ipertensione essenziale

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ipertensione essenziale
Ipertensione
essenziale
L’ipertensione arteriosa è un insieme di sintomi caratterizzata
dall’aumento della pressione del sangue nei vasi sanguigni, specialmente
nelle arterie del grande circolo. In genere si manifesta con: polso forte,
teso, pressione arteriosa sistolica (“massima”) oltre i 170 e fino ai 250300 mmHg (si intendono millimetri di mercurio ed è l’unità di misura
della pressione arteriosa), pressione diastolica (“minima”) oltre i 100
mmHg.
un approccio naturale
ad alcune malattie comuni
Tale quadro provoca spesso cefalea, acufeni, vertigini, cardiopalmo,
debolezza, altri lievi disturbi sensoriali, crampi alle estremità ecc. e,
nei casi gravi, epistassi (emorragia nasale), ematuria (sangue nelle
urine), disturbi della vista, dolori cardiaci avvertiti al torace ecc.
Può portare a complicanze gravi come insulti cerebrali di origine
vascolare (ictus), insufficienza ventricolare sinistra, nefrite azotemica
(infiammazione dei reni con accumulo di urea nel sangue) ecc.
Cause e sintomi
Nonostante tutte le conoscenze che la fisiologia e la patologia umana e
sperimentale ci hanno fornito sui meccanismi di regolazione pressoria, in
circa l’80% dei soggetti ipertesi non sappiamo quale o quali di tali processi
siano alterati. In questi casi si parla di ipertensione “essenziale” o “primitiva”. Quando invece si evidenziano delle cause che conducono all’ipertensione legate a disturbi o affezioni di qualche organo o apparato, si parla di
ipertensione “secondaria”.
Va tenuto presente, peraltro, che una causa frequente di ipertensione definita essenziale è, soprattutto nelle società meccanizzate, l’ipereccitazione
nervosa legata ai ritmi di lavoro e alle turbe dei ritmi sonno-veglia.
Quando il vostro medico ha escluso che vi siano altre cause che la deter-
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minano, e dunque l’ipertensione è sicuramente essenziale, ci si possono
aspettare buoni risultati integrando o sostituendo (sempre in collaborazione con il vostro medico) le terapie convenzionali con gli accorgimenti di
seguito indicati.
Prevenzione e cura
Alimentazione
Gli alimenti influiscono sulle condizioni generali dell’organismo e in particolare sulla colesterolemia, sulla fluidità del sangue e sull’equilibrio delle
funzioni nervose. Quindi tutti i pazienti ipertesi possono trarre vantaggio
da una dieta costituita essenzialmente da cibi di origine vegetale con modeste integrazioni di cibi di origine animale. Da notare che il calo di qualche
chilo di peso corporeo determina sempre un calo di qualche millimetro di
mercurio di pressione arteriosa: se siete in sovrappeso e ipertesi cercate di
dimagrire (tra l’altro, prenderete “due piccioni con una fava”!). Ecco alla
spicciolata qualche criterio per una dieta alimentare che aiuti a evitare l’ipertensione:
▪▪ frutta di stagione cruda e cotta, in abbondanza, ogni giorno;
▪▪ ortaggi freschi di stagione crudi, in abbondanza, ogni giorno e cotti, in minestre o a vapore, 3-5 volte la settimana;
▪▪ pane, riso, pasta, polenta (di mais), orzo, segale o altri cereali integrali, completi di germe e crusca nella dose complessiva di 100-200 grammi al giorno
a seconda del dispendio calorico e dello stato di nutrizione;
▪▪ legumi (piselli, fagioli, lenticchie, ceci ecc.) nella dose di 45-60 grammi 2-3
volte alla settimana;
▪▪ latte fresco intero o yogurt naturale max 1 bicchiere al giorno;
▪▪ formaggi freschi max 60-90 grammi 3 volte alla settimana;
▪▪ uova max 1-2 alla settimana;
▪▪ carne e pesce max 100 grammi di ognuno una volta alla settimana;
▪▪ come grassi solo olio extravergine di oliva crudo nella dose media di 1-3
cucchiai al giorno complessivamente;
▪▪ vino o birra max 1 bicchiere al pasto, mezzogiorno e sera;
▪▪ usare solo sale marino integrale, con moderazione.
