MV Agusta F4 CC - Somaschini Moto Sas

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MV Agusta F4 CC - Somaschini Moto Sas
SOGNO ITALIANO
“Ho deciso di dare il mio nome ad una moto che ho sempre desiderato, una moto da corsa che si possa
usare non solo su un circuito, ne verranno prodotte solo 100, che verranno destinate agli intenditori,
appassionati della tecnica e per primo agli amanti del marchio MV Agusta”. E’ l’inizio dell’annuncio del
Presidente Claudio Castiglioni, con riferimento alla nuova F4, firmata appunto CC, le sue iniziali. Anche il
numero uno di MV Agusta ha ceduto all’istinto, alla tentazione di soddisfare una propria voglia, creando una
moto che non sta a valutare le strategie di mercato, ma solo il gusto di creare qualcosa di grande, dallo
sfondo regale: utilizzando cioè, per il progetto F4CC, tutto ciò che la fabbrica dispone a livello esclusivo, il
top dell’evoluzione tecnica, per ottenere il massimo delle prestazioni. In cifre, il bolide MV si traduce così:
315 km/h di velocità massima (autolimitati per omologazione pneumatici). Unica nel suo genere scolpita dal
suo amico Massimo Tamburini con materiali pregiati e che porta con sé le componenti più tecnologiche che
vi siano nascoste nei cassetti di MV Agusta, proprio in quell’angolo dell’azienda in cui si sviluppa l’embrione:
all’interno del reparto corse. Un modello destinato però a rimanere lontano dalle competizioni, la cilindrata
non consente l’ingresso nello sport delle due ruote, ma ciò che interessa alla F4CC è l’unicità del progetto,
valorizzato dal marchio che porta sul dorso. Non importa se poi la chiave del quadro non girerà mai nel
cruscotto, se la moto resterà parcheggiata su un piedistallo nel salotto di casa, o se percorrerà solo pochi
chilometri, tanto per “fare girare il motore”: quel che conta, per i nobili appassionati di arte pura, è
possedere uno di questi 100 esemplari unici al mondo, come se fosse un quadro pregiato realizzato in
pochissime copie. Questo è il desiderio di Claudio Castiglioni. Ecco perché l’F4CC viene servita in abito
doppio petto: un certificato di origine contenuto in un cofanetto dedicato renderà la consegna più
convenevole e cerimoniale, con l’emozione della targhetta in platino posizionata sulla testa di sterzo a
riportare la numerazione del pezzo, da 1 a 100. Gli scarichi in titanio e la centralina serviti insieme alla
F4CC avranno il compito di intonare la potenza del 1078 con un suono più passionale, semmai fosse
desiderato, in aggiunta a un tiro più corposo in accelerazione che porta il motore a 200 cv di potenza.
Perché l’F4CC, oltre che a incantare gli sguardi, vuole presiedere sul fronte delle prestazioni. Per lasciare
tutti a bocca aperta una volta di più.
DESIGN NERO PANTERA
Oltre all’importanza che le componenti tecniche più in vista lasciano percepire per ciò che riguarda la cura
dell’aspetto, la F4CC sottolinea, indossando un vestito nero, l’eleganza e il fascino di una nobildonna in
abito da sera. I giochi di contrasto, fra aree verniciate e aree con carbonio a vista, ricreate fra carenature
serbatoio e codone, disegnano l’immagine di un prodotto moderno con architettura ricercata ed esclusiva,
che solo in campo automobilistico, in fascia “prestige”, è possibile trovare. Le linee rosse definiscono
l’effetto CC ai lati della carenatura, là dove compare anche la firma F4. Ma c’è dell’altro: il cruscotto, ha per
l’occasione una grafica personalizzata, mentre la sella è tutta in alcantara nera, con due tessuti differenti fra
la zona d’appoggio e la parte di contorno.
