Montenegro - Portale Sangro Aventino

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Montenegro - Portale Sangro Aventino
SANGRO-AVENTINO
Soc. Cons. a r.l.
SIL APPENNINO CENTRALE
Soc. Cons. a r.l.
PROGETTO
Azioni Sperimentali di Sviluppo ed Internazionalizzazione “ASSI”
Dossier paesi obiettivo
MONTENEGRO
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Paese
La Repubblica del Montenegro situata nell’Europa sud orientale, confina con la Croazia, la Bosnia-Erzegovina,
la Serbia, l’Albania ed è bagnata dal Mar Adriatico.
Il territorio del Montenegro, quasi completamente montuoso, si estende su una superficie di 13.812 km2 e
un’estensione costiera di circa 300 km. Il rilievo è costituito da una serie di massicci calcarei, per lo più brulli,
che giungono fino al mare dove le pianure costiere sono pertanto ridotte al minimo o addirittura inesistenti. I
monti della parte orientale sono invece formati da rocce scistose e sono coperti da pascoli e boschi.
Il clima è continentale all'interno, con estati torride e frequenti nevicate nei mesi invernali; mediterraneo sulla
costa.
La sua capitale e città più grande è Podgorica, mentre Cetinje è considerata come l'antica capitale reale.
Il Montenegro è paese membro delle seguenti organizzazioni internazionali: Consiglio d'Europa, CEI, EAPC,
EBRD, FAO, IAEA, IBRD, ICAO, ICRM, IDA, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO
(correspondent), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NAM (observer), OIF (observer), OPCW, OSCE, PCA, PFP, SECI,
UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNMIL, UNWTO, UPU, WCO, WHO, WIPO, WMO, WTO
(observer).
Amministrativamente il Montenegro è suddiviso in 21 comuni, che fungono da divisioni amministrative di
primo livello. Ciascun comune prende il nome dal suo capoluogo.
2
Comune
Superficie
(km²)
Andrijevica
283
Antivari (Bar)
598
Berane
717
Bijelo Polje
924
Budua (Budva)
122
Castelnuovo (Herceg Novi)
235
Cattaro (Kotor)
335
Cettigne (Cetinje)
910
Danilovgrad
501
Dulcigno (Ulcinj)
255
Kolašin
897
Mojkovac
367
Nikšic
Plav
2.065
486
Pljevlja
1.346
Plužine
854
Podgorica
1.441
Rožaje
432
Šavnik
553
Teodo (Tivat)
Žabljak
46
445
Popolazione
Il Montenegro ha una popolazione di 661.807 (luglio 2011 stima - CIA World Factbook), composta da
Montenegrini 43%, Serbi 32%, Bosniaci 8%, Albanesi 12%, Musulmani, Croati, Rom e zingari di Jugoslavia
5% (ultimo censimento 2003).
Secondo il censimento del 2003, i principali gruppi religiosi in Montenegro sono cristiani ortodossi (74,24%), i
Religione
Musulmani sunniti (17,74%) e i cristiani cattolici (3,54%). Nessun altro gruppo religioso in Montenegro, tra i
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cristiani protestanti ed ebrei, raggiunge l'1%. Gli aderenti al cristianesimo ortodosso in Montenegro sono
prevalentemente montenegrini e serbi. I musulmani costituiscono la più grande minoranza religiosa del paese.
Essi sono divisi in questi gruppi principali: i musulmani slavi (divisi tra bosniaci di lingua bosgnacchi, i
musulmani slavi, i montenegrini di lingua montenegrina musulmana), e etnici albanesi. L'Islam è la religione
dominante nei comuni del nord-est, che fanno parte del Sangiaccato regione geografica, e nei comuni in cui gli
albanesi costituiscono la maggioranza. L'Islam è la religione maggioritaria in Plav, Rožaje e Ulcinj. La
cristianità cattolica è presente soprattutto nella regione di Bocche di Cattaro, dove c'è una presenza
significativa di etnia croata.
Lingua
Il Montenegro ha una lingua ufficiale, il montenegrino, specificata nella Costituzione del 22 ottobre 2007. E'
ufficiale l’uso sia dell’alfabeto cirillico che di quello latino. Altre lingue non ufficiali parlate in Montenegro sono il
serbo, l’albanese, il bosniaco e il croato. Tuttavia, l'albanese è una lingua ufficiale del comune di Ulcinj . Inoltre
l’albanese è diffuso lungo tutto il confine orientale del Paese. Si parla, inoltre, l’inglese, soprattutto tra i giovani
e l’Italiano, nella zona costiera.
Moneta
Pur non appartenendo ancora all'Unione europea, il Montenegro ha adottato unilateralmente l'euro come
valuta ufficiale. Tale circostanza deriva dal fatto che il Montenegro, all'epoca della presidenza di Milosevic,
voleva determinare la propria politica economica in modo indipendente dalla Serbia. Di conseguenza, aveva
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adottato il marco tedesco e, successivamente, l’euro. In tal modo il Paese ha ottenuto la libertà economica con
una moneta stabile e si è aperto agli investimenti stranieri.
Quadro istituzionale
Il Montenegro é una Repubblica Democratica Parlamentare Rappresentativa. Il 3 giugno 2006 il Montenegro
proclama la sua indipendenza, a seguito del referendum indetto per il 21 maggio 2006. Il 19 ottobre 2007
viene ratificata e adottata la nuova Costituzione, che sostituisce quella del 1992.
Il Presidente del Montenegro è eletto a maggioranza assoluta per voto diretto. Il mandato è quinquennale e
rinnovabile.
L’organo legislatore è l'Assemblea del Montenegro, parlamento unicamerale attualmente composto da 81
membri. I deputati dell’ Assemblea Nazionale (Skupština) unicamerale sono eletti per voto diretto secondo un
sistema proporzionale di liste partitiche e con un mandato di 4 anni. La Costituzione prevede la presenza di un
deputato ogni 6.000 elettori. A causa di questo sistema il numero totale di parlamentari può cambiare da
legislazione a legislazione.
L’esecutivo, guidato dal primo ministro è inoltre composto da un vice premier e un numero variabile di ministri.
Il Governo, che viene nominato dal Parlamento su proposta del Presidente, può essere sfiduciato dal
Parlamento stesso a maggioranza dei membri.
Il Parlamento nomina il primo ministro su proposta dal presidente, così come i ministri scelti dal primo ministro.
Il Parlamento ha potere legislativo, ratifica i trattati internazionali, nomina i giudici di tutti i tribunali, adotta il
bilancio e svolge tutte le altre funzioni stabilite dalla Costituzione.
Il Montenegro non ha livelli amministrativi intermedi tra il governo centrale e le unità di primo livello ed è
suddiviso territorialmente in 21 UAL (Unità Amministrative Locali – class. Eurostat) municipalità/comuni
(opštine), tra le quali la capitale amministrativa Podgorica e la capitale storica e sede della presidenza della
repubblica Cetinje.
In Montenegro, il diritto all’autogoverno locale (Legge sull’autogoverno locale del 2003) si traduce nella
possibilità di regolare e gestire affari che riguardano gli interessi diretti e comuni della popolazione locale. Le
municipalità/comuni, a differenza della vicina Serbia, possono essere titolari di proprietà e redditi propri. Le
competenze di giurisdizione primaria riguardano lo sviluppo economico, l’assetto del territorio, l’ambiente e il
turismo, ma manca un’attribuzione chiara di responsabilità per quanto riguarda la pianificazione. Le
competenze delegate possono riguardare l’istruzione, la salute di base, welfare sociale e infantile, impiego e
altri campi. La giurisdizione primaria riguarda principalmente quattro settori: lo sviluppo, l’assetto del territorio,
l’ambiente, il turismo. Esistono margini di sovrapposizione tra competenze di giurisdizione primaria e
competenze delegate dal governo che rendono labile il confine delle competenze esclusive delle
municipalità/comuni. Il sindaco ha un ruolo forte ed è assistito da figure manageriali non elette. Il
decentramento fiscale in Montenegro è abbastanza elevato, rispetto alla situazione degli altri paesi dell’area
dei Balcani.
