TheLanghe, land of... Bamboo

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TheLanghe, land of... Bamboo
INVEST
O GRE
EN
by Piet
ro Dian
TheLanghe, land of.. Bamboo
LE LANGHE, TERRA DI... BAMBù
“L
e Langhe, terra di Barolo, di nocciole, di cibi della tradizione. E di
bambu. No, non è un errore di battitura, è proprio così. Da un paio
d’anni, infatti, tre imprenditori hanno deciso di investire nell’agroalimentare puntando a sposare una terra regina in questo settore con una coltivazione completamente
diversa. Lontana anni luce non solo in senso
geografico, ma anche culturale, da quelle
che sono le nostre abitudini. E il bello è che
funziona! Tanto da aver vinto il premio nazionale Oscar Green 2012 della Coldiretti,
riservato ai giovani imprenditori innovatori.
E proprio in questi giorni arriva anche la ribalta televisiva, con la partecipazione alla
Prova del Cuoco, sui canali Rai. Una vera
e propria tesi di laurea per quello che è un
caso unico in Italia, ma forse anche in Europa.
L’intuizione è legata a tre soci, che hanno
fondato l’azienda “L’essenza del bambu”:
si tratta di Andrea Demagistris, imprenditore agricolo con alle spalle già l’esperienza
nella coltivazione ben più tipica della nocciola di Langa, Fabio Chiarla, architetto
col bernoccolo della coltivazione e Thomas Froese, curiosissimo caso di tedesco
trapiantato da decenni nella terra che fu
di Pavese, con una passione sfrenata per
la coltivazione del bambu. Tanto da essere non solo un produttore, ma un vero e
proprio collezionista, con una coltivazione
Investi in creatività!
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T
he Langhe, the land of Barolo
wine, of hazelnuts, of traditional food. And the land of bamboo. No, this is not a typo, that’s
exactly right. From a couple of years, actually, three businessmen have decided
to invest in agri-food aiming at joining a
queen land in this sector with a completely
different plantation. Light years away and
not only geographically, but also culturally, from what are our habits. But it works!
It works so much that it won the national
award Oscar Green 2012 by Coldiretti, reserved to young innovative entrepreneurs.
And right in these days also comes fame
on TV, with the participation at the Prova
del Cuoco on Rai channels. A true proof
for what appears to be a unique case in
Italy, but maybe also in Europe.
The intuition is linked to the three partners
that founded the enterprise “Essence of
bamboo”: they are Andrea Demagistris,
agricultural entrepreneur with lot of experience in farming the typical Langa hazelnut, Fabio Chiarla, architect and fanatic
of cultivation and Thomas Froese, a curious
case of German introduced for decades in
Pavese’s land, with a wild passion for bamboo cultivation. So wild that he is not only
a producer, but also a true collector, with
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a
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simile più a un orto botanico che a un campo agricolo. Suo, infatti, è il terreno che a
Cravanzana (in Alta Langa) sta facendo
da locomotiva a questi primi anni di attività, mentre in Bassa Langa, a Roddi, nuove semine stanno portando alla crescita
di altro bambu, ancora troppo “giovane”
per essere utilizzato. A fare da stimolo per
l’intera avventura imprenditoriale è stato,
come spesso capita, un viaggio: “Sono
stato in Giappone – racconta Andrea Demagistris – e lì ho avuto l’illuminazione. Ho
capito che potenziale enorme può avere
la pianta del bambu e di quanto questa sia
sottostimata dalle nostre parti. Così, grazie
al know-how di Thomas e alle capacità di
Fabio, ci siamo messi in gioco, puntando sul
bambu biologico, con tanto di certificazione italiana per l’uso alimentare”. Una vera
rarità. “Sì, perché in Italia non si usano i germogli di bambu. Tantomeno freschi. Ed è
un peccato, perché vengono considerati
tra i primi 5 super-food a livello globale, per
le tante caratteristiche e proprietà preziose
che contengono”. “Quei pochi che usano
i germogli di bambu in Italia, soprattutto ristoranti orientali, li usano in salamoia, ma è
tutto un altro discorso. I nostri, invece, che
consumati freschi hanno un gusto simile al
carciofo o agli asparagi, vengono richiesti dai ristoranti stellati o dai giapponesi di
alto livello. Li vendiamo freschi, ma anche
sott’olio o in crema. E presto penseremo
anche a un liquore e a una crema dolce”.
