Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare

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Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare
“Zona Nove” è su www.niguarda.eu
APRILE 2013
Anno 19 - n. 208
ONA NOVE
32.000 copie distribuite
GIORNALE DI NIGUARDA - CA’ GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA
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Sandonà
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02/39662281
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Redazione: via Val Maira 4 (Mi), tel. 02/39662281, e-mail: [email protected]
Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 648 del febbraio 1997 - Editore: Associazione Amici di “Zona Nove”,
via Val Maira 4, Milano - Stampa: Litosud s.r.l. via A. Moro, 2, Pessano con Bornago (Mi).
Direttore: Luigi Allori. Redazione: Clara Amodeo, Giovanni Beduschi (vignettista), Franco Bertoli, Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Primo Carpi, Valeria Casarotti, Roberta Coccoli, Claudio Dozio, Teresa Garofalo,
Antonietta Gattuso, Sergio Ghittoni, Roberto Lana, Antonella Loconsolo, Angelo Longhi, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Diana Roca, Sandra Saita, Gero Urso. Collaboratori: Laura Albani, Valia Allori, Stefano Bartolotta, Silvia Benna
Rolandi, Maria Piera Bremmi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Daniele Cazzaniga, Roberta Coccoli, Augusto Cominazzini, Luca Corbellari, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Silvia Faggiano, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna
Maria Indino, Monica Landro, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio Meliesi, Luigi Muzzi, Pamela Napoletano, Antonio Pizzinato, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi
Meyer, Vittorio Sardo, Renato Vercesi, Norman Zoia. Presidente dell’Associazione Amici di “Zona Nove”: Lorenzo Gomiero. Pubblicità: Flaviano Sandonà (tel. 02/39662281). Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866).
di
orro
“Zona Nove”
lettori scuseranno Zorro se
I“Zona
una volta tanto parlerà di
Nove” e non... della Zona
9, anche se tra giornale e comunità c’è ormai una perfetta simbiosi. In realtà questo numero
dimostra quanto il “giornalino”
sia cresciuto: non a caso a febbraio prossimo compirà 20 anni. Grazie a una redazione entusiasta e capace, cui si stanno
aggiungendo sempre più giovani reclute, e a una schiera di lettori che riempiono il Tazebao
con informazioni, denunce e
proposte, riusciamo a dare e interpretare sempre meglio, io
credo, le notizie locali: negli ultimi numeri, e anche in questo,
è dimostrazione il trattamento
dei temi dei trasporti pubblici e
della viabilità. Ma non solo.
Come è noto, è nostro punto
d’onore dare soprattutto spazio
alla pubblicazione delle “notizie indigene” ma ora vogliamo
proporvi un collaterale taglio
informativo: far commentare i
fatti extrazonali, comunali o
addirittura nazionali, da
esperti della nostra stessa comunità. Su questo numero ci
sono diversi esempi: a parte che
non passa numero senza interviste ad assessori o addirittura al Sindaco Pisapia (vedi a
pag. 3), il “nostro” Don Buraglio saluta con molta sensibilità Papa Francesco (pag. 7) e
nel “Filo diretto con le istituzioni” (pag. 25) gli eletti nella
nostra zona fanno per noi gli
speciali corrispondenti dal
Parlamento (il neosenatore Franco Mirabelli), dalla Regione
(Onorio Rosati) e dal Comune
(Mattia Stanzani), informandoci sui fatti che avvengono
fuori della zona, ma che comunque ci coinvolgono e ci infuenzano profondamente.
Intervista esclusiva al sindaco Giuliano Pisapia
su realtà e prospettive della metropolitana lilla
SEVESO
Non si può
stare tranquilli
pag. 5
PARCO NORD
La passerella
di via Ornato
pag. 6
AZIENDE IN CRISI
(disegno di Gero Urso)
Il fioretto
Tocca alla Arrow
di Fulvio Testi
pag. 6
BILANCIO COMUNALE
pag. 8
L’analisi
di Mattia Stanzani
25 APRILE
Tutte le iniziative
nella nostra zona
pag. 15
SUPPLEMENTO
ONA NOVE
pagg. 13-14
Il termometro
della criminalità
a cura di Grazia Morelli
in collaborazione con i Carabinieri di Greco
viale F. Testi 119 - tel. 02/66104191
(Non sono compresi i reati denunciati alla Ps)
RAPINE
MARZO ‘13 0
MARZO ‘12
Come va la M5? Quando verrà aperta la nuova tratta? Come risolvere il problema
dei parcheggi di corrispondenza e delle strisce blu?
FURTI
MARZO ‘13
pag. 3
Modifiche alle linee dei mezzi pubblici di superficie
Braccio di ferro tra Atm e Consiglio di Zona 9
pag. 4
Viva la Lotta di Liberazione Nazionale!
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3
75
MARZO ‘12
72
SCIPPI
MARZO ‘13
0
MARZO ‘12
0
Giovanni Beduschi
Giovannino, tu hai buttato il feto in politica, il
Sì,chemiovabelsempre
bene per far ridere ora che, vivaddio!, la
politica la fanno i comici neanche molto divertenti. Ma io,
15 anni all’assassino
del vigile Savarino
Remi Nikolic, minorenne all’epoca del delitto,
uccise Niccolò nel gennaio del 2012 mentre
era al volante di un suv.
che di certa politica sento il feto-re, ti suggerisco altri tagli
umoristici. “È stata una fetalità”, disse la donna incinta. La
moglie del feto, la feta, è un formaggio greco. Poi c’è anche
OOM IN
la Feta Turchina. Infine pensa al fatto che il professore
coinvolto si chiama Vescovi: hai voglia di trovare battute su
vescovi e feti... (Zorro Nove)
0NA
di Ortensia Bugliaro - foto Giansanti
Parcheggio ingannevole
on 15 anni di reclusione si è concluso, almeno in primo grado, il
C
percorso giudiziario di Remi Nikolic, il giovane rom che, a bordo
di un suv, poco più di un anno fa a Milano, travolse e uccise l’agente
di polizia locale, Niccolò Savarino, e venne poi arrestato in Ungheria
dopo tre giorni di fuga. Un fatto tragico che sconvolse la città, tanto
che al vigile urbano venne assegnato l’Ambrogino d'oro alla memoria
e, nel nostro piccolo, lo Zonino d’oro.
Il 12 gennaio 2012 Savarino, 42 anni, mentre stava effettuando un
normale servizio di controllo in un parcheggio in via Varè, nei pressi
di piazza Bausan, alla Bovisa, venne travolto dal suv guidato dal nomade e il suo corpo fu trascinato dalla macchina per 200 metri.
Soltanto tre giorni dopo, a seguito di indagini serrate, la squadra mobile fermò il giovane in Ungheria. Da un certificato di nascita recuperato in Francia si scoprì che si chiama Remi Nikolic ed era nato il 15
maggio del ‘94 in un carcere parigino, dove era detenuta la madre.
Era minorenne, dunque, quando uccise Savarino. Così, il tribunale
per i minorenni ha riconosciuto l’omicidio volontario come contestato
dal pm, ma anche le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e lo ha condannato a 15 anni di reclusione. (Giorgio Meliesi)
CRONACA
di Ortensia
NERA
Bugliaro
Niguarda: preso un rapinatore di edicole
• Veloce Vincenzo Avagnano, tossicomane pregiudicato di 48 anni: nel
giro di un’ora ha rapinato un’auto e tre edicole e ingaggiato un inseguimento con i Carabinieri. Per poi finire, come al solito, in cella. La sua avventura inizia alle 5.30 quando, armato di coltello, si fa consegnare l’auto dal dipendente Atm incaricato di aprire la fermata Gioia del metro.
Poi assalta edicole in via Graziano Imperatore,davanti al Niguarda e in
piazza Belloveso, dove prende 250 euro. Mentre altre viene respinto dai
giornalai. Nel frattempo gli equipaggi dei Carabinieri lo imbottigliano
in via Pianell. Avagnano tenta la fuga, fracassando 4 vetture in sosta e
poi è costretto ad arrendersi. Poi si scopre che il 4 marzo ha anche rapinato una farmacia in via Melchiorre Gioia. (7 marzo)
Affori: accoltella il rivale in amore e fugge
• Un uomo di 39 anni accoltella l’amante della sua compagna sorpresa durante il tradimento. È accaduto ad Affori, dove il 39enne è rientrato alle 2.30 e ha trovato la compagna, una russa di 41 anni, a letto
con l'amante italiano di 44 anni. Pazzo di rabbia l’uomo ha afferrato un
coltello e si è avventato sul rivale, riuscendo a ferirlo di striscio a un
braccio. Alla vista del sangue, però, il fidanzato tradito si è spaventato
ed è scappato via. (1 aprile)
è nato Leonardo
ttenzione, automobilisti, al piccolo parcheggio localizA
zato in Via Ornato, lato numeri dispari, davanti alla
Banca Unicredit!. Il parcheggio è stato realizzato oltre dieci anni fa a uso carico e scarico, come tanti altri sul territorio. Purtroppo la realizzazione dello spazio si è rivelata un
errore per cui non è parcheggio ma marciapiede e quindi
sanzionabile di una multa di euro 95! Questo, nessuno lo
sa, anche perché sul parabrezza non si rilascia più il cartaceo ma poiché la notifica dell’infrazione arriva a casa non
è neppure contestabile. Secondo il dizionario della lingua
italiana il marciapiede è la “parte laterale rialzata della sede stradale, riservata ai pedoni”. Automobilisti, vi sembra
di vedere una parte rialzata? Se un errore c’è stato, perchè
non si è ritornati al marciapiede originario? Perché non c’è
un cartello che indica il divieto di sosta? Possibile che siano sempre i cittadini a dover pagare?
figlio di Valia Allori
e Davide Casale
nipote di Grazia Morelli
e di Luigi Allori
Sabato 25 maggio, all’Auditorium Ca’ Granda torna il
Night Stompers Sextet
L’Associazione Amici di “Zona Nove”
e il Centro Culturale della Cooperativa presentano
“Jazz is a Happy Music for Happy Hours”
Mercatino di primavera
l gruppo “Bottega Creativa” della Parrocchia di S. Giovanni
IPrimavera
Battista alla Bicocca vi invita a visitare il Mercatino di
che sarà allestito presso il Centro Parrocchiale di viale F.Testi, 190 dal 13 al 16 aprile prossimi con i seguenti orari: sabato 13 dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19; domenica 14 dalle 9.30
alle 13 e dalle 15.30 alle 19; lunedì 15 e martedì 16: dalle 16 alle
19. Troverete lavori di cucito, ricamo, ecc. ideati e realizzati artigianalmente. Il ricavato sarà devoluto in parte alla Parrocchia a
sostegno delle sue attività caritative e in parte all’Associazione “Il
Mondo è la mia casa” per progetti di missione in Brasile.
Stefano Bassalti, alla Tromba
Gilberto Tarocco, al Sax tenore / Sax Baritono
Sandro Di Pisa, alla Chitarra
Alberto Guareschi, al Contrabbasso
Marcello Colò, alla Batteria
Ospite d’onore Paolo Tomelleri, al Clarinetto
Info e prenotazioni
(entrata libera con prenotazione obbligatoria):
Centro Culturale della Cooperativa - 02/66114499
ATTENZIONE La sede della redazione in via Val Maira 4 (Pratocentenaro) è aperta ogni mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 18 per ricevere coloro
che desiderano segnalare problemi, annunciare o proporre iniziative, articoli o servizi per il giornale. Si può anche telefonare allo 02.39662281.
ONA NOVE 2
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
TRASPORTI E VIABILITÀ/1
Intervista esclusiva al sindaco Giuliano Pisapia
su realtà e prospettive della metropolitana lilla
Come va la M5? Quando verrà aperta la nuova tratta? Come risolvere il problema dei parcheggi
di corrispondenza e delle strisce blu?
ono passati quasi due mesi dall’inauS
gurazione della prima tratta della
nuova linea metropolitana M5 ed è ora
Daniele Cazzaniga
di fare un primo bilancio. Primo bilancio
che, oltre a esaminare il funzionamento
di queste prime 7 fermate, non può non
considerare l’apertura della seconda
tratta, il parcheggio di corrispondenza e
le strisce blu. “Zona Nove” su un tema così importante ha ottenuto un’intervista
esclusiva dal sindaco Pisapia.
Domenica 10 febbraio è stata attivata la prima tratta della Lilla: 4.1 km
di percorso e 7 fermate. Perché questa nuova infrastruttura è importante per la zona 9 e per tutta la città?
La nuova metropolitana è importante per
la città perché abbiamo mosso un ulteriore
passo in avanti verso la mobilità sostenibile. La nostra è una visione di Milano che
sempre di più mira al bene comune, a una
migliore qualità della vita e, in questo senso, il potenziamento del trasporto pubblico
e l’ampliamento delle alternative all’utilizzo dell’auto privata sono un chiaro messaggio, lanciato con iniziative concrete e tangibili. La Lilla è fondamentale anche e soprattutto per la zona 9 perché finalmente
si potranno raggiungere in metrò luoghi
strategici prima accessibili solo con i mezzi di superficie. Penso per esempio
all’Ospedale Ca’ Granda e all’Università
Bicocca. Inoltre l’interscambio con la linea
3 della metropolitana consente velocemente di raggiungere il centro città, oppure la
Stazione Centrale. Nei prossimi mesi, inoltre, saranno aperte altre 2 fermate fondamentali come Isola e Garibaldi.
Come è stata accolta dai milanesi?
Che riscontri sono pervenuti al Comune e ad Atm? Siete soddisfatti del
numero di utenti giornalieri? E dei
livelli di servizio e di sicurezza della
nuova linea automatica?
Non si grida mai vittoria troppo presto
ma mi sembra ci sia soddisfazione per la
nuova metropolitana. Il giorno dell’apertura è stata una grande festa e ogni giorno cresce il numero di cittadini che ci
prendono confidenza. Ricordo che si tratta di una metropolitana altamente tecnologica, senza conducente e con elevati
standard di sicurezza. Tutto ciò ci rende
estremamente soddisfatti.
Ovviamente questo è il primo passo
della M5. A quando l’apertura della
tratta fino a Porta Garibaldi, nodo
strategico per interscambiare con le
FS e la Verde? Come procedono i lavori? Ci sono ulteriori ritardi o il cronoprogramma predisposto è al momento
rispettato? Sono state fatte stime d’incremento dell’utenza quando sarà attivata quest’ulteriore tratta?
Come dicevo prima, nei prossimi mesi apriremo la fermata Isola e la fermata Garibaldi. Per consentire l’avanzamento dei lavori
abbiamo anticipato la chiusura del servizio
della M5 alle 22. L’interscambio con le Ferrovie dello Stato e con la linea 2 sono fondamentali per una città interconnessa.
Resta il problema della mancanza di
parcheggi di corrispondenza al capolinea Bignami. C’è solo l’area da 200
posti all’ex Dazio. Il Parco Nord ha
aperto alla possibilità di mettere a
disposizione l’area, fino a pochi mesi
fa occupata dal cantiere per la costruenda M5, a patto che venga realizzato un progetto “parco-compatibile”. È una strada che lei e gli assessori competenti pensate di sondare?
L’ipotesi di utilizzare quest’area trasfor-
mandola in parco compatibile è già in valutazione presso gli uffici dell’assessorato.
Il nostro obiettivo resta comunque quello
di trasformare Milano in una città sostenibile con un servizio di trasporto pubblico migliore e sempre più capillare che permetta anche a chi proviene da fuori città
di lasciare l’auto e proseguire con i mezzi
verso il centro. I parcheggi di interscambio hanno esattamente questa funzione. A
Milano sono ben 21 i parcheggi gestiti da
Atm, in corrispondenza di metropolitane,
linee di superficie e fermate del Passante
ferroviario e salgono inoltre a quasi 15mila i posti macchina disponibili in tutta la
città. E Abbiamo messo in progetto anche
la realizzazione del parcheggio di interscambio e bicistazione a Comasina, in
concomitanza con il capolinea della M3
che ospiterà 305 posti auto, di cui 10 dedicati a persone con disabilità, e 393 stalli
per biciclette, di cui 111 custoditi.
L’attivazione, pur parziale, dell’Ambito 43 ha tranquillizzato i residenti
ma ha innescato diversi problemi con
i commercianti e con coloro che lavorano in realtà produttive, di servizi e
di pubblica utilità che pagano per
parcheggiare la propria auto. Cosa
può dirci in merito?
Intorno alla nuova metrò sta ovviamente
cambiando anche il modo di muoversi e
parcheggiare: in questi mesi abbiamo disegnato sulle strade dei quartieri a nord
della città più di 12 mila nuovi parcheggi, delimitati dalle strisce blu, dove i residenti potranno sostare gratuitamente
mentre i non residenti, invece, pagheranno 80 centesimi all’ora, dalle 8 alle
13, dal lunedì al venerdì. L’estensione
della sosta regolamentata fa parte di
una più ampia e complessiva strategia
del Comune, che mira a ridurre il traffico e a migliorare le condizioni ambientali della nostra città. Le strisce blu servono, infatti, proprio a tutelare i residenti
delle zone servite dal metrò perché non
vengano invase dalla sosta dei non residenti. Sappiamo che possono essere contestate, ma sono una delle strategie più
efficaci per ridurre il traffico e allo stesso tempo convince sempre più cittadini a
utilizzare il trasporto pubblico.
Per gli studenti dell’Università un sogno lilla in zona 9
Giulia Lazzaroni
lla lunga avevamo smesso di crederci. Causa inondazioni
A
negli scavi, proteste sulla sicurezza e continui rinvii dell’inaugurazione, la Lilla era diventata una creatura mitologica
dell’immaginario studentesco di Bicocca e paraggi. Quando si
chiedeva: “Ma quando aprono la Metro 5?” era un po’ come domandare degli alieni, di big foot o della fatina dei denti.
In fondo per studenti fuori sede e non della zona 9, arrivare in
centro senza il cambio mezzi è sempre stata utopia. Da secoli, la vita urbana ci ha insegnato che la fermata Duomo bisognava guadagnarsela. Molte erano le vie minuziosamente calcolate con esperienza su traffico, meteo, durata dei semafori, oroscopo dell’anno
corrente, aruspicina e avanzati mezzi tecnologici che univano
google maps e il sito dell’Atm. Ma che tu ti rivolgessi a Sant’Antonio o alla Madonnina, 40 minuti dovevi metterci e 45 minuti
almeno ci mettevi e se qualche disgraziato proponeva: “Andiamo a
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fare un aperitivo suoi Navigli?” erano cavoli amari per tutti.
Ma ora, finalmente, uscire dall’università sotto la neve dell'11
febbraio e scendere nella fermata lilla nuova fiammante è come avere un secondo Natale: la Bicocca è raggiungibile in pochi minuti da tutta la zona. Non avremo più levatacce per le
corse delle 8.30, i Navigli non saranno più un miraggio e cercando su annunci di affitto a Milano, troveremo le magiche
parole: “Appartamento affitto vicino metro M5”. Scegliere di
vivere nella tranquillità della zona universitaria, restando
collegati con il centro, non è una preferenza per chi cerca casa
nel caos milanese, ma una necessità. Nonostante i residenti
fossero già affezionati a Parco Nord e dintorni, ora i suoi meravigliosi confini sono diventati una possibilità concreta per
tutti, e personalmente, ritengo che sia proprio questo il significato di una vera innovazione.
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ONA NOVE 3
TRASPORTI E VIABILITÀ/2
Modifiche alle linee dei mezzi pubblici di superficie
Braccio di ferro tra Atm e Consiglio di Zona 9
Luca Simi, presidente della Commissione Territorio, anche in risposta alle lettere di protesta
e di proposta dei nostri lettori: “Sicuramente vanno modificate la 31 e riformate la 42 e la 51,
mentre per le altre linee occorrerà un periodo di rodaggio per valutare al meglio eventuali correttivi”.
Daniele Cazzaniga
ono passate quasi tre settimane dalS
l’entrata in esercizio dei nuovi percorsi delle linee di superficie Atm ed è tempo
di tracciare un primo bilancio, sicuramente sommario e ulteriormente modificabile.
In redazione sono arrivate diverse mail e
lettere di protesta e di proposta. Noi abbiamo sentito Luca Simi, Presidente della
Commissione Territorio del CdZ 9 che si è
occupato della vicenda e se ne dovrà necessariamente occupare nuovamente in
un prossimo futuro.
Il 16 marzo sono state introdotte importanti modifiche alle linee di superficie gestite da Atm per “fare posto” alla neonata M5. Facciamo il
punto della situazione.
Le modifiche alle linee di superficie sono
state attivate. Sulla questione della linea 31
Milano-Cinisello abbiamo già espresso perplessità sul capolinea attuale di fronte alla
Manifattura Tabacchi visto che il Consiglio
di Zona 9 valuta più idoneo il prolungamento fino all’ospedale di Niguarda. Le altre linee soprattutto quelle automobilistiche dovranno essere “rodate” per avere una valutazione sul miglioramento o viceversa sul
peggioramento della nuova soluzione adottata. Il punto sarà fatto dopo la pausa estiva e si apporteranno i necessari correttivi.
Avete già ricevuto qualche richiesta
di modifica da parte dei cittadini/utenti? Alla nostra redazione sono
pervenute segnalazioni sul capolinea
della metrotramvia 31, sul mancato
passaggio della 51 in via Zubiani e
sugli eccessivi tempi di attesa della
42 dopo la biforcazione all’altezza di
via Gregorovius.
Certo, come ho già precisato sopra, riteniamo un peccato terminare il percorso
del 31 in viale Fulvio Testi, ma soprattutto riceviamo numerose lamentele per lo
sbinamento della linea 42 che nella configurazione modificata, oltre ad essere di
difficile comprensione la destinazione delle vetture in direzione periferia, risulta
particolarmente ridotta la frequenza di
ciascuna delle due destinazioni; su questo
occorrerà modificare la situazione in essere. La questione 51 su via Zubiani andrà
rivalutata nella prospettiva di continuare
a servire il “Blocco sud” dell’ospedale di
Niguarda, proprio dove vengono erogate le
prestazioni ambulatoriali della struttura
sanitaria, e ove sarebbe dunque oltremodo
auspicabile mantenere quel passaggio.
Quali sono gli accordi con Atm e Comune? Quando v’incontrerete per esaminare l’efficacia delle modifiche ed apportare gli auspicabili correttivi?
Ci siamo dati alcuni mesi di “rodaggio” per
poi trovarci e valutare positività e criticità così da intervenire efficacemente e
puntualmente.
Poiché tutte queste modifiche sono
state apportate in seguito all’entrata in esercizio della prima tratta della M5 ci dica cosa ne pensa della
“Lilla”? Concorda che per valutare
appieno le sue potenzialità dobbiamo attendere l’apertura della seconda tratta da Zara a Garibaldi?
Certamente, la linea M5 al momento
non è pienamente efficace per rispondere ai bisogni di mobilità dei cittadini milanesi e soprattutto dei pendolari che
vengono dall’hinterland. La linea acquisterà maggiore interesse quando sarà
prolungata, alla fine del 2013, alla stazione FS di Porta Garibaldi, dove potrà
interscambiare sia con la linea M2 che
con il Passante Ferroviario.
Non ultimo problema è la mancanza
di un parcheggio di interscambio
importante al capolinea della M5: il
parcheggio approntato oggi sull’area dell’ex Dazio a Bignami oltre
ad essere poco capiente (350 posti)
non è utilizzato dai pendolari in
quanto è stato allestito con la regolamentazione delle strisce blu dell’ambito 43: quindi con un costo di 4
euro al giorno.
So che l’Amministrazione comunale sta
cercando con l’Atm una forma di gestione alternativa per diminuire le tariffe,
adeguandole a quelle degli altri parcheggi d’interscambio (per esempio, in
piazzale Maciachini si spende 1 euro
per le prime 4 ore, 1,6 euro fino a 8 ore,
2 euro per tutta la giornata). Speriamo
che tale gestione possa essere attivata
al più presto possibile.
Inaugurato il nuovo tunnel di Monza
Difettano però i collegamenti anche per la zona 9
Giorgio Meliesi
inalmente inaugurato il tunnel di viale
Lombardia, la galleria che metterà in colleF
gamento diretto, senza incroci e senza attraversare il centro urbano di Monza, il passo dello Spluga all’autostrada A4 e alle tangenziali.
Il tunnel è entrato in servizio giovedì 4 aprile,
ma l’indomani ci so o state code di 20 minuti.
Le cause dei rallentamenti sarebbero state individuate nel restringimento della terza corsia
in direzione Milano e da un impianto semaforico pedonale a chiamata al confine tra Monza
e Cinisello Balsamo.
Quello di Monza è uno dei tunnel urbani più
lunghi in Europa. Ogni giorno sarà percorso da
migliaia di veicoli che raggiungeranno il capoluogo lombardo dalla Brianza. Lungo 1.805
metri, ha due centrali di filtraggio dell’aria e 13 piazzole, ma mancano ancora diversi innesti, e non è praticabile la ciclopasserella di
attraversamento di viale Testi a Cinisello.
• Viale Fulvio Testi In particolare rimane molto da fare per rendere fluida la viabilità nella zona del nord Milano, zona 9 compresa. È tuttora chiuso, infatti, l’accesso dal viale Fulvio Testi, direzio-
ne Monza, alla tangenziale nord in direzione
Venezia all’altezza del centro commerciale di
Cinisello, così come l’innesto sul viale, sempre
in direzione Monza, provenendo dalla stessa
tangenziale, direzione Como. La riapertura di
queste due strade è prevista per fine maggio.
• L’innesto È ancora da terminare, inoltre,
l’innesto da viale Fulvio Testi, direzione
Milano, sulla stessa tangenziale nord, sempre direzione Como. E qui sta il pomo della
discordia tra l’Anas e il Comune di Cinisello.
L’amministrazione cinisellese e il comitato
di cittadini del quartiere Robecco, che è tagliato in due dal viale Fulvio Testi, chiedono
un incrocio nel sottosuolo. La tangenziale,
infatti, passa in trincea e non è a livello del
viale. Ma un’opera del genere costa molto, e al momento gli enti pubblici non hanno soldi.
• La passerella Infine la ciclopasserella di attraversamento di
viale Testi a Cinisello: prima un centro commerciale non la voleva,
poi una volta realizzata è stata rifatta da capo a causa dei bulloni
difettosi. La data di apertura è ancora ignota.
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CRITICITÀ
Anche se il Seveso negli ultimi mesi non è esondato
ecco perché non si possono dormire sonni tranquilli
a mesi, nonostante le piogge copiose, il
D
fiume del “diavolo” che attraversa i
nostri quartieri non sta esondando.
Fortuna o no, secondo noi Comune e
Provincia stanno gestendo meglio lo scolmatore di Palazzolo che devia nel Ticino le
acque putride del Seveso (che insieme al
Sarno e Lambro sono i tre fiumi più inquinati d’Europa), ma in ogni caso non possiamo certo dormire sonni tranquilli.
Come mai, è presto detto:
• 150 mc/s e la portata del fiume in metri cubi al secondo nel primo tratto sino
a Palazzolo di Paderno Dugnano (dove
c’è la deviazione del canale scolmatore di
nord ovest);
• 140 mc/s è quella sino all’ingresso del
Comune di Milano;
• 30 mc/s e infine qualla nel tratto tombinato del Comune di Milano.
Attenzione: i dati sopra citati, che fanno
gridare allo scandalo, sono ufficiali dello
studio Aipo (Agenzia interregionale per
il fiume Po) e sanciscono senza se e senza ma che il tratto tombinato in Milano
da via Ornato in poi è un vero e proprio
imbuto. Come non rimanere senza parole di fronte alle molteplici esondazioni
che stanno massacrando i nostri quartie-
Giorgio Meliesi
ri? E meno male che c’è il canale scolmatore che, pur insufficiente, cerca di mettere una toppa a questa situazione pazzesca!
Morale: in piazzale Istria, dove casualmente (?) il fiume esonda, c’è la massima
strettoia. Per avere un’idea: su 5 litri di
acqua che arrivano in fase di piena, uno
passa e quattro esondano. Il tutto anche
perché nel corso degli anni, visto che il
cunicolo dove l’uomo ha imbrigliato il
Seveso non è ispezionabile e pulibile, la
portata in questo tratto è calata da 70
mc/s degli anni ‘50/’60 agli attuali 30, con
il rischio che si possa scendere ancora.
Conclusione: le principali cause di esondazione del Seveso sono due:
1. Urbanizzazione selvaggia del territorio che fa sì che il quantitativo di acqua
piovana che precipita sulla parte di territorio impermeabilizzato si riversi quasi subito nel corso d’acqua anziché essere assorbita dal terreno.
2. Un corso d’acqua “serio” vede la propria portata aumentare lungo il proprio
percorso, proprio per trasportare agevolmente l’acqua piovana che raccoglie lun-
go il proprio bacino. Il Seveso invece ha
una portata che decresce pesantemente
dai 150 mc/s ai soli 30mc/s di piazzale
Istria.
Purtroppo a complicare le cose entrano
in campo anche le mutate condizioni meteorologiche che stanno trasformando le
nostre piogge in monsoni fino a configurarsi come vere e proprie bombe d’acqua.
Come se ne esce? Ormai le soluzioni sono note da anni: canali scolmatori e vasche volano coperte, oppure vasche di laminazione di notevoli dimensioni scoperte previa depurazione delle acque del
Seveso per ridurre l’impatto sul territorio.
Il tempo passa ma da pochi mesi ai problemi dei residenti e della viabilità se n’è
aggiunto un altro: la M5. Ricordiamoci
infatti che in piazzale Istria passa la M5
e qualche centinaia di metri più avanti
c’è l’interscambio con la M3. Siamo sicuri che le tecniche costruttive utilizzate e
le soluzioni studiate mettano al sicuro
queste due strategiche infrastrutture
milanesi? Gli ingegneri dicono di sì e
questo ci solleva ma per tagliare la testa
al toro sarebbe meglio evitare di mettere
alla prova i calcoli effettuati sulla carta.
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Le aree di esondazione del Seveso a Niguarda, Ca’ Granda e Istria
Ospedali: Maroni lottizza sette commissari
Al Niguarda torna Marco Trivelli
a giunta regionale, su proposta del goL
vernatore Roberto Maroni, di concerto
con il vicepresidente e assessore alla
Salute, Mario Mantovani, e (per le Asl) con
l’assessore alla Famiglia, Maria Cristina
Cantù, ha nominato i commissari che guideranno le sette strutture sanitarie lombarde - fra Asl e ospedali - rimaste senza
direttore generale.
Ai vertici dell’ospedale Niguarda di Milano
si segnala un ritorno: il commissario che
guiderà la struttura, dopo il trasloco di
Walter Bergamaschi alla direzione generale della Sanità lombarda, è Marco Trivelli,
Giorgio Meliesi
laureato in Economia Aziendale presso
l’Università Bocconi, che è già stato direttore amministrativo dell’ospedale.
Il Partito Democratico contesta le scelte
dell’esecutivo Popolo della Libertà-Lega.
“La giunta Maroni ha deciso di mantenere il metodo della spartizione per i vertici della sanità”, sostengono Alessandro
Alfieri, capogruppo del Pd in Regione
Lombardia e Gian Antonio Girelli, responsabile Sanità del Pd lombardo. Il
criterio della “lottizzazione” è quello che
ha guidato la nomina dei commissari.
“La sanità lottizzata per partiti e per
correnti ha già dato pessimi frutti - osservano in una nota - e sorprende che la
si voglia perpetuare. La nostra proposta
è già sul tavolo: abbiamo messo a disposizione un progetto di legge per cambiare la modalità di nomina, con l’introduzione di una commissione indipendente
che valuti i curriculum senza influenze
dalla politica. Se c’è la volontà politica di
cambiare metodo, il Consiglio regionale
la può approvare in tempo per le nomine
di dicembre”.
di Angela Grande
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ONA NOVE 5
PARCO NORD
Presentata la passerella ciclopedonale di via Ornato
La nuova passerella in acciao, in una sola campata, scavalcherà la via Ornato, la via Aldo Moro
e il Seveso, permettendo di andare da Affori a Sesto San Giovanni, o da Cormano a Niguarda,
senza mai attraversare una strada trafficata, andando a trovarsi in concomitanza con il nuovo
parcheggio di interscambio di via Ornato, e con i suoi capolinea di tram ed autobus.
Roberta Coccoli
a prima passerella ciclopedonale all’inL
terno del Parco Nord fu costruita nel
1989, su via Giancarlo Clerici, cui seguirono
quella su via XX Settembre, fra Bresso e
Milano (1997) e quella sul viale Fulvio Testi,
al confine con Sesto San Giovanni. Altre tre
passerelle di accesso al parco sono quella all’altezza del Centro Scolastico su viale Fulvio
Testi, quella che scavalca la via per Bresso e
l’autostrada A4, e quella che attraversa viale
Enrico Fermi. Ora è in progetto una nuova
passerella ciclopedonale su via Ornato, al
confine fra Bresso e Niguarda.
La realizzazione dell’opera è stata presentata il 20 febbraio scorso ai dipendenti, ai
volontari e ai collaboratori del parco, e il
progetto è stato affidato alla Società Land
(già protagonista degli spazi verdi della
nuova Bicocca), che ne curerà anche la direzione dei lavori, sia della passerella che
delle opere di mitigazione e compensazione ambientale, sotto la supervisione da
parte degli architetti del Parco.
La nuova passerella in acciao, in una sola
campata, scavalcherà la via Ornato, la via
Aldo Moro e il Seveso, permettendo di andare da Affori a Sesto San Giovanni, o da
Cormano a Niguarda, senza mai attraversare una strada trafficata, andando a trovarsi
in concomitanza con il nuovo parcheggio di
interscambio di via Ornato, e con i suoi capolinea di tram ed autobus.
I lavori per la costruzione sono iniziati a marzo 2013 con la posa delle cesate, dopodiché
verrà realizzato il terrapieno nella parte di
parco limitrofa al Green Calcio S.r.l. (Bresso),
attraversando la via Vittorio Veneto, creando
un’arcata che passerà poi sopra via Aldo
Moro, per collegarsi al parcheggio di interscambio con i mezzi pubblici. Dalla stessa
passerella si distaccheranno altre discese che
porteranno all’ingresso del futuro Centro
Commerciale, procedendo nella parte del par-
co verso il Cimitero di Bruzzano, lungo il
Seveso, per proseguire con una curva a gomito. Sarà dunque una costruzione molto più
complessa delle altre passerelle già realizzate nel Parco Nord.
