LIBER 24 gennaio 2016 - Copia.pub

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LIBER 24 gennaio 2016 - Copia.pub
Liber
Notiziario Bibliografico della
Biblioteca Civica ‘A.Corghi’ di Ciriè
Anno VI, n°24, Febbraio 2016
Gentilissimo lettore,
ecco il ventiquattresimo numero di Liber con il quale sottoponiamo alla Sua attenzione 41
pagine dedicate alle nuove acquisizioni della Biblioteca Civica Alvaro Corghi di Ciriè, con
numerose proposte di lettura.
Le ricordiamo che Liber potrà essere consultato dagli appassionanti di libri sia in forma cartacea presso la Biblioteca sia in formato elettronico sul sito internet del Comune di Cirié.
(www.cirie.net).
Dacia Maraini
La bambina e il sognatore
Rizzoli
Ci sono sogni capaci di metterci a nudo. Sono schegge impazzite, che ci svelano una realtà a cui è impossibile sottrarsi.
Lo capisce appena apre gli occhi, il maestro Nani Sapienza: la
bambina che lo ha visitato nel sonno non gli è apparsa per
caso. Camminava nella nebbia con un’andatura da papera,
come la sua Martina. Poi si è girata a mostrargli il viso ed è
svanita, un cappottino rosso inghiottito da un vortice di uccelli bianchi. Ma non era, ne è certo, sua figlia, portata via
anni prima da una malattia crudele e oggi ferita ancora viva
sulla sua pelle di padre. E quando quella mattina la radio annuncia la scomparsa della piccola Lucia, uscita di casa con un
cappotto rosso e mai più rientrata, Nani si convince di aver
visto in sogno proprio lei. Le coincidenze non esistono, e in
un attimo si fanno prova, indizio. È così che Nani contagia l’intera cittadina di S., immobile provincia
italiana, con la sua ossessione per Lucia. E per primi i suoi alunni, una quarta elementare mai sazia dei
racconti meravigliosi del maestro: è con la seduzione delle storie, motore del suo insegnamento, che accende la fantasia dei ragazzi e li porta a ragionare come e meglio dei grandi. Perché Nani sa essere insieme maestro e padre, e la ricerca di Lucia diventa presto una ricerca di sé, che lo costringerà a ridisegnare i
confini di un passato incapace di lasciarsi dimenticare. Con questo romanzo potente, illuminato per la
prima volta da un’intensa voce maschile, Dacia Maraini ci guida al cuore di una paternità negata, scoprendo i chiaroscuri di un sentimento che non ha mai smesso di essere una terra selvaggia e inesplorata.
PAGINA 2
Carmine Abate
La felicità dell’attesa
Mondadori
"Il primo a partire fu Carmine Leto, il nonno paterno di cui porto il
nome." Comincia così la nuova saga di Carmine Abate che abbraccia quattro generazioni della famiglia Leto, più di un secolo di storie
e tre continenti. Come "La collina del vento" era la storia di una famiglia che rimane e resiste, così "La felicità dell'attesa" racconta i
destini - più che mai attuali - di quanti lasciarono le sponde del Mediterraneo per cercare fortuna altrove, approdando nella "Merica
Bona": una terra dura eppure favolosa, di polvere e grattacieli, sfide
e trionfi. È qui, negli States, che un ragazzo partito nel 1903 dal paese arbëresh di Carfizzi, la mitica Hora di Abate, può diventare un
campione di bowling noto in tutto il mondo: Andy "The Greek"
Varipapa. Proprio lui è il mentore di Jon Leto, l'uomo che parte tre
volte: per vendetta, per amore e per lavoro. A Los Angeles, grazie a
Andy, Jon incontrerà una giovane donna circonfusa di un fascino
magnetico, come il neo ammaliatore sulla sua guancia sinistra: Norma Jeane, non ancora nota con il nome che la renderà un mito...
Carmine Abate dà vita a una grandiosa epopea tra l'Italia e il "mondo grande", che ancora una volta scava
nella nostra memoria, collettiva e ci racconta di uomini e donne coraggiosi: dal capostipite Carmine Leto,
con la sua moglie americana, al figlio Jon e al nipote Carmine, il narratore della storia, che segue le tracce
segrete del proprio padre...
Diego De Silva
Terapia di coppia per amanti
Einaudi
Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, perché «ci sono fasi dell'amore in cui la realtà diventa un punto di vista,
generalmente quello di chi lo impone». Due adulti sposati (non tra
loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un
amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è
sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un'altra. Modesto è meno
chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei
concetti, ma abilissimo nell'autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del
dilemma che Viviana trascina Modesto dall'analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue. Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una
coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del
proprio amore...
PAGINA 3
Un libro con the
Tè letterari in Biblioteca a marzo
Ia Edizione
La Biblioteca Civica di Cirié “Alvaro Corghi” propone per il mese di Marzo tre presentazioni librarie, con una formula alternativa a quella serale classica. La prima edizione di “Un
libro con the” prevede infatti che gli incontri con l’autore si svolgano alle ore 18,00 in biblioteca, accompagnati di volta in volta da degustazioni di tè di alta qualità offerti
dall’erboristeria “La Mandragola” (Via Matteotti – Cirié).
Per accompagnare le degustazioni, le cioccolaterie “CioccolART” di Leinì e “Shebirè” di
Cirié, nonché la pasticceria “Vittorio Montini” di Cirié e proporranno agli intervenuti deliziosi assaggi delle loro creazioni al cioccolato.
Il programma delle serate sarà il seguente:
Venerdì 11 Marzo, ore 18,00 verrà presentato il romanzo di Luigi Benedetto “Making
Movies”.
Il disco dei Dire Straits infatti, in qualche modo, è uno dei protagonisti del racconto. Ci
sono tre tracce: un gruppo di amici, una e-mail dal passato (un po’ inquietante) e il
tempo che scorre.
Benedetto dice di non essere uno scrittore “Sono un giornalista che ha scritto un libro,
così come quelli che il giovedì sera giocano a calcetto non sono calciatori, ma impiegati,
operai, panettieri che giocano a calcio nel tempo libero”. Del suo libro afferma che “è il
primo che ho fatto uscire dal pc per trasformarlo in qualcosa di diverso, non il primo
che ho scritto. E non so se sarà il primo perché uscito prima di un secondo, o se resterà
primo e unico. Sarà il caso a decidere”.
Presenterà la serata la giornalista della Stampa Nadia Bergamini; letture a cura di Barbara
Naretto.
Verrà servito ai partecipanti un tè eau de jasmin, tè verde mélange al bergamotto accompagnato dalle creazioni di cioccolato di Cioccol Art di Leinì.
PAGINA 4
Venerdì 18 Marzo, ore 18,00 verrà presentato il saggio di Fulvio Fiori
“Curarsi con la scrittura”.
Perché questo libro? Per diventare autore della tua storia Per risvegliare
tutti i tuoi sensi Per guarire ferite antiche Per riaccendere emozioni sopite Per creare nuove esperienze Per assaporare la gratitudine Per imparare a volerti bene «Ho scritto questo libro per offrire a chi desidera
scoprire se stesso, evolvere, rinascere a nuova vita (e persino guarire!)
uno strumento semplice e potente, che è la sintesi fortunata di due
cammini personali: quello di scrittore e quello di professionista del benessere. In entrambi i campi ho avuto maestri eccellenti ed esperienze
profonde, che mi hanno permesso di dare una risposta alla voce interiore che da sempre mi chiede di trovare un senso all'arte e all'espressione, che non sia soltanto bellezza ed emozione, ma anche aiuto quotidiano, concreto. Così è nato Healing Writing, la scrittura che cura, un metodo olistico messo a punto attraverso studi, approfondimenti e sperimentazioni, e poi seminari, corsi e
laboratori. Un metodo grazie al quale la potenza creativa della parola scritta viene messa
al servizio del benessere psicofisico profondo, per contenere l'Ego, sviluppare l'Io e riconoscerlo nelle altre persone, sempre con rispetto ed empatia.»
Verrà servito agli intervenuti un tè Yunnan pu-erh te, un tè pu-erh nero (su cha) dal gusto
dolce al palato accompagnato dalle creazioni della pasticceria Vittorio Montini di Cirié.
Martedì 22 Marzo, ore 18,00 il saggio di Danilo Naretto “Un
uomo di nessunissima importanza. Introduzione alla vita e
al pensiero di Piero Martinetti”.
Piero Martinetti appartiene ai pochi ma grandi «solitari» del pensiero italiano della prima metà del Novecento. Massimo Cacciari.
Era vietato accendere la stufa, anche d’inverno, nelle stanze occupate fino al soffitto dalla sua incredibile biblioteca, per timore
che una scintilla potesse provocare un incendio. Una gatta si aggirava con disinvoltura tra gli scaffali e cedeva malvolentieri la
poltrona all’ospite. Non si sarebbe detto che fosse cieca; proprio
questo l’aveva fatta scegliere a Martinetti.
Animalista ante litteram, il filosofo e intellettuale canavesano, di
respiro europeo, a detta di Massimo Cacciari, proponeva scritti e
lezioni universitarie di rara limpidezza, e un’unità di vita e pensiero di grande coerenza
morale.
Questo agile saggio intende riproporre al pubblico la figura di un intellettuale modernissimo, permeato da profondo spirito religioso, benché tacciato di ateismo, intransigente
nell’opporsi al regime fascista e a qualunque servilismo politico.
Presenterà la serata Valeria Astegiano; letture a cura di Diego Garzino.
Verrà servito agli intervenuti un tè oothu oolong, un tè indiano al profumo di uva sultanina, pere e prugne rosse accompagnato dalle creazioni della cioccolateria Shebiré di Cirié.
PAGINA 5
Corrado Augias
Le inchieste del commissario Sperelli
Mondadori
Protagonista di questa trilogia che Corrado Augias ha voluto ambientare in un decennio cruciale nella storia d'Italia è Giovanni
Sperelli, commissario di pubblica sicurezza, più noto nel bel mondo romano per essere il fratellastro di quell'Andrea che d'Annunzio ha messo al centro del suo romanzo "Il piacere". Uomo colto e
controverso, lucido e scettico, tra il 1911 e il 1921 Giovanni si trova ad affrontare una serie di casi strettamente intrecciati con i grandi eventi di quegli anni, dalle celebrazioni per il cinquantenario del
Regno d'Italia e l'imminente impresa di Libia, passando per la tragedia della Grande Guerra, fino alla Marcia su Roma e all'avvento
del fascismo.
Niccolò Ammaniti
Anna
Einaudi
In una Sicilia diventata un'immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti
di un'isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti,
Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non
valgono piú, dovrà inventarne di nuove. Con Anna Niccolò Ammaniti ha
scritto il suo romanzo piú struggente. Una luce che si accende nel buio e
allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza
incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la «vita non ci appartiene, ci attraversa».
Niccolò Ammaniti è nato a Roma. Ha pubblicato da Mondadori Nel nome del figlio(1995), Fango (1996), Ti prendo e ti porto via
(1999) e Come Dio Comanda (Premio Strega 2007, è stato portato
sul grande schermo da Gabriele Salvatores). Presso Einaudi sono usciti un suo racconto nell'antologia Gioventú cannibale (1996),
i romanzi Branchie (1997), Io non ho paura (2001, 2011 e 2014),
Che la festa cominci (2009, 2011, 2015), Io e te (2010), la raccolta di
racconti Il momento è delicato (2012) e la raccolta di storie a fumetti Fa un po' male (2004), sceneggiata da Daniele Brolli e disegnata
da Davide Fabbri. Per Einaudi Stile Libero ha curato l'antologia
Figuracce (2014). Nel 2014, Stile Libero ha ripubblicato Ti prendo
e ti porto via e Fango e, nel 2015 , Come Dio Comanda.
Il suo ultimo romanzo è Anna (Stile Libero 2015). Dai suoi libri sono stati tratti film di successo, di importanti registi. È pubblicato in quarantaquattro Paesi e il suo sito ufficiale è all'indirizzo
www.niccoloammaniti.com.
PAGINA 6
Andrea Camilleri
Le vichinghe volanti e altre storia d’amore a
Vigata
Sellerio
Camilleri è un cantastorie, nessuno come lui riesce ad
ammaliare i lettori con i suoi racconti, narrazioni inesauribili come quelle delle Mille e una notte. Vigàta è il teatro dove abitano i suoi personaggi, borghesia benpensante, poveretti ingenui, uomini di rispetto. E soprattutto
donne; in questa raccolta è infatti l’amore il tema dominante, declinato nelle sue innumerevoli varianti dalla passione all’erotismo, dal tradimento alle situazioni boccaccesche.
