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ANNO XXXIV / NUMERO 63 / 1 EURO* A COPIA / GIOVEDÌ 15 MARZO 2007
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IL GIORNALISTA RAPITO IN AFGHANISTAN
Video di Mastrogiacomo: «Sto bene, liberatemi»
E sull’intervento militare dell’Italia l’Unione vuole chiarimenti dal premier
FAUSTO BILOSLAVO ED EMANUELA FONTANA A PAGINA 13
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Il Palazzo insorge, però la legge sulle intercettazioni resta un miraggio. Berlusconi: «Inaccettabile la gogna mediatica». Palazzo Chigi: non ci sono dimissioni in vista
La privacy è sacra, ma solo quella dei politici
La notizia del ricatto a Sircana spacciata come un agguato del «Giornale». Per gli altri intercettati nessuna protesta
LEZIONI DI GIORNALISMO ALLA ROVESCIA
I MAESTRINI
DALLA PENNA STORTA
La notizia del ricatto a Silvio Sircana viene
trasformata in un agguato del «Giornale»
alla politica. Proteste bipartisan si sono levate dal Palazzo, che finora aveva taciuto
quando le intercettazioni avevano toccato
altri protagonisti. E la legge sul segreto
istruttorio intanto giace in Parlamento.
A. ACQUARONE, F. DE FEO, G.NUZZI E M. SCAFI ALLE PAGINE 2-3-4-5
CAPEZZONE (RADICALI)
«La pubblicazione
ha solo evitato
manovre sottobanco»
Maurizio Belpietro
SERVIZIO A PAGINA 2
I
eri è stata una straordinaria
giornata di lezioni di giornalismo alla rovescia. Colleghi
e politici si sono esibiti in dissertazioni per spiegare
quand’è che una notizia non si deve pubblicare. Il fatto da tacere
era quello riguardante il tentativo
di ricatto ai danni di Silvio Sircana, portavoce del governo Prodi.
Riassumo la puntata precedente:
nei mesi scorsi un fotografo seguì
Sircana, scattò foto di lui con una
signora e poi dell’auto del parlamentare dell’Ulivo ferma di fronte
a un transessuale. I clic non parevano destinati alla pubblicazione,
ma a gettare «le basi di un grande
futuro» per Fabrizio Corona e la
sua banda di paparazzi. Un ricatto, insomma. Questa quantomeno
è la convinzione dei magistrati. Invece di allarmarsi per questa simpatica attività, giornalisti e deputati se la prendono col Giornale.
Il più esilarante è il sostituto portavoce dell’Ulivo, Gad Lerner, secondo il quale sarei un ipocrita e il
mio atteggiamento vomitevole.
Premesso che a rivoltare il mio già
fragile stomaco sono gli insegnamenti di un ex direttore che si distinse, quand’era al Tg1, per aver
mandato in onda immagini pedofile, qui gli ipocriti sono il maestrino
dalla penna rossa e i colleghi che
s’indignano. Non ultimo Enrico
Mentana, che ieri sera mi ha processato (e condannato) in tv senza
invitarmi a dire la mia: bell’esempio di giornalismo.
Detto questo, le intercettazioni
telefoniche del fotografo che aveva immortalato Sircana non le avevamo solo noi del Giornale: erano
anche nelle mani di molti altri cronisti. Lo stesso portavoce del governo, mentre stava al telefono col
nostro Vittorio Macioce, ha ricevuto la chiamata di un giornalista
che lo informava del dossier contro di lui. Ricapitoliamo dunque:
nelle redazioni si sapeva di Sircana, il sottoscala della politica sape-
va o avrebbe saputo presto, gli unici che non dovevano sapere erano
i lettori. Il tentativo di ricatto andava tenuto nascosto agli italiani,
per lasciare che gli «amici» di Sircana – uomo pubblico, uomo dentro le stanze del potere – si divertissero a darsi di gomito? O peggio?
E poi, cari professori di giornalismo alla rovescia, perché le vicende che sfiorano un politico – ancorché vittima – devono essere taciute e quelle di altre vittime – starlette, calciatori, imprenditori o fanciulle di belle speranze – date in
pasto all’opinione pubblica? Se si
appartiene alla corporazione dei
politici, possibilmente di sinistra,
si ha diritto alla privacy mentre se
si è una persona comune si ha diritto solo allo sputtanamento?
