Rassegna Stampa - Telefono Azzurro

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Rassegna Stampa - Telefono Azzurro
 Rassegna Stampa 01 – 09 gennaio 2012 Quotidiani
05 gennaio 2012
03 gennaio 2012
2 gennaio 2012
04 gennaio 2012
5 gennaio 2011
Tv & Radio
3 gennaio 2012
Web
02 gennaio 2012
5 gennaio 2011
Il sexting
05 gennaio 2012
La parola sexting è un neologismo che nasce dall'incontro tra «sex»
(sesso) e «texting» (mandare messaggi): consiste nell'invio, soprattutto dai
telefoni cellulari, di messaggi o foto a sfondo sessuale. Le persone spesso
lo fanno per attirare qualcuno, mettersi in mostra, dimostrare interesse o
dimostrare di essere impegnati in una relazione. Immagini sessualmente
suggestive siembrano essere diventate una moneta relazionale, sono
condivise come parte, o al posto di, un’attività sessuale o come un modo di
iniziare o mantenere una relazione con un altro significativo. E vengono
anche scambiate fra amici per il loro valore di intrattenimento, come scherzo o per svago. Ad esempio, inviare
un'immagine provocante di se stessi può essere una sorpresa per un fidanzato o una fidanzata oppure un regalo che si
sa essere molto gradito e atteso. Inoltre può essere un modo per dimostrare un’identità molto sicura di sé, o anche per
sperimentare ed esplorare la propria sessualità emergente! Fin qui, potremmo dire, nessun problema particolare; il punto
però è che una foto, una volta inviata, non può essere più gestita né recuperata. E così tali fotografie, anche se inviate ad
una persona cara e “di fiducia”, si possono diffondere in modo incontrollabile: ad esempio a tutto il gruppo di amici,
all'intera scuola o nell'ambiente di lavoro e addirittura, se postate sul web, diventano potenzialmente visibili in tutto il
mondo! Bisogna sempre ricordare che tutto quello che viene postato online è praticamente impossibile da eliminare in
forma definitiva. Il gesto di un invio che richiede solo i pochi istanti di un click, può condizionare addirittura il proprio futuro
(oltre che Il presente!): e se con quel fidanzato finisce male e per vendetta lui divulga le immagini condivise nell'intimità
del rapporto? O se dovessero capitare sotto le mani di colui/colei che non vi sopporta? E se, un giorno, in una ricerca su
google con il vostro nome dovessero comparire “quelle” immagini? E se le dovessero vedere un genitore, futuri partners
o datori di lavoro?
Evidentemente il problema sta proprio nella velocità e nella semplicità degli strumenti tecnologici; diventa troppo facile
compiere un'azione senza rifletterci sopra!
Da diverse indagini emerge che il sexting sembra essere un “gioco” preferito dalle ragazze. Probabilmente perchè,
mentre l'eccitazione maschile è più visiva, e quindi veicolata dalla vista dI stimoli concreti, quella femminile è più legata
alla fantasia e, allora, immaginare l'effetto che una determinata foto può avere sull'altro, può diventare estremamente
stuzzicante, seducente ed elettrizzante.
Altro motivo per cui stare attenti, sono le possibili conseguenze legali! La condivisione di foto osé riferite a minori, o
anche la condivisione delle stesse con minori, è illegale. Il sexting può essere perseguito legalmente con l'accusa di
pornografia minorile.
E allora “giocare” sì, ma sempre nella cura della propria intimità e, soprattutto, nella tutela dell'identità personale contro
l'invadenza dei poteri forti delle nuove tecnologie!
Lo sapevi che...
Secondo i dati emersi dall’ultima Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza – realizzata da
Eurispes e Telefono Azzurro su un campione di bambini e adolescenti dai 12 ai 18 anni – il 6,7% dei ragazzi ha inviato
sms o video a sfondo sessuale col proprio cellulare, mentre il 10,2% ne ha ricevuto almeno uno.
Christine Laplante, educatrice sessuale di New Hampton, New York, invita i suoi clienti adulti a usare il sexting all'interno
della loro relazione: «Credo che il sexting possa fare cose fantastiche per le relazioni stagnanti. Può creare uno
scintillio», spiega Laplante, «Viviamo in questo mondo di gratificazione istantanea in cui il sesso può diventare questa
cosa veloce, superficiale, e il sexting crea quest'energia nel corso del tempo. Può aiutare a riconnettere le persone».
La legge 38/2006 dice che chiunque produce, diffonde o detiene materiale pornografico prodotto con minori di diciotto
anni, è punibile con la reclusione. I minori quindi che producono e scambiano proprie immagini sessuali, anche se
consapevoli e consenzienti, sono punibili per legge con l’accusa di pornografia minorile.
Nel luglio 2008, negli Stati Uniti, la 18enne Jessica Logan si è suicidata dopo che il suo ex-fidanzato ha trasmesso a
centinaia di persone del loro liceo le immagini di nudo che lei gli aveva inviato.
Anche la stella di High School Musical, Vanessa Hudgens ha dovuto fare i conti con lo scandalo seguito alla
pubblicazione sul web delle sue foto che la ritraevano seminuda e che erano state originariamente indirizzate al suo
fidanzato, Zac Ephron.
5 gennaio 2012
Cyber-dipendenza, Telefono Azzurro: nuovo pericolo per i giovani
Si chiama cyber-dipendenza la nuova preoccupante tendenza che si sta diffondendo tra i ragazzi italiani. A
lanciare l’allarme l’undicesima Indagine sulla condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza realizzata da
Telefono Azzurro in collaborazione con Eurispes.
