orgoglioso di me. Graie alla mia mamma
che dalla tribuna, sempre ad inizio gara,
con uno sguardo mi ha reso più tranquillo, ed infine grazie a Matteo,mio fratello,
che per me è stato un punto di riferimento, forse senza di lui non sarei arrivato a
fare un buon campionato in Eccellenza.
Alla mia famiglia spero un giorno di
poter dare tantissime soddisfazioni
perche se lo meritano.
stadioradio
Bovalinese a caccia
di un allenatore
Proseguono in casa amaranto i contatti per la scelta del
nuovo tecnico. La dirigenza capitanata dal Presidente
Serranò continua a battere diverse piste: Salvatore
Favasulli ex Africo sarebbe in pole, ma rimane in piedi
l’opzione Antonio Cormaci a cui si è aggiunta nelle
ultime ore anche quella di Gigi Caridi. Nel frattempo
continua con ottimi riscontri l'azionariato popolare.
Coppa Italia,
sarà Reggina-Carpi
Sarà il neopromosso Carpi, ad affrontare la Reggina nel
secondo turno di Coppa Italia. La prima gara ufficiale della
stagione del Centenario, si giocherà al Granillo o sabato 10
o domenica 11 agosto. Ricordiamo che non è prevista gara
di ritorno, ed in caso di parità dopo i regolamentari sono
previsti supplementari ed eventuali calci di rigore. La vincente di Reggina-Carpi, incontrerà una tra Crotone e
Latina
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la Riviera
di...
Marina di Gioiosa calcio
vive giorni di totale confusione
A pagare è toccato questa volta al campo
sportivo Lombardo, dichiarato inagibile
dalla triade commissariale .Amarezza diffusa, da parte di tutta la dirigenza:
«Hanno chiuso l'impianto, è una vergogna, hanno sigillato tutto, avevamo dei
progetti come quello della scuola calcio
l'iscrizione già effettuata della nostra
squadra per il prossimo campionato di
promozione, le società fanno investimenti
importanti ed è assurdo tutto ciò perché si
tratta di un servizio per tutta la città, speriamo solo che la situazione si risolva
presto perché così muore chi ha voglia di
fare sport». Nei prossimi giorni saranno
quantificati attraverso una relazione i
lavori che la società si augura vengano al
più presto eseguiti per evitare che il
Marina calcio emigri in altre strutture
sportive. Sarebbe un grave danno per la
nostra squadra afferma il direttore generale Carmelo Carbone: «Non siamo disposti a tutto questo, vogliamo giocare nel
nostro impianto in questo momento di
grande crisi che tutto il calcio dilettantistico sta vivendo credo che come società non
saremo ad affrontare altre spese di viaggi
per raggiungere altri impianti sportivi. Mi
auguro che la situazione si risolva al più
presto altrimenti consegneremo la
squadra al comune cosi senza terreno di
gioco dove poterci allenare non possiamo
affrontare il prossimo campionato». Nel
frattempo per quanto concerne il mercato è quasi definitivo il passaggio di
Matteo Carbone dal Marina di Gioiosa al
Roccella Jonica. Nelle prossime ore
potrebbe arrivare l'annuncio ufficiale dell'avvenuto acquisto.
Matteo Carbone lo scorso anno è stato
capocannoniere del campionato di promozione a coronamento di una grande
stagione giocata ad alti livelli. È stato lo
stesso calciatore qualche settimana fa ad
annunciare il suo addio dal Marina di
Gioiosa. Carbone è stato a lungo
corteggiato in queste ultime settimane da
altre formazione di Eccellenza:
Taurianovese, Palmese e Guardavalle.
Carbone è un giocatore sul quale il nuovo
Roccella Jonica guidato da Francesco
Galati potrà puntare molto avendo un
potenziale incredibile. Nel frattempo la
società giallorossa è in cerca di un nuovo
allenatore dopo aver chiuso il rapporto
con Gianni Scigliano. La settimana
prossima potrebbe avvenire l'annuncio
del nuovo tecnico che secondo voci insistenti in tutto l'ambiente porterebbe ad un
accordo imminente con Rocco Loccisano
che sembrerebbe molto gradito anche
dall'ambiente in quanto in passato ha giocato e fatto parte dello staff tecnico
essendo stato allenatore dell' under 18
con ottimi risultati. Ma la lista dei tecnici
in mano alla società risulta ben nutrita
con almeno atri cinque allenatori pronti a
ricoprire l'importante incarico. Da parte
della società per il momento c'è top secret.
Nicodemo Barillaro
La champions dei surici va
alla coppia Multari Sainato
La champions dei surici va ancora una volta alla
coppia Multari Sainato. Questo il verdetto della
gara svoltasi nel solito clima allegro e amichevole domenica 21 luglio 2013. Ospitati da Carlo
Staltari, gli organizzatori dello sport fishing
hanno creato un altro evento di divertimento a
cui hanno partecipato numerosi concorrenti. al
secondo posto si sono piazzati Salvatore
Pellegrino e Danilo Sansalone che hanno preceduto l'imbarcazione di Marcello Racco e
BURRACO:
Siderno vittoriosa
ancora una volta
ROCCELLA, È RIVOLUZIONE
È un organico da rifondare quello del Roccella. Ufficiali le partenze
di Varrà ed El Audì come quella di Di Maggio, già da tempo, sembra prossima anche quella di Carrato che piace molto al Rende. Ma
da oggi non fanno più parte del Roccella anche il centrocampista
Vincenzo Carrà e il difensore centrale Daniele Seminara, ufficial-
Carlo Galluzzo aiutati dal promettente pescatore Luigi Racco. Dopo di loro la coppia
Catalano Parisi, e a chiudere i primi 5 Sergio
Pedullà e Sergio Sergi. Cucchiaio di legno invece alla coppia Giuseppe Franco (niki) e
Domenico Gullì che portano a casa una sonora
lezione. Va ringraziato Carmine Barranca e
Adriano Cusato che hanno fatto da giudici e i
partecipanti tutti. Appuntamento al prossimo
anno.
