Teoria monetaria moderna

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Teoria monetaria moderna
TEORIA MONETARIA MODERNA:
UTOPIA O REALE STRUMENTO
ECONOMICO DI SVILUPPO?
UN INCONTRO TRA LA LIBERA UNIVERSITÀ DEL BASSO
LODIGIANO E L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ECONOMIA
PER I CITTADINI.
GIOVEDÌ 24 NOVEMBRE 2016 – H. 18.00
CENTRO RICREATIVO - VIALE DELLA RESISTENZA 1
CODOGNO
COSA È LA TEORIA MONETARIA MODERNA?
LA MMT È UN RAMO DELLA SCUOLA ECONOMICA ETERODOSSA POST KEYNESIANA
POST-KEYNESIANI:
- JOAN ROBINSON
- ABBA LERNER
- HYMAN P. MINSKY
- RANDALL WRAY
- JAMES K. GALBRAITH
- WARREN MOSLER
- STEPHANIE KELTON
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• LE TASSE GUIDANO LA MONETA
LA MONETA NELL’INSEGNAMENTO TRADIZIONALE È:
- RISERVA DI VALORE
- MISURA DI VALORE
- MEZZO DI SCAMBIO
NELLA MMT LA MONETA È UN CREDITO PER LE TASSE. LE TASSE SONO IL MEZZO
ATTRAVERSO CUI I GOVERNI RIESCONO A FAR ACCETTARE L’USO DI UNA
DETERMINATA VALUTA. LA DOMANDA DI QUELLA VALUTA È PERCIÒ DETERMINATA
DALLA NECESSITÀ DI PAGARE LE TASSE.
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• LE TASSE E I PRESTITI NON FINANZIANO LA SPESA PUBBLICA
NEGLI STATI LA SPESA PRECEDE LA RACCOLTA, PER CUI:
- NEGLI STATI LA SPESA È A MONTE E LA RACCOLTA A VALLE.
- NELLE FAMIGLIE LA RACCOLTA È A MONTE E LA SPESA È A VALLE.
- GLI STATI NON SONO FAMIGLIE.
- LO STATO NON PUÒ ESSERE ASSIMILATO AD UN BUON PADRE DI FAMIGLIA.
VERSIONE TRADIZIONALE: LO STATO SI PUÒ FINANZIARE CON LE TASSE, EMETTENDO
TITOLI (PRENDENDO A PRESTITO) O MONETA (VIETATO). MMT: LO STATO SPENDE
SEMPLICEMENTE IN DEFICIT ACCREDITANDO CONTI CORRENTI. TASSE ED EMISSIONE DI
TITOLI SERVONO PER DETERMINARE IL LIVELLO AGGREGATO DI MONETA.
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• I PAESI CHE EMETTONO LA PROPRIA VALUTA NON POSSONO FALLIRE
EMETTITORI DI MONETA E UTILIZZATORI DI MONETA:
- GLI STATI UNITI (DOLLARO) E LA GRAN BRETAGNA (STERLINA) HANNO UNA PROPRIA
MONETA E SONO, QUINDI, EMETTITORI DI MONETA.
- ITALIA E GRECIA E ALTRI PAESI UTILIZZANO UNA MONETA COMUNE. SONO QUINDI
UTILIZZATORI DI MONETA.
INOLTRE, LE BANCHE CENTRALI HANNO UNA CAPACITÀ INFINITA DI EMETTERE ATTIVITÀ
FINANZIARIE. GLI STATI CHE EMETTONO LA PROPRIA MONETA E HANNO UNA PROPRIA
BANCA CENTRALE, NON POSSONO RIMANERE SENZA MONETA E FALLIRE. GLI STATI CHE
UTILIZZANO UNA MONETA SÌ (ANCHE IN RELAZIONE AI LIMITI DELLE POLITICHE IMPLEMENTATE
DALLA BANCA CENTRALE DEL SISTEMA DI APPARTENENZA. PER ES. GRECIA).
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• FINANZA FUNZIONALE
ABBA LERNER E LE TRE PRINCIPALI REGOLE:
- IL GOVERNO DEVE MANTENERE LA DOMANDA AD UN LIVELLO RAGIONEVOLE IN
QUALSIASI MOMENTO. SE SPENDE POCO CI SARÀ DISOCCUPAZIONE, SE SPENDE
MOLTO, INFLAZIONE. NEL PRIMO CASO DEVE AUMENTARE LA SPESA E TAGLIARE LE
TASSE. NEL SECONDO TAGLIARE LA SPESA E AUMENTARE LE TASSE.