Le municipalità/comuni, secondo la Legge sull’autogoverno locale, devono principalmente provvedere alle
seguenti funzioni (art. 32):
• Sviluppo imprenditoriale
• Pianificazione degli insediamenti, uso e protezione della terra edificabile
• Conservazione e protezione delle risorse naturali
• Welfare sociale (in particolare assistenza domiciliare per persone anziane e disabili, alloggi
per persone svantaggiate)
• Welfare infantile
• Conservazione, uso, gestione e miglioramento delle aree con qualità terapeutiche naturali
• Trasporto pubblico locale
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• Raccolta di entrate pubbliche
• Edilizia locale
• Prevenzione dei disastri naturali e incendi
• Sport e attività ricreative
• Cultura
• Controllo e prevenzione del rumore
• Regolamentazione della navigazione
Nell’ambito della giurisdizione primaria, le municipalità/comuni possono inoltre svolgere, tra le altre, le
seguenti funzioni (art. 33):
• Protezione delle aree soggette ad erosione
• Espropriazioni a fini pubblici
• Gestione e protezione della proprietà locale
• Ispezioni e procedure sanzionatorie
• Patrocinio legale per i cittadini
• Raccolta e gestione di dati a fini statistici locali
• Gestione delle acque del territorio.
Per provvedere alle funzioni sopra indicate, la municipalità/comune può stabilire servizi pubblici locali in
particolare nei settori del turismo, istruzione, cultura, educazione fisica, cultura tecnologica, welfare sociale e
infantile, impiego e salute di base laddove l’interesse dei cittadini non possa essere perseguito in maniera più
economica e di qualità dall’iniziativa privata.
Come emerge dagli elenchi sopra esposti, esistono margini di sovrapposizione tra competenze di giurisdizione
primaria e competenze delegate che rendono alquanto sfumata la linea di demarcazione delle competenze
esclusive delle municipalità/comuni.
La successiva legge sulle attività delegate dall’amministrazione dello stato all’autogoverno locale e il
regolamento sulla devoluzione delle attività dall’amministrazione dello stato all’autogoverno locale non hanno
risolto queste sovrapposizioni.
Le autorità della municipalità/del comune consistono nell’assemblea e nel sindaco, eletti direttamente a
suffragio universale. L’assemblea adotta lo statuto municipale/comunale e i piani relativi ai settori di
competenza, stabilisce le tasse a livello municipale/comunale, dispone della proprietà pubblica e organizza i
servizi pubblici locali. L’adozione di atti da parte dell’assemblea può essere proposta dal sindaco, da un terzo
dei consiglieri municipali/comunali o da un numero di elettori stabilito nello statuto municipale. La figura del
sindaco è assolutamente predominante nell’architettura istituzionale. Il sindaco è responsabile dell’esecuzione
degli atti municipali e dirige tutti gli organi e servizi. Definisce le modalità operative dell’amministrazione e ha il
potere di nominare e revocare, con il consenso dell’assemblea, direttori e altre cariche direttive delle agenzie
municipali, tra cui quelle dei servizi pubblici, della polizia locale e della protezione civile.
In Montenegro, oltre alla carica elettiva del sindaco, le municipalità possono avere altre tre cariche esecutive
nominate dal sindaco. Si tratta di figure manageriali che assistono il sindaco nella supervisione e
organizzazione del lavoro degli organi municipali e dei servizi pubblici: vice sindaco, amministratore capo e
manager.
La stessa Legge sull’autogoverno locale riconosce un potere impositivo alle municipalità/comuni, per lo
svolgimento delle funzioni assegnate. Esse inoltre ricevono dallo stato centrale trasferimenti derivanti dalle
tasse sulle proprietà immobiliari, la vendita di alcolici, legazioni e donazioni e presenze turistiche, oltre al 10%
delle tasse sui redditi delle persone fisiche originati nel territorio e il 50% delle tasse sui trasferimenti di
proprietà. Le municipalità hanno la facoltà di innalzare le tasse sul reddito delle persone fisiche fino al 13% in
più e possono beneficiare di un ulteriore 10% delle tasse sui redditi proveniente da un fondo nazionale di
perequazione creato allo scopo di correggere gli squilibri tra municipalità ricche e povere.
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Infrastrutture e trasporti
La rete stradale del Montenegro è di circa 7.000 km, dei quali 1.850 km sono strade principali e regionali,
5.150 km sono strade locali e non classificate. La densità delle strade principali e regionali è di 13 km/100
km2, a cui si aggiungono 312 ponti e 136 gallerie. Attualmente, non ci sono autostrade e solo un terzo delle
strade regionali e principali sono in buone condizioni. Nel marzo del 2009, il Montenegro e la Croazia hanno
firmato un accordo di 2,8 miliardi di euro per la costruzione di autostrade da parte di un gruppo di imprese di
costruzione croato guidato da Konstruktor. Inoltre, l'assistenza dell'Unione europea compresa nel programma
di stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo ha fornito assistenza finanziaria per migliorare la rete stradale, in
particolare i collegamenti tra la capitale e la costa.
La rete ferroviaria è di 250 km di lunghezza ed è a binario singolo, elettrificata e di calibro normale. Un
tracciato collega il porto di Bar a Podgorica e poi a Bijelo Polje, dove si prosegue fino a Belgrado, mentre un
altro collega Podgorica a Nikšic, con una congiunzione in Albania via Tuzi. Entrambi i tracciati sono sia per i
passeggeri che per il trasporto merci. All'inizio del 2010, l'Infrastruttura ferroviaria del Montenegro ha firmato
un contratto con l'austriaca Swietelsky Bau per la ricostruzione della ferrovia Belgrado-Bar (una porzione di 18
km lungo Bijelo Polje fino al confine con la Serbia) per un importo di 7,9 milioni euro. Ulteriori 10 milioni di euro
per la ricostruzione della ferrovia a nord sono previsti dallo Strumento di assistenza di pre adesione (IPA).
La ferrovia che collega il centro industriale di Niksic con il porto di Bar e con Podgorica beneficerà anche di un
programma di riabilitazione finanziato con un prestito di 15 milioni di euro dalla BERS, che sarà integrato da
0,95 milioni di euro concessi dal Fondo Balcani occidentali della BERS, da fondi speciali, nonché da parte del
governo della Francia.
Attualmente ci sono cinque aeroporti nel paese, di cui tre pavimentati. L’unico aeroporto internazionale è
l’aeroporto di Podgorica, che si trova 11 Km a sud della capitale ed è gestito dalla Società statale Aeroporti del
Montenegro. L'aeroporto di Podgorica è stato completamente ristrutturato e modernizzato nel 2006 ed è l'hub
principale per la compagnia aerea Montenegro Airlines, di proprietà statale.
Il trasporto marittimo è servito da quattro porti passeggeri e merci: Bar, Herceg Novi, Tivat, e Zelenika. Bar,
con il 95% della quota di trasporto passeggeri e merci, è il porto principale. Quest’ultimo ha una capacità
massima di 5 milioni di tonnellate di merci, impiega 1.371 addetti, si sviluppa su 200 ettari ed ha una
profondità massima di 14 metri. Tra i suoi servizi ci sono anche 120.000 metri quadrati di magazzini e 5
terminali specializzati. Il porto di Zelenika, 270 m di lunghezza e 92 m di profondità, viene utilizzato solo per il
trasporto merci.
