Trattativa ad un punto morto: si profila un autunno caldo

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Trattativa ad un punto morto: si profila un autunno caldo
Anno IX - numero
30
Mercoledì 8 settembre 2004
Confederazione
E u r o p e a
dei Sindacati
Indipendenti
Società
Cultura
Lavoro
Sped. abb. post. Legge 662/96,
art. 2 comma 20,
lett. B Filiale di Roma - Euro 0,90
Abbonamento annuale Euro 26,00
SETTIMANALE DI POLITICA E INFORMAZIONE SINDACALE
CONFEDERAZIONE GENERALE SINDACATI AUTONOMI LAVORATORI
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.confsal.it
PUBBLICO IMPIEGO
CONTRATTI
Mazzella
Trattativa ad un punto morto: Statali.
scopre le carte!
si profila un autunno caldo
Sia sul DPEF che sui rinnovi contrattuali è chiusura totale
il punto
allarme rosso nel mondo del sindacalismo autonomo italiano,
ha dichiarato il leader della Confsal,
Marco Paolo Nigi, dopo gli incontri
con il Governo sul DPEF.
Si registra, infatti, una forte delusione ed una grave preoccupazione
tra le categorie rappresentate sia del
pubblico che del privato impiego.
Anche nell’ultimo incontro del
29 luglio tra il sindacato e Luigi
Mazzella, ministro della Funzione
Pubblica, ha affermato il Segretario
generale della Confsal, si è consumato un altro, inutile se non “mortificante” rito sui problemi del pubblico impiego.
È
Finanziaria:
le scelte
che penalizzano
il Paese
di Marco Paolo Nigi
aranno quasi 32 mila
milioni di euro in 18
mesi quelli che il cittadino
in maniera più o meno diretta sarà costretto a sborsare per far fronte a quanto
stabilito dal Governo con la
cosiddetta manovrina e la
successiva “finanziaria”. Si
tratta di una cifra ancora
lontana dalla famosa stangata del Governo Amato
che fu di circa 50 mila milioni di euro ma tuttavia
estremamente elevata e, soprattutto, particolarmente
odiosa perché imposta ai
cittadini dopo una serie
ininterrotta di dichiarazioni
rassicuranti da parte di
esponenti dell’esecutivo circa la solidità dell’economia
del Paese e quindi sulla
inutilità di manovre correttive di bilancio. Inoltre gli
indirizzi di politica economi-
S
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ROTTAMAZIONE
Elettrodomestici. Ora si fa sul serio!
Accettata la proposta della Confsal
Saranno incentivati i consumi e incrementata l’occupazione
l ministro delle attività
produttive Antonio Marzano sta mettendo a punto
un maxi-progetto nel quale sono previsti eco-incentivi per la rottamazione dei
grandi elettrodomestici.
È il caro petrolio che
ha accelerato i tempi perché, finalmente, ci si è resi
conto che elettrodomestici
troppo vecchi - in alcuni
casi anche di 20-30 anni -
sono fortemente inquinanti e hanno un consumo di
energia molto elevato rispetto ai prodotti attualmente offerti dal mercato.
Va aggiunto inoltre che
la rottamazione consentirà di rivitalizzare un
mercato ormai saturo incentivando i consumi e
restituendo alle aziende la
I
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a Segreteria generale
della Confsal ha inviato
la nota che pubblichiamo
al Presidente del Consiglio
S. Berlusconi, al Vicepresidente G. Fini e al Ministro
per la Funzione Pubblica L.
Mazzella concernente l’istituzione della Vicedirigenza nella P.A..
“Fra gli impegni programmatici assunti dal Governo, l’istituzione della
vicedirigenza era uno di quelli più significativi previsti per la pubblica amministrazione. Con l’entrata
L
a pagina 7 ➧
’offensiva scatenata
Quindi, a conti fatti,
contro i dipendenti stipendi cresciuti più deldello Stato fin da inizio l'inflazione rispettivamente
d’anno sembra giunta ora del 6,7 per cento o addiritalla fase conclusiva.
tura 9,5 per cento.
Motivo: i rinnovi conLa Confsal ha immetrattuali che l’esecutivo diatamente contestato il
vuole portare a termine rapporto Aran (cfr giornale
col minore esborso possi- n.12/2004) prevedendo le
bile mentre il sindacato speculazioni di cui sarebbe
pretende che gli stessi stato oggetto ad opera di
consentano,
forze politialmeno parche che per
LUIGI MAZZELLA
zialmente, il
tradizione
recupero del
consolidata
potere d’acconsiderano
quisto delle
l’apparato
retribuzioni
statale e tutche negli ulto ciò che lo
timi anni si
sostiene
è sempliceun'aberranmente dite forma di
mezzato.
centralismo
Il tutto
da abbattere
parte da un rapporto del- con ogni mezzo.
l’Aran,
evidentemente
E le speculazioni si socommissionato ad hoc e no puntualmente verificapubblicizzato in tempi più te tant’è che i rinnovi conche sospetti, nel quale si trattuali che dovevano esdimostrava come le retri- sere stipulati prima delle
buzioni del personale dello elezioni europee sono slitStato fossero aumentate tati ad un periodo succesnegli ultimi quattro anni sivo alla tornata elettorale
del 16,7 per cento a fronte e quindi a dopo le ferie
di un’inflazione effettiva ri- estive. Ora, alla vigilia descontrata mediamente nel- gli incontri col sindacato
lo stesso periodo dall’Istat per dirimere la questione,
pari al 10 per cento men- è entrato in campo direttre quella programmata tamente il ministro della
dall’esecutivo era fissata al
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7,2 per cento.
L
È il momento del doppio prezzo!
Malgrado gli impegni
è tutto fermo
Sollecitato l’intervento del Governo
di Federico De Lella
CAROVITA
VICEDIRIGENZA
GIANFRANCO FINI
Non è certamente questa la
“nuova concertazione” che ci aspettavamo, ha proseguito Nigi, non si
può, infatti, solo informare ed illustrare provvedimenti già, a monte,
decisi.
Ci sono tutte le premesse perché
sul fronte sindacale l’autunno diventi veramente “caldo”.
Il Consiglio generale della Confsal è già stato convocato al fine di
decidere un calendario di azioni di
protesta, ormai inevitabili, contro
un Governo che pare non abbia né
voglia né orecchie per ascoltare chi
tutela i diritti dei lavoratori, dei
pensionati e dei cittadini”. ❐
Le intenzioni: bassi stipendi, mobilità, riduzione
degli organici, licenziamenti, blocco assunzioni
Per battere la speculazione più che mai attuale la proposta Confsal
’obbligo di esporre sui prodotti
alimentari in vendita il cartellino con il doppio prezzo - quello
del produttore e quello del venditore al dettaglio - è stato nuovamente sollecitato dalla Confsal al
Governo per far fronte ad un autunno che si preannuncia assai
difficile per i consumatori in generale e per lavoratori e pensionati in particolare.
Un provvedimento di tal fatta è
oltremodo necessario se si considera che le prospettive di mercato
non sono affatto incoraggianti.
Il prezzo spropositato raggiunto
dal greggio consentirà, a breve,
con un alibi così allettante, una
vera e propria campagna genera-
L
lizzata di aumenti su benzina,
gas, luce, acqua, aerei, treni, trasporti pubblici e privati.
E, in mancanza quasi totale di
concorrenza nei vari settori, non
saranno pochi i “cartelli” che impediranno ai consumatori di operare le loro scelte di mercato.
Si scatenerà, ovviamente, per il
solito effetto di trascinamento, la
piccola distribuzione ancora molto
diffusa nel nostro Paese - il 61 per
cento di esercizi contro il 39 per
cento dei grandi operatori commerciali - con ulteriori aumenti
destinati ancor più a deprimere i
mercati e a taglieggiare i consumatori.
E che, malgrado la ormai ripetitiva e stucchevole difesa d’ufficio
a pagina 2 ➧
MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE 2004
2/DALLA PRIMA PAGINA
➧ ca e quindi le scelte che
sono alla base delle somme
da reperire per non far naufragare l’economia del Paese
appaiono del tutto estranee
al Patto per l’Italia sottoscritto con le parti sociali e
sono spesso confuse, disarticolate, contraddittorie se
non addirittura cervellotiche e controproducenti.
È il caso dell’aumento
delle imposte sulla seconda
casa che presenta aspetti
paradossali. Erano nel programma di Governo la ripresa dei consumi e la lotta
alla disoccupazione attraverso l’incentivazione dell’edilizia sia pubblica che privata. Ebbene, l’unico settore che attualmente in Italia
“tira” ancora è quello dell’edilizia al quale si è pensato
bene di tagliare gambe e
braccia così da inaridirne
ogni possibilità di ulteriore
sviluppo e andando ad incidere proprio su consumi e
occupazione. Tra l’altro proprio dalle seconde case,
specialmente quelle affittate
durante i mesi estivi - non
meno di un milione e mezzo
di unità secondo stime per
difetto - si sarebbe potuto
ricavare ben di più semplicemente obbligando i proprietari ad adempiere ai loro obblighi fiscali evasi nel
95 per cento dei casi. Ma
questo non trascurabile introito, valutabile in decine
di migliaia di milioni di euro, sembra assai inspiega-
il punto
Finanziaria: le scelte
che penalizzano il Paese
bilmente non interessare né
Governo né Comuni! Eppure la lotta al sommerso e all’elusione fiscale, come la
Confsal ha sempre sostenuto, rappresenta la chiave di
volta per risanare l’economia del Paese senza dover
fare ricorso in modo eccessivo ai redditi dei cittadini.
