Ricettario finale - Comune di Novellara

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Ricettario finale - Comune di Novellara
RICETTARIO
2010
2011
Foto di Ferdinando Corradini
Impostazione grafica: Claudio Gelosini URP Novellara
Redazione: Donatella Prandi URP Novellara e mediatori
interculturali PRO.DI.GIO
Stampato da: Tipolitolugli Novellara - marzo 2011
Si ringraziano le cuoche: Alba, Angela, Anna, Eletta e Giuliana
Si ringrazia il CT9 per la preziosa collaborazione
Menu’ pranzo dei matrimoni
Antipasti
Secondi piatti
Insalata mimosa (Ucraina)
Pollo alle mandorle (Cina)
Piyaz (Turchia)
Primi piatti
Dolci
Biryani (Pakistan)
Dolce di marmo (Marocco)
Lasagne alle verdure (Italia)
Gulab Jamun (India)
IL MATRIMONIO TURCO
In passato, in certe zone (esempio in Anatolia e nelle aree montane) era il bisnonno o il trisavolo ad organizzare i
matrimoni tra i nipoti. Nei piccoli paesi ancor oggi la madre cerca il fidanzato per la figlia o la fidanzata per il figlio e
chi si dovrà sposare non si conosce ancora. La sera in cui si chiudono gli accordi tra le due famiglie si festeggia e i
due futuri sposi si scambiano reciprocamente gli anelli di fidanzamento, infilandoli alla mano destra. Da lì a tre/
quattro mesi ci sarà il matrimonio. La tradizione vuole che le nozze durino tre giornate: la prima è la giornata dell'Henna, dedicata alla futura sposa e per questo partecipano solo donne, amiche e testimoni della sposa. Esse danzano e si decorano mani e piedi ad arte con l’henna. I vestiti delle ragazze, composti di molti veli, sono caratteristici
e cambiano da luogo a luogo. La seconda è la giornata del trasferimento: la mattina presto la madre dello sposo
viene a prendere la ragazza per portarla nella nuova casa e la sposa lascia la sua famiglia. In questo momento vengono fatti dalla madre dello sposo altri regali ai genitori per “compensare” e “rallegrare” della perdita della figlia. Alcuni invitati cercano di fermare e intralciare la sposa nella sua partenza; la tradizione vuole che questo serva a far
capire alla sposa se veramente è sicura di quello che sta facendo, anche se in realtà è una procedura del tutto formale. Questo rito finisce al pomeriggio e la coppia rimane con gli amici per la serata dell'henna, dopo di che i due
futuri sposi si ritirano a dormire in stanze separate. La terza giornata comprende il matrimonio vero e proprio: oggi
sia nelle città che nei paesi la coppia si deve recare in comune dal sindaco affinchè il matrimonio sia civilmente riconosciuto. Durante il rituale gli sposi si spostano reciprocamente gli anelli di fidanzamento dalla mano destra alla mano sinistra e ricevono regali dagli invitati. Può essere presente anche l'iman a riconoscere il valore religioso del matrimonio e ad augurare alla coppia un futuro prospero e roseo con il supporto e la forza di Allah. Una volta terminati i
festeggiamenti i due sposi trascorreranno la loro prima notte di nozze.
Da fonte diretta (Selma Ozturk, mediatrice interculturale turca)
La ricetta
Piyaz
Ingredienti:
200 gr. di fagioli bianchi canellini
2 pomodori a tocchetti
1 peperone verde o pimento
(pepe di caienna) tritato
1 Cipolla o cipolline
Una manciata di prezzemolo tritato
Sale e pepe nero regno
2 uova sode
3 ravanelli affettati
1 cucchiaio di aceto di sidro o di mela
1 cucchiaio di olio d'oliva
Preparazione:
Lasciate i fagioli ammollo la sera prima. Metterli sul fuoco in una
pentola piena d'acqua e cuocere per una ventina di minuti. Scolare
e sciacquare sotto l'acqua fredda e sciacquare di nuovo. Posto su
piatto da portata e aggiungete i pomodori ei peperoncini, cipolla,
prezzemolo, e condire a piacere.
Tagliare le uova nel senso della lunghezza. Aggiungere le uova e
cipolline in insalata. Mescolate l'aceto con olio d'oliva e cospargere
l'insalata con questa miscela. Guarnire con le olive e servite.
IL MATRIMONIO INDIANO
Il giorno prima del matrimonio i piedi e le mani della sposa vengono dipinti con la henna (polvere rossa vegetale), con la tecnica chiamata Mehendi. E' una vera e propria cerimonia, alla quale partecipano le amiche della
sposa e musica tradizionale accompagna i loro canti propiziatori. Un fuoco viene acceso a testimone dei voti
degli sposi e Comincia la lunga cerimonia di origine vedica. Un fuoco viene acceso sotto il Mandapa a testimone
dei voti degli sposi. Cominciano i riti presieduti dal sacerdote brahmino, che invoca la benedizione di Dio sugli
sposi. La sposa offre yoghurt e miele allo sposo e si scambiano ghirlande di fiori. Il Sacerdote lega un lembo del
Sari della sposa alla camicia dello sposo con un nodo. Gli sposi si scambiano anelli e ghirlande, si prendono per
mano e gettano offerte rituali, Samagree, nel fuoco sacro invocando benedizioni sulla loro unione. Dopo altri riti
in cui la coppia recita preghiere per la prosperità e la felicità della loro unione, gli sposi compiono insieme sette
passi intorno al fuoco sacro ed ad ogni passo si scambiano una promessa: e così sono effettivamente marito e
moglie.