Quadro dell’economia
L'economia del Montenegro è in transizione verso un sistema di mercato con il settore statale ancora
predominante. L'economia si basa principalmente sul turismo e sull'esportazione di metalli lavorati. Imprese di
proprietà statale non redditizie continuano a pesare sulle finanze pubbliche. Nel corso della disgregazione
della ex Jugoslavia, il Montenegro si è staccato dal controllo federale mantenendo la propria banca centrale,
una politica propria di tariffe doganali e di gestione del bilancio dello stato, adottando come valuta ufficiale il
marco tedesco e successivamente l'euro. Nel gennaio 2007, il Montenegro ha aderito alla Banca Mondiale e
al Fondo Monetario Internazionale. Il 17 dicembre 2011, Il Montenegro ha aderito ufficialmente
all'Organizzazione mondiale del commercio. Nell’ottobre 2007 ha firmato un accordo di stabilizzazione e
associazione (ASA) con l'Unione europea con entrata in vigore dal 1° maggio 2010 e il Consiglio Europeo
(CE) ha concesso al Montenegro lo status di paese candidato nel corso della sessione di dicembre 2010. I
negoziati per l’adesione all’UE sono previsti per il 2012 se verranno soddisfatte le condizioni del Consiglio
europeo in tema di lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. La disoccupazione e le disparità
regionali rappresentano i principali problemi politici ed economici del paese. Le privatizzazioni degli ultimi anni
hanno riguardato principalmente la grande azienda statale dell’alluminio ed il settore finanziario mentre è stata
avviata una politica di attrazione di investimenti esteri specialmente nel settore turistico. La crisi finanziaria
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globale ha avuto un notevole impatto negativo sull'economia, a causa della stretta creditizia in corso, un calo
del settore immobiliare, ed un calo delle esportazioni di alluminio. Nel primo semestre del 2011 in Montenegro
e' stata registrata una crescita nel settore del turismo, commercio, industria forestale , trasporto ed edilizia ed
una leggera ripresa del mercato del lavoro. Il settore industriale ha registrato un calo a causa della
diminuzione della produzione di energia elettrica.. L'inflazione e' cresciuta, la bilancia dei pagamenti e' stata
caratterizzata da andamenti positivi, mentre il mercato finanziario presenta elementi di crisi. Si e' verificato un
evidente deterioramento del settore bancario, su cui hanno avuto influenza alcuni andamenti negativi in
economia: il rallentamento dell'attività economica, un peggioramento della solvibilità delle aziende e l'aumento
del numero delle società insolventi. Nel 2011, la crescita reale del PIL è scesa all’1,8%.
Principali parametri economici del Montenegro (2008-2011)
DATI MACROECONOMICI
PIL in milioni di euro
Tasso di crescita del PIL reale
Inflazione % rispetto al dicembre dell'anno precedente
Bilancia commerciale, in milioni di euro
Bilancia commerciale, in % del PIL
Saldo partite correnti, in milioni di euro
Saldo partite correnti, in % del PIL
IDE netti, in milioni di euro
Debito estero, milioni di euro
Debito estero, % del PIL
2008
3.085,6
6,9%
2009
2.981,0
0,1
6,9%
- 2.082,3
-67,4%
- 1.564,3
-50,7%
551,709
481,7
15,6%
0,0
- 1.371,7
-46,0%
- 896,3
-30,0%
910,907
699,9
22,7%
1° SEM
2010 2011
3.104,0
0,0
2,1%*
0,0
- 1.317,4
-43,8%
- 779,3
-25,1%
542,4
912,4
30,2%
0,0
- 622,4
- 447,0
178,800
1.069,6
-
2011
3.192**
2,5%***
-
Fonte: Ministero delle Finanze, Monstat, Banca Centrale
* stima della crescita del PIL per il periodo gennaio-giugno 2011 del Ministero delle
Finanze
**previsioni del PIL per il 2011 secondo i dati della Banca Centrale
*** previsioni del Ministero delle Finanze
Il 2009 ha visto cambiare alcuni trend; in particolare, vi è stata una contrazione del PIL a causa della
stagnazione dell'attività economica dovuta alla crisi economica mondiale, ma si è registrato anche un
incremento del flusso degli Investimenti Diretti Esteri (IDE). Il 2010 è stato caratterizzato dal rallentamento
degli effetti negativi della crisi, da una timida ripresa dell'economia reale, da un trend altalenante ma costante
e positivo degli IDE, dalla ripresa del PIL e delle attività commerciali internazionali.
Secondo la valutazione della Banca Centrale l'economia montenegrina nei primi sei mesi del 2011 ha
registrato un crescita del 2,5%, che conferma le aspettative di crescita annuale tra il 2% e il 3%. Tuttavia, sono
ancora presenti numerosi rischi : deficit del bilancio statale, mancanza di liquidita' nel settore reale, inadeguato
livello delle attivita' di prestiti, peggioramento del portafoglio prestiti delle banche e alto livello di rischio
proveniente dal mercato globale.
Secondo i dati della Banca Centrale l'economia montenegrina nel primo semestre del 2011 è stata
caratterizzata da un calo della produzione industriale complessiva (-10,7%), rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente, attribuibile principalmente alla diminuzione della produzione di energia elettrica, gas ed
acqua (-31,1%), mentre gli unici settori che hanno registrato una crescita produttiva sono stati quelli del
settore manifatturiero (9,7%) e minerario (3,2%)
Sempre econdo la Banca Centrale l'inflazione annuale misurata dai prezzi al consumo nel giugno 2011 è stata
dello 3,5%,. I prezzi al consumo in giugno 2011 hanno registrato un aumento del 2,7% rispetto alla fine
dell'anno 2010 .
8
Secondo la Banca Centrale la retribuzione media lorda nel primo semestre del 2011 è stata pari a 729 euro,
con un incremento del 3,8% rispetto allo stesso periodo del anno precedente. Il salario medio netto ha
raggiunto 489 euro con un incremento del 4% rispetto al stesso periodo dell' anno precedente. Il settore che
registra il salario netto più basso è quello ittico (227 euro), mentre il settore dell'intermediazione finanziaria
rimane quello con le più alte retribuzioni (848 euro netti).
Secondo i dati del Monstat, il tasso di disoccupazione rilevato nel secondo trimestre del 2011 è stato pari al
19,9%.
In base ai dati disponibili, nel primo semestre del 2011 il numero degli occupati e' 160.912 (-2,6%) rispetto allo
stesso periodo del 2010. Cresce il numero degli occupati nel settore del turismo–alberghi e ristoranti (41,9%),
agricoltura, silivicoltura e settore idrico (29,4%), nel settore immobiliare (10,2%), nel settore dell'edilizia (8%),
mentre si e' avuto un calo nei settori della previdenza sociale e della salute (-0,1%.)
Secondo i dati preliminari forniti dalla Banca Centrale, il bilancio statale ha registrato un deficit di 49,8 milioni
di euro, pari all' 1,6% del PIL previsto per il 2011. Le entrate e i fondi dello Stato ammontano ad un valore a
548,4 milioni (17,2% del PIL previsto). Rispetto al gennaio-giugno del 2010 le entrate hanno segnato un
decremento del 3,5%. La spesa pubblica è stata pari a 598,2 milioni di euro, ovvero il 18,7% del PIL previsto.
Secondo fonti del Ministero delle Finanze, il debito pubblico alla fine del primo semestre del 2011 ammontava
a 1.433,7 milioni di euro , ovvero il 44,9 % del PIL previsto per il 2011, di cui 364,10,3 milioni di esposizione
interna (11,4% del PIL) e 1.069,60 milioni di euro di debiti esteri (33,5% del PIL). Dato che la valuta utilizzata
dal Montenegro è l'euro, la situazione valutaria del debito pubblico viene considerata stabile e quindi non
soggetta a fluttuazioni dovute ai tassi di cambio.
L'Indice sulla Libertà Economica del 2011 stilato dal Wall Street Journal pone il Montenegro al 76° posto tra i
paesi economicamente più liberi, con un punteggio di 62,5. Il punteggio ha subito una diminuzione di 1,1 punti
rispetto all'anno precedente. Secondo tale indicazione, essa sarebbe dovuta ad una crescita esponenziale
nelle spese di governo; la libertà economica rimarrebbe influenzata dall'insufficiente impegno istituzionale
nella lotta alla corruzione. Il sistema giudiziario rimarrebbe debole, inefficiente e vulnerabile alle pressioni
politiche. (si veda tabella)
Valutazioni di marzo 2011
Confronto con valutazioni di marzo 2010
Libertà negli affari
71.3
+1.2
Libertà nel commercio
83.6
+0.4
Libertà fiscale
89.4
-0.6
Spese di governo
28.26
-25.8
Libertà monetaria
76.0
+2.8
Libertà negli investimenti
55.0
-
Libertà finanziaria
50.0
-
Diritti di proprietà
40.0
-
Libertà nel lavoro
92.3
+5.9
Libertà dalla corruzione
39.0
+5
Secondo la pubblicazione annuale del World Economic Forum dal titolo"Global Competitiveness Report 20102011”, il Montenegro risulta al 49° posto, su 139 posizioni, nella classifica dei Paesi piu' competitivi,
evidenziando un forte miglioramento rispetto alla 69° posizione dell'anno scorso.
