Le novità in campo

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Le novità in campo
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Tennis
Market
Tacchini pronta al rilancio
con una collezione
ispirata al grande McEnroe
L’AZIENDA
Ethic Sport,
integratori
a misura di atleta
LA SALUTE
LA RIVISTA DEL TENNIS DA ACQUISTARE
Numero 01/2015, bimestrale, gratuito
Spedizione per e-mail
Gennaio 2015
Alta
qualità
alta
tecnologia
LE GUIDE
Alla ricerca
dell’anima
gemella: come
scegliere
la racchetta
che fa per voi
È ormai un confronto ad alto
livello quello fra aziende
produttrici di racchette.
L’inizio della nuova stagione
lo ripropone con l’uscita
della Babolat Pure Drive Play,
della Head Instinct
e della Wilson Blade
PALLINE. L’EUROPA È DUNLOP
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Sommario
sommario
ace cream
studio meloccaro
cinguettii
le rubriche
Dunlop
Lotto
Wilson
Head
Babolat
Yonex
Australian
H&M
3
5
6/7
64
28/32
34/36
38/43
46/49
50/53
54/56
58/60
62/63
le novita’ 2015
Guida
al linguaggio
delle racchette.
Ecco come
cercare l’anima
gemella
80/86
la guida
Head Instinct 9
U. Armour 10
ITF
10
JBS
12
Adidas
12
Uniqlo
13
Noah
13
Nike
14
Ellesse
16
Quali
colori
hanno
indossato
i tennisti
al debutto
nel 2015
per
propiziarsi
un anno
di vittorie?
20/26
le news
l’attualita’
Tacchini,
la forza
del
colore
66/70
gli integratori
l’azienda
Energia pulita
72/75
Ethic Sport
76/78
...e un grazie agli sponsor
Neri Industrie Alimentari 2; Singapore
Airlines 4; Acqua Uliveto 11; Toscosped
15; NobiLed 17; Lavazza 27; Dunlop
31; MTCCA 33; Lotto 37; Olio Bardahl
44/45; MP Broker 57; Australian 61;
Eurosporting 65; Tacchini 71; Banca
Generali 79; TcTreviso 84; Soluzioni
Arredamenti 87; Vigna del Greppo 88.
3
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T
Ace Cream
Tennis Market è il naturale completamento
di Matchpoint e completa la proposta
ennis Market è il naturale Absolutely Free sul tennis:
completamento di Matchpoint
Tennis Magazine. Per questo www.oktennis.it, il sito, per l’attualità e i primi commenti,
l’abbiamo voluto, desiderato, Matchpoint, il mensile, per l’approfondimento
concupito, e alla fine condotto Tennis Market, il bimestrale, per il mercato
in porto. Dal 2002 Matchpoint
ha parlato essenzialmente di
tennis giocato, di Grand Slam,
DANIELE AZZOLINI
Una proposta completa
di tennisti artisti e di tennisti gladiatori, proponendo una sua visione del tennis italiano e
internazionale, delle problematiche e degli sviluppi in atto. Ha
anche concesso spazio alle
aziende, ovviamente, presentandole e sostenendole; ha parlato
dei loro prodotti e degli uomini
che se ne occupano. Ma li ha
considerati come invitati speciali (e graditissimi, certo) nelle
nostre pagine e non ha mai
creato all’interno del magazine
un settore strutturato e predisposto per l’accoglienza.
vremmo potuto farlo, assegnare al mercato del tennis
un certo numero di pagine,
riempirle nel modo migliore, e
magari chiedere a un tennista di
prendersi la briga di provare per
noi delle racchette, o di esprimere un giudizio tecnico su accessori e capi di abbigliamento.
In fondo, non lo fanno tutti?
frenarci fino a oggi, in questa determinazione, sono
state alcune considerazioni. La
A
A
prima veniva dal rifiuto di fare
quello che fan tutti. Negli anni,
come sapete, non poche riviste,
nel mondo, si sono organizzate
per poter esprimere sui prodotti
in circolazione una propria valutazione. Hanno trovato la
strada attraverso i test sui materiali in commercio, e sarebbe
stata una strada giornalisticamente appropriata se fosse approdata a una vera e sacrosanta
libertà di critica. Ma dite, vi è
mai capitato di leggere, a chiusura di un test svolto su una racchetta, il consiglio di non
comprarla? Inutile prendere i
lettori per i fondelli.
altra considerazione muoveva dalle valutazioni su
un mercato tennistico quanto
mai ampio, per la storia che
porta con sé (senza la quale il
tennis non sarebbe lo stesso), e
per la tecnologia che ha sviluppato. Per prodotti e proposte e
anche per indotto e fatturato.
n tale spiegamento di uomini e cose che poteva es-
L’
U
sere trattato adeguatamente solo
attraverso un intero magazine.
Ed eccolo qui, dunque, Tennis
Market: online, gratuito, bimestrale, inviato inizialmente a 10
mila mail: associazioni, circoli,
tennisti, aziende, negozi e appassionati di tennis. Tantissimi
appassionati...
a la completezza della
proposta che volevamo
ottenere, non si ferma al binomio Tennis Market-Matchpoint.
Oggi, l’editoriale Absolutely
Free è l’unica in Italia a parlare
di tennis con tre distinte e specifiche testate: OkTennis.it è il
nostro sito, e ci sta dando gioie
che non ci aspettavamo, un’autentica messe di presenze, di attenzioni, di “clic”. A esso è
affidata l’attualità tennistica, e i
primi commenti sugli avvenimenti. A Matchpoint (in edicola
e online), gli approfondimenti.
A Tennis Market, il mercato del
tennis.
ì, ora la nostra proposta è
davvero completa.
M
S
5
L
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Studio Meloccaro
a scintilla è datata luglio
duemilaquattordici, in occasione
del racconto estivo sulla nuova
racchetta di Roger Federer. Magari qualcuno se lo ricorda, su
Matchpoint avemmo la fortuna di
maneggiare – primi in Italia – il
prezioso attrezzo nella sua livrea
STEFANO MELOCCARO
Un alleato prezioso
definitiva, essenza finale dei molteplici, divini esperimenti. Eravamo nel pieno di una giornata di
mezza estate e, lungi da noi l'idea
di giudicarla personalmente, decidemmo di affidare la neonata Wilson RF97 al capitano di lungo
corso Jonas Bjorkman, per poi riportarne fedelmente le impressioni di gioco. Con l’umile
aggiunta di qualche nostra considerazione personale, beninteso
senza superare le dosi consigliate
dal buon senso. Ne venne fuori un
piccolo ma esaustivo documentario televisivo su Sky Sport 24, che
poi abbiamo pensato di trasporre
anche sulle pagine della rivista. Da una parte
immagini e parole, dall'altra
parole e inchiostro. Un racconto tecnico
ma non troppo,
adatto a chi, una
volta superata la
iniziale infatuazione per il fe6
Tennis
Market
Sia che giochiamo sette volte l’anno, o sette volte
a settimana, il tennis è uno sport che non perdona
il pressapochismo e la sciatteria. Sono fondamentali
pure i calzini, per non ritrovarsi a sbattere la testa
sull’armadietto dello spogliatoio dopo aver perso
un match a causa delle vesciche ai piedi
ticcio rogeriano, potesse chiedersi:
ma io riuscirei a giocare con
quella (pur bella, nuovissima e fascinosissima) racchetta?
nsomma un test in piena regola,
seppur di ispirazione pop, concepito per schiarirsi le idee e capire di cosa si stesse parlando.
Però senza la pretesa di far concorrenza ai libri di fisica quantistica. Buona parte degli aficionados praticanti fatica ancora a digerire il concetto di racchetta profilata e pure quello di incordatura
ibrida, meglio non esagerare con
il nozionismo. Alla larga dal “momento d’inerzia” e dalla “polariz-
I
T
zazione delle masse o grandezza
percentuale”!
entammo, insomma, di farci
capire, di divulgare tennis. Ci
riuscimmo? Pare di sì, visto che il
direttore ci chiede oggi di utilizzare lo stesso stile per raccontare
attrezzature, annessi e connessi,
sul neonato cuginetto di Matchpoint: Tennis Market. Accogliamo la proposta con malcelato
entusiasmo. Una nuova idea editoriale è sempre una bella idea. Figuriamoci se si tratta di tennis.
Tenteremo dunque di accompagnare l’appassionato nel variegato mondo dell’articolo sportivo
specifico per la
palletta pelosina. Pur non
garantendo
sempre al nostro fianco la
consulenza di
un ex numero
quattro ATP!
Dopotutto operiamo sul rettangolo
dai
primi anni ’70,
Come potremmo andare oltre @thefanatics?
E’ solo uno dei forti e orgogliosi gruppi di tifosi
che vediamo ogni anno agli Open d’Australia
qualcosa dovremmo pur aver imparato. Cercavamo di tirarla di là
con pezzi di legno dall’ovale che
oggi sarebbe da… 65, altro che i
100 quasi standard degli attuali
materiali compositi.
uel qualcosa che ci è rimasto
appiccicato negli anni servirà
per raccontare le racchette, certo,
protagoniste principali. Ma non
solo loro. Terremo d’occhio le
scarpe, le novità di abbigliamento
e ogni genere di complemento tecnico legato ai materiali e al gioco.
Con licenza di sconfinare, di tanto
intanto, sui luoghi del nostro sport,
posti dove far vacanza a base di
tennis, scuole, circoli. Non disdegnando il mondo della video analisi, ormai da anni parte integrante
della preparazione di giocatori top
come dei quarta categoria. Parola
chiave, sempre quella: curiosità.
a racchetta che dialoga con lo
smartphone e vi fa la pagella,
l’avete già provata? Noi non ancora e ne siamo davvero curiosi.
Siete sicuri che, dopo aver acquistato il vostro modello preferito di
telaio, non sia il caso di dedicare
Q
L
qualche riflessione in più sulle
corde da montare e sulla loro tensione, invece che scegliere in 30
secondi? E, dato che lavorano in
modo diverso, magari provare a
distinguere tra orizzontali e verticali, meglio se con un’intelligente
armeggio ibrido?
ia che giochiamo sette volte
l’anno o sette volte a settimana, il tennis è uno sport che non
perdona il pressappochismo e la
sciatteria. Lo abbiamo imparato
da Brad Gilbert nel suo best seller
Winning Ugly, di recente tradotto
anche in italiano. Sono fondamentali pure i calzini, perché se perdi un match a causa delle vesciche poi ti ritrovano a sbattere la
capoccia sull’armadietto dello
spogliatoio, e non è una bella cosa.
Che si trattasse della finale di
Wimbledon o del sociale over 85.
Insomma, volete la racchetta su
misura? Tranquilli, esiste. Potete
pure scegliervi il colore preferito.
Ma prima ancora, cominciate
dalla scelta dei giusti lacci per le
scarpe. Da queste parti troverete
alleati preziosi, d’ora in poi.
S
Bimestrale, gratuito, online
numero 01/2015
Editore Absolutely Free
via Roccaporena, 44
00191 Roma
p.i./c.f. 04216311003
telefono +39 06 3330041
fax +39 06 99337302
[email protected]
www.oktennis.it
Direttore
Daniele Azzolini Retali
Redazione testi
Jason D’Alessandro
Grafica
Absolutely Free
Direttore commerciale
Roberto Bartolozzi
Responsabile Marketing
Francesca Cicchitti
Hanno scritto su questo
numero del magazine:
Jason D’Alessandro
Nicoletta Azzolini
Stefano Meloccaro
Immagini fotografiche:
Gianni Ciaccia
Questo numero
del magazine
è stato distribuito
a 9972 e-mail
Prossima uscita:
15 marzo 2015
7
Tennis
News
Le notizie dalle sedi delle aziende
Più forte e selvaggia, con un look incredibile.
È l’ultima nata in casa Head. Sarà
la racchetta di Sharapova e Berdych
Head Instinct.
L’istinto dei vincitori
iù forte, più selvaggia e con un look
incredibile!». Queste le parole scelte
da Head per presentare la nuova
“Head Graphene XT Instinct”, la racchetta che Maria Sharapova e Tomáš
Berdych impugneranno nel 2015. I due campioni sono noti per la potenza dei loro colpi e la
nuova racchetta si adatta appieno alle loro qualità. La presentazione della serie “Instinct” ha
avuto luogo il 12 gennaio nella sede austriaca
di Kennelbach: il design innovativo, l’alternanza dei colori blu e corallo e le rivoluzionarie
tecnologie che la caratterizzano, non deludono
le attese dei fedelissimi del marchio.
«P
La nuova racchetta Head è dotata della tecnologia “Graphene XT”, che approfondiremo
nelle pagine dedicate alla serie “Speed” di
Novak Djokovic: il Graphene è un materiale
ultra leggero che aumenta la solidità nel cuore
della racchetta e una migliore distribuzione del
peso in testa e nel manico, generando un migliore trasferimento dell'energia e una maggiore
velocità di palla. I modelli “Instinct” previsti
sono: “MP”, “S”, “Lite” e “Rev Pro”: quest’ultimo vanta il nuovissimo sistema “ASP” (Adaptive String Pattern), che permette, modificando
i grommet, ovvero i gommini nei quali si inseriscono le corde, di cambiare lo schema da
16x16 a 16x19 e viceversa, adattandosi a caratteristiche e necessità dei vari giocatori.
Nuove tecnologie
punto d’incontro tra potenza e maneggevolezza.
Il modello “S” è più leggero (270 g) con maggiori
dimensioni dell’ovale (102
pollici). La “Lite” è adatta a
giocatori principianti e intermedi, permette, grazie al piatto
corde da 106 pollici e ai suoi 280
g, maggiore potenza e giocabilità.
Infine abbiamo il modello “Rev
Pro” che, oltre all’ASP, vanta un
piatto corde da 100, un peso di 255
g e una lunghezza ridotta rispetto
alle altre “Instinct” che permette
una grande manovrabilità.
La serie “Instinct è già disponibile
sul mercato: è possibile acquistare i nuovi prodotti on-line e in tutti i negozi specializzati. Il
marchio austriaco, inoltre, proporrà la stessa
combinazione cromatica anche sulle nuove
scarpe da tennis “Sprint Pro”, sulla borsa porta
racchette “Tour Team” e sull'abbigliamento
sportivo. L’Australian Open e gli altri tornei
stanno per cominciare: i tennisti Head
sono pronti a combattere.
Già sul mercato
JASON D’ALESSANDRO
La “Head Graphene XT Instinct MP” vanta un
piatto corde da 100 pollici quadrati, pesa 300 g
e ha uno schema corde 16x19: è il perfetto
La serie Instinct
Tennis News segue a pagina 10
9
Tennis
News
Under Armour.
Il “sì” di Murray per entrare
nel Grande Tennis
nder Armour entra nel tennis con un colpo a sensazione. L’azienda
americana, con sede a Baltimora, ha ottenuto il “sì” di Andy Murray strappandolo alla potente Adidas, e subito lo ha messo in campo
con i nuovi colori. Murray, attualmente numero sei della classifica
Atp, primo britannico a vincere i Championships dopo 77 anni di
attesa, e olimpionico a Londra 2012, indosserà l’abbigliamento, le calzature e gli accessori del brand di Baltimora e sarà il protagonista delle
nuove campagne di marketing. Secondo alcune voci di stampa, il compenso offerto a Murray
dall’azienda americana sarebbe equivalente agli assegni versati dal marchio
tedesco negli ultimi cinque
anni, circa 15 milioni di
sterline.
Under Armour (letteralmente, “sotto l’armatura”)
nasce con il football americano, grazie all’esperienza
diretta del suo fondatore,
Kevin Plank, ex capitano
del team di football dell’università del Maryland. Murray, nella scuderia
“UA” si troverà al fianco di Sloane Stephens, eterna speranza del tennis a
stelle e strisce, e di altri campioni affermati, come la sciatrice Lindsey
Caroline Vonn, la stella del football Tom Brady, la star Nba Stephen
Curry e il golfista Jordan Spieth.
L’azienda di Baltimora punta da sempre sulla qualità dei materiali e sullla vestibilità dei suoi capi. Nel segmento “Performance Apparel”, Under
Armour sta ottenendo in Usa successi crescenti. Capi di abbigliamento
molto tecnici, studiati per consentire agli atleti di sentirsi a proprio agio
nei diversi momenti del match e sotto le più particolari condizioni meteorologiche.
