Obama dice all`Europa di cavarsela da sola

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Obama dice all`Europa di cavarsela da sola
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Obama dice all’Europa
di cavarsela da sola
Natalie Nougayrède
d eccoci alla resa dei conti. A un anno dal triste che questo sia diventato evidente solo quando i
termine del suo mandato, Barack Obama profughi hanno cominciato ad arrivare e dopo gli attacha detto con franchezza ciò che pensa dei chi terroristici. Si è parlato molto dell’incapacità
suoi alleati europei in un’intervista epo- dell’Unione europea di affrontare la crisi dei migranti.
cale alla rivista The Atlantic. E le sue pa- Si dovrebbe parlare molto di più dei motivi per cui l’Eurole non sono state lusinghiere. Obama ropa non è riuscita a impedirla. L’Europa non è mai
ha detto che il premier britannico David Cameron si è stata capace di far sentire la sua voce nella crisi siriana.
“distratto” dopo l’intervento militare in Libia nel 2011 e Ha fondamentalmente appaltato il problema e la ricerche in quell’occasione all’allora presidente francese ca di una soluzione agli Stati Uniti.
Gli europei non si sono mai coordinati per stabilire
Nicolas Sarkozy interessava solo “strombazzare” il ruolo della sua aviazione. Ma il punto chiave è un altro: una linea politica sulla Siria. Da anni il Regno Unito
Obama ha definito gli europei “scrocconi” dell’ordine pensa solo a se stesso, e le cose sono peggiorate con il
dibattito sull’uscita dall’Unione europea. La Francia ha
globale e della potenza statunitense.
Secondo Obama i paesi europei non possono o non tradito la sua pretesa di essere la patria dei diritti umani
vogliono dar seguito concreto alle loro belle parole. So- e il pilastro del progetto europeo rifiutando il tentativo
di Angela Merkel di organizzare una geno sempre pronti a chiedere agli Stati
Uniti d’intervenire, ma non a fare gli sfor- Il messaggio è chiaro: stione condivisa della crisi dei migranti.
zi necessari per ottenere un risultato so- si è chiusa un’epoca e Londra e Parigi hanno lasciato sola la
Germania.
stenibile. Il messaggio è chiaro: si è chiu- ora l’Europa
Ma per citare Obama, anche Berlino è
sa un’epoca e ora l’Europa deve diventare deve diventare
stata “distratta”, riluttante per anni ad
autosufficiente sulle questioni di sicurez- autosufficiente
affrontare i problemi di sicurezza che
za, se vuole sopravvivere come entità sulle questioni
stabile e democratica.
di sicurezza, se vuole bussavano ai confini meridionali dell’Europa. Nel 2011 la Germania si è astenuta
Questo non significa che gli Stati Unisopravvivere come
in occasione del voto del Consiglio di siti smetteranno di essere i garanti della
entità stabile
curezza delle Nazioni Unite sulla Libia,
sicurezza europea da un giorno all’altro.
e democratica
vanificando la ricerca di una posizione
Obama non l’ha mai voluto, né lo vorrebcomune europea, e ha chiuso gli occhi
be probabilmente il suo successore. Ma
non ci si può più aspettare che siano gli Stati Uniti a sulla Siria per troppo tempo. Merkel ha avuto un ruolo
mettere ordine nel caos che sta traboccando dal mondo importante nella crisi dei profughi e nei rapporti con la
arabo e indebolendo i pilastri dell’ordine europeo. Ren- Russia, ma non in Medio Oriente e in Nordafrica.
Ora le cose cambieranno? C’è un barlume di sperandere l’Europa capace di assumere un ruolo più importante nella sicurezza regionale e creare le basi di un’au- za. Ultimamente la Germania ha aumentato il suo imtentica politica estera europea è un compito difficile, pegno in materia di difesa europea. L’Unione sta preparando un documento da presentare alla fine dell’anno
ma non è più possibile sottrarsi.
Naturalmente Obama ha un obiettivo. È un uomo sulle sue prospettive strategiche di sicurezza. Si spera
che ha scritto la sua autobiografia a 43 anni, e non c’è che alla fine il Regno Unito abbandonerà la sua assenza
da stupirsi che stia già pensando alla sua eredità. Oba- ingiustificata sulle questioni europee, se e quando il rema aveva chiarito fin dall’inizio che i giorni dell’inter- ferendum sull’appartenenza all’Unione sarà superato
ventismo “umanitario” erano finiti. Sotto la sua guida, con successo. Solo grazie al coordinamento tra Londra,
gli Stati Uniti hanno intrapreso azioni all’estero solo Berlino e Parigi è stato possibile mantenere una posiquando erano a rischio i loro interessi diretti, per zione comune sulla crisi in Ucraina e nei negoziati sul
esempio nel caso degli attacchi con i droni. Agli occhi nucleare iraniano. Ora anche per la Siria serve un pendi Obama la Siria non è mai stata un problema di sicu- siero strategico, non i cerotti usati per controllare la
rezza nazionale, mentre in Libia è stato spinto ad agire crisi dei migranti. È tardi, ma non troppo tardi.
L’avvertimento di Obama agli europei “scrocconi”
dai suoi consiglieri e dai suoi alleati europei e mediopotrebbe essere anche un tentativo di respingere le cririentali.
È una questione di geografia: l’Europa confina con tiche alla sua incapacità di scongiurare le atrocità di
il mondo arabo, l’America no. Obama non si sente in massa. In effetti il presidente statunitense ha le sue recolpa per non aver impedito che la Libia scivolasse nel sponsabilità, ma gli europei non se la sono cavata mecaos, ma pensa che gli europei dovrebbero sentircisi. glio. Per l’Europa dovrebbe suonare la sveglia. Se non
La Siria è stata fin dall’inizio un problema europeo. È ora, quando? X gim
E
42
Internazionale 1145 | 18 marzo 2016
NATALIE
NOUGAYRÈDE
è una giornalista
francese. È stata
corrispondente di
Libération e della Bbc
dalla Cecoslovacchia
e dal Caucaso. Ha
diretto Le Monde dal
2013 al 2014. Scrive
questa column per il
Guardian.

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