Investimenti diretti esteri
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Secondo i dati preliminari della Banca Centrale nel periodo gennaio-giugno 2011 il flusso in entrata degli
investimenti diretti esteri netti e'stato pari a 178,8 milioni di euro (-44,7% rispetto al gennaio-giugno 2010).
Nonostante un calo nella percentuale di investimenti, il flusso degli IDE è rimasto, tuttavia, elevato, in quanto
bisogna osservare che l'alto valore di investimenti esteri in entrata nel 2009 è da imputare alla vendita di una
quota strategica dell'EPCG all'azienda italiana A2A per un valore di 436.1 milioni di euro.
Nel periodo gennaio-giugno 2011, il flusso più cospicuo, osservando la struttura degli IDE, è stato realizzato
sulla base di investimenti nelle aziende locali e istituti di credito per 86,2 milioni di euro (- 57,9% rispetto allo
stesso periodo del 2010). Sotto forma di debito intersocietario il flusso in entrata è risultato pari a 56,6 milioni
(-38,6%). Il settore immobiliare ha registrato una calo degli IDE del 7,4% raggiungendo 71,6 milioni di euro. Le
entrate derivanti da rendite di capitale montenegrino investito all'estero sono state pari a 12,5 milioni di euro.
Il flusso più stabile in entrata negli anni precedenti era dovuto in gran parte alla privatizzazione e alla vendita
degli immobili.
Secondo le previsioni della Banca Centrale il miglior modo per garantire l'incremento degli IDE sta
nell'aumento degli investimenti ”greenfield”, per i quali il Montenegro mostra potenzialita' rilevanti.
Investimenti italiani
Il Montenegro presenta un significativo potenziale per gli investimenti italiani, che sono al primo posto in
assoluto tra gli investimenti esteri.
Le imprese italiane sono presenti soprattutto nel settore energetico (biomasse, impianti eolici, centrali
idroelettriche, energia solare, carbone). Esistono margini per incrementare la nostra presenza nei processi di
ingegneria, infrastruttura, trasporto, turismo, consulenza, nei progetti ambientali, nel riciclo e trattamento dei
rifiuti, nella lavorazione e lo stoccaggio di prodotti alimentari.
Il gruppo italiano A2A, nel quadro dell'operazione di ricapitalizzazione e privatizzazione parziale della EPCG
(ente statale per l'energia elettrica che opera nell'intera filiera del settore: produzione, distribuzione e vendita
di energia elettrica) e' diventato un partner strategico di grande importanza per il Montenegro, acquistando il
43,7% del capitale.
Terna Rete Elettrica ha acquisito un pacchetto di minoranza del 22 per cento delle azioni di CGES, la Società
distributrice di energia elettrica montenegrina. Sempre Terna costruirà un elettrodotto "Italia-Montenegro" di
415 km complessivi, che si svilupperanno per 390 km in cavo sottomarino, per 10 km in cavo interrato in
Montenegro, e per 15 km in Abruzzo con cavi interrati in corrente continua, per un investimento pari a 720
milioni di euro.
Nel novembre 2010 il Consorzio Ocean Interlog, consorzio triestino, con un investimento di 2,15 milioni di
euro, ha rilevato l'intero capitale di Pomorski Poslovi, titolare dei servizi marittimi nel porto di Bar.
Sono infine da segnalare insediamenti di imprese italiane medio-piccole da collegarsi principalmente ad
alcune produzioni in conto terzi nel settore del legno- arredamento, nonché investimenti nel settore dei servizi.
Si tratta di realtà che spesso sfuggono alle ricognizioni ufficiali ma che sono sintomatiche di una vitalità di
scambi e di collaborazioni tra i nostri due Paesi, favoriti anche dalla contiguità geografica e dalla facilità di
accesso.
A partire da dicembre 2010, nell'ambito della Legge 84 del 2001 sulla Ricostruzione e la Stabilizzazione dei
Balcani, è presente nella capitale Podgorica un funzionario dell'ICE incaricato di promuovere occasioni per
accrescere le opportunità di investimento per le aziende italiane in Montenegro.
In questo quadro, sono state proposte iniziative, legate alle esigenze del Montenegro, che possano essere di
interesse delle aziende italiane sulla base delle loro aspettative e competenze; una costante attenzione e'
rivolta al monitoraggio delle possibilità di finanziamento da parte delle organizzazioni internazionali operanti
nell'area.
Problematiche relative agli investimenti esteri nel Paese
Quadro legale
Il quadro legislativo è cambiato in modo sostanziale negli ultimi dieci anni, in quanto circa 30 nuove leggi sono
state adottate nell'ottica di un progressivo adeguamento agli standard europei con l'obiettivo di creare un clima
maggiormente favorevole agli investimenti esteri.
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I diritti dell'investitore straniero sono regolati dalla nuova Legge sugli investimenti esteri che e' stata adottata
nell' aprile del 2011 e che garantisce una serie di meccanismi di tutela, di obblighi e doveri e stabilisce un
procedimento giuridico più chiaro e conciso rispetto al passato.
Con lo scopo di facilitare e promuovere attività commerciali sono state introdotte alcune agevolazioni fiscali
(esenzioni parziali od esoneri) ed è stato semplificato l'iter di registrazione di un'impresa.
Altri cambiamenti legislativi riguardano la delineazione dei diritti degli azionisti e la protezione degli azionisti
minoritari.
La politica fiscale è sempre più indirizzata alla creazione dei presupposti per incentivare l'imprenditoria delle
piccole e medie imprese e ad attirare nuovi investimenti esteri..
Dall'inizio dell'anno sono entrate in vigore diverse leggi che mirano a snellire le attività imprenditoriali ed a
migliorare la liquidità delle imprese; in particolare sono state varate leggi che regolano:
• la tassazione del profitto delle persone giuridiche che riduce e snellisce le procedure burocratico amministrative legate al pagamento delle imposte;
• l'imposta sul reddito delle persone fisiche che riduce l'aliquota dal 12% al 9% per combattere
l'economia sommersa ed aumentare la competitività delle singole aziende:
• il pagamento di contributi per la previdenza sociale obbligatoria. La struttura della quota rimane il
20,5%, ma il carico viene spostato dal 12% al 15% sul lavoratore mentre la quota da versare del
datore di lavoro è stata ridotta dall'8,5% al 5,5%.
In conformità con gli obiettivi della "Strategia per lo sviluppo delle piccole e medie imprese 2011-2015” del
Montenegro e dello "Small Business Act” sono state definite le attività volte al sostegno in materia di sviluppo
delle PMI e dell'imprenditoria in generale che si riferiscono al:
• Appoggio istituzionale per lo sviluppo delle PMI attraverso la promozione dei business center regionali
e locali; vengono preparati progetti pilota per lo sviluppo dei cluster industriali,
• Rinforzamento della competizione delle imprese e stimolo all'export attraverso: negoziazioni
multilaterali e armonizzazione del regime commerciale montenegrino con quello dell'Organizzazione
Mondiale per il Commercio (WTO); completamento della fase negoziale per l'adesione del
Montenegro al WTO; implementazione degli Accordi CEFTA 2006;
• Incremento dell'accessibilità alle informazioni delle aziende attraverso il continuo miglioramento dei
servizi diretti agli imprenditori ed alle PMI che desiderano essere presenti sulla scena imprenditoriale
europea tramite il "Centro informativo sui mercati” e la successiva realizzazione del progetto chiamato
"Realizzazione dell'offerta regionale di servizi di consulenza sui mercati per le imprese orientate
all'export”;
• Promozione del "know-how” imprenditoriale attraverso i programmi educativi nel settore del
management, marketing, comunicazione imprenditoriale, e visite di studio alle aziende dei paesi
sviluppati;
• Promozione dell'imprenditoria e delle PMI attraverso il miglioramento delle attività di marketing, delle
relazioni con il pubblico, promozione di nuove imprese e dell'imprenditoria femminile.