La scelta di Murray da parte di “UA” si innesta nella corsa a due per la
seconda piazza sul podio dello sportswear americano, dietro il colosso
Nike. A ottobre 2014 il brand di Plank aveva annunciato di aver superato
Adidas per numero di vendite negli Stati Uniti nel periodo gennaio-agosto. Con prudenza, oggi Under Armour annuncia una ulteriore crescita
nel 2015, stimandola intorno al 22%, mentre gli analisti di mercato le asNICOLETTA AZZOLINI
segnavano un più abbondante 24%.
U
10
Tennis News segue a pagina 12
Andrew Walker
nuovo direttore
commerciale ITF
ndrew Walker,
ex Chief Marketing Officer della WTA, è il
nuovo Direttore
Commerciale ITF al
posto di Kenny MacLeod. Walker è entrato nella WTA nel
2003 e ha svolto un
ruolo di primo piano
nelle sponsorizzazioni
e nei progetti strategici che hanno fatto
da guida alla crescita
del tennis professionistico femminile. In
particolare, Walker
ha giocato un ruolo di
primo piano negli accordi fra WTA e
aziende come Sony
Ericsson, Whirlpool,
Xerox, BNP Paribas e
Rolex. «Siamo molto
lieti che Andrew Walker, con la sua straordinaria esperienza nel
tennis, abbia accettato
di far parte dell’ITF»,
ha dichiarato il presidente Ricci Bitti. «Abbiamo
conosciuto
Andrew in questi anni
e credo che sarà una
grande risorsa per il
nostro team commerciale». «Sono entusiasta del ruolo che mi
attende in ITF», ha
detto Walker. «Voglio
contribuire al successo
commerciale dell’organizzazione. Il lavoro
svolto finora è stato incredibile e non vedo
l'ora di lavorare con il
nuovo team».
A
Tennis
News
Intimo a sorpresa
CR7 tira più
della Wozniacki
ira più Cristiano Ronaldo. E
va bene, fin qui non era difficile immaginarlo. CR7 è
l’idolo del momento, e funziona a tutti i livelli. Nel gossip, nella comunicazione, nella
pubblicità, e ovviamente sul
campo di calcio. Ma stiamo parlando di intimo, di underwear, di
mutande insomma, e dunque la
notizia ha fatto subito il giro del
La svedese JBS ha risolto
il contratto che la legava da due
anni con la tennista danese.
«Cristiano Ronaldo ha avuto
un impatto sulle vendite che
nessuno si sarebbe aspettato»
T
mondo, perché in pochi
avrebbero ritenuto il portoghese del Real Madrid
più impattante sulle vendite di una bella e molto
spigliata ragazza come Caroline Wozniacki. Eppure è andata
così e, dati alla mano, gli svedesi della JBS hanno confermato
il contratto di Cristiano Ronaldo e interrotto, dopo due anni,
quello con la tennista. E poco importa se il calciatore aveva
dato il suo benestare alle proposte dell’azienda guidata da
Morten Alstrup proprio dopo aver visto la pubblicità in lingerie dedicata alla Wozniacki.
Le spiegazioni fornite da Alstrup alla stampa sono state in
linea con le decisioni prese, senza troppi peli sulla lingua.
«Con l’ingaggio della tennista danese la speranza era quella
di acquistare quote di mercato presso una clientela più giovane e dinamica, sportiva insomma», ha rivelato il direttore
della JBS, «ma l’impatto avuto da CR7 sulle vendite è stato
incredibile e di molto superiore alle nostre aspettative. Così,
abbiamo preferito continuare solo con Ronaldo, con cui abbiamo siglato il contratto nel momento più favorevole. La nostra collaborazione con la Wozniacki, che ringraziamo per
gli anni trascorsi assieme, è stata invece interrotta».
12
IMMAGINI. L’apertura del negozio Uniqlo a Sydney.
A sinistra, le campagne JBS affidata a Ronaldo e Wozniacki.
Sotto, un capo giovane Adidas Stella Sport e la casa di Noah.
l successo ha i suoi problemi, come sempre,
tanto più se si è costretti dalle forti richieste a
operare una rapida espansione. È quanto sta accadendo a Uniqlo in Australia, che chiude un
anno di indubitabili successi con un forzato
segno “meno” nei conti. Una perdita di 6 milioni
di dollari australiani nel primo anno di presenza
sul mercato, dovuta principalmente all’obbligo di
creare sedi e store per venire incontro agli acquirenti delle due piazze principali, Melbourne e Sydney. A Melbourne Uniqlo ha aperto inizialmente
un piccolo pop-up store, nel mese di gennaio, in
modo che il prodotto fosse presente nei giorni
degli Open d’Australia, poi ceduto per trovare
I
Uniqlo Australia
in rapida crescita
Forse troppo...
posto nei 2180 metri quadri del flagship store
dell’Emporium. Da allora è stato aperto un secondo negozio a Melbourne e due negozi a Sydney. Dati che si innestano in un anno di grande
crescita di Fast Retailing, proprietaria di Uniqlo e
Comptoir des Cotonniers, che ha chiuso l’ultimo
trimestre con un utile netto del 64%: 68,8 miliardi
di yen (pari a circa 487 milioni di euro) e ricavi
per 479,5 miliardi di yen, ovvero 3,4 miliardi di
euro. I risultati sono principalmente dovuti alle ottime performance di Uniqlo in Giappone, Cina e
Corea del Sud. Le vendite di Uniqlo, brand che
vale il 48,5% del business di Fast Retailing, sono
salite (+12%) soprattutto in Giappone.
Adidas segue la sua Stella
didas e Stella McCartney, un
binomio che funziona. Il colosso dell’abbigliamento e la
stilista hanno dato vita a un
nuovo progetto sportivo. Si
chiamerà Adidas StellaSport la
nuova linea di abbigliamento, calzature e accessori che sarà svelata il
15 gennaio. Rispetto alla già collaudata collezione Adidas by Stella
McCartney, questo nuovo progetto
si distinguerà per un mood più colorato e una fascia di prezzo inferiore
(dai 20 ai 100 dollari), con l’obiettivo quindi di intercettare un pubblico più giovane rispetto all’altra
proposta. La collezione sarà distribuita dal sito web Adidas, e presso i
retailer Topshop e Nordstrom.
A
Noah vende
casa a NY.
Costa otto
milioni di €
annick Noah vende casa. Un lussuoso appartamento a New York, nei pressi di Central Park. L'ex tennista francese chiede 9,5
milioni di dollari, poco meno di 8 milioni di
euro. L'appartamento, con vista panoramica
dispone di tre camere da letto e soggiorno.
Y
Tennis News segue a pagina 14
13
Tennis
News
Nel cuore Nike c’è la donna
Atlete in posa per la foto
ricordo del Nike Women
Showcase di New York. Sotto,
il negozio Nike in California
Il colosso statunitense
ha deciso un aumento
del 40% della “linea
donna” per le collezioni
Primavera/Estate 2015.
E sorgono i primi store
riservati alle atlete
l “Nike Women Showcase”
dell’ottobre scorso a New
York era stato esplicito
sulle intenzioni del colosso
americano dell’actiwear
per i prossimi mesi. «Sempre
più attenzione alle donne»,
era stata l’indicazione giunta
dalla grande kermesse, sostenuta dai dati sullo sviluppo
dell’azienda
nel mercato
femminile,
fissati dalla
Nike in sette
miliardi di
dollari entro
il 2017, due
miliardi in
più di quelli attualmente fatturati. Non è una sorpresa
dunque che Nike abbia annunciato un incremento del
40% della linea donna nelle
collezioni per la prossima Primavera/Estate.
«Come far stare meglio
l’atleta?», è la domanda che
l’azienda ha posto come
I
14
obiettivo ai suoi stilisti e ai ricercatori del Nike Explore
Team Sport Research Lab,
operativo presso il Nike
World Headquarter in Oregon. Le prime risposte sono
giunte attraverso l’entrata in
scena delle nuove Nike Flyknit Zoom Agility, scarpe di
tecnologia innovativa pensate
per le donne, in
grado di garantire flessibilità,
resistenza e velocità grazie ai
test che hanno
portato alla
precisa mappatura della pressione del piede a seconda dei
movimenti dell'atleta, e alla
individuazione dell posizione
più adatta dei perni esagonali
Zoom Air nelle nuove scarpe,
che saranno disponibili a partire da febbraio 2015.
«La nostra dolce ossessione è
mettere in risalto la forma
femminile», ha detto Julie
Tennis News segue a pagina 16
Igarashi, vice presidente Global Design di Nike Women’s
Training. Molti dei capi di abbigliamento delle nuove collezioni saranno utili anche
alle atlete del tennis, nella
corsa e nella preparazione fisica, al di là dell’abbigliamento e degli accessori scelti
per la gara vera e propria.
A conferma della nuova attenzione rivolta alle donne
sportive, la nascita a Newport
Beach, in California, di uno
store esclusivamente dedicato
agli articoli per le atlete, il
Nike Fashion Island su una
superficie di oltre 550 mq. Il
negozio offre tutti i prodotti
running e sporstwear del
brand, oltre alle collezioni
lanciate in collaborazione con
diversi designer, come quella
recente firmata da Pedro Lourenço.
Nike inaugurerà prossimamente a Shanghai un secondo
negozio dedicato all’universo
femminile.
Tennis
News
Lopez&Puig, Ellesse riparte
Il brand italiano torna a puntare in alto affiancando lo spagnolo
numero 14 del mondo e la portoricana ai nomi di Haas e Svitolina.
Un marchio che vuole continuare a fare la storia del tennis...
el 2014 Tommy Haas
ed Elina Svitolina, un
tennista dal passato illustrissimo e una giovane speranza. Ora
Feliciano Lopez e Monica
Puig, e l'asticella si alza…
L'attuale numero 14 Atp e la
giocatrice dell'America Latina di più alta classifica (59,
con un best ranking al numero 41 nel maggio scorso).
Ellesse torna fra i protagonisti
del tennis. Un bel sito, molti e
gradevoli filmati, tanto colore. E una storia importante
alle spalle, che comincia nel
1959 a Perugia, con le iniziali
di Leonardo Servadio
(scomparso
di recente),
LS, industriale con
tanta voglia
di fare cose
nuove. Una
storia che
ha legato il brand italiano a
nomi importanti del tennis
mondiale, su tutti quello di
Chris Evert, conquistata dai
colori di un brand che ricorda
il sole nascente e da una città
in cui ha vinto moltissimo,
quando gli Internazionali
femminili si spostarono in
N
16
Umbria.
Feliciano e
Monica sono
Ellesse dal
primo gennaio 2015.
Lo spagnolo
ha giocato
con i nuovi
colori nella
sua prima uscita stagionale,
contro Andy Murray al World
Tennis Championship Mubadala di Abu Dhabi. «Sono felicissimo di essere entrato a
far parte di un marchio così
prestigioso, con una storia
tanto importante nel tennis.
Ne sono orgoglioso. Ho
chiuso molto bene
la stagione passata,
ho raggiunto il mio
best ranking e spero
che il 2015 coincida
con un'altra grande
stagione sul circuito. Avere alle
spalle uno sponsor
importante come
Ellesse mi impegna
a fare sempre meglio».
Anche Monica Puig
ha chiuso molto
bene il 2014, anno
che l’ha vista vincere il suo primo titolo a Strasburgo.
«È stata una stagione importante, chiusa fra l'altro con
una vittoria nel Rising Star
Invitational a Singapore, nei
giorni delle Finali Wta. Sento
di essere vicina alle più forti,
e lavorerò per migliorare ancora. Essere nominata come
ambasciatrice Ellesse è stato
un grande onore. Ho detto di
sì con entusiasmo, è bello entrare a far parte di una storia
così ricca di nomi importanti.
Amo molto i capi che Ellesse
produce, e ho colto al volo
l'opportunità di indossarli in
questo 2015 che si prospetta
decisivo per la mia carriera».
NICOLETTA AZZOLINI
CAMPAGNA
ABBONAMENTI
2015
MATCHPOINT
ABBATTE I PREZZI...
E CRESCE
NUOVI
MAGAZINE
Le nuove formule di abbonamento
Matchpoint Tennis Magazine 2015
formato carta: 30 euro (*)
formato online: 10 euro (*)
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bimestrale online in uscita da gennaio 2015
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(*) Gli sconti praticati sono di 12 euro in meno rispetto all’abbonamento 2014
per il formato carta, e di 8 euro in meno per l’abbonamento online
PRONTI, VIA. Cosa hanno indossato i tennisti nei primi tornei per propiziarsi un anno di vittorie?
La scelta del rosso simboleggia l’ottimismo, lo spirito combattivo. Non a caso è finito sulle spalle di quattro Top Ten
C’è chi parte
col rosso...
I
a cura di
NICOLETTA
AZZOLINI
l rosso, su tutti
gli altri colori. Il
rosso è degli ottimisti, dei decisi, dei combattivi. Il primo colore
dell’arcobaleno. Il primo che i neonati percepiscono. In rosso hanno aperto la loro stagione Nole Djokovic
(Uniqlo), Roger Federer e Grigor Dimitrov
(Nike), David Ferrer
(Lotto), l’unico per la
verità a indossare un
capo della collezione
(Connor) 2015. Per gli
altri, l’occasione giusta
verrà a Melbourne.
20
segue a pagina 22
21
PRONTI, VIA. Si va verso il caldo, e le mise candide sono irrinunciabili. Ma il bianco simboleggia
anche l’inizio di una nuova fase vitale, la speranza per il futuro. Al quale in molti hanno da chiedere qualcosa
... E chi va subito in bianco
E
poi tanto, tanto bianco, in
queste prime uscite stagionali, a
Brisbane e a Doha,
a Perth e ad Auckland. Il colore
bianco che comprende tutti i colori dello spettro luminoso e simboleggia l’inizio della fase vitale,
la speranza per il futuro.
Non a caso lo hanno scelto per il
via stagionale il lungodegente
Rafa Nadal (Nike), la vogliosa di
riscatto (con supercoach Navratilova al seguito), Agnieszka Radwanska (Lotto), il sol levante
Kei Nishikori (Uniqlo), lo scalpitante Andy Murray (Under
Armour), la sister Venus Williams (Eleven), vittoriosa ad Auckalnd, che da tempo combatte la
sua battaglia contro la sindrome di
Sjogren, e Maria Sharapova
(Nike), sempre più vicina a Serena dopo il successo a Brisbane.
22
segue a pagina 24
23
PRONTI, VIA. I capi in nero sono sempre eleganti,
anche sul campo da tennis. E il nero significa risolutezza nel perseguire i propri obiettivi...
Hanno cambiato sponsor da poco.
E talvolta è un po’ come cambiare pelle...
Quelli che...
Il nero fa
sempre la sua
bella figura
E quelli che...
vanno al gran
ballo
dei debuttanti
I
l nero fa sempre la
sua bella figura. È
elegante, anche sul
campo da tennis.
Ma il nero non è
solo negazione, significa
anche abnegazione e risolutezza nel perseguire
le proprie mete. A questo
sono attesi Ana Ivanovic
e Simona Halep (Adidas), Andreas Seppi
(Fila), Tomas Berdych
(H&M) e i due baby del
circuito, Borna Coric e
Thanasi Kokkinakis
(entrambi con un nuovo
capo della Nike)
24
segue a pagina 26
C
a t e goria
s p e ciale...
Quelli
che hanno cambiato
sponsor da poco.
Feliciano Lopez ha
detto addio a Wilson
e ha sposato Ellesse,
storico brand italiano in fase di rilancio. Heather Watson passa da Adidas
a New Balance,
sulle orme di Raonic, testimonial maschile dell’azienda.
25
I
PRONTI, VIA.
Largo alla fantasia
tennisti rinunceranno mai
alla fantasia?Schemi rigidi non ce
ne sono. Flavia
Pennetta (Adidas) ha scelto il
beige e il rosa;
la Errani (Ni-
ke) il grigio-azzurro. Serena
(Nike) il turchese. Isner (Lacoste) e Pospisil (Asics) il blu
E per finire...
