Montenegro - Mercati a confronto

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Montenegro - Mercati a confronto
Montenegro
Informazioni Generali
Il Montenegro, ufficialmente Repubblica del Montenegro è uno stato
europeo situato nei Balcani che si affaccia sul Mar Adriatico. Confina con
Serbia, Albania, Croazia e Bosnia-Erzegovina.
Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla
Repubblica di Serbia con la denominazione di Unione di Serbia e
Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è uno stato indipendente,
proclamato a seguito del referendum sull'indipendenza del 21 maggio
2006.
Superficie: 13.812 km²
Capitale: Podgorica, la capitale (139.100 abitanti)
Altre città principali
Nikšić (61.700)
Pljevlja (18.800)
Bijelo Polje (17.100)
Popolazione
Montenegro (popolazione 635.000 abitanti).
Composizione etnica secondo il censimento del 2003:
Montenegrini: 267.666 (43.16%)
Serbi: 198.414 (31.99%)
Bosniaci (Bošnjaci): 48.184 (7.77%)
Albanesi: 47.682 (7.09%)
Musulmani (Muslimani): 24.625 (3.97%)
Croati: 6.811 (1.10%)
Rom e Zingari di Jugoslavia: 2.826 (0.46%)
Lingua
la lingua è sempre più spesso chiamata (anche ufficialmente)
montenegrino (o serbo-montenegrino) e si usa quasi esclusivamente
l'alfabeto latino.
Religione: 74% ortodossi, 17,74% mussulmani
Moneta: Nella Repubblica di Montenegro e in Kosovo la moneta ufficiale
è l'euro.
Adottato unilateralmente, il Montenegro non fa parte dell'Eurozona.
Sistema politico
È una Repubblica democratica basta sulla costituzione del 1992. Il
governo, guidato dal primo ministro, è responsabile di fronte al
parlamento che è formato da un’assemblea unicamerale (Skupstina) con
81 seggi. Il governo è in carica dalle elezioni del 10 settembre 2006. La
coalizione di maggioranza è formata dai seguenti partiti: Partito
Democratico dei Socialisti (DPS), Partito Social Democratico (SDP).
Prossime elezioni politiche il 2010.
Capo dello Stato
Filip Vujanovic, dapprima nominato ad interim dopo che il mandato alla
presidenza di Milo Djukanovic si era concluso a dicembre del 2002, e poi
come vincitore delle elezioni del maggio 2003. Prossime elezioni
presidenziali 2008.
Primo Ministro del Montenegro
Zeljko Sturanovic (DPS)
Partiti politici
In Montenegro: Partito Democratico dei Socialisti (DPS), Partito Social
Democratico (SDP), Partito Socialista del Popolo (SNP), Libera Alleanza
del Montenegro (LSCG), Partito del Popolo (NS), Unione Democratica
Albanese (DUA), Unione Democratica del Montenegro (DSCG).
In Kosovo: Lega Democratica del Kosovo (LDK), Partito Democratico del
Kosovo (PDK), Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK).
Principali indicatori economici
Indicatore
PIL a prezzi correnti (milioni di €)
Tasso di crescita reale (%)
Reddito pro-capite (€)
Inflazione %
Tasso di disoccupazione
Bilancia commerciale (milioni di US$)
Esportazioni (milioni di €)
Importazioni(milioni di €)
Saldo
Tasso di cambio €/US$ (media annuale)
Debito estero (milioni di US$) c
Riserve internazionali (mil. di US$escluso l’oro)
2005
1.735
4,0
2638*
3,4
17
2006
1.932
6,5
2790*
2,1
11
2.109
6,0
n.d.
3,5
9
562
-1,080
-406
1.13
607
574
-1,214
-518
1.24
639
646
-1,783
-640
1.24
633
841
-2,378
- 1537
1.25
715
75
216
389
511
Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit: Country Report ottobre 2007
* Fonte: MIPA.
b: stime c:solo debito pubblico
Rischio paese
2007b
2004
1.565
4,2
2465*
3,3
22,4
La SACE colloca il Montenegro a settembre 2007 nella 7a categoria su 7
(1 minor rischio; 7 maggior rischio).
Rischio sovrano: apertura
Rischio privato: apertura
*Plafond paese € 20 mln.
Congiuntura
Nel referendum del 1992 con il 95,96% dei voti, la popolazione
montenegrina decise di rimanere nella Federazione Jugoslava in cui era
rimasta solo con la Serbia.
Nel 1996, il governo di Milo Đukanović attenuò il legame tra Montenegro
e Serbia. Le tensioni tra i due stati erano ancora critiche nonostante il
cambio di politica di Belgrado. Il Montenegro formò la propria linea
politica economica ed introdusse il marco tedesco come moneta
corrente, come proposto al tempo dal ministro dell'economia. Il dinaro
serbo non era usato nel Montenegro tranne che da turisti. Attualmente si
utilizza l'euro, sebbene il Paese non faccia parte dell'Eurozona. Nel 2002,
la Serbia ed il Montenegro arrivarono ad un nuovo accordo riguardante la
cooperazione. Nel 2003, la Federazione Jugoslava venne ridefinita come
"Unione di Serbia e Montenegro". La nuova costituzione federale
dell’Unione di Serbia e Montenegro era un accordo che dava la possibilità
allo stato montenegrino di uscire dopo tre anni tramite un referendum.
Nel corso di questi tre anni era tuttavia chiaro che il governo del
Montenegro si stava muovendo verso la direzione dell’indipendenza,
soprattutto il leader della maggioranza Milo Djukanovic, fervente
sostenitore dell’indipendenza.
Lo status del Montenegro e, in particolare, la fine dell'unione con la
Serbia sono stati decisi dal referendum sull'indipendenza del Montenegro
del 21 maggio 2006, cui ha partecipato la percentuale del 86,5% del
corpo elettorale, cioè 419.240 votanti, a seguito del quale il 55,5% degli
stessi, pari a 230.661 voti, si è espresso a favore dell'indipendenza del
paese: si tratta dunque di una percentuale di poco superiore alla soglia
del 55% concordata con l'Unione Europea per rendere valido il
referendum; in valore assoluto la soglia minima necessaria è stata
superata per soli 2300 voti. Di conseguenza, il Parlamento del
Montenegro ha intrapreso le procedure legali per dichiarare
l'indipendenza. L'iter si è chiuso il 3 giugno 2006 con la dichiarazione
d'indipendenza, seguita (e quindi confermata) il giorno successivo da un
analogo atto da parte della Serbia. Le autorità del Montenegro hanno
affermato che intavoleranno delle trattative con la Serbia per risolvere i
problemi legati alla separazione. La Serbia, gli Stati membri dell'Unione
Europea ed i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite hanno tutti fatto capire che intendono riconoscere l'indipendenza
del Montenegro, rimuovendo gli ostacoli sulla strada della nascita del più
recente stato sovrano del mondo. Il primo stato ad aver riconosciuto
l'indipendenza del Montenegro è stata l'Islanda, l'8 giugno 2006. Dopo
che il 22 giugno 2006 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha avallato
all'unanimità la richiesta di adesione presentata dal Governo
montenegrino, il 28 giugno 2006, a seguito di un'apposita risoluzione
dell'Assemblea Generale, il Montenegro è stato ufficialmente accolto in
seno al consenso mondiale delle nazioni, divenendo così il 192° membro
effettivo dell'ONU. Il Montenegro è stato accolto anche in altre
organizzazioni internazionali quali ILO, ITU, ICRC e la sua ammissione è
pendente al Consiglio d’Europa nel quale per il momento partecipa come
osservatore.
Tuttavia inevitabilmente ci saranno delle questioni in sospeso da
risolvere tra i due paesi e nei prossimi mesi si sistemeranno tutte le
questioni legali.
La Serbia non necessita di un nuovo riconoscimento, essendo già
considerata l’erede diretta della scomparsa Federazione, ma il
Montenegro invece lo richiede apertamente e un primo quesito potrebbe
riguardare, proprio come in tutte le faccende di eredità, appunto la
questione dei debiti. Nel quadro dei nuovi rapporti tra i due Stati si
tratterebbe di uno degli ostacoli maggiori, anche ammettendo che sulle
questioni rimanenti essi si affidino all’arbitrato imparziale di organismi
internazionali. Il fatto però che ambedue gli Stati aspirino all’ingresso
nell’Unione Europea sembra far sperare che il ruolo di mediazione
dell’Unione diventi determinante ai fini di una soluzione concordata. Altri
punti da regolare diventerebbero quindi i diritti di proprietà di cittadini
diventati stranieri, la questione delle doppie cittadinanze e delle
residenze, l’erogazione delle pensioni pubbliche e l’assistenza sanitaria:
in altre parole tutta la questione dello status dei cittadini del Montenegro
in Serbia e viceversa in caso di reciprocità.
La Serbia ha inoltre perduto il suo sbocco al mare, gli ultimi trecento
chilometri di costa adriatica che le consentivano l’accesso al
Mediterraneo. Un problema non solo serbo, ma con ripercussioni
prevedibili sulla politica dell’Unione Europea che ha invece precisi
progetti sulle comunicazioni tra Adriatico, Mar Nero e Baltico da
realizzare attraverso i ‘corridoi’. Per l’Unione potrebbe essere solo
necessario aggiungere il Montenegro ai partecipanti alle varie trattative
in corso. Per la Serbia, invece, la questione diventerebbe più seria, in
mancanza di un accordo politico globale. Il 10 settembre si sono tenute
le elezioni ed il primo Parlamento post indipendenza si è riunito il 2
ottobre. La coalizione vincitrice è stata quella di Djukanovic (Coalizione
per un Montenegro europeo –DPS,SPD) che ha conquistato 41 seggi su
81. Il presidente Vujanovic è stato chiamato a proporre il nuovo primo
ministro sulle indicazioni dell’elettorato e l’11 ottobre ha designato Zeljko
Sturanovic. Quest’ultimo ha formato un nuovo governo composto
essenzialmente da esponenti dei due partiti DPS e SDP ed un’esponente
del DUA.
Uno dei primi importanti traguardi del governo è stata l’approvazione
della nuova costituzione montenegrina.
Tuttavia il passaggio in parlamento non è stato semplice in seguito alle
richieste del SDP sulle privatizzazioni fatte al DPS (che è la maggiore
forza politica). Allo stesso tempo vi era stato un dibattito tutto interno al
DPS sulle cariche politiche che aveva alimentato altre tensioni e che già
a settembre aveva portato all’esclusione della figura preminente del
partito, Mr Djukanovic, quale candidato a primo ministro. Quest’ultimo
rimane una figura comunque preminente del panorama politico, anche in
vista delle elezioni presidenziali del 2008. Il DPS si è assicurato,
nonostante le difficoltà, la maggioranza dei due terzi necessaria ad
approvare la costituzione rompendo gli indugi ed accordandosi con il
Movement for Changes (PzP), il quale ha rotto con gli altri partiti
dell’opposizione. In tal modo il DPS potrebbe evitare anche il successivo
referendum di approvazione, ma soprattutto si è ancora di più rafforzato
per le elezioni presidenziali. Intanto l’elettorato della minoranza etnica e
di coloro pro Serbia, sono stati contrariati e trasferiranno i loro voti dal
PzP ad altri partiti minori riluttanti al compromesso attuato in sede di
votazione costituzionale.
Sebbene il governo ha ottenuto dei buoni risultati in seguito all’inizio dei
colloqui per la firma dei SAA (Accordi di stabilizzazione ed associazione),
rimane da vedere come il Montenegro riuscirà a soddisfare le richieste
della Commissione Europea (soprattutto viste le difficoltà politiche
interne). Un buon risultato è stato raggiunto ad ottobre con la firma un
accordo SAA, ma rimangono i problemi su come il Montenegro potrà
soddisfare tutte le richieste dell’UE per l’integrazione senza la guida di
Djukanovic, defilatosi dalla guida di primo ministro. L’attuale primo
ministro Sturanovic non ha lo stesso carisma ed i ministri avranno
maggiore libertà di movimento.
L’UE ha delle serie preoccupazioni riguardanti le questioni della
corruzione, del crimine organizzato e della capacità amministrativa del
paese. Inoltre il movimento pro allargamento all’interno dell’UE dopo
l’ingresso della Romania e Bulgaria non sembra essere tanto favorevole
per ammettere altri paesi nel vicino futuro.
Nel dicembre 2006 il Montenegro ha ottenuto anche l’ammissione alla
NATO. Possibili tensioni politiche esterne possono provenire dalla vicenda
del Kosovo che è ancora di difficile soluzione, soprattutto dopo che i
politici del paese hanno espresso l’intenzione di dichiarare l’indipendenza
unilateralmente.
Altro obiettivo raggiunto è stato la conquista della membership nel
Consiglio d’Europa a maggio 2007.