Dico da anni che sono contrario
all’uso indiscriminato delle intercettazioni. Che la barbarie vera è
la trascrizione nei fascicoli processuali di chiacchiere che non hanno
alcuna attinenza col procedimento giudiziario. Auspico da tempo
una legge che impedisca questo
uso da parte dei magistrati. Questa legge il centrosinistra l’ha fatta
abortire e ora si lagna. Piangano
pure, ma se la prendano con loro
stessi, coi loro compagni giustizialisti, coi loro pennini sempre intinti nel rosso. E lascino in pace noi,
che abbiamo da lavorare.
P.S. Un’ultima domanda ai giornalisti alla rovescia, quelli sempre
pronti a citare l’indipendenza anglosassone, e che ieri mi hanno
chiesto perché abbiamo pubblicato il nome di Sircana. Domandatevi semmai se in Gran Bretagna o in
America la storia di un tentativo di
ricatto ai danni di un politico sarebbe stata nascosta. Interrogatevi se i vostri colleghi stranieri che
prendete a esempio avrebbero
chiesto a me perché ho pubblicato
il nome di Sircana o a lui perché
stava lì. Quando avrete trovato la
risposta giusta, forse avrete fatto
un passo avanti.
DALEMIANI CONTRO
La «Velina Rossa»
all’attacco del portavoce:
«Ora deve lasciare»
LUCA TELESE A PAGINA 2
I VERBALI
Per rifarsi un’immagine
campagna stampa di Corona
con i giornalisti amici
GIAN MARCO CHIOCCI A PAGINA 5
Il governo: colpiremo le pensioni
Il ministero del Lavoro anticipa il taglio dei coefficienti di calcolo. I sindacati: pronti allo sciopero
CENTROSINISTRA
LA FRASE CHE NON C’È
Cultura politica
nella palude
Contro natura
i titoli sul Papa
Renzo Foa
Andrea Tornielli
C’
è qualcosa di nuovo nella politica italiana? Non
sembra proprio. Dopo meno
di un anno di governo dell'
Unione, tutto appare bloccato
e lo stesso dibattito pubblico
si è concentrato sugli argomenti di sempre. Ce lo ha (...)
«N
o a leggi contro natura», «Vietato votare
leggi contro natura», «Il Papa
ai politici cattolici: non votate
leggi contro natura»... Erano
questi i titoli che per tutta la
giornata di martedì hanno
campeggiato (...)
SEGUE IN PENULTIMA PAGINA
ANTONIO SIGNORINI A PAGINA 6
APPUNTO
MILANO
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M. DE MOLINER E C. GATTI A PAGINA 19
di FILIPPO FACCI
I mestieri più vecchi del mondo
C
Blitz della polizia
a teatro
per salvare l’astice
SEGUE IN PENULTIMA PAGINA
All’apertura del confronto
tra governo e sindacati sulla previdenza arriva subito
la notizia che il governo intende abbassare le pensioni. Il capo della segreteria
tecnica del ministero del Lavoro ha anticipato l’intenzione di aggiornare, al ribasso naturalmente, i coefficienti di trasformazione sulla base dei quali si calcolano gli assegni futuri. Un progetto che Cgil, Cisl e Uil hanno immediatamente respinto: «Parole inopportune e
sbagliate alla vigilia dell’avvio di un negoziato. Siamo
pronti a scioperare».
onfesso un dubbio primordiale. Se
non erro, in nessun popolo dell’antichità pre-romana il fatto che una
donna si concedesse liberamente era
ritenuto fuori dalla costumatezza. La
prostituzione, presso alcuni popoli,
aveva addirittura una consacrazione
religiosa, e nella Roma augustea la relazione con una prostituta era considerata come qualsiasi altra. Nel mondo
cattolico le cose sono cambiate, ma sino a un certo punto: la fede invita a
preservare l'anima assai più della carne, giacché quest’ultima diverrà solo
cenere, mentre l'anima, secondo il libero arbitrio di ciascuno, condurrà al-
la salvezza o alla dannazione. Sicché
non mi è chiaro, giocandosi la partita
attorno all'anima, perché dalle nostre
parti vendere il proprio corpo sia ritenuto più grave che vendere la propria
opinione. I greci avversavano i sofisti
proprio per questo: «Quando una persona vende la sua bellezza a chi vuol
pagarla, la chiamano bagascia; nella
stessa guisa, quegli che vende la sapienza per denari, si chiama sofista».
Dunque piano coi giudizi, egregi colleghi: tante delle ragazzette citate in
questi giorni, diversamente da tanti
giornalisti, perlomeno si sono vendute
col sorriso sulle labbra.
I DUE DIPENDENTI AGIP
Liberati i tecnici italiani
sequestrati in Nigeria
SERVIZIO A PAGINA 12