Fate un po’
come vi pare
26
La “Force”
Dunlop
irrompe
sul mercato
delle
racchette
a cura di
JASON D’ALESSANDRO
1 APEX TOUR 260
C
Le novità in campo. Da sempre leader nel settore delle corde e delle palline,
Dunlop abborda il 2015 rafforzando anche la gamma delle racchette
entoventicinque anni di ricerca e
sperimentazione. Dal 1888 a oggi.
Dunlop è questa. Dall’invenzione
iniziale di JB Dunlop: la “Pneumatic
Tyre and Booth Cycle”, all’ingresso
nello sport, una ventina d’anni più tardi, come
produttore di palle da golf e racchette da tennis.
Nel 1928 nasce la “Dunlop Sports Company”. Tre
anni più tardi viene presentata la racchetta “Maply
Fort” e quell’anno, a Wimbledon, quarantadue
tennisti impugnano un “legno” Dunlop. Il periodo
successivo fu caratterizzato da un’evoluzione
continua di tutti i prodotti. Nel 1958 Lew Hoad
vince i “Championships” proprio con una “Maply
Fort”, la stessa, utilizzata qualche anno più tardi
dal campione australiano Rod Laver. Negli anni
a seguire, Dunlop abbraccia anche lo squash e il
ping pong dominando il mercato per i decenni seguenti. Nel tennis mette radici sempre più solide:
grandi star come Evonne
Goolagong, Martina
Navratilova, Virgi-
2 BLAZE TOUR 100
nia Wade e John Mc Enroe giocano con i
“legni” Dunlop imponendosi nei vari tornei
dello Slam. La storia ci accompagna ai
giorni nostri. Dunlop rappresenta ancora
uno dei marchi più prestigiosi: propone
linee di abbigliamento tecnico, è leader
nella produzione di corde e palle da tennis
e tennisti come Jurgen Melzer, Nicolas Almagro, Dominika Cibulkova e Tommy Robredo hanno scelto le racchette Dunlop,
oggi più leggere e prestanti.
Centoventicinque anni dopo, la ricerca con-
3 FUSION ELITE 100 4 FORCE 98 TOUR
tinua, l’investimento sulle novità di mercato è forte. Il 2015 sarà
un nuovo anno all’insegna di questi fondamenti tipici di casa
Dunlop.
La linea Force
3
2
La principale linea di racchette è la “Force”, che va dal maggior controllo delle “Force 98 e 98 tour” alla potenza della
“105”, passando per le “Force 100, 100s e 100 tour”. La tecnologia “Force” è all’avanguardia dal punto di vista aerodinamico, di distribuzione del peso, di elasticità e ritorno di
energia. I numeri 98, 100 e 105 corrispondono all’am-
4
5
5 FORCE 100 TOUR
1
28
segue a pagina 30
29
La “Force” Dunlop irrompe
continua da pag. 29
JUNIOR FORCE COMP.
JUNIOR FORCE TEAM
piezza del piatto corde: le due “98” si differenziano soprattutto nel peso (la “tour” pesa 310g
senza corde, dieci in più della 98) e nel bilanciamento (la 98 310mm, la tour 325mm). Per quanto
riguarda le “Force 100” variano nello schema
corde (la 100s ha lo schema 14x18, le altre
16x19), nel peso e nel profilo (100 e 100s pesano
285g e sono bilanciate a 325mm, la tour pesa
305g con un bilanciamento a 320mm). La potente
105 invece pesa 285g ed è bilanciata 320mm. Abbiamo poi le “Force 100” 25 e 26 caratterizzate
da lunghezza e peso ridotti.
Apex, Fusion, Blaze e serie Junior
Le racchette “Apex” sono caratterizzate dalle
nuove tecnologie “aeroskin”, “hm6 carbon” e
“vibrotech”. La prima, attraverso una particolare
superficie ispirata alla pelle di squalo, permette di
ridurre la resistenza aerodinamica del 25%; la
struttura in carbonio esagonale assorbe gli shock
all'impatto con la palla filtrando le vibrazioni indesiderate fino al 10% aumentando il controllo;
le proprietà “vibrotech”, caratterizzate da più
ampi occhielli nel ponte, diminuiscono lo shock
dell’impatto aumentando la potenza e migliorando il comfort. Le racchette “Apex” sono tre:
“pro 265”, “tour 260”, “lite 250”, e si differenziano nel peso (che corrisponde ai numeri della
nomenclatura) e nel bilanciamento (rispettiva30
mente 325, 330, 340mm).
La racchetta “Fusion Elite 100” vanta il “pentagonal geometry”, ovvero il profilo a cinque lati
nel fusto della racchetta che incide positivamente
su controllo e potenza e il “3000M g.s.”, cioè un
cuscinetto elastico posto a livello degli occhielli
che permette un maggiore movimento delle corde
e più potenza. La racchetta pesa 260g con un bilanciamento a 335mm.
Anche la serie “Blaze” è composta da tre racchette: “elite 100”, “pro 105”, “tour 100”. Si differenziano tra loro soprattutto nel piatto corde (più
ampio nella 105, che a differenza delle altre ha
uno schema corde 16x20 e non 16x19), nel peso
(l’elite pesa 260g, le altre 270g) e nel bilanciamento (la pro 310mm, le altre 320mm).
Infine, le serie junior: “force comp” in alluminio
fisso e “force team” in alluminio o-beam, che
partono da 19 pollici di linghezza e arrivano a 27
e la serie “nitro juniors” che arriva a 25 pollici.
e palle da tennis
Fort, una pallina diventata icona
Dunlop è leader nell’ideazione e nella fabbricazione di corde e palle da tennis; propone diversi
tipi di corde con proprietà molto diverse tra loro
che a breve prenderemo in analisi, ma il fiore
all’occhiello del marchio sono le palle. La linea
“Fort” è ormai un’icona per i tennisti di ogni lisegue a pagina 32
La “Force” Dunlop irrompe
continua da pag. 30
vello; viene proposta doverosamente in tubi di
metallo, che ne assicurano alta qualità e durata. È
la palla numero 1 al mondo ed è utilizzata nel
50% dei circoli italiani. Le “All Court” sono
contraddistinte dal classico tubo verde, le “tournement select”, utilizzate a livello agonistico, dal
tappo fluo. Abbiamo poi le “Premium Woven”,
ideali per la terra rossa e utilizzate agli Internazionali BNL d’Italia e al Mutua Madrid Open; le
“Super Premium Woven”, con una ritenzione superiore della pressione e infine
le “elite”. Altra linee sono: la “Premium Mid Range Tour”, divisa in
IL PRIMATO
SUL “ROSSO”
“Mid Range Woven” e “PreAlcune delle più
mium Needle Felt”, che fa della
classiche proposte
durata il proprio punto forte e la
Dunlop nel settore
delle palline, dove
“Gamma Intemedio”, ideale
l’azienda è leader
per un gioco ricreativo su tutte
da sempre. Tutti i
le superfici, divisa in “Needle
grandi tornei su
terra rossa della
Felt All Court” e “Championtour europeo
ship”. Infine la gamma per il mini
utilizzano palle
tennis: la “stage 1” con la velocità
Dunlop.
ridotta del 25%, “stage 2” di circa il
50% e la “stage 3”, più grande e lenta.
FORT ALL COURT
PREMIUM WOVEN
Debutta la Performance
Nel 2015 verrà introdotta la linea d’abbigliamento
“Performance”. Nei vari modelli da uomo si alterneranno i colori blu, rosso, bianco e grigio; saranno proposte t-shirt e polo, ma anche felpe e
tute da riscaldamento. Nei modelli da donna, sarà
possibile trovare anche modelli con micro-manica
e canotte. Confermate la linea “Club” per uomo,
donna, ragazzo e ragazza e la linea “Essentials e
Casual”, caratterizzata dall’utilizzo di colori più
accesi: felpe e t-shirt verdi e gialle e vari capi con
stampe e fantasie che richiamano il logo.
Dunlop propone una gamma di prodotti completa,
un’accurata ricerca della qualità in ogni campo,
dal materiale puramente tecnico e professionale a
quello più vicino alla sfera amatoriale. Non mancano prodotti come grip, overgrip, borse, antivibrazioni per la racchetta, cesti e tubi per le palle
dei maestri, i tubi per raccogliere le palle, reti per
il minitennis e tutto ciò che viene utilizzato sui
campi da tennis.
32
PRO TOUR
PREMIUM NEEDLE FELT BALL
MINI TENNIS STAGE 2
ORANGE BALL
orna il pizzo. Il fascino del vestito
nero, traforato. Il fascino tutto
italiano di Lotto. Lo indosserà
Agnieszka Radwanska, una delle
signore del tennis femminile, che
da quest’anno avrà al suo angolo Martina Navratilova, una grande portabandiera nel passato
dell’azienda di Trevignano. Agnieszka, con
David Ferrer, Nicolas Almagro, Kevin Anderson, Ekaterina Makarova sono solo alcuni dei
tennisti che portano con orgoglio le losanghe
rosse cucite sul petto. A conferma che Lotto Sport
Italia, attiva più che mai anche nel calcio e nel
ciclismo, rappresenta una delle società leader
mondiali nell’abbigliamento sportivo e non solo.
Lo è dagli anni ’70, quando il brand nacque
da un’idea della famiglia Caberlotto e subito
venne accolto nel tennis che conta: John Newcombe fu alfiere Lotto dal 1975 al 1978 lanciando il marchio italiano sulla scena
internazionale. E quando l’Italia di Bearzot
alzò la coppa del mondo 1982 il suo capitano, Dino Zoff, indossava scarpe Lotto.
Il tennis propose una parata di campioni:
Thomas Muster, Boris Becker, Martina
Navratilova... Dal 2009 fu la volta di
Robin Soderling, finalista al Roland
Garros l’anno prima di Francesca
Schiavone. Anche lei vestita Lotto.
Novità Stratospher-iche
Come ogni anno, il marchio italiano cerca l’innovazione nel
colore, nella linea e nei materiali. Le novità principali le
troviamo nelle calzature: la
“Raptor Ultra”, che aveva
34
raggiunto la quarta edizione, si trasformerà in
“Raptor Evo”, verrà introdotto il modello
“Viper Ultra” e verrà lanciata quella che rappresenta la vera innovazione tecnologica di
Lotto, una scarpa “speed oriented” ideata per
giocatori d’alto livello: il modello “Stratosphere”. Calzature che hanno, nella suola, la
tecnologia Puntoflex, che fornisce flessibilità ergonomica nella zona dell’avampiede mentre il
battistrada, creato con una speciale mescola di
gomma ad alta resistenza all’abrasione, garantisce una maggiore durata su tutte le superfici.
Abbigliamento:
Connor e Victoria
L’abbigliamento vede un’evoluzione delle linee precedenti, sfruttando colori accesi e ben associati
tra loro tramite fantasie originali
e piacevoli. I modelli Connor e
Victoria saranno quelli che Ferrer, Agnieszka e i loro colleghi,
indosseranno durante l’Australian Open e i primi tornei del
2015. Connor è dedicata a
giocatori giovani e attenti alle tendenze;
è realizzata in ottimo
tessuto tecnico con
LA
STR CALZ
ATO ATU
SPH RA
ERE
L
RAP A NUO
T V
DON OR EV A
NA O
grafiche impattanti ottenute con transfer diretto su
tessuto puntando sul gioco del bicolore pur mantenendo le nuances tono su tono.
Due tipologie grafiche caratterizzate dalla fusione del logo
del brand con la rete da tennis.
La linea Victoria sarà indossata da Agnieszka Radwanska e
dalle altre giocatrici che portano
la doppia losanga. La linea è studiata per le tenniste più esigenti,
prende ispirazione dal mondo
della lingerie, riuscendo a coniugare l’eleganza e la raffinatezza
del pizzo elasticizzato con le
forme e i tessuti tecnici più performanti che si fondono in modo armonico creando un’offerta di prodotto unica nel suo genere.
NNOR
a cura di
JASON D’ALESSANDRO
Fascino Lotto.
Il pizzo incanta ancora
LA LINEA CO
PER LA RADWANSKA, LA LINEA
DI ABBIGLIAMENTO VICTORIA
PER FERRER
T
Le novità in campo. Fra le sorprese di Lotto Sport Italia una linea di abbigliamento
che prende ispirazione dalla lingerie e riporta sui campi i pizzi. In versione moderna...
Stratosphere
La calzatura Stratosphere è pensata per atleti
d’alto livello, votati alla velocità, al gioco a tutto
campo e alla ricerca di una scarpa leggera, ammortizzante e in grado di offrire un’eccezionale
mobilità mantenendo al contempo l’elevata
stabilità del piede. L’esclusiva tecnologia Strasegue a pagina 36
35
Fascino Lotto...
continua da pag. 35
tosphere è racchiusa nell’intersuola
in EVA termoformata, un sistema caratterizzato da un elemento ammortizzante posizionato nell’area
tallonare e realizzato con una speciale mescola elastomerica a semisfere cave a geometria variabile.
Garantisce una resa più uniforme della scarpa nelle diverse
condizioni atmosferiche e nel
tempo, oltre a una maggiore capacità di adattamento alle differenti tipologie di peso degli atleti. Stratosphere si combina
perfettamente a Enerturn, un ulteriore sistema di
ammortizzazione in EVA a densità differenziata,
che disperde le forze negative d'impatto e restituisce all’atleta l'energia accumulata. Include inoltre
la tecnologia ReactiveArch che consiste in una
suola dinamica e dalla forma concava che si flette
assecondando i movimenti di deformazione naturale del piede e favorendo il ritorno di energia immagazzinata nel senso del movimento.
La tomaia in Kurim PU e nylon Ripstop, con fori
d’aerazione garantisce la massima traspirazione
mentre il plantare in schiuma poliuretanica, realizzato con la tecnologia Ortholite ®, garantisce
una combinazione di benefit ineguagliabili come
cushioning dall’estrema durata, altissima traspirabilità, dissipazione del sudore, ultra leggerezza
e un sistema anti-batterico brevettato.
Questa è una calzatura ideata per gli uomini, i numeri vanno da 40 a 47,5 (misura europea).
Raptor Evo
La calzatura Raptor Evo è dotata di un’elevata
resistenza agli stress biomeccanici, rappresenta, a tutti
gli effetti l’evoluzione
della Raptor Ultra, quindi
adatta a giocatori e giocatrici di livello avanzato, peso da medio a
pesante che adottano
stili di gioco tipici dei
difensori da fondo
campo e ricercano le
36
VIPER ULTRA DONNA
LA
R
UOM APTOR
P
R
DEL END O, C EVO
LA R E IL HE
APT POS
OR TO
ULT
RA
stesse elevate caratteristiche di stabilità, supporto
e controllo torsionale del modello precedente
ma in una configurazione più leggera grazie all’innovativa costruzione Seamless della tomaia
che garantisce inoltre comfort unico e traspirabilità. Questa calzatura racchiude il sistema evoluto
di ammortizzazione tallonare Syn-Pulse che, oltre
a garantire ammortizzazione grazie all’estensione
della scocca fino all’avampiede, fornisce un’eccellente stabilità torsionale negli spostamenti laterali e il sistema ReactiveArch.
Le misure vanno da 40 a 48,5 per gli uomini e da
36,5 a 42,5 per le donne.
Viper Ultra
La scarpa Viper Ultra è progettata per giocatori e
giocatrici di club di livello avanzato che richiedono ammortizzazione, leggerezza e flessibilità
per movimenti rapidi. Come la Stratosphere è caratterizzata dal sistema di ammortizzazione Enerturn, che disperde le forze negative d'impatto e
restituisce all’atleta l'energia accumulata. La
tomaia in K-PU monoblocco assicura una
buona stabilità e al contempo grande
leggerezza. La soletta in PU foam garantisce ottima ammortizzazione e
traspirabilità.
Le misure vanno da
39,5 a 47,5 per gli
uomini e da
36,5 a 42,5 per
le donne.
R
Le novità in campo. Da Kramer e Sampras a Federer e Serena Williams, passato e presente
dell’azienda di Chicago si fondono sotto l’insegna dei campioni testimonial
Wilson, lo scettro
dei re del tennis
oger Federer, Kei Nishikori, Gael Monfils,
Feliciano Lopez, Grigor Dimitrov, Juan Martin Del Potro, Serena Williams, Victoria Azarenka, Simona Halep sono solo alcuni dei
tennisti che impugnano una racchetta Wilson.
