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ARTIGIANATO
STUDIO NEI SETTORI
TESSILE-ABBIGLIAMENTO
CUOIO-CALZATURE
E OREFICERIA IN ROMANIA
P.O.R. CAMPANIA 2000/2006
FONDO FESR MISURA 6.5 AZIONE A1
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO
CASARTIGIANI
CONFEDERAZIONE AUTONOMA SINDACATI
ARTIGIANI
STUDIO NEI SETTORI
TESSILE-ABBIGLIAMENTO
CUOIO-CALZATURE
E OREFICERIA IN ROMANIA
edito dal
Centro Studi per l’Artigianato di CASARTIGIANI Napoli
Piazza Garibaldi n° 73 - 80142 Napoli
tel - fax 081.26.48.43 - 081.28.92.17
www.casartigiani.campania.it
in
CAMPANIA
ROMANIA
P.O.R. CAMPANIA 2000/2006
FONDO FESR MISURA 6.5 AZIONE A1
EUROPA BALCANICA
OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO
E DI CRESCITA
impaginazione e grafica
artemisiacomunicazione.com
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Saluto
on. Antonio Bassolino, Presidente Regione Campania
Saluto con grande piacere questa nuova iniziativa di
CASARTIGIANI, che offre un supporto davvero utile e
prezioso alle 24 imprese del settore tessile, dell’abbigliamento
ed accessori, selezionate per la prima missione
d’internazionalizzazione verso i Balcani. L’Artigianato
rappresenta una componente importante e decisiva del
sistema produttivo campano, forte di radici e tradizioni
antichissime. Un comparto che oggi si compone di una rete di
imprese di piccole dimensioni, sempre più impegnate a
coniugare l’alta qualità e la grande tradizione con la capacità di innovare e di cogliere
con il necessario dinamismo nuove opportunità di crescita. Globalizzazione,
internazionalizzazione, competitività, allargamento a nuovi mercati nazionali ed
internazionali hanno richiesto e richiedono una sempre maggiore capacità di
aggiornamento e di rinnovamento. Nuove competenze e nuove strategie diventano
necessarie per proseguire nello sviluppo di un settore ad alto tasso di concorrenza come
l’Artigianato. In questi anni la Regione Campania ha seguito questo percorso con
grande attenzione. Abbiamo investito consistenti risorse finanziarie per sostenere la
crescita del comparto, puntando sulla formazione, sull’innovazione e sulla promozione
del “Made in Campania” sul mercato italiano ed estero. Continueremo a guardare con
la massima attenzione ad un settore che, oltre ad esprimere le nostre tradizioni, la
nostra cultura e la nostra storia, è diventato una realtà produttiva sempre più
consolidata e determinante per lo sviluppo della nostra Regione e per un nuovo
protagonismo della Campania nel mondo.
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Prefazione
on. Andrea Cozzolino, Assessore alle Attività Produttive e all’Agricoltura della Regione Campania
L’apertura ai mercati internazionali è un fattore essenziale per
la crescita dell’economia della nostra regione. Potenziando le
politiche verso l’estero diamo possibilità alle imprese campane di
espandersi e di svilupparsi.
È chiaro che per allargare la gamma degli acquirenti del made
in Italy non si può puntare sul prezzo dei prodotti: da un lato,
bisogna esaltare le caratteristiche particolari della nostra tradizione,
la qualità e l’originalità del design, che ci contraddistinguono dai
Paesi concorrenti e che possono permettere alle nostre imprese di
essere competitive. Dall’altro, per evitare sprechi, risulta decisivo
saper scegliere i mercati su cui investire. La Romania, così come gli altri paesi dell’est
europeo, rappresenta in questo senso una scelta vincente: il suo imminente ingresso
nell’Unione Europea ne fa un interlocutore fondamentale per le nostre piccole e medie
imprese Artigiane campane. Alla luce di queste considerazioni il progetto organizzato da
CASARTIGIANI Napoli assume un’importanza decisiva: le 24 Pmi coinvolte dovranno
cogliere questa occasione per crescere e rafforzarsi. Ma a loro spetta anche il compito di
creare le basi per una solida presenza delle aziende della nostra regione nel Paese. Gli
Artigiani sono gli ambasciatori della nostra regione sui mercati internazionali. Espressione
più genuina della cultura campana, con le loro opere contribuiscono a rafforzare la nostra
identità ed a permetterne la diffusione in tutto il mondo.
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CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Prefazione
dott.. Luciano Luongo Presidente Casartigiani Napoli
Casartigiani Napoli ha inteso partecipare con entusiasmo alla
preziosa e singolare possibilità offerta dalla Regione Campania di
attivare un processo di internazionalizzazione in maniera diretta ed
autonoma, concorrendo al pubblico Bando di cui alla misura 6.5
del POR 2000/2006 fondi FESR Azione A1.
L’Associazione datoriale che ho l’onore di presiedere ha
accettato quindi l’invito rivoltole dalla Regione ad una sua
Responsabilizzazione sul tema dell’internazionalizzazione.
I nostri migliori dirigenti ed esperti supportati da un valido
staff di professionisti e di strutture correlate a Casartigiani, come il
prestigioso Centro Studi, hanno fatto si che il progetto da noi proposto, sulla difficile ma
interessante area balcanica, trovasse accoglimento da parte del nucleo di valutazione
regionale.
Consci del ruolo e della responsabilità attribuitaci, abbiamo da subito messo in campo
eccellenti risorse professionali ed imprenditoriali affinché l’Artigianato di qualità, migliore
espressione della nostra regione, trovi in Romania interessanti sbocchi di penetrazione
commerciale.
Il riconoscimento, infine, giuntoci dal Ministero delle Attività Produttive, che plaude
alla scelta del nostro investimento su un territorio prossimo all’ingresso in Europa, ci è di
sprono a dare il massimo impegno affinché fecondi rapporti tra l’imprenditoria campana e
quella romena trovi concreto consolidamento.
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in
CAMPANIA
ROMANIA
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OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO
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La Romania nell’area dell’Europa Orientale
Prof. FRANCESCO BALLETTA
Direttore del Dipartimento di Analisi dei processi economico-sociali, linguistici,
produttivi e territoriali dell’Università degli Studi Federico II di Napoli
Presidente del Centro Studi di Casartigiani Napoli
Gli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita politica ed economica della
Romania hanno avuto una influenza non solo sull’evoluzione dell’area dell’Europa
Orientale, ma su tutto il continente. Le caratteristiche geografiche, demografiche ed
economiche del paese hanno determinato la storia della regione. Geograficamente
la parte montuosa dello Stato non costituì un freno alle invasioni esterne dei popoli barbari, che condizionarono la crescita economica locale. La Romania non si
affaccia sul mare aperto, per cui vi è una limitazione nei trasporti e negli scambi
commerciali; limitazione che è compensata dalla presenza del fiume Danubio che
ha costituito una importante via di trasporto, specie per i prodotti necessari alla
industria pesante; è stata una rotta per le invasioni militari, per cui, nei secoli, la presenza del bacino fluviale ha influito sulla politica del paese. Ancora oggi il fiume
costituisce una importante via di collegamento con l’Ungheria, la Serbia, la
Moldavia e l’Ucraina, ma è anche una fonte per la produzione di energia elettrica e
per la fornitura di acqua necessaria all’agricoltura e alle industrie.
La vita civile della Romania ha risentito l’influenza di diverse civiltà, sicuramente di quella occidentale, ma anche di quella moscovita e ottomana. Solo con l’esperienza comunista, del periodo 1945 – 1989, la conseguenza della varietà della civiltà,
con culture e politiche spesso divergenti, furono attenuate. A questo unico vantaggio del collettivismo, tuttavia, si attuò uno statalismo voluto dalla Unione Sovietica,
incentrato sulla pianificazione e la burocratizzazione. Nonostante i mutamenti politici che si ebbero al governo del paese, a dominare furono sempre le direttive che
arrivavano da Mosca.
La politica collettivista fu diretta, in primo luogo, alla meccanizzazione dell’agricoltura. Ciò significò la nazionalizzazione delle terre con la scomparsa della modesta classe borghese, che si era formata nel periodo fra le due guerre mondiali, e la
costituzione di una folta schiera di operai che si trasferirono dalle campagne nelle
città industriali.
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Un altro pilastro della politica collettivista fu la creazione dell’industria pesante,
la cui crescita fu legata a piani per l’espansione della produzione energetica e della
metallurgia. I settori maggiormente coinvolti furono l’estrazione del carbone e la
produzione del ferro e dell’acciaio.
Una rivoluzione nella direzione del socialismo si ebbe sostituendo il mercato con
la pianificazione economica pubblica, che prevedeva, prevalentemente, la produzione di beni strumentali a danno della produzione agricola e dei beni di consumo.
Neanche nel settore dell’industria pesante si ebbero, comunque, i risultati sperati,
cioè delle produzioni capaci di tenere testa alla concorrenza dei paesi occidentali,
perché prevaleva la crescita quantitativa a scapito della qualità dei prodotti.
Preoccupati, principalmente, della piena occupazione della forza lavoro disponibile, le industrie producevano a costi elevati realizzando perdite consistenti, che
venivano ripianate con la finanza dello Stato. Il fallimento della piena occupazione,
i bassi salari pagati agli operai, la inefficienza del capitale investito e la difficoltà di
introdurre innovazioni tecniche capaci di fare crescere la produttività, assieme ad
altre ragioni di politica interna e internazionale, nel 1989, si ebbe la caduta del socialismo, simbolizzato con la caduta del muro di Berlino.
Le difficoltà in cui versava l’economia socialista, fin dagli anni Settanta, aprirono la strada alla introduzione, in Romania, dai paesi dell’Ovest europeo, prima solo
prodotti di largo consumo, di cui aveva gran bisogno la popolazione, poi macchinari ed alta tecnologia. Più tardi, negli anni Ottanta, sempre per soddisfare le richieste del mercato e per favorire le innovazioni tecniche, fu consentito l’arrivo dei primi
capitali stranieri, per cui sorsero diverse imprese private che si affiancarono alle
imprese di stato. Le difficoltà di pagare i nuovi prodotti, per l’assenza di un mercato libero, contribuirono al crollo del comunismo.
Caduto il muro di Berlino, in Romania, si ebbe una rapida diffusione del desiderio di libertà di pensiero, libertà politica e libertà economica. Ma la transizione dal
vecchio regime economico autoritario centralizzato ad un sistema basato sul mercato non fu facile. Né fu facile la creazione di istituzioni democratiche e liberali
accompagnate alla integrazione nella Unione Europea. L’improvvisa apertura dei
mercati trovò impreparata la popolazione, che non aveva i concetti basilari dell’economia capitalistica – l’impresa, la società, la concorrenza, il marketing, ecc., per conseguenza, nei primi anni successivi alla caduta del muro, l’economia, fu in crisi,
accompagnata dalla crisi politica, dallo scontento e dalla disillusione. Nel periodo
della transizione, fu necessario eliminare le grandi industrie del collettivismo, produttrici di beni di qualità scadenti e troppo costosi per sostenere la concorrenza
prima europea e poi mondiale. Con la chiusura delle grandi imprese, diverse
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migliaia di lavoratori furono licenziati, senza avere la possibilità di nuova occupazione. Solo quando i più coraggiosi cominciarono ad aprire nuove imprese e quando
arrivarono gli investimenti stranieri cominciò la ripresa dell’economia.
Nell’ambito del processo di globalizzazione, la riduzione di molte barriere territoriali e doganali, l’affermarsi di nuove tecnologie, la standardizzazione nei processi
produttivi, l’incremento dei commerci e la riduzione dei costi di trasporto, hanno
accresciuto la concorrenza internazionale. Molte aziende, che in passato avevano
conquistato larghe fette di mercato stabile all’interno del proprio Paese, devono oggi
confrontarsi con nuove realtà imprenditoriali in grado di offrire beni e servizi a costi
di gran lunga inferiori. È crescente, quindi, l’esigenza di riorganizzare le strutture
aziendali, per cercare di mantenere o ampliare la quota di mercato acquisita.
Si sente parlare sempre più spesso del fenomeno di “internazionalizzazione” delle
imprese, inteso come processo tendente all’individuazione di sentieri di crescita nei
mercati esteri, mediante rapporti di collaborazione-cooperazione continuativi tra
aziende di diversi paesi. Le tappe da seguire sono: condurre un’analisi sulle motivazioni che inducono l’azienda ad avviare un processo di sviluppo all’estero e avere la
disponibilità di risorse finanziare, tecniche e umane al fine di poterlo sostenere. Una
volta individuato il paese di riferimento, l’obiettivo dovrebbe essere quello di stabilire quali siano i potenziali acquirenti del prodotto che si vuole lanciare sul mercato. Sulla base delle capacità di investimento degli imprenditori interessati, bisogna
poi stabilire la strategia d’ingresso da perseguire. Si può procedere mediante l’apertura di una rappresentanza commerciale per l’importazione e distribuzione di un
determinato bene, mediante la stipula di accordi di collaborazione commerciale tra
imprese locali ed estere, con l’apertura di show rooms insieme ad altre aziende
(magari della stessa filiera), oppure ci si può rivolgere ad aziende operanti nel mercato obiettivo e che sarebbero disposte ad distribuire anche altri prodotti.
Un forte processo di integrazione si è avuto tra i paesi industrializzati aderenti
all’Unione Europea e quelli emergenti dell’Est europeo: tra questi spicca la
Romania, con una quota che tocca il 65% del commercio complessivo. A seguito
della decisione di avviare i trattati di adesione della Romania all’UE, e che prevede
il suo ingresso per il 2007, questa percentuale è in continua crescita.
Il settore tessile-abbigliamento, attivo già prima del 1989, è dotato di grande
flessibilità, richiede scarsi capitali per la modernizzazione e conta un crescente
numero di aziende. Essendosi adattato al nuovo sistema economico politico, ha
fatto da traino al trend positivo di crescita rumeno.
Nel settore delle calzature, subito dopo il 1989, si è registrata una battuta d’arresto a causa della sempre maggiore concorrenza delle industrie straniere dotate di
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tecnologie più moderne, assieme al crollo della domanda interna e al venir meno del
principale mercato di sbocco cioè i paesi dell’ex Unione Sovietica. E’ stato necessario procedere alla ristrutturazione industriale, al fine di sostituire tecnologie e attrezzature obsolete per adeguarsi agli standard mondiali. Si è anche assistito ad un
aumento delle importazioni di materie prime dall’estero per la produzione di articoli di qualità migliore e all’eliminazione delle tasse doganali per i prodotti di cuoicalzature a partire dal 1997. Questi elementi hanno consentito alla Romania di registrare un trend positivo della crescita economica e di guadagnare un importante segmento di mercato nell’ambito dei paesi europei ed extra-europei (tra i paesi
dell’Europa dell’est, la Romania si colloca al primo posto).
Dopo la crisi del 1997, e in particolare a partire dal 2003, i principali indicatori economici per la Romania hanno mostrato un’economia in continua crescita e le
previsioni sono ancora migliori in conseguenza dell’aumento dei consumi e degli
investimenti (il timore era che i consumi sarebbero cresciuti in maniera più che proporzionale rispetto agli investimenti, cosa che invece non è avvenuta).
Le difficoltà dell’economia rumena, dopo la caduta del muro, durarono circa un
decennio, cioè fino al 1999, poi cominciò la crescita del PIL, che, nel 2001, si avvicinò al 6 per cento e, nel successivo triennio, si mantenne sempre molto alto, cioè
intorno al 5 per cento. Per il quinquennio 2005 – 2010 si prevedono tassi di crescita del PIL superiori al 6 per cento, cioè maggiore della media dei paesi dell’Unione
Europea. Negli investimenti in aziende private e pubbliche, nel 2005, la crescita fu
superiore al 10 per cento; per il successivo quinquennio fu previsto il mantenimento di un tasso fra il 7 e l’8 per cento. Alla crescita del PIL contribuì l’agricoltura con
saggi del 3 per cento, il settore industriale con saggi quasi doppi e i servizi con saggi
del 7 – 8 per cento. Elevata fu prevista la crescita dei consumi interni, mentre difficile fu l’esportazione di prodotti all’estero.
Si è assistito al fenomeno delle privatizzazioni di imprese statali e della creazione
di nuove società a capitale privato: la maggior parte del commercio romeno proviene dal traffico di perfezionamento passivo, consistente nell’esportazione di materie
prime o semilavorati in paesi a basso costo del lavoro, che si occupano di alcune fasi
della lavorazione, per poi riesportare i prodotti ad uno stadio di lavorazione più
compiuto o finale. Questo processo garantisce commesse da parte dei paesi dell’UE
(in particolare dell’Italia); lo svantaggio è che il produttore rumeno non ha realizzato nel tempo un proprio marchio e quindi, a seguito di un eventuale aumento del
costo della manodopera, gli investitori stranieri potrebbero rivolgersi ad altri committenti. Grande importanza ha assunto questo tipo di commercio nei settori tessile e abbigliamento.
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Si possono individuare diversi tipi di aziende operanti sul mercato:
- aziende che operano da oltre 100 anni nei settori tradizionali, ma che investono
comunque in modernizzazione e riteconologizzazione e che, grazie al loro rapporto
qualità-prezzo, hanno conquistato una larga fetta nel mercato delle export. Pur essendo organizzate principalmente sulla base del sistema lohn - lavorazione per conto
terzi - , sono riuscite a far crescere produzioni proprie;
- aziende che investono in spazi di produzione moderni (a totale capitale rumeno, a
capitale misto o a totale capitale straniero) che una volta acquisita una posizione forte
nell’ambito del mercato locale, prevedono di conquistare nuovi mercati e attuare una
graduale transizione da un sistema al 100% lohn ad un sistema con una organizzazione propria;
- piccole imprese che tenderanno a scomparire dal mercato.
La Romania è un paese caratterizzato da un deficit della bilancia commerciale:
nel 2005, le importazioni hanno superato le esportazioni di circa 7 punti percentuali. Tra i principali prodotti esportati si collocano, al primo posto, gli articoli di abbigliamento/materiali tessili (con il 23%) e al sesto posto le calzature con una quota
del 6%. I principali destinatari delle export romene sono i paesi UE, tra i quali al
primo posto si colloca l’Italia con una quota del 19,42%.
L’Italia detiene il primato nel valore totale degli scambi commerciali con la
Romania: anche per quanto riguarda le importazioni, infatti, si colloca tra i principali partner commerciali romeni (15,6%). Nel settore tessile/abbigliamento/calzature, occupa il terzo posto.
Gli investimenti diretti esteri sono aumentati in maniera consistente e l’Italia si
colloca al quinto posto. La presenza degli investitori italiani è diffusa su tutto il territorio romeno, con la tendenza a concentrarsi nelle contee del Nord Ovest del
paese: questo soprattutto grazie ad infrastrutture adeguate e alla manodopera specializzata e a basso costo. Anche se c’è la predisposizione alla creazione di grandi
società e diffusissimi sono gli accordi con produttori locali per la fornitura o l’assemblaggio di macchine o beni strumentali, i settori economici prevalenti restano quelli tradizionali (tessile abbigliamento calzature).
Nel quadro del futuro sviluppo economico della Romania trovano grande spazio gli investimenti stranieri nel settore industriale e maggiormente artigianale.
L’Italia, che è già presente sul territorio, può ulteriormente rafforzare la sua presenza con altre imprese, forti dell’esperienza della produzione di alta qualità, capaci di
sostenere la concorrenza in un mercato sempre più globalizzato.
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Indice
1. Quadro di base del paese e presentazione
dei settori tessile/abbigliamento e cuoio/calzature
pag. 15
2. Analisi di mercato
pag. 59
3. Caratterisiche dell’Offerta
pag. 74
4. Sisterma distributivo
pag. 86
5. Strategie di ingresso sul mercato
pag. 102
6. Focus sul sttore orafo
pag. 107
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TESSILE-ABBIGLIAMENTO
E CUOIO-CALZATURE
IN ROMANIA
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1. Quadro di base del paese e presentazione dei settori
tessile/abbigliamento e cuoio/calzature
1.1
Informazioni generali sul Paese
SUDDIVISIONE AMMINISTRATIVA DELLA ROMANIA
Popolazione
Abitanti:
21.624.000 (Fine 2005)
Popolazione urbana: 55%
Gruppi etnici:
Romeni 89,5%, Ungheresi 6,6%, Tedeschi 0,3%, rom e
altri 3,6%
Lingue:
Romeno (lingua ufficiale), ungherese, tedesco, rom.
Religione:
Cristiano/ortodossa 87%, protestante 6,8%,cattolica
5,6%.
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Geografia
Superficie:
Posizione:
Paesi confinanti:
Topografia:
Fiumi:
Capitale:
Ordinamento
Forma istituzionale:
Capo dello Stato:
Capo del Governo:
Divisione amm.:
Trasporti
Rete ferroviaria:
Trasporti aerei:
Porti principali:
237.500 kmq. (totale); 230.340 (escluse le acque interne).
La Romania è situata nell’Europa Sud - Orientale, a Nord
della Penisola Balcanica, sul Danubio inferiore, in riva al Mar
Nero ed intorno all’arco dei monti Carpazi.
A est Moldavia e Ucraina, a nord Ucraina, a ovest Ungheria,
Serbia e Montenegro, a sud Bulgaria
I monti Carpazi circondano l’altopiano centro/settentrionale
della Transilvania; vaste pianure a sud e est delle montagne:
pianura 36%, colli ed altipiani 33%, montagna 31%
Molti fiumi sgorgano dai Carpazi e sfociano direttamente nel
Danubio o nei suoi affluenti. Il Danubio attraversa 1.075 km
del territorio del paese e sfocia nel Mar Nero, al confine
orientale, con un Delta di 5.050 kmq (il più grande
dell’Europa), di cui 4.340 kmq sul territorio della Romania.
Altri grandi fiumi sono: Mures, Prut, Olt, Siret, Arges; dei
3500 laghi, solo 300 oltrepassano 1 kmq.
Bucarest, oltre 2.000.000 abitanti
Repubblica
Presidente Traian Basescu, in carica dal 12.12.2004.
Primo ministro Calin Popescu Taricianu, in carica dal
29.12.2004.
41 contee (Judet), 1 municipalità (Bucarest).
11.382 km
11 aeroporti internazionali e 16 aeroporti per il trasporto
interno. Attualmente sono in fase di ristrutturazione diversi
aeroporti.
Costanza (Mar Nero), Braila (Danubio).
