ippoterapia 2011-2012 - Primocircoloumbertide.it

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ippoterapia 2011-2012 - Primocircoloumbertide.it
DIREZIONE DIDATTICA 1° CIRCOLO
Umbertide
DIREZIONE DIDATTICA 2° CIRCOLO
Umbertide
SCUOLA MEDIA STATALE
Umbertide
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
Umbertide
________________________________________________________
PROGETTO “UN AMICO IN PIU’”
ATTIVITA’
rivolta ad alunni con bisogni speciali
di scuole di vario ordine e grado
Anno scolastico 2011 – ’12
Ippoterapia
Attività riabilitativa da sempre particolarmente nota per la capacità curativa e le
possibilità che offre ai disabili motori, cognitivi e psichici di riabilitare aspetti motori
e psicorelazionali, attualmente non riconosciuta fra i LEA.
L’ippoterapia prevede un livello di approccio iniziale al cavallo (cura, relazione etc.)
ed un altro di rapporto sul cavallo con istruttore. Un livello successivo prevede la
conduzione autonoma del cavallo sotto il controllo del terapista e l’ultimo
l’equitazione sportiva per disabili.
I benefici riguardano il rafforzamento della tonicità muscolare e della coordinazione
dei movimenti, lo stimolo all’attenzione, la tenuta al compito, la necessità di sapersi
orientare nello spazio, nel tempo e nella velocità, la capacità di apprendere compiti
motori e tramutarli in gesti finalizzati, stimolare il senso dell’equilibrio e nella parte
attiva inerente l’accudimento del cavallo, animale fortemente relazionale, facilmente
addestrabile e molto sensibile al linguaggio del corpo, si stimolano canali
comunicativi, attività ad intensa partecipazione emotiva, si imparano a gestire e
modulare le emozioni.
“Addomestica un cavallo”
Addomesticare “….vuol dire creare dei legami, una cosa da tempo dimenticata…”
dice la volpe al Piccolo Principe nel libro di De Saint-Exupery.
Addomesticare perciò è entrato nell’immaginario comune come l’equivalente del
“diventare amici” nel senso profondo del termine, prendere un livello di condivisione
affettiva ed emotiva che stringe i rapporti e lavora a livelli spesso inconsci favorendo
aperture e fiducia nelle relazioni, un amico apre il cuore e apre verso il mondo. La
Pet Therapy, trattamento da tempo utilizzato in vari ambiti terapeutici, in particolare
in campo psichico, lavora attraverso la magia del rapporto emotivo con alcuni
animali, i cani fra gli altri. Il cavallo, animale addomesticabile per eccellenza, da
sempre vicino all’uomo nella condivisione di tanta strada di vita e di storia (si pensi
al mito del centauro, metà uomo e metà cavallo, all’uso del cavallo nelle guerre,
come mezzo di locomozione, per il lavoro nei campi) è stato da sempre strumento
terapeutico, co-terapeuta, quando non terapeuta direttamente (si pensi alla storia del
“L’uomo che sussurrava ai cavalli” dove il rapporto con il cavallo aiuta la bambina a
superare il suo blocco emotivo). Da qualche decennio l’uso terapeutico del cavallo
ha assunto valore clinico chiaro, la riabilitazione equestre (RE o Therapeutic Riding
TR) è oggi un insieme di tecniche terapeutiche codificate, che, attraverso il cavallo,
svolgono un’azione riabilitativa in ambito neurologico, (nelle forme esito di
patologie del SNC, paralisi cerebrali infantili, patologie degenerative, forme post
traumatiche, etc) neuromotorio, psichiatrico.
La storia di questa particolare terapia risale ad Ippocrate che nei suoi scritti
raccomanda l’equitazione per la cura del corpo e della mente (soprattutto insonnia e
ansia), particolarmente per i soldati mutilati dalla guerra, problema all’epoca
senz’altro diffuso. Fu riproposta poi relativamente di recente, quando negli anni ’52
e ’56, una giovane atleta affetta da poliomelite fu medaglia d’argento alle Olimpiadi.
In Italia dagli anni ’70-’77 si è creata l’ Associazione Italiana di Riabilitazione
Equestre e Equitazione Ricreativa. Nel 1980 è stata fondata la Federation Riding for
the Disables International (FRDI) che rappresenta l’organizzazione cui afferiscono i
vari paesi in cui si pratica la riabilitazione equestre. Oggi questa terapia viene
considerata un valido supporto per integrare, rinforzare e coadiuvare le tecniche
tradizionali all’interno di un programma individualizzato per persone disabili con
patologie varie.