- IL GOVERNO DEVE MANTENERE IL TASSO DI INTERESSE AD UN LIVELLO OTTIMALE
PER GLI INVESTIMENTI. PRENDERÀ A PRESTITO PER FAR SALIRE IL TASSO DI INTERESSE,
RIMBORSERÀ IL DEBITO PER FARLO SCENDERE.
- SE UNA DELLE PRIME DUE REGOLE VA IN CONFLITTO CON I PRINCIPI DELLA FINANZA
CONVENZIONALE, DEL PAREGGIO DEL BILANCIO O NEL CONTENERE IL DEBITO
PUBBLICO: TANTO PEGGIO PER QUESTI PRINCIPI.
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• IL MODELLO DEI SALDI SETTORIALI - I
APPROCCIO MACROECONOMICO SECONDO CUI NON POSSIAMO GUARDARE A
DEBITO E DEFICIT PUBBLICO IN MODO ISOLATO (W. GODLEY – ANCHE SE LE
IDENTITÀ UTILIZZATE ERANO GIÀ NOTE IN M. KALECKI E J. M. KEYNES). DOBBIAMO
VALUTARLI IN RELAZIONE AGLI ALTRI SETTORI DELL’ECONOMIA.
L’ECONOMIA VIENE DIVISA IN TRE MACRO-SETTORI:
- IL SETTORE PRIVATO (NON STATO), IL CUI BILANCIO È DATO DA QUANTO INVESTE
MENO QUANTO RISPARMIA (I-S).
- IL SETTORE PUBBLICO (STATO), IL CUI BILANCIO È DATO DA QUANTO SPENDE
MENO QUANTO TASSA (G-T).
- IL SETTORE ESTERO, IL CUI BILANCIO È DATO DA QUANTO DI ESPORTA MENO
QUANTO SI IMPORTA (X-M).
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• IL MODELLO DEI SALDI SETTORIALI – II
INOLTRE, L’ECONOMIA NAZIONALE È UN SISTEMA APERTO, MA SE VALUTIAMO
L’ECONOMIA IN TERMINI AGGREGATI, COME LA SOMMA DI TUTTE LE ECONOMIE AL
MONDO, L’ECONOMIA È UN SISTEMA CHIUSO. LA SOMMA DELLA BILANCIA DEI
PAGAMENTI DI TUTTI GLI STATI AL MONDO È UGUALE A ZERO.
PERTANTO, TUTTO QUELLO CHE ESCE DA UNO DEI TRE SETTORI SOPRA MENZIONATI
ENTRA IN UNO DEGLI ALTRI DUE. DI POI, CONSIDERANDO CHE IL SETTORE ESTERO È
SOSTANZIALMENTE UN SETTORE PRIVATO, POSSIAMO DIRE CHE TUTTO QUELLO CHE IL
SETTORE PUBBLICO SPENDE FINISCE NEL SETTORE PRIVATO.
QUANTO DETTO PUÒ ESSERE SCHEMATIZZATO E RIASSUNTO IN UNA IDENTITÀ
CONTABILE (COME NELLA PROSSIMA SLIDE), ED HA UNA SERIE DI «COROLLARI».
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• IL MODELLO DEI SALDI SETTORIALI – III
LA
IN RELAZIONE A QUANTO DETTO,
LA SOMMA DEI BILANCI DEI TRE
SETTORI È UGUALE A ZERO, PER
CUI L’IDENTITÀ CHE NE DERIVA E
CHE DEVE ESSERE VERA IN OGNI
MOMENTO È:
(I-S)+(G-T)+(X-M) = 0
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• IL MODELLO DEI SALDI SETTORIALI – IV
LE «CONSEGUENZE» DEL MODELLO DEI SALDI SETTORIALI:
- LA SPESA PUBBLICA È REDDITO PRIVATO (ES. INSEGNANTE SETTORE PUBBLICO E
FORNITURE AL SETTORE PUBBLICO).
- IL DEFICIT PUBBLICO È IL SURPLUS PRIVATO. PERTANTO AD UN SURPLUS DI BILANCIO
DELLO STATO CORRISPONDERÀ UN DEFICIT DEL SETTORE PRIVATO; MENTRE AD UN
DEFICIT DI BILANCIO DELLO STATO CORRISPONDERÀ UN SURPLUS PER IL SETTORE
PRIVATO.