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Va ricordato che la Romania è situata sulla giunzione di tre futuri corridoi europei
del trasporto:
Corridoio 4: Berlino-Praga-Budapest-Arad-Bucarest-Costanza-Istambul/Salonicco
(autoveicoli e ferrovia);
Corridoio 7: Costanza-Basarabi-Danubio-Reno (corridoio fluviale);
Corridoio 9 (in progetto): Helsinki-Mosca/Kiev-Odessa-Bucarest/CostanzaAlessandria (autoveicoli e ferrovia).
Date significative per il Paese
1859:
La Romania assume la sua attuale denominazione con l’unificazione
delle grandi province della Valachia-Muntenia e Oltenia con la
Moldavia e parte della Bucovina e Dobrogea.
1918:
con l’annessione della Transilvania, del Banat Crisana e di Maramures
si definisce la mappa attuale del paese
la Bessarabia e la Bucovina settentrionale sono cedute all’URSS, la
1940:
Dobrogia meridionale alla Bulgaria e la Transilvania settentrionale
all’Ungheria.
1941:
durante la seconda guerra mondiale, la Romania, guidata dal maresciallo Ion Antonescu, appoggia militarmente la Germania contro
l’Unione Sovietica.
1944:
Ion Antonescu è spodestato da re Michele I. Il Paese si unisce agli
alleati.
1947:
dopo l’occupazione sovietica, il 30 dicembre è proclamata la
Repubblica Popolare. Il re è costretto ad abdicare.
1965:
il 22 agosto, con l’approvazione della nuova costituzione, la Romania
diventa Repubblica Socialista. Il presidente Nicolae Ceausescu porta
avanti una politica repressiva fondando una dittatura personale.
Industrie e cooperative agricole vengono statalizzate.
1989:
il 16 dicembre le forze speciali sparano sulla folla durante una manifestazione antigovernativa a Timisoara. Centinaia di manifestanti
rimangono seriamente feriti. Manifestazioni di protesta si verificano
anche in altre città e Ceausescu proclama lo stato di emergenza. Il 21
dicembre a Bucarest forze speciali sparano ancora sulla folla. L’esercito
si unisce alla popolazione in rivolta. Nasce il Consiglio di Salvezza
Nazionale che annuncia di voler porre termine alla dittatura di
Ceausescu. È la guerra civile. Il dittatore e sua moglie vengono arrestati e accusati formalmente di genocidio.
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1991:
1996:
la nuova costituzione introduce il sistema del multipartitismo.
molte industrie romene vengono privatizzate. I postcomunisti perdono le elezioni.
2003:
il governo si schiera dalla parte degli Stati Uniti nella guerra contro
l’Iraq. Viene approvata la nuova costituzione.
2004:
la Romania entra nella NATO.
2005:
Sottoscrizione del Trattato di adesione all’Unione Europea per l’ingresso della Romania nel 2007.
2007:
E’ previsto l’ingresso della Romania nell’Unione Europea
2011-2014: Dovrebbe essere adotta come moneta l’Euro.
1.2
Maggiori centri urbani
La capitale, Bucarest, con i 1.929.615 abitanti è anche la principale città del Paese.
Altri centri urbani importanti, con oltre 150.000 abitanti, sono:
Tabella 1.1 - Classifica delle principali città romene per numero di abitanti
CITTÀ
NR. DI ABITANTI
Iafli
Costanza
Timisoara
Craiova
Gala?i
Cluj Napoca
Brasov
Ploieflti
Br?ila
Oradea
Bac?u
Pitesti
Arad
Sibiu
313.444
309.965
308.019
300.843
300.211
294.906
286.371
236.724
221.369
208.805
183.484
173.739
171.330
156.092
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Secondo gli analisti dell’Economist Intelligence Unit (EIU), Bucarest è salita di
14 posti nella graduatoria delle città più care, attestandosi al 95° posto nella più
recente classifica delle capitali del mondo in funzione del costo della vita.
Nel mese di febbraio 2006 Capital, prestigioso settimanale economico romeno,
ha pubblicato uno studio sul costo della vita nelle principali città della Romania,
oltre Bucarest. La classifica è stata realizzata tenendo conto dei parametri di costo di
23 prodotti e servizi (alimentari, bevande, trasporti pubblici, parcheggi, case e terreni, tasse locali, biglietti di cinema, ristoranti etc.)
In generale, la classifica dimostra un collegamento stretto tra il livello dei costi e
lo standard di vita nelle varie città romene.
E’ emerso che tra le maggiori 15 città romene, le più care sono: Cluj Napoca,
Costanza, Arad e Ploiesti, mentre alla fine della classifica si trovano città come Iasi,
Pitesti, Craiova, Braila e Galati.
Secondo Capital, questo si deve al fatto che le prime in classifica godono di una
favorevole posizione geografica. Cluj, Arad, Timisoara, infatti, si trovano vicino alla
frontiera con l’UE, Ploiesti è a meno di 50 Km da Bucarest e Costanza è il porto
principale sul Mar Nero e centro turistico balneare.
E’ sorprendente il dato secondo cui se la capitale fosse inserita nella classifica,
entrerebbe solo al secondo posto, dopo la città più cara in assoluto, Cluj Napoca.
Prendendo poi in esame altri parametri, quali: il costo della forza di lavoro, il
tasso di disoccupazione, il grado di istruzione della popolazione attiva, l’esistenza di
aree industriali e il loro numero, la qualità delle infrastrutture di trasporto, la facilità di accesso alle utenze pubbliche, la distanza dai confini con l’Unione Europea,
il prezzo dei terreni e degli affitti, il grado di percezione della corruzione ed il tasso
della criminalità, la rivista Capital ha poi stilato una classifica relativamente alle aree
di maggior interesse per gli investimenti. E’ emersa una graduatoria, creata attribuendo ad ogni area un punteggio da 1 a 5 stelle, con i seguenti risultati:
• Province a cinque stelle, ideali per gli affari: Cluj, Brasov, Caras-Severin;
• Province a quattro stelle, interessanti e attrattive: Bihor, Salaj, Alba, Sibiu,
Harghita, Prahova, Ialomita, Giurgiu, Arges;
• Province a tre stelle, dove si può investire ma con cautela: Iasi, Maramures, Mures,
Arad, Timis, Hunedoara, Valcea, Olt, Teleorman, Braila, Calarasi, Bucuresti, Ilfov;
• Province di due stelle, aree che possono presentare notevoli ostacoli e difficoltà:
Botosani, Suceava, Neamt, Bistrita-Nasaud, Vaslui, Covasna, Galati, Buzau,
Tulcea, Costanza, Gorj, Mehedinti, Dolj, Dambovita;
• Province ad una sola stella, al momento, da evitare: Vrancea, Bacau, Satu-Mare.
19
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
I punti di forza delle province con maggiore attrattività, sono rappresentati in
particolare dalla presenza di buone infrastrutture di collegamento con i paesi
dell’UE e la disponibilità di personale qualificato. La presenza degli investitori stranieri, però, ha avuto come effetto collaterale l’aumento dei prezzi.
Le province situate in fondo alla classifica si trovano lontano dai principali assi
di trasporto, e sono caratterizzate da uno sviluppo economico meno forte.
1.3
Principali indicatori economici
Dopo il periodo di forte recessione che la Romania ha attraversato dal 1997 al
1999, il PIL ha cominciato a registrare un trend positivo a partire dal 2000, soprattutto grazie alla decisione del Consiglio Europeo riunitosi ad Helsinki alla fine del
1999 di avviare i negoziati per l’adesione della Romania all'Unione. Nel 2000 la
Romania ha, quindi, registrato il suo primo aumento del PIL pari al 2,1 % mentre
nel 2001 si è raggiunto il 5,7% (uno dei più alti in Europa) in virtù dell’aumento
degli investimenti e dell’incremento dei consumi. Tale trend in crescita rappresenta
un dato tangibile di un orientamento verso segni di ripresa e di ristrutturazione, che
ha consentito il raggiungimento di molteplici risultati: la riduzione del deficit di
bilancio, il rilancio delle esportazioni, la disponibilità e piena collaborazione con il
Fondo Monetario Internazionale.
Grafico 1.1 - Andamento del PIL nel periodo 1999-2003
20
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
A partire dal 2003, gli indicatori macroeconomici principali mostrano un’economia in continua crescita, si evidenzia, infatti, un consistente tasso di crescita dei
consumi, in particolare nel settore privato. Secondo le previsioni, il buon andamento del PIL e la continua crescita dei consumi, si manterranno costanti fino al 2009
anche se l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) rileva che tale dato è preoccupante, per un Paese come la Romania, dove è fondamentale l’ammodernamento tecnologico, e non si può quindi ipotizzare una crescita economica alimentata solo dalla
domanda interna e non stimolata dagli investimenti.
Grafico 1.2 – Tasso di crescita del PIL (2003-2009)
Tabella 1.2 – Evoluzione dei principali indicatori economici
21
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Secondo il principale quotidiano economico locale, Ziarul Financiar, il bilancio
2005 dell'economia romena, nonostante le numerose e gravi difficoltà affrontate dal
Paese, è stato positivo. Gli analisti considerano il risultato di circa 80 miliardi di euro
(281,2 miliardi di lei) raggiunto dal PIL nel 2005 abbastanza soddisfacente, anche
se la crescita economica è stata solo del 4,1%, circa la metà rispetto al 2004 (8,4%).
Il crollo dell'agricoltura, a causa delle alluvioni e la crescita modesta dell'industria, ha frenato il ritmo spedito dell'economia romena, salva grazie agli ottimi risultati ottenuti nei settori dei servizi e delle costruzioni. Il contributo al PIL dell'agricoltura è passato da una quota del 13% nel 2004 al 9% nel 2005, mentre la crescita dell'industria ha fatto registrare appena la metà del ritmo medio del periodo
2000-2004, incidendo sulla formazione del PIL per una quota del 25%. Il mercato
delle costruzioni, invece, ha rispettato il trend ascendente intrapreso negli anni precedenti, registrando una crescita del 10% e portando la propria quota sull'economia
al 6,5%. Allo stesso tempo, i servizi hanno assicurato nel 2005 una buona parte
della crescita economica, rappresentando un peso del 49% sul PIL. Anche gli inve22
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
stimenti sono riusciti a fine anno a superare l'accelerazione dei consumi che tanto
ha preoccupato le autorità romene. Nell'ultimo trimestre, infatti, la formazione
lorda di capitale ha raggiunto una crescita del 21%, mentre i consumi hanno rallentato, passando dal quasi 12% nel primo trimestre al 6,4% nel quarto trimestre, attestandosi a un livello annuo dell'8,5%.
Per quanto concerne il livello di inflazione, il dato del 2005, seppure inferiore al
2004 (9,3%), è pari all’8,6 % superando le previsioni stimate dal Governo (6,5%)
a inizio anno ed anche al target fissato dalla Banca Centrale inizialmente al 7% e
poi, rivisto al 7,5%.
Grafico 1.3 - Andamento percentuale dell’inflazione
(Fonte: Ice – Istituto per il Commercio Estero –Romania Congiuntura Economica Anno 2005)
Per fronteggiare l’inflazione e far fronte alle esigenze di stabilizzazione monetaria,
la Banca Centrale ha sostituito la moneta romena, il Leu, con il Leu pesante, ottenuto applicando un divisore pari a 10.000. Nella nuova moneta, entrata in vigore il
1° Luglio 2005, 1 Leu è pari a 100 Bani. Il passaggio alla nuova moneta prevede
delle fasi di adattamento, che sono state sintetizzate nella tabella seguente.
Tabella 1.3 – Fasi di adattamento al Leu pesante
01.03.2005 – 30.06.2006
01.07.2005 – 31.12.2006
01.01.2007
01.01.2007 – 31.12.2009
Doppia affissione dei prezzi
Circolazione simultanea delle due monete
Fine della circolazione della vecchia moneta
Cambio delle vecchie monete
(presso le succursali BNR e altri istituti di credito)
23
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Il Leu pesante verrà registrato con un codice internazionale diverso, passando
dall’attuale Rol (Romanian Leu) al futuro Ron (Romanian New).
In riferimento all’evoluzione del cambio, negli ultimi due anni (2005-2006), il
cambio ufficiale ha registrato le seguenti medie rispetto all’euro:
Media annuale 2005 1 euro = 3,58 RON
Media mensile gennaio 2006 1 euro = 3,64 RON
Tabella 1.4 - Andamento del tasso di cambio
Relativamente al tasso di disoccupazione, come si può notare dal grafico seguente,
è in costante diminuzione dal 2003 e si prevede un’ulteriore riduzione fino al 2009.
Le regioni con un minore tasso di disoccupazione sono Bucarest (3.2%), Bihor
(3,1%), Timis (4%), Arad (5%), Ilfov (5,4%) e Vrancea (5,7%).
Grafico 1.4 – Andamento del tasso disoccupazione
24
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
In riferimento alla Bilancia Commerciale, lo scambio di beni e servizi con i mercati esteri ha fatto registrare nel 2005, un deficit commerciale pari a 10.250 milioni di
euro, dato che le importazioni pari a 32.150 milioni di euro (+22,3%) hanno superato le esportazioni pari invece a 21.900 milioni di euro (+15,7%).
Tabella 1.5 – Andamento della Bilancia Commerciale
Grafico 1.5 – Variazione percentuale della Bilancia Commerciale
25
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Tra i principali prodotti esportati, si confermano sei grandi gruppi di merci, di
seguito elencati:
Tabella 1.6 – Esportazioni FOB: periodo 1 gennaio - 30 novembre 2005
Grafico 1.6 - Tipologie di merci esportate in percentuale
26
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I principali mercati destinatari delle esportazioni romene sono stati essenzialmente quelli dei Paesi UE. Il valore delle esportazioni è, infatti, aumentato a fine
2005 del 9,4%, con una quota esportativa pari al 68,2% del totale. Più in particolare, sono da citare: l’Italia, la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, l’Ungheria,
l’Austria, l’Olanda, la Spagna e la Grecia, ma anche altri mercati rilevanti quali:. la
Turchia, gli Stati Uniti, la Bulgaria.
Grafico 1.7 – Principali partners commerciali per l’export
Nel 2005, anche le importazioni mantengono alti livelli di crescita, e si concentrano in particolare su sei categorie di merci che rappresentano il 75,7% del
totale (cfr. tabella).
Tabella 1.7 – Importazioni CIF: periodo 1 gennaio - 30 novembre 2005
27
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Grafico 1.8 - Tipologie di merci importate in percentuale
Ancora una volta la quota più alta in percentuale è quella proveniente dai 25
Paesi UE, pari al 9,2%, equivalente al 62,6% del totale delle importazioni .
Paesi come l’Italia, la Germania, la Russia, la Francia, la Turchia, la Cina,
l’Austria, l’Ungheria, il Kazakhstan, la Polonia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti
sono i principali partner rappresentando il 72,3% sul totale delle importazioni.
Grafico 1.9 - Principali partners commerciali per l’import
28
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Grafico 1.10 - Principali partners commerciali per l’import
Per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri nel periodo gennaio-novembre
2005, sono aumentati del 43,8% rispetto allo stesso periodo del 2004.
Grafico 1.11 - Andamento degli IDE nel periodo 1997-2004
29
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Nei primi 11 mesi del 2005, inoltre, il numero delle società commerciali registrate è aumentato del 17,6% rispetto al livello dello stesso periodo del 2004.
Grafico 1.12 - Numero delle società commerciali registrate
Grafico 1.13 - Valore del capitale sociale sottoscritto *
* I dati includono le sottoscrizioni di capitale delle nuove società commerciali registrate, alle quali si aggiunge l’incremento di capitale delle società esistenti si sottrae il capitale sociale sottoscritto dalle società commerciali cancellate dal registro del commercio nello stesso periodo.
30
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Nella classifica dei paesi di provenienza degli investimenti esteri diretti, ai
primi posti si trovano: Austria (15,3%), Olanda (14,3%), Francia (9,8%),
Germania (8,7%), Italia (6,1%), Stati Uniti (5,3%).
Tabella 1.8 - Investimenti diretti netti per paese di provenienza (migliaia Euro)
Fonte: Ufficio Nazionale del Registro del Commercio – sintesi statistica al 30 settembre 2005
Alla fine del 2005, presso le Agenzie di Sviluppo Regionale sono stati registrati 445 progetti d’investimento il cui valore ha superato i 5 miliardi di dollari, di cui la partecipazione straniera rappresenta 3.618 milioni di dollari, cioè il 70,23% del totale generale.
I principali settori che hanno attratto investimenti sono:
– le telecomunicazioni: 50 progetti per un valore complessivo di 1.162 milioni di
dollari (22,56% del totale investito)
– l’industria del legno, cellulosa e carta: 20 progetti per un valore complessivo di
652 milioni di dollari (12,67% del totale),
– i servizi: 57 progetti per un valore complessivo di 613 milioni di dollari (11,90%
del totale),
– il commercio: 76 progetti per un valore complessivo di 476 milioni di dollari
(9,24% del totale),
– l’industria energetica: 21 progetti per un valore complessivo di 431 milioni di
dollari (8,37% del totale),
– la meccanica strumentale: 35 progetti per un valore complessivo di 401 milioni
di dollari (7,80% del totale),
– le costruzioni ed i materiali da costruzione: 35 progetti per un valore complessivo di 265 milioni di dollari (5,15% del totale),
– l’industria metallurgica: 16 progetti per un valore complessivo di 209 milioni di
dollari (4,06% del totale),
31
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
– l’industria elettronica ed elettrotecnica: 14 progetti per un valore complessivo di
207 milioni di dollari (4,03% del totale).
Relativamente alla collocazione geografica risulta che gli investimenti più numerosi investimenti sono stati realizzati nella:
• Regione di Sviluppo Bucarest-Ilfov - 246 progetti, per un valore complessivo di
3.141 milioni di dollari, pari cioè al 60,98% degli investimenti totali (di cui
investimenti stranieri per 2.275 milioni di dollari, pari cioè al 44,18%),
• Regione di Sviluppo - Centro (contee di Alba, Brasov, Covasna, Harghita,
Mures, Sibiu,) - 75 progetti per un valore complessivo di 749 milioni di dollari,
pari cioè al 14,54% del totale (di cui investimenti stranieri per 452 milioni di
dollari cioè l’8,78% del totale generale)
• Regione di Sviluppo - Sud-Muntenia (contee di Arges, Calarasi, Dambovita,
Giurgiu, Ialomita, Prahova, Teleorman) - 34 progetti, per un valore complessivo di 488 milioni di dollari, pari cioè al 9,48% del totale (di cui investimenti
stranieri per 368 milioni di dollari, cioè il 7,15% del totale generale).
Per il 2006, il valore degli investimenti stranieri diretti registrati nel mese di gennaio
è aumentato del 199% rispetto a gennaio 2005, con un volume di 699 milioni di
euro. Lo mostrano i dati provvisori elaborati dalla Banca Nazionale della Romania
e pubblicati dall’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS). Nel mese di
gennaio 2005, la Romania aveva attratto investimenti stranieri diretti per 234 milioni di euro. La crescita è dovuta soprattutto agli investitori che operano già in
Romania e che hanno deciso di potenziare i loro investimenti. Quindi, secondo
l’ARIS, la più importante componente degli investimenti stranieri diretti è rappresentata dai prestiti che le compagnie straniere hanno concesso alle loro strutture
operanti in Romania. Tale componente ha rappresentato nel mese di gennaio 2006,
circa 384 milioni di euro (55% del volume totale degli investimenti). L’utile reinvestito dalle compagnie straniere ha totalizzato 178 milioni di euro (25% del totale),
mentre le partecipazioni al capitale sono ammontate a 137 milioni di euro (20% del
totale). Sempre a gennaio 2006, secondo l’Ufficio Nazionale del Registro del
Commercio, sono state registrate 881 nuove compagnie, ed il capitale sociale sottoscritto nelle società con partecipazione straniera è stato di 105,6 milioni di euro
(+26% rispetto a gennaio 2005).
Per il 2006, le autorità prevedono un tetto d’investimenti stranieri diretti di 6,2
miliardi di euro. Tale dato, se confermato, rappresenterebbe il valore più alto degli
ultimi 16 anni e risulterebbe sia da investimenti greenfield che della Banca
Commerciale Romena, che da sola porterà circa 2,2 miliardi di euro.
32
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
1.4
Relazioni economiche con l’Italia
Secondo i dati ufficiali del 30 novembre 2005, l’Italia occupa il quinto posto
nella classifica degli investitori stranieri in Romania, con 15.528 imprese iscritte al
Registro del Commercio romeno e 757,72 milioni di euro come capitale investito.
Sempre alla stessa data, l’Italia si posiziona al primo posto nel volume totale degli
scambi commerciali con la Romania, con un saldo di 685,82 milioni di euro e con
una quota del 15,60% (4592,78 milioni di euro) nelle importazioni e con il
19,42% (3967,96 milioni di euro) nelle esportazioni.
In riferimento alle tipologie di merci dell’import-export si confermano quelle
tradizionali, così come riportate nella tabella seguente:
Tabella 1.9 – Import-export con l’Italia per tipologia di merci (2005)
Sotto il particolare profilo dell’impiego della manodopera romena, l’Italia può
essere considerata il primo investitore in questo Paese, infatti, nonostante molte
imprese italiane presenti siano di piccole dimensioni, esistono realtà imprenditoria33
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
li notevoli che hanno trasferito in Romania considerevoli investimenti finanziari e
tecnologici, con una ricaduta in termini occupazionali di oltre 500 mila posti di
lavoro creati tra impiego diretto e indotto.
La presenza italiana è generalmente diffusa su tutto il territorio romeno, anche
se nel corso dell’ultimo decennio ha manifestato la tendenza a concentrarsi in alcune aree geografiche. Tra queste, le contee del Nord-Ovest e, in particolare, nella provincia di Timisoara dove si è riprodotto un vero e proprio distretto industriale italiano, in parte imputabile alla prossimità geografica del distretto di Timis alle regioni nord-orientali dell’Italia, da dove proviene la maggioranza degli investitori; in
parte alla presenza di adeguate infrastrutture di trasporto e all’esistenza in loco di
manodopera capace e dal costo contenuto.
Gli investimenti italiani in Romania si sono inizialmente concentrati nei settori
labor intensive (manifatturiero) sviluppando pratiche organizzative della produzione quali la lavorazione "per conto" (sistema "lohn") di materie prime o semilavorati provenienti dall’Italia.
Più recentemente, invece, si è assistito ad un’evoluzione della presenza imprenditoriale italiana in Romania, con l’affermarsi di joint venture o contratti con produttori locali per la fornitura e l’assemblaggio di parti di macchine o di beni strumentali.