Tante, si diceva, le proprietà benefiche:
una miniera di vitamine, antossidanti e sali
minerali. Anzi, il bambu “è la pianta con più
sali minerali in natura”, assicura Demagistris. Ma i suoi utilizzi non si limitano alla cucina: il bambu prodotto in Langa da questi
tre pionieri infatti punta anche a trovare
spazi nel settore dei cosmetici, così come
nell’artigianato, essendo un legno molto interessante da usare, ma solo dopo un procedimento di essiccazione rigorosissimo. E
infine, il bambu, si propone anche come
biomassa per creare energia in maniera
rinnovabile. Insomma, una risorsa a 360 gradi. Una sfida affascinante, ma non facile:
“Quando abbiamo iniziato, qui in Langa ci
hanno guardato come dei marziani - con-
a cultivation more similar to a botanic garden than an agrarian field. His, in fact, is the
land that in Cravanzana (in Alta Langa) is
dragging behind these first years of activity,
while in Bassa Langa, in Roddi, new seeding
are generating the growth of new bamboo, still too “young” to be used. The spark
that gave life to this adventure came, as
often happens, from a trip: “I was in Japan
– says Andrea Demagistris – and there I had
the enlightenment. I understood the great
potential that the bamboo plant has, and
how underestimated it is in our country. So,
thanks to Thomas’s know-how and Fabio’s
abilities, we got into the game, betting on
organic bamboo, with the Italian certification for food use”. A rarity. “Yes, because in
Italy we don’t use the bamboo sprout. Even
less if fresh. And it’s a pity, because is considered among the first 5 super-food on a
global scale for its precious characteristics
and properties”. “Those few using bamboo
sprout in Italy are most of all Asian Restaurant, using those in brine, but it’s a whole different story. Ours, instead, consumed fresh
has a taste similar to artichoke or asparagus, and it is requested from famous restaurants or high-level Japan restaurants. We
Una miniera di vitamine,
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sell them fresh, but also in oil or as a cream.
And soon we’ll think about a liquor and a
sweet cream”. The beneficial properties are
many, as we said: a goldmine of vitamins,
antioxidants and minerals. The bamboo “is
the plant with the most minerals in nature”,
ensures Demagistris. But its utilization is not
limited to the kitchen: the bamboo produced in Langa from these three pioneers aims
at finding a space in the cosmetics field, as
well as in the craftsmanship, being it a very
interesting kind of wood to use, but only after a rigorous drying procedure. And lastly,
the bamboo, can also be used as biomass
to create renewably energy. In short a 360
degrees resource. A fascinating challenge,
but not easy: “When we started, here in
Langa everyone looked at us as we were
Martians – confides an amused Demagistris – actually, people were coming to us
asking how to extirpate the bamboo, since
here it is considered an infesting plant. And
it took huge sacrifices. A bamboo plantation, in fact, needs an intense and specific
irrigation, more than other typical agricultural productions of this land. And to make a
bamboo plantation work we need to wait
at least five years. This is why, right now, on
three cultivated hectares we are using just
Thomas’s hectar, in Cravanzana, waiting
for the other two to be ready”. The expenses to sustain at the beginning, then, are not
little: “Every plant costs from 7 to 10 euros,
depending on the type, without forgetting
the potentiality, but also the uncertainties, in
a market that basically does not exists. For
now we can pay back the expenses, but we
are more and more known and appreciated and sells are growing. For now we are
serving restaurants in the Milan area, or German cosmetics industries”. A real entrepreneurship adventure, with lots of dangers. But
the stubbornness and culture from the Langhe, together with the Teutonic culture, are
a reliable guarantee.
fida divertito Demagistris – anzi, chi ci avvicinava ci chiedeva come estirparlo, il bambu,
visto che viene considerato un infestante da
queste parti. E ci sono voluti enormi sacrifici.
Un bambuseto, infatti (questo il nome della coltivazione, ndr) richiede un’irrigazione
intensa e specifica, più di altre produzioni
agricole tradizionali che si fanno da queste
parti. E perché un bambuseto sia produttivo bisogna attendere almeno cinque anni.
Ecco perché, al momento, su tre ettari coltivati stiamo utilizzando solo l’ettaro di Thomas, a Cravanzanta, in attesa che gli altri
due siano pronti”. Le spese da sostenere in
partenza, poi, non sono poche: “Ogni pianta costa dai 7 ai 10 euro, a seconda della
tipologia, senza dimenticare la potenzialità, ma anche le incognite, in un mercato
che di fatto non esiste. Per ora riusciamo a
ripagarci le spese, ma ci conoscono e ci apprezzano sempre di più e le vendite crescono. Al momento serviamo molto i ristoranti
del Milanese, oppure le aziende tedesche
di cosmesi”. Una vera avventura imprenditoriale, con non poche insidie. Ma la cocciutaggine e la cultura del lavoro langarole,
unite a quelle teutoniche, sono una garanzia affidabile.
“
IN
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S
E
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antiossidanti e sali minerali.
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