Secondo le previsioni dovrebbe essere pronta nel 2014, e sarà realizzata dal gruppo “Il
Gigante”, a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti per la costruzione del nuovo
spazio commerciale poco distante, che sta
sorgendo a cavallo tra Milano e Bresso e che
vedrà appunto la formazione di una piazza,
coperta da una pensilina in vetro, che diventerà il fulcro del progetto della Urbam, e si
troverà in corrispondenza della futura stazione della nuova metrotramvia intorno alla quale sorgeranno, insieme al centro commerciale, nuovi edifici residenziali con funzioni compatibili. L’intervento prevede inoltre spazi per artigianato e/o terziario ai due
piani superiori del fabbricato, con tre piani
interrati destinati ai parcheggi, nonché la
realizzazione di edifici residenziali con superficie lorda complessiva di mq 7.288 di cui
mq 5.092 di edilizia libera e mq 2.196 di edilizia convenzionata.
Il sistema dei nuovi percorsi ciclo-pedonali,
scavalcando con nuove passerelle gli assi viari esistenti, connetteranno le aree del Parco
attualmente tra loro separate.
Nuovi orti in via Bisnati: al via le iscrizioni
seguito della costruzione di 30 nuclei ortivi in zona via Bisnati,
A
il Parco Nord ha recentemente aperto le iscrizioni alla lista di
attesa per l’assegnazione di 18 di questi appezzamenti. È possibile iscriversi a tale elenco, denominato Lotto “N” Bisnati, fino a martedì 30 aprile: lunedì 6 maggio i richiedenti saranno poi convocati
presso la sede del Parco Cascina E. Ferrario (via Clerici 150, Sesto
San Giovanni) per l’assegnazione, attraverso un sorteggio tra tutte le domande, degli orti disponibili, riservando un minimo
dell’80% agli orti in abbinamento tra due richiedenti. Le richieste
che non verranno estratte e i rinunciatari (ossia chi, assente alla
convocazione, era stato estratto) andranno a costituire la graduatoria di attesa secondo un ordine temporale riferito alla data di
protocollazione della domanda. Comporranno infine la commissione per l’assegnazione del Lotto N di via Bisnati, tra gli altri,
Riccardo Gini, direttore del Parco Nord e presidente della commissione, Tomaso Colombo, responsabile del servizio Vita del Parco, e
Valeria della Francesca, referente per gli orti del Parco.
• Corsi di orticultura Dal 6 aprile, tutti i sabati mattina, per dieci settimane fino all’8 giugno, al Parco Nord Milano, Giovanni
Salvan, docente della Fondazione Minoprio, terrà un corso base di
orticoltura. Ogni lezione sarà strutturata in una prima parte teorica e in una seconda di esercitazione pratica. Le lezioni dureranno due ore, dalle 10 alle 12. Il corso sarà avviato al raggiungimento di un numero minimo di 25 partecipanti. (Clara Amodeo)
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Il 28 aprile è la Giornata mondiale contro l’amianto
Un corteo anche a Sesto San Giovanni
Michele Michelino ([email protected])
l 28 aprile di ogni anno si celebra la
IOgni
giornata mondiale contro l’amianto.
5 minuti una persona nel mondo
muore a causa dell’amianto: 120.000
persone ogni anno nel mondo ne sono
vittime. I danni provocati all’ambiente e
agli esseri umani sono giganteschi.
Questa strage avrà il suo picco massimo
attorno al 2020-2030. In Italia ci sono
circa 4.000 morti all’anno solo per tumori al polmone e ai tessuti mesoteliali
(pleure, peritoneo, ecc.). La strage provocata dall’amianto è uno dei più grandi
“crimini di pace” del XX secolo e in Italia
sono ancora molte le questioni aperte. Le
bonifiche delle coperture in cementoamianto (si stima in circa 32 milioni di
tonnellate), la bonifica delle reti degli acquedotti con migliaia di km di tubazioni
in cemento/amianto per l'acqua “potabile”, delle scuole, degli edifici pubblici e
dei siti industriali dismessi presenti anche in zona 9 è un problema non più rinviabile e una vera emergenza.
Con la monetizzazione della salute e della vita umana accettata dai tribunali,
imprenditori condannati nei processi si
comprano l’impunità. Spesso al danno si
aggiunge la beffa. L’Inail e l’Inps, pur di
non pagare gli indennizzi, costringono le
vittime a lunghe cause. Una società civile non può accettare che l’unico diritto riconosciuto sia quello di fare profitti a
scapito di tutti gli altri “diritti umani”.
Contro le morti sul lavoro, gli infortuni e
le malattie professionali, si deve alzare
forte la voce di tutti i lavoratori e dei cit-
al mercoledì riposiamo
tadini, perché la salute viene prima del
profitto di qualche industriale.
In zona 9 sono decine le vittime dell’amianto che hanno lavorato alla Breda
e alla Pirelli. Per ricordare i lavoratori
morti e impedire che altri continuino a
morire dobbiamo alzare forte la nostra
voce e manifestare per la completa bonifica del territorio. Basta morti sul lavoro
e di lavoro!
Le fibre d’amianto non guardano in faccia nessuno. Manifestare insieme alle
vittime e alle loro famiglie per onorare
tutti i morti d’amianto e dello sfruttamento e è interesse della collettività. Per
questo Il Comitato per la Difesa della
Salute nei Luoghi di Lavoro e nel
Territorio organizza come tutti gli anni
una manifestazione “in ricordo di tutti i
lavoratori assassinati in nome del profitto”. Si terrà sabato 27 aprile con un corteo alle 16. Partenza dal Centro di
Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via
Magenta 88, Sesto San Giovanni, fino alla lapide di via Carducci che ricorda gli
operai e i cittadini morti per amianto alla Pirelli, Breda Falck, Ansaldo, Marelli.
Amianto nelle scuole: scatta l’inchiesta della Procura
a Procura di Milano indaga sulla preL
senza o meno dell’amianto nelle
scuole materne e nei nidi di Milano, affidando alla Asl una delega di indagine
per capire quanto sia diffusa la sostanza
killer negli asili della città e se esista un
pericolo per i bambini che li frequentano.
Palazzo Marino ha però già impegnato
12 milioni di euro e dichiara di star rispettando la tabella di marcia. In effetti
ci sono già dieci edifici per i quali è programmata una bonifica, tra cui, nella nostra zona, quello di via Thomas Mann 9.
Sette altre stutture, tra cui il nido di viale Suzzani, sono gia state bonificate.
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“Francesco, Vescovo di Roma,
ha spalancato porte e finestre della Chiesa”
Don Giuseppe Buraglio
enza nulla togliere a chi lo ha
preceduto, diciamo che FranS
cesco (Bergoglio), argentino con genitori italiani, già nel 77° anno di
età, eletto Vescovo di Roma (e
quindi Papa) il 13 marzo scorso, ha
come spalancato le porte e le finestre della Chiesa e ha fatto entrare aria fresca! Forse era tanto il
desiderio di questa aria fresca che
probabilmente la sentiamo anche
oltre il suo naturale spirare. Ma
quanto ci piace e quanto ci fa bene!
Anche pensarla come un vento!
Un Papa che si presenta come Vescovo di Roma.Perché tale è innanzitutto il Papa. La Chiesa di Roma, con il suo Pastore, presiede nella carità tutte le Chiese del mondo. Francesco non si è presentato come un super-vescovo,e tantomeno come un super-uomo.I Cardinali,
nel conclave, hanno dato un Vescovo a Roma e lui come tale si è affacciato sulla città per cui eserciterà il suo ministero apostolico.
Un Vescovo che si presenta a Roma e al mondo in tutta semplicità,
di parole, di gesti, di “ornamenti”. Un parlare delicato e per tutti, un
atteggiarsi quasi imbarazzato come di scolaretto chiamato alla lavagna, un vestire giusto con la sola talare bianca “di ordinanza”,
senza mantelli o cappelli o croci dorate.
Un Uomo che cede alla volontà di Dio,
nella consapevolezza della sua inadeguatezza e della sua fragilità, ma con la
ferma intenzione di condurre la Chiesa
sulla strada della fratellanza e della
misericordia. Per questo, prima di dare
la benedizione, la chiede al popolo per
sé, una benedizione che venga da Dio
per intercessione della gente semplice,
quella amata dal Signore e che lui,
Vescovo di Roma,amerà proprio perché
prediletta dal Signore.
Francesco, che il Signore ti dia la forza
di ricostruire la Chiesa come ha fatto il Poverello di Assisi di cui
porti, per tua precisa scelta, il nome! La nostra preghiera e la
nostra solidarietà ti accompagneranno. Che il Signore ti conservi a lungo il sorriso sereno che ci ha conquistati tutti e subito. Che tu possa essere davvero povero tra e per i poveri, pur
dovendo vivere in mezzo a ricchezze vere o presunte, che peraltro potrai, se vorrai, almeno in parte condividere. Ti auguriamo di godere per molti anni anche della forza fisica; l’età
che avanza non spegne lo spirito ma il corpo si fiacca: speriamo che tutto ciò, Francesco, accada il più tardi possibile!
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CRISI ECONOMICA
Arrow Electronics: un colosso industriale
e una storia di ordinaria disoccupazione
Più di un terzo dei 579 lavoratori dovranno rimanere a casa: 158 del magazzino di Cornaredo,
9 nell’Informatica e 45 interni, dell’ufficio acquisti di viale Fulvio Testi. Ben 212 persone buttate fuori.
Vi spieghiamo perché i licenziamenti in un’azienda che va bene.
Sergio Ghittoni
ista la mail di quel nostro lettore su TazeV
bao di febbraio che parlava delle amare vicissitudini della Arrow, siamo andati a vedere
di persona per cercare di capirne di più. L’azienda si trova in viale Fulvio Testi al 280, in
quello che era il futuristico palazzo di un colosso dell’informatica, la Digital Equip-ment, che
oggi non esiste più. Il palazzo è bello, ma i segni del degrado si vedono: passando davanti
all’entrata delle auto ci siamo trovati infatti
faccia a faccia con un bel topone che con tutta
calma raggiungeva la sua tana…
Poi ci siamo fatti spiegare con tutti i dettagli
la brutta avventura di questa azienda dal nostro lettore. Parrebbe una delle tante storie
che si ascoltano di questi tempi: crisi, crollo
delle vendite, chiusura e lavoratori per la
strada. Ma non è così. L’azienda va bene, i risultati commerciali sono soddisfacenti. Il
mercato della Arrow Inc. infatti copre tutto il
mondo e in particolare la filiale italiana serve tutta l’Europa del sud e il fatturato tiene.
Ma l’Italia non è più competitiva e, malgrado
il costo del lavoro sia ormai ai minimi livelli,
la casamadre americana ha deciso di spostare i magazzini italiani potenziando quello già
esistente in Olanda (non in Cina o nell’Est
Europa…) dove dicono che i costi di gestione
siano molto inferiori.
La Arrow americana è un colosso mondiale,
presente in tutto il mondo, e l’anno scorso ha
fatturato più di venti miliardi di dollari senza
produrre nulla, ma semplicemente comprando e rivendendo materiale elettronico. Dobbiamo specificare che questa azienda è sbarcata
in Italia, ormai molti anni fa, assorbendo
un’azienda italiana concorrente, la Silverstar,
e naturalmente ha imposto i suoi manager, i
suoi standard e i suoi programmi di gestione.
Il software gestionale precedente è stato rottamato e gli archivi con tutte la informazioni su
prodotti, clienti, fornitori, ordini e fatture hanno dovuto essere trasferiti con uno sforzo notevole nel nuovo sistema su piattaforma Oracle,
utilizzando anche consulenti indiani.Ora però,
terminata questa fase, anche molti softwaristi
sono in esubero, l’ufficio acquisti verrà accentrato in Germania e l’azienda si prepara quindi a un taglio brutale degli organici. Più di un
terzo dei 579 lavoratori dovranno rimanere a
casa. 158 del magazzino di Cornaredo, 9 nell’Informatica e 45 interni, prevalentemente
dell’ufficio acquisti di viale Fulvio Testi. Ben
212 persone buttate fuori. E cosa offre l’azienda? Per ora pare una buonuscita e poi
mobilità modulata a seconda dell’età dei lavoratori in esubero. Oppure cassa integrazione per coloro che non dovessero accettare
la buonuscita. Per i nove informatici, invece
la situazione è più critica: niente mobilità,
visto che il reparto era stato scorporato anni
fa diventando una società cui non spettano,
per numero di dipendenti, alcune agevolazione di legge. In ogni caso, per tutti la pensione è lontanissima e la prospettiva è quella di affrontare lunghi anni senza né salario
né pensione in un’età troppo avanzata per
trovare un altro lavoro.
Quando si arriva a questi punti, l’intervento
del sindacato è doveroso,ma spesso poco efficace.Sì,qualche piccola riduzione nel numero de-
gli esuberi, qualche scaglionamento più morbido, qualche mensilità aggiuntiva, ma quasi
mai si ottiene una inversione di rotta. Ci si
chiede se il sistema tedesco che prevede che i
sindacati siedano nel Consiglio di Amministrazione delle società non sia un deterrente
ben più efficace alle delocalizzazioni così di
moda tra le nostre aziende.
Comunque anche in questo caso la Cgil è stata presente. Un primo sciopero il mese scorso,
che è servito per costringere l’azienda a sedersi al tavolo delle trattative, per le quali il sindacato ha diversi obiettivi: per i lavoratori del
magazzino, per cui la chiusura ormai è stata
decisa, cercare di ottenere buonuscite più consistenti. Per gli interni cercare di indicare all’azienda settori alternativi in cui impiegare i
lavoratori in esubero in modo da ridurre il numero di licenziamenti o almeno istituire una
cassa integrazione a rotazione in modo da non
gettare sul lastrico nessun lavoratore. Per i nove addetti all’Information Technology della
controllata Arrow Electronics Services la situazione è ancora più complessa perché l’azienda si è dichiarata disposta a riconoscere
alcune mensilità aggiuntive per parificare le
condizioni di questi tecnici a quelle degli altri
lavoratori, ma rifiuta categoricamente di farsi carico dei contributi Inps figurativi previsti
dagli ammortizzatori sociali. La vertenza è
aperta. La Arrow ha presentato la sua proposta di incentivi che vorrebbe fosse firmata entro il 22 aprile. Su questa ipotesi chi non firma
dovrebbe essere messo in cassa integrazione a
zero ore e ci si rivedrebbe l’anno prossimo,
quando le condizioni potrebbero essere ancora
più incerte e non più garantite.
Ma la parola fine su questa vicenda non è
stata ancora pronunciata. Ci sono ancora spiragli e margini di trattativa che vanno percorsi e sfruttati al massimo.
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ONA NOVE 7
PALAZZO MARINO
Problemi e obiettivi del Bilancio Preventivo 2013 del Comune di Milano
“Si è cercato di praticare una distribuzione dei sacrifici e del rigore che rispettasse il principio della maggiore equità possibile e di salvaguardia delle categorie
più deboli... È necessario che Milano si liberi dalla morsa del Patto di stabilità in relazione agli investimenti connessi all’Expo, evento che la città garantirà
alla nazione e al territorio... La modifica del patto di stabilità, che permetta il recupero di risorse per gli investimenti, e la restituzione ai Comune degli introiti
di imposte municipali, quali l’Imu, saranno fondamentali per il futuro di tutti i Comuni e, quindi, anche del nostro.”
Mattia Stanzani (consigliere comunale, presidente della Commissione Bilancio)
el 2012 il Comune di Milano ha dimostraN
to serietà nei confronti dei cittadini impegnandosi nell’approvazione del bilancio al 30
giugno, contribuendo al patto di stabilità nazionale e ottenendo così un finanziamento di
110 milioni di euro che ha permesso una chiusura in equilibrio dei propri conti.
Per il 2013 la Legge di stabilità ha rinviato al
30 giugno il termine per l’approvazione del
Bilancio a causa delle incertezze che riguardano ancora molte partite contabili: ad esempio
la verifica del gettito e della ripartizione con lo
Stato del gettito Imu 2012, nonché la ripartizione (che sarà decisa entro aprile), tra i diversi Comuni dei nuovi tagli ai trasferimenti locali annunciati per il 2013: ben 2.250 milioni di
euro (!). Si ipotizza, da più parti, che il rinvio a giugno subirà ulteriori
spostamenti, anche per effetto dell’insediamento del nuovo Governo e
del nuovo Parlamento che potrebbero adottare nuove e diverse politiche sul patto di stabilità e sulle entrate dei comuni (si pensi ad esempio al dibattito in corso sulle modifiche da introdurre all’Imu).
Si è lavorato anche per la riduzione dell’indebitamento (altro grande
problema della nostra Città), riducendo di oltre 70 milioni il debito presente al 31.12.2011 (circa 4,2 miliardi di euro).
Non vi è incertezza sul fatto che nel 2013 verranno chiesti dallo
Stato agli enti locali nuovi sacrifici, proseguendo una tendenza (6
mld di euro tagliati ai Comuni nell’ultimo triennio) che costringerà tutti gli enti locali a rincorse sempre meno facili per l’equilibrio del bilancio corrente.
Anche Milano ha subito i tagli dei trasferimenti: 250 milioni di riduzione di risorse rispetto a tre anni fa, che certamente aumenteranno - potrebbero avvicinarsi a 350 milioni di Euro - con la ripartizione dei nuovi tagli citati, previsti nel 2013.
Tra l’estate e l’autunno del 2011, con pochissimi mesi a disposizione, si
è riusciti a colmare un disavanzo previsto superiore a 150 milioni di
euro, con alcune decisioni che si è cercato di far pesare il meno possibile sulle categorie meno favorite:
• introducendo un’addizionale Irpef con soglia di esenzione a 33.500
euro, la più alta in Italia, che ha escluso dal suo pagamento 4 milanesi
su 5 (il confronto con le soglie di esenzione delle altre città, parla da solo: Genova, Napoli,Verona 10.000 euro,Torino 11.000, Bologna 12.000,
Padova e Brescia 15.000);
• con Il rincaro del biglietto del tram, peraltro già previsto dalla precedente amministrazione, che è stato effettuato senza toccare gli abbonamenti all’Atm, sulla cui crescita poggiava l’obiettivo strategico di incentivare i cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici (gli abbonati Atm sono
cresciuti del 20%).E a dimostrazione dell’attenzione verso i soggetti con
maggiori difficoltà, recentemente, la giunta ha deliberato 1,7 milioni
per abbonamenti gratuiti a disoccupati, cassintegrati e precari;
• un taglio di spese correnti di 50 milioni di euro, che non ha intaccato
i servizi di aiuto alla persona la cui domanda è in pesante crescita a
causa della dura crisi economica.
Fin dall’inizio del mandato si è cercato di osservare alcuni principi base nel nostro agire economico: una distribuzione dei sacrifici e del rigore che rispettasse il principio della maggiore equità possibile e di salvaguardia delle categorie più deboli.
Anche il riequilibrio del bilancio corrente del 2012 ha cercato di
salvaguardare questi principi: abbiamo evitato accuratamente
operazioni di tagli ai servizi alla persona, e abbiamo modulato un
intervento sulle entrate tributarie (mi riferisco in particolar mo-
do all’Irpef e all’Imu) che rispettasse per quanto possibile il principio della scala reddituale e patrimoniale.
• Per l’Irpef, senza intaccare la soglia di esenzione a 33.500, il
maggior introito è stato ottenuto con la progressività delle aliquote per fasce di reddito.
• Per l’Imu prima casa siamo riusciti a mantenere l’aliquota al suo livello standard (0.4), evitando i rialzi che altre grandi città hanno chiesto ai cittadini (Roma, Napoli, Genova allo 0.5 - Torino allo 0.57).
• Per l’Imu seconda casa, si è cercato di contenere il più possibile
gli effetti dell’aliquota, con il contributo propositivo del Consiglio
comunale (ricordo l’aliquota Imu ridotta per le case affittate con
contratti registrati e per gli immobili strumentali per particolari
attività economiche).
Accanto agli sforzi di equità cercati nel riequilibrio dei bilanci correnti
2011 e 2012, unitamente agli sforzi del Consiglio per dare sostanza economica a provvedimenti anti-crisi, non si può ignorare il grande sforzo per rispettare in questo biennio il patto di stabilità, imposto dalle
norme ma anche dal senso di responsabilità in una fase storica in cui
la nazione ha rischiato il dissesto finanziario:
• Nel settembre 2011 ci siamo trovati con un gigantesco squilibrio nel
patto di stabilità vicino ai 350 milioni di euro. In Italia, per rispettare il
patto, molti comuni ritardavano i pagamenti ai fornitori contribuendo,
in questo modo ad alimentare la crisi di liquidità del sistema. Noi invece abbiamo rispettato il pagamento puntuale di ogni scadenza, (e il
bando Sea ha consentito di rispettare questo impegno) e soprattutto al
fine di evitare i clamorosi effetti economici che sarebbero derivati dal
suo mancato rispetto (pari a 65 milioni di euro di sanzioni, nonchè un
taglio di spese correnti di 490 mm di euro per l’anno successivo!).
• Lo squilibrio del patto di stabilità dell’anno successivo 2012 si è presentato addirittura superiore all’anno precedente (oltre mezzo miliardo di euro), ed è per questo che abbiamo avviato una lunga negoziazione con le banche sui derivati, che ha consentito di incamerare un flusso di cassa di 450 milioni di euro, con cui non solo abbiamo coperto il
deficit 2012 del patto di stabilità senza subire sanzioni, ma abbiamo
anche generato un surplus che ci ha garantito ulteriori 110 milioni di
euro di entrate correnti utilizzabili nel bilancio.
Il resoconto su quanto fatto in questi due anni è necessario per ribadire i principi di equità e rigore a cui cercheremo di attenerci
nell’affrontare i bilanci prossimi - anche quello del 2013 - nella ricerca di un equilibrio strutturale dei conti futuri, che costituirà
una sfida di responsabilità per tutti.
L’equilibrio strutturale significa che nei prossimi anni non potrà
più essere coperto il deficit corrente con l’utilizzo di poste straordinarie, cioè non ripetibili: il che presumibilmente avverrà sia per
evoluzione normativa (che consente sempre meno la copertura di
partite correnti con entrate straordinarie), sia per la riduzione oggettiva delle fonti disponibili.
Nell’ultimo quadriennio del precedente mandato, la quota di partite straordinarie utilizzate per coprire i bilanci è stato dell’ordine di
circa 500 milioni di euro, tra plusvalenze e dividendi straordinari.
Nelle prossime settimane e mesi, sulla base dei chiarimenti e delle
possibili (o promesse) modifiche normative e quantitative che dovranno essere decise dal Governo e dal Parlamento, avremo una
quantificazione dei diversi saldi che saremo chiamati a coprire per
la redazione del bilancio 2013 e per il relativo patto di stabilità.
Nell’attesa di tali decisioni, e sulla base dell’attività di istruttoria
numerica, intendiamo praticare fin da subito, nel rispetto dei principi di fondo già citati, alcune linee guida preparatorie nell’ azione
politica e amministrativa del Comune di Milano.
Alla Bicocca c’è il Gas
(Gruppo di acquisto solidale)
Ortensia Bugliaro
as Bicocca è una risorsa.
G
È formato da un gruppo
di persone e famiglie che intendono praticare i principi
del consumo critico e consapevole, mettendo in primo piano
un radicale cambiamento di
stile di vita rispetto al consumo e alla produzione.
Gas ha una precisa finalità:
provvedere agli acquisti dei beni di prima necessità attraverso la solidarietà e la relazione
tra le famiglie, dimostrando
uno spiccato senso solidale
verso l’economia, cioè un’economia delle relazioni, dello
scambio e della condivisione.
Far parte di un Gas non significa voler risparmiare acquistando grandi quantitativi, ma la
consapevolezza di ciò che realmente si acquista:
il prodotto ha rispettato le risorse naturali, ha
rispettato l’impatto sull’ambiente in termini
d’inquinamento, d’imballaggio e trasporto? Gas
è anche uno strumento di rilevante importanza
che promuove la crescita di una società, dove le
persone cercano di essere veri protagonisti della loro vita, accogliendo le diversità, creando
rapporti personali di conoscenza e soprattutto
di fiducia. I gruppi cercano prodotti provenienti
da piccoli produttori locali, per avere la possibilità di conoscerne la produzione direttamente e
per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto, e dunque considerando di primaria importanza la ricerca dei prodotti biologici ed ecologici e che siano stati realizzati rispettando umane condizioni di lavoro.
Da settembre Gas Bicocca partecipa attivamente al progetto patrocinato dal Comune di Bresso
“Sì, si può fare”, un progetto che nasce dall’incontro di due esperienze diverse che possono trovare reciproca realizzazione, attraverso la sinergia
dei differenti attori, nella realizzazione di uno
ONA NOVE 8
spazio fisico (“negozio”) con diversi obiettivi, come promuovere, attraverso la particolarità di questo “negozio”, un modo nuovo di fare la spesa in
sintonia con i principi e le modalità dei Gas: acquisti, distribuzione, informazione e formazione e soprattutto una
nuova cultura nell’acquisto.
Il punto fondamentale è come
affrontare in modo positivo le
molteplici problematiche inerenti la disabilità. Per quest’aspetto delicato, i promotori
hanno chiesto l’appoggio del
professor Nicola Cuomo, responsabile del Dipartimento
di Scienze dell’Educazione dell’Università di
Bologna, per creare all’interno delle famiglie
percorsi di vita autonomi e indipendenti, inserendo i ragazzi nel mondo del lavoro, affidando
loro una mansione, facendo acquisire così nuove
competenze e, soprattutto facendo crescere in loro il desiderio di diventare adulti, pronti ad affrontare anche eventuali sconfitte.
Si organizzano così anche mercatini con scambi
di oggetti utili e in buono stato: ad aprile ce n’è
già stato uno ben frequentato e, il mese prossimo, se ne organizzerà un altro, sperando in una
partecipazione sempre maggiore.
I gruppi di acquisto nel nostro territorio sono
già quattro, sono collegati in rete in modo da
aiutarli a diffondere l’esperienza attraverso lo
scambio d’informazioni. In questo periodo in
Italia sono censiti circa 900 Gas, il che significa che noi italiani siamo un popolo solidale, rispettoso dell’ambiente e delle risorse naturali.
Si può aderire al Gas Bicocca inviando una
email a: [email protected] L’adesione
è libera ed è gradita la partecipazione alle
iniziative e ai progetti.
• Intendiamo intensificare l’azione di sobrietà e revisione della
spesa, con un’analisi attenta che individui i reali margini di riduzione dei costi, evitando facili propagandismi e populismi. Ricordo
che in un’analisi, effettuata un anno fa dalla nostra Ragioneria, le
spese correnti dell’ultimo quinquennio hanno visto un incremento delle spese correnti pari al 3,3%, dato sensibilmente inferiore
all’inflazione cumulata del quinquennio (11,1%). Ciò significa che
la revisione delle spese non potrà che essere figlia di un’attentissima selezione, e orientata a un ripensamento delle modalità di
erogazione dei servizi.
• Proseguire con decisione nelle azioni mirate a una dura lotta all’evasione e all’elusione fiscale e tariffaria, con un deciso rafforzamento delle attività di controllo sulle autocertificazioni e sulle dichiarazioni Isee.
• Svolgere un’approfondita istruttoria che rafforzi e omogeneizzi l’utilizzo dell’Isee nei diversi campi di applicazione, nell’attesa che il
Governo licenzi definitivamente il nuovo Isee (che conterrà una valutazione più attenta delle condizioni economiche e patrimoniali, capace
di evitare sperequazioni nell’accesso ai servizi).
Sul fronte del controllo delle spese, da attuarsi fin da subito in attesa
della predisposizione del bilancio 2013, la Giunta e il Consiglio comunale hanni già condiviso e praticato alcuni indirizzi, tra cui limitare le
spese a quelle obbligatorie, contrattuali o essenziali, nonché a quelle
che possono generare maggiori entrate o risparmi futuri.
Si sta inoltre analizzando in profondità il patrimonio finanziario e immobiliare dell’ente, verificando tutte le modalità che possano consentire di liberare risorse per gli investimenti in città e, a tal fine, sono già
in corso contatti approfonditi con il Ministero dell’Economia e delle
Finanze per verificare la possibilità di utilizzare le entrate future - generate da beni di proprietà del Comune (ad esempio gli affitti futuri
della Galleria,destinati a raggiungere in breve la cifra di 30 milioni di
euro all’anno) quale garanzia per la realizzazione di nuovi investimenti. Tema, questo, che dovrà essere posto al centro dell’attenzione nei
rapporti con il futuro Governo.
È infatti assolutamente necessario che Milano si liberi dalla morsa del
Patto di stabilità in relazione agli investimenti connessi all’Expo, evento che la città garantirà alla nazione e al territorio cercando di conservare nel frattempo le proprie capacità di investire sul futuro.
Sull’esigenza di riprendere ad effettuare investimenti, mi limito a richiamare l’elaborazione effettuata dalla Ragioneria,che ha visto gli impieghi in conto capitale dedicati alla manutenzione e agli investimenti
per il funzionamento della città ridursi del 50% nell’ultimo quadriennio dello scorso mandato. Nel frattempo sono cresciuti gli impieghi in
infrastrutture (ad esempio Metropolitane, metrotranvie, passante), ma
è anche vero che la manutenzione ordinaria e straordinaria sono beni
comuni non rinunciabili.
È con il nuovo Governo, quindi, che dovremo affrontare non solo le tematiche sul patto di stabilità connesso alle opere Expo della città di
Milano ma anche una riflessione sulla necessità di rivedere il trattamento contabile e finanziario delle città metropolitane, le cui difficoltà
di bilancio sono dovute anche alla necessità di farsi carico di una serie
di costi infrastrutturali e gestionali superiori, per effetto del notevole
aumento di chi, ad esempio, viene a Milano, anche quotidianamente,
da altri luoghi, per lavoro, per turismo o per altre necessità: ha
1.300.000 abitanti, ma i suoi costi ed investimenti sono rivolti ad una
popolazione media superiore del 50%.
La modifica del patto di stabilità, che permetta il recupero di risorse destinabili a investimenti, e la restituzione ai Comune degli introiti di imposte municipali, quali l’Imu, saranno fondamentali per il futuro di tutti i Comuni e, quindi, anche del nostro.
I Giardinieri degli Aromi
per seminare una nuova urbanità
Clara Amodeo
rmai l’abbiamo capito:
O
quando Il Giardino degli
Aromi ci si mette, i risultati
non tardano a giungere. È
successo il 23 marzo scorso
quando l’incontro pubblico “Seminiamo una nuova
urbanità!” ha riempito di esperti e curiosi l’intera biblioteca Affori (viale Affori 21): “Cento persone dentro e forse addirittura una cinquantina che se ne sono dovute andare perché non ci entravano”, ci assicurano gli organizzatori.
Si è trattato di una spiegazione informativa non solo dell’area dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini
ma di tutta la zona interessata, comprendente
l’Istituto di istruzione superiore Vilfredo Federico
Pareto, l’associazione Il Giardino degli Aromi Onlus,
la cooperativa sociale Aromi a Tutto Campo, l’associazione Olinda Onlus e la cooperativa sociale La
Fabbrica di Olinda Onlus. I relatori, Sara Travaglini
responsabile dell’area rapporto sociale della cooperativa Dar-Casa, Paola Savoldi e Alessandro Coppola,
docenti di Architettura e Società presso il Politecnico
di Milano, e Damiano Di Simine, presidente di
Legambiente Lombardia, hanno mostrato l’importanza della zona su cui si vorrebbe costruire, la
quantità di CO2 assorbita, il valore degli alberi e del
paesaggio, con la sua biodiversità faunistica continuamente monitorata dalla Lipu. E dopo aver raggiunto quota 12.000 nella raccolta firme della petizione “Seminatori di urbanità”, il Giardino degli
Aromi non si ferma: per domenica 21 aprile è infatti stata indetta una “passeggiata di massa nel pioppeto” durante la quale sarà possibile scoprire l’immenso territorio messo a rischio dal Pgt provinciale
e verrà lanciato un concorso aperto a tutti per raccogliere le proposte dei cittadini circa la possibile gestione comune di uno spazio di grande importanza
come è quello del pioppeto.
Zac! 4 si dedica alla semina
Clara Amodeo
d aprile si semina: ce lo
A
insegna Zac!, mercato
contadino biologico e stagionale organizzato dall’associazione Gastardi e patrocinato dal CdZ 9, in calendario per sabato 20 aprile dalle 10 alle 18 presso il parco Nicolò Savarino
(ex parco Bassi) di via Livigno 17.
Giunto alla sua quarta edizione, Zac! ha scelto
di approfondire il tema della semina: aprile è il
mese in cui molti semi di specie basilari per la
nostra alimentazione vengono coperti dalle zolle, coccolati e curati affinché “buttino” i germogli e diano vita a una pianta forte e rigogliosa;
le venti associazioni legate al territorio e i quaranta produttori etici presenti all’evento dedicheranno, dunque, grande spazio ai semi, fornendo informazioni sulle varietà, su come badare alle gemme e su come coltivare al meglio
ciò che a conclusione del lavoro ci andrà a nutrire. A fine giornata, poi, alcuni semi verranno
consegnati ai produttori che partiranno per la
Val Susa dove si terrà l’incontro nazionale di
Genuino Clandestino, campagna per la libera
lavorazione dei prodotti contadini, e verrà anche lanciato il progetto Terra bene comune, legando così idealmente i due mercati.
Oltre a tali novità, Zac! 4 continuerà a sviluppare gli strumenti sperimentati nelle precedenti
edizioni per instaurare un rapporto di maggior
conoscenza tra produttore e consumatore: a questo proposito tornano Prodotto Zac!, articoli venduti a un prezzo particolarmente basso per invitare i cittadini ad avvicinarsi alle primizie contadine nonostante la crisi economica, e Schede
produttori, la carta d’identità in cui gli le aziende mostrano le proprie credenziali e, attraverso
Prezzo trasparente, spiegano come sono composti i propri prezzi. E ancora, infopoint a cura dei
Gas, laboratori per grandi e piccini, ciclofficine,
pcofficine, narrazioni, raccolta firme del comitato La goccia e Seminatori di urbanità.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
ONA NOVE 9
COME SI LAVORA IN CD
9
Ecco la Commissione che si occupa dei centri di aggregazione sociale
È la “Pmz-Polo Multifunzionale Zonale” presieduta da Anna Maria Santoiemma
Primo Carpi
intervista con Anna Santoiemma,
L’
presidente della Commissione
Pmz, integra per molti versi quella alla
presidenza della Commissione Politiche
Sociali (vedi “Zona Nove” di febbraio).
