l`ar te del colore 01/2012 - akzonobel magazine

Commenti

Transcript

l`ar te del colore 01/2012 - akzonobel magazine
L’ARTE DEL COLORE
01/2012 - AKZONOBEL MAGAZINE - TOMORROW’S ANSWERS TODAY
PAINT, magazine 2012 n. 1
Periodico pubblicato da Akzo Nobel Coatings S.p.A., Decorative Paints Italia. Via Giovanni Pascoli, 11 - 28040 Dormelletto (NO).
email: [email protected]
Stampa a cura di: biemme srl (Milano)
Questo numero è stato chiuso in tipografia il xx xxxxxxxx 2012.
Direttore responsabile: Maurizio Poletti
Coordinamento Editoriale: Direzione Marketing, Arianna Storoni
Realizzazione grafica e design: casiraghi greco&, Milano
Hanno collaborato a questo numero: Roberto Meregalli, Domenico Di Odoardo, Giuseppe Fischetti, Marco Magagnin, Gabriele Maragno, Nadia Odorico, Francesco
Pezzo, Laura Savini, Benedetta Steri, Dieuwertje ten Feld, David Lichtneker, Pierluigi Mutti.
Un particolare ringraziamento a: Rèdais - Bross srl, Roma; A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Milano - Psichiatria 2, Dott. Mariano Bassi; Progetto Architettura, Rivoli
(TO); Prof. Massimo Caiazzo, IACC Italia; HC.ENGILAB & SAFE S.r.l., Ing. Enrico Orofino; Ing. Adriano Filippin, Paderno del Grappa (TV); Dott.ssa Laura Ciceri, Ikea;
Luigia Lorusso, Zigoele Cooperativa Sociale onlus; Andrè Veneman, Corporate Director Sustainability and HSE, AkzoNobel Group;
Foto di: Rèdais - Bross srl, Roma; Vincent Callebaut Architectures S.A.R.L.; Saverio Mauriello; Giuseppe Giardino; Hc.Engilab & Safe; Luigia Lorusso di Zigoele, Cooperativa
Sociale onlus; Domenico Di Odoardo; Gabriele Maragno; Nadia Odorico; Arianna Storoni; banche immagini iStockphoto e Getty Images.
I testi pubblicati possono essere riprodotti liberamente salvo citazioni della fonte.
COLOREDIT
L’editoriale di Maurizio Poletti
PRIMO PIANO
/
3
4
/
Roma capitale di edilizia sostenibile
L’ECCELLENZA DEL COLORE
COLORAMENTE
L’importanza del colore
A new Hope
/
Il futuro nasce dalle nostre mani /
Se il design diventa sostenibile /
6
9
10
DI TUTTI I COLORI
impronte di moda, costume e lifestyile
Verde
RACCONTI DAL MONDO
14
/
Recupero cromatico della medievale
Santa Maria Maggiore di Mirabella Eclano
Focus di progetto
®
www.fsc.org
MISTO
Carta
Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 539 del 7.11.2011
/
12
L’editoriale di Maurizio Poletti
LE BASI DELLA SOSTENIBILITÀ
Cari lettori,
sostenibilità è un termine spesso abusato. Se facessimo un sondaggio fra la gente chiedendone
il significato non saprei dire quale potrebbe essere il risultato, ma sono convinto che la risposta
corretta la darebbe solo una minoranza degli intervistati e non solamente fra i ceti più bassi, ma
anche fra quelli medio-alti. Io penso che la sostenibilità sia un concetto avanzato e che prima di
questa si debba passare attraverso un arricchimento culturale e una crescita della coscienza civile.
Senza uno sviluppato senso della coscienza civile, la sostenibilità resterà un traguardo lontano.
In un Paese dove i beni culturali, che dovrebbero rappresentare uno dei nostri punti di forza, vengono
maltenuti, dove i siti archeologici si sgretolano senza che nessuno intervenga in modo serio per
salvarli e dove il patrimonio pubblico viene quotidianamente danneggiato, parlare di sostenibilità
appare davvero uno sproloquio.
Non sono solo le Aziende a dover essere sostenibili, lo sono anche le persone nelle loro azioni e
nei consumi quotidiani. Senza educazione civica non c’è sostenibilità. Ci sono moltissimi esempi di
carenza di senso civico. Dalla spazzatura nelle strade di Napoli ai graffiti che devastano le facciate
della maggioranza degli edifici e delle strutture pubbliche in tutta Italia.
Ve lo immaginate un dialogo sulla sostenibilità con chi deturpa il patrimonio pubblico e con coloro
che avendo responsabilità amministrative accettano che questo accada nel nome di una tolleranza
fatta di demagogia e ipocrisia?
Pensate che di fronte alla tolleranza verso il degrado delle nostre città e delle nostre opere d’arte,
con il conseguente impoverimento culturale del nostro vivere quotidiano, sia possibile spiegare che
l’utilizzo di un prodotto verniciante eco-sostenibile è positivo per l’ambiente? No. Non è cosa facile.
Per potere fare questo occorre procedere ad una sensibilizzazione verso il rispetto delle basilari
regole di civiltà che dovrebbero rappresentare un minimo comun denominatore per tutti e fare una
iniezione di cultura a quella parte dei nostri amministratori e dei nostri politici che per decenni hanno
colpevolmente consentito che tutto ciò potesse accadere.
Se andate ad Amsterdam o a Copenhagen, potrete girare le città con la bicicletta in totale sicurezza,
usufruendo di una apposita viabilità che vi consentirà di giungere ovunque. Forse sarà una
coincidenza, ma se osservate il rispetto del patrimonio pubblico in quelle città e lo confrontate
con quello italiano troverete un abisso. Non basta attivare il bike-sharing come giustamente ha
fatto di recente il Comune di Milano (dopo che in passato, per chi lo ricorda, un altro tentativo fallì
miseramente perché le biciclette vennero tutte rubate dagli aspiranti sostenibili ciclisti).
Occorre istruire fin dalle scuole elementari la popolazione al rispetto delle regole che stanno alla
base di una civile convivenza. Nelle nostre città si rischia la vita anche attraversando le strisce
pedonali, come si può pensare di viaggiare sicuri in bicicletta? Mentre ad Amsterdam e Copenhagen
i ragazzi utilizzano le biciclette per andare a scuola, in Italia ci vanno in motorino, aumentando non
solo la pericolosità propria e degli altri, ma anche l’inquinamento ambientale ed acustico.
Torniamo dunque alla sostenibilità. Di che cosa stiamo parlando? Per quanto ci riguarda, la nostra
Azienda persegue questo obiettivo attraverso un ampio raggio di azioni a partire dalla sicurezza delle
persone che lavorano nelle nostre fabbriche e nei nostri uffici. Rispettando poi le norme ambientali
sullo smaltimento dei residui di lavorazione e dei rifiuti, implementando un sistema fotovoltaico
sul tetto della nostra fabbrica, sostenendo iniziative di carattere sociale, realizzando prodotti nel
pieno rispetto delle normative europee sul contenuto di COV (composti organici volatili), ponendo la
massima attenzione alla correttezza delle descrizioni sulle etichette e molto altro ancora.
Ognuno nel suo agire quotidiano potrebbe aggiungere un pizzico di sostenibilità, anche attraverso le
proprie scelte di consumo, ma occorre partire dalle basi dell’educazione civica e su queste costruire
un futuro davvero più sostenibile. Il mio parere è che la cultura del rispetto degli spazi comuni
conduce al rispetto dell’ambiente stesso in cui si vive. Da questo dovremmo partire per potere
perseguire l’obiettivo della sostenibilità.
2
Maurizio Poletti
Amministratore Delegato Akzo Nobel Coatings S.p.A.
3
realizzato a Casal Bertone
il primo edificio con doppia
certificazione.
P
erseguire il benessere dell’individuo attraverso la realizzazione di progetti innovativi
e avanzati, nel rispetto dei criteri della sostenibilità, per una nuova concezione
di intendere e vivere i nostri spazi urbani. Questa, sinteticamente, la filosofia e
l’approccio che caratterizza la società Bross srl di Roma, fautrice di un innovativo quanto
unico progetto residenziale di “edilizia sostenibile” a Casal Bertone, quartiere dal sapore
ancora popolare nel centro di Roma. Paint ha incontrato la società romana che, attraverso
il marchio ed il sistema Rèdais (Real Estate Development Advanced Integrated System),
ha realizzato il primo edificio della capitale a basso impatto ambientale che vanta due
prestigiose certificazioni: quella energetica di Classe A di CasaClima (Klima House) e quella
ambientale LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Partner d’eccezione,
i colori Sikkens.
PM:
Rèdais - Bross srl / Siis srl
PROGETTO:
Rèdais Bross srl - Studio Transit
DIREZIONE LAVORI GENERALE:
Arch. G. Salvadoretti
DIREZIONE LAVORI SPECIALISTICA:
Tecnotre srl, Servizi di Ingegneria srl
IMPRESA ESECUTRICE:
Maltauro Spa, Sice srl, Tecnoalmet, 3emmegi
L’attività edilizia è uno dei settori a più alto impatto ambientale. I motivi sono molti e spaziano dal
consumo di territorio, al fabbisogno energetico necessario alla realizzazione e alla conduzione
dell’opera edilizia. Edilizia e ambiente sembravano fino a qualche tempo fa due parole in
forte contraddizione tra loro. Oggi, grazie anche alla volontà di imprenditori e cittadini, si sta
avvertendo un forte cambiamento di marcia.
Edilizia sostenibile significa progettare e costruire in armonia con l’ambiente naturale, garantendo
il benessere psicofisico dell’uomo.
Rèdais (Real Estate Development Advanced Integrated System) è una metodologia di lavoro
innovativa basata su procedure e norme di comportamento. Voluto fortemente dal suo ideatore,
l’imprenditore Stefano Tersigni, il sistema Rèdais annovera al suo interno professionisti e aziende
che ne condividono la filosofia e che si occupano di tutte le fasi dei processi produttivi. I progetti
Rèdais sono attentamente studiati e tengono in considerazione gli sviluppi della società, del
territorio e le esigenze ambientali, creando nel tempo una rete di collaborazione con Università,
Enti Pubblici, centri di ricerca e associazioni di categoria. Questo approccio garantisce il
raggiungimento di nuovi livelli di sviluppo: dove vengono integrati, analizzati e ottimizzati i fattori
ambientali, sociali ed economici.
L’attenzione a livello compositivo è stata accompagnata da una ricerca congiunta finalizzata alla
soddisfazione di esigenze di tipo energetico, funzionale ed estetico. Le caratteristiche tipologiche
e costruttive scelte sono state dettate infatti dal raggiungimento di requisiti volti alla sostenibilità
ambientale nel suo complesso. Da qui la seconda idea di punta che ha guidato il gruppo Rèdais
nella progettazione: realizzare un immobile sì dalla forte connotazione architettonica, ma con
l’attenzione ai parametri dell’edilizia sostenibile.
Il complesso residenziale di Casal Bertone si trova a un passo dal terminal dell’Alta Velocità, dalla città universitaria e
dal centro storico. Precise scelte progettuali e innovative tecniche di costruzione creano spazi abitativi confortevoli,
eleganti e di grande interesse. www.redais.it
4
LEED è l’acronimo di Leadership in Energy
and Environmental Design, ed è un sistema
volontario di valutazione e certificazione
della sostenibilità degli edifici, sviluppato
e gestito dall’United States Green Building
Council (USGBC). Per essere efficace il
sistema LEED deve entrare in gioco fin
dai primi istanti del processo progettuale,
coinvolgendo e mettendo a sistema tutti i
diversi attori, dal proprietario ai progettisti, dal
general contractor fino a fornitori di sistemi,
servizi e materiali.
L’approccio Rèdais all’edilizia è connettere
l’arte di costruire all’arte di vivere in chiave
sostenibile e considera elemento imprescindibile
l’attenzione al sistema delle Certificazioni.
Un sistema questo che può essere
metaforicamente indicato quale bussola atta a
garantire in ogni momento la giusta rotta per
realizzare il miglior equilibrio tra le esigenze del
costruire e quelle dell’abitare.
Qualità del progetto
L’immobile nasce dall’idea progettuale dello
Studio Transit, scelto tra proposte di illustri
esponenti dell’architettura nazionale ed
internazionale. L’idea stilistica si basa sulla
contrapposizione tra una forte volumetria
esterna compatta - memoria del fabbricato
industriale preesistente - e la sinuosità dell’interno
e delle curve dei terrazzi, a simboleggiare il
dinamismo della vita contemporanea. Il gioco
delle antitesi viene riproposto anche nella
scelta dei materiali quali, ad esempio, la scorza
Un basso impatto ambientale per una migliore qualita’ della vita
Casal Bertone è un quartiere che ha mantenuto intatte nel tempo le caratteristiche dei luoghi di vita
popolare. Piazze, botteghe, piccole aree pedonali, spazi in grado di raccontare una migliore qualità della
vita. Questo quartiere riesce a vivere la centralità della città senza rimanere imprigionato nelle regole
fisiche del monumentale centro storico. Coloro che decidono di vivere a Casal Bertone hanno come
obiettivo una qualità migliore della vita, ma all’interno della città stessa. Dal sistema di progettazione
agli impianti; dagli infissi ai materiali di rivestimento. Tutti gli aspetti della costruzione dell’edificio sono
stati pensati e realizzati rispettando i diversi criteri suggeriti e richiesti dalle due certificazioni che sono
lo strumento per realizzare, monitorare e verificare gli obiettivi di efficienza energetica, di risparmio e
di rispetto dell’ambiente. Nel corso dei lavori sono stati effettuati numerosi test per verificare il rispetto
dei requisiti indicati in ciascun protocollo di certificazione.