Capirete perché, quindi, nulla sia stato lasciato al caso nella realizzazione tecnica del progetto, che, come
abbiamo detto, oltre ad avere la particolarità di ricavare dal pieno il 90% delle parti, tra cui i piedini della
forcella, la piastra di sterzo superiore, l’ammortizzatore di sterzo, i coperchi dei serbatoi del liquido dei
freni e della frizione, le leve del cambio e del freno, le pedane, la stampella laterale, l’MV F4CC utilizza
materiali speciali in ogni angolo della moto costruiti dal Centro Ricerche Cagiva. Il 100% della carenatura è
in fibra di carbonio, il tappo benzina è di derivazione aeronautica anch’esso ricavato dal pieno, mentre in
titanio troviamo tutte le retine di protezione, all’ingresso dei condotti di aspirazione e nelle uscite d’aria del
codone, oltre alle protezioni del radiatore inferiore e agli scarichi racing, con le classiche quattro canne
d’organo tagliate trasversalmente alle estremità.
LA DOTAZIONE: COSA CAMBIA DALLA F4R
La F4CC è la punta della gerarchia piramidale F4. Le principali differenze tecniche col modello più
“commerciale” F4R si riassumono nei seguenti punti:
- oltre il 90% delle componenti ricavate dal pieno;
- leve di freno e frizione con protezione a snodo delle estremità in caso di caduta;
- motore 1078 cc;
- 200 cv di potenza massima con lo scarico racing in titanio;
- nuovo sistema di distribuzione;
- generatore di corrente più piccolo;
- frizione antisaltellamento di tipo meccanico ricavata dal pieno;
- nuova configurazione interna di forcella e monoammortizzatore;
- freni monoblocco Brembo Racing;
- 187 chili di peso, con tutti i liquidi, senza carburante.
NEL MOTORE, LE NOVITA’ PIU’ IMPORTANTI
Tutti i margini di un motore 1000 di cilindrata come quello della F4R, sono stati sfruttati per crescere, in
funzione di superiori prestazioni, ma, soprattutto, per una miglior sfruttabilità del 4 cilindri. Ecco perciò
aumentare l’alesaggio da 76 a 79 mm, lasciando invariata la corsa a 55 mm. La cilindrata totale è passata
quindi a 1078 cc. E’ iniziato da qui il lavoro certosino del reparto corse MV Agusta diretto da Andrea
Goggi, che ha mirato al miglioramento della fluidodinamica interna, lucidando i condotti e ritoccando le
“spigolature” dei passaggi interni. La nuova geometria della camera di combustione è frutto di una
lavorazione completa della testata, con un percorso ottimizzato dell’utensile, programmato da un
macchinario a controllo numerico che ha garantito precisione assoluta d’intervento. I pistoni sono
alleggeriti rispetto a quelli del 1000, le bielle hanno cambiato geometria, ma il nocciolo della novità è
contenuta nel sistema di distribuzione, che ha modificato le misure e usato materiali pregiati per gli organi
di “minuteria”. Le valvole sono ora in titanio, sempre di tipo radiale (caratteristica unica di MV Agusta), sia
quelle di aspirazione che quelle di scarico; quelle di aspirazione sono aumentate di diametro passando da 29
a 31 mm. L’alzata maggiore, quindi, ha richiesto anche l’adattamento del profilo dell’albero a camme. Le
quote dei bicchierini (sempre in acciaio) invece si sono ridotte, per perdere grammi di peso: sono scese da
28 a 26 mm, ma sono sempre dotate della doppia molla cilindrica, adeguata alle nuove misure. Insieme ad
esse, i semi coni, le guide valvole, le sedi valvole, sono tutti marcati Del West, leader americano in questa
tipologia di elementi e, anche per questo, costosissimi da utilizzare e adatti solo a una moto esclusiva come
la F4CC. Il peso risparmiato su questi componenti, che hanno il compito di lavorare a velocità elevate,
porta il vantaggio alla fruibilità del motore, elemento, questo, che cala quasi 4 chili di peso rispetto al
propulsore F4R. Una leggerezza a cui contribuisce l’utilizzo di coperchi in magnesio, per la distribuzione, il
cambio, la frizione, il blow by e il generatore. Quest’ultimo incide tantissimo sul risultato alla bilancia, dato
che da solo è in grado di eliminare un paio di chili rispetto all’elemento montato sulla F4R. La differenza la
fanno ovviamente le dimensioni, decisamente più compatte, e che per questo hanno richiesto un
adeguamento della fusione del basamento superiore a causa del diverso profilo e per la nuova collocazione
dei tubi. Il sistema di alimentazione prevede oggi corpi farfallati maggiorati, da 48 mm anziché 46, montati
invece dalla F4R. Come per la versione F4 1000 Tamburini, il cuore delle prestazioni del motore della F4
CC è costituito dal rivoluzionario e brevettato sistema TSS (Torque Shift System). Il risultato è ancora un
motore unico nel suo genere. Come la sorella “R” MY 2007, l’F4CC è in linea con l’Euro 3, da cui riprende
pari lo spunto tecnico: sonda lambda, catalizzatore e scarico monolitico. Oltre all’EBS (Engine Brake
System), che funziona come limitatore di coppia in scalata, e che nasce proprio con la serie F4 1000, la
F4CC ha guadagnato la frizione antisaltellamento, meccanica, a rampe e mozzetto con movimento su rulli.