Finalità della Commissione Pmz - leggiamo nelle sue linee programmatiche
2013-2014 - è infatti quella di agire in
qualità di interprete delle esigenze di
interrelazione e di cultura dei cittadini
nelle loro diverse realtà: singoli, famiglie, scuole, associazioni, parrocchie,
gruppi sportivi… In Zona 9 le strutture aggregative interessate, ritenute sostanzialmente “punti di
apertura alla città per favorire coesione sociale, evoluzione culturale, miglioramento del benessere collettivo”, sono:
• Un Cam (Centro di aggregazione multifunzionale zonale) in Via
Cirié (zona Niguarda) e un altro in Cassina Anna (zona Bruzzano);
• Un Cag (Centro di aggregazione giovanile) in via Cirié, un altro
in Cassina Anna, cinque altri ancora presso strutture convenzionate (Fondazione Aquilone, Fondazione Maria Anna Sala, Casa di
Redenzione Sociale, Associazione di Volontariato La Lanterna,
L’Amico Charly).
Eccoci, signora presidente, abbiamo letto il programma
della sua Commissione. Ci può fornire qualche numero
sui Cam e sui Cag di Zona? Pensiamo si tratti di numeri
importanti. Abbiamo infatti visitato recentemente Cassina Anna e l’abbiamo trovata affollata nonostante quel
giorno il tempo fosse pessimo.
È vero, i numeri sono effettivamente significativi! Nel polo di via
Cirié, ampio e dotato anche di spazi multifunzionali (il teatrino e
la palestra), posto al centro di un quartiere di case popolari caratterizzato da diverse criticità (condizione femminile e giovanile innanzitutto), il Cam conta oggi più di 500 iscritti e vede attivi 13
corsi per ogni fascia di età. Anche il Cag ha visto un incremento
esponenziale e significativo delle sue attività.
Nel polo di Cassina Anna, più ridotto ancorché provvisto a sua
volta di due spazi multifunzionali (la cosiddetta palestrina e
l’Auditorium) il Cam contava, nel 2012, 160 iscritti e 13 corsi rivolti ad adulti, bambini ed anziani. Dopo diversi bienni di affidamento della sua gestione a Milano Sport, l'Amministrazione
Comunale, per il Biennio 2013-2014, ha emesso a fine 2012 un
bando vinto da Csi, Centro Sportivo Italiano. Altra realtà istituzionale attrezzata molto bene per questo tipo di supporto.
Questi i numeri. E i contenuti ?
Sia i Cam che i Cag realizzano laboratori che favoriscono, a titolo di
servizio per lo più gratuito, attività culturali, ricreative, del tempo libero. Attività idonee a rendere vivibili i quartieri di appartenenza e a
coinvolgerne i cittadini. Per il Cag le attività principali sono costitui-
te da quelle didattiche del dopo-scuola, cui si sono aggiunte attività
del tempo libero (sportive e musicali)) ed altre atte a favorire l’introduzione dei giovani al mondo del lavoro (rete tra Cag, Comune, imprese). Per i Cam possiamo enumerare:
• Attività auto organizzate dai cittadini con ampio spazio per
iniziative condotte da associazioni;
La presidente
e la sua Commissione
N
ata a Gioia del Colle (Bari) il 25 luglio 1973. Dopo il diploma di Maturità Classica, si trasferisce a Milano per conseguire gli studi in Giurisprudenza presso l'Università degli
Studi di Milano.
Dopo la laurea effettua pratica legale presso uno studio milanese e collabora contemporanemente a titolo di volontariato
con l’associazione no-profit “Villa Amantea” in qualità di consulente giuridico a favore degli immigrati. Impiegata dal 2000
presso la Direzione di una grande società di comunicazioni.
Appassionata di cucina naturale, nel 2010 ha conseguito un diploma presso una scuola specializzata nel campo. Ha due bambine di 5 e 9 anni e nel febbraio 2011 è stata eletta fra i 18 rappresentanti delle commissioni mensa di Milano. Eletta con le
elezioni amministrative del 2011 nel CdZ 9 nelle file della
Lista Milly Moratti per Pisapia. Entra come vicepresidente
nella Commissione Pmz (Presidente Roberto Medolago - Pd)
per poi assumerne la Presidenza nel settembre 2012, quando
Medolago viene a sua volta “trasferito” alla presidenza della
nuova commissione Decentramento e Partecipazione. Vicepresidente attuale della commissione Pmz è Marco Mauri del
Pd. Gli altri componenti della Commissione sono: Abbiati
Gabriele Luigi (Lega Nord), Bina Andrea (Partito Democratico), Codegoni Sandro (Partito Democratico), Cortese Santo
Antonio (Casini Libertas Unione Centro), Cribio Leonardo
(Sinistra Per Pisapia), De Lorenzo Roberto (Il Popolo Della
Libertà), Fede Pellone Alessandro (Il Popolo Della Libertà),
Ferrario Marzio (Il Popolo Della Libertà), Fregoni Simona
(Partito Democratico), Illuzzi Federico (Il Popolo Della Libertà),
Laterza Antonio (Movimento 5 Stelle), Macario Simone Maria
(Di Pietro Italia Dei Valori), Medolago Roberto (Partito
Democratico), Melone Anna Maria (Verdi Ecologisti No Al
Nucleare), Mizzau Giovanna (Partito Democratico), Pellegrini
Andrea (Lega Nord), Senesi Vanessa (Partito Democratico),
Simi Luca (Partito Democratico), Todaro Raffaele - Il Popolo
Della Libertà, Tucci Gianfranco (Sinistra Per Pisapia), Viganò
Roberto (Sinistra Ecologia Libertà).
CORSIVO IN PUNTA DI BIC
co di anziani che viene portato in gita gratuita
da una ditta di casalinghi che, durante il viaggio, li sottopone al lavaggio del cervello per acquistare batterie di pentole a rate.
Quando ho letto che Grillo avrebbe caricato i
suoi parlamentari su un bus e li avrebbe incontrati in località segreta ho avuto un déjà
vu: poi ho pensato che, trattandosi di un gruppo parlamentare 2.0, probabilmente gli avrebbero presentato non padelle, ma videocamere
wireless per dirette streaming, salvo sequestrargliele all’ingresso dell’incontro con il caro
leader e il fido Gianroberto.
Già, perché come il marchese del Grillo (ricordate? “Io so io, e voi nun siete un cazzo”), anche il nostro Beppe decide, a suo insindacabile giudizio, quando l’incontro debba essere
pubblico e quando invece debba essere segreto, con buona pace delle signore Democrazia
Diretta e della sua amica Partecipazione, che
a volte, purtroppo, non vengono invitate. In
compenso per me si apre una stagione di ricordi, infatti Vito Crimi, ogni giorno di più, mi
ricorda un mitico personaggio dei Caroselli
della mia infanzia: Oracolo, quello che seguiva
il cantastorie nella pubblicità dei biscotti
Doria. “Oracolo mi segue, suonando il tamburello, ma non ci fate caso, è un poco picchiatello”. Taca banda, una banda a 5 stelle.
Qual’è il ruolo delle associazioni in questa galassia di
argomenti e di eventi ? E quale lo spirito di decentramento nelle politiche del Pmz?
Nel nostro programma associazioni e decentramento godono di
un ruolo fondamentale. Come ho accennato prima, infatti, a integrazione del nucleo di attività già garantito dal Csi, la mia commissione assegna contributi ad associazioni ed enti senza scopo
di lucro per progetti zonali di animazione, sport e cultura.
Vengono così messe in pratica attività che attengono a problemi
di genere e di valorizzazione del sé, oppure legate al benessere
psicofisico e, per le donne, alla difesa personale. Al riguardo, anzi, sta valutando l’opportunità di aprire uno sportello dedicato alle donne che subiscono maltrattamenti. Sono tradizionalmente
patrocinate dal Cdz, inoltre, le collaborazioni con associazioni
specializzate rivolte ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro oppure a particolari situazioni di disagio come:
• Alcolismo e Tossicodipendenze (con particolare ricerca di integrazione con le strutture territoriali specializzate);
• Disturbi relazionali e di personalità (compresi fenomeni come il bullismo e problematiche alimentari);
• Problematiche familiari (con interventi di educazione socioaffettiva e sessuale).
Faccio presente che gli spazi multifunzionali, spesso istituiti
con espressa delibera promossa dalla nostra commissione, servono proprio a questo: a fornire alle associazioni del territorio
tempi e spazi per le loro iniziative!
Guardando la cartina della Zona, si vede come via Ciriè
e Cassina Anna non coprano certamente in modo omogeneo tutto il suo territorio. Ci sono novità al riguardo
in un prossimo futuro?
È il Comune a individuare nuove possibili strutture. Per la
Zona 9, ad esempio, contiamo che in tempi brevi si realizzi il
Centro Civico dell’Isola.
Perfetto! In effetti - promettiamo - il Centro Civico dell’Isola
sarà un’ottima occasione per riaprire questa intervista, completandola con una visione d’insieme dei bisogni di coesione e
di “culturalità” della zona e delle cifre economiche in gioco.
SA.NI. Snc SAnitaria NIguarda
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• Taca Banda! •
a gita a Tindari” è un libro della serie del
“L
commissario Montalbano del grande Andrea Camilleri. Vi si narra di un pullman cari-
• Corsi (a partire da quelli su temi ormai tradizionali quali
ginnastica per anziani, informatica, yoga, cucina, inglese);
• Iniziative culturali (manifestazioni, mostre, eventi) aperte
alle realtà di quartiere;
• Iniziative atte ad affrontare problematiche legate alla donna
(consulenza legale, diritto di famiglia, valorizzazione del sé,
equilibrio e autostima, maltrattamento, difesa personale).
Per quanto riguarda le attività dei Cam, la Commissione Pmz,
in sinergia con il coordinatore comunale dei Cam assegnato al
Cdz 9, ha proprio il ruolo di integrare il programma della
Associazione gestitrice con altre richieste degli utenti.
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uando l’ho visto nelle foto, il sindaco di
Q
Firenze, vestito da Fonzie in una trasmissione serale in cui la conduttrice indossava un elegante pigiama Palazzo in seta,
mi sono sentito male per lui. Sembrava una
di quelle persone sprovvedute che si presentano nei ristoranti eleganti e gli tocca
indossare la cravatta che tengono appesa in
cucina per i poveri allocchi.
Ma sprovveduto non è: gioca a fare il superggggiovane, il nostro Matteo. E dopo aver
perso le primarie, non senza aver gridato al
gomblotto per regole accettate prima dell’inizio della competizione elettorale, adesso
ha deciso che il momento è buono per assaltare alla gola Bersani. Solo che il vecchio
Pigi ha un appeal che il “nuovo” Renzi non
ha: è infatti molto più nuovo mantenere gli
impegni presi (ricordate? Nessun governo
con il Pdl) che non usare il solito sistema
del ribaltone (“Non si può perdere tempo,
subito un governo con il Pdl”).
• Good news •
O
gni tanto, nel mare magnum delle notizie che ci rendono felici come un gatto
in un mastello di acqua gelata, ci trovi qualche perla che ti regala un attimo di soddisfazione, un sorriso che si allarga mentre
alzi gli occhi dalla pagina del giornale, sul
tram, e vedi intorno un sacco di sguardi interrogativi della serie “cacchiociavràdariderequelpistola?”
A me è successo leggendo di un’esimia dottoressa di Pordenone, la quale, chiamata
d’urgenza da una ostetrica perché intervenisse ad aiutare una paziente che, sottoposta ad una interruzione volontaria di gravidanza, stava male, rifiuta di prestare soccorso appellandosi al fatto che è obiettrice
di coscienza. E così, mentre la donna viene
salvata in extremis dal primario, accorso
dopo avere inutilmente tentato al telefono
ONA NOVE 10
di far capire alla dottoressa che era suo preciso dovere intervenire per assistere la paziente in pericolo, la dottoressa viene processata e condannata ad un anno di carcere.
Questa condanna, poca cosa in realtà per
una che butta nel cesso il giuramento di
Ippocrate in nome di un occhio per occhio
che avrebbe soddisfatto la sua concezione
vendicativa della religione (hai abortito,
adesso muori, deve essere stata l’idea di
giustizia che l’animava), mi ha dato per un
momento un sorriso ebete, in nome di tutte
le donne del mondo morte nel passato e nel
presente sul tavolo di qualche mammana, o
di qualche ginecologo che adesso magari è
obiettore e prima incassava buste profumatamente piene di soldi rigorosamente in nero per “fare un’eccezione, solo per questa
volta”.
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SABATO 9 - 12,30 POMERIGGIO CHIUSO
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
“Quando cambi il modo
di osservare le cose,
le cose che
osservi cambiano”.
ONA NOVE
VITA E CULTURA
(fisica quantistica)
Visti e non visti
Pamela Napoletano
www.pamelanapoletano.com
GLI APPUNTAMENTI DEL MESE
FILMS IN
ONA
a cura di Grazia Morelli
a cura di Silvia Cravero
Chi intenda far pubblicare proprie iniziative in questa rubrica dovrà farne pervenire notizia entro il 20 del mese precedente l’uscita del giornale.
Visti nelle sale di Skyline, Multisala Bicocca e cinema Rondinella
G GIOVEDÌ 11 APRILE
Alle 20.45, Banche: un ladro in casa, con B.
Storti e F. Coniglio, testo di F. Coniglio. Fino
al 14/4.
Alle 21, Il contrappasso, di Patrick Suskind.
Fino al 21/4.
Alle 21, Veronika Voss, soggetto di R. W.
Fassbinder. Fino al 21/4.
Alle 21, Peppino Di Capri “Magnifique”.
Teatro della
Cooperativa
Via Hermada 8
Teatro Verdi
Via Pastrengo 16
Sala Fontana
Via Boltraffio 21
Teatro degli
Arcimboldi
G VENERDÌ 12 APRILE
Teatro degli
Arcimboldi
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Elio e le Storie Tese Tour 2013
Alle 21, Rassegna “Il cinema italiano visto da
Milano. Dentro e fuori dal carcere”, Il gemello, di Vincenzo Marra.
G SABATO 13 APRILE
Teatro della
Cooperativa
Via Hermada 8
La Scighera
Via Candiani 131
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Alle 16.30, Teatro Stabile di Innovazione di
Verona, I tre Porcellini, canzoni e regia di M.
Lazzeri (per bambini dai 3 agli 8 anni).
Alle 21.30. Concerto, con Maxmaber
Orkestar.
Alle 16, tre mediometraggi del Gruppo
Audiovisivi del carcere di San Vittore:Campo
corto, Fine amore mai, Il grande fardello.
G DOMENICA 14 APRILE
Alle 16, Bambini, Rosso a spasso, di e con S.
Locati. Alle 22, Concerto, con M. Incudine.
Alle 21, Serata di Tango.
La Scighera
Via Candiani 131
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
G LUNEDÌ 15 APRILE
Centro culturale
della Cooperativa
Via Hemada 14
Teatro Verdi
Via Pastrengo 16
Alle 21, Viaggio tra i geroglifici, di Pippo
Scirè. Anche il 21/4.
Alle 21, 50 violini per Verdi, musiche da
Verdi, Bartòk, Prokofiev, Berio.
G MERCOLEDÌ 17 APRILE
La Scighera
Via Candiani 131
Alle 21.30, Teatro, Tango, regia di D.
Marongiu.
Centro culturale
della Cooperativa
Via Hemada 14
Alle 21, Presentazione del libro di G.
Montemezzani Come stai compagno Mao?, a
cura di M. Di Puma e F. Barbarossa.
Teatro degli
Arcimboldi
Alle 21, Francesco De Gregori “Sulla Strada
tour”.
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Alle 21.30, Concerto blues, con Harmonica
Slim & Friends.
G SABATO 20 APRILE
La Scighera
Via Candiani 131
Alle 21,30, Concerto, con ScigheraInFolk Sons Libres.
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Dalle 15.30, La tela animata, di J.F.
Laguionie, Valzer con Bashir, di A.Folman,
Opere d’arte in movimento, di S. Massi. La
bottega dei suicidi, di P. Leconte.
Teatro CarloVerga
via Val Daone 1
Alle 21, Lohengrin, di A. De Benedetti, regia
di A. Avanzi e I Vaglia. Anche 21/4, alle 16.
G DOMENICA 21 APRILE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Dalle 15.30,La tela animata,di J.F.Laguionie,
I corti, di G. Toccafondo, Persépolis, di M.
Satrape, L’illusionista, di S. Chomet.
G GIOVEDÌ 25 APRILE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Alle 21, Milano liberata e Roma città libera,
di M. Pagliero e L. F. D’Amico.
G VENERDÌ 26 APRILE
La Scighera
Via Candiani 131
Alle 22,Concerto,con Fabrizio Cammarata &
The second grace.
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Dalle 15, Il Generale Della Rovere, di R.
Rossellini, Piccoli maestri, di D. Lucchetti,
Giorni di furore, di G. Dolino, Salò o le 120
giornate di Sodoma, di P. P. Pasolini.
G SABATO 27 APRILE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Dalle 15, Claretta, di P. Squitieri, Lettere di condannati a morte della Resistenza, di F. Fornari,
La mano sul fucile, di L. Turolla, Roma Città
Aperta, di R. Rossellini, Venezia insorge, di F.
Pasinetti, Il terrorista, di G. De Bosio.
G GIOVEDÌ 18 APRILE
G DOMENICA 28 APRILE
La Scighera
Via Candiani 131
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Alle 21.30, Teatro, La Stazione Centrale. Un
viaggio cinematografico, regia di D. Marongiu.
G VENERDÌ 19 APRILE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Alle 15,Animazione d’autore, Persépolis, di M.
Satrapi. Alle 17, I corti, di G. Toccafondo. Alle
19, Appuntamento a Belleville, di S. Chome.
Alle 21,Opere d’arte in movimento,di S.Massi.
Dalle 15, Il partigiano Johnny, di G. Chiesa,
Paisà, di R. Rossellini, La lunga notte del ’43,
di F. Vancini.
G LUNEDÌ 29 APRILE
Teatro degli
Arcimboldi
Via dell’Innovazione
Alle 21, Massimo Ranieri “Canto perché non
so nuotare...”.
Benvenuto Oz
• Un giorno devi andare (
) Regia: Giorgio Diritti. Cast:
Jasmine Trinca, Anne Alvaro, Pia Engleberth, Sonia Gessner,
Amanda Fonseca Galvao, Paulo De Souza, Eder Frota Dos
Santos, Manuela Mendonça Marinho, Federica Fracassi. Genere:
Commedia. Nazione e Anno: Francia, Italia 2013. Augusta, una
giovane donna italiana di poco più di trent’anni, parte per
l’Amazzonia per cercare di reagire ad alcune vicende personali
particolarmente dolorose. Inizialmente lavorerà in una missione, per poi distaccarsene alla ricerca di un’esperienza che dia
senso alla sua vita. Su una piccola barca e nell'immensità della
natura amazzonica, inizierà un viaggio tra i villaggi indios. Dalle
favelas di Manaus fino all’isolamento nella foresta, affronterà
l'avventura della ricerca di se stessa…
) Regia: Gabriele Salvatores.
• Educazione siberiana (
Cast: Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor
Tomlinson. Genere: Drammatico. Nazione e Anno: Italia, 2013.
L'educazione e l’apprendistato criminale di Nicolas, detto
Kolima. Cresciuto in Transnistria in una comunità di criminali
che segue le antiche regole siberiane, il ragazzo crescerà con gli
insegnamenti di nonno Kuzja…
) Regia: Benh Zeitlin. Cast:
• Il re della terra selvaggia (
Quvenzhané Wallis, Dwight Henry. Genere: Commedia. Nazione e
Anno: Usa 2012. Hushpuppy, una bambina di cinque anni che vive
con Wink, papà severo ma affettuoso, nella comunità soprannominata Bathtub, La Grande Vasca, una zona paludosa di un delta del
Sud americano. Wink, che ha contratto una grave malattia, sta preparando Hushpuppy a vivere in un mondo dove non ci sarà più lui
a proteggerla. Inoltre il Bathtub è alla vigilia di una catastrofe di
epiche proporzioni: gli equilibri naturali si infrangono, i ghiacci si
sciolgono e arrivano gli Aurochs, misteriose creature preistoriche...
) Regia: Riccardo Milani. Cast:
• Benvenuto presidente (
Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Remo Girone. Genere: Commedia.
Nazione e Anno: Italia, 2013. Per un errore Giuseppe Garibaldi,
tranquillo abitante di un paesino di montagna, è eletto Presidente
della Repubblica. Viene catapultato nei palazzi del potere ma, semplice e puro, risulterà incorruttibile e porterà un’aria di rinnovamento nel Paese. Cercherà di conquistare il cuore della bella Janis,
addetta al cerimoniale che cerca disperatamente di prepararlo al
meglio per il suo nuovo ruolo.
) Regia: Sam Raimi. Cast: Mila
• Il grande e potente Oz (
Kunis, James Franco, Rachel Weisz. Genere: Fantasy. Nazione e
Anno: Stati Uniti, 2013. Quando Oscar Diggs, illusionista di un piccolo circo, viene trasportato dal polveroso Kansas nel fantastico
Regno di Oz, pensa di aver vinto alla lotteria: fama e fortuna a sua
completa disposizione. Questo finché non incontra tre streghe,
Theodora, Evanora e Glinda. Coinvolto suo malgrado nei conflitti
del Regno di Oz e dei suoi abitanti, Oscar deve capire chi è buono e
chi non lo è prima che sia troppo tardi. Grazie alle sue arti magiche,
Oscar si trasformerà nel grande e potente Mago di Oz…
) Regia: Joe Wright. Cast: Keira
• Anna Karenina (
Knightley, Michelle Dockery, Kelly MacDonald. Genere: Drammatico. Nazione e Anno: Stati Uniti, 2012. La tragedia di Anna Karenina, moglie e madre esemplare travolta dalla passione, è racchiusa
tutta in un palcoscenico che si apre e si trasforma, inglobando città
ed interni. Intorno al fatale amore di Anna si intrecciano le storie di
Kitty e Levin, di Dolly e del fratello. Diversi tipi di sentimento, stesse declinazioni di una forza universale.
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ONA NOVE 11
APPUNTAMENTI CULTURALI
All’Hangar l’immaginario onirico
di Weerasethakul, un grande artista
Valeria Casarotti-Teresa Garofalo
ntrando nel luminoso e ampio spazio delE
l’Hangar Bicocca per avvicinarci al mondo
artistico del thailandese Apchatpong Weerasethakul, una delle personalità più interessanti
del panorama culturale contemporaneo, veniamo letteralmente investite da una musica travolgente e da immagini turbinose di giovani che
si inseguono e corrono calciando palle infuocate.
Suono e immagini provengono da un grande
schermo posto all’ingresso dello Shed di Hangar,
prima tappa di “Primitive”, l’originale progetto
espositivo dell’artista fatto di immagini, movimento e suono.
Entriamo quindi nel cuore della mostra, un progetto multipiattaforma costituito da otto video,
un’installazione a doppia proiezione verticale e
dal libro d’artista Cujo. Nel buio quasi totale che
ci circonda un gioco di luci e ombre, voci e silenzi, suoni e quiete creano un’atmosfera magica e
misteriosa. Attraverso tappe video e sonore che
prevedono modalità di visione differenti, frontali o in movimento, da seduti o da sdraiati, si snoda una macrostoria, un mix di memoria, archivio
biografico, storia collettiva, spiritualità e ambienti, elementi che ciascun visitatore può intrecciare in modo assolutamente libero per creare una narrazione personale. Protagonisti dei video sono i giovani abitanti di Nabua, un villaggio
del nord della Thailandia, ripresi mentre corrono, giocano, dormono, simulano aggressioni e lotte o costruiscono un oggetto improbabile, una nave spaziale, luogo in cui ritrovarsi per evadere
dalla realtà ma anche per progettare un futuro
diverso. “Primitive” è un’opera nata quasi per caso. L’artista stesso racconta che nel 2008 viaggiando nel nord est del suo paese natale si trova
un giorno in un villaggio non lontano dal fiume
Mekong ai confini con il Laos, Nabua, un luogo
ormai dimenticato che dagli anni ‘60 agli anni ‘80
aveva subito una violenta occupazione da parte
dell’esercito con soprusi e vessazioni. Alla rivolta
armata dei contadini accusati di legami con i
Khmer rossi del vicino Laos nel 1965 i militari rispondono col fuoco costringendo gli uomini a fuggire nella giungla. Nel villaggio restano solo donne e bambini. Il governo thailandese ha minimizzato le violenze perpetrate in varie località della
zona e anche di questa tragica vicenda oggi si è
persa la memoria. Le giovani generazioni nulla
sanno di Nabua. “Decisi quindi di lavorare lì,di
indagare sulla storia del villaggio e documentarne il paesaggio - spiega Apchatpong Weerasethakul -. Nabua è un luogo in cui ricordi e ideologie sono estinti. Così “Primitive” è diventato il
ritratto di una generazione di adolescenti che
forse ha perso il senso della storia ma non l’energia e la speranza necessarie per immaginare un
futuro migliore”. Il video che conclude la mostra
è una scena notturna nel villaggio popolato da
enigmatiche apparizioni rese ancor più inquietanti alla luce sinistra dei fulmini che squarciano il buio profondo.
Apchatpong Weerasethakul, nato nel 1970 a
Bangkok, ha studiato architettura e poi si è specializzato in filmmaking all’Art Institute di Chicago. Le sue opere sono esposte nei più importanti musei nel mondo, a Parigi, Londra e New
York. Come regista ha ricevuto numerosi premi
tra i quali il premio della Giuria di Cannes del
2004 e La Palma d’Oro a Cannes nel 2010 per il
film “Uncle Boonmee who can recall”. È un vanto per l’Hangar e quindi per la nostra zona aver
ospitato per la prima volta in Italia l’opera al
completo di questo grande artista, non solo
“Primitive” nella versione ideata appositamente
per l’Hangar ma anche tutti i suoi film, molti dei
quali in anteprima assoluta in Italia, proiettati
lungo tutta la notte tra il 22 e il 23 marzo, un
evento straordinario mai prima d’ora realizzato.
Al Centro Culturale della Cooperativa
i geroglifici di Rosetta e gli ideogrammi di Mao
Diana Roca
cco il programma del Centro culturale
E
della Cooperativa, via Hermada, per il
mese di aprile.
• Lunedì 15 e 22 aprile, alle 21, “Viaggio tra
i geroglifici”. 1° incontro: “La Stele di Rosetta,
Champollion e la decifrazione dei geroglifici”. 2°
incontro: “Lettura, traduzione e scrittura del
proprio nome in geroglifico”. Un nuovo corso, in
collaborazione con il “Museo della Macchina da
Scrivere”, che si tiene presso il Centro Culturale
della Cooperativa. Due incontri con Pippo Scirè,
professore di lettere appassionato di scritture
antiche. Le più note, comparse quasi contemporaneamente, furono la geroglifica nata sulle rive
del Nilo e la cuneiforme, comparsa alla foce dei
fiumi Tigri ed Eufrate, dove si erano stabiliti i
Sumeri. Nelle due serate dedicate all’Egitto si
parlerà della Stele di Rosetta, del francese
Champollion, della decifrazione, lettura, traduzione e scrittura in geroglifico.
• Venerdi 19 aprile, alle 21, “Come stai compagno Mao?”. Per “Gli incontri del Venerdì” e in
occasione della ricorrenza del 25 aprile, Marco Di
Puma (Radio popolare) presenterà il libro “Come
stai compagno Mao?” di Gino Montemezzani.
Giacomo “Gino” Montemezzani, che è stato tra i
finalisti del premio LiberEtà 2004 e del premio
Pieve 2005, nasce nel 1927 in Val Padana: freddo
intenso e caldo afoso, “quasi che le altre stagioni
non esistessero”. Come lui stesso racconta: “Una
cascina sporca e malinconica, come tutte le cascine, miseria, bigottismo e fatica. Una vita di lavoro
e sofferenza ma anche di qualche momento di serenità”. Poi il trasferimento a Milano e il cambiamento di status della famiglia, la scuola, la fabbrica, l'’mpegno antifascista, la scelta di militare nella Resistenza e di andare in montagna. La vittoria giunge come promessa di un mondo migliore:
la ricostruzione, la politica e, come funzionario del
Pci, in Sicilia nel pieno della reazione scelbiana.
Ma perché il titolo “Come stai compagno Mao?”?
Nella pagina più sensazionale della sua biografia
è narrato l’incontro a Pechino nientemeno che con
Mao in persona,avvenuto il 17 maggio 1964.Gino
stesso racconta: “Un colloquio pacato, senza effusioni, ma le questioni in discussione erano enormemente al di sopra della nostra statura”. Tutto
questo ed altro ancora sarà raccontato nel corso
della serata con proiezioni, interviste e stacchi
musicali, a cui si aggiungerà l'attore Silvano
Piccardi per la lettura di alcuni brani del libro.
• Mercoledì 8, 15, 22, 29 maggio, alle 18,30
“Impariamo ad essere assertivi”. È un nuovo
corso per il quale sono aperte le iscrizioni. Dopo
quello dedicato all'autostima tenuto nel maggio
scorso, la dr.ssa Ilaria Magnaghi, psicologa e psicoterapeuta, ritorna per approfondire un nuovo
argomento: “Impariamo ad essere assertivi”, un
percorso di gruppo in quattro incontri.
L’assertività è il comportamento che permette a
una persona di agire nel suo pieno interesse, di difendere i suoi diritti senza ignorare quelli degli altri. Le circostanze in cui ci serve essere assertivi?
Quando vogliamo negoziare, vogliamo dare un feedback, si vuole o non si vuole qualcosa.Per informazioni e iscrizioni tel. 02/66114499.
Apichatpong Weerasethakul, “Primitive” - fino al
28 aprile 2013 - Hangar Bicocca. via Chiese, 2 Milano - hangarbicocca.org
Un doppio Olandese volante con il Gis Z9
mese di marzo i due teatri di cui il nostro Gis
Nelè punto
di riferimento in Zona 9, Teatro alla
Scala e Teatro degli Arcimboldi, hanno proposto in
promozione la medesima opera in due differenti versioni: L’Olandese volante (o se preferite Il Vascello
fantasma) di Richard Wagner (vedi foto sopra).
Il Teatro alla Scala ha messo in scena l’opera in tre
atti, proponendo un nuovo spettacolo in coproduzione con l’Operhaus di Zurigo e la Den Norske Opera
di Oslo. Il Teatro degli Arcimboldi invece si è affidato a una versione “giovane” e in collaborazione con il
“Progetto Opera Domani” ha presentato un adattamento musicale dell’opera. Anche in questo caso si è
trattato di una coproduzione europea che coinvolgeva il Theater Magdeburg e l’Opéra de Rouen Haut
Normandie, con un team che ha realizzato lo spettacolo composto da giovani artisti francesi.
Sempre agli Arcimboldi, a maggio, è previsto il ritorno in scena di Siddharta the Musical. Liberamente
tratto dall’omonimo libro di Hermann Hesse e ispirato al film Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci,
lo spettacolo è concepito come un susseguirsi di quadri rappresentanti i momenti dell’esistere. In scena
un cast di cantanti e ballerini di alto livello,scenografie grandiose e musiche ispirate alla tradizione indiana intrecciate alle moderne sonorità.
Continuiamo ad ampliare il nostro elenco di nominativi e indirizzi mail dedicato espressamente agli
appassionati di musica e teatro che hanno già usufruito dei nostri servizi o intendono farlo in un prossimo futuro. Se desiderate farne parte contattateci telefonicamente allo 02/66114499 o per via elettronica
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Bambini, al Teatro della Cooperativa
arrivano i tre Porcellini!
cco il programma del Teatro della Cooperativa,
E
via Hermada, per il mese di aprile
• Dal 9 al 14 aprile, alle 20.45, prima milanese
di Banche: un ladro in casa, con Bebo Storti (vedi foto a sinistra) e
Fabrizio Coniglio, testo
di Fabrizio Coniglio. Il
titolo di questo spettacolo prende spunto da
una frase che una signora di 78 anni si è
sentita dire dal direttore della propria banca,
quando è andata a lamentarsi per come le avessero
volatilizzato i risparmi: “Signora non c’è più niente
da fare, ci metta una pietra sopra... Come se un ladro le fosse entrato in casa”. Come nel peggior incubo o racconto kafkiano, quando si ritorna in banca avendo saputo magari dalla televisione dei crack finanziari che hanno coinvolto i gruppi e imprese in
cui erano stati investiti i nostri risparmi - il direttore non c’è più, è sparito anche lui, nel nulla. Un viaggio dentro le famiglie truffate,per mettere a nudo un
sistema bancario che non conosce più regole.
• Sabato 13 aprile, alle 16.30, una produzione
Fondazione Aida - Teatro Stabile di Innovazione di Verona, I tre Porcellini (spettacolo teatrale per bambini dai 3 agli 8 anni) con Anna
ONA NOVE 12
Benico, Jacopo Pagliari e Riccardo Carbone, scene di
Andrea Coppi, pupazzi di Gino Copelli, tecnico luci e audio Riccardo Carbone, drammaturgia, canzoni originali e regia di Massimo Laz-zeri. Tre attori quasi invisibili animano cinque pupazzi che
cantano, ballano, saltano, corrono (chi più, chi meno…) su una verde collina che si trasforma via via
in casa di paglia, legno e mattoni, in strada di
campagna e in albero di mele. Una nonna nella
storia sbagliata (o sarà lei in quella giusta e tutti
gli altri fuori posto?), tre allegri porcellini e un lupo, che ha un’unica passione (quella della musica)
e un’unica paura (quella dei bambini)! Le canzoni
che i personaggi cantano, passando dal rock leggero ad un accattivante stile country, coinvolgeranno i bambini con le loro orecchiabili melodie e
proietteranno i grandi in un’atmosfera gioiosa di
campagna americana assolata.