Sostenibilita’: tra ambiente e stile
Il progetto che Rèdais - Bross srl ha realizzato a Casal Bertone si inserisce all’interno di un
agglomerato urbano consolidato e densamente popolato. Attualmente il quartiere è oggetto di
un piano di riqualificazione che comprende un mercato coperto e la realizzazione di aree verdi
attrezzate.
per il consumo di calore e di conseguenza
anche per le emissioni di Co2.
di travertino della tradizione architettonica
romana per il fronte e la contemporanea maglia
metallica delle facciate laterali, il bianco dei
parapetti e i toni scuri dei rivestimenti esterni.
l’eccellenza del colore
Roma capitale
di edilizia sostenibile
Materiali di finitura esterna
Le scelte dei materiali di finitura esterna sono
state dettate dal progettista e dalla proprietà,
sia per l’intonaco che per il ciclo di pitturazione.
La morfologia dei supporti esterni e le prestazioni
richieste hanno indotto i tecnici Sikkens a
proporre un ciclo di lavorazione con l’utilizzo
di malte fibrate, di pitture elastomeriche e
rivestimenti a spessore colorati in pasta, il
tutto di colore bianco.
Per le malte è stato utilizzato il rasante
Rasankem, malta fibrorinforzata a base
cemento contenente speciali additivi reologici
e resine idrodisperdibili che la rendono
particolarmente adatta come rasante a
spessore per finiture di intonaci tradizionali.
Per la finitura è stato impiegato il ciclo acrilsilossanico elastomerico, con l’utilizzo sui
parapetti esterni di Alphaloxan Flex, pittura
murale all’acqua per esterni, con buona
flessibilità anche a basse temperature, aspetto
satinato, esente da solventi, buona protezione
contro la crescita di funghi ed alghe, mentre
per la chiorstrina interna è stato utilizzato
Alphaloxan Putz, rivestimento acril-silossanico
ad effetto granulato a base di resina acrilica
e silossanica in dispersione acquosa, graniglia
di marmo con distribuzione granulometrica da
1 mm, pigmenti e cariche solidi alla luce ed agli
alcali, ottima resistenza alla luce ed agli agenti
atmosferici.
IMMAGINI
a cura della RÈdais-Bross srl
Sostenibilità ha significato per Rèdais la
collaborazione con l’Agenzia CasaClima e
Leed per:
- realizzare un sistema oggettivo di valutazione
del valore prestazionale ed ambientale degli
edifici
- salvaguardare le esigenze ed aspettative
degli utenti in materia di durabilità, igiene
ambientale, costo di esercizio, comfort.
Il primo obiettivo di un Progetto CasaClima
è arrivare ad una certificazione sulla qualità
del singolo edificio in materia di efficienza
energetica. Gli scopi della certificazione
CasaClima infatti, vedono al primo posto
l’obiettivo di ottenere indicatori comprensibili
5
Le città galleggianti di Callebaut, provocanti
visioni PROTESE VERSO un’armoniosa coesistenza
tra uomo e natura.
e ad attività ricreative. La produzione di energia
avviene mediante varie risorse rinnovabili,
ottenendo così l’energia solare, termica, eolica,
idraulica oltre alla presenza di una stazione
energetica mareomotrice. La città è pertanto
in grado di produrre una quantità maggiore di
energia rispetto a quanto realmente consumato,
grazie anche al completo riciclo di rifiuti e
anidride carbonica. “Dal mio punto di vista, la
grande sfida che ci attende per il 21° secolo è
riuscire a garantire un alloggio a quei milioni di
persone rimaste senza case a causa dei violenti
cambiamenti ambientali”, prosegue Callebaut,
che definisce la sua Lilypad una città di natura
anfibia, per metà acquatica e per metà
terrestre. Inoltre, l’architetto tiene a sottolineare
che il progetto è una risposta alle quattro
principali sfide lanciate dall’Organizzazione
per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico
(OCSE) nel 2008: clima, biodiversità, acqua,
salute.
S
icuramente tutti ci saremo chiesti almeno una volta nella vita come saranno le città del
domani. Secondo l’idea di un architetto belga dall’immaginazione molto fervida vivremo
sulle Lilypad e viaggeremo in aeronavi alimentate con alghe marine. Con un progetto come
questo, l’importante è credere fino in fondo.
Illustrazioni
di Vincent Callebaut Architectures S.A.R.L
Provate a immaginare come saranno le città
del futuro… Subito la mente ritorna a quanto
preconizzato dal film Blade Runner: grattacieli
immensi, le metropoli sotto una pioggia
scrosciante, uno sfolgorio di luci al neon o il
ronzio dei veicoli aerei. Si tratta di una visione
fantastica che ha influenzato un numero
indefinito di altre opere cinematografiche e
continua ad esser tutt’oggi, a 30 anni di distanza,
un mito nella cultura popolare.
Questo classico della fantascienza firmato da
Ridley Scott nel 1982 non è tuttavia l’unico
esempio in tal senso. La televisione e il cinema ci
bombardano costantemente di immagini e suoni
frastornanti sulla vita del domani: dagli Skypad
Apartment della serie I Pronipoti, passando per
la Base Lunare Alpha di Spazio 1999 fino alla
Città delle nuvole di L’impero colpisce ancora,
scrittori e disegnatori non si sono certo tirati
indietro quando era il momento di lasciare a
briglie sciolte la loro fervida immaginazione.
Sarebbe tuttavia difficile immaginarsi un atletico
Harrison Ford, pistola alla mano, sempre a caccia
di creature artificiali, aggirarsi tra le imponenti
strutture partorite dalla mente del pluripremiato
architetto belga Vincent Callebaut.
Nel bel mezzo di un’espansione apparentemente
inarrestabile delle megalopoli contemporanee,
questo giovane belga preferisce invece
concentrarsi su un approccio alternativo, quasi
onirico.
6
Traendo ispirazione dal mondo naturale, egli
immagina una serie di concept sostenibili
basati sulla necessità impellente di favorire
una coesistenza armoniosa tra uomo e natura.
Indubbiamente, c’è chi non esiterebbe a definire
tale approccio visionario e fin troppo ricercato ma
altri darebbero invece credito all’inconfondibile
tocco di genio. Una delle sue più acclamate
creazioni consiste in una città fluttuante, su
uno scenario chiamato Lilypad (letteralmente “a
foglia di ninfea”). Alimentate da fonti di energia
rinnovabili, queste città anfibie potrebbero
un domani offrire una casa permanente a chi
ha perso tutto a causa dei violenti mutamenti
climatici. “Vi sono Paesi che spendono miliardi e
miliardi in opere di ingrandimento e fortificazione
di dighe e coste; il progetto Lilypad rappresenta
invece una soluzione a lungo termine a fronte
del problema dell’innalzamento delle acque”,
spiega Callebaut.
Sviluppata attorno ad un lago che raccoglie
e purifica le acque piovane, Lilypad è libera
di vagare attorno al globo, seguendo i
corsi d’acqua e le correnti oceaniche; con
la possibilità di dare alloggio fino a 50.000
persone, essa non presenta strade o automobili:
il suolo è ricoperto di piante dentro grandi
giardini sospesi, mentre l’accesso è unicamente
possibile mediante tre porti di attracco. Le tre
“montagne” circostanti sono invece dedicate
rispettivamente alle attività lavorative, a negozi
Pensando ai livelli dei mari su tutto il globo, di
cui si prevede un significativo innalzamento
nel corso del prossimo secolo, il progetto
Lilypad, pur essendo ancora proibitivo da un
punto di vista economico, ha indubbiamente
un merito tutto speciale. Callebaut (il quale
spera che questo progetto possa diventare
realtà entro l’anno 2100) non si è però
fermato solo a questo. Egli desidera infatti
dare avvio ad una rivoluzione dei sistemi di
trasporto aereo, in modo da rendere anche tutti
gli spostamenti maggiormente sostenibili. In
che modo? Introducendo aeronavi biologiche
ed autosufficienti, alimentate con alghe marine.
Tale innovativo sistema di trasporto, già noto
nel settore con il nome di idrogenasi, si basa su
velivoli verticali che vengono gonfiati utilizzando
il bio-idrogeno; al loro interno, essi sono dotati di
tutto lo spazio necessario da adibire ad alloggi,
uffici, laboratori, attività ricreative, fornendo
“una mobilità pulita ed etica che risponde alle
necessità di una popolazione sotto forte stress,
colpita da calamità naturali ed epidemie”.
Queste aeronavi, in grado di volare ad un’altezza
media di 2000 metri, sono dotate di 20 turbine
eoliche, articolate attorno ad anelli orbitali che
consentono loro di passare dalla posizione
orizzontale al momento del decollo fino alla
posizione verticale, garantendo all’aeronave
una velocità di navigazione pari a 175 km
orari. Invece di utilizzare le usuali piste, esse
atterrano su fattorie biologiche fluttuanti, che
le riforniscono del bio-idrogeno necessario per
il volo. “Queste due entità indipendenti sono
nomadi e rispettose dell’ambiente”, sottolinea
Callebaut. “La prima di esse vola in aria mentre
la seconda viaggia sui mari e sugli oceani”.
Egli afferma che tali mezzi possono essere
utilizzati per missioni umanitarie, operazioni
di salvataggio, installazione di piattaforme per
studi scientifici, trasporto aereo. Sono altresì
previste numerose attività complementari,
tra cui proposte di intrattenimento, ecoturismo, ricezione alberghiera, trasporto di
persone, sorveglianza sulle acque territoriali.
Nonostante la giovane età, con i suoi 30 anni
da poco superati, Callebaut mette in guardia
con sapienza e decisione chiunque osi mettere
in dubbio le proprie motivazioni. Egli avverte
che nell’arco di un decennio il mondo potrebbe
raggiungere il cosiddetto “picco di Hubbert”,
un momento preciso a partire dal quale la
produzione di combustibili inizierà a diminuire a
livello globale per la scarsità di materia prima. A
causa di tale minaccia incombente, le soluzioni
quali l’idrogenasi acquisiscono una rilevanza
tutta particolare. “L’idrogenasi rappresenta
un progetto di recupero ambientale che ci
consentirà di dare vita ad una mobilità pulita, del
tipo “Cradle to Cradle”, nel totale rispetto del
pianeta e garantendo al contempo l’evoluzione
tecnologica dell’avventura umana”.
L’importanza del colore
A NEW HOPE
Torniamo ora al mondo reale per presentare
la più innovativa città al mondo attualmente in
fase di costruzione in Corea del Sud; si tratta
del Songdo International Business District,
che si erge al largo di Incheon, sul Mar Giallo.
Ideato per proporre un nuovo standard di
sviluppo urbano intelligente e sostenibile da un
punto di vista ambientale, questo progetto da
35 miliardi di dollari ha avuto inizio nel 2009 e
il completamento è previsto entro l’anno 2015;
Songdo, che offrirà un alloggio a 65.000 persone
e ospiterà 300.000 lavoratori, viene considerato
il primo esempio di edilizia urbana di massima
avanguardia.
7
C
he ci piaccia o no, non ci sono molte
alternative: l’uomo non può continuare
a trattare il pianeta come ha fatto finora.
Questa è una questione spinosa e molto
dibattuta, anche se mai a sufficienza. È evidente
che non disponiamo di una terra di ricambio,
a cui sostituire le batterie scariche per poi
continuare per la nostra strada ed è pertanto
necessario tenere in grande considerazione
tutti gli sforzi compiuti per reperire fonti
alternative di energia, per ridurre le emissioni,
per produrre meno rifiuti, in modo da condurre
un’esistenza concretamente più sostenibile.
Tra i tanti aspetti caratteristici: un grande
viale come Parigi, un grande parco centrale che
richiama il Central Park di New York, un moderno
sistema di canali in stile veneziano, il campo da
golf professionale firmato da Jack Nicklaus.
La più avanzata tecnologia è altresì intrecciata
alle infrastrutture grazie alla rete wireless e ai
tag identificativi a radiofrequenza. Una volta
inaugurata e funzionante, Songdo sarà la prima
città al mondo completamente collegata in rete.
Si tratta di un progetto di tutt’altro tipo rispetto alla
visione “eco-ispirata” di Callebaut, nonostante il
40% di Songdo sia ufficialmente destinato ad
aree verdi. La causa è principalmente che la
feconda mente, decisamente fuori dal comune,
dell’architetto belga lavora su una lunghezza
d’onda completamente diversa, incarnata dal
suo concept Coral Reef (“Barriera Corallina”);
esso consiste in un villaggio comprendente
unità prefabbricate e modulari che possono
essere inserite in una matrice di tipo ad onda
secondo le necessità dello spazio circostante.
Ciascuna famiglia dispone di un appezzamento
di terra su cui coltivare gli alimenti desiderati,
mentre tra due file di case scorre un canale che
viene riempito dall’ecosistema tropicale per la
flora e la fauna locali. Le fattorie ad acquacoltura
e gli impianti di riciclaggio delle acque reflue
filtrano e purificano l’acqua prima di direzionarla
verso il mare. L’intero complesso è a neutralità
carbonica e viene alimentato mediante una serie
di diverse fonti di energia rinnovabile.
Tale progetto è stato lanciato come risposta al
terremoto che ha colpito Haiti nel 2010; Callebaut
prevede un sistema di abitazioni sostenibili da
un punto di vista sociale e costruite su montanti
artificiali.
L’approccio architettonico progressista di
Callebaut, che suscita inevitabilmente in tutti
un sorriso di simpatia, gli è valso a buon merito
un’ottima fama nonché, ovviamente, un grande
numero di ammiratori. Il collega architetto Joel
Claisse afferma che il giovane belga possiede
una “immaginazione critica e determinata,
supportata da una conoscenza perfetta delle
nuove tecnologie”. Vincitore di numerosi premi,
Callebaut vanta un portfolio con oltre 30 design
concept di vario tipo, tra cui Dragonfly, una
fattoria metabolica per l’agricoltura urbana a
New York, e Perfumed Jungle, un masterplan
ecologico destinato al porto centrale di Hong
Kong. Non è possibile prevedere quanti di
tali progetti vedranno mai la luce, ma è molto
probabile che la visione di Callebaut divenga
realtà molto prima che l’uomo riesca a emulare
Guerre Stellari per ritrovarsi poi a vivere in città
immerse tra le nuvole!