Il presupposto teorico è quello legato fondamentalmente al particolare rapporto
dialettico che si instaura fra persona e cavallo, fatto di un linguaggio informale e
soprattutto motorio, ricco di sensazioni emotive che, generandosi nei due sensi,
modificano gli assetti posturali e psicologici. Il significato mitologico del cavallo
(animale simbolo di potenza, di corsa, di superamento) è molto significativo, si pensi
a Pegaso, cavallo alato proteso verso il superamento anche del confine imposto dalla
terra. Non solo la fase dell’equitazione vera e propria, ma anche la prima fase di
conoscenza ed accudimento del cavallo, è considerata parte integrante della terapia,
rinforza infatti in maniera positiva il senso di sé e aiuta autostima e capacità di
relazione in virtù di quelle che si possono definire “doti di empatia” di questo
animale, che ha emozioni e reazioni sue proprie, ma che è anche molto paziente
senza per questo perdere le sue caratteristiche di volitività. Inoltre il cavallo ha la
capacità di reagire anche alle sollecitazioni inconsapevoli (inconsce) di chi lo sta
guidando, stimolando attenzione, concentrazione, memoria, stabilità emotiva, senso
di sé.
Notoriamente, inoltre, i movimenti ritmici alle varie andature elicitano molteplici
afferenze, soprattutto propriocettive che favoriscono la regolarizzazione del tono
muscolare, il rinforzo dei muscoli del tronco e del bacino, dei meccanismi di
raddrizzamento, il miglioramento delle reazioni di equilibrio, il controllo visuomotorio.
La Riabilitazione equestre prevede fasi di Ippoterapia e di Rieducazione Equestre e
Volteggio cui talora seguono la fase pre-sportiva e sportiva vera e propria.
Parte comune ed antecedente a tutte le fasi prevede il lavoro a terra o governo del
cavallo durante il quale il cavallo viene approcciato insieme al terapista attraverso la
cura, la pulizia e la bardatura. È un momento definito di maternage.
L’Ippoterapia è una successiva fase che prevede l’uso del movimento del cavallo,
spesso senza sella e talora cavalcato insieme al terapista, in patologie neuromotorie
gravi dove viene sollecitata la risposta del ragazzo all’animale. (interazione
biomeccanica). La rieducazione equestre è la fase più attiva, utile in patologie
neuromotorie meno gravi, Sindrome di Down, patologie psichiche, dove si stimolano
competenze particolari, memoria, organizzazione spaziale e temporale, reazioni di
equilibrio e coordinazione, reazioni di equilibrio. La tecnica in queste situazioni
prevede esercizi che avviano alla conduzione del cavallo fino alla esecuzione del
“volteggio”, cioè esercizi a corpo libero sul cavallo a varie andature e senza sella.
Lo step successivo prevede l’attività sportiva vera e propria.
L’attività riabilitativa equestre non gode ancora del riconoscimento LEA di attività
riabilitativa ma in altri paesi e in altre regioni del nostro paese questo già accade.
Tutte le attività prevedono tempi di aggregazione e di relazione che coinvolgono
coetanei oltre il terapeuta e gli educatori. Il senso di sé che l’attività sportiva, fisica
rinforza porta senz’altro ad un incremento dell’autostima ma oltre a questo è attività
fortemente ludica, piacevole per le sensazioni offerte dal tipo di riabilitazione e dal
contesto in cui viene fatto.
IPPOTERAPIA A SCUOLA
La collaborazione tra scuole di ordine primaria, media e superiore di Umbertide è
stata già positivamente attuata negli anni scolastici precedenti per la realizzazione
del progetto di attività equestre.
Visto l’apprezzamento che ha riscosso da parte delle famiglie e degli alunni e la
valutazione pienamente positiva degli insegnanti che vi hanno partecipato, si intende
riproporre il progetto considerando anche che iniziative di questo tipo qualificano
l’intervento delle scuole ai fini della continuità scolastica e dell’offerta formativa
rivolta agli alunni con bisogni speciali.
Il “progetto cavallo”, da sempre chiamato semplicemente così da insegnanti ed
educatori, genitori e ragazzi, da sette anni accompagna l’attività didattica nelle nostre
scuole di Umbertide.
I ragazzi disabili (diversabili come si dice ora), accompagnati dai loro compagni di
classe a rotazione possono una volta alla settimana, per un periodo compreso tra
gennaio e maggio, sperimentare questa attività che si integra con il loro percorso di
vita e il loro percorso, scolastico prima che riabilitativo. Condividere con il proprio
insegnante e con il compagno di classe il contatto con il cavallo, l’esperienza forte di
corrispondere emotivamente con un animale così grande e così docile anche se dalla
forte personalità, vivere la sensazione di saperlo fare, di poterlo fare in sicurezza,
poter sperimentare la sensazioni di affidarsi a se stessi, usufruendo
contemporaneamente degli stimoli riabilitativi è senz’altro un’esperienza forte e
significativa. I ragazzi crescono in esperienza ma anche in senso di sé, in capacità di
attenzione e memoria, in concentrazione, facile capirlo se pensiamo quanta
attenzione ci vuole per far eseguire un comando ad un cavallo, come è necessario
compiere un gesto preciso, quanta meticolosità porre in un’azione per avere quella
risposta e non altre, e poi il senso del “prendersi cura”, fare “qualcosa per” quando si
è abituati che gli altri fanno per te perchè tutti pensano che tu non sia in grado di.., e
inoltre con un animale così grande ma che non spaventa, anzi rassicura.