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Redazione: via Val Maira 4 (Mi), tel./fax 02.39820110 - e-mail: [email protected] - Supplemento di “Zona Nove”
Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 648 del febbraio 1997 - Editore: Associazione Amici di “Zona Nove”,
via Val Maira 4, Milano - Stampa: Litosud s.r.l. via A. Moro, 2, Pessano con Bornago (Mi).
Direttore: Luigi Allori. Redazione di “Zona Nove”: Giovanni Beduschi (vignettista), Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Valeria Casarotti, Diego Attilio Cherri, Teresa Garofalo, Sergio Ghittoni, Antonella Loconsolo,
Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Sandra Saita, Maria Volpari. Redazione del supplemento Isola: Sergio Ghittoni (responsabile), Primo Carpi, Gilda Ciaruffoli, Diana Comari, Roberto Lana, Penelope Dixon Giaouris, Angelo Longhi,
Maria Antonia Vetti. Collaboratori: Silvia Benna Rolandi, Don Giuseppe Buraglio, Augusto Cominazzini, Ivan Crippa, Celestino De Brasi, Simona Fais, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Angelo
Longhi, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Giorgio Meliesi, Sabrina Orrico, Antonio Pizzinato, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Diana Roca, Caterina Sinisi, Gero Urso, Luigi
Venturini, Renato Vercesi, Roberto Vettorello, Norman Zoia. Amministrazione: Lorenzo Gomiero. Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866).
Cavalcavia Bussa e Centro Civico: partono i progetti
on la esposizione all’Urban Center in Galleria (dall’8 al 18 marC
zo) dei possibili modellini di un nuovo Cavalcavia e con l’assemblea pubblica del 3 aprile presso la nuova Stecca avente come tema
la presentazione delle proposte del gruppo di cittadini “Isola
Partecipata” relativamente al Centro Civico, si è in pratica avviato
l’iter realizzativo dei due progetti.
Mancano ancora, alla data, alcuni passi molto importanti, come le
delibere del Consiglio di Zona e gli ultimi pareri degli uffici tecnici
degli assessorati competenti. Però il Comune pare avere ormai tutti
gli elementi per stilare le linee guida per i bandi realizzativi di questi irrinunciabili interventi sul territorio promessi in memorabili assemblee di quartiere pochi mesi dopo l’insediamento della nuova
giunta. A dire il vero, ad avere la copertura finanziaria assicurata è
soltanto il Centro Civico; anche per il Cavalcavia il Comune si è però impegnato a reperire i fondi necessari alla sue ristrutturazione
una volta assegnato il bando relativo.
Per entrambi gli interventi, comunque, si conta di far partire i bandi per
fine anno. E per il Centro Civico ci si sbilancia a prevederne la conclusione tra la fine del 2015 e gli inizi del 2016...
Inaugurazione della mostra dell’Urban Center ed assemblea della
Stecca hanno registrato gli apprezzamenti di istituzioni e cittadini per i risultati conseguiti, ma la storia dell’Isola Partecipata merita un particolare rilievo in quanto tale. Per Isola Partecipata si
intende infatti il processo di lavoro partecipativo che ha portato
sia alle sessioni condivise cittadini-architetti che hanno partorito
i progetti dell’Urban Center sia alla visione del Centro Civico descritta qui accanto. Una storia di un modo diverso di fare città, innanzitutto. Con un nucleo di esperti di questo genere di progettazione messo in campo dal Comune. E una squadra (sempre aperta) di cittadini messa del quartiere. Una storia di visite, di perlustrazioni, di interviste, di assemblee, di tante serate, di tantissime
emails, di qualche litigata. Un giorno si scriveranno libri sull’Isola
Partecipata! Per i prossimi mesi, più semplicemente, l’inserto Isola
di Zona Nove vi dedicherà una rubrica tutte le volte che potrà.
Chiamandovi a scriverci dentro, ciascuno per la competenza che
gli spetta, i facilitatori, gli architetti, gli urbanisti, i consiglieri di
Zona, le associazioni, i cittadini che hanno partecipato e quelli che
non lo hanno fatto. E riportando anche qualche bella analoga
esperienza italiana o estera con la quale valga la pena di gemellarci idealmente. Una, dieci, cento Isole! (Primo Carpi)
Il 25 Aprile dell’Isola
nche quest’anno i caduti ed i deportati sempre ragazzi
A
dell’Isola avranno l’abbraccio del loro quartiere. Ci si incontra alle 9.30 in piazzale Segrino e di lì si ripeterà il corteo
che tanto bene riuscì, anche se alla sua prima edizione, lo scorso anno. Andremo così a visitare una ad una, portandovi corone fresche, le tante case dell’Isola che hanno una lapide ricordo alla loro porta.
Il servizio d’ordine stavolta lo faranno i vigili, ma spero che al
corteo partecipino egualmente i ragazzi del Piano Terra che
tanto efficacemente gestirono le cose nel 2012.
Verso le 11.30, ci si ritrova in piazzale Segrino dove il Coro di
Cirene si esibirà par suo con le più belle canzoni della nostra
Resistenza. Poi, a mezzogiorno, tutti nella chiesa del Sacro
Volto per l’omaggio e i fiori sulla lapide di don Eugenio.
Alla fine, verso le 12 e mezzo, il rinfresco tradizionale offerto
generosamente dalla Cooperativa di Abitanti presso i suoi locali di via Volturno - Sebenico.
Otto progetti avveniristici per il cavalcavia Bussa
ome già preannunciato nello scorso
C
numero, dall’8 al 18 marzo, presso
l’Urban Center cittadino, si è tenuta la
mostra sui progetti di rilancio del cavalcavia Bussa elaborati nel corso di Isola
Partecipata. L’inaugurazione ha registrato effettivamente la presenza degli
assessori De Cesaris e Benelli, degli architetti firmatari dei progetti, di molta
gente, del quartiere e non. I singoli progetti saranno inoltre in mostra anche
nei negozi dell’Isola durante il Salone
del Mobile ad aprile.
Il cavalcavia Bussa, in effetti, rappresenta una scommessa ideale per la visionarietà degli urbanisti! Residuo ciclopico di
un progetto di aggiramento con annesso
sventramento dell’enclave Isola-Garibaldi, sembra attualmente un gigantesco animale preistorico arenato tra le case. La sua superficie è sproporzionata:
quasi 6.000 metri quadri! Una enormità
se si pensa che quella di piazza Gae
Aulenti, disegnata per dare un degno
piedistallo ai 230 metri da primato delle
torri Pelli, è di circa 2.300! La sua funzionalità assolutamente scarsa. A parte i
piccoli soprassalti di inizio e di fine giornata, vi si è rilevato un traffico medio durante il giorno di 50 auto all’ora. Nemmeno una al minuto! L’incongruenza delle sue piste ciclabili che nascono e muoiono con i suoi raccordi è divenuta oramai
proverbiale.
L’apertura della bretella che da via De
Castillia porta a piazza Gae Aulenti (e di
lì quindi, con un finale in technicolor, in
corso Como) ha reso tra l’altro ancora
più surreale la sua presenza. Già poco
convincente come struttura di accesso al
quartiere, a questo punto il Bussa si
stacca ulteriormente dalla sua Isola e diviene un patrimonio di tutta la città.
E non è casuale che quasi tutti i progetti creino, per chi cerca di immedesimarsi
negli scenari che essi propongono, un’atmosfera quasi metafisica. Una bolla di
spazio e tempo a sé stante dove il passaggio delle auto viene sempre più scoraggiato (quando non interrotto del tutto in una vocazione inarrestabile di pedonalizzazione globale).
Spazi verdi, punti di ristoro, punti di osservazione, panchine, cannocchiali… il
Bussa diviene una piattaforma affacciata sul grande golfo dei binari in uscita dalla stazione Garibaldi e spaziante
sui profili familiari del Resegone. Gli
habitué raffinati che festeggiano con
prosecco e angurie il plenilunio estivo
sul belvedere dell’Isola, laddove la casa
bianca del Terragni si affaccia su via
Pepe, avranno ora un’intero parco pensile per le loro notti.
Assemblea costituente per il Centro Civico dell’Isola
ssemblea veramente importante per il
A
futuro del nostro Centro Civico quella indetta dal CdZ mercoledì 3 aprile presso la
nuova Stecca. Una specie di atto ufficiale con
il quale il Centro Civico esce dal limbo e viene consegnato, dopo pubblica e libera discussione, alle istituzioni.
Presenti diversi consiglieri e la vicepresidente del CdZ, tecnici e responsabili degli
assessorati competenti (Urbanistica e
Decentramento), facilitatori e partecipanti della Cabina di gestione del progetto
partecipato, prima fra tutti Marianella
Sclavi, la sua coordinatrice.
Dopo i saluti dei padroni di casa (Isabella Inti
e Paolo Artoni), Luca Simi, presidente della
commissione Territorio del CdZ, Marianella,
e due dei quattro portavoce della Cabina,
Tiziana Freti e Claudio Consolo, presentano
il primo gli obiettivi dell’assemblea (permettere al Consiglio di avviare con apposita delibera l’iter istituzionale per la formalizzazione
del progetto e l’apertura dei bandi relativi),
gli altri lo spirito e l’operato del tavolo partecipato. Sia riguardo al Centro Civico (Tiziana) sia al Cavalcavia Bussa (Claudio). Relazioni centrali ovviamente sono quelle di
Marianella e Tiziana sul Centro Civico, aiutate in questo dai diversi cartelli colorati appesi alle pareti riportanti le conclusioni più
importanti del gruppo di lavoro. Dalle specifiche strutturali auspicate, alle aspettative di
servizio e di miglioramento della vita del
quartiere affidate al Centro. Doverosamente,
Tiziana ripercorre anche le tappe della fase
preliminare dei lavori, quella relativa alla localizzazione del Centro.
Ora oramai stabilita in vicolo De Castillia,
ma a lungo pensata in largo De Benedetti
e poi, con profonde discussioni, negli spazi
del giardino condiviso conquistato dalla
associazione Pepe Verde.
Oramai il dado è tratto, e il pezzo di verde che
il nuovo edificio sottrarrà al parco (circa 700
metri quadri) sarà per fortuna ampiamente
compensato da quello lasciato libero dal
Palazzo della Moda che non verrà realizzato.
Il Centro Civico vero e proprio si comporrà di
due piani da 500 metri quadri circa, un poco
più grande, cioè, della nuova Stecca che di
metri quadri sui due piani ne conta 700.
Finite le relazioni, scorsi assieme i cartelli, si
apre naturalmente la fila delle domande.
Dopo quelle sui tempi di consegna (fine 2015,
inizio 2016) le più ricorrenti insistono sulle
modalità del Centro, una volta realizzato.
Sembra fondamentale infatti che in esso vengano coniugati le libere ed autonome programmazioni dei cittadini più attivi con i diritti di tutti gli abitanti del quartiere.
Necessario quindi che il Comune non lasci
solo il quartiere e fornisca una quota adeguata di personale e di servizi.
Esemplare e conclusiva la riflessione di
Marianella, mutuata dalle sue esperienze
di Case di Quartiere di tutto il mondo.
L’essenziale è che si realizzi un’opera bella e funzionale! Il suo utilizzo ed il suo
successo saranno assicurati.
Non eravamo moltissimi, una quarantina,
anche se a me è sembrato di vedere rappresentato tutto il quartiere. Al mio rientro
nella vecchia Isola, oppresso dalle torri e
dai nuovi edifici strabordanti su ogni dove,
mi sono detto che all’ingresso del Centro
Civico prossimo venturo ci avrei ben visto
la seguente lapide. “Dopo tanto cemento
colato tra le sue vecchie strade, il quartiere Isola ha a lungo discusso ed esitato se
occupare questi pochi metri del suo parco.
Giura di utilizzarli al meglio, a presidio del
suo e di tutti i giardini del mondo”.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
ONA NOVE 13
Cronache isolane
Accade all’Isola (e dintorni)
sulle infiltrazioni mafiose in zona Isola, condotto dall’Agenzia di ricerca sociale Codici e dal mensile Terre di Mezzo - Street Magazine.
Preceduto da un apposito corso di formazione, esso è entrato nel vivo con la distribuzione di appositi questionari, molto articolati, nelle giornate del 27 el 28 marzo.
• Domenica 24 marzo nella nuova Stecca degli Artigiani in
via de Castillia 24 si è tenuto il primo Restart Party di Milano.
Riparazione di pc e piccoli elettrodomestici, biciclette, mobili, installazione di Doudou Linux e altro software libero, laboratori di serigrafia e fumetti, karaoke, bicicletta. Spin Art, mostra fotografica per
il decennale della Ciclofficina, pranzo popolare e, nel pomeriggio, la
tradizionale Asta delle Biciclette organizzata dall’associazione +bc
ed arricchita dai computer di PcOfficina, dai mobili di Bricheco e
dalle serigrafie di Unza! I laboratori di ciclomeccanica, falegnameria e pc sono rimasti aperti tutto il giorno.
Green Island 2012
• Fuorisalone Isola Partecipato Dal 5 al 14 aprile grande movimento nel quartiere per il Fuorisalone! Si inizia con la mostra TRiciclo ad UroBuro (presso Fonderia) con oggetti di design con materiali di scarto realizzati da tre cooperative sociali che inseriscono sofferenti psichici al lavoro. Da lunedì 8, nei negozi dell’Isola sono esposti gli otto progetti per il ponte Bussa reduci dalla mostra presso
l’Urban Center. In calce l’elenco dei negozi espositori. Mercoledì in
Fonderia Napoleonica arriva Zaha Hadid, grande architetta di origine irachena, i cui lavori resteranno in mostra. Poi un concerto venerdì sera 12 aprile al Sacro Volto, una Festa di Primavera “Green
Island” sabato 14 sera in via Pepe, un mercato della “creatività locale” domenica 15 in via Borsieri ed un dibattito sull’esperienza di “design partecipato” con Marianella Sclavi e Giulio Ernesti, sempre domenica alla Nuova Stecca di via De Castillia.
Il tutto coordinato dalle Associazioni di via Isola Revel e Borsieri Isola
Garibaldi nell’ambito del Distretto Urbano del Commercio con il sostegno ed il patrocinio del Consiglio di Zona 9 e del Comune di Milano
(Assessorato al Commercio).
Libreria Les Mots, via Carmagnola angolo Pepe - Libreria Isola Libri,
via Pollaiuolo 5 - Mobili Buraschi, piazza Minniti 6 - Tommasello
Elettrodomestici, via Borsieri angolo Dal Verme - Emporio Armadi, via
Borsieri angolo piazzale Segrino - Tintoria Quick, via Thaon di Revel Osteria al Nove, via Thaon di Revel 9 - Farmacia Fontana, piazza S.
Maria alla Fontana
• Partito il progetto Sentinelle di quartiere finanziato e approvato dal CdZ (Commissione Commercio, Sport e Tempo Libero).
Si tratta di un progetto-indagine rivolto ai commercianti della zona
ONA NOVE 14
• Psicologi per il cambiamento: Corsi ed esperienze di
gruppo a cura di Buen Vivir (Alessandra Tedeschi [email protected]) su alcuni temi fondamentali per il nostro benessere psicofisico: Ascoltare il corpo, rilassare la mente - Ansia e panico, ascolto o fuga? - Tristezza e lutto, depressione o rinascita?
Obiettivo di questi seminari tenuti in orari compatibili con gli impegni lavorativi, è di volta in volta la scoperta di uno spazio mentale in cui ritrovare la calma e affrontare con nuove energie la vita quotidiana, conoscere lo stress, imparare a gestire alcune situazioni di difficoltà. Oppure saper riconoscere l’emozione “ansia”, il
sintomo del panico, le strategie che servono a stare meglio ed evitare quelle che peggiorano la situazione. Oppure ancora l’emozione della tristezza, il senso di perdita, la paura di guardare avanti
e ritrovare le risorse personali e collettive per ricominciare.
Questo sul piano cognitivo, emotivo e corporeo e attraverso tecniche di rilassamento integrato e di consapevolezza.
• Green Island e The green bike: eventi realizzati nella settimana del Fuori Salone a cura di aMAZElab (Claudia Zanfi - [email protected] - www.amaze.it). Green Island è il progetto “verde”
portato avanti da un decennio da aMAZElab nella “sua” Isola ed
avrà il suo show sabato 13 aprile con la Festa di Primavera nelle
vie Pepe/Pastrengo - Pepe/Montano. The green bike, ispirato dall’esigenza di incentivare e sensibilizzare l’uso della bicicletta unitamente alla diffusione di aree verdi cittadine, è nato in collaborazione con l’Ambasciata e il Consolato Generale dei Paesi Bassi a
Milano ed è sponsorizzato dall’Assessorato alla Mobilità,
Ambiente, Arredo Urbano e Verde del Comune di Milano.
L’evento ha avuto luogo lunedì 8 aprile ore 12 a Palazzo Marino
con una conferenza stampa alla presenza di istituzioni e autorità
cittadine, oltre a rappresentanti dell’Ambasciata Olandese.
Durante l’intera settimana The green bike alimenterà serie di
mostre, incontri e conferenze, utilizzando spazi esistenti nella città e dedicati alla filosofia della bicicletta, i “bike stores”. In particolare, qui all’Isola, Equilibrio Urbano, via Pepe 12.
Presso ogni Bike Store sono presentati anche gli ultimi sistemi di
illuminazione a basso consumo, progettati dalla olandese Philips
e speciali tipologie vegetali, dotate di proprietà fonoassorbenti e
anti inquinanti, testate dalla Nasa. (Primo Carpi)
Ti ho rivisto
Wanda De Giorgis
(residente all’Isola Garibaldi dal 1954)
Ti ho rivisto.
Il tempo ha spento la luce
che splendeva sul tuo viso
e cancellato l’alterezza dei tuoi occhi belli
ormai stanchi, tristi, velati.
Quando fissavo la tua bocca,
la tua bocca lenta al sorriso
col poeta, palpitante, mi chiedevo:
“…ma dove vanno i baci non dati?”
Ti ho rivisto
e il cuore ha avuto un battito dimenticato.
Povero amore segreto, sprecato, perduto…
Ti ho rivisto.
Se qualche volta mi cerchi e mi trovi nei tuoi pensieri
forse ti vengono incontro, vagando,
gesti trattenuti, slanci, lampeggiare di sguardi.
emozioni, parole che non trovavano voce.
Se è così, non ho bruciato invano
sul fuoco dei miei anni giovani
stupori irripetibili.
Se è così l’amore non si è tra le nebbie smarrito.
Ma è così? Chi mi darà questa certezza?
Aperte le preiscrizioni
al Piccolo Conservatorio
a direzione del Piccolo Conservatorio di Milano, diretto dal maeL
stro Alex Schiavi, comunica che sono aperte, a partire dal 12 aprile al 15 giugno, le preiscrizioni ai Corsi che partono a settembre
2013.I corsi sono: chitarra acustica, chitarra elettrica, chitarra rock e
chitarra blues, basso elettrico, stage per fonico e tecnico di studio di
registrazione. Per tutti coloro che si preiscrivono ci sarà lo sconto del
50% sulla quota di iscrizione.
Informazioni e preiscrizioni: maestro Alex Schiavi, 339-41.58.942
(dalle ore 10 alle ore 21) -www.scuoladimusicamilano.eu - [email protected]
Per la vostra pubblicità su questo giornale
telefonate a Flaviano Sandonà
Tel/Fax/Segr. 02/39662281 - Cell. 335.1348840
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
Viva la la lotta di liberazione nazionale
Molteplici iniziative per il 24 aprile
[email protected]
N
umerose le iniziative a
Niguarda per celebrare l’anniversario della Liberazione. L’Anpi, come tutti
gli anni dal 1946, dà appuntamento alle 21 del 24
aprile in via Hermada 8, da
dove accompagnati dalla musica della banda di Affori, partirà una manifestazione che
girando per le vie del quartiere onorerà le
lapidi dei caduti con l’affissione delle corone
di alloro.
• Il centenario della morte di Gina
Galeotti Il 4 aprile 2013 ricorre il centenario della nascita di Gina Galeotti Bianchi e
per tale occasione il Teatro della Cooperativa metterà in scena il suo spettacolo “Nome
di battaglia Lia” al Teatro Elfo Puccini a
Milano, nella sala Shakespeare, dal 23 aprile al 1 maggio. Lo spettacolo, che ha ricevuto molti riconoscimenti tra i quali una medaglia commemorativa della Presidenza della Repubblica, è ambientato a Niguarda ed è
il risultato dei racconti orali delle donne e
degli uomini delle case di ringhiera di allora. L’Anpi Provinciale di Milano, la Camera
del Lavoro di Milano e il Teatro della
Cooperativa stesso organizzano, per il debutto del 23 aprile, una replica speciale seguita da un incontro al quale hanno già confermato la propria presenza il Segretario
Generale della Cgil Susanna Camusso, il
Presidente dell’Anpi Nazionale Avv. Carlo
Smuraglia e la Senatrice Emilia De Biasi.
Saranno presenti anche i parenti più prossimi di Gina Galeotti Bianchi. L’incontro sarà
dedicato a Lia e al ruolo fondamentale - a
volte dimenticato o sottovalutato - che ebbero le donne all’interno della Resistenza e
della Lotta di Liberazione.
• Gli scioperi del ‘43 Ma il 2013 è anche
l’anniversario degli scioperi
del marzo 43 che diedero
inizio alla Resistenza contro
il nazifascismo (vedi anche
articolo in basso).
• Iniziative culturali Il
circolo del Pd Francesco
Rigoldi organizza per il 24 aprile pomeriggio
una serie di iniziative: dalle 14 alle 21 il
Mercatino della Memoria, proiezione non
stop di documentari sull’insurrezione milanese, possibilità di acquisire una copia di oltre 40 documentari sulla Resistenza e l’Antifascismo in dvd al costo del supporto o portandovi dietro la vostra chiavetta Usb > 4giga; dalle 19 alle 19.45, proiezione del docufilm “Quei ragazzi del ‘43 -‘44” con Marco
Balma e Ottavia Piccolo, regia di Leonardo
Gervasi; dalle 19.45 alle 21 intervento di
Onorio Rosati, consigliere regionale del Pd,
già segretario regionale della Camera del
Lavoro di Milano, intervallato dall’attrice
Silvia Pantano che leggerà lettere di condannati a morte della Resistenza. Gli intervenuti poi si uniranno alla manifestazione
dell’Anpi.
• Il percorso della memoria Il 25 aprile,
alle 9.30, da via Suzzani 273 partirà un corteo di macchine a portare una corona di alloro alle undici targhe che ricordano i nostri
caduti. Il percorso comprende case popolari,
Pirelli Bicocca, cimitero di Greco, cooperativa Pratocentenaro. Davanti a ogni targa sarà distribuito un testo che ricordi il partigiano o i partigiani caduti e un episodio della
Resistenza. Un trombettiere suonerà il silenzio. La posa delle corone si concluderà alle 11
in via Moncalieri alla Casa di Alex, dove un
rappresentante dell’Anpi provinciale ricorderà i compagni che ogni 25 aprile erano con
noi e che purtroppo ci hanno lasciato.
ONA FRANCA
a cura di Sandra Saita
In nome della Pace ricordiamo il 1945
uesti ricordi sono per tutti coloro che non
Q
sono ritornati dal fronte e dalla montagne
e sono morti in nome della Pace e della
Liberazione.
Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, racconta nella scuole la sua terribile avventura,
per non dimenticare, “per amare sempre e comunque la vita. Vidi annullare e violare la femminilità di donne esposte e ridotte come bestie
al mercato. Eravamo isole di dolore e di disperazione, immerse in un mare grigio. Era grigia
la neve per la cenere portata dal vento dalle ciminiere dei forni creatori, erano grigi il cielo, le
facce e le divise. C’era un’insopportabile assenza di colori, l’unico colore era quello della fiamma rossa che usciva dai camini dei forni”.
In nome della Pace lo ricordava sempre un giovane
reduce dalla Russia che se la guerra è il più grande
orore della vita la Pace va amata, difesa, conservata
come il tesoro più bello.
Quanto conosciamo la storia vissuta dai nostri padri-vostri nonni? È importante conoscesre la storia
dei fatti successi nella cara amata Italia. Il 1945 è
stato e sarà sempre un anno importante per noi italiani. Mese dopo mese vi voglio raccontare gli avvenimenti che hano reso l’Italia libera:
• 1° febbraio: il Consiglio dei ministri approva il decreto legge che estende alle donne il diritto di voto.
• 24 febbraio: Eugenio Curiel, fondatore del Fronte
della Gioventù, è assassinato dai fascisti a Milano.
• 11-12 marzo: Luigi Longo lancia la parola
d’ordine: il dilemma da porre ai fascisti è
“Arrendersi o perire”.
• 28 marzo: scioperi a Milano, Genova, Torino.
• 20 aprile: Bologna liberata dai partigiani prima
dell’arrivo delle truppe alleate che hanno sfondato il fronte tedesco ad Argenta.
• 23 aprile: Genova insorge.
• 25 aprile: avanguardie garibaldine entrano a
Reggio, liberano Biella, incomincia l’insurrezionale a Milano, A Genova il generale Meinhold si
arrende ai partigiani con tutte le sue truppe.
• 26 aprile: insorge Torino.
• 27 aprile: insorge Padova; Mussolini e un
gruppo di gerarchi vengono catturati presso
Dongo mentre tentano di fuggire in Svizzera.
• 28 aprile: insorgono Venezia, Bergamo, Aosta;
Mussolini viene giustiziato.
• 29 aprile: insorgono Trieste, Cuneo, Piacenza;
gli alleati giungono a Milano e Venezia.
• 30 aprile: i tedeschi in fuga assassinano 66
persone presso Torino poche ore prima dell’arrivo degli alleati.
• 1° maggio: prima Festa del Lavoro nell’Italia
liberata.
• 2 maggio: le truppe tedesche si arrendono.
• 8 maggio, con la resa tedesca finisce la guerra
in Europa.
• 6 agosto: Hiroshima viene rasa al suolo dalla
prima bomba atomica americana.
• 20 giugno: Ferruccio Parri è designato dal Cnl
per formare il nuovo governo in sostituzione di
quello di Bonomi.
• In dicembre, dopo una crisi che segna il primo
netto spostamento a destra dell’asse politico italiano, Alcide De Gasperi forma il nuovo governo.
Tutti i film della Resistenza al Mic
Luigi Luce
l Mic (Museo Interattivo del Cinema, viale
Fulvio Testi 121) due eventi importanti. Dal 5 al
A
14 aprile il Festival “Il Cinema Italiano visto da
Milano”, con una retrospettiva e tante anteprime
tutte dedicate a film sulla situazione carceraria, con
ospite Matteo Garrone, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. E poi, dal 25 al 28 aprile, in
occasione della ricorrenza della Liberazione dal nazismo e dal fascismo, la Rassegna “Viva l’Italia,
l’Italia liberata”. Eccone il programma:
• Giovedì 25 aprile, alle 21, Milano liberata
(1945, 10’), antologia di filmati sulla Liberazione
della città di Milano. A seguire: Roma città libera (Marcello Pagliero e Luigi Filippo D’Amico,
Italia, 1946, 80’). Ronda di personaggi sfasati e alla deriva sullo sfondo di una Roma notturna, disordinata e allucinata subito dopo la Liberazione,
ancora dominata dalla presenza delle truppe alleate. I personaggi sono magistralmente delineati
sotto il profilo psicologico, alle prese con una povertà e una disillusione che non impedisce loro,
però, di credere ancora nella vita.
Luigi Allori sarà presente in sala per illustrare il libro che ha scritto assieme ad Antonio Masi,
Antifascismo e Resistenza: Niguarda e dintorni, dal 1921 al 1945.
• Venerdì 26 aprile,
alle 15, Il Generale
Della Rovere (Roberto
Rossellini, Italia, 1959,
132’): nella Milano del
‘43 Bertone, un anziano
truffatore, viene arrestato dalle Ss tedesche.
All’alto ufficiale che lo
interroga viene l’idea di
valersi dell’abilità di
truffatore dell’imputato
per raccogliere le confidenze dei prigionieri politici detenuti nel carcere di San Vittore, gli propone infatti di fingere di
essere il generale badogliano Della Rovere, procurando così alle Ss preziose informazioni.
Alle 17, Piccoli maestri (Daniele Lucchetti, Italia,
1997, 116’): è l’autunno del 1943 quando alcuni studenti universitari, Gigi, Lelio, Enrico, Simonetta,
Bene, decidono a loro modo di opporsi all'invasione
nazista dell’Italia e partono per l’altopiano di
Asiago, pronti ad unirsi ad altri gruppi di partigiani. Ma i ragazzi non sono capaci a fare la guerra.
Mentre si muovono tra i villaggi, si aggiungono al
loro gruppo un operaio, un marinaio, il loro professore antifascista,Toni Giurolo, e Dante, giovane sottufficiale alpino. Ogni piccola azione, ogni decisione
da prendere è una discussione. Nessuno dei ragazzi vuole veramente uccidere.
Alle 19, Giorni di furore (Gianni Dolino, Alfieri
Canavero, Giovanni Canavero, Isacco Nahoum,
Italia, 1963, 95’): il documentario prende l’avvio dai
primi movimenti fascisti in Italia e, in una rapida
sintesi, vuole illustrare i principali avvenimenti politici e sociali fino al ‘40, soffermandosi su Mussolini,
Hitler, la guerra di Spagna, le battaglie d’Africa e di
Russia, i massacri delle Ss, i campi di concentramento e la lotta antifascista.
Alle 21, Salò o le 120 giornate di Sodoma
(Pier Paolo Pasolini, Italia/Francia, 1975): verso
la fine della seconda guerra mondiale, quattro
potenti “Signori” nazifascisti aderenti alla Repubblica di Salò si ritirano per un soggiorno in
una enorme e decadente villa isolata dal resto del
mondo: fanno rapire e sequestrare un folto gruppo di giovani ragazzi, di entrambi i sessi, con l'intenzione di usarli per soddisfare tutte le loro perversioni sessuali. Con il passare dei giorni, le sevizie, gli abusi e le violenze, sia fisiche che psicologiche, aumentano gradualmente di intensità,
fino all'esecuzione della condanna a morte per coloro che in precedenza hanno osato disobbedire
agli ordini impartiti dai quattro “Signori”.
• Sabato 27 aprile, alle 15, Claretta (Pasquale
Squitieri, Italia, 1984, 127’): storia di Claretta
Petacci, della sua famiglia, e della sua relazione
con Benito Mussolini dal 25 luglio 1943 fino alla
morte nell’aprile 1945.
Alle 17, Lettere di condannati a morte della
Resistenza (Fausto Fornari, Italia, 1953, 12’): tratto dall’omonima raccolta di Lettere, a cura di Piero
Malvezzi e Giovanni Pirelli, è un documento straziante e un tributo alla memoria dei martiri del periodo tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945. La
mano sul fucile (Luigi Turolla, Italia, 1963, 90’).
Un reparto disperso della Repubblica Sociale e un
gruppo di partigiani si fronteggiano sulle alture di
un'impervia gola montana e si sorvegliano; sono ridotti allo stremo e gli uni sanno che gli altri attendono il lancio di un rifornimento di viveri. Negli
scontri attraverso i quali le due sparute schiere tentano di impadronirsi della posizione dove avverrà il
lancio, i combattenti cadono l’uno dopo l'altro e,
quando il prezioso carico di viveri tocca la terra, si
trovano dinanzi, soltanto due uomini, gli unici superstiti, che non hanno il coraggio di uccidersi.
Alle 19, Roma Città
Aperta (Roberto Rossellini, Italia, 1945,
100’): nella Roma del
1943-44, occupata dai
nazifascisti, la lotta, le
sofferenze, i sacrifici
della gente sono raccontati attraverso le vicende di una popolana,
di un sacerdote e di un
ingegnere militante
nella Resistenza.
Alle 21, Venezia insorge (Francesco Pasinetti, Italia, 1945, 9’, doc.): documentario sulla
Liberazione di Venezia, i fatti sono stati ripresi
in diretta da Francesco Pasinetti. Il terrorista
(Gianfranco De Bosio, Italia/Francia, 1963,100’):
Nella Venezia del 1943, Renato Braschi, esponente del Partito d’Azione a capo dei partigiani,
sceglie di continuare le sue azioni di sabotaggio
contro i fascisti nonostante gli inviti dei superiori alla prudenza e alla sospensione degli attentati. Ma anche tra i compagni più fidati possono
nascondersi i traditori..
• Domenica 28 aprile, alle 15, Il partigiano Johnny (Guido Chiesa, 2000, 135’):
Johnny, studente universitario appassionato
di letteratura inglese, dopo l’8 settembre 1943
diserta dall’esercito a Roma e ritorna a casa,
ad Alba. Inizialmente rifugiatosi in una villa
in collina, dove si dedica ai suoi studi, dopo la
morte di un amico decide di agire in prima
persona, lascia quindi la città e si aggrega alla prima formazione partigiana che incontra, i
“rossi” guidati dal Biondo, dei quali non condivide l’ideologia comunista, ma solo il desiderio
di combattere i fascisti.
Alle 19, Paisa’ (Roberto Rossellini, Italia, 1946,
124’): nel 1943 gli alleati sbarcano in Sicilia; nella Napoli occupata dagli alleati uno sciuscià ruba le scarpe a un soldato di colore. Roma: una
storia d'amore tra una prostituta e un soldato
americano. A Firenze tedeschi e partigiani si
combattono sui tetti della città tagliata in due
dal fronte. Dopo una parentesi in un convento
sull’appennino emiliano, approdiamo sul delta
del Po mentre infuria la lotta partigiana. Il film
è composto da sei episodi che ripercorrono un
momento della storia italiana seguendo il cammino degli alleati dal Sud verso il Nord.
Alle 21, La lunga notte
del ’43 (Florestano Vancini, Italia, 1960, 106’):
siamo nell’autunno del
1943, a Ferrara. Il fascista Aretusi fa assassinare il moderato console
Bolognesi, accusa gli antifascisti e conduce poi la
rappresaglia: undici fucilati sotto la casa del farmacista Barillari, tra cui
il padre dell’amante di
Anna, moglie di Barillari.
Dopo l’eccidio, Anna lascia Ferrara e il suo amante se ne va in Svizzera. Nell’estate del 1960
quest’ultimo torna in città e incontra Aretusi, che gli
fa i suoi complimenti; i due si stringono la mano.