mente sul mercato. Certamente i commissari ed il tecnico Ciccio
Galati stanno ponendo rimedio in modo brillante, quello che è certo
che il Roccella 2013-2014, pur rimanendo competitivo, avrà tutt'altro volto
fonte stadioradio
Quest'anno a Lipari dal 18 al 21 luglio si è svolto
il 1° torneo Trinacria “Eolie” di Burraco.
Francesco Ruso dell'Asd Burraco di Siderno ha
partecipato al gemellaggio con il circolo “Hoara”
di Palermo in cui erano presenti i vari circoli siciliani che hanno portato ad una formazione di ben
42 tavoli e 168 partecipanti. Nei quattro giorni di
gioco serali, la coppia Ruso-Desenzano ha dato
battaglie restando sempre nelle prime posizioni.
Alla fine il torneo viene vinto proprio dalla nostra
coppia Ruso-Desenzano che piazzandosi al
primo posto nel girone A ha dato grande filo da
torcere dimostrando a tutti che giocare a burraco
è prima di tutto una passione. Grande soddisfazione dell'Asd Burraco nonché dei protagonisti
che hanno reso vittorioso Siderno con l'entusiasmo e lo spirito sportivo che da sempre li contraddistingue. Ora il prossimo impegno con la
seconda tappa del “Torneo al Chiaro di Luna” si
svolgerà Domenica 28 luglio presso il Bed &
Breakfast Letizia in Siderno, sede estiva dell'associazione sidernese.
K.C.
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RICORDI
PAOLO STRATI, 10 anni ...
anni.
10
Tanto basta e tanto serve a cancellare molte delle cose su
cui la mente s’affanna.
Non questa però.
1…
2…
3…
4…
5…
6…
7…
8…
9…
DIECI.
No, non bastano. Ci siamo illusi bastassero, ma sapevamo
già prima, in cuor nostro, che non
sarebbe stato così.
La mestizia che prevale, nel gioco perverso di un ricordo
vivido, è padrona della scena e non la puoi sconfiggere; non
la posso sconfiggere con le mie sole risorse.
Mi servirebbe un Amico; magari uno di quelli sinceri,
che guardi
e capisci
e lo trovi là,
nel centro della stanza, seduto su una poltrona a fiori, a
scambiare un sorso.
Dieci anni però servono a qualcosa: a scarnificare impietosamente il senso della vita, che nemmeno il flusso sincopato del tempo che passa – con sofferenze e gioie – può offuscare.
10 anni senza il tuo Jack Daniel’s, Amico mio: questo nemmeno ha offuscato.
Ti trovi adesso a guardarlo in faccia, quel senso della vita;
solo per attimi fugaci, ma lo vedi: chiaro, nitido, preciso,
ineluttabile. E ti scopri a sorridere mentre pensi ciò che è
servito per
vederlo.
Sono serviti dieci anni per capire quello che mi disse un
giorno l’Uomo che, su tutti, più ti ama: “non piango il tempo
che ho perso, ma gioisco del tempo che ho avuto”. Mi sembrava quello, allora, il rifugio della mente di un Uomo giusto,
fuggita dietro a un angolo perché la follia, mentre passava,
non la lambisse.
Io ero il folle però; lui il saggio!
Son serviti allora tutti,
questi anni.
Son serviti
a capire che morte non è il contrario di vita,
ma il contrario di nascita,
perché vita non ha un contrario.
Son serviti a capire
che da soli non si può,
ché serve la vicinanza e il sostegno.
Son serviti a capire
che l’unico modo per vincere
è guardare nel fuoco;
qualunque cosa vi si scorga.
Son serviti a capire
che c’è, infine, un sistema
ed anche a scoprire che Tu lo hai indicato,
come ultimo generoso regalo.
Proprio così:
quel sorriso allora elegante, sereno, signorile
ed oggi anche fermo, impavido, terso, adamantino
è la risorsa che cercavo;
e con me molti altri.
Hai sfidato tutti;
e hai vinto tu.
E l’aver condiviso con noi la tua vittoria, allora per adesso,
è la cifra della tua indicibile grandezza.
Quella che ci accompagnerà;
che accompagnerà Elvira ed Enzo
tra le azalee,
in questa tappa del cammino,
senza bagagli, con te al fianco.
Arrivederci, Amico mio, tutto è giusto e perfetto.
Un amico, gli amici.
Paolo Strati, 33
anni, morto in un
incidente stradale
sulla SalernoReggio Calabria
nella notte tra 22 e
23 luglio del 2003
iao Paolo, ti scrivo questa lettera con la certezza che tu la leggerai. Da dieci anni sei lontano, dieci lunghi anni che non sento
più la tua voce, per una mamma sono
troppi.