Testo tratto da “A new hope” di David
Lichtneker, A - AkzoNobel magazine 9/2011
Un’idea che negli ultimi tempi ha guadagnato
terreno (e numerosi riconoscimenti) è la
Factory of the Future. Elaborata da un
consorzio di aziende nella catena del valore, tra
cui AkzoNobel, Witteveen + Bos, DSM, BECO,
DPI Value Centre e Royal Cosun, Factory of
the Future (FoF) è uno strumento progettato
per un ambiente di produzione sostenibile che
possa radicalmente cambiare il processo
di produzione e ridonare una vita sana al
nostro pianeta ormai gravemente malato.
Attualmente alla sua seconda fase, tale
concept, comprendente i principi Cradle
to Cradle, desidera in pratica applicare un
approccio sostenibile a tutti gli aspetti di
lavorazione, elaborazione e produzione.
L’idea è che chiunque voglia dare vita ad
una nuova azienda o introdurre nuovi metodi
di produzione può utilizzare il modello
informatico FoF, in modo da pianificare
l’approccio più idoneo per realizzare catene
chiuse sia per quanto concerne l’ecosistema
sia per i sistemi tecnologici. Esso tiene in
considerazione un’ampia gamma di aspetti
a livello di design e di produzione (tra cui
emissioni, impiego di energia, risultati e
logistica), allo scopo di sviluppare una catena
di produzione sostenibile che favorisca
l’eco-efficacia, producendo al contempo
un valore economico, ecologico e sociale.
“Gli aspetti più importanti sono essenzialmente
tre: sviluppo aziendale, sostenibilità, innovazione”,
illustra Harry Webers, amministratore delegato
di Witteveen + Bos, società dei Paesi Bassi
che offre servizi di consulenza nel campo
ingegneristico. “Il beneficio maggiore offerto
da Factory of the Future è il supporto alle
aziende, rendendole così più consapevoli
circa le opportunità legate alla sostenibilità; si
tratta pertanto di un modo concreto di salvare
il pianeta, che avrà un impatto positivo sulla
qualità di vita, con la conseguente promozione
della crescita aziendale”.
Theo Salet, responsabile del dipartimento edilizio
di Witteveen + Bos, aggiunge: “Oggigiorno,
tutti i vari obiettivi per il 2020 o 2030 vengono
stabiliti in termini di sostenibilità; tuttavia, nel
progettare nuove aziende, vi è la tendenza
diffusa di adottare e copiare le tecnologie
vecchie, migliorandole di poco; per i primi
anni, tale soluzione può risultare idonea, ma
non risponderà certo agli obiettivi a lungo
termine prefissati.
Bisogna avere una maggiore consapevolezza
circa tali aspetti perché, oltre a migliorare, sia
L’importanza del colore
IL FUTURO NASCE
DALLE NOSTRE MANI
possibile stabilire obiettivi di portata più vasta,
uscendo pertanto dal nostro piccolo e limitato
orticello. Solo in tal modo sarà possibile creare
un mondo nuovo in termini di sostenibilità e
iniziare a ripensare a tutti i processi produttivi
e commerciali. Queste sono le fondamenta
su cui poggia Factory of the Future”. Il nostro
esperto prosegue affermando che gli stabilimenti
progettati con questo strumento saranno dotati
di concept completamente innovativi.
Ad esempio, perché c’è bisogno di un nuovo
stabilimento produttivo? Probabilmente non è
neppure necessario costruire una fabbrica in
un certo luogo: magari il processo produttivo
può essere integrato in uno stabilimento dalle
dimensioni più ridotte e, perché no, ubicato già
vicino al cliente che utilizzerà il prodotto finale.
Webers prevede che i primi progetti pianificati
con l’impiego del concept Factory of the Future
diventeranno una realtà entro il prossimo triennio.
“Qui in Olanda c’è un vecchio adagio popolare
secondo cui per cambiare il mondo è necessaria
una buona dose di stress, in particolare se si
tratta di cambiamenti ambientali”, prosegue
Webers. “Fintantoché ci sarà un benessere
opulento così dilagante con livelli così bassi
di stress, le persone continueranno ad essere
sempre più pigre; al contrario, quando lo
stress aumenta, le persone iniziano a cambiare
rapidamente. AkzoNobel e tutti i partner del
consorzio certamente hanno molto chiaro
cosa dovrà cambiare in futuro ed è proprio per
questo motivo che le cose stanno iniziando a
muoversi molto rapidamente”.
Testo tratto da “Drowning in plastic” di David
Lichtneker, A - AkzoNobel magazine 10/2011
9
L’importanza del colore
SE IL DESIGN DIVENTA SOSTENIBILE
L’ingresso della mostra di Best Up nell’aprile 2011
alla Fabbrica del Vapore di Milano.
ALLA RICERCA DEL NATURALE.
I
l mondo del design e dell’arredamento ha sempre rivestito una rilevante importanza economica e culturale in Italia. Soprattutto a partire dalla seconda metà
degli anni Sessanta, quando quella straordinaria generazione di progettisti italiani che ha poi conquistato il mondo ha iniziato a proporre la sua genialità
all’industria che ha risposto con lungimiranza e coraggio. Ma per molto tempo il colore di fondo è stato quello del legno naturale - noce, rovere, palissandro
ecc. - con periodi di particolari preferenze per qualche tendenza, come nel caso del design scandinavo che privilegiava tinte chiare e tenui.
Il primo scossone lo dà il cosiddetto design radicale, che scompagina le carte proponendo forme ardite e assolutamente innovative, vestite di colori che mai
erano stati osati: un’ondata pop. Era nato un filone culturale con forte valenza intellettuale e anche politica, animato da grandi protagonisti della progettazione
capaci di provocare un dibattito vivace e fecondo. Come sempre, lanciato il sasso dall’avanguardia culturale e produttiva seguono tendenze più o meno
credibili e interessanti.
Così, a partire dai primi anni Ottanta, intere edizioni del Salone del Mobile di Milano erano caratterizzate da proposte che facevano del colore
la chiave della proposta di quell’anno. Non sempre con genuina capacità innovativa, sapienza e misura, parlando in termini generali, ma alcuni punti di
riferimento nel frattempo erano diventati veri e propri fenomeni. Per fare solo una citazione, la Kartell dalla seconda metà degli anni Sessanta ha segnato
un’epoca proponendo soluzioni geniali - per tecnologia, forma e inventiva - che del colore hanno fatto un tratto distintivo.
Una cosa è certa, in quegli anni nessuno aveva neppure idea di cosa fosse il concetto di sostenibilità, in termini industriali e di rapporto con i materiali:
la consapevolezza di una gestione diversa delle risorse era di là da venire. Oggi queste tematiche sono all’ordine del giorno e lo sono tanto più
intensamente quanto più i protagonisti sono giovani. La scelta dei materiali per il design oggi vede una sperimentazione molto profonda, animata da
parametri che fanno della compatibilità ambientale un punto fermo.
10
Alcuni scorci dell’ultima edizione del Salone Satellite 2011 alla Fiera di Milano
Uno dei luoghi deputati dove ogni anno si celebra
il rito del giovane design è il Salone Satellite: il
padiglione che ogni anno all’interno del Salone
del Mobile - in programma quest’anno dal 17 al
22 aprile alla Fiera di Milano - fa da trampolino
a circa 700 giovani designer e studenti under
35 delle più prestigiose scuole di design che
propongono le loro soluzioni. In 15 anni di vita il
Salone Satellite ha saputo anticipare tendenze
e, soprattutto, lanciare energie nuove nel
panorama progettuale mondiale.
“La tendenza verso la sostenibilità - afferma
Marva Griffin, curatrice fin dalla fondazione
nel ’98 - ai materiali poco costosi e magari
riciclabili è abbastanza diffusa a livello
mondiale, ma la strada perché diventi abituale
è ancora lunga. Il Salone Satellite ha sempre
considerato l’importanza del colore nel suo
allestimento generale, elemento di stimolo e
comunicazione espresso attraverso percorsi,
grafica e segnaletica. I colori intensi vengono
identificati grazie a uno studio di tendenze e
diventano il supporto al tema di ogni anno.
Quest’anno l’idea è fornire un involucro-cornice
di materiale naturale a tutti gli stand, dando al
designer la possibilità di personalizzarne il colore
secondo la sua interpretazione, diventando
unico protagonista del suo spazio e manager di
se stesso”.
Più di vent’anni fa il Salone del Mobile ha
sentito l’esigenza di uscire dal suo recinto
naturale, inventando percorsi extra-fieristici
aperti alla città, il cosiddetto Fuori Salone.
L’invasione nelle strade di alcuni quartieri è
diventata quasi bulimica, con un’esplosione
di colore in allestimenti che spesso ben poco
avevano di sostenibile. Oggi si può parlare di
una maturazione del fenomeno, anche perché
all’interno di questo filone sono nate esperienze
che invece proprio sulla sostenibilità hanno
costruito la propria attività.
È il caso di Best up, un circuito nato sei anni fa per iniziativa di due giornaliste, Giuliana Zoppis
e Clara Mantica - per creare una rete tra tutti
gli attori del sostenibile nel mondo del design
e per la promozione dell’abitare sostenibile.
“Usciti dall’esperienza degli anni Ottanta molto
ispirata al decor e all’esercizio di stile - sostiene
Giuliana Zoppis - oggi sono molte le esperienze
che prendono spunto da una diffusa voglia
di benessere e naturalità: nei materiali, con
attenzione alla atossicità e al riciclo a fine vita
e proprio a partire dal naturale molti designer
hanno scoperto un modo diverso di usare il
colore. Basandosi sugli studi che consigliano
colori precisi per ogni ambiente e funzione di
vivibilità hanno sviluppato una nuova sensibilità,
dialogando con un’utenza finale che oggi è
sempre più informata e attenta a questi temi.
Nell’abitare sostenibile uno degli ambiti rilevanti
è proprio il colore, che oggi può essere declinato
con un ventaglio di materiali e di tecnologie che
permettono la creazione di soluzioni di grande
efficacia e fascino”.
Best up è una realtà che si sforza di fare crescere
le aziende attraverso un percorso di crescita
dei parametri di sostenibilità a tutti i livelli.
Quest’anno, nei giorni del Salone del Mobile
Best up lascia la storica sede espositiva della
Fabbrica del Vapore e si sposta alla Cascina
Cuccagna: storico spazio agricolo recuperato
nel cuore della città storica che, all’interno
dell’iniziativa Goodesign, lavorare bene, abitare
meglio, ospiterà aziende, giovani designer, artisti,
artigiani e anche un mercato alimentare.
Pierluigi Mutti
11
9
impronte di moda, costume e lifestyle VERDE:
Per fortuna c’è chi ride verde.
B
isognerebbe ridere verde. Non è un neologismo è un modo di dire nella nostra meravigliosa
lingua che pochi conoscono e che vuol dire: sforzarsi di ridere per celare un’invidia. Invidiosi?
Sì, invidiosi di chi non ride verde ma pensa verde. C’è un paesino nelle Marche che si prepara
da due anni a diventare il paese più verde d’Italia e magari del mondo. È il Comune di Ripe San
Ginesio, che ha già un impianto fotovoltaico che copre il 50% del fabbisogno di energia elettrica per
l’illuminazione pubblica, due impianti solari per scaldare l’acqua della palestra e dell’asilo comunali,
e lampioni ad emissioni zero con impianti fotovoltaici, per non parlare della raccolta differenziata
attestata al 70%. E per non farsi mancare niente ha un festival per la sostenibilità da più di due
anni. Eppure i suoi abitanti non li dovete immaginare come dei tipi palliducci, malaticci tendenti al
verde perché si nutrono solo di cibi macrobiotici, non è gente che orienta il letto verso la lettiera
del gatto solo per applicare alla lettera il Feng Shui o che veste di lana di pecora non trattata
(e decisamente urticante) mentre ascolta nello stereo il canto dei delfini o delle balene in amore.
No, è gente normalissima come me e voi, solo che ha scelto il verde, pensando che è un colore che
si abbina proprio a tutto. Sta bene con i trasporti, con l’edilizia, a tavola, nell’istruzione. Gli abitanti
di questo borgo, poco più di 800, si sono accorti che il verde è sempre di moda, con un banale gioco
di parole il verde è un “evergreen”.
12
E per fortuna c’è chi avrà da ridire su chi è più verde. Torino per esempio, città ben più problematica,
ma che sta lottando ogni giorno per diventare la più sostenibile d’Italia. O magari farà la voce grossa
Copenaghen, in fondo è stata lei la capitale eletta come “la più sostenibile del mondo”. E Sidney
non starà certo a guardare mentre l’espropriano di quello che era un titolo che ambiva da tempo dai
giurati del Globe Award Sustainable City, per non parlare di quegli esaltati degli svedesi di Malmö.
E allora ben vengano le guerre a base di raccolta differenziata, fotovoltaici, materiali e vernici eco
(per saperne di più pag. 16 e 17 di Notizie & Primizie di questo numero di Paint), pannolini riciclabili
e prodotti Bio. Ben venga una guerra verde, perché è senza vittime.
A morire saranno solo alcune cattive abitudini: avere le luci in sala stile derby S.Siro, aprire il frigo
e prendersi una broncopolmonite, che il burro lo tagli solo con la motosega. Sì, perché la soluzione
per avere un mondo più verde non bisogna cercarla lontano, si trova a chilometro zero, e siamo noi
e il nostro stile di vita.
Allora pensate - e sarebbe una bella ironia - a città, paesi e persone verdi d’invidia per il giardino più
verde dei loro vicini, il tutto per un mondo più verde. Sì, bisognerebbe ridere verde di più.
13
FOTOGRAFIE
di SAVERIO MAURIELLO
Focus di progetto
RECUPERO CROMATICO
DELLA MEDIEVALE SANTA MARIA MAGGIORE
DI MIRABELLA ECLANO
Un percorso unico di riqualificazione dall’alto valore
culturale e simbolico.