Renato Sarti, direttore del Teatro della Cooperativa,
sarà presente in sala per presentare la pièce teatrale Nome di battaglia Lia.
Nel marzo di 70 anni fa iniziava la riscossa contro il fascismo
Nel 1943 per la prima volta durante la dittatura fascista i lavoratori delle “nostre” fabbriche scioperavano gettando le basi per la libertà del nostro paese.
Teresa Garofalo
el marzo 1943 la partecipazione italiana alla guerra nazista duN
ra ormai da tre lunghi anni e le condizioni di vita nel paese sono
insostenibili. È in atto il razionamento dei generi tesserati, mancano
beni alimentari di prima necessità, scarseggiano legna e carbone per
il riscaldamento, i cancelli delle ville e dei giardini sono smontati e fusi per costruire armi di cui c’è grande richiesta, gli orari e i ritmi di lavoro nelle fabbriche diventano sempre più pesanti, i prezzi lievitano
a dismisura ogni giorno di più, a fiorire è solo il mercato nero. La lista dei morti in combattimento o sotto le macerie delle città bombardate si allunga ogni giorno di più vertiginosamente.
È a questo punto che tra gli operai comincia a serpeggiare una parola da lungo tempo proibita, quasi dimenticata: sciopero. I più giovani
non la conoscono. “Nel marzo ‘43 ho sentito la parola ‘sciopero’ e non
sapevo cosa voleva dire.Mi hanno detto che scioperare significava abbandonare il lavoro, allora noi giovani abbiamo partecipato con entusiasmo. Si era stanchi della guerra, della fame, del lavoro a ritmo continuo, senza pause, stanchi dei soldi sempre troppo pochi”. Così racconta nella sua testimonianza Angelo Signorelli, operaio modellista
alla Falk Unione, che nel ‘43 aveva 17 anni.
Il 5 marzo, a Torino, gli operai della Fiat attendono come al solito il
segnale per la prova di allarme aereo ma la direzione, forse subodorando qualcosa, ordina di non suonare la sirena. Un attimo di smarrimento generale e poi la decisione: fermare le macchine. È il primo
sciopero dell'era fascista. Dal capoluogo piemontese l’incredibile notizia giunge, con i camionisti della Fiat, al reparto Bulloneria della
Falck e qui, alle 10 in punto del 23 marzo, 200 operai incrociano le
braccia, seguiti un’ora dopo da altri lavoratori del reparto
Laminatoio. Di fabbrica in fabbrica lo sciopero, promosso dai comitati di agitazione clandestini, si propaga rapidamente a macchia
d’olio in ogni centro industriale del nord Italia, sono migliaia gli operai e i lavoratori che vi aderiscono e, nonostante i tentativi di riportare l'ordine da parte dei dirigenti e delle autorità fasciste, la protesta continua inarrestabile fino al 10 aprile. Cosa chiedevano gli
scioperanti? Pane, latte per i bambini, abiti di lavoro e scarpe, legna
e carbone per scaldarsi, condizioni meno dure di lavoro, un aumento di salario e un acconto sul premio di produzione delle 192 ore,
sempre promesso e mai pagato. Rivendicazioni di natura economica che nascondevano riflessi “politici” era infatti evidente l’insoffe-
renza alla guerra, alla dittatura e all’occupazione tedesca che opprimevano il nostro paese.
La reazione dei fascisti non si fa attendere, è immediata e furiosa. Prima che si levi l’alba del 24 vengono arrestati nelle loro case numerosi operai, deferiti al Tribunale speciale di Milano, processati e condannati. Nell’ottobre dello stesso anno partono verso
i campi di concentramento e di sterminio nazisti i primi convogli
con deportati italiani, in gran parte lavoratori che avevano partecipato agli scioperi, ma il germe della rivolta era gettato e la protesta ormai non poteva più essere fermata. Seguiranno infatti altri scioperi, quelli del dicembre ‘43 e quelli del marzo del ‘44 che
immobilizzarono le fabbriche del Piemonte, della Lombardia, del
Veneto, dell’Emilia Romagna, della Liguria e della Toscana contribuendo a far sì che la lotta per la Liberazione potesse svilupparsi fino alla sua felice conclusione. “Politicamente - scrive ancora Angelo Signorelli - gli scioperi del marzo ‘43 non avevano risolto niente ma nel clima dittatoriale di allora rappresentarono una
sfida coraggiosa, la prima significativa scossa contro il regime dell’oppressione nazifascista”.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
ONA NOVE 15
I NOSTRI ARTISTI
Dalle immagini di Simona Di Meo un insolito ritratto del Borgo Pirelli
Valeria Casarotti-Teresa Garofalo
abato 16 marzo, con la presentazione al pubblico de “La Collina dei
S
Ciliegi” della fotografa Simona Di Meo, si è concluso il progetto “Art
Around - Immagini per lo spazio pubblico” voluto dal Museo di
Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. Un modello di lavoro
a rete iniziato nella primavera del 2011 che ha visto giovani artisti collaborare con gli stessi abitanti del territorio per collegare idealmente
otto luoghi, ex fabbriche dismesse del Nord Milano, trasformati dagli
anni duemila in centri di cultura: il Parco Nord, l’ex Manifattura
Tabacchi, la zona Bicocca, il Teatro degli Arcimboldi, il Centro
Sperimentale di Cinematografia, il Centro Culturale Pertini e la Villa
Forno di Cinisello Balsamo, la Biblioteca Tilane di Paderno Dugnano.
L’attenzione di Simona si è concentrata sul vecchio Borgo Pirelli e sulla vicina collina artificiale, un luogo la cui storia sembra una parabola
della nostra Italia, sempre più preda della cementificazione che cancella pagine significative di vita. Il risultato del lavoro è un’installazione
costituita da tre fasi. La prima è rappresentata da una serie di diapositive che riproducono pagine tratte da un lungo capitolo di una rapida
corsa attraverso quattro lustri, diario di un’abitante del borgo, la signora Buroni ora scomparsa, che nel suo manoscritto racconta vent’anni
della sua vita familiare e delle vicende del borgo stesso.
La seconda fase è racchiusa tra due documenti d’archivio, uno tratto
dal primo numero dell’organo di comunicazione interna della Pirelli
“Fatti e notizie” del 1951, l’altro da un giornale del 1952 scritto, stampato di notte dagli operai della Pirelli e distribuito illegalmente in fabbrica. Tra questi due testi si inserisce il passato del Borgo raccontato
attraverso immagini scattate da Simona e, come un arcipelago della
memoria, costellate da vecchie foto d’epoca in bianco e nero trovate negli archivi o ricevute dagli abitanti della zona. Sono foto di piccolo formato e un po’ ingiallite dal tempo che descrivono scene di vita quotidiana: il Natale, gli altarini con le immagini dei defunti, i ritratti di famiglia, i bambini a scuola nella Villa degli Arcimboldi, i giochi nei vasti
spazi verdi, le villette con orti, fiori, il lavoro in fabbrica che vedeva in
tuta da operaio anche ragazzi giovanissimi.
Protagonista dell’ultima fase dell’installazione è la Collina dei Ciliegi,
luogo fortemente simbolico del quartiere. Ad essa l’artista dedica 12
polaroid scattate nell’arco di un anno, un percorso emozionale nel tempo e nello spazio che conduce il visitatore a riflettere sulle contraddizioni insite in ogni importante processo di trasformazione dell’ambiente. Sono immagini suggestive che offrono ampia libertà di lettura.
Ci emozionano i rari alberi scheletriti che, sorgendo dalla terra brulla
e tetra della collina, si stagliano contro un cielo plumbeo, le forme indistinte come fantasmi che aleggiano in un paesaggio solitario e silenzioso, e le ombre fluttuanti, sembianze oniriche di un passato vitale e
dinamico. Forti e inquietanti le immagini di fosche e metalliche schegge che squarciano il suolo per emergerne prepotentemente. Sono forse le memorie di un passato sepolto che non vuole essere dimenticato? O è piuttosto la simbolica trasposizione dei sentimenti degli attuali abitanti del Borgo verso questo luogo dal nome romantico, la Collina
dei Ciliegi, vissuto come presenza estranea e infida? A conclusione del
percorso una bellissima fotografia ci abbaglia con un’esplosione di luce, un fuoco d’artificio che lacera il buio circostante, un messaggio di
forza e di vitalità, un desiderio di affrontare con speranza il futuro.
All’inaugurazione della mostra erano presenti molti abitanti del
Borgo, felici di vedere la conclusione del lavoro a cui avevano partecipato attivamente. “È stata l’occasione - dicono - per far conoscere alla cittadinanza la storia del Borgo, il cui futuro è molto incerto. Senza
l’aiuto delle Istituzioni rischia di scomparire nonostante il nostro continuo impegno per ristrutturare le abitazioni e il faticoso lavoro per
coltivare i nostri orti e i nostri giardini con l’intento di mantenere un
certo decoro delle villette e quindi dell’intero Borgo. Il nostro è un piccolo angolo di paradiso in mezzo a tanto cemento, una pagina storica
del nostro Novecento che si inserisce nell’opera di riqualificazione
della Bicocca senza cancellare il suo straordinario passato. Per questo andrebbe valorizzato e protetto”.
Per approfondire il percorso e il senso dei lavori realizzati dagli otto
giovani artisti nell'ambito dell’esperienza di Art Around c'è, a cura
dello stesso Museo di Fotografia di Cinisello, un’interessante pubblicazione che, ricca di immagini, mappe, articoli di giornali locali, testimonianze personali, ci restituisce un ritratto inedito del Nord Milano
recuperato attraverso l'impegno e la passione degli artisti e di tutti
quei cittadini che con entusiasmo e generosità hanno partecipato al
progetto. La pubblicazione è in vendita presso il Museo, nella
Libreria MiCamera Bookstore di Milano (via Medardo Rosso 19),
Libreria Tarantola e Libreria Lumi di Sesto, Libreria Gulliver di
Cinisello e Natura Urbana di Paderno Dugnano.
La Collina dei Ciliegi - 17 marzo-5 maggio 2013 - Museo di
Fotografia Contemporanea - Villa Ghirlanda- via Frova 10 www.artaround.mufoco.org.
Complice la crisi, Elio Cristiani, 43 anni, da responsabile marketing a ceramista
Andrea Bina
onosco Elio da tantissimi anni, dai tempi dell’università, quando ci
C
si trovava a studiare in biblioteca in via Passerini. Finiti gli studi,
le nostra strade si sono un po’ separate ma ci si vedeva e ci si aggiornava sulle vicissitudini della vita ai seggi elettorali, facendo gli scrutatori o i rappresentanti di lista. Cosa avvenuta puntualmente anche a
fine febbraio di quest’anno. È proprio in quest’occasione che apprendo
che anche Elio è finito nella rete della crisi che sta lacerando il nostro
Paese. Una crisi che brucia le nuove generazioni e le forze migliori della nostra nazione. Un brillante studente, laureato a pieni voti alla
Bocconi, che a 43 anni deve reinventarsi una vita, buttando a mare gli
sforzi mentali ed economici degli anni universitari.
Elio raccontami un po’ la tua storia.
Il progetto che voglio raccontarti è figlio di una serie di eventi accaduti in quest’ultimo anno, “grazie” ai quali ho potuto dare forma
a quello che da tempo era il mio sogno: poter trasformare la mia
creatività in un’attività da svolgere a tempo pieno e in maniera
professionale, evitando di relegarla ai pochi momenti di tempo libero di cui potevo disporre. Oggi la “Elio Cristiani Arte Ceramica”
rappresenta il ceramista, e non solo, che sono diventato.
Nel concreto come si svolge la tua nuova attività?
Ho un mio laboratorio di ceramica Raku, un tipo di ceramica ricca di
storia e di fascino attraverso la quale posso dare spazio alla mia creatività e realizzare pezzi che ritengo originali ed espressivi. La tecnica
Raku si distingue dalla ceramica più tradizionale per la particolare
modalità di cottura: i pezzi, dopo una prima cottura vengono smaltati
e sottoposti a un nuovo trattamento termico. Al raggiungimento di circa 1000° i manufatti si estraggono incandescenti dal forno e posti in
contenitori in metallo al cui interno è presente della segatura. I contenitori vengono immediatamente richiusi con dei coperchi in modo che
la segatura inizi un processo di combustione in riduzione (in assenza
di ossigeno) che genera un denso fumo nero. Nel frattempo, la temperatura del pezzo scende velocemente e questo shock termico genera
una fissurazione dello smalto di cui è ricoperto (effetto crackle) attraverso la quale il fumo si insinua imprimendo sulla superficie segni casuali e irripetibili arricchiti dalla luminosità degli smalti.
Ma come è succsso che la passione per la ceramica si è trasformata in attività lavorativa?
Il mio percorso professionale, fino ad un anno fa, si è svolto in un ambito completamente diverso da quello artistico. Ho conseguito una laurea
a pieni voti in Economia Aziendale con specializzazione in Marketing
presso l’Università Bocconi, grazie alla quale ho potuto lavorare in prestigiose aziende nazionali ed internazionali ricoprendo, in questi ultimi
anni, il ruolo di responsabile marketing. È stato un percorso durato oltre 15 anni, ricco di soddisfazioni e riconoscimenti ma, sebbene tra le
tante funzioni aziendali il Marketing sia quella che più spesso permette di attingere alla propria creatività, il desiderio di realizzare un mio
personale progetto artistico covava silenzioso dentro di me. A inizio
2012 l'azienda per cui lavoravo ha attraversato varie vicissitudini, ed è
stata messa in vendita: una volta acquistata da un'altra realtà, il pro-
getto di “ristrutturazione” si è tradotto per alcuni, me compreso, nella
cassa integrazione. Niente di nuovo, in questo momento di crisi economica diffusa in cui per molti riuscire ad arrivare alla fine del mese è diventata l’unica ambizione possibile. Io però ho compreso che per me
questa poteva essere l’occasione per una riflessione più profonda: dovevo “rimettermi sul mercato” per cercare un nuovo posto di lavoro nel
mio ambito professionale, o potevo rischiare ed imboccare una strada
nuova?
Hai intrapreso una strada tutta nuova…
Anche grazie al fondamentale sostegno e incoraggiamento di mia
moglie, ho attinto dentro me stesso alla determinazione, alle risorse e alle energie per concretizzare il mio sogno: in poco più di sei mesi, sono riuscito ad aprire un laboratorio in cui, oltre che forgiare le
mie creazioni, ho potuto dare corpo al mio desiderio di condividere
e trasferire le mie conoscenze organizzando dei corsi di ceramica, in
un luogo che è uno Spazio assolutamente unico. Si tratta del “Made
in Mage” di Sesto San Giovanni, un suggestivo esempio di architettura industriale d'inizio secolo.
Quindi oltre a produrre opere d’arte insegni?
In questo open space di 1.700 metri quadrati lavoro a stretto contatto
con altri 15 artisti e designer con i quali è possibile dare vita a una costante condivisione di tutto ciò che attiene all’arte e alle sue differenti
forme di espressione.Tale convivenza è in grado di generare un’energia
e una vitalità difficilmente descrivibili che spero di poter condividere
con un numero sempre maggiori di partecipanti ai miei corsi. Mi piacerebbe che questa mia testimonianza potesse essere un esempio di come ognuno di noi, con la propria passione e l’aiuto di chi ci ama, possa
trasformare un accadimento negativo nell’opportunità per risvegliare
la parte più sognatrice, quella che imperterrita ci suggerisce di non arrenderci a un destino scritto dall’abitudine e dalla “normalità”, quella
che con il passare degli anni si fa sempre più fatica ad ascoltare.
Elio Cristiani Arte Ceramica - Sede legale Via Polvani, 5/D Laboratorio e show-room “Made in Mage” Viale Italia, 548 20099 Sesto
S. Giovanni - [email protected] - www.eliocristiani.com.
Ad Art Action il viaggio tra passato e presente di Adriana Bevacqua
Lo sguardo dell’artista si sofferma su semplici oggetti del quotidiano, memorie di vita e di affetti, ma anche metafore di una storia “minore” ma autentica.
Valeria Casarotti-Teresa Garofalo
al 9 al 28 marzo presso la galleria Art Action di Bresso in mostra
D
opere della pittrice Adriana Bevacqua, un’artista di grande maestria e sensibilità. Nata a Genova, dopo aver conseguito il diploma di
maturità presso il Liceo Artistico, termina i suoi studi all’Accademia
Linguistica di Belle Arti. Nel 1971 inizia la sua attività espositiva operando nel campo della pittura, della grafica e dell’incisione e dal 1987
è docente di arti visive presso il Liceo artistico Klee di Genova.
La personale ”Singoli e Multipli” ospitata nella deliziosa sala della piccola galleria di Bresso raccoglie copie di tele e opere uniche, un percorso interessante tra oggetti e luoghi, tracce della memoria personale e
collettiva. Lo sguardo dell’artista si sofferma su semplici oggetti del
quotidiano, brandelli di vita.Gli occhiali poggiati su uno scrittoio, un calamaio di vetro ad inchiostro, un calendario, l’angolo di una cucina con
un antiquato lavandino in ceramica non sono solo dettagli, memorie di
vita e di affetti, ma anche metafore di un’esistenza, di una storia “minore” ma autentica. La necessità che richiede la nostra epoca consumistica di produrre a ritmo frenetico merci, oggetti sempre più evoluti e
sofisticati da sostituire rapidamente, spinge l’artista a voler fissare sulle sue tele quelle cose che - come ella stessa afferma - ”fanno parte del
nostro vissuto e, cessata la loro funzione, si trasformano in rottami,
frammenti ingombranti, rimasugli di memorie e di affetti che ci circondano nelle nostre case e nelle nostre città”.
ONA NOVE 16
Emblematico a tale riguardo il dipinto che mostra in un angolo di una
vecchia casa una sedia consunta e abbandonata alla quale i colori rossi e blu del pavimento accentuano il senso di malinconia e di solitu-
dine. Ma anche la nostra civiltà industriale fa parte ormai di un passato, di un’era che non esiste più e di questo recente passato l’artista
riprende con i pennelli ciò che resta, “labirinti meccanici, immensi intrichi di tubi, viti, bulloni, fabbriche abbandonate e dismesse”.
Nei dipinti di Adriana Bevacqua la fotografia delle nostre metropoli
alienate e alienanti risulta spesso popolata da folle anonime, un brulichio insensato di persone tutte uguali che sembrano aver perso la
propria individualità. E a sottolineare il delirio delle città ecco ancora le auto sfreccianti, simbolo della frenesia e del parossismo del nostro tempo. In mostra anche suggestivi scorci di Milano e di Genova,
due luoghi molto cari all’artista. Della capitale lombarda Adriana
Bevacqua rievoca il fascino antico dei navigli, testimonianza di una
suggestiva componente, ormai scomparsa, della fisionomia della città, di Genova ritrae il cuore pulsante, il suo porto abbracciato dalle case variopinte che lo abbelliscono come un gioiello. Il richiamo al prestigioso passato storico di Genova è anche presente nelle tele che immortalano antichi strumenti della navigazione, carte nautiche, mappe, un cannocchiale, una bussola, un astrolabio e un sestante. Una
pittura circostanziata quella di Adriana Bevacqua, attenta al particolare ma non fotografica, un racconto vivamente partecipato che inizia
da un dettaglio per trasmettere una storia più “grande”, quella dell’umanità.
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top al Femminicidio: Gli psicologi ci mettono la
faccia.E non solo...”Questo il tema della Mostra
fotografica di Eva Losa e Ioris Premoli che, con i patrocinio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’Ordine
Psicologi Lombardia, è stata inaugurata giovedi 21
marzo alle 18.30, presso il Circolo Pd di Niguarda, via
Hermada 8. Alla presentazione sono intervenuti
Emilia Cimino, psicologa-referente del Progetto Mostra, Laura Legora e Monica Pirola, psicologhe, Ylenia Bonomi, per Aiuche di Abcd - Educatrice Comu-
nità delle vittime di violenza, Mariangela Rustico, coordinatrice Pd Zona 9.
Il messaggio lanciato durante la manifestazione è
stato: “La violenza intra ed extrafamiliare è un fenomeno in crescita. Rompi il silenzio e chiedi aiuto!” Gli
psicologi del Centro Indivenire lanciano una campagna di sostegno psicologico gratuita rivolta alle donne-vittime di violenza fisica, psicologica e sessuale e
agli uomini-carnefici-vittime in difficoltà rispetto alla
gestione della rabbia e delle condotte aggressive.
Nostra linfa, nostro destino,
Nostra guida in questo cammino.
Amore, forza, parità, rispetto,
Mete ancora spesso da conquistare
Senza intaccare però
La vostra, immensa,
capacità di amare.
Per incontrare uno psicologo contattare il Centro Indivenire - Mobile 349 6843699 - Mail [email protected]
- www.centroindivenire.it - http://www.facebook.com/centro.indivenire.
l Consiglio di Zona 9 in collaborazione con
Ibene”
“Buen Vivir. Cultura e pratica del vivere
organizza due iniziative
• Pre-occupati - percorso formativo gratuito, a cura Dott. Emiliano Disarò, per persone disoccupate, cassintegrate, giovani che
si terrà per sei lunedì di seguito a partire
dall’8 aprile, dalle 10 alle 12, presso lo
Spazio Sugus di via Dal Verme 4. Si tratta
di un breve percorso che vuole “rimettere in
moto” chi vive il disagio causato dalla disoccupazione che, oltre a essere economico, è
personale, cercando di aiutare i partecipanti a riconoscere in loro stessi le capacità di
affrontare un momento difficile della vita e
a costruire una rete di supporto.
Iscrizione obbligatoria: [email protected]
<mailto:[email protected]?subject=iscrizione%20corso>.
• Mamme in zona - Percorso gratuito a cura della Dott. Francesca Atzori che si terrà
per otto venerdì di seguito a partire dall 19
aprile, dalle 10.30 alle 12.30, presso lo
Spazio Sugus di Via dal Verme 4. Promuove
il benessere psico-fisico di mamma e bambino. È rivolto alle mamme in gravidanza e
con bambini fino a 9 mesi. Le partecipanti
riceveranno informazioni, supporto e strumenti, in un clima di condivisione, gioco e
relax insieme ai propri piccoli.
Iscrizione obbligatoria: [email protected]
<mailto:[email protected]?subject=iscrizione%20corso>.
Terremotati: parte dalle scuole il progetto di “Adozione Niguarda-Emilia”
l Gruppo Niguarda-Emilia presenta un “Progetto di Adozione”per alIhanno
cune famiglie emiliane, colpite dal terremoto di maggio 2012, che
ancora bisogno del nostro aiuto. Il Gruppo è nato nelle scuole
grazie alla volontà di alcuni genitori dell’Associazione Genitori Cesari,
cui poi si sono aggiunti i genitori dell’Associazione Cassinis, del
Comitato Passerini e il Gruppo GasTronomi Niguarda. Il Progetto prevede l’”Adozione” di dieci famiglie con le quali le Associazioni coinvolte
hanno instaurato un rapporto. In questo modo, creando un contatto diretto, si spera che le raccolte attivate siano mirate alle reali necessità
di ciascuna famiglia. Il progetto ha lo scopo di riuscire ad accompagnare ancora queste famiglie, tuttora in gravi difficoltà, per aver perso oltre alla casa anche il lavoro.
Il progetto avrà durata di tre mesi e si concluderà ai primi di giugno;
prevede almeno tre viaggi (aprile, maggio, giugno); un pacco contenente generi alimentari e per l’igiene personale composto tenendo conto
Antonella Gattuso
delle esigenze specifiche (intolleranze, diete particolari...); la possibità
di fornire abiti,se richiesti,o altri generi di necessità;prevede altresì un
contributo economico nell’ordine di 100 euro al mese per famiglia.
Il contributo monetario potrebbe essere importante per varie ragioni:
consente a chi lo riceve di acquistare alimenti freschi diversi dallo scatolame ricevuto dalle Associazioni; permette di contribuire alla ripresa
dell’economia locale acquistando prodotti sul posto; evita di dover trasportare grandi quantità di materiale e quindi favorisce la riduzione
del numero di mezzi coinvolti nei viaggi e delle spese sostenute per gli
stessi. Le donazioni si intendono libere e anonime. Considerate che se
20 persone di una classe o di più classi unite donassero anche solo 5 euro al mese a testa, si coprirebbe la cifra prefissata. Eventuali donazioni in eccedenza verrebbero girate su un’altra famiglia, per la quale ma-
gari non si è raggiunta la cifra, o ridistribuite su tutte le famiglie.
La referente volontaria sul posto, con la quale le Associazioni sono in
contatto, è Marianna Benatti, che fa parte dell’Associazione Onlus “Noi
teniamo botta con fermezza”, che si sta spendendo per dare un aiuto a
chi ancora ne ha bisogno. Potete trovare maggiori informazioni sui volontari di questa Associazione, seguendoli sulla loro pagina Facebook.
La partecipazione al Progetto è aperta anche a tutte le famiglie della
Zona che volessero intervenire, indipendentemente dal fatto che siano
legate alle Scuole o meno, che potranno contribuire con donazioni delle quali verrà reso prontamente conto. Per quanto riguarda il ritiro dei
pacchi-famiglia e delle buste con le donazioni, esso avverrà nei giorni
immediatamente a ridosso del viaggio. Il Progetto di Adozione è già
partito e il primo viaggio avverrà il 21 aprile.
Chi volesse dare una mano può rivolgersi al Gruppo Niguarda-Emilia
su Facebook o scrivere a [email protected] .
“La tragedia nascosta”: una serata dedicata agli armeni
l 6 marzo scorso “Zona Nove” è andato in trasferta. La redazioIpreparazione
ne, infatti, ha deciso di raccogliere l’invito dei Civici Corsi di
agli Esami di Idoneità e Stato di via Deledda 11, in
zona 2, per assistere a un’originale e importante iniziativa: “La
Tragedia nascosta”, dedicata allo sterminio degli Armeni, il primo
genocidio del XX secolo.
“Una scuola alla ricerca della verità storica” si intitola il progetto
dell’Istituto pomeridiano e serale che opera nel Civico Polo
Scolastico “A. Manzoni” (sede, di mattina, del Liceo Linguistico), e
mai denominazione ci è parsa più azzeccata, in quanto la tragedia della popolazione armena è stata taciuta per decenni e ancora adesso viene negata dallo Stato turco. Ma non da tutti i turchi,
come ha tenuto a sottolineare il prof. Baykar Sivazliyan,
Presidente dell'Unione degli Armeni d’Italia, che ha preso la parola dopo i saluti della preside, dott.ssa Corniglia, e della professoressa Vitagliano, promotrice dell’iniziativa. Nel suo intervento il
prof. Sivazliyan ha sottolineato l’esistenza di una forte solidarietà
da parte di alcuni intellettuali e scrittori turchi, desiderosi di tenere aperti gli occhi davanti alla morte di un milione e mezzo di
Armeni avvenuta nel biennio 1915-1916.
In pratica, due Armeni su tre che vivevano nell’Impero Ottomano
sono stati uccisi da quelle che la prof. Claudia Bolognino, antropologa e studiosa di Storia armena, ha definito “carovane della morte”. Al contrario dell’olocausto, il genocidio organizzato dal triumvirato a capo del regime dei “Giovani Turchi” non si è compiuto in
strutture visibili e riconoscibili come i lager, ma attraverso lunghe
marce a cui gli Armeni venivano costretti nella zona dei deserti
della Mesopotamia: la maggior parte di loro periva di fame e stenti prima di arrivare alle nuove, lontanissime, destinazioni, poiché
veniva proibito loro di bere, mangiare, coprirsi.
Qualcuno, però si è salvato, ed è solo grazie alla sua flebile voce
Lorenzo Meyer
che si è aperto uno squarcio nel vergognoso muro di silenzio costruito da tutti i governi turchi. Ed è stato particolarmente toccante ascoltare, tramite il video presentato durante la serata, queste
persone anziane che parlavano delle violenze subite dalle donne,
dei loro suicidi, di bambini e vecchi morti per denutrizione nell’in-
differenza degli aguzzini turchi che li scortavano verso il “nulla”.
Come ha spiegato la dott.ssa Bolognino, queste testimonianze dei
sopravvissuti risultano fondamentali perché è tramite la presa di
coscienza del proprio passato che un popolo reciso da un trauma
collettivo enorme, come può essere un genocidio, riesce a superare il trauma stesso e a rinascere. La memoria delle proprie vittime, insieme al riconoscimento del torto subito, diventano indispensabili per categorizzare un trauma, porre la parola “fine” alla tragedia subita e guardare al futuro, ricostruendo la propria
identità sulle basi distrutte dal genocidio.
Nel 1992 l’Armenia è diventata uno Stato, eppure la mancata
ufficializzazione a livello internazionale di questo genocidio
continua a pesare (anche se in Francia, ad esempio, negarlo costituisce reato). Ed è proprio per questa ragione che la serata
organizzata dai Civici Corsi di Idoneità, una delle massime
espressioni della multietnicità di Milano grazie ai suoi 500
studenti provenienti da 32 Stati del mondo, è da considerare
meritoria, perché ha stimolato la riflessione, la contestualizzazione storica e la valorizzazione di principi quali il rispetto per
l'interculturalità e le minoranze. Proprio per ciò il giorno scelto è stato il 6 marzo, data in cui si è celebrata la Prima giornata Europea dei Giusti istituita dal Parlamento Europeo nel
maggio del 2012, al fine di ricordare non solo coloro che si sono impegnati a salvare la vita dei perseguitati mettendo a rischio la propria, ma anche per difendere la dignità umana calpestata nei sistemi totalitari.
La serata si è tenuta nell’Aula Magna della scuola, affollata da
studenti e insegnanti che hanno seguito con grande partecipazione gli interventi dei relatori, i filmati e le slide proposte. Un segno
positivo, che dimostra come i giovani, se ben indirizzati, sappiano
cogliere l’importanza della storia e del suo divenire.
In ricordo di Maria Rosa Manzoni, la professoressa volontaria
Le volontarie del gruppo H-zona 9
omunichiamo con vivo dolore a tutti gli
C
amici e conoscenti la scomparsa il 31
gennaio scorso della nostra Coordinatrice
Maria Rosa Manzoni. Un grazie grande a
Maria Rosa che ha creato e sostenuto in tutti questi anni, a partire dal 1985, l’attività e
la coesione del gruppo di volontari del
Comune di Milano che tuttora opera in zona.
È vivo e caldamente partecipato il cordoglio
e la vicinanza di tutti i cittadini che hanno
conosciuto e apprezzato l’attività sempre disponibile e generosa di Maria Rosa.
• La forza di una donna può cambiare il mondo attorno a sé
Quali talenti ricordare nella figura di Maria Rosa Manzoni? Il suo
ONA NOVE 18
primario ruolo di educatrice? La sua perseverante azione di solidarietà civile? Il suo generoso spendersi per ogni situazione vulnerabile? Il
suo rigore morale e civile? Maria Rosa era l’insieme di tutto questo.
E ben lo sanno gli amici, gli allievi, i cittadini e quanti l’hanno conosciuta ed apprezzata per le sue qualità umane e morali.
Nata nel 1929,dopo aver vissuto i tempi bui della guerra,Maria Rosa
ha vissuto il periodo entusiasmante della Liberazione: tempo di speranze di una società migliore, più equa, con maggiori opportunità e libertà per tutti… Mai ha rinunciato da allora ad oggi, nonostante le
delusioni degli ultimi anni, ad operare per difendere i valori della
Costituzione Italiana. Tutta la sua vita è stata motivata da questa
tensione morale riconosciuta con l’assegnazione .dello “Zonino d’Oro”.
Da sempre professoressa presso il Liceo Scientifico Russell, insegnava le materie di italiano, storia e latino. Folta è la schiera di ex allie-
vi che tuttora la ricordano e molti dei quali si sono stretti ora attorno
alla sua salma per onorarla, assieme ai propri figli che spesso proprio
da lei hanno avuto un aiuto scolastico.
Nel 1985 coinvolge un gruppo di persone motivate dall’aiuto volontario a famiglie con figli portatori di gravi handicap che, dopo
la scuola dell’obbligo, non avevano opportunità di vita sociale e
sportiva. Con l’iscrizione all’Albo dei Volontari del Comune di
Milano inizia l’attività del Gruppo H-zona 9 in stretto rapporto
con i Servizi Comunali di zona e con il Centro di Neuropsichiatria
Infantile dell’Asl. Molte e varie le attività del gruppo: affiancamento a portatori di H nelle scuole superiori per il diritto allo studio, sostegno scolastico pomeridiano, accompagnamento delle famiglie per problemi burocratici o sanitari, accompagnamento di
minori a cure o terapie riabilitative.
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ONA NOVE 19
SCUOLA IN
ONA
a cura di Antonietta Gattuso
Agazzi e Mann
Interventi per le palestre
C
on uno stanziamento pari a 5 milioni di euro da parte del Comune di Milano, partono gli interventi per
la riqualificazione di 23 palestre nelle Scuole Primarie e
Secondarie di I grado della città, che verranno anche
aperte alle attività dei quartieri negli orari extrascolastici, per favorire attività di aggregazione sociale accessibili a tutti. Per quanto riguarda la Zona 9, le palestre interessate sono quelle della Scuola Primaria Sorelle Agazzi
di P. Gasparri 6 e la Scuola Secondaria di I grado di Via
Thomas Mann, 8.
Come avvalersi
della “Dote Scuola”
a Dote Scuola è un’iniziativa, a cura della Regione
L
Lombardia, riguardante il sostegno reddituale alle
famiglie, finalizzata al mantenimento allo studio di
alunni che abbiano sino ad un massimo di 21 anni d’età.
Le domande per l’assegnazione della Dote Scuola per
l’anno scolastico 2013/2014 devono essere presentate:
• dalle 12 dell’11 marzo alle 17 del 2 maggio per la richiesta di Dote Scuola delle componenti “Sostegno al
reddito”, “Buono Scuola”, “Integrazione al reddito” e
“Disabilità”;
• dalle 12 del 2 settembre alle 17 del 30 settembre 2013
per la richiesta di Dote Scuola della componente
“Merito” relativamente ai risultati conseguiti nell’a.s.
2012/2013.