È la racchetta dei campioni. Dei Re... Contando solo gli
Slam di Roger e Serena siamo a 35! Potremmo aggiungere
quelli di Pete Sampras, quelli di Jack Kramer, ma la conclusione sarebbe la stessa. Wilson accompagna i campioni
dal 1913: racchette, corde di violino e materiale
piatto corde
97 sq inch
chirurgico, ma nel 1915
il nuovo presidente Tholunghezza
27 inch
mas E. Wilson imbocca
peso senza corde 290 grammi
la strada definitiva, punbilanciamento
325 millimetri
tando solo sullo sport. E
senza
corde
in pochi anni Wilson
conquista la vetta non
profilo
23 millimetri
schema corde
18 x 16
costruzione
Grafite / Kevlar
38
solo nel tennis, dove oggi è fra i leader indiscussi, ma anche nel
baseball, basket, football americano, badmington, calcio, golf,
squash e volley.
LA SERIE
“PRO
STAFF”
Il motore per il successo
La ricerca è il motore che spinge la compagnia verso l’eccellenza: lo studio dei materiali, la sperimentazione di nuove tecniche di costruzione, i test molto esigenti cui vengono sottoposti
i prodotti, sono alcuni degli aspetti necessari per mantenere
un’azienda su altissimi livelli. Per accompagnare i grandi bisogna essere grandi!
In questa sede analizzeremo le Serie di racchette presenti nel
2015 a partire dalla “Pro staff” di Federer per arrivare alle serie
“Burn”, “Blade” e “Juice”. Le Wilson vantano particolari e innovative tecnologie e sono classificate in tre categorie che ne facilitano la scelta nell’acquisto: le “baseliner”, per giocatori che
prediligono il gioco da fondo campo; le “attacker”, per gli attaccanti amanti del gioco di volo; le “all-courter”, per quei tennisti
segue a pagina 40
39
Tecnologia all’avanguardia. Nella “Pro Staff” scelta da Federer l’amplifeel
garantisce un’impugnatura più confortevole grazie agli inserti di basalto
Wilson, lo scettro dei re del tennis
continua da pagina 39
che si muovono su tutta la superficie del campo.
La tecnologia principale, presente nei modelli più
avanzati, è lo “spin effect”, che permette di colpire la palla con maggiore spin, riducendo il numero di errori, al punto da far sembrare la rete
più bassa (di due pollici, è la sensazione) e il
campo più lungo (12 pollici in più).
Grazie allo “spin effect” è possibile mantenere
traiettorie più alte sopra la rete, colpire a velocità
elevate riducendo il numero di errori e trovare,
durante lo scambio, angoli più acuti.
La ricerca Wilson ha introdotto anche altre tecnologie; tutte le racchette montano i “double
holes” (in italiano doppi buchi) che aumentano
il diametro dei gommini a contatto con le corde,
le quali si fletteranno rendendo più leggero l’impatto con la palla.
La serie “Pro Staff”
La “97 LS” è composta da graphite intrecciato e
Kevlar, oltre allo “spin effect” vanta la tecnologia
“amplifeel”, ovvero la presenza di inserti di basalto all’altezza del manico e un tappo più morbido, che aumenta la sensazione di comfort
nell’impugnatura.
Considerato il modello più potente e versatile
della Serie, vanta un telaio ultra leggero di soli
290 grammi con uno schema corde 18x16. Durante l’azione il telaio offre potenza extra ai colpi
e in più, abbinato alle altre tecnologie, non trascura spin e controllo.
La serie “Blade”
Serena Williams, una delle atlete più vincenti
di sempre e altri tennisti come Milos Raonic, Gael Monfils e Flavia Pennetta,
hanno scelto la “Blade”, ideale per
quei giocatori che colpiscono la palla
La “Pro staff” è la racchetta scelta da Roger
Federer, da Grigor Dimitrov e Aleksandr Dolgopolov. È nata per gli attaccanti, per chi ama il
gioco di volo e quei colpi “di classe” che richiedono particolare sensibilità: e i tre tennisti, si sa,
basano il loro gioco sull’imprevedibilità. La racchetta è caratterizzata dal colore nero e dal rosso
che ha accompagnato Roger durante tutta la carriera. È possibile trovare diversi modelli: la “97
auto”, con gli stessi
valori della racchetta con cui
piatto corde
98 sq inch
scende in campo
lunghezza
27 inch
il campione svizzero; la “97”, capeso senza corde 294 grammi
ratterizzata da un
bilanciamento
330 millimetri
peso minore; la
senza corde
“97 LS”, che anaprofilo
20,6 mm flat beam
lizziamo più aschema corde
18 x 16
vanti; e la “95 S”,
con un piatto
costruzione
Grafite / Basalto
corde di due pollici quadrati più
piccolo.
40
Nella “Blade” impugnata da Serena Williams e da Flavia Pennetta
il “parallel drilling” consente una più ampia superficie utile all’impatto
con violenza, a partire dal servizio, e necessitano
di una racchetta che metta in equilibrio potenza
e controllo. Prendiamo in esame la “98 S” ma
consideriamo la presenza di altri modelli: “98
18x20”; “104”; “101 L”. La “98 S”, oltre a “spin
effect” e “amplifeel” vanta il “parallel drilling”,
ovvero una innovativa tecnica di perforazione della
racchetta,
che permette
il posizionamento parallelo
delle
corde verticali conducendo a un
ampliamento
della superficie utile per
l’impatto e una diminuzione, quindi, del numero
degli errori in situazioni di emergenza. La “98 S”
pesa 294 g senza corde, è bilanciata a 330 mm,
ha uno schema corde 18x16 ed è costruita con
graphite e basalto.
La serie “Juice”
La “Juice” è la racchetta scelta da Victoria Azarenka e dallo spagnolo Feliciano Lopez. Entrambi, tennisti a tutto campo, riescono a tenere
lo scambio da fondo, ma sono in grado di attaccare e chiudere il punto a rete.
La “Juice” nasce
proprio per
LA SERIE
“BLADE”
segue a pagina 42
41
La nouvelle vague rappresentata da Kei Nishikori e Simona Halep ha scelto
la serie “Burn” il cui “spin effect” genera rotazioni senza eccessivo sforzo
offrire questa versatilità: costruita in BLX e con
il “parallel drilling”, offre anche la tecnologia
“amplifeel 360”, che diminuisce la sensazione di
peso, aumenta la potenza del colpo e riduce gli
shock grazie a un ampliamento del manico con
il basalto. La troviamo nei modelli “100 S”;
“100”; “100 L”; “100 UL”; “108”.
Analizziamo la “S”. Si differenzia dalla “100”
per la presenza dello “spin
effect” e nello schema
corde (la “100 S” 16x15, la
“100” 16x18); gli altri modelli sono via via più leggeri, mentre la 108 ha il
piatto corde di 108 pollici.
La “100 S” pesa, senza
corde, 304 g e ha un bilanciamento di 320 mm.
piatto corde
lunghezza
peso senza corde
bilanciamento
senza corde
profilo
schema corde
costruzione
98 sq inch
27 inch
294 grammi
330 millimetri
20,6 mm flat beam
18 x 16
Grafite / Basalto
La serie “Burn”
Le “Burn” sono le racchette utilizzate dal giapponese Kei Nishikori,
finalista agli U.S. Open e da Simona Halep, finalista al Master WTA 2014 di Singapore. Le racchette “Burn” sono rivolte ai tennisti, che come
loro, amano il gioco da fondo campo. Sono disponibili diversi modelli: “100 S”; “100 LS”;
“100 ULS”, dove la “S” sta per “spin effect”, “U”
per “Ultra” e “L” per “light”; quindi abbiamo un
calo di peso e la variazione di alcuni valori. La
42
“S” pesa 300 grammi senza corde, le altre rispettivamente 280 e 260: la “ultra light” è la racchetta
più leggera che vanti lo “spin effect”, genera rotazione senza troppo sforzo ed è molto facile da
giocare. Il bilanciamento è di 325 mm per le
prime due e si sposta verso la testa nella “ultra
light”: 335 mm. Tutti questi modelli hanno uno
schema corde 18x16, vantano un piatto corde di
100 pollici quadrati e la tecnologia BLX, caratterizzata da innesti
di basalto che offrono maggiore
resistenza alle vibrazioni. Abbiamo poi i modelli “100” e “100
Team” i quali, privi di “spin effect”, aumentano la potenza a
scapito delle rotazioni e si differenziano tra loro nel piatto corde,
rispettivamente 16x19 e 16x20;
nel peso, 300 g e 267 g; nel bilanciamento, 325 mm e 330 mm.
La “team” è rivolta a tennisti
meno esperti.
Spazio alle linee Junior
Wilson offre ampia scelta a chi
cerca la racchetta adatta al proprio gioco e, oltre alle Serie appena descritte, troviamo atri
modelli con specifiche caratteristiche: le linee “Junior”, dedicate
ai più piccoli, le “triad technology”, con racchette i cui ovali
superano anche i 110 pollici quadrati e una lunghezza oltre i consueti 68,58 cm. Insomma “pezzi” estremi per
giocatori estremi. Abbiamo le BLX: “three”,
“five” e “five lite”, le quali, caratterizzate dalla
tecnologia “triad” e lunghe 27,25 pollici (69,22
cm), si differenziano nella misura dell’ovale (rispettivamente 113, 103, 103 pollici), nel peso
(258, 264, 249g senza corde) e nello schema
corde (16x19, 16x20, 16x20); tutte permettono
una grande manovrabilità e causano uno shock
LA SERIE
“JUICE”
Le borse riprendono i colori scelti dai campioni. Nella Pro Staff Elite,
dominano il rosso e nero che Federer ha voluto sempre con sé
molto ridotto al braccio grazie all”amplifeel” e le
altre nuove tecnologie introdotte da Wilson. Le
racchette “Junior” riprendono le Serie principali,
quindi avremo “Pro staff”, “Burn”, “Blade” e
“Juice” con valori ridotti. Abbiamo poi la rivisitazione dei modelli di Federer e Monfils, che portano gli stessi colori ma valori completamente
diversi: piatti corde che raggiungono i 105 pollici
BORSA PRO STAFF ELITE
Wilson, lo scettro dei re del tennis
continua da pagina 41
e pesi che variano da 275 a
305 g; e alcuni modelli ancora più estremi: “US
Open”, “Tour Slam”,
“Hope”, “Fusion XL”,
“Grand slam XL”; con
piatti corde che raggiungono anche i 113 pollici
quadrati.
Le borse
dei campioni
Tutto quello che ha a che
fare col tennis lo si può trovare con la “W” di Wilson:
il marchio statunitense
mette a disposizione ogni
cosa agli atleti di ogni livello. I borsoni sono di altissima qualità e il frutto
di una ricerca accurata di stile e colori: vengono
riprese le Serie delle racchette dei campioni, infatti abbiamo la “Pro Staff” rossa di Federer, la
“Burn” nero e arancio, la “Blade” nero e verde e
la “Juice” blu e celeste. Ogni modello è curato
nei particolari; prendiamo in analisi la “Pro staff
Elite” di Federer: è una fedele replica della borsa
che userà il fuoriclasse svizzero nei tornei ATP,
dalle misure abbondanti ma non eccessive e
ideata per trasportare 12 racchette (ovviamente la linea prevede altri tre modelli con
misure ridotte). Come le altre borse che i
marchio propone, vanta parecchi comfort: è
provvista di un largo compartimento per i
vestiti, un altro per l’equipaggiamento e uno
spazio per accessori come tablet o smartphone. Il tessuto hi-tech dona alla borsa
grande robustezza e resistenza ai raggi UV
e gli spallacci garantiscono un ottimo comfort durante il trasporto, anche a pieno carico. Le dimensioni: 70x42x34.
Il mondo Wilson
Il mondo Wilson non finisce
qui, è in uscita una nuovissima linea d’abbigliamento. Testimonial
il
tedesco Philipp Kohlschreiber, che dunque, oltre ai ferri
del mestiere, portano la “W”
anche su t-shirt, calzoncini e
scarpe da gioco.
La linea Wilson abbraccia
ogni età e categoria; uno studio approfondito dei materiali ha condotto allo
sviluppo di capi traspiranti
ideali alle condizioni avverse
in cui può giocare il tennista.
Presto, oltre ad analizzare
ogni novità dei primi tornei
del 2015, faremo un focus
sulle proposte d’abbigliamento firmate Wilson,
sul materiale e le tecnologie utilizzate.
43
Head e altri.qxp_Base_Matchpoint_17x24 11/01/15 13:25 Pagina 1
LE NOVITÀ IN CAMPO. Veloci, sempre più veloci. Head ha affidato a Djokovic l’arma giusta
per le sue caratteristiche. La “XT Speed” del numero 1 fonda le sue risorse sul Graphene
Evoluzione Head:
velocità No Limits
N
a cura di
JASON D’ALESSANDRO
ovak Djokovic, numero uno del
ranking ATP, impugna una Head.
Il brand austriaco lo sostiene
dalla fine del 2008, quando iniziò a giocare con una “YouTek
Speed Pro”, per poi passare, nel 2011, a una
“Head YouTek IG Speed Pro”. Impugnando
una Head, il campione serbo ha portato a casa
diversi tornei dello Slam (il suo palmares: 4
Australian Open, 2 Wimbledon, 1 U.S. Open)
e ben 48 tornei totali ATP. Oggi Novak gioca
con una “YouTek Graphene Speed Pro”, e
ha fatto proseliti. Oltre a Djokovic, molti
altri campioni hanno scelto Head: Andy
Murray, considerato uno dei Fab Four e
vincitore di due prove dello Slam; Thomas Berdich, da anni nelle prime posizioni del ranking; Marin Cilic, vincitore
dell’ultima edizione degli U.S. Open; Richard Gasquet; Gilles Simon; Maria Sharapova, da tempo tra le tenniste più forti
del tour WTA e Sloane Stephens, tennista
statunitense classe ‘93.
Head, al 30 per cento...
Head nasce in Austria negli anni ’50 e rappresenta, oggi, uno dei maggiori produttori e distributori globali di attrezzature per tennis, sci
e nuoto. Con doppia sede a Kennelbach, in
Austria, e ad Amsterdam, in Olanda, si muove
in tutta Europa e riveste, nel tennis, un ruolo
46
di prim’ordine, tanto che almeno il 30% dei
tennisti ATP gioca con una racchetta Head.
La vera crescita del marchio inizia verso la
fine degli anni ’60, quando il fondatore del
brand, Howard Head I, introduce la racchetta
in alluminio. Oggi, oltre al materiale tecnico,
Head si occupa anche di calzature ed equipaggiamento per atleti a tutti i livelli competitivi.
La continua ricerca dei materiali è alla base
della progettazione di racchette sempre più
leggere e prestanti: oggi Head utilizza il “graNovak Djokovic e Maria phene”, la lega più forte e leggera al mondo.
Sharapova, le due punte
di diamante dello squadrone
Head nel Tour. Qui sopra,
la pubblicità per le nuove
Speed, affidata a Djokovic.
Graphene XT Speed
La Serie Graphene XT Speed rappresenta
l’evoluzione della già rivoluzionaria tecnologia “Graphene”. La tecnologia XT permette di
ottimizzare la ridistribuzione della massa della
racchetta nei punti strategici aumentandone la
solidità di oltre il 30% e la capacità di trasferimento dell’energia potenziale del 10%, portando a un aumento della velocità di palla e
del gioco. L’energia si trasferisce direttamente sulla palla e i nuovi modelli “Graphene XT Speed REV” sono fino al 20%
più leggeri rispetto ai convenzionali con
equivalente “swingweight”, ovvero “momento d'inerzia”.
I modelli REV sono dotati anche dell'innovativa tecnologia “Adaptive String
Pattern” (ASP), che consente ai giocatori
di sostituire gli inserti con i grommet, scegliendo tra uno schema corde 16x16, per
avere più potenza e spin e uno 16x19, per
avere maggiore controllo.