L’ultima volta è stato quando ti ho
detto: “Stai attento tesoro!” Quel
lontano 23 luglio. Mi hai risposto:
“Non ti preoccupare mamma!”, mi
rispondevi sempre
così. Questa frase la
custodisco nel mio
cuore come custodisco trentatre anni di
bellissimi ricordi. I
tuoi nipoti sono due
bei ragazzi. La femmina quando era
più piccola un giorno mi ha detto
“Nonna perché è andato in cielo zio
Paolo?Io lo volevo svegliare come
quella mattina del suo ultimo compleanno!” Erano venuti a farti gli
auguri, stavi dormendo e ti hanno
svegliato (aveva solo tre anni).
Mi dicono tutti che sei un angelo in
cielo, ma la tua mamma il suo angelo
C
lo voleva qui con noi. Mi dicono pure
di non piangere perché tu vedi le mie
lacrime e soffri, ma dimmi Paolo
come si fa a non piangere? Mi manchi troppo non riesco a non piangere.
Il mio cuore è pieno di dolore, ma
per questo tipo di dolore non ci sono
farmaci. Don Cornelio mi dice che il
tempo guarisce le ferite. Ma ogni
giorno che passa si aprono sempre di
più, è come un
male incurabile che
corrode anima e
corpo. La tua
mamma aveva un
bellissimo mosaico,
adesso manca un
pezzo e purtroppo
non lo posso più ricomporre e per
questo sono triste.
Adesso ti lascio, quante cose vorrei
dirti angelo mio, mi manchi, manchi
a tutti, ti mando un bacio e un
abbraccio. Sei sempre nel mio cuore
e davanti ai miei occhi.
La tua mamma
LE PAROLE
DELLA MADRE
CERIMONIA DEGLI ADDII
E chi può dimenticare donna Tota
FORTUNATO NOCERA
Vi sono persone che, pur vivendo nella massima
sobrietà, rifuggendo ogni notorietà, conducendo
una vita semplice e laboriosa, dedicandosi esclusivamente alla famiglia ed al lavoro, alla conclusione
della loro vita terrena, lasciano tuttavia un ricordo
nitido di rettitudine, tale che dal pensiero collettivo
vengono considerate come esempi da additare.
È il caso della Signora Antonietta Allio di Bovalino,
da tutti conosciuta come Donna Tota, titolare per
quasi settanta anni, dell’edicola di giornali più antica
del paese, sempre nello stesso posto in corso
Umberto di Bovalino Marina. Figlia di un noto
pasticciere ha sposato giovanissima il Signor
Chiarantano, il cui padre conduceva un esercizio di
Sali e tabacchi. I giovani sposi pensarono di aggiungere la rivendita di giornali, visto che questa attività
mancava in Bovalino.
Ma il destino volle che Antonietta rimanesse vedova a soli 25 anni nel 1947. Il giovane marito le ha
lasciato l’attività, che le ha permesso l’indipendenza
economica, e un bel bambino che per lei è stato il
sostegno morale e materiale fino alla fine dei suoi
giorni.
Donna Tota rappresenta, anche da morta, ciò che si
dice il riferimento storico dei bovalinesi; dal suo
esercizio passammo tutti, giovani, anziani, e ragazzi,
quest’ultimi fino agli anni ’70, voraci lettori di fumet-
ti.
Ma la sua edicola fu soprattutto punto d’incontro e
luogo di commenti letterari degli intellettuali di
Bovalino e del circondario: Mario La Cava ci passava tutte le mattine, così come Vincenzo Guerrisi,
sapido e sferzante poeta dialettale, Antonio Delfino
giornalista dalla penna graffiante e pur raffinata,
Gianni Carteri, Giuseppe Italiano e tanti altri. Da
Donna Tota venivano anche intellettuali e professionisti di altri paesi, costretti anche dal fatto che da
loro la stampa non arrivava. Donna Tota accoglieva
tutti con un sorriso, ancorché mesto. La vita non era
stata tenera con lei, ma le aveva dato una grande
virtù: la consapevolezza che bisogna andare avanti
anche quando ci sono grandi difficoltà e bisogna
mantenere con la gente rapporti leali e sinceri.
Qualche giorno fa ci ha lasciati, dopo una lunga fase
di patimenti, all’età di 91 anni. Credo che di lei si
possa dire che, nel suo piccolo abbia contribuito, per
diversi decenni, a tenere informata la gente di questa estrema parte della nostra Regione, anche e
soprattutto quando ancora la Televisione non aveva
assunto il ruolo egemone dell’informazione globale.
Benestare, tra fatti di delinquenza e grande civiltà
Un mezzo del Comune di Benestare è stato dato alle fiamme
da ignoti delinquenti che hanno operato nell’oscurità così
come avevano fatto con la macchina della sorella del sindaco,
Rosario Rocca, e subito dopo distruggendo la macchina di
don Rigo amato parroco del Paese.
Sono brutti episodi che mal si coniugano con la storia e l’attualità della civilissima cittadina di Benestare.
Pochi giorni fa in una delle piazze del Paese ci eravamo riuniti per dare l’estremo saluto a Mamadou, un ragazzo africano,
arrivato con una barca dei disperati della terra e morto a
Messina per un male incurabile. Il pianto delle madri si è
sommato a quello degli amministratori e di quanti lo hanno
conosciuto. Alla fine il Mullah venuto da Caulonia, palestinese e rifugiato, ha pregato insieme al parroco cattolico.
Un bel momento, una bella pagina di solidarietà verso i deboli, un piccolo mattone per costruire un mondo più giusto. Una
nuova frontiera di chi intorno a quella bara ha visto realizzarsi un piccolo mondo di una società senza violenza e senza
sopraffazione.
La solidarietà, la giustizia e l’uguaglianza come antidoto alla
criminalità.
I.A.
DOMENICA
21 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
27
Parlando
di...
