il BUONO il BRUTTO

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il BUONO il BRUTTO
il
BUONO
Regia: Sergio Leone (1929-1989)
Anno: 1966
Colonna sonora: Ennio Morricone
Fotografia: Tonino Delli Colli
Clint Eastwood
il
Attori: Clint Eastwood è il biondo
Eli Wallach è Tuco
Lee Van Cleef è Sentenza
BRUTTO
Eli Wallach
Lee Van Cleef
TRAMA : Sullo sfondo della guerra di secessione americana, tre fuorilegge dal grilletto velocissimo sono sulle
tracce di un tesoro di 200 mila dollari sepolto da un soldato confederato accanto ad una tomba nel cimitero di Sad
Hill. Tutti e tre sanno qualcosa ma non abbastanza per sbrigarsela da soli, e sono costretti loro malgrado a
collaborare a vicenda.
Capitolo conclusivo e punto più alto della “Trilogia del dollaro” dopo "Per un pugno di dollari" e "Per
qualche dollaro in più".
Sceneggiatura di Age, Scarpelli e Vincenzoni solida come una cassa da morto sotterrata in un cimitero con
oltre mille anime.
Basta il volto del primo personaggio, a pieno schermo, per capire in che ambito del cinema ci ritroviamo, un
western barocco ed al tempo stesso crudo e rigido come la sua legge.
Primo film di Sergio Leone in cui la storia fa la sua apparizione (guerra di secessione americana). Lo sguardo
di Leone sulla guerra è tutto negli occhi di Tuco ed il Biondo che osservano il sergente ferito prima di far
saltare il ponte, gli unici due che non hanno abiti militari e che per vedere meglio il ferito si sporgono di
mezzo passo cencioso.
La follia di Tuco nel cimitero è il simbolo di un mondo che cerca ricchezza fra la morte di migliaia di uomini.
Attori superlativi, volti e battute che appartengono al grande cinema.
Musiche di Ennio Morricone entrate nel mito e fotografia d’altissimo livello del grande Tonino Delli Colli
(girato in Spagna).
I luoghi comuni del western tradizionale vengono qui ulteriormente ridicolizzati fino a svuotarli di ogni
senso (i soldati, l’onore, l’amicizia, le divise) con una messa in scena volutamente dilatata e distorta fino alle
estreme conseguenze (l’infinito “triello” conclusivo, dominato da un gioco di mani, di sguardi e di silenzi, è
trionfo del cinema e basta); contano solo i dollari, le alleanze tra i personaggi sono tutt’altro che
disinteressate.
È impossibile dire quale sia la sequenza migliore, ogni cinefilo ne ha sicuramente una sua preferita (quella
della prima impiccagione di Clint Eastwood; la banda che suona sul pestaggio di Tuco; le panoramiche sui
campi di guerra; l’esplosione del ponte; il duello finale o la corsa fra le tombe di Eli Wallach con la “Febbre
dell’oro” di Morricone).
Le frasi celebri si sprecano:
Chi mi frega e poi non mi ammazza, vuol dire che non ha capito niente di Tuco. (Tuco)
Non basta una corda a fare un impiccato. (Sentenza)
Arrotola, arrotola... poi ti dico io dove te lo devi mettere quel foglio.. (Tuco) [Tuco quando viene arrestato la prima volta]
Io dormirò tranquillo perché so che il mio peggior nemico veglia su di me. (Il biondo)
I tipi grossi come te mi piacciono, perché quando cascano, fanno tanto rumore. (Tuco)
Quando si spara, si spara, non si parla. (Tuco)
Ogni pistola ha la sua voce, e questa la conosco. (Il biondo) [riferendosi a Tuco]
Chi possiede più bottiglie per ubriacare i soldati e mandarli al macello, quello vince. Noi e quelli dall'altra parte del
fiume abbiamo solo una cosa in comune: la puzza dell'alcool. (Il capitano nordista alcolizzato)
• Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi. (Il biondo) [riferendosi a Tuco]
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Adorato un po’ dappertutto con trasporto spesso superiore a quello di noi italiani, è cult specialmente
in America dove ormai da anni campeggia nella top 10 IMDB (Internet Movie Data Base) sui più
grandi film di tutti i tempi (attualmente è quinto, ma è stato anche al primo posto).

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