Più modelli per più tennisti
In aggiunta ai nuovi modelli “Speed REV
Pro” e “MP A” (disponibile anche con ASP),
la linea di racchette Speed include anche i già
noti modelli “Pro”, “MP”, “S” e “Lite”. Tutte
le racchette si caratterizzano per una maggiore
velocità ma anche per un nuovo design: il look
asimmetrico alternato con colori fluo e le
corde, anch'esse in tinte fluo, catturano lo
segue a pagina 48
Lo squadrone Head
Atp players:
Kevin Anderson
Tomas Berdych
Carlos Berlocq
Jeremy Chardy
Marin Cilic
Novak Djokovic
Ivan Dodig
Richard Gasquet
Tommy Haas
Martin Klizan
Marinko Matosevic
Florian Mayer
Andy Murray
Gilles Simon
Radek Stepanek
Mikhail Youzhny
Horacio Zeballos
Wta players:
Bojana Jovanovski
Svetlana Kuznetsova
Shuai Peng
Tsvetana Pironkova
Maria Sharapova
Yaroslava Shvedova
Sloane Stephens
Roberta Vinci
47
Head e altri.qxp_Base_Matchpoint_17x24 11/01/15 13:25 Pagina 3
La nuova linea Graphene Speed da metà gennaio si è arricchita di tre nuovi
modelli, la Pro, la “S” e la Lite. Una per ogni possibile stile di gioco
Velocità No Limits
continua da pagina 47
piatto corde
lunghezza
peso senza corde
bilanciamento
senza corde
profilo
schema corde
costruzione
HEAD
GRAPHENE
SPEED MP
piatto corde
lunghezza
peso senza corde
bilanciamento
senza corde
profilo
schema corde
costruzione
100 sq inch
27 inch
300 grammi
320 millimetri
22 millimetri
16 x 19
Graphene XT
sguardo imprimendo a queste racchette una sorta
di veste iconica. I modelli “Graphene XT
Speed” “MP”, “MP A” e “Rev Pro” sono disponibili da novembre 2014, mentre i modelli
“PRO”, “S” e “Lite” saranno sul mercato dal
12 gennaio 2015. Questi modelli si differenziano nel peso, nell’area dell’ovale e nel profilo;
quindi ognuna si adatta a un particolare stile di
gioco.
98 sq inch
27 inch
300 grammi
320 millimetri
22 millimetri
16 x 19 - 16 x 16
Graphene
HEAD
GRAPHENE
SPEED MP A
piatto corde
lunghezza
peso senza corde
bilanciamento
senza corde
profilo
schema corde
costruzione
98 sq inch
27,4 inch
265 grammi
340 millimetri
Graphene Pro, MP, S e Lite
La “Pro” di Djokovic ha un piatto corde da 100
pollici quadrati, pesa 315 g, ha un profilo di 22
mm e uno schema corde 18x20. È certamente
una racchetta per giocatori avanzati; oltre al peso
elevato, anche bilanciamento e schema corde
permettono maggiore controllo e precisione a
scapito di un pizzico di potenza. La “MP” e la
“S” invece si avvicinano al giocatore meno
esperto e sono molto simili tra loro: potenza e
spin alla palla grazie a un piatto corde da 100, un
48
profilo
di 22
mm e
uno schema
corde 16x19,
l’unica differenza la troviamo
nel peso, rispettivamente 300 e
285 grammi. La
“Lite” infine, ancora più leggera
(260 g) e con un
profilo di 24
mm, aumenta la
capacità di generare potenza.
25/22,5/24 mm
16 x 19 - 16 x 16
Graphene XT
HEAD
GRAPHENE
SPEED
REV PRO
Graphene Speed MP Ae Rev Pro
La linea di racchette Head Graphene XT Speed
BORSA HEAD
SPEED 12 R MONSTERCOMBI
La borsa di Djokovic,
la più grande di casa
Head. Contiene dodici
racchette. Dimensioni:
79x34x44, si trasforma
in uno zaino.
Nasce come zaino, scomparto
imbottito per una racchetta,
tasca frontale con zip.
BACKPACK HEAD SPEED
include anche i seguenti due nuovi modelli, dotati della tecnologia Adaptive String Pattern
(ASP): la “Head Graphene XT Speed MP A” e
la “Rev Pro”. La prima è una versione Tour più
leggera, ottimizzata per avere versatilità e potenza: è caratterizzata da un ovale da 100 pollici
quadrati, pesa 300 g, ha un profilo di 22 mm e
vanta l’ASP, ovvero la possibilità di cambiare
gli schemi corde 16x19 e 16x16 in base al proprio gioco. La “Rev Pro” invece ha un piatto
corde da 98, è lunga 695 mm, pesa 265 g e ha un
profilo 25/22,5/24 mm. Anche la Rev Pro prevede l’ASP (16x19, 16x16).
La serie Junior
Come tutti i grandi brand, Head propone una
serie Junior con le stesse caratteristiche della
linea principale: “Speed jr”; “Speed jr 25”;
“speed 25” “Speed 26”; “Speed 23”; “Speed
21”. Le prime due rappresentano il mix perfetto
tra potenza e controllo e sono ideali per tutti
quei ragazzi che tentano di giocare come il campione serbo: i due modelli prevedono, oltre alla
tecnologia “Graphene”, un piatto corde da 100,
un profilo da 24 mm e uno schema corde 16x19
e si differenziano soprattutto nella lunghezza (la
prima 660, la seconda 635 mm)
e nel peso (la
prima 250, la seconda 230 g
senza corde). Le
“Speed 25 e 26”
non prevedono
la tecnologia
“Graphene”,
come le precedenti sono lunghe rispettivamente 660 e 635
mm, ma si differenziano nel
piatto corde di
102, nel profilo
di 20 mm e nel
peso (rispettivamente 240 e 230 g). Le ultime due sono ideate
per bambini da 4 a 8 anni: con un peso poco superiore ai 200 g, una lunghezza che nella “23”
raggiunge i 585 mm e nella “21” i 535 mm. La
dote comune: permettono grande manovrabilità
ai tennisti più piccoli.
Borsa grande per grandi giocatori
Il marchio è attivo su più fronti: nella progettazione di borse tecniche, corde e palle, di grip,
overgrip, altri accessori per la racchetta e nell’abbigliamento tecnico. La borsa che accompagnerà Novak Djokovic in tutti i tornei sarà in
bianco e nero, secondo la “tradizione” speed e la
linea del campione serbo. Sono previsti tre modelli: “12 racchette”, “9R supercombi” e “backpack”; prendiamo in analisi il primo. È costruito
per il 70% da poliestere, il 25% PU, il 5% TPU
e vanta le misure 79x34x44 cm. Il sistema di
spallacci lo “trasforma” in un grande zaino e
permette di distribuire il peso, ha 3 grandi scomparti per 12 racchette, uno scomparto integrato
per le scarpe e quattro tasche, due interne e due
esterne, per gli accessori. Negli altri modelli variano solo le dimensioni, più ridotte.
(• Per la nuova Head Instinct, vedere a pagina 9)
49
Head e altri.qxp_Base_Matchpoint_17x24 11/01/15 13:25 Pagina 5
LE NOVITÀ IN CAMPO. Anche Nadal ha optato per la tecnologia ”Play”, e ha voluto
presentare a Melbourne la nuova Pure Drive che lo connetterà con il suo stesso gioco
B
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a cura di
JASON D’ALESSANDRO
abolat connette il tennista ai suoi movimenti: li
conta, li misura, classifica ogni spostamento della
racchetta. Nel 2012 il prestigioso marchio francese
presentò il progetto “play and connect”, la cosiddetta
racchetta intelligente, scuotendo il mercato del tennis
con una grande innovazione. «Nel 2015 avremo sempre più giocatori
che useranno una Babolat Play. Sono convinto che nei prossimi dieci
anni il mondo del tennis sarà connesso al 100%», disse allora Eric
Babolat, forte dei successi passati e fiducioso nel marchio che rappresenta. Oggi il marchio francese è sempre più fra i leader del tennis
mondiale: è attivo in più di 100 paesi con 20000 punti vendita e altrettanti partner club. Rafael Nadal, re indiscusso della terra rossa,
Jo Wilfried Tsonga, Fabio Fognini, Julien Benneteau, Caroline Wozniacki, Sara Errani, Agnieszka Radwanska, sono tennisti che impugnano una Babolat. E la tecnologia “play” resta il punto d’arrivo
della scienza applicata alla racchetta, fiore all’occhiello della casa
francese grazie all’ammiraglia Babolat Pure Drive, che nel 2015
si ripresenta in una nuova versione, presentata con tutti gli onori
dallo stesso Nadal alla vigilia dello Slam di Melbourne.
Nati insieme al tennis
Babolat nasce a Lione nel 1875 ed è la più antica compagnia specializzata nella produzione di corde da tennis. La “doppia linea” rappresenta il logo del marchio: stampato sulle corde appena sopra il
cuore della racchetta, è ormai a tutti gli effetti una delle
icone dell’equipaggiamento dei tennisti di
ogni livello. Il tennis nasce nel
1874 e appena un anno
più tardi gli studiosi
del marchio lionese creano le corde che si intrecciano nell’ovale; lo
studio, ovviamente, non si ferma qui e nel 1925 viene introdotta la
tecnologia “VS” (che nel ’55 propone le prime corde sintetiche), che
tutt’ora rappresenta il top quality delle corde da tennis. Insieme all’innovazione arrivano i successi, prima con Suzanne Lenglen e i
moschettieri Borotra, Brugnon, Cochet e Lacoste, poi con l’afroamericano Arthur Ashe, che nel 1968 porta a casa gli U.S. Open
giocando con corde Babolat. Gli anni successivi vedono l’introduzione delle prime macchine incordatrici elettriche;
Bjorn Borg che diviene ambasciatore del marchio;
Pete Sampras che vince 14 titoli dello Slam con
corde Babolat e nel 1998, la prima racchetta
Babolat (nelle mani di Carlos Moya)
vincente in uno Slam, il Roland Garros.
Oggi, oltre al materiale tecnico,
il marchio francese propone
abbigliamento e scarpe di
ultima generazione ed
è attivo anche nel
badminton e nel
padel.
Babolat Pure Drive, una svolta strategica
Nel 1994 Babolat impone una svolta strategica alla propria storia,
lanciandosi nella creazione e produzione di racchette da tennis; solo
quattro anni più tardi vince un torneo dello Slam.
La prima “Pure Drive” in commercio sconvolse
le regole del mercato con una racchetta blu di
forma ellittica. Mai vista prima. Da quel momento fino ai giorni nostri l’evoluzione non si è
mai fermata e ci ha condotto a una delle racchette
più vincenti in commercio e a presentare il modello che troveremo in campo nel 2015.
La tecnologia “play” ha permesso di capire che
il punto d’impatto della palla sull’ovale non è perfettamente centrato, ma spostato leggermente
verso l’alto; così gli ingegneri Babolat hanno studiato
un sistema, chiamato “FSI”, che comprende due diverse tecnologie: la “woofer” che aumenta il tempo di
contatto
Evoluzione.
Rafa Nadal, la Pure Drive
e, sotto, l’evoluzione della Pure
Drive Play in tre riquadri: l’apertura
del chip nel manico, il chip pronto per il cavo
USB, e la connessione... A misura di PC e di Smartphone
50
segue a pagina 52
51
Head e altri.qxp_Base_Matchpoint_17x24 11/01/15 13:25 Pagina 7
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continua da pagina 51
La “Pure Drive Play”, connessa al PC, fornisce al tennista il resoconto della sua sessione di gioco:
durata, energia utilizzata, colpi totali analizzati uno per uno, il localizzatore d’impatto e l’interfaccia pulse
computer dopo aver istallato il software specifico.
con la palla aumentando controllo e comfort; e uno schema corde
più fitto nella zona “calda” del piatto, che offre al giocatore maggiore
regolarità nei colpi lunghi. La nuova “Pure Drive” mantiene i colori
nero, blu e bianco ed è ben visibile la scritta “drive” sulla parte
esterna del telaio; vanta un ovale da 100 pollici quadrati con
schema corde 16x19, un peso da 300 g senza corde bilanciato a
320 mm, una rigidità di 72 e un profilo del telaio 23,5/26/22,5
mm. Il marchio lionese non delude le aspettative e propone, per il
ventunesimo anno consecutivo, una racchetta che non lascia nulla
al caso, concreta, vincente.
Colpi on-line
La rivoluzione è in corso
Ecco il
localizzatore
d’impatto
52
Nel mondo del tennis, una rivoluzione è in corso. I grandi cambiamenti nascono così: un prodotto che fino a poco tempo prima solo
pensarlo era follia, pareri discordanti, chi difende e chi attacca l’inBABOLAT
novazione, le prime prove con pregi e difetti. Da qualche mese la
nuova “Babolat Play” è al centro dell’attenzione: può Nadal miPURE DRIVE
gliorare ulteriormente il proprio gioco grazie
2015
a un “cip” inserito nel manico della sua
racchetta? Può un giocatore di quarta capiatto corde
100 sq inch
tegoria migliorare i colpi fondamentali oslunghezza
27 inch
servandosi nelle statistiche? Babolat si
muove veloce in questa direzione. Eric Bapeso senza corde 300 grammi
bolat è convinto che a breve tutte le racbilanciamento
320 millimetri
chette monteranno un sistema come
senza corde
questo e ogni giocatore sarà connesso coi
profilo
23,5/26/22,5 m
suoi colpi.
schema corde
16 x 19
Tennis connect
tipo di swing
Medio veloce
Potenza, localizzatore d’impatto, diritto, rocostruzione
Graphite
vescio, smash, servizio, effetto, tempo di
gioco, percentuale, energia, scambi: tutto
questo è “Babolat Pure Drive Play”.
Le caratteristiche “fisiche” della racchetta non si allontanano da
quelle del modello “Pure Drive” che abbiamo appena descritto; la
racchetta mantiene un piatto corde da 100 pollici con uno schema
corde 16x19 e un peso di 300 g.
Le sensazioni quindi saranno le stesse con la differenza che la nuova
“play” prevede, nel manico, un cervello da 20 grammi (che non
altera il peso in quella zona) che memorizza, calcola e schematizza
tutti i colpi del tennista.
Basta premere il pulsante sulla base del manico e il “cervello” si accende, è possibile suddividere la sessione premendo lo stesso pulsante (esempio... Riscaldamento, partita eccetera).
Finita la sessione verranno scaricati i dati: Babolat fornisce un
cavo USB attraverso il quale trasferirli sul proprio personal
BABOLAT
PURE
DRIVE
PLAY
Quando il tutto viene connesso avremo una sorta di schermata
“home” con un resoconto: durata della sessione, utilizzo dell’energia e colpi totali; quest’ultima voce prevede l’analisi di ogni
colpo (diritti, rovesci, smash e servizi) riportando rotazioni ed effetti
che gli sono stati conferiti (per esempio 24 diritti in top spin; 14
piatti; 5 slice).
Uno degli aspetti più interessanti è il localizzatore d’impatto: il
software Babolat propone una racchetta stilizzata con il piatto
corde diviso in 5 spazi (centrale, alto, basso, laterale destro e sinistro), che riporta le percentuali d’impatto nelle varie zone valutando così la regolarità dei colpi.
Infine abbiamo l’interfaccia “Pulse”, che si modifica in funzione di
tecnica, resistenza e potenza: il valore è la percentuale media di questi tre valori (l’esempio che troviamo sul sito Babolat è 44,66%; dato
da 31% nella tecnica, 82% nella resistenza, 21% nella potenza). Le
percentuali sono in relazione alle prestazioni dei “Babolat top level”:
Rafa Nadal, Fabio Fognini e Jo Wilfried Tsonga rappresentano, ovviamente, il 100%.
La comunità Babolat
piatto corde
lunghezza
peso senza corde
bilanciamento
senza corde
profilo
schema corde
tipo di swing
costruzione
100 sq inch
27 inch
300 grammi
320 millimetri
23/26/23 mm
16 x 19
Medio veloce
Graphite
Tutti i dati che vengono raccolti saranno a disposizione del giocatore,
che potrà quantificare le idee e le
sensazioni che prova sul campo;
potrà quindi fare chiarezza su lacune e punti di forza impostando di
conseguenza le successive sessioni
di allenamento.
Tutti questi dati inoltre, saranno
connessi al “mondo” Babolat:
ogni “possessore” di una “Babolat Play Pure Drive” avrà un profilo personale e in base ai risultati
e alle ore di gioco scalerà, salendo
man mano di livello, la classifica
della Community Babolat.