Per quanto concerne i settori economici prevalenti, accanto a quelli tradizionali
(tessile/abbigliamento/calzaturiero) si registrano di particolare interesse per gli investitori italiani il settore turistico, grazie al potenziale paesaggistico del paese (monumenti, musei, litorale marino, località balneo-climatiche, caccia e pesca sportiva); il
settore dell’informatica e delle telecomunicazioni, il settore delle costruzioni, il settore immobiliare, quello delle assicurazione e quello delle infrastrutture e dei trasporti, settore per cui il Governo romeno ha elaborato una strategia a medio-lungo
termine (dieci anni) nella quale sono previsti l’ammodernamento e lo sviluppo del
sistema ferroviario e stradale nonché la realizzazione di due corridoi di trasporto
autostradale.
Gli imprenditori italiani mostrano un crescente interesse anche per il settore
agro-industriale, stanno, infatti, acquisendo o prendendo in affitto ampi appezzamenti per coltivazioni o per allevamento. Infine, particolare interesse riveste anche
il settore degli investimenti nel campo della protezione e della tutela ambientale
La presenza italiana in Romania si è da ultimo arricchita anche di un maggiore
apporto di investitori istituzionali. Nel corso degli ultimi anni le nostre banche
hanno mostrato crescenti segni di interesse per il mercato romeno, anche per
accompagnare l’azione delle numerosissime aziende italiane che qui operano.
34
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Alcune tra le più importanti banche italiane hanno delle filiali in Romania ((Banca
di Roma, Gruppo Veneto Banca) o hanno acquisito banche locali (Unicredito ha
acquisto la turca Demirbank trasformandola in Unicredit Romania, la San Paolo
IMI ha acquistato il 97% della West Bank trasformandola in San Paolo IMI Bank
Romania, il gruppo di società italiane IMM Manufatti Maglierie controlla il pacchetto maggioritario della Daewoo Bank Romania e la Banca Popolare di Vicenza
ha il 5% della filiale romena dell’austriaca Volksbanken A.G.).
Tabella 1.10 - Elenco delle principali società italiane in Romania
35
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
1.5
Presentazione generale dei settori tessile-abbigliamento e cuoio-calzature
Con il passaggio all’economia di mercato, dopo il 1989, l’industria romena subisce un rallentamento in tutti i settori. Le tecnologie obsolete e la produttività del
lavoro di livello molto inferiore rispetto alla media dei paesi dell’Unione Europea,
impediscono, di fatto, l’accesso a nuovi mercati. In contemporanea, l’incremento
della concorrenza straniera genera una flessione anche nel mercato interno. Di conseguenza, si registra una costante diminuzione della produzione industriale ed un
progressivo aumento della disoccupazione per via dei licenziamenti di massa un po’
in tutte le grandi imprese.
Per compensare queste perdite si punta sul settore privato, sia mediante la privatizzazione delle imprese statali che con la creazione di nuove società a capitale privato.
All’inizio questi sforzi riescono a bilanciare solo una piccola parte delle perdite subite dal
settore di stato. Col passare degli anni, il settore privato diventa sempre più dinamico
occupando un peso significativo nell’export e nell’import romeno. In particolare, si
passa dal 16% del 1991 sia per l’import che per l’export a circa il 51% per l’export e il
48% per l’import del 1996 e al 69% per l’export e al 75% per l’import nel 2004.
Grafico 1.14 - Il peso del settore privato nell’export e nell’import
36
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
L’ampliamento del settore privato è inoltre confermato dai dati del Registro del
Commercio romeno secondo il quale nel periodo Dicembre 1990 – Dicembre
2005 le aziende registrate sono state in totale 1.420.783. Negli anni 1992, 1993 e
1994 si sono avute più di 100.000 iscrizioni all’anno1, e anche se negli anni successivi e fino al 2002 il loro numero annuo è calato della metà, dopo il 2003, questo
numero ha superato di nuovo i 100.000 all’anno, arrivando a 157.375 nell’anno
2005. Quest’ultimo dato si spiega col fatto che, con la riforma societaria del 2002,
anche le società di persone (PF -Persona Fisica e AF - Associazione Familiare) devono essere registrare nel Registro del Commercio.
Tabella 1.11 - Numero delle iscrizioni all’anno nel Registro delle Imprese
1.
Prima del 1989 tutte le società erano dello stato, successivamente tra il ‘90 e il ’94 queste sono state trasformate in società commerciali (Srl o SpA) . A partire dal 1995 sono state registrate solo quelle nuove.
37
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Grafico 1.15 - Andamento delle iscrizioni nel periodo 1990-2005
Tabella 1.12 - Ripartizione delle iscrizioni per settori
Più specificatamente, relativamente ai settori tessile-abbigliamento e cuoio-calzature, nel periodo dicembre 1990 – dicembre 2005 sono state registrate per il comparto prodotti tessili: 11.302 società, per le confezioni/abbigliamento: 19.939, mentre per il cuoio-calzatura 5.025 società, come si evince nella tabella sottostante.
38
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Tabella 1.13 - Ripartizione delle iscrizioni nel Registro del Commercio per settore e tipologia societaria
Relativamente alla dislocazione geografica, le aziende dei settori tessile-abbigliamento e cuoio-calzature sono presenti un po’ su tutto il territorio nazionale. Le zone
ove sono più concentrate sono riepilogate nella tabella sottostante. Sono stati presi
in considerazione i primi 15 distretti in rapporto al giro d’affari realizzato nell’industria tessile, abbigliamento e cuoio-calzature.
2. Codice CAEN = Codice delle Attività dell’Economia Nazionale
39
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Tabella 1.14 – Classificazione dei distretti per volume d’affari e n° dipendenti
40
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Bisogna specificare che i distretti non si caratterizzano per una specializzazione
produttiva settoriale o merceologica, in quanto in epoca comunista, uno dei principi cardini dell’economia era il parallelo sviluppo di tutti i distretti. In altri termini,
in tutte le contee dovevano essere rappresentati tutti i settori economici, specie per
quel che riguardava l’industria leggera. Successivamente, la maggiore caratterizzazione di un distretto per una produzione piuttosto che un’altra è dipesa piuttosto da
elementi soggettivi: localizzazione geografica (vicinanza al committente, incidenza
del costo di trasporto), qualità e costo della manodopera, etc. Per l’abbigliamento
intimo, ad esempio, si è avuto una maggiore specializzazione nei distretti di Cluj,
Satu Mare, Bucarest; per la camiceria in quelli di Braila, Sighisoara; per le calzature
in quelli di Timis, Sibiu, Cluj, Bihor e Bucarest.
Se prendiamo in esame i due fattori quale la produzione e la forma di proprietà
le aziende romene che operano sul mercato si possono classificare essenzialmente in
tre tipologie:
Tipologia 1 Imprese che funzionano da più di 100 anni e che, grazie al loro rapporto qualità/prezzo, hanno acquistato un vantaggio competitivo nell’esportazione.
Queste operano essenzialmente con il sistema in lohn ma sono riuscite a sviluppare
anche delle produzioni proprie, anche se di piccola dimensione. Tra queste, le più
importanti: Carpatex SA – Brasov (Contea di Brasov), Dorobantul SA – Ploiesti
(Contea di Prahova), Libertatea SA Sibiu (Contea di Sibiu), Textile SA - Sfantu
Gheorghe (Contea di Covasna).
Sono aziende che producono tessuti e le principali fasi di lavorazione sono: filatura, tessitura e confezionamento.
I principali partner per il sistema in lohn provengono dalla Germania,
dall’Inghilterra, dalla Svezia, dall’Italia, dalla Francia, dagli USA, dal Canada, dal
Giappone, dalla Spagna. Tra i nomi più significativi con i quali collaborano possiamo ricordare: Gerke, Weil, H&M, Mickey Blumfild, Steilman, Confitalia, Nissho,
Iwal, Verona Fabrics, Rovex, Durelle SUA, Nas, Altimo Clothing Textura, etc.
Altri produttori locali importanti nel campo delle confezioni sono: Moda SA Arad
(Contea di Arad), Craimodex Craiova (Contea di Dolj), ModaTim Timisoara
(Contea di Timis), Oradinum SA Oradea (Contea di Bihor), Braiconf SA Braila
(Contea di Braila), Confectii SA Barlad (Contea di Vaslui), Confectii Tulcea (Contea
di Tulcea), Star Mod SA Suceava (Contea di Suceava), Asco SA Bacau (Contea di
Bacau).
Di seguito vengono presentate, a titolo di esempio, tre aziende romene di produzione del comparto moda, che sono tra i leaders sul mercato romeno.
41
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Creata nel 1959, Moda SA Arad è oggi una società per azioni con 900 addetti
ed una produzione di 500.000 articoli per donne all’anno. Nel 1966 ha cominciato ad esportare sul mercato dell’Europa occidentale (Germania, Italia, Francia,
Austria, Olanda, Belgio), e dal 1980 ha esportato anche sul mercato degli USA e del
Canada. Dopo la rivoluzione ha investito molto nella modernizzazione e nella ritecnologizzazione (nel 1992 cambia completamente il sistema energetico e ristruttura
la sala sartoria, nel 1995 acquista nuovi macchinari, nel 2001 comincia ad operare
con il sistema CAD). Le collezioni proprie sono presentate nei due negozi di Arad
e tramite i 250 clienti che ha in tutto il paese.
In Romania, quando si parla di camicie per uomo si pensa immediatamente alla
Braiconf, la fabbrica di Braila che ha più di 50 anni di attività e che è riuscita a
sopravvivere in un mercato dove la concorrenza è molto grande. La Braiconf si è privatizzata nel 1996 ed è una delle poche fabbriche grandi con più di 3000 impiegati. Negli ultimi anni, la Braiconf ha investito in attrezzature di ultima generazione,
in risorse umane e ITC. Le azioni della società sono quotate in Borsa. La Braiconf
ha due marchi registrati all’OSIM- (Ufficio dello Stato per Marchi e brevetti) sia in
Romania che nell’Unione Europea: Braiconf dal 1988 e Sergio dal 1995. Le confezioni realizzate dalla Braiconf sono camicie per uomini, (approssimativamente il
70% della produzione) e confezioni per donne: tailleurs, pantaloni, gonne.
L’azienda produce per clienti europei sotto la propria etichetta, in sistema di lavorazione in conto terzi parziale o totale, oppure con il marchio del cliente. In Romania,
le confezioni Braiconf e Sergio sono distribuite nei propri negozi (15 negozi in 13
grandi città del paese), nei Cash & Carry e negli ipermercati.
Tra le imprese produttrici di calzature citiamo TINO SA, società per azioni a
capitale privato con sede a Brasov e con più di 100 anni di esperienza nel settore. La
capacità di produzione è di più di 140.000 paia al mese di tutti i tipi di calzature:
da quelle per bambini a quelle per adolescenti e adulti. Più di 850 impiegati lavorano nella società, realizzando prodotti di alta qualità. Più del 95% della produzione
annuale è destinata all’esportazione nei paesi dell’Europa occidentale. Per poter
sostenere questo livello di qualità, più del 90% delle materie prime e dei materiali
necessari per il processo tecnologico sono importati dall’estero. Del mercato romeno di calzatura per bambini l’azienda copre circa l’85 %.
Tipologia 2 Un’altra categoria di imprese è rappresentata da quelle che hanno investito in spazi di produzione moderni, e sono sia a totale capitale romeno, sia misto
che al 100% straniero. Queste imprese, anche se lavorano con il sistema lohn, puntano a rafforzarsi sul mercato locale perché credono nella sua significativa dimensio42
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
ne e nella strategica posizione geografica della Romania. A titolo di esempio citiamo:
Sonoma Romania, appartenente al gruppo italiano CDA, una delle più importanti fabbriche di confezioni sportive d’Europa, con un investimento di più di 20
milioni di euro realizzato negli ultimi 15 anni. Il volume d’affari si aggira intorno a
8.5 milioni di Euro. E’ la prima fabbrica di confezioni, creata nel 1991, con capitale al 100% straniero (italiano). Ha oggi 1.800 addetti ed investe nella formazione
di giovani in campi come il marketing, il sourcing, la progettazione, preparandosi
ad un cambiamento importante, cioè la trasformazione da una impresa che produce in regime 100% lohn ad un’impresa che vuole affrontare il mercato mondiale con
un prodotto ed una organizzazione propria. Questa trasformazione è cominciata dal
2000. La produzione del 2005 è stata di approssimativamente 450.000 prodotti realizzati internamente e 250.000 prodotti realizzati in altre fabbriche della Romania,
sotto il proprio controllo. La Sonoma ha il certificato di qualità ISO 9001, e questo gli permette di lavorare con le più importanti marche di articoli sportivi e casual
del mondo, tra cui: Prada Sport, Dainese, Vuarnet, Wild Roses, Chervo, Mammut,
Timberland, Nort Sails, Tommy Hilfiger, Max Mara, Bogner, Fila Sport, Jill
Sanders, Peak Performance etc.
Gotech – rappresenta un brand romeno audace di sportswear. Creata nel 1991,
dopo sei anni di lavoro in regime lohn, l’impresa di Baia Mare ha cominciato a sviluppare una linea propria di prodotti e di mettere appunto la tecnologia di progettazione computerizzata. Approssimativamente il 70% della cifra d’affari dell’impresa è realizzata sul mercato interno, e il resto della produzione è destinato a:
Ungheria, Italia, Israele, Slovenia, USA. Dal 2006 l’impresa sta preparando le nuove
collezioni con propri designers.
Tipologia 3 A questa categoria appartengono le piccole imprese a totale capitale
romeno, le quali, generalmente, lavorano una sola fase di lavorazione e che scompariranno dal mercato, non avendo le risorse necessarie per orientarsi verso una marchio proprio, ma anche le imprese miste o a capitale 100% straniero che lavorano
in lohn e che si sposteranno gradualmente verso zone con un costo della forza lavoro più basso.
43
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
1.6
Il settore tessile-abbigliamento
In Romania, il settore tessile e delle confezioni era sviluppato anche prima del
1989, quando le esportazioni erano orientate verso i paesi dell’Unione Europea,
dell’Europa dell’Est e l’Unione Sovietica. Dopo il 1989 il settore tessile-abbigliamento è quello che più facilmente è riuscito ad adattarsi al nuovo sistema economico-politico e che ha conosciuto maggiore sviluppo, essenzialmente per le seguenti
motivazioni:
- l’ampia dimensione del mercato per questo settore,
- settore con una grande flessibilità ed un alto grado di adattabilità alle nuove tendenze ed esigenze del consumatore
- investimenti relativamente piccoli per modernizzazioni, ritecnologizzazioni
- manodopera tradizionalmente qualificata soprattutto per le fasi di lavorazione:
filatura, tessitura, finissaggio, confezionamento.
- capacità di produzione diffusa in quasi tutte le aree geografiche del paese.
Tra il 1989 e il 1992, l’intera industria leggera ha conosciuto un regresso a causa
delle importazioni di prodotti dai paesi dell’Asia, con costi bassissimi, ma anche a
causa del regresso generale che la Romania registrava in quel periodo. Dal 1992
invece ha conosciuto lo sviluppo maggiore tra tutti i paesi dell’Europa Centrale e
dell’Est, rappresentando quasi il 40% degli incassi da attività di esportazione registrati dalla Romania.
Se alla fine del 2003, il numero complessivo delle imprese dell’industria
tessile/abbigliamento era di 7778, alla fine del 2004 sul mercato ne erano attive
8900. A fare da traino a questo andamento positivo è stata l’industria dell’abbigliamento il cui tasso di crescita rispetto all’intero settore tessile-cazaturiero è passato
dal 28% del dicembre 1989 al 62,5% del gennaio 2004 (si veda tabella).
Tabella 1.15 - Evoluzione dei comparti tessile, abbigliamento, cuoio-calzature
44
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Grafico 1.16 - Evoluzione dei comparti tessile, abbigliamento, cuoio-calzature
Lo sviluppo del comparto abbigliamento è dovuto principalmente al fatto che è
stato il primo a essere privatizzato; l’Italia è stato il principale paese di origine degli
investitori, che hanno trasferito in Romania gran parte della loro produzione. Un
altro fattore importante è stato il sistema della produzione in “lohn”, praticato con
aziende dell’Unione Europea che forniscono la materia prima e i modelli, realizzano in Romania il prodotto finito e poi lo riesportano. Il valore di questa produzione destinata all’esportazione è cresciuto dal 26,6% del 1989 all’84% di gennaio
2004 (si veda tabella).
Tabella 1.16 – Destinazione dei prodotti del tessile abbigliamento
45
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Grafico 1.17 - Import-export: dicembre 1989 e gennaio 2004
La tabella seguente conferma la crescita del volume della produzione
nel compart abbigliamento e il relativo aumento delle esportazioni.
Tabella 1.17 - Evoluzione dei principali indicatori del comparto abbigliamento
In ogni caso, la quota dell’utile, calcolata sul fatturato, è diminuita molto, in conseguenza dell’estensione del processo di fabbricazione nel sistema lohn. Il lavoro in
conto terzi ha assicurato ai produttori romeni ordini sicuri da più clienti stranieri ed
ha permesso loro di svilupparsi aumentando anno per anno la produzione e il volume d’affari. Il grande svantaggio di questo sistema però è che il produttore romeno
lavora di fatto come subcontraente per la ditta straniera, non sviluppando un proprio
marchio. Questo sistema di lavoro è stato praticato anche in altri paesi ex-comunisti
(Ungheria, Polonia, Slovenia, ecc.), ma, man mano che il livello di vita è cominciato
a crescere, il peso di questa attività è diminuito, in quanto non è più risultato vantaggioso il costo della manodopera. Si è quindi registrato in questi Paesi un aumento della
disoccupazione proprio in conseguenza del fatto che molte attività in conto terzi
hanno chiuso i battenti per mancanza di commesse.
Alla luce di questi nuovi scenari avutisi negli altri Paesi ex-comunisti e per preve46
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
nirne gli eventuali effetti negativi in Romania, le ditte romene hanno compreso che è
necessaria una riconversione della produzione riducendo il peso della produzione col
sistema lohn e aumentando la produzione con proprio marchio. Così, già da qualche
anno, i manager di queste aziende hanno cominciato a preoccuparsi di elaborare strategie per creare o potenziare il proprio marchio. Chiaramente, per almeno i prossimi
2- 3 anni questo sviluppo del marchio proprio si farà nella maggior parte dei casi in
parallelo con la produzione in sistema di lohn.
La produzione con marchio proprio presenta delle difficoltà per i produttori romeni in relazione ad una serie di fattori. Anzitutto la mancanza di materia prima necessaria per passare alla produzione propria. Sebbene nel 1990 la Romania era il primo
produttore di lino e canapa d’Europa, attualmente se ne coltivano solo 1600 ettari,
una produzione assolutamente insufficiente per l’industria tessile, il che costringe gli
imprenditori romeni ad importare questi materiali.
Un’altra difficoltà inoltre, è rappresentata dalla scarsa liquidità che ostacola l’acquisto di quella tecnologia che consente di rispettare gli standars europei di produzione.
A fronte del boom avutosi nel comparto abbigliamento, l’industria tessile primaria ha conosciuto invece un significativo declino, passando dal 52% del 1989 al 15,2%
del gennaio 2004, in particolare a causa della forte concorrenza dei prodotti importati dal 1990 dalla Turchia e Cina. Questi Paesi proponevano prodotti a prezzi più accessibili e di colori e tessiture particolari che avevano maggiore presa sul compratore
romeno. Un’altra spiegazione è rappresentata dalla restituzione dei terreni ai privati nel rispetto della legge n. 18/1991 - i quali non si sono poi mostrati interessati alla
coltivazione delle piante tecniche, cioè destinate all’industria tessile. E questo per due
ragioni essenziali: fino al 1989 la produzione di lino, canapa si faceva con pagamento anticipato dei semi e con un contratto sicuro per la produzione. Dopo il 1989 questo sistema non è stato più usato. Inoltre con la restituzione dei terreni ai vecchi proprietari, le superfici coltivate sono diminuite, e non sono state più competitive.
La produzione di tessuti è calata anche per motivi legati alla tecnologia. La produttività delle vecchie tecnologie usate in Romania, non era paragonabile con gli standard del mercato internazionale, ma per aumentare la competitività necessitavano
grossi investimenti, in quanto i macchinari erano molto costosi.
Di conseguenza, la Romania – che nel 1989 occupava tra i primi posti nell’attività
di esportazione di prodotti tessili di lino e simili - si è trovata a fine 2003 tra gli ultimi posti.
L’industria tessile primaria si è dunque confrontata con una domanda interna sempre più bassa, e delle circa 300 ditte più significative operative nel 1989 ne sono rimaste a fine 2003 non più di 30-40 (10-15% in meno). Sono state chiuse numerosissi47
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
me filature di lana sintetica, fibre sintetiche e viscosa.
L’andamento negativo della prouzione tessile si evince chiaramente dalla tabella
sottostante.
Tabella 1.18 - Produzione dei principali prodotti tessili
Dopo il rallentamento della crescita nell’anno 2003, nel 2004 però si registra
un evoluzione di tendenza: aumenta del 3,5% la produzione di prodotti tessili,
mentre quella di capi di abbigliamento diminuisce del 4,2%. Questo fatto si può
spiegare come risultato dei grandi investimenti nell’industria di lavorazione primaria rispetto all’industria dell’abbigliamento (-1,0% nel 2004 rispetto a +13,0% nel
2003). Nel comparto tessile si registra, infatti, un forte flusso di delocalizzazioni di
aziende straniere, italiane in particolare, che portano tecnologia (spesso macchinari usati di unità produttive ormai chiuse nei paesi d’origine). Anche l’investimento
in nuove tecnologie aumenta e questo grazie sia a risorse finanziarie proprie che a
contributi a fondo perduto. Per quanto riguarda questi ultimi, si è trattato sia di
finanziamenti attivati dagli stessi investitori stranieri nel loro paese di origine, per
quanto concerne l’Italia, ad esempio: fondi Simest; Fondo Balcani; sia dai romeni
come ad esempio i finanziamenti indirizzati alle regioni poco sviluppate in Romania
da parte del Programma Phare.
Gli investimenti in macchinari nuovi e usati per l’industria tessile hanno registrato un valore di 241.208 euro con una crescita di circa il 9% nel 2004 rispetto
all’anno precedente.
