Aspettando il Rovere d`Oro, domani il concerto di Augustin

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Aspettando il Rovere d`Oro, domani il concerto di Augustin
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Aspettando il Rovere d’Oro, domani il concerto di
Augustin Wiedemann
Venerdì 8 luglio 2016
San Bartolomeo al mare. Aspettando il Rovere d’Oro, il Santuario di N.S. della
Rovere di San Bartolomeo al Mare, perla di rara bellezza del Golfo dianese e luogo
ricco di fascino, ospiterà sabato (ore 18:30, ingresso gratuito) il Concerto di chitarra
del M° Augustin Wiedemann, chitarrista tedesco, uno dei massimi interpreti attuali
della chitarra classica e contemporanea, che eseguirà musiche di Eduardo Sainz de la
Maza (1903 – 1982), Dusan Bogdanovic (*1955), Fernando Sor (1778 – 1839) e
Federico Moreno Torroba (1891 – 1982).
“Nell’ottica di far diventare San Bartolomeo al Mare un villaggio della musica – spiega il
Direttore artistico del Rovere d’Oro, Christian Lavernier - abbiamo scelto di ospitare il
M° Wiedemann che è un chitarrista di chiara fama internazionale, il cui estro è stato
riconosciuto in oltre 25 anni di carriera su tutti i più importanti palcoscenici mondiali”.
L’antico e vasto territorio su cui sorge il borgo medioevale della “Rovere”, in epoca
romana era un bosco ricco di selvaggina, che i Romani consacrarono a Diana, dea della
caccia. Le cinque piante di rovere che ancora oggi attorniano il Santuario della Rovere
sono gli ultimi esemplari di quell’antico bosco.
Il Santuario, sorto nel Trecento per venerare la statua lignea della Madonna
miracolosamente rinvenuta su un albero di rovere, sui resti di un precedente impianto
paleocristiano, conserva al suo interno numerose immagini della Vergine: un dipinto ad
olio su tavola del XVI secolo di scuola fiamminga, un crocifisso ligneo di tipo catalano in
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legno d’ulivo del XV secolo, forse di produzione locale; una tavola cinquecentesca della
Madonna col Bambino e quattro pannelli lignei provenienti in origine da un grande
polittico di una pala con l’Annunciazione, San Giovanni Battista e l’Eterno, opera di Giulio
De Rossi del 1578.
L’ovale affrescato da Tommaso Carrega (1808) è incorniciato da pregevoli stucchi
dell’inizio del XIX secolo. Situato poco distante dalla Via Aurelia, il Santuario della Rovere
è una perla incastonata in un borgo medioevale, tra ulivi e pini, siepi di buganvillee e
palme.
Ingresso libero.
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