un articolo sull`adolescenza

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un articolo sull`adolescenza
Articolo sull’adolescenza
Quando si parla di adolescenza, ossia quel periodo dei giovani che si affacciano sul
mondo delle persone più mature, si tende a far sempre confusione e si fraintendono
concetti fra loro molto disparati. È senza alcun dubbio, una fase della nostra vita alquanto
critica e decisiva per la nostra finale e definitiva impostazione e formazione.
Dunque essa consiste in un succedersi di insicurezze, inquietudini, ribellioni associate ad
incomunicabilità, incomprensioni, soprattutto per ciò che concerne l’ambito familiare.
La contraddizione che si manifesta in questi e tanti altri frangenti, rappresenta l’aspetto più
evidente di quest’età, una fase di transizione, quindi che è a metà strada fra il mondo
dell’infanzia e quello della maturità. La famiglia, il nucleo originariamente posto al centro
della nostra esistenza, rappresenta un evidente contrasto con quella che è la realtà
quotidiana; di conseguenza il rapporto con la famiglia si fa più ostile e conflittuale: ci si
trova di colpo a desiderare sempre più l’indipendenza ma, allo stesso tempo, si è incapaci
di ottenerla.
In contrapposizione al rapporto con la famiglia, cresce l’importanza di far parte di un
gruppo, con il quale condividere emozioni e contemporaneamente delusioni.
Nella maggior parte dei casi, anche nei gruppi, si prende ad esempio il tipo o la tipa giusta,
o meglio quella che si veste più alla moda delle altre, che segue quelle che sono le
tendenze del momento, insomma. Diventa perciò “un piccolo mito”, tale che ne siano
ricalcate le orme.
In questo periodo, si avvertono cambiamenti non solo a livello fisico, ma anche a livello
psicologico: ci si sente un’altra persona e allo stesso tempo il proprio corpo muta.
Dunque, quando si è adolescenti ci si trova di fronte al primo ed importante “bivio” della
propria vita, una scelta. Una scelta, quella della scuola superiore, che se influenzata,
potrebbe ripercuotersi, negativamente, sulla nostra esistenza futura.
A quest’età si è spesso alla continua ricerca di valori saldi e stabili, ma soprattutto di
modelli di vita ai quali ispirarsi, che ogni adolescente tende a perseguire ed imitare nei
diversi contesti riguardanti il mondo dello spettacolo, della moda, della musica: come, per
esempio, cercando a tutti i costi di assomigliare al proprio idolo, vestirsi come Sean Paul,
o Eminem, o addirittura rifarsi alle icone del pop, del rock, del reggae o dell’heavy metal.
Noi adolescenti veniamo perciò spesso influenzati e “manipolati” dai mass – media (tv,
cinema, giornali etc.) che c’impongono una sorta di conformismo, nel senso che non si
lascia libero sfogo alle nostre opinioni, annullando, quasi, la nostra personalità.
Anche a causa di quanto detto precedentemente, diviene un compito decisamente
“arduo”, quello dei nostri genitori, di comprenderci, di starci vicino nei momenti difficili.
Essi, infatti, invano tentano di manifestare il loro comportamento estremamente protettivo
e di conseguenza il loro affetto ed interesse nei nostri confronti. Da un lato, tuttavia, gli
adulti mostrano la loro indifferenza, sminuendo o addirittura ignorando quelli che sono i
problemi e le angosce di noi adolescenti. È bene, però, farsi un esame di coscienza
poiché siamo sempre più incapaci di accettare le incertezze e le precarietà di quest’età,
non accettando i nostri cambiamenti.
Su queste tematiche si basano, molto frequentemente, i romanzi di alcuni dei più grandi
scrittori del Novecento, come Simone De Beauvoir, Alberto Moravia, Gina Basso,
Guglielmo Zucconi.
Un riferimento a parte va fatto per il celeberrimo Diario di Anna Frank, autobiografia della
stessa, una ragazza ebrea costretta a vivere con la sua famiglia segregata in una soffitta,
a causa delle leggi razziali emanate dalla Germania hitleriana, che dunque negavano agli
ebrei il diritto di vivere e di esistere. È dunque, questa, una sorta di testimonianza
“scottante” della tortura subita dagli ebrei nel drammatico periodo storico della Seconda
Guerra Mondiale.
Precisamente il brano letto “Un fastello di contraddizioni”, rappresenta una pagina di
diario, che Anna rivolge alla sua amica immaginaria Kitty alla quale lei confida le
sfaccettature del suo carattere e l’esistenza di una doppia personalità.
Un altro brano letto che si concentra sempre sull’analisi dei cambiamenti fisico –
psicologici, è “Il mio corpo cambiava e con esso la mia esistenza”, della scrittrice francese
De Beauvoir. Il passaggio, il brusco transito dell’età sicura e frivola dell’infanzia all’età
dell’adolescenza, hanno - secondo l’autrice – solo contribuito all’accrescimento continuo di
angosce, ansie, dubbi, incertezze.
A conferma di quanto affermato nell’introduzione, il brano “Le rabbie improvvise e furiose
di Luca” di Moravia, rappresenta la storia della ribellione di un ragazzo che, soffrendo
l’impatto con un mondo più razionale, rifiuta di seguire ogni regola impostagli, avvertendo
sempre più il fatto di essere trattato come una sorta di oggetto.
La maggiore ricerca di valori si avverte analizzando il brano “Gli sfoghi di Betta”, di Gina
Basso, che ci permette di imparare a conoscere e a capire una personalità ricca di
sfaccettature, che diviene sempre più volubile e sensibile. La protagonista è infatti
desiderosa di instaurare un rapporto di amicizia saldo, costruito e fondato su un rispetto
reciproco.
Rispetto reciproco che si avverte anche in “Patty e Leo”, del giornalista e scrittore Zucconi:
brano nel quale emergono tanti e contraddittori aspetti della personalità degli adolescenti,
le cui situazioni avvengono in un contesto normale, semplice, tuttavia significativo, che
rappresenta la realtà della società e dei giovani verso la fine degli anni ’70.
In conclusione, per avvalorare quanto detto, possiamo aggiungere – come affermava un
noto scrittore, Paul Nizan – “non permetterò a nessuno di dire che la giovinezza è la più
bella età”.