48
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Le maggiori crescite si sono registrate per i macchinari per la lavorazione primaria, rispettivamente: tessitura, filatura e finissaggio. In particolare il valore degli investimenti realizzati per gruppi di macchinari è stato il seguente:
• Macchinari per filatura e lavorazione filature: 7.781.000 euro
• Macchinari per la preparazione della tessitura : 11.931.000 euro
• Macchinari per la tessitura: 6.733.000
• Macchinari per la produzione di maglieria: 21.018.000 euro
• Macchinari per lavorazione o finissaggio dei tessuti non tessuti: 412.000 euro
• Accessori per filatura e tessitura: 9.252.000 euro
• Macchinari per lavaggio / asciugatura: 97.300.000 euro
• Macchinari per lavaggio, pulizia, torchiatura, asciugatura tessuti: 31.459.000
euro
• Macchinari per cucitura: 55.321.000 euro
I principali paesi di provenienza dei macchinari sono: Italia, Germania, Slovenia,
Turchia, Giappone e Svizzera. Oltre il 30% delle importazioni di macchinari è realizzato da paesi extra-UE.
Riassumendo, l’industria del tessile-abbigliamento ha registrato a fine 2004 i
seguenti cambiamenti più rilevanti:
- Il volume delle esportazioni è stato di 748 milioni di euro (registrando una crescita del 7,5% rispetto al 2003), di cui circa l’85% è stato indirizzato a sette
paesi: Italia, Germania, Francia, Polonia, Gran Bretagna, Ungheria Belgio.
- Le importazioni, pari a 1.976 milioni di euro, sono diminuite del 5,9% rispetto al 2003, a causa dell’influenza sfavorevole dei prezzi esterni. Le importazioni
dall’Unione Europea rappresentano il 65% sul totale, in discesa del 2,3% rispetto all’anno precedente. I principali paesi di origine sono: Italia, Germania, Cina,
Turchia, Francia, Gran Bretagna e Bulgaria .
- Negli ultimi 14 anni, in questo settore dell’industria sono stati investiti più di
2000 milioni USD per l’ammodernamento e la ritecnologizzazione.
Per quanto riguarda il fatturato dell’industria tessile e dell’abbigliamento relativo al 2004 questo rappresenta il:
- 4,5% del PIL;
- 9,3% del volume della produzione industriale;
- 27,8 sul totale delle esportazioni (35% sul totale delle esportazioni verso
l’Unione Europea);
- 15,1% sul totale delle importazioni
49
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
1.7
Il settore cuoio-calzature
L’industria del cuoio-calzature, di vecchia tradizione in Romania, si è sviluppata
intensamente nel periodo 1965 – 1980 ed è presente nella maggior parte del paese,
con un peso notevole nell’economia dei distretti di Timis, Sibiu, Cluj, Bihor e
Bucarest. L’esportazione di calzature e di confezioni di cuoio e pelliccia costituiva
nel barter con gli altri Paesi ex-URSS l’equivalente in valore dell’importazione di
petrolio, gas naturale, energia elettrica e carbone.
Subito dopo il 1989, con l’entrata in concorrenza diretta con prodotti realizzati
sul piano mondiale in industrie tecnologicamente più avanzate, il settore ha conosciuto una battuta di arresto, sia per il crollo della domanda interna che relativamente alla produzione destinata, nell’economia di scambio, al mercato dell’ex-URSS.
La dotazione tecnica e tecnologica del settore presentava infatti, negli anni ’90
uno scarto di 15 – 20 anni rispetto alle performance mondiali ed il grado di automatizzazione delle attrezzature e degli impianti era del 5% nelle concerie e del 20%
nei reparti di calzatura e pelletteria.
L’inversione di tendenza si è avuto con l’introduzione e la crescita sempre più
significativa della lavorazione conto terzi. Le tabelle che seguono riportano l’evoluzione del volume della produzione sia in termini di mercato di destinazione che di
tipologia di prodotto fabbricato.
Tabella 1.19 – Destinazione delle produzioni nel settore cuoio-calzature
50
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Grafico 1.18 - Evoluzione della destinazione della produzione di cuoio-calzature
Tabella 1.20 -
Evoluzione della produzione per tipologia di prodotto
51
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Analizzando la tabella si evince che:
- il volume della produzione realizzata fino al 2001 è inferiore alle realizzazioni del
1989 come risultato del crollo della domanda interna e della dissoluzione del
mercato ex-URSS.;
- dopo il 1995 si registra un trend positivo della produzione, dovuto alla crescita
dell’attività in sistema lohn.
- il volume delle esportazioni ha registrato un declino importante fino al 1993, a
causa delle difficoltà di adeguamento della produzione locale alle richieste dei
mercati occidentali, dopo il quale è cresciuta costantemente tanto che alla fine
del 2003 registrava una crescita di 5,2 volte rispetto al livello del 1989. In questo periodo il peso nell’esportazione delle materie prime lavorate in lohn è cresciuto da ca. il 13% del 1989 al 60,5% del 2003.
- il volume dell’importazione ha subito un piccolo calo nel periodo 1990 - 1992,
dopo il quale ha avuto una crescita costante, dovuta allo sviluppo della produzione di calzatura in lohn;
- il numero di personale si è ridotto significativamente come risultato della diminuzione della produzione ma anche della modernizzazione delle linee tecnologiche dei reparti di produzione;
- il profitto ha registrato un trend negativo a causa dell’aumento dell’incidenza dei
costi di produzione.
Per poter reggere la concorrenza estera si è scatenato un complesso processo di
ristrutturazione industriale caratterizzato prevalentemente da:
1. sostituzione delle tecnologie e delle attrezzature obsolete con altre moderne idonee alle richieste del mercato;
2. trasformazione delle strutture di produzione in linea con le richieste dei nuovi
mercati di vendita dei paesi capitalisti sviluppati verso i quali si è orientata l’esportazione di cuoio e calzatura;
3. realizzazione di nuove capacità di produzione nei campi dove gli investimenti
specifici erano relativamente accessibili e la richiesta di prodotti superava l’offerta (calzature e pelletteria);
4. modernizzazione, strada facendo, di alcune capacità di produzione potenzialmente efficienti, che realizzavano prodotti non competitivi (concerie, rifiniture);
5. ridimensionamento del personale alle reali esigenze di produzione e di mercato;
6. mutazioni significative nella struttura delle materie prime lavorate con una diminuzione significativa delle materie prime locali trattate e la crescita delle importazioni di cuoio e pellami trattati per calzatura e pelletteria.
Relativamente alle materie prime possiamo dire che fino al 1989 ca. il 65% del tota52
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
le (materiali chimici, organici e sintetici) utilizzato nell’industria del cuoio-calzature
proveniva dal mercato interno. La produzione di cuoi grezzi del paese era così ripartita: ca. il 50% pelli bovine, il 79% pelli suine e l’83% ovine e caprine.
Le importazioni di cuoi grezzi e altri materiali venivano destinate principalmente
agli articoli di calzatura e abbigliamento di lusso.
Tabella 1.21 - Consumi di materie prime e fonti di approvvigionamento
Grafico 1.19 - Consumi di cuoi grezzi – paese
Grafico 1.20 - Consumi di cuoi grezzi – importazione
53
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Dai due grafici si evince:
- la riduzione della produzione interna di cuoi grezzi, determinata dalla diminuzione della domanda interna;
- la diminuzione dell’importazione di cuoi grezzi bovini poiché la lavorazione
nelle concerie, in generale non ritecnologizzate, era improduttiva relativamente
al rapporto qualità /prezzo;
- la crescita continua dello scarto fra il fabbisogno di consumo di cuoi rifiniti per
la confezione di calzature e pelletteria e le possibilità interne di copertura di
questo a causa della crescita significativa del numero delle società commerciali
con capitale maggioritario straniero che realizzano prodotti con materie prime
portate dal paese d’origine.
Grafico 1.21 - Evoluzione del consumo interno di cuoi rifiniti, per fonti di approvvigionamento
L’evoluzione del valore delle materie prime importate dai clienti per la produzione in sistema lohn ed il loro peso sul totale delle esportazioni, si presenta così:
54
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Tabella 1.22 – Evoluzione dell’incidenza delle materie prime importate nel sistema lohn sulle esportazioni
In termini di valore, l’esportazione e l’importazione per lohn è cresciuta ogni
anno. Per ciò che concerne il livello del peso dell’importazione di materie prime utilizzate in lavorazioni conto terzi nell’esportazione dei prodotti finiti, si distinguono
due piani e cioè: uno ascendente, afferente al periodo 1990-2000 ed uno discendente dopo l’anno 2000.
Più precisamente, si constata il seguente andamento :
• fino al 2000, il livello di crescita annuale dell’esportazione è inferiore al livello di
crescita annuale del valore dell’importazione per lohn.
• dopo l’anno 2000, il livello di crescita annuale del valore dell’importazione per
lohn è inferiore al livello di crescita del volume dell’esportazione.
Tabella 1.22 – Evoluzione dell’incidenza delle materie prime importate nel sistema lohn sulle esportazioni
55
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Questa situazione favorevole è la conseguenza di una serie di fattori che hanno
portato ad un trend positivo dopo il 2000 e cioè:
- l’orientamento della produzione verso prodotti con un livello superiore di lavorazione, di tendenza, indirizzati a segmenti di mercato più esigenti e la crescita
del peso di questi prodotti nel volume delle esportazioni;
- partnership stabili attraverso l’avvio e l’esecuzione di alcuni ordini di esportazione per periodi più lunghi;
- maggiore capacità manageriale nelle trattative per ottenere commesse meglio
pagate;
- ristrutturazione e ritecnologizzazione nelle concerie con conseguente crescita
della competitività dei cuoi rifiniti e delle quantità corrispondenti ad alcune fasi
superiori di lavorazione rispetto al 2000 (rispettivamente + 17% nel 2002 e +
57,7% nel 2003);
- tecnologie efficienti nelle operazioni di lavorazioni umida, e anche impianti
automatizzati di regolazione e di sorveglianza dei parametri di funzionamento;
- tecnologie nuove per la riduzione dell’inquinamento dell’ambiente;
Riassumendo, relativamente al contesto nazionale, nel 2003 l’industria del
cuoio-calzature ha registrato i seguenti cambiamenti più rilevanti:
ha realizzato lo 0,4% del PIL della Romania (relativamente al 2002);
ha assunto il 5,2% del numero di salariati dell’industria (circa 80 mila unità);
ha rappresentato l’8,9% delle esportazioni romene;
ha rappresentato il 4,5% delle importazioni romene;
ha realizzato l’1,6% della produzione industriale della Romania.
Relativamente al contesto internazionale, l’industria di cuoio-calzature si è guadagnata un importante segmento di mercato nei paesi membri dell’Unione
Europea, occupando il primo posto sul mercato dell’Unione Europea fra i paesi
dell’Europa Centrale, il terzo posto come Paese extracomunitario e il nono sul piano
mondiale.
-
I Paesi dell’Unione Europea hanno sempre rappresentato, infatti, un partner
commerciale importante, in particolare per i seguenti fattori:
• dimensione del mercato dell’Unione Europea;
• presenza dei prodotti romeni su questo mercato;
56
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
• costi di trasporto relativamente bassi;
• prodotti realizzati competitivamente rispetto al rapporto qualità / prezzo
• introduzione abbastanza veloce delle tecnologie presenti nell’Unione Europea.
Grafico 1.23 - L’evoluzione delle esportazioni di cuoio-calzature verso l’UE
Se si analizza il grafico, si evince chiaramente che con la firma dell’Accordo di
Associazione della Romania, e l’eliminazione delle tasse doganali dal 1° gennaio
1997 per i prodotti di cuoio - calzature si è registrata una crescita sostanziale e
costante dell’esportazione verso l’Unione Europea.
57
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
2. Analisi di mercato
2.1
La struttura dei consumi
La Romania, con i suoi circa 22 milioni di abitanti, rappresenta – dopo la
Polonia – il secondo più grande mercato dell’Europa Centro-Orientale.
La dimensione di un mercato, chiaramente, è definita anche da caratteristiche
qualitative vale a dire dal reale potere di acquisto degli abitanti. Da questo punto di
vista, il Paese si trova tra gli ultimi posti nel continente Europeo.
In Romania lo stipendio minimo è di 330 RON, (circa 90 Euro) al mese. Il livello medio lordo degli stipendi per il mese di febbraio 2006 è stato di 1.017 RON
(287 Euro), di cui lo stipendio netto di 717 RON (circa 200 EURO).
Tabella 2.1 - Andamento dello stipendio medio lordo 2005-2006
58
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
I più alti stipendi medi si registrano nel settore delle intermediazioni finanziarie
(2.082 RON), poste e telecomunicazioni (1.210 RON) ed industria estrattiva
(1.150 RON). Al polo opposto, i più bassi stipendi sono stati percepiti nel settore
della pesca e piscicoltura (429 RON), nel settore alberghiero e della ristorazione
(470 RON) e nella sanità (671 RON). Nel 2006, lo stipendio medio lordo aumenterà del 12,4% rispetto al 2005, secondo la Commissione Nazionale di Previsioni.
La percentuale rappresenta la crescita nominale, cioè prende in calcolo l’inflazione
che ridurrà tale guadagno.
Tabella 2.2 - Evoluzione dello stipendio medio lordo
Grafico 2.1 - Evoluzione dello stipendio medio lordo
Lo stipendio medio lordo ha conosciuto un trend di crescita per tutto il periodo 2001-2005. L’incremento del 2005, oltre al trend generale di crescita, è dovuto
anche alla forte rivalutazione della moneta nazionale.
59
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Tabella 2.3 - Evoluzione dello stipendio medio netto
Grafico 2.2 - Evoluzione dello stipendio medio netto
Anche lo stipendio medio netto ha una crescita più significativa nel 2005, rispetto a quella registrata negli anni precedenti. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica,
lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato nel 2005 di quasi il 24%
rispetto al 2004. Uno dei motivi dell’aumento accentuato dello stipendio netto è
stato l’introduzione della quota unica di tassazione dei redditi del 16%. Fino al 2004
invece questo era del 15 % sugli stipendi più bassi e del 40% sugli stipendi più alti.
Relativamente alla ripartizione dei redditi, possiamo dire che circa il 35% della
popolazione ha uno stipendio di livello molto vicino a quello minimo, il 40% sotto
il livello medio, il 15% di livello medio e solo il 10% più alto dello stipendio medio.
Per quanto concerne le pensioni, la situazione è descritta in tabella :
Tabella 2.4 - Livello medio delle pensioni
60
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
La popolazione più ricca del paese vive nella capitale, Bucarest, e nelle città più
grandi. Le città considerate più ricche, in riferimento al reddito pro-capite, oltre
Bucarest, sono: Cluj Napoca, Costanza, Timisoara, Oradea, Arad, città che, come
già detto nella prima parte dello studio, sono considerate anche tra le più care.
Le differenze tra i redditi medi delle regioni più “povere” del Paese – quelle del
Nord Est e Sud Ovest – e la capitale, è di circa il 30-40 %.
Esiste, chiaramente, una correlazione diretta tra il livello dei consumi e quello
del reddito benché essi crescano in percentuali diverse.
Il volume e la struttura delle spese per il consumo dipendono, in effetti, da una
serie di fattori, sia oggettivi che soggettivi: e cioè non solo dalla dimensione e struttura degli stipendi ma anche dai bisogni e abitudini degli individui.
Analizziamo il consumo di beni e servizi attraverso la spesa familiare.
Tabella 2.5 - Struttura del consumo medio di una famiglia media nel 2005
Grafico 2.3 - Struttura del consumo medio di una famiglia media nel 2005
Se compariamo questi dati a quelli degli anni precedenti si riscontrano cambiamenti significativi nella struttura del consumo, ovvero: diminuzione del peso delle spese per
il cibo, dovuta all’aumento della qualità e del valore nutritivo dello stesso; mantenimento relativamente costante del peso delle spese per abbigliamento, calzature e confort personali; incremento del peso delle spese per beni durevoli e per i servizi, in particolare
legati all’innalzamento del livello di istruzione.
61
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Nei consumi medi di una famiglia, circa la metà è destinata alle spese per acquisto
di beni alimentari. L’incidenza è più alta nelle fasce di reddito più basse. Come si evince dal grafico, nelle famiglie di salariati l’incidenza per consumo di alimentari è relativamente più bassa mentre cresce quella del consumo di non alimentari e dei servizi.
Grafico 2.4 - Struttura del consumo medio di una famiglia media di salariati
Grafico 2.5 - Struttura del consumo medio di una famiglia media di pensionati
Per i pensionati il peso degli alimentari è più alto, e percentualmente più basso
rispetto ad una famiglia media quello dei non alimentari.
Tabella 2.6 - Evoluzione del peso del consumo di abbigliamento e calzature nelle spese medie di una famiglia
romena
62
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Relativamente all’andamento del consumo, come percentuale, i consumi sono
relativamente stabili, con piccole variazioni da un anno all’ altro, ma la variazione
è di crescita, non di diminuzione.
Analizzando l’andamento delle spese totali di consumo , insieme con la crescita
degli stipendi medi netti, in ron, si vede che anche se la struttura dei consumi non
ha delle crescite spettacolari, il valore del consumo sta aumentando.
Tabella 2.7 - Evoluzione degli stipendi netti e delle spese per consumo
Tabella 2.8 - Andamento del consumo medio pro-capite per il settore tessile-abbigliamento
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STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Fonte: Istituto Nazionale di Statistica e Ministero dell’Economia e Commercio
*i consumi non sono comprensivi delle importazioni di prodotti di seconda mano.
Relativamente alla settore tessile-abbigliamento dalla tabella, come trend importanti risulta:
- la diminuzione dei consumi di tessuti sia perché le abitudini di consumo sono
più orientate verso l’abbigliamento confezionato sia perché la produzione locale
è molto diminuita;
- i prodotti locali hanno un incidenza di oltre il 50% nel consumo interno per la
maggior parte dei prodotti;
- il consumo medio è in aumento, grazie alla crescita dei redditi e al cambiamento delle abitudini di consumo;
- è in aumento il consumo di prodotti importati
- il consumo di abbigliamento donna è tre volte il consumo di abbigliamento
maschile.
Anche per il settore cuoi-calzaturiero valgono in linea di massima le stesse considerazioni.
Tabella 2.9 - Evoluzione del consumo di calzature pro capite
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Pertanto, si osserva una richiesta sempre più bassa per i prodotti romeni e allo
stesso tempo si registra l’incremento sostanziale delle importazioni di prodotti simili, in particolare di calzature con tomaie in similpelle, caucciù e plastica.
Il consumo medio annuo di calzature pro-capite in Romania nel 2005 è di circa
quattro paia, simile a quello dell’Unione Europea. Solo che, mentre le scarpe prodotte in Romania sono preferite dagli europei, i romeni comprano scarpe economiche provenienti dalla Cina o dalla Turchia. Il consumo di scarpe locali è in aumento anche per il fatto che le aziende romene che producono per il mercato estero
hanno cominciato a vendere gli stessi prodotti sul mercato locale ma a prezzi molto
più bassi.
Nel 2005, le aziende romene hanno prodotto circa 79,2 milioni paia di scarpe,
di cui solo 14,7 milioni di paia sono state commercializzate sul mercato interno.
Invece, il volume di calzature di importazione acquistato dai romeni supera i 65
milioni di paia, di cui la maggior parte è di provenienza asiatica.
Analizzando la struttura dei consumi si può, infine, osservare che:
• il consumo medio di calzature pro capite nel 2002 è in lieve crescita rispetto al
2000 mentre lo è in maniera significativa nel 2005;
• circa l’83% delle calzature è importato, di cui solo circa l’8,1% è in cuoio, cioè
di qualità;
• i prodotti di qualità più bassa, a prezzi più contenuti sono maggiormente presenti sul mercato romeno delle calzature. Da segnalare le calzature da ginnastica, stivali in gomma che sono importati dalla Cina, come anche grandi quantitativi di calzatura in pelle artificiale;
• i prodotti locali sono in maggioranza in pelle, perché sono prodotti realizzati
dalle aziende che lavorano per il mercato estero. Gli imprenditori che lavorano
in conto terzi hanno cominciato ad interessarsi anche del mercato locale, che è
in crescita. I prodotti realizzati in Romania si vendono sul mercato locale a prezzi più contenuti di quelli simili importati, e sono in linea con la moda e di buona
qualità.
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STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
2.2
Dati e tendenze sulle abitudini di consumo
Le abitudini di consumo dei romeni sono molto condizionate dalle possibilità
finanziarie delle famiglie, cioè dal loro livello di reddito.
Dal punto di vista qualitativo, esse dipendono dalle caratteristiche della popolazione, cioè dall’età, dal sesso, dall’ubicazione dell’abitazione, dal grado di istruzione, ecc.
Le abitudini di acquisto per tipologia di negozi dipende dalla situazione esistente sul
mercato - in relazione all’organizzazione del sistema distributivo - e dalla tendenza o
meno ad associare gli acquisti al tempo libero.
Fare la spesa comincia ad essere un tipo di passatempo, per certe categorie di acquirenti, in maggioranza donne giovani con redditi di livello medio-alto.
La popolazione giovane è più interessata alla moda, e quindi tende ad acquistare più
spesso abbigliamento e calzature. La popolazione tra i 20 e i 35 anni è la più interessata agli articoli di moda. I più giovani sono orientati più verso prodotti con prezzi più
bassi, ma di tendenza. Oltre i 28 anni si è più interessati a prodotti di qualità, anche di
prodotti di marchio.
Oltre i 35 anni il consumatore romeno è meno interessato alla moda, i prodotti che
cerca sono di qualità più alta, ma di una linea più classica, che si usa più lungo al di là
delle mode. Oltre i 50 anni l’interesse per la moda è ancora più scarso, e dopo l’età della
pensione l’abbigliamento diventa un prodotto più per coprirsi che di tendenza.
La popolazione anziana, quindi, è interessata meno ad acquisti di abbigliamento e
calzature; il loro acquisto è collegato ad un fabbisogno reale, legato spesso al cambio
della stagione.
Quindi, le abitudini di consumo e di propensione all’acquisto di articoli di moda,
nella maggior parte dei casi, dipendono quindi prima di tutto dal reddito e, in seconda battuta, da altri fattori di tipo qualitativo: età, sesso, ecc.
Dal momento che il consumo di base (per alimentari, condominio e servizi essenziali) può incidere in maniera cospicua, fino a rappresentare il 75% del reddito, fattori
quali l’età, il grado di istruzione, l’ubicazione delle abitazioni vanno ad incidere sulla
scelta delle priorità per i prodotti non alimentari.
Come tendenza generale delle abitudini di consumo, è da segnalare la crescita, seppur non molto veloce, dei redditi e quindi della capacità di acquisto dei romeni, connotata dalla crescita dell’interesse verso articoli di qualità e di marchio. L’ingresso della
Romania nella UE comporterà una ulteriore crescita dei redditi e, di conseguenza, dei
consumi.
