Intervento Presidente Patrizia Di Dio

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Intervento Presidente Patrizia Di Dio
Terziario Donna
"I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; sostenere tali diritti è un
obbligo dell'umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta
l'umanità."
Kofi Hannan ( segretario generale O.N.U.)
Oggi vorrei parlare di prospettive
In un momento così drammatico di crisi economica, parlare di "donne e governance " può apparire
miope.
È una questione di prospettive.
Può apparire quasi provocatorio, un atteggiamento elitario e sterile che non guarda ai reali problemi
del Paese
È una questione di prospettive.
Noi riteniamo di essere classe imprenditoriale che responsabilmente deve cercare soluzioni e
indicare come uscire dalla crisi
Questa è la nostra prospettiva !
Noi riteniamo che, proprio in un momento così difficile, non dobbiamo focalizzare solo a pochi
centimetri dal nostro naso ... anzi da questo punto di vista dobbiamo essere presbiopi:
dobbiamo saper guardare lontano!
Si, dicevo presbiopi, ma aggiungerei strabici, perché dobbiamo saper guardare avanti in più
direzioni !
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Occorre guardare certamente alla crisi ma saper anche guardare alle dinamiche della nostra società
e saperne cogliere tutte le opportunità.
È una questione di prospettive
Senza donne non si cresce!
Questa è la nostra prospettiva!
In assemblea Rete Imprese Italia il Presidente Sangalli ha detto ”senza crescita non c’è futuro”.
Siccome senza donne non si cresce, senza donne non c’è futuro!
Occorre saper guardare lontano e se abbiamo un problema di democrazia questo non è marginale,
ma è prerogativa di tutto!
Ma "può "misurarsi" lo stato di salute di una democrazia?
Con le donne è possibile.
Una maggiore presenza di donne nei luoghi decisionali della politica e dell'economia rende più
vicino l'obiettivo della parità democratica, intesa come eguale distribuzione dei poteri tra donne e
uomini.
Lo scorso anno abbiamo lanciato il tema della democrazia paritaria che va ben oltre quello di "quote
rosa".
Anzi, visto che riteniamo la democrazia paritaria una delle soluzioni per rimetter in piedi l'Italia
chiamiamole le quote rosa bianche e verdi!
Le cosiddette leggi sulle “quote rosa” possono bastare?
A ben guardare, un approccio regolamentare, in principio, non piace a nessuno.
Non piace la sensazione di occupare un ruolo in quanto rappresentanti di un numero, di un dato
statistico, e non come portatori di capacità e professionalità.
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Tuttavia l'approccio normativo ha avuto, e può ancora avere, un ruolo fondamentale, quello di
essere l'attivatore di un profondo cambiamento culturale e di far venir meno un monopolio di
genere.
E’ un percorso di garanzie, non di semplici “riserve” e riguarda l’intera società perché la scarsa
presenza di donne ai vari livelli e nella “governance” di un Paese è, anzitutto,
una questione culturale, la dimostrazione dell’arretratezza culturale di un Paese, una questione di
civiltà, rivela una grave carenza di democrazia e pone un problema di legittimità dei risultati perché
impedisce che si tenga pienamente conto degli interessi e delle esigenze di tutta la popolazione nel
suo complesso e rende quindi incompiuta la nostra democrazia , ma anche impoverita nella
“visione” femminile.
Non è un tema che “riguarda le donne” o “per le donne”, ma è un tema di democrazia, che riguarda
uomini e donne.
Ma sappiamo che l'approccio normativo non può bastare.
È il cambiamento culturale da questo innescato a dover guidare i comportamenti virtuosi e noi di
Confcommercio vogliamo essere un catalizzatore, un elemento di propulsione di questa cultura,
perché siamo imprenditori e imprenditrici che esprimiamo evidentemente non solo capacità
d’impresa ma anche una cultura d’impresa lucida, progressista, attenta non solo alle problematiche
legate alle categorie o al mercato e all’economia, ma che sa guardare lontano.
Affrontando il tema della “democrazia paritaria”, quest’anno si prende spunto proprio dalla
recente normativa in materia di riequilibrio della partecipazione femminile anche per le Camere di
Commercio che di fatto rappresentano lo strumento per le imprese e la nostra "governance"
parlando di casa delle imprese espressione delle associazioni di categoria.
Abbiamo voluto verificare, attraverso la ricerca del Censis “Donne sul ponte di comando” cosa è
cambiato a “casa nostra”, nelle strutture di rappresentanza e di governo del mondo produttivo, ossia
nelle Camere di Commercio, rinnovate dopo l’introduzione dei recenti provvedimenti normativi nel
solco del percorso di rafforzamento della presenza femminile ai vertici dei processi decisionali
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E’ importante verificare se almeno la rappresentanza del mondo imprenditoriale si sta adeguando
più velocemente, e con criteri meritocratici, rispetto ad altri contesti, se gli adeguamenti sono
sostanziali e non soltanto numerici e di facciata.