È pur vero che l’esecutivo
ha formalmente dichiarato
la sua volontà di intraprendere la lotta al sommerso
come priorità assoluta. Tuttavia tale dichiarazione d’intenti non trova adeguato riscontro dal momento che
solo un risibile 0,5 per cento della “finanziaria” è reso
disponibile per tale gravoso
impegno.
Manovrina e “finanziaria”, dunque, non vanno
nella direzione più volte indicata dal sindacato ma seguono un percorso illogico
ed anomalo puntando semplicemente a mantenere in
modo raccogliticcio e all’insegna dell’improvvisazione il
deficit nazionale entro quel
rigido 3 per cento, che come
abbiamo più volte evidenziato non può e non deve
MARCO PAOLO NIGI
“strozzare” lo sviluppo del
Paese, non incidendo che in
modo superficiale sulla spesa. Penalizza, invece, vari
settori produttivi come le
imprese, le banche, le assicurazioni che, per recuperare il perduto, riverseranno
le loro “sofferenze” sui cittadini sempre più taglieggiati
da un implacabile carovita
e da retribuzioni e pensioni
ormai al di sotto del minimo
vitale. Di una chiara e concreta programmazione su
innovazione, ricerca, ammortizzatori sociali, sviluppo specialmente per il Sud
e dei tanti impegni a suo
tempo assunti dal centrodestra in campagna elettorale ormai non si parla più.
Tutto si risolve nel fissare
all’1,6 per cento il tasso di
inflazione programmata
ben lontano dalla realtà, così come del resto ha finalmente riconosciuto il nuovo
ministro dell’economia e
delle finanze Domenico Siniscalco, e nel congelare il
rinnovo di molti contratti tra i quali quelli del pubblico impiego - forse nell’attesa
che un intervento messianico possa rimettere le cose a
posto. È chiaro che un simile modo di procedere non
può che rivelarsi, anche a
breve termine, deleterio per
la crescita del Paese e per
l’avvenire di tutti i cittadini.
Tutto ciò per imperizia, superficialità e beghe di bottega tra partiti politici della
stessa coalizione che persistendo nel loro atteggiamento dissennato, tra l’altro, vanno incontro ad un
suicidio politico-elettorale
più che annunciato.
Resta il sindacato come
“ultima spes” per i lavoratori, i pensionati, i cittadini
tutti. Sia ben chiaro, la
Confsal è stata in prima fila
nel plaudire la fine della co-
siddetta concertazione che
di fatto attribuiva alle organizzazioni sindacali della triplice confederale il diritto di
veto sulle decisioni dell’esecutivo impedendo allo stesso di assolvere autonomamente i suoi compiti istituzionali. Tuttavia non possiamo nemmeno accettare
che, di fronte ad una situazione generale particolarmente difficile per il Paese, il
sindacato venga considerato dall’esecutivo alla stregua
di un semplice ascoltatore
passivo e ininfluente anche
se ricco di esperienza e capace di elaborare proposte
concrete, soluzioni possibili,
alternative interessanti.
Il sindacato non è e non
vuole essere un soggetto politico e tanto meno vuole atteggiarsi a tale, ma è indiscutibilmente il portatore
delle istanze di lavoratori,
pensionati e dei cittadini
tutti. Ed è in questa veste
che la Confsal intende apportare il suo contributo
dialogando con il Governo
sulle soluzioni da adottare
per la ripresa economica del
Paese, soluzioni che possono anche comportare sacrifici ma che non devono derogare da quei principi di
sano realismo e palese equilibrio, di giustizia e di equità,
cui dovrebbero sempre ispirarsi, istituzionalmente, i
reggitori della cosa pubblica.
Marco Paolo Nigi
ROTTAMAZIONE
Elettrodomestici.
Ora si fa sul serio!
➧ produttività perduta a
tutto vantaggio dell’occupazione che nella grande
industria oramai da anni
sta subendo un drastico
ridimensionamento.
Va detto che la Confsal
aveva da tempo sollecitato
con una nota al presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, la rottamazione dei grandi elettrodomestici, (cfr giornale Confsal
n. 24 del 26 giugno 2003)
cui fu risposto negativamente adducendo l’insuccesso riscontrato con tale
metodo nel mercato dell’automobile che tuttavia,
lo spiegammo subito, è
tutt’altra cosa.
Oggi la proposta viene
ritenuta valida e si stanno accelerando i tempi
per metterla in atto, ma
si è perso del tempo prezioso.
Perché? I super esperti del ministero non hanno l’umiltà di accogliere
le proposte di un sindacato temendo una diminutio?
Dopo la recente esperienza ci auguriamo che,
per il futuro, anche le altre proposte della Confsal - che non sono poche
- vengano prese nella dovuta considerazione.
CONTRATTI
CAROVITA
Statali. Mazzella scopre le carte!
È il momento
del doppio prezzo!
➧ funzione pubblica, Luigi Mazzella
- a questo punto da considerare il
regista occulto di tutta l’operazione
- per ridimensionare drasticamente
le richieste del sindacato con una
serie di argomentazioni che non solo fanno riferimento puntualmente
al rapporto Aran citato ma si spingono ben oltre. Il che è perlomeno
originale se solo si considera che un
ministro per la funzione pubblica
dovrebbe avere il compito di vigilare
sul corretto funzionamento della
pubblica amministrazione e quindi
sull’efficienza e la produttività degli
operatori del settore che in tale ottica non possono certamente essere
dallo stesso disamorati nel loro impegno quotidiano.
Eppure lo avevamo spiegato a
chiare lettere. I dati del rapporto
Aran, pur esatti se assunti acriticamente, sono assai lontani dalla
realtà perché partono da un presupposto errato e cioè che, per il
periodo preso in considerazione,
l’inflazione si sia attestata in media sul 2,5 per cento annuo e non
sull’8-9 per cento com’è nella percezione di lavoratori e pensionati
che più direttamente ne avvertono
il peso e l’incidenza. Del resto che
l’inflazione reale o se si preferisce
percepita sia assai superiore all’inflazione registrata dall’Istat per non parlare di quella programmata - lo ha ammesso assai
onestamente anche il neo ministro delle finanze Domenico Siniscalco.
Ma vi è di più. I dati sulle rivalu-
tazioni stipendiali degli ultimi quattro anni sono assunti globalmente
senza tener conto delle diverse professionalità che operano nel pubblico impiego dove pesano notevolmente l’eccessivo numero di burocrati
lautamente retribuiti, i premi di produttività, le promozioni cui ha dato
luogo la riqualificazione professionale e persino le missioni dei militari
nelle zone di guerra.
Le richieste del sindacato, a favore specialmente dei lavoratori
che non appartengono a queste categorie privilegiate, dunque, ci
sembrano assai contenute.
Del resto se si guarda all’Europa, punto di riferimento ormai fisso dell’esecutivo quando si tratta
di “tagliare”, risulta chiaramente,
da un rapporto elaborato da alcuni
istituti di ricerca per il Cnel, che se
è vero che alcuni stipendi del comparto privato - ma il rapporto si
può applicare anche al pubblico
impiego sia pure con un differente
approccio - sono aumentati del 5
per cento è anche vero che in altri
paesi di Eurolandia nello stesso
periodo le retribuzioni si sono rivalutate in maniera ben più consistente: del 24 per cento nel Regno
Unito, dell’11 per cento in Spagna,
del 10 per cento in Germania.
Ma il ministro Mazzella non tiene conto di questi dati oggettivi e si
spinge fino ad affermare che i dipendenti pubblici hanno avuto in
passato aumenti stipendiali troppo
“generosi”, che le norme sulla mobilità vanno totalmente riviste perché
l’avvento del federalismo impone il
trasferimento del personale - probabilmente coatto - dallo Stato agli enti locali. Questo nell’ambito di una
sostanziale modifica della legge sulla contrattazione che, tra l’altro, dovrebbe dare mano libera all’esecutivo di ridurre l’organico attraverso i
licenziamenti e di contenere la spesa pubblica specialmente con il
blocco delle assunzioni.
Fin qui il ministro Mazzella che
tuttavia, non abbiamo ormai alcun
dubbio, avrà certamente in serbo
altre forme di penalizzazione per il
pubblico impiego che troverà il modo di esternare al momento opportuno. Noi gli vogliamo solo ricordare che sta giocando con le attese, i
progetti, le illusioni, le difficoltà di
milioni di persone che con 1000
(dicasi 1000) euro al mese ovvero
poco più di una pensione sociale
devono sbarcare il lunario e che
attendono quasi messianicamente
risibili aumenti stipendiali dell’8-9
per cento lordo che, vista l’inflazione e la speculazione in atto, serviranno forse per agevolare qualche
acquisto non più rinviabile.
Ci pensi, signor ministro, perché non si può e non si deve perseguitare in tal modo chi lavora,
produce e contribuisce in maniera
determinante a far funzionare la
complessa macchina dello Stato.
Diversamente la Confsal, le altre forze sociali e i lavoratori tutti
non staranno certo a guardare.
Federico De Lella
➧ della Confcommercio, la speculazione ci sia è un
fatto innegabile.
Lo denunciano, in particolare, gli agricoltori i cui
prodotti vengono acquistati al prezzo più basso
d’Europa e venduti invece al prezzo più alto del continente.
Il Governo, giustamente, per cercare in qualche
modo di calmierare questo mercato ormai più selvaggio che libero, sta tentando accordi con la grande distribuzione per un blocco dei prezzi dei prodotti di
maggiore consumo.