Se quello sopra indicato è il trend, oggi il consumatore romeno è tuttavia ancora
orientato verso prodotti non molto cari, di media qualità. La richiesta per articoli di
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CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
marchio comincia ad essere presente tra i giovani che provengono da famiglie con redditi più alti della media.
Attualmente, si osservano due trend differenti rispetto ai consumatori europei.
Mentre la tendenza all’acquisto nei Paesi occidentali è calata, quella dei consumatori
degli stati ex comunisti dell’Est europeo e dei Paesi Baltici è in crescita.
Tra i Paesi della Zona Euro si è registrato infatti un tasso di crescita del settore del
commercio al dettaglio di solo lo 0,7% mentre l’aumento medio relativo all’Europa a
25 si è attestato al di sotto del 2%, indice relativamente migliore grazie ai paesi appena
entrati. Alcuni analisti provano a spiegare questo disinteresse della zona Euro per lo
shopping con le incertezze legate alla stabilità della moneta unica (Euro) e il suo futuro, parallelamente ad una crescita allarmante della disoccupazione in alcuni settori di
attività. Un altro fattore negativo è il drastico aumento del prezzo del petrolio che ha
fatto aumentare anche altri prezzi del settore energetico e non solo. Date queste condizioni, concludono gli analisti, i consumatori occidentali hanno meno soldi da spendere o comunque sono più prudenti negli acquisti.
Dall’altra parte, i cittadini dei Paesi Balcanici e Baltici diventano – come si è detto
– i nuovi consumatori. Le economie di queste aree, di cui la Romania è un esempio eloquente, hanno raggiunto tassi di crescita del 5-6%, sostenute fortemente dall’espansione del consumo privato. Nel caso della Romania, occorre però notare che l’aumento
delle vendite del commercio al dettaglio, benché significativo, parte da un livello abbastanza basso delle stesse il che spiega perché questa crescita sia relativamente più significativa rispetto, ad esempio, a molti Paesi della Zona Euro.
Come nei paesi vicini, l’aumento positivo del mercato locale è stata legata anche alla
crescita del potere d’acquisto della popolazione, al volume dei crediti al consumo e non
ultimo all’ingresso massiccio di buyers stranieri sul mercato locale.
Nei primi tre mesi del 2006 si registra un tasso di crescita delle vendite del 18,6%
in rapporto allo stesso periodo del 2005, dato che conferma il trend positivo del commercio al dettaglio che è cresciuto costantemente a partire dal 2002.
Tabella 2.10 - Andamento dell’attività commerciale e della produzione industriale
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STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Dai dati riportati in tabella, risulta evidente che l’attività commerciale ha avuto una
crescita nettamente maggiore della produzione industriale che peraltro nel 2005 ha
addirittura subito un decremento rispetto al 2004, il che si spiega con la crescita delle
importazioni.
L’indice dei prezzi al consumo è in discesa, il che vuol dire che l’inflazione sta calando sempre di più. Inoltre, negli ultimi due anni (2004-2005), il ritmo di crescita del
commercio è stato superiore all’indice dei prezzi, dato che rivela una crescita reale dei
consumi, in particolare di prodotti non alimentari.
Per quanto attiene la tipologia di acquisti, nel primo trimestre del 2005, i generi alimentari hanno contribuito in gran parte all’aumento del mercato di retail, cosa che
dimostra la tendenza della maggior parte dei romeni ad assicurarsi anzitutto i beni di
prima necessità. Incrementi nelle vendite si registrano anche per le automobili (per la
grande richiesta di rinnovo del parco auto) facilitate, insieme a quelle degli elettrodomestici, dalla possibilità di pagamenti rateali o con finanziamenti bancari.
Se si considera che i romeni hanno un livello più basso di reddito rispetto a quello
dei paesi UE, c’è da ritenere che il trend ascendente delle vendite degli elettrodomestici continuerà. Inoltre, poiché i principali venditori sono presenti soltanto nelle grandi
città, resta scoperto gran parte del mercato potenziale. Man mano che essi svilupperanno la rete di vendita, sarà stimolata la richiesta e quindi sostenuto il trend positivo delle
vendite.
Dunque, benché il mercato di retail in Romania diventa sempre più competitivo,
passerà molto tempo perché esso possa essere considerato saturo. La Romania è al
primo posto tra i Paesi dell’Europa orientale e dei Baltici per quanto concerne le vendite di generi alimentari realizzate tramite reti specializzate.
Le abitudini di consumo in Romania per la maggior parte della popolazione sono
quindi ancora molto orientate verso i bisogni immediati e fondamentali (cibo, manutenzione dell’abitazione, ecc). Man mano che i redditi aumentano, tuttavia, il consumatore romeno vuole ristrutturare la casa ed acquistare elettrodomestici e automobili.
L’acquisto di abbigliamento e calzature viene considerato dalla maggioranza come
un bisogno di base; si acquista un nuovo vestito se il vecchio non è più adatto all’uso,
oppure per situazioni speciali. Ad esempio, per Pasqua la tradizione romena vuole che
si debbano indossare abiti e scarpe nuove, mentre a Natale uno dei regali utili è certamente rappresentato da un capo di abbigliamento. Queste occasioni festive, quindi,
rappresentano momenti importanti di acquisti per i settori abbigliamento e calzature.
Le varie cerimonie o altri momenti particolari sono altre occasioni in cui si acquistano
abiti e calzature nuovi.
Nei periodi “normali”, spendono solo le fasce di età giovani e la fascia di redditi che
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CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
non è costretto ad acquistare solo i beni per i bisogni immediati.
Questa dinamica dei consumi spiega il motivo per cui il tasso di crescita nella vendita di abbigliamento, calzature e articoli in pelle rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente, si sia attestato solo all’1,4, performance decisamente inferiore a quella di
altri settori come, appunto, quello degli elettrodomestici.
Mednet Marketing Research Center , una prestigiosa società di sondaggi, ha effettuato un’indagine di mercato nel mese di giugno 2005, di autovalutazione dei redditi
rapportati alle necessità, su un campione nazionale di 1300 persone di più di 18 anni,
residenti in città con oltre 200.000 abitanti.
In base ai risultati di questa ricerca, quasi un quarto dei romeni che abitano nelle
grandi città riescono ad acquistare dei prodotti cari anche con qualche sacrificio, mentre soltanto il 12,6% degli abitanti di Bucarest riescono a fare la stessa cosa. L’indagine
rivela che gli abitanti di Bucarest ritengono di avere un tenore di vita più scarso del
resto della popolazione urbana.
Secondo l’indagine, nelle grandi città si spende il 36,5% dei guadagni della famiglia
per beni alimentari. Queste spese superano il valore della spesa che riguarda la manutenzione della casa (32,1%). Il resto del guadagno è usato per acquistare abbigliamento, calzature e diversi articoli per la casa (17,2%) o per pagare i servizi o restituire i crediti ecc. (14,2%).
La modalità con la quale le entrate della famiglia si distribuiscono sulle diverse categorie di spese, rappresenta un indicatore del benessere. In occidente, il destinare oltre
un terzo del guadagno a generi alimentari è un indice di povertà. In Romania, invece,
le spese per i generi alimentari rappresentano una percentuale importante anche per
coloro che hanno un reddito abbastanza alto. Ci sono due aspetti che spiegano questa
differenza interpretativa, uno che attiene alla cultura, l’altro che riguarda la realtà del
mercato locale. Il consumatore romeno è un buongustaio e tende quindi a spendere
relativamente di più per il cibo. D’altra parte, non bisogna dimenticare che i prezzi degli
alimenti in Romania sono più alti - anche due, tre volte – degli altri paesi europei il che
rende relativamente più significativa l’incidenza di questa voce di spesa sul bilancio
familiare.
In generale, il tempo e le risorse impegnati per l’acquisto del cibo è superiore rispetto all’acquisto di abbigliamento o altri prodotti durevoli in quanto questi ultimi sono
in genere prodotti che si comprano raramente: nel caso dell’abbigliamento/calzature di
solito al cambio di stagione o, come detto sopra, per occasioni speciali; per gli altri beni
durevoli perché il prodotto non funziona più oppure quando si cambia o si rinnova l’abitazione.
Per vedere come le abitudini di acquisto dei consumatori romeni sono cambiate, la
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STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
società Daedalus Consulting ha effettuato nel 2005 uno studio di mercato su un campione rappresentativo urbano, persone con età tra i 18 e i 65 anni, e i risultati sono stati
paragonati con quelli di uno studio analogo realizzato dalla stessa società l’anno precedente. E’ emerso che, anche nel 2005, la maggioranza dei romeni ha continuato ad
acquistare soltanto il necessario, quantitativi piccoli di prodotti che rispondono ai bisogni giornalieri. Questa tendenza è valida tanto per l’acquisto di alimentari (63,7%), che
di prodotti cosmetici, di beni destinati alla cura della casa e prodotti per l’igiene personale (69,5%).
Si osserva, però, una leggera variazione di questo comportamento d’acquisto: dal
gennaio 2004 al giugno 2005, il peso dei prodotti comprati in grandi quantità è cresciuto, soprattutto nel caso degli alimenti, passando dal 27,8% al 36,1%. Riguardo alla
dimensione della gamma di prodotti comprati, il 50,7% degli intervistati ha affermato
che si limita al massimo a 9 prodotti differenti; la percentuale di coloro che affermano
questo è più bassa rispetto al gennaio del 2004 (62,6%). Per contro, il numero di coloro che scelgono una gamma più varia di prodotti – 20 o di più – è raddoppiato passando dal 7,2% del gennaio 2004 al 14,9% del giugno 2005. Questa tendenza è più evidente a Bucarest, dove il grado di concentrazione degli ipermercati e delle unità commerciali tipo cash&carry è molto alto.
Come luoghi per gli acquisti, i negozi alimentari continuano ad essere al primo
posto, anche se il loro peso è diminuito nelle preferenze dei consumatori, passando dal
67,8% al 61,8%. Al secondo posto si trovano i supermercati (49,9%), seguiti dai mercati/bancarelle (39,7%), ipermercati e cash&carry (34,4%), chioschi (31,3%), centri
all’ingrosso (17,4%), grandi magazzini inclusi i mall e centri commerciali (13%). In
rapporto alla media nazionale, i cittadini di Bucarest sono abituati a comprare negli
ipermercati e cash&carry in proporzione molto più elevata (78,7%), soprattutto per la
maggiore disponibilità degli stessi.
Tabella 2.11 - Livelli di spesa negli ipermercati e cash&carry
70
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Nel 2005, la spesa media per prodotti di largo consumo, è stata di 31 USD nei
supermercati (rispetto a 25 USD nel 2004), 60 USD negli ipermercati e cash&carry
(rispetto a 49 USD nel 2004) e 40 USD nei grandi negozi (rispetto a 32 USD nel
2004).
2.3
Definizione del consumatore target
Il target per i prodotti di moda in genere è la popolazione giovane, con reddito
medio-alto, che abita nelle grandi città e che ha almeno studi pre-universitari o universitari. La popolazione femminile è la più interessata.
Grafico 2.7 – Distribuzione della popolazione adulta per fascia d’età
Grafico 2.8 – Distribuzione della popolazione adulta maschile per fascia d’età
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STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Grafico 2.9 – Distribuzione della popolazione adulta femminile per fascia d’età
Il consumatore target per la moda di alta qualità si colloca nella fascia di giovani 15-34 anni, con redditi medio-alti, stipendiati oppure imprenditori, che vivono
nelle città grandi. Può essere un funzionario del settore pubblico, bancario o del settore servizi; è interessato a capi di abbigliamento tipo business, elegante ma anche
casual. Più alto è il reddito, più forte è l’interesse per la qualità e il marchio.
I luoghi in cui si acquista sono i negozi specializzati nelle zone centrali delle grandi città e presso i grandi centri commerciali che sono in espansione un po’ in tutte
le grandi città romene.
Il target per la moda di alta qualità può essere anche la popolazione più matura,
con un livello di reddito alto, più elevato della media.
I consumatori di prodotti di moda di alta qualità per occasioni speciali, per eventi tipo matrimoni, battesimi etc sono un’altra fascia target. Per una città di circa
180.000 abitanti si stima che si celebrano tra i 1.000 ei 1.200 matrimoni /anno.
In base ad una ricerca di mercato del 2005, effettuata sempre da Mednet
Marketing Research Center, sulla popolazione urbana delle prime 15 grandi città
della Romania, (circa lo 0,5 % della popolazione di queste città), il livello quantitativo della richiesta è difficile da definire, ma in termini percentuali può essere così
delineata: tra il 20-30% per la fascia 1, ca. il 10-15% della popolazione per la fascia
2, circa il 7% della popolazione per la fascia 3 e meno del 4% per la fascia 4 della
popolazione.
In media, una donna giovane con un reddito oltre quello medio fa acquisti di
abbigliamento/calzature tra i 250-350 Euro ogni due mesi, cioè può spendere circa
1.500-2.000 Euro/anno. Per occasioni speciali, come matrimoni o altre cerimonie,
spende mediamente tra 400 e 800 euro l’anno.
Nel caso di un uomo, negli acquisti un ruolo importante hanno gli articoli
casual, ed in base al tipo di lavoro effettuato, l’abbigliamento tipo business. Gli
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CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
uomini spendono di più per scarpe comode e di qualità. La spesa media annuale per
abbigliamento-calzature è di circa 1.000-1.800 Euro.
Per quanto riguarda la popolazione con reddito medio-alto tra i 35 e i 50 anni,
la spesa annuale è stimabile tra i 500 e i 1.100 Euro.
Per quanto riguarda la periodicità di acquisto, più del 72% della popolazione
acquista articoli di abbigliamento, moda, calzature meno di 1 volta al mese; la periodicità di una volta al mese è stata registrata per il 7,5% della popolazione; più spesso per il 4,9%, mentre più del 15 %, meno spesso di due volte all’ anno.
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STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
3. Caratterisiche dell’Offerta
3.1
Principali mercati di approvvigionamento
Nel 2005, la Romania ha importato merci per un valore di 32,56 miliardi di
euro.
La struttura delle importazioni è stata così caratterizzata: (22%) macchinari,
equipaggiamenti e utensili meccanici ed elettrici, (15%) minerali, (15%) prodotti
tessili/abbigliamento, (14%) prodotti chimici, (10%) mezzi di trasporto.
Quando parliamo di prodotti tessili/abbigliamento, è opportuno precisare che la
maggior parte delle importazioni sono destinate ad una trasformazione in loco e poi
riesportati verso il mercato d’origine.
I principali prodotti del settore abbigliamento, importati per la commercializzazione sul mercato romeno, appartengono alle seguenti categorie:
- prodotti a prezzi molto bassi provenienti da Cina, India, Turchia;
- prodotti di qualità medio-alta e di marchio, provenienti essenzialmente
dall’Unione Europea.
Dai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica romeno per il 2005 risulta che per
la categoria abbigliamento il valore delle importazione è stato di 3332.2 Milioni di
euro, collocandosi al terzo posto tra i prodotti importati con un peso del 10,2 % sul
totale delle importazioni. Per quanto riguarda le esportazioni, la stessa categoria si
trova al primo posto con un peso del 19.1 % sul totale e per un valore di 4218.6
milioni di euro. Relativamente alle materie prime, visto che circa il 60% delle
importazioni è destinata alla lavorazione in conto terzi, risulta che sul valore di circa
2531.2 milioni euro delle importazioni di materie prime solo 801 milioni di Euro
è stato destinato alla commercializzazione interna.
Per il settore calzaturiero il valore delle esportazioni è stato di 1289,5 milioni di
euro collocandosi al sesto posto nella classifica dei prodotti esportati, con un peso
del 5,8 %. Il valore delle importazioni CIF, realizzate nel 2005, è stato di 32568,5
milioni di euro (30061,4 milioni euro in prezzi FOB), con un 23,9% in più rispetto al 2004.
Relativamente ai mercati di origine delle merci riportiamo nelle tabelle che
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CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
seguono dati relativi all’andamento delle importazioni nel periodo 2001-2004 per i
comparti tessile ed abbigliamento.
Tabella 3.1 - Importazioni nel periodo 2001-2004 di fili e tessuti per Paesi di provenienza
Tabella 3.2 Importazioni nel periodo 2001-2004 di fili e tessuti per Paesi di provenienza
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STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Tabella 3.3 Importazioni nel periodo 2001-2004 di abbigliamento per Paesi di provenienza
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Tabella 3.4 Importazioni nel periodo 2001-2004 di abbigliamento per Paesi di provenienza
Come si evince dalle tabelle, l’importazione di abbigliamento ha avuto nel 2004,
rispetto al 2001, una crescita dell’1,62% relativamente alle quantità e dell’1,68% in
termini di valore. Nel 2001 Il mercato straniero principale fornitore era l’UE a 15
con il 39,47% del totale delle importazioni di abbigliamento e per un valore dell’
81,50%. Nel 2004, dal punto di vista delle quantità la Cina é devenuto il principale fornitore della Romania con il 42,90% del totale delle importazioni di abbigliamento, mentre l’UE a 15 ne rapresentava il 29,52%. Dal punto di vista del valore, invece, il peso delle importazioni cinesi è stato solo del 5,79%, nettamente inferiore al 73,94% del valore delle importazioni dalla UE a 15. Altri aumenti significativi, relativamente al 2001, si sono registrati nelle importazioni dalla Turchia.
3.2
Principali aziende straniere che distribuiscono sul mercato
Per quanto riguarda la tipologia di aziende che distribuiscono prodotti di marchio straniero sul mercato romeno, nel settore moda (abbigliamento e calzatura),
possiamo classificarle principalmente in tre categorie:
1. Le aziende straniere presenti direttamente con proprie rappresentanze o reti di franchising
. Queste sono localizzate nei centri storici e nei grandi negozi o nei centri commerciali.
Per il settore moda citiamo: NiKe, Adidas, Lacoste, Marks & Spencer, Kenvelo, Z.
77
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
2. Un’altra categoria è quella di distributori che importano marchi noti, avendo un
contatto diretto con l’azienda produttrice. Spesso si tratta proprio di aziende
costituite specificamente per la commercializzazione di un gruppo di prodotti.
Esempi: Tom Tylor, Stone Creek, Calvin Kline ecc.
3. Infine, una terza categoria è quella dei distributori che acquistano vari tipi e marchi di abbigliamento non direttamente dall’azienda produttrice ma da intermediari e a volte a fine stagione o negli altri periodi di sconti. Succede spesso, in
questo caso di trovare in boutique o nei centri commerciali abiti di marchio ma
pezzi unici.
Tra i nomi più significativi dei marchi commerciali stranieri presenti sul mercato romeno citiamo:
Per l’abbigliamento: Dada, Mango, Diesel, Kara, Calvin Kline, Mark & Spencer,
Morgan, Polo Garage, Famous Brands, Etam, French FRy, Musette, Nexus, Promode,
Puma, Sover, Hechter, Lotto, Blue Danielle, Frankie Costello, Stone Creek, Castro,
Stillman, Mexx, Dockers, Ralf Rolan, Maui, Oxette, Spider, Rossingnol, Northland,
Scott, More and More, Tom Taylor, YOU and ME, BSB, Chanel, Meltin Pot, Poney,
Oakley, Tommy Hillfinger, Lee, Levis, Quick Silver, Guess, Hugo Boss, Junker ecc.
Per le calzature: Otter, Mango, Convers, Nike, Adidas, Puma, Lotto, New Balance,
Neus.
Per la pelletteria: Mango, Daniell Ray, EUERLASTE, Samsonite, Dada.
Oltre a questi marchi noti ci sono poi una serie di prodotti che vengono distribuiti nei centri commercialie tipo Cash& Carry che provengono sia dai paesi con
articoli a prezzi bassi quali la Cina, la Turchia, l’India, sia dai paesi europei. Questi
prodotti spesso usano sia nomi conosciuti sia nomi molto simili a marchi noti. Si
tratta di articoli sportivi, blue jeans, intimo, calzature, etc.
3.3
Principali marchi o griffe italiane presenti sul mercato
Una prima categoria è rappresentata da aziende italiane presenti direttamente tramite proprie rappresentanze o reti di franchising quali: Benetton, Stefanel, Max Mara.
Stefanel e Benetton sono presenti sia a Bucarest che a Timisoara, Costanza, Brasov
e altre città grandi della Romania.
Max Mara ha un bel negozio sul viale Victoria, un posto di prestigio in Bucarest.
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Una seconda categoria è rappresentata dai distributori romeni di marchi italiani.
Ne citiamo alcuni a titolo di esempio tra i più significativi:
nel settore calzaturiero :
- Il Passo, presente oltre che Bucarest a Timisoara, Costanza, Brasov, Iasi, Piatra
Neamt;
- - Benvenuti, presente sia Bucarest che Timisoara, Cluj, Targu Mures, Satu Mare,
- Bata, che ritroviamo a Bucarest, Timisoara, Iasi, Brasov
- Veronese, Fiorangelo, Geox, Fornarina, Giulio, Franco Rossi, Gucci presenti a
Bucarest;
nella pelletteria:
Anna Rinaldi, Mandarina Duck., Nara Camincie, Guru, Bigotti, Azzaro,
Trussardi.
Nel settore dell’intimo:
I.D. Sarrieri, presente a Bucarest, Timisoara, Costanza,
Pompea, Intimissimi, Golden Lady, la Perla, Le Ilieve, Sampellegrino, Golden Lady
che si possono trovare sia nei negozi di lusso, che nei centri commerciali e cash&carry.
nel settore abbigliamento: Sash, Miss Sixty, Sisley, 55DSL, Alta Moda, Terzo Atto,
Ziggo, Verdissima, Franco Benussi, Ravioli, ONIX, Energy, Belfe, Ciao-Ciao, Guara,
Terra Nuova, Valentino, Armani, Champions. La maggior parte di questi marchi è presente nei centri commerciali tipo Mall, ma anche in boutiques nei centri storici e nei
grandi negozi delle città più importanti.
3.4
Principali marchi o griffe romene presenti sul mercato
Oltre ai marchi stranieri, ed in particolare italiani, citati nei paragrafi precedenti, si può dire che sempre più rilevante comincia ad essere la presenza sul mercato di prodotti di marchio romeno.
In Romania, prima del 1989 avere una casa di moda e presentare delle collezioni sotto il nome proprio o marchio proprio era quasi impossibile. Però, visto
che la moda è un settore importante per l’economa del Paese, un campo che se
trattato in modo serio può offrire grandi opportunità d’affare, sempre più forte è
l’attenzione che gli viene rivolta da coloro i quali vogliono cogliervi anche una
opportunità per esprimere la propria creatività ed immaginazione.