L’
intervento di riqualificazione cromatica della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Mirabella
Eclano, in provincia di Avellino, è fra i più importanti progetti - a livello nazionale - dedicato
all’arte del restauro e della conservazione del patrimonio artistico.
Il progetto - ideato e coordinato dal Prof. Massimo Caiazzo, presidente dell’IACC (International
Association of Color Consultant) Italia con Giuseppe Albanese - nasce con l’obbiettivo di ideare
soluzioni che contribuiscano a migliorare l’estetica e la vivibilità complessiva di tutti quei luoghi
che per varie ragioni, non hanno potuto godere dell’attenzione che meritavano. Al progetto
di riqualificazione cromatica ha partecipato anche AkzoNobel, con Sikkens, per la fornitura dei
prodotti vernicianti e la consulenza tecnica in tutte le fasi del cantiere.
IDEAZIONE, COORDINAMENTO
E PROGETTO DEL COLORE
E CONCEPT DELL’ILLUMINAZIONE:
Prof. Massimo Caiazzo, IACC ITALIA
DIREZIONE LAVORI,
GESTIONE FONTI DOCUMENTARIE
E RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE:
Arch. Giuseppe Albanese
COORDINAMENTO SCIENTIFICO:
Andrea B. Del Guercio, Direttore
del dipartimento di Arti e Antropologia
del Sacro dell’Accademia di Belle Arti
di Brera Milano
OPERA:
“Lettera alla Madonna”
(ago-incisione 120 cm x110 cm)
di Carmine Sabbatella
Sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza
per i Beni Architettonici e Paesaggistici
per le province di Salerno e Avellino
MAIN SPONSOR PRODOTTI VERNICIANTI:
Sikkens (AkzoNobel)
CONSULENZA CULTURALE:
Armando Fagotto
CONSULENZA TECNICA:
Giuseppe Fischetti
REALIZZAZIONE:
Impresa Battista e Antonio D’Andrea
per Capossela restauri
CONSULENTE AL PROGETTO
DELL’ILLUMINAZIONE:
Arch. Daniela Morelli - Lightlive Srl
PARTNER TECNICO ILLUMINAZIONE:
Viabizzuno
ELETTRICISTA:
Nicola Vecchia
UFFICIO STAMPA:
ldp Milano
14
Il progetto di riqualificazione, primo nel suo genere, si basa su osservazioni scientifiche che
analizzano tutte le componenti che concorrono a garantire un equilibrio tra luce (naturale
e artificiale) e colore. Nel pieno rispetto della valenza culturale e monumentale di questo antico luogo
di culto, il progetto si limita a interventi mirati e puntuali con l’obiettivo di pervenire a un risultato
che non sia solo esteticamente piacevole ma che anzi, andando verso un più esteso concetto di
serenità fisica e spirituale, possa supportare al meglio la permanenza all’interno della chiesa nel
corso delle funzioni religiose. La chiesa, risalente all’XI secolo nell’arco della sua storia è stata
ricostruita più volte, poiché Mirabella Eclano si trova in una delle aree più sismiche d’Italia, l’Irpinia.
L’edificio versava in condizioni di diffuso deterioramento, e un intervento era quindi necessario.
A fronte di una mancanza di risorse economiche necessarie a coprire tutti i costi, l’intervento è stato
concepito come modello di cooperazione
tra tutti i vari soggetti coinvolti. Il team
progettuale ha prestato la propria opera
senza fini di lucro e il gruppo AkzoNobel con
Sikkens, leader mondiale dell’industria di
prodotti vernicianti, sulla scorta della proficua
esperienza denominata “Colore al carcere di
Bollate” (ideata da Massimo Caiazzo nel 2008)
ha fornito gratuitamente tutti i materiali per la
realizzazione dei lavori.
LETTURA FILOLOGICA DEL COLORE
La tavolozza scaturisce dall’elaborazione
filologica delle frammentarie informazioni
desunte dal contesto attuale ed è formulata
sulla base dei colori degli affreschi presenti
nella parte alta delle pareti della navata
centrale e dei dipinti posti sul soffitto che
possono ritenersi con certezza risalenti
all’impianto settecentesco. I colori, tratti
dai dipinti a tempera realizzati nel 1749, sono
stati prima schiariti e desaturati e poi ordinati
seguendo la modulazione progressiva dei
colori dell’arcobaleno.
Il progetto cromatico assume una valenza
culturale e simbolica poiché segue un
ideale percorso spirituale rappresentato in
termini cromatici dal graduale passaggio di
temperatura del colore che conduce al Cristo
ligneo dell’XI secolo collocato nell’abside,
metafora del passaggio dalla carne (colori
caldi) allo spirito (celeste) attraverso tutti i
suoi gradi intermedi. L’obiettivo è generare
un clima cromatico naturale, armonico e
cangiante, ottimizzando la percezione dei
volumi, della temperatura e della stima del
tempo per ottenere, anche dal punto di vista
fisiologico, condizioni idonee al raccoglimento
e alla preghiera in tutte le stagioni e in ogni
momento della giornata. Il progetto cromatico
assume una spiccata valenza culturale e
simbolica poiché si articola seguendo un
ideale percorso spirituale rappresentato in
termini cromatici dal graduale passaggio
di temperatura del colore che conduce al
meraviglioso Cristo ligneo del secolo XI
collocato nell’abside, metafora del passaggio
dalla carne (colori caldi) allo spirito (celeste)
attraverso tutti i suoi gradi intermedi.
L’obiettivo è generare un clima cromatico
naturale, armonico e continuamente cangiante,
ottimizzando la percezione dei volumi,
della temperatura e della stima del tempo
trascorso in chiesa e ottenere, anche dal
punto di vista fisiologico, un valido supporto
alla concentrazione in ogni momento della
giornata.
15
PIÙ COLORE,
PER UN MONDO SOSTENIBILE.
PER UN MONDO SOSTENIBILE.
PIÙ colore,
NOTIZIE & PRIMIZIE
01/2012 - AKZONOBEL MAGAZINE - TOMORROW’S ANSWERS TODAY
PAINT, magazine 2012 n. 1
Periodico pubblicato da Akzo Nobel Coatings S.p.A., Decorative Paints Italia. Via Giovanni Pascoli, 11 - 28040 Dormelletto (NO).
email: [email protected]
Stampa a cura di: biemme srl (Milano)
Questo numero è stato chiuso in tipografia il xx xxxxxxxx 2012.
Direttore responsabile: Maurizio Poletti
Coordinamento Editoriale: Direzione Marketing, Arianna Storoni
Realizzazione grafica e design: casiraghi greco&, Milano
Hanno collaborato a questo numero: Roberto Meregalli, Domenico Di Odoardo, Giuseppe Fischetti, Marco Magagnin, Gabriele Maragno, Nadia Odorico, Francesco
Pezzo, Laura Savini, Benedetta Steri, Dieuwertje ten Feld, David Lichtneker, Pierluigi Mutti.
Un particolare ringraziamento a: Rèdais - Bross srl, Roma; A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Milano - Psichiatria 2, Dott. Mariano Bassi; Progetto Architettura, Rivoli
(TO); Prof. Massimo Caiazzo, IACC Italia; HC.ENGILAB & SAFE S.r.l., Ing. Enrico Orofino; Ing. Adriano Filippin, Paderno del Grappa (TV); Dott.ssa Laura Ciceri, Ikea;
Luigia Lorusso, Zigoele Cooperativa Sociale onlus; Andrè Veneman, Corporate Director Sustainability and HSE, AkzoNobel Group;
Foto di: Rèdais - Bross srl, Roma; Vincent Callebaut Architectures S.A.R.L.; Saverio Mauriello; Giuseppe Giardino; Hc.Engilab & Safe; Luigia Lorusso di Zigoele, Cooperativa
Sociale onlus; Domenico Di Odoardo; Gabriele Maragno; Nadia Odorico; Arianna Storoni; banche immagini iStockphoto e Getty Images.
I testi pubblicati possono essere riprodotti liberamente salvo citazioni della fonte.
COLOREDIT
L’editoriale di ROBERTO MEREGALLI
COLORNEWS
ULTIME notizie dal mondo AKZO
Let’s Colour Week 2011
/
4
/
Riconoscimento per Sikkens al Convegno
“il Restauro del Teatro alla Scala” di Milano /
Master di Sikkens /
6
I colori di Sikkens alla Barcolana /
COLORVISTA
LA PAROLA aLL’ESPERTO
Doing more with less
COLORIAMO IL MONDO
Il colore in tutti i sensi /
12
13
7
10
/
Materiali naturali /
PROGETTIAMO INSIEME
FARE BENE AGLI OCCHI E AL CUORE
Al Niguarda più colore con Sikkens
®
www.fsc.org
MISTO
Carta
Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 539 del 7.11.2011
Nel precedente numero di Paint 2011 è stato
pubblicato un articolo sul progetto di restauro
delle facciate esterne dell’edificio di proprietà
del gruppo F.I.P. (Fondo Immobili Pubblici) che
si trova nella centralissima piazza San Carlo
a Torino. È stato erroneamente riportato il
riferimento come “intervento di manutenzione
straordinaria per la Chiesa S.Carlo”.
Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori.
Il cielo in una stanza /
15
Con Sikkens il colore di Itaca /
Impariamo a dipingere /
Un mondo di colori
5
8
/
BEST PROJECTS
Forme naturali e colore
3
17
le novità di akzonobel
/
16
18
/
14
L’editoriale di ROBERTO MEREGALLI
E
colore,
pronti per il futuro
Sostenibilità, pensare in modo sostenibile, agire in modo sostenibile, dietro questi concetti esiste tutto
un mondo, anzi il nostro mondo, presente e futuro. Trovo quindi che sia arrivato il momento, anche per
noi di Paint, di iniziare a parlare di sostenibilità, un termine che racchiude tutto ma allo stesso tempo
non è sempre facile da spiegare o meglio decifrare.
La nostra organizzazione è leader mondiale nel settore della chimica, realizza prodotti vernicianti per
l’edilizia, e per questi motivi viene solitamente considerata come una realtà che, nello specifico e
secondo la mentalità più comune, ha ben poco di sostenibile dal punto di vista dell’impatto ambientale
e della persona.
Il viaggio che vi proponiamo con questo numero speciale di Paint, interamente dedicato al tema della
sostenibilità, spero aiuti a far chiarezza su come anche noi produttori “chimici” cerchiamo di operare
in un modo tale da non compromettere la realtà nella quale viviamo e soprattutto di non arrecare
danni irreparabili alle generazioni future. Se infatti occorre trovare una definizione utile a comprendere
il concetto di sostenibilità, questa è: “Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo che soddisfi i
bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri
bisogni” (cfr Rapporto Brundtland e la Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo - WCED
1987).
Citare AkzoNobel come azienda in seconda posizione nel Dow Jones Sustainability Index - l’indice
mondiale per la responsabilità sociale di impresa che raccoglie le società best performer - non è
sufficiente, poiché si è veramente sostenibili attraverso l’adozione di pratiche quotidiane sia nelle
attività lavorative che nella sfera privata. Per il nostro settore professionale, significa poter scegliere
un’idropittura senza solventi, oppure calcolare esattamente quanto prodotto è necessario per non avere
scarti e rifiuti aggiuntivi, oppure scegliere un prodotto che garantisca una durata nel tempo più lunga
evitando così di rimettere mano a breve al lavoro eseguito. Sono concetti semplici, apparentemente
banali, che però nel nostro caso possono fare una grande differenza, dimostrando un’attenzione in più
per l’ambiente.
Uno dei pilastri del nostro “essere sostenibile” è quindi quello di sviluppare prodotti sempre più
innovativi, con conseguenti benefici ecologici: meno scarti di produzione, meno rifiuti al termine di
utilizzo del prodotto, esclusione di sostanze nocive per la salute dell’uomo, meno consumo di acqua e
minor generazione di anidride carbonica. Tutto questo, potendo offrire prodotti più duraturi nel tempo
rispetto al resto del mercato. Un altro parametro importante sono i servizi: consulenza su qual è la
migliore combinazione prodotto colore in base all’ambiente, formazione agli architetti e agli applicatori
sul nostro approccio in termini di sostenibilità, per Sikkens e AkzoNobel, creazione di pagine dedicate
nei siti internet aziendali, modelli di concept dedicati ai vari segmenti in cui offriamo la nostra qualificata
consulenza tecnica. Ed infine come ultimo pilastro, ma non per questo meno importante, il sostegno
alla comunità sociale, chi ci segue sa che abbiamo parlato già di questo argomento tra le pagine di
Paint. Cosa c’è di più sostenibile che ascoltare la comunità che ci circonda che ha bisogno anche del
nostro contributo per ravvivare il loro mondo, renderlo più colorato, con la speranza di migliorarlo e,
perché no, di essere anche più felici?
Prodotti, servizi e “Community project” rappresentano la nostra realtà, quello che facciamo e ciò che
abbiamo da offrire, come azienda produttrice di prodotti chimici e materiali vernicianti, ma anche
illustrare la nostra filosofia per contribuire ad un mondo più sostenibile.
Lasciatemi concludere con un concetto molto semplice, sicuramente già sentito ma sempre molto
efficace: “per essere sostenibili non servono grandi azioni e piani ma bastano piccoli gesti quotidiani di
tutti noi, nel nostro lavoro e nella nostra vita personale, per lasciare un mondo migliore ai nostri figli”.
Buona lettura!
2
Roberto Meregalli
Direttore Marketing Akzo Nobel Coatings S.p.A., Deco Italia.
3
LA CONFERMA DI UN IMPEGNO PER IL TERRITORIO.
I
l 2011 per AkzoNobel si è chiuso all’insegna
dell’impegno verso la comunità locale e il
territorio di appartenenza. Ad ottobre, ha
preso vita la seconda edizione della settimana
del colore, ribattezzata a livello internazionale
Let’s Colour Week, un appuntamento
condiviso da tutte le filiali nel mondo con la
partecipazione attiva dei dipendenti.