Il marchio francese, oltre alla ricerca di materiali ultra leggeri e innovativi si adatta alle evidenze della nostra era tecnologica: connette
il tennista ai propri colpi e apre la strada verso una “comunità” di
atleti d’avanguardia.
Solo il tempo ci dirà se sarà veramente rivoluzione, come sostengono
in Babolat. Nel frattempo, da una parte all’altra della rete, conviene
iniziare a chiederci se siamo… Abbastanza connessi.
53
Head e altri.qxp_Base_Matchpoint_17x24 11/01/15 13:25 Pagina 9
Isometria - S.F.
In geometria, la corrispondenza
tra due superfici che lascia
inalterate le lunghezze
degli archi di curva
corrispondenti
YONEX V CORE
TOUR HG
piatto corde
lunghezza
peso senza corde
bilanciamento
senza corde
profilo
schema corde
costruzione
54
97 sq inch
27 inch
330 grammi
310 millimetri
20 millimetri
16 x 20
Grafite,
Micro core,
Neo CS
Carbon Monotube
Y
LE NOVITÀ IN CAMPO. Da trent’anni la particolare forma
del piatto corde è il marchio di fabbrica dell’azienda giapponese
Yonex, il tennis servito
su un piatto isometrico
onex nasce nel
1946. Inizialmente
produce motori
ma, una decina
d’anni più tardi, si
avvicina al mondo del badmington e poi al tennis. Attiva da subito un’importante ricerca dei
materiali e già nel 1969 propone
una racchetta da tennis in alluminio. Il marchio deriva dalla “Yoneyama Company Ltd.”, il quale
fondatore Minoru Yoneyama,
uomo di larghe vedute e stanco di
produrre reti da pesca, spinge la
compagnia allo studio dei motori
e alla lavorazione sperimentale
del legno, avvicinandosi, qualche
anno dopo, alla fabbricazione
degli attrezzi del “mestiere” sportivo. Nel 1961, la Yoneyama Trading Ltd. si stabilisce a Tokio e
nasce la fabbrica che ancora
oggi distribuisce i pezzi
marchiati “YY” in ogni
parte del mondo.
Campioni
isometrici
Nel 1980 inizia la vera
ascesa del marchio nel
tennis: grandi campioni
come Martina Navratilova
e Billie Jean King iniziano a
dominare la scena impu-
gnando racchette Yonex; quell’anno viene presentata la serieR e soprattutto la R-1, la prima
racchetta isometrica, al centro
di una sperimentazione che
giunge fino ai nostri giorni. Gli
anni ’80 sono quelli della svolta:
nell’82 la super light R-7 fu la
prima racchetta a vincere nello
stesso anno French Open e Wimbledon; le continue vittorie di
Martina Navratilova affermarono
sempre più la qualità dei prodotti
giapponesi, che rinnovarono il
successo negli anni ’90, quando
emerse Monica Seles, e successivamente grazie a Martina Hingis.
Il marchio giapponese non ha
perso prestigio e ha come principali testimonial il numero 4 del
ranking Stan Wawrinka, vincitore dell’Australian Open 2014,
Juan Monaco, Nick Kyrgios,
Lleyton Hewitt, Ana Ivanovic,
Angelique Kerber, Maria Kirilenko e Sabile Lisicki.
Controlli di qualità
made in Japan
I nuovi prodotti Yonex verranno
presentati nei primi mesi del
2015, e appena saranno sul mercato li analizzeremo a fondo. Intanto vi proponiamo le racchette
presentate di recente, che rappresegue a pagina 56
sentano il fiore all’occhiello del
marchio giapponese: la “Vcore
Tour Gravity” e la “Vcore SI”, rispettivamente impugnate da Wawrinka e Monaco.
Yonex è l’unica avanguardia
giapponese che produca materiale sportivo di alta qualità:
ogni “pezzo” subisce, all’interno
della fabbrica, un elevato numero
di controlli, frutto di una maniacale attenzione ai pesi delle singole serie e alle differenze di
peso tra i telai di uno stesso modello.
La più evidente caratteristica
delle racchette Yonex è la forma
isometrica del piatto corde, progettata per agevolare l’uscita
controllata della palla anche nei
colpi decentrati. «Basta paragonare un piatto corde convendionale con il nostro piatto isometrico», sostengono gli esperti
Yonex, «sarà come giocare con
una racchetta più grande del 7
per cento».
Vcore Tour Gravity
La racchetta di Stan Wawrinka rispecchia le caratteristiche del tennista: ha un piatto corde di 97
pollici, è progettata per giocatori
d’attacco, ma non trascura il controllo. Come tutte le racchette
55
Head e altri.qxp_Base_Matchpoint_17x24 11/01/15 13:25 Pagina 11
Il tennis servito su un piatto isometrico
continua da pagina 55
YONEX
V CORE SI 98
il “Carbon
monotube”
migliorano
stabilità e
spin. Grazie
all’integrated
Power Weight
System (IPS)
22 millimetri
istallato alle
16 x 20
ore 3 e 9, la
distribuzione
Graphite,
del peso perMicro core,
mette di manNanometric
tenere la racchetta nella
corretta posiYonex vanta la forma isometrica
la quale, figlia di una ricerca zione nei momenti di inerzia. La
trentennale, riesce, attraverso un serie “Vcore Tour” prevede
aumento delle intersezioni tra le oltre alla “Gravity”, nelle due
corde ad aumentare la superficie versioni G e HG rispettivamente
utile per colpire la palla, limi- leggera e pesante anche i motando così il numero degli errori delli 89 e 97.
senza andare a inficiare la velocità della stessa.
Vcore Si
Il “3D Vector Shaft” permette La racchetta di Juan Monaco
un grande spin e un maggiore vanta l’innovativa tecnologia
controllo dei colpi in tutte le di- “Bt hibrid stringing system”
rezioni; le scanalature del telaio ovvero l’inserimento, a conmigliorano la rigidità della rac- tatto col telaio, di particolari
chetta diminuendo le vibrazioni gommini (in inglese grommet)
del telaio. Il “Micro core”, ov- che massimizzano il movivero una maggiore densità delle mento delle corde per genecomponenti del nucleo inserita rare maggiore spin. Gli
alle ore 2 e 10 del piatto corde e inneschi delle corde principali,
piatto corde
lunghezza
peso senza corde
bilanciamento
senza corde
profilo
schema corde
costruzione
56
98 sq inch
27 inch
305 grammi
315 millimetri
per capirci quelli posizionati a
ore 12, aiutano il movimento
parallelo delle corde, quelli
delle corde orizzontali (ore 9)
invece aiutano, producendo movimenti verticali, il tempo d’impatto della palla.
Come tutte le racchette Yonex,
anche le racchette “Vcore Si”
sono caratterizzate dalla forma
isometrica e come le “Tour”
vantano le tecnologie “Micro
core” e “Vector Shaft”. Juan
Monaco gioca con un piatto
corde di 98 pollici ma la serie
“Vcore Si” propone anche altri
modelli: la “100”, la “team” e la
“105”.
In arrivo le novità
Yonex, da oltre mezzo secolo,
rappresenta uno dei leader nella
produzione di materiale tecnico
per il tennis; oltre alle racchette
propone una linea d’abbigliamento completa: t-shirt, calzoncini, tute, scarpe e gli accessori
come fasce e polsini. Stan Wawrinka, oltre ad avere una racchetta Yonex, veste con lo stesso
marchio cucito sul petto.
Molto interessanti sono i borsoni da allenamento e porta racchette, curati nei minimi
particolari e funzionali ad ogni
livello di gioco.
La vasta gamma che Yonex
propone nel tennis, che comprende anche ogni accessorio
tecnico come grip, overgrip e
antivibrazioni, sta per essere
innovata; a breve verranno presentati i nuovi prodotti e subito
passeranno sotto lo scanner di
Tennis Market.
JASON D’ALESSANDRO
LE NOVITÀ IN CAMPO. Gennaio è anche il mese dei saldi
Ne ha approfittato Australian, con una bella proposta
G
BORSA
TENNIS
È tempo di saldi
Sul sito www.australian.it a prezzi scontati, tutte
le collezioni dell’azienda milanese, anche le ultime
Acquistare è facile: c’è tempo fino al 10 febbraio
a cura di
NICOLETTA AZZOLINI
ennaio è il mese dei saldi, ma
non sono molte le aziende-tennis
che ne hanno approfittato. Ben
venga, dunque, l’idea di Australian, che ha dato un deciso ritocco verso il basso al suo listino, invitando
tutti gli appassionati (del tennis, e anche quelli
del marchio del canguro, ché ce ne sono molti)
a mettersi comodamente seduti al proprio
computer e accedere al sito www.australian.it.
Acquisti veloci, sicuri, e ben gestiti dall’azienda di via Tito Livio a Milano. I prodotti
sono ben inquadrati, accessibili, il carrello per
fare gli acquisti non presenta problemi ardui
per i meno esperti di computer.
CANOTTA BIMBA
da 35 € a
ABITINO DRY LIGHT
da 55 € a
58
POLO GAME
da 45 € a
29 €
TUTA PLAY
da 120 € a
TUTA FIRE
da 120 € a
69 €
T-SHIRT ARMY
da 49 € a
69 €
34 €
35 €
PILE
da 39 € a
POLO BRAZIL
da 69 € a
30 €
POLO MATCH da 45 € a
34 €
FELPA BIMBO
da 59 € a
49 €
FELPA WORKOUT da 92 € a
64 €
40 €
T-SHIRT FLOWERS
da 49 € a
34 €
25 €
39 €
segue a pagina 60
FELPA EASY ROAD da 69 € a
49 €
FELPA STREETWEAR
da 70 € a
55 €
VARSITY FORO ITALICO
da 89 € a
60 €
ABITINO DRY LIGHT
da 55 € a
39 €
POLO DRY LIGHT da 50 € a
40 €
59
È tempo di saldi
continua da pagina 58
Ha avuto coraggio Australian. Ha tirato fuori e
messo in saldo tutte le sue collezioni: uomo,
donna, bambino e Foro Italico. Anche le più
nuove, come la collezione Flowers, come la
Army, e le classiche, delle quali fanno parte
capi come le polo Match, Dry Light e Game,
appaiono nel maxi store dei saldi. In media il
ribasso è intorno al 25/30 per cento, ma sui
capi più costosi, come le giacche e i giubbotti
si taglia tranquillamente il traguardo del 40
per cento. I saldi Australian termineranno il 10
febbraio. C’è ancora tempo, ma non molto...
POLO USA
da 69 € a
49 €
SHORT DRY LIGHT
da 55 € a
60
38 €
POLO ESP
da 69 € a
49 €
GONNA ARMY
da 46 € a
32 €
LEGGINS SHOCK
da 44 € a
30 €
CULOTTE
da 29 € a
20 €
GONNA TENNIS
da 39 € a
27 €
SHORT ARMY
da 60 € a
45 €
SHORT TOP SPIN
da 45 € a
SHORT SLAM
da 49 € a
35 €
35 €
LE NOVITÀ IN CAMPO. La nuova linea Tomas Berdych Collection appare meno aggressiva.
Restano colore e stravaganza, tecnologia e prezzi bassi, in linea con la filosofia del colosso svedese
H&M
e Berdych,
il tennis
per tutte
B
TOMAS BERDYCH
COLLECTION.
Maglietta da tennis
a maniche corte
in tessuto tecnico
traspirante
ad asciugatura rapida.
Regular fit.
14,99
euro
a cura di
NICOLETTA AZZOLINI
le tasche
erdych fa da modello in campo, e sembra ci riesca bene. Indossa da oltre un anno e senza
troppe remore le t-shirt coloratissime e fluorescenti del colosso svedese H&M, le ha fatte conoscere un po’ ovunque
nel circuito tennistico, e oggi
può permettersi di scegliere
fra capi più riposanti, meno
forti nelle tonalità. Conoscendolo, è quello che fa
per lui. La nuova Tomas
Berdych Collection dà
prova di maturità e appare davvero molto
centrata. Le nuove t-shirt
non rinunciano al colore
(nero, turchese) e alla stravaganza, ma appaiono ben congeniate, piacevoli al colpo
d’occhio. E assai poco costose,
in linea con la filosofia H&M.
Per scendere in campo (T-shirt,
shorts e calzini), comodi e supportati da un bel po’ di tecnologia (che non guasta) si sta fra i e 39
i 54 euro. Davvero per tutte le tasche.
62
19,99
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19,99
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TOMAS
BERDYCH
COLLECTION
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Maglietta da
tennis a maniche
corte in tessuto
tecnico traspirante ad asciugatura rapida.
Retro e sezioni
laterali in fresco
tessuto di mesh,
fori di ventilazione sotto
le braccia.
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TOMAS BERDYCH
COLLECTION
/ CONSCIOUS.
Polo a maniche corte in
tessuto tecnico traspirante
ad asciugatura rapida.
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di ventilazione in mesh
sui lati. Realizzata
in poliestere
riciclato.
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da tennis corti
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tecnico
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rapida.
Elastico in vita.
Slim fit.
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Tessuto tecnico euro
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ad asciugatura rapida.
Elastico e coulisse
nascosta in vita, tasche
laterali. Sezioni di
ventilazione in mesh
al cavallo. Foderati.
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due praoia
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maniche
corte
in tessuto
tecnico
e traspirante
ad asciugatura
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Cerniera
in alto, sezioni
a coste
sui fianchi.
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In robusto tessuto tecnico e traspirante ad
asciugatura rapida. Gambale con lavorazione
a coste, sezione rinforzata attorno al piede
per il massimo comfort e una calzata perfetta.
63
Cinguettii
@rogerfederer.
Avrei dovuto indossare una camicia abbinata
64
L’AZIENDA. Anni di vicissitudini non hanno offuscato il marchio italiano che rivoluzionò
l’abbigliamento sportivo nei Settanta. E ora, sotto il controllo di Wintex srl, può ripartire di slancio
Q
Tacchini,
la forza del colore
a cura di
JASON D’ALESSANDRO
uando il tennis vestiva di bianco,
solo di bianco, e le T-shirts, i calzoncini, le scarpe, rigorosamente
candidi, si contrapponevano al
rosso, al blu e al verde delle superfici... Quando il tennis era per
pochi, stretto nei Circoli, formale nei rapporti e nelle divise, qualcuno
pensò che bastasse una pennellata di colore
per fare la rivoluzione... E cambiò tutto per
davvero.
Erano gli anni ’60 e Sergio Tacchini, già
campione italiano, partecipava alla Coppa
Davis quasi ogni anno ed era certamente fra i
tennisti più forti della Penisola. Oggi il suo
nome è noto in tutto il mondo: il nome del tennista, ovvio, ma soprattutto quello dello stilista
e dell’imprenditore. Tacchini, o meglio il Cavalier Tacchini, dette vita al marchio che
avrebbe portato il suo nome nel 1966,
quando ancora teneva le mani ben salde sulla
racchetta di legno. Era il marchio che avrebbe
rivoluzionato l’abbigliamento del tennis,
quello che introdusse il colore.
66
La svolta Wintex
Sono passati quasi 50 anni, e
le vicissitudini sono state
molte. Ma il marchio Tacchini
è ancora lì, è tornato su dal
suo momento più difficile, ha
ripreso vita, colore, ed è ancora fra i più apprezzati. Oggi,
la realtà del brand è simile a
quella di aziende, altrettanto importanti, che hanno trovato nuova
linfa grazie a investitori internazionali. Come Alitalia, come alcune
delle nostre acciaierie più grandi.
Unioni di forze e di intenti, più volte
benedette dall’attuale governo, che tengono in vita le nostre aziende senza rinunciare a una forte presenza italiana.
Nella Sergio Tacchini dell’anno 2015, quella
presenza è garantita da Wintex srl.
È andata così... Nel 2007, dopo un periodo di
crisi, il marchio “Sergio Tacchini” viene acquistato dall’investitore cinese Billy Ngok.
Una perdita dura da digerire, quella di un
segue a pagina 68
Tommy Robredo, testimonial di punta delle nuove linee Tacchini.