Per quanto riguarda l’economia, secondo i dati del ministro delle finanze,
il 2005 si è chiuso con un deficit del bilancio statale pari a 47,6 milioni di
€ (2,6% del Pil), buco tra l’altro coperto interamente dalle entrate per le
privatizzazioni che sono arrivate a 169,4 milioni. In realtà su questi dati
c’è stata una disputa e secondo la Banca Centrale del Montenegro il
deficit sarebbe all’8% del PIL. Nel corso dei primi nove mesi del 2007 il
bilancio statale ha fatto registrare, invece, un surplus del 8,4% del Pil,
grazie soprattutto alle forti entrate dall’iva. Alla luce di ciò il Parlamento
ha approvato una revisione di bilancio per il 2007 con targets di entrata
e spesa maggiorati del 20%. Per il 2008 il governo prevede un piano in
leggero deficit per aumentare le spese sulle infrastrutture ed i progetti
riguardanti le fonti energetiche. Tuttavia la politica fiscale rimarrà
prudente per il periodo di previsione e si punta a ridurre la spesa
pubblica al 3% del Pil per il periodo 2007-2010. Ciò permetterà di ridurre
l’aliquota della tassa sui redditi dal 15% del 2008 al 12% del 2009 ed al
9% del 2010.
Il Montenegro aveva avuto la possibilità di gestire le sue risorse già dal
1998, da quando aveva finito di trasferire le tasse federali (tariffe
doganali, accise, tasse sulla vendita) e il bilancio federale aveva fermato
di contribuire ai trasferimenti ai fondi pensionistici del Montenegro. Dal
13 novembre del 2000, inoltre, questo stato ha adottato il marco come
moneta ufficiale, dopo che per anni aveva usato una moneta parallela al
dinaro, segno evidente di una certa autonomia rispetto alla Serbia.
Uscito di scena il marco, è stato adottato l’euro. In definitiva il
Montenegro ha goduto negli anni passati di una sostanziale indipendenza
economica prima che politica e secondo i dati del 2001 (ultimi dati
disponibili) la sua economia contava per circa l’8,8% del Prodotto sociale
(escluso il Kosovo) all’interno dell’ Unione.
Per quanto riguarda la crescita economica, secondo i dati dell’ufficio di
statistica montenegrino (Monstat), nel 2002 il PIL ha avuto una crescita
modesta pari all’1,7% sull’anno precedente.
Per quanto riguarda il 2005 l’economia ha dato segni di vitalità con una
crescita del 4,1%, un incremento anche sull’anno precedente che aveva
fatto registrare un +3,7%. La crescita è stata possibile grazie ad una
forte domanda interna, sostenuta a sua volta da una robusta crescita del
credito, da salari reali più alti e dal consistente afflusso di rimesse. La
produzione industriale nel 2005 è scesa dell’1,9% su base annua in larga
parte per i problemi nei servizi di pubblica utilità, in particolare per
l’interruzione dell’impianto energetico di Pljevlja.
Nel 2006 la crescita del Pil è stata pari al 6,5%, sostenuta soprattutto
dalla forte espansione del settore delle costruzioni, del turismo e dei
servizi finanziari. Nel corso del 2007 essa dovrebbe attestarsi al 6%,
dopo che nei primi sei mesi è cresciuta del 6,9%. La crescita continua ad
essere sostenuta dai servizi, mentre il settore industriale è stato in
leggera contrazione. Secondo i dati dell’ Istituto di statistica la
produzione dei primi otto mesi del 2008 è scesa del 4,4%, nonostante un
incremento del 8,7% del manifatturiero. In agosto l’industria ha segnato
comunque un ritorno alla crescita con un +4,8% su base annua,
recuperando così da una percentuale di decremento a due cifre dei
precedenti due mesi. Il minerario, tra gennaio ed agosto, ha segnato il
passo con un meno 5,6%, mentre i servizi pubblici con un -40%. La
spiegazione di una così difficoltosa performance dei servizi pubblici è da
spiegarsi con la chiusura temporanea per manutenzione dell’impianto di
Pljevlja. Nei primi otto mesi del 2007 la compagnia statale EPCF ha
speso 62,9 milioni di € per importare energia elettrica, acquistando
l’11,1% in più di ciò che era stato pianificato.
Per quanto riguarda l’inflazione media all’inizio del 2000 essa presentava
una crescita a due cifre, ma con gli anni è stata ridotta e nel 2004 era
pari al 4,3%. Nel 2005 è scesa ancora facendo registrare un tasso di
crescita del 3,4% e nel 2006 l’inflazione media si è attestata al 2,1%.
L’inflazione nel corso del 2007 è di nuovo in crescita, infatti si prevede
un tasso dell’intero anno pari al 3,5%. Il prezzi alla vendita sono saliti
dalla metà dell’anno a seguito di un’inflazione in giugno pari al 2,2%. In
luglio vi è stato un aumento del 2,3% con un tasso totale di crescita del
4,7% (per i prezzi alla vendita). Sulla base degli indici dei prezzi al
consumo (CPI) della Banca Centrale, l’inflazione è salita dal 1,6% di
giugno al 4,2% di luglio fino al 4,6% di agosto. La progressione degli
ultimi due mesi è largamente il risultato di un accrescimento dei prezzi
nell’energia elettrica dal 1 luglio 2007. Tuttavia vi è stato anche un
rapido aumento nei prezzi alimentari (3,3% in luglio e 4,4% in agosto)
con un’inflazione media tra gennaio ed agosto pari al 2,7%.
In quanto al tasso di disoccupazione, secondo dati Monstat, nel 2005
sarebbe attorno al 17%, in discesa rispetto al 2004 il cui tasso sarebbe
stato del 22,4%. A giugno 2007 i dati erano ancora più confortanti con i
senza lavoro scesi a 35.131 (dai 45.580 del 2006) per una percentuale
pari al 11,5%. A settembre si è ancora scesi ad un totale di 27.000
portando il tasso di disoccupazione al 9% circa. Il tasso reale di
disoccupazione potrebbe, in realtà, essere considerevolmente più alto
ma vi è comunque un chiaro trend di discesa del numero di disoccupati.
L’economia sommersa dà lavoro occasionale a molte persone, come
viene suggerito dai dati dell’occupazione che cresce ad un tasso molto
più lento.
Infine, per quanto concerne il commercio estero, il 2005 ha fatto
registrare un deficit delle partite correnti pari a 147, milioni di euro (8%
del Pil). Questo deficit è stato però coperto dal forte flusso degli IDE che
hanno totalizzato 383 milioni di €, riflettendo così il processo di
privatizzazione, inclusa la vendita del pacchetto di maggioranza di
Telekom Montenegro alla Magyar Teleekom (Ungheria).
Nel 2006 il deficit è stato pari a 568 milioni di €, in netto aumento
sull’anno precedente.
Nel corso della prima metà del 2007 il deficit delle partite correnti ha
totalizzato il 42,8% in più del corrispondente periodo del 2006 (circa
463,7 milioni di €), il che equivale al 50% del Pil stimato per il 2007. Il
fattore principale che ha innalzato tale deficit è stato l’aumento del
deficit commerciale (+50% a 582,5 milioni di €) che ha raggiunto il 63%
del Pil. La causa è da imputare alla debole performance dell’export
(soltanto +2,7%) ed un più forte incremento da parte dell’import
(+30%). I trasferimenti correnti hanno anch’essi giocato un ruolo
importante, infatti i trasferimenti netti sono scesi del 48%. Al contrario il
conto dei servizi (+65,4%) ha controbilanciato le forti perdite del
commercio.
In termini di IDE pro-capite, il Montenegro si piazza al terzo posto tra
altre economie in transizione dopo Estonia e Repubblica Ceca.
Infatti per la metà del 2007 gli IDE hanno raggiunto i 493,8 milioni di €,
il 165% in più rispetto allo stesso periodo del 2006. Circa il 52% del
totale sono stati diretti agli immobili, mentre verso l’industria e le banche
sono affluiti fondi per il 37%. Il maggiore settore su cui sono pervenuti
investimenti greenfield è stato quello delle telecomunicazioni, ma un
crescente interesse è stato mostrato anche verso l’energia, i porti ed il
turismo balneare.
Prospettive future
Le previsioni per i mercati di destinazione delle merci montenegrine nel
periodo di riferimento sembrano incoraggianti. La Serbia, il più grande
mercato di riferimento, continuerà a crescere al ritmo del 6% all’anno
nel biennio nel 2008/09, mentre la crescita dell’euro zona sarà poco al di
sopra del 2%. Nonostante la turbolenza finanziaria degli ultimi mesi,
l’economia mondiale è prevista in crescita ad una media del 4,7% nel
biennio 2008-2009 secondo la parità del potere di acquisto.
I prezzi mondiali dell’alluminio, che genera circa la metà delle entrate
dell’export, continuerà a salire nel 2007 e , sebbene in discesa nel 200809 di un 10% circa, rimarrà forte attraverso il periodo di previsione.
I prezzi internazionali del petrolio rimarranno alti almeno fino a quando
non saranno scoperti nuovi giacimenti e la domanda non sarà così
robusta. Con un prezzo del Brent pari a circa 70US$/ barile per il 2007,
ci si attende che i prezzi petroliferi siano attorno o al di sopra di tale
livello nel biennio 2008-09. L’alto prezzo energetico rappresenta un
rischio per la bilancia esterna del Montenegro e può innalzare la
pressione inflazionistica. L'indebolimento del dollaro Usa contro l’euro nel
biennio 2007/08 ridurrà i costi sul servizio del debito esterno fino a
quando è denominato in moneta americana.
La crescita per il 2006 è stata pari al 6,5%, in linea con le stime ufficiali
e l’economia ha continuato a crescere anche nel corso del 2007, con una
previsione di un tasso pari al 6% a fine anno e per il biennio 2008/09. I
settori dei servizi, in particolare il turismo, sarà trainante per il periodo di
previsione grazie ai recenti investimenti. L’industria crescerà ad un più
modesto ritmo con i comparti del metallo e chimico come punti chiave.
Tutta l’espansione economica sarà sostenuta da ulteriori riforme
strutturali e da una forte domanda domestica. Quest’ultima riflette il
rapido incremento nei prestiti bancari, aiutati dal recente ingresso delle
banche straniere. Tuttavia ci sono rischi per tale disponibilità al credito al
consumo in seguito alle misure restrittive che le autorità montenegrine
hanno preso per ridurre il deficit delle partite correnti.
L’inflazione media del 2006 è stata pari al 2,1% (misurato con i prezzi
alla vendita). La pressione inflazionistica è stata più pacata nell’ultima
parte dell’anno, con ciò riflettendo il repentino abbassamento dei prezzi
petroliferi e la decisione di posporre l’incremento dei prezzi elettrici dal
2007. Dall’inizio del 2007 la Banca Centrale sta usando l’indice dei prezzi
al consumo (CPI). Certamente la pressione dell’inflazione si è fatta
sentire maggiormente nel corso del 2007 a causa degli alti prezzi
energetici, degli incrementi del minimo salariale e della rapida crescita
del credito bancario. Tuttavia l’utilizzo dell’euro come moneta limiterà
l’inflazione importata e si prevede un tasso del 3,5% nell’intero anno. Vi
è stato anche un innalzamento dei prodotti alimentari che sono cresciuti
del 12,5% in agosto ed ancora in maggiore aumento a settembre. Per il
2008/09 l’inflazione dovrebbe scendere in quanto i prezzi alimentari ed
energetici dovrebbero scendere.
Il deficit delle partite correnti è salito rapidamente nel corso del 2006 al
31% del Pil, su dal 9% del 2005. Questo incremento è stato causato in
primo luogo dal largo deficit commerciale, il quale è stato possibile
soprattutto dai prestiti delle banche che hanno fatto avere un vero e
proprio boom delle importazioni. Il Montenegro continuerà ad avere
questi larghi deficit commerciali nonostante le maggiori esportazioni
dell’alluminio a seguito della vendita dell’impianto principale di
produzione nel 2005. Nel 2007 il deficit dovrebbe essersi attestato al di
sopra del 32% del Pil.
La forte crescita della domanda al consumo, gli alti prezzi internazionali
del petrolio ed il bisogno per ulteriori ammodernamenti dello stock di
capitale manterrà i costi all’import alti.
Le crescenti entrate del turismo ed i continui surplus nella bilancia dei
trasferimenti e del reddito , compenserà solo in parte questo deficit.
Il deficit delle partite correnti rimarrà, pertanto, molto elevato come
percentuale del Pil per il periodo di previsione ponendo dubbi crescenti
per la sua sostenibilità. Esso sarà solo in parte finanziato dagli IDE e ciò
porrà dei rischi sulla crescita del debito esterno nel breve periodo se le
autorità non prenderanno provvedimenti.
PIL (var. %)
Inflazione (%)
Bilancia commerciale (milioni di US$)
Esportazioni
2008
4,7
2,7
2009
5,0
2,5
3.507
3.975
Importazioni
-5.139 -5.905
Saldo
-1.632
-1.930
Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit: Country ottobre 2007
Settori produttivi
L’economia del Montenegro si presenta meno industrializzata rispetto
alla vicina Serbia, Tuttavia sono presenti comparti manifatturieri
competitivi che si concentrano in pochi prodotti, tra questi spicca la
produzione dell’acciaio, un prodotto chiave anche per le esportazioni.
Molto più specializzato il settore dei servizi, in cui soprattutto il turismo
presenta notevoli potenzialità di sviluppo.