- IL SURPLUS COMMERCIALE NON AGGIUNGE RICCHEZZA NETTA ALL’ECONOMIA IN
AGGREGATO. SE QUALCUNO VUOLE ESPORTARE PIÙ DI QUANTO IMPORTA,
QUALCUN ALTRO DOVRÀ IMPORTARE PIÙ DI QUANTO ESPORTA. IL RISULTATO SARÀ
ZERO, IN QUANTO AL SURPLUS DI UNO CORRISPONDERÀ IL DEFICIT DI UN ALTRO.
PERTANTO, SOLO LO STATO PUÒ AGGIUNGERE RICCHEZZA NETTA AL SETTORE
PRIVATO.
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• IL MODELLO DEI SALDI SETTORIALI – V
- FALLACIA DEL MODELLO DI EXPORT LEADING. NON TUTTI GLI STATI AL MONDO POSSONO
ESSERE ESPORTATORI NETTI, PERCHÉ COME DETTO LA SOMMA DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI
DI TUTTI GLI STATI AL MONDO È ZERO. CI DOVRÀ ESSERE, QUINDI, COMUNQUE ALMENO UNO
STATO PRONTO AD «ASSORBIRE», CON I SUOI DEFICIT COMMERCIALI, IL SURPLUS DI TUTTI GLI
ALTRI.
- IL SURPLUS COMMERCIALE È UN ARRICCHIMENTO IN TERMINI FINANZIARI, MA UN
IMPOVERIMENTO IN TERMINI REALI (ES: UN PAESE CHE ESPORTA TUTTO IL CIBO CHE PRODUCE).
QUINDI, LE IMPORTAZIONI SONO BENEFICI REALI MENTRE LE ESPORTAZIONI SONO COSTI
REALI (VEDREMO MEGLIO IL PERCHÉ SECONDO I TERMINI DEL COMMERCIO, NELLA SLIDE
DEDICATA ALLA NECESSITÀ DI FOCALIZZARSI SULLE RISORSE REALI INVECE CHE SUL DENARO).
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• LA TEORIA DELLA MONETA ENDOGENA - I
SECONDO GLI INSEGNAMENTI TRADIZIONALI, IL NOSTRO SISTEMA FUNZIONEREBBE
SECONDO I DETTAMI DELLA TEORIA QUANTITATIVA DELLA MONETA. LA RACCOLTA
PRECEDEREBBE IL CREDITO E LE BANCHE CERCHEREBBERO DI COLETTARE PERCIÒ
DEPOSITI AL FINE DI FARE PRESTITI. GLI STRUMENTI DI FUNZIONAMENTO DI QUESTO
SISTEMA SAREBBERO IL MOLTIPLICATORE DEI DEPOSITI E LA RISERVA FRAZIONARIA.
SECONDO LA MMT, INVECE, IL NOSTRO SISTEMA SAREBBE UN SISTEMA A MONETA
ENDOGENA CON VALUTA FIAT, IN CUI, LA REGOLA NON È CHE SONO I DEPOSITI A
CREARE I PRESTITI MA, BENSÌ, IL CONTRARIO: SONO I PRESTITI CHE CREANO I DEPOSITI
(RIFERIMENTI W/P STANDARD&POOR’S DAL TITOLO: «REPEAT AFTER ME: BANKS
CANNOT AND DO NOT "LEND OUT" RESERVES». E ANCHE IL PRIMO QUARTERLY
BULLETIN DELLA BANK OF ENGLAND DAL TITOLO: «MONEY CREATION IN THE MODERN
ECONOMY»).
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• LA TEORIA DELLA MONETA ENDOGENA – II
ESSENDO LA REGOLA «PRESTARE CREA DEPOSITI» (LOAN CREATES DEPOSIT) NE DERIVA
CHE:
- LE BANCHE NON SONO LIMITATE DALLA QUANTITÀ DI DEPOSITI E DALLA RACCOLTA
PER L’EROGAZIONE DEL CREDITO.
- LE BANCHE PRIMA PRESTANO, POI ESPANDONO I DEPOSITI, POI PRENDONO A
PRESTITO.
- L’OFFERTA DI MONETA AL PUBBLICO NON È CONTROLLATA DALLA BANCA CENTRALE
MA, BENSÌ, DALLE BANCHE COMMERCIALI; LIMITANDOSI LA PRIMA A METTERE A
DISPOSIZIONE TUTTE LE RISERVE NECESSARIE IN RELAZIONE AL RAGGIUNGIMENTO
DEL SUO OBIETTIVO SUL TASSO DI INTERESSE.
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• I GOVERNI DEVONO PERSEGUIRE LA PIENA OCCUPAZIONE – I
LAVORO NON SUSSIDI.