Se tuttavia riuscirà nell’intento gli sarà poi impossibile persino intavolare una trattativa analoga con
l’esercito di piccoli commercianti - solo nel 2003 hanno iniziato la loro attività ben 55706 piccoli esercizi i quali fanno del libero mercato una vera e propria
bandiera per arrogarsi il diritto di speculare senza
freno alcuno.
Ebbene proprio per contrastare questo irresponsabile modo di procedere è il momento, ora più che
mai, di porre in atto la proposta della Confsal circa
l’obbligo per tutti gli esercenti di apporre sui prodotti
in vendita il cartellino con il doppio prezzo: quello di
acquisto e quello di vendita. Il consumatore se constaterà un’eccessiva differenza fra i due prezzi potrà
allora rivolgersi ad un altro esercente meno esoso e
più onesto.
Purtroppo questa proposta della Confsal formulata fino dal mese di marzo del 2002 e di cui è stato
puntualmente e ripetutamente informato il Governo
non è stata mai presa in considerazione benché sia
realizzabile a costo zero e con una semplice ordinanza prefettizia.
E quello che è più grave è che nemmeno le opposizioni, sempre così solerti nel contrastare l’esecutivo,
non l’abbiamo fatta propria. Si tratta, evidentemente, di
non scontentare un elettorato vasto quanto prezioso.
Ci si dimentica, evidentemente, che anche i consumatori voteranno!
MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE 2004
INFORMAZIONI/3
SOCIETÀ EUROPEE
PRIVACY
Organizzazione dell’orario di lavoro
La Cassazione: trattare
dati senza nocumento
non costituisce reato
Incontro presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
resso il Ministero del
MINISTERO DEL LAVORO
Lavoro e delle Politiche
Sociali si è tenuto un incontro finalizzato all’esame
tecnico dei seguenti temi:
1) confronto in ordine
alla definizione dei criteri
di trasposizione nell’ordinamento italiano della direttiva 2001/86/CE, che
completa lo statuto della
società europea per quanto riguarda il coinvolgimento dei lavoratori;
2) verifica dello stato di
applicazione della Direttiva
2000/34/CE in materia di organiz- intesa raggiunta recentemente per
zazione dell’orario di lavoro(ai sensi un altro avviso comune, Confindustria e CGIL- CISL-UIL avevano
dell’art. 19 del D.lgs. n. 66/03).
La riunione è stata presieduta escluso e discriminato il sindacalidall’on.le Maurizio Sacconi, sottose- smo autonomo.
La Confsal si è detta pronta ed
gretario al Welfare e vi hanno parteinteressata sia a concludere un’adecipato tutte le parti sociali.
Nel merito ha rilevato Roberto Di sione all’avviso comune sul telelavoMaulo della Segreteria generale del- ro che al confronto sul recepimento
della Direttiva sulla Società Eurola Confsal, è emerso quanto segue:
a) Coinvolgimento dei lavoratori pea, chiedendo a Confindustria di
attivare un tavolo di discussione in
nelle Società Europee.
Entro il mese di ottobre deve tal senso.
Il Sottosegretario nel concludere
concludersi l’iter per il recepimento
della Direttiva e il Governo ha preso il primo punto all’ordine del giorno
atto della volontà delle parti sociali ha sottolineato la giustezza delle radi sviluppare entro tale data un gioni addotte dalla Confsal invitanconfronto finalizzato a produrre un do tutti, a partire dalla Confinduavviso comune sulla materia che stria, ad adoperarsi perché la ripoi il Governo recepirà se conforme chiesta di un tavolo di discussione
avanzata dalla Confsal trovasse un
alla Direttiva stessa.
Il Governo ha auspicato che nel- adeguato riscontro.
b) Sulla materia dell’orario di lala trattativa ci sia la rappresentativoro nell’impiego privato si è sottolività più larga possibile.
La Confsal ha sottolineato che neato come la generalità dei CCNL
questo invito era quantomeno op- stipulati generalmente ne recepiscoportuno visto che nella precedente no i contenuti innovativi, con l’ecce-
P
zione dei metalmeccanici
(per ragioni evidentemente
politiche, essendo l’ultimo
CCNL non firmato dalla
FIOM-CGIL), degli artigiani
(che stanno procedendo ad
un contratto quadro salariale rinviando alle categorie la definizione delle normative) e degli autotrasportatori (per i quali la
controparte rivendica le
peculiarità della prestazione discontinua).
Quindi il recepimento è
sostanzialmente avvenuto,
anche se ancora non in modo integrale soprattutto in materia di orario
massimo settimanale e giornaliero.
Il Governo ha annunciato che
entro ottobre predisporrà una circolare interpretativa per ridefinire il
sistema sanzionatorio nei confronti
di chi viola la normativa comunitaria e su questa circolare convocherà
un’apposita nuova riunione delle
parti sociali per farla esaminare
preventivamente. Sempre in materia di recepimento della direttiva comunitaria sull’orario di lavoro, il
Governo ha comunicato che ci sarà
un analogo incontro tra le parti sociali e il Ministero della Funzione
Pubblica e del Welfare per quanto
riguarda il pubblico impiego. Infine
il Governo ha dichiarato che entro
l’anno decollerà anche il confronto
con le parti sociali dei lavoratori finora esclusi dalla nuova normativa:
si tratta dei lavoratori del volo, del
personale viaggiante, dei lavoratori
della pesca e del mare oltrechè
quelli del settore offshore.
ono escluse dalla fattispecie criminosa di
cui all’art. 167 del Codice
della Privacy (“Trattamento illecito di dati”) non solo le semplici violazioni
formali ed irregolarità
procedimentali, ma anche
quelle inosservanze che
producano un vulnus minimo all’identità personale del soggetto ed alla sua
privacy come su definite
sia nell’aspetto negativo
sia positivo e che non determinino alcun danno
patrimoniale apprezzabile.
Lo ha stabilito la Corte
di Cassazione, con la sentenza n. 30134 del 9 Luglio 2004, precisando che
il delitto in esame, a se-
S
guito della modifica apportata dal Codice della
Privacy (D.Lgs 196/03), è
stato trasformato da reato
di pericolo presunto a
quello di pericolo concreto
con un’ ulteriore maggiore
tipicizzazione del danno e
del profitto.
Nella specie la Suprema Corte ha assolto in
quanto non più punibile
un ex assessore comunale che a sostegno della
sua campagna elettorale
per le comunali aveva inviato la lista dei soci di
una associazione umanitaria, della quale lui
stesso faceva parte, a
una serie di istituzioni
pubbliche.
SEDE CORTE DI CASSAZIONE
ARAN
ll’Aran, la Commissione
paritetica
(C.C.N.L. del 12 giugno
2003) ha proseguito lo
studio del nuovo modello classificatorio in corso di definizione per le
Aree professionali.
La rappresentanza
dell’Aran, presieduta
dalla Dott.ssa Elvira
Gentile, ha annunciato
alle organizzazioni sindacali che è stato elaborato un documento che,
per linee generali, individua alcune ipotesi di
soluzione delle problematiche che suggeriscono lo sviluppo di un
tracciato ordinamentale
più aderente alle aspettative e rispettoso dei
vincoli normativi.
Il modello classificatorio in disamina è stato
approntato – ha dichiarato l’Aran – assumendo
a riferimento il tracciato professionale pensato
per le Agenzie Fiscali e
per la Presidenza del
Consiglio dei Ministri.
L’Aran ha comunicato, inoltre, di voler sottoporre, in via preventiva, la bozza di studio in
rassegna al Comitato
Direttivo ovvero, even-
A
Nuovo modello classificatorio
per le aree professionali
Lo studio ad opera della Commissione paritetica
ni aspetti legati:
• al mansionismo,
per effetto di una spinta
alla omogeneizzazione
delle attività standardizzate nelle Aree;
• alle modalità di accesso (interno ed esterno) alle rispettive posizioni iniziali delle Aree;
• al problema delle
“reggenze”.
È, quindi, ipotizzabile
un regime transitorio
che faccia da ponte alla
soluzione ottimale delle
problematiche pendenti.
SEDE ARAN
tualmente, al Comitato
di Settore per acquisire
una compatibilità con
gli indirizzi di governo.
In sintesi, il modello
in fase di studio prevederebbe un’articolazione
delle professionalità ancora per Aree, (stavolta
con denominazione numerica) all’interno delle
quali si proietterebbe,
con maggiore insistenza, l’opportunità di rea-
lizzare una maggiore
differenziazione delle figure professionali per
fasce reddituali.
Restano, comunque,
ancora da definire talu-
La delegazione dell’Unsa-Confsal (Playa - La
Torre) nel partecipare allo
sviluppo della discussione, ha consegnato alla
delegazione Aran una propria mozione ove è stato
riportato, per linee generali, un contributo utile
allo sviluppo di un nuovo
modello classificatorio più
aderente alle esigenze ed
alle aspettative della categoria.
A conclusione della seduta, sono stati concordati ulteriori incontri.
Rappresentatività
della Confsal
nelle aree
della dirigenza
’Aran con la nota n.
5602/2004 del 19
luglio 2004 ha reso noto
le organizzazioni sindacali rappresentative nelle autonome aree della
dirigenza – quadriennio
contrattuale normativo
2002-2005 e primo
biennio economico 2002
-2003 - secondo biennio
economico 2004 - 2005.