Il progetto coinvolge i tre ordini di scuola della città, insegnanti ed educatori che
accompagnano i ragazzi diversabili, all’esperienza settimanalmente, preparando
l’esperienza e rielaborandola successivamente, confrontandosi con gli operatori Asl
sui temi riabilitativi e con gli operatori sociali (Comune e centri aggregazione) nella
redazione del progetto individualizzato. Il progetto prevede ippoterapia ad uno dei
livelli possibili per il ragazzo singolo, in sedute differenti ma consequenziali
all’interno del percorso, intervallate da momenti di gioco che hanno comunque un
valore simbolico importante, che l’esperienza e le riflessioni operate sulle
esperienze, ci hanno insegnato a valorizzare.
Sappiamo che i tempi della scuola e ancora più oggi i tempi di ‘questa’ scuola, sono
difficili da seguire per i nostri ragazzi (difficili per tutti i ragazzi), e che è necessario
integrare agli aspetti didattici (così difficili per loro e spesso per di più complicati da
adempimenti riabilitativi) aspetti scuola che apparentemente di didattico sembrano
avere poco, ma che hanno invece una valenza importante che ha molto valore
didattico, pedagogico e anche riabilitativo.
Questa è esperienza diretta e comune fra noi che da anni lavoriamo in ambiti di
progetto offrendo ai nostri ragazzi opportunità riabilitative, li abbiamo visti
migliorare, maturare, crescere e cosa importantissima sorridere.
CARATTERISTICHE DEL PROGETTO
Il progetto è inserito nei P.O.F. delle singole scuole.
Docenti referenti sono:
Ins. Lorenza Casi (Direzione Didattica 1° Circolo)
Ins. Biscotti Carmela (Direzione Didattica 2° Circolo)
Prof. Carlo Orazi ( Scuola Media Mavarelli – Pascoli)
Prof. Maria Salvatori (I.I.S. “L.da Vinci”)
Partecipano alla realizzazione del progetto insegnanti di sostegno specializzati e
assistenti scolastici comunali.
Il progetto è rivolto a circa diciassette alunni con bisogni speciali appartenenti ai vari
ordini di scuola:
Direzione Didattica 1° Circolo
Direzione Didattica 2° Circolo
Scuola Media “Mavarelli-Pascoli”
Istituto di Istruzione Superiore “ L. da Vinci”
sei alunni
due alunni
otto alunni
sei alunni
FINALITA’
- Avvicinare gli alunni al cavallo e al suo mondo nel rispetto dell’animale e della
natura;
- far sperimentare nuove forme di motricità;
- favorire l’elaborazione di un corretto schema corporeo;
- conoscere e comprendere regole e forme di convivenza;
- favorire l’integrazione sociale.
OBIETTIVI
- Conoscere alcuni aspetti della organizzazione della struttura in cui si svolge
l’attività;
- sviluppare le capacità relative alle funzioni senso percettive mediante
l’esplorazione dello spazio e dell’ “oggetto”, conoscenza delle dimensioni e
della forma per analogia e differenza rispetto a se stessi;
- migliorare le capacità statiche e dinamiche del corpo nello spazio;
- concorrere allo sviluppo di coerenti comportamenti relazionali mediante
conoscenza e rispetto di regole e ruoli e l’assunzione di incarichi di
collaborazione:
- valorizzare rapporti di amicizia per veicolare accoglienza, solidarietà,
tolleranza, collaborazione.
COLLABORAZIONI ESTERNE
Collaboreranno alla realizzazione del progetto:
- il Comune di Umbertide per i trasporti
- il maneggio “Fattoria Caldese” di Lerchi (Pg)
TEMPI E MODALITA’
Le attività equestri verranno effettuate in orario scolastico antimeridiano.
I ragazzi sono divisi in due gruppi, per ogni gruppo è prevista un’uscita settimanale
per il periodo compreso tra gennaio e la fine dell’anno scolastico (salvo interruzione
nei periodi di Pasqua e Natale).
Saranno accompagnati da insegnanti di sostegno specializzati e da assistenti
comunali. e si svolgeranno con istruttori qualificati.
Saranno necessarie tre ore per ogni uscita che comprenderanno anche i tempi per gli
spostamenti.
Il trasporto verrà effettuato con un pulmino del Comune di Umbertide.
PIANO FINANZIARIO
Totale costo 40 lezioni
Spese di progettazione e coordinamento (15 ore
€ 4.960,00
€ 1.393,80
per 4 estensori) compresi oneri a carico dello
stato pagate dalle singole scuole
_____________
€ 6353,80
Il progetto verrà realizzato con le modalità sopra esposte solo se verranno reperiti
finanziamenti esterni alla scuola. In mancanza di questi finanziamenti il progetto
potrebbe essere realizzato in forma ridotta utilizzando eventuali disavanzi di altri
progetti.
Gli estensori del progetto
Ins. Lorenza Casi …………………..
Prof. Carlo Orazi …………………..
Prof. Maria Salvatori ………………