Materie prime
Agricoltura
Il 35% del territorio della Repubblica del Montenegro è arabile, una
percentuale ancora sottostimata che dimostra come esistano ottime
potenzialità di sviluppo anche nel settore agricolo infatti: solo 1/10 delle
terre sono coltivate, (delle quali 2/5 destinate alla coltura del grano); e
la silvicoltura si dimostra un’attività rilevante. Tra le coltivazioni più
importanti vi sono:frutti di bosco, legno, frumento, mais, tabacco,
patate, prugne, olive, arance, uva. Circa il 54% del territorio (pari a
720.000 ha) è ricoperto da superfici boschive. L’agricoltura è comunque
uno dei settori meno sviluppato all’interno dell’economia montenegrina.
Nel 2004 la produzione agricola è cresciuta (Banca Centrale) rispetto
all’anno precedente e sempre nello stesso anno impiegava solo il 2%
della forza lavoro.
Industria
Negli ultimi cinquant’anni, l’industria è stata il volano dello sviluppo
economico montenegrino. In tale periodo, la crescita dell’industria
dell’energia, della metallurgia (lavorazione dell’acciaio e dell’alluminio) e
delle infrastrutture dei trasporti, crearono le basi dei miglioramenti
futuri. Le attrezzature industriali erano tarate sulle necessità della
grande Jugoslavia, in tal modo il 90% della produzione locale era
smerciata fuori dal territorio montenegrino.
La condizione attuale dell’industria montenegrina fornisce un potenziale
di produzione/trattamento pari a:
• 1.000.000 tonnellate di bauxite;
• 400.000 tonnellate di acciaio grezzo;
• 280.000 tonnellate di allume;
• 100.000 tonnellate di alluminio;
• 75.000 tonnellate di sale marino;
• 2.700.000 tonnellate di carbone.
Le centrali elettriche (idroelettriche e termoelettriche) producono circa 3
miliardi KW/h all’anno. La struttura economica può contare su una certa
varietà di industrie che sono interessanti, tra queste spiccano la
lavorazione del metallo, il tessile, la lavorazione della pelle e delle
scarpe, la lavorazione del legno e una consistente capacità nelle
costruzioni edilizie. Bisogna annoverare anche un certo sviluppo
dell’industria della lavorazione alimentare.
Un altro comparto degno di nota è certamente quello marittimo e dei
trasporti, infatti il porto di Bar, all’entrata dell’adriatico, è equipaggiato
per circa 5 milioni di tonnellate di merci annuali , senza contare la
presenza di una zona franca nell’hinterland che offre l’opportunità di
sviluppo per il settore manifatturiero e per i servizi.
Nel 2005 la produzione industriale, come già precedentemente
annoverato, ha fatto segnare una caduta della produzione pari al 1,9%,
ma nel corso del 2006 ha mostrato segni di maggiore vitalità . Nel corso
dei primi otto mesi del 2007 la crescita complessiva si è contratta del
4,4% su base annua. Questo nonostante una buona crescita del
manifatturiero (+8,7%). In agosto vi è stata un’inversione di tendenza
con una crescita del 4,8%. I comparti che hanno trascinato
negativamente i dati alla produzione sono soprattutto quello minerario e
dei pubblici servizi (-5,6% e -40% rispettivamente).
Il 7,6% di crescita annuale registrata per il manifatturiero nei primi sei
mesi del 2007, sono largamente attribuibili ai metalli ed ai loro prodotti
(+7,5%) ed all’industria alimentare (+6,5%). Questi due settori insieme
contano per il 51,6% della produzione totale. I beni fatti in pelle hanno
registrato un forte aumento anche se da una base molto piccola, così
come le attrezzature elettriche ed i comparti chimici (+65% e 54,5%
rispettivamente). Inoltre, anche se modesti in termini assoluti, ci sono
segnali di recupero nel manifatturiero a media tecnologia. Il comparto
per intero ha fatto registrare un aumento di produzione per agosto pari
al 18,1%, un dato che parte dai dati base in seguito allo sciopero del
produttore di alluminio KAP.
In tal modo il Montenegro sta avendo dei recuperi nel manifatturiero a
basso livello tecnologico grazie al vantaggio comparato . Nonostante ciò
è presto parlare di un sostenuto recupero.
Servizi
Infrastrutture
La rete delle infrastrutture del Montenegro ha risentito delle tensioni cha
hanno caratterizzato negli ultimi anni il territorio dei Balcani. Fatta
eccezione per il trasporto stradale, la maggiori conseguenze negative si
sono avute per i trasporti marittimi, ridotti del 50% nel Porto di Bar, e
ferroviari (-20%). Il settore dei trasporti necessita, quindi, di
un’importante opera di modernizzazione che oltre a riguardare la
realizzazione di opere infrastrutturali, riguarda anche, una riforma volta
a favorire la partecipazione privata nei progetti di realizzazione delle
grandi opere. La rete stradale in Montenegro conta un’estensione di
1.800 km di strade di montagna ad unica carreggiata e 7.000 km di
strade locali, metà delle quali pavimentate. Benché sufficiente sul piano
della copertura geografica, la rete stradale necessita di numerose opere
di manutenzione ed adeguamento.
Attualmente il governo montenegrino stanno scegliendo un consulente
per condurre uno studio sulla costruzione delle due principali arterie
autostradali. Queste sono il tratto di 170 km che parte da Bar sulla costa
adriatica fino a Bollare sul confine serbo (costo di 1,7 miliardi di €) ed i
110 km di autostrada adriatica-ionica che passa da nord a sud (costo
stimato di 660 milioni di €). Il governo ha ricevuto quattro offerte alla
data ultima del 25 giugno e si è pianificato di porre una gara di appalto
internazionale per la costruzione entro metà 2008 (per l’inizio dei lavori
entro il 2009).
La rete ferroviaria montenegrina ha come principale collegamento i porti
di Podgorica e Bar e Belgrado in Serbia. Su questo collegamento si
sviluppano numerose arterie trasversali verso le città di Niksic e Shkoder
in Albania.Il tratto ferroviario tra Podgorica e Niksic è destinato al solo
trasporto merci. Per quanto concerne il trasporto aereo, il punto di
riferimento principale è l’aereoporto di Podgorica. Minore è, invece,
l’aereoporto di Tivat, collocato lungo la costa a 80 km da podgorica.
L’aereoporto provvede anche ai collegamenti con Belgrado. Le princialii
compagnie aeree che operano a Tivat sono la Jat e la Montenegro
airlines. Alla fine del 2006 potrebbe entrare nel mercato la compagnia
low-cost Ryanair, un passo importante per incentivare i viaggi turistici in
Montenegro.
Infine il trasporto marittimo si sviluppa soprattutto nel porto di Bar sulla
costa adriatica. Il porto che presenta una struttura abbastanza
sviluppata anche se non ancora del tutto sfruttata, riesce a gestire un
traffico intorno ai 5 milioni di tonnellate all’anno. Il porto presenta
strutture idonee per il traffico merci e provvede a regolari contatti
giornalieri con i porti di Bari, Ancona e Triaste. Il porto di Bar gode di
buoni collegamenti con l’interno sia attraverso una rete stradale che
ferroviaria. Oltre al porto di Bar, sono presenti altri due porti minori: il
porto di Zelenika ed il porto Kotor; nella baia di Kotor, a Bijela, vi è
anche un cantiere di costruzioni navali.
Turismo
Il Montenegro punta molto sullo sviluppo del turismo. La costa
montenegrina è lunga 300 km e presenta siti di vario interesse. Nel 2005
il Montenegro ha avuto un incremento di visitatori pari al 16,6% rispetto
all’anno precedente, con un incremento di visitatori stranieri del 44,6%.
Naturalmente i siti più visitati si sono localizzati intorno alle coste. Il più
alto numero di visitatori proviene dalla Bosnia Erzegovina (5,71% del
totale) mentre gli italiani rappresentano l’1,39% (dati forniti da
Monstat).
Nel corso del 2006 gli arrivi totali sono stati pari a 953.928 con un
ulteriore incremento pari al 16,3%, segno di un settore in buona crescita
e che sta capitalizzando gli investimenti ricevuti recentemente. Gli ultimi
dati della Monstat rilevano un incremento di arrivi pari al 19% tra
gennaio ed agosto, con un totale di arrivi pari a 934.000. Nel mese di
agosto l’incremento è stato del 12%, mentre tra gennaio e giugno era
stato del 36%. Il numero di stranieri in entrata continua a crescere
rapidamente ed al contrario i turisti domestici sono in contrazione (sono
scesi del 80% in agosto mentre i turisti stranieri sono triplicati). Questi
dati riflettono il fatto che i serbi non sono più considerati turisti nazionali
ma stranieri. Un investimento interessante è stato proposto da un
consorzio di banche e ditte straniere che include anche la Deutsche Bank
e Shafira (Israele). La proposta è stata fatta presso l’amministrazione
locale della città adriatica di Igalo per la costruzione di 35 hotels (anche
Sheraton ed Hilton) e l’allargamento della spiaggia, il tutto per circa 1
miliardo di €.
Scambi con l`estero
Secondo i dati riferiti al 2004 (ultimi dati disponibili, Monstat) le relazioni
commerciali sono molto intense con l’UE, infatti I Paesi dell’Unione
Europea costituiscono normalmente i principali interlocutori del
Montenegro sul piano commerciale, in particolare l’Italia, sia dal lato
delle esportazioni sia dal lato delle importazioni, e poi la Grecia, da
sottolineare anche l’importanza della Svizzera come destinazione
dell’export . Tra i Paesi extra-europei i più importanti partner
commerciali sono la Bosnia Erzegovina, principale destinazione
dell’export nell’area, e la Croazia.
Tra i principali beni esportati nel 2004 (fonte Banca Centrale, ultimo
anno disponibile) troviamo i prodotti del ferro, i macchinari e le
attrezzature di trasporto, ferro e acciaio. Per quanto concerne le
importazioni troviamo al primo posto i veicoli, seguiti da oli e derivati, ed
infine Macchine elettriche e attrezzature. Nel 2003 il deficit commerciale
è stato pari a 430.430 milioni di US$, in discesa di quasi 60.000 milioni
di dollari rispetto al 2002.
Nel 2005 il Montenegro ha registrato un deficit delle partite correnti pari
a 147.7 milioni di euro (8% del Pil) questo a causa di un consistente
deficit della bilancia commerciale. Tuttavia il flusso degli investimenti
diretti, grazie al processo di privatizzazione, ha coperto questo buco con
un flusso pari a 383 milioni di €.
Nel corso del 2006 il deficit delle partite correnti è aumentato
notevolmente passando a 568 milioni di € (31% del Pil) a causa del largo
deficit commerciale. Questo è fonte di notevoli preoccupazioni per la
bilancia esterna ed infatti nella prima metà del 2007 le partite correnti
hanno fatto registrare un deficit pari a 463,7 milioni di €, il 42,8% in più
rispetto al corrispondente periodo del 2006. Il fattore principale è da
ascrivere alla bilancia commerciale che per l’intero 2007 dovrebbe aver
raggiunto il 63% del Pil (con un aumento del 50% sul 2006).
Tale trend è insostenibile e le autorità saranno costrette a prendere
provvedimenti attraverso misure correttive quali misure fiscali restrittive
e di rallentamento della concessione al credito bancario.
Ad alleviare la situazione vi è l’afflusso degli IDE che, sempre nel
trimestre medesimo periodo di riferimento, hanno totalizzato 290 milioni
di €, un incremento pari al 82% (+157% per gli afflussi finanziari che
sono stati pari a 244,6 milioni di €). L’incremento delle riserve della
Banca Centrale di 114 milioni di € conferma che la bilancia dei
pagamenti complessiva del paese è salda, anche se è in parte
dipendente dalla volatilità degli investimenti finanziari. Pertanto la
sostenibilità della posizione esterna dipenderà molto dalla capacità del
governo di attrarre gli investimenti.
I principali paesi di destinazione delle merci montenegrine sono la Serbia
che occupa la prima posizione sia dal lato dell’export che dell’import,
mentre gli altri appartengono all’UE e sono l’Italia (28,8% dell’export e
9,9% dell’import), la Grecia, l’Ungheria e la Germania.
Le categorie maggiormente esportate sono soprattutto i prodotti
manifatturieri, le attrezzature ed i macchinari da trasporto, alimenti ed
animali vivi, materie prime (escluso il petrolio), mentre dal lato
dell’import sono le stesse con in più i carburanti ed i lubrificanti.
Il regime commerciale montenegrino, già relativamente aperto, sarà
implementato con la firma dei SAA, con l’espansione del CEFTA e con i
sforzi del paese di unirsi al WTO.
Esportazioni (milioni di €)
Importazioni(milioni di €)
Saldo
2006
2003 2004 2005
646
306
562
574
-712
-1,080 -1,214 -1,783
- 1137
-406
-518
-640
Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit: Country Report ottobre 2007
Principali prodotti importati/esportati in %(2005)
Principali esportazioni
%
Principali importazioni
%
56,0
prodotti manifatturieri
22,3
Macchinari e veicoli
macchinari e attrezzature di 11.7
trasporto
Prodotti manifatturieri vari
17,1
alimenti e animali vivi
8,3
Alimenti e animali vivi
15,6
Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit: Country Report ottobre 2007
Origine e provenienza delle
Principali destinazioni
export.
Serbia
Italia
Ungheria
Grecia
importazioni/esportazioni (2006)
%
Principali origini import.