Marisa Fenoglio
Vivere altrove
Sellerio
«"Esistono esperienze, scrive Elias Canetti ne La lingua salvata, che traggono la loro forza dalla situazione di unicità e
isolamento in cui vengono a compiersi". Questa esperienza
io la feci a Niederhausen. Non era città, non era campagna,
non era in una bella valle operosa: era l'ultimo fanalino del
mondo». Stabilitasi in Germania alla fine degli anni Cinquanta, per seguire il marito, dirigente d'azienda, Marisa Fenoglio
non conosce la disperazione degli emigranti del Sud, spinti
dalla necessità del vivere a trovare lavoro al di là delle Alpi.
La sua - così la definisce in Vivere altrove - è una emigrazione
«privilegiata, facile». Ma non meno lacerante in questo racconto tra autobiografia e romanzo è il senso di sradicamento
e la ricerca, mai appagata, dell'appartenenza. «Nessun emigrato conosce alla partenza la portata del suo passo. Il suo
sarà un cammino solitario, incontrerà difficoltà che nessuno
gli ha predetto, dolori e tristezze che pochi condivideranno.
L'emigrazione gli mostrerà sempre la sua vera faccia e a ogni
ritorno constaterà quanto poco sappiano coloro che restano
di ciò che capita a coloro che sono partiti».
PAGINA 7
Carlo Lucarelli
Il tempo delle iene
Einaudi
Ma si può davvero, e cosí in tanti, morire per niente, si chiede, stupefatto, il capitano Colaprico, che indaga con il carabiniere indigeno Ogbà - scrigno di sapienza e ironia sulla improvvisa epidemia di morti piú che sospette che
colpisce la Colonia Eritrea? Certo che è possibile, se quel
niente vale molto piú dell'oro, in quella sorta di Far West
che è diventata la colonia negli anni subito dopo la sconfitta di Adua, quando l'Italia non sa bene che fare del suo
sogno africano. Un sogno che forse cova un incubo sconcertante, e attualissimo piú che mai, ancora oggi. Benvenuti nel tempo delle iene. Tra miraggi di arricchimento e
concretissime speculazioni di borsa, sogni d'amore perduti
e follie omicide, monelle meravigliose e donne orgogliose
vestite di bianco, tra bambine meticce cui è affidato il futuro, reduci dello Yukon e avventurieri bianchi che hanno
conosciuto Arthur Rimbaud, la storia si dispiega scintillante, come le anse di un grande fiume sotto il sole africano.
E attenti al cafard, l'insetto che ti entra dentro l'anima, e te
la divora piano piano.
Massimo Carlotto
Per tutto l’oro del mondo
Edizioni E/O
Una delle tante rapine nelle ville delle campagne del Nordest finisce
in tragedia con un duplice e brutale omicidio. Nonostante gli sforzi, le
indagini non portano a nulla. Due anni dopo Marco Buratti viene
contattato per indagare sul crimine e scoprire i responsabili. Il suo
cliente è giovane, il più giovane che gli sia mai capitato, ha appena
dodici anni ed è il figlio di una delle vittime che lo ingaggia offrendogli venti centesimi di anticipo. Fin dall’inizio la verità appare sconvolgente e contorta, per certi versi inaccettabile. L’Alligatore e i suoi soci,
Beniamino Rossini e Max La Memoria si ritrovano ben presto invischiati in una vicenda di oro e di vendetta che li obbliga a scontrarsi
con bande di rapinatori e criminali insospettabili. Nulla è facile in
questa inchiesta che si trasforma presto in una trappola infernale.
Nessuno vuole pagare per i propri crimini, tutti vogliono arricchirsi mentre l’Alligatore e i suoi amici devono tutelare gli interessi del loro cliente. Massimo Carlotto, con questo romanzo, affronta un tema scottante come quello delle rapine nelle ville, nervo scoperto di un intero territorio che spesso reagisce in maniera scomposta. Lo scrittore padovano propone un punto di vista inedito su dinamiche criminali e sociali che si intrecciano in spirali perverse.
PAGINA 8
Enrico Brizzi
Il matrimonio di mio fratello
Mondadori
Teo ha trentanove anni, un lavoro sicuro, una macchina aziendale e
una ragazza diversa ogni weekend. Sta bene, per il momento la vita gli
piace abbastanza. Non come suo fratello Max, più grande di tre anni,
che è sempre stato radicale in ogni cosa: nella ribellione ai genitori
come nella passione per l'alpinismo che lo ha condotto a imprese estreme, nel costruire una famiglia e fare figli, come è giusto, passati i
trenta e anche nel divorziare rovinosamente subito dopo i quaranta...
Si sono sempre amati, questi due fratelli, e al tempo stesso non hanno
potuto evitare di compiere scelte opposte, quasi speculari, sotto gli
occhi spalancati e impotenti della sorella e dei genitori, che nella Bologna dei gloriosi anni Settanta e dei dorati Ottanta erano certi di aver
offerto loro tutto ciò che serve per essere felici.
Teo sta rientrando in città per immergersi in uno dei suoi weekend di
delizie da single quando i genitori lo chiamano: Max è scomparso, insieme ai suoi bambini...
Con profondo divertimento e un po' di commozione, Enrico Brizzi
torna al suo più puro talento narrativo dando vita a una grande epopea, che è insieme la rievocazione di un'Italia che non c'è più ma che conosciamo tanto bene e la storia intima di due fratelli diversissimi: chi
dei due si è illuso? Chi ha scelto la strada migliore? Il legame che da
sempre li unisce sopravviverà agli anni della maturità? Ma soprattutto:
che fine hanno fatto Max, i suoi bambini, e tutti i sogni con cui siamo
cresciuti?
Cristina Caboni
La custode del miele e delle api
Garzanti
Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi
a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un
unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto
vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle
arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicultrice itinerante
e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni.
Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello
di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono
speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando
viveva su un’isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica
ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Ma adesso il destino ha
deciso di darle un’altra possibilità. C’è un’eredità che l’aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola
dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto
prezioso e un compito da portare a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo
misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore
può essere davvero libero.
PAGINA 9
Maurizio De Giovanni
Cuccioli
per i bastardi di Pizzofalcone
Guanda
Una neonata viene abbandonata accanto a un cassonetto della spazzatura. Una giovane domestica ucraina rimane presa in una morsa di
avidità e frustrazioni. I piccoli animali randagi spariscono dalle strade.
Cullata dall'aria frizzante di un giovane aprile, la città sembra accanirsi
contro l'innocenza. Il compito di combattere un male più disumano
del solito tocca a una squadra di poliziotti in cui pochi credono. Li
chiamano i Bastardi di Pizzofalcone. In una società che si sgretola,
dove il privilegio diventa sopraffazione, i poliziotti di Maurizio de
Giovanni combattono non solo il crimine, ma anche l'indifferenza
verso chi è più debole. Perché quando la violenza colpisce gli indifesi,
a perdere siamo tutti.
Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel
2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato
sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il
senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera
(Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro. Nel 2012 esce
per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa
l'ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il
secondo romanzo della serie, Buio, nel 2014 il terzo, Gelo, e nel 2015 il quarto, Cuccioli).
Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l'antologia
Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). In questo
libro appare per la prima volta il personaggio di Bianca Borgati, contessa Palmieri di
Roccaspina, sviluppato in Anime di vetro. Nel 2015 è uscito per Rizzoli il romanzo Il resto della settimana.
Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è
visceralmente tifoso, e di opere teatrali
Carlo Bonini - Giancarlo De Cataldo
La notte a Roma
Einaudi
Dove è Suburra, comincia la notte di Roma. Il giovane Sebastiano ci
prova, a reggere le fila di un regno del crimine. Ma se il re è lontano,
gli incidenti capitano. E il Samurai è molto lontano. Chiara ci prova, a
ben governare. Ma se il cuore è troppo scoperto, magari ti innamori
di chi nemmeno vorresti guardare in faccia. E gli incidenti capitano.
Adriano Polimeni ci prova, con un monsignore di buona volontà, a
guardare in faccia il pericolo. Troppo da vicino, forse. Si accende la
guerra che tutti vedono, continua quella che non vede nessuno, la piú
feroce. La lotta stavolta è per salvare l'anima.
PAGINA 10
Emanuele Trevi
Il popolo di legno
Einaudi
«Scavando piú a fondo, si arriva a un livello in cui la vita umana si limita a ronzare come un frigorifero, rumore indistinto fra gli altri rumori della notte, e ispira solo indifferenza. Ma a un livello ancora piú
profondo, piú vicino al nucleo, la vita umana fa ridere. Un riso cretino, come quando Stanlio e Ollio combinano un guaio».
Ha un corpo magro e muscoloso, il talento del predatore e, negli occhi, il potere di soggiogare chi gli sta intorno. Lo chiamano il Topo,
fin da quando era bambino. Vive in una Calabria lontana da qualunque realismo geografico. Ha una moglie, Rosa, meraviglioso «mare di
carne» mai sfiorato da un'opinione, e un amico: il Delinquente. È proprio il Delinquente, fragile, sottomesso direttore artistico di Tele Radio Sirena, a fornirgli l'occasione per condurre un programma: Le avventure di Pinocchio il calabrese. Una serie di prediche rivolte al «popolo di
legno», che diventano il ritratto dell'umanità stessa, schiacciata dall'idea di colpa e sacrificio, e nonostante tutto incapace di salvarsi.
Anarchico, ribelle, scorretto, Il popolo di legno ci fa vedere il mondo con gli occhi di un personaggio infimo
e irresistibile, che non ha paura di svelare quanto assurda sia la convinzione degli esseri umani di poter
migliorare la propria vita. Nella cupa ilarità dei sermoni del Topo, il protagonista, vibra un sentimento
dell'esistenza che non lascia spazio alla redenzione. I suoi strampalati monologhi radiofonici trovano un
immediato successo di folla. In un sorprendente ribaltamento ironico, il Topo diventa il profeta di una
paradossale innocenza collettiva. Con questo romanzo Emanuele Trevi rade al suolo i miti, sempre piú
svuotati di senso, di ogni forma di progressismo.
Andrea Vitali
La verità della suora storta
Garzanti
Sisto Santo ha la manualità e la fantasia giuste del meccanico di rango. Da ragazzo ha riparato perfino una Peugeot 403 senza fare una
piega, lasciando a bocca aperta il Scatòn, il suo capo officina, che i
diesel manco li conosceva. Però adesso fa il tassista. Si è comprato
un Millenove e aspetta i clienti alla stazione ferroviaria di Bellano.
Pochi. Arrivano da Sondrio o da Lecco e Milano, e vanno in visita
all’ospedale o su al cimitero. Oggi gli è capitato un fattaccio. Una
donna arrivata dopopranzo, poco prima che dalla radiolina che tiene
in macchina partisse la sigla di Tutto il calcio minuto per minuto.
Non che fosse importante: ultima giornata; campionato 1970 già
bell’e andato al Cagliari, però… Gli ha chiesto di essere portata al
cimitero, che non sa nemmeno dov’è. Ma poi, arrivati là, il Sisto si è
accorto che la donna era morta. Proprio lì, sul sedile posteriore del
Millenove, macchiandolo pure di urina. Un guaio mica da ridere. Da tirare in ballo il maresciallo Riversi.
Anche perché la donna è senza borsetta e non si riesce a capire chi sia, né chi stesse cercando al cimitero
di Bellano in quel pomeriggio di fine aprile.
PAGINA 11
Michele Serra
Ognuno potrebbe
Feltrinelli
Perché la parola “io” è diventata un’ossessione? Perché fare spettacolo di ogni istante del proprio vivacchiare? Giulio non lo sopporta, e
soprattutto non lo capisce. Si sente fuori posto e fuori tempo. Ma di
questa sua estraneità non si compiace: sospetta di essere un
“rompiballe stabile”, come lo definisce la fidanzata Agnese.
In un’imprecisata pianura che fu industriale e non è quasi più niente,
Giulio si aggira in attesa che qualcosa accada. Per esempio che qualcuno gli spieghi a cosa servono, se non a perdersi meglio, le rotonde
stradali; o che qualcuno compri il capannone di suo padre, che fu un
grande ebanista. Una bottega un tempo florida e adesso silenziosa e
immobile, come un grande orologio fermo.
Scritto quasi solo al presente, come se passato e futuro fossero temporaneamente sospesi, Ognuno potrebbe è il rimuginare sconsolato e
comico di un vero e proprio eroe dell’insofferenza. Un viaggio senza
partenza e senza arrivo che tocca molte delle stazioni di una società in
piena crisi. Nella quale la morte del lavoro e della sua potenza materiale ha lasciato una voragine che il narcisismo digitale non basta a
riempire.