CULTURA E SOCIETÀ
Quelli dei privè
e di m20 vs quelli
dei Pink Floyd
Avrai anche un tavolo tutto per te, ma sai a
casa mia ne ho quattro e non li faccio
pagare a nessuno e un bel po’ di vino lassù
c'è sempre.
Suonano i Pink Floyd dallo stereo, mica
David Guetta.
Sì sono d'accordo, avrai anche una tessera
che ti permette di accedere ai piani superiori, quelli dei patrizi, dove regnano femmine
e champagne, però mi intristisce, saperti laggiù, a pugnette e gassosa, ad ammirarli
come fossero delle divinità paradisiache.
Renditi un pò conto cazzo, che non c'è
bisogno di salire fin li per avere dei buoni
amici, per goderti le stelle che la natura ti
regala scontate.
Ti schedano, ti illudono di essere importante
e ti ritrovi a fianco a ciò che quel coglione di
tuo padre, che si sacrifica per i tuoi quattro
bianchi, cerca ogni giorno di combattere,
silenziosamente e lavorando. Loro sì che
sono tesserati, schedati.
Certo hai il privè. Escludi chi è pubblico.
Non fai l'amore nelle vigne perché ti sporchi
le Hogan e non potrai mai sapere cosa ti
perdi.
Tendi alla solitudine amico mio stordito da
m2o. Metti su radio capital una volta porca
miseria. Scoprilo Ivan Graziani.
E quando ti fai una canna, fallo per avallare
quei pensieri nascosti che hai, per raccontarli all'amico con cui la condividi.
Non perchè ti sballa di più di tutti i pessimi
negroni che bevi a 10 euro. Riprenditi figlio
mio, sappi che con cento euro da Ikea ti
danno tavolo, sedie e pure due Mionetto.
Non rincoglionirti dietro chi ha colto le tue
debolezze.
Ballare è bello, ascoltare quello che balli, lo
è ancora di più.
Non ci possono essere piani terra e primi
piani nella musica, come nella vita. Siamo
tutti uguali. Non sforzarti di essere diverso.
Renditi un po conto e dietro la coca cola
scrivici “sono uno stronzo”. Marco Colombo
La Locride trionfa al
“Dolomiti Festival Brass”
in Trentino Alto Adige
Anche tre Geracesi all'importantissimo Appuntamento musicale
Internazionale al fianco dei musicisti del M. Ennio Morricone
Nella Valle di Primiero, in Trentino Alto Adige,
al cospetto delle Pale di San Martino di
Castrozza, si è svolto da lunedì 1 a sabato 6
luglio 2013 l'appuntamento con il Primiero
Dolomiti
Festival
Brass,
rassegna
Internazionale dedicata alla musica per ottoni,
quest'anno giunta all'ottava edizione. Anche
quest'anno il Primiero Dolomiti Festival Brass
ha avuto come protagonisti artisti di calibro
internazionale ed eventi di grande appeal turistico oltre che musicale. Dal 2006 la manifestazione ha portato in Valle le più importanti formazioni ottonistiche a livello internazionale. Per
citarne solo alcuni: Enrico Rava con Stefano
Bollani, Quintetto d'Ottoni dell'Orchestra
Sinfonica della RAI, London Brass, German
Brass, Mnozil Brass (Austria), Rex Martin
(U.S.A.), Gomalan Brass, Funk Off, Andrea
Giuffredi, Italian Brass Quintett, Rimm 4Brass,
Spilimbrass, Ensemble Cornistico Italiano di
Alessio Allegrini, Gabriele Cassone e molti altri.
L'edizione 2013, oltre al quintetto “Nordic
Brass” ed altri ospiti internazionali, ha visto la
partecipazione del quintetto di Ottoni “Movie
Brass Quintet” del quale fanno parte tre musicisti della Locride ossia di Gerace: Alessandro
Macrì (Fondatore) Cornista , Vincenzo Macrì e
Cosimo Ascioti-trombettisti (laureati presso il
Conservatorio Musicale Statale “F.Cilea” di
Reggio Calabria diretto dal M. Dott.Francesco
Barillà), inoltre Massimiliano Costanzi-trombonista e Mauro Galafate-tubista . I cinque musicisti di professione da anni portano avanti questo
consolidato sodalizio che di recente ha inciso il
suo primo CD intitolato “Symphonic Sounds”.
Il concerto del “Movie Brass Quintet” si è svolto il 2 luglio in Località Tonadico (Trento) ed è
stato un vero trionfo per il quintetto con un'esecuzione di altissimo livello musicale davanti ad
un numerosissimo e competente pubblico. Per
l'occasione è stato invitato come solista in via
straordinaria il trombettista Andrea Di Mario,
docente dell'Istituto Superiore di Studi Musicali
“Briccialdi” di Terni il quale assieme al
Trombonista del “Movie Brass Quintet”
Massimiliano Costanzi, collaborano con
l'Orchestra del M. Ennio Morricone e con
importanti istituzioni Musicali di carattere internazionale. Gli altri musicisti del Quintetto,
Cosimo Ascioti (Docente al Liceo Musicale di
Cinquefrondi e nella Scuola Secondaria Statale
di Gerace) Direttore dell'Associazione Musicale
“P.Savoja” di Gerace, Vincenzo e Alessandro
Macrì (Docenti di Strumento Musicale nella
Scuola Secondaria di Torre in Sabina /VescovioRieti), Mauro Galafate (dell'Orchestra Roma
Sinfonietta), hanno una lunga esperienza.