Un messaggio importante di unità e di
impegno verso le tematiche del colore,
legate all’ambiente, al rispetto della persona,
all’attenzione per il patrimonio storico
italiano. Nell’arco della settimana sono state
organizzate numerose attività di formazione e
iniziative locali, ma soprattutto la Let’s Colour
Week 2011 sarà sicuramente ricordata per
la giornata trascorsa insieme ai ragazzi della
Comunità per Minori Santa Lucia di Novara,
una struttura che ospita 20 ragazzi dai 6 ai 19
anni di origine straniera e senza genitori.
Dopo l’esperienza della scuola media Belfanti
Alcuni cenni storici della Comunità S. Lucia
La Comunità per Minori S.Lucia è una Fondazione
privata non a scopo di lucro (ex IPAB). Nasce alla fine
del 1500 per volontà dell’allora Vescovo Bescapè
e della contessa Donna Costanza degli Avogadro con
il nome di “Hospitale di Santa Lucia” e con l’intento
di ospitare le giovani orfanelle. Nel corso dei secoli
ha subito diverse trasformazioni, passando indenne
le invasioni napoleoniche, le guerre di Indipendenza
e anche le due grandi guerre del secolo scorso. L’edificio
viene ristrutturato nel 1957 e inaugurato nel 1963.
Nell’estate del 2005 la struttura viene completamente
modificata a seguito delle nuove normative in materia di
“tipologie, requisiti strutturali e gestionali delle strutture
residenziali e semi residenziali per minori” (D.G.R n. 4112003 del 15/03/2004). Attualmente nella Comunità sono
ospitati circa 20 ragazzi, maschi e femmine, affiancati
nel percorso di crescita da uno staff di educatori
professionali. L’obiettivo del centro è quello di offrire
un ambiente sano e normale, dove potersi esprimere,
sperimentare le proprie capacità e attitudini, acquisendo
una propria autonomia e identità.
4
di Castelletto Ticino (NO) del 2010, alcuni
dipendenti della multinazionale del colore sul
Lago Maggiore hanno dedicato una giornata
di lavoro per la tinteggiatura degli spazi della
palestra del centro di accoglienza novarese.
I lavori sono stati coordinati dall’équipe tecnica
dei laboratori Sikkens della sede di Castelletto.
All’apertura della giornata era presente anche
l’Assessore alle Politiche per le Emergenze
sociali di Novara, Prof. Augusto Ferrari,
che ha dato la prima mano di colore insieme
all’Amministratore Delegato di AkzoNobel,
Dott. Maurizio Poletti.
Il locale della palestra piuttosto ampio, circa
24 m di lunghezza e 14 m di larghezza, si
trovava in uno stato di abbandono piuttosto
evidente, ed è stato necessario ripristinare
alcune porzioni di superfici ammalorate,
procedendo con l’eliminazione delle parti
di pittura degradate in fase di distacco,
e conseguente stuccatura. Lo studio del
colore per un ambiente così giovanile, dove
vengono svolte attività motorie e di gruppo,
ha previsto una combinazione di tinte vivaci,
dai toni saturi, in grado di infondere un senso
di allegria e dinamismo. Per questo, tra i colori
proposti, ci sono rossi, arancio, lilla e viola,
verde acido, giallo e azzurro.
“Questa nostra iniziativa rappresenta per
tutta l’organizzazione un segnale importante
di presenza sul territorio e di vicinanza
alla comunità di Novara” ha affermato
Maurizio Poletti Amministratore Delegato
di AkzoNobel “un impegno che trova conferma
e supporto anche a livello internazionale
attraverso l’implementazione di una serie
di campagne di responsabilità sociale che
si ispirano al principio di aggiungere colore
nella vita delle persone. La campagna
Let’s Colour nasce proprio dal desiderio di
essere protagonisti nell’avventura del colore
per diffondere maggiormente la sua cultura e
cercare di migliorare la vita delle persone.”
La Comunità Santa Lucia è attualmente
suddivisa in due appartamenti e può accogliere
fino a 20 minori. In questo momento,
quasi tutti i ragazzi ospitati sono stranieri e
non accompagnati sul territorio. Divisi tra
maschi e femmine, i due gruppi sono gestiti
autonomamente da una équipe di educatori
professionali e coordinatori della Direzione.
L
o scorso settembre, AkzoNobel ha
partecipato al convegno “Il Restauro
del Teatro alla Scala”, organizzato da
Assimpredil ANCE nell’ambito di “Milano nei
cantieri dell’arte”, un’interessante iniziativa
che intendeva focalizzare l’attenzione
sull’importanza della conservazione e
valorizzazione del patrimonio architettonico
ed artistico del territorio, attraverso la
collaborazione tra pubblico e privato, con un
programma di incontri e visite guidate presso i
più importanti edifici e monumenti restaurati di
recente in Lombardia.
Nel corso del convegno sono state ripercorse
le fasi più rilevanti dei lavori di restauro degli
ultimi decenni che hanno interessato gli interni
e gli esterni del famoso Teatro del Piermarini.
Tra i partecipanti all’evento soprintendenti,
storici del teatro, progettisti, direttori dei
lavori, direttori del procedimento, restauratori
e aziende. Particolare rilievo è stato dato al
lavoro svolto per le facciate monumentali
esterne che ha visto la partecipazione di
Sikkens/AkzoNobel come main sponsor del
progetto, realizzato grazie al contributo del
progettista e Architetto Riccardo Zanetta,
della Cooperativa per il Restauro di Milano e
dell’Istituto CVBC - CNR, nell’esposizione del
lavoro svolto dal 1996-1999 (progettazione realizzazione) al 2002 (stato di conservazione)
al 2004 (manutenzione programmata).
Positivo il riscontro del pubblico e delle autorità
presenti, a conferma di quanto il marchio
Sikkens sia sinonimo di professionalità e qualità
nel settore del restauro del colore, e di come
un’organizzazione come AkzoNobel mantenga
costante nel tempo il suo impegno per la tutela
e la conservazione del patrimonio italiano.
Ultime notizie dal mondo Akzo
WEEK 2011
Riconoscimento
per Sikkens al convegno
“Il Restauro del Teatro alla Scala”
di Milano.
5
formazione al colore
per tutti i professionISTI.
I
l valore dell’esperienza di Sikkens si esprime anche attraverso un percorso di formazione che
AkzoNobel propone ai suoi professionisti: i Master di Sikkens.
Dal 2006 infatti, la multinazionale olandese, con sede sul Lago Maggiore, organizza periodicamente
una serie di corsi di formazione sui propri prodotti Sikkens, chiamati Master di Sikkens, rivolti
principalmente a clienti, distributori e applicatori professionisti in genere. I Master sono organizzati
direttamente dall’azienda, attraverso una piccola quota di partecipazione, presso il proprio Technical
Center di Castelletto Ticino (NO) e solitamente hanno la durata di 2 giorni lavorativi. I periodi
migliori per organizzare questi momenti di formazione, teorica e applicativa, sono tra febbraio/aprile
e ottobre/novembre, quando la stagionalità dei lavori in esterni è - relativamente - bassa.
Gli argomenti trattati durante i corsi spaziano attraverso tutta la gamma Sikkens, dipende
dal percorso proposto. Ad oggi, i Master di Sikkens sono suddivisi in 3 macro aree di interesse:
- Master I/II, relativo ai prodotti per esterni, quindi superfici murali, superfici in legno e superfici
in ferro, caratterizzato da una parte teorica dettagliata seguita da una parte più applicativa
- Master Wapex Decor, introdotto nel 2009, è specifico per i prodotti per i pavimenti, presenta la
linea Wapex Decor ed è un corso principalmente teorico (con illustrazioni sulle problematiche dei
pavimenti e dei prodotti) ed applicativo
- Master sui prodotti decorativi per interni: quella del 2012 è la prima edizione, più volte richiesto
dagli addetti ai lavori, e presenta tutta la collezione dei decorativi Sikkens puntando soprattutto
sugli effetti più nuovi e innovativi, come Estro, Alpha Orient ecc.
DI SIKKENS alla Barcolana.
T
ra i colori dell’ultima edizione della
prestigiosa Barcolana di Trieste,
c’erano anche quelli di Sikkens, che
ha partecipato per la prima volta alla regata
triestina attraverso un consorzio di aziende
costituito da Esse Costruzioni, Rimaco e MG
Color, quest’ultimo distributore Platinum di
Trieste.
Sikkens è stata protagonista con il maxi yacht
Ultime notizie dal mondo Akzo
MASTER DI SIKKENS
“Tutta Trieste”, un’imbarcazione di 16 metri
disegnata da Ceccarelli Yacht Design and
Engineering.
Tutta Trieste e il suo equipaggio professionista
di 12 velisti, capitanati da Roberto Di Stefano
ha conquistato un ottimo secondo posto
nella sua categoria e la 18esima posizione in
classifica generale su oltre 1200 partecipanti.
I Master di Sikkens sono un elemento di grande valore per una multinazionale leader del settore
come AkzoNobel, prima realtà sul mercato a proporre un percorso di formazione e aggiornamento
di questo genere, in grado di avere una struttura tecnica e operativa valida, supportata da un team
di esperti altamente professionale. “Per ogni edizione del Master sono oltre il centinaio i pannelli che
vengono realizzati in laboratorio, 400 solo per i decorativi, e questo richiede un grande lavoro e un
grande impegno di tempo e risorse” spiega Marco Magagnin Responsabile servizio di assistenza
tecnica Deco Italia di AkzoNobel. “Il numero dei partecipanti è limitato, per non disperdere la
qualità dell’insegnamento, siamo convinti che ogni professionista debba ricevere la giusta attenzione
in fase di preparazione e poi applicazione del prodotto. Per questo le classi non sono mai superiori
ai 12 elementi circa”.
I Master di Sikkens, sono la conferma per AkzoNobel della sua vicinanza al proprio mercato e ai
suoi clienti, in grado di offrire sempre gli strumenti migliori per l’utilizzo dei propri prodotti e sistemi
vernicianti. In una realtà italiana caratterizzata da un mercato fortemente frammentato, dal 2006 ad
oggi, sono circa un migliaio i professionisti che hanno partecipato ai Master di Sikkens, sempre con
grande entusiasmo e viva partecipazione.
FSC
FOREST STEWARDSHIP
COUNCIL
I
l marchio FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera
corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
AkzoNobel ha sottoscritto nel 2010 un importante accordo di partnership con l’Ente per la
promozione di attività e iniziative volte a favorire l’utilizzo di materiali certificati, nel rispetto di una
politica di attenzione e conservazione delle risorse naturali e la messa a punto di prodotti a basso
impatto ambientale.
6
7
La parola all’esperto
Doing more with less
quando essere sostenibili
rappresenta un valore
per il mercato, la comunità
e l’ambiente.
BIOGRAFIA
André Veneman si è laureato come Dottore in medicina
nel 1983. Dal1983 al 1988 ha lavorato presso l’Agenzia
delle Nazioni Unite come coordinatore medico
per le unità di crisi in Zone di Guerra e Profughi.
Nel 1989 entra in Shell International dove ricopre la
carica di consulente per la gestione di Programmi
per l’Occupazione e di Prevenzione della Salute.
Dal gennaio 1999 è in AkzoNobel, prima come Director
Corporate Health, successivamente dal 2003 come
Corporate Director Sustainability/Health Safety and
Environment. Nell’attuale incarico per AkzoNobel,
André Veneman ricopre diverse cariche all’interno
di associazioni e organizzazioni internazionali per lo
sviluppo sostenibile, la tutela delle risorse ambientali
e per la lotta al fenomeno della malnutrizione, tra cui:
la Amsterdam Climate Initiative, la AIM (Amsterdam
Initiative against Malnutrition), il World Business
Council for Sustainable Development, il Global
Compact e il World Resources Institute dell’Unione
Europea, e infine è membro del board di IDH advisory
(Initiative Sustainable Trade, Iniziativa per il commercio
sostenibile).
8
AkzoNobel presente in 80 Paesi nel mondo, con una storia che risale alla fine del
1700, è un’organizzazione che crede fortemente alle politiche di sviluppo sostenibile,
per il rispetto della diversità ambientale e culturale come bene e ricchezza da
preservare, per il presente e per le generazioni future. Il motto doing more with less
- fare di più con meno - è in linea con i piani di crescita e sviluppo di nuovi prodotti
e iniziative sui diversi mercati, con un focus particolare alle normative internazionali sull’emissione
di sostanze nocive, sullo smaltimento dei rifiuti, sulla gestione delle risorse ambientali come acqua,
luce, e sulla salute e sicurezza dei lavoratori. Paint ha incontrato André Veneman, che da quasi
10 anni si occupa di sostenibilità in AkzoNobel e ci spiega perché, oggigiorno, non possiamo non
essere sostenibili per fare la differenza.
Che cosa significa per AkzoNobel il termine
Responsabilità Sociale di Impresa e quali
sono le azioni che intraprende per essere un
gruppo più sostenibile?
Una piccola premessa... in AkzoNobel preferiamo
utilizzare il termine Sostenibilità invece che
Responsabilità Sociale di Impresa, in quanto
racchiude in sé un significato più ampio,
ben espresso dalla definizione ufficiale
della Commissione Brundtland sullo sviluppo
sostenibile, inteso come “…uno sviluppo
che soddisfi i bisogni del presente senza
compromettere la possibilità delle generazioni
future di soddisfare i propri bisogni”.