Nelle foto piccole, da sinistra... Selfie dello staff con Robredo,
interno di uno store, Robredo firma autografi a Monte-Carlo
LA SCHEDA
Sergio Tacchini
Wintex Italia Srl ,
Via Savona 97
20144 Milano
• Tel +39 02 49489301
• Fax +39 02 49489315
• E-mail:
[email protected]
• Lo showroom e gli uffici del
brand hanno sede a Milano.
Sergio Tacchini è oggi una Brand
Company che lavora con licenze
a livello mondiale. Il Brand si
occupa direttamente dello stile,
di disegnare le nuove collezioni,
del prodotto e del marketing.
• Nove gli atleti sul circuito
con il marchio Tacchini:
Robredo, Muller,
Sijsling, Montanes,
Gimeno, Enrique
Lopez, Llodra,
Napolitano,
Eremin.
67
Nata negli anni Cinquanta, Wintex srl è oggi una Brand Company che ha assunto l’impegno
di salvaguardare “l’italianità” del marchio Tacchini. Stile, prodotto e comunicazione vengono ideati nel nostro Paese
La forza del colore
continua da pag. 67
Jimmy Connors, John Mc Enroe, Ilie Nastase, Adriano Panatta, Vitas Gerulaitis con
i loro completi sgargianti che, all’altezza del
cuore, sfoggiavano la “T cerchiata” cucita ad
arte.
Il gioco prendeva vita nel talento di Panatta,
vincitore nel ’76 a Parigi e Roma, nell’anticonformismo di Nastase, nelle proteste di fine
decennio di “Mac”, nella sfrontatezza di
Jimmy Connors, che a soli 22 anni vinceva
Australian Open, Wimbledon e U.S. Open;
nelle vittorie e nelle sconfitte prese con filosofia da Gerulaitis il quale, dopo aver battuto lo
stesso Connors dopo 16 sconfitte consecutive,
dichiarò con tono solenne: «Nessuno batte
Vitas Gerulaitis per 17 volte di fila!».
Il tennis ormai Open aveva preso un colore più
deciso e Sergio Tacchini firmava l’abbigliamento in tono con gli anni che si stavano vivendo.
grande marchio italiano, che interessò
la stampa e dette il “là” a non poche
critiche e osservazioni. Successivamente, aspettando una risalita che tardava ad arrivare, Sergio Tacchini e il
figlio Alessandro hanno avanzato
delle proposte alla “Hembly International”, la società capitanata da Ngok,
per riacquistare il marchio, ma senza
trovare un accordo definitivo.
Identità italiana
La svolta, invece, è giunta dalla stessa società cinese, nuova proprietaria del marchio, che a sua volta ha affittato il ramo
aziendale a una società tutta italiana: la
“Wintex”.
Quest’ultima nasce negli anni ’50 come attività tessile a conduzione familiare per
poi espandersi, a metà anni ’70, su tutto
il territorio nazionale. La “Wintex” si
occupa del marketing, dello stile e
del prodotto di “Sergio Tacchini”,
cioè di tutto ciò che riguarda la “figura” del brand.
In un periodo di tensione, di tira e molla tra
Italia e Cina, risulta fondamentale il ruolo di
“Wintex srl”, che può essere definita una
“brand company”: quello di salvaguardare
l”italianità” del brand, controllandone la comunicazione e l’immagine, lo stile e il prodotto stesso, che viene ideato in Italia.
La firma dei campioni
Quella stessa “italianità” che fece grande il
marchio Tacchini negli anni Settanta. Al
punto da essere considerato il trampolino di
lancio dei nuovi protagonisti del tennis.
Con Tacchini, i Settanta videro una autentica
mutazione del tennis. Emersero grandi personaggi dentro e fuori dal campo.
Oltre ai colpi da una parte all’altra della rete
c’era molto di più, c’era lo spettacolo! C’erano
68
S
Collezione
ICON 2015.
In Australia
con McEnroe
i chiama ICON 2015, e sarà uno Slam
a darle il benvenuto. È la nuova collezione che i tennisti del Team Sergio
Tacchini indosseranno a Melbourne, in occasione degli Australian Open.
La polo è stata disegnata prendendo ispirazione da quella indossata da John McEnroe
in occasione della famosa vittoria a Wimbledon nel 1981.
Completamente rivista nei tessuti, innovativi e rispondenti ai più alti criteri di traspirabilità e confort a livello di fit, la polo ha
mantenuto la texture originale a costina
piatta, che impreziosisce e rende elegante
un capo dedicato al tennis.
Il dettaglio del collo è innovativo, morbido
e avvolgente senza rinunciare all'effetto
polo. Le maniche riportano le righe colorate
in azzurro e blu su corpo bianco e rosse e
blu su corpo rosso. Il tessuto è anti raggi
UV e con trattamento quick dry.
Lo short della linea Icon è in tessuto tecnico
performante, dalla massima traspirabilità, e
caratterizzato dal "mechanical stretch", che
garantisce elasticità creata dalla tessitura, e
non dall'utilizzo di elastam. La coulisse in
vita e il piping in contrasto conferiscono
una nota di originalità ed eleganza. Disponibile nei colori bianco e blu.
La tuta è, come lo short, in tessuto mechanical stretch. La giacca è in colore bianco con
maniche e spalle caratterizzate dalle righe
in rosso e blu, come sulla polo, mentre il
pantalone è blu con il logo in contrasto colore. Il capo è ideale per entrare in campo,
ma anche per il relax del dopo partita.
Completano la linea gli accessori nei colori
di collezione.
ICON è in vendita dallo scorso 20 dicembre
sullo store online sergiotacchini.com
Un punto di riferimento
Il marchio divenne un punto di riferimento
nel tennis e ben presto abbracciò gli altri
sport. “Sergio Tacchini” era sinonimo di stile,
tanto che Lea Pericoli disegnava i suoi abiti e
se li faceva produrre in esclusiva dal brand.
A metà degli anni ’70, il marchio italiano vestiva la nazionale di scherma, poi prendeva
piede nel basket con Dino Meneghin, nella
Formula 1 con Ayrton Senna e nello Sci con
Marc Girardelli.
Nel tennis degli anni ’80 Tacchini vestiva
Mats Wilander, Gabriela Sabatini, John
McEnroe e Martina Navratilova; negli anni
’90 Pete Sampras, Goran Ivanisevic e Martina Hingis. Negli ultimi anni, oltre ad aver
accompagnato Novak Djokovic nelle prime
vittorie negli Slam, ha vestito Flavia Pennetta, Filippo Volandri, Juan Carlos Ferrero e Tommy Robredo, il quale porta
tutt’ora la “T cerchiata” cucita sul petto.
Il 2 giugno 1992 fu conferita a Sergio Tacchini
segue a pagina 70
69
La forza del colore
continua da pag. 69
l’onorificenza di “Cavaliere del Lavoro”.
Il brand era ormai diventato un punto di riferimento nell’abbigliamento sportivo, ma non
solo: oltre alle linee prodotte per gli atleti, nasceva una vera e propria linea stilistica per il
tempo libero che abbracciava ogni tipo di indumento e accessorio.
In campo a Montecarlo
“Sergio Tacchini” sponsorizza oggi (e sarà
per il secondo anno consecutivo), il “Montecarlo Rolex Masters”, fornendo l’abbigliamento ai raccattapalle e a tutto il personale
tecnico del torneo.
La conferenza stampa dell’evento, che ha
visto nell’edizione passata trionfare Stan Wawrinka su Roger Federer, ha luogo, in ottobre,
presso la sede milanese di Sergio Tacchini.
Durante la settimana del torneo i tennisti sponsorizzati “Tacchini” come Tommy Robredo
(numero 17 ATP), attualmente l’atleta di punta
del marchio, Gilles Muller (47 ATP), Igor Sijsling (84 ATP) si presteranno a delle “autograph sessions” e saranno disponibili a
incontrare i fan.
La “T cerchiata” è attiva anche in Italia: ha
sponsorizzato la “Grande Sfida” di Milano,
che ha visto in campo Goran Ivanisevic,
John Mc Enroe, Ivan Lendl e Michael
Chang; e il campionato di “serie A1” a Genova il 6,7 e 8 dicembre.
E nel 2016 torna il golf
Momentaneamente si occupa solo di tennis,
ma nel 2016 è prevista una linea d’abbigliamento per il golf.
“Sergio Tacchini” ha mantenuto una propria
identità: gli addetti ai lavori “Wintex” la definiscono, oggi, una realtà non ancora grande,
ma solida, che con una precisa strategia di promozione e sviluppo, tenta di crescere un passo
alla volta.
70
INTEGRATORI. Una buona alimentazione è la prima regola, ma nello sport
non sempre il fisico riesce a recuperare il carburante utile per andare avanti
Energia
pulita
L’
a cura di
JASON D’ALESSANDRO
Ogni disciplina sportiva richiede una
alimentazione specifica, dato che non tutte
utilizzano identiche scorte energetiche.
Tre i meccanismi utilizzati: anaerobico
alattacido, anaerobico lattacido, aerobico
alimentazione fa parte della
vita quotidiana, quindi prima
di parlare di tennis, ma anche
solo di sport nello specifico, è
bene spendere qualche parola
su quello di cui necessita il nostro organismo
che, “macchina” più o meno perfetta, ha bisogno di carburante, di energia per svolgere ogni
compito richiesto. Quando
si svolge attività fisica, le
energie utilizzate dovranno
essere reintegrate; la maggior parte di esse rientreranno tramite una buona
alimentazione che, oltre a
prevedere la giusta distribuzione dei pasti durante la
giornata, deve assicurare il giusto apporto dei
tre nutrienti basilari: glicidi, lipidi e proteine.
72
Alimentazione e sport
Ogni tipologia di sport richiede un’alimentazione specifica perché caratterizzata da un
consumo dell’energia particolare: un maratoneta non utilizza le stesse scorte energetiche di
un centometrista, il quale a sua volta si differenzia da un cestista. I meccanismi utilizzati
sono tre e si attivano in successione: anaerobico alattacido; anaerobico lattacido; aerobico.
Ogni meccanismo prevede un’azione molto
diversa dagli altri. L’anaerobico alattacido permette azioni molto brevi nelle quali è possibile
esprimere il massimo della potenza, è utilizzato nei primi 30 metri di corsa, nel lancio del
peso, del giavellotto, negli spostamenti rapidi
in ogni disciplina; i substrati energetici utilizzati sono ATP (primo substrato del muscolo
scheletrico) e creatinfosfato e si esauriscono in
tempi ridotti. L’anaerobico lattacido è più resisegue a pagina 74
73
Il tennis prevede l’utilizzo di tutti i meccanismi energetici, alternando sforzi
brevi e intensi a quelli prolungati. L’importante è saper mantenere l’equilibrio
Energia pulita
continua da pag. 73
stente, lo troviamo nei primi 70/80 metri di
corsa e utilizza come fonti energetiche soprattutto glicidi. L’aerobico è addetto alla resistenza aerobica, quindi fondamentale nelle
corse di lunga durata, nelle lunghe frazioni nel
nuoto o nello sci: utilizza glicidi, ma soprattutto lipidi e può tendere all’infinito; l’esempio che spiega questa ultima affermazione è la
maratona: 42 km di corsa che possono durare
ben più di due ore.
Immagini tratte da una
recente campagna
pubblicitaria
di Gatorade, che ha
voluto come testimonial
le due tenniste italiane
più in alto nel ranking
Wta, Flavia Pennetta (12)
e Sara Errani (14).
“To stop is to fail”
diceva lo slogan, solo
un errore può fermarle.
Il punto di equilibrio del tennis
Il tennis prevede l’utilizzo di tutti questi meccanismi, ma avremo, per lo più, un’alimentazione orientata verso i carboidrati, perché,
anche se inseriti in un contesto di lunga durata, i movimenti principali sono brevi e intensi; a partire dal movimento rapido e
violento del servizio, fino ad arrivare a un diritto in corsa o agli spostamenti fulminei da
una parte all’altra del campo. Tutto ciò attiva i
meccanismi alattacidi, ma un match di tennis
può durare anche ore e quindi il tutto sarà inserito in un “contesto” aerobico”. Il tennista,
più degli altri sportivi, deve saper riconoscere
il punto di equilibrio e cercare di mantenerlo.
Oltre all’utilizzo dei nutrienti principali, soprattutto glicidi e lipidi (le proteine aiutano a
utilizzare tutte le fonti nel modo corretto), verranno consumati, durante le dure sessioni di
allenamento o la gara, sali minerali come
sodio, potassio, calcio e magnesio, i quali, non
essendo prodotti dal nostro organismo, dovranno essere assunti sotto forma di integratori.
Il ruolo degli integratori salini
Gli integratori salini risultano fondamentali in
situazioni di lunga durata, quando avremo una
grande produzione di sudore, influenzata, oltre
che dall’attività fisica, anche da fattori ambientali come caldo e umidità. Il sudore elimina acqua e sali minerali, quindi è richiesto
un riequilibrio tramite l’assunzione di bevande
74
210
200
trend
integratori (aprile 2013 - marzo 2014
integratori (aprile 2012 - marzo 2013
Il mercato
degli integratori
specifiche, senza però esagerare; bere integratori salini è diventata quasi una moda, e anche
il tennista occasionale ne fa uso assiduamente,
rischiando di andare a incidere negativamente
sull’osmolarità, ovvero l’equilibrio idrico-salino.
L’assunzione smisurata potrebbe causare un
sovraccarico di sali minerali e come ogni squilibrio incidere negativamente sul buon funzionamento fisiologico.
Il mercato degli integratori
Tutti i tennisti reintegrano le energie utilizzate; se si assiste a un match di tennis, oltre a
diritti, rovesci e volée, si nota che tra un cambio di campo e l’altro, i giocatori pensano, si
concentrano e bevono delle bevande colorate:
quelli sono gli integratori. Oggi li troviamo
sotto forma di barrette energetiche, di cara-
+30%
+25%
190
+20%
180
+15%
170
+10%
160
+5%
150
+0%
140
-5%
130
-10%
120
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic
gen
feb
mar
I dati del mercato degli integratori
in evidente crescita nell’ultimo biennio
(ultima rilevazione a marzo 2014).
Il grafico è tratto da uno studio
di Cosmofarma, pubblicato di recente
con il titolo: “Analisi del mercato
degli integratori alimentari in farmacia”.
melle o di polvere da sciogliere nell’acqua. Il
nostro obiettivo è di ampliare la conoscenza di
questo “mondo”, dando spazio e possibilità
alle aziende attive nel settore di mostrare i vari
prodotti.
Cominciamo con le proposte Ethic Sport...
75
Una solida realtà aziendale caratterizzata da uno staff di esperti nutrizionisti.
«Assistiamo l’atleta in tutte le fasi, prima, durante e dopo l’attività sportiva»
Come contattare
Ethic Sport
SEDE
Viale Empoli, 33
47838
Riccione (Rn)
TELEFONO
0541 607325
0541 695002 (fax)
E-MAIL
[email protected]
SITO INTERNET
www.ethicsport.it
E
thic Sport rappresenta
una solida realtà nel mercato dell’integrazione sportiva; caratterizzata da uno staff
di esperti medici e nutrizionisti,
analizza gli aspetti principali delle varie discipline tentando di creare i prodotti alimentari
ideali per ciascun atleta. «Siamo specialisti
negli integratori energetici e salini, in quelli
per il recupero e nei supplementi pensati per
assistere l'atleta in tutte le fasi: prima, durante,
e dopo lo sport». Queste le parole manifesto
della compagnia che mette a disposizione sul
sito www.ethicsport.it, oltre alle informazioni
specifiche per l’attività sportiva, i prodotti
proposti e presenti sul mercato.
Reidratazione
Lo studio inizia dalla suddivisione della reintegrazione in tre categorie: reidratazione, energia e recupero. Si potrebbe giocare un match
76
sotto
il sole
cocente senza
conoscerne a priori
la durata; è necessario
quindi avere sempre la
possibilità di contrastare la disidratazione; si dovrebbero bere,
in ogni pausa e a piccoli sorsi, bevande idrosaline ed energetiche. In relazione a
tutto questo, Ethic sport propone Performance Sete®, con lo scopo di apportare i minerali necessari al mantenimento delle corrette
funzionalità fisiologiche, prima fra tutte la
contrattilità muscolare, compensando l'eccessiva sudorazione e inibendo la comparsa di
crampi.