Dall'indagine è emerso che il 42,5% dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni controlla continuamente la posta
elettronica e i maggiori social network sperando che qualcuno gli abbia inviato un messaggio.
Una vera e propria dipendenza psicologica dal web che si manifesta con caratteristiche specifiche, come il
bisogno di rimanere connessi alla Rete il maggior tempo possibile e la presenza dei sintomi tipici
dell’astinenza come irascibilità, depressione, ansia e insonnia. Uno strumento così assorbente per i
giovani che il 49,9% di loro dichiara di perdere totalmente la cognizione del tempo quando è on line. E
che si tratti di vera e propria dipendenza lo dimostra anche la difficoltà per i ragazzi di smettere, con un
17,2% di giovani che ha dichiarato di avere provato a ridurre l’uso di internet senza risultati.
Ma preoccupanti sono anche le motivazioni che portano i giovani all’abuso della Rete. Il 34,3% dei ragazzi
usa infatti Internet per non pensare, per staccare e per sentirsi meglio, ma gli effetti sono poi a lungo
andare opposti a quelli cercati, visto che quasi 1 ragazzo su 5 si sente irrequieto, nervoso e triste quando
non può accedere alla Rete.
Alla ricerca di un’occasione in più per socializzare o per distrarsi, i ragazzi finiscono per creare un “luogo
virtuale” in cui si sentono più a proprio agio che nella “vita reale”, una fuga dai reali problemi e dalle
difficoltà del quotidiano che si può trasformare però in una dipendenza dalle caratteristiche preoccupanti.
Alla cura della internet addiction, il policlinico Gemelli di Roma ha dedicato il primo ambulatorio in Italia
che affronta casi di dipendenza dalla rete.
3 gennaio 2012
2 gennaio 2012
Caro tatuaggio ti cancello col laser
Le tecniche per liberarsi di un ricordo indesiderato
L'inchiostro sottocutaneo frantumato dal raggio di luce
Tatuaggi (Cdg)
Roma, 02 gennaio 2012 - OLTRE 90 MILIONI di persone nel mondo hanno un tatuaggio, e il 10% di questi, con il passare degli anni,
sente il desiderio di rimuoverli o aggiornarli. Un adolescente su cinque in Italia ha un piercing, il 7,5% ha inciso un disegno sulla pelle,
secondo uno studio Eurispes Telefono Azzurro. La cute lancia segnali, e i vip si sbizzarriscono: Paris Hilton ha levato il nome del suo ex
dal fondoschiena, Angelina Jolie quello del secondo marito, quando si sono lasciati e si è messa con Brad. Fabrizio Corona ha spezzato
il cuore di Nina Moric e Johnny Deep ha cassato la dedica a Winona. In queste pagine mostriamo varie tecniche di cancellazione, coi
laser Q-Switch, la lista degli ambulatori attrezzati si trova facilmente sui siti web. Citiamo tra gli altri specialisti sulla breccia Maximilian
Catenacci a Roma, Fabio Marini a Pescara, Alvaro Pacifici a Perugia, Pier Luca Bencini a Milano. Una alternativa consiste nel ricoprire i
pigmenti con nuovi disegni. Artisti come il modenese Alessandro Bonacorsi alias Alle Tattoo, visto in tv con Giorgia Palmas e Vittorio
Brumotti di Striscia la Notizia, hanno un talento nel modificare i tatuaggi. E a questo riguardo, pare che il regista Antonio Ricci applichi
alle veline una regola ferrea: niente piercing o altri segni sui centimetri di pelle esposta. E pensare che nel XVII secolo erano i fedeli
diretti ai santuari a tatuarsi per rendere riconoscibile il loro status di pellegrini, come lasciapassare. Venendo ai giorni nostri, quando e
come utilizzare il laser? «Nel 2009 — afferma Matteo Tretti Clementoni, chirurgo plastico dell’Istituto dermatologico europeo — è stato
pubblicato un metodo empirico (di Kirby-Desai) per stimare il numero di sedute per rimuovere i tatuaggi valutando fototipo cutaneo,
localizzazione, colore, quantità di pigmento, presenza di cicatrici e strati. Il trattamento non è indolore e la sensazione spiacevole è
maggiore durante le prime sedute (quando maggiore è il pigmento presente) ma tali sensazioni possono, almeno in parte, essere ridotte
mediante applicazione di creme anestetiche».
NEMMENO il laser fa miracoli, a volte affiorano piccole cicatrici o chiazze sgranate di colore chiaro nelle zone spazzolate dal raggio di
luce. Ultimamente poi stanno emergendo fenomeni legati agli inchiostri sintetici più scadenti, alcuni prodotti si sono rivelati cancerogeni
nelle prove in vitro, si legge nei report congressuali, altre miscele colpite dalle alte energie reagiscono vivacemente alla sollecitazione
biofisica fino a cambiare colore. Gli esperti raccomandano di rivolgersi a centri rinomati che utilizzano materiali collaudati. Il prezzo di
ogni seduta per la rimozione dipende dall’estensione e dalla complessità del tattoo, in generale il cachet oscilla dai 200 ai 600 euro a
seduta. I sanitari che eseguono tali procedure devono essere iscritti all’ordine dei medici. Non esiste in Italia un titolo legale di specialista
in laserterapia, la disciplina ha raggiunto livelli di eccellenza nelle strutture private ed è pressoché assente nel settore pubblico. Tra i più
affermati percorsi formativi in laserterapia si segnalano la Sies, con sedi anche a Bologna e Firenze (www.sies.net) e la Scuola Agorà di
Milano.
Alessandro Malpelo
5 gennaio 2012
3 gennaio 2012