Viviamo in un mondo in rapida crescita, con
risorse naturali ed energetiche sempre più
limitate. Dobbiamo imparare a fare di più
con meno. In passato, i mercati principali di
AkzoNobel erano il Nord America, l’Europa
e l’Australia, per un totale di circa 1 miliardo
di persone. Per il prossimo futuro, dobbiamo
prevedere un’estensione di questa base con
almeno 4 miliardi di persone per i prossimi 15
anni, più 3 miliardi se consideriamo i Paesi
in grande espansione come Brasile, Russia,
India e Cina (BRIC). Preso in cifre, secondo
le recenti previsioni di Goldman Sachs, si
prevede una crescita del PIL mondiale di
almeno 5 punti fino al 2050 concentrato
soprattutto in quei Paesi in forte crescita,
come la Cina o l’India, e non in quelle
economie mature come Europa e Nord
America. Nel frattempo, considerato questo
scenario macro economico, uno studio
recente del World Wildlife Fund “One Planet
Living Initiative” ci informa che abbiamo
dimezzato la capacità di rigenerare le risorse
del nostro pianeta. In Europa utilizziamo più
del doppio delle risorse di quanto sarebbe
necessario, negli Stati Uniti 5 volte tanto.
Se vogliamo rimanere competitivi in un mondo
caratterizzato da economie in forte espansione
ma con una scarsità di risorse naturali ed
energetiche a disposizione, l’imperativo è
necessariamente realizzare una “transizione”
del nostro mercato.
Occorre un cambio nelle regole del gioco - ci
saranno vincitori e vinti - ma dobbiamo essere
più efficienti nell’utilizzo dei materiali e delle
risorse a nostra disposizione.
Quali sono le aree principali in cui opera
l’azienda per raggiungere risultati di valore?
Per aggiungere valore alle proprie azioni,
e considerarsi così una realtà “sostenibile”,
AkzoNobel opera su due fronti: economico
e ambientale (sociale). È quest’ultimo, quello
di tipo non strettamente economico che
può generare un valore maggiore in termini
di sostenibilità, e sono quelli maggiormente
in evidenza nel ranking del Dow Jones
Sustainability Index. AkzoNobel ha lanciato
tutta una serie di iniziative per soddisfare
questi target, come lo sviluppo di prodotti
considerati eco-premium, con l’adozione di
una politica energetica volta alla diminuzione
entro il 2020 del 25% delle emissioni di Co2/
tonnellata prodotto, oltre alla implementazione
di un sistema di gestione delle acque in tutti i
siti di produzione e ad una campagna di forte
sensibilizzazione verso la sicurezza sul luogo
di lavoro per tutti i dipendenti e i fornitori, con
un training adeguato per tutte le business unit.
L’impegno di AkzoNobel ad essere sempre
più un’azienda sostenibile, le ha valso già
da qualche anno il secondo posto nella
classifica mondiale della sostenibilità, il
Dow Jones Sustainability Index. Come
considera questo successo?
Penso che sia fondamentale avere un punto
di riferimento esterno ed obiettivo che
misura coerentemente i tuoi progressi e le
tue performance in ambito ambientale. Per
noi di AkzoNobel i dati prodotti da SAM
(Sustainable Asset Management) sono il nostro
parametro per individuare le priorità e le aree
su cui intervenire. C’è ovviamente un margine di
miglioramento, ma il fatto di essere nelle prime
3 posizioni della graduatoria mondiale della
sostenibilità per 6 anni consecutivi, rappresenta
un grande successo e una conferma del nostro
impegno per una crescita continua come
azienda sostenibile.
AkzoNobel è una multinazionale presente
in 80 Paesi, che offre un’ampia scelta
di prodotti, brands, servizi e assistenza
tecnica. Come riuscite ad inserirvi in questa
varietà di scenari, caratterizzati da differenze
culturali, sociali ed economiche? Quale la
leva su cui puntare?
Tre parole chiave: ricerca, sviluppo e innovazione
(RS&I), essenziali per fare del nostro business
un business di successo. Siamo presenti in
tutti i Paesi con delle realtà locali altamente
strutturate e specializzate, in grado di offrire il
massimo nel campo della ricerca e sviluppo,
per la messa a punto di prodotti altamente
innovativi. Questo ci consente di proporre
sempre la gamma migliore di prodotti per quel
tipo di realtà e mercato.
Un buon esempio è la Cina dove siamo
presenti, tra l’altro, con il marchio Dulux. In
Cina le persone non amano sentire l’odore della
vernice, per cui quando devono tinteggiare
un’abitazione intere famiglie si spostano in
altri luoghi pur di non sentire quell’odore di
vernice fresca. È praticamente una tradizione, si
assentano anche per settimane. Per noi sembra
assurdo, eppure… In questo caso, abbiamo
studiato e messo a punto una linea Dulux ad
hoc e profumata all’essenza di bamboo. Una
strategia unica e vincente, è stato un vero
successo!
Quando “differente” conta… la diversità come
valore per essere ancor più un’azienda
sostenibile. Come si relaziona AkzoNobel
con la comunità locale, e come i prodotti
influiscono sull’ambiente circostante, naturale
e urbano?
Il nostro gruppo è fortemente orientato verso le
comunità locali tanto quanto è vicino al suo
mercato di interesse. Nel 2005 abbiamo lanciato
un programma innovativo di coinvolgimento
dei nostri collaboratori: il Community Program,
grazie al quale in tutto il mondo oltre 8000
volontari, tra tutti i nostri dipendenti, hanno
realizzato quasi 2000 progetti sul territorio
di appartenenza, dal Mediterraneo agli Stati
Uniti all’Asia. Progetti che hanno visto il
coinvolgimento dei nostri dipendenti con
enti, associazioni benefiche, pubbliche
amministrazioni per lo sviluppo di programmi
educativi per i giovani, programmi di formazione
per i più svantaggiati, o ancora iniziative per
la tutela dell’ambiente. La validità di questo
programma sta nel favorire situazioni di crescita
personale, capacità relazionali e di leadership.
Dal punto di vista della produzione, operiamo
costantemente per una riduzione dell’impatto
ambientale, attraverso programmi di risparmio
energetico, diminuzione della produzione di
rifiuti, riduzione dei composti organici volatili
(COV) secondo le normative europee in materia.
Sikkens sta lanciando una nuova linea di
prodotti “eco”. Quali sono i benefici portati
da questa nuova gamma di prodotti?
Anche nel settore professionale, stiamo
assistendo ad una crescente domanda di
prodotti vernicianti più rispettosi dell’ambiente,
in una parola più “sostenibili”.
Per rispondere efficacemente a questa
esigenza, Sikkens ha messo a punto una
gamma di prodotti in grado di combinare
un’ottima qualità con una durata nel tempo
superiore ai prodotti normalmente in
commercio. Sono i prodotti a marchio EcoSure,
con un particolare logo a goccia.
La caratteristica di questi prodotti innovativi
non è soltanto il basso impatto ambientale
generato, ma anche la composizione di alcune
vernici.
Pensiamo soltanto ad un prodotto per interni
che se applicato mi fa risparmiare sull’energia,
perché la sua particolare composizione
mi permette di accrescere gli effetti della
luminosità.
Questo è un beneficio per l’ambiente ma anche
per il cliente finale che - detto fra noi - potrà
risparmiare qualcosa sulla sua bolletta. Questo
fa la differenza.
Questo è quello che possiamo offrire al nostro
mercato per fare la differenza ed essere così
veramente sostenibili.
9
Best ProjectS
FORME NATURALI E COLORE
per il nuovo polo scolastico per l’infanzia a Rosta, Torino.
Foto a cura di: Giuseppe Giardino
PARTICOLARITÀ DEL PROGETTO
Il polo di età prescolare di Rosta presenta una conformazione architettonica ispirata al mondo
naturale, proposto come metafora della vita per i bambini. La struttura dell’asilo, che si apre con
una serie di “petali”, di stanze dove i bambini svolgono le loro attività, è interpretato come in un
percorso di crescita costante e di scoperta della vita.
Mentre lungo la parte allungata a “stelo” si diramano i locali di servizio (come cucina, spogliatoio,
dispense ecc), allegoricamente: come uno stelo funge da via di alimentazione e sostentamento della
corona floreale. Nell’insieme l’impianto risulta aperto e accessibile, tanto da aver ottenuto nel
2007 il prestigioso premio FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche) “per
aver coniugato lo studio, la ricerca, l’attenzione al vissuto di bambini diversamente abili e
normodotati, che comunque per la tenera età hanno difficoltà di deambulazione.
Asilo nido “Il Fiore” progettato con piena attenzione al dimensionamento, alla composizione e alla
qualificazione degli spazi. La forma dell’edificio della scuola materna ricorda, allegoricamente,
un’orma quasi a raffigurare il primo passo lungo la strada della formazione personale. La pianta
garantisce appoggio alle dita protese verso il futuro. La particolare forma della copertura dell’atrio
della scuola materna trae spunto dall’osservazione del dorso di una mano le cui dita centrali
vengono protese verso l’avanti.
N
el verde della provincia torinese,
in località Rosta, in un contesto
urbano consolidato con il territorio
di appartenenza, lo studio Progetto
Architettura di Rivoli ha realizzato un
innovativo polo scolastico per l’infanzia,
costituito da due edifici separati ma
comunicanti nella struttura architettonica
di insieme: un asilo nido a forma di fiore e
una scuola materna che ricorda un’orma.
Filo conduttore, l’attenzione per l’ambiente
e la qualità degli “abitanti” del centro
scolastico, piccoli protagonisti alle prese
con l’avventura quotidiana della formazione
e della crescita.
Un progetto che ha visto la partecipazione
anche di Sikkens per i materiali vernicianti
e gli smalti, aggiungendo una nota di colore
in più.
L’interconnettivita’ fisica e funzionale tra edifici ospitanti asilo nido e scuola materna è accentuata
dalla realizzazione di un sistema di pensiline di collegamento. Gli edifici mirano a creare un ambiente
dove il bambino possa ritrovarsi e riconoscersi, diverso dalla casa, ma non straniero; ampio, ma
non sensazionalmente freddo e vuoto; tecnologicamente costruito, ma con impiego di materiali
naturali, ecologici e confortevoli.
ALCUNI NUMERI DEL PROGETTO
120
7.290,39
1.412,98
991,75
3.803,30
2.601.000,00
unità - bambini ospitabili
mq - superficie complessiva del lotto
mq - superficie coperta complessiva
mq - superficie di parcheggio
mc - Volumetria complessiva
E - Importo complessivo
opere polo età prescolare
10
Per un approccio quanto più sostenibile, i
progettisti hanno rivolto particolare attenzione
all’esposizione solare degli spazi ospitanti
i bambini, cercando di sfruttare al meglio le
ore di insolazione invernale e di ridurre quelle
estive con la realizzazione di un sistema di
pensiline di analoga foggia per entrambi gli
edifici. Attraverso la creazione di ampie zone
d’ombra e pozzi di luce si alimenta una serie
di moti convettivi attorno gli edifici sviluppatisi
esclusivamente attraverso il verificarsi di
masse di aria calda e fredda che, naturalmente,
tendono a scambiarsi posizione. Grazie
all’adozione di un sistema di riscaldamento
a pavimento è stato possibile creare un
ambiente estremamente confortevole e
adatto alle attività dei bambini che spesso
manifestano una naturale predilezione per il
gioco a terra, attività solitamente provocante
sensazioni disagevoli conseguentemente il
contatto con superfici fredde.
Contemporaneamente, si è ottenuto di ridurre
sensibilmente il numero di elementi radianti,
metallici, possibili ostacoli alla presenza di
animati utenti. L’adozione di un sistema di
riscaldamento a pavimento ha permesso
inoltre di utilizzare acqua riscaldata a bassa
temperatura, generata da una caldaia a
condensazione recuperante parte dell’energia
che andrebbe dispersa e quindi generante
costi di esercizio minori rispetto ai sistemi di
riscaldamento usuali. Infine, la scuola materna
è stata dotata di “camini di esalazione”
integrati negli arconi di copertura dell’area
polifunzionale, che per “effetto venturi”
contribuiscono al raffrescamento passivo
dello spazio principale dell’edificio.
COMMITTENTE:
Comune di Rosta
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO:
Arch. Elisabetta Fontana
PROGETTO:
“Progetto Architettura” , di Paolo Alpe, Luca
Bonfante & Giovanni Brignolo - Rivoli (To)
IMPRESA ESECUTRICE:
Ediltek S.r.l. (asilo nido) - Lessolo (To)
C.G.V. S.r.l. (scuola materna) - Alpignano (To)
COFEM S.n.c. (aree esterne) - Rosta (To)
CICLO SIKKENS:
Ciclo per interni:
Fondo: Alpha BL Grond
Finitura Alpha Unidecor BL Mat
Fondo: Impregnante Alphatex
Finitura: Alphamat
Ciclo per esterni:
Fondo: Alphaloxan Primer
Finitura: Alphaloxan Farbe
Ciclo di lavoro supporti in ferro:
Fondo: Redox AK 1190 - Finitura: Rubbol BL Satin
11
nel rispetto della natura circostante
a Paderno del Grappa.
un approccio multisensoriale con Sikkens.
N
el corso di questi ultimi anni, i professionisti
del colore Sikkens di AkzoNobel hanno
collaborato con Hc.Engilab & Safe per
la messa a punto del progetto Snöezelen, volto
al recupero e alla riabilitazione di persone con
problemi di adattamento, di percezione degli
spazi e disagi psicofisici in genere. Sikkens,
in qualità di sponsor tecnico, ha offerto la
sua consulenza nella fase di progettazione ed
esecuzione dei lavori con Hc.Engilab & Safe,
attraverso un team dedicato di esperti per ogni
area di competenza, con sopralluoghi, relazioni
tecniche, campionature, assistenza in corso
d’opera.
COSA SIGNIFICA SNÖEZELEN?
Un termine curioso Snöezelen, che trae origine
dalla fusione di due parole olandesi ‘snuffelen’ e
‘doezelen’ rispettivamente ‘annusare’ e ‘appisolarsi’.
Lo Snöezelen è un approccio multisensoriale
che nasce, alla fine degli anni ’70, dall’intuito
e dalla professionalità di due psicologi e
terapisti della riabilitazione olandesi, Jan
Hulsegge e Ad Verheul, che hanno tentato,
attraverso il loro lavoro, di staccarsi dalle
attività terapeutiche tradizionali.
