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13 novembre 2014
Luisa Casati, la Divina Marchesa che fece di se stessa
un'opera d'arte vivente
Venezia, teatro delle sue follie, celebra il mito con la prima grande mostra a lei dedicata. Oltre un
centinaio di opere tra gioielli, abiti, dipinti, sculture.
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11:13 - Indossava serpenti vivi come gioielli. Era famosa per le sue passeggiate notturne, quando
sfilava vestita solo della pelliccia accompagnata da cuccioli di ghepardo al guinzaglio. Si faceva
servire da uomini neri seminudi con la pelle spruzzata d'oro. Se pensate che le follie delle rockstar
anni '70 o di una Lady Gaga odierna siano insuperabili, dovete fare la conoscenza di Luisa Casati,
fashion icon classe 1881.
Foto Ufficio stampa
La Divina Marchesa ritorna a Venezia, palcoscenico dei suoi eccessi di inizio secolo, con una
mostra a Palazzo Fortuny. Capigliatura vermiglia, labbra rosse su un viso pallidissimo, due
enormi occhi verdi e magnetici (per renderli ancora più grandi ingeriva bacche di Belladonna,
contenenti atropina): la sua figura impressionò mezzo mondo, da Jean Cocteau a Gabriele
D'Annunzio, da Jack Kerouac a Marinetti. Antesignana della body art, dandy alla Oscar Wilde, la
Marchesa Casati voleva fare di se stessa un'opera d'arte vivente. E per far questo impegnò tutta
la sua vita e le incredibili ricchezze che ancora bambina aveva ereditato.
La Divina Marchesa era l'icona degli eccessi della Fin de Siècle, quando bisognava vivere
precipitosamente senza risparmiare nulla. E infatti morirà in miseria, nel 1957, a Londra. Ma nella
sua ricerca dell'immortalità è stata anche una mecenate e una scopritrice di talenti artistici: si
faceva ritrarre da pittori come Giacomo Boldini, scultori come Giacomo Balla, fotografi come Man
Ray, offrendo loro la sua protezione e la sua amicizia, e ispirò D'Annunzio per il romanzo Il fuoco,
unica fra le tanti amanti del poeta che lui abbia mai stimato.
Non ha scritto nulla, non ha lasciato detto nulla, ha fatto solo parlare di sé fino ad oggi grazie alle
sue strabilianti apparizioni e alle sue feste, dilapidando l'eredità paterna in oggetti, vestiti, animali
esotici, palazzi e folli balli in maschera, in grado di lasciare in chi la incontrava una traccia
indelebile frutto di un momento fugace.
La Divina Marchesa. Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Epoque agli anni folli
Venezia, Palazzo Fortuny
4 ottobre - 8 marzo 2015
per informazioni: www.mostracasati.it/

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