Marco Malvaldi
Buchi nella sabbia
Sellerio
Ernesto Ragazzoni avrebbe voluto che sulla propria tomba fosse
scritto: "D'essere stato vivo non gli importa". Poeta dei buchi
nella sabbia e delle "pagine invisibilissime", dell'arte giullaresca
realizzata nella vita fuori dal testo, è in un certo senso il testimone
di questo "dramma giocoso in tre atti". Come grottesco contrappasso, accanto a lui, bohémien anarchicheggiante e antimilitarista,
agirà come in duetto un rigido ufficiale dei regi carabinieri. Siamo
nel 1901, tempo di attentati (il re Umberto è stato appena ucciso),
e a Pisa, terra di anarchia. Al Teatro Nuovo si aspetta il nuovo re,
per una rappresentazione della Tasca di Giacomo Puccini. Le autorità sono in ansia: il tenore della compagnia "Arcadia Nomade",
i cavatori di marmo carrarini convocati per alcuni lavori, gli stessi
tecnici de teatro, sono tutti internazionalisti e quindi sospetti. E
nell'ottusa paranoia dei tutori dell'ordine, perfino il compositore, il grande Puccini, è da temere tra i sovversivi. A scombinare ancor di più le carte è l'intervento di quello stravagante di Ragazzoni, redattore del
giornale "La Stampa". Fatalmente l'omicidio avviene, proprio sul palcoscenico al culmine del melodramma, e non resta che scoprire se sia un complotto reazionario o un atto dimostrativo di rivoluzionari. O
un banale assassinio...
PAGINA 12
Michela Murgia
Chirù
Einaudi
Quando Eleonora e Chirú s'incontrano, lui ha diciotto anni e
lei venti di più. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e
ogni esperienza che condividono dall'arte alla cucina, dai riti
affettivi al gusto estetico - li rende più complici. Eleonora non
è nuova a quell'insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci
sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi
successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri. Eleonora offre a Chirú tutto ciò che ha imparato e che
sa, cercando in cambio la meraviglia del suo sguardo nuovo,
l'energia di tutte le prime volte. È così che salgono a galla anche i ricordi e le scorie della sua vita, dall'infanzia all'ombra di
un padre violento fino a un presente che sembra riconciliato e
invece è dominato dall'ansia del controllo, proprio e altrui.
Chirú, detentore di una giovinezza senza più innocenza, farà
suo ogni insegnamento in modo spietato, regalando a Eleonora una lezione difficile da dimenticare.
Monaldi & Sorti
Imprimatur
Baldini & Castoldi
Roma, settembre 1683
In una locanda nel cuore della Città Santa la morte improvvisa di
un viaggiatore semina il panico: veleno o peste? Per paura del contagio, gli ospiti vengono rinchiusi in quarantena nelle loro stanze.
Tra essi c’è l’abate Atto Melani, ex cantante castrato e ora agente
segreto del Re Sole, deciso a scoprire cosa si celi dietro quella strana morte. Atto dovrà però scontrarsi con le reticenze e le paure
degli altri ospiti, con lo spettro della peste che aleggia nella locanda e gli echi minacciosi della battaglia decisiva che le armate dei
principi cattolici stanno combattendo a Vienna contro i turchi.
Nonostante le difficoltà, l’inchiesta dell’abate Melani condurrà alla
soluzione del mistero, ma soprattutto alla tremenda verità che segretamente condiziona il destino d’Europa: una congiura internazionale in cui s’intrecciano religione, politica e spionaggio. Il diario
dell’inchiesta, tenuto minuziosamente dal garzone della locanda,
finirà sepolto in un volume manoscritto.
PAGINA 13
Claudio Magris
Non luogo a procedere
Garzanti
Claudio Magris si confronta con l’ossessione della guerra di ogni
tempo e paese, quasi indistinguibile dalla vita stessa: una guerra universale, rossa di sangue, nera come le stive delle navi negriere, cupa
come il mare che inghiotte tesori e destini, grigia come il fumo dei
corpi bruciati nel forno crematorio della Risiera di San Sabba, bianca
come la calce che copre il sepolcro.
Non luogo a procedere è la storia di un grottesco Museo della Guerra per
l’avvento della pace, delle sue sale e delle sue armi, ognuna delle quali
racconta vicende di passione e delirio; è la storia dell’uomo che sacrifica la vita alla sua maniacale costruzione, per riscattarsi alla fine
nell’accanita ricerca di un’orribile verità soppressa; è la storia di una
donna, Luisa, erede dell’esilio ebraico e della schiavitù dei neri.
Ferzan Ozpetek
Sei la mia vita
Mondadori
Un'auto lascia Roma di primo mattino. Alla guida, c'è un affermato regista. Sul sedile accanto, l'uomo che da molti anni ama di un amore sconfinato. Dove stanno andando?
Mentre la città si allontana e la strada comincia a inerpicarsi dentro e
fuori dai boschi, il regista decide di narrare al compagno silenzioso il
suo mondo «prima di lui»: «La mia vita è la tua e ora te la racconterò,
perché domani sarà solo nostra».
Inizia così un viaggio avanti e indietro nel tempo: i primi anni in Italia,
dove era giunto dalla Turchia non ancora diciottenne con il sogno di
studiare e fare cinema, le persone che hanno lasciato il segno, gli amici,
gli amori, le speranze, le delusioni, i successi.
Storie che conducono ad altre storie, popolate da figure indimenticabili
e bizzarre: una trans egocentrica sul viale del tramonto, un principe
cleptomane, un centralinista con il rimpianto della recitazione, una cassiera tradita dalle congiunzioni astrali, una bellissima ragazza dallo spirito inquieto. E poi, raffinati intellettuali, inguaribili romantiche, noti cinefili, amanti respinti e madri niente
affatto banali.
Sullo sfondo, il palazzo di via Ostiense dove tutto accade, crocevia di solitudini diverse, ma anche di intense amicizie e travolgenti passioni. Il palazzo che nel tempo si è trasformato, conservando però intatti i
suoi più intimi segreti. E, soprattutto, la città di Roma, come nessuno l'ha mai raccontata. Gli anni Settanta-Ottanta e la contagiosa atmosfera di libertà senza freni, le lunghe estati nel segno della trasgressione, il femminismo, la progressiva presa di coscienza di sé della comunità gay, l'Aids, la solidarietà che cementa i legami, gli incontri folgoranti con alcuni protagonisti del cinema italiano, le stagioni, i luoghi e le
voci di un passato ormai perduto per sempre.
Tante storie, esilaranti eppure commoventi, che compongono «la Storia» di un'esistenza che si annulla in
un'altra come estremo dono d'amore. Un Amore che non si arrende, un sentimento assoluto capace di
resistere a qualsiasi prova.
Con sguardo irresistibile, lieve e toccante al tempo stesso, al suo secondo libro Ferzan Ozpetek, il regista
che più di ogni altro sa parlare di sentimenti, ci rivela un mondo sospeso tra lacrime e risate, fiction e realtà, fino all'epilogo, struggente e inaspettato. Un mondo che pare fatto della stessa materia dei suoi film.
E che, pagina dopo pagina, ci incanta e ci colpisce. Proprio come la vita.
PAGINA 14
Fabio Volo
E’ tutta la vita
Mondadori
Stavano così bene insieme, cosa è successo alla loro vita?
Cosa è successo ai due chiusi in una camera d'albergo
con il cartello "non disturbare" sulla porta? Dove sono
finite la passione, la complicità? Il romanzo è un'immersione nella vita quotidiana di una coppia, nell'evoluzione
di un amore. Racconta la crisi che si scatena alla nascita
di un figlio e, ancora di più, racconta di quando qualcosa
rompe l'incantesimo tra due innamorati. E suggerisce,
lascia intravedere una risposta, una via d'uscita. È come
se i protagonisti dei suoi romanzi più amati, "Il giorno in
più" o "Il tempo che vorrei", si ritrovassero ad affrontare
quello che viene dopo l'innamoramento, la responsabilità
e la complessità dello stare insieme per davvero. Volo
sorprende per la capacità di fotografare e dare un nome
ai sentimenti, perfino quelli meno nobili e non per questo meno comuni. Si tratta di un romanzo diretto, sincero, spudorato. Leggendolo capita di ridere e commuoversi, come quando qualcosa ci riguarda da vicino.
Walter Veltroni
Ciao
Rizzoli
Un doppiopetto grigio, il Borsalino in mano, un velo di brillantina sui capelli, lo sguardo basso. Sotto un cielo che affonda nel
rosa di un tramonto infinito, un ragazzo degli anni Cinquanta
torna dal passato, si ferma sul pianerottolo della casa di famiglia
e aspetta il figlio, ormai adulto. Com’è possibile? E perché è
tornato ora, dopo tanto tempo?
Sono due sconosciuti, ma sono padre e figlio. Insieme per la
prima volta e solo per una sera, provano a raccontarsi le loro
vite, quello che è stato e quello che poteva essere, la storia di
due generazioni vicine eppure diversissime. Le parole
dell’infanzia, i paesaggi, i volti trasformati dal tempo; e Roma,
quella più bella. Quella della radio, e della televisione che quel
ragazzo timido e geniale ha contribuito a fondare.
Ma qual è l’eredità di un padre che non c’è mai stato? Forse la
malinconia, certe tristezze improvvise, la voglia di scherzare e
di prendersi in giro, il ricordo commosso della donna che li ha amati. In un viaggio attraverso il dolore
della perdita e la meraviglia della ricerca delle proprie radici, le parole si mescolano e si intrecciano fino a
rivelare ciò che li unisce davvero. Perché non smettiamo mai di cercare il padre.
PAGINA 15
Giuseppina Torregrossa
Il figlio maschio
Rizzoli
“Che può fare un uomo per garantirsi l’eternità, se non passare
il testimone al figlio maschio?” si domanda il vecchio don Turiddu Ciuni, mentre sente che la vita gli scappa via. Non si dà
pace che la moglie si sia ostinata a far studiare tutti e dodici i
loro figli, femmine comprese, e che nessuno di loro voglia occuparsi del feudo di Testasecca, nell’entroterra siciliano. La delusione più grande gliel’ha data ovviamente il primogenito, Filippo, che alla terra ha preferito la letteratura, aprendo una libreria e pure una casa editrice. “Grandissime minchiate”, secondo
l’anziano padre. Non la pensa così Concettina, che adora quel
suo fratello sognatore e – siamo nel 1934 – vede in lui la possibilità di un futuro migliore per l’intera famiglia. Ma il destino si
divertirà a sovvertire ogni aspettativa e, negli ottant’anni di storia raccontati in questo romanzo, chiamerà proprio lei, le sue
figlie e le nipoti, a dimostrare quella straordinaria capacità di
resistere che è propria di ogni donna. Con una scrittura che ha
tutto il sapore e il calore della Sicilia, Giuseppina Torregrossa
costruisce una potente saga familiare in cui l’amore per la vita e
la passione per i libri si uniscono come due strumenti diversi che suonano la medesima armonia.
Antonio Tabucchi
Canale Mussolini
Parte seconda
Mondadori
Il 25 maggio del 1944 - ultimo giorno di guerra a Littoria nel breve intervallo tra la partenza dei tedeschi e l'arrivo in
città degli anglo-americani, Diomede Peruzzi entra nella
Banca d'Italia devastata e ne svaligia il tesoro. È qui che hanno inizio - diranno - la sua folgorante carriera imprenditoriale e lo sviluppo stesso di Latina tutta. Ma sarà vero? Il Canale Mussolini intanto - dopo essere stato per mesi la dura linea del fronte di Anzio e Nettuno - può tornare a essere
quello che era, il perno della bonifica pontina. In un nuovo
grande esodo, che ricorda quello epico colonizzatore di dodici anni prima, gli sfollati lasciano i rifugi sui monti e tornano a popolare la città e le campagne circostanti. I poderi sono distrutti, ogni edificio porta i segni dei bombardamenti.
Ma il clima adesso è diverso, inizia la ricostruzione. Nel resto
d'Italia però la guerra continua e si sposta man mano verso il
nord, mentre gli alleati - col decisivo ausilio delle brigate partigiane e del ricostituito esercito italiano - costringono alla ritirata i tedeschi e le milizie fasciste. È una
guerra di liberazione, ma anche una guerra civile crudele e fratricida. E la famiglia Peruzzi, protagonista
memorabile della saga narrata in queste pagine, è schierata su tutti i fronti di questo conflitto.
PAGINA 16
Isabel Allende
L’amante giapponese
Feltrinelli
Alma Belasco, affascinante pluriottantenne, colta e facoltosa, decide
di trascorrere gli ultimi anni della sua vita a Lark house, una residenza
per anziani nei pressi di San Francisco. In questa struttura, popolata
da affascinanti e bizzarri anziani di diversa estrazione sociale, stringe
amicizia con Irina, giovane infermiera moldava, di cui presto si innamorerà il nipote Seth Belasco. Ed è ai due giovani che Alma inizierà a
raccontare la sua vita, in particolare la sua grande storia d'amore clandestina, quella con il giapponese Ichi, figlio del giardiniere dell'aristocratica dimora in cui ha vissuto, nonché compagno di giochi sin dalla
più tenera infanzia. Sullo sfondo di un paese attraversato dalla seconda guerra mondiale, con le taglienti immagini di una storia minore quella dei giapponesi deportati nei campi di concentramento -, si snoda un amore fatto di tempi sbagliati, orgoglio malcelato e ferite da curare, ma al tempo stesso indistruttibile, che trascende ogni difficoltà e
vive in eterno nel cuore e nei ricordi degli amanti.
