Muay Thai Boran - Accademia Karate Montevarchi

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Muay Thai Boran - Accademia Karate Montevarchi
The Art of Fighting
MUAY THAI BORAN
Origini:
LA Muay Thai, nasce nel XIV secolo, a Sukhotai la capitale della Thailandia pro
tempore. Spesso impegnati in continue lotte con i popoli limitrofi, oltre a sviluppare
l’uso delle armi, si era reso necessario sviluppare anche la capacità di far fronte ai
combattimenti corpo-a-corpo. Durante i periodi di pace, vi erano dei ‘campi’ dove
i giovani praticavano l’arte marziale proprio con lo scopo di ‘forgiare’ il carattere
ed aumentare le capacità di autodifesa. Uno dei primi campi di allenamento fu
quello locato vicino alla capitale, il ‘Samakorn’ in Lopburi. Il primo Re di
Sukhothai, Phokhun Sri In Tharatit, convinto della valenza educativa di questa
disciplina marziale, ne fece l’addestramento fondamentale per il curriculum regale,
mandando i propri due figli al campo di ‘Samarkorn’ per prepararli al trono,
inaugurando una tendenza che nel tempo l’incoronava sport nazionale, e che si è
protratta con varie vicissitudini, sino al secondo dopoguerra. Successivamente,
essendo diventato anche un ‘viatico’ per l’approvvigionamento economico delle
classi meno abbienti, la Muay Thai tradizionale, lasciava il posto ad una versione
più occidentalizzata, oggi più conosciuta come Thai Boxe, proprio per venire
incontro agli schemi di combattimento del mondo occidentale, notoriamente più
favorevoli dal punto di vista prettamente economico. Nell’ultimo decennio del XX
secolo, proprio ad opera del Bramarjan Marco De Cesaris, veniva ‘ricodificata’
attingendo all’opere di insigni maestri siamesi del passato in collaborazione con la
Commissione nominata ad hoc dal Ministero dell’Educazione thailandese in tempi
più
! recenti, implementandola con molte altre applicazioni interessanti anche ai fini
di un utilizzo nell’autodifesa moderna, rendendola così oggi disponibile per i più
appassionati, con il nome di Muay Thai ‘Boran’, ovvero ‘tradizionale’.
‘Mae Mai’ e ‘Look Mai’ Muay Thai:
le tecniche di base
Di Bramarjan Marco De Cesaris
Il risultato del lavoro di
codificazione effettuato dai maestri
convocati a tale scopo dall’allora
Direttore della Commissione Cultura,
Mr. Payungsak Jantrasurin, diretti dal
Prof Paosawat Saengsawan ha portato a
suddividere l’insieme delle tecniche
marziali a mani nude della Muay Thai
in quattro sottogruppi:
1) Chern Muay
2) Kon Muay-Kee
3) Chap Ko.
4) Mae Mai – Look Mai.
Il primo gruppo di principi e di
tecniche comprende i metodi per il
corretto uso delle armi naturali del
corpo umano (mani, piedi, tibie,
ginocchia, gomiti e testa) per attaccare le
varie parti sensibili del cor po
dell’avversario: gli attacchi potranno
essere diretti o preceduti da finte, inviti o
eseguiti in combinazione.
Il secondo gruppo riguarda lo studio
dei diversi stili di lotta mirati a
neutralizzare gli attacchi dell’avversario
e ai sistemi di contrattacco: avremo così
tecniche di blocco, schivata,
spostamento, deflezione, anticipo, presa
ecc., seguiti da contro colpi diretti a zone
non protette del corpo dell’avversario.
Il terzo gruppo riguarda il lavoro a
corta distanza, altrimenti detto corpo a
corpo, in cui il combattente si specializza
in tecniche di percussione con gomito,
ginocchio, testa ed in cui si applicano
tecniche di rotture articolari e proiezioni
a terra.
L’ultimo gruppo comprende le
tecniche, le strategie ed i metodi di
utilizzo dei principi fondamentali della
Muay Thai Boran: si definiscono perciò
come Mae Mai Muay Thai (o Mai
Khruu) le 15 tecniche base della Muay
Thai, e come Look Mai Muay Thai (o
Mai Kred) le 15 tecniche complementari
di combattimento.
Sia le prime che le seconde sono
state codificate in un ordine preciso ed il
novizio dovrebbe impararle secondo
l’ordine previsto, passando dalle tecniche
più semplici alle più complesse.
Come molte “forme” delle arti
marziali tradizionali anche le Mae Mai –
Look Mai sono suscettibili di letture
diverse, effettuate su piani sempre più
approfonditi. Se infatti ad una lettura
superficiale esse sembrano dare
informazioni solo relative a movimenti
offensivi e difensivi, ad un esame più
MUAY THAI BORAN THE ART OF FIGHTING
attento, sotto la guida di un vero
esperto, si rivelano essere una fonte
eccezionale di nozioni indispensabili per
il combattimento reale:
- ci mostrano infatti come sviluppare
la scelta di tempo in ogni azione di
attacco o difesa;
- ci insegnano come sviluppare il
senso della distanza (strettamente
correlato al punto precedente);
- ci forniscono una mappa dei punti
sensibili del corpo umano;- ci danno
indicazioni su quali armi naturali usare
per ottenere maggiori effetti quando
attacchiamo i vari bersagli.