Da ultimo, segnaliamo che è meglio evitare lo zucchero bianco e dolci che
ne contengono, alcolici, caffè, tè, cacao, fumo (o max 5 sigarette al giorno).
Durante i pasti è bene poi non leggere, non seguire programmi televisivi, non
lavorare e non parlare di affari.
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Ipertensione essenziale
La rauwolfia (Rauwolfia serpentina Benth.)
Arbusto sempreverde appartenente
alla famiglia delle Apocinacee, vegeta
soprattutto in India ed è in uso da millenni per le sue proprietà sedative e
antipertensive. Contiene più di 20 alcaloidi, fra i quali il più usato è la reserpina
(molti famaci antipertensivi sono stati
formulati utilizzando questo principio
attivo). In essa sono presenti inoltre steroli, resine, amido, acido oleico, acido
fumarico; carbonato, fosfato e silicato
di potassio; ferro, manganese ecc.
Agisce con un meccanismo ipotensivo
centrale (svuota il cervello dei depositi
di ormoni ad azione eccitante e riduce
la capacità da parte dei tessuti di legare
tali sostanze). La rauwolfia risulta quindi
sedativo del sistema nervoso centrale,
diuretico, amaro, tonico, febbrifugo,
ossitocico, bradicardizzante (rallenta la
frequenza cardiaca), blando ipoglicemizzante. Si
usa la corteccia
per estrarre il fitocomplesso con
l’infusione, la decozione o l’estrazione alcolica.
Stile di vita
un approccio naturale
ad alcune malattie comuni
Almeno un giorno alla settimana svolgere attività fisica all’aperto in ambienti
naturali sani (per esempio camminare in campagna, collina, montagna, spiagge ecc.). Queste o altre attività a effetto rilassante sono particolarmente indicate nei soggetti nervosi, irritabili, che soffrono di insonnia e di palpitazioni
cardiache, poiché qui si configura il tipo di ipertensione essenziale legato all’ipereccitazione nervosa.
Piante medicinali
Fra le piante medicinali da sempre utilizzate per il riequilibrio pressorio queste si sono dimostrate particolarmente efficaci (operare sempre sotto controllo
medico):
xx biancospino (Crataegus oxyacantha L.), foglie e fiori;
xx lavanda (Lavandula officinalis L), sommità fiorite;
xx olivo (Olea europaea L), foglie;
xx rauwolfia (Rauwolfia serpentina Benth.), radice;
xx tiglio (Tilia europea L.), fiori con brattee;
xx vischio (Viscum album L.), foglie e rami giovani1.
Il vischio ad alte dosi può dare effetti indesiderati. Le lectine contenute nel vischio possono compromettere
gravemente i globuli rossi, sono fortemente irritanti per la cute e, a dosi elevate, necrotizzanti. I preparati di
vischio per assunzione prolungata possono favorire la comparsa di brividi, febbre alta, cefalee, angina pectoris,
disturbi circolatori, reazioni allergiche. In questa prescrizione non dà disturbi.
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Consiglio una miscela in parti uguali di tinture madri (estratti alcolici al 20%
rinvenibili in farmacie o parafarmacie) delle piante elencate. Dosaggio medio:
20-25 gocce con un po’ d’acqua mattina e sera.
In alternativa, analoga miscela di droghe “taglio tisana” per un infusione di 60
minuti preparata con un cucchiaino di miscela per tazza d’acqua. Dosaggio
completo: 2-3 tazze al giorno alle ore preferite.
Nella mia esperienza clinica le piante medicinali si sono rivelate utili nella cura
dell’ipertensione essenziale, soprattutto per l’assenza di effetti indesiderati anche nel corso di trattamenti molto prolungati.
Gli estratti alcolici mi sono sembrati più efficaci delle tisane, anche se, in soggetti astemi o con problemi epatici, anche l’infusione ha dato risultati apprezzabili. Una corretta alimentazione si è inoltre dimostrata indispensabile per
mantenere in equilibrio l’organismo e in particolare l’apparato circolatorio anche dopo la sospensione della terapia.
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