Agripress Genova ricorda Gilberto Govi

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Agripress Genova ricorda Gilberto Govi
Genova ricorda Gilberto Govi nel cinquantenario della
sua scomparsa
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Alessandro Poggiani
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Venerdì, 29 Aprile 2016
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Pubblicato in Varie
Gilberto
Govi a fine Anni '50
Cinquant’anni fa, nell’aprile 1966, moriva a Genova Gilberto Govi.
A partire da giovedì 28 aprile 2016 e per circa due mesi la “Città della Lanterna” celebra uno dei
simboli del suo teatro con un programma ricco di incontri, dibattiti e iniziative in differenti
luoghi della citta.
Nato a Genova nell’ottobre 1885, Amerigo Armando Gilberto Govi, meglio noto come Gilberto
Govi, si diploma all’Accademia di Belle Arti nei primi anni del Novecento. Abile disegnatore e
caricaturista e autocaricaturista, nel corso della sua lunga carriera utilizzerà tale capacità per
sviluppare in disegni la creazione dei suoi personaggi da interpretare sul palcoscenico. Curerà
molto lo studio del trucco di scena e si affermerà ben presto come valido caratterista.
Dopo il diploma lavora come disegnatore presso le Officine Elettriche Genovesi e, nello stesso
anno, entra in una nuova compagnia teatrale dilettante che faceva parte dell'Accademia
Filodrammatica Italiana con sede al Teatro Nazionale di Genova. Tuttavia, in quella compagnia
erano consentite solo recite in perfetto italiano pertanto, per via del suo forte accento genovese,
nel giro di pochi mesi abbandona l’Accademia (che, circa quindici anni dopo, quando ormai era
un attore noto e affermato, lo riammettrà come socio onorario) e fonda la “Compagnia dialettale
genovese” recitando nei maggiori teatri cittadini.
Nel ‘23, al Teatro Filodrammatici di Milano, porta in scena la celebre commedia I manezzi pe
majâ na figgia (I maneggi per maritare una figlia, scritta dal noto autore teatrale genovese
Niccolò Bacigalupo), da cui ha inizio il suo successo, che lo porterà ad abbandonare il suo lavoro
alle Officine per dedicarsi esclusivamente al teatro. In una fase iniziale avrà qualche difficoltà
relativa alla scelta del repertorio da interpretare, ma ben presto numerosi autori (ricordiamo
Aldo Aquarone, il già citato Niccolò Bacigalupo, Carlo Bocca, Emanuele Canesi, Enzo La Rosa,
Sabatino Lopez, Luigi Orengo, Ugo Palmerini, Emerico Valentinetti) si dichiareranno disponibili
a lavorare con lui.
Lo stesso Govi rielabora i testi e concorda con gli autori eventuali modifiche ai copioni che
venivano scritti in italiano e, in un secondo momento, da lui tradotti in dialetto genovese. Come
già detto, disegna anche le maschere da cui nascevano i personaggi da portare in scena.
Nel ‘26, con la sua compagnia, fa la sua prima tournée in America Latina, tournée in cui
interpreterà ben settantotto commedie direttamente nei luoghi in cui vivevano numerosi
italiani, emigrati in quei Paesi negli anni predenti. Fino alla fine degli anni Trenta, la sua carriera
sarà in continua ascesa, con numerose tournée teatrali sia in Italia sia all’estero.
Nei circa vent’anni compresi fra il ’42 e il ’61, lavorerà in quattro film - due fra i quali tratti da
suoi lavori teatrali - per lui piuttosto insoddisfacenti: Colpi di timone (1942), di Gennaro
Righelli, Che tempi! (1947), di Giorgio Bianchi, Il diavolo in convento (1950), di Nunzio
Malasomma, e Lui, lei e il nonno (1961), di Anton Giulio Majano, il suo unico film a colori, girato
a Napoli e prodotto dal potente armatore Achille Lauro. Tuttavia, la recitazione cinematografica
e i tempi del cinema, così differenti in confronto a quelli del palcoscenico non lo entusiasmavano
affatto
Anche con la televisione, che in Italia arriverà nel ’54 - ovvero quando lui aveva circa settant’anni
la sua carriera stava ormai volgendo al termine - non riuscirà ad avere un vero e proprio rapporto
di sintonia. Tuttavia, grazie alle registrazioni dal vivo - effettuate nei tre anni compresi fra il ’57
e il ’60 - alcune sue commedie teatrali sono arrivate al grande pubblico e anche le generazioni
successive hanno avuto modo di conoscere e apprezzare la sua opera.
Purtroppo, delle quattordici commedie registrate dalla Rai, ne sono “sopravvissute” solo sei,
fortunatamente e rocambolescamente salvate dalla distruzione da un funzionariocollezzionista
e appassionato di teatro. I titoli sono Pignasecca e Pignaverde di Emerico Valentinetti
(registrata nel maggio 1957); Colpi di timone di Enzo La Rosa (registrata nel marzo 1958); Quello
bonanima di Ugo Palmerini (riprese del dicembre 1958); Sotto a chi tocca di Luigi Orengo
(riprese del gennaio 1959); la già citata Maneggi per maritare una figlia di Niccolò Bacigalupo
(registrata nel febbraio 1959), in cui lavora con Caterina Franchi Gaioni sua moglie dal ‘17
nonché sua partner in numerose commedie - e con un giovane Gian Fabio Bosco, figlio di Anna
Caroli e Sergio Bosco - entrambi attori della sua compagnia - e futuro “Gian” del duo Ric e Gian;
Gildo Peragallo ingegnere di Emerico Valentinetti (registrata nel luglio 1960). Di altre due
commedie si è salvato integralmente solo il terzo atto, mentre, delle rimanenti sei, solo l’audio.
Nel ‘60 decide di lasciare il teatro di lasciare il teatro e, eccezion fatta per qualche apparizione
televisiva - alcune interviste e Caroselli del biennio 1961/62 - e per il già citato film di Anton
Giulio Majano del ’61, si ritira a vita privata.
Nel ‘64 la sua salute comincia a peggiorare. Gilberto Govi, morirà due anni dopo all’età di
ottant’anni. Ai suoi funerali, celebrati nella centrale chiesa di Santa Zita, affollata come non mai,
parteciperà quasi tutta la città.

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