Memorie di quand’ero italiano. Presentazione nuova edizione a Gioiosa Jonica
Il 21 luglio a Gioiosa Jonica, si è svolta
la presentazione del volume di Nicola
Zitara Memorie di quand'ero italiano
nella nuova edizione “Città del Sole” .
Il sindaco di Gioiosa J. Salvatore Fuda
ha preso la parola aprendo la presentazione ricordando l'importanza della
nostra storia ma dichiarando di interessarsi di più alle cose che riguardano il
nostro territorio in maniera più concreta
e odierna. Ha elogiato la memoria del
grande Nicola Zitara ed ha passato la
parola a Furio Pellicano Barletta che ha
ricordato vari momenti della vita dello
scrittore, l'amore per la verità storica e
per la sua Siderno. Si è passati quindi
alla parte viva della serata con la
dott.ssa Marilisa Morrone che ha potuto studiare il volume di Zitara sia dal
punto di vista scientifico essendo archeologa, sia da quello di insegnante di letteratura. Abbiamo assaporato anche
alcuni passi del volume che tratta proprio della storia personale dello scrittore. La serata si è conclusa con l'auspicio che questo volume venga adottato
dalle nostre scuole come studio della
storia dal punto di vista di un calabrese,
cosa che mi auguro, sia per glorificare lo
scrittore, sia per inorgoglire noi calabresi, che abbiamo tanto bisogno di una
spinta positiva come solo Zitara può
darci.
ROCCELLA
Lunghi applausi e ovazioni per la prima de A casa sutta all'ortu
L'attesa è finita! Dopo mesi serrati di
prove, allestimenti e preparativi,
venerdi e sabato, con due eccezionali anteprime, è andata in scena, al
Piccolo Teatro Umano, la nuova
commedia, scritta e diretta da Pino
Carella, dal titolo A casa sutta all'ortu. La nuova opera dell'ATRJ nasce
da una storia di vita raccolta dallo
stesso regista Carella in una delle sue
tante puntate da collezione di
"Radici"; testimonianza che lo ha colpito.
A casa sutta all'ortu ha tutti gli ingredienti per far estasiare lo spettatore,
con il suo susseguirsi di battute e
gesti che scatenano risate a più non
posso e i momenti di riflessione e
commozione. La costruzione del
testo, con l'inserimento dei sempre
azzeccati luoghi comuni e dei divertenti modi di dire e proverbi dialettali che sono la saggezza della cultura
calabrese, calza perfettamente sull'indole di ogni personaggio, tant'è ,
solo per dirne una, che l'eccezionale
Marta Placanica, protagonista della
commedia e persona dolcissima e
molto sensibile agli occhi di chi ben
la conosce, si commuove realmente
più volte nel corso della recitazione
delle scene più toccanti e significative.
A casa sutta all'ortu è la casa di cui si
è impossessata la famiglia di Lisuccia
(la straordinaria Teresa Lombardo),
ma che potrebbe perdere nel
momento in cui i veri proprietari,
suoi parenti (mamma e figlio disabile, interpretati rispettivamente da
Maria Ammendolia e Nicola
Capocasale), rientrano dall'America
e affittano una camera della giovane
sarta Maria (Marta Placanica). Ed è
qui che viene ambientata tutta la
commedia, in cui fanno, da divertente cornice, la piccola apprendista
sarta Linuccia (Alexandra Carella) e
quel simpaticone di Nicolino, il barista interpretato dal piccolo Niccolò
Ursino. Lisuccia, il vero giornale
vivente del paese, con la sua esuberanza e i suoi modi grotteschi di circuire la zia Tara e il nipote Totò,
cerca in ogni modo di appropriarsi
della casa (cercando di farsi firmare
le carte del “passaggio di proprietà”…) con l'aiuto anche di
Francisco (interpretato dal sempre
vigoroso Enzo Marcellino), fratello
di Maria.
Ma qualcosa per Lisuccia non va per
il verso giusto, entrano in scena i sentimenti, quelli forti, che mettono in
subbuglio i cuori di Maria e Totò:
sentimenti di amicizia, amore, rispetto che coinvolgono, trasformano e
trasportano i protagonisti in un viaggio di gioia interiore che non avrà
mai fine, e, nel silenzio più assoluto,
fanno ritrovare agli spettatori, che
per un momento si sentono frastornati, smarriti e con le lacrime agli
occhi.
DOMENICA 28 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
28
la Riviera
Intervista a Stefania Sgambellone Si conclude con grande
DANIELA FERRARO
“Ormai non rimangono che le pietre
ma che ancora ci parlano”. Così scriveva Stefania Sgambellone su facebook
come didascalia alla foto di una desolata Ferruzzano Superiore, paese fantasma della Locride, ormai deprivata di
quasi tutti i suoi abitanti stabilitisi alla
Marina o partiti per mete ancora più
lontane. “Ricordo con tanto affetto chi
adesso non c'è più.” E le immagini continuano a susseguirsi sulle pagine di
facebook intrecciate tra loro come nodi
dolenti di un rosario; sopra ognuna di
esse un'emozione, un ricordo, una lacrima. ”Le case parlano…”
E adesso è qui, al telefono, la voce
smorzata dall'emozione e, assieme, dall'ansia tanto febbrile quanto spaurita di
chi, per troppo tempo, ha solo sussurrato distaccate parole e ora, finalmente,
viene richiesto perché liberi compiutamente la propria anima dal peso insostenibile dell'accorato rimpianto. “Sono
andata via quando mi sono sposata, nel
2004, ma ci ritorno una o due volte
all'anno da Rimini dove adesso risiede
il mio nuovo nucleo familiare per aggirarmi, tra le case vuote, inseguendo i
ricordi…”. Si interrompe un momento,
riprende. Adesso le parole si susseguo-
no veloci, accavallandosi le une sulle
altre come le onde di un torrente in
piena e finalmente libero dopo aver
rotto la prigionia di opposti argini.