L’intervento in origine era rivolto a disabili gravi
che hanno mostrato feedback positivi e ai quali
era necessario fornire stimoli ai 5 sensi in un
ambiente appositamente creato, rilassante e
ricco di informazioni sensoriali di base, con luci
artificiali, colori, odori, suoni. Successivamente,
il campo di intervento è stato ampliato anche
ad altri tipi di utenza, adulti e minori, con
patologie psichiatriche, Alzheimer, affetti da
autismo, con deficit sensoriali di varia entità,
per il recupero post trauma e nel periodo
comatoso. È una metodologia molto diffusa
all’estero, soprattutto nell’Europa del Nord e
negli USA e che ha iniziato a diffondersi anche
in Italia a partire dai primi anni del 2000.
personali. Sono i sensi che ci consentono di
entrare in sintonia con la vita, di dialogare col
mondo che ci circonda, di essere totalmente
presenti nel “qui e ora”, di vivere appieno. Per
questo è importante tenere presente che la
disabilità sensoriale, legata all’impoverimento
percettivo, cioè alla riduzione degli stimoli
provenienti dall’ambiente esterno, determina
uno svantaggio che deve essere integrato o
compensato con attività specifiche rivolte allo
sviluppo, al potenziamento e all’utilizzo degli altri
sensi, meglio se in un contesto multisensoriale.
In questo contesto scientifico e di studio della
percezione sensoriale, è stato di fondamentale
importanza l’uso del colore. Nella realizzazione
delle diverse stanze, corridoi, spazi di attesa,
bagni assistiti dove vengono praticate le attività, si ha come attenzione quello di un miglioramento
della qualità di vita attraverso lo studio e l’applicazione di diversi piani colore, oltre alla creazione
di particolari effetti luminosi, vibroacustici e olfattivi, con l’intento di favorire nel paziente, attraverso
la stimolazione di tutti e 5 i sensi, occasioni per interfacciarsi con il mondo esterno e con i terapisti
attraverso attività piacevoli scelte in funzione del gusto del paziente e che consentano loro di superare
crisi comportamentali e la chiusura in se stessi.
Attualmente la metodologia Snöezelen è utilizzata quotidianamente non solo nei campi della
riabilitazione, della terapia occupazionale e della terapia clinica, ma anche dell’attenzione alla qualità
di vita delle persone anziane fragili (nelle RSA, nei nuclei Alzheimer, nei centri per il Parkinson) e
dell’educazione.
scopo dell’approccio Snöezelen è quello di “aiutare la persona a provare piacere per quello che
partendo da quello che è e dalle competenze che ha già maturato, dal suo modo di vedere, di sentire
di gustare il mondo, con l’intento di progredire e camminare insieme” (ref. Hulsegge J. E Verheul A.,
Snöezelen: another World, Ed. Rompa, 1987).
Lo
fa,
12
I
n località Paderno del Grappa, in provincia
di Treviso, è stato realizzato nel 2010 un
fabbricato ad uso residenziale e direzionale,
di classe A, disposto su due livelli, per un
totale di circa 400 mq. La scelta progettuale
per la realizzazione dello stabile ha tenuto
conto della situazione edilizia preesistente e
dell’ambiente circostante. L’area, posta alle
pendici del Massiccio del Grappa, è fortemente
caratterizzata dalla presenza di fabbricati
realizzati negli anni ‘60 - ’70 e da sporadici edifici
dal carattere rurale, realizzati con materiali
semplici di origine naturale come pietra e legno,
tipici dei vecchi impianti.
L’edificio è stato realizzato grazie anche al
contributo di Sikkens, attraverso la fornitura di
prodotti per esterni ALPHALOXAN PRIMER +
ALPHALOXAN FARBE NEL COLORE SCELTO +
ALPHALOXAN PUTZ 1MM; mentre per le pareti
interne è stato impiegato ALPHATEX ACRYL.
“In questa abitazione la relazione con i caratteri
dell’architettura rurale tradizionale accompagna
l’affermazione del “nuovo”, in un contesto
prealpino dove la pietra e il legno manifestano
il senso di radicamento nel paesaggio” spiega
l’ingegnere Adriano Filippin, a capo del progetto.
“L’edificio evidenzia una ricchezza compositiva
fondata sul dialogo tra i materiali: la pietra dei
muri laterali racchiude e si contrappone al
legno che riveste le facciate al piano terra e
alla struttura minimalista e contemporanea in
acciaio arrugginito - vetro del piano primo”.
Forti differenze caratterizzano le singole
facciate: a sud il fronte riprende i canoni dei
vecchi fabbricati utilizzati come accessori rurali.
Ancora a sud, anche la scelta di utilizzare il
legno come rivestimento delle facciate al piano
inferiore ricalca la tipologia dei vecchi “barchi”
dove spesso si utilizzavano tavoloni di castagno
per le tamponature perimetrali.
Snöezelen è quindi la volontà di creare esperienze
autentiche facilitando alcune componenti come
la giusta atmosfera, il trascorrere del tempo,
la ripetizione degli stimoli che rispecchiano lo
stato d’animo del momento, le proprie attitudini
Best ProjectS
MATERIALI NATURALI
IL COLORE IN TUTTI I SENSI
Il prospetto ovest “nasce” dalle scelte architettoniche
adottate nel prospetto sud: qui troviamo la presenza
massiccia della pietra con tagli verticali ed
orizzontali utilizzati come punti luce per l’interno.
Il prospetto est ha una connotazione prettamente
moderna che penetra nell’architettura più rurale
del volume principale; tale elemento realizzato
in laterizio e successivamente intonacato a tinte
forti funge da “base” per la parete in pietra che
viene riproposta al piano primo. Nel prospetto
nord ritroviamo il volume emergente al piano terra
e le finestrature a nastro al piano terra e primo.
La parte abitativa si sviluppa maggiormente
al piano terra dal quale, attraverso una scala
interna, si raggiunge la zona interrata e una
porzione del piano primo. La zona adibita ad
ufficio si trova al piano primo al quale si accede
tramite una scala posta nella parte nord-ovest;
tale scelta è stata fatta per rendere indipendente
e ben definite le due unità.
CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE, ASPETTI
BIOCLIMATICI E FONTI RINNOVABILI
L’aspetto bioclimatico ha avuto un notevole
impatto sulle scelte progettuali e di utilizzo
dei materiali per garantire efficienza di utilizzo
e risparmio energetico. Partendo da una
concezione complessiva dei volumi, che per
sagoma e caratteristiche costruttive tiene
presente i principi dell’architettura bioclimatica,
il progetto soddisfa l’obiettivo di realizzare un
edificio confortevole, sano e a basso consumo
energetico.
Si è scelto di utilizzare materiali e tecniche
costruttive per massimizzare il comportamento
spontaneo dell’edificio (passività). Tale
caratteristica comportamentale dell’edificio
è stata ottenuta attraverso elementi strutturali
e di tamponamento altamente performanti in
grado di ottimizzare i comportamenti termici del
fabbricato nella conservazione dell’energia.
Le pareti perimetrali sono realizzate con materiale
laterizio o pietra dello spessore di 30 cm
in grado di offrire un’alta inerzia termica, al fine
di “proteggere” dal surriscaldamento lo strato
da 20 cm di isolante naturale in fibra di legno;
sulle facciate a sud del piano terra sono state
studiate delle tamponature in legno staccate
dal paramento portante al fine di ottenere
una parete ventilata che funge da protezione
per il surriscaldamento estivo dovuto
all’irraggiamento solare. La copertura superiore
è in legno dove gli strati isolanti di fibra di
legno con densità diverse garantiscono elevate
prestazioni di isolamento termico, acustico e di
inerzia termica.
Per la copertura piana si è scelto la finitura a
“tetto verde”, un accorgimento in grado di
apportare una mitigazione del microclima interno
dei locali grazie alla limitazione delle escursioni
termiche e un aumento dell’insonorizzazione
dell’immobile. Nello specifico, la copertura verde
appartiene alla tipologia di verde pensile
estensivo che impiega vegetazione che non
richiede cure particolari e la cui manutenzione
è limitata a pochi controlli periodici a costi
contenuti. Le vetrate disposte al piano primo,
consentono l’entrata di luce solare con il
conseguente “riscaldamento naturale” degli
ambienti durante i periodi invernali, mentre nei
mesi estivi è possibile evitare il surriscaldamento
essendo i vetri di tipo “basso emissivo”, quindi
con alte prestazioni isolanti, oltre all’utilizzo di
opportuni elementi di schermatura solare.
Infine, sempre in tema di risparmio energetico,
il progetto ha previsto la collocazione di
moduli fotovoltaici per la produzione di energia
elettrica del tipo a sistema connesso in rete e
in grado di alimentare una pompa di calore per
il riscaldamento invernale e il raffrescamento
estivo. È stato studiato anche il sistema per
sfruttare adeguatamente l’acqua piovana per
risparmiare acqua potabile, le moderne
tecnologie assicurano un funzionamento
affidabile e assolutamente igienico per impieghi
fondamentali quali l’irrigazione, la pulizia, lo
scarico dei wc.
PROGETTISTA E DIREZIONE LAVORI:
Ing. Filippin Adriano, Paderno del Grappa (TV)
CICLO SIKKENS:
Ciclo per interni: Alphatex Acryl
Ciclo per esterni:
Alphaloxan Primer + Alphaloxan Farbe
nel colore scelto + Alphaloxan Putz 1MM
Impresa di tinteggiatura e restauri:
Battilana Alfonso, Borso del Grappa (TV)
La
forte volontà di aprire alla campagna circostante gli spazi dell’abitazione e dell’ufficio caratterizza
questo progetto, in cui l’esterno confluisce nell’interno e viceversa. Ciò è stato realizzato attraverso
lo svuotamento del primo piano dove ampie vetrate scorrono lungo il lato sud ed ovest garantendo la
continuità con l’esterno.
13
fare bene agli occhi e al cuore
AL NIGUARDA PIÙ COLORE CON SIKKENS
REALIZZATO IL NUOVO CENTRO DI RIABILITAZIONE
LITTA, CON IL CONTRIBUTO IKEA.
I
colori di Sikkens contribuiscono alla
ristrutturazione dei nuovi ambienti della
Comunità di Riabilitazione a Media
Assistenza (CRM) Litta Modignani di Milano.
Un importante progetto sociale sostenuto
da IKEA per la progettazione di alcuni spazi
del centro collegato a Psichiatria 2 dedicati
alla residenzialità dell’Ospedale Niguarda Ca’
Granda alla periferia nord-ovest di Milano.
Il gruppo scandinavo nell’ambito del sostegno
a progetti rivolti alla diversità del territorio,
usa il colore come elemento protagonista in
un ambiente sensibile come quello di soggetti
con disagio psichico. Da qui l’interessante
opportunità per AkzoNobel, attraverso il
marchio Sikkens, di poter partecipare al
progetto attraverso la consulenza tecnica
per i prodotti vernicianti e la loro fornitura
gratuita, per poter esprimere al meglio le scelte
cromatiche e funzionali del progettista IKEA che
non si sarebbero potute realizzare in mancanza
del “materiale colore” .
Condiviso ed approvato in collaborazione con i
responsabili dell’Unità di Psichiatria, il progetto
cromatico è stato realizzato tenendo conto
dell’utenza e delle funzioni degli ambienti, con
l’intento prioritario di ricreare un ambiente
familiare sulla base del metodo scandinavo
Natural Color System utilizzato da IKEA
nell’abbinamento con l’arredo. Ne è risultato
un progetto caratterizzato da tinte decise,
apparentemente azzardate, che danno vita ad
un ambiente stimolante dove il posizionamento
dei colori ridisegna gli spazi e riporta ambienti
altrimenti ampi e sterili ad una dimensione più
14
Il cielo in una stanza
progetto no profit con i colori di Sikkens.
R
domestica. Esempio ne è il corridoio centrale
caratterizzato da 3 fasce colorate intervallate
dal bianco che comprendono anche il soffitto.
L’uso ricorrente di varie tinte verdi, lontane
dalle tipiche tonalità “ospedale”, accostate a
tonalità azzurre creano sensazioni di benessere
e rilassamento sia nelle camere che nelle
stanze dedicate alle attività creative. L’area
mensa condivide la stanza con la cucina, ma
è caratterizzata da bande colorate verticali in
corrispondenza delle tavolate, che creano un
ritmo allegro e decorativo.
Per quanto riguarda i prodotti SIKKENS, sono
stati utilizzati alcuni prodotti della linea Solvent
Free caratterizzata dall’assenza di solventi e
plastificanti, tra cui ALPHACRYL SF (idropittura
lavabile opaca priva di solvente) e ALPHA
TEXYLAN SF (idropittura silossanica traspirante
priva di solvente) per i bagni e la cucina,
prodotto che ha permesso la realizzazione di
tinte medio-scure altrimenti non fattibili con un
classico prodotto traspirante. Inoltre sono state
impiegate 8 tinte di ALPHAMAT (idropittura
lavabile opaca) per camere, sale, corridoio
e mensa e per quanto riguarda la cucina,
è stato utilizzato WAPEX DECOR BL SATIN
(protettivo incolore epossidico all’acqua) come
soluzione per creare una fascia più lavabile
in corrispondenza del piano cottura, data
l’assenza di piastrelle.
Questo progetto rappresenta un esempio
importante di quanto il colore faccia la
differenza, sostenuto da prodotti vernicianti
di qualità e come supporto fondamentale ad
una soluzione di arredo dal design estetico e
funzionale.
La speranza che sia ormai vicina la fine delle
tinteggiature “insipide” utilizzate fino ad oggi
negli ambienti sanitari, ci ricorda che il colore
non dovrebbe essere “un colore qualunque”,
considerata la sua capacità di influenzare le
attività dell’uomo all’interno di un ambiente.