Al fine di armonizzare il sistema giuridico nel settore energetico con quello dell'UE sono state varate: la Legge
sulle fonti di energia e la Legge sull'efficienza energetica. Entrambe rappresentano la piattaforma base per
l'ulteriore sviluppo del settore. In armonia con la Strategia per lo sviluppo energetico del Montenegro fino al
2025 e con il Piano d'azione per la sua implementazione nel periodo 2008-2012, è in corso la realizzazione di
diversi progetti: la costruzione della centrale idroelettrica sul fiume Moraca, delle piccoli centrali idroelettriche,
di centrali eoliche e di reti di trasmissione elettrica.
Con l'adozione dei documenti strategici sono state create le condizioni per lo sfruttamento di fonti di energia
rinnovabili, ovvero della promozione e della realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica che
utilizzano fonti di energia rinnovabili. L'attenzione è tutta spostata sullo sfruttamento del potenziale idrico.
Settori produttivi
L’economia del Montenegro si presenta meno industrializzata rispetto alla vicina Serbia. Tuttavia sono
presenti comparti manifatturieri competitivi che si concentrano in pochi prodotti, tra questi spicca la produzione
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dell’alluminio e dell’acciaio, prodotti chiave anche per le esportazioni. Infatti, nella struttura delle esportazioni
prevalgono le voci legate a metalli non ferrosi (97,6 milioni di euro), ferro e acciaio (4,5 milioni di euro ).
Molto più specializzato il settore dei servizi, in cui soprattutto il turismo presenta notevoli potenzialità di
sviluppo. La Banca Mondiale e la BERS stimano che i servizi pesino per più del 60% del PIL, mentre il solo
turismo per il 15%. Il manifatturiero ha una proporzione tra il 20 e 25% sulla formazione del PIL, infine
l'agricoltura del 15% circa.
Materie prime
Il paese è dotato di una buona industria mineraria legata all’andamento dell'industria dei metalli.
La strategia del Montenegro per lo sviluppo del mercato energetico interno riflette gli obiettivi generali della
politica energetica dell'UE. L'obiettivo fissato dalla strategia principale è quello di garantire un
approvvigionamento sostenibile, sicuro e competitivo di tutte le fonti di energia con misure di efficienza
energetica e l'utilizzo di energia rinnovabile. La legislazione e i regolamenti del Montenegro in materia di
energia sono, in larga misura, armonizzati con le direttive UE. Dalla sua istituzione nel 2004, l'Agenzia per la
regolamentazione dell'energia, ai sensi della Legge sull’energia della Repubblica del Montenegro, ha
interpretato il ruolo di regolatore del settore energetico.
La produzione di energia in Montenegro si basa prevalentemente su risorse primarie, cioè: carbone marrone,
lignite, legna da ardere, così come sull’energia idrica e sui rifiuti industriali di legno, non su petrolio e gas
naturale. La centrale termica Pljevlja, le centrali idroelettriche Piva e Perucica, e qualche ulteriore piccola
centrali idroelettrica, producono energia elettrica sufficiente a soddisfare quasi i due terzi del mercato (circa
4700 GWh/anno). Circa un terzo di energia fornito è utilizzato dalle famiglie. Il più grande consumatore di
energia elettrica è l’impianto di produzione dell’alluminio di Podgorica (KAP), che utilizza circa il 44% del totale
del fabbisogno lordo di energia elettrica. Un altro grande consumatore di energia è Željezara Nikšic (acciaierie
Niksic).
Il settore dell'energia è caratterizzato da un’efficienza insoddisfacente e da notevoli perdite. Tuttavia, il
potenziale di generazione energetica è notevole. Il potenziale idroelettrico stimato dei principali corsi d'acqua
ammonta a 9.846 GWh/anno, di cui meno di 1.800 GWh/anno (circa il 17%) viene sfruttato al momento.
Inoltre, il potenziale dei piccoli corsi d'acqua è compreso tra gli 800 GWh/anno e i 1.000 GWh/anno.
Il carbone è la risorsa energetica più importante in Montenegro. Solo 18,5 milioni di tonnellate sono
classificate sotto la voce "sfruttabile", mentre i bacini Pljevlja e Berane rappresentano un potenziale di 184,5
milioni e di 158 milioni di tonnellate rispettivamente. Il potenziale totale di riserve geologiche è stato
determinato in 7 miliardi di barili di petrolio e 425 miliardi di m3 di gas naturale. Negli ultimi dieci anni, le Fonti
di Energia Rinnovabili (FER) hanno rappresentato circa il 25% del saldo totale di energia primaria del
Montenegro, composto essenzialmente da legno combustibile, acqua e rifiuti. Il governo ha inoltre individuato
altre potenziali fonti di energia rinnovabile come l'energia eolica, l’energia solare, le biomasse, i rifiuti vegetali
e i rifiuti solidi urbani.
Il Montenegro è uno dei firmatari del Protocollo di Kyoto e ha partecipato attivamente al vertice sui
cambiamenti climatici di Copenaghen. Come "stato ecologico" (uno dei pochi al mondo che viene ufficialmente
definito tale nella sua Costituzione), il Montenegro si è impegnato a ridurre le emissioni di gas serra del 20%;
ad aumentare l'efficienza energetica e ridurre i consumi del 20%; ad aumentare la quota delle fonti
energetiche rinnovabili al 20% del consumo totale di energia primaria, e di carburante biodiesel per almeno il
10%. Al fine di bilanciare le esigenze energetiche con lo sviluppo e la protezione dell'ambiente, il governo
cercherà di costruire nuove fonti di produzione di energia elettrica, connesse al futuro gasdotto AdriaticoIonico, sulla base del possibile sfruttamento delle risorse nazionali di gas naturale e di petrolio greggio.
Nel gennaio 2009 il mercato dell'elettricità è stato aperto ai consumatori non domestici. A seguito della
privatizzazione della società elettrica di stato (EPCG) sono state create cinque società "figlie": quattro di loro si
occupano di generazione, approvvigionamento, distribuzione e costruzioni e sono rimaste parte della holding,
mentre l'unità di trasmissione è diventata una società per azioni. Il governo montenegrino ha inoltre firmato un
accordo con il governo italiano per il collegamento delle reti elettriche dei due paesi attraverso un cavo di
trasmissione sottomarina con capacità di 1.000 MW. Il progetto, finanziato interamente dal versante italiano,
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del valore di 720 milioni di euro, sarà attuato dalla società italiana Terna italiana e dalla sua consociata
montenegrina Prenos. Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2013.
Agricoltura
Il terreno agricolo copre il 38% del paese di cui circa il 25% è costituito dai pascoli, il 9% è terra arabile, e il 3%
è utilizzato per colture permanenti. Circa il 54% del territorio (pari a 720.000 ha) è ricoperto da superfici
boschive. L’allevamento di bestiame copre circa il 60% della produzione agricola. Tra le coltivazioni più
importanti vi sono: frutti di bosco, legno, frumento, mais, tabacco, patate, prugne, olive, arance, uva.
L’agricoltura è comunque uno dei settori meno sviluppato all’interno dell’economia montenegrina. Nel
complesso l'agricoltura è un settore relativamente poco rilevante per l'economia del paese, ma ha ricevuto
aiuti dal governo nel corso degli ultimi anni. La produttività è bassa a causa delle piccole dimensioni delle
aziende agricole, delle condizioni delle strade rurali, della mancanza di accesso al credito, dell'uso limitato di
fertilizzanti e dei macchinari obsoleti.
La produzione di sussistenza e la produzione per la vendita diretta nei mercati verdi prevalgono, mentre la
produzione commerciale è essenzialmente limitata al vino (l'unica esportazione dei prodotti agricoli di una
qualche importanza), al latte e alle verdure. Il Montenegro è un importatore netto di prodotti alimentari.