Haruki Murakami
La strana biblioteca
Einaudi
Le biblioteche contengono storie. Le storie contengono universi. E certi universi possono essere molto pericolosi. Una fiaba misteriosa sul potere della
lettura: liberarci dalla prigione dell'infelicità.
Harper Lee
Va’, metti una sentinella
Einaudi
Uno storico evento letterario: la pubblicazione del primo romanzo di Harper Lee,
l’amata autrice del romanzo premio Pulitzer, "Il buio oltre la siepe".
"Va’, metti una sentinella" è ambientato a
metà degli anni cinquanta e presenta molti
personaggi de "Il buio oltre la siepe" vent’anni dopo. Scout (Jean
Louise Finch) torna a Maycomb da New York per andare a trovare
Atticus. Cercando di comprendere l’atteggiamento del padre nei confronti della società e i suoi stessi sentimenti verso il posto dove è nata
e dove ha passato l’infanzia, Scout è costretta ad affrontare difficili
questioni personali e politiche.
Esaminando come i personaggi de "Il buio oltre la siepe" cambiano di fronte agli eventi turbolenti che
caratterizzano l’America in trasformazione della metà degli anni cinquanta, "Va’, metti una sentinella"
getta una nuova affascinante luce sul classico di Harper Lee.
Commovente, divertente e appassionante, "Va’, metti una sentinella" è sì sequel del precedente, ma soprattutto è un magnifico romanzo a se stante.
PAGINA 17
Jonas Jonasson
L’assassino il prete il portiere
Bompiani
Johan Andersson, conosciuto da tutti come Anders l’Assassino, è
appena uscito di prigione e sbarca il lunario facendo piccoli lavori
per i gangster della zona, e li farebbe anche bene se non fosse per
il vizio di bere, che inizia a minacciare la sua professionalità. La
sua vita subisce una svolta quando Anders incontra Johanna
Kjellander, pastore della Chiesa protestante, e un portiere
d’albergo (o meglio, di un bordello, appena diventato hotel con
una stella). I tre decidono di formare una società basata sulle doti
(e la reputazione) di Anders, mentre gli altri si occupano di trovare clienti, gestire le relazioni pubbliche e portare avanti nuove
strategie di business. L’impresa funzionerebbe, se non fosse che
la curiosità porta l’assassino a chiedersi il perché di ogni cosa e
dopo qualche discussione con il pastore, decide di rivolgere le
sue domande direttamente a Gesù che, del tutto inaspettatamente, gli risponde! Con la svolta religiosa di Anders, Johanna e Per
capiscono che la società è in pericolo e devono elaborare un nuovo piano. In fretta. Con il suo stile ironico e del tutto personale, Jonas Jonasson ci mostra come persone
all’apparenza normali possano trovarsi in situazioni del tutto assurde, così ci troviamo a seguire le vicende di tre divertenti quanto improbabili personaggi che vogliono fondare una Nuova Chiesa, con tutti i
criminali della Svezia alle calcagna!
Alicia Giménez-Bartlett
Sei casi per Petra Delicado
Adelphi
Questi sei racconti, scritti in tempi diversi, sono stati pubblicati per la
prima volta in altrettante raccolte a tema di autori vari pubblicate dal
2011 in poi. Protagonisti assoluti Petra Delicado, dura e femminista ispettrice della polizia di Barcellona, e Fermín Garzón, il suo vice panciuto e tradizionalista. Sei casi tanto impeccabili da costituire ognuno un
piccolo romanzo compiuto.
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra
Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di
narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio
Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno di troverà (2011, 2014) e Exit (2012). Nel
2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s
Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.
PAGINA 18
Nicolas Barreau
Parigi è sempre una buona idea
Feltrinelli
Parigi è sempre una buona idea, si sa.
Innamorati o no, vale sempre la pena di passeggiare lungo le sue
vie.
Lì, in rue du Dragon, nel cuore di Saint-Germain, può capitare di
imbattersi in un piccolo negozio che vende carta da lettere e bellissime cartoline illustrate: la papeterie di Rosalie Laurent.
Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri
personalizzati che realizza a mano per i suoi clienti ed è
un’accanita sostenitrice dei rituali. Il "café crème" la mattina. Una
fetta di "tarte au citron" nelle giornate storte. Il bicchiere di vino
rosso dopo la chiusura. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della
vita.
Ecco perché ogni anno, il giorno del suo compleanno, sale i 704
gradini della Tour Eiffel e, con il cuore in gola, esegue il suo piccolo rito: getta in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio.
Ma finora nessuno è mai stato esaudito.
Tutto cambia quando, un giorno, un anziano signore entra come
un ciclone nella papeterie. Nel tumulto, Rosalie non si accorge
che si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare "La tigre azzurra",
il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, il libro ottiene premi e riconoscimenti e viene messo al posto d’onore in vetrina.
Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, la
giovane donna pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima che si possa innamorare, ha
un’amara sorpresa. Perché l’uomo è fermamente convinto che la storia della "Tigre azzurra" sia sua…
Amitav Ghosh
Diluvio di fuoco
Neri Pozza
È il 1840 a Canton e l'opera del commissario Lin, inviato dall'Imperatore a porre fine al contrabbando dell'oppio per salvare le terre del
Celeste Impero, ha già mutato il volto della città. Dell'antica Fanquitown, l'enclave straniera, è rimasto poco o nulla. La factory britannica, un tempo l'edificio più affaccendato e grandioso dell'enclave, è
chiusa e sbarrata. I mercanti inglesi sono stati espulsi; non prima,
però, d'aver consegnato l'intero carico celato nelle stive delle loro
navi. Le confische imperiali cinesi, tuttavia, non passano affatto sotto silenzio a Londra. Troppo importante l'oppio per le casse della
regina, e troppo grandi e innumerevoli le opportunità di profitto in
quella zona del mondo, per non scatenare una guerra sotto l'insegna
della libertà di commercio. Gli uomini della Ibis - ciurma, passeggeri
e coolie - si ritrovano nel cuore del conflitto sotto bandiere diverse,
a rappresentare le opposte culture, tradizioni, costumi in gioco in
quel confronto globale. Capitolo finale della trilogia della Ibis.
PAGINA 19
Thomas Mann
I Buddenbrook
Einaudi
Nessun altro romanzo di lingua tedesca del Novecento ha goduto della stessa popolarità e diffusione arrisa ai Buddenbrook - la saga familiare
con cui Thomas Mann conquistò nel 1901 un
posto di primo piano sulla scena letteraria internazionale - e a lungo lo scrittore fu identificato
con questa sua opera, scritta ad appena venticinque anni, nonostante i molti racconti, saggi e
romanzi apparsi successivamente, al punto che
persino la motivazione di conferimento del premio Nobel, giunto nel 1929, menzionava ancora
I Buddenbrook come la ragione principale del prestigioso riconoscimento, suscitando un comprensibile risentimento nell'autore. Le ragioni di
questo straordinario successo - che fa della storia di quattro generazioni di una famiglia di commercianti a Lubecca uno dei libri più venduti di
tutti i tempi - sono certamente molteplici: i Buddenbrook non sono certo il primo romanzo familiare della letteratura europea, e anzi Mann si
serve per il suo impianto disinvoltamente di modelli scandinavi, russi e francesi, ma di fatto il
libro ha finito per cancellare tutti i suoi antecedenti, diventando il paradigma assoluto di un
nuovo genere. E questo grazie a una ambientazione riuscitissima, alla felice caratterizzazione
dei personaggi, a uno stile già inconfondibile e
soprattutto a una densità di motivi e temi che
rendono il romanzo una delle opere-chiave del
dibattito culturale agli inizi del secolo scorso. Ritornare ai Buddenbrook significa così ritornare a uno dei
punti di partenza del percorso artistico e intellettuale del Novecento, e naturalmente alla comprensione
di un autore centrale per la cultura europea, oggi che il nome di Thomas Mann non polarizza più, come
ancora accadeva qualche tempo fa, le opinioni dei critici e degli studiosi, dividendoli tra ammiratori e detrattori incondizionati. È infatti sempre più chiaro - soprattutto dopo la pubblicazione dei diari e la possibilità di accedere all'archivio dello scrittore - quanto il ruolo di rappresentanza esercitato in vita da Mann
fosse solo una parte di una personalità estremamente tormentata e umanamente più complessa. E ormai
risibile appare contrapporre alla sua figura «istituzionale» le alternative di Kafka o di Musil. In realtà è
solo nella complementarietà e nell'intreccio di queste diverse esperienze (più vicine tra loro di quanto si
possa pensare a prima vista) che si coglie pienamente la narrativa tedesca del secolo scorso. Al di là delle
dichiarazioni di maniera, talvolta sprezzanti, di non pochi scrittori negli anni Settanta e Ottanta, l'eredità
di Mann è ancora assolutamente viva nell'humus culturale tedesco ed europeo.
PAGINA 20
John Grisham
L’avvocato canaglia
Mondadori
Non si può certo dire che Sebastian Rudd sia un avvocato
come tutti gli altri. Non possiede uno studio vero e proprio,
ma il suo ufficio si trova a bordo di un grande furgone nero
blindato dotato di vari comfort – wi-fi, un frigorifero pieno
di superalcolici, delle comode poltrone e un buon equipaggiamento di armi. Non ha soci in affari, ma accanto a lui c'è
sempre un uomo, che lui chiama Partner, armato fino ai
denti, che gli fa da autista, guardia del corpo, confidente, impiegato e caddy, quando gioca a golf. Sebastian ha anche una
ex moglie che non smette mai di procurargli guai e un figlio
piccolo che non vede tanto quanto vorrebbe. Sebastian
Rudd difende i peggiori criminali, i casi disperati, in poche
parole tutte quelle persone che nessun avvocato si sognerebbe di avvicinare. Insomma, fa il lavoro sporco. Ritiene che
ognuno abbia diritto ad avere un processo equo, anche a
rischio di diventare lui stesso il bersaglio dei suoi assistiti e di
essere costretto a sua volta a usare metodi poco ortodossi.
Sebastian odia le ingiustizie, detesta i poteri forti e si prende
gioco delle istituzioni.
Narrato in prima persona, L'avvocato canaglia racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano, uno dei personaggi più riusciti
dei romanzi di John Grisham.
Bernardo Atxaga
Il libro di mio fratello
Einaudi
Joseba e David, due grandi amici, quasi due fratelli, si rincontrano in California e ricordano i tempi della loro vita nella terra natale di Obaba. Il magico mondo rurale basco della loro gioventù
(fatto di feste e amori, di boschi e verdi montagne, di farfalle e
rospi) stravolto dalla Guerra Civile e dalla sua tragica "coda", la
lotta contro il franchismo che si tramuta, dopo il ritorno della
democrazia, nel terrorismo dell'Eta, in cui David è stato militante
attivo prima di fuggire in California grazie a un'amnistia. Due
amici la cui storia, riscattata dai propri inferni, serve ad Atxaga
per affrontare il tema della memoria, della nostalgia, dell'amicizia
e quello della tristezza di chi lascia la propria terra natale sapendo
di non poter tornarci.
PAGINA 21
Matilde Asensi
Il ritorno di Catone
Rizzoli
Dopo quattordici anni dalla conclusione de L’ultimo Catone,
Ottavia Salina è di nuovo coinvolta in una missione misteriosa, una ricerca nelle pieghe più oscure del Cristianesimo.
Smesso l’abito da suora e chiuso ogni rapporto con il Vaticano, suo massimo committente nella decifrazione di antiche
scritture, oggi Ottavia è una brillante ricercatrice di Paleografia all’Università di Toronto innamorata del marito,
l’archeologo Farag Boswell. Tuttavia è molto difficile essere
al sicuro quando si è custodi di un passato eccezionale. Una
coppia di multimilionari appassionata di antichità e reliquie,
infatti, individuato il talento di Ottavia e Farag, li coinvolge
nella ricerca degli ossari contenenti i resti di Gesù e della sua
famiglia. Un’indagine che vede protagonista anche l’ormai
dimenticato ultimo Catone, che qui ritorna dopo una lunga
ed enigmatica assenza. Insieme a lui e ad Abby, l’elegante erede dei ricchi mecenati, Ottavia e Farag entreranno così in una
spirale di avventure. Tra Mongolia, Turchia, Italia e Israele,
affronteranno inseguimenti, agguati e rivelazioni che sembrano giocare con il loro destino come una maledizione lanciata
dall’abisso dei secoli. Viaggio nei misteri del Cristianesimo,
giallo teologico, ecco l’appassionante seguito, atteso ormai da
anni, de L’ultimo Catone: un’opera di raffinata ricerca storica e inarrestabile fantasia che Matilde Asensi
finalmente consegna ai suoi lettori.
