Se l`impresa del futuro è artigiana

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Se l`impresa del futuro è artigiana
L’evento – Se l’impresa del futuro è artigiana
di Davide Ielmini
Per la sua flessibilità e capacità di creare e progettare con dinamismo, la piccola impresa è il modello
imprenditoriale del futuro. Un’impresa che si adatta al cambiamento grazie alla sua intraprendenza,
propensione al rischio e determinazione. Ma anche creatività e passione nei rapporti relazionali nei quali la persona
occupa un posto di primo piano.
Il rapporto tra clienti e fornitori, ormai, è cambiato. I consumatori mostrano esigenze sempre più diversificate e
l’impresa è chiamata a soddisfare questi bisogni con rapidità e lungimiranza. La soluzione a queste richieste
sono i prodotti personalizzati e “unici” della piccola impresa. Perché il mercato si è trasformato e si sposta
sempre più su beni di nicchia, pensati e realizzati esclusivamente per il cliente che ne fa richiesta.
La piccola impresa, per le sue dimensioni aziendali, è più di altre tipologie industriali adatta a soddisfare questi bisogni
perché aperta, competitiva e da sempre forte del suo trasmettere saperi ed esperienza. Il “fare”, dunque, è il futuro.
E Confartigianato Imprese Varese, con i sei incontri che accompagnano al Congresso 2013, traccia la linea di
questo futuro mostrando alle imprese perché è inevitabile – se si vuole sopravvivere alle sfide dei mercati di oggi
– affrontare con gli strumenti giusti i cambiamenti nei modelli produttivi e nelle relazioni commerciali.
Ad aiutare e sostenere la piccola impresa in questa nuova avventura intervengono la tecnologia digitale, le reti
(anche solo per soddisfare un business momentaneo), le tecnologie low-cost (per la smaterializzazione e la
condivisione delle conoscenze) ma anche la prototipazione o i materiali compatibili con l’ambiente. Tutto questo
offre alla piccola impresa opportunità importanti: il come e il perché le imprese dovranno dotarsi di tali strumenti sarà
l’obiettivo delle tappe di avvicinamento al Congresso 2013 di Confartigianato Imprese Varese.
Essere sintonizzati sul futuro è indispensabile. E questo è richiesto proprio alla piccola impresa, che per tradizione e
dna sa innovare e può digitalizzare. E’ curiosa e attenta, ma dovrà sempre più essere pronta a lasciarsi
contaminare dalle nuove conoscenze e tecnologie. Sarà questo a dare un valore sempre maggiore al
“contatto” strategico che l’impresa deve ottenere tra il locale (il suo territorio) e quella dimensione globale alla quale
non può rinunciare.
D’altronde, anche il mercato del lavoro e il credito avvertono l’esigenza di cambiare. Il mercato del lavoro è ormai
vivace e “libero”; sempre meno vincolato al posto fisso e sicuro. Un mercato che vuole sempre più premiare il
merito, la professionalità e il “fare”.
Il credito, che per le imprese è uno strumento di competitività e crescita, chiede invece un dialogo diretto e semplice
tra imprese e banche. La reciproca conoscenza e fiducia tra le due può portare ad una trasparenza in grado di
facilitare la concessione dei finanziamenti – in forme anche non usuali (per esempio il “micro credito
spontaneo”) – a quelle aziende che producono ricchezza, beni e servizi per il territorio. Ma verrà anche il tempo
in cui le banche assumeranno parte dei rischi d’impresa, magari con venture capital in forma semplificata.
Dunque, la piccola impresa è impresa del futuro. Per questa sua capacità di non dimenticare la tradizione e di
saper guardare oltre, verso nuovi orizzonti. Con la consapevolezza che il nostro Paese ha bisogno sì di
intelligenza, ma anche di cuore e di prodotti che siano ben fatti.
Tags: artigiano, fare, futuro, giovani, impresa, Micelli, pmi, tecnica

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