Storia e stili del Tattoo

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Storia e stili del Tattoo
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Storia e stili del Tattoo
Gli stili più conosciuti e la storia del tatuaggio.
La storia del tatuaggio è una faccenda antichissima e
delicata, dove la superstizione, le tradizioni, le credenze
e la disinformazione l’hanno visto passare nel corso dei
secoli da pratica rituale e simbolo di appartenenza sociale
a marchio per delinquenti e gentaglia di basso fondo.
Perché tutto questo? Che cosa ha spostato l’ago della
bilancia? I primi reperti relativi all’arte del tatuaggio si
trovano già in mummie del 500 A.C ( alcuni scritti parlano
addirittura dal 3300 A.C.), dove i corpi ritrovati sono
chiaramente ricoperti da tatuaggi, si presume di natura
terapeutica e sciamanica. Vi sono poi testimonianze
nell’antico Egitto, in Grecia e nell’antica Roma, dove per
esempio i centurioni si tatuavano il nome dell’Imperatore
o del generale per il quale combattevano.
In alcune società tradizionali orientali, dell’Oceania e del
Sud Est Asiatico quest’arte è sempre rimasta intatta nel
corso della storia, basti pensare ai tribali polinesiani o ai
più conosciuti Maori, dove linee e simboli sono densi di
significati sociali e spirituali. Non a caso infatti tatuarsi
motivi proibiti è considerato un sacrilegio!
Nella società occidentale si hanno testimonianze di
persone tatuate già dai Celti e dai Britanni, dove i nobili
avevano tatuato lo stemma della propria casata in modo
da poter essere riconosciuti in caso di morte in battaglia.
La chiesa ha avuto poi un ruolo importante nella diffusione
o no del tatuaggio in epoca antica: i primi cristiani infatti si
tatuavano il “tau”, la croce stilizzata di Cristo, sulla fronte,
pratica poi abolita da Costantino nel 325. Nonostante
questo la tradizione non si è estinta e durante le crociate
moltissimi cavalieri avevano tatuato un simbolo che
rappresentasse la propria religione, in quanto non vi era
sepoltura per i morti in battaglia che non recassero alcun
riferimento al proprio credo.
Si racconta che Sant’Antonio avesse un “tau” tatuato sul
petto. E’ nel 787 che tatuarsi diventa proibito per il buon
cristiano, Papa Adriano I infatti emana una bolla dove vieta
qualsiasi pratica che deturpi il corpo.
Sembra finita per i tatuaggi in Europa, ma essi riappaiono
invece verso la fine del ‘700 grazie ai viaggi del capitano
Cook, che riporta nelle terre europee testimonianze di
indigeni tatuati e anche qualcuno di loro come schiavo.
Anche la parola TATTOO si dice sia stata coniata dallo
stesso Cook, che si presume l’abbia inventata a partire dal
polinesiano “Tatau”.
Ecco allora che sono i marinai a salvare il tatuaggio e a
riportarlo nel vecchio continente, prima esibendo tatuaggi
tradizionali indigeni, farciti con rocambolesche storie di
come essi siano stati catturati e sottoposti a questa
pratica ancestrale, poi sviluppando i soggetti che sono
divenuti i classici del tatuaggio traditional occidentale.
E allora rondini, velieri, ancore, fari e tutta la simbologia
tipica della cultura marinara si trasferisce sulla pelle di
questi lupi di mare, in molti porti iniziano a comparire le
prime botteghe di tatuaggi, e tutta la sottocultura della
gente che vive a contatto con questa realtà marinara ne
rimane attratta.Se avete presente i disegni di Sailor Jerry
vi ricorderete di un flash con pollo e maiale: venivano
tatuati dai marinai sui piedi come portafortuna in caso
di affondamento. Infatti le casse con gli animali destinati
all’approvigionamento erano sempre le prime a rimanere
a galla in caso di naufragio. Gli uomini e le donne iniziano
così ad avere corpi sempre più tatuati e non passa molto
tempo prima che i circensi fiutino l’affare! Agli inizi del
‘900, oltre all’uomo cannone ed alla donna barbuta, si
iniziano a vedere negli spettacoli “l’uomo e la donna più
tatuati del mondo”, con imbonitori pronti a mostrare
questi corpi dipinti ai curiosi venuti apposta per assistere a
questi spettacoli.
...Si ok i santi, ok i marinai, ma le “puttane” in tutto
questo dove sono, direte voi che leggete...
Ci viene in “aiuto” Cesare Lombroso (1835-1909) medico,
antropologo, criminologo e giurista italiano, considerato
pioniere e “padre” della moderna criminologia. Nel suo
saggio
“l’uomo
Delinquente”
Lomboso
mette
in
strettissima collaborazione il tatuaggio con l’indole innata
ad avere una “morale deviata” del delinquente. Ecco
allora che l’uomo tatuato viene considerato un criminale e
la donna una prostituta.
In seguito alla diffusione di questo saggio in Italia il
tatuaggio viene ancora di più stigmatizzato e ghettizzato,
ed è per questo motivo che è fino ai primi anni del 1970
che non esistono botteghe in strada di tatuatori, la pratica
rimane nascosta e clandestina.