E’ totalmente ricavata dal pieno.
IL TELAIO: TANTI ELEMENTI RICAVATI DAL PIENO
Nessun elemento è ricavato secondo i più classici processi industriali e tutto ciò comporta l’aumento di
prezzo nel costo finale della F4CC. Tutte le parti di contorno al telaio sono ricavate dal pieno: i piedini della
forcella, le pedane (regolabili su eccentrico e “limate” ai minimi termini da materiale in eccesso), la piastra
di sterzo superiore, i comandi a leva. Ogni pezzo è realizzato con la cura, lo scrupolo e la manualità di chi
costruisce per tradizione moto da corsa. Lo scheletro della F4 è al Cromo Molibdeno, una struttura
leggera, ma allo stesso tempo resistente alle sollecitazioni a cui è soggetta una Superbike da oltre 200 cv.
Questo telaio è già diffusamente utilizzato per la gamma F4 e resta invariato per la F4CC anche nelle quote
generali. Le piastre del telaio e il forcellone sono in magnesio, leggerissimi, e con il monobraccio imponente
che mette in evidenza non solo la robustezza dell’elemento, ma anche la totale visibilità di un lato della
ruota posteriore, rimarcando l’effetto scenico della MV da centomila euro.
LE SOSPENSIONI: NUOVE SOLUZIONI IDRAULICHE
In quest’ area si fa viva più che mai l’esperienza e la filosofia delle corse, perché è proprio dalla pista che
giunge l’evoluzione delle sospensioni, dove i miglioramenti si inseriscono step by step, senza mai stravolgere
le soluzioni di partenza. Se da fuori, quindi, sembra tutto invariato, le differenze si sentono provando la
F4CC o si vedono esponendo forcella e “mono” ai raggi X. Le soluzioni idrauliche adottate sono il frutto di
una ricercata sensibilità da parte del pilota, che vuole sentire la moto sempre tra le mani, con reazioni
controllabili e percettibili, tipiche delle moto professionali. Tutta la parte anteriore resta quindi firmata
Marzocchi, con l’atipicità di steli enormi con diametro da 50 mm, per offrire solidità e robustezza in frenata
e nell’inserimento di curva; il trattamento alla carbonitrurazione migliora la scorrevolezza, ma anche
l’immagine graffiante della moto. Portano la firma Sachs, invece, sia l’ammortizzatore di sterzo, anch’esso
ricavato dal pieno, che il monoammortizzatore Racing unico in dotazione in una moto da strada, dotato,
della doppia regolazione in compressione, per le alte e le basse velocità. L’F4CC monta a tutti gli effetti
sospensioni da corsa.
FRENATA BREMBO RACING
Per la F4CC, freni da corsa al 100%, Brembo Racing. Si tratta dell’impianto utilizzato sulle moto da corsa,
dove all’anteriore agiscono due dischi da 310 mm di diametro e 6 di spessore, con pinze radiali monoblocco
ricavate dal pieno, a 2 pastiglie e 4 pistoncini. Dietro, un disco soltanto, con diametro di 220 mm. L’unica
differenza rispetto alla versione Brembo “ufficiale” da gara, è data da quella seconda guarnizione
parapolvere montata sui pistoncini in virtù dell’uso stradale a cui si presta la F4CC e, quindi, anche a
un’usura maggiore delle parti in gioco, che non devono certo richiedere la manutenzione ordinaria di una
moto da gara.
Inedita grafica per i cerchi, Brembo Super Light, forgiati in alluminio, col disegno delle razze a Y, nelle
misure 3,50 x 17” e 6,00 x 17”, equipaggiati da pneumatici Pirelli Dragon Supercorsa Pro, nelle misure
120/70 e 190/55.