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Città d’arte a numero chiuso. Continua
la nostra inchiesta. Dopo gli esperti,
oggi parlano i sindaci di Firenze e San
Gimignano e l’assessore al turismo di
Venezia Maurizio Boldrini P. 12-13
Fondata da
Antonio Gramsci
nel 1924
Questo giornale
ha rinunciato
al finanziamento
pubblico
l
€1,40
Anno 93 n. 267
Domenica, 9 Ottobre 2016
unita.tv
L’uomo che odiava le donne
l Trump, ennesima gaffe: «Sono un vip, alle ragazze posso fare di tutto». Poi le inutili scuse
l Crisi con i Repubblicani, ipotesi cambio con il vice Pence. Hillary alle elettrici: «Fermatelo» P. 2-3
La domenica
Trieste rialza la testa
L’INTERVISTA
di Walter Veltroni
Non è solo una
brutta storia
Ettore Rosato
A
cosa pensava il sindaco di
Trieste, Roberto Dipiazza,
quando ha tolto dalla
facciata del palazzo comunale lo
striscione che chiedeva verità per
Giulio Regeni?
P.11
La grandezza
di Obama
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Q
uando, otto anni fa,
eravamo alla vigilia delle
elezioni presidenziali
americane, il mondo si era
appena infilato in quella
che appariva la più grande
crisi economica mai vista. I paragoni con
la Grande Depressione del 1929 erano
all’ordine del giorno, le immagini degli
impiegati della Lehman Brothers che
raccoglievano negli scatoloni di cartone
le loro cose e quelle della maggiore banca
d’affari del mondo che falliva lasciandosi
alle spalle centinaia di miliardi di debito
riempivano gli schermi in ogni parte del
mondo, la bolla immobiliare era esplosa
portandosi dietro risparmiatori e
banche.
In quei giorni Barack Obama vinceva
le elezioni battendo il repubblicano
McCain. Prendeva quel pesante fardello
sulle spalle. L’elezione aveva certo mille
aspetti e significati simbolici: il primo
afroamericano alla Casa Bianca, un
presidente giovane, un uomo colto e
insieme legato al popolo e alla sua
comunità, un oratore brillante (i suoi
discorsi verranno ancora studiati tra
cinquant’anni) e insieme capace di
usare i new media e i social che proprio
in quegli anni conoscevano uno
straordinario sviluppo. Ma, al di là
anche di tutti questi elementi simbolici,
il presidente che oggi si prepara a
lasciare la Sala Ovale sarà ricordato
come uno dei maggiori dell’America
contemporanea. Otto anni dopo
possiamo dire che la crisi è stata
affrontata, che non c’è stato il bis del
1929, che qualcosa di molto simile al
new deal rooseweltiano ha permesso
agli Stati Uniti di ripartire e di creare 15
milioni di posti di lavoro.
Credo che - anche con i nostri occhi
di italiani - i due mandati di Barack
Obama siano da ricordare come una
fase difficile e straordinaria per quel
Paese e, come succede sempre con gli
Usa, per il mondo. Come si fa in queste
occasioni bisognerà comprendere
quale è la legacy, l’eredità, che il
presidente lascia a chi entrerà al suo
posto ala Casa Bianca. Obama lo ha
fatto in un suo lungo scritto tracciando
le cose fatte ma anche i problemi inediti
davanti ai quali ci troviamo. L’accento
cade su alcune grandi questioni: le
disuguaglianze, le paure irrazionali, le
risposte strutturali da dare ai problemi
economici, il grande tema
dell’ambiente e della riduzione delle
emissioni.
Segue a pag. 2
Emma Bonino:
moto di rivolta
contro il tycoon
La leader radicale: un pezzo
di America si riconosce
nei suoi eccessi P. 3
Giustizialismo?
Roba da Grillo
Chicco Testa
O
In nome di Giulio Regeni. Lo striscione di Amnesty International al balcone della Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste; Debora Serracchiani lo ha
esposto nella sede di Palazzo Lloyd in piazza Unità dopo che il sindaco Roberto Dipiazza lo aveva tolto dal vicino palazzo comunale. FOTO: ANSA
Staino
Legge elettorale, si lavora
a una nuova proposta Pd
Domani la direzione. Si cerca
l’unità dei dem attorno
a una modifica dell’Italicum
Nella manovra un primo
stanziamento per il rinnovo.
Di Giovanni P. 8
Le tesi del No
che spingono
a votare Sì
LE STRANE COPPIE DEL NO
Pietro Ichino
U
L’appuntamento di domani dirà se il Pd è
in grado di portare in Parlamento una
proposta unitaria di modifiche all’Italicum. In un’intervista a l’Unità Dario Parrini spiega perché si può rinunciare ai capilista bloccati ma non al doppio turno. E
Roberto D’Alimonte sottolinea il legame
tra referendum e legge elettorale.
Fantozzi, Lombardo, Zegarelli P. 4-6
Statali, pronti
900 milioni
per il contratto
ccorre spezzare il
maledetto circolo
vizioso fra
magistratura, giornali e
politica, che si fanno da
amplificatore l’uno con
l’altro reciprocamente.
Cominci chi ha più
responsabilità, la politica,
dichiarando da subito che
mai più un’indagine sarà
strumento di lotta politica .
P. 8
Pomicino
e Zagrebelsky
uniti nella lotta
L’ultimo degli andreottiani
e il profeta degli indignati
Cundari P. 3
Indagine Swg: quale economia per il futuro? Agli italiani piace il modello cooperativo P. 9
n gruppo di avvocati
triestini ha
selezionato gli
undici motivi più forti per
votare No al referendum
del 4 dicembre,
indicandoli in un loro
appello pubblicato nei
giorni scorsi.
Riportiamo gli undici
punti uno per uno, con un
breve commento che si
riassume così: se gli
argomenti migliori contro
la riforma costituzionale
sono questi, vuol dire che
quando si entra nel merito
dei contenuti, i fautori del
No sono davvero in
difficoltà.
Segue a pag. 5

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