Industria
Negli ultimi cinquant’anni, l’industria è stata il volano dello sviluppo economico montenegrino. In tale periodo,
la crescita dell’industria dell’energia, della metallurgia (lavorazione dell’acciaio e dell’alluminio) e delle
infrastrutture dei trasporti, crearono le basi dei miglioramenti futuri. Il sistema industriale era commisurato alle
necessità della grande Jugoslavia per cui il 90% della produzione locale veniva commercializzato fuori dal
territorio montenegrino.
Tutto il settore industriale ha ristagnato nel corso dell'ultimo decennio, con l'eccezione del 2004, anno in cui si
è avuta un'espansione del 13,8%. Tale andamento riflette la debolezza del comparto manifatturiero che è di
gran lunga quello più sviluppato. A sua volta il comparto della metallurgia ed in particolare dell'alluminio, sono i
principali settori del manifatturiero. Altri importanti settori riguardano la lavorazione alimentare, dei minerali non
metallici e dei chimici, il tessile, la lavorazione della pelle e del legno e una consistente capacità nelle
costruzioni edilizie
Servizi
L’economia del Montenegro è prevalentemente basata sui servizi tra cui spiccano quelli per il turismo. Con lo
sviluppo complessivo dell'economia nazionale anche le telecomunicazioni hanno mostrato segni di un rapido
sviluppo. Il settore delle telecomunicazioni è totalmente liberalizzato e privatizzato, mentre il quadro normativo
è quasi completamente adeguato a quello dell’UE. La banda larga nel settore dei servizi rappresenta una
quota sempre maggiore delle connessioni internet totali. I servizi Internet sono forniti principalmente da
Crnogorski Telekom (offre accesso dial-up e ADSL) e MTEL (fornisce l'accesso WiMAX).
L’ADSL è stata introdotta in Montenegro nel 2005 e nel mese di aprile 2010 si sono registrate 48.185
connessioni ADSL, il che rende tale tecnologia la più utilizzata per l’accesso a internet nel paese.
I dati pongono il Montenegro appena sotto la media europea di utilizzo di Internet. La crescita è stata
principalmente motivata con l'aggiornamento delle connessioni dial-up per la banda larga, disponibili via
ADSL, via cavo e wireless.
Nonostante tutto, però, le rete fissa continua a dominare il mercato anche se la situazione è destinata a
cambiare con l'introduzione di una nuova legislazione che fornisce nuovi poteri all'autorità di regolamentazione
per migliorare la concorrenza.
Il settore dell’e-commerce è invece regolato dalla legge sul commercio elettronico adottata nel 2004. La legge
sulla firma digitale è stata adottata prima, nel 2003, per promuovere l'uso sicuro ed efficiente della
comunicazione elettronica.
Tuttavia, non vi è ancora largo uso di e-commerce da parte delle imprese in Montenegro. I tipi più popolari di
attività di e-commerce sono il B2B e il B2C, anche se il G2B e il C2C sono sempre più diffusi. Nel frattempo, il
Montenegro si sta integrando con le attività di e-business europee.
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Circa il 76% della forza lavoro è concentrata nel settore dei servizi, suddivisa in: vendita al dettaglio, turismo,
trasporti, educazione e sanità.
Turismo
Il Montenegro, secondo i dati del World Travel & Tourism Council (WTTC), ha l'industria turistica a più rapida
crescita nel mondo. Sempre secondo le stime del WTTC, il contributo diretto del settore al PIL per il 2011,
senza considerare l’indotto, è stato pari a euro 278,3mln (8,1% del totale del PIL). Tale quota è destinata ad
aumentare per il prossimo decennio ad un tasso del 10,9%/anno. La stessa tendenza è prevista anche per
l’impatto sui livelli occupazionali nel settore. Entro il 2021, si prevede che il settore possa creare fino a 62.000
posti di lavoro - uno ogni tre posti di lavoro - con una crescita del 9,4 per cento l'anno.
Secondo la Banca Centrale, nel periodo gennaio-giugno 2011, sono stati realizzati 1.568,8 pernottamenti, con
un lieve aumento (6,4 %) rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente. La maggior parte dei
pernottamenti realizzati è rappresentato da turisti stranieri provenienti da Russia, Kosovo, Germania, Polonia,
Gran Bretagna e Repubblica Ceca.
La strategia del governo montenegrino prevede un turismo saldamente basato sulla sostenibilità economica,
sociale, ambientale e climatica e la creazione di un ambiente operativo favorevole all’attrazione di investimenti
esteri.
Oltre al turismo balneare, che è stato il pilastro del turismo del Montenegro negli ultimi dieci anni e il motivo di
attrazione per la maggior parte degli investitori stranieri ad oggi (importanti progetti di resort integrati, tra cui il
parzialmente aperto Porto Montenegro), la regione montuosa del Montenegro sta attirando crescente
attenzione attraverso il lancio di una vasta gamma di prodotti del mercato di nicchia, come trekking e mountain
bike, rafting e trekking in montagna.
Per raggiungere tali obiettivi di crescita, il Montenegro necessita di migliori infrastrutture e collegamenti ed un
personale più qualificato.
L'interscambio commerciale tra Montenegro e Italia
Nel periodo gennaio-giugno del 2011, in base ai dati pubblicati dal Monstat, l'Italia è risultata il quarto partner
commerciale del Paese, con un interscambio complessivo di circa 68,721 milioni di euro, costituito da 48,092
milioni di euro di importazioni (5,7% delle totali importazioni montenegrine) e da 20,629 milioni di euro di
esportazioni (14,5% delle esportazioni montenegrine). Il saldo commerciale a favore dell'Italia e' stato pari a
27,462 milioni di euro.
L'Italia è stata nello stesso periodo il quinto Paese fornitore del Montenegro, preceduto da Serbia, Grecia,
Bosnia ed Erzegovina e Germania ed il quarto Paese acquirente, dopo l’Ungheria, la Serbia e la Grecia.
I settori merceologici più rilevanti nel primo semestre del 2011, per quanto riguarda le esportazioni
montenegrine in Italia, sono stati: metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi, combustibili nucleari, rifiuti,
legno tagliato e piallato, pietra, sabbia e argilla .
Per quanto riguarda le importazioni montenegrine dall'Italia i principali settori coinvolti sono stati: articoli di
abbigliamento, calzature e mobili, apparecchiature per le telecomunicazioni, altre macchine per impiego
generale, saponi e detergenti, prodotti per la pulizia, autoveicoli.
Principali merci/settori esportate dall´Italia (Fonte ISTAT)
PRINCIPALI PRODOTTI ESPORTATI DALL'ITALIA
(gennaio - giugno 2011)
Variazione% sul
VALORE IN MIGLIAIA DI
EURO
gennaio –giugno
2010
Articoli di abbigliamento (escluso l'abbigliamento pelliccia)
6.219
+3%
Calzature
3.513
+26,6%
Mobili
3.440
+0,1 %
Apparecchiature per telecomunicazioni
2.431
-19,4%
14
Altre macchine per impiego generale
2.351
-17,02
Saponi e detergenti, prodotti per la pulizia e la lucidatura, profumi e
cosmetici
2.242
+11,8 %
Autoveicoli
2.127
+31,4 %
Materiali da costruzione in terracotta
1.807
+32,1 %
Articoli in materie plastiche
1.539
-14,3%
Prodotti di colture permanenti
1.430
+14 %
Totale
24.283
3,9%
Principali merci/settori importate dall´Italia (Fonte ISTAT)
PRINCIPALI PRODOTTI IMPORTATI IN ITALIA
VALORE IN MIGLIAIA DI
EURO
Variazione % sul gennaiogiugno 2010
Metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi,
combustibili nucleari
13.227
505,2%
Rifiuti
2.420
56%
Legno tagliato e piallato
1.018
43,9%
Pietra, sabbia e argilla
846
-52,2 %
Macchine di impiego generale
752
-
Articoli di abbigliamento, escluso l'abbigliamento in
pelliccia
485
-12,7 %
Frutta e ortaggi lavorati e conservati
222
-25,2 %
Prodotti in legno, sughero, paglia e materiali da intreccio
213
-5,4%
Articoli di coltelleria,utensili e oggetti di ferramenta
173
-10,1%
Prodotti della siderurgia
164
-79,3 %
19.520
- 135,7%
(gennaio - giugno 2011)
Totale
I prodotti italiani dei settori tradizionalmente di punta, come il tessile-abbigliamento, calzature, arredamento,
design, sono conosciuti ed apprezzati e la loro penetrazione nel Paese è favorita dalla costante crescita del
potere d'acquisto della fascia sociale media.
