La scienza e la tradizione nel giorno del solstizio

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La scienza e la tradizione nel giorno del solstizio
19 Giugno
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2011
La parola Solstizio viene dal latino “Solis statio”: fermata, arresto del Sole.
Il solstizio
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distanza
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dall’Equatore.
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Questo fenomeno avviene due volte all’anno: il 21 giugno, inizio dell’estate, quando il sole
determina il giorno più lungo, e il 21 dicembre, quando inizia l’inverno e la notte è la più lunga
dell’anno rispetto alle ore di luce.
Al solstizio d'estate, quando il sole raggiunge la sua massima inclinazione positiva rispetto
all'equatore celeste, (massima altezza nel cielo) per poi riprendere il cammino inverso, comincia
l estate.
l'estate
Tale giorno era considerato sacro nelle tradizioni precristiane ed ancora oggi viene celebrato
dalla religiosità popolare con una festa che cade qualche giorno dopo il solstizio, il 24 giugno,
quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista.
Il Sole e il suo simbolo, il fuoco, sono al centro di tali tradizioni e rappresentano le divinità
positive, contrapposte a quelle tenebrose e malvagie.
Non c’è perciò da stupirsi se in ogni tempo e luogo il giorno del Solstizio viene celebrato con
feste, falò, rituali magici e religiosi. In molte zone d'Italia ancora oggi si svolgono riti e feste di
origine pagana che la Chiesa ha cercato invano di cancellare, perché tali credenze sono molto
radicate nelle usanze popolari. Così oggi, nella festa di San Giovanni, si svolgono delle
celebrazioni con questa strana mescolanza di elementi sacri e profani.
Solstizio d'estate (21 / 6) – Festa di S. Giovanni (24 / 6)
Sin dai tempi più remoti il cambio di direzione che il Sole compie tra il 21 e il 22 giugno è visto
come un momento p
particolare e magico:
g
il g
giorno del solstizio estivo è il p
primo g
giorno di una
nuova stagione, associato alla festa di San Giovanni Battista, nato il 24 giugno, esattamente
sei mesi prima di Cristo).
Nella Festa di San Giovanni (dalla tradizione cattolica)
convergono i riti indoeuropei e celtici esaltanti i poteri della luce e del fuoco, delle acque e
della terra feconda di erbe, messi e di fiori. La notte della vigilia, la più breve dell'anno, nelle
campagne del Nord Europa l'attesa del sorgere del sole è propiziata dai falò accesi sulle
colline e sui monti, poiché da sempre, con il fuoco, si mettono in fuga le tenebre e con esse
gli spiriti maligni, le streghe e i demoni vaganti nel cielo.
Questa festa è legata intimamente alle credenze pagane pre-cristiane ed al periodo della
raccolta delle piante e delle erbe da usare nelle preparazioni magiche.
In questo breve -ma intenso- arco di tempo pare che la crescita di tutte le piante e le erbe
sulla Terra venga influenzata con particolare intensità.
Nella notte tra il 23 e il 24 giugno si usa bruciare le vecchie erbe nei falò e andare alla
raccolta di nuove piante da usare nelle pratiche per conoscere il futuro perchè,
perchè come recita il
famoso detto : " San Giovanni non vuole inganni". Bagnate dalla rugiada e intrise di una
forza nuova, è il momento giusto per raccogliere le nuove erbe in vista delle successive
applicazioni sino a quando, il prossimo anno, verranno di nuovo bruciate nei falò e rinnovate
(Sotto le piante di S.Giovanni: Artemisia, Arnica, Ribes, Verbena, Erica, Iperico, Ruta, Aglio) .
RITI TRADIZIONALI DEL SOLSTIZIO
¾E' beneaugurante saltare sul fuoco avendo ben chiare le cose che vorremmo veder cambiare
nella nostra vita. Più intenso e puro sarà il desiderio espresso mentalmente al momento del
salto, più esso avrà ottime possibilità di realizzarsi.
¾Sotto il guanciale vengono messe le “Erbe
Erbe di San Giovanni
Giovanni",, legate in un mazzetto di nove compreso l‘Iperico- per avere sogni premonitori.
¾A mezzanotte si deve cogliere un ramo di Felce e tenerlo in casa, per aumentare i propri
guadagni.
¾Portare l‘Iperico all'occhiello nella notte della festa protegge dalle streghe.
(Per maggiori dettagli : http://www.ginevra2000.it/fiori/Fiori_Leggende/Giugno.htm)