Robert Harris
Dictator
Mondadori
C'era stato un tempo in cui Cicerone teneva in pugno Giulio
Cesare. Ma ora è quest'ultimo ad avere il comando e Cicerone, il più grande oratore dell'Impero romano, è un uomo distrutto. Destituito da ogni potere, privato di tutti i suoi beni,
separato dalla moglie e dai figli, si trova in esilio con il fidato
segretario Tirone, tormentato dalla consapevolezza di aver
sacrificato il potere per salvaguardare i suoi principi. Ma
quando tutto sembra perduto, Cicerone decide coraggiosamente di far ritorno a Roma e per un breve e glorioso periodo
riconquista il Senato, tornando a essere la figura politica dominante. Ma nessun uomo di Stato, per quanto abile e scaltro,
può proteggersi dall'ambizione e dalla corruzione. "Dictator"
è il terzo e ultimo romanzo della trilogia dedicata da Robert
Harris alla figura di Cicerone, dopo "Imperium" e
"Conspirata", e abbraccia alcuni deli eventi più epici della storia dell'umanità, dalla caduta di Roma all'assassinio di Pompeo
e di Giulio Cesare.
PAGINA 22
Jussi Adler-Olsen
La donna in gabbia
Marsilio
La voce distorta proviene da un altoparlante piazzato da qualche parte nel buio: "Buon compleanno, Merete. Oggi sono centoventisei giorni che sei qui, e questo è il nostro regalo per te.
Lasceremo la luce accesa per un anno, a meno che tu non sia
capace di rispondere a una domanda. Perché ti abbiamo rinchiusa?" Merete Lynggaard, giovane parlamentare danese di successo, è a bordo di un traghetto il giorno in cui scompare senza
lasciare tracce. I media si lanciano avidamente sulla storia e le
ipotesi si avvicendano nei titoli: dal suicidio all'omicidio, dal tragico incidente al rapimento, fino alla sparizione volontaria. La
polizia mette in campo tutte le forze, ma senza risultato: la donna sembra inghiottita dalla terra. Merete però non è morta. Chi
la tiene segregata in modo tanto disumano in una prigione di
cemento? E perché? Cinque anni dopo, Carl Morck, poliziotto
svogliato e burbero, una spina nel fianco per tutti i colleghi, decide di riaprire le indagini con la sua Sezione Q, il nuovo reparto
speciale per i casi irrisolti. Procedendo a ritroso nel tempo fra
trame politiche e drammi familiari, Morck e il suo misterioso
assistente siriano Assad si lanciano in una battaglia contro il disegno delirante di un criminale folle.
Jussi Adler-Olsen
Battuta di caccia
Marsilio
Un gruppo di persone influenti, la cui maggiore aspirazione è
vivere al limite. Gente esperta, che ha lasciato un'impronta sul
paese e pensa più in grande degli individui comuni. Un collegio
esclusivo li ha uniti in gioventù, hanno fatto di Arancia meccanica il loro film culto, e dopo vent'anni la passione per la caccia
li tiene ancora insieme. Sono potenti e sono ricchi, divorati
dall'eccitante inquietudine della sfida, ma nonostante le carriere
impeccabili, sui loro anni di scuola circolano storie sconvolgenti, sospetti di violenze mai denunciate, perfino del tragico omicidio di due studenti, fratello e sorella, i cui corpi martoriati furono ritrovati in una casa di vacanza non lontano dal collegio.
Quando l'incartamento del caso ormai archiviato finisce misteriosamente sulla sua scrivania alla Sezione Q, Carl Morck si rende conto che tra quelle pagine c'è qualcosa di molto sbagliato e,
con l'aiuto del suo assistente siriano Assad, decide di riaprire le
indagini. Le tracce portano ai vertici della società, ad agenti di
borsa e chirurghi estetici che regnano sulla debolezza della gente. Ma puntano anche al mondo opposto, quello degli emarginati e dei disperati, dove una senza tetto granitica ha deciso che
chi ha abusato di lei, mortificandola, pagherà per le proprie azioni. Un'indagine che attraversa l'intera gerarchia sociale, e che
rivela che troppo spesso il male nasce da diffidenza e assenza di empatia, e che freddezza e mancanza
d'amore possono avere esiti mostruosi.
PAGINA 23
Hervé Le Corre
Dopo la guerra
Edizioni E/O
Dopo la guerra è una storia dai mille intrecci di odio e vendetta, un
romanzo scritto in maniera magistrale, con introspezione psicologica
di raro acume e ambientazioni in una Bordeaux evocativa e affascinante quanto la Marsiglia di Jean-Claude Izzo. Bordeaux, anni Cinquanta. Una città che ancora porta le stimmate della Seconda guerra
mondiale e dove si aggira l’inquietante figura del commissario Darlac,
uno sbirro corrotto arricchitosi durante l’occupazione nazista quando
collaborava con i tedeschi. Eppure, appena finita una guerra già
un’altra inizia e i primi giovani sono chiamati alle armi per combattere
in Algeria. Daniel sa che questa è anche la sua sorte. Ha perso entrambi i genitori deportati nei campi di sterminio, è stato adottato da
una coppia e lavora come apprendista meccanico. Un giorno uno
sconosciuto si presenta in officina per riparare la moto. L’uomo non
sembra di Bordeaux, eppure ha qualcosa di familiare. Daniel non sa
che quell’uomo è suo sopravvissuto ai lager e tornato in città sotto
mentite spoglie per portare a termine la sua terribile vendetta. Uno
dopo l’altro vengono misteriosamente assassinati dei poliziotti che avevano collaborato con i nazisti e il
cerchio si stringe attorno al commissario Darlac, che era stato uno dei capofila dei collaborazionisti. Intanto Daniel parte per l’Algeria dove, dopo aver assistito a un’orribile strage di civili in un villaggio, decide di disertare e rientrare clandestinamente a Bordeaux. Lì i destini di padre e figlio, ambedue braccati e
ossessionati dalla vendetta, s’incrociano nuovamente in uno sviluppo altamente drammatico. Dopo la
guerra è uno dei più bei romanzi drammatici della letteratura contemporanea in cui i grandi temi della
Storia, della famiglia, della vendetta e dell’amore si intrecciano per dare vita a una storia straordinaria.
Herta Muller
La mia patria era un seme di mela
Feltrinelli
Una conversazione che è quasi un romanzo, un’autobiografia
che sorge in un dialogo con un’interlocutrice sensibile e discreta. Quando Herta Müller parla di sé e delle esperienze che
l’hanno formata, sono subito presenti le immagini, i motivi
stessi della sua narrativa che il lettore non mancherà di cogliere. E questi accompagnano il racconto di un’infanzia in un
villaggio del Banato rumeno, osservato dagli occhi di una
bambina che crea per sé fantastici mondi paralleli, prima di
approdare al mondo parallelo per eccellenza che è la scrittura.
C’è poi la vita nella dittatura di Ceaus¸escu e nella soffocante
ombra dei suoi servizi segreti, cui segue l’emigrazione a Berlino Ovest verso la fine degli anni ottanta.
Dall’infanzia solitaria nella campagna rumena al premio Nobel nel 2009, La mia patria era un seme di mela racconta la
parabola di una vita vissuta nella letteratura e in un’inflessibile
sincerità delle parole.
PAGINA 24
Hakan Nesser
Il caso G
Guanda
Il caso G è l’unico caso irrisolto della lunga carriera del commissario
Van Veeteren, da sempre la sua spina nel fianco. Il cadavere di una
donna ritrovato sul fondo di una piscina vuota, un presunto omicida
con un alibi inattaccabile… Chi ha ucciso Barbara Clarissa Hennan?
Davvero è stato suo marito Jaan, detto G, unico sospettato e, tra
l’altro, odiato ex compagno di scuola di Van Veeteren? E come ha
fatto a farla franca? Questi interrogativi tormentano il commissario da
ben quindici anni, anche se lui ormai è in pensione ed è completamente assorbito dalla sua nuova attività di libraio antiquario. Quando la
figlia del detective privato che all’epoca seguiva le indagini si presenta
da lui riferendogli della scomparsa del padre, che ha lasciato un messaggio criptico in cui afferma di avere le prove per incastrare Hennan,
Van Veeteren ha la possibilità di chiudere definitivamente i conti con
il passato…
Stephen King
Chi perde paga
Sperling & Kupfer
Il genio è John Rothstein, scrittore osannato dalla critica
e amato dal pubblico - reso immortale dal suo personaggio feticcio Jimmy Gold - che però non pubblica più da
vent'anni. L'uomo che lo apostrofa è Morris Bellamy, il
suo fan più accanito, piombato a casa sua nel cuore della
notte, furibondo non solo perché Rothstein ha smesso
di scrivere, ma perché ha fatto finire malissimo il suo
adorato Jimmy. Bellamy è venuto a rapinarlo, ma soprattutto a vendicarsi. E così, una volta estorta la combinazione della cassaforte al vecchio autore, si libera di lui
facendogli saltare l'illustre cervello. Non sa ancora che
oltre ai soldi (tantissimi soldi), John Rothstein nasconde
un tesoro ben più prezioso: decine di taccuini con gli
appunti per un nuovo romanzo. E non sa che passeranno trent'anni prima che possa recuperarli. A quel punto,
però, dovrà fare i conti con Bill Hodges, il detective in
pensione eroe melanconico di "Mr. Mercedes", e i suoi
inseparabili aiutanti Holly Gibney e Jerome Robinson.
Come in "Misery non deve morire", King mette in scena
l'ossessione di un lettore per il suo scrittore, un'ossessione spinta fino al limite della follia e raccontata con ritmo
serratissimo. "Chi perde paga" è il secondo romanzo
della trilogia iniziata con "Mr. Mercedes", nel quale l'autore tocca un tema a lui caro, quello del potere della letteratura sulla vita di ogni giorno, nel bene e nel male.
PAGINA 25
Ben Pastor
Kaputt Mundi
Sellerio
Lo sbarco di Anzio è da poco avvenuto e le truppe tedesche
occupanti sentono la morsa degli Alleati. Si intensificano le
azioni dei patrioti. Sono i giorni lugubri delle Fosse Ardeatine. L'infernale 1944. Martin Bora, giovane maggiore dei servizi segreti della Wehrmacht è venuto in missione a Roma.
"Caput mundi", la tenera città che gli era familiare da giovanissimo aristocratico, è ora una fosca città aperta, "sotto assedio dall'interno". Nel suo animo e nel suo corpo la guerra
ha inciso a sangue. Ha perso la mano sinistra in un'azione
dei partigiani; il fratello, compagno di un'infanzia dorata, è
caduto con il suo aereo in Russia; Dikta, la bella moglie altera, è lontana. In quest'atmosfera, una giovane segretaria
dell'ambasciata tedesca s'è sfracellata al suolo dalla finestra
di casa sua, al quarto piano. Potrebbe passare per un suicidio o per un incidente, se non fosse che le chiavi dell'appartamento chiuso non si trovano dentro casa. Inoltre, il delitto
offrirebbe certe occasioni alla polizia italiana. Nell'inchiesta
che inizia, mentre si occupa di più importanti affari di
intelligence, Bora ha al fianco l'ispettore Sandro Guidi che il
questore capo ha chiamato per chiudere in fretta il caso. Ma
al contrario le indagini proseguono. Altri delitti coinvolgono
capi nazisti, cardinali, gerarchi italiani, salotti altolocati. Bora, e accanto a lui Guidi con cui s'è rafforzata
una amicizia piena di discrezione, procedono sull'orlo dell'abisso...
Arto Paasilinna
Il liberatore dei popoli oppressi
Iperborea
È a una riunione di Amnesty International che Viljo Surunen, emerito
glottologo di Helsinki, incontra la dolce maestra di musica Anneli Immonen: tra i due idealisti dal cuore generoso non può che scattare la
scintilla dell'amore, cementata dalla reciproca promessa di salvare i prigionieri politici di tutto il mondo. Ma nonostante le lettere di protesta
di cui inondano i dittatori di tre continenti, nessuno si ravvede: i diritti
umani continuano a essere spudoratamente calpestati e neppure il loro
protetto, il professor Ramón López, da anni ingiustamente detenuto,
vede cambiare la sua sorte. Surunen decide di passare all'azione: andrà
lui stesso a liberarlo nel Morterey, dove un despota senza scrupoli, asservito agli americani, ha instaurato uno dei peggiori regimi militari del
Centroamerica. Missione impossibile, tranne che per i personaggi di
Paasilinna, che oltre a una vitalità debordante e a un'inventiva a tutto
campo, trovano a soccorrerli i più strampalati aiutanti, che sia un pinguinista russo, un reporter alcolizzato, un vescovo ribelle o un campanaro montanaro. Ma come se la caverà l'instancabile glottologo quando, dalle rocambolesche avventure centroamericane, si ritroverà in Delatoslavia, nell'Europa dell'Est, alle prese con dissidenti rinchiusi in manicomio? Fascisti o comunisti, l'ironica denuncia di Paasilinna non fa
sconti a nessun tipo di regime totalitario.