%
34,1
28,8
8,9
8,4
Serbia
Germania
Italia
Grecia
28,5
11,1
9,9
4,3
Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit: Country Report ottobre 2007
Interscambio
L’interscambio tra l’Italia ed il Montenegro può usufruire di dati che si
riferiscono solo al biennio 2005/06 ed ai prodotti esportati dal nostro
paese, questo per il recente ottenimento dell’indipendenza dello stato
balcanico. Nel 2006 il valore delle esportazioni è stato inferiore a quelle
delle importazioni (67.308.419 milioni di € contro 76.834.307), mentre
nel 2005 era esattamente il contrario. I dati mostrano un interscambio in
notevole crescita sia dal lato dell’export che dell’import, con tassi che
hanno raggiunto nel 2006 (sul 2005) rispettivamente +554,83% e
1.157,63%. Le importazioni italiane riguardano essenzialmente
l’alluminio e i semilavorati che rappresentano quasi la totalità degli
acquisti con un valore pari a 149,5 milioni di € (pari a oltre l’83% del
totale e in aumento del 334% sul 2005). Le altre importazioni di
riguardo sono ghiaia e sabbia, prodotti siderurgici, altri articoli metallici,
rame e semilavorati, tubi e simili, legno, biancheria intima.
Le esportazioni dell’Italia riguardano principalmente apparecchi
trasmittenti radiotelevisivi (14,5%), carburanti per motori e combustibili
(17,8%), autoveicoli (4,6%), accessori per abbigliamento (3,1%) e
calzature (3,3%), zuccheri ed estratti (4,18%), cemento (2,5%) ed a
seguire indumenti esterni, profumi e cosmetici, piastrelle,
elettrodomestici, parti e accessori di autoveicoli, stoviglie, pentolame ed
accessori vari, prodotti chimici di base.
Interscambio Italia - Montenegro
Esportazioni
Importazioni
Saldo
variazioni in %
72,44%
264,07%
-210,43%
2006
2005
valore in € valore in €
141.924.889
82.304.731
178.629.759
49.065.154
-36.704.870
33.239.577
Fonte dati Istat Gen.-Dic. 2006 (agg. Luglio 2007)
Interscambio Italia - Montenegro
Trend 2006 - 2005 - 2004
Esportazioni
Importazioni
Saldo
2006
valore in €
141.924.889
178.629.759
-36.704.870
2005
valore in €
82.304.731
49.065.154
33.239.577
2004
valore in €
0
0
0
Fonte dati Istat Gen.-Dic. 2006 (agg. Luglio 2007)
Principali prodotti importati in Italia
DJ27420-Alluminio e semilavorati
CB14210-Ghiaia e sabbia
DJ27100-Prodotti della siderurgia
DJ28753-Altri articoli metallici e minuteria
metallica
DJ27440-Rame e semilavorati
DJ27222-Tubi avvicinati, aggraffati, saldati
e simili
DD20100-Legno tagliato, piallato e trattato
DB18230-Biancheria intima, corsetteria
DJ27320-Nastri di ferro e di acciaio
laminati a freddo
DA15330-Preparati e conserve di ortaggi
n.c.a.
DD20511-Altri prodotti in legno (esclusi i
mobili)
CB14111-Pietre ornamentali
DA15110-Carne, non di volatili e prodotti
della macellazione
DC19302-Parti ed accessori per calzature
non in gomma
DD20200-Fogli da impiallacciatura,
compensato, pannelli stratificati, pannelli
di truciolato ed altri pannelli di legno
Principali prodotti esportati dall'Italia
DF23201-Carburanti per motori,
combustibili minerali e gassosi (escluso
gas naturale)
DL32201-Apparecchi trasmittenti
radiotelevisivi; telecamere e apparecchi
elettroacustici, parti e pezzi staccati
DM34100-Autoveicoli
DB18241-Accessori per l'abbigliamento
DC19303-Calzature, suole e tacchi in
gomma e plastica
DA15830-Zuccheri ed estratti degli
zuccheri
DI26510-Cemento
DB18230-Biancheria intima, corsetteria
DG24520-Profumi e cosmetici
DB18221-Indumenti esterni
DI26300-Piastrelle in ceramica per
pavimenti e rivestimenti
DK29710-Elettrodomestici
DM34300-Parti e accessori per autoveicoli
e motori
2006
valore in €
149.586.820
5.265.569
5.757.050
2.421.107
2005
valore in €
34.491.736
4.140.835
1.710.365
1.255.416
2004
valore in €
0
0
0
0
2.841.818
2.557.656
750.037
307.795
0
0
1.855.542
1.755.770
974.904
1.005.098
624.741
511.905
0
0
0
824.611
516.906
0
805.751
498.041
0
994.425
627.715
296.522
379.471
0
0
487.061
481.464
0
239.694
444.663
0
2006
valore in €
25.364.006
2005
valore in €
13.111.407
2004
valore in €
0
20.495.477
16.147.696
0
6.562.274
4.367.519
4.680.295
4.120.666
2.501.247
2.157.579
0
0
0
5.936.852
4.484
0
3.591.434
3.741.132
3.196.398
3.044.069
3.126.271
1.901.468
1.482.753
1.984.486
1.951.280
1.266.033
0
0
0
0
0
1.174.671
1.960.373
2.214.755
1.096.070
0
0
DJ28751-Stoviglie, pentolame, vasellame,
attrezzi da cucina e accessori casalinghi,
articoli metallici per arredamento di stanze
da bagno
DG24130-Altri prodotti chimici di base
inorganici
1.751.351
823.585
0
218.725
2.240.215
0
Fonte dati Istat Gen.-Dic. 2006 (agg. Luglio 2007)
Privatizzazioni
Fino a diversi anni fa, il Montenegro era il paese la cui economia era
totalmente basato sul capitale di stato. Il processo di privatizzazione,
una volta provato che l’economia di stato era inefficiente, ha iniziato ad
affermarsi e , nonostante le difficoltà iniziali, ha preso piede anche in
Montenegro. Un volta adottata la necessaria legislazione, è stato fondato
il Consiglio per la Privatizzazione come rappresentante principale del
Governo per gestire l’intero processo in tre modi:
-La vendita delle quote ad investitori strategici, attraverso la cessione di
azioni di una trentina di aziende montenegrine con procedure di appalto;
-offerta di massa di voucher (MVP) come modello di privatizzazione che,
accanto ad accelerare il processo di liberalizzazione dell’economia,
stimolasse lo sviluppo del mercato dei capitali e delle istituzioni
finanziarie. L’atto di privatizzazione dell’economia (e sue modifiche e
supplementi) dà a tutti i cittadini l’opportunità di intestarsi i vouchers.
Dopo tutto questo processo la privatizzazione è al momento con circa il
65% delle compagnie statali vendute ed il 25% delle banche ancora in
mano statali. A metà del 2004 altri passi sono stati fatti nella vendita di
importanti industrie e servizi pubblici, ed il 2 giugno il governo e Midland
Resources Holding (MRH) hanno firmato un accordo per la vendita del
58% acciaierie Niksic. A marzo 2005 lo stato ha ceduto anche il 51% del
monopolista Telekom Montenegro alla Matav (Ungheria).
Successivamente Matav, a sua volta controllata da Deutsche Telekom,
ha aumentato la sua quota al 76% ed intende eventualmente arrivare al
100%.
Ad aprile 2005 è seguito un altro accordo per l’azienda produttrice di
acciaio KAP che verrà ceduta alla russa Rusal. Intanto si sono avviate
altre gare di appalto , a fine giugno 2005, per la cessione del 64,3%
della terza banca montenegrina la Podgoricka Banka. Il vincitore
eventuale avrà l’opzione di acquistare un altro 10% detenuto dal IFC
(international finance corporation).
Infine si sta prevedendo anche la privatizzazione dell’impianto di
produzione energetica e la miniera di carbone a Pljeva, oltre alla vendita
di diversi hotel per rendere più attrattivo il turismo. A proposito
dell’impianto di Pljeva, la vendita (dell’impianto di produzione di energia
e del 31% della miniera) è stata rinviata in seguito a divisioni interne al
governo. La gara d’appalto era stata vinta da un’impresa , la EN Plus,
appartenente ad un magnate russo che aveva offerto 45 milioni di € per
l’impianto e 5 milioni di € per la miniera, promettendo inoltre di investire
in entrambi 195,4 milioni di € e 78,7 milioni di € rispettivamente. Oltre a
divisioni politiche, la vendita è stata avversata anche dalla direzione della
compagnia statale dell’energia (Elektroprivreda Crne Gore –EPCG-).
L’alternativa proposta alla En Plus è stata quella di formare una joint
venture con il governo per generare fondi per la ristrutturazione del
complesso. Confusione ha regnato attorno alle dimissioni
dell’amministratore della compagnia per disaccordi con il governo, il
quale vuole privatizzare mentre il consiglio di amministrazione della
EPCG vorrebbe che lo stato detenesse sempre un pacchetto di
maggioranza.
Il più grande piano di privatizzazione appena dopo l’indipendenza è stato
approvato per la vendita del cantiere navale militare ad un miliardario
canadese. Quest’ultimo deve pagare 3,2 milioni di € per l’acquisto, 10,7
milioni per ripulire l’ambiente ed altri 15 milioni di € per un programma
sociale per gli attuali lavoratori del cantiere. Dalla fine del 2008 gli
investimenti totali dovrebbero essere di 600 milioni di € per la creazione
di un resort di lusso, il quale avrà importanti ricadute in termini
occupazionali. Nel settembre 2006 anche l’ungherese TriGranit ha
annunciato di avere un progetto di sviluppo per il Montenegro. Questo
prevede la costruzione di una zona residenziale e commerciale nella
capitale Podgorica. Il progetto, chiamato City Centre, sarà sviluppato
sulle precedenti baracche militari ed includerà un hotel di lusso ed un
centro congressi. Il costo del progetto è previsto in 150 milioni di € ma
TriGranit prevede di investire ulteriori 2 miliardi di € per lo sviluppo di
altri progetti nel paese.
A giugno 2007 le autorità montenegrine hanno annunciato la vincita del
bando da parte della Petrol (Slovenia) per formare una joint venture
internazionale con la compagnia nazionale Bonus. Gli altri concorrenti
erano la INA (Croazia), NIS (Serbia), MOL (Ungheria) e LUKOIL (Russia).
La Petrol investirà circa 155 milioni di € per i prossimi 5 anni con la
costruzione di 15 nuove stazioni petrolifere, terminali di gas e petrolio al
porto di Bar e una nuova rete di distribuzione a Podgorica.
Un’altra vendita è stata tentata, ma senza successo, per la miniera di
lignite a Berane. A giugno 2007 la Global Steel (UK) aveva firmato il
contratto per la definitiva cessione della miniera per un totale di 2 milioni
di €, con l’intento di investire altri 500 milioni (soprattutto con l’obiettivo
di costruire un impianto di 125 MW vicino un villaggio di Budimlje).
Tuttavia la Global Steel ha chiesto di prolungare la data per il pagamento
del prezzo di vendita e la fornitura di una garanzia bancaria per
l’investimento da effettuare. A fine giugno l’ufficiale fallimentare della
miniera ha annunciato di aver cancellato la vendita alla Global Steel col
pretesto che non aveva ancora pagato i 2 milioni di € alla data di
scadenza. La gara era stata vinta davanti alla Balkan Energy, un a
compagnia greca ed ora non è chiaro quali saranno le mosse del
governo.
Il governo ha adottato un piano strategico per la privatizzazione dalla
fine del 2008 della compagnia statale ferroviaria (Montenegrin Railways),
di cui detiene il 68,9% del capitale. Secondo il piano lo stato manterrà il
100% sulla rete e le stazioni. Il tutto sarà finanziato da una
ricapitalizzazione.
In ottobre 2007, il governo ha lanciato un bando per la vendita della
Jadran Shipyard in Bijela con le offerte da far pervenire entro il 21
dicembre. I bandi precedenti non avevano avuto successo perché non
era stata ricevuta nessuna offerta formale. Il governo non ha stabilito un
prezzo minimo, ma almeno che il proponente debba avere 5 anni di
esperienza nel settore ed un giro d’affari di 300 milioni di €.
Investimenti esteri
L’implementazione del programma di Ristrutturazione societaria e
sviluppo istituzionale è continuata nel 2005 e a questo scopo sono stati
stanziati dei fondi. Durante gli ultimi anni, il Montenegro ha avviato
cambiamenti radicali in molti settori dell’economia e della legislazione:
nuove discipline in materia di investimenti esteri, mercato del lavoro e
presenza di competitors sul mercato. Il Montenegro è un’economia in
crescita e su quale il governo cerca di mettere in atto le condizioni per
cui il paese possa risultare ancora più attraente agli occhi degli
investitori esteri.
Diverse sono le ragioni per investire in Montenegro
-Economia e stabilità politica: la Repubblica del Montenegro non è colpita
da guerre da oltre un decennio a seguito del crollo della precedente
leadership. I trend di crescita economica sono altresì incoraggianti;
-Clima di investimento riformato e legalmente sicuro: negli ultimi anni
sono stati implementate le riforme in materia commerciale, legale e
fiscale al fine di migliorare il clima di investimento, velocizzare le
procedure e aumentare la flessibilità.