“Ricordo quando, senz'acqua, andavamo alla fontanella del paese col bidone
di plastica in mano per lavare i piatti di
casa…Ricordo la Gnura Ciccia “a
Cesara”, scendere dalla parte alta del
paese, tenendosi al muro per l'età avanzata, per andare a trovare la Gnura
Ciccia “a Cafara” mentre, dall'altra
parte, la Gnura Catuzza Vigliante e
famiglia stavano seduti a prendere il
fresco…e la Gnura Lucrezia e la Gnura
Giulia che salivano dal basso per andare alla chiesa…Mi sembra ancora di
sentire i Gnuri Siciliano, Ciccia e Maria
ed Angela lavorare al telaio chiamandosi l'una con l'altra…E c'era mastro
Lorenzo che scriveva belle poesie…e
Betta che veniva al bar per prendere
una birra”. S'interrompe nuovamente,
un sospiro “ Quand'io ero piccola, la
gente abitava ancora il paese…ma poi
hanno detto che era pericoloso per i
terremoti e la Regione ha messo a
disposizione delle case, per noi, alla
Marina…La mia famiglia è stata tra le
ultime ad andare via.” La voce è adesso
tornata un lento sussurro “Al paese non
c'è più quasi nessuno”.
Mi ritornano alla mente le parole del
Dott.Robert Winter : “Ho visitato più
volte Ferruzzano in compagnia di stimatissimi paleoetnologi e preistorici
d'indiscussa fama internazionale” e
quanto poi aggiunto dal noto archeologo Sebastiano Stranges Ellesmere: “Io
amo Ferruzzano. È un paese d'inestimabile valore culturale”.
“Hai un desiderio, Stefania?” “Si, che il
mio paese torni a rivivere!”
successo la rassegna
Tra vino e letteratura
Arte e letteratura nel doppio appuntamento culturale con cui si è conclusa, a
Bovalino, la rassegna “Tra vino e letteratura”, organizzata dall'Ais-delegazione
Locride. Il Caffè letterario M. La Cava è
stato partner di entrambi gli eventi che
hanno visto, sabato, la mostra Dal sentimento all'eros di Diego Cataldo e, lunedì, la presentazione del libro Lettere dal centro del
mondo, l'epistolario di La Cava e Leonardo
Scascia, curato da Luigi Tassoni e Milly
Curcio per Rubbettino editore. Numeroso
il pubblico per i dipinti di Diego dedicati alla
passione e per l'omaggio a Mario La Cava
con il reading di Enzo de Liguoro e le
musiche di Paolo Sofia e Salvatore Gullace.
La collezione con cui il giovanissimo artista
locrese rivisita una lunga tradizione di eros
nell'arte è stata esposta alle pareti dell'accogliente sala del Caffè letterario, mentre la
suggestiva cornice di piazza Ruffo ha ospitato l'incontro letterario e le intense letture
con commento musicale. Alle due serate,
condotte da Maria Teresa D'Agostino, ha
partecipato il presidente del Caffè letterario, che ha fatto gli onori di casa e ha
approfondito alcuni dei temi cari a La Cava
e Sciascia nelle lettere che testimoniano
un'amicizia lunga, fatta di stima e affetto
profondi. Uno spazio è stato dedicato pure
allo spettacolo teatrale La storia di Slavoj
Slavik, tratto da Una stagione a Siena di
Mario La Cava, che vede protagonisti De
Liguoro, Sofia e Gullace. Presente alle due
serate il sindaco, Tommaso Mittiga, il quale
ha elogiato il lavoro del Caffè letterario e
dell'Ais. Con il vino rosso "Canonico" della
Cantina Casale li Monaci di Anthony Reale
e il Mantonico passito Igt dell'Azienda agricola Baccellieri si sono conclusi i due eventi, con la degustazione guidata di
Pierfrancesco Multari in collaborazione con
la sommelier Emanuela Alvaro.
La Guarimba:
rivoluzione calabrese
ELEONORA ARAGONA
Un Festival internazionale del cortometraggio organizzato dal 7 al
9 agosto in Calabria da un gruppo di volontari, senza finanziamenti
pubblici, una qualità e una varietà di filmati da poter competere con le
migliori rassegne mondiali e proiezioni completamente gratuite. E con
tanto di candidato all'Oscar, Nacho Vigalondo, tra i giurati che selezionano i cori per la rassegna cinematografica. Impossibile penserete. E invece
La Guarimba sta per prendere il via ad Amantea, piccolo centro (14000 abitanti) sul Tirreno cosentino. Questa è la Calabria che mostra il suo talento,
che alza la testa e lavora per emergere e che è riuscita a far parlare di se positivamente anche da “laRepubblica” (una volta tanto).
La Guarimba per gli indiani venezuelani è un posto sicuro ed è questo il nome che
Giulio Vita, direttore artistico, cuore e mente del progetto, ha deciso di dare al festival, perché lui nella sua Calabria ritrova radici e sicurezza. La nascita di quest'avventura è avvenuta in un pub a Madrid durante una conversazione tra appassionati di
cinema che credono nella meritocrazia e nel lavoro, che non condividono il sistema
della grande distribuzione e amano il cinema di qualità. E Giulio allora ha subito
capito che in Europa l'unico posto che potesse ospitare la Guarimba sarebbe stata
la Calabria. Quella che genera talenti, quella terra fertile ma trascurata e bisogno-
sa di cure. Giulio è quindi partito da Madrid dove studiava cinematografia ed è arrivato ad Amantea. Sta lì da un anno a combattere con burocrati e carta bollata.