PAGINA 26
Ingo Schulze
Arance e angeli
Feltrinelli
Cosa aspettarsi dal soggiorno italiano di uno scrittore tedesco le cui
escursioni e osservazioni, tra le gloriose rovine del passato e il presente di un'ordinaria quotidianità borghese, avvengono all'ombra di
fin troppo autorevoli predecessori? Il meglio che gli si possa chiedere è di smarcarsi da una simile onerosa eredità e svelarci il nostro
paese da una prospettiva inedita e rivelatrice. Nei suoi nuovi racconti, arricchiti dalle fotografie di Matthias Hoch, Ingo Schulze riesce in
questo intento. Ne nasce il ritratto di una penisola popolata, sullo
sfondo di paesaggi mitici e città eterne o quasi, di personaggi
"marginali": immigrati, prostitute, lavavetri, anziani eccentrici e affini, che appaiono non solo come figure distintive del mutamento sociale in atto, ma anche e soprattutto in virtù di uno sguardo esterno,
libero e ospitale che, anziché rivolgersi a quanto di più noto e stereotipato l'Italia offre di sé oltreconfine, ne restituisce attori e scorci
più defilati, ma tanto più vivi e reali.
Dieter Schlesak
Il farmacista di Auschwitz
Garzanti
Victor Capesius era farmacista a Sighioara, buon vicino di casa
della famiglia Schlesak. Una fotografia del 1929 lo mostra sorridente in uno stabilimento balneare della cittadina, con alcuni
conoscenti. Anni dopo, Capesius si trova ad Auschwitz, a inviare tanti di questi suoi vicini nella camera a gas, selezionandoli
personalmente e dicendo loro di spogliarsi per andare a prendere un bagno. Dalla farmacia del Lager distribuisce le dosi dello
Zyklon B, il gas letale. L’idillio di provincia diviene il più atroce
e fetido mattatoio della storia, i commensali di liete tavolate
domenicali nelle colline transilvane si dividono in assassini e
assassinati, il familiare nido di provincia cova le uova di mostri.
Capesius, condannato a nove anni di carcere, è poi vissuto e
morto serenamente.
Il possente libro di Schlesak, in cui un unico personaggio immaginario, il deportato Adam, che tuttavia riferisce fatti oggettivi e parole realmente dette da vittime e da boia e in cui il narratore è solo un impersonale protocollo di eventi, deposizioni e
dichiarazioni raccolte , è un indimenticabile affresco del male,
degno dell’Istruttoria di Peter Weiss e, nella sua secca sobrietà epica, altrettanto intenso.
PAGINA 27
Danielle Steel
Pegaso. Le ali del destino
Sperling & Kupfer
Germania, anni Trenta. Da generazioni, le nobili famiglie von
Bingen e von Hemmerle vivono in pace nella campagna della
Baviera. Grandi amici sin dall'infanzia, Nicolas e Alex – eredi
delle due dinastie – sono uniti anche dalla tragica perdita delle
rispettive consorti, che li ha resi padri amorevoli e molto presenti
nella vita dei figli. Mentre Nicolas non disdegna la mondanità,
Alex preferisce isolarsi nelle sue tenute, dove alleva meravigliosi
cavalli. In quell'angolo idilliaco, l'ascesa del nazismo è solo un'eco lontana e insignificante. Finché, un giorno, tutto cambia
drammaticamente. Un segreto a lungo taciuto viene scoperto
dalle autorità naziste: nella famiglia von Bingen scorre sangue
ebreo. Per Nicolas e i suoi figli, l'unica speranza di salvezza è la
fuga negli Stati Uniti. Tutto ciò che possono portare con sé è il
regalo d'addio di Alex: otto cavalli purosangue, che diventeranno
un prezioso lasciapassare per il futuro. Nel Nuovo Mondo, infatti, i von Bingen si reinventano una vita lavorando in un circo.
Mentre, in Europa, il loro vecchio mondo viene inghiottito dalle
fiamme dell'odio e della guerra, e i loro amici affrontano il peso
di scelte impossibili. Il futuro è nelle mani di un fato imperscrutabile. Ma esistono legami che nemmeno
il destino più crudele potrà mai spezzare. Un'appassionante saga che attraversa continenti e generazioni,
intrecciando destini e passioni. Una storia di sacrificio e rinascita, amicizia e coraggio, in cui i sentimenti
più importanti sono messi alla prova fino al limite estremo, per poi trionfare insieme alla pace.
Chuck Palahniuk
Beautiful You
Mondadori
Mettiamo che uno scrittore voglia raccontare la favola di
Cenerentola e mettiamo che questo scrittore sia Chuck Palahniuk, quale storia ci capiterebbe tra le mani? La storia di
Penny Harrigan, giovane impiegata dall'aspetto scialbo e i
desideri opachi che passa le sue giornate a servire caffè in un
ufficio di avvocati. E lì che un giorno incontra Cornelius
Linus Maxwell, bellissimo, ricchissimo, divorziatissimo. Sorprendentemente Maxwell la invita a cena e a un dopo cena
nella suite di un albergo da miliardari ed è qui che, taccuino
alla mano, le fa sperimentare il più alto grado di piacere. Tutto magnifico, vero? Non esattamente, perché Penny scopre
presto di essere la cavia per il collaudo di una linea di "sex
toys only for ladies" che Maxwell sta per lanciare, chiamata
"Beautiful you". È un successo planetario dalle conseguenze
devastanti: famiglie distrutte, bambini abbandonati, uomini
ignorati, donne inchiodate alla dipendenza pressoché ininterrotta dai fantastici, e micidiali, giocattoli di Maxwell. E
Penny? Deciderà di essere complice del più grande spacciatore di piacere mai esistito o proverà a salvare il mondo dalla
sua dipendenza cieca da prodotti genialmente confezionati?
PAGINA 28
Guillame Musso
Central Park
Bompiani
New York. Otto del mattino.
Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz
americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di
Central Park.
Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La
sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i
suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare.
Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande
sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da
dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice?
Perché dalla sua pistola manca un proiettile?
Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite,
Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La
verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite. Un
thriller magistrale - oltre un milione di copie vendute in Francia
- che conquista il lettore sin dalla prima scena e lo avvolge in
una spirale implacabile.
Patricia Cornwell
Cuore depravato
Mondadori
Cambridge, Massachusetts. Kay Scarperta riceve sul cellulare
un messaggio che sembra arrivare dal numero di emergenza
di sua nipote Lucy, con un link a un video girato da un apparecchio di sorveglianza che riprende la stessa Lucy e risale a
quasi vent'anni prima. Ma come è possibile? La famosa anatomopatologa si ritrova così al centro di un vero e proprio
incubo dai risvolti molto personali. Comincia a scoprire oscuri e terribili segreti che riguardano la nipote che lei tanto
ama e che ha cresciuto come una figlia. A questo primo video ne seguono altri, con chiare e pericolose implicazioni legali,
che lasciano Kay in uno stato di isolamento, prcoccupazione
e confusione. Non sa cosa fare né con chi confidarsi, non
può nemmeno rivolgersi al marito Benton Wesley, né a Pete
Marino e ovviamente non a Lucy. Il suo universo e quello di
tutti coloro che lei ama viene messo a repentaglio da un piano diabolico, mentre lei stessa è alle prese con il caso della
morte solo apparentemente accidentale della figlia di una ricca e famosa produttrice di Hollvwood.
PAGINA 29
Joe R. Lansdale
Honky Tonk Samurai
Einaudi
La vita è cambiata e parecchio, per Hap e Leonard. Il loro
vecchio datore di lavoro, Marvin Hanson, è diventato capo della polizia di LaBorde, e ha ceduto l'agenzia di investigazioni a Brett, la splendida infermiera rossa che ha
conquistato il cuore di Hap. E se Leonard continua a lasciarsi e riprendersi con il suo compagno, John, Hap ha
appena scoperto di avere, forse, una figlia di cui ignorava
l'esistenza. In una sola cosa i due amici di una vita sono
sempre gli stessi: «guai» è e resta il loro secondo nome.
Cosí, quando una vecchia ed eccentrica signora chiede
loro di ritrovare la nipote, scomparsa cinque anni prima
senza lasciare traccia, Hap e Leonard si gettano a capofitto nelle indagini, scoperchiando un verminaio di corruzione e morte che li costringerà a combattere contro una masnada di motociclisti col vizio delle armi e delle metanfetamine, ma soprattutto contro il Distruttore, un misterioso
e spietato killer che evira la sue vittime. Un'impresa pericolosa, per la quale dovranno chiedere aiuto a un bel po'
di amici: il giornalista Cason Statler, il detective cowboy
Jim Bob Luke e la micidiale Vanilla Ride: tutti nomi che i
fan di Joe Lansdale hanno imparato a conoscere e ad amare.
Joe R. Lansdale (Gladewater, Texas, 1951) ha scritto piú di
venti romanzi e centinaia di racconti, ed è forse il piú geniale
autore di crime contemporaneo. Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato: La notte del drive-in, Il mambo degli orsi, Bad Chili, La sottile
linea scura, Rumble Tumble, Capitani oltraggiosi, In un tempo freddo e
oscuro, Una stagione selvaggia, Mucho Mojo, Tramonto e polvere, Cielo di
sabbia, Acqua buia, Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard,
La foresta e Notizie dalle tenebre.
PAGINA 30
Alice Munro
Amica della mia giovinezza
Einaudi
"Le storie di questa raccolta tornano ai consueti ritratti stratiformi e intensi di donne e uomini che Alice Munro ci ha proposto
altrove, ma lo fanno con un tasso di salinità più elevato, un registro narrativo di sfrontata consapevolezza. Circola aria di Vancouver, e di una Vancouver anni Settanta, in alcuni di questi racconti, un senso di piovosa sensualità mescolato all'asprezza di
donne in bilico su presunte vite nuove. In Five Points lo squarcio sul passato di un amante innesca la possibilità dell'odio dentro un amore recente, passionale. In un altro caso, Parrucca, l'incontro con un'amica persa di vista da trent'anni rinnova ricordi
di vecchissimi ardori destinati a un unico marcantonio senza
scrupoli. Nel narrato di Munro il tempo può scorrere lento come
lo sgocciolio di una gelatina d'uva in una torrida sera d'estate
(avviene nel notturno racconto Meneseteung), e rapido come il
semplice salto di un rigo sulla pagina, nel cui spazio bianco volano decine d'anni e di ripensamenti. E se la strada che scelgono di
imboccare i personaggi di queste storie punta spesso in direzione
dell'indipendenza, di un'autonomia del corpo e della mente da
legami e catene familiari, vi resta inscritta comunque la fatica di
ogni metro percorso." (Susanna Basso)
Orhan Pamuk
La stranezza che ho nella testa
Einaudi
Un ragazzo ama una ragazza. Tutte le storie, anche quelle
più complicate, nascono da questa semplice, universale
premessa. Mevlut l'ha incontrata una sola volta: i loro
sguardi si sono incrociati di sfuggita al matrimonio di un
parente a Istanbul. Eppure è bastato quell'attimo di perfezione e felicità a farlo innamorare. Süleyman, il cugino, gli
ha detto che delle tre figlie di Abdurrahman, quella che ha
visto Mevlut, quella di cui si è innamorato, è senz'altro Rayiha. Da allora non l'ha più rivista ma, per tre anni, Mevlut
le scrive le lettere più appassionate che il suo cuore riesce a
creare. Finché un giorno capisce che l'unico modo di coronare il suo sogno è scappare con Rayiha, di fatto rapendola
dalla casa paterna in cui è rinchiusa. Così, una notte di
tempesta, mentre Süleyman aspetta con un furgone in una
strada poco lontana, Mevlut e la sua amata si riuniscono.
Nulla potrà andare storto ora, nulla potrà più dividerli,
pensa lui. Poi un lampo illumina la scena e rivela il volto di
Rayiha: quella non è la ragazza a cui Mevlut ha creduto di
scrivere per tutto quel tempo, non è la ragazza di cui si è innamorato a prima vista tre anni prima! Chi ha
ingannato Mevlut? E come si comporterà ora il nostro eroe?