I designer romeni non hanno ancora una valida esperienza professionale.
79
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Tuttavia, negli ultimi dieci anni sono stati fatti molti passi avanti. Uno degli eventi più importanti che si svolgono nel Paese destinato al settore moda è la “Iasi
Fashion Week”, un evento di eccezione realizzato da professionisti per professionisti e riservato ad un pubblico specializzato, stampa di settore, buyers, opinionisti Ha quattro sezioni: designers consacrati, designers giovani, biancheria e il
"Made in Ro". La sezione che attira più attenzione nell’ultimo periodo è la sezione dei giovani disegners. L’integrazione della Romania nell’Unione Europea porterà una modifica seria nella struttura dell’industria delle confezioni. Il crollo del
sistema lohn sarà seguito inevitabilmente da fallimenti e disoccupazione. La riorientazione verso la creazione è la migliore soluzione per fronteggiare la crisi. Per
questo motivo l’evento di Iasi riscuote sempre più interesse, qui si scoprano i giovani talenti e di conseguenza i nuovi brand.
Una delle più note creatrici di moda romene all’estero è Doina Levintza, lanciata dalla televisione nazionale, e conosciuta per la creazione di abiti e costumi
per il teatro. Dopo 1990 ha aperto una propria ditta specializzata tanto nei costumi per lo spettacolo quanto nell’alta moda. Il suo esordio nel mondo della moda
mondiale è stato nel 1984, a Parigi. Sono seguite presentazioni a Montecarlo, a
Washington, ecc. Nel 1997 e nel 1998 ha presentato le proprie collezioni nell’ambito della famosa “Settimana della Moda” di New York, rappresentando l’unico
designer dell’est-europeo presente a questa manifestazione.
Irina Schrotter è uno dei nomi di referenza della moda romena. La sua casa di
moda è stata creata nel 1990. Nel 1996 ha aperto a New York il suo primo showroom. Nello stesso anno Irina Schrotter concepisce, organizza e sostiene “Il
Festival Internazionale di Moda di Iasi FIM” conosciuto come “Iasi Fashion
Week” dimostrando in questo modo che può diventare “il motore” di questa
industria. Dal 2001 Irina Schrotter partecipa due volte all’ anno al Salone:”Preta Porter” di Parigi e comincia a presentare le proprie collezioni nei negozzi di lusso
di 18 paesi di 4 continenti. Casa di Moda” Irina Schrotter” dispone di uno studio di creazione, una ditta di confezioni e 8 negozi propri di vendita.
Agnes Toma ha creato l’etichetta che ha il suo nome nel 1994. L’abito da sposa
è il primo prodotto firmato Agnes Toma, poi dal 1999 si aggiungono vestiti di
gala e abiti da sera per donne. Le creazioni del designer sono ospitati in questo
momento dalla catena nazionale di negozi “Alb si Negru”, fondato in collaborazione con Dinasty, azienda produtrice di abiti maschili.
80
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Liza Panait, altro importante stilista romeno, è conosciuto soprattutto per la
tipologia di tessuti naturali lavorati: il lino, la canapa, il cotone, la seta. Fa parte
della categoria di designer abituati a realizzare da sola i modelli creati.
Tina R., in circa 10 anni di attività è stato costantemente negli avamposti
delle iniziative per portare in Romania le tendenze della moda internazionale.
Soprattutto, Tina R. ha introdotto il sistema di “franchise” interna, un’avanguardia in Romania. Ha proposto un messaggio chiaro e forte riguardante le novità di
ogni stagione – attraverso le più vaste campagne d’immagine fino ad ora nella
moda romena.
Nichi Cristina Nichita – il brand Nichi detiene al presente una posizione leader nel settore delle confezioni di donna al livello nazionale. Ha una buona rete
di distribuzione in tutto il paese, le collezioni si vendono in 4 negozi propri e in
più di 60 altri magazzini.
Elena L?slean - “Ellis" è diventato un marchio, a livello nazionale, che non ha
più bisogno di presentazione. Nel novembre 1991, si è costituita la Casa Ellis, ed
in dicembre 1992 è stato inaugurato la sede in Arad. Oggi, le creazioni Ellis sono
conosciute sia nel paese che all’estero. Nell’agosto del 1995, la Casa Ellis ha rappresentato la Romania alla Fiera di Moda di Dusseldorf, Germania; un mese dopo
è stata selezionata per la competizione di moda Mittel Moda di Italia; in maggio
1996 ha rappresentato la Romania alla Fiera Internazionale Foire di Parigi, in
ottobre 1999, a Ginevra le è stato assegnato il trofeo “Stella d’Oro” per la qualità,
dalla Business Initiative Direction. Ha partecipato altresì a festival di moda organizzati in Romania. Le collezioni della Casa Ellis si vendono attraverso i magazzini propri di Arad, Timisoara, Craiova e Bucarest.
C?t?lin Botezatu è uno dei più bravi designers romeni, essendo stato nominato il "Designer dell’Anno" quattro volte consecutivamente, ha ricevuto per ben
due volte, nel 2001 e nell’anno 2002, il “Premio di Eccellenza in Moda", e nel
2001 nello show "I Superlativi dell’Anno - VIP" ha ricevuto il "Premio per il
miglior designer di haute-couture". Ha fatto shows e presentazioni di moda a Las
Vegas, a Hard Rock Hotel nell’ambito della competizione "Supermodel" organizzato dalla famosa agenzia Ford, a Windock in Namibia, a Sun City in Sud Africa,
a Amir Palace di Tunisia (1999), in Egitto quando e stato il primo designer del
81
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
mondo che ha ricevuto il permesso di fare un shooting nei celebri posti sacri di
Egitto (2000), a Kusadasi, in Turchia (2002), a Milano dove ha partecipato alla
famosa "Settimana della Moda di Milano" (2002), a Montecarlo (2003, 2004), a
Cannes (2004), a "Bali Fashion Week", in Indonesia (2004), in Islanda a
Chiflin?u, Mosca, Budapest, Ibiza e Roma.
Mihai Albu – Lavorati interamente a mano, i suoi prodotti di pelletteria e calzature sono presenti nella rete di magazzini AMI, di cui il design interno è firmato dall’architetto Mihai Albu. Oltre al valore conferito dall’impronta di Mihai
Albu ai prodotti di calzatura e pelletteria creati da lui, alle sue creazioni si aggiunge anche l’unicità dei materiali usati, importati da case famose di Italia, Svizzera e
Francia, e anche la creazione e l’ordine esclusivo di tacchi personalizzati fatta al
più prestigioso produttore di accessori per calzature del mondo, l’unico fornitore
di alcune case che non hanno più bisogno di presentazione: Prada, Gucci, Casadei
o Cristian Lacroix.
3.5
Dazi e procedure doganali per l’importazione
In linea di massima, i dazi doganali non esistono più per i prodotti provenienti dai paesi dell’Unione Europea. I prodotti devono avere il certificato di origine
europeo, EUR, per dimostrarne la provenienza. Il certificato EUR 1, insieme alla
fattura ed eventuali certificati di qualità, devono essere in originale, e l’importatore deve fornire una traduzione per la fattura. Sul certificato EUR 1, per qualunque tipo di merce, occorre indicare il codice doganale, la quantità, il prezzo e il
valore, specificando la valuta in cui sono espressi prezzo e valore. Sulla fattura
bisogna riportare tutti i dati necessari per l’identificazione della merce, compresa
la provenienza: rispetto a quest’ultimo aspetto si deve specificare, fra l’altro, il
punto preciso di arrivo (Incoterm “CIP” - Carriage and Insurance Paid to).
Se il valore del trasporto non è incluso nella fattura della merce, occorre predisporre una fattura per il trasporto, per poter stabilire il valore in dogana sul
quale si calcola, poi, l’importo dell’IVA da pagare che, in Romania, è pari al 19
%. Il valore in dogana, quindi, è il valore della merce CIP città romena di destinazione, indicato in fattura, compreso il costo del trasporto e di eventuali assicurazioni.
Solo per i prodotti considerati di lusso, come gioielleria, oro e pietre preziose,
è prevista una sovrattassa, pari al 25% del valore in dogana.
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CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Lo sdoganamento è fatto dall’azienda importatrice romena e si porta a compimento nel momento in cui l’IVA è stata pagata ed è entrata nelle casse dell’autorità romena di riferimento. Lo sdoganamento si effettua, di solito, nella città di
destinazione e può durare da un paio di ore ad un paio di giorni.
Se la fattura non contiene in originale tutte le informazioni richieste o non ci
sono tutti i documenti che servono, è possibile che la merce non venga sdoganata e si deve depositare per il tempo necessario all’arrivo dei documenti. Questo
vuol dire spese aggiuntive e tempo perso.
L’importazione temporanea è quella utilizzata nei sistemi di produzione lohn
e che in genere riguarda componenti o materie prime necessarie per realizzare il
prodotto finito. Essa prevede che il partner locale avvii una pratica, detta di “perfezionamento attivo” per la quale occorre l’approvazione da parte della Direzione
Generale della Dogana sulla base di una documentazione che i soggetti interessati devono presentare per dimostrare che vi sono le condizioni per avvalersi del
regime sospensivo sul pagamento dei dazi doganali e delle tasse dovute (IVA).
Il caso tipico di importazione temporanea è quello di un’azienda romena che
lavora in conto terzi per un’azienda italiana, che importa materie prime necessarie per la realizzazione, ad esempio, di capi di abbigliamento o di calzature. Il perfezionamento attivo, richiesto dalla ditta romena, si applica quindi alle merci
importate che, terminato il processo di lavorazione, sono poi importate dall’impresa italiana. Il pagamento di dazi e tasse, quindi, avviene al momento dell’esportazione del prodotto finito. Quando il periodo intercorrente tra l’importazione
delle materie prime e l’esportazione dei prodotti finiti (detti “compensatori”)
supera i 2 anni la Direzione Regionale Doganale, in genere, riesamina la pratica.
In ogni caso, il termine entro cui i prodotti finiti devono essere esportati o ricevere un’altra destinazione doganale è determinato sulla base del tempo ragionevolmente necessario per trasformare la/e materia/e prima in prodotto finito.
In Romania si utilizza la stessa nomenclatura combinata dei codici doganali
(HS) usata in tutta l’Unione Europea.
Si riportano qui di seguito i codici doganali di alcuni articoli dei settori tessile/abbigliamento e cuoio/calzaturiero:
83
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Tabella 3.5 - Codici doganali dei principali prodotti del settore moda
3.6.
Regime societario
Salvo che per accordi commerciali (ad esempio: vendita di prodotti importati
da soggetti romeni, affidamento di commesse, etc), per operare direttamente in
Romania occorre costuire una società con personalità giuridica romena.
La legge fondamentale sulle società commerciali, n. 31 del 1990, è stata più
volte modificata nel corso dei successivi 15 anni.
Le forme societarie sono sostanzialmente le medesime previste dalla normativa
italiana:
- società in nome collettivo – S.n.c.
- società in accomandita semplice – S.a.s.
- società in accomandita per azioni – S.a.p.a.
- società a responsabilità limitata – S.r.l.
- società per azioni – S.p.A.
Per tutti i tipi di società, non esiste alcun obbligo che della compagine sociale
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CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
faccia parte un socio di nazionalità romena.
Le prime due forme di società seguono le stesse regole in merito alla responsabilità per le obbligazioni sociali previste per le loro omologhe italiane - responsabilità solidale e illimitata in capo a tutti i soci per la S.n.c. e in capo ai soli accomandatari per la S.a.s., mentre la responsabilità è limitata al valore del conferimento
per gli accomandanti. La responsabilità nella S.a.p.a. segue le stesse regole previste
per la S.a.s. con riferimento alle azioni possedute da ogni singolo socio.
Per quanto riguarda la S.p.A. e la S.r.l., le forme societarie più diffuse, i soci
sono responsabili fino al valore delle azioni, o rispettivamente, delle quote possedute.
Ulteriori “forme” per le società di operare in maniera delocalizzata sul territorio
romeno sono: succursali, filiali, uffici di rappresentanza.
Le Succursali devono essere registrate presso il Registro del Commercio, ma
non assumono personalità giuridica propria (anche se soggetti agli stessi obblighi
fiscali delle società) restando di fatto emanazioni della società madre.
Le Filiali, a differenza delle succursali, vengono costituite come vere e proprie
società commerciali, nelle forme previste dalla legge, ed assumono personalità giuridica a tutti gli effetti.
Il funzionamento degli Uffici di rappresentanza è subordinato ad un’autorizzazione rilasciata dal competente Ministero (Ministero dell’economia e del commercio). Questo tipo di presenza delle società estere all’interno del territorio romeno è
caratterizzato dal vincolo della limitata operatività. Gli uffici di rappresentanza
non possono infatti svolgere attività commerciale diretta di alcun tipo.
Le forme societarie più utilizzate dagli investitori stranieri in Romania sono la
S.r.l. e alla S.p.A.
Per la S.r.l il capitale sociale minimo è di 200 RON (circa 60 euro) ed è sufficiente anche un socio unico; per la S.p.A., il cui capitale sociale minimo è di
25.000 EURO, si richiede un numero minimo di 5 azionisti.
85
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
4. Sisterma distributivo
4.1
Definizione dei canali distributivi
Nel sistema distributivo romeno ci sono state importanti modifiche strutturali,
dovute all’apparizione di nuovi sistemi e strutture logistiche adeguate alle richieste
attuali del mercato e sono stati sviluppati ed applicati nuove tecniche di marketing.
Il sistema distributivo si realizza attraverso canali sempre più brevi: mentre
prima il settore del commercio all’ingrosso richiedeva grandi magazzini per lo stoccaggio, oggi la “catena” va dal produttore, tramite l’importatore, al commercio al
dettaglio oppure a distributori che però fanno sempre meno stoccaggi.
Per la merce italiana il canale di distribuzione può avere la variante più lunga,
produttore-importatore-distributore, per poi passare al commercio al dettaglio, che
può essere rappresentato da diverse tipologie di negozi. Il canale più breve potrebbe
anche non prevedere un distributore: in tal caso, è l’importatore che si assume il
compito anche di distribuire la merce.
Altri canali/sistemi più diretti e brevi di accesso al mercato sono:
- la rappresentanza tramite agenti
- la rappresentanza attraverso una azienda costituita ad hoc (che consente di conoscere meglio il mercato romeno) che si può occupare dell’importazione, della
promozione e distribuzione dei prodotti sul mercato
- il franchising
In Romania esistono circa 100.000 negozi, che fanno entrare il Paese nel top
Europeo del settore.
Il primo tipo di negozio sviluppatosi dopo 1989 è stato la boutique, un piccolo
negozio, a volte non specializzato, che cambia profilo a seconda dell’andamento del
mercato. E’ tipico nei centri storici delle grande città. Agli inizi degli anni ‘90 hanno
cominciato a svilupparsi nuove strutture di vendita:, ipermercati, cash & carry,
supermercati e hard discount, mall e centri commerciali.
In Romania sono presenti strutture commerciali di retail della Germania,
Austria, Belgio, Francia ecc.
Si illustrano qui di seguito, più in dettaglio, le principali strutture di distribuzione e vendita dei prodotti al consumo.
86
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
IPERMERCATI
In Romania sono presenti due gruppi: Cora e Carrefour.
Carrefour ha fatto il suo ingresso in Romania nel giugno 2001 avviando il primo
ipermercato a Bucarest su di una superficie di vendita di circa 9.000 mq. Il gruppo Carrefour (Hyparlo), rappresenta uno dei più importanti a livello europeo con
circa il 9,9% del giro d’affari dei primi 30 retailers (secondo le stime di I.G.D. Immobiliare Grande Distribuzione SpA) ed una quota di mercato di 2,9 % del mercato di retail e di 4,8 % nel retail di beni di consumo.
A Bucarest il gruppo francese ha quattro ipermercati ed ha aperto il primo ipermercato a Brasov. Il gruppo ha intenzione di aprire circa 20 ipermercati nelle città
grandi (con oltre 300.000 abitanti), raggiungendo un investimento totale di circa
500 milioni di euro
Il gruppo belga Cora (Cora Louis Delhaize), concorrente diretto del gruppo
Carrefour, è entrato in Romania con l’apertura di un ipermercato a Bucarest nel
2003. ”Cora Granitul’’, così è denominato, risulta da un investimento di 50 milioni di euro, ed ha una superficie totale di 40.000 mq, di cui 16.000 mq sono rappresentati dalla superficie di vendita. Nel 2003 hanno avuto un fatturato stimato in
circa 100 milioni di euro. Si commercializzano oltre 100.000 prodotti.
Entro il 2010 , il gruppo Louis Delhaize ha intenzione di aprire altri 14 ipermercati in Romania, con un investimento complessivo di circa 500.000 milioni di euro.
CASH & CARRY
Tra le multinazionali della GD la tedesca Metro - arrivata sul mercato romeno
nel 1996 – è presente oggi con 23 cash & carry ed ha in programma l’apertura di
altri cinque magazzini, nelle grandi città del Paese. Ogni negozio prevede un investimento di circa 15 milioni di Euro, ha una superficie di vendita tra i 6500 e i
10.000 mq, circa 350 dipendenti e vi vengono venduti oltre 15 mila prodotti food
e non-food. Ne sono stati aperti 4 a Bucarest, 2 a Costanza, 2 a Timisoara e 2 a
Brasov; altri 13 nelle città di Arad, Bac?u, Baia Mare, Cluj, Iafli, Craiova, Gala?i,
Ploieflti, Oradea, Sibiu, Suceava, Piteflti e Targu Murefl.
La Selgros è la rete cash & carry del gruppo Rewe Germania, con sede a Brasov.
Ogni negozio ammonta ad un investimento di circa 15 milioni di euro. Nel 2005
la rete di Selgros aveva 12 unità sul mercato romeno, di cui 3 a Bucarest e nelle grandi città come Arad, Târgu Murefl, Costanza, Timisoara, Oradea, Cluj Napoca,
Craiova e Ploieflti. Hanno intenzione di aprire altre 15 negozi nelle città principali.
87
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
CATENE DI SUPERMERCATI E HARD DISCOUNT
I supermercati sono stati la prima tipologia tra i canali distribuzione propri dell’economia di mercato a fare ingresso in Romania. Già nel 1990 vengono aperti con capitale estero - alcuni supermercati che trattano prevalentemente prodotti di
largo consumo (generi alimentari, articoli per l’igiene della persona e della casa)
organizzati con una rete di vendita nella capitale e nelle grandi città.
Al gruppo tedesco Rewe fanno capo sia la più importante catena di supermercati (Billa) sia il marchio della rete XXL Mega Discount. Attraverso il marchio Billa,
Rewe è presente con 10 unità sparse sull’intero territorio del Paese e prevede l’apertura di altri 40-50 punti vendita. Il gruppo tedesco ha aperto il primo XXL Mega
Discount in Romania a Bucarest il nel 2004 e se ne prevede l’apertura di altri 4 a:
Bucarest, Buz?u, Sibiu e Târgoviflte.
Ancora con riguardo agli hard discount, è presente il già citato gruppo Louis
Delhaize che opera in Romania con il marchio Profi, attraverso una catena di negozi ubicati prevalentemente nella zona della Transilvania, nell’Ovest del Paese. Nel
2004 il gruppo belga ha aperto 20 supermercati, e intendono mantenere un ritmo
di circa 10 supermercati ogni anno.
Nel 2005 è sbarcata in Romania la Tengelmann. La compagnia Plus Discount,
membro del gruppo tedesco di distribuzione Tengelmann, ha avviato nel 2005 l’apertura in alcune città romene, compresa Bucarest, dei primi 15-20 supermercati sul
totale programmato di 120. Ogni supermercato avrà 1.500 metri quadrati, di cui
1.200 dedicati alla vendita (costruiti su lotti di 5.000 metri quadrati con 80-100
posti auto). Il valore totale degli investimenti per la realizzazione del progetto è di
200 milioni di euro, di cui 17 milioni per un centro logistico ubicato a Ploiesti. La
Tengelmann ha già acquistato un terreno di 138.000 metri quadrati per il futuro
centro, dove verranno realizzate tutte le operazioni logistiche (prelievo, deposito,
preparazione delle ordinazioni e consegne per ogni unità).
Altre catene che si sono sviluppate in Romania sono gestire da aziende romene.
Si tratta della catena a marchio Artima Retail che, orientata prevalentemente verso
città con popolazioni tra 35mila e 150mila abitanti, opera nel Nord e nell'Ovest, e
la catena Univers’All con già 5 supermercati ed una previsione di apertura di 3
supermercati l’anno. Contribuiscono, infine, alla distribuzione di alcuni beni di
largo consumo (FMCG) – attraverso negozi complementari all’attività principale –
le catene dei distributori di carburanti quali Shell, Petrom, Agip e OMV.
MALL
Il più grande centro commerciale della Romania - Iulius Mall – è nella città di
88
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Timisoara, nella zona Circumvalatiunii - Calea Lipovei.
"Iulius Mall" dislocato su di una superficie di 73.000 quadrati e su quattro piani,
prevede cinque sale cinematografiche, una piscina, una pista di pattinaggio, otto
fast-food, un casinò e una cappella. Si tratta di un grande investimento (35 milioni
di euro) che attirerà consumatori da tutte le città vicine. D’altra parte i romeni sono
sempre stati attirati dai centri commerciali mall e la cosa è dimostrata dal fatto che
il “Bucharest Mall” – primo centro commerciale aperto nel Paese – registra tra i 10
e i 15 milioni di visitatori all’anno per una stima di vendite che si attesta intono ai
150 milioni di dollari l’anno. Nei primi tre piani del “Bucharest Mall”, vi sono
negozi di marca di beni di largo consumo ma anche firme del settore moda, al quarto piano vi sono invece i punti ristoro e divertimento (ristorante, sale cinema multiplex e bowling). L’altro Mall di Bucarest si estende su una superficie di 104.000
mq, con oltre 150 negozi.
Altre città, oltre Timisoara, in cui sono stati aperti Mall sono: Iasi, Oradea, Brasov.
A Costanza, inoltre, come in altre città, vecchi grandi negozi sono stati ristrutturati e
trasformati in centri commerciali. A puntare in particolare su questo tipo di operazione – l’ acquisto di alcuni grandi ex-magazzini di Stato – è la Winmarkt, del gruppo di
investimenti "New Century Holdings" che gestisce attualmente 14 grandi magazzini,
ristrutturati e trasformati in mini-malls, con esercizi commerciali che vendono prodotti non food e che punta a trasformare altri 30 ex-magazzini. La compagnia turca
Anchor Grup - divisione del gruppo FIBA - che ha costruito i primi due centri commerciali nella capitale – Bucharest Mall e Plaza Romania – estenderà la sua presenza
nel Paese con l’apertura di altri shopping center.