I GOVERNI, CONSIDERANDO CHE CI SONO PIÙ LAVORI DA FARE CHE LAVORATORI DISPOSTI
A FARLI, DEVONO CREARE LE PROSPETTIVE PER ARRIVARE AL PIENO IMPIEGO CREANDO
QUELLO CHE H. P. MINSKY CHIAMAVA UNO STATO DI «STRETTO PIENO IMPIEGO», CIOÈ
UNA SITUAZIONE IN CUI «(…) PER UN’AMPIA CLASSE DI OCCUPAZIONI, INDUSTRIE E
LOCALIZZAZIONI, I DATORI DI LAVORO, AI SALARI CORRENTI, PREFERIREBBERO OCCUPARE
PIÙ LAVORATORI DI QUANTO STIANO FACENDO».
INOLTRE LO STATO DOVREBBE OPERARE COME DATORE DI LAVORO DI ULTIMA ISTANZA E
UTILIZZARE I PIANI DI LAVORO GARANTITO (O PIANI DI LAVORO TRANSITORIO). CIOÈ
DOVREBBE ESSERE PRONTO AD ASSORBIRE, NEL SETTORE PUBBLICO, TUTTI I LAVORATORI
ESPULSI DAL SETTORE PRIVATO, FINO A QUANDO QUEST’ULTIMO LI POTRÀ REIMPIEGARE.
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• I GOVERNI DEVONO PERSEGUIRE LA PIENA OCCUPAZIONE – II
LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEI PIANI DI LAVORO GARANTITO O TRANSITORIO SONO
CHE LE ATTIVITÀ ED I LAVORI SVOLTI NON DEVONO ESSERE IN CONCORRENZA CON IL
SETTORE PRIVATO (ALTRIMENTI QUESTA CONCORRENZA POTREBBE ULTERIORMENTE
ESACERBARE LA CRISI DEL SETTORE PRIVATO CHE STA ESPELLENDO LAVORATORI
PEGGIORANDO, COSÌ, LA SITUAZIONE).
LA RETRIBUZIONE DEI LAVORATORI CHE PARTECIPANO AL PROGRAMMA SARANNO
LEGGERMENTE INFERIORI A QUELLE DEL SETTORE PRIVATO. QUESTO AVRÀ DUE EFFETTI:
- EVITARE CHE ALTRI LAVORATORI LASCINO IL SETTORE PRIVATO PER ENTRARE NEL
PUBBLICO PERCHÉ QUESTO GARANTISCE MAGGIORI RETRIBUZIONI.
- FISSA COSÌ UN SALARIO MINIMO, IN QUANTO NESSUN LAVORATORE LASCERÀ IL
PROGRAMMA PER TORNARE IN UN SETTORE CON RETRIBUZIONE INFERIORE. CIÒ
«COSTRINGERÀ» IL SETTORE PRIVATO, UNA VOLTA PASSATA LA CRISI, A GARANTIRE QUEL
SALARIO MINIMO O UN SALARIO APPENA SUPERIORE.
LE BASI DELLA TEORIA MONETARIA MODERNA
• FOCALIZZARSI SULLE RISORSE REALI E NON SUL DENARO
L’ECONOMIA È LIMITATA DALLA DISPONIBILITÀ DI RISORSE REALI E NON DALLA
DISPONIBILITÀ DI DENARO.
I TERMINI DEL COMMERCIO DICONO CHE LA RICCHEZZA REALE DI UNA NAZIONE È DATA
DA QUANTO PRODUCE, PIÙ QUANTO IMPORTA, MENO QUANTO ESPORTA.
PERTANTO, È NECESSARIO VALUTARE COSA SIA LA RICCHEZZA: DENARO O BENI REALI? SE
CONSIDERIAMO LA VERA RICCHEZZA I BENI REALI, UN SURPLUS COMMERCIALE SIGNIFICA
UN ARRICCHIMENTO IN TERMINI FINANZIARI (CHE RISULTA IN BIT NEI SISTEMI DI
PAGAMENTO O IN DEPOSITI ALLE BANCHE CENTRALI/COMMERCIALI), MA UN
IMPOVERIMENTO IN TERMINI REALI. SE CONSIDERIAMO LA VERA RICCHEZZA QUELLA
FINANZIARIA SARÀ IL CONTRARIO. IN MMT LA PROSPETTIVA DA SEGUIRE È LA PRIMA.
QUINDI LE ESPORTAZIONI SONO COSTI REALI, MENTRE LE IMPORTAZIONI SONO BENEFICI
REALI.