PAGINA 31
Gianluigi Nuzzi
Via Crucis
Chiarelettere
Dopo "Vaticano spa" e "Sua Santità", Gianluigi Nuzzi torna
con una nuova inchiesta raccontando dall'interno la lotta che
Francesco e i suoi fedelissimi stanno conducendo per riformare la chiesa. Tutto a partire da registrazioni e documenti inediti. Non era mai successo che un giornalista potesse ascoltare la
registrazione di diversi incontri riservati tra i vertici del Vaticano e il papa. Ecco Francesco, nominato da poco più di tre mesi, mentre sferra un attacco contro la nomenclatura da anni a
capo delle finanze della Santa Sede. Bergoglio chiede trasparenza dopo aver preso visione dei bilanci non ufficiali che documentano sia la malagestione degli amministratori, sia operazioni di puro malaffare. Una situazione negativa mai conosciuta nel suo insieme, e qui svelata, che fa capire perché Benedetto XVI si è dimesso. I fasti dei cardinali e le regge a canone
zero, la fabbrica dei santi, le offerte dei fedeli sottratte alla beneficenza, i furti e le truffe commerciali, il buco nero delle
pensioni, le veline e i veleni di chi sabota la vigorosa rivoluzione del papa, tra spionaggio, scassinamenti e azioni di delegittimazione. Una guerra, qui ricostruita come in un giallo. In gioco è il futuro della chiesa e la sua credibilità nel mondo.
Mario Baudino
Il gran rifiuto
Passigli
Questo volume rappresenta una sorta di 'summa' dei più grandi
errori editoriali, ripercorsi attraverso le vicende di libri e scrittori
da una parte, editori e loro consulenti dall'altra. Non si pensi però
a una semplice carrellata di rifiuti che dovevano poi diventare
famosi non meno dei libri che ne erano stati l'oggetto, dalla Recherche di Proust, al Gattopardo di Tommasi di Lampedusa, e
perfino a bestseller come Harry Potter o i romanzi di Tolkien.
Queste storie possono infatti essere lette anche come strumento
per capire le ragioni, o almeno il contesto, di rifiuti così clamorosi
e persino imbarazzanti. Il mestiere dell'editore, del resto, è fatto
innanzitutto di scelte, e le scelte sono fatte di esclusioni, non
sempre così palesemente ingiuste come possono apparire agli occhi dei lettori. In ogni caso, sarà l'arrivo del successo di un'opera
a fare tabula rasa di tutte le possibili ragioni di un rifiuto, insieme
ai mea culpa dell'editore che se lo è visto sfuggire. Al di là dei
suoi aspetti più curiosi e divertenti, questo libro, frutto di una
ricerca tenace, appassionata e documentata, rappresenta così
un'attenta analisi dei vizi e dei costumi dell'editoria, offrendo nel contempo un quadro inusuale, ma non
per questo meno interessante, della nostra società culturale.
PAGINA 32
Jon Krakauer
Aria sottile
Corbaccio
Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell'Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro,
l'autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere "la
Montagna", scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all'Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare
Lorenzo Del Boca
Polentoni
Come e perché il nord è stato tradito
Piemme
Perché la Sicilia ha ventisettemila dipendenti pubblici se in
Lombardia sono nove volte di meno? E perché una sacca di
sangue costa tre euro al Nord ma al Sud arriva a dieci? Ci sono
tante cose che ci fanno arrabbiare: gli sprechi, le inefficienze, le
sperequazioni e ognuna delle mille male-qualcosa che popolano
le cronache quotidiane. Perché? La risposta non viene da differenze culturali o caratteriali che, con facile qualunquismo, si
potrebbero individuare. La ragione affonda le radici nella storia:
giusto quella di 150 anni fa. Non un'Italia unita e nuova ma un
regno sabaudo allargato, che annette, conquista, impone ferocemente le sue regole e le sue misure. Un tradimento degli accordi e dello spirito originario. Se oggi ci si lamenta per le troppe
tasse che gravano sul contribuente, diventa inevitabile rammentare che l'andazzo prese il via giusto un secolo e mezzo fa,
quando si inventarono imposte con troppa fantasia e nessuna
logica. E se adesso tutti parlano di federalismo è perché si riconosce implicitamente che sono stati commessi errori imperdonabili che diventa urgente rettificare. Fra gli sconfitti del Risorgimento ci sta a buon diritto il Nord. Il Nord vero, quello dei
campi e delle fabbriche, che non soltanto si mantenne estraneo
ma in qualche passaggio si dimostrò assolutamente ostile a ciò
che si andava profilando. E che, a guerre d'Indipendenza terminate, si accorse che di vantaggi non ne
esistevano, che i bilanci dello stato erano in rosso e che qualcuno - loro - li doveva ripianare. I conti sono
ancora aperti, e i polentoni continuano a pagare.
PAGINA 33
Ranuccio Bianchi Bandinelli
Roma
L’arte romana nel centro del potere
Rizzoli
Il volume tratta l'arte romana nel centro del potere, e cioè in
Roma stessa. Tutta l'arte romana sorge da un incontro intellettualistico con l'arte greca su una base sociale nuova e non come espressione di un profondo sentimento radicato nello spirito di gruppi sociali determinati. Perciò il suo carattere fu subito eclettico, e potè presentarsi subito con alcuni aspetti programmatici a servizio di un'ideologia di governo, prodotta in
gran parte da artisti che avevano con i loro committenti relazioni del tutto particolari, talvolta di prigionieri di guerra, o
addirittura servili e comunque di inferiorità civile, come stranieri che non possedevano cittadinanza romana.
Fernando Savater
Le domande della vita
Laterza
"Un invito alla filosofia per qualunque profano che sia interessato a sapere
qualcosa di questa venerabile tradizione intellettuale nata in Grecia. Non si
tratta di sapere come se la cavava Socrate nell'Atene di venticinque secoli
fa, per vivere meglio, ma di come noi, contemporanei di Internet,
dell'AIDS e delle carte di credito, possiamo utilizzare Socrate per comprendere e utilizzare al meglio la nostra esistenza." (Fernando Savater)
David Hume
Sulla religione e i miracoli. Sulla provvidenza e il male
Laterza
Il discorso di Hume sulla religione si sviluppa lungo diverse linee
argomentative. In primo luogo la contestazione di tutte le pretese di
verità delle religioni teistiche: viene argomentata l'inaccettabilità di
qualunque prova empirica o razionale dell'esistenza di Dio. Non
meno radicale e decisiva è la critica che Hume rivolge alla credenza
nei miracoli basata sulla presunta affidabilità delle testimonianze su
eventi miracolosi che attesterebbero l'autorevolezza dei fondatori
delle grandi religioni rivelate. Infine, terzo argomento: come conciliare la pretesa bontà e onnipotenza dell'essere divino dei monoteismi con la presenza del male nell'universo? Hume elabora quindi
una critica serrata alle dannose conseguenze delle religioni sul piano morale e sociale: da una parte argomenta sull'incompatibilità psicologica tra religione e moralità; dall'altra sviluppa una dettagliata analisi
delle implicazioni in termini di fanatismo, faziosità e intolleranza - delle diverse forme della religiosità.
PAGINA 34
Mauro Ceruti
La fine dell’onniscenza
Studium
"Il filo rosso di questo volume è costituito dall'identificazione di quella
'indomita tendenza' a semplificare il mondo della vita per poter disporne a piacimento, che sembra trovarsi alla base della hybris cui homo
sapiens sottopone sia l'ambiente che i propri simili. Riconciliare
'tecnoscienze' e 'saggezza' stipulando 'una nuova alleanza' tra uomo e
ambiente è per Mauro Ceruti e per la sua filosofia della complessità la
via per emanciparsi dal mito dell'onniscienza/onnipotenza e costruire
un'antropologia adatta a un universo tipicamente plurale, che fin dai
tempi della 'rivoluzione copernicana' si era rivelato privo di centro,
senza confini e libero da ogni artificiosa gerarchia. Le ipotesi, le teorie,
le 'macchine' che l'impresa tecnico-scientifica via via realizza non vanno più intese come mezzi di rappresentazione/manipolazione di una
realtà assoluta, che l'uomo può tuttavia sfruttare, ma come tentativi
sempre più articolati in un reciproco processo di adattamento tra ambiente e uomo: quasi come un fiume, che si forma là dove meglio il
paesaggio circostante permette all'acqua di scorrere, e insieme contribuisce a modellare il paesaggio stesso".
Antonio Varsori
Storia internazionale
Dal 1919 a oggi
Il mulino
Dalla grande e discussa risistemazione degli assetti europei e internazionali tentata a Versailles alla fine della Grande Guerra al
"nuovo disordine internazionale" in cui stiamo vivendo con la
scomparsa del bipolarismo della guerra fredda, il libro propone
una nuova visione della storia delle relazioni internazionali contemporanee. Non più in una prospettiva tradizionale di storia diplomatica, ma secondo un'impostazione più inclusiva che non
dimentica gli aspetti economici, sociali e culturali, i processi transnazionali e i forti legami fra politica interna e politica estera.
Grado Giovanni
Merlo
Basso Medioevo
UTET
Attraverso l'accurata e dettagliata analisi di Grado Giovanni Merlo, il volume affronta tutti gli aspetti dell'epoca comunemente
denominata basso medioevo: dalla nascita dei comuni all'espansione del potere papale, dallo sviluppo economico del secolo XI
al consolidamento degli stati territoriali. L'opera guida così lo studente e il lettore nella comprensione e nell'approfondimento di
ogni aspetto della storia degli ultimi cinque secoli di medioevo.
"Basso Medioevo", grazie alla chiarezza espositiva coniugata al
rigore scientifico, offre un punto di vista irrinunciabile per chiunque voglia accostarsi a questa epoca e comprenderla in tutti i suoi
innumerevoli elementi caratterizzanti.
PAGINA 35
Giovanni Geraci - Arnaldo Marcone
Storia romana
Rizzoli
Nato all'interno dell'università e per l'università il volume
(in nuova edizione rivista e ampliata) ripercorre la storia
romana dalle prime attestazioni dei più antichi popoli
italici alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, senza
rinunciare a seguire le prime fasi dei regni romanobarbarici e dell'Impero bizantino. La storia politica di Roma viene delineata seguendo la lunga parabola di una città che, dalle lotte per mantenere la propria indipendenza
e affermare la sua egemonia nel Lazio, è arrivata a dominare il Mediterraneo e l'Europa e a lasciare un'impronta
indelebile nella storia. Le sezioni narrative sono precedute da un breve capitolo in cui si propongono alcune nozioni introduttive fondamentali allo studio della storia
romana. In appendice al volume si troverà una bibliografia essenziale per chi desiderasse approfondire i temi affrontati, ma anche una rapida rassegna di alcuni dei siti
Internet di maggiore interesse per lo studio del mondo
romano, innovazione significativa nella manualistica
sull'antichità classica. Quadri cronologici, schemi, carte
geografiche e stemmi familiari aiutano il lettore a seguire
la narrazione.
Maria Roberta Novielli
Animerama
Storia del cinema d’animazione giapponese
Marsilio
Come precisa nella sua introduzione Giannalberto Bendazzi uno dei più importanti esperti e storici del cinema d'animazione mondiale -, "l'opera di Roberta Novielli è una ventata di
aria fresca", poiché segna un punto di svolta nello studio e
nella comprensione dei lungometraggi e, soprattutto, dei cortometraggi nipponici che da decenni popolano la nostra esistenza. Il Giappone è l'unico grande paese del mondo a non
essere mai stato colonizzato dagli europei, paese che, dopo le
civiltà dell'Asia, ha assorbito e filtrato la civiltà occidentale per
un secolo e mezzo, senza però omogeneizzarsi. Nella storia
mondiale dell'animazione il Giappone rappresenta inoltre un
caso unico, per l'entità del suo successo produttivo e distributivo e, soprattutto, per il miracoloso (e tuttora inesplicabile)
cocktail artistico che ha sotteso tale enorme successo. A partire dal pre-cinema fino a oggi, il volume ripercorre quindi lo
sviluppo e le vicende dell'animazione giapponese, attraverso i
suoi protagonisti, le logiche produttive, ma soprattutto nelle
sue intersezioni con la cultura e la società nipponica di cui ha
tradotto nel tempo ogni tensione e mutamento. "Al suo interno si delinea incisivamente il come, il quando e il valore di una
produzione tutt'intera, in un modo che ci permette di ricomporre la frammentarietà precedente", spiega
ancora Bendazzi.
PAGINA 36
Matteo Lancini
Adolescenti navigati
Erickson
L'uso intensivo di internet, la penetrazione profonda delle nuove
tecnologie nella vita di tutti i giorni, l'aumento vertiginoso delle relazioni virtuali hanno modificato profondamente il profilo degli adolescenti contemporanei, lasciando gli adulti quasi sempre sgomenti e
impreparati a gestire la sfida della crescita dei propri figli o dei propri
studenti. "Adolescenti navigati", nato dalla lunga esperienza dell'autore come psicoterapeuta di numerosi ragazzi e delle loro famiglie,
suggerisce, attraverso esempi e indicazioni estremamente pratiche,
strategie educative autorevoli ed efficaci per rispondere alle esigenze
evolutive dei nativi digitali. Rivolto a genitori, insegnanti, educatori e
counselor, il libro aiuta a comprendere e sostenere preadolescenti e
adolescenti nella fase più delicata della loro crescita, trovando soluzioni alle difficoltà più comuni e insegnando come: capire chi è, e
come interagire con, un nativo digitale; rivedere le funzioni paterne e
materne nell'era di internet; gestire i rapporti scolastici con insegnanti e dirigenti; riconoscere i fenomeni del ritiro sociale e della sovraesposizione virtuale; affrontare e ridurre la dipendenza da internet;
trovare il giusto equilibrio tra l'esigenza di controllo e il bisogno di
fiducia.