L
La Confsal è rappresentativa nelle seguenti
aree:
a) Area 1 a: Dirigenza
Ministeri e Aziende Autonome dello Stato;
b) Area 5 a: Dirigenza
Scuola Afam;
c) Area 6 a: Dirigenza
Epne /Enti pubblici non
economici- agenzie fiscali;
d) Area 7 a: Dirigenza
ricerca e università;
e) Area 8 a: Dirigenza
Presidenza Consiglio dei
Ministri.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
0
11
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5
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4/INFORMAZIONI
MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE 2004
n occasione della riunione in partenariato tenutasi presso il Ministero
del Lavoro, introdotta dal Direttore
dr.ssa Battistoni, è stata presentata la
bozza del Nap Occupazione 2004.
La versione definitiva sarà presentata, dopo eventuali osservazioni da
parte delle parti sociali, entro il mese
in corso.
Con questo documento di grande
valenza sociale, si intende delineare il
percorso strategico volto ad ottenere il
raggiungimento degli obiettivi primari
della massima occupazione, dell’ordinamento effettivo delle nuove possibilità offerte dalla riforma del mercato
del lavoro, dello sviluppo produttivo
qualificato ed in linea con i Paesi più
avanzati.
A seguito di quanto già pubblicato
dal nostro Giornale, si ritiene utile
esporre alcune linee di sintesi al fine
di evidenziare elementi strutturali caratterizzanti le varie opzioni previste
dal mercato del lavoro riformato.
Come premessa alla realizzazione del
Nap (National Action Plan) e per una verifica in linea con l’applicazione degli interventi previsti, anche (e soprattutto) in
ambito regionale, la Confsal ha proposto
di integrare il documento stesso con dati
di monitoraggio, in corso d’opera, che
tengano conto dell’andamento partecipativo e qualitativo dei lavoratori coinvolti
nelle iniziative di formazione, riconversione e mobilità.
La risposta del dott. Pirrone (Ufficio
Studi del Ministero) è stata positiva e di
attenta indicazione all’attività di sviluppo, in atto, del settore verifica-monitoraggio-valutazione, procedimenti mirati a
sostenere il raggiungimento degli obiettivi del Nap. La Confederazione ha dichiarato la piena disponibilità collaborativa
allo sviluppo delle azioni previste.
Tra le Linee guida del Programma riforma del collocamento, rete dei servizi per l’impiego, incentivi all’autoimprenditorialità, mobilità territoriale,
formazione continua (punti che saranno in seguito trattati) - è utile sintetizzare i nuovi contratti stabiliti dalla
riforma del mercato del lavoro.
Tra le numerose regole di applicazione
della Legge (le regole di attuazione sono rimesse alla contrattazione collettiva nazionale), si indicano le seguenti tipologie:
I
Somministrazione di lavoro. Viene
stipulato per fornire manodopera professionale a tempo indeterminato e determinato tra un intermediario autorizzato ed iscritti in apposito albo presso
il Ministero del Lavoro ed un utilizzatore. Il contratto è vietato: in caso di lavoratori in sciopero; presso aziende che
nei sei mesi precedenti abbiano operato licenziamenti collettivi o riduzioni di
orari di lavoro nei settori con le stesse
mansioni di cui al contratto citato; in
caso di inadempienze sulle norme di
’impatto crescente
delle tecnologie biometriche sulla vita quotidiana dei cittadini, nell’Ue e non solo, richiede
un’analisi attenta delle
questioni connesse per
capire come conciliare
sviluppo tecnologico a livello europeo e rispetto
per i diritti fondamentali,
quali la privacy.
Questi i temi sui quali
si sono confrontati a Dublino, esperti europei e di
altri Paesi in una conferenza organizzata dall’European Biometrics
Forum insieme alla Commissione europea ed alla
Presidenza Irlandese del-
L
NAP OCCUPAZIONE 2004
In un documento gli obiettivi primari
per raggiungere la piena occupazione
Dalla Confsal piena collaborazione per lo sviluppo delle azioni previste
tutela
della sicurezza
dei lavoratori.
D u rante il
contratto, il lavoratore
è sottoposto alla direz i o n e
dell’utilizzatore.
La fornitura di
manodopera
è
ammessa
a
fronte di
ragioni
tecniche,
produttive, organizzative o sostitutive, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore.
Contratto di lavoro intermittente
o job on call. Su richiesta del datore
di lavoro, il lavoratore si obbliga, a
tempo determinato o indeterminato, a
garantire la propria disponibilità per
la prestazione lavorativa a carattere
discontinuo o intermittente, a fronte
di un'indennità mensile di disponibilità per i periodi di assenza di lavoro e
di attesa di chiamata.
Lavoro ripartito o job on scharing. È un contratto mediante il quale
due o più lavoratori, responsabili in
solido dell’intera prestazione, assumono l’adempimento di un’unica e identica obbligazione lavorativa. I lavoratori possono determinare eventuali sostituzioni tra loro e modificare la collocazione temporale dell’orario di lavoro.
Lavoro a tempo parziale. Prevede
un orario ridotto rispetto al normale
orario legale o all’orario definito dal
contratto collettivo. Anche nel part-time, comunque, è consentito lo svolgimento di prestazioni straordinarie a
fronte di maggiore retribuzione.
Il contratto stesso può presentare
clausole di flessibilità e variazioni
temporali.
Sono
previste
incentivazioni
per favorire
le
trasformazioni
di lavori
a tempo
pieno in
part-time
in modo
di facilitare l’assunzione
di giovani.
Contratto di
apprendistato.
È
uno
strumento di raccordo tra l’istruzione scolastica e la formazione in azienda. Intende
favorire una formazione in alternanza
degli studenti, degli apprendisti, degli
occupati e delle persone in cerca di
occupazione, nell’ambito dei percorsi
di istruzione e di formazione professionale. Sono previsti incentivi economici per favorire l’assunzione tramite
apprendistato nonché un tutore aziendale con formazione e competenze
adeguate.
Le categorie di apprendistato sono:
1) contratto di apprendistato per l’espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione; 2) apprendistato
professionale; 3) apprendistato per
l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione.
Contratto di inserimento. È finalizzato all’inserimento o reinserimento
di lavoratori che sono stati espulsi
nell’ambito di processi di riorganizzazione produttiva mediante la definizione di uno specifico progetto individuale di adattamento delle competenze
professionali del lavoratore ad un determinato contesto lavorativo. È previsto il ricorso a fondi interprofessionali
per la formazione continua. Il contratto si riferisce a: - soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni; - disoccupati di lunga durata fino ai 32 anni; - la-
voratori oltre i 45 anni privi di un posto di lavoro o in procinto di perderlo;
- lavoratori, inattivi da almeno due
anni, che intendono intraprendere o
riprendere una attività lavorativa; donne di qualsiasi età residenti in
un’area geografica in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20% di quello maschile o in
cui il tasso di disoccupazione femminile superi il 10% di quello maschile; soggetti portatori di grave handicap fisico, mentale e psichico. Il contratto
di inserimento ha una durata compresa tra i 9 e i 18 mesi e non è rinnovabile. In alcuni casi è prevista una deroga fino a 36 mesi. I rapporti tra datore di lavoro e lavoratore sono definiti
nel contesto legislativo.
Il lavoro a progetto. È un contratto che conferisce un riconoscimento
legislativo ad una tipologia di lavoro
che si è ampiamente manifestata con
il grande sviluppo del terziario; sostituisce il contratto di collaborazione
continuativa.
Il contratto deve essere riconducibile ad uno o più progetti specifici o
programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, indipendentemente
dal tempo impiegato per la sua esecuzione. In caso di malattia, infortunio o
gravidanza, il rapporto di lavoro risulta sospeso, senza erogazione del corrispettivo.
La prestazione occasionale, invece, è un rapporto di lavoro con una
durata complessiva non superiore a
30 giorni nel corso dell’anno con lo
stesso committente e per una prestazione che non superi i 5000 euro.
Le prestazioni occasionali di tipo
accessorio rese da particolari soggetti. Questa disciplina mira a regolarizzare determinate attività lavorative
gestite in ambito familiare, più che
aziendale, e farle emergere dal sommerso. A tale proposito l’Inps e l’Inail
stipuleranno una convenzione con il
Ministero del Lavoro.
Tirocini estivi di orientamento. I
tirocini sono rivolti a favore di adolescenti e di giovani che siano regolarmente iscritti ad un corso di studio
scolastico o ad un ciclo di studi universitari. Essi rappresentano un’opportunità per agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro e per realizzare, durante le vacanze estive, momenti di alternanza tra studio e lavoro. La durata è al massimo di tre mesi. Sono previste borse di lavoro.
BIOMETRIA
Quali benefici per il cittadino
A Dublino la conferenza organizzata da UE e presidenza irlandese
l’Ue, per trattare gli
aspetti connessi all’uso
della biometria in una
prospettiva “europea”.
Le tematiche più rilevanti dei lavori possono
così sintetizzarsi:
• Benefici reali e potenziali delle tecnologie
biometriche.
• Le conseguenze derivanti dalle istanze finalizzate alla creazione di
sistemi di rilevazione bio-
metrica su larga scala
(passaporti, visti, controlli negli aeroporti). Va
ricordato, in proposito, la
proposta di regolamento
della Commissione europea relativa all’inserimento di identificatori
biometrici nei visti richiesti da cittadini di
Paesi terzi (25 settembre
2003), e la decisione del
Consiglio Ue dell’8 giugno 2004, che sancisce
la creazione del VIS – il
sistema di informazione
visti, contenente segnalazioni sui visti concessi
ai cittadini extra-Ue.