La compilazione, l’ inoltro e la gestione delle domande
avvengono esclusivamente in via informatica attraverso
il sito: scuola.dote.regione.lombardia.it. A tal fine, è stata predisposta un’apposita Guida per la compilazione online, pubblicata nella sezione “Domanda on-line”.
Info: Spazi-Regione di Regione Lombardia, numero verde 800
318 318 o [email protected]
Giornate sulla Legalità
“No alla ‘ndrangheta”
Associazione Genitori Cesari, l’Associazione Genitori Gino
L’
Cassinis e l’Associazione Gastronomi Niguarda, con il patrocinio del CdZ 9, hanno organizzato un evento per sensibilizzare e attivare risposte all’infiltrazione della mafia, in particolare della ‘ndrangheta, a Milano. È in fase di richiesta anche il
patrocinio del Comune di Milano. Lo spunto è costituito dall’incendio del Centro Sportivo Comunale di via Iseo. La data
scelta è prossima alla ricorrenza dell’omicidio di Giovanni
Falcone.
L’evento prevede due momenti di approfondimento: un dibattito (sabato 18 maggio sera, presso l’Auditorium di Cassina
Anna) e un’ esposizione di esperienze e contributi (domenica
19 maggio pomeriggio, sempre presso Cassina Anna). Al primo
dibattito aderiranno il dr. Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, il prof. Antonio Nicaso, giornalista, scrittore, esperto di ‘ndrangheta e il dr. David Gentili, Presidente
della Commissione Antimafia del Consiglio Comunale di
Milano. La scelta di quest’ultimo oratore è motivata dal fatto
che rappresenta un organo consiliare nel quale si possono
quindi riflettere tutti gli elettori.
Il secondo evento sarà costituito da un’esposizione di esperienze dal titolo “No alla ‘ndrangheta: cosa facciamo insieme”. In
particolare il 18, prima del dibattito serale, si svolgerà una
giornata di eventi sportivi e di festa presso il Centro Sportivo
di via Iseo e la domenica mattina sarà organizzata una biciclettata per le vie del quartiere. Tra gli obiettivi di questa manifestazione c’è quello di superare la rimozione della questione mafia a Milano, incrementando la conoscenza sul fenomeno
mafioso e la sua infiltrazione in città. Un punto caratterizzante sarà costituito da esempi di risposte concrete e di soluzioni
possibili già attivate, per esempio, da cittadini, associazoni antimafia o dalla Camera di commercio e dalle associazioni di categoria di Reggio Emilia, che stanno producendo risultati concreti e che si vanno a sommare a quelli prodotti da organi di
Polizia e Magistratura. Un terzo obiettivo consiste nel cercare
di dare continuità al processo che s’intende attivare: si ritiene
importante, infatti, riuscire a irrobustire la consapevolezza
della capacità di risposta individuale e associata, incanalando
l’aumento di conoscenza e la partecipazione in un circolo virtuoso che si possa autoalimentare. È stato bandito anche un
concorso per la realizzazione di due loghi della manifestazione.
Sono previste due premiazioni per ogni sezione del concorso
(esposizione e dibattito), che prevede appunto il coinvolgimento delle Scuole Secondarie di I grado della Zona 9, per la prima sezione, e quella di tutte le Scuole Secondarie di II grado
di Milano, per la seconda sezione. La scadenza per la consegna
dei loghi è il 12 aprile. La manifestazione è aperta a tutti i cittadini che desiderano partecipare.
Così i ragazzi della Cassinis ricordano il 25 aprile
I
l ritorno a un passato non lontano, che ha
segnato la storia del nostro Paese: è stato
questo il tema dell’incontro del 1 febbraio
al Teatro della Cooperativa che ha coinvolto i
ragazzi della Media Gino Cassinis e del Liceo
Scientifico Russell. Una lezione sulla Resistenza a Milano e a Niguarda per non dimenticare i partigiani, morti per la Libertà. Dopo
un discorso di Antonio Masi, dell’Anpi di Niguarda, ha preso la parola il presidente dell’Anpi provinciale, Roberto Cenati, che ha descritto il ruolo avuto dalla lotta partigiana nel
periodo più drammatico per l’Italia. A conclusione dell’incontro è stato proiettato il film “Il
tepore della libertà”, un’intervista a Giuseppe
Colzani, partigiano a 17 anni. Nella sua testimonianza si avverte il dolore ancora vivo per
gli amici uccisi, la paura mai vinta di uccidere
e di morire, l’ansia di quei giorni tanto attesi
della Liberazione, il senso di grande stanchezza che prende, insieme alla gioia, di chi sa di
avere finalmente vinto. Ma il ricordo più vivo
di quella mattina di aprile del ‘45, in cui la radio diffonde la notizia dell’avvenuta
Liberazione di Milano,è una sensazione fisica:
il calore del sole che accarezza, timido, la pelle,
dopo il freddo intenso di un inverno che sembrava destinato a non finire mai. (La classe
IIIaD della Scuola Gino Cassinis)
• L’incontro con i partigiani Dopo l’iniziativa al Teatro della Cooperativa i ragazzi del-
dell’Istituto Locchi presso la Palestrina della
Scuola,dalle 9 alle 13: venerdi 12 aprile “I mestieri della musica: il liutaio”, incontro con
Stefano Bertoli che illustrerà le diverse fasi di
lavoro nella costruzione degli strumenti ad arco - “Gli archi suonano” con Denise Mirra e i
suoi giovanissimi allievi violino, Walter
Bagnato al pianoforte.
• Concerti serali per gli studenti dell’Istituto
Locchi, aperti alle loro famiglie e a tutti gli abitanti della Zona 9: Venerdi 12 aprile alle 20.45,
ONA NOVE 20
dini della Repubblica di Salò,dal giugno ’44 all’aprile ’45,visse la condizione di “sbandato”,in
collegamento con un gruppo partigiano del
cremonese che gli fornì un fucile e una bomba
a mano da utilizzare nel caso di scontri...
Grazie ai racconti dei partigiani, i ragazzi sono riusciti a ricostruire la Niguarda di 70 anni fa. In quei lunghi mesi tutti avevano un
compito da svolgere, un obiettivo da raggiungere e una fede che dava loro il coraggio e la
forza per continuare a combattere. Due nomi
sono stai citati più volte, quelli di don Aniceto
Bianchi e di don Giovanni Macchi: due sacerdoti che rischiavano tutti i giorni la vita per
proteggere i partigiani. A conclusione dell’incontro, i ragazzi hanno letto alcuni articoli della Costituzione volendo sottolineare lo stretto
rapporto che esiste tra la lotta di Liberazione
dal nazifascismo e i valori espressi dalla nostra Carta dei diritti. L’articolo 2, che richiama
i diritti inviolabili dell’uomo,fa pensare alle innumerevoli violenze perpetrate dalla dittatura fascista; l’articolo 3, che ribadisce il concetto di uguaglianza, scaturisce dalle reminiscenze delle leggi razziali e dagli orrori da esse provocati; l’articolo 11, in cui lo Stato ripudia la
guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali, nasce
proprio dalla ferma volontà di impedire che si
ripetano le atrocità della guerra. (Matteo
Duvia, IIIaD Cassinis)
Un Armadio della Vergogna da non dimenticare
S
abato 23 marzo, presso la Sala Pontremoli di via Cesari, si è rinnovato l’appuntamento annuale con il Giorno della Memoria, patrocinato dal CdZ 9, su iniziativa degli
ex studenti della Scuola Secondaria di I grado, Gino Cassinis, con il sostegno del Comitato Soci Coop di via Ornato.
Ricordiamo che la Sala Pontremoli è dedicata
al maestro Giuseppe Pontremoli, che fu il primo ad introdurre nell’Istituto Comprensivo
Vittorio Locchi iniziative per il Giorno della
Memoria, fin dalla sua istituzione. Il 2004, anno della morte del M. Pontremoli, è stato l’unico in cui il Giorno della Memoria non è stato
ufficialmente ricordato. Da quell’anno in poi
l’evento viene ripetuto, nella convinzione che il
maestro Pontremoli avrebbe voluto che l’iniziativa continuasse. L’incontro del 23 marzo è
stato spettacolare e commovente. All’inizio è
intervenuta Antonella Loconsolo, vicepresidente del CdZ 9, ringraziando tutti coloro i
quali hanno fatto rivivere ancora dei momenti sicuramente tristi, ma che non bisogna dimenticare perché, dice Loconsolo, “il filo della
Memoria non si spezzi, ma continui ad essere
coltivato negli anni come un fiore, in uno dei
più bei giardini di Niguarda”.
Ringraziamo tutti i ragazzi e i professori che si
sono prodigati per la riuscita di questo ormai
tradizionale appuntamento per ricordare le
stragi dimenticate. Quest’anno la preparazione si è basata sulla lettura di alcuni testi e la
visione di alcuni filmati. Fondamentale è stata la lettura del libro “L’Armadio della Vergogna” di Franco Giustolisi. Con il termine
“Armadio della Vergogna” si indica l’armadio
rinvenuto nel 1994 in uno scantinato in disuso di Palazzo Cesi (sede della Procura Generale Militare) a Roma, contenente 695 fascicoli e un grande registro di 272 pagine riportante 2274 notizie di reato, relativi a crimini di
guerra commessi sul territorio italiano durante l’occupazione nazifascista.
Si tratta di materiale documentale (istruttorie
e denunce), che era stato raccolto dalla Procura Generale del Tribunale Supremo Militare,
incaricato dal Consiglio dei Ministri. All’interno dell’armadio emersero fascicoli su innumerevoli stragi naziste, la maggior parte delle
quali rimaste impunite per oltre 50 anni, alcune tuttora. Il gruppo ha lavorato in particolare sulla strage di Sant’Anna di Stazzema,
sull’eccidio di Monte Sole (noto ai più come
strage di Marzabotto) e sull’eccidio di Cibeno,
presso il campo di Fossoli, in provincia di
Modena. Fu merito del Procuratore Militare
Antonino Intelisano (che si stava occupando
del processo contro l’ex Ss Erich Priebke) se
si rinvenne questo armadio, rimasto per anni con le ante rivolte contro il muro, nel quale c’erano documenti “archiviati provvisoriamente” circa 50 anni prima.
Tra i documenti ritrovati anche un promemoria prodotto dal Comando dei Servizi Segreti
Cassinis: le Giornate della Musica
ontinuano con successo Le Giornate della
C
Musica della Media Cassinis.
• Concerti al mattino rivolti agli studenti
la III D della Cassinis hanno incontrato, al
Centro Culturale di via Hermada, alcuni protagonisti della Resistenza niguardese pronti a
raccontare le loro storie e le esperienze vissute durante la guerra e la lotta di Liberazione:
Carlo Rovelli, sua moglie Adriana Sironi,
Dante Reggi e Guido Pasini.
Carlo Rovelli, fuggito da Niguarda per evitare
l’arresto per volantinaggio contro il regime,
nel ‘44, a 19 anni, andò a combattere in montagna, in Val Grande, insieme al suo amico
Ersilio Rigoldi. Entrambi parteciparono a operazioni di sabotaggio e di attacco a fascisti e tedeschi per sequestrare armi, munizioni, cibo e
soldi. Guido Pasini aiutò a costruire una grande barricata in via Graziano, di fronte all’odierno negozio di motocicli. Fu lui a soccorrere per primo Gina Galeotti Bianchi, staffetta partigiana colpita da una raffica di mitragliatrice dei tedeschi in fuga e divenuta in seguito simbolo della Resistenza a Niguarda.
Era il 24 Aprile ‘45 e Gina stava portando al
Comando del Comitato di Liberazione di
Niguarda l’ordine di lasciare passare i tedeschi in ritirata e il messaggio dell’insurrezione
del giorno successivo. Il soccorso di Pasini fu
tempestivo,ma Gina morì poco dopo rimanendo per sempre nella memoria del nostro quartiere. Adriana Sironi, dalla finestra di casa
sua, fu testimone oculare della scena. Dante
Reggi, che per non imbracciare le armi agli or-
alla Sala Pontremoli, scuola di via Cesari 18:
Alfredo Arcobelli al corno, Cosimo Gigante al
pianoforte, Complesso vocale Syntagma (direttore Franco Monego) - Venerdi 19 aprile, alle
20.45, all’Auditorium viale Ca’ Granda 19:
Magnasco Muvie Quartet, Gianluca Campi, alla fisarmonica, Andrea Cardinale al violino,
Francesco Gardella al clarinetto, Alessandro
Magnasco al pianoforte - Venerdi 3 maggio, alle ore 20.45., alla Sala Pontremoli, scuola di via
Cesari 18: “I suoni del popolo dalla tradizione al
classico”, Fabio Bagnato voce e chitarra, Walter
Bagnato pianoforte e fisarmonica, Antonino
Bonfiglio al flauto.
Britannici, con stampigliato il timbro “secret”, frutto della raccolta delle testimonianze
e dei risultati dei primi accertamenti effettuati sui casi di violenze da parte dei nazifascisti, che al termine della guerra era stato
consegnato ai giudici italiani.
La mancanza di chiarezza sulle modalità e sul
luogo del ritrovamento generò una serie di interpretazioni: prima fra tutte, la “ragion di
Stato”. Il clima della guerra fredda, che vedeva
contrapposti i due blocchi delle potenze del
Patto Atlantico da un lato e l’Urss e stati satelliti dall’altro, suggerì che fosse poco “opportuno” smascherare tutti i crimini commessi dall’esercito tedesco, e non solo dalle Ss, visto che
quello stesso esercito nei piani delle potenze
vincitrici era destinato a riarmarsi al più presto, in funzione antisovietica.
Gli ex studenti della Cassinis (Vittorio Bolzani, Ilaria Bordonali, Ylenia Casali, Karin Florian,Nicole Florian,Greta Pascucci) e il “giovane compagno di strada” Alessandro Monti, insieme agli insegnanti Barbara Cestari, Donata Martegani e Antonio Sacco, hanno cercato
di evocare i tempi, i luoghi, le persone coinvolte nella tragedia, ricreando un’atmosfera carica di emozioni che ha fatto riflettere e commuovere il pubblico.
Le letture sono state tratte, oltre che dal libro
già citato, anche da “Marzabotto parla” di
Renato Giorgi e da “L’ultimo girotondo” di
Laura Pellegrini. Renato Vercesi ha messo a
disposizione la sua video-presentazione “Il
Campo di Fossoli”. È stata proiettata una parte del film “L’Uomo che verrà”di Giorgio Diritti
del 2009, con la suggestiva colonna sonora curata da Mario Biscardini e Daniele Furlati.
Non sono mancati brani musicali e canti di
tradizione ebraica grazie all’eccezionale voce
del soprano Suzanne Hobley ed alla bravura
di Stefano Bobbio (chitarra), Sofia Greco Lucchina (flauto), Vittorio Bolzani (piano). Grazie
anche a Marcello Brunero, addetto alle immagini, e a Pietro Brunero, Marco Casali e Daniele Pascucci per le riprese. Grazie anche alle
alunne della IIIaD di Cassinis (Simona
Smedile, Alessia Brignoli, Gaia Casali, Tecla
Lioce, Sofia Màspero, Rebecca Prazzoli) che,
seguite dalla prof.ssa Giovanna Calegari, hanno realizzato l’albero delle “Gocce di Memoria”
(vedi foto a sinistra): gocce in terracotta appese come foglie a un albero, con impresso il nome delle località italiane colpite dalle stragi
nazifasciste e il numero delle vittime.Infine
anche la testimonianza di Renato Vercesi ha
emozionato la platea. Il papà, Luigi Vercesi, è
stato assassinato a Fossoli nel 1944. Prima di
salire sul camion che lo avrebbe trasportato al
poligono di tiro di Cibeno, riuscì a scrivere e
lanciare a terra un biglietto, raccolto da due
donne che lo fecero recapitare alla famiglia.
Sul biglietto c’era scritto:“Mi hanno assassinato. Avvertite la famiglia. Luigi Vercesi via
Paolo Sarpi 10 Milano.”
Luigi Vercesi aveva 29 anni, una bambina di
otto e un figlio di appena due mesi. “Quel
bambino ero io”, ha raccontato quel pomeriggio Renato Vercesi, che ha testimoniato personalmente questa storia. Il papà era nato a
Genova il 21 giugno 1914 ed era residente a
Milano. Arruolatosi nella Marina militare, si
imbarcò su un sommergibile con base a Taranto. Dopo il suo matrimonio con una ragazza del luogo nel 1935, nacque la sua primogenita. Congedato, si trasferì a Milano dove si
impiegò in una ditta di progettazione e costruzione di caldaie. Allo scoppio della guerra
fu richiamato in Marina ma, trascorsi alcuni
mesi, fu congedato perché altri tre suoi fratelli erano già arruolati. Dopo l’8 settembre
1943 non rispose ai bandi della Rsi e il 23
marzo 1944 fu arrestato e rinchiuso nel carcere di San Vittore fino al 29 giugno successivo quando fu trasferito al campo di Fossoli come internato politico. Il 12 luglio, al poligono
di tiro di Cibeno, fu fucilato insieme ad altri
66 internati politici. La condanna fu motivata come rappresaglia per un attentato partigiano compiuto a Genova; in realtà, come ci
ha spiegato Renato Vercesi, non si trattò di
rappresaglia, ma di un vero e proprio omicidio politico di massa, in quanto quasi tutti i
fucilati erano riconducibili a gruppi di opposizione antifascisti clandestini e selezionati
sulla base di una lista nominativa arrivata
dal comando tedesco di Verona. Nel ‘47 gli fu
riconosciuta la qualifica di partigiano per il
periodo settembre 1943 - luglio 1944. Nel luglio del 1964 gli fu conferito dal Comune di
Milano, l’Ambrogino d’Oro alla Memoria.
L’11 maggio “Poesiamoci in Zona 9”
Associazione Amici di
“Zona Nove”, con il
L’
patrocinio del Consiglio di
Zona 9, è lieta di invitare
le Scuole Primarie e
Secondarie di I grado della Zona 9 di Milano e tutti
coloro che avranno piacere
di partecipare, alla Cerimonia di Premiazione del
Concorso “Poesiàmoci in Zona 9”, IIa Edizione, che
si terrà sabato 11 maggio alle ore 16 presso
l’Auditorium di Viale Ca’ Granda 19.
Saranno premiati, alla presenza del presidente del
CdZ 9 Beatrice Uguccioni, del presidente della
Commisione Educazione del CdZ 9 Antonella
Loconsolo, del presidente della Giuria Serena
Siniscalco, del presidente della Associazione
Amici di “Zona Nove” Lorenzo Gomiero e del direttore di “Zona Nove” Luigi Allori, i primi tre
classificati per ogni sezione: la Sez. A dedicata ai
bambini del IV e V anno della Scuola Primaria;
la Sez. B dedicata ai ragazzi del I, II e III anno
della Scuola Secondaria di I grado.
Inoltre verranno conferiti premi ai bambini e ai ragazzi segnalati dalla Giurìa come “Partecipanti con
Merito” ed anche alle classi o alle scuole che si sono distinte per l’impegno e l’originalità.
Vi aspettiamo numerosi!
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
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ONA NOVE 21
UNIVERSITÀ BICOCCA
a cura di Luigi Luce
Un feto nel freezer: continuano
le indagini e l’inchiesta interna
Università della Bicocca
non conduce alcun tipo di
“L’
ricerca che preveda l’utilizzo di feti
umani e applica in modo integrale
le leggi vigenti in tema di materiali biologici umani”. Cosi il rettore
Marcello Fontanesi ha commentato il ritrovamento da parte di un dipendente di un
feto umano di 4-5 mesi in un freezer del dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze. Il freezer in
oggetto appartiene al gruppo di ricerca del professor Angelo Vescovi, associato di biologia applicata
nello stesso dipartimento. “Nel nostrio ateneo esiste un comitato etico - ha aggiunto Fontanesi - che
vigila e approva le ricerche che implicano l'uso di
materiale biologico. Costituiremo una commissione di inchiesta interna per indagare sulla vicenda
e se dovesse emergere il coinvolgimento di personale dell'università, potete star certi che non metterà più piede in Bicocca”. Lo stesso Angelo Vescovi
ha sottolineato come questo episodio sia avvenuto
in concomitanza con la conclusione di un’importante ricerca sulla Sla (sclerosi laterale amiotrofica)
che egli sta conducendo non in Bicocca ma presso
il centro europeo di ricerca sulle cellule staminali di
Terni e l'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di
San Giovanni Rotondo. “Per la ricerca e la terapia
scientifica è impossibile utilizzare feti interi - ha comunque precisato Vescovi - ed eventuali frammenti possono essere impiegati solamente previa autorizzazione dei Comitati Etici delle strutture coinvolte. Insomma, il reperto cosi come è stato ritrova-
to, ovvero congelato a -80 C°, lo rende completamente inutilizzabile a fini scientifici, perché la temperatura cosi bassa applicata a un corpo intero distrugge completamente le cellule e la anatomia dei
tessuti stessi”.
Sulla vicenda indaga ora la magistratura, che ha
chiesto di acquisire le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Un aiuto alle indagini potrebbe arrivare dai sistemi che registrano
ogni variazione di temperatura dei freezer, segnalando in pratica l'apertura delle celle frigorifero.
Ma per il momento la mano che ha aperto quel frigo per custodirvi un feto umano resta sconosciuta.
Sulla scatola di polistirolo in cui era custodito ilfeto c'era una vecchia etichetta con il nome di una
professoressa che da anni, ormai, vive e insegna
negli Stati Uniti. Si tratta di Paola Leone che ha lavorato anni fa alla Bicocca, ma dirige ora un dipartimento in New Jersey. Che ci faceva quell’etichetta sulla scatola di polistirolo? Coincidenza. È prassi che “ogni ricercatore contrassegni i propri reperti - spiega la direttrice del dipartimento, Marina
Lotti - prima di metterli in frigo”. Dunque, quella
scatola non arrivava da fuori.
Adesso in Bicocca le preoccupazioni sono due: da
una parte fare chiarezza sulla vicenda, dall’altra
recuperare la serenità necessaria per continuare a fare ricerca. “Noi non lavoriamo sui feti racconta una delle ricercatrici - però siamo stati
sommersi di domande dopo che è uscita questa
storia. Ora abbiamo paura che a essere screditato sia il nostro lavoro”.
Laurea ad honorem a Paolo Fresu
il jazzista che crea benessere sociale
Università Bicocca
L’
ha conferito la laurea magistrale honoris
causa in Psicologia dei
processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici al musicista Paolo Fresu. La
laurea è stata assegnata “per aver dedicato la
sua arte alla promozione della cultura nelle
comunità e nei gruppi
della sua terra, attivando le relazioni sociali che si
pongono a fondamento della convivenza; ha così favorito il benessere di tali collettività, benessere che
dipende da fattori psicosociali e non solo da fattori
economici. Fresu ha dimostrato così la potenza comunicativa della musica, in quanto forma simbolica, coniugando in un rapporto originale e fecondo il
jazz e la cultura folklorica sarda”.
Durante la cerimonia il professor Francesco Paolo
Colucci, docente di psicologia sociale, nel suo intervento “Musica, Jazz e Psicologia Sociale” ha detto:
“Il conferimento di una laurea honoris causa in
Psicologia a un musicista jazz che si occupa anche
di musica folklorica potrebbe apparire una bizzarria a chi non conosce la nostra disciplina e la sua
storia. Infatti, alcune importanti radici della psicologia sono intrecciate con la musica e, ancor più,
con la musica folklorica”.
Eraldo Paulesu, docente di psicologia fisiologica ha affermato: “Fresu è stato premiato per la
sua arte molte volte. Viceversa nostra intenzione, intenzione del Senato Accademico e del
Magnifico Rettore, è stata quella di premiare
prima di tutto l’operatore culturale”. “L’innovazione - ha detto a sua volta il rettore Marcello Fontanesi - che è uno dei valori fondanti della nostra Università, passa anche attraverso la
cultura e la musica”.
“Produrre cultura - ha detto Paolo Fresu nella sua
lectio - non significa solo generare economia, ma
promuovere l’uomo, prima ancora di ciò che egli
produce. Pensiamo all’enorme numero di giovani
che leggono, scrivono, dipingono, fotografano, vanno a teatro, suonano o recitano e scoprono il mondo attraverso l’arte. Giovani che non solo scoprono la realtà grazie ai linguaggi creativi ma che, attraverso questi, vedono il mondo (e i suoi problemi) con lucidità e sgombri dai pregiudizi e dagli
steccati che l’architettura della società odierna ci
impone. Sono loro i giovani del futuro. Quelli che
dovranno cambiare le regole e che avranno il compito di tracciare strade meno tortuose di quelle attuali. Cultura è sinonimo di conoscenza laddove il
fine è nobile e utile alla crescita della società e,
dunque, del Paese”.
Fresu ha concluso la sua lectio con un concerto per
tromba, flicorno e multi effetti alla presenza, fra gli
altri, di Ornella Vanoni, Caterina Caselli e il neoassessore alla cultura del Comune di Milano,
Filippo Del Corno. È stata anche allestita una mostra, dal titolo “Time in Jazz. Una terra in musica”
che, attraverso un percorso di immagini e video,
racconta i 25 anni del festival di Berchidda.
Il 16 maggio elezioni per il nuovo rettore
ono state indette le elezioni
S
del rettore dell’Università
Bicocca per il mandato 20132019. La prima votazione si
svolgerà il prossimo 16 maggio. Nel caso in cui nessun candidato riuscisse a ottenere la
maggioranza assoluta degli aventi diritto al
voto, così come previsto dallo Statuto
dell’Università, sono previste tre ulteriori tornate. La data per la presentazione delle candidature è il 6 maggio prossimo. L’elettorato
attivo spetta a tutti i professori di ruolo, ai
ricercatori sia a tempo indeterminato che
determinato, agli assistenti ordinari del
ruolo ad esaurimento, a tutto il personale
tecnico-amministrativo a tempo indeterminato con voto ponderato del 10 per cento e
ai rappresentanti degli studenti eletti in
Senato
Accademico,
Consiglio
di
Amministrazione, Nucleo di Valutazione e
Consiglio degli Studenti. Alla carica di rettore possono candidarsi tutti i professori di
prima fascia delle Università italiane.
Lucia De Biase, la professoressa
che insegnava col sorriso
ucia De Biase, scomL
parsa di recente, è
stata professore associato dal 1980 nel raggruppamento scientifico-disciplinare di Analisi Numerica, prima
presso l’Università degli studi di Milano, poi
presso l’Università Bicocca. È stata tra le
fondatrici del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio e del corso di laurea in
Scienze Ambientali, poi Scienze e Tecnologie per
l’Ambiente. Ha ricoperto diversi incarichi nell’Ateneo, tra cui membro del Nucleo di Valutazione. La sua attività di ricerca ha riguardato lo studio di problemi di fluidodinamica ambientale, con
particolare riferimento ai flussi di massa e di
energia in corsi d'acqua superficiali, nel mare e
nei ghiacciai, la previsione di parametri ambientali rilevanti per la produzione di energia elettrica e per la previsione di eventi catastrofici innescati da situazioni meteorologiche particolari. Le
attività di ricerca si sono svolte, in gran parte, nell’ambito di collaborazioni con Cesi Ricerca Spa e
con la Regione Lombardia.
La ricordiamo con un testo scritto dagli amici e
dai colleghi: “La Professoressa Lucia De Biase è
stata il riferimento per l’insegnamento della
Matematica a Scienze Ambientali fin dalla sua
istituzione nel 1992, quando ancora l’Università
Bicocca non era ancora stata costituita. La sua
passione per l’insegnare e per gli studenti si percepiva in ogni sua azione: nello svolgere le lezioni
e le esercitazioni, nel seguire le innumerevoli tesi,
nell’accogliere gli studenti amorevolmente nel suo
studio ogni qualvolta avessero un problema. Tra
le tante attività svolte con entusiasmo, tutti noi
abbiamo ben presente l’impegno profuso all’interno dell’Ateneo quale membro del Consiglio di
Amministrazione e del Nucleo di Valutazione. La
sua fervente curiosità le ha permesso di accostarsi a numerosi campi di ricerca, in cui la matematica talvolta sembrava non avere un ruolo predominante, mentre ne era l’asse portante. Interpretando profondamente la multidisciplinarietà
delle “Scienze Ambientali”, si appoggiava a validissimi esperti esterni, spesso suoi ex studenti,
che contribuivano all’originalità, al valore ed alla valenza delle tesi sviluppate, nella visione di
un Sapere con diverse sfaccettature che oltrepassava i limiti delle singole discipline. Lucia è
stata una persona che ha dato vita, ha vissuto e
trasmesso vita con intensità, fino all’ultimo, nonostante la vita non sia stata certo clemente con
lei. Ma questa forza ed energia è rimasta fortemente impressa nei nostri cuori, illuminandoli.
Tante volte a chi l’incontrava in Università, anche nelle estreme difficoltà delle ultime settimane, lei diceva: ‘Come potrei non cercare di venire in Dipartimento il più possibile? Faccio un lavoro che mi diverte, mi apre il cuore, e pensate,
mi pagano anche per farlo! Sono stata davvero
fortunata!’ Grazie Lucia”.
OSPEDALE DI NIGUARDA
Fondazione Collice: concerti per pazienti
Uno sportello in aiuto dei neo-genitori
Lorenzo Meyer
Monica Landro
assimo Collice (nella foto), nato a Cosenza nel
M
1945 e morto a Niguarda nel
2009, è riconosciuto dal mondo scientifico come un maestro della Neurochirurgia, dai
suoi pazienti come un padre,
e dai suoi amici come un maestro di vita.
Ha cominciato a lavorare al
reparto di Neurochirurgia di
Niguarda nel 1970, dapprima
come Assistente poi come Aiuto, poi ancora come Primario
e infine come Direttore del
Dipartimento di Neuroscienze. È stato Professore a contratto dell’Università Statale di Milano, Presidente della
Società Italiana di Neurochirurgia, nominato
Primario Emerito dell’Ospedale Niguarda. A
lui è stato dedicato il Reparto di Neurochirurgia di Niguarda.
Nel 2011, in memoria del marito, la moglie
Rosa Borgia Collice ha voluto la Fondazione
per le neuroscienze Massimo Collice Onlus.
Gli obiettivi della Fondazione sono coerenti
con il duplice interesse, clinico e scientifico,
che ha animato tutta l’attività professionale
di Massimo Collice. Sul piano scientifico è stato promosso un bando internazionale annuale
riservato a giovani studiosi che premi il contributo più innovativo sul tema delle malformazioni vascolari cerebrali. Gli altri progetti
prevedono invece l’apertura all’interno del
ONA NOVE 22
Reparto di Neurochirurgia di
un ambulatorio di sostegno
psicologico ai malati a cui sia
stata diagnosticata una grave
patologia e la raccolta fondi
per la costruzione di uno “spazio vita” collegato con l’Unità
Spinale dell'Ospedale Niguarda. Spazio polifunzionale che
ospiterà: laboratori in cui insegnare ai malati para o tetraplegici ad usare le capacità
residue anche per un nuovo
inserimento professionale, aule multimediali, spazi per terapie diverse (pet therapy, terapia occupazionale, ecc), auditorium.
Tuttora in corso è invece la stagione di musica itinerante nei reparti dell’ospedale per offrire ai degenti, ma anche ai parenti o a tutti
coloro che lo desiderano, la possibilità di godere di un contatto ristoratore con la bellezza e
l’armonia.
La stagione musicale continua coi seguenti
appuntamenti: Sabato 20 aprile, ore 16, “Da
Napoli a Buenos Aires”, Tenore: G.Cerreto,
Pianoforte: I. Zincone; Sabato 4 maggio, ore
16, “La chitarra nelle Americhe”, Chitarre: L.
Burocchi, D Marinelli: Sabato 18 maggio, ore
16, “Casta Diva: Sentimento e passione”,
Soprano: D. Cera, Pianoforte: G.Martano. I
concerti si terranno presso la sala d’attesa degli ambulatori dell’edificio Blocco Sud, piano
terra. Ingresso gratuito.
o scorso novembre all’Ospedale Niguarda ha
L
preso il via un importante progetto. Si chiama
“Fiocchi in Ospedale” ed è un’iniziativa - firmata
Save Children - finalizzata a dare una mano alle
neo-mamme e ai neo-papà.
Può capitare che un evento così bello come la nascita di un figlio sia minato da sensazioni come ansia,
preoccupazione, senso di inadeguatezza, soprattutto in contesti in cui la genitorialità nasca in situazioni di disagio. “Il progetto ‘Fiocchi in Ospedale’ ha
preso il via al Niguarda e al Policlinico di Bari - ci
spiega Laura Anzideo, coordinatrice per Save the
Children dell’iniziativa nell’ospedale milanese - e
intende intervenire per supportare i servizi già attivi sul territorio per sostenere le neo-mamme e i
neo-papà, che affrontano problemi quali la povertà,
la solitudine, la depressione, la scarsa conoscenza
delle cure genitoriali”.
Questi fiocchi, che ci immaginiamo rosa e azzurri si
traducono in una piccola stanza, nel cuore del
Dipartimento Materno-Infantile (al piano terra del
padiglione 16) dell’Ospedale Niguarda. Si tratta di
uno spazio confortevole in cui le mamme possono
trovare un punto di ascolto per le loro difficoltà, uno
sportello a cui rivolgersi per chiedere informazioni,
oppure una semplice, ma altrettanto fondamentale,
area per allattare il piccolo. Ad accoglierle ci sono gli
educatori e gli operatori sociali dell’Associazione di
Promozione Sociale Mitades, che con Save the
Children porta avanti il progetto al Niguarda.
“L’idea - ci dice Silvia Baldini, Presidente Mitades - è
quella di uno sportello socio-educativo nell’ospedale
per favorire l’inserimento nel percorso-nascita.
Spesso ci troviamo di fronte a giovani coppie o giova-
ni famiglie e l’obiettivo è quello di fornire loro servizi che possano sostenerli dal punto di vista psicologico e dal punto di vista educativo. Spesso, poi, chi si rivolge a noi lo fa per avere un sostegno materiale o
una consulenza legale,come nel caso delle donne immigrate, spaesate dalle numerose pratiche burocratiche che le aspettano dopo la nascita del bambino”.