Un colore scelto con consapevolezza, può
realmente essere di supporto a tale attività
migliorandone le condizioni.
esponsabilizzare e spingere all’autogestione i detenuti attraverso l’arte: è l’obiettivo del progetto
“Il cielo in una stanza - Laboratori artistici per la riqualificazione artistica degli spazi interni
al carcere”, promosso dalla cooperativa sociale Zigoele di Milano. Obiettivo dell’iniziativa,
incoraggiare le persone ad intervenire direttamente per rendere gli spazi del carcere più vivibili.
Il progetto è partito nell’aprile 2010 all’interno della sezione femminile del carcere di Bollate e verrà
presto esportato anche a San Vittore, dove si prevede di coinvolgere i detenuti tra i 18 e i 25 anni.
L’iniziativa ha avuto il supporto di importanti istituti di credito e ha visto la partecipazione attiva di
Sikkens che è intervenuta per la fornitura gratuita di materiali vernicianti e di consulenza e assistenza
tecnica durante le varie fasi di lavoro.
Il carcere rappresenta un contesto di vita quotidiana complesso, di difficile lettura per chi vive all’esterno.
Spazi di reclusione dove convivono differenti realtà e dove è necessaria una integrazione a più livelli,
per un miglioramento della qualità della vita all’interno delle mura delle case di detenzione. Recenti
studi in materia, dimostrano come il colore migliori questi spazi che sarebbero altrimenti anonimi, solo
funzionali, spazi privi di una qualsiasi identità. Il colore diventa uno strumento valido, un supporto
psicologico utile per affrontare situazioni disagiate, difficili come quelle delle carceri. “Il cielo in una
stanza” è un progetto coinvolgente che ha visto protagonisti sia detenuti che personale all’interno del
carcere, come agenti, educatori e amministratori. Il prossimo passo sarà portare ‘Il cielo in una stanza’
nel carcere di Piacenza, sempre all’insegna del colore!
http://zigoele.weebly.com
15
fare bene agli occhi e al cuore
Con sikkens il colore di Itaca
Inaugurato anche a Roma un centro
di accoglienza per le persone con disturbi mentali.
S
ulla base dell’esperienza milanese, anche a Roma si è costituita nell’aprile 2010 l’Associazione
Progetto Itaca, grazie ad un accordo di cessione gratuita del marchio e delle metodologie
dell’Associazione, con lo scopo di attivare iniziative e progetti di prevenzione, solidarietà,
supporto e riabilitazione per le persone affette da disturbi della Salute Mentale (depressione, ansia,
schizofrenia, disturbo bipolare, ecc.) oltre a programmi di sostegno per le loro famiglie.
Negli ultimi mesi sono stati accelerati i lavori per il completamento della sede romana in via
Terminillo, lungo la Nomentana, un edificio di cinque piani con ampio giardino e cortile che non
essendo in buonissime condizioni è stato necessario recuperare attraverso un attento lavoro di
ristrutturazione e di messa a norma dell’immobile. Il progetto ha riguardato una superficie complessiva
di quasi 670 mq disposti su tre livelli, per la definizione di spazi idonei alle attività ed esigenze del
Clubhouse, conservando il più possibile le strutture e le finiture esistenti. Con lo stesso entusiasmo
e spirito di partecipazione, AkzoNobel ha aderito fin da subito al progetto, offrendo il suo contributo
attraverso la fornitura gratuita di materiale verniciante e la sua assistenza tecnica in fase di cantiere:
Alphatex Acryl bianco per i soffitti, mentre per le pareti è stato utilizzato l’impregnante Alphatex e
Alphamat bianco e colorato secondo le indicazioni del progettista. Anche in questa occasione, lo
studio del colore degli spazi del Clubhouse è stato affidato all’Arch. Paola Bobba già curatrice del
progetto per Milano.
IMPARIAMO A DIPINGERE
PORTE APERTE IN AKZONOBEL PER I GIOVANI
DI SANTA LUCIA.
Links utili:
www.progettoitaca.org
www.fountainhouse.org
CHE COS’È UNA CLUBHOUSE
È una struttura diurna gestita con la formula del club
dove le persone (tra i 18 e i 45 anni) trascorrono la
giornata organizzate in unità di lavoro: accoglienza,
segreteria, comunicazione, cultura e tempo libero,
studio e formazione, gestione del club. Tutte le
attività sono finalizzate a recuperare ritmo di vita
e sicurezza con l’obiettivo finale, dopo questa
esercitazione, dell’inserimento lavorativo all’esterno,
anche per portare la persona all’autonomia
economica, oltre che sociale. Una colonna portante
del progetto è valorizzare le risorse della persona,
attraverso la partecipazione a tutte le attività del
Club, per combattere la cronicità della malattia,
ricostruire un buon ritmo di vita, sviluppare sicurezza
e autostima, oltre ad abilità specifiche, ricostruendo
relazioni positive con colleghi, amici e con la famiglia.
L’iscrizione al Club è gratuita, a vita, così come la
possibilità di frequentazione e la partecipazione alle
attività. D’altrocanto il socio non è retribuito per le
sue prestazioni ma frequenta in qualità di volontario.
Il segreto di questo modello di riabilitazione, ciò che
rende così speciale l’atmosfera di una Clubhouse
rispetto a qualsiasi altro centro o servizio della
psichiatria, risiede nel fatto che la persona con una
malattia psichiatrica grave non viene considerata
paziente o utente di un servizio, ma socio del Club.
Quindi una persona che contribuisce con le sue
risorse e capacità al funzionamento stesso del Club
ed allo sviluppo di tutte le attività.
16
I
mpariamo a dipingere è l’iniziativa di
AkzoNobel per avvicinare i più giovani
al mondo del colore professionale, per
il mercato dell’edilizia e del restauro degli
edifici.
La sede di Castelletto Ticino di AkzoNobel,
multinazionale leader nel settore, ha aperto le
porte dei suoi laboratori e della sua catena
di produzione ai ragazzi della Comunità Santa
Lucia di Novara. I giovani, dai 6 ai 18 anni, sono
stati invitati lo scorso gennaio a partecipare
ad un giorno di formazione suddiviso tra teoria
in aula e pratica nel laboratorio tecnico, per
conoscere più da vicino e “toccare con mano”
i prodotti vernicianti, la loro applicazione e
produzione in fabbrica.
AkzoNobel aveva già incontrato i ragazzi
della Comunità novarese durante la Let’s
Colour Week del 2011, quando alcuni
dipendenti dell’azienda avevano contribuito
alla tinteggiatura della palestra dell’istituto,
fornendo anche gratuitamente i prodotti
vernicianti e l’assistenza tecnica sul posto. Un
evento che ha riscontrato un grande successo
e ha avvicinato ancora di più la multinazionale
olandese alla sua comunità locale.
«Impariamo a dipingere è un’ importante iniziativa
AkzoNobel che si allinea ad una serie di attività
sul territorio già portate avanti dalla nostra
azienda, per avvicinare il mondo industriale,
e del lavoro, a quello giovanile» afferma
Maurizio Poletti, Amministratore Delegato
Akzo Nobel Coatings S.p.A. «Pensiamo che
sia davvero un’esperienza utile, e divertente,
per conoscere più da vicino il mondo delle
vernici.
Un’occasione per dare la possibilità ai ragazzi
- anche a coloro che hanno minori mezzi a
disposizione - di interessarsi ad un settore
che offre diverse possibilità di sviluppo. In
un momento delicato come quello attuale,
per la nostra economia e i per i giovani che
si affacciano al mercato del lavoro, credo sia
importante mettere a disposizione la nostra
esperienza e cultura del colore, per offrire
elementi e spunti di riflessione importanti per
il proprio futuro, di giovani professionisti.»
17
NUOVI MATERIALI PER CETOL, RUBBOL E REDOX.
Novità in arrivo per il legno: con il lancio della
nuova immagine Sikkens Sensations avvenuto
nel corso del 2011, AkzoNobel ha messo a punto
tutta una serie di nuovi materiali marketing per i
clienti e i professionisti del settore.
Rinnovata nella veste grafica la brochure e la
mazzetta per la linea legno Cetol di Sikkens con
contenuti aggiornati e integrati alle nuove direttive
in materia, per una comunicazione più incisiva
e vicina alle esigenze informative sui prodotti e
servizi Sikkens per i professionisti del colore.
Con la stessa impostazione verranno sviluppati
tutti i nuovi materiali Sikkens, inclusa la linea
smalti Rubbol e Redox.
A PROVA DI FUTURO:
PRODOTTI A MARCHIO ECOSURE.
I prodotti Sikkens sono costantemente soggetti a processi
d’innovazione e di miglioramento. Nel campo della qualità e
durata nel tempo, Sikkens si impegna per il raggiungimento
di livelli più alti per prodotti e servizi, per garantire un futuro
più sostenibile. L’inserimento sul mercato della nuova linea
di prodotti Sikkens EcoSure - facilmente riconoscibili dal
logo a forma di goccia “Eco” sull’etichetta - garantisce un
equilibrio tra grande qualità, ridotto impatto ambientale e
durata nel tempo dell’efficacia del prodotto. I parametri
di qualità e di basso impatto ambientale a cui la gamma
EcoSure fa riferimento sono molto stringenti. Questo
determina una selezione mirata e ristretta ad alcune unità,
oltre ad una continua evoluzione nella messa a punto di
sistemi sempre più evoluti.
HOTEL & TEMPO LIBERO
Alpha DuraClean: pittura murale opaca semi-minerale per esterni, che mantiene più a lungo
l’aspetto delle facciate. Possiede una bassa presa di sporco, che si traduce in superfici
esteticamente migliori per lungo tempo.
I colori contribuiscono a creare un’atmosfera
speciale anche negli hotel e negli ambienti
del tempo libero.
Per questo Sikkens ha messo a punto
una pubblicazione dedicata al settore
dell’ospitalità alberghiera per proporre
soluzioni cromatiche in linea con le diverse
esigenze di decoro e design. Una serie di
prodotti e novità Sikkens che garantiscono
un’elevata qualità e un basso impatto
ambientale.
Alphacryl Pure - Primer SF: fondo isolante pigmentato all’acqua a base acrilica, esente da
solventi, per superfici murali interne.
Aplhacryl Pure - Mat SF: idropittura murale opaca isolante a base acrilica, esente da solventi,
con elevata durata, per interni.
Rubbol BL Rezisto - Primer: fondo coprente all’acqua a base di resina acrilica in emulsione
acquosa e cariche selezionate. Possiede ottima resistenza alle sostanze grasse (sporco,
grasso cutaneo ecc.) ed è ideale per applicazioni su legno all’interno e all’esterno.
Rubbol BL Rezisto - Satin: finitura coprente all’acqua a base di speciale resina acrilica a
reticolazione chimica e pigmenti selezionati. Possiede ottima resistenza alle sostanze grasse
(sporco, grasso cutaneo ecc.) ed è ideale per applicazioni su legno, all’interno e all’esterno.
Cetol BLX-Pro: impregnante di finitura a base acqua, ideale per applicazioni all’esterno. Il film
flessibile gli consente di stabilizzare il legno anche in condizioni climatiche difficili. Assicura
inoltre buona adesione sul legno nudo, anche in presenza di umidità.
18
La natura crea, Sikkens mantiene e rinnova.
I prodotti a goccia EcoSure:
Alpha LumiMax - Mat SF: idropittura murale opaca esente da solventi, in grado di aumentare
la luminosità negli ambienti interni. Amplifica l’effetto delle sorgenti luminose e contribuisce
a risparmiare sui costi per l’illuminazione interna (in paragone ai prodotti murali per interni
tradizionali).
LE NOVITà DI AKZONOBEL
NOVITà
DAL MONDO SIKKENS.
HEALTHCARE DI SIKKENS
Grazie al programma “healthcare” per
il settore sanitario, Sikkens risponde
pienamente ai requisiti, spesso altamente
specifici e restrittivi, imposti dai progetti
presso strutture sanitarie. Si tratta di
un’offerta completa, focalizzata su un
settore sempre più strategico, dai prodotti
specifici sanitari a servizi, analisi e uso dei
colori nei vari ambienti.
COLOUR FUTURE™ 2012, L’ESPERIENZA DEL COLORE PER AKZO.
GUARDARE AL MONDO DA UNA PROSPETTIVA DIVERSA,
SVELA UN MONDO DI POSSIBILITÀ.
Il colore è ovunque intorno a noi, basta cercarlo.
La presenza o l’assenza di colore negli ambienti ha una notevole influenza sulle nostre azioni, sugli stati d’animo
che proviamo ogni giorno, nelle relazioni interpersonali come in quelle professionali. Che sia distensivo, stimolante
o ispiratore, il colore domina i luoghi e può cambiare il modo di vedere il mondo circostante. Per questo motivo
AkzoNobel - quale leader mondiale nella produzione del colore - studia da sempre la “natura” del colore nei suoi
diversi ambiti e utilizzi, i suoi effetti sulle persone e i luoghi, ed è in grado di definire una scala di quali sono le
tendenze dominanti nelle numerose variazioni di colore, predominanti in un determinato periodo: partendo dalla moda,
dal design, dalla pubblicità, fino allo spettacolo, all’arte o ai materiali industriali come legno, plastica o metalli.
L’Aesthetic Centre di Sassenheim in Olanda (ref. Paint 2/2011), realizza ogni anno il progetto Colour FutureTM in grado
di definire una collezione colore per l’anno che verrà, ispirata alle tendenze del momento. Se nel 2011 il colore dominante
era un vibrante greenish yellow, una sfumatura di giallo-agrume, influenzato dal sentimento di “apprezzamento”, per
il 2012 la parola d’ordine è “possibilità” che conduce verso un atteggiamento più propositivo aperto a nuove
opportunità… una sfida verso occasioni ancora da scoprire. Il colore dell’anno per tanto sarà un rosso pieno,
acceso, succoso! E la serie di colori proposti è caratterizzato da tinte, decise, con sfumature fresche, sferzanti, toni
colore dinamici, coinvolgenti in grado di infondere una idea di preziosa nuova rinascita.
www.colourfutures.com
19