• I requisiti giuridici
da soddisfare per garantire il rispetto di diritti
fondamentali dei cittadini, e gli approcci utili a
garantire il rispetto delle
normative in questione.
• Interoperabilità dei
sistemi biometrici e defi-
nizione degli standard
tecnologici, di sicurezza e
concernenti la tutela della privacy ai fini della
creazione di sistemi biometrici su larga scala.
• Sviluppi futuri in
ambito Ue (in particolare
con riguardo ai programmi di ricerca finanziati
dall’Ue).
• SIS II, EURODAC e
VIS: quali requisiti e
quali problematiche de-
Francesco Cagnasso
vono essere tenuti presenti.
Le problematiche proposte sono state complesse, così come complesse sono le questioni
aperte.
Va ancora ribadito
che il Gruppo che riunisce i Garanti europei ha
approvato nel 2003 un
documento di lavoro nel
quale si sottolinea che,
in ultima analisi, qualsiasi utilizzazione di dispositivi biometrici debba essere preceduta dalla valutazione della proporzionalità di tale utilizzazione rispetto agli scopi prefissi.
PREVIDENZA/5
MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE 2004
LA SCHEDA
Riforma del sistema pensionistico
analisi e valutazioni della Confsal
in relazione agli elementi di maggiore interesse con riferimento alla legge “Dini”
CERTIFICAZIONE DIRITTI ACQUISITI
ETÀ PENSIONABILE
al 2008 si potrà andare in pensione con almeno 40 anni di
contributi o con un requisito di età di
60 anni purché con almeno 35 anni
di contribuzione.
Dal 2010 l’età anagrafica sale a
61 anni (62 per gli autonomi) e dopo
la verifica del 2013 si deciderà se innalzarla di un ulteriore anno.
La “Dini” prevedeva la graduale
abolizione delle pensioni di anzianità
entro il 2008 e consentiva per i dipendenti privati e pubblici l’accesso
dal 2004 con 35 anni di contributi e
57 di età o 38 anni contributivi (nel
2003 vi si accedeva con 35 anni di
contributi e 56 di età o con 37 di
contributi), dal 2006 con 35 anni di
contributi e 57 di età o 39 anni contributivi, dal 2008 con 35 anni di
contributi e 57 di età o 40 anni contributivi.
Resta invariata la fruizione della
pensione di vecchiaia a 60 anni per
le donne e a 65 anni per gli uomini,
purché con almeno 20 anni di contributi.
In via sperimentale, fino al
31/12/2015, sarà ancora possibile
andare in pensione con almeno 35
anni di contributi e 57 anni di età (58
per gli autonomi) solo per le dipendenti, ma il corrispettivo sarà calcola-
D
ono fatti salvi i diritti acquisiti al 31 dicembre
2007 e si prevede che il lavoratore possa chiedere all’ente di appartenenza la
certificazione di tali diritti
che attesterà il diritto ad
S
CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ
remesso che il tetto varia annualmente in
quanto deve tener conto
della rivalutazione annuale
delle pensioni minime (attualmente l’ammontare è
di euro 516), la legge per
il periodo dal 2007 al 2015
innalza dal 3% al 4% l’ali-
P
to interamente con il sistema contributivo, quindi con una pensione pesantemente ridotta in quanto potrebbe decurtarsi nell’ordine del 30%. In
realtà questo è un beneficio, anche
per le donne, molto limitato perché
aspettando solo 3 anni per le donne
scatta la pensione di vecchiaia molto
più favorevole nel calcolo.
Infatti, la norma generale di chi
fruisce, anche per opzione, del solo
metodo contributivo prevede per tutti, uomini e donne, la possibilità di
andare in pensione con 35 anni di
contributi e 60 anni di età fino al
2009, e poi con 35 anni di contributi
e 61 anni di età dal 2010.
Nel caso delle donne, poi, è comunque possibile, in base alla norma generale di chi fruisce solo del
calcolo della pensione col metodo
contributivo, andare in pensione a 60
anni con almeno 5 anni di contributi;
per gli uomini ciò è possibile con 65
anni di età e lo stesso requisito di
contribuzione.
DIFFERIMENTO DEL PENSIONAMENTO
E FINESTRE DI USCITA
ra i più colpiti dalla nuova legge vi sono coloro
che attualmente hanno 53
anni di età e i lavoratori autonomi con 54 anni, costoro
dovranno lavorare un triennio in più fino a raggiungere
rispettivamente i 60 e i 61
anni. Vediamo alcuni esempi di differimento:
1. Un dipendente nato
nel ’51 con 31 anni di contributi invece che nel 2008
(con 35 anni di contributi)
potrà andare in pensione
T
nel 2013 con 40 anni di
contributi.
2. Un dipendente nato
nel ’52 con 34 anni di contributi invece che nel 2009
(con 39 anni di contributi)
potrà andare in pensione
nel 2011 con 40 anni di
contributi.
3. Una dipendente nata
nel ’51 con 33 anni di contributi invece che nel 2008 (con
37 anni di contributi) potrà
andare in pensione nel 2011
con 40 anni di contributi.
al 2004 al 2007 i lavoratori del
settore privato che, pur avendo
maturato i requisiti minimi per l’accesso alla pensione di anzianità, desiderano continuare a lavorare potranno ricevere dal datore di lavoro tutto il monte contributi. Il superbonus massimo
pari al 32,7% del salario lordo
(24,20% del datore di lavoro + 8,50%
del lavoratore) è esentasse; conseguentemente il beneficio netto sale col crescere dello stipendio lordo: con uno stipendio lordo di 15.000 euro annui il
beneficio al netto sarà di oltre il 41%;
con uno stipendio lordo di 20.000 euro
annui il beneficio al netto sarà di oltre
il 43%; con uno stipendio lordo di
25.000 euro annui il beneficio al netto
sarà di oltre il 45%; con uno stipendio
D
uscire dal lavoro in qualsiasi momento anche se cambiassero le regole.
Grazie all’azione della
Confsal l’istituto è stato
esteso anche ai pubblici dipendenti.
CALCOLO
4. Un lavoratore autonomo nato nel ’50 con 32 anni
di contributi invece che nel
2008 (con 35 anni di contributi) potrà andare in pensione nel 2013 con 40 anni di
contributi.
La riduzione delle finestre
di uscita a due, per chi attualmente ne aveva quattro,
potrà allungare i tempi di
decorrenza delle pensioni tra
i 6 e i 12 mesi per i dipendenti e tra i 12 e i 18 mesi
per gli autonomi.
INCENTIVI
lordo di 30.000 euro annui il beneficio
al netto sarà di oltre il 47%.
Attenzione però che l’istituto degli
incentivi è, per ora limitato al periodo
2004/2007 e che chi resta al lavoro
arricchisce la busta paga ma non i
contributi versati che restano “congelati”; potrà, quindi, perdere anche un 45% di pensione con ricaduta nel tempo anche sulla eventuale reversibilità.
La pensione viene calcolata, però, al
momento dell’opzione, fatti salvi gli
adeguamenti per effetto della rivalutazione automatica al costo della vita per
il periodo di posticipo del pensionamento. Gli incentivi potranno essere ri-
esta in vigore la legge
“Dini” che prevedeva:
per
coloro
che
al
31/12/95 avevano almeno 18 anni di contribuzione (riconosciuta o riconoscibile) il mantenimento
del regime retributivo; il
modello misto per chi alla
fine del ‘95 non aveva maturato almeno 18 anni di
contributi; il modello contributivo per gli assunti
dal 1996 in poi e per i lavoratori che optassero per
tale sistema.
R
conosciuti, invece, ai dipendenti pubblici solo dopo un “confronto con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori e
dei prestatori di lavoro, le regioni, gli
enti locali e le autonomie funzionali...”.
Entro il 30/6/2007 il Governo
procede alla verifica dei risultati
del sistema di incentivazione per
valutarne l’impatto sulla sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico avvalendosi del Nucleo di
valutazione della spesa previdenziale. Nel 1° semestre 2007 l’esecutivo effettuerà poi una consultazione con le organizzazioni sindacali
dei datori di lavoro e dei prestatori
di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale.
quota per il contributo di
solidarietà applicato alle
pensioni che superano il
valore corrispondente a 25
volte il corrispettivo delle
pensioni minime.
È l’unica voce che interessa chi è già in pensione.
EQUITÀ
i fissa l’obiettivo di eliminare sperequazioni
tra le varie gestioni pensionistiche, nel calcolo della
pensione, per ottenere, a
parità di anzianità contributiva e di retribuzione
pensionabile, uguali trattamenti.
Secondo molte dichiarazioni, i lavoratori pubblici
beneficiano rispetto ai lavoratori privati di un calcolo
più favorevole perché:
• le quote di pensione
maturate fino al 1992 sono
riferite all’ultima retribuzione, mentre per i lavoratori
privati si considera la media
degli ultimi cinque anni
• le quote dopo il 1992
sono per i privati calcolate
sulla media retributiva degli
ultimi 10 anni, mentre per i
pubblici avviene attualmente sulla media degli ultimi
6,6 anni
• per gli statali, a compensazione delle voci accessorie, conteggiate invece ai
privati, vi è un incremento
del 18% dello stipendio base (per cui versano i contributi relativi), mentre per i
dipendenti di enti locali e
sanità vi è, sempre secondo
le dichiarazioni del ministro, un rendimento complessivo sensibilmente mag-
S
giore di quello dei privati.