Per noi studenti europei lo studio di
tali principi e gruppi di tecniche è una
fonte pressoché inesauribile di
informazioni marziali di grandissimo
valore utilizzabile dall’appassionato di
difesa per sonale, così come dai
preparatori di atleti agonisti.
Grazie all’Accademia
Internazionale di Muay Boran
(I.M.B.A.) oggi, anche gli appassionati
italiani possono accedere a tali preziose
nozioni come non era mai stato possibile
fare fino ad ora, condividendone i segreti
con le palestre I.M.B.A. presenti in altri
18 paesi nel mondo.
L’ARTE DI INSEGNARE
L’ARTE MARZIALE
Di Khru Stefano Bonucci
Gibran Kahlil, poeta, pittore e filosofo
libanese dei primi del XX sec., a
proposito dell’insegnamento disse:
“Nessuno può insegnarvi nulla, se non ciò che in
dormiveglia giace nell’albeggiare della vostra
conoscenza...E se egli è davvero saggio non vi
invita ad entrare nella casa della sua saggezza,
ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra
stessa mente...L’astronomo può parlarvi della sua
comprensione dello spazio, ma non può donarvi
la sua conoscenza...Il musicista può vantarvi il
ritmo che è nell’universo, ma non può prestarvi
l’orecchio che trattiene il ritmo, né la voce che lo
echeggia...E chi è esperto nella scienza dei
numeri potrà parlarvi dei campi, del peso e della
misura, ma non vi ci potrà condurre...Giacché la
capacità di visione di un uomo non presta le sue
ali a un altro uomo”. Una sorta di
rivisitazione del concetto di ‘Maiuetica’
introdotto da Socrate, ma entrambe
sicuramente contrassegnate da una
profonda riflessione sull'arte di educare e
sul ruolo peculiare dell'insegnante,
sensibile guida delle coscienze, che
travalica il grado di conoscenza della
materia og getto d’insegnamento,
soffer mandosi sulla capacità di
condividerla e condurre chi ascolta a
rag giungere il proprio g rado di
conoscenza.
Un’af fer mazione che si può
condividere o meno, ma sicuramente
indiscutibile è che prima di insegnare
bisogna essere stati allievi.
Ho avuto la fortuna di frequentare
diverse discipline di contatto, marziali e
non, e di conseguenza, provare sulla mia
pelle gli svariati metodi d’insegnamento
dei miei maestri, di cui con tutta la mia
buona volontà cerco di ‘scimmiottarne’
gli aspetti che più mi hanno colpito.
Circa dieci anni fa ho conosciuto il
Bramarjan Marco De Cesaris e da allora
mi cimento in questa disciplina marziale,
sia come allievo che come Maestro, ed in
entrambi i casi, non si finisce mai di
imparare. Dall’ottobre del 2010, ho
accettato l’incarico propostomi dal
titolare del Fitness Club di Montevarchi,
- che ospita la prestigiosa Accademia di
Karate - Giancarlo, di introdurre anche
un corso di Muay Thai Boran.
Insegnarla, in uno dei più blasonati e
storici centri di allenamento nazionale di
Karate appariva una scelta al tempo
stesso impegnativa ed incentivante. Ma
l’immediato ‘feeling’ instauratosi con
Giancarlo, e più che altro l’entusiasmo e
la calorosa accoglienza del folto gruppo
di allievi, hanno fugato ogni incertezza.
Anche quella più ‘materiale’ che
avevo manifestato sin dall’inizio, ovvero
l’impossibilità di poter condurre
direttamente ed in via continuativa il
corso, in quanto non ancora dotato del
dono dell’ubiquità, visto che insegno a
Firenze nella mia palestra nelle stesse
fasce orarie e giorni previsti, limitandomi
L’ Allenatore I.M.B.A. Massimiliano Lullia
quindi a sporadiche lezioni
m en s ili...mun ito di ‘per m es s in o’
accordatomi dagli allievi di Firenze.
Ma avevo individuato, in accordo
con Giancarlo, la possibilità di assegnare
il corso ad uno dei miei più qualificati
allievi, l’allenatore Massimiliano Lullia,
che già aveva dato prova a Firenze della
capacità di ‘conduzione’ citata, e della
profonda considerazione del ruolo
peculiare che avrebbe rivestito di li a
poco.
Un esperienza cui nessuno è ‘Nato
imparato’ come si dice, e che sta
maturando insieme ai suoi allievi,
accompagnato dal sottoscritto,
dall’istruttore I.M.B.A. Paolo Savini,
titolare del corso di Muay Boran al
Fitness Planet di Empoli, altro satellite di
questa grande ‘famiglia’, e da Sanzio
Puccini, altro comprovato allenatore
della compagine toscana I.M.B.A. Il
tutto in un miracoloso equilibrio ed
entusiasta collaborazione di questo
gruppo di allievi del Valdarno che con il
loro impegno ripagano, oltre ogni più
rosea previsione, l’impegno preso.
‘SA
WA D E E
NAK
MUAY ’, !..in bocca al lupo
Massimiliano!!

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