Anche dovendosi scontrare con un'amministrazione talmente miope da aver ostacolato un concerto per raccogliere fondi offerto ai guarimberos a da Dario Brunori.
Ma non importa perché per fortuna un paese non è composto solo da funzionari.
Una tipografia gli ha regalato 800 locandine, uno dei bar sul corso della cittadina è
il loro quartier generale e sta sponsorizzando l'evento, e molte altre attività stanno
partecipando come possono per riuscire a portare a termine questo festival.
Un unico aggettivo può riassumere la passione e l'energia questo 25enne regista
calabro-venezuelano, elettrizzante. Mentre parla gesticola animatamente e il tono
della sua voce sale e scende d'intensità sottolineando con enfasi le difficoltà e i successi ottenuti con la cinquantina di volontari con cui affronta quest'avventura.
Questo giovane che cita Che Guevara e che ha una passione sfrenata per il cinema
sta per compiere l'impensabile. Senza finanziamenti pubblici, con tanto entusiasmo
e creatività (perché se non ci sono soldi uno deve inventarsi le soluzioni) sta dimostrando che la cultura può generare economia, lavoro, vita. Il simbolo di questo successo è l'arena Sicoli, il cinema all'aperto che ospiterà la rassegna. 900 seggiolini
arrugginiti da levigare e riverniciare, riaprire le porte di questa struttura chiusa da
due anni è il primo successo di un festival che ancora non c'è stato ma sta già facendo parlare di sé. E che ha attirato cineasti e giornalisti da ogni parte del Continente.
DOMENICA
28 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
29
Parlando
di...
ATTUALITÀ
Che coppia!!!
Una
B.R.A
Braccia rubate all’agricoltura
Anche loro hanno ricevuto
la “benedizione” del Priore
Quattro e quatt’otto ...
Un mondo di auguri
da tutta la redazione
La Riviera bis dall’alto
Bellissima !!!
Amore a prima vista tra Stefano
Priolo e la musica napoletana
ILARIA AMMENDOLIA
Le voci di Mario Merola, di Nino D'Angelo, e di
altri grandi artisti neomelodici risuonavano negli
anni 80 per le vie di Africo.È stato amore a
prima vista tra Stefano Priolo e la musica napoletana.
ll giovane africese ha solo 26 anni ma i suoi successi risultano già innumerevoli. A soli 4 anni è
entrato in contatto con le prime note musicali, il
giorno della laurea del padre. Da quella data il
microfono non l'ha abbandonato più.
«Un' estate dura per noi artisti calabresi»esordisce così il cantante neomelodico Stefano
Priolo al nostro incontro che però non si scoraggia, consapevole che le sue capacità lo porteranno lontano. Fiducioso resta nel suo pubblico,
che lo sostiene e gli da la forza per ricominciare
in momenti duri come questo.
Non si è mai dato per vinto sin da quando a 11
anni incise un disco dal titolo AUTOSTOP, e si
fece conoscere iniziando a destreggiarsi nei palcoscenici più importanti della Calabria.
L'anno seguente si è esibito in una sagra dove
Antonio Condò, giornalista di alto livello, attualmente in servizio per la Rai, lo nota e lo invita
nella trasmissione di Telespazio. Questo è solo il
primo atto della sua brillante carriera. S'iscrive
alla scuola di canto di Roma passando per l'accademia di Sanremo per tornare poi all'accademia internazionale della Capitale. Collabora a
numerosi progetti artistici in Italia e all'estero.
Nel 2005 scrive il primo pezzo neomelodico
mandandolo in radio e ricevendo numerosi consensi.
Due anni fa corona il suo sogno: incidere un
disco! Il suo disco, che realizza con la casa
discografica GSRecord di Catania.
Presi Per Caso...
non é un caso
Attualmente insieme ai suoi musicisti Stefano è
in tour. «Sento di ringraziare e citare ogni singolo elemento del mio gruppo, per me una
famiglia- così si esprime il cantante, quando
parla della sua band-da Paolo Scaramuzzino,
pianista, una sorta di padre per il complesso, ai
suoi figli Bruno, batterista e Antonio, bassista,
elementi fondamentali per la buona riuscita di
un concerto. Insieme a loro i due chitarristi reggini Salvatore Crucitti e Nicola Megalizzi».
«Insieme a loro in questi giorni ho ottenuto
grandi soddisfazioni. Mentre ero ospite a
Castiglione Cosentino in un concerto di cantanti neomelodici. Quella serata per me è stata un
crescendo di emozioni: vedere il pubblico in un
esplosione di energia, firmare autografi e la
grande proposta di Dino Ditola -impresario che
si occupa di musica da oltre 20 anni, il talent
scout che ha scoperto Gigi D'Alessio, e che ha
lavorato anche con Zucchero, Renato Zero, e
tanti altri ancora- che ha deciso di includermi
nella sua scuderia e farmi conoscere a Napoli».