CENTRI COMMERCIALI DEL TIPO „FAI DA TE”
I primi grossi marchi retailers del settore “fai da te” comparsi sullo scenario della
distruzione romena nel 2001 sono il francese Bricostore e Praktiker, presenti a
Bucarest ed in altre grandi città.
NEGOZI SPECIALIZZATI
Le reti di negozi specializzati più importanti fanno capo a due catene di elettrodomestici: Altex Impex Srl (con 110 negozi) e Flanco Internazional (con oltre130
negozi.). Il gruppo Mobexpert, poi, ha una rete di commercializzazione di mobili
ed arredi, con un giro di affari di oltre 110 milioni di Euro/anno.
VENDITA “DOOR TO DOOR”
Il sistema di vendita a domicilio è rappresentato solo dalle reti di prodotti cosme89
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
tici (Oriflame ed Avon Cosmetics), di prodotti per la casa e cosmetici (Zepter) ed il
network marketing della ditta statunitense Amway, basato sul sistema “multilivel”
cioè la fidelizzazione dei clienti che diventano a loro volta promotori.
FRANCHISING
Diffusosi in Romania in maniera progressiva, seppur lenta, il settore del franchising sta vivendo un rapido sviluppo: il record è stato registrato nel 2004, quando in
Romania sono entrati oltre 40 nomi nuovi. Sempre nel 2004, il giro di affari delle
compagnie operanti in franchising ha superato 700 milioni di euro.
Il commercio ed i servizi sono senza dubbio i settori di maggior interesse. Uno
studio della CHR Consulting afferma che sul mercato romeno sono entrati 171
marchi internazionali e nazionali di franchising. Le reti da essi sviluppati cumulano
attualmente 1.100 unità territoriali e 11.400 dipendenti. I settori interessati sono
estremamente vari: dai negozi di abbigliamento, gioielli e cosmetici, fino ai supermarket, caffè, fast food e servizi alberghieri.
Nel campo della commercializzazione dell’abbigliamento esistono 55 marchi in
franchising. Zara, Intersport, Athlete Foot's o Primo Emporio sono soltanto alcuni
dei grandi nomi entrati ultimamente in Romania.
Una delle spiegazioni dello sviluppo prevalente del franchising nel campo dei
servizi e del commercio al dettaglio è il livello maggiormente ridotto del capitale
necessario per iniziare un’attività. Nel 2004, per esempio, il fee d'ingresso ad una
delle reti di franchising si aggirava dai 500 euro ad oltre 250.000 euro.
A ciò si aggiungono le royalties (pagate mensilmente dal franchisee, espresse in
una percentuale applicabile al volume di affari, che varia, in genere tra lo 0 ed il 56 % per il franchising di retail, rispettivamente tra il 6 ed il 20% per i servizi), una
tassa di pubblicità (che può arrivare, in alcuni casi, al 3% o addirittura al 6%).
Il franchisee deve anche investire nell’allestimento dello spazio e nella attrezzature necessarie all’attività, somme che variano tra 10.000 e 200.000 euro, nel caso dei
servizi, o tra i 45.000 ed oltre 350.000 euro nel caso del franchising di retail. In linea
di massima le spese vengono ammortizzate entro 3-4 anni.
Il tasso di successo del franchising è stimato in Romania al 93%", afferma
Razvan Blid. Mentre gli USA sono al primo posto nella classifica per Paesi di origine dei franchisor, i marchi autoctoni si piazzano, sorprendentemente, al secondo
posto. La CHR Consulting considera che l’interesse degli investitori autoctoni ad
estendere i loro affari tramite il franchising continuerà a crescere e, almeno 5-6 tra
di loro, sceglieranno annualmente questo sistema.
90
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Anche i brand internazionali continueranno la tendenza registrata nel 2004, con
30-40 nuove entrate all’anno.
Dal volume totale di affari di circa 730 milioni di euro registrato nel 2004 dal
sistema del franchising in Romania, quasi il 44% (318 milioni di euro) è rappresentato dalle società dell’industria delle bevande rinfrescanti, alcoliche e del settore dei
materiali di costruzione.
Al secondo posto, con 206 milioni di euro, si piazza il franchising dei servizi
finanziari, della pubblicità, delle risorse umane e della manutenzione.
Il franchising nella distribuzione e nel retail (moda, gioielli, apparecchi elettrici
ed elettronici, prodotti petroliferi, prodotti per la cura del corpo) hanno registrato
un volume di affari di 146 milioni di euro, quello dell’industria fast food ed alimentare 32 milioni di euro, e quello del settore alberghiero 28 milioni di euro. Il numero delle reti di franchising operative attualmente è:
- nella distribuzione – retail 87
- nei servizi 78
- nell’industria 6
Dei 171 marchi di franchising attualmente sviluppati in Romania negli ultimi
anni, 43 sono autoctoni. Metà delle reti operano nella distribuzione e retail. Le più
estese sono Fornetti (300 unità), Alloys Dallmayr Kaffe (117 partner) e Germanos
(75 unità). Altre reti presenti nella maggior parte delle città sono Depozitul de
Calculatoare, Motor, Rompetrol, American Life Insurance Company, Kenvelo e
Tina R.
Nel settore abbigliamento sono presenti i grandi nomi dei capi sportivi e casual
come Nike, Adidas, Puma, Champion, i marchi di blue jeans Diesel, Lewis, Lee,
marchi di abbigliamento Max Mara, Stefanel, Benetton, e un grande numero di
marchi di prodotti cosmetici, profumi, etc.
Vi sono poi le reti di negozi sportivi e casual Kenvelo (presente in Arad, Brasov,
Bucarest, Cluj, Costanza, Craiova, Deva, Iasi, Oradea, Sibiu, Timisoara) e Tina R.
Altre marche in franchising nel settore moda sono: British Home Stores - Gran
Bretagna (abbigliamento, tessili, prodotti per la casa); Mothercare- Gran Bretagna
(abbigliamento, articoli pre-maman, neonati e bambini).
COMMERCIO ELETTRONICO
E’ un modo nuovo di distribuzione, sempre più presente sul mercato romeno,
anche se per il settore moda non è uno strumento molto adatto, visto il bisogno di
toccare e di misurare i prodotti da parte del potenziale consumatore.
A questo riguardo, è interessante ricordare che, il 18 e 19 settembre 2006 si terrà
91
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
a Bucarest E-COMM-LINE 2006, settima Conferenza Europea sull’ E-learning, ebusiness, e-commerce, e-banking, e-government, e-work, etc.
Si riportano qui di seguito dati relativi ai principali operatori della grande distribuzione in
Romania.
IPERMERCATI
CARREFOUR (Hyparlo)
Sos.Bucuresti-Ploiesti nr.10, bl. 22, et.1, sector 1, Bucuresti
tel: 0040 21 2326524
fax: 0040 21 2322091-2322098
Sito Internet: www.carrefour.ro
CORA (Gruppo Cora Louis Delhaize)
Str. Aron Cotrus 51 B, vila 4-5, sector 1, Bucuresti
tel/fax: 0040 21 2326606 – 2039666 – 2039667 - 2039668
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.cora.ro
CASH & CARRY
METRO (Metro Rom Invest s.r.l.)
Sos. Bucuresti-Ploiesti 289, CP. 0-13, 71914 Otopeni
tel: 0040 21 2081150
fax: 0040 21 2361403
Sito Internet: www.metro.de
SELGROS (Gruppo Rewe Germania/Selgros Cash&Cary S.R.L.)
Calea Bucuresti n.231, 2200 Brasov
tel: 0040 268 307343
fax: 0040 268 307230
Sito Internet: www.selgros.ro
CATENE SUPERMERCATI
MEGA IMAGE (Gruppo Delhaize “The Lion”-Belgio)
Str. Ion Mihalache nr.92, sector 1, BUCURESTI
tel : 0040 21 2246677
fax : 0040 21 2246011
E-mail: [email protected]
92
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
BILLA ROMANIA (Gruppo REWE Germania)
Str.Barbu Vacarescu nr.154-158, sector 2, 714241 Bucuresti
tel: 0040 21 2055600
fax : 0040 21 2055602
E-mail: [email protected]
PROFI DISCOUNT (Gruppo Cora Louis Delhaize)
Str. Putna 14A, 1900 Timisoara, jud. Timis
tel 0040 256 244100
fax: 0040 256 244108
E-mail: [email protected]
XXL MEGA DISCOUNT (Gruppo Rewe Germania)
Sos.Fundeni nr.38-40, sector 2, Bucuresti
tel: 0040 21 2554081-2554084-2554085
fax: 0040 21 2554086
LA FOURMIE (Family Store Exim s.r.l.)
Spaliul Unirii nr.96, sector 6, Bucuresti
tel : 0040 21 3302991 - 3306950
fax: 0040 21 3306690
[email protected]@mb.roknet.ro
GIMA (Gimrom Holding/Fiba Group-Turchia)
c/o Centro Commerciale Bucuresti Mall
Calea Vitan 55-59, Bucuresti Mall
tel: 0040 21 3276740
fax: 0040 21 3276751 - 3276744
E-mail: [email protected]
RAINBOW GROUP (Supermercati NIC)
Str. Av. Radu Beller nr.6, sector 1, Bucuresti
tel: 0040 21 2300750-2129926
fax: 0040 21 2300955
ANGST
Sos.Bucuresti-Targoviste nr.298, Buftea, jud. Ilfov
tel/fax : 0040 21 2254400 – 2254500
UNIVERS’ALL
93
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Bd.Carol I nr.31-35, Intrarea Italiana, corp IV, et.5, sector 2, Bucuresti
tel: 0040 21 2507152
fax: 0040 21 2507154
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.universall.ro
CENTRI COMMERCIALI / MALL
BUCURESTI MALL (Fiba Turchia)
Calea Vitan nr.55-59, sectpr 3, 74351 Bucuresti
tel: 0040 21 3276700/01/02/11
fax: 0040 21 3276712 - 3209209
IULIUS MALL
Bd.Tudor Vladimirescu, Iasi, jud. Iasi
tel: 0040 32 208506/7/8
fax: 0040 32 258301
E-mail: [email protected]; [email protected]
Sito Internet: www.iuliusmall.com
NEGOZI “FAI DA TE”
BRICOSTORE (del francese Bricostore)
Autostrada Bucuresti-Pitesti km 11-12, Bucuresti
tel: 0040 21 407.70.77
fax: 0040 21 407.70.78
E-mail: [email protected]
PRAKTIKER
Str.Scolii nr.7, Com.Voluntari, jud.Ilfov
tel: 0040 21 204.71.20
fax: 0040 21 204.71.59
CATENE NEGOZI SPECIALIZZATI
ALTEX (Altex Impex Srl)
Str. Stefan cel Mare nr.6, 5600 Piatra Neamt, jud.Neamt
tel: 0040 233 210671
fax: 0040 233 230817
E-mail [email protected]
Sito Internet: www.altex.ro
94
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
DOMO (Interexpo Prodcom Srl)
Str.Cimitirului nr.29, 4050 Covasna, jud.Covasna
tel: 0040 267 363012
fax: 0040 267 364669
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.domo.ro
FLANCO (Flanco International Srl)
Str.Biharia nr.66-77, sector 1, Bucuresti
tel: 0040 21 201.12.80
fax: 0040 21 201.12.90
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.flanco.ro
4. 2
Brevi schede illustrative dei maggior importatori e/o distributori
Si riportano qui di seguito dati relativi ai principali importatori e distributori romeni presenti sul mercato.
AGRESIV
Bd. I.C. Bratianu nr. 29–33 - Bucarest
Tel. 0040 21 3039696; Fax 0040 21 3039699
Descrizione attività:
Importazione e distributore di abbigliamento, marocchinerie, accessori
RIVER WOODS
Mario Plaza-Calea Dorobantilor nr. 172, sector 1
http://www.ghidul.ro/firma.php?id=18134- Bucarest
Tel: 0040 21 4102066; Fax: 0040 21 4102066
Web: www.riverwoods.ro ; E-mai: [email protected]
Descrizione attività:
Importazione e commercio (anche in Portogallo, Francia, Italia, Belgio, Olanda, Inghilterra
e Spagna) di abbigliamento (casual ed elegante) e accessori di alta qualità realizzati
nell’Unione Europea
MODA & STYLE
Sos. Oltenitei nr. 2 (City Mall), etaj 1, sector 4 - Bucarest
Tel. 0040-212068082; Fax: 0040 21 2068083
Descrizione attività:
Commercializzazione di articoli di abbigliamento e calzature per adulti e bambini delle
seguenti marche: Valentino Roma, Moschino, D & G, Versace, Armani, Ungaro, Love Sex
Money, Roccobarocco, Cavalli, Emilio Pucci.
95
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
CASTEL
Blv. G-ral Gh. Magheru nr. 1-3, sector 1 -http://www.ghidul.ro/firma.php?id=7615
Bucarest
Tel. 0040 213126816; Fax:0040 21 3134219
Descrizione attività:
Importazione da Italia e Francia e commercio di capi di maglieria, confezioni e abbigliamento di lusso per donna e uomo
VALRO
Str. D. I. Mendeleev nr. 44, sector 1 - Bucarest
Tel. 0040 21 3198838; Cell:0040 744 516979
Descrizione attività:
Importazione dall’Italia e commercio di calzature di lusso di pelle naturale per donne e
uomini
ALTA MODA
Str. Viitorului nr. 65, sector 2 - Bucarest
Tel/Fax 0040 21 2100979; E-mail:[email protected]
Descrizione attività:
Importazione e commercio di abiti da sera e casual, calzature e borse in pelle di alta moda:
Dolce & Gabbana, Roberto Cavalli, Gianfranco Ferré, Valentino, Ermanno Scervino,
Versace.
CLUB ESSENZA
Sos. Mihai Bravu nr. 175, sector 2 - Bucarest
Tel. 0040 21 3265009, 0040 21 3265011; Fax: 0040 21 3263977
Web: www.essenzaclub.ro ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Commercializzazione di articoli per donna, modelli sportivi ed eleganti, di marca “Essenza”,
importati dall’Italia
ELEGANCE
Calea 13 Septembrie nr. 90 (Hotel Marriott Grand Avenue), sector 5 - Bucarest
Tel. 0040 21 4033150;
Tel./Fax: 0040 21 4033149
Web: www.elegance.de , www.elegance.ro ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Importazione dalla Germania e commercio di abbigliamento donna, marca esclusiva
“ELÉGANCE”, stile classico, elegante, da sera, da week-end, casual, accompagnati da accessori: borse, cinture, scarpe, di collezioni
96
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
RUTTI
Piata Unirii nr. 1, Unirea Shopping Center, etaj II, aripa Splai
http://www.ghidul.ro/firma.php?id=7669 - Bucarest
Tel. 0040 21 3030115; Fax: 0040 21 3030236
Web: www.unireashop.ro ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Boutique con articoli da uomo “business look”: abiti in lana, camicie e cravatte di seta
importate dall’Italia
SCABAL
Calea 13 Septembrie, The Grand Avenue Bucharest Marriott Grand Hotel
http://www.ghidul.ro/firma.php?id=7670- Bucarest
Tel/Fax: 0040 21 4033540 ;
E-mai: [email protected]
Descrizione attività:
Importazione e commercio di abiti con marchio “Scabal” Belgio da uomo con tutti gli accessori (cravatte, cinture, sciarpa); stile business e classico; in genere su ordinazione 4.000
camions di materiali (lana super 100 e 200, cashmir, seta, etc.)
GRIFFES
Calea Dorobantilor nr. 170, sector 1 - Bucarest
Tel. 0040 21 2339014; Fax: 0040 21 2301531
Descrizione attività:
Commercio di abbigliamento per donna e uomo, alta moda internazionale, vestiti da sera,
stile business, classico e casual: Ferraud, Missoni, Giorgio Armani, Cerruti, Vicini, Calvin
Klein, Venera Arapu, Class, Roberto Cavalli, Moncler, D&G, Roberta Scarpa.
BALIZZA
Calea Victoriei nr. 83-85, sector 1 - Bucarest
Tel. 0040 21 3176293; Cell: 0040 727 770363 ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Importazione dall’Italia di abbigliamento da donna e di accessori (borse, cinture, sciarpe, calzature) delle marche: Krizia, Rocco Barocco,.
EUROKIDS STIL
P-ta Unirii nr. 1, sector 3 - Bucarest
Tel. 0040 21 3030136; Fax 0040 21 2505847; Cell:0040 722 564366
Web: www.unireashop.ro
Descrizione attività:
Importazione diretta e commercio di abbigliamento e calzature per bambini fino a 12 anni,
97
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
marche: ABC Design, Chicco, Graco, Peg-Perego, Neonato.
ALSA BOUTIQUES (SHOPPING GALLERY)
Calea Victoriei nr. 63-81 (Hotel Bucuresti), sector 1 - Bucarest
Tel. 0040 21 3127201; Fax 0040 21 3127200 ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Negozio con calzature di lusso per uomo, accessori in pelle (cinture, borse, 24 ore), marche Palzileri e Ermenegildo Zegna.
RAVCONF
Str. Doamnei nr. 3, sector 3 - Bucarest
Tel. 0040 21 3139272, 0040 21 3124333; Fax 0040 21 3139272 ;
Web: www.ravconf.ro ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Commercio di articoli in pelle per donne e uomini: borse, borsoni, 24ore, portafogli etc.
NARMAN SINCE 1959
Blv. Magheru nr. 8-10, sector 1 - Bucarest
Tel. 0040 21 2120951; Fax: 0040 21 2120952
Web: www.narman.ro ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Società mista costituita nel 2000 specializzata nel commercio di abbigliamento, di calzature ed accessori di lusso per uomo; vestiti da sposa; vestiti business. Marche trattate: Narman,
Di Davide-Milano, Ted Lapidus-Paris, Cerruti 1881
BLANURI LUX
Str. Academiei nr. 9, sector 1 - Bucarest
Tel. 0040 722 50419
Descrizione attività:
Commercializzazione di abbigliamento donna e uomo di lusso, pellicce, montoni e vestiti
in pelle, importati dalla Grecia.
BAMBINO& BAMBINA
Calea 13 Septembrie nr. 90, sector 5 http://www.ghidul.ro/firma.php?id=19023, Grand
Avenue Marriott - Bucarest
Tel. 0040 21 4033508; Cell: 0040 722 228634; Fax 0040 21 3112866
E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Importatore unico di abbigliamento e scarpe per bambini: Gianfranco Ferré, Baby (Gfferre
Baby), Escada Baby, La Perla Studio, Laura Biagiotti Dolls, Viviane
VISAK IMPEX
Show room: Str. Popa Soare nr. 72, sector 2 http://www.ghidul.ro/firma.php?id=717798
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Bucarest
Tel. 0040 21 3206979; Fax 0040 21 3264731
Web: www.happybaby.ro ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Importazione e commercio di articoli e accessori per bambini e neonati: Brevi, OK Baby,
Neonato, Little Tikes, Biemme, Dino Bikes, Fetexsa
CALIMERO
Str. Mures nr.116° - Timisoara
Tel.+40 256 291050; Fax. +40 256 214728.
Descrizione attività:
Importazione e commercio di lingerie donna e calze uomo, gamma Laura Baldini e Alfredo
Baldini. Fornitori per: Carrefour, Selgros, Metro, Gima, Billa, Profi, Shell.
ABA – RO
Str. Fabricilor nr.8 - Oradea
Tel. +40 259 463902; Fax. +40 259 463904.
Descrizione attività:
Società mista romeno-italiana, importatore esclusivo di pantofole e sandali dall’Italia.
Marche: Inbiu, Pantofollie, Griff.
CELICO SAN PA
Str. Lt.Victor Manu nr.12, sector 2 - Bucarest
Tel. 0040 21 2569015, Cell: 0040 721 842788; Fax. 0040 21 6535281
Web: www.celicosanpa.ro, E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Importatore dalla Turchia di calzature in pelle ecologica per uomo, donna e bambino.
Partners Gezer Group, Gelderi, Ferah Taban, Polex Chem.
DON PEDRO COM
Sos. Pantelimon nr. 309, sector 2 - Bucarest
Tel. 0040 21 2557970; Fax 0040 21 2557971
Web: www.donpedro.ro; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Commercio di calzature di pelle per uomo, donna e bambino, e accessori in pelle. Fornitore
per: Denis, Dino Design, Private Line Industry, Manini, Estrada, Calin Design, Andri
Valmari, Caspian, Allegro, Moda Prosper, Select Star, Pantorom, Lake Perla, Piyes. Clienti:
Selgros Cash&Carry, Carrefour, Cora, XXL, Amely.
MISTRAL
Sos. Stefan cel Mare nr.58, sector 2 - Bucarest
Tel./Fax. 0040 21 2104101
Descrizione attività:
99
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Commercio di abbigliamento di lusso per donna, uomo e bambino importato dall’Italia e
dagli USA.
ADAL
Bd. I.C. Bratianu nr. 44, sector 3 - Bucarest
Tel. 0040-21 3136785; 0040 21 3136794; 0040 788 501626; 0040-788.501.627 ;
Web: www.rebeccablu.gr ; Email: [email protected]
Descrizione attività:
Commercio di abbigliamento donna, accessori, cinture, sciarpe, prodotti di marca “Rebecca
Blu” importati dalla Grecia.
STEFANEL
Calea Victoriei nr. 81-83, sector 1 http://www.ghidul.ro/firma.php?id=7672- Bucarest
Tel/Fax 0040 21 3113115
Web: www.stefanel.ro ; E-mail: [email protected]
Descrizione attività:
Importazione e commercio d’abbigliamento uomo, donna e giovani, maglioni e maglie in
lana marca “Stefanel” - Italia.
LEONARDO SRL
str. Sucevei nr.14 - Oradea
Tel 0040 259 472365; 0040 259 472368; 0040 259 472378
Descrizione attività:
Importazione e commercio di calzature per uomo, donna e bambini.
VAN BUTCO
bd. Revolutiei nr.24 - Arad
Tel/Fax 0040 257 270968; Cell: 0040 744 604024
Descrizione attività:
Importazione e commercio di calzatura di pelle per uomo e donna.