Secondo alcune stime,
se si estendesse ai pubblici
dipendenti la base di calcolo dei privati pari agli ultimi
5 anni per la pensione maturata ante ‘92 e gli ultimi
10 dopo si potrebbero risparmiare tra 40 e 50 milioni di euro a partire dal
2005. Con riferimento ai lavoratori autonomi, questi
versano all’INPS attualmente circa il 17% e arriveranno nei prossimi anni al
19%, ma hanno la pensione calcolata come se avessero versato il 205.
Inoltre i tassi di rendimento dei contributi dei lavoratori autonomi più anziani sono sensibilmente
più elevati e per i periodi
antecedenti al ’90 la contribuzione erra in cifra fissa
che corrispondeva a una
percentuale per redditi simili a quelli dei lavoratori
dipendenti del 4-5%. Portando subito i lavoratori autonomi all’aliquota del 19%
si avrebbero maggiori entrate stimate in circa 1.200
milioni di euro. I vantaggi
aumenterebbero se se si facessero coincidere le aliquote di contribuzione (attualmente al 17%) con quelle di
computo (pari al 20%).
ESCLUSIONI
a legge delega prevede l’esplicita esclusione della sua applicazione a:
1. tutti coloro che risultano autorizzati a effettuare versamenti volontari entro il 1° marzo 2004
2. i lavoratori in mobilità che risultano tra gli esuberi
entro il 1°marzo 2004, nel limite numerico di 10.000 unità
3. gli appartenenti al corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle forze di polizia e alle forze armate.
segue O
L
MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE 2004
6/PREVIDENZA
TOTALIZZAZIONE
prevista la ridefinizione di questa disciplina per ampliare progressivamente la possibilità di sommare i periodi assicurativi prevista
dalla normativa vigente.
Si dovrebbe consentire, cosa attualmente non possibile, di ricongiungere i versamenti effettuati verso
più gestioni in cui si raggiungano i
requisisti minimi per il diritto alla
pensione in almeno uno dei fondi.
È
LIBERALIZZAZIONE
ETÀ
PENSIONABILE
otrà avvenire previo accordo preventivo del datore di lavoro per il
proseguimento dell’attività lavorativa
e dovrà prevedere l’erogazione di bonus.
Si prevede, comunque, la facoltà
del lavoratore che fruisca di trattamento pensionistico liquidato integralmente secondo il metodo contributivo di proseguire in automatico la
propria attività lavorativa fino a sessantacinque anni di età.
P
1. Il primo, non è prevista però
una scadenza obbligata, dovrebbe
essere un decreto del ministro del
lavoro di concerto con quello dell’economia per fissare le modalità di
attuazione del sistema di incentivi
del “bonus”.
2. Entro 2 mesi dall’entrata in vigore della legge delega si deve istituire un “casellario centrale” con decreto del ministro del lavoro di concerto con quello dell’economia, sentiti Enti ed Amministrazioni interessate; saranno fissate le informazioni
da trasmettere in modo da creare
una “banca dati” che dovrà servire
mentali della delega: liberalizzazione
dell’età pensionabile, eliminazione
progressiva del divieto di cumulo tra
pensioni e redditi di lavoro, sostegno
per lo sviluppo della previdenza
complementare, revisione della disciplina della totalizzazione attraverso la riduzione dei limiti attualmente
esistenti.
Entro questo stesso termine il
Governo deve procedere al riordino,
senza oneri per la finanza pubblica,
degli enti pubblici di previdenza e
assistenza obbligatoria per assicurare una maggiore funzionalità, nonché una complessiva riduzione dei
costi.
ovrebbe consistere sostanzialmente nell’agevolazione all’utilizzo di contratti a tempo parziale
da parte dei lavoratori che abbiano
maturato i requisiti per l’accesso al
pensionamento di anzianità e nell’introduzione, in caso di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, di forme
di contribuzione figurativa per i
soggetti portatori di handicap riconosciuto e per chi assiste familiari
conviventi che siano nella predetta
situazione.
D
SEPARAZIONE
TRA ASSISTENZA
E PREVIDENZA
uesta è sempre stata una richiesta
prioritaria della CONFSAL che finalmente vede una reale possibilità di
concretizzarsi; si prevede, infatti, l’obbligo da parte degli enti previdenziali
di predisporre, all’interno del bilancio,
poste contabili riferite alle attività rispettivamente assistenziali e previdenziali svolte dagli stessi enti.
È
INCENTIVAZIONE
PART-TIME
iene stabilita l’equiparazione tra le
varie forme con regole comuni per
fondi aperti e chiusi e per le polizze individuali assicurative.
Il passaggio del TFR ai fondi pensione avverrà con il silenzio assenso
tranne diversa scelta nei sei mesi successivi dai decreti attuativi o dall’assunzione per i neo-assunti.
Non si è ottenuto quanto chiesto
inizialmente dalla Confsal, cioè che avvenisse a domanda, ma si è ottenuto
almeno che i lavoratori avessero il
tempo minimo necessario per essere
informati e scegliere.
V
Q
CUMULO
previsto l’ampliamento progressivo della possibilità di totale cumulabilità tra pensione di anzianità
e redditi di lavoro dipendente e autonomo, in funzione dell’anzianità contributiva e dell’età.
Possibilità oggi consentita solo ai
pensionati di vecchiaia e di anzianità, per questi ultimi solo se con
quaranta anni di contributi o trentasette anni di contributi congiunti a
58 anni di età.
PREVIDENZA
COMPLEMENTARE
CALENDARIO DELLE PRINCIPALI FASI ATTUATIVE
VERIFICHE IN ITINERE
per il rilascio della certificazione dei
diritti acquisiti e l’emissione dell’estratto conto annuale dei contributi
versati.
Si occuperà, inoltre, dei dati sui
lavoratori extracomunitari, sugli
infortuni e sulle malattie invalidanti.
In sede di prima applicazione i
dati dovranno essere trasmessi entro 3 mesi dalla pubblicazione del
decreto sulla G.U..
3. Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, il ministro
con proprio decreto deve fornire agli
enti previdenziali direttive in relazione all’individuazione del settore
economico di appartenenza per
quanto riguarda aziende, lavoratori
autonomi e parasubordinati (comma
30 art.1).
4. Entro 12 mesi dall’entrata in
vigore della legge delega, il Governo
dovrà adottare uno o più decreti legislativi relativi agli obiettivi fonda-
5. Entro 18 mesi dall’entrata in
vigore della legge delega, il Governo
con uno o più decreti legislativi dovrà individuare le categorie a cui riservare “trattamenti di favore”, comprese quelle che svolgono attività
usuranti e le lavoratrici madri.
Si dovranno definire, inoltre, le finestre di uscita per le pensioni di
anzianità con 40 anni di contributi.
Sempre entro lo stesso termine
dovrà essere emanato il “testo unico
delle leggi in materia previdenziale”,
varando norme per la semplificazione delle regole pensionistiche per il
settore agricolo.
Sempre entro lo stesso termine il
Governo “potrà definire soluzioni alternative”,a decorrere dal 2008, sull’elevazione dell’età media di pensionamento.
In relazione ai vari decreti legislativi, entro 18 mesi dalla loro
emanazione potranno essere adottati decreti legislativi integrativi e/o
correttivi.
1. Entro il 30 giugno 2007 il Governo
procederà al controllo degli effetti degli incentivi e, sulla base dei dati forniti dal nucleo di valutazione della spesa previdenziale, verificherà la sostenibilità finanziaria
del bonus e valuterà la possibilità di prolungamento oltre il 1° gennaio 2008; il tutto previa consultazione con le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei dipendenti comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
2. Nel corso del 2013 saranno realizzati
accertamenti sugli effetti finanziari delle
modifiche dei requisiti di accesso al pensionamento in vigore dal 1° gennaio 2008 e,
qualora sia garantita la stabilità del sistema, sarà possibile rimandare l’ulteriore innalzamento dei requisiti anagrafici previsto
a partire dal 2014 (62 anni per i dipendenti
pubblici e privati e 63 per gli autonomi).
3. Entro la fine del 2015 sarà oggetto
di verifica la sperimentazione dell’accesso
alla pensione di anzianità per le donne che
optano per il calcolo secondo il metodo
contributivo con i vecchi requisiti di 35
anni di anzianità e 57 anni di età per le dipendenti e 58 per le lavoratrici autonome.
Per la Confsal la riforma presenta aspetti negativi perché:
❐ È basata esclusivamente su tagli di spesa, disattendendo le considerazioni e le proposte più volte formulate con
spirito costruttivo, tendenti ad evitare di operare solo su
tagli alle uscite e a porre, invece, in essere una politica di
maggiori entrate mediante una seria e sistematica lotta
all’evasione contributiva, nonché al lavoro sommerso e
minorile.
❐ Nega la necessaria gradualità atta a favorire un transito
“morbido” e graduale per le classi dei lavoratori che
avrebbero maturato il diritto al trattamento pensionistico
di anzianità alla soglia dell’anno 2008.
❐ Non garantisce che gli incentivi accordati ai lavoratori
del settore privato siano applicati contestualmente a quelli pubblici.
❐ Penalizza eccessivamente coloro che fruiscono del solo
sistema contributivo, in primis i giovani, in quanto, oltre
a ridurre notevolmente il valore della pensione percepita
come già previsto dalla legge “Dini”, eleva l’età pensionabile per poterne fruire.
❐ Esclude gli uomini dalla “via sperimentale” e, comunque
anche per le donne pone dubbi di legittimità costituzionale in quanto non prevede nel metodo di calcolo il rispetto
dei diritti acquisiti derivante dagli anni maturati nel metodo retributivo.