Insomma Stefano Priolo è un ragazzo
ambizioso, determinato e sognatore. Dei suoi
sacrifici, da un anno all'altro raccoglie i frutti
facendone tesoro per nuovi successi. È un
grande artista e lo sta dimostrando. Forza
Stefano!
m
BIANCO
Dal I al 4 agosto
ritorna la terza
edizione della
Festa del Mare
Ormai sta diventando un appuntamento fisso
delle estati della riviera dei gelsomini, la Festa del
Mare, con i suoi quattro giorni dal I al 4 agosto ricchi di eventi nella splendida cornice del lungomare di Bianco, anche quest’anno fa capolino tra le
manifestazioni dell’estate locridea.
Nata nell’estate del 2010 per ricordare Alfonso
Ielasi, innamorato del mare tragicamente scomparso tra le sue profondità, oggi è organizzata
dall’Associazione Bianco a Colori Associazione
Culturale Alfonso Ielasi ed è giunta alla sua terza
edizione.
L’intento degli organizzatori è quello di creare un
evento che racchiuda in se la cultura, l’arte e il
divertimento seguendo un unico filo conduttore
che è il legame indissolubile che lega la nostra
terra al mare e quel richiamo irresistibile da cui
ognuno di noi è rapito.
Il programma completo della manifestazione è
consultabile
on-line
sul
sito
www.biancoacolori.org .
DOMENICA
21 LUGLIO 2013
LA RIVIERA
30
la Riviera
squadriglia formidabile
Complimenti,
meglio di Sampei
I ragazzi di Guardavalle
Grande esibizione di tutti! Dopo che
Philippe Krier ha gettato la maglietta al pubblico.
BUON COMPLEANNO “RAGAZZI”
La vera pizza Napoletana al profumo di Calabria, anche
questo ci ha regalato “La Vecchia Pittara” a conclusione
del suo primo anno di attività. Tanti auguri, certi che
l’affiatato staff del ristorante sidernese darà conferma di
qualità a prezzi praticabili negli anni a venire. Voto 8,5
TONY WHITE E CRISTINA
Lo sguardo
trasognato di
Tony si sofferma sull’attrice
protagonista
di Vite vendute
del
regista
P i n o
Gambardelli,
Cristina. Lui
nel
video
interpreta un
prete, lei un
commissario.
Dalla Calabria il bellissimo e
simpaticissimo Maurizio
Cara dottoressa, quanti sacrifici e quante
strade in salita hai dovuto affrontare per
conseguire la tua meritata laurea...
Congratulazioni e in bocca al lupo per il
tuo futuro. Con affetto mamma e papà.
Li hanno scaraventati
giù dal letto
Il corso da Bagnino di
Salvamento, un'occasione
per ricominciare….
Il Ministero della Giustizia Minorile Servizio
Sociali di Reggio Calabria a mezzo del suo direttore, dott. ssa Giuseppina Garreffa, di intesa con
la Società Nazionale Salvamento di Genova, tramite la sezione territoriale Locride Mare, nella
figura del suo direttore Giuseppe Pelle, ha promosso un corso di assistente bagnante indirizzato a 11 giovani “in difficoltà” e finalizzato a un
percorso di reinserimento sociale e professionale.
L'iniziativa ha contato inoltre sulla collaborazione dei Commissari della Prefettura del Comune
di Marina di Gioiosa Jonica, i quali hanno messo
a disposizione per l'apertura e la conclusione dell'iter formativo la Sala Consigliare del Comune, e
per l'espletamento delle lezioni il bene confiscato ubicato sul Lungomare, assegnato alla sezione
Locri della Società Nazionale di Salvamento.
Il progetto è stato guardato con grande favore e
partecipazione dalla Capitaneria di Porto di
Roccella Jonica. Il Comandante Antonio
Indelicato ha accolto questa iniziativa con entusiasmo, esprimendo notevole apprezzamento
rispetto al progetto che, attraverso una sinergia
di intenti, è finalizzato al raggiungimento di una
professionalità legata al salvamento.
Per conto dell'U.S.S.M. ad assistere i giovani vi
sono assistenti sociali che volontariamente prestano il loro servizio, coadiuvando Giuseppe
Pelle.
Il corso formativo, iniziato il 16 luglio, si concluderà il 10 agosto, e prevede un totale di 60 ore di
formazione, di cui 50 teoriche e 10 pratiche. Il
progetto è finanziato dal Ministero della
Giustizia Minorile di Reggio Calabria e il costo
dei brevetti verrà assorbito dalla sede genovese
della Società Nazionale di Salvamento, nella
figura del Presidente, prof. Giuseppe Marino,
che ha risposto con zelo all'iniziativa.
Gli undici bagnini in formazione a fine corso
sosteranno l'esame per il brevetto e ai migliori
tre, quelli che conseguiranno le tre valutazioni
più alte, il Ministero offrirà un borsa lavoro di un
mese.
Un progetto di speranza, frutto di una sinergia di
partners che ne hanno riconosciuto l'importanza
e che hanno voluto essere presenti alla sua realizzazione. Un progetto che ruota attorno al mare.
Un progetto che può cambiare la vita di qualcuno e reindirizzarla verso un rinnovato impegno
civile e una maggiore fiducia nei confronti delle
istituzioni. Il Bagnino è un soccorritore professionale… e in questo caso, grazie a Giuseppe
Pelle, anche il semplice percorso che poi porta al
brevetto di assistente bagnante si è convertito in
un'occasione per ricominciare e ritornare a credere in se stessi…
Annunziato Gentiluomo
Viste le tante richieste
che giungono alla redazione per
la pubblicazione di foto
di auguri, non riuscendo ad
accontentare tutti, ricordiamo ai
nostri lettori che le foto
sono a pagamento
DOMENICA 21 LUGLIO 2013 LA RIVIERA
31