Da il sito web “Viaggindia- Il Matrimonio Indiano” Rielaborato da Bobby Parmar mediatrice interculturale di lingua
punjab.
IL MATRIMONIO PAKISTANO
Il primo giorno le famiglie della sposa e dello sposo si vestono entrambe in giallo e festeggiano le nozze imminenti separatamente. I futuri coniugi non dovranno vedersi da qui sino al giorno delle nozze. Il secondo giorno è
dedicato ad una grande celebrazione, Mendi, che include canti antichi ballati e cantati; le mani e i piedi della
sposa vengono dipinti con la tradizionale henna. Questa forma artistica musulmana si basa su complicati disegni
per evocare straordinari motivi simbolici. La cerimonia di nozze occupa il terzo giorno: gli sposi indossano indumenti di colore rosso. Il vestito della sposa è assai elaborato, come lo sono il velo e i gioielli, mentre gli uomini
indossano un caratteristico turbante. Durante il banchetto la sposa attende lontano dai festeggiamenti il momento della “partenza”: lo sposo entra nella casa della sposa e davanti a centinaia di convitati diventano ufficialmente marito e moglie. Dopo che le promesse di matrimonio sono state scambiate, sulla testa della neo-sposa viene
alzato il Sacro Corano mentre ella entra a far parte della famiglia dello sposo. Il giorno dopo verrà allestito un
altro banchetto sempre a casa dello sposo.
Da il sito web “Pakistan wedding culture and traditions” e “Il quaderno delle culture” di Mara Tognetti Bordogna.
Rielaborato da Tariq Aziz mediatore interculturale di lingua urdu.
Le ricette
Gulab Jamun
Ingredienti:
200 gr. di latte in polvere;
45 gr. di farina;
30 ml. di burro ghee (sciolto);
2 gr. di lievito;
100 ml. di latte caldo;
15 gr. di mandorle a pezzetti (opzionale);
15 gr. di pistacchi a pezzetti (opzionale);
15 gr. Di uvetta (opzionale);
1 pizzico di cardamono macinato;
900 ml. Di olio vegetale per la frittura;
200 gr. Di zucchero bianco;
200 ml. Di acqua;
5 ml. Di acqua di rose.
Preparazione:
In una ciotola grande, mescola insieme latte in polvere, farina, lievito e cardamono.
Unisci mandorle, pistacchi e uvetta.
Unisci il ghee, poi versa il latte e continua a mescolare finche’ non e’ omogeneo.
Copri e lascia riposare per 20 minuti.
In una padella grande, mescola insieme zucchero, acqua, acqua di rose e un pizzico di cardamomo. Porta
ad ebollizione, e fai bollire lentamente per un minuto. Metti da parte.
Riempi una padella grande con olio.
Scalda a fuoco medio per almeno 5 minuti.
Lavora l’impasto e forma 20 piccole palle.
Riduci il calore al minimo e friggi le palle.
Dopo 5 minuti, inizieranno a galleggiare, e si ingrandiranno, ma il colore non cambiera’ molto.
Dopo che iniziano a galleggiare, aumenta il fuoco a medio, e girale frequentemente finche’ non sono dorate.
Togli dall’olio e mettile su carta da cucina usando un cucchiaio forato, e lascia raffreddare.
Metti le palle nella padella con lo sciroppo. Fai bollire a fuoco medio per 5 minuti, premendole delicatamente
per inzupparle con lo sciroppo.
Servire immediatamente, oppure lascia raffreddare.
Biryani
Ricetta del riso (per 20 persone circa)
RISO BASMATI 1 KG.
POLLO INTERO
YOGURT 1 KG.
CIPOLLA 1/2 KG.
AGLIO 5 SPICHI
ZENZERO 200 Gr.
LIMONE 1 PEZZO
POMODORO 1 KG.
OLIO MAIS 1/2 LIT.
PEPE ROSSO 2 CUCCHIAINI
PEPE VERDE 200 Gr.
ZAFFERANO 1 BUSTINA
CHIODI GAROFANO 12 PEZZI.
SPEZIE VARIE 3 BUSTINE.
Rosolare 250 gr. di cipolla e mettere a parte, Cuocere i pezzi di pollo con pepe rosso, sale, pomodoro,
yougrt bianco, aglio, zenzero e una bustina di spezie per BIRYANI. Bollire il riso al dente. In una pentola unta mettete uno strato di riso bollito ed un strato di sugo con il pollo. Ripetere questo procedimento diverse volte. Guarnire con cipolla rosolata e zafferano (sciolto in acqua). Coprire la pentola
con un straccio di cotone e chiudere bene, mettere su fuoco dolce per 8-10 minuti. Pronto per servire.