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DALLE FEDERAZIONI/7
dalle
n occasione dell’apertura
dell’anno scolastico la Segreteria generale dello SnalsConfsal ha fatto pervenire a
tutte le scuole la nota che
pubblichiamo circa la posizione del sindacato sull’attuazione della riforma.
“Le leggi dello Stato vanno rispettate ed attuate, ma
deve essere chiaro che la
norma primaria può essere
applicata solo dopo che le
norme pattizie hanno definito la materia relativa all’organizzazione del lavoro e al
corrispettivo economico per i
maggiori oneri e prestazioni
che vengono richiesti, quindi
dopo la conclusione della
contrattazione avviata ai
sensi dell’art. 43 del CCNL.
Lo Snals-Confsal - unico
sindacato che ha predisposto la specifica piattaforma ha sempre sostenuto la necessità della via negoziale la
I
cui conclumativi e
contratsione
è
tuali per
presuppopoter assusto indiATTUAZIONE
mere le lospensabile
DELLA RIFORMA
ro deliberaper l’attuazione conzioni
in
E AVVIO DELL’ANNO
materia,
creta della
solo in preriforma. La
SCOLASTICO
senza della
stessa amministradefinizione
zione ha richiamato in più della fase negoziale. Non vi
occasioni la necessità di defi- sono, quindi, per il momento
nire in sede contrattuale gli le condizioni perché possano
aspetti riguardanti la mate- essere formalizzate decisioni
ria relativa all’organizzazione definitive e definite in partidel lavoro e al corrispettivo colare in relazione: ai nuovi
economico e ciò è conferma- impegni di servizio, alle proto dall’emanazione dell’atto cedure di scelta, agli oneri,
di indirizzo all’Aran e dai alle conseguenze normative
suoi contenuti. Nell’attuale anche sul piano della mobifase di avvio del nuovo anno lità e ai compensi per nuove
scolastico lo Snals-Confsal attività dei docenti. Il probleribadisce che i collegi dei do- ma è eclatante per il tutor,
centi, in sede di programma- ma ha aspetti che coinvolgozione annuale, potranno no tutti i docenti; all’orario di
avere tutti gli strumenti nor- servizio anche per la parte
SNALS
delle attività connesse con
l’insegnamento; all’inserimento di allievi di età inferiore ai 3 anni nella scuola dell’infanzia. I collegi docenti, tenendo presente la necessità
di una gestione oculata del
monte orario previsto dal
CCNL per le attività connesse all’insegnamento, potranno, eventualmente, avviare
uno studio dei problemi e
delle possibili soluzioni operative. In questa fase, pertanto: i collegi dei docenti
non possono assolutamente
deliberare nel merito in via
definitiva e definita prima
della conclusione del negoziato; il dirigente scolastico
non può emanare autonomamente atti che individuino persone per la funzione
tutoriale o ammettere alla
frequenza i bambini di età
inferiore ai 3 anni nella
scuola dell’infanzia”.
FEDER.CASA
CONTRATTI LOCAZIONE:
SOTTOSCRITTO ACCORDO
CON L’ENASARCO
PER LA CITTÀ DI ROMA
a Feder.casa-Confsal ha
sottoscritto l’accordo per
la città di Roma, ai fini dei
rinnovi dei contratti di locazione, a canale “concordato”, con l’Enasarco, in scadenza negli anni 20052006. La Fondazione Enasarco è proprietaria di circa
quattordicimila appartamenti, di cui 10.000 (diecimila) solo a Roma ed anche
da ciò si evince l’importanza
dell’accordo raggiunto.
La Feder.casa-Confsal
ha espresso la propria sod-
L
disfazione per l’accordo sottoscritto, che risente degli
aumenti del mercato degli
ultimi anni ma, è contenuto per l’applicazione di parametri di riduzione a salvaguardia delle fasce deboli
per la riduzione dell’aumento del 40%. La durata dei
contratti è di 5+3 anni.
Dall’accordo sono rimasti fuori 10 immobili, per i
quali le richieste della proprietà sono risultate eccessivamente onerose e, quindi, inaccettabili.
regioni e province
REGGIO CALABRIA
EMILIA ROMAGNA
Azzerato il Comitato
Provinciale Inps
Nuovo statuto regionale. Istituito il Crel:
realizzate alcune richieste formulate dalla Confsal
l Tar della Calabria ha azzerato il Comitato provinciale INPS di Reggio Calabria a seguito del ricorso avanzato
dalla Segreteria Provinciale Confsal. In
sintesi i fatti: a) il provvedimento - Il 13
Gennaio 2003, il Ministero del Lavoro
con proprio decreto ricostituisce il Comitato provinciale dell’Inps di Reggio Calabria ; b) il ricorso - la Confsal, si rivolge
al Tar e chiede l’annullamento del provvedimento in quanto la stessa, pur essendo annoverata tra le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative, non viene interpellata; c) la decisione - Il Tar Calabria azzera il Comitato
che era in carica da un anno e mezzo.
Nel merito afferma: “Tale rilievo è sicuramente sufficiente a inficiare la legittimità
I
del provvedimento impugnato e a dimostrare la fondatezza della censura di difetto, di istruttoria sollevata dall’organizzazione sindacale ricorrente, a nulla rilevando le dettagliate puntualizzazioni
sulla rappresentatività della Confsal fornite dalla P.A. nel corso del giudizio e
che non possono sanare le irregolarità
del procedimento o integrare la motivazione della determinazione adottata.
Il gravame va pertanto accolto e l’effetto va annullato il provvedimento impugnato per quanto di ragione, affinché
l’Amministrazione intimi e provveda a
rideterminarsi motivatamente in merito
dopo aver acquisito anche dalle organizzazioni sindacali direttamente interessate i necessari elementi istruttori.”
proposito dell’art. 59 del
Nuovo Statuto della Regione Emilia-Romagna, con cui si
istituisce il Consiglio Regionale
dell’Economia e del Lavoro
(Crel), la Confsal Emilia Romagna ha espresso la propria soddisfazione, poiché con esso ha
visto realizzarsi alcune delle richieste avanzate, fin dal novembre 2003, in una nota indirizzata al Governatore della Regione
Emilia-Romagna, dott. Vasco
Errani, e rivendicate con forza
in un sit-in svoltosi davanti alla
sede della Regione, il 23 aprile
scorso. L’istituzione del Crel è
solo il primo passo per quello
A
che dovrebbe essere uno “strumento di analisi, studio, ricerca
e confronto per le politiche di
programmazione economica e
sociale”, in quanto solo una legge regionale ne determinerà le
funzioni e la composizione in riferimento alle organizzazioni ed
associazioni economiche, sociali
ed ambientali. La Confsal è impegnata a seguire con grande
attenzione la fase preparatoria
alla stesura della legge applicativa dell’art. 59, affinché questa
vada nella direzione giusta, soprattutto in merito alla composizione del Crel. Per quanto riguarda la questione, relativa
alla matrice cristiana taciuta
volutamente nel Preambolo
dello Statuto, la Confsal ha
espresso il proprio disappunto. Premesso che la Confsal è
una confederazione di sindacati, i cui iscritti sono sia laici
convinti sia cattolici orgogliosi
di esserlo, rinunciare a fissare
in uno Statuto Regionale o
nella Carta Europea, le comuni radici cristiane è una scelta
che va contro la Storia che sul
“tempo della lunga durata” (F.
Braudel) definisce noi, uomini
appartenenti alla civiltà occidentale, tutti profondamente
cristiani.
dalla prima pagina
VICEDIRIGENZA
Malgrado gli impegni è tutto fermo
➧ in vigore della legge
15/7/02 n. 145, recante norme per la disciplina giuridica della vicedirigenza, i funzionari
pubblici, che da tempo
attendevano questo istituto, hanno plaudito il
Governo che manteneva un impegno assunto
e sono rimasti in fiduciosa attesa degli adempimenti successivi. Sono trascorsi due anni ed
alla iniziale soddisfazione è subentrato lo scoramento: nessuno degli atti necessari per la reale applicazione
di questa legge è stato ancora posto in essere dal Governo.
Tali adempimenti sono:
• determinazione della decorrenza giuridica dell’istituto della
vicedirigenza, da far coincidere
con la data di entrata in vigore
della legge 145/2002;
• istituzione della relativa area contrattuale;
• indicazione della decorrenza economica - giusta previsione normativa al 1° gennaio 2004 (data
di inizio del periodo contrattuale successivo a
quello in corso alla data di
entrata in vigore della legge 145/2002);
• inserimento nel prossimo Documento di Programmazione economica
e finanziaria di una apposita voce di bilancio per
l’attuazione dell’area della vicedirigenza ed il reperimento di adeguate risorse economiche nella
successiva legge finanziaria
2005”.
La risposta di Fini
lla nota del Segretario generale della
Confsal sul problema
dell’istituzione della Vice
Dirigenza nella P.A. il
Vice Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini,
ha così puntualmente
risposto:
“Il Vice Presidente è
consapevole dell’esigenza che in sede di definizione del Documento di
Programmazione Economica e Finanziaria debbano essere richiamati
gli impegni del Governo
in tema di vice dirigenza
alla quale, in particolare,
l’on. Fini annette uno
speciale rilievo nel qua-
A
dro della ricostruzione di
un assetto delle funzioni
direttive e dirigenziali finalizzato al buon andamento della Pubblica
Amministrazione, strumento essenziale dell’azione del Governo.
