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La Spagna e l’ambiente spagnolo a Roma
I primi legami tra Bodoni e l’ambiente spagnolo sono documentati fin dal 1780
quando José Nicolás de Azara (ni 166-167), ministro plenipotenziario del Re di
Spagna a Roma, gli commissionò la stampa della traduzione del trattato di Anton
Raphael Mengs (ni 165, 167), riproposto col titolo di Opere di Antonio Raffaello
Mengs primo pittore della Maestà di Carlo III (n°172). L’impresa gli valse nel 1782
la concessione dell’importante diploma di Tipografo di Camera da parte del re
Carlo III di Spagna (n°163).
Nel 1788 Bodoni, allettato dagli inviti del de Azara, si recò a Roma ricevendo
l’offerta a trasferirsi nell'Urbe per stampare una serie di classici latini, greci e
italiani. Ma il Duca di Parma non diede il suo permesso e volle che le stampe si
facessero a Parma, accordando all’uopo a Bodoni il permesso di creare una
stamperia privata, parallela alla Stamperia Reale. Nel 1791 Bodoni iniziò
l'impresa, stampando le opere di Orazio, Virgilio, Catullo, Tibullo, Properzio e
Lucrezio; quest’ultimo rimase interrotto, come l’intero progetto, poiché il de
Azara venne trasferito nel 1798 all’ambasciata di Parigi e lì morì nel 1804.
Bodoni dedicò il primo tomo della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso del
1794 (n° 173) al re di Spagna Carlo IV di Borbone marito di Maria Luisa, figlia del
Don Filippo di Parma – entrambi ritratti dal pennello di Goya (ni 168-169) - per
ringraziarlo della concessione di una pensione annua da parte della Corte di
Madrid. Gli venne anche rinnovato il privilegio di Tipografo di Camera di Sua
Maestà, mantenuto fino al 1808.
Solo un’opera in spagnolo fu stampata da Bodoni, la Comedia nueva di Leandro
Fernández de Moratín nel 1796 (n°174), essendo naufragati i progetti di
pubblicazione, nella stessa lingua, di un’edizione del Don Quichote di Cervantes e di
un’Iliade.