La qualificata offerta italiana di beni e servizi per costruzioni trova spazi in un mercato locale la cui domanda è
sostenuta dalle esigenze sia di ristrutturazione del patrimonio immobiliare che di realizzazione di nuovi edifici.
Vi e' ancora spazio per le imprese che desiderano entrare nel mercato dell'agroindustria e della
trasformazione in generale dei prodotti agricoli a causa di una buona presenza di risorse e della capacita' di un
mercato che fa largo ricorso all'importazione di prodotti agricoli.
Accordo UE in materia di commercio estero
I beni prodotti in Montenegro ed esportati verso l'Unione Europea sono soggetti a regimi doganali
preferenziali. La Commissione Europea ha introdotto in Montenegro le misure commerciali autonome ATM.
Queste misure assicurano le esportazioni verso l'Unione Europea senza dazi doganali e senza limitazioni di
quantità.
Il 15 ottobre 2007 è stato firmato a Lussemburgo un accordo di stabilizzazione e di associazione tra la UE e i
suoi stati membri da una parte e la Repubblica del Montenegro dall'altra. In attesa dell'espletamento delle
procedure necessarie per l'entrata in vigore e' stato concluso un accordo interinale relativo agli scambi, che e'
15
entrato in vigore il 1 gennaio 2008. L'accordo di stabilizzazione e di associazione e l'accordo interinale
istituiscono un regime commerciale contrattuale tra gli stati UE, la Comunità e il Montenegro.
L'Accordo prevede l'ingresso graduale nell'area di libero scambio dell'UE. Il processo di liberalizzazione
asimmetrica consentirà ai prodotti montenegrini un accesso immediato al mercato europeo, in cambio di
un'apertura progressiva del mercato montenegrino alle merci europee.
Barriere tariffarie
A) Barriere tariffarie
Per quanto riguarda le barriere tariffarie, non ci sono particolari ostacoli alla libera circolazione di merci e
servizi. La normativa relativa all'attività con l'estero e' allineata alle regole del WTO e dell'UE. Di recente è
stata promulgata una nuova Legge sul commercio estero (Gazzetta Ufficiale RCG n° 28/04, 37/07) che regola
la circolazione di beni e capitali, promuove l'economia di mercato, la liberalizzazione del traffico delle merci e
dei servizi e garantisce pari opportunità tra i partecipanti nel commercio internazionale.
Il diritto di partecipare agli scambi commerciali con l'estero è garantito a tutte le persone in conformità con il
loro status giuridico ed economico. La legislazione precedentemente in vigore che regolava la materia in
questione, insieme al Decreto sulle attività di commercio estero, era abbastanza restrittiva e conteneva, dal
punto di vista dell'efficacia economica, condizioni molto sfavorevoli.
La nuova legge garantisce che sia l'import che l'export si svolgano in regime di libero scambio e che solo
eccezionalmente, conformemente alle regole del WTO, possano essere introdotte determinate limitazioni o
tasse speciali. In alcuni casi il Governo può prescrivere il rilascio dei permessi per l'importazione,
l'esportazione ed il transito di beni.
La Legge doganale (Gazzetta Ufficiale RCG n° 7/02) e successivi aggiornamenti (38/02, 72/02, 21/03, 31/03,
29/05, 66/06, 21/08) conformi alle richieste dell'Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) e dell'UE
viene applicata dal 1 aprile 2003. Questa normativa semplifica la procedura doganale, ossia i procedimenti
d'importazione ed esportazione, ed introduce il rilascio della documentazione conforme a quella degli stati
dell'UE; adotta le decisioni dell'Accordo WTO sulla valorizzazione doganale e le norme sulla dichiarazione
d'origine di provenienza della merce.
I contingenti all'import vengono introdotti se l'importazione di alcune merci mette a rischio l'industria locale I
contingenti all'export possono essere introdotti: 1) in caso di insufficiente produzione di beni essenziali per il
mercato interno 2) per tutelare il patrimonio naturale non rinnovabile del Paese (limitando
contemporaneamente il commercio di tali merci sul mercato interno). Il dazio antidumping, conformemente alle
regole del WTO, può essere introdotto dal Governo nel caso in cui il prezzo della merce importata sia inferiore
al suo valore reale e qualora tale import rechi un danno materiale o rallenti la crescita della produzione locale.
B) Barriere non tariffarie
Le barriere non tariffarie esistenti in Montenegro possono essere suddivise nelle seguenti categorie:
1. Restrizioni quantitative (quote di importazione e di esportazione, accordi bilaterali discriminatori nei
confronti di paesi terzi). Permessi speciali sono richiesti per le importazioni soltanto se questo è
necessario per: tutelare l'ambiente, la salute e le risorse naturali non rinnovabili, la sicurezza
nazionale, il diritto di proprietà intellettuale, l'attuazione di norme speciali per il commercio di oro e di
argento. I permessi per l'esportazione sono richiesti soltanto se questo è necessario per: proteggere il
patrimonio nazionale, artistico, culturale, storico ed archeologico, per la sicurezza nazionale, la tutela
dell' ambiente e delle risorse naturali non rinnovabili, tutela dei diritti di proprietà intellettuale,
l'attuazione di norme specifiche in materia di commercio d'oro.
2. Procedure doganali ed amministrative (valutazione e classificazione della merce) Il tempo per ottenere
informazioni sulle procedure di sdoganamento è molto lungo e potrebbe essere ridotto attraverso la
creazione di un collegamento elettronico ed informatico tra gli uffici preposti all'ispezione con il resto
delle agenzie coinvolte nelle procedure di importazione ed esportazione. In questo modo si
ridurrebbero drasticamente i tempi di attesa ai confini. I servizi doganali di Bar e di Podgorica non
sono sufficientemente efficaci in quanto non dispongono di un sistema informatizzato per la gestione
di dati durante le procedure di ispezione. Questo fatto di per sé genera errori durante la registrazione
della merce e provoca complicazioni durante la fase di pagamento tra le parti. Il processo di
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applicazione di dazi, inoltre, non viene effettuato in tutti i porti doganali ma solo presso quelli vicini alle
aziende interessate alla merce.
3. Barriere tecniche (norme fitosanitarie, standard industriali, di qualità o di sicurezza, norme
sull'imballaggio della merce).
Tutte queste norme hanno in comune il fatto di essere poco trasparenti e non evidenti dal punto di vista
giuridico lasciando ampio spazio al dubbio ed ambiguità. Spesso queste norme si applicano in modo non
coerente, caso per caso, ed il loro effetto risulta molto più grave di quello dei dazi stessi. Anche l'applicazione
delle regole fitosanitarie spesso crea dei problemi burocratici che implicano procedure complicate e grandi
ritardi. Alcune barriere non tariffarie hanno origini più complesse: l'orario di lavoro degli ispettori (sanitari, veterinari e
per esami radiologici) spesso non corrisponde all'orario di lavoro degli ispettori doganali. I certificati spesso sono molto
costosi e, in alcuni casi, il loro costo è superiore al valore della merce in questione. Non essendo membro dell'UE, le
certificazioni europee in Montenegro non vengono automaticamente riconosciute e si deve procedere ad una
certificazione in loco. Tutti questi problemi alzano notevolmente i costi del commercio. Fino ad oggi, comunque, non
sono state rilevate contestazioni significative da parte delle società italiane per quanto riguarda le barriere non tariffarie
in Montenegro.