Energia
Nel tennis abbiamo un importante utilizzo di
carboidrati che, ovviamente, devono essere
Ethic Sport
specialisti
negli
integratori
a misura
di tennista
reintrodotti nell’organismo. È possibile, soprattutto durante un match che si prolunga,
che si vada incontro all’insorgenza della fame,
in questo Ethic Sport propone altri due prodotti: SportFruit®, una gelatina di frutta arricchita con minerali, estremamente gustosa
ma anche pratica per inibire la fame e assicurare energia in modo rapido e digeribile, ed
Energia Rapida+®, pensata per quelle situazioni in cui si percepisce forte l'affaticamento,
caratterizzata da carboidrati sequenziali come
alanina e taurina, che contrastano il calo ipoglicemico fornendo energia immediata e duratura, e da sostanze come caffeina e ginseng,
che agiscono come stimolanti naturali, favorendo la concentrazione e la lucidità.
Recupero
Il prodotto chiamato Recupero® nasce con lo
scopo di fornire all’organismo tutti i nutrienti
destinati alla ricostruzione della muscolatura
segue a pagina 78
77
Integratori a misura di tennista
continua da pag. 77
“consumata” durante lo sforzo, oltre a
rifornire tutti quei micronutrienti utili a ridare
equilibrio ai processi fisiologici. Nel tennis,
soprattutto d’alto livello, assistiamo a match
durissimi a distanza molto ravvicinata (nei
Masters 1000 si gioca tutti i giorni), quindi la
fase di recupero risulta fondamentale per il benessere psicofisico dell’atleta
e di conseguenza per i
risultati che riuscirà a ottenere; un buon recupero
permette di competere e
allenarsi sempre nelle
migliori condizioni, facendo progredire la propria performance
atletica. Il tennis inoltre,
prevede una forte componente anaerobica che induce alla rapida
produzione di acido lattico,
il cui accumulo può inficiare la performance.
Recenti studi hanno dimostrato come la Zeolite clinoptilolite, un minerale che si
forma in natura dal contatto
della lava con l'acqua di
mare in condizioni ambientali particolari, è in grado di
agire come una “spugna
molecolare”, capace di liberare l'organismo dall'eccesso di acido lattico,
nonché di tutte le altre tossine che vengono prodotte du78
rante l'attività sportiva intensa. FL100
SPORT® il prodotto studiato su queste basi
da Ethic Sport. Una sua assunzione regolare,
prima e dopo l'attività, associata al normale
stretching, può ridurre l'accumulo di acido lattico e di tutte le altre tossine, assicurando il
mantenimento della miglior performance.
L’atleta lo sa
Abbiamo focalizzato l’attenzione sui prodotti
“Ethic Sport”. Ma il
nostro sport richiede
particolare attenzione nello studio
dell’energia utilizzata;
i prodotti presentati
devono essere
assunti con criterio,
altrimenti l’organismo non potrebbe
esprimersi al massimo delle possibilità.
Oggi, lo studio meticoloso del movimento
umano conduce alla
creazione di prodotti
sempre più specifici ed
efficaci, indirizzati,
come abbiamo visto,
alle varie fasi di gioco e
tali da richiedere l’attenzione diretta dell’atleta, perché solo
l’atleta conosce veramente quelle che sono le
proprie esigenze e le sensazioni del momento.
LE GUIDE DI TM. Come scegliere la racchetta giusta per le proprie caratteristiche: piatto corde,
lunghezza, peso, bilanciamento, swing, profilo, rigidità e schema delle corde. Tutto quello che c’è da sapere
Guida al linguaggio delle racchette
Ecco come cercare “l’anima gemella”
L
a cura di JASON D’ALESSANDRO
immagini GIANNI CIACCIA
a racchetta è un oggetto semplice: prendi un telaio, tiri delle corde da un’estremità all’altra e il
gioco è fatto... E invece non è così. Anzi, non lo è
per niente! E lo sa bene chi si è avvicinato al
mondo del tennis, anche se di sfuggita.
«Quanto sono tirate le corde?»; «Questa racchetta è troppo rigida»; «Pesa troppo in testa»; «È bilanciata a 320». Domande
che si sentono spesso all’interno di un Circolo. Là dove i soci
sembrano capirne molto, molto di più, dell’incordatore di Federer, dello stesso Federer e dei vari ingegneri sparsi per il
mondo. Ma il tennis, come sapete, è bello anche per questo.
Il tennista, a ogni livello, sembra sia alla ricerca dell’anima
gemella: quella che non tradisce, con cui condividere gioie e
dolori. E non si arrende, continua a cercare, perché dev’esserci, da qualche parte, la racchetta “ideale” per lui.
Fai la scelta giusta!
Sin da questo primo numero, “Tennis Market” propone delle
guide. Non tanto rivolte all’acquisto dei prodotti, quanto
alla conoscenza degli stessi. Insieme con le novità che
il mercato del tennis via via presenterà agli appassionati, riteniamo
dove-
roso vederci chiaro su quelli che sono i punti fondamentali della
“scheda tecnica” di un prodotto, perché solo conoscendoli si è
in grado di scegliere l’oggetto ideale per le proprie caratteristiche e il proprio gioco. Tornando alle racchette, dunque, è piatto corde, lunghezza, peso, bilanciamento, tipo
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di swing, profilo, rigidità, schema corde... Queste le caratteristiche principali, quelle scritte sui telai, raramente comprese e a
volte nemmeno lette, facendo ricadere la responsabilità della
scelta sul campione testimonial della stessa racchetta o addirittura
sui colori sgargianti che la caratterizzano.
Piatto corde. Quei quindici pollici in più
Una delle prime indicazioni che troviamo sulla racchetta è la dimensione del piatto corde. Generalmente è segnalato con la sigla
“sq. in.”, che significa “pollici quadrati”. I numeri vanno da 95
a 110, ben più alti rispetto a qualche anno fa: il piatto corde, col
passare degli anni è infatti cresciuto, e anche i professionisti
hanno indirizzato le loro scelte verso misure maggiori. Pete Sampras giocava con la “Wilson Pro Staff
Original” con il piatto corde da 85 pollici, oggi anche Roger Federer, l’ultimo “baluardo” dei “piatti”
relativamente piccoli (90 sq. in.), ha
deciso di aumentare i pollici e di
arrivare fino a 97. Ma perché
questo cambio di rotta? Un
piatto corde grande, innanzitutto, permette di conferire una maggiore
potenza alla palla
grazie alla maggiore lunghezza
delle corde che re-
stituiscono energia elastica.
Riduce poi il numero di palle
colpite male: lo stesso Federer, da
quando impugna una “97”, ha diminuito il numero delle palle “steccate”. La grandezza del piatto però, è
inversamente proporzionale alla precisione, i colpi in top spin in particolare
risultano meno stabili per la ridotta
aderenza della palla sulle corde; un
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Racchette. Come cercare l’anima gemella
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Più potenza con un piatto corde grande o un maggiore controllo con un ovale più ristretto?
Nel tennis delle racchette over size i campioni si orientano su misure intermedie, fra i 97 e i 100 pollici
In queste pagine
dedicate alla
conoscenza
dei segreti
delle racchette,
abbiamo
voluto proporre
uno studio
sui movimenti
dei campioni
condotto da
Gianni Ciaccia.
Nell’immagine
iniziale, il servizio
elegante di Federer;
qui, l’attenzione
alla palla nello
sguardo di Djokovic;
nelle foto successive,
il lancio molto alto
della pallina
effettuato
da Kei Nishikori
e la potenza
espressa dal servizio
di Wawrinka
piatto piccolo è certamente più preciso se si riesce a colpire la palla
perfettamente al centro, ma richiede un dispendio di energie maggiore
per conferirle la stessa velocità.
Un’ideale equilibrio fra precisione e potenza
Oggi i campioni usano racchette che vanno dai 97 pollici di Federer e
Wawrinka ai 100 di Djokovic e Nadal: è raro che qualcuno superi per
eccesso o difetto questi valori che, nel gioco di oggi, sembra attestino
l’ideale equilibrio tra precisione e potenza. Quando un principiante o
un tennista di livello intermedio deve scegliere la grandezza del piatto
corde deve soppesare diversi fattori: un piatto corde grande è ideale
per i principianti, ma c’è chi consiglia di abituarsi da subito a colpire
la palla al centro della racchetta e quindi evita misure eccessive; un
giocatore che fa dello spin il suo punto di forza non dovrebbe giocare
con un piatto troppo grande, altrimenti perderebbe le caratteristiche
che lo contraddistinguono. Un piatto corde da 97 o 100 (con una flessibilità fino a 105) pollici sembrerebbe l’ideale per i professionisti
come per gli amatori, che dovranno poi valutare l’acquisto anche in
base agli altri fattori che andiamo ad analizzare.
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La lunghezza. Normale o Long Body?
Le racchette, generalmente, sono lunghe 27 pollici ovvero 68,5 cm;
questa è la misura standard utilizzata, quasi all’unanimità, dai professionisti. Esistono, da qualche anno, i telai “long body” (in italiano
“corpo lungo”), che permettono di imprimere più potenza alla palla
per la maggiore ampiezza della leva e migliorare i colpi in allungo,
ma portano anche a colpire la palla più lontana dal corpo e maggiori
difficoltà nel giocare le volée; quasi tutti i giocatori non azzardano a
cambiare la lunghezza della racchetta, ma cercano il loro attrezzo
ideale modificando gli altri valori e parametri che lo caratterizzano.
Uno dei rari esempi di racchetta più lunga è la “Babolat Pure Drive
Plus” di Sara Errani, la quale ha scelto un telaio lungo 27,5 pollici (che
equivalgono a 69,85 cm) che le ha permesso di migliorare il servizio
e di rispondere alla potenza delle giocatrici più prestanti fisicamente.
Il peso. Dal legno alla grafite persi 100 grammi
Il peso della racchetta è uno dei parametri più significativi ed è in
stretto rapporto col bilanciamento, che vedremo più avanti. Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una costante diminuzione del peso delle
racchette. Prima le racchette erano di legno e superavano tranquillamente i 400 grammi, oggi con l’avvento di materiali come “graphite”
o “graphene” i valori si sono ridotti drasticamente. Una racchetta leggera (sotto i 285 g senza corde per gli uomini) consente una maggiore
maneggevolezza, ma ne risente il controllo e la spinta impressa sulla
palla; una racchetta pesante (da 290 g fino ad arrivare a 330 g e oltre)
è più compatta, ma necessita di una velocità “di braccio” (e quindi del
movimento) maggiore. La scelta del peso della racchetta è, come tutti
gli altri parametri, soggettiva: un tennista che possiede forza e velocità
di braccio elevate dovrebbe avvicinarsi a un peso oltre i 290 g, per chi
invece è alle prime armi e quindi ha una velocità di braccio ridotta, è
preferibile che il peso sia minore.
Il bilanciamento. Testa o manico...
Il bilanciamento non è nient’altro che la distribuzione del peso tra le
due estremità della racchetta, lungo quindi i 27 pollici (o i 68,5 cm)
che la caratterizzano: una racchetta bilanciata perfettamente al centro
avrà un valore di 13,5 pollici o 34,3 cm o meglio ancora (perché è così
che generalmente troviamo scritto sui telai) di 343 mm. Una racchetta
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Racchette. Come cercare l’anima gemella
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sarà bilanciata, come si dice in gergo, “in testa”,
quando aumenta questo valore (per esempio 345
mm), mentre sarà bilanciata verso il manico
quando quel valore diminuisce (320 mm).
La distribuzione del peso è uno dei fattori più influenti nelle sensazioni che la racchetta provoca
a chi la impugna: la maggior parte dei professionisti gioca con un bilanciamento verso il
manico (Djokovic 323 mm; Federer 314
mm; Nadal 330 mm) perché la velocità
elevata del loro movimento permette di
imprimere potenza alla palla; gli amatori
che, certamente non hanno la stessa velocità di braccio dovrebbero, nella maggior parte dei casi, optare per un
bilanciamento verso la testa che consente, nonostante la velocità ridotta del
movimento, di imprimere potenza alla
sfera.
Profilo e rigidità, altri parametri
indispensabili da tenere d’occhio
per scegliere la giusta racchetta.
I campioni optano per profili non
spessi e rigidità fra 55 e 75 punti
Lo swing. Solo sensazioni?
È la sensazione trasmessa dalla racchetta
sul braccio; è in relazione al peso e al bilanciamento e, a seconda di tali caratteristiche si adatta alle diverse tipologie di
tennisti. I campioni, generalmente, giocano con
swing veloce perché hanno un’ampia preparazione dei colpi, ma soprattutto un’elevata velocità di braccio, cercano controllo e precisione e
indirizzano il peso verso il manico.
Uno swing medio, invece, è adatto a chi, muovendo il braccio più lentamente, necessita di
maggiore potenza e controllo, mentre uno swing
lento è rivolto alla pura ricerca della potenza;
quindi possiamo dire che più la velocità di swing
rallenta, più il peso si troverà verso la testa della
racchetta. Questo è spiegato nel fatto che, col
peso “in testa”, c’è un aumento dell’inerzia e dell’energia potenziale che imprime maggiore velocità alla palla, a discapito della precisione.
Il profilo. Questione di millimetri
Le racchette si differenziano anche nel profilo:
generalmente variabile da 17 a 32 mm. Anche in
questo caso la scelta dev’essere fatta in base alle
caratteristiche di gioco: un profilo maggiore permette maggiore potenza nei colpi, essendo più
rigido aumenta la forza elastica generata dalle
corde sulla palla, la resistenza alla torsione e
aiuta nelle rotazioni; tutto questo a scapito della
precisione, che aumenta con un profilo minore.
I tennisti d’alto livello tendono a giocare con
profili non troppo spessi (Federer 21,5 mm, Djokovic con un profilo che va dai 22,5 mm dell’ovale ai 21,5 del cuore della sua Head, Nadal
con un profilo di 23 mm all’estremità della racchetta, 26 mm nella parte centrale e 24 all’altezza
del cuore); gli amatori, per avere vita più facile,
dovrebbero optare per profili con valori leggermente maggiori.
La rigidità. Potenza o comfort
La rigidità è compresa tra 55 e 75 punti in una
scala che va da 1 a 100 e rappresenta un elemento che genera parecchia confusione nello
studio e nell’acquisto di una racchetta. La rigidità
dipende dal materiale con il quale è stato costruito il telaio e può essere definita come la capacità di deflessione del telaio stesso. Un telaio
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Racchette. Come cercare l’anima gemella
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rigido genera maggiore potenza perché permette di utilizzare la maggiore forza elastica prodotta dalle corde ma, certamente, perde in
comfort e nella capacità di generare rotazione.
La maggiore flessibilità del telaio, oltre ad attutire le vibrazioni destinate a polso, braccio e spalla, permette, aumentando il tempo di
contatto tra palla e corde di generare maggiore spin. Le racchette che
oggi impugnano i primi tennisti del mondo hanno, generalmente, valori intorno a 67 o 68.
Lo schema delle corde. Aperto o chiuso?
«Io ho uno schema corde chiuso». «Io uso un 18x20». «Per il mio
gioco è meglio uno schema aperto». Cosa significa tutto questo?
Cos’è lo schema delle corde? È semplicemente il numero delle corde
orizzontali e verticali che si intrecciano tra loro.
Si parla di schema aperto o chiuso e tra i due ci sono delle differenze
sostanziali. Il primo, per esempio 16x18 o 16x19, prevede un maggiore spazio tra le corde e un maggiore movimento delle stesse a contatto con la palla: questa maggiore flessibilità permette di imprimere
più rotazioni alla sfera. Uno degli svantaggi dello schema aperto è
che le corde, per il continuo attrito e scivolamento, si rompono più
spesso e garantiscono meno controllo.
Nello schema chiuso, più fitto, ad esempio 18x20, accade il contrario:
le corde sono più stabili, non permettono grandi rotazioni ma controllo, precisione e si rompono molto più raramente.
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Schema aperto
o chiuso per le
corde? Il primo
garantisce uno
spazio maggiore
fra di esse, e
di conseguenza
anche un maggiore
movimento delle
stesse a contatto
con la palla.
Il secondo offre
corde più stabili,
minori rotazioni
ma più controllo
e precisione

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