Per aiutare è necessario creare un contatto, ascoltare e dare una mano anche indirizzando e consigliando i servizi ad hoc sul territorio, ma anche quelli già
presenti in Ospedale dedicati alle neo-mamme. Ciò
che preme arrivi forte e chiaro è il concetto di conoscersi per fare rete, di condividere e partecipare: sono diverse, infatti, le attività pensate per coinvolgere le mamme in prima persona. “Al pomeriggio ci
ritroviamo al padiglione 3 - ci dice Valentina Affettuoso, operatrice sociale del progetto - e a seconda
del giorno sono in programma diverse attività, come l’introduzione al massaggio infantile, ma anche
letture ed esercizi per imparare a vedere il mondo
con gli occhi del bambino, per immedesimarsi con
il piccolo e i suoi bisogni già da quando è nella pancia della mamma”.
Il percorso in gruppo è molto importante perché
aiuta a far emergere con più facilità i veri bisogni
e le difficoltà con cui i neo-genitori si scontrano
ogni giorno. Inoltre aiuta a combattere contro
quella solitudine che tanto spesso travolge le
mamme, una volta tornate a casa con il neonato.
Sapere che esiste un sostegno in ospedale, dove se
vuoi puoi ritornare per chiedere aiuto è il primo
passo per non essere spaventati da questa nuova
esperienza, ma per godersela appieno e per poter
avere una maternità “coi fiocchi”.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
ONA 9
BELLEZZA IN
DERBY
ONA
a cura di Franco Massaro
I pirati in Zona
a cura di Lorenzo Meyer e Mauro Raimondi
Enzo Jannacci, il milanese milanista
stato “tutto, anzi parecchio”,
È
Enzo Jannacci. Lo sappiamo. E visto che è inutile ripeterlo, in queste poche righe non vogliamo ripercorrere la sua carriera di cantante o la sua attività di medico: all’uopo, ci sono i
quotidiani che - giustamente! negli ultimi giorni hanno riempito le loro pagine con la biografia e i capolavori di uno dei maggiori uomini di spettacolo che
Milano abbia mai partorito.
No, quello di cui vogliamo parlare
è dello Jannacci milanese, di colui
che è stato e sempre sarà il simbolo di una città intera. Anzi, di un
certo tipo di Milano, quella umile
Enzo con Ricky Gianco
e un po’ imbranata ma anche sensibile, ironica e orgogliosa, come il
barbone con le scarpe da tennis che quando capisce di non essere gradito impone allo spocchioso guidatore di farlo scendere. La
Milano proletaria di Rogoredo, dove Jannacci era cresciuto, ma
che poteva e potrebbe benissimo essere anche quella di Niguarda
o della Bovisa. La città degli anni ’60, che il boom lo viveva chiusa in fabbrica o sulle impalcature (e d’estate all’Idroscalo), mentre altri, esattamente come ora, si arricchivano sul suo sudore.
Quella dei milanesi non-bauscia, che nonostante le apparenze
erano e rimangono la maggioranza.
Diciamolo chiaramente, al di là dell’ironia e della poesia con cui
sono spesso condite, del divertimento o il “magone” con cui le
ascolti, le canzoni di Jannacci sono assolutamente “politiche” nel
decidere di affrontare alcuni temi o di descrivere con sincera empatia certi personaggi. Vedono infatti come protagonisti chi trascorre ore intere sul tram (o ad aspettarlo) e poi la domenica
scappa allo stadio (sbagliandolo) o in balera, dove per “una basin
mi su no ma quella sera avria daa la vita intera“. Ai molti “vengo anch’io no tu no”, a quelli che sono soli, alle Veroniche e alle
Vincenzine, ai Giovanni telegrafista, ai Soldato Nencini, a tutti
quelli che “hanno cominciato a lavorare da piccoli, non hanno ancora finito adesso. E non sanno che cazzo stanno facendo”: chi, almeno una volta nella vita, non si è sentito così? E siamo poi così
sicuri che in città non ne esistano più, di persone simili?
Anche per questa ragione, naturalmente, Jannacci ha cantato molto
in quel dialetto milanese in mezzo al quale lui era nato e cresciuto,
con cui si identificava. E la sua grandezza è stata anche quella di rimanere sempre e coerentemente schierato con questa metà del cielo meneghino, anche quando si è guadagnato la celebrità o è diventato uno stimato professore. Fedele fino alla fine, proponendo sui
nuovi dischi, pur nel vergognoso revisionismo storico degli ultimi decenni, canzoni sui partigiani come “Cesare” o “Sei minuti all’alba”.
Prendendosela negli anni con gli spacciatori di droga e, nella memorabile “Sun sciupaa”, con la “Milano da bere” e i suoi “fighetti” che si mettevano le Timberland e si pulivano la coscienza
dalla propria ricchezza consigliando al barbone di turno di
“non bersi” i quattro soldi che gli davano. Smascherando
l’ipocrisia di tutti quelli che “se me lo dicevi prima” davanti alla disperazione di chi non ha un lavoro.
In questo suo essere “popolare”,
Jannacci è stato anche, profondamente, milanista. Almeno fino a quando tenere per il Milan
ha significato qualcosa di socialmente identificabile. Perché essere tifoso rossonero, quando lui
lo è diventato negli anni ’50, voleva dire trovarsi dalla parte di
quei poveretti che non vincevano un campionato dal lontanissimo 1907. Dei “cacciavit”, come
erano stati battezzati i milanisti
per i loro umili lavori ma anche
per l’incapacità a fare qualcosa
di buono nella vita e nel calcio.
Non è un caso che anche due dei
più cari amici di Jannacci di
quei tempi (oltre a tutti i comici
che affollavano il mitico Derby),
Beppe Viola e Renato Pozzetto, avessero scelto il Milan: allora
era la seconda squadra di Milano, quella per cui tifavano gli
operai della Breda e della Pirelli oppure - per l’appunto - gli scapestrati come loro, molto differenti dagli impiegati e dagli “sciuri” neroazzurri della Milano bene. Anche perché il Milan, da
sempre, era simbolo di un gioco magari non sempre vincente
ma spettacolare, alla Gre-No-Li, contrapposto al catenaccio
dell’Inter di Foni; del bonario e ironico Nereo Rocco, antitetico
all’algido e categorico Helenio Herrera.
Pur generalizzando, per tutti gli anni ’60 e ‘70 il derby è stato il simbolo della divisione sociale presente in città, anche perché parteggiare per una o l’altra squadra lo si ereditava di padre in figlio.
“Zero a zero anche ieri ‘sto Milan qui, ‘sto Rivera che ormai non mi
segna più, che tristezza, il padrone non c’ha neanche ‘sti problemi
qui”, canta Vincenzina. E in effetti fino ai primi anni ’80, cioè a
quando sono esistite le fabbriche, essere milanisti (o interisti) voleva dire appartenere a una precisa classe sociale. Non solo, significava pure possedere delle caratteristiche psicologiche ben precise,
come dimostrò l’appassionata, generosa presenza a San Siro dei tifosi del Milan durante il campionato di serie B del 1982-83, addirittura superiore a quella dei “cugini” - sempre pronti a fischiare la
loro Inter - nella massima serie.
Quella è stata l’ultima testimonianza della atavica diversità tra
le tifoserie delle due squadre meneghine. Da quel momento,
progressivamente, tutto si è uniformato, e quel football che
Jannacci e molti di noi hanno amato ha smarrito buona parte
della sua poesia, soffocata da un calcio sempre più fisico ma soprattutto da interessi economici e politici. Così, adesso, più che
il milanismo quello che resta di Jannacci è la sua milanesità,
ben rappresentata inoltre dal carattere aperto dell’artista, dalla sua bonomia. Come ha ben compreso l’Inter, che prima della
sfida con la Juventus ha commosso San Siro inondandolo delle note di “El purtava i scarp del tennis”. Un gesto bello e dovuto, per un milanese che ha saputo raccontare con originalità e poesia una città che, pur tra molti cambiamenti, ha mantenuto gli stessi problemi di emarginazione e povertà di qualche decennio fa. Ma che, adesso, non ha più nessuno che li sappia cantare
FOTOREPORTER DI
è sempre qualche sorpresa a guardare in alto, specialmente
C’
quando soffia un venticello fresco di Primavera. Così, inaspettatamente, sul tetto di un palazzo di una decina di piani ai confini del
Parco Nord, ho visto sventolare la bandiera dei pirati! Normalmente
si vedono quelle di Inter e Milan e qualche volta il Tricolore, ma questa, poi, non me l’aspettavo! Con tanto di pennone! È proprio tempo
di cambiamenti. Buona Primavera.
([email protected] <mailto:[email protected]>)
Ciao Andrea!
stata una triste Pasqua per la famiglia, gli amici, per tutti
È
coloro che l’hanno conosciuto nella sua breve vita. Andrea
Aceti aveva 23 anni! È stato alunno della scuola elementare di
via Cesari e in seguito ha frequentato le Medie in via Asturie.
Una fatalità, dopo un’immersione nelle acque di Bonassola in
Liguria, ha deciso che lasciasse tutti noi. La notizia ci ha scosso profondamente. Gli insegnanti lo ricordano come ragazzo
brillante, sportivo, solare e maturo.
Condoglianze alla famiglia da parte della Redazione di “Zona
Nove” e da tutte le persone che hanno avuto modo di conoscerlo. Ciao Andrea!
Ricordo di Luigi Tessadri
el mese di marzo di questo anno ci ha lasciati Luigi
N
Tessadri. Alla moglie Anna, al figlio Stefano, alla nuora e ai nipoti vanno le nostre più sentite condoglianze.
Ciao Luigino, ti ricorderemo sempre con affetto. Gli
amici del Bar Lory
ONA
a cura di Franco Bertoli
Ancora cose belle e cose brutte in Zona 9
1
4
2
5
iacevole è ammirare ciò che la natura propone in questo inizio di
P
primavera (foto 1-2) o ciò che l’uomo rappresenta sui muri per contrastare il grigiore di questa città (foto 3). Sconcertante è al contrario,
3
6
sempre,constatare quanto sia sgradevole trovare pali al limite della caduta in V.le Testi ang. Vidali (foto 4), discariche pedonali in Via Gatti
(foto 5). Il Comune poi ci mette del suo lasciando che le buche sul mar-
7
ciapiede di Via Gatti (foto 6) si allarghino (speriamo nel petrolio sottostante?) o evitando il lavaggio delle strade lasciando che sia l’acqua piovana a fare il lavoro (foto 7)-.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
ONA NOVE 23
ONA NOEUV
Cont el coo in di nivôl
L’angolo di Don Giuseppe
La colonna poetica
a cura di Augusto Cominazzini
a cura di Don Giuseppe Buraglio
a cura dei lettori
Sta citto…
Un liceo dentro il Sessantotto
Pensierino di stagione
…parli soltant mi!
L’è ‘l perentori avvertiment d’ona specie de Rasputin,
perchè chi sgarra el vègn radiaa, el ris’cia el confin.
El vocifera cont intôrna cént alter intent a guardà
lu ch’el baccaia, el gesticola, el gira e rigira infolarmaa.
I consilii d’on moderno Nostradamus ghe guzzen la ment,
tutt l’è sbagliaa, tutt l’è guast, de rifà, indecént.
Bisògna mandà a cà i politich veri zòmbbi rinsecchii,
eliminà ‘l governo e tutt quèll ch’el gh’ha lì.
Mètt in riga magistraa, funzionari, sciôr imprendidôr,
mandà in galéra i côrròtt, chi l’ha perduu l’onôr.
L’è quèll “del v’ aff...”, del strasà, de l’illegalità
(a proposit del Costa Rica gh’è nisun’altra novità?)
Lu el vôsa, ma quèi che stann, mut, a scoltà
a còsa serven se deven soltant pensà e guardà?
Fòrse gh’hann el permèss de parlà con quèi de la stèssa idea,
minga de politica, ma de culinaria o come crèss on’orchidea.
Finalment hinn riescii a rivà in Parlament,
paren la copia de quèi de la Giovin Italia del vòttcént.
Quèi li eren di cospiradôr che taseven per salvà la pèll,
invece questi chi pensen, tasen guarden per salvà ‘l sgabèll.
Infatti rinuncen, per onestà môral (e per l’aria che tira)
a la poltrona comoda (mèi el sgabèll), a stipendi d’or...
nò TAV, nò TV, nò euro, se tôrna a la lira.
Mai pu privilegi, vita francescana, sobrietà, mensa popolar,
a pé o in biciclètta, mandaa de eseguì con impègn particolar.
Intant lôr pensen, guaden tasen... ma la barca l’affonda,
impreparaa ai difficoltà per fà tôrnà l’Italia...
provvida, sicura, giocônda.
Lu el sbèrgia, el critica, l’insulta, el condanna,
però el scantona dai grev responsabilità ch’el gh’ha adòss.
E num, insemma a lôr, pensom, guardom e... “sta citto li!”.
D
urante la mia vita di studente ho frequentato un Liceo
pubblico, lo Scientifico “G.Pascoli” di Gallarate. L’ho iniziato nell’ottobre 1966 e ho dato la maturità nel luglio 1971.
Questo ha voluto dire iniziare prima del nascere della contestazione giovanile detta “del sessantotto” e finire nel pieno della
stessa contestazione. Un periodo a dir poco interessante.
Sicuramente stimolante. Oltre che… pericoloso! Ricordo le infuocate assemblee di noi studenti, le prime della storia della
scuola italiana, le varie richieste per una gestione più “democratica” della scuola, per ottenere le “interrogazioni programmate”, per il “sei politico”. Tutto questo condito da una atmosfera altamente politicizzata: destra contro sinistra, in uno scontro frontale che provocava letteralmente dei morti! Erano i
tempi della guerra in Vietnam, del discusso presidente americano Nixon (poi coinvolto nello scandalo del Watergate), della
esaltazione del comunismo cinese (o cubano), delle rivoluzioni
sociali e politiche soprattutto dell’America Latina. A livello di
Chiesa si stava vivendo la primavera aperta dal Concilio, con
tutto il rinnovamento che portava con sé tanta contestazione
della Gerarchia, accusata di soffocare il rinnovamento spirituale, di segregare teologi progressisti come Hans Kung piuttosto
che Leonard Boff, quest’ultimo esponente di spicco della cosiddetta “teologia della liberazione”, vicina al popolo sudamericano oppresso dai regimi di destra. La scuola viveva in intima
simbiosi con la società, e non solo nazionale. I problemi del mondo entravano nella scuola, facevano discutere, creavano tensioni, stimolavano la coscienza civica di studenti e professori.
A mio giudizio, posso dire che questo periodo ha avuto il
grande pregio di creare e tenere viva in noi giovani di allora una profonda consapevolezza di tutti i problemi del
mondo. Spesso ci si perdeva un po’ dentro, vuoi per inesperienza, vuoi per superficialità, vuoi per incapacità a resistere al plagio dei vari “guru” della destra o della sinistra
invero un po’ “snob”. Il vero vantaggio era quello di avere
degli interessi grandi, positivi, non circoscritti ai soli libri
di testo o ai semplici “piaceri dell’età giovanile”.
Per contro, devo dire che un po’ lo studio ci è andato di mezzo.
Ricordo bene che dentro tutto questo bailamme non sempre le
materie scolastiche stavano in cima ai nostri pensieri! Il tempo
ha poi contribuito a ridimensionare le esagerazioni e a riportare un po’ le cose al loro posto. Ma mi chiedo: oggi siamo tornati
forse troppo indietro? Abbiamo perso del terreno guadagnato?
Questo anelito per le grandi problematiche mondiali è rimasto
almeno in qualche misura? Non voglio rispondere: lascio aperte le domande! Mi sembra più corretto e stimolante.
odiaco di ona
a cura di Anna Maria Indino
L’oroscopo di Aprile
ARIETE 21.3 – 20.4
Spazierete da un campo all’altro, da un interesse all’altro con grande abilità ed eclettismo. Avrete modo
di mettere le basi per un rapporto affettivo più profondo e significativo di quelli che avete attualmente,
sentimenti profondi animeranno le vostre azioni. Se
avete la necessità di effettuare acquisti importanti,
attendete momenti migliori.
BILANCIA 23.9 – 22.10
Sarete tentati di mandare all’aria un incontro amoroso per paura di qualche complicazione, vi perdereste
una bellissima occasione. Lavoro, il momento appare
fortunato anche per costruire il vostro futuro professionale. Sarete attratti da un’attività fisica molto utile e rigenerante, il vostro fisico e la vostra mente hanno bisogno di allentare un po’ la tensione.
TORO 21.4 – 20.5
Se penserete più a voi stessi e alla vostra realizzazione personale e interiore che al partner tutto migliorerà notevolmente nel vostro rapporto. Non fatevi incantare dalle promesse di un parente, ma decidete di
testa vostra, seguendo soprattutto ciò che vi suggerisce il cuore. Salute, pigrizia e golosità a danno della
forma, andate in palestra.
SCORPIONE 23.10 – 22.11
Non fatevi sfumare una bella occasione per fare un
viaggetto simpatico e inserirvi in una compagnia di
persone in gamba. Sarete attratti da una nuova attività creativa che potrà diventare fonte non solo di
gratificazioni professionali ma anche di interessanti
guadagni. Salute, per controlli preventivi o cure termali, l’ultima settimana.
GEMELLI 21.5 – 21.6
Tenderete una mano a chi si trova in un forte stato
di tensione e di confusione e che saprà ben presto esservi riconoscente. Lavoro, si prevede un periodo difficile, potranno verificarsi cambiamenti non desiderati. Ottimo praticare l’attività fisica per scaricare la
tensione accumulata da diverso tempo, positivi anche interessi creativi e culturali.
SAGITTARIO 23.11 – 21.12
Tenterete di scaricare sugli altri alcune vostre responsabilità, ma potreste provocare reazioni contrarie. Una simpatica amica vi coinvolgerà in uscite divertenti, grazie alle quali vi sentirete più allegri. E,
grazie a tante nuove amicizie, non farete più gli orsi.
Coccole, ottimi gli ultimi dieci giorni per le sedute dal
parrucchiere e dal pedicure.
CANCRO 22.6 – 22.7
Se la situazione professionale non vi soddisfa non
state fermi a recriminare, ma agite subito e in modo
efficace, avrete molte possibilità da sfruttare. Sta nascendo un’intensa attrazione fisica con una persona
molto affascinante, ma che non desidera legami seri,
tenetelo presente. Denaro, riuscirete a far fronte anche alle spese impreviste.
CAPRICORNO 22.12 – 20.1
Si prevede che sarete in buona forma fisica, pronti ad
affrontare diversi momenti di impegno e di fatica,
raggiungendo ottimi risultati sia agonistici sia professionali. In amore qualche piccola ripicca rischierà di
incrinare il rapporto, parlatene subito, prima che sia
troppo tardi. Salute, periodo ideale per migliorare il
tono muscolare delle gambe.
LEONE 23.7 – 23.8
Finalmente alcune vostre insicurezze spariranno come d’incanto. Vi sentirete molto positivi e
carichi di vitalità. Al lavoro sarà necessario ridefinire alcuni accordi espliciti e impliciti tra colleghi. Una volta chiarite le reciproche posizioni potrete ripartire alla grande. Salute, curate l’alimentazione e evitate i cibi elaborati.
ACQUARIO 21.1 – 19.2
Attenzione a spiacevoli sorprese da parte di soci e collaboratori, dovreste mettervi al riparo stabilendo accordi più chiari e formalizzando la vostra posizione in
modo più preciso. Amore, avrete piena disponibilità a
rinnovare il rapporto di coppia. Salute, combattete la
tendenza agli eccessi rinunciando a qualcosa, i vantaggi saranno immediati.
VERGINE 24.8 – 22.9
Potrete gestire meglio i rapporti affettivi e di amicizia, a patto che riusciate a superare la eccessiva gelosia o possessività. Al lavoro inutili battibecchi tenderanno a disturbarvi e mettervi di pessimo umore,
cercate di non dar loro troppo peso e di proseguire serenamente per la vostra strada. Denaro, periodo
molto movimentato.
PESCI 20.2 – 20.3
Molti saranno con voi per una decisione economica
importante, quindi decidetevi ad agire, senza immaginare strane complicazioni e intoppi. In amore sarete voi a tenere le redini della situazione, anche se non
sempre ve ne renderete conto, cercando continue conferme. Bellezza, puntate tutto sulla seconda metà del
mese, per scegliere un look nuovo ma vincente.
IL SEGNO DEL MESE ARIETE 21.3 - 20.4
Segno di Fuoco, è detto Cardinale in quanto dà inizio alla stagione della primavera. Caratterizza personalità impulsive, vivaci, leali, ingenue,
generose, dalla psicologia semplice ed immediata.
PIETRA: Rubino – COLORE: Scarlatto – ESSENZA: Lavanda – FIORE: Garofano – GIORNO: Martedì
ONA NOVE 24
Giorgio Tacconi
Amo le api che con il loro grazioso volteggiare
ronzano alacremente attorno ai fiori primaverili.
Sono affascinato dalle libellule che con le loro ali
dai colori metallici e cangianti
sfrecciano con rapidi scatti sopra placidi stagni.
Passerei ore ad osservare il frenetico intrecciarsi
delle laboriose formiche nei loro misteriosi percorsi
Ammiro i ragni mentre tessono abilmente
eteree e robuste tele
Accolgo con gioia il frinire delle cicale
quando al mare d’estate mi svegliano alle prime luci del sole.
Ma le zanzare, Signore. Le zanzare… Perché?
Nell’aria c’è
Marina Amodeo
Nell’aria c’è
una grande voglia
di aspettare.
Nell’area c’è
una speranza
per lottare.
Nell’area c’è
una grande voglia
d’amare, sì
ecco perché sento
tanta voglia nel
sperare nuove emozioni
disegnando la vita a colori.
Natura e Salute
a cura di Paola Chilò (naturopata)
Per rimanere giovani e in salute
nti-aging, che in italiano significa Anti-età, è una parola ultimaA
mente molto utilizzata, che rimanda immediatamente all’idea
di eterna giovinezza. Fin dai tempi più antichi la giovinezza è un
simbolo considerato quasi “divino”, basti ricordare come nella mitologia greca Ebe, figlia di Zeus e di Era, che portava salute e benessere agli dei dell’Olimpo dispensando nettare e ambrosia con una
coppa, venne in seguito denominata Juventas nell’antica Roma,
poiché identificata con il perenne rifiorire e ringiovanire dello stato.
Alla luce di tale leggenda mitologica si può dedurre che attraverso
un buon nutrimento, un buon cibo, una buona alimentazione (e non
solo), Ebe, cioè l’eterna giovinezza, ci riconosca come suoi commensali facendoci dono di salute e benessere. Per compiacere Ebe, le regole principali sono tre: prendersi cura di sé con una regolare attività fisica; bere e mangiare in modo sano; gestire lo stress.
La pratica dell’esercizio fisico ha un doppio vantaggio: favorisce la
circolazione periferica con un miglioramento dell’elasticità e del nutrimento della pelle, rallenta il declino delle capacità cognitive, previene molti disturbi legati all’invecchiamento; e secondariamente
ma non meno importante, aumenta l’autostima, il tono dell’umore,
attenua i livelli di stress ed ansia. All’origine dell’invecchiamento
cellulare vi sono i radicali liberi, responsabili dei processi ossidativi
dannosi per l’organismo. È per questo che la nostra alimentazione
deve prevedere una dose relativamente alta di cibi antiossidanti e
abbondante acqua per garantire un buon ricambio stimolando l’eliminazione delle scorie. Facciamo quindi scorta di Vitamina E,
Vitamina C, selenio, bioflavonoidi, acido lipoico, coenzima Q10 che
si trovano in: mirtilli, ciliegie, fragole, lamponi, uva, amarene, prugne e susine, cipolle, cavolo rosso, carote, zucche, verdure a foglia
verde, peperoni e frutta color arancio, anche il tè verde e il vino rosso sono altamente antiossidanti. La vitamina E è maggiormente disponibile in mandorle, noci e nocciole e anche in spezie essicate come basilico,maggiorana, prezzemolo, rosmarino, salvia, mentre il
selenio è un minerale che si trova principalmente in riso, avena, noci e molluschi. Una posizione particolare nella lista dei cibi “rinvigorenti”la possiedono l’aglio e il peperoncino.Il primo ha proprietà antivirali, antibatteriche, stimola il fegato e riduce la pressione favorendo la prevenzione delle malattie cronico-degenerative. Il secondo stimola la circolazione e depura i reni, regola la pressione e aiuta a mantenere alti i livelli energetici. Vi sono infine due alghe ormai ampiamente riconosciute come alimenti ricchissimi di minerali indispensabili per il mantenimento della salute, quali l’alga klamath e l’alga spirulina per integrare le nostre pietanze.
Per gestire lo stress e aiutare il nostro sistema psico/fisico a sostenere periodi di intensa fatica,esistono complessi di oligoelementi come il manganese/cobalto che, assunti regolarmente, offrono un valido sostegno a corpo e mente, ricordandoci che siamo un tutt’uno e
pertanto “siamo ciò che in fondo pensiamo di poter essere. Se la giovinezza è in noi Ebe sarà lieta di dispensarci nettare ed ambrosia.”
Le ricette di ona Nove
a cura di Franco Bertoli
Filetto di branzino
al radicchio rosso trevigiano
ppassire il radicchio (tagliato a fette) per 5/6 minuti in una
A
padella coperchiata con olio, sale, pepe e vino bianco. Ungete
una pirofila per forno con un cucchiaio d’olio ed una spruzzata di
sale grosso adagiando il filetto di branzino. Salare, pepare e passare sul filetto un velo di formaggio (ricotta affumicata o grana).
Sul tutto stendere il radicchio coprendo la pirofila con carta stagnola. Infornare a 180° per 7/8 minuti.
• Ingredienti: 4 filetti di branzino, 2 mazzetti di radicchio rosso
trevigiano, ricotta affumicata o grana, mezzo bicchiere di vino
bianco secco, olio e.v., sale, pepe.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
FILO DIRETTO CON LE ISTITUZIONI
DAL PARLAMENTO
Al lavoro sulle prime misure contro la crisi e per le riforme costituzionali
Franco Mirabelli (senatore della Repubblica)
niziamo da questo mese una nuova ruIluoghi
brica che intende avvicinare i cittadini ai
istituzionali. Come operano i parlamentari eletti sul territorio? Come far pervenire loro le nostre istanze, i nostri suggerimenti e le nostre critiche? Pensiamo che
sia utile anche questo spazio.
Quali sono state le sue prime esperienze di senatore? Come è andata, in
particolare, l’elezione di Pietro
Grasso a presidente del Senato?
Entrare al Senato le prime volte è stato per
me emozionante. Al di là della crisi della politica e delle istituzioni e
della sfiducia che purtroppo circonda il Parlamento e che sicuramente è responsabilità di una politica sempre più chiusa, autoreferenziale apparsa, in tempo di crisi, troppo distante ai cittadini e dai cittadini. Sedere in Senato è un grande onore e soprattutto una grande responsabilità: sei nel luogo che più di altri rappresenta la democrazia,
i valori della nostra Repubblica per cui tanti si sono battuti mettendo in gioco la propria vita e lì hanno lavorato per il Paese i padri della Patria. Le prime sedute le abbiamo dedicate all’elezione del presidente del Senato. Il Pd aveva cercato un accordo con le altre forze politiche per eleggere alle camere due presidenti che potessero rappresentare tutti. Purtroppo il Movimento Cinque Stelle e il raggruppamento di Monti si sono resi indisponibili a ogni scelta comune. Per
non rinunciare alla scelta di eleggere persone che potessero rappresentare insieme autorevolezza, apertura, discontinuità col passato e
sensibilità sociale,abbiamo proposto ed eletto Laura Boldrini e Pietro
Grasso. Non solo.Abbiamo anche eletto con i nostri voti, senza scambi, al Senato un Questore e alla Camera un Vicepresidente di M5S a
testimoniare ulteriormente la nostra idea per cui quando si parla di
istituzioni si parla di un patrimonio comune che non può essere ridotto a una sola parte anche se maggioritaria. Pietro Grasso è stato
eletto anche coi voti di alcuni senatori di Cinque Stelle e la sua
Presidenza, lo ha fatto capire subito, sarà segnata da un forte impegno per la legalità, il valore a cui si è ispirato da Magistrato e che si
è già tradotto in una proposta di legge sulla corruzione coerente con
l'impegno che molti di noi avevano assunto in campagna elettorale
firmando l'appello di Libera e Don Ciotti.
Negli ultimi giorni, pur nell’incertezza politica, stiamo lavorando per
approvare provvedimenti importanti come quelli che prorogano la
chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari visti i ritardi delle
Regioni nel predisporre soluzioni alternative e, soprattutto, quelli che
possono aiutare la nostra economia consentendo, in tempi brevi, alle
aziende di ricevere i pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, che
ritardano ormai da molti mesi, e ai Comuni di poter investire un po'
di soldi grazie all'allentamento del patto di stabilità.
Al 2 aprile il mandato di Pierluigi Bersani è stato “congelato” perché in Parlamento non si è concretizzata una maggioranza stabile sia alla Camera sia al Senato. Sono al lavoro
due Commissioni di esperti. Come vede questa situazione,
per molti versi inedita?
In queste settimane, di fronte alla domanda di cambiamento venuta dalle urne e all’urgenza dettata dalla crisi di affrontare i problemi concreti degli italiani, abbiamo proposto provvedimenti che
possono essere approvati presto e che servono a ricreare sviluppo,
lavoro e ad affrontare le emergenze sociali e a riformare la politica, tagliando i costi, abolendo le Province, dimezzando i parlamentari, sostituendo il Senato con una Camera federale, togliendo i
rimborsi elettorali e riducendo gli stipendi. Allo stesso tempo abbiamo proposto di creare una commissione in cui discutere con tutti le riforme istituzionali ormai urgenti e indifferibili a partire dalla riforma elettorale. Sulla base di questa proposta il presidente
Napolitano ha dato a Bersani l'incarico di verificare la possibilità
di formare un governo. Il paradosso è stato ed è che proprio le forze che più hanno intercettato la voglia di cambiamento, in partico-
lare M5S, di fronte alla possibilità di realizzare concretamente proposte che sono anche loro, si sottraggano alla responsabilità, rischiando alla fine di favorire proprio chi in questi anni ha portato
il Paese sull’orlo del baratro. Ora il Presidente Napolitano ha chiesto a due commissioni variamente composte di suggerire possibili
convergenze su cui costruire un nuovo governo. È un contributo
utile e importante per il Parlamento, ne faremo tesoro. Restando
però convinti che solo un Governo che tenga insieme responsabilità e cambiamento possa essere utile al Paese e per questo non siamo disponibili a fare un esecutivo con chi in questi anni ha portato l'Italia a questo punto e non ha nessuna credibilità come forza
di rinnovamento.
Su quali temi intende impostare la sua attività? A quando il
primo incontro con i cittadini della zona 9 per raccogliere
idee, spunti di riflessione e critiche?
Per quanto riguarda le Commissioni ho scelto di continuare ad occuparmi delle cose per cui ho lavorato in Regione:casa,Expo,infrastrutture e trasporti. Credo in questo modo di poter mettere a frutto le mie
competenze ma anche di poter essere più utile alla realtà milanese
che, proprio su questi temi, si gioca una parte del proprio futuro. Ma
intendo occuparmi anche di legalità e lotta alla criminalità organizzata e le prime mozioni che ho firmato sono state per la ridefinizione
della Tares e il pagamento dei debiti della P.A. Infine, come mi ero impegnato a fare in campagna elettorale, ho sottoscritto un disegno di
legge per il riconoscimento delle coppie omosessuali.
Proprio la complessità della situazione politica mi spinge a creare occasioni di incontro con i cittadini della zona, per ascoltare opinioni oltre che per raccontare l’attività che svolgo in Parlamento. Domenica
14 aprile alle ore 10 presso il circolo Pd Prato-Bicocca di via
Moncalieri abbiamo organizzato un primo incontro a cui spero partecipino i cittadini della zona che hanno proposte, idee e voglia di confrontarsi in un momento tanto difficile.
www.francomirabelli.it - [email protected]
DALLA REGIONE LOMBARDIA
Sui costi della politica i primi segnali di Maroni non sono incoraggianti
Onorio Rosati (consigliere regionale)
Comincia con questo numero la collaborazione di Onorio Rosati (neo consigliere regionale per il Pd) con il nostro mensile per farci
conoscere cosa succede in Regione.
osti della politica e costi della democrazia, attorno a questi due temi si sta discutendo dei tagli, previsti dal decreto
Monti, sul contenimento della spesa pubblica che riguarderanno a partire dai prossimi
mesi anche la Regione Lombardia, entrata
nella sua X Legislatura.