Sistema dell’istruzione
In Montenegro, l'istruzione elementare è gratuita ed è obbligatoria per tutti i bambini di età compresa tra i sei
ed i quattordici anni , per il primo ciclo di studi della durata di 8 anni. A livello secondario, gli studenti possono
scegliere di frequentare il Liceo, che offre un’istruzione ampia e generale, in preparazione all’università o
scuole professionali che specializzano gli alunni in determinati settori.
In Montenegro è presente l'Università degli studi del Montenegro fondata il 29 aprile 1974; organizzata
come la maggior parte delle università europee, si compone di facoltà, istituti e collegi, nonché centri logistici.
La sede dell’università si trova nella capitale Podgorica.
L'Università è organizzata in 20 Facoltà e comprende tre istituti di ricerca scientifica:
- Istituto di Lingue Straniere;
- Istituto di Storia;
- Istituto di Biologia Marina.
La maggior parte delle facoltà dell'Università del Montenegro si trovano a Podgorica , mentre alcune facoltà
sono state istituite in Budva e Bijelo Polje nel 2005.
E’ presente inoltre l'Università "Mediterranea" , prima università privata con sede nel Montenegro, a
Podgorica. E' stata fondata il 30 maggio 2006 ed in origine era organizzata in quattro facoltà: Facoltà del
Turismo, Facoltà di Economia e Commercio, Facoltà di Arti Visive e Facoltà di Information Technology
(Tecnologia dell’informazione). Più tardi, si aggiunsero la Facoltà di Lingue e la Facoltà di Giurisprudenza.
L'università fa parte della Rete delle Università dei Balcani. La qualità dei programmi di studio in tutte le facoltà
dell'Università è stato controllata nel 2008 da una commissione di esperti del Consiglio per l'istruzione
superiore. L'Università è stata riaccreditata per i successivi cinque anni. L'Università si impegna a potenziare
la qualità degli studi in modo sistematico per essere moderna, flessibile, competitiva ed efficiente. L'Università
partecipa attivamente allo sviluppo culturale ed economico del Montenegro e alla sua integrazione nelle
tendenze europee e mondiali. Collabora inoltre con enti commerciali in materia di programmi di sviluppo
professionale, analisi e progetti, attività scientifiche, ecc. Infine, mantiene e sviluppa contatti con altre
università, collaborando a progetti di ricerca comuni.
Da un'indagine CONCIS del 2005 risultano otto accordi inter-universitari tra l'Università del Montenegro e le
Università italiane (Bari, Bari Politecnico, Chieti, Foggia, Teramo, Trieste SISSA).
Sistema sanitario
A. L’assistenza sanitaria ospedaliera (assistenza sanitaria di base) per la popolazione montenegrina è
prevista a livello comunale e viene effettuata in centri medici/sanitari (ve ne sono 18) mentre nei restanti 3
comuni le prestazioni vengono fornite attraverso presidi/ambulatori sanitari. Gli ambulatori nei comuni di
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Plužine e Savnik sono collegati territorialmente al centro per la salute/centro sanitario di Niksic, e l’
ambulatorio nel comune di Žabljak è collegato al centro per la salute/centro sanitario di Pljevlja.
Per l'assistenza sanitaria non ospedaliera hanno particolare importanza le istituzioni pubbliche per la salute,
Istituto per la Sanità Pubblica e Farmacia "Montefarm" con 41 farmacie (Podgorica 10, Plav 3, Bar, Berane,
Budva, Danilovgrad, Kolasin, Kotor, Niksic, Ulcinj e Herceg Novi 2 e una per i rimanenti 10 comuni).
Nell’assistenza sanitaria di base hanno un ruolo importante le 182 istituzioni sanitarie private. Queste
istituzioni si trovano solo in alcuni comuni e forniscono servizi per 38 diverse attività mediche La maggioranza
si trova a Podgorica (41,5%), Budva (12,6%), Bar (12,0%), Herceg Novi (9,8%), ecc. Gli studi dentistici sono
88 (48,08%), nel campo della ginecologia 18 (9,8%), Medicina interna 17 (9,28%), malattie degli occhi 9
(4,91%), pediatria 10 (5,78%), ecc.
B. Le cure ospedaliere (livello di assistenza sanitaria secondaria) sono fornite attraverso:
Sette ospedali generali:
1. Bar (per i comuni di Bar e Ulcinj);
2. Bijelo Polje (per i comuni di Bijelo Polje e Mojkovac);
3. Berane (per i comuni di Berane, Andrijevica, Plav e Rožaje);
4. Kotor (per i comuni di Kotor, Tivat e Herceg Novi);
5. Niksic (per i comuni Niksic, Plužine e Šavnik);
6. Pljevlja (per i comuni di Pljevlja e Žabljak);
7. Cetinje (per i comuni di Cetinje e Budva).
Cinque strutture fisse nei centri sanitari e ambulatori si trovano nei comuni di:
Mojkovac, Plav, Plužine, Rožaje i Šavnik.
Un centro clinico del Montenegro, che oltre alle attività ospedaliere primarie (livello secondario di assistenza
sanitaria) per i comuni di Podgorica, Danilovgrad e Kolašin fornisce anche assistenza di base sanitaria per
tutta la popolazione del Montenegro.
Tre ospedali specializzati:
1.Un ospedale psichiatrico - Dobrota in Kotor;
2.Un Ospedale specializzato in ortopedia, traumatologia, neurologia e neurochirurgia "Vaso
Cukovic " Risan;
3.Un Ospedale specializzato in malattie polmonari "Dr Jovan Bulajic" Brezovik in Nikšic;
4.Un istituto per la medicina fisica, riabilitazione e reumatologia "Dr Simo Milosevic "AD Igalo nel Comune di
Herceg Novi.
Il Sistema sanitario è finanziato dal fondo sanitario nazionale attraverso i tributi per l’assicurazione sanitaria
dei contribuenti.
Per gli individui sprovvisti di mezzi finanziari, la spesa è a carico del bilancio dello Stato della Repubblica del
Montenegro.
Statistiche sanitarie: la raccolta di dati del sistema sanitario è gestita dall’Istituto di Sanità Pubblica che
realizza l’Annuario statistico sulla salute contenente dati relativi a malattie, relative cure e mortalità
(ospedaliera e non) solo a livello aggregato statale, fatta eccezione per le malattie infettive e l'immunizzazione
per la quale sono in corso di pubblicazione relazioni speciali contenenti informazioni anche per il livello
comunale.
Info
Ambasciata d'Italia a Podgorica
AMBASCIATORE: BARBANTI SERGIO
Indirizzo: Ulica Dzordza Vasingtona, 26 - 81000 Podgorica
Tel. : 0038220234661
Tel. : 0038220234662
Fax. : 0038220234663
18
Homepage: www.ambpodgorica.esteri.it/
E-mail: [email protected]
Delegation of the European Union to Montenegro
AMBASSADOR, HEAD OF DELEGATION: LEOPOLD MAURER
Email: [email protected]
Address: Vuka Karadzica 12, 81000 Podgorica, Montenegro
Tel: +382 (0) 20 444 600
Fax: +382 (0) 20 444 666
Homepage: www.delmne.ec.europa.eu
Email: [email protected]
Head of Political, European Integration and Trade Section
ALBERTO CAMMARATA
Email: [email protected]
Head of Operations
NICOLA BERTOLINI
Email: [email protected]
Ufficio di Cooperazione
Tel/fax. 00382 20 235116
e-mail: [email protected]
Ufficio I.C.E.
Tel. 00382 20 205130/1
e-mail: [email protected]
Fonti
Ministero degli Affari Esteri – Ministero dello Sviluppo Economico: Rapporto paese congiunto – Montenegro 1°
semestre 2011;
The World Bank: Montenegro, country overview;
EBRD (European Bank for Reconstruction and Development): “Montenegro: key developments and
challenges”
WTTC (World Travel & Tourism Council): Montenegro – Country report;
IMF: Montenegro – Country info;
UNIONCAMERE: Servizio informativo interattivo “Mercati a Confronto”
ICE: Nota congiunturale novembre 2011 Montenegro;
Delegation of the European Union to Montenegro;
U.S. Department of State - The World Factbook
Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI): Working Papers 46/2008
Short Owerview Of The Health System In Montenegro: www.hansproject.org
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