In un momento in cui le imprese danno grande esempio di valori, capacità e qualità pur in un
momento di estrema difficoltà e fragilità, accertare certi comportamenti è un messaggio
significativo.
Un breve riferimento al contesto.
Con l'entrata in vigore della legge 120/2011 (legge Golfo - Mosca) sono anche previste sanzioni per
le società quotate inadempienti che prevedono da una multa pecuniaria inizialmente, fino alla
decadenza del board o del collegio sindacale dopo tre mesi.
Oltre alla norma che si applica al mondo delle società quotate, con decreto del Presidente della
Repubblica n. 251 del 30 novembre 2012 si è intervenuto anche per il mondo delle società a
partecipazione pubblica
Il regolamento estende, pertanto, le quote rosa previste già per le società quotate anche a quelle
pubbliche non quotate al fine di assicurare l'equilibrio tra i generi.
Le donne devono essere almeno un terzo dei componenti eletti dell'organo amministrativo o di
controllo; sarà il ministro delegato per le pari opportunità a monitorare e vigilare sull'attuazione del
regolamento, ma chiunque potrà segnalare situazioni non conformi alle nuove norme perché le
innumerevoli norme dalla Costituzione in giù, non servono se le stesse non vengono applicate o
vengono disattese e nessuno evidenzia il problema o fa opposizione.
Inoltre ricordiamo che l'Europa sancisce tali principi inserendoli nella Carta dei Diritti
Fondamentali e attraverso la giurisprudenza della Corte di Giustizia individua nella presenza di un
genere al di sotto del 50% un problema di sotto rappresentanza.
Ultimo importante risultato:
il Tar del Lazio con la sentenza n.633 del 21 gennaio 2013, pronunciata sul ricorso Ande Roma
contro gli atti di nomina di Giunta del Comune di Civitavecchia, chiarisce che la democrazia
paritaria deve essere intesa in senso sostanziale e non solo formale, sancisce che l'effettività della
parità sia assicurata da una quota minima, sia pur indicativa, del 40% del sesso sotto rappresentato.
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Il principio dovrà pertanto indirizzare i futuri atti di nomina e mutare le sorti sulle modalità di
composizione degli organi di governo e di tutti i livelli
Per quanto ci riguarda la modifica legislativa sta dando i primi frutti.
A sentire i dati sulle Camere di Commercio riportati dallo studio che il gruppo Terziario donna ha
commissionato al CENSIS si è portati a pensare che le donne stiano finalmente arrivando al ponte
di comando ma non siano ancora ai comandi e questo è ancora insufficiente.
Abbiamo intenzione di proseguire la nostra attività a sostegno della presenza delle donne, ma ci
tengo a sottolineare che non si tratta di un problema del “potere” delle donne, utilizziamo il nostro
titolo “donne e governance” quasi come una provocazione!
Ma la nostra, ribadiamo, è innanzitutto l’esigenza dell’affermazione di un vero principio di parità
tra uomo e donna, quale volano di crescita per il nostro sistema.
Ovviamente si pensa a donne consapevoli, competenti e soprattutto indipendenti.
Qual è allora il primo bilancio?
In generale le donne, in misura sempre più significativa, testimonieranno una minore propensione
al rischio e alla corruzione e più collegialità e precisione nel metodo di lavoro.
Al di là delle facili semplificazioni, certamente le donne nei luoghi strategici delle scelte politiche
ed economiche, selezionate con criteri meritocratici e trasparenti, porteranno il doppio sguardo,
nuove sensibilità, valori e professionalità. Un contributo ad una rappresentanza più compiuta e
democratica.
I numeri contano, dunque, ma non solo.
Desideriamo confermare che la presenza che noi desideriamo è qualitativa e non meramente
quantitativa.
Chi meglio degli imprenditori può affermare i principi del merito e delle competenze per le scelte di
uomini e donne ?
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Ho parlato di prospettive.
La prospettiva per l’affermazione della democrazia paritaria a tutti i livelli allora non può che essere
trasversale e di sistema.
Ma insomma il pieno coinvolgimento delle donne nella vita politica, economica e sociale è un
sogno?
Un'utopia?
Nient'affatto.
È, invece, una grande opportunità, una delle poche veramente in grado di cambiare il mondo in
meglio.
Concludendo :
Ogni treno per poter correre veloce poggia su due binari, per il bene di tutti è venuto il momento di
renderci conto che solo con due binari, uno indispensabile all’altro, con pari dignità, una vecchia
locomotiva può trasformarsi in un treno ad alta velocità capace di far correre il nostro Paese verso
una destinazione di sviluppo, prosperità e giustizia sociale.
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