Stia pur certo, dunque, dell’impegno del Vice Presidente, che è stato costante nel senso
della richiesta di attuazione della vice dirigenza, finora disattesa solo
per difficoltà a Lei ben
note, ma che sono certo
saranno superate”.
F.to Cons.
Salvatore Sfrecola
MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE 2004
8/DALLE FEDERAZIONI
dalle
ulla riunione del CdA della Fiat, il
Segretario generale della FismicConfsal, Roberto Di Maulo, si è così
espresso: “Il miglioramento del conto
economico della Fiat è un segnale incoraggiante per i mercati finanziari, gli investitori e, soprattutto, per chi, come la
Fismic-Confsal, ha a cuore il futuro industriale ed occupazionale del principale
gruppo manufatturiero italiano. Gli interventi proposti dal piano di risanamento e sviluppo sembra quindi che stiano
andando nella direzione auspicata, cioè
il raggiungimento del pareggio operativo
di Gruppo entro l’anno.
Visto dal versante dei lavoratori la Fismic-Confsal ritiene che esistano ancora
dei punti oscuri nel piano industriale dell’Azienda che devono essere rapidamente
chiariti se non si vuole che, alla fine, al risanamento finanziario del Gruppo Fiat
non segua anche il miglioramento della
parte industriale e quindi occupazionale.
In particolare si evidenziano delle criticità per quanto riguarda CNH per la parte
delle macchine movimento terra che hanno portato l’Azienda a richiedere un lungo
periodo di Cassa Integrazione causata
dalla fine della joint-venture con l’Hitachi
che ha depauperato le risorse commerciali dell’azienda, con grave contraccolpo sul
mercato; analogamente per Iveco pesa
ancora negativamente il pessimo esito
dell’acquisizione e cessione della Frakin
che sta compromettendo i margini di red-
S
i è svolta, alla presenza
del Segretario generale
Giuseppe Sugamele e dei
responsabili delle strutture
territoriali, l’assemblea dei
lavoratori della Fondazione
teatro dell’Opera di Roma
per analizzare la situazione gestionale della Fondazione alla luce dei fatti più
recenti, senza trascurare i
percorsi della stessa sino
al concretizzarsi di evenienze che hanno recato e
minacciano di recare danno oggettivo ai lavoratori e
alla Fondazione stessa.
Sui fatti, sulle circostanze e sulle possibili conseguenze, i presenti hanno
ascoltato la documentata
relazione del Segretario del-
S
LA PROPOSTA
DELL SINDACATO
PER IL RILANCIO
DELLA FIAT
ditività che nel settore dei truck quell’azienda pure continua a produrre.
Anche Comau continua a pagare gli errori delle precedenti gestioni che hanno acquisito commesse in pura perdita all’estero.
Più in generale nel Gruppo pesa una
troppo disinvolta politica di terziarizzazione fatta negli anni scorsi che sta ora producendo tutti i suoi effetti negativi, come
dimostrato dalla fabbrica di plastica di
Brescia e da tanti altri piccoli, ma significativi episodi che portano via redditività al
sistema industriale Fiat, oltre che a una
perdita complessiva di competenze e co-
la RSA Roberto Conte, che
dopo la sua relazione ha invitato gli iscritti al sindacato
a esprimersi sulla necessità
di recuperare al LibersindConfsal la libertà di agire
senza legacci e vincoli che
ne limitino la necessaria
azione incisiva in difesa dei
lavoratori e della Fondazione stessa.
Il dato più preoccupante
di questo particolare momento è l’impossibilità di
procedere alla stipula di un
contratto integrativo adeguato che renda finalmente
giustizia alle aspettative dei
lavoratori, a causa del sopraggiunto decreto governativo che vieta l’impiego di
fondi pubblici o dei soci fon-
’Unsa-Confsal-Sag, unitamente
ai Sindacati Triconfederali, ha
preannunciato l’interruzione di
ogni relazione sindacale con l’Amministrazione della Giustizia, come indicato al Ministro della Giustizia Castelli nella seguente nota.
“Non c’è ufficio giudiziario e archivio notarile né istituto o servizio
dell’amministrazione penitenziaria
o di quella minorile che, nonostante l’abnegazione e il senso di
responsabilità del personale, riesca a funzionare decentemente.
Tutta la politica del Ministro
Castelli essenzialmente si traduce
nel disprezzo per i lavoratori e, le
organizzazioni sindacali che li rappresentano.
Ciò, è evidente, ha effetti precisi sulle condizioni in cui è amministrata la giustizia nel nostro
Paese.
Mancano le risorse per i beni
strumentali, anche quelli di uso più
comune, ancor più grave la carenza
L
FISMIC
noscenze sull’intero ciclo produttivo.
Ma la situazione più preoccupante riguarda Fiat Auto. Come paventato dalla
Fismic-Confsal nel corso della difficile vertenza del 2002 gli unici a migliorare i conti, sia dal punto di vista degli stabilimenti
di montaggio che di motori, sono gli stabilimenti polacchi che producono rispettivamente la nuova Panda e il piccolo motore
diesel, mentre migliorano (relativamente) i
conti anche grazie alla favorevole congiuntura del mercato dell’area Mercosur
(America Latina).
In Italia sul fronte delle fabbriche e dei
LIBERSIND
TEATRO DELL’OPERA DI ROMA:
RIPRENDERE LA LIBERTÀ D’AZIONE
UNSA
IL SAG INTERROMPE
LE RELAZIONI SINDACALI
CON L’AMMINISTRAZIONE
DELLA GIUSTIZIA
di personale negli uffici e negli istituti che ormai ha superato per tutti
i dipartimenti le 10.000 unità e non
si intravede una sia pure modesta
proposta per reperire risorse e per
consentire con ciò un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del
servizio.
Viceversa, si procede con la politica delle esternalizzazioni perseguita anche a spese delle più elementari regole contabili.
Da ultimo, e valga soltanto come
esempio, la firma della convenzione
tra l’Amministrazione e le Poste
S.p.A. che prefigura la privatizzazione di un servizio delicato come la
notificazione degli atti giudiziari.
Innumerevoli altri problemi travagliano il personale del Dicastero
della Giustizia.
In tal senso è stato inviato al
ministero un documento programmatico con il quale si chiede un
tavolo di confronto unitario tra
tutti i Dipartimenti ed il Ministro
della Giustizia.
Stante la descritta situazione,
le organizzazioni sindacali dichiarano che - in assenza di un’azione
propositiva forte da parte di chi ha
la piena responsabilità politica e
senza l’apertura di un tavolo di
confronto sui nodi fondamentali
della situazione già menzionata interromperanno ogni relazione
sindacale con l’Amministrazione
ed annunciano che verranno attuate tutte quelle iniziative politiche e sindacali che si renderanno
necessarie”.
lavoratori e in Europa sul fronte del mercato le cose non solo non migliorano, ma
anzi rischiano di peggiorare in modo sensibile. In particolare diventa allarmante la
situazione di Cassino, con un continuo ricorso alla Cig, e di Mirafiori, per il quale
stabilimento le organizzazioni sindacali
hanno lanciato una piattaforma di rivendicazioni per avere produzioni aggiuntive
che evitino il continuo ricorso alla mobilità e alla Cassa Integrazione; ma va sottolineato negativamente il fatto che nel
corso del primo semestre la Fiat Auto abbia rinunciato a cuor leggero alla produzione di 21 giorni del suo principale stabilimento italiano (Melfi) senza chiedere
un’ora di recupero produttivo a nessuno
stabilimento. La Fismic-Confsal ha partecipato, insieme alle Segreterie Nazionali degli altri sindacati, all’incontro che si è tenuto a Roma con il dott. Marchionne, nuovo
Amministratore Delegato di Fiat, al quale
sono stati chiesti precisi impegni volti a rilanciare la produzione negli stabilimenti
più a rischio, a partire dal decisivo sito di
Mirafiori; ed inoltre dei precisi impegni del
menagement affinché non solo i lavoratori
non debbano più pagare i costi di una crisi
che non è a loro imputabile, ma possano
ricevere una contropartita salariale agganciata al miglioramento della situazione finanziaria del Gruppo Fiat, quale parziale
risarcimento dell’impegno che i lavoratori e
le lavoratrici del Gruppo hanno profuso e
devono ancora produrre.
datori privati ai fini di miglioramenti retributivi.
Così il contratto integrativo non può avere una
dotazione finanziaria che
soddisfi le richieste dei lavoratori. Se in questi anni
fossero stati rispettati i
tempi e si fosse proceduto
alle date fissate, oggi i lavoratori non dovrebbero
lamentarsi del decreto Urbani che non tocca, per
esempio, i lavoratori della
Scala e quelli di Santa Cecilia che i loro contratti integrativi se li sono fatti più
volte e fruiscono di buste
paga ben più consistenti
grazie a quegli stessi sindacati che all’Opera di Roma non hanno svolto il lo-
ro dovere e hanno lasciato
i lavoratori dell’Opera a
bocca asciutta.
Di fronte ad una simile
situazione, la proposta
concreta è quella di recuperare la propria libertà di
azione, per iniziare azioni
pressanti e concrete che
possano riportare l’Opera
di Roma al rango che le
compete, la funzionalità interna al livello di qualità
che ne garantisca i risultati, l’estromissione delle mele marce che recano danno
a tutto l’assetto organizzativo e testimoniano una degenerazione del sistema del
quale non fa parte e non
vuole apparire complice il
Libersind-Confsal.
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