La rivoluzione culturale, le prime gang di motociclisti e la
cultura Hippy aiutano a far uscire di nuovo allo scoperto il
tattoo in Italia e si iniziano ad avere i primi tattoo shop.
Da qui in poi il tatuaggio ricomincia a diffondersi tra i
giovani italiani, fino agli ultimi 15-20 anni dove si iniza a
vedere il “boom”, in cui sempre più persone mostrano alla
società il proprio “marchio”.
Ora questa è solo un’infarinatura su come il tatuaggio
è passato di epoca in epoca, un sacco di aspetti sono da
approfondire e secondo noi ne vale la pena, speriamo
dia avervi incuriosito e avvicinato un po’ di più a questo
mondo, che va ben oltre il “oh zio fammi un’infinito o una
piuma”
Trama presa dal sito www.traditionaltattooit.com
TRADITIONAL
Agli inizi del 1700 grazie ai viaggi del capitano Cook
riappaiono i primi tatuaggi in Europa. La simbologia si rifà
ai viaggi dei marinai che si trasferisce sulla pelle di questi
lupi di mare; ecco allora che appaiono rondini, velieri,
ancore, fari, pin up, ecc.
Le caratteristiche dominanti di questo stile sono la linea
nera forte e decisa, il nero usato per le profondità e i
colori stesi piatti per dare bidimensionalità allo stile. Libro
consigliato: 100 anni di tattoo.
NEO TRADITIONAL
Ispirati sicuramente ai tatuaggi traditional nella forma,
nella linea di contorno forte e decisa, nelle profondità di
nero deciso e nella colorazione, stravolgono invece la
bidimensionalità che diventa tridimensionalità.
La scelta dei soggetti si allarga a altri orizzonti i dando una
maggior impronta figurativa.
GIAPPONESE CLASSICO
In Giappone i tatuaggi sono chiamati Irezumi o Horimono
risalgono, si pensa, al sesto secolo a.C.
I principali soggetti rappresentati sono draghi, (7 animali),
carpe,
peonie,
crisantemi,
fiori
di
ciliegio,
demoni,
guerrieri, geishe ecc.
Come sfondi vengono usate le simbologie dei quattro
elementi , aria, acqua, terra e fuoco.
Tecnicamente la rappresentazione è eseguita con linee
Milano tattoo e piercing school 440
forti e decise, colori piatti, sfumature di grigio piatte e neri
accostati.
Libro
consigliato:
Horiyoshi
III
l'arte
del
tatuaggio giapponese.
GIAPPONESE MODERNO
Evoluzione del giapponese classico sicuramente ispirato al
vecchio ma all’avanguardia, con soggetti realizzati in
modo più dinamico e tridemsionale.
La parte tecnica è discrezione dell’artista solitamente non
vengono mai a mancare le linee, le sfumature sono più
morbide e i colori possono interagire tra loro.
COMMERCIALE
Si definisce commerciale tutto ciò che è realizzato senza
specifiche di stili.
Spesso sono soggetti in uso ( di moda ) in quel periodo.
Es. negli anni ’90 erano frequenti le rappresentazioni di
fate e gnomi.
La tecnica di rappresentazione di solito prevede linea nera
sottile, sfumature morbide, i colori sono a seconda del
soggetto o riempimenti di nero.
TRIBALE
Sono definiti tribali tutte quelle tecniche di tatuaggio che
provengono da popolazioni indigene e risalgono a tempo
immemore.
Sono realizzati esclusivamente in nero e in rari casi c’è
un’aggiunta
di
rosso,
spesso
raccontano
la
storia
personale del tatuato.
di tridimensionalità. I colori come le linee nere vengono
esasperati.
HORROR
E’ una stile che si realizza in B/N e in alcuni casi a colori. Si
avvicina al disegno iperrealistico senza utilizzo di linee. La
scelta del soggetto e legato a tutto ciò che fa parte della
cultura horror.
PITTORICO A COLORI
Il risultato di tale stile è un’immagine (solitamente a
colori) che a seconda dell’autore esprime la percezione di
ciò che realizza. Tecnicamente ispirato al realistico ne
elimina i dettagli eccessivi.
BLACK&WHITE
CHICANO: lo stile nell’ambito dei tatuaggi nasce con
laq cultura delle gang negli anni ’40 e ’50 nelle zone della
California, Texas, New Mexico e Arizona. Inizialmente
venivano fatti a mano solo con inchiostro nero, le linee di
contorno sottili e i chiaroscuri intensi.
I soggetti utilizzati fanno parte della loro cultura, es.
pistole, dollari, rose , ecc.
TRASH POLKA
Nasce in Germania nei primi anni 2000.
Teschi, ritratti e elementi realistici nelle composizioni sono
spesso accostati a elementi stilizzati, astratti e al lettering.
Vi è uso di pochi colori, generalmente solo il nero e il rosso
come contrasto, vi è pulizia nello stile e il colore è steso in
maniera compatta come se fossero pennellate.
WATER COLORS
Stile moderno che richiama la tecnica ad acquarello su
carta ma a volte accentuandone i tratti caratteristici.
Grazie alle moderne attrezzature ed all’affinamento della
tecnica del tatuaggio molti stili nascono ricollegandosi
all’arte contemporanea e traendone spunto.