I primi segnali della Giunta Maroni, non sono incoraggianti. La questione è semplice, come applicare i tagli relativi alle indennità dei consiglieri, degli assessori e del presidente,
insieme a quelli per il personale dei Gruppi consiliari regionali, per
la comunicazione e il loro funzionamento. Cosa necessaria e assolutamente dovuta, vista la situazione di crisi che attraversa il Paese
e la necessità non più rinviabile di un contenimento della spesa
pubblica, senza che questo porti a tagliare il welfare e i servizi per
i cittadini, vista la necessità che la politica e i politici si diano un
profilo di sobrietà, nei toni e nei loro comportamenti, dopo le impresentabili vicende avvenute da queste parti. Dicevo, come fare tutto
C
questo, con tempestività? Entro tre mesi si dovrà fare una apposita legge regionale, senza alterare le regole basilari della democrazia, e che riguardano un rapporto equilibrato anche nelle risorse destinate tra il funzionamento della Giunta Regionale e quindi del
Governo di Regione Lombardia e il funzionamento del Consiglio
Regionale, quindi del Parlamentino della Lombardia, dove sono
rappresentate tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione e dei Gruppi consiliari regionali. Alcune cifre possono aiutare e
partendo dai consilglieri, alla fine della scorsa legislatura erano stati aboliti i vitalizi e l'indennità di fine mandato. Il decreto Monti, che
andrà recepito da apposita LR entro tre mesi dall'inizio della nuova legislatura, pena il taglio dell'80% delle risorse trasferite dallo
Stato alla Regione Lombardia (escluse quelle per la sanità), prevede per i nuovi consiglieri solo due fasce massime, per le loro indennità. Compensi che andranno decisi, nelle loro quantità e nella loro
erogazione, Regione per Regione, ma che non potranno superare i
6200 euro mensili per i consiglieri, per 12 mensilità, e i 7200 euro
mensili per gli assessori, sempre per dodici mensilità. Nella scorsa
legislatura i compensi superavano per i consiglieri non milanesi i
10.000 euro. A questi tagli che riguardano gli eletti, si aggiungono
la drastica riduzione delle risorse destinate, e qui ci sono le noti dolenti, alla copertura dei costi del personale dei Gruppi, e quindi la
loro dotazione numerica, insieme alla riduzione delle risorse per il
funzionamento dei Gruppi (iniziative politiche sul territorio, convegni, seminari, propaganda, informazione). Anche qui alcuni dati: è
previsto il taglio del 50% delle risorse per il personale dei Gruppi e
del 75% per le spese di comunicazione e di funzionamento dei
Gruppi. In questo contesto, ai sacrifici, necessari, previsti per i
Gruppi e il Consiglio, non corrisponde assolutamente un analogo
comportamento, da parte della Giunta Maroni, che non vincolata
allo stesso modo e misura dal Decreto Monti, ha predisposto un’apposita delibera regionale che prevede, per se e per la sua struttura,
un taglio di solo il 10% delle risorse utilizzate nella scorsa legislatura. Tutto ciò produce due effetti, entrambi negativi: una minore
quantità di risparmi di risorse pubbliche e insieme l’alterazione del
rapporto tra la maggioranza e le opposizioni, finendo con il penalizzare pesantemente queste ultime, non potendo esse beneficiare dell'informazione istituzionale, tipica di chi governa. Contro questa decisione, il Gruppo del Pd è pronto a battersi con le altre forze di opposizione in Consiglio Regionale, perché al taglio dei costi della politica, pur necessari, non debba corrispondere un taglio anche della
democrazia e della normale dialettica democratica tra maggioranza ed opposizioni. Comunque, vi terrò informati sugli sviluppi di
questa vicenda. Un saluto a tutti.
LE NOTIZIE DEL MESE
Due milioni dal Comune per la nascita di nuove imprese e promuovere lavoro
Angelo Longhi ([email protected])
(disegno di Luigi Muzzi)
• 23 marzo. Sorprese dai dati delle dichiarazioni dei redditi di
tanti italiani… Sono solo 426 mila (l’1,35% del totale) i contribuenti
che dichiarano al fisco di guadagnare più di 100 mila euro lordi anno.
I dati che arrivano dal dipartimento delle Finanze del Ministero
dell’Economia sulle denuncie dei redditi del 2012 ci dicono che i dipendenti guadagnano in media più degli imprenditori. Che i gioiellieri denunciano in media 15 mila euro lordi anno. Che ci sono il 24% dei con-
tribuenti che dichiarano un reddito così basso che sono a imposta zero.
Eppure le norme sull’Imu hanno fatto emergere 100 mila soggetti che
possiedono immobili all’estero per un valore complessivo di 21 miliardi di euro. I dipendenti e i pensionati versano l’80% dell’Irpef mentre il
lavoro autonomo contribuisce solo per il 6,7%. Il 10% della popolazione
detiene il 50% della ricchezza e la forbice si allarga sempre di più complice anche la crisi economica.
• 24 marzo. Pisapia tra i sindaci più amati in Italia Nella lista
dei sindaci più amati d’Italia Pisapia è in decima posizione con un consenso del 61,2% in crescita di 5 punti rispetto a un anno fa.
• 26 marzo.10 anni dopo il budget di Albertini, partono i lavori Pisapia ha recuperato, dopo che per 10 anni erano stati dimenticati
i soldi in un cassetto, i progetti per il sistema elettronico di indirizzamento ai parcheggi, voluto e approvato dalla prima giunta Albertini.
Cartelloni elettronici fuori dall’area C avvertiranno dove sia possibile
parcheggiare. Ridurre le auto parcheggiate su strada e abbattere anche il tempo (e le emissioni inquinanti) in cui al volante si gira spesso
a vuoto a caccia del posteggio sono le intenzioni non solo di Abertini ma
anche di Pisapia. Che farà partire i lavori a luglio. Del 2013.
• 27 marzo. Bando Start 2013: finanziamenti per le imprese
lombarde Sono più di due milioni di euro i fondi messi a disposizione
di tutti i lombardi per favorire la nascita di nuove imprese e/o promuovere opportunità di impiego in imprese già esistenti per disoccupati,
cassaintegrati e iscritti alle liste di mobilità. Il bando finanziato tra gli
altri dal Comune di Milano (assessore Cristina Taiani) ha come prioritario il coinvolgimento nel progetto delle aree più periferiche della città, con un dialogo attivato anche grazie al coinvolgimento dei CdZ. Il
progetto Start 2013 si prefigge anche di aiutare i giovani a inserirsi nel
mondo del lavoro, supportando le piccole e medie imprese lombarde
con meno di 4 anni o con più di 4 anni ma operanti nei settori moda,
design, green economy. Se fanno nuove assunzioni o stabilizzano il personale precario ci sono voucher da 8mila o 10mila euro. Novità di quest’anno è anche il finanziamento fino a 25mila euro per l’avvio del singolo progetto, attraverso l’istituto del microcredito. Le informazioni sui
termini del bando sono consultabili su www.start.lombardia.it.
• 27 marzo. Marchionne sotto indagine penale dalla magistratura per violazione dei diritti sindacali Dopo le 2 condanne di 1°
e 2° grado a Roma e di un altro pronunciamento a Torino, la Fiat che
continua la sua discriminazione antisindacale, si dice sorpresa per il
procedimento (penale questa volta), iniziato contro di lei dopo le diffide
della Fiom. Secca la reazione di Maurizio Landini segretario della
Fiom:“La Fiat ha scelto di impedire agli iscritti alla Fiom di Pomigliano
di lavorare. Questo è anticostituzionale, in nessun paese democratico le
aziende fanno lavorare o lasciano a casa la gente sulla base dell’iscrizione a questo o a quel sindacato. Dunque noi ci rivolgiamo ai tribunali per difendere il diritto di quei lavoratori. Non capisco lo stupore della Fiat. Loro calpestano i diritti e i cittadini-lavoratori vanno in tribunale a difendersi.”
• 28 marzo. Inchiesta della Cgil: spesa per la casa insostenibile per 3 milioni di italiani. Tra tasse, mutui e bollette si utilizza il
40% del reddito cosìcché 3 milioni di famiglie scivolano verso la povertà. Nonostante la crisi abbia fatto crollare il numero delle compravendite di abitazioni i prezzi non hanno ancora subito un calo equiparabile. Nell’ultimo decennio i costi sono aumentati dal 50% fino al 100%. E
peggio è andata per gli affitti che si sono incrementati del 130% per i
contratti rinnovati. Non stupiscono gli incrementi esponenziali che si
sono registrati per gli sfratti per morosità aumentati del 100% (240 mila negli ultimi 5 anni). Di pari passo crescono i pignoramenti perché diventa insostenibile pagare il mutuo. Tra il 2008 e il 2011 sono aumentati di circa il 75% (arrivando a sfiorare i 38 mila).
• 30 marzo. Dolce e Gabbana : 343 milioni di multa per evasione fiscale. Erano seguiti dallo studio commercialista dell’ex
ministro berlusconiano Giulio Tremonti Vivessero in Germania
per loro ci sarebbero pene molto dure. Da noi (purtroppo) non è così. I
miliardari Dolce e Gabbana sono stati condannati in appello per
un’evasione ingentissima perpetrata tramite un intreccio di società
lussemburghesi e di compravendita di marchi. A fronte di una contestazione di evasione per un miliardo di euro hanno concordato il pagamento di 343 milioni.
• 31 marzo. Malattie simulate, falsi incidenti, doppi lavori, nei
guai 5 agenti di Linate e un vicequestore Prima Filippo Ninni (già
condannato a 4 anni per aver utilizzato in modo a dir poco disinvolto
l’auto di servizio, e aver fatto la cresta su diverse trasferte), e adesso altri 5 suoi ex sottoposti a processo per peculato, truffa e falso. Gli agenti avrebbero simulato due incidenti stradali per ottenere un lunghissimo periodo di convalescenza e un sostanzioso risarcimento.
• La frase del mese è di Beppe Grillo:“…e chi è deluso perché non facciamo accordi (con il Pd per dare un governo di cambiamento al Paese,
ndr) ha sbagliato voto”.
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
ONA NOVE 25
FILO DIRETTO CON LE PROFESSIONI
PARERI LEGALI
Il licenziamento collettivo
Dimitri Barbera
istituto del licenziamento collettivo è disciplinato principalL’
mente dall’art. 24 della Legge n. 223 del 1991. Le cause che
giustificano il ricorso a tale istituto risiedono nella riduzione o trasformazione dell’attività o del lavoro di un’azienda, e nella cessazione dell’attività stessa. L’ipotesi di licenziamento collettivo si verifica nel caso in cui le imprese che occupano più di 15 dipendenti, in conseguenza di una suddetta causa, intendono effettuare almeno cinque licenziamenti nell’arco temporale di 120 giorni nella medesima unità produttiva, oppure in più unità produttive dislocate nella stessa provincia. Fra i tanti aspetti del lavoro che la
cosiddetta Riforma Fornero ha intaccato, c’è anche quello dei licenziamenti collettivi. La legge 28 giugno 2012 n. 92 ha, infatti,
modificato diversi passaggi di quanto previsto dalla legge n.
223/91 per quanto riguarda la procedura e le modalità di licenziamento, la comunicazione del licenziamento, e le sanzioni in caso
di trasgressione della normativa. La nuova riforma del lavoro stabilisce che l’azienda intenzionata ad effettuare tagli di personale
debba comunicare l’elenco dei lavoratori che intende licenziare
non oltre i 7 giorni dalla comunicazione del licenziamento inviata a ciascuno di essi e non più in concomitanza. Tale comunicazione da inviare, oltre che ai lavoratori interessati, anche alla
Direzione Territoriale del Lavoro, ai Sindacati e alle Associazioni
di categoria, è da effettuarsi in forma scritta inserendo in essa
alcune informazioni obbligatorie. Ovvero: le cause che hanno
portato ad un sovrannumero di dipendenti; la quantità, il ruolo
aziendale e il profilo professionale in recesso; le tempistiche di
attuazione delle modalità ed eventuali azioni per ridurre le conseguenze sociali del taglio. La riforma ha introdotto importanti
novità per quanto riguarda le sanzioni da applicare a quell’aziende che non rispettano la legge nell’iter di licenziamento
dei lavoratori. Queste le conseguenze in caso di licenziamento illegittimo e inefficace: a) reintegro nel posto di lavoro e pagamento da parte dell’azienda al lavoratore di un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale maturata, che non deve essere inferiore a cinque mensilità, in caso di licenziamento mancante di comunicazione in forma scritta; b) reintegro nel posto
di lavoro e pagamento da parte dell’azienda al lavoratore di
un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale maturata, che non supera le dodici mensilità, in caso di mancato rispetto dei criteri di scelta del lavoratore da collocare in mobilità; c) risarcimento in forma di indennizzo per un corrispettivo
variante fra le dodici e le ventiquattro mensilità, tenendo in considerazione l’ultima retribuzione globale, per il mancato rispetto della procedura sindacale durante l’iter di licenziamento.
È possibile impugnare il licenziamento entro 60 giorni dalla comunicazione. Nei 180 giorni successivi è, invece, obbligatorio
presentare il ricorso alla cancelleria del giudice del lavoro o in
alternativa inoltrare la richiesta di conciliazione alla controparte. L’onere della prova in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti dall’art. 24 della Legge n. 223/91, per quanto riguarda il licenziamento per riduzione del personale grava su
chi assume che il licenziamento ha tali caratteristiche. Quindi,
sul datore di lavoro, o viceversa, sul lavoratore, a seconda di chi
sostenga che il licenziamento presenta i requisiti indicati dall’art. 24 della Legge 223/91.
È importante sottolineare che l’azienda nell’effettuare eventuali
tagli al personale deve considerare esigenze e criteri tecnico-produttivi e organizzativi della propria attività, oltre che le indicazioni dei sindacati e delle associazioni di categoria. Non da ultimo
vanno tenute presenti, in mancanza dei criteri sopra citati, le situazioni famigliari e l’anzianità dei lavoratori.
E’ evidente che questi sono tempi duri per tutti.
Dimitri Barbera - Avvocato del Foro di Milano V. Arganini, 24 Studio Legale e Tributario Via Soperga 4, telefono 02.66714559 - fax
02.700418300 - [email protected]
ODONTOIATRIA
I low cost dentali sono sicuri?
Nunzio M. Tagliavia
odontoiatra privato con senso etico, nel momento in cui deciL’
de di adottare una politica a prezzi contenuti, low cost, sa bene che al di sotto certi prezzi non può scendere, altrimenti ne perderebbe la qualità della prestazione, e farebbe correre dei rischi ai
pazienti. Il low cost nella sanità ormai si è diffuso in tutte le specialità mediche, con le forme più disparate che, non di rado, disorientano il potenziale paziente.
Nel caso specifico, chi è alla ricerca di un centro per ricevere cure dentali può avere il dubbio se i low cost siano affidabili dal punto di vista
della qualità delle cure o della sicurezza dei materiali utilizzati.
Sciogliere questo dubbio non è sempre facile, poiché le offerte di questo genere sono talmente numerose, che è certamente complicato scegliere basandosi su quanto proposto dalla pubblicità, veicolo di informazione principale, che oggi ha praticamente soppiantato il passaparola.Allora, l’unica possibilità che rimane al potenziale paziente è seguire alcune semplici regole che limiteranno al minimo i rischi di fregature, nel caso ci si rechi in una struttura di questo tipo. Una prima
regola è identificare il titolare della struttura, ed eventualmente controllare la regolare iscrizione nel sito dell’Ordine professionale di per-
tinenza. Avere poi la conferma che chi ci cura i denti sia un medico
odontoiatra, oppure un odontoiatra, è un’ottima base di partenza
per avere la sicurezza che le cure proposte saranno corrette e che le
tariffe, per quanto calmierate, rientreranno in parametri di decoro
per l’odontoiatra e di sicurezza per il paziente. Ne consegue che, se
mai un potenziale paziente dovesse rilevare tariffe troppo basse o,
peggio, ascoltare miracolose promesse di cura, deve sospettare che
ci si trovi di fronte a un “abusivo”, ovvero un soggetto che non possiede i titoli legali per esercitare, e che del prezzo troppo basso ne fa
specchio per le allodole.
Altra regola utile è dubitare quando, una volta redatto il preventivo (che deve essere sempre chiaro), la struttura insiste nel proporre un contratto di finanziamento per il pagamento delle cure. Il finanziamento delle cure mediche è strumento utile e diffuso, ma
non deve essere metodo primario per il loro pagamento. Purtroppo
quando lo è, la tariffa low cost, anche in questo caso, è uno specchio
per allodole per vendere contratti di finanziamento, e lì trovare i
guadagni; e purtroppo la cronaca recente ci ha già segnalato casi di
strutture pseudo-odontoiatriche, il cui scopo primario non era quel-
lo di curare denti ma proprio di vendere contratti di finanziamento. Se si ha necessità di dilazionare i pagamenti molto meglio una
scrittura privata con l’odontoiatra. Inoltre, occorre avere cautela
verso le politiche di sconti attraverso “buoni” a prezzo molto basso.
Anche in questo caso, potrebbe esserci il sospetto che il low cost sia
un modo per attirare un numero alto di clienti, magari a scapito
della qualità. Quindi molto meglio una politica di low cost di uno
studio con impostazione tradizionale, vale a dire, con un rapporto
costante e diretto con uno o più odontoiatri per le cure. Questo perché solo chi esercita questa professione con la sola missione di curare denti, e ci mette il proprio nome, può praticare tariffe low cost
etiche e affidabili, che non rappresentano né uno svilimento della
professione né una gara ad accaparrarsi clienti-pazienti. Il tutto a
vantaggio della sicurezza del paziente.
Dottor Nunzio M. Tagliavia, medico chirurgo odontoiatra,
via Luigi Mainoni d’Intignano 17/a - 20125 Milano - Telefono
02.6424705 - Cellulare 329.4339539 - [email protected] www.dentistalowcost.it.
L’ARCHITETTO RISPONDE
Come ristrutturare un appartamento senza spostare bagni e cucina
entili architetti, abbiamo un appartamento di circa
G
100 mq situato all’ultimo piano di un condominio,
con due bagni poco funzionali e molto spazio sprecato in
corridoi. Vorremmo ristrutturarlo senza spostare bagni e
cucina, con l’obiettivo di allargare la stanza dei nostri due
bimbi ed ingrandire il soggiorno, in modo da ampliare gli
spazi per farli giocare e per ricevere gli amici. Vorremmo
anche sfruttare meglio i bagni per mettere una lavatrice e
un bidet dove manca.
Cordiali saluti, Elena e Massimo
entili Elena e Massimo, vi proponiamo una soluzione
G
che, attraverso interventi relativamente “soft”, rivoluziona lo spazio a vostra disposizione.
Partiamo dall’ingresso, reso più accogliente allargandolo
e ribassandolo con un controsoffitto. Da qui si passa alla
zona giorno attraverso due passaggi, uno principale rivolto all’area dei divani e uno diretto allo studio, che non è
più una stanza a parte ma è una zona del soggiorno semplicemente occultata da una libreria a giorno. Si otterrà
un ambiente molto più spazioso, luminoso e flessibile,
adatto alle feste con gli amici e ai giochi dei bimbi.
Abbiamo anche ricavato un caminetto tra le due finestre
di fronte ai divani: dato che siete all’ultimo piano potrete
eventualmente costruire una canna fumaria.
Eliminando parte del disimpegno, al centro della casa si
sviluppa la zona pranzo, anch’essa con un ribassamento
dedicato, e un nuovo ripostiglio poiché quello attuale cede
il posto a vantaggio della camera dei bambini, molto spaziosa al centro per poter giocare.
Infine i bagni sono resi più funzionali senza troppa spesa:
vasca e doccia sotto la finestra lasciano più spazio, da una
parte per la lavatrice e dall’altra, dove il bagno lungo e
stretto viene ampliato, per il bidet e un grande mobile lavabo.
Studio Archimeg - v.le F. Testi 74, 20126 Milano www.archimeg.com - Tel. 02.45077251
Tra Cielo e Terra: novità nella tradizione
Arti marziali, Zumba e Balli di Gruppo e Ballo Liscio!
Nel Centro di Viale Zara 9, nel cuore pulsante della città, nuovi corsi di Zumba, Savate, Ginnastica posturale e, ultima novità,
i Balli di Gruppo, da Sala e Ballo Liscio.
e novità solide affondano le
L
radici nella tradizione: Tra
Cielo e Terra crea nel Centro, un
posto protetto in un clima familiare in cui bambini, ragazzi, single e famiglie possono sentirsi
coccolati, sereni e sicuri, per praticare attività sportiva. Il Centro
è il punto d’incontro ideale per
varie discipline ma, soprattutto,
un importante luogo d’incontro
per le persone.
Il Direttore del Centro “TRA
CIELO E TERRA”, Dr. Paolo
Menconi, fautore di una operazione di continuo rinnovamento,
ci spiega: “Agire nell’ambito di una realtà particolare come la nostra, coordinando le varie discipline in modo da creare un’efficace
interazione è, sicuramente, una prova appassionante che coinvolge e stimola tutti. Tra le varie attività, abbiamo sviluppato nuovi
corsi di Zumba, Savate, Ginnastica Posturale, Pilates e Kung-fu
con grande entusiasmo dei nostri Associati: inoltre, con l’avvici-
ONA NOVE 26
narsi della primavera, stiamo facendo sistemare, ammetto con
grande passione, il nostro ampio giardino (chicca davvero rara in
zona!); conto, con la bella stagione, di portare alcuni corsi all’aperto, in mezzo al verde e ai fiori.
Avete tra le novità anche un corso di Savate. Che cosa è il Savate?
P.M.: Il Savate, chiamata anche Boxe Francese, è una disciplina
completa che sviluppa velocità, forza, dinamicità e autostima e
può essere praticata, in sicurezza, sia dai bambini che dagli adulti. Utilizza sia le braccia, come la boxe, che le gambe ed è molto efficace anche come difesa personale. Nel nostro Centro viene insegnata da un grande campione del mondo, che è stato anche allenatore di alcune nazionali di vari Paesi, che hanno portato al titolo mondiale i loro atleti. Vi invito a provarla gratuitamente per
una settimana, ne sarete affascinati.
Zona Danza in grande fermento. Aggiornaci sulle ultime novità.
P.M.: Nel nostro Centro, la straordinaria offerta di ZONADANZA
già presentava corsi per tutte le età di Danza classica, Modern
Jazz, Break Dance, Hip Hop, Danze Polinesiane, Balli Caraibici.
Un’offerta rivolta a tutti: dalle bambine, ai teeneger sino agli adulti, con eccellenti Maestri di grande livello. Queste competenze ci
consentono di portare con ZonaDanza l’Arte del Ballo al “servizio
di tutti”.
In quest’ottica, abbiamo creato i nuovi corsi di Balli di Gruppo,
Balli da Sala e Liscio, con insegnanti con grandissima esperienza.
Valzer, Polka, Mazurca, Tango, Paso Doble, Balli LatinoAmericani
e Standard: balli della nostra tradizione con corsi per tutti i livelli, per dare una risposta anche a quelle persone della nostra Zona
che amano guardare trasmissioni come “Ballando con le Stelle”;
un’occasione, quindi, per lasciar da parte i momenti di solitudine
e, attraverso il ballo, trovare un modo per socializzare, per stare in
forma, per condividere momenti spensierati e divertenti e stare
insieme “ballando con gli amici” e con le tante persone che si possono conoscere nel nostro Centro.
Un caloroso invito a tutti coloro che quando ascoltano la musica
non riescono a fermare il loro corpo che inizia a muoversi a ritmo,
come per magia... venite a dare un’occhiata al Centro Tra Cielo e
Terra in V.le Zara al 9 per una lezione di prova gratuita e per iscrivervi ad un corso di ZonaDanza.
Sarà per noi un piacere avervi tra i nostri Associati. Auguro ai lettori di Zona9 e alle loro famiglie un periodo ricco di attività sportiva, di salute e di serenità. Buon divertimento a tutti! - www.tracieloeterra.net - Tel. 02-69003406
Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra.
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Pagina riservata ai lettori
lettere in redaz ione
POCHI MA VUOTI
I PARCHEGGI BLU
La Lilla funziona da alcune settimane, senza un adeguato supporto di parcheggi auto vicino
alle fermate. Eppure, gli esigui
spazi destinati alla sosta, delimitati con striscia blu, sono utilizzati solo a metà. Il paradosso
è presto spiegato: solo pochi permessi di parcheggio sono arrivati per posta ai residenti, che
non si azzardano a parcheggiare la mattina senza avere il
pass regolare. Risultano affollati, invece, gli uffici dell’anagrafe
di via Passerini per il rilascio
dei permessi. Si sapeva fin dall'inizio che il piano di finanziamento per la nuova metropolitana non copriva la realizzazione di parcheggi vicino alle stazioni. Quindi il Comune ha deciso di drenare il flusso di auto
pendolari con l’istituzione di
parcheggi gratuiti solo per i residenti in zona. Agli uffici della
motorizzazione, che gestiscono
gli archivi degli automezzi in
circolazione, spettava di indicare i permessi da rilasciare. Ma
l’operazione ha funzionato male: si sono verificati molti errori
di attribuzione e lacune informative, che hanno lasciato parecchi residenti senza permesso. Finora i vigili si sono mostrati tolleranti, girando al largo
dalle vie in questione, ma fino a
quando? I funzionari dell’anagrafe sono stati sommersi dalle
richieste nel mese di marzo, ma
affermano che col tempo la situazione si normalizzerà. Per
ottenere il rilascio di un permesso regolare, il residente deve recarsi all’ufficio anagrafe
con patente e libretto di circolazione del mezzo intestato, in
originale e fotocopia; inoltre
deve compilare un modulo di
richiesta. L’operazione è abbastanza rapida... quando finalmente arriva il proprio turno e
si accede allo sportello. Se i
parcheggi si riempiranno, sarà
una buona notizia. Sarà il segnale che le persone lasciano
le auto e circolano in metro, in
bicicletta o a piedi.
Claudio Antonelli ( marzo)
ANCORA
SULLE STRISCE BLU
Arrivano le strisce blu: in zona 9
parcheggi gratis solo per i residenti. Falso, la mia famiglia è
residente in via Ornato ma non
in area 43 quindi non abbiamo
diritto al Pass. È arrivata la
Lilla che porterà beneficio a chi
percorre l’asse Testi-Zara ma in
un paese civile non avrebbero
permesso l’apertura parziale di
una linea di metrò senza creare
punti di raccordo con aree di
parcheggio libero per residenti e
non. La motivazione data per le
strisce blu è la seguente: tutelare i residenti sprovvisti di box
dal crescente numero di vetture
che si prevede verranno parcheggiate a ridosso delle fermate della M5. Non mi risulta
che la M5 sia stata presa d’assalto dagli utenti provenienti
da fuori zona in auto al punto
da far pagare il parcheggio a
tappeto non solo nei grandi
viali ma anche nelle vie laterali e meno significative visto che
non c’è un solo parcheggio non
a pagamento nell’area 43.
Inoltre qualcuno controlla che
le strisce blu siano rispettate?
Mirella Granzotto (marzo)
STRISCE BLU
CERCASI
Nella nostra zona è esteso il servizio di parcheggio a pagamento
delimitato dalle strisce blu. Per i
residenti sono stati predisposti
dei pass per parcheggiare gratuitamente nelle suddette strisce, sotto casa propria e nei limiti della zona 43 di appartenenza. Tutti, tranne gli inquilini di
via Lanfranco della Pila 5 che,
essendo fuori dai limiti di zona, chissà poi perché, non ne
hanno diritto e si trovano accerchiati dalle strisce blu senza poter parcheggiare da nessuna parte, in modo gratuito si
intende. Qualcuno mi sa spiegare il perche di questa scelta?
È possibile porre rimedio a
questa discriminazione?
Fabiano Dago (aprile)
che proseguono per via Tremiti,
sia che vengano da via Maestri
del Lavoro e svoltano a sinistra,
proseguendo spesso in controsenso, sia da coloro che vengono
dalla stessa via e svoltano a destra, con pericolo di incidenti fra
Via Saluzzo è una camera a gas
stato rimesso davanti alle finestre delle camere da letto del
È
nostro condominio in via Antonio da Saluzzo 5, il capolinea
dell'autobus 42. Già nel 2008 era stato spostato il capolinea
della linea 44 di via da Saluzzo 5, in seguito a un grave incidente: il 6 febbraio 2008 l’autobus in sosta davanti nostro condominio esplode e incendia tutta la facciata con gravissimi
danni (esplosione vetri e facciata da rifare). L’Atm ci ha rimborsato il danno subito ma ora a distanza di pochi anni rimette il capolinea nello stesso posto valutato come pericoloso e inadatto solo 5 anni prima. Ma è assurdo! Il capolinea va assolutamente spostato in una via ampia dove non rechi pericolo e
disagi a nessuno! Un autobus in sosta perenne davanti alle camere da letto, e peraltro a rischio d’incendio, è altamente nocivo per la salute e per la sicurezza di noi condomini a causa dei
gas di scarico dei bus che si susseguiranno ininterrottamente
dalle 6 di mattina alle 24. Il marciapiede che separa l’autobus
dalle finestre raggiunge forse il metro e 30 di larghezza, il rumore è tale da far tremare i vetri, i mezzi sono inoltre pericolosi: gli stessi conducenti mi riferivano, ai tempi della linea 44,
di non poter spegnere i mezzi perché rischiavano di non ripartire o peggio di prendere fuoco e senza dubbio come sappiamo.
Tra l’altro sono pochissime le persone che prendono l’autobus
in via Saluzzo o che scendono, è assolutamente inutile quindi
un capolinea in una zona a bassissima frequentazione.
Marta Gallizia (marzo)
WIFI
PER TUTTI
Diversamente da quanto pubblicato su ”Zona Nove” di febbraio, la biblioteca dell’U12 non
fornisce il servizio WiFi ai cittadini (resta ad uso esclusivo degli
studenti). Sarebbe bello se
“Zona Nove” si facesse promotore per far dare accesso WiFi an- auto e per i pedoni stessi che si
avventurano nella sua traversache ai cittadini.
ta. Le chiedo di intervenire presLuca Viero (marzo)
so chi di dovere onde poter inserire una “vera rotonda fisica” al
LA ROTONDA
posto dell’attuale o provvedere
DISEGNATA
Alla Sig.ra Uguccioni, presiden- in altro modo.
te del CdZ 9. Da circa un anno Giovanni Boffi (marzo)
nella zona fra Via Adriatico,Via
IL MOTORINO
Maestri del Lavoro e via TremiDIMENTICATO
ti è stata inserita una rotonda
ovoidale solo disegnata sul- Sono parecchi mesi che il motol’asfalto. In tale rotatoria viene rino nella foto 1 (probabilmante
costantemente violato il senso rubato) è parcheggiato sul mardella stessa, tagliata dalle auto ciapiede all’angolo di via Cicero-
2
1
4
ne, vicino all’ufficio postale, I
vigili di zona sono stati avvisati, ma il motorino è ancora
li. Non sarebbe il caso che con
il numero di targa si risalisse
al proprietario? Foto 2: per attraversare la strada si prega
5
di non usare le strisce pedonali.
Lettera firmata (marzo)
IL SALOTTO
SUL MARCIAPIEDE
Come si vede dalla foto 3 all’incrocio Pila/Arganini da qualche
settimana abbiamo un bel televisore completo di sedia in legno
per meglio vedere i programmi
tv nonché alcuni sacchi di rifiuti
vari. Colui che deposita il tutto
penso stia rifacendo casa perchè
da due mesi circa ci delizia con le
sue offerte gratuite. Abbiamo già
collocato: materassi, rete per letto, minifrigo, stendi biancheria e
numerosi sacchi di rifiuti. Purtroppo queste ultime offerte non
sono più disponibili in quanto
l’Amsa da me interessata ha gentilmente rimosso il tutto.
Alfredo Belo (marzo)
I CANTIERI
DEL TUBO
I lavori in via Sbarbaro (foto 4)
durano ormai da oltre un anno, costringendoci a rientrare
in zona Niguarda da un’unica
via alternativa che arriva da
Bresso. Altra difficoltà alla viabilità sono i lavori stradali di
via Bauer/Arganini. Ma quando finirà questo stillicidio?
Edmondo La Tegola (marzo)
IL PARCHEGGIO
DELL’OSPEDALE
Il parcheggio antistante l'ospedale Maggiore di Niguarda è
grande e praticamente e fortunatamente sempre mezzo vuoto. Trovo assurdo fare pagare il
parcheggio davanti a un ospedale (non è un teatro) con una
simile disponibilità di spazio.
Marco Vittori (marzo)
PRIGIONIERE
NELL’ASCENSORE
Mi reco con un’amica al parcheggio della coop, non per la
spesa, ma perché dovevo fare
delle foto tessera al negozio di
Giansanti. Al ritorno prendiamo
l’ascensore per tornare al parcheggio e saliamo insieme a
un’altra signora con il figlio e un
carrello. Arrivati al primo piano
l’ascensore non sia apre in nessun modo (eravamo sotto solo di
una decina di cm dall’uscita).
Suoniamo l’all’arme e dopo dieci
minuti circa sentiamo qualcuno
che ci dice che l’ascensore è appena stato aggiustato e il tecnico
è ripartito da 5 minuti, di pazientare che lo avrebbe richiamato immediatamente. Dopo
più di quaranta minuti eravamo
ancora chiuse nell’ascensore,.
Allora chiamo il 115, con la persona fuori che ci dice di avere pazienza che sta arrivando il tecnico degli ascensori! Arrivano nel
giro di pochi minuti i pompieri..
meno male siamo fuori!! Ora, in
accordo con le altre persone,
avremmo voluto denunciare la
cosa alle autorità, primo per una
questione di sicurezza, secondo e
sopratutto per la maleducazione
di questa fantomatica persona
che è scomparso dopo che sono
arrivati i pompieri.
Lettera firmata (marzo)
PARCHEGGI
DA INVERTIRE?
Vorrei sottoporre un simpatico
indovinello. Le foto 5-6 si riferiscono al parcheggio di prossimità del capolinea della M5 Bignami ex Dazio (Righe blu:
residenti nessuno) e un’area
adibita a parcheggio nell’adiacente via Giolli (nessuna limitazione di sosta - svista? - zona
ampiamente abitata). Non sarebbe più logico invertire le cose? Gli utenti potrebbero usufruire comodamente del parcheggio ex Dazio e i residenti
non sarebbero assediati dal parcheggio selvaggio.
Ercole Mazzone (marzo)
VIA SILVESTRI
E I NOMADI
Per noi che abitiamo intorno a
Via Silvestri non c’è pace. I nomadi che erano stati allontanati sono ritornati ancor più
numerosi di prima. Solo dopo
le innumerevoli telefonate pervenute agli organi di polizia
domenica 3 marzo sono stati
fatti sgomberare. Tra qualche
giorno comunque ritorneranno. Il CdZ 9 ha dimostrato di
non saper gestire la situazione. Non si può dire che i cittadini non abbiano fatto presente ciò che avviene in Via
Silvestri e nell’attiguo giardino
pubblico: progetti di riqualificazione, proposte di una barriera anti camper, raccolta di
firme ma, da parte del CdZ
nessun cenno. Oggi la guida
della Città è su posizioni progressiste e riformiste: quale
migliore occasione per un gesto di discontinuità rispetto al
passato. Basta individuare
un’area esterna alla città, e in
cambio dell’affitto del suolo,
dotarla di servizi igienici e
quant’altro.
Pierluigi Lazzari (marzo)
DISCARICHE
E TOPI
Vorrei segnalare che, uscendo
dalla nuova linea lilla, all’angolo tra Esperia e Testi, c’è
una vera e propria discarica a
cielo aperto all’interno della
recinzione del cantiere Progetto Manifatture. Oltre a essere antigienica, è anche una
pessima vista agli occhi di chi
esce dalla M5... E intanto i topi
sono arrivati fino davanti alla
scuola media di Via Asturie (visti con i miei occhi). Qualcuno
può intervenire? Grazie.
Lettera firmata (marzo)
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