-Numerose opportunità di mercato: in quanto paese in transizione, le
opportunità per fare business sono numerose soprattutto nei settori delle
infrastrutture e dei servizi.
-Transazioni nella valuta europea comune (€), con conseguente
riduzione dei rischi inflazionistici della moneta locale.
-Sistema fiscale favorevole (Imposta societaria del 9%, tasso dell’IVA
flat fisso al 17%), imposta progressiva sul reddito personale (15%, 19%
e 21%).
Quadro normativo
Gli investimenti esteri in Montenegro sono regolati dalla Legge sugli
Investimenti Esteri (RM No. 52/00). La costituzione di una società nella
Repubblica di Montenegro viene, invece, regolata dalla Legge sulle
Società (Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Montenegro No. 6/2002).
Viene considerato investitore estero:
-una persona giuridica che ha la propria sede centrale all’estero;
-una persona fisica o un cittadino del Montenegro con residenza
permanente o temporanea per un periodo superiore ad un anno
all’estero;
-una società costituita da un cittadino straniero o da una società
straniera in cui la partecipazione straniera eccede il 25%.
-Un investitore straniero può costituire una società o investire in una
società già esistente in Montenegro e può operare in maniera autonoma
oppure con un altro investitore straniero.
-Un investitore straniero è soggetto alle medesime condizioni previste
per gli operatori locali, fatta eccezione per le attività relative alla
produzione e al commercio di armi e di equipaggiamento militare.
-Un investitore straniero non può operare in aree proibite definite per
legge, ad esempio nelle zone di confine o nei parchi nazionali.
-Un investitore straniero vede garantito il proprio diritto di proprietà, in
quanto non soggetto ad espropri, fatta eccezione per casi di pubblica
sicurezza. In tali circostanze all’investitore straniero viene accordato un
risarcimento pari al valore di mercato del bene espropriato al quale va ad
aggiungersi l’equivalente degli interessi a tasso LIBOR calcolati sulla
base del periodo che intercorre tra il momento dell’esproprio ed il
momento della compensazione.
-Un investitore straniero può trasferire e reinvestire liberamente i propri
profitti purché in regola con l’autorità fiscale montenegrina e con tutti gli
obblighi derivanti dall’investimento.
Nel caso in cui il Governo della Repubblica del Montenegro si costituisca
parte all’interno di un investimento, questo non godrà di diritti maggiori
rispetto a quelli previsti per qualsiasi altra parte contraente.
Nel caso in cui un investitore straniero subisca delle perdite a causa di
guerre o possibili situazioni di emergenza, avrà diritto agli stessi
risarcimenti previsti per gli investitori locali.
Incentivi
Esenzioni e agevolazioni fiscali:
-Una società di nuova costituzione è esonerata dalla tassa sugli utili
societari per i primi tre anni di attività (per gli investimenti in attività
commerciali, dei servizi finanziari e alle imprese e i servizi assicurativi
saranno esenti solo il primo anno di attività);
-Una società di nuova costituzione il cui investimento supera il 50% della
partecipazione estera o è costituita solo con capitale straniero, sarà
esentata dall’imposta sugli utili per i primi 5 anni di attività
(l’investimento estero in questo caso deve essere superiore a 100.000
DM);
-Una società di nuova costituzione che si instaura in una zona franca
sarà esente dall’imposta sugli utili per i primi 10 anni di attività;
-Una società di nuova costituzione in una delle province in ritardo di
sviluppo sarà esente per i primi 5 anni di attività.
Il diritto all’esenzione non è concesso alle imprese il cui fondatore o soci
hanno svolto la stessa attività o attività simili e che hanno smesso
l’attività nei tre anni precedenti l’anno di costituzione delle nuova
società.
Un’organizzazione no-profit può godere dell’esenzione dalle imposte sugli
utili societari alle seguenti condizioni:
-che vi sia un surplus di entrate sulle spese nell’anno che precede quello
in cui è stato approvato il diritto di esenzione;
-che la società no-profit distribuisca il surplus degli utili ai propri soci,
membri fondatori, direttori, impiegati e/o persone associate;
-che le retribuzioni del personale di un ente no-profit non superino
l’ammontare medio stabilito per statuto;
-che l’organizzazione no-profit non ceda la proprietà a favore dei soci,
membri fondatori, direttori, impiegati e / o persone associate.
Sono previste riduzioni sulle imposte per:
-le società che hanno svolto attività e prodotto utili in una delle province
in ritardo di sviluppo per due anni consecutivi;
-le società che operano investimenti in beni, acquisto di azioni o quote di
un ente già costituito o bonds di lungo termine sul valore totale
dell’investimento ma non superiore al 70% della base imponibile (per
beni si intendono anche: autovetture, arredamento (escluso l’arredo per
hotel, motel, ristoranti, arredo casa, tappeti, quadri e altre opere d’arte o
oggetti decorativi per arredo);
-le società che assumono personale a tempo indeterminato (otterranno
la riduzione della base imponibile pari al 50% delle somme retribuite al
dipendente);
-le società che svolgono formazione professionale e riabilitazione
professionale o assumono disabili (esenzione dalle imposte sugli utili
societari in proporzione al numero di persone disagiate assunte rispetto
al numero totale degli impiegati).
Zone franche
La Legge sulle zone franche è stata approvata il giugno 2004 (n° 42/04).
Secondo questa legge le Zone franche e depositi franchi fanno parte del
territorio dello Stato ed usufruiscono la extraterritorialità doganale. Nel
senso doganale queste zone rappresentano l’estero per il mercato
nazionale, ma in ogni altro senso fanno parte del territorio dello Stato al
quale appartengono. In queste zone, tutte le attività economiche che
non sono proibite possono essere effettuate. Le agevolazioni per il
magazzinaggio e le unità di produzione possono essere stabilite grazie ad
un accordo con le relative autorità. Lo sdoganamento in una zona di
libero scambio così come lo scambio di merci e servizi all'interno delle
zone differenti è esente dalle tasse e dalle spese. Le merci introdotte nel
territorio doganale del Montenegro da una zona di libero scambio sono,
comunque, soggette allo sdoganamento.
In questo modo viene aumentata la loro concorrenza sui mercati terzi.
Questa legge è stata emanata con lo scopo di rafforzare l’economia del
Montenegro, tramite la realizzazione di migliori condizioni per gli
investimenti esteri, per attirare il capitale estero, tecnologia, per
adottare delle conoscenze professionali ed esperienze e abilità di
manager dall’estero; per aumentare la crescita ed il rialzo del livello
d’occupazione e scambio commerciale; per rafforzare la posizione del
Montenegro nel mercato e nell’economia mondiale.
In Montenegro esistono due Zone Franche:
Free Trade Zone "Bar", Branka Ćalovića 13, CS-85000 Bar, telefono:
+381 85 11844, fax. +381 85 11125;
Free Trade Zone "Kotor", TREKOM Doo, Stari grad Palata Bizanti 328,
CS-82000 Kotor, telefono: +381 82 16100, fax: +381 82 16020.
Normativa societaria
Quadro normativo
Gli investimenti esteri in Montenegro sono regolati dalla Legge sugli
Investimenti Esteri (RM No. 52/00). La costituzione di una società nella
Repubblica di Montenegro viene, invece, regolata dalla Legge sulle
Società (Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Montenegro No. 6/2002).
Un investitore straniero può costituire una società o investire in una
società già esistente in Montenegro e può operare in maniera autonoma
oppure con un altro investitore straniero. Un investitore straniero è
soggetto alle medesime condizioni previste per gli operatori locali, fatta
eccezione per le attività relative alla produzione e al commercio di armi e
di equipaggiamento militare.
Un investitore straniero non può operare in aree proibite definite per
legge, ad esempio nelle zone di confine o nei parchi nazionali.
Un investitore straniero vede garantito il proprio diritto di proprietà, in
quanto non soggetto ad espropri, fatta eccezione per casi di pubblica
sicurezza. In tali circostanze all’investitore straniero viene accordato un
risarcimento pari al valore di mercato del bene espropriato al quale va ad
aggiungersi l’equivalente degli interessi a tasso LIBOR calcolati sulla
base del periodo che intercorre tra il momento dell’esproprio ed il
momento della compensazione.
TIPOLOGIE SOCIETARIE
Un investitore straniero può operare in Montenegro attraverso la
costituzione di :
-società off-shore (società a responsabilità limitata, società per azioni);
-filiale;
-ufficio di rappresentanza.
Società off-shore
Il riferimento normativo specifico per le società off-shore è contenuto
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Montenegro No. 23/96,
62/02.
Una persona giuridica straniera o una persona fisica può stabilire una
società nella Repubblica di Montenegro per condurre attività di
commercio internazionale, di export di prodotti e servizi locali,
prestazione di servizi finanziari e non, servizi di gestione e consulenza,
produzione nel settore IT, servizi per il commercio immobiliare, servizi
per il commercio di film e di prodotti audio-visivi.
Per operare in qualità di società off-shore un investitore estero può
ricorrere alla costituzione delle seguenti forme societarie:
-società e responsabilità limitata;
-società per azioni.
Tutte le società off-shore devono essere registrate presso un Registro
Speciale tenuto dal Ministero delle Finanze.
Per provvedere a tale registrazione si devono fornire documenti
riguardo:
-nome commerciale della società;
-sede legale;
-oggetto dell’attività;
-forma societaria;
-indicazione del rappresentante della società;
-certificato che attesti il versamento del capitale iniziale;
-certificato del pagamento della tassa annuale.
Società per azioni
Una società per azioni può essere costituita da due o più persone fisiche
o giuridiche, locali o straniere; i singoli azionisti non sono responsabili
verso gli obblighi della società. Tale tipo di società costituisce personalità
giuridica.
La costituzione di tale tipo di società avviene tramite redazione di un
Atto Costitutivo, che dovrà contenere alcune informazioni, tra le quali:
-nome della società;
-indirizzo della sede legale;
-oggetto e fine dell’attività;
-indicazione del capitale sociale;
-indicazioni riguardo eventuali mutamenti di capitale;
-modalità di convocazione dell’Assemblea degli Azionisti;
-indicazioni riguardo gli organi amministrativi,
-termini di durata della società, se previsti.
Altri documenti devono essere riportati al Registro Centrale della Corte
Commerciale, tali documenti devono contenere:
-numero delle azioni,
-composizione del capitale sociale;
-prezzo iniziale delle azioni e diritti maturati dal possesso delle stesse.
Una società per azioni deve necessariamente avere una sede in
Montenegro attraverso la quale condurre la propria attività. Nel caso in
cui siano previste più sedi è necessario che una di queste venga indicata
come sede legale e registrata in quanto tale.
Il capitale minimo per la costituzione di una società per azioni è di €
25.000.
Una società per azioni può essere riorganizzata attraverso:
-suddivisione in due o più società;
-acquisizione;
-cambiamento di forma societaria (ad es. conversione in una s.r.l.).
Riorganizzazioni in tali forme non sono previste per le società incorse in
fallimento; in tal caso si dovrà fare riferimento alla Legge che regola le
procedure fallimentari.
Una società per azioni prevede la presenza di un’Assemblea degli
Azionisti, di un Consiglio di Amministrazione che può essere affiancato
da un Amministratore Delegato. E’, inoltre, obbligatoria la presenza di
revisori autonomi.
Società a responsabilità limitata
Una società per azioni può essere costituita da una o più persone fisiche
o giuridiche, locali o straniere. Una società così costituita può avere al
massimo 30 soci. I soci possono partecipare alla costituzione della
società tramite conferimenti in denaro o in natura e non sono
responsabili verso gli obblighi della società. Il capitale minimo richiesto
non può essere inferiore ad € 1. Eventuali implementazioni del capitale
iniziale devono essere riportate in un documento che deve essere
sottoposto al Registro Centrale della Corte Commerciale. L’Atto
Costitutivo di una s.r.l. deve contenere informazioni riguardo:
-nome della società;
-indirizzo della sede legale;
-oggetto e fine dell’attività;
-indicazione del capitale sociale;
-indicazioni riguardo gli organi amministrativi,
-indicazione delle persone autorizzate a rappresentare la società;
-eventuali specifiche riguardo le modalità di mutamento del capitale
iniziale.
Una società a responsabilità limitata non è obbligata ad avere un
Consiglio di Amministrazione o un’Assemblea Generale dei Soci.
Una società a responsabilità limitata può essere costituita anche da un
solo socio fondatore che può essere sia una persona fisica che giuridica.
In questo caso l’unico membro eserciterà i poteri previsti per l’Assemblea
Generale. La responsabilità del singolo socio è comunque limitata.
Una s.r.l. può essere convertita in una società per azioni, in questo caso
è previsto un capitale minimo di € 25.000 che deve essere versato nella
sua interezza.
Filiale
Una società straniera che decide di stabilire una filiale in Montenegro
deve comunicare, al registro Centrale della Corte Commerciale, entro 30
giorni dalla costituzione della filiale, alcune informazioni, tra queste:
-indirizzo della filiale;
-attività della filiale;
-specifiche sulla società madre;
-copia autenticata dell’Atto Costitutivo della società madre;
-specifiche sulla persona autorizzata a rappresentare la società nei
rapporti verso terzi.
Ufficio di Rappresentanza
Un ufficio di rappresentanza deve essere registrato presso il Registro
degli Uffici di rappresentanza degli individui stranieri in Montenegro. Un
ufficio di rappresentanza può avere a sua volta una o più filiali. Un ufficio
di rappresentanza non può operare nel campo delle armi e degli
equipaggiamenti militari.
Mercato del lavoro
Secondo la legge montenegrina il contratto di lavoro può essere sia
indeterminato che a tempo determinato. Per quest’ultimo si stabilisce sia
l’attività specifica da svolgere che la durata, la quale non può essere
inferiore a 6 mesi né più lunga di un anno se non in particolari
circostanze. Il salario mensile non può essere inferiore a 55 € (da luglio
2007) e vi sono inoltre 3 tipologie di contratto collettivo:
- generale, concluso tra le associazioni dei datori e le rappresentanze
sindacali;
- di settore, valido solo per certe industrie;
- individuale, concluso tra i rappresentanti sindacali del datore ed il
manager;
Le ore settimanali massime di lavoro stabilite per legge sono 40.
Per quanto riguarda il contributo previdenziale sono previsti i seguenti
tassi:
- pensione e disabilità 21,6% (9,6% dal datore e il 12% dal lavoratore)
- assicurazione per la salute 7,5%
- assicurazione di disoccupazione 0,5%
La media del salario lordo tra gennaio e maggio 2005 è stato di 302.99
€, ma con la tassazione il netto scende al 65,42% del totale.
Il salario reale sta crescendo rapidamente nel corso del 2007 con un
tasso di crescita pari al 15,6% (rappresentando una crescita reale di ben
oltre il 13%).
Per quanto riguarda i settori di attività, nel 2004 (dati Monstat -ultimi
disponibili) la manodopera è impiegata soprattutto nel manifatturiero
(18,3%) e nei servizi (16,8%), mentre per quanto riguarda l’agricoltura i
lavoratori costituiscono solo il 2% del totale.
Dal punto di vista della disoccupazione, purtroppo il Montenegro
presenta tassi molto elevati anche se in discesa, infatti il tasso di
disoccupazione è passato dal 32.7 del 2000 al 22.6 del 2004. (secondo i
dati Monstat).
Questo è passato all’11,5% con un totale di senza lavoro pari a 35.131 a
fine giugno 2007 ed al di sotto del 9% a fine settembre (con 27.000
disoccupati).
Il salario medio lordo a novembre 2006 è stato pari a 384,45€, mentre
quello netto (con tasse e contributi pagati) è stato pari a 250,34€, pari al
65% del salario lordo (Monstat). Tra gennaio e agosto 2007 la crescita
salariale lorda è stata pari al 12%, mentre in termini reali del 8,7%. Nel
solo mese di agosto la crescita lorda si è attestata al +20,7% e quella
reale al 15,4%. Come nei mesi precedenti, la crescita è stata guidata dal
settore delle costruzioni (+42%) e finanziario (+35%, ed il meglio
pagato). L’andamento in questi due settori è da imputarsi ai forti
investimenti ricevuti soprattutto dall’estero, ma non rispecchia
l’andamento della produttività del lavoro. Inoltre gli alti tassi di crescita
del salario reale nel corso del 2007 sono da imputare all’introduzione
dell’aliquota del 15% per la tassa sui redditi personali.
Costi industriali
I costi industriali - riferiti al 2006 dalla MIPA (agenzia per la promozione
degli investimenti esteri) sono riportati a titolo indicativo:
- crescita salariale : 12%
- Salario medio mensile: 326 € (riferito al 2005)
- affitto costo per uffici a Podgorica: 5-30€/ a mq
- costo di appartamento residenziale: 1400+/€ a mq
- costo dell’acqua per uso industriale: 0,736/€ a m3
- costo per telefono internet linea a banda larga (1000 mb/s): 3070€/mese.
- costo telefonico per chiamate internazionali: 0,276-1,3142 EUR*/
minuto
- costo delle telefonate locali ed a lunga distanza: 0,0092*;
0,0368*€/minuto
- costo dell’elettricità per usi industriali: 0,0628-0.18 EUR/kWh
*A seconda della fascia oraria: (15h-17h) and (21h-07h)
(Fonte Mipa)
Disciplina doganale
PRINCIPI GENERALI
Il Sistema Doganale Montenegrino è basato sul Sistema Armonizzato HS
del 1996.
Tutte le aziende che intendono avviare attività commerciali in
Montenegro devono essere registrate presso la corte commerciale in
Podgorica. Secondo il Commercial Companies Act (Službeni list RCG
6/2002), un'azienda straniera che intende implementare attività
commerciali può aprire il proprio ufficio di rappresentanza in
Montenegro.
Il Montenegro gode delle preferenze commerciali stabilite dall’UE che
permettono al 95% dei prodotti nazionali di entrare senza dazi doganali.
La legge doganale del Montenegro è entrata in vigore il 1 gennaio 2003.
Le principali procedure doganali sono le seguenti:
attestato per la libera circolazione;
transito;
magazzinaggio in dogana;
perfezionamento attivo;
perfezionamento passivo;
importazione provvisoria;
controllo di doganale.
Per maggiori informazioni è possibile contattare l'amministrazione
doganale della Repubblica del Montenegro: Uprava carina Republike Crne
Gore, Oktobarske revolucije 7, CS-81000 Podgorica, telefono: +381 81
623518.
DOCUMENTI E FORMALITA’
In conformità con l’Action Plan, la tariffa doganale corrente in
Montenegro è entrata in il vigore il 15 agosto 2003. In gran parte è
armonizzata con le tariffe applicate nella Repubblica di Serbia.
L'armonizzazione completa è prevista per la fine del 2006. Tuttavia, 56
articoli di tariffa doganale (pacchetto strategico dei prodotti agricoli)
sono stati esclusi.
Montenegro ha mantenuto il diritto di stipulare i tassi tariffarie speciali
per questo pacchetto.
L'importazione delle merci straniere autorizzate alla libera circolazione in
Serbia è soggetta al pagamento dei diritti doganali in Montenegro.
Il movimento delle merci di origine serba, tuttavia, è libero.
Le merci in transito fra gli stati membri devono essere accompagnate
dalla polizza di caric. Le merci serbe possono essere introdotte in
Montenegro attraverso gli uffici doganali di Dracenovac, di Dobrakovo e
di Rance.
Il regime di importazione (Službeni list 38/2000) si suddivide in due
categorie:
regime di importazione "D": queste merci, per esempio alcol etilico,
uranio, tecnologia nucleare, narcotici, amianto e prodotti che contengono
l'amianto, esplosivi, metalli preziosi, tecnologia radar, armi e munizioni,
sono subordinate all'autorizzazione all’import rilasciata dal Ministero dei
Rapporti Economici Internazionali e dell'Integrazione europea della
Repubblica di Montenegro. Se le merci conformi a questo regime di
importazione sono importate come donazioni umanitarie, le licenze sono
emesse dal Ministero montenegrino degli affari esteri;
regime di importazione "Lb": L'importazione delle merci conformi a
questo regime è per la maggior parte liberalizzata. Tuttavia, dipende dal
numero che è assegnato all'indicazione "Lb" (1, 2, 3, 4, 5),
l’importazione di alcune merci può essere subordinata a licenze o a
procedure di certificazione.
Dal 1° gennaio 2002, l’euro è stato introdotto come mezzo ufficiale di
pagamento in Montenegro. In generale, la valuta in cui effettuare i
pagamenti può essere liberamente scelta. Non esistono particolari
restrizioni in merito alle transazioni in conto. Il mezzo di pagamento
raccomandato rimane, comunque, la Lettera di Credito Irrevocabile o il
pagamento anticipato.
Sistema fiscale
Il Montenegro ha firmato “Accordi contro la doppia imposizione” con
molti Paesi, tra cui l’Italia.
Il sistema fiscale del Montenegro si basa su un corpo di Leggi, ognuna
delle quali regola una tassa specifica.
Il sistema fiscale è stato determinato in modo tale da:
favorire la stabilità e la crescita economica;
creare le condizioni di compatibilità con gli altri sistemi fiscali;
creare delle pari condizioni per i contribuenti che operano all’interno di
un mercato grazie al libero movimento di merci, servizi, persone e
capitali;
creare una uguale condizione tra le persone fisiche e giuridiche che
operano sul territorio montenegrino;
stabilire la capacità di contribuzione in relazione alle reali possibilità del
contribuente.
TIPOLOGIE DI IMPOSTE
Le principali tasse presenti nella Repubblica di Montenegro sono:
tassa sui profitti societari;
imposta sul reddito delle persone fisiche;
tassa di proprietà;
IVA;
accise.
Possono essere soggetti a tassazione persone residenti e non in
Montenegro.
Una persona residente in Montenegro può essere:
persona giuridica
che ha la propria sede centrale e di controllo in territorio montenegrino
persona fisica
residente in Montenegro o che mantiene in Montenegro la sede centrale
delle proprie attività;
che risiede in Montenegro per un periodo superiore a 183 giorni durante i
dodici mesi che hanno inizio o fine nel corrispettivo anno fiscale.
Una persona non residente in Montenegro può essere:
persona giuridica che mantiene la propria sede centrale ed
amministrativa al di fuori del territorio del Montenegro e conduce attività
di business:
attraverso un’unità operativa permanente con sede in Montenegro;
senza unità operativa sul territorio montenegrino, ma soggetta,
comunque, al pagamento della tassa sui profitti sulla base del reddito
generato in Montenegro
persona fisica che in Montenegro
non mantiene né la residenza, né la sede centrale dei propri interessi;
è presente sul territorio montenegrino per un periodo inferiore ai 183
giorni durante i dodici mesi che hanno inizio o fine nel corrispettivo anno
fiscale.
Una persona residente in Montenegro è soggetta alla tassazione su:
profitti;
reddito;
proprietà sul territorio montenegrino e al di fuori dello stesso;
turnover dei prodotti.
Una persona non residente in Montenegro è soggetta alla tassazione su:
profitti;
reddito;
proprietà sul territorio montenegrino;
redditi derivanti dal trasporto di passeggeri o merci in Montenegro e dal
Montenegro;
turnover di prodotti o servizi realizzati in Montenegro.
Tassa sui profitti societari
Dal 1° gennaio 2005 l’aliquota di imposta sul profitto delle società è
stata fissata al 9%.
La tassa sui profitti viene applicata sulla base dei profitti generati dal
contribuente durante l’anno solare.
La base imponibile è determinata dall’insieme delle entrate e delle spese
presenti nel conto delle perdite e dei profitti.
Imposta sul reddito delle persone fisiche
E’ tenuto al pagamento dell’imposta sul reddito una persona fisica che
riceve un guadagno.
L’imposta sul reddito viene calcolata sulle entrate nette derivanti da ogni
fonte, fatta eccezione per le entrate che sono esenti da tale tassa.
L’imposta sul reddito viene calcolata sulle seguenti tipologie di entrate:
guadagni personali;
redditi derivanti da agricoltura e selvicoltura;
redditi da copyright e diritti sulla proprietà industriale;
redditi da capitale,
redditi immobiliari;
capital gains;
altre entrate.
Il reddito netto deriva dalla differenza tra la somma del reddito lordo
annuale e le spese che il contribuente ha sostenuto nel realizzare e
preservare il reddito, tali spese possono essere dedotte da qualsiasi
genere di reddito.
La base imponibile è data dal reddito imponibile che può essere soggetto
a deduzioni.
L’aliquota è progressiva e varia in accordo con il valore del reddito. Le
aliquote previste sono:
L’imposta sul reddito delle persone fisiche è costituita da un’unica
aliquota che è pari al 15% nel 2007 e nel 2008, mentre sarà ridotta al
12% nel 2009 ed al 9% nel 2010.
Tassa di proprietà
La nuova tassa sulla proprietà nella Repubblica di Montenegro è entrata
in vigore il 1° gennaio 2003.
La nuova tassa prevede delle aliquote proporzionali che variano dallo
0.08% allo 0.80%.
Il pagamento di tale tassa avviene attraverso due rate, la prima da
versare il 30 giugno, la seconda il 30 novembre per l’anno per cui la
tassa viene calcolata.
La tassa di proprietà si applica a terreni, abitazioni, edifici adibiti ad
attività lavorative, appartamenti, garage, edifici e fabbricati per ricoveri.
La tassa di proprietà può avere le seguenti forme:
tassa di proprietà;
tassa sull’eredità e donazioni;
tassa sul commercio degli immobili.
La tassa di proprietà viene pagata sui seguenti diritti di immobili:
diritto di proprietà;
diritto di usufrutto;
diritto di uso e di abitazione;
diritto di locazione a lungo termine.
La tassa di proprietà viene applicata anche sul possesso di azioni
possedute all’interno di società (s.r.l.).
E’ soggetto al pagamento della tassa di proprietà sia chi risiede in
Montenegro sia chi non vi risiede. I non residenti sono tenuti al
pagamento di tale tassa solo in riferimento agli immobili posseduti in
territorio montenegrino.
La base sulla quale viene calcolato l’importo da versare è data dal valore
di mercato del bene posseduto.
Imposta sul Valore Aggiunto (IVA)
L’IVA è stata introdotta in Montenegro il 1° aprile 2003. L’aliquota è
stata fissata al 17% sia per i prodotti che i servizi, ma è stata ridotta al
7% per il turismo.
Dal pagamento dell’imposta sono esclusi alcuni prodotti e servizi, quali:
olio;
zucchero;
medicinali;
libri;
pubblicazioni.
Accise
Alcuni prodotti, al momento della vendita o dell’importazione, sono
soggetti ad accise. Tra questi prodotti:
derivati del petrolio;
bevande alcoliche,
alcool (etanolo);
caffè (grezzo, macinato, tostato)
bevande artificiali, non alcoliche;
prodotti contenenti un quantitativo di oro superiore al 2% o al 50% di
argento;
pietre preziose naturali, perle naturali;
prodotti a base di tabacco;
pelli di rettili e altri prodotti di pellame.
Esenzioni dal pagamento delle accise sono previste in riferimento a:
prodotti destinati all’export;
prodotti importati per essere venduti in duty free shops o zone di
confine;
prodotti destinati ad aiuti umanitari importati attraverso o per conto del
l’Alto Commissariato per i Rifugiati e la Croce Rossa;
prodotti importati da missioni consolari diplomatiche per le loro stesse
necessità, nel rispetto, se previste, delle condizioni di reciprocità.
Sistema creditizio e finanziario
Nel Montenegro la moneta circolante è l’euro, valuta che è stata
introdotta dal 1 gennaio 2002. Il processo di riforma del settore bancario
è iniziato nel 2000 con l’adozione di 2 leggi: la legge sulle banche
(Official Gazette of RM, Nos. 52/00, 53/00, 47/01, 032/02) e la legge
sulla Banca Centrale. A queste se ne aggiungono altre quali la legge sulla
bancarotta e la liquidazione, la legge sulla protezione dei depositi ed
altre adottate tra il 2001 ed il 2004. Tutto il sistema legale si basa sui
principi di Basilea mentre i regolamenti legati al governo finanziario di
supervisione delle banche e delle operazioni bancarie sono in linea con
gli standard UE. I tassi di interesse sono pienamente liberalizzati e non
controllati dalla Banca Centrale. Quest’ultima non potendo controllare la
moneta (circola l’euro) ha non molti strumenti per poter interferire nel
settore bancario e finanziario. Le principali banche sono:
Montenegrin Commercial Bank, Euromarket Bank NLB Group,
Hipotekarna Bank, Podgoricka Bank Societe Generale Group, Ekos Bank
(in liquidazione) Pljevaljska Bank, Niksicka Bank, Opportunity Bank
Atlasmont Bank, NLB Montenegrobanka, Jugobanka (in bancarotta),
Commercial Bank, Hypo Alpe-adria Bank. (fonte Banca Centrale).
Strumenti nazionali di cooperazione
Principali trattati
Strumenti comunitari di cooperazione
A partire dal 1991, la Commissione europea, attraverso i programmi
PHARE ed OBNOVA, è stata l’interlocutore principale dei Governi degli
Stati dell’area Balcanica per tutti i settori di cooperazione (ricostruzione,
aiuti alimentari e sanitari, ritorno dei rifugiati, ecc.). Il fine generale di
tutte le attività avviate in quest`area è stato sempre quello di rendere
possibile l’integrazione dei Paesi balcanici con l’Unione Europea. Oggi i
Governi di Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia, Montenegro, ex
Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM) e Albania possono
sottoscrivere specifici Accordi di Stabilizzazione ed Associazione,
concepiti e strutturati secondo le esigenze di ciascuno Stato per rendere
concretamente possibile tale processo di integrazione. Tali accordi
prevedono la liberalizzazione del commercio e degli scambi, in vista di
una piena integrazione.
Dopo La dichiarazione di indipendenza, il governo del Montenegro ha
dichiarato che l’integrazione con l’UE è uno degli obiettivi prioritari della
politica estera, informando anche dell’intenzione di proseguire con le
relazioni bilaterali, specialmente per quanto concerne i negoziati per gli
accordi di stabilizzazione e associazione. Dopo i referendum la
Commissione ha annunciato la sua intenzione di sottoporre al Consiglio
la proposta di iniziare i negoziati con la neonata repubblica.
I colloqui per i gli accordi di associazione e stabilizzazione (SAA) si sono
aperti il 26 settembre sulla base dei risultati precedentemente raggiunti
con l’Unione di Serbia e Montenegro. In base agli accordi il Montenegro
dovrà adottare tutti gli adempimenti legislativi necessari in alcune aree
quali il commercio, la politica doganale, la politica della competizione, dei
pubblici appalti, delle comunicazioni elettroniche, della protezione
intellettuale ed in altri campi. Le questioni tecniche sono state precisate
il 1 dicembre, mentre il 15 marzo 2007 sono iniziati gli accordi SAA.
Il Montenegro usufruirà del programma IPA (strumento per il programma
di pre-adesione) attraverso il quale gioverà dei suoi due componenti
(IPA: Institution Building and transitino facility e della Cross-border
cooperation). Il Montenegro beneficerà di 30 milioni di € annualmente
tra il 2007 ed il 2009, ma il quadro finanziario completo (MIPD) deve
ancora essere completato.
Nella nuova programmazione 2007-2013, la Comunità europea ha
stabilito un nuovo strumento di assistenza preadesione, IPA, il quale va a
sostituire gli strumenti esistenti PHARE, ISPA, SAPARD e CARDS. Tale
programma aiuterà i paesi candidati effettivi (Turchia, Croazia ed exRepubblica Jugoslava di Macedonia) e i paesi candidati potenziali
(Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia, incluso il Kosovo e Montenegro), ad
allinearsi gradualmente agli standard e alle politiche dell'Unione Europea,
nell'eventualità dell'adozione dell'acquis comunitario, in prospettiva
dell'adesione.
L'assistenza utilizzata nei paesi beneficiari sosterrà i seguenti settori:
a) rafforzamento delle istituzioni democratiche, nonché dello Stato di
diritto, compresa la sua attuazione;
b) promozione e tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali e
maggior rispetto dei diritti delle minoranze, promozione delle pari
opportunità e della non discriminazione;
c) riforma della pubblica amministrazione, compresa la creazione di un
sistema che consenta di decentrare la gestione dell'assistenza al paese
beneficiario, conformemente alle norme stabilite dal regolamento (CE,
Euratom) n. 1605/2002;
d) riforma economica;
e) sviluppo della società civile;
f) inclusione sociale;
g) riconciliazione, misure per il rafforzamento della fiducia e
ricostruzione;
h) cooperazione regionale e transfrontaliera.
Nel caso dei paesi della Turchia, della Croazia ed ex-Repubblica
Jugoslava di Macedonia l'assistenza servirà a sostenere inoltre i seguenti
settori:
a) adozione e applicazione dell'acquis comunitario;
b) sostegno per la definizione delle politiche, nonché preparazione
all'attuazione e alla gestione delle politiche comuni dell'Unione in materia
di agricoltura e di coesione.
Nel caso dei paesi Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia, incluso il Kosovo e
Montenegro, l'assistenza servirà a sostenere i seguenti settori:
a) allineamento graduale con l'acquis comunitario;
b) sviluppo sociale, economico e territoriale, comprese fra l'altro
l'infrastruttura e le attività connesse all'investimento, in particolare nei
settori dello sviluppo regionale, rurale e delle risorse umane.
L'assistenza è programmata e attuata in funzione delle seguenti
componenti:
a) sostegno alla transizione e sviluppo istituzionale;
b) cooperazione transfrontaliera;
c) sviluppo regionale;
d) sviluppo delle risorse umane;
e) sviluppo rurale.
La Commissione coordina l'assistenza concessa nel quadro delle diverse
componenti, garantendone la coerenza.
Norme riguardanti le componenti specifiche.
La Componente "sostegno alla transizione e sviluppo istituzionale" aiuta i
beneficiari a raggiungere gli obiettivi dello strumento e può finanziare,
tra l'altro, lo sviluppo istituzionale, nonché alcuni investimenti.
L'assistenza propria di questa componente potrà sostenere anche la
partecipazione dei paesi beneficiari ai programmi e alle agenzie
comunitarie. Inoltre, l'assistenza può essere fornita per programmi
regionali e orizzontali.
La componente "cooperazione transfrontaliera" può sostenere la
cooperazione transfrontaliera e, se del caso, transnazionale e
interregionale fra i paesi beneficiari, nonché fra questi e gli stati membri.
La cooperazione suddetta mira a incoraggiare le relazioni di buon
vicinato e promuovere la stabilità, la sicurezza e la prosperità
nell'interesse di tutti i paesi, favorendone inoltre uno sviluppo
armonioso, equilibrato e sostenibile. La cooperazione verrà coordinata
con altri strumenti comunitari di cooperazione transnazionale e
interregionale. Nel caso della cooperazione transfrontaliera con gli stati
membri, questa comprenderà le regioni situate su entrambi i versanti del
confine o dei confini rispettivi, sia terrestri che marittimi.
La componente "sviluppo regionale" aiuterà i paesi candidati effettivi a
definire le politiche e a prepararsi ad attuare e a gestire la politica di
coesione della Comunità, specie per quanto riguarda il Fondo europeo di
sviluppo regionale e il Fondo di coesione.
La componente "sviluppo delle risorse umane" aiuterà i paesi candidati
effettivi a definire le politiche e a prepararsi ad attuare e a gestire la
politica di coesione della Comunità, specie per quanto riguarda il Fondo
europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione.
La componente "sviluppo rurale" aiuterà i paesi elencati in allegato a
definire le politiche e a prepararsi ad attuare e a gestire la politica
agricola comune dell'Unione, contribuendo in particolare ad un
adeguamento sostenibile del settore agricolo e delle zone rurali, nonché
a preparare i paesi candidati ad applicare l'acquis comunitario
riguardante la politica agricola comune e le politiche connesse.
Contributo finanziario
L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione del presente
regolamento per il periodo 2007-2013 è pari a 11 565 milioni di EUR. Gli
stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti
del budget finanziario stabilito.
Nella prospettiva di sostenere la pianificazione strategica, la
Commissione presenta annualmente al Parlamento europeo e al
Consiglio le sue intenzioni in merito alle dotazioni finanziarie da proporre
per i tre anni successivi nelle forma di un quadro finanziario indicativo
pluriennale, che tenga conto del quadro finanziario, dei partenariati
europei, dei partenariati di adesione, delle relazioni e del documento
strategico. Questo quadro finanziario indicativo pluriennale illustrerà le
intenzioni della Commissione per quanto riguarda la ripartizione
dei fondi per componente, per paese e per azioni riguardanti più paesi.
Esso sarà elaborato sulla base di una serie di criteri oggettivi e
trasparenti, compresa la valutazione delle necessità, tra cui la capacità di
assorbimento, il rispetto delle condizioni e la capacità di gestione. Si
terrà altresì debito conto delle misure straordinarie di assistenza o di
programmi di risposta provvisori adottati a norma del regolamento che
istituisce lo strumento di stabilità. Il quadro finanziario indicativo
pluriennale sarà inserito nel pacchetto annuale dell'allargamento della
Commissione.
Il programma nazionale 2007 per il Montenegro identifica tutte le priorità
di intervento per programma multi-annuale e focalizza l’attenzione verso
la continuazione delle riforme in aree quali: il sistema giudiziario, la
pubblica amministrazione, la lotta alla corruzione ed al crimine
organizzato ed altre aree di intervento per il rafforzamento del processo
di adesione. Tredici progetti sono stati inclusi nel componente I quale
paese potenziale candidato (assistenza alla transizione e costruzione
istituzionale) per un totale di 23,87 milioni di €.
Per maggiori informazioni:
Regolamento CE n. 1085/2006 del Consiglio del 17 luglio 2006 che
istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA) - Gazzetta
Ufficiale dell'Unione europea, serie L 210 del 31 luglio 2006.
http://ec.europa.eu/enlargement/financial_assistance/ipa/index_en.htm
Progetti multilaterali
Dopo il conflitto del Kosovo del 1999, l`inserimento del Paese
nell`ambito dei programmi di finanziamento internazionali è rimasto
condizionato dalla eliminazione del regime di Slobodan Milosevic.
Con il rovesciamento del regime di Milosevic e la ricostituzione della
democrazia, la Repubblica Federale della Jugoslavia sta ora rientrando
nel circolo della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. Il
suo rientro è stato finora vincolato e condizionato sia all’adozione del
programma di riforme proposto dal FMI, sia alla cooperazione del Paese
nella lotta contro i crimini di guerra, nel rispetto dei diritti umani nel
Kosovo e nelle pendenze relative alle divisioni dei patrimoni dell’ex
Repubblica Socialista. Il Paese è dunque tornato a far parte
dell’istituzione finanziaria nel maggio 2001, un passo che ha aperto alla
Federazione Iugoslava la possibilità di accedere ai finanziamenti offerti
dal Gruppo Banca Mondiale.
La Banca Mondiale, attraverso la IBRD - International Bank for
Reconstruction and Development - finanzia progetti e fornisce assistenza
tecnica ai paesi in via di sviluppo (PVS).
I prestiti IBRD hanno in genere un periodo di garanzia di 5 anni, sono
rimborsabili in un arco di tempo compreso fra i 15 e i 20 anni e vengono
accordati al governo o a entità pubbliche. Il tasso di interesse richiesto
dalla banca è calcolato sulla base del costo medio della raccolta, fonte
primaria di finanziamento delle operazioni di prestito. I prestiti IBRD si
indirizzano prevalentemente verso alcuni settori:
- programmi per lo sviluppo umano (istruzione, sanità, nutrizione,
settore demografico, settore sociale);
- protezione dell’ambiente;
- sviluppo del settore privato e del settore finanziario;
- sostegno alle riforme economiche.
Per l`assistenza ai paesi più poveri la Banca Mondiale opera attraverso
l`IDA - International Development Association - che rappresenta la
maggior fonte finanziaria per i 78 paesi più poveri del mondo, il cui
reddito pro capite non supera gli 895 dollari USA (nel 1998). I crediti IDA
sono concessi a condizioni molto vantaggiose: senza interessi, hanno
una durata di 35 o 40 anni e un periodo di tolleranza di dieci anni.
Obiettivi prioritari dell’assistenza finanziaria IDA sono:
- i servizi sociali di base (nutrizione, sanità, istruzione primaria, risorse
idriche, ammortizzatori sociali di base);
- l’allargamento della base della crescita economica (sostegno alle
riforme macroeconomiche e strutturali, sostegno al settore privato:
piccole-medie imprese e settore finanziario);
- il sostegno alla corretta amministrazione del settore pubblico;
- la protezione dell’ambiente, anche attraverso iniziative trasversali in
settori quali lo sviluppo rurale, urbano e dei trasporti.
Punto di contatto presso l’ufficio della Banca Mondiale:
Bulevar Svetog Petra Cetinjskog 7
81000 Podgorica
Sanela Ljuca +382 81 665 353
Email: [email protected]
Vesna Kostic (External Affairs)
Email: [email protected]
Ufficio di contatto della BERS per il Montenegro:
Bulevar Zorana Đinđića 64a, 5° piano
11070 Novi Beograd
Serbia
Tel: +381 11 212 0529; +381 11 212 0530; +381 11 212 0531
Fax: +381 11 212 0534
Direttore: Hildegard Gacek
Ufficio dell’Unione europea:
Hotel Podgorica, Bulevar Svetog Petra Cetinjskog 1
81000 Podgorica, Montenegro
Tel: +382 (0) 81 402 525
Fax: +382 (0) 81 402 567
Email: [email protected]
Principali eventi promozionali
Consultare il sito "Fiere nel Mondo" dall'home page del sito
www.schedepaese.it
Informazioni di viaggio
Prefissi internazionali
00381 81 per Podgorica
Fuso orario
non vi sono differenze di orario rispetto all'Italia.
Documenti
Avvertenze
Si consiglia di registrare i dati riguardanti il viaggio che si intende
effettuare nel Paese sul sito: www.dovesiamonelmondo.it.
Documentazione necessaria per l'ingresso
Passaporto/carta d’identità: i cittadini dei Paesi dell'Unione Europea
possono entrare in Montenegro con la sola carta d’identità valida per
l’espatrio, o in alternativa il “passaporto”, e soggiornarvi fino a 90 giorni.
Per soggiorni superiori ai 90 giorni, è necessario recarsi alla stazione di
polizia più vicina per l’eventuale estensione del soggiorno, che deve
essere motivato e sostanziato da concreti motivi.
Nessun altro documento di riconoscimento o di identità, comunque
denominato, è valido per l’ingresso in Montenegro.
Non è necessario il visto turistico per i cittadini italiani.
Viaggi all'estero di minori:
assumere informazioni aggiornate sulla normativa applicata presso la
propria Questura o consultare il sito della Polizia di Stato:
www.poliziadistato.it/pds/ps/
passaporto/minori_index.html, anche alla sezione “documenti validi per
l’espatrio”.
Per coloro che si recano in Montenegro in auto dall’Italia per via terrestre
lungo la direttrice stradale adriatica costiera, occorre essere muniti dei
documenti necessari per attraversare i seguenti Paesi: Slovenia, Croazia,
Bosnia-Erzegovina.
Per coloro che si recano in Montenegro con la sola carta d’identità, non è
consentito varcare il confine con la Serbia e con la regione del Kossovo
e, in caso di volo aereo, di fare scalo a Belgrado. In tali casi, dovendosi
transitare per la Serbia, occorre obbligatoriamente essere muniti di
passaporto.
Si rammenta che i connazionali che arrivano in Montenegro per poi
recarsi in Serbia devono essere muniti di passaporto.
Se si alloggia in un albergo o in un campeggio, la registrazione presso la
Polizia avviene a cura della struttura di accoglienza. Se alloggia
privatamente, è obbligo del viaggiatore registrarsi presso il locale ufficio
di Polizia, entro 48 ore dall’arrivo.
La valuta ufficiale del Montenegro è l'Euro, reperibile facilmente presso
banche e sportelli bancomat; l'uso di carte di credito è frequente negli
esercizi commerciali delle città più grandi. Le carte di credito più diffuse
sono VISA, Mastercard, Maestro e DINERS, con le quali è possibile
effettuare qualsiasi genere di transazione.
Gli stranieri possono introdurre nel paese quantità illimitate di valuta
estera, che devono essere dichiarate al momento dell’ingresso in
Montenegro, in modo da poterle riportare fuori dal paese. E’ permesso
uscire dal Montenegro con un importo massimo di € 1.000 (a meno che
non sia stato dichiarato un importo maggiore al momento dell’ingresso).
E’ possibile importare una radio CB, ma per poterla utilizzare bisogna
ottenere preventivamente un’autorizzazione da richiedere al consolato o
all’Ambasciata del Montenegro.
Patente
È riconosciuta la patente italiana.
Assicurazione
Per i cittadini Italiani è sufficiente disporre della “Carta Verde” in corso di
validità. Si consiglia di verificare prima della partenza che il modulo della
"Carta Verde" di cui si è in possesso sia valido anche per il Montenegro
(controllando che la casella relativa a questo Paese non sia barrata:
vedere la casella SCG oppure MNE per le carte più recenti).
All’automobilista che entra nel paese privo di "Carta Verde" sarà richiesto
al confine di stipulare un'assicurazione a breve termine al posto di
frontiera.
Delega a condurre:
Si ricorda a chi guida all'estero un'auto non propria che è consigliabile
avere una delega a condurre del proprietario con firma autenticata
presso un notaio.
Principali festività
1 gennaio capodanno
7 gennaio natale ortodosso
pasqua
1 maggio festa del lavoro
13 luglio festa nazionale
Principali indirizzi utili
Gli indirizzi ed i numeri di telefono riportati in questa sezione sono tratti
da fonti ufficiali italiane e/o da fonti ufficiali del Paese. E’ tuttavia
possibile un certo margine di non corrispondenza dovuto al lento
aggiornamento delle fonti da parte delle diverse istituzioni ed al
frequente variare delle numerazioni telefoniche nei paesi di riferimento.
AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA DI MONTENEGRO IN ITALIA
Amb. Darko Uskokovic
Via Antonio Gramsci, 9,00197 Roma
Tel. +39 06 45471660
Fax. +39 06 45443800
e-mail: [email protected]
Consolato Generale Bari
Tatjana Budisavljevic-Pavlovic, Charge d'Affaires a.i.
Phone +39080 / 521-63-27, 521-63-57; Telex: 810-095;
Fax: 522-00-07
E-mail: [email protected]
Consolato Generale Milano
Ivana Pejovic, Consul General
Phone +3902 / 481-20-19, 481-24-90, 481-72-47;
Telex: 353-676;
Fax: 4801-04-26
E-mail: [email protected]
Consolato Generale Trieste
Vladimir Nikolic, Consul General
Phone +39040 / 410-125, 410-126; Telex: +39040 / 460-067; Fax:
+39040 / 421-697
E-mail: [email protected]
Ufficio commerciale: Mission of Montenegro in Italy
Contact: Mr. Ljubisa Perovic
Telephone: +39 06 853 54 994
Fax: +39 06 854 14 12
Address: Viale Rossini 26 00198 Roma
E-mail: [email protected]
Ambasciata d'Italia in Podgorica
Ulica Dzordza Vasingtona, 83 - 81000 Podgorica
Centralino 00381 81 234 661 / 00381 81 234 662; fax 00381 81 234
663 Cellulare di emergenza 00381 69 331707 Indirizzo e-mail:
[email protected]
Istituto Nazionale per il Commercio Estero - I.C.E
Podgorica
Tel.(00381) 81 248991
Fax.(00381) 81 248991
E-mail: [email protected]
http://www.ice.it/estero2/montenegro/
Ministeri
Governo della Repubblica di Montenegro
Primo ministro
Tel: 081/242-530
E-mail: [email protected]
Fax: 081/242-329
http://www.vlada.cg.yu/eng/
Ministero dell'economia
Kralia Milana 16 - 11000 Belgrado
Tel. 381 081/481-121; 081/234-156
Mail: [email protected]
fax: 081/234-131
http://www.minekon.vlada.cg.yu/
Ministero degli Affari Esteri
Stanka Dragojeviæa 2, Podgorica, Montenegro
Milan ROÆEN, Minister
Tel: + 381 81 246 357; + 381 81 201 530
E-mail: [email protected]; Fax +381 81 224 670
http://www.mip.vlada.cg.yu/
Ministro del lavoro e del welfare
http://www.minrada.vlada.cg.yu/
Radojica Popoviæ Secretary of the Ministry of Labor and Social
Phone: 081 234 252 E-mail:
Fax: 081 482 443
Camere di Commercio locali
Camera di Commercio del Montenegro
http://www.pkcg.org/set.php
Email: [email protected]
Address: Novaka Miloševa 29 - II PODGORICA, Montenegro
Vladimir Vukmiroviæ, Chairmen
Tel:+381 81 230-545
Organismi Internazionali
Delegazione dell’Unione Europea in Serbia e Montenegro
Aleksandar Djordjevic, Press and Information Officer
KRUNSKA 7311 000 Belgrade Serbia
Telephone: +381 11 30 83 200; Fax: +381 11 30 83 201;
E-mail : [email protected]
World Bank
Vesna Kostic 1 202 473 9277
Email: [email protected]
Miriam Van Dyck 1-202-458-2931
E- mail: [email protected]
Missione permanente della Repubblica di Montenegro presso l’UE
H.E. Slavica MILAÈIÆ, Ambassador
Mr Nebojsa CAGOROVIC, Deputy Chief of Mission, Minister Counsellor
Rue Marie Therese 34
1210 Bruxelles
Tel: (00 32 2) 223 55 61
Fax (00 32 2) 223 60 28
e-mail : [email protected]
Euro Info Centre
indirizzo:
Bulevar Revolucije 2.
81000 Podgorica
Tel: +381 (0) 81 406 301
Fax: +381 (0) 81 406 323
[email protected]
http://www.euroinfo.cg.yu/?akcija=news&jezik=it
Istituti e Enti
Montenegrin Investment Promotion Agency (MIPA)
Jovana Tomasevica 2(new building beside Government building)81000
Podgorica
Tel/fax (+381 81) 203 141, 203 140, 202 910
e-mail: [email protected]
http://www.mipa.cg.yu/index.php
Argyll Investment Services Limited
11 Westerbrook Centre PO Box 354 - Guernsey Channel Islands GY1 3XF
Tel: +44 1481 201123; Fax: +44 1481 201124
Principali Istituti Bancari locali
BANCA CENTRALE DEL MONTENEGRO
Bulevar Svetog Petra Cetinjskog 7,Podgorica
Tel: Switchboard: +381 81 403 191
Fax: +381 81 664 140
Telex: 61 136
E-mail:[email protected], sito: http://www.cb-mn.org/indexE.htm
Atlas Montbanka
Stanka Dragojeviæa 4, 81000 Podgorica
tel; +381 81 407 200Fax: +381 81 665 451
e-mail:[email protected]
http://www.atlasmontbanka.cg.yu/eng/index.php
Opportunity bank
Main office
Address : Marka Miljanova 4681000 PODGORICA
tel: +381 81 625 615
www.opportunitybank.cg.yu/
Montenegrin Commercial Bank
International Department
Tel: +381 81 404360
Fax: +381 81 404266
E-mail: [email protected]
sito web:www.ckb.cg.yu
PODGORIÈKA BANKA
Joint Stock Company
Phone: +381 (0)81 224 555Fax: +381 (0)81 405 100E-mail:
[email protected]
http://www.pgbanka.com/english/index.htm
NLB Montenegrobanka
Indirizzo: Bulevar Stanka Dragojeviæa br. 46.
Tel: + 381 81 402-000, 402--001
fax. + 381 81 402-212
e-mail [email protected]
http://www.montenegrobanka.com/
Ekos Banka
Podgorica
Indirizzo: Slobode 20/1
Tel: +381 81 244-352 244-435
Mail: [email protected]
http://www.ekosbank.co.yu/
Altri
Siti di interesse turistico:
http://www.visit-montenegro.cg.yu/english/default.htm
http://www.montenegro.com/
ALITALIA
Terazje, 43
11000 Belgrado
Tel: (+381 11) 3245000 / 3245344 / 3247443 - Fax: (+381 11)
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