BLISS SRL
Calea Victoriei nr.23, sector 1 - Bucarest
Tel 0040 21 3121061; Fax 0040 21 3121062
Descrizione attività:
Importazione e commercio di confezioni abbigliamento di lusso per uomini, prodotti di
marca: Valentino, Lois Feraud, Lorenzini, Calvin Klein.
GITTANOS COMPANY SRL
str. Dacilor nr.14 - Timisoara
Tel/Fax 0040 256 203187
Descrizione attività:
Importazione e commercio di lingerie, calze, costumi da bagno, tessili, marca “Pompea”
100
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
4. 3
Indicazioni sui prezzi praticati
I prezzi degli articoli del settore tessile-abbigliamento e cuoio-calzature variano
molto a seconda del canale di distribuzione ed anche, rispetto allo stesso tipo di vendita, da una città all’altra. Si riportano in tabella, a titolo di esempio, i prezzi medi,
per canale di distribuzione, di alcuni dei più significativi articoli del settore moda.
Tabella 4.1 -
Prezzi medi per canale di distribuzione
101
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
5. Strategie di ingresso sul mercato
5.1
Strategie di ingresso sul mercato
Visto che la capacità di acquisto in Romania non è molto alta, particolarmente
utile diventa la presenza sul mercato per conoscere direttamente le esigenze dei consumatori e quindi intercettarne le fasce potenzialmente più orientate all’acquisto
anche in riferimento alle specifiche preferenze.
Quale primo approccio al mercato suggeriamo quindi di aprire una rappresentanza commerciale che abbia come oggetto di attività l’importazione e la distribuzione sul mercato, con proprio nome o marchio oppure attraverso un accordo di
collaborazione commerciale con un partner locale che si occupi della distribuzione
e/o commercializzazione dei prodotti sul mercato, accordo che preveda o no l’esclusiva. La maggior parte delle rappresentanze si aprono a Bucarest o nelle città grandi
come Timisoara, Brasov, Cluj, Costanza, Iasi. Queste tipologie di cooperazione
sono da ascriversi come accordi a lungo termine e comportano un impegno finanziario da parte del partner estero (nel caso specifico, italiano) per cui presuppone una
fiducia reciproca e il rispetto di specifici obblighi da entrambe le parti. Il contributo finanziario da parte del potenziale imprenditore italiano interessato a collocare i
propri prodotti sul mercato romeno è necessario per l’attività promozionale (pubblicità) ed altri aspetti propri per accedere alla catena distributiva.
Un esempio di questa strategia è l’azienda italiana di tessili Miroglio, che è entrata sul mercato romeno nel 2000 con la Miroglio Romania. L’azienda italiana produce tessuti sia naturali che misti e sintetici. Il gruppo Miroglio è presente con prodotti realizzati in Romania e venduti nei Mall di Bucarest sotto il marchio commerciale Motivi.
Lavora in base ad ordini e si occupa anche del trasporto per i clienti locali, vale
a dire commercianti che vendono nei centri commerciali o in negozi specializzati. A
fine stagione attua una politica di sconti sui tessuti che così diventano accessibili
anche per il settore moda locale. La Miroglio ha, infatti, come clienti anche le grandi fabbriche di abbigliamento. Il fatturato è stato nel 2000 di qualche migliaia di
euro, nel 2001 di qualche decine di migliaia di euro e nel 2004 è aumentato a un
milione di euro.
102
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Un’altra modalità di approccio può essere rappresentata dalla individuazione in
loco di aziende romene che già distribuiscono sul mercato e a cui vengono proposti
i propri prodotti. Questa strategia è sicuramente meno impegnativa per l’esportatore italiano, ma implica un lavoro ad hoc di individuazione e selezione del partner
giusto per il proprio business.
Un esempio di questa forma di collaborazione è rappresentata dai negozi
Superstar i quali hanno iniziato un’attività commerciale portando abbigliamento di
marchio sul mercato di Bucarest. Nel 2004 hanno cominciato con Miss Sixty, Killah
ed Energie, e hanno continuato con Fornarina, 55DSL. I marchi sono stati lanciati a Bucarest, dopo di che hanno sviluppato la distribuzione in tutta la Romania. I
clienti dei negozi Superstar sono personalità pubbliche, artisti, personaggi televisivi,
cantanti, ma anche gente normale.
Un’altra modalità di ingresso sul mercato può essere l’apertura di uno showroom insieme ad un gruppo di altre aziende, magari delle stessa filiera che puntano
alla stessa fascia di consumatori potenziali.
Lo show-room deve avere personale capace di registrare le esigenze dei consumatori, per meglio identificare i prodotti più richiesti sul mercato. Il vantaggio di una
strategia di questo tipo è che i costi dell’operazione si abbattono ripartendosi su più
aziende. E, inoltre, si ha l’opportunità di identificare, a costi meno alti, i prodotti
che non sono idonei per il mercato romeno, evitando così investimenti che poi possono mostrarsi inefficienti.
In conclusione, è opportuno sottolineare che la scelta del tipo strategia di ingresso dipende in gran parte dalle intenzioni e dalla capacità di investimento degli
imprenditori per accedere ad un mercato nuovo. E’ ciò non solo quanto all’aspetto economico dell’operazione ma anche in termini di investimento di tempo ed altre
risorse da impiegare per conoscere e approcciare il mercato. Ad esempio, infatti, per
determinati articoli esso è già pronto, ma può essere un problema il prezzo troppo
alto e occorre quindi lavorare sull’aspetto della competitività del prodotto; per altro
verso, vi possono essere articoli che richiedono un periodo di introduzione più
lungo cioè per i quali è necessario un lavoro di monitoraggio delle abitudini dei consumatori
Il sistema bancario romeno è efficiente e rapido, le modalità di pagamento sono
quelle usate nel commercio internazionale, quindi fare affari con imprenditori
romeni è sempre più facile. Per individuare i partner giusti, si possono richiedere
informazioni sulla serietà delle aziende al Registro del Commercio, alle Camere di
Commercio Romene o alla Camera di Commercio Italiana per la Romania, come
pure all’Ice o rivolgendosi a società di servizi di consulenza che possono offrire un
103
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
sopporto utile ed efficiente agli imprenditori italiani per i primi contatti con il mercato romeno. Per un primo approccio al mercato, per individuare i partners potenziali, molto utili possono essere attività promozionali quali la partecipazione a fiere
di settore, ad eventi di presentazione (es: sfilate di moda) e a business meetings con
operatori selezionati. In questo tipo di contesti, di massima importanza è la fase del
primo contatto per decidere con chi o come avviare un rapporto di cooperazione.
Da questo punto di vista, è utile tenere presente che un aspetto di ‘facilitazione’ nello
sviluppo dei rapporti è costituito dal fatto che un numero sempre più grande di
romeni parla l’italiano e che quindi la barriere linguistica nella comunicazione incide sempre meno.
Indirizzi utili:
AMBASCIATA D’ITALIA
Str. Henri Coanda, 7, sector 1, 010667 - Bucuresti
tel : +40.21.2315053; 2315054
fax : +40.21.3120422 - 2234550
E-mail : [email protected] ; [email protected]
http://www.ambitalia.ro
CONSOLATO D’ITALIA - BUCAREST
Str. Arh. Ion Mincu, 12, sector 1, 011358 – Bucuresti
tel: +40.21.2225734 – 2221915 - 2232424
fax :+40.21.2234550
E-mail. [email protected]
www.ambitalia.ro
CONSOLATO D’ITALIA – TIMISOARA
Str. Putna nr. 6, 300593 - Timisoara, Romania
Tel. +40.256.408630
Fax. +40.256.408661
E-mail: [email protected]
CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA PER LA ROMANIA
Bd. Corneliu Coposu, 3, bl. 101, sc.3, et.6, ap.56,
Sector 3, 030601 Bucuresti
Tel. :+40.21.3203127/9 ; +40.21.3203105
104
CENTRO STUDI PER L’ARTIGIANATO DI CASARTIGIANI NAPOLI
Fax. :+40.21.3203108
E-mail: [email protected]
FUNDATIA SISTEMA ITALIA ROMANIA
Str.Lascar Catargiu, nr.47-53, etaj 2, sector 1, 010665 - Bucuresti
Tel. +40.21.2084150
Fax. +40.21.2084153
E-mail: [email protected]
UNIMPRESA ROMANIA
Str.Lascar Catargiu, nr.47-53, etaj 2, sector 1, 010665 - Bucuresti
Tel. +40.21.2084150
Fax. +40.21.2084153
E-mail: [email protected]
BANCA ITALO-ROMENA (GRUPPO VENETO BANCA)
Bd. Dimitrie Cantemir no.1, bl.B2, sc.2, Sitraco Center
Sector 4, 040231 - Bucuresti
Tel: +40.21. 330.78.76; 301.91.71
Fax/ +40.21.330.78.60; 301.91.72
E-mail: [email protected]
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
(Italian Desk presso ALPHA BANK)
Calea Dorobantilor, no.237 B, sector 1, 010566 - Bucuresti
Tel.: +40.21.2092413
Fax. +40.21.2316897
BANCA DI ROMA (Gruppo Capitalia)
Forum 2000 Building, 1-o piano,
Str. Dr.N. Staicovici, no.75, sector 5, 050557 - Bucuresti
Tel.: +40.21.410.21.27;
Fax. +40.21.410.17.56
e-mail:[email protected]
SAN PAOLO IMI BANK ROMANIA
Bd. Revolutiei, n.88, 310025 – Arad, Jud. Arad
105
STUDIO NEI SETTORI TESSILE-ABBIGLIAMENTO CUOIO-CALZATURE E OREFICERIA IN ROMANIA
Tel. 0040.257.285929;
Fax. 0040.257.285998
E-mail:[email protected]
Succursale a Bucarest:
Calea Victoriei, n.155, bl.D1, sector 1, 010073 - Bucuresti
Tel. 0040.021.310.49.50/51; fax: 0040.021.310.49.46
UNICREDIT ROMANIA
Splaiul Unirii, no.16, sector 4, 040035 - Bucuresti
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6. Focus sul sttore orafo
Prima del 1989 l’oro era monopolio di stato per cui in Romania fino a questa data
praticamente non esisteva il commercio di oro.
Si effettuava solo la lavorazione dell'oro, comunque manuale, con il materiale del
cliente, cioè il cliente portava la quantità di oro che si trasformava in un prodotto
nuovo. Tra il 1950 e il 1990 in Romania non sono stati fatti mai gioielli con pietre
preziose.
In Romania la lavorazione usuale di oro si effettua con oro 14 carati. Si usa di
meno quello di 18 carati e di valori vari, inferiori o superiori a 14 carati.
Ci sono oggi circa 2000 gioiellieri e vi sono tanti consumatori che preferiscono
portare l’oro per pagare, anche se in parte, un oggetto con un modello nuovo, proposto dal gioielliere o scelto da loro. Per questo motivo, per il consumatore romeno è
importante conoscere il peso del prodotto e il valore della manodopera specifica per il
tipo di gioiello scelto, dal momento che poi il prezzo finale si forma facendo la somma
di questi due elementi.
In Romania, l'oro è considerato non solo un bene di consumo, ma anche un investimento, per mantenere il valore del denaro, soprattutto nelle zone rurali, dove si conservano le tradizioni da più di cent'anni. In questo contesto, non per tutti i consumatori è importante il tipo di lavorazione, o il modello, in quanto si da priorità al peso
dell’oro.
Dopo più di 15 anni dalla caduta del regime comunista non si può comunque parlare di un sviluppo legale importante per questo settore in Romania. Le transazioni
illecite sono ancora tante perché in questo settore c’è una pressione fiscale molto alta.
Praticamente, il prezzo di un prodotto di metallo prezioso importato in Romania
legalmente per essere commercializzato si raddoppia a causa delle accise e di altre tasse.
In effetti, in Romania l’IVA si applica anche alle accise. Non vi sono, invece, accise
per argento e per anelli matrimoniali in oro.
Nel 2005 in Romania sono state commercializzate circa 15 tonnellate di prodotti
in oro. Secondo dei dati statistici, il 60% di questa quantità si commercializza illecitamente cosicché lo stato perde ogni anno milioni di euro a causa dell’evasione fiscale.
Oggi il contrabbando conosce una piccola diminuzione in confronto agli anni pre107
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cedenti, ma è rimasto ancora ad un livello preoccupante. Vero è che fino al febbraio
2004 esisteva un vuoto legislativo e solo dopo è entrata in vigore una legislazione chiara e rigida che regola il mercato di metalli preziosi.
Gli specialisti sono tutti dello steso parere: la fiscalità esagerata genera il contrabbando. In paesi come Italia o Germania non ci sono accise per gioielli mentre in
Romania le accise sono del 25%.
Anche le tasse sull’importazione sono elevate. Secondo il codice doganale, se si
importano gioielli dai paesi fuori di CEFTA o UE, o di paesi con i quali la Romania
non ha accordi commerciali bilaterali (es: Thailanda e Russia). Ad esempio, con la
Russia non si può lavorare legalmente perché i prezzi si raddoppiano: 25% di accise,
30% di tasse doganali, 19% IVA, più altre tasse più piccole.
In Romania, coloro che operano nel mercato dei metalli e di pietre preziose sono
considerati una categoria imprenditoriale svantaggiata, soprattutto per la mancanza di
capitali. Gli investitori non riescono ad accumulare capitale sufficiente per essere competitivi su di un mercato libero. Dopo l’integrazione nell’UE, la Romania sarà quindi
svantaggiata perché non vi è una produzione interna significativa: attualmente essa si
aggira intorno al 5% del mercato, il resto sono prodotti importati.
Inoltre in questo mercato esiste ancora un’anomalia. Se una ditta fa un esportazione temporanea di materia prima (oro, in questo caso) in un paese europeo, nel momento in cui il gioiello ritorna in Romania, alla stessa azienda, si pagano accise sul valore
totale che comprende la manodopera e anche il proprio oro. Questa disposizione è
appunto “anomala”, perché normalmente, l’accisa si applica solo sulla manodopera.
Per combattere quantomeno l’evasione fiscale e nello stesso tempo consentire alle
ditte del settore di conseguire dei guadagni per effettuare degli investimenti, la
Federazione di Metalli e di Pietre Preziose Diamond Gold, insieme con UGIR-19031
propongono di:
- creare una borsa di metalli e pietre preziose e semipreziose per introdurre i meccanismi legali in tutte le transazioni di materie prime (metalli e pietre semipreziose),
gioielli, attrezzature per realizzare gioielli, etc.
- diminuire progressivamente le accise per gioielli fino ad azzerarle per evitare le transazioni illegali
- cooperazione dell’associazione di categoria con le istituzioni di controllo per appli-
1. Uniunea Generala a Industriasilor din Romania –1903 (Unione Generale e degli Industriali) è la Confederazione
Nazionale dei patronati e delle Associazioni Professionali di industria, agricoltura, servizi, costruzioni, informatica,
telecomunicazioni, trasporti, sanità, turismo, settore finanziario-bancario e di altre professioni libere.
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care la legge in vigore.
A livello mondiale il prezzo d’oro cresce in maniera direttamente proporzionale all’aumento della richiesta.
Una grande richiesta viene oggi dalla Cina, dove la produzione di gioielli d’oro e
d’argento cresce in modo esponenziale e dunque cresce anche la domanda per la materia prima (oro e argento).
Nel 2005 il valore di un chilo d’oro è stato di 15.500 euro, ma nel corso del 2006
il prezzo aumenterà fino a 16.500 euro/kg, secondo la Federazione Patronale di
Metallo e di Pietre Preziose e Semipreziose, Diamond Gold.
Dal momento che l’80% del prezzo di un gioiello è la materia prima, è evidente
che con l’aumento del prezzo di quest’ultima aumenteranno conseguentemente i prezzi dei gioielli. Dal punto di vista della concorrenza, un pericolo per il mercato dei
gioielli è la Cina perché essa, potendo contare su di una manodopera a costi molto
bassi ed estremamente qualificata, arriva sui mercati europei con prodotti dello stesso
livello qualitativo ma con prezzi molto più bassi.
Altri criteri per stabilire il prezzo di un gioiello è da una parte la complessità e qualità della sua esecuzione, e dall’altra la sua rarità.
I prezzi presentati di seguito sono quelli di vendita al dettaglio, in negozi significativi (delle più grandi città romene). I prodotti sono in parte realizzati da manifatture
locali, ma sono anche importati da Turchia, Italia, Grecia. La maggior parte dei negozi hanno nello stesso spazio anche la produzione e la riparazione dei gioielli, con un
personale compreso in genere tra 2-8 persone, tra manifatturieri e venditori.
Le aziende più grandi, con reti di negozi nelle principali città romene, hanno l’attività produttiva ubicata in un posto diverso da quello dove si fa poi la distribuzione.
Le differenze tra una città e l’altra dei prezzi praticati non sono significative.
In genere, per calcolare il prezzo di un prodotto si fa la somma tra il prezzo dell’oro
contenuto con il prezzo della manodopera. Il prezzo dell’oro contenuto varia tra i 9 e i
17 euro per grammo. Il prezzo della manodopera varia in funzione del modello del
gioiello. Può andare dai 7 ai 60 euro per oggetto, o tra gli 8,5 e i 14 euro per grammo.
Invece per l’argento il prezzo si stabilisce per ogni pezzo, con il materiale contenuto già compreso.
Nel 2005 il peso totale dei gioielli d’oro commercializzati in Romania ha superato
le 15 tonnellate, quello dei gioielli in argento circa 75 tonnellate. Il valore totale delle
transazioni sul mercato di gioielli ha superato i 210 milioni di euro di cui 150 milioni di euro è stato il valore per i gioielli d’oro.
Complessivamente, vale a dire relativamente a tutti i tipi di gioielli, il valore delle
transazioni è stato di 600-700 milioni di euro.
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Anche se il mercato romeno non è ancora un mercato con una capacità di
acquisto molto alta, le classi con guadagni medio-alti cominciano a preferire la qualità
alla quantità.
Le fasce più “ricche”, vale a dire con la capacità di acquisto più elevata, si trovano
nella capitale Bucarest e nelle città più grandi: Iasi, Costanza, Timisoara, Cluj, Brasov.
I giovani fino a 25 anni, preferiscono i gioielli d’argento o quelli realizzati con
diversi materiali: pelle, vetro, etc. Si tratta prevalentemente di gioielli femminili ma vi
sono anche quelli maschili.
Dopo i 25 anni i consumatori preferiscono i gioielli d’oro semplice o con pietre
preziose o semipreziose. Sul mercato vi sono anche tanti gioielli realizzati con vetro di
Murano filigranato in oro o argento, gioielli che sono un’elegante alternativa. Esistono
modelli per tutti i giorni e modelli che si possono portare in occasioni speciali.
In genere, dopo i 40 anni le donne preferiscono i gioielli d’oro.
Di seguito si riportano i principali importatori/distributori di gioielli presenti sul
mercato romeno:
MACEBOX INVEST
Str. Caimatei, nr. 20, sector 2 - Bucarest
Tel.: 0040 21 3114542
Fax: 004 021 3114542
Attività: Rappresentanza di una ditta italiana in Romania,
importazione di gioielli in oro e argento
YOU & ME EXIM SRL - Bucarest
Str. Borsa nr.42, bl.4G, intr.2, ap.23
Tel.: 0040 21 2329284, 232983
Fax: 0040 21 2329326
www.you-me.pa.ro
Attività: Distribuzione di gioielli d’oro e d’argento
INTERNATIONAL DIAMOND GOLD SRL
Str. George Enescu 39, Palatul UGIR, Sector 1 - Bucuresti
Tel.: +40 21 3131570
Fax: +40 21 3123306
e-mail: [email protected]
www.interdiamondgold.ro
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Attività: Vendita all’ingrosso di gioielli d’oro importati da Italia, Turchia, China,
Germania e gioielli d’argento importati da Italia, Turchia, Thailanda, Cina, Grecia.
RANKINE SRL
Str. Pacii nr. 30 - Timisoara
Tel..: 0040-256-248692
Fax: 0040-256-248692
Email: [email protected]
www.rankine.ro
Attività: Distribuzione di gioielli d’argento
BIJUTERIA BEG SRL
PTA 1 DECEMBRIE 1918, Bl. 4 - Resita
Tel.: 0040 255 223443
Fax: 0040 255 223433
Email: [email protected], [email protected]
www.bijuteriabeg.ro / www.beg-company.home.ro
Attività: Distribuzione di gioielli d’oro e d’argento
KIRIO SRL
Bd. Lascar Catargiu 25 sect.1 - Bucarest
Tel/Fax: 0040 21 6504674
Email: [email protected]
www.kirio.ro
Attività: Distribuzione di gioielli d’oro
ATCOM SRL
Soseaua Giurgiului Nr. 119, Bloc 11, sector 4 - Bucarest
Tel / Fax: 0040 21 4056008, 4056009
Email: [email protected]
www.atcom.ro
Attività: Produzione e distribuzione di gioielli d’oro
FIRESQ SRL
Calea Victorei 116-118 - Bucarest
Tel.: +40 21 2111478
Email: [email protected]
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www.diamante.ro
Attività: Produzione e distribuzione di gioielli con diamanti
AUR LUX SRL
Str. Closca nr.14 - Arad
Tel.: +40 257 270820
Attività: Produzione e commercio di gioielli d’oro.
BIJUTERIA IOSA
B-dul Revolutiei nr.31 - Arad
Tel.: +40-257-270080
Attività: Produzione e commercio di gioielli d’oro
GOLD FASHION SRL
B-dul Revolutiei nr.28 - Arad
Tel.: +40-257-255407
Attività: Importatore d’oro e argento da Italia.
Produzzione e commercio di gioielli d’oro e d’argnto.
GOLD DISTRICT SRL
Str. Izvorul Muntelui nr.8 sector 2 - Bucarest
Tel.: +40 21 2415454; +40 723 656684
Fax: +40 21 2415454
Attività: produzione e commercio di gioielli d’oro di 14Ka /18Ka
ALESSANDRA DESIGN COMPANY SRL
Str. N.Titulescu nr.95-103, bl.8, sc.B, ap.94, sector 1 - Bucarest
Tel: +40-744-328361
Fax: +40-21-2226185
Attività: Importazione e produzione di gioielli in argento
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Regione Campania
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Ministero delle Attività Produttive
artemisiacomunicazione.com
con il patrocinio del
Unione Europea
P.O.R. 2000-2006 MISURA 6.5 AZIONE A1
info:
CASARTIGIANI
Associazione Artigiani della Provincia di Napoli
Napoli - Piazza Garibaldi, 73
tel. +39 081 5545365 / +39 0815544495 / +39 081264843
www.casartigiani.campania.it
www.campaniainromania.it

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