Giuseppe Staffa
I grandi condottieri del Medioevo
Newton Compton
Riccardo Cuor di Leone, Carlo Magno, Saladino, Roberto il
Guiscardo, Braccio da Montone, Giovanna d'Arco sono solo
alcuni degli uomini straordinari raccontati in questo libro. Guide carismatiche, a cui bastava un cenno per determinare il destino di eserciti o addirittura di popoli interi. Allo stesso tempo
capi illuminati e feroci, banditi spietati e ammirevoli strateghi,
guidati dalla sete di potere e ricchezze o dall'amor di patria: erano i "condottieri", che diventarono un vero e proprio archetipo, dotato di una prepotente forza evocatrice. Chiunque si imbatta nella storia di questi capi temibili, non può fare a meno di
immaginare il clangore delle armi e il campo di battaglia su cui
si staglia un uomo solo al comando, padrone di quel mondo e
delle vite ai suoi ordini. Seguire il filo della loro esistenza "alla
ventura", che si dipana nei secoli del Medioevo, significa ripercorrere il sentiero di sangue e acciaio su cui da Bisanzio all'Italia, dalle fredde terre del Nord ai torridi deserti siriani, dalle
steppe asiatiche alle paludi europee, all'ombra della croce o della mezzaluna, questi uomini avanzarono a disegnare la mappa
di un'era terribile e portentosa.
PAGINA 37
Gigi Vacca
Trincee del carso
Araba Fenice
Il diario di guerra di Bernardo Zambado scritto giorno per
giorno nel contesto degli eventi, senza sapere come si sarebbero conclusi, a differenza di molti altri testi definiti
"diari" dagli autori per significare il carattere veritiero, preciso e spesso giornaliero della narrazione, ma scritti a posteriori, in omaggio alla convinzione, profondamente interiorizzata, sul carattere memorabile degli eventi testimoniati e quindi tecnicamente classificabili come memorie.
Diario scritto da un contadino e che non si limita malgrado la relativa brevità del testo, a fornire scarne notizie sugli
spostamenti e i compiti via via affrontati, alle circostanze
minute della vita quotidiana al fronte, ma riesce a introdurci nelle dimensioni estreme della guerra di massa, sfociata
nella produzione di morte su scala industriale, quale fu il
primo conflitto mondiale. Un diario drammaticamente
interrotto dalla morte del protagonista, pochi mesi dopo la
sua partenza, giunto fortunosamente ai familiari, e attraverso di essi fino a noi, per vie che restano sconosciute.
Maurizio Ternavasio
Pietro Fenoglio. Vita di un architetto
Viaggio nella Torino liberty del primo ’900
Araba Fenice
Torino è unanimemente considerata la capitale del Liberty
italiano per il gran numero di case e villini - ma sono presenti anche stabilimenti industriali, uffici pubblici e scuole disseminati in vari quartieri che in genere si sono sviluppati
proprio in concomitanza con l'affermazione di questo stile.
E se la città si è guadagnata con merito tale primato, è anche perché nel capoluogo subalpino ha operato in maniera
particolarmente fattiva l'ingegner Pietro Fenoglio, da molti
considerato uno dei "padri nobili" di tale corrente architettonica, capace di immaginare,tracciare e realizzare linee ondulate e quasi musicali, sdoppiate e delicate, aggressive e
avvolgenti per stimolare lo spirito, la mente e il gusto dei
suoi concittadini. Un professionista che, se fosse operativo
ai giorni nostri, meriterebbe senz'altro la definizione di
"archistar".
PAGINA 38
Gabriella Corona
Breve storia dell’ambiente in Italia
Il Mulino
Il volume delinea le trasformazioni degli assetti ambientali in Italia e i modi
con cui esse si sono intrecciate ai più generali mutamenti economici, politici e
sociali. Una particolare attenzione è dedicata agli ultimi decenni, che hanno
visto l'accelerazione del dissesto idrogeologico e del consumo del suolo, il peggioramento della qualità della vita nelle aree metropolitane, la cementificazione
incontrollata, la scomparsa di aree di pregio, le emergenze legate ai rifiuti, i
guasti alimentari, l'inquinamento marino e atmosferico, la comparsa di nuove
patologie. L'autrice mette in evidenza non solo quegli aspetti che sono comuni
agli altri paesi del mondo occidentale, ma anche i caratteri specifici della situazione italiana, riconducibili sia alle caratteristiche geomorfologiche del paese,
sia alle scelte compiute dalle classi dirigenti dell'Italia unita.
Steven Hugh Lee
La guerra di Corea
Il Mulino
La guerra di Corea, che si concluse con l'armistizio del luglio 1953, è
stato il primo grande episodio di tensione internazionale nella guerra
fredda, dove mondo occidentale e mondo comunista si sono affrontati.
L'attacco della Corea del nord comunista a quella del sud nel giugno
1950 determinò l'intervento americano e un conflitto su cui aleggiava lo
spettro di una guerra nucleare. Il volume esamina l'intera vicenda della
guerra di Corea collocandola nel contesto degli equilibri mondiali del
dopoguerra e vedendone le conseguenze, dall'ingresso della Germania
nella Nato al trattato di pace con il Giappone, dall'ingresso della Cina
sulla scena mondiale all'impiego anticomunista statunitense.
Giaime Alonge - Giulia Carluccio
Il cinema amercano contemporaneo
Laterza
Da Coppola a Martin Scorsese, da Steven Spielberg a George Lucas, dai
fratelli Coen a Tarantino e Wes Anderson. Un percorso attraverso le trasformazioni, i protagonisti, i film – come Taxi Driver, Le iene, La 25a ora,
Harry ti presento Sally, Eyes Wide Shut, Matrix– che individua le questioni
chiave del cinema americano contemporaneo, dalla fine degli anni Sessanta
ai giorni nostri.
PAGINA 39
Carlo Lucarelli
PPP
Pasolini, un segreto italiano
Rizzoli
Primi anni Settanta. A pancia in giù e sollevato sui gomiti,
un ragazzino legge su una rivista frasi impenetrabili, rabbiose, attraenti. Sono tutte di Pier Paolo Pasolini. Il tempo passa e, quasi inavvertitamente, dentro quel bambino che oggi è
uno scrittore sedimenta qualcosa di profondo: non è solo la
passione per la parola, è l'istinto di un mestiere. "Seguire
quello che succede, immaginare quello che non si sa o che si
tace, rimettere insieme i pezzi disorganizzati e frammentari,
ristabilire la logica dove regnano l'arbitrarietà, la follia e il
mistero." Perché il Pasolini che ci parla dalle pagine di questo libro non è il poeta né il letterato, è quello della narrazione civile, lo stesso che confessò di sapere e che è stato assassinato. È proprio lì che torna Carlo Lucarelli, agli anni più
violenti della nostra storia recente, ai pestaggi, ai morti ammazzati e alle stragi. Torna al Pasolini intellettuale e all'odio
che lo circondava. Attraverso un tessuto di impressioni intime, analisi politiche e ricostruzioni storiche, torna a quella
notte di novembre del 1975 in cui si è consumato un delitto
comunque politico. Ciò che resta, una volta disintegrata la
versione ufficiale e rimessi in ordine i fatti, è la certezza di
trovarci di fronte a un Segreto Italiano.
Paolo Rumiz
Come cavalli che dormono in piedi
Feltrinelli
Nell'agosto del 1914, più di centomila trentini e giuliani vanno a combattere per l'Impero austroungarico, di cui sono
ancora sudditi. Muovono verso il fronte russo quando ancora
ci si illude che "prima che le foglie cadano" il conflitto sarà
finito. Invece non finisce. E quando come un'epidemia si
propaga in tutta Europa, il fronte orientale scivola nell'oblio,
schiacciato dall'epopea di Verdun e del Piave. Ma soprattutto
sembra essere cassato, censurato dal presente e dal centenario della guerra mondiale, come se a quel fronte e a quei soldati fosse negato lo spessore monumentale della memoria.
Paolo Rumiz comincia da lì, da quella rimozione e da un
nonno in montura austroungarica. E da lì continua in forma
di viaggio verso la Galizia, la terra di Bruno Schulz e Joseph
Roth, mitica frontiera dell'Impero austroungarico, oggi compresa fra Polonia e Ucraina. Alla celebrazione Rumiz contrappone l'evocazione di quelle figure ancestrali, in un'omerica discesa nell'Ade, con un rito che consuma libagioni e accende di piccole luci prati e foreste, e attende risposta e respira pietà - la compassione che lega finalmente in una sola voce
il silenzio di Redipuglia ai bisbigli dei cimiteri galiziani coperti
di mirtilli. L'Europa è lì, sembra suggerire l'autore, in quella
riconciliazione con i morti che sono i veri vivi, gli unici depositari di senso di un'unione che già allora
poteva nascere e oggi forse non è ancora cominciata.
PAGINA 40
Enrico Caniglia
Forme della comunicazione politica
UTET
La comunicazione politica viene spesso sbrigativamente identificata con la propaganda e le strategie mediatiche promozionali. Eppure la persuasione e le campagne elettorali non esauriscono le
forme di comunicazione politica esperibili nelle società contemporanee. La discussione in un'assemblea pubblica, le effervescenze
dei cortei di protesta e perfino gli attentati terroristici sono forme
di comunicazione politica, anche se poco c'entrano con la promozione elettorale. "Forme della comunicazione politica" offre una
densa analisi delle diverse tipologie di comunicazione politica - dai
talk show alle blogosfere, dai simboli alle classificazioni amministrative - rivelandone il ruolo costitutivo all'interno dei fenomeni
politici. Ne risulta un manuale poco convenzionale, attento a cogliere la dimensione comunicativa insita in aspetti che generalmente consideriamo unicamente politici, perché solo allontanandoci e cambiando prospettiva possiamo gettare nuova luce sui
rapporti fra politica e comunicazione.
Thomas Piketty
Si può salvare l’Europa?
Bompiani
Thomas Piketty raccoglie in questo libro i suoi interventi
apparsi su “Libération” dal settembre 2004 al maggio
2015, componendo una straordinaria sintesi dei temi a lui
più cari, già affrontati più analiticamente nel Capitale nel
XXI secolo. Gli articoli testimoniano nel loro complesso
il tentativo di comprendere e analizzare il mondo giorno
dopo giorno e di impegnarsi nel pubblico dibattito, cercando di conciliare la coerenza e la responsabilità del ricercatore con quelle del cittadino. La risposta alla domanda contenuta nel titolo prende forma articolo dopo articolo: si può salvare l’Europa? Solo con una vera riforma
democratica delle sue istituzioni. La soluzione non è infatti “l'aggiramento della democrazia con il ricorso a norme troppo rigide e a procedure tecnocratiche. Questa è la
logica che ci ha condotto sull'orlo dell’abisso. Ora dobbiamo dire basta.”
PAGINA 41
Giulio Giorello
Libertà
Bollati Boringhieri
In una memorabile scena del "Giulio Cesare" di Shakespeare,
Cassio, dopo l'uccisione del dittatore, si rivolge alla folla di Roma invocando "Liberty, Freedom, and Enfranchisement", ovvero libertà, indipendenza ed emancipazione. Queste tre parole
indicano per Giulio Giorello tre aspetti costitutivi dell'esperienza libertaria. Liberty (libertà) riguarda le nostre facoltà esercitate
senza alcuna costrizione; molto, qui, ha a che fare con la scienza, l'attività umana che forse più di altre esige libertà per progredire. Freedom (indipendenza) denota una ragione che opportunamente riconosce l'inevitabile potere delle passioni, con tutti i
vincoli che queste comportano; ma resta una libertà strutturale,
che rende responsabili le nostre scelte, pur sapendo che non
tutto ciò che noi crediamo libero può dirsi davvero tale. Enfranchisement (emancipazione) è il processo di affrancamento da
qualsiasi condizione servile, che rimanda, se necessario, alla lotta che donne e uomini combattono per fare della propria libertà
uno strumento per avere ancora più libertà, perché "la libertà
può essere ristretta, ma solo a vantaggio della libertà stessa".
Zerocalcare
L’elenco telefonico degli accolli
Bao
"L'elenco telefonico degli accolli" è la seconda raccolta
delle storie apparse su zerocalcare.it. Dolceamaro, come è
nel suo stile più intimo, Zerocalcare si racconta ripercorrendo le storie degli ultimi due anni del blog, tra cui le ormai classiche "Salva ogni cinque minuti", "Quando muore
uno famoso", "I litigi su internet" e "Il demone della reperibilità".

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