IL MATRIMONIO MAROCCHINO
Anche se, come in tutti i Paesi del Magreb, il matrimonio svolto nella forma tradizionale presenta differenze a seconda della zona
in cui viene celebrato, è la stessa, la successione delle tappe fondamentali. Dopo il fidanzamento e il contratto di matrimonio si
celebra il vero e proprio rito nuziale: la sposa si reca all’hammam, il bagno turco, per compiere gli atti di purificazione, accompagnata dalle donne della famiglia e da quelle che le sono più vicine; henna: la sposa si decora con il colore rosso della henna mani
e piedi con disegni e motivi geometrici e floreali. La henna ha doti purificatrici e di buon augurio. Canti e danze inaugurano, accompagnano e chiudono questo lungo lavoro che si protrae lungo tutto l’arco di una giornata. La famiglia dello sposo si presenta
alla sposa con una processione musicale portando i doni offerti dallo sposo. Generalmente sono simbolici come ad esempio lo
zucchero, simbolo di una vita felice, il latte, simbolo della purezza, datteri, henna, candele e fiori.è il giorno della grande cerimonia in cui la sposa viene presentata a tutti gli invitati nella casa dello sposo. Vestita in modo tradizionale, la sposa è seduta in
modo che possa essere ammirata per tutta la durata della festa, in mezzo a canti, musica e danze.
Da “Il quaderno delle culture” di Mara Tognetti Bordogna. Rielaborato da Fatiha Salmi mediatrice interculturale di lingua araba.
La ricetta
Dolce di marmo
dosi per uno stampo da Pizza 25 x 35
500 gr arachidi sgusciate (circa 750 con guscio)
250 gr. Miele Millefiori; 2 cioccolate: 1 al latte 100 gr.
e 1 fondente 100gr
1/2 cioccolata bianca 50 gr.
Procedimento: schiacciare le arachidi non troppo fini e impastarle con il
miele, pressare bene sulla lastra rivestita di carta frigo, usando il batticarne, dopo avere steso un secondo foglio di carta frigo.
Lasciare riposare in frigo per 15 minuti. Sciogliere le due cioccolate scure a bagno Maria e con un pennello stendere di seguito sulla superficie
del dolce, la metà del cioccolato. Lasciare raffreddare alcuni minuti.
Capovolgere il dolce e passare il restante cioccolato fuso sull'altra superficie. Lasciare riposare in frigo per 15 minuti.
Sciogliere il cioccolato bianco e con una siringa fine decorare il dolce
con onde o strisce a piacere.
IL MATRIMONIO RUSSO / UCRAINO
Per la celebrazione del matrimonio si prevedono due testimoni, uno per lo sposo e una per la sposa. Fondamentale è che non siano sposati né
fidanzati. La testimone della sposa è chiamata a partecipare alla scelta dell'abito e degli accessori. I testimoni sono fondamentali soprattutto
nella realizzazione del gioco matrimoniale che per tradizione occupa parte della giornata: il riscatto della sposa! Tra le tradizioni curiose ancora in
voga nel matrimonio russo, c'è il "riscatto della sposa", un gioco organizzato dalla testimone della sposa che attende, chiusa in casa, l'arrivo dello
sposo. Quest'ultimo arriva accompagnato dal suo testimone e sarà lui a negoziare un "pagamento" per poter portare via la sposa. Il riscatto non è
necessariamente un pagamento in denaro, tanto che spesso diventa l'occasione per aggiungere champagne, frutta e dolci ai regali degli sposi.
Per il bouquet della sposa, il fiore più usato è sicuramente la rosa. Alla fine del banchetto anche in Russia si usa lanciarlo tra le amiche nubili in
segno di buon auspicio. Dopo la cerimonia, che ha un’impostazione teatrale, prima di accomodarsi per il banchetto, avviene il rito di Pane e Sale.
Una delle due future suocere attende gli sposi tenendo in mano un vassoio con pane e sale. La tradizione vuole che chi tra gli sposi prenderà il
pezzo di pane più grande, avrà il diritto di comandare in casa! A ogni matrimonio russo la gente ripete in coro "Gor'ko" , che letteralmente significa "amore agli sposi" , e loro devono baciarsi. E' un'antica tradizione russa. Inizialmente la sposa passava davanti agli ospiti con un vassoio e
offriva loro un bicchiere di vodka. L'ospite beveva la vodka e diceva Gor'ko per confermare che era davvero vodka e non acqua. In cambio lasciava denaro sul vassoio e baciava la sposa. Poi la tradizione è cambiata e adesso, al coro di Gor'ko, l'unico a baciare la sposa è il legittimo consorte! Secondo la tradizione russa, l’abito da sposa è blu.
Dai siti web “Nozze alla menta” e “I Riti del Matrimonio” Rielaborato da Dmytro Mel’nykov (Dimitriy) mediatore interculturale di lingua russa
IL MATRIMONIO RUMENO
Il matrimonio tradizionale rumeno e’ la festa piu’ importante che coinvolge l’intero paese. La festa viene preparate circa un mese prima dell’evento. L’abito della sposa viene scelto da lei ma e’ regalato dai genitori dello sposo insieme con le fedi nuziali.
La scelta della Chiesa e del ristorante la fanno gli sposi. Il numero degli invitati puo’ variare tra i 100 - 150. Il giorno prima del matrimonio in modo
separato gli amici festeggiano il ragazzo e la ragazza. Il giorno del matrimonio comincia con la cerimonia religiosa dopo mezzogiorno.
La sposa parte da casa accompagnata da tutti i suoi invitati e, una volta uscita di casa, si butta a lei un secchio pieno d’acqua con i soldi che
significano la ricchezza. Si parte verso la chiesa addobbata tutta di bianco dove e’ attesa dallo sposo, dagli invitati e dai testimoni per la cerimonia che dura quasi un’ora e mezza.
I testimoni di nozze debbono essere una coppia sposata legalmente e obbligatoriamente in chiesa e tengono durante tutta la cerimonia due candele alte 2 metri addobbate di fiori bianchi e celesti. Gli invitati si possono distinguere secondo i fiori appuntati sul vestito: bianchi per gli invitati
della sposa, celesti per gli invitati dello sposo. L’uso dei confetti non esiste.
Una volta usciti dalla chiesa si getta addosso agli sposi del riso e la sposa lancia il bouquet verso le amiche. Dalla chiesa si parte verso il ristorante tutto addobbato con i due colori. Si comincia la festa con un brindisi di champagne fatto dai genitori degli sposi. Tutti i matrimoni sono accompagnati fino alla fine della festa da una banda musicale che canta le canzoni popolari a richiesta. Ai nostri matrimoni si mangia, si canta, si balla,
si scherza dalla mattina alla sera.
A cura della mediatrice interculturale di lingua rumena
La ricetta
Insalata mimosa
Ingredienti:
(per 4 persone)
Tonno in scatola 300 g
300 g di patate
200 g carote
100 g di cipolla
4 uova sode
maionese
PREPARAZIONE
Cuocere le patate e carote. Raffreddare, sbucciare e grattugiare finemente.
Tagliare la cipolla sottile e mettere nell’acqua calda per 10 minuti, dopo scolare bene.
Uova sode dividere tra bianco e rosso e grattugiare separatamente.
Sgocciolare tonno e schiacciare con la forchetta.
Prendere un piatto e mettere prima un strato di patate. Coprire con strato di tonno. Dopo
mettere un po’ di cipolla. Spalmare con la maionese. Sopra mettere uno strato di bianco
d’uovo e coprire con le carote. Spalmare ancora con la maionese. Sopra va messo uno
strato di rosso d’uovo. Decorare piatto con le verdure.
中国结婚
IL MATRIMONIO CINESE
Sarebbe presuntuoso e inesauriente pretendere di descrivere in poche pagine un evento sociale e culturale complesso come il matrimonio cinese: la
Cina stessa, con i suoi oltre 1 miliardo e 300 milioni di abitanti è divenuta un’entità fluida e poliforme, divisa tra audace modernità e tradizione, composta da molteplici sfaccettature e differenti realtà.
Tra gli strati più abbienti si può trovare veramente di tutto: dai matrimoni ispirati a film di successo a complesse coreografie tanto spettacolari da mozzare il fiato, capaci soprattutto di esprimere una disponibilità economica più o meno illimitata.
Nelle realtà rurali e montane più remote, invece, la modernità rimane lontana e alcune tradizioni sono rimaste intatte nel tempo, regalando una testimonianza preziosa di secoli.
Ci limiteremo quindi, in questa sede, a ricordare gli aspetti salienti, i punti fermi che possiamo trovare nei matrimoni celebrati nella regione natale
della maggior parte dei migranti cinesi di Novellara, lo Zhejiang, come nei riti celebrati nel nostro Comune o a Reggio Emilia.
Una delle costanti, in occasioni dei matrimoni, è la grande ingerenza dei genitori, i quali scelgono i candidati in base allo status e, soprattutto in passato, secondo il segno dello zodiaco cinese. L’astrologia stabiliva infatti la data più fausta per l’unione, in modo da garantire ai giovani sposi una vita
insieme lunga e felice, propiziata dalle giuste stelle.
I matrimoni spesso si rivelano veri e propri affari: durante il grande banchetto offerto agli invitati una persona di fiducia (spesso un familiare stretto)
presiede alla raccolta delle hongbao, le famose buste rosse dove offrire il proprio contributo in denaro. I doni pecuniari sono molto generosi e superano, in alcune occasioni, diverse migliaia di euro: occorre precisare, però, che la hongbao riporta anche il nome del donatore, che a sua volta sarà
adeguatamente ricambiato in una situazione analoga.
Il banchetto nuziale è lunghissimo e sontuoso: non si bada a spese e la quantità e varietà delle pietanze è impressionante. La cultura cinese, d’altra
parte, è strettamente legata al cibo e i banchetti non mancano mai a legittimare le feste. Le tavole sono rotonde, in modo da permettere la conversazione e da facilitare lo scambio delle numerose portate grazie al posapiatti girevole.
I cibi immancabili durante le nozze sono la carne, il pesce e i frutti di mare, serviti in forme diverse e succulente, innaffiati da brindisi a ripetizione
indetti alla salute degli sposi al grido di 干杯 ganbei!
Non esistono primo, secondo e contorni ma le portate arrivano in rapida successione accompagnate dall’immancabile riso bianco, che riveste in Cina
il ruolo del pane e dalle zuppe calde. I pesci pregiati, simbolo dell’abbondanza, vengono cucinati e serviti completi di testa e coda, esprimendo così
l’augurio di “cominciare e finire bene”.
A fine pasto compare la frutta sbucciata, tagliata e disposta con eleganza e la grande torta nuziale, sempre più scenografica e simile alle torte occidentali. Esistono negozi in Cina specializzati in torte e dolci nuziali: ultimamente possiamo trovarli anche nelle città italiane con vaste comunità cinesi
e finalmente anche a Reggio Emilia.
In occasione del matrimonio il carattere più frequente è 喜 xi, “felicità, avvenimento fausto”, che viene raddoppiato a significare “doppia fortuna” 喜
喜, ovvero fortuna per entrambi gli sposi e le rispettive famiglie di appartenenza. Tale simbolo viene appeso alla porta della casa degli sposi novelli e
compare ovunque sugli addobbi della cerimonia e inciso sulle hongbao.
Il vestito nuziale della sposa cinese è tradizionalmente rosso, il colore portafortuna per eccellenza: ultimamente però le spose preferiscono il vestito
bianco occidentale, testimoniando il sincretismo e le contaminazioni che interessano questa complessa cerimonia.
Il matrimonio ha una grande importanza a livello sociale in quanto una volta sposati, i giovani, devono iniziare a prendersi cura dei propri genitori.
Molti di loro, per necessità, lasciano la madrepatria per cercare guadagni maggiori in Europa: i soldi vengono in larga parte inviati in Cina, per garantire una vita agiata ai genitori anziani e ai bambini a loro affidati, che spesso rimangono coi nonni fino ai primi anni di scuola.
Il matrimonio, a dispetto dei cambiamenti subiti nel tempo e nello spazio, rimane uno degli avvenimenti fondamentali attorno a cui ruota la vita della
comunità cinese locale, nonché una spia del cambiamento di una società in bilico tra la grande autorevole madrepatria e le accattivanti realtà nazionali conosciute dalle cosidette “seconde generazioni”.
Così è interessante notare come i giovani cinesi scelgano soluzioni sempre più vicine alla società di arrivo: spesso infatti capita di imbattersi in
coppie di sposi vestiti alla occidentale in posa davanti alla nuova fontana di Piazza della Vittoria o all’ombra dei Giardini Pubblici a Reggio, e capita
anche, a volte, di ricevere in dono i tradizionali sacchettini rossi di dolci alla fine di un rito civile celebrato nelle sale del nostro Comune, a Novellara.
A cura di Cecilia Maffei. Mediatrice interculturale di lingua cinese
La ricetta
杏仁鸡丁(xingrenjiding)Pollo alle mandorle
Ingredienti indicativi
per due persone:
250 gr. di petto di pollo,
50 gr. di mandorle,
1 porro, carote e bambù,
2 albumi, fecola di patate,
salsa di soia e olio,
vino bianco per cucinare,
zucchero.
A piacimento: sale e
glutammato di sodio
per insaporire.
Preparazione:
Preparate un composto con un cucc.no di sale, 2 albumi, un goccio di vino bianco e 2 cucc.ni di
fecola di patate.
Tagliate il pollo a dadini e passatelo nel composto, lasciandolo circa 20 min. ad ammorbidirsi.
Cuocete per 10 min. a fuoco basso le mandorle in poca acqua con un pizzico di zucchero: scolatele e asciugatele, quindi tostatele nel forno finchè non sono dorate.
Cuocete le carote tagliate a dadini e il porro; in una padella con un bicc. d’olio passate il pollo
ricoperto di composto finchè non e dorato, poi scolatelo.
A questo punto unite in una padella con poco olio il pollo, vino bianco q.b., sale, salsa di soia,
carote e bambù. Inumidite con acqua secondo la necessità e alla fine unite le mandorle.
IL MATRIMONIO ITALIANO
Il primo libro della Bibbia dice: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno un’unica carne”.
All’inizio della creazione il progetto di Dio è che uomo e donna formano insieme un essere solo. Pari dignità dell’uomo e della
donna. La comunione di vita fa maturare l’amore fino a renderlo definitivo e aperto al dono della vita.
Il matrimonio visto così supera i limiti e le difficoltà che ci sono per tutti nella quotidianità. Però è anche festa, perché è ad immagine e somiglianza di Dio.
Nel mondo la celebrazione del matrimonio è canto, è musica, è festa; dove c’è amore, lì c’è Dio. (a cura di Don Candido)
Intorno all'argomento matrimonio esistono da sempre tante piccole superstizioni. C'è chi le ignora, mentre altri le seguono "alla
lettera": Di Venere e di Marte non si sposa e non si parte, sposa bagnata sposa fortunata.
Una usanza popolare seguitissima è quella che vieta di mostrare l'abito da sposa al futuro marito, oppure di guardarsi allo specchio con il vestito da sposa il giorno del matrimonio.
In chiesa attenzione alle fedi! Non vanno fatte cadere. Devono essere di forma sferica che rappresenta la perfezione dell'unione. Suonare i clacson delle auto del corteo nuziale salvaguarda la felicità degli sposi.
Sul lunotto posteriore della macchina che accompagna la sposa in chiesa deve essere adagiato un bel cuscino di fiori che volendo può poi fungere da centrotavola al ristorante.
La tradizione vuole che i confetti, in numero dispari, da distribuire ad amici e conoscenti, siano confezionati in quadrati di stoffa
leggera legati con un nastrino, così da formare un grazioso sacchetto nel quale verrà inserito anche un biglietto con i nomi degli
sposi (prima quello di lei) e la data del matrimonio. Il lancio del riso all'uscita degli sposi dalla chiesa è un augurio di ricchezza e
gioia. Il letto degli sposi deve essere preparato la sera prima del matrimonio da due ragazze nubili, che simboleggiano la purezza. Vietatissimo vedere lo sposo dopo la mezzanotte che precede il giorno del matrimonio.
Solcare la soglia della nuova casa con la sposa tra le braccia per non farla inciampare.
Lancio del bouquet a fine cerimonia: la sposa con le spalle alle invitate nubili, lancia il bouquet. Per chi riesce ad afferrarlo rappresenta l'augurio di ricevere presto una proposta di matrimonio.
FONTE: Guida pratica al matrimonio (Giunti Demetra) I praticissimi 2010
ACETAIA COMUNALE
LA Ricetta
LASAGNE ALLE VERDURE
Per 4 persone:
- per il “ragu” vegetariano:
3 zucchine medie tagliate a julienne
3 carote tagliate a julienne
2 porri sottilmente affettati
5-6 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
Sale, pepe q.b.
- lasagne 1 confezione (se si ha il tempo
di farle a mano meglio, nel quantitativo
Analogo). Bisogna calcolare 6 strati di pasta.
- per la bechamelle:
1 litro di latte,
100 gr. di burro,
100 gr. di farina)
Noce moscata
Parmigiano grattugiato
Qualche ricciolo di burro.
Preparazione:
Ragu’: si soffriggono i porri nell’olio fino a renderli dorati poi si aggiungono
le verdure che possono essere variate a seconda del proprio gusto. Bisogna rosolare queste ultime su fuoco molto vivace badando che l’acqua che
emettono venga man mano ad asciugarsi, circa 10 minuti. Devono restare
pero’ al dente. La bechamelle, che deve essere densa, si unisce al ragu’
per ottenere un composto che sia facilmente spalmabile sulla pasta.
Nella teglia mettere nell’ordine: la pasta cotta, le verdure con bechamelle,
uno strato di circa un centimetro di ragu’, spolverizzare con parmigiano abbondante. Cuocere in forno a 180° per 40 minuti circa.
Prima di servire, a piacere, si puo’ aggiungere un filo di aceto balsamico
tradizionale.
Le ricette del corso
LA CUCINA CINESE (zhōng guó cài, 中 国 菜 )
La cucina cinese è tra le più famose ed apprezzate al mondo grazie alla varietà e ricchezza dei piatti e alla diversità di sapori che è in grado di proporre. Tradizionalmente viene divisa in otto grandi filoni regionali, ognuno con
peculiarità uniche: questa sera apprezzeremo la variante dello Zhejiang (zhè cài, 浙 菜), la regione a sud-est
dalla quale proviene la maggior parte dei cinesi di Novellara.
La cultura del cibo in Cina è strettamente legata alla società, alla filosofia e alla medicina: vengono infatti distinti
il fan (i cereali) e il cai (legumi cucinati e per estensione tutto ciò che accompagna i cereali).
Gli alimenti yin (principio femminile) umidi e morbidi come i legumi e la frutta hanno proprietà rinfrescanti e vanno sempre abbinati a quelli yang (principio maschile), di solito fritti, speziati e a base di carne.
Il pasto equilibrato deve quindi armonizzare i gusti ma anche trovare un equilibrio tra freddo e caldo, colori e
consistenze dei cibi.
I cuochi cinesi dunque, alla stregua di grandi artisti, hanno il difficile compito di ricreare, dentro i nostri piatti, il
delicato equilibrio cosmico yin – yang, immancabile per la salute fisica e serenità spirituale dell’uomo.
蔬菜饺子(shucaijiaozi)Ravioli farciti con verdure
Ingredienti indicativi per
4 persone:
Pasta: 350g di farina 00,
200 ml d’acqua tiepida
(poco meno della metà
della farina in proporzione),
un pizzico di sale.
Ripieno: funghi cinesi secchi,
spaghetti di soia, cipolla, uova,
verdure secondo il gusto
personale, vino, sale
e un poco di zenzero.
Esecuzione:
Impastate la farina con l’acqua e il sale, quindi lasciate riposare avendo cura che si mantenga morbida.
Preparate il ripieno mescolando le verdure a vostro piacimento: i funghi cinesi normalmente si acquistano secchi e
vanno precedentemente reidratati per mezz’ora circa, idem per gli spaghetti di soia, che una volta morbidi
andranno tritati e uniti al ripieno.
Attenzione! Lo zenzero ha ottime proprietà anticancerogene ma il sapore non è gradito a tutti.
Prendete la pasta e preparate piccole sfere di modo da ottenere, una volta tirata, dischi di 10 cm di diametro.
Farcite i ravioli con un cucc.no di ripieno al centro del disco di pasta, quindi chiudete secondo la forma che preferite
e cuocete al vapore per 15 min, appoggiando i ravioli su foglie di cavolo cappuccino.
I ravioli sono ottimi intinti nella salsa di soia.
CUCINA INDIANA (ਇੰ
ਇੰ ਡੀਅਨ ਪਕਵਾਨ INDIAN PAKWAAN))
La cucina Indiana è semplice, equilibrata, basata su ricette e principi millenari. La cucina differisce da una regione all’altra ma anche da famiglia
a famiglia. Questa sera noi cuciniamo un piatto del nord dell’India della regione di Punjab dalla quale proviene maggior parte dei Indiani di Novellara. Nella cucina Punjabi coesistono sia diete esclusivamente vegetariane sia diete miste. Per la preparazione dei cibi si usano in grande
quantità: burro chiarificato ( desi ghee ਦੇਸੀ ਿਘਓ), spezie (masala ਮਸਾਲਾ), aromi e una base acida, digestiva, sottoforma di pomodori, aceto o
limone.
CUCINA PAKISTANA
La cucina Pakistana mescola influenze culinarie mediorientali, persiane, afgane e indiane. L’alta scuola culinaria è quella Mughlai, la cucina di
corte degli imperatori moghul. L’alimentazione delle masse povere della popolazione è però molto semplice: pane, riso, verdure e carne sono i
quattro componenti del tipico pasto pakistano. L’alimentazione di tutti i giorni risente soprattutto di influenze mediorientali e dell’India settentrionale: pollo, agnello e gamberi vengono cotti in piccantissime salse al curry e accompagnati sempre da un ampia scelta di verdura, riso e pane.
Il riso si mangia spesso bollito senza alcuna aggiunta, ma può essere anche preparato come biryani, il piatto che cuciniamo oggi, ossia cotto in
una salsa di yogurt e carne speziata allo zafferano.
Chole Bhature
Dosi per 4 persone.
Ingredienti: Per il Chole (Ceci)
400g di ceci (Chana Kabuli), lasciare a bagno per
una notte;
1 bustina di tè o di foglie di tè, legato in un panno;
1 cucchiaino di semi di cumino (Jeera);
2 cipolle tritate finemente; 12 mm.
(1 / 2 ") pezzo di zenzero grattugiato;
3 spicchi d'aglio, grattugiato;
2 cucchiaini di masala Chole (chana masala);
1 cucchiaino di peperoncino in polvere;
2 cucchiaini di amchur (polvere di mango secco);
1 cucchiaino di curcuma in polvere (Haldi);
1 cucchiaio di coriandolo (Dhania) in polvere;
4/5 cucchiai di olio;
Sale quanto basta.
Per il Bhature (pane fritto)
500 gr. di farina 00;
4 cucchiaini di olio;
sale quanto basta;
olio per friggere in profondità;
lievito;
2 confezioni di yogurt bianco.
Tempo di cottura: 1 ora.
Tempo di preparazione: 45 minuti.
Per servire: 1 cipolla tagliata; 4 spicchi di limone; coriandolo fresco tagliuzzato.
Per il Chole (Ceci)
Cuocere nella pentola a pressione i ceci imbevuti per una notte con la bustina di tè per 20 minuti.
Scolare e tenere da parte. Gettare la bustina di tè.
Scaldare l'olio in una padella, aggiungere i semi di cumino. Quando i semi scoppiettano, aggiungete
la cipolla, lo zenzero e aglio e soffriggere finché la cipolla è dorata.
Aggiungere il masala Chole (spezie macinate), peperoncino in polvere, amchur, polvere di curcuma,
polvere di coriandolo, semi di cumino in polvere e sale e far rosolare per un altro minuto.
Aggiungere i ceci e 1 tazza di acqua e mescolare bene. Bollire per 10-15 minuti. Tenere da parte.
Per il Bhature
Unire la farina, i 4 cucchiaini di olio, sale e lievito e impastare con lo yogurt bianco in una pasta non
troppo molle.
Lavorare l'impasto molto bene fino a che non è regolare.
Coprire con un panno umido e lasciare a riposo l'impasto per 20 minuti.
Dividere la pasta in sedici parti uguali e stenderla a formare delle circonferenze di medie dimensioni. Friggetele in olio caldo fino a che le Bhaturas si gonfiano ed entrambi i loro lati sono dorati.
Quando le Chole sono calde, servire con qualche spicchio di cipolla sulle Chole, qualche foglia di
coriandolo tagliuzzato e qualche spicchio di limone e con le Bhatures calde.
Consigli:
Durante la frittura delle Bhatures, premere leggermente il centro delle Bhatures con un cucchiaio da
frittura in modo da contribuire a gonfiarle.
Chole Masala è una miscela di spezie che è prontamente disponibile nella maggior parte negozi di
alimentari indiani.
Coconut Burfi
Ingredienti:
Farina di cocco 300 g
Latte in polvere non zuccherato 400 g
Zucchero 300 g
10 gocce di colorante alimentare verde per alimenti
acqua 250 ml
Burro 70 g
1 cucchiaio d'olio
Preparazione:
Prendere una pentola anti-aderente dal diametro di 30 cm circa, versare l'acqua e
lo zucchero.
Mettere a fuoco medio e lasciare bollire per 7-8 minuti circa; aggiungere il colorante
alimentare, la farina di cocco, mescolare e lasciare per altri 5 minuti sul fuoco.
Aggiungere il burro, il latte in polvere e mescolare (non si devono formare i grumi)
a fuoco lento per altri 4 minuti. Appena pronto togliere dal fuoco; ungere un'altra
teglia con l'olio e versare il composto: lasciare raffreddare per un'ora circa e appena pronto tagliare il composto in piccoli rombi o a piacere.
La cucina marocchina è molto varia e notevole per i suoi sapori e aromi.
Il pane è parte essenziale di ogni pasto; ugualmente noto è il 'tajine' caratteristico della cucina marocchina. Tajine è
generalmente una pentola di carne e pollame il cui nome viene dal nome del tegame nel quale viene cotto. Il tajine è
un piatto comune in tutti i ristoranti marocchini ma il piatto nazionale più conosciuto è il couscous. Il couscous è una
farina di semolino di color crema cotto al vapore sopra un brodo molto aromatico fatto di carne e verdure e servito con
carne e salsa creata dal brodo stesso. Le olive conservate in succo di limone e sale sono un ingrediente essenziale in
molti piatti marocchini. L'agnello cotto sui carboni ardenti, conosciuto come 'mechoui' è servito tradizionalmente durante il festival Aid al Kebir che ha luogo alla fine del Ramadan.
La cucina turca è un mix interessante tra la cucina mediterranea e quella orientale, tra l'olio d'oliva, ingrediente tipicamente mediterraneo, e le spezie, ingrediente base della cucina orientale. Il pranzo generalmente inizia con i meze
(piccoli antipasti). I piatti principali sono a base di agnello e montone ma anche a base di verdura come gli zeytinyaglilar (verdure cotte nell’olio di oliva), il terbiyeli zeytinyagli pirasa (porri in salsa d’uovo), il kabak salatasi (insalata di
zucchine), il cacik (yogurt, cetrioli e finocchio).Tra i piatti di carne da segnalare il kebab (carne di montone o di agnello) che è di solito accompagnato dai dolma (verdure ripiene), e da un'insalata di cetrioli e dal pilav (riso), molto
buone anche le kofte (polpette di carne tritata). Ottimo il pesce: spigola, branzino, gamberi, triglie. Tra i dolci da segnalare il famoso baklava (sfogliatine ricoperte di miele, ripiene di noci, mandorle e pistacchi tritati, ma anche di datteri e fichi).
Tajine di carne con prugne e mandorle
Ingredienti: (per 4 persone) 500g di manzo, 1 cucchiaino di sale, 3 cucchiaini di olio d’oliva, 1 bastoncino di cannella, ½ cucchiaino zenzero in
polvere, zafferano in polvere, 2 cipolle, 2 spicchi d’aglio tritati, 150g di prugne secche con nocciolo, cucchiaio di zucchero, ½ cucchiaino di
cannella in polvere, 50g di mandorle, ½ bicchierino di semi di sesamo
PREPARAZIONE:
In una pentola a pressione mettere il manzo (500g) tagliato a pezzi, il sale (1 cucchiaino), l'olio d’oliva (3 cucchiaini), cannella (1 bastoncino),
zenzero in polvere (1/2 cucchiaino), un pizzico di zafferano in polvere, 1 cipolla e 2 spicchi d’aglio tritati. Mescolare con cura, lasciare insaporire e poi coprire d'acqua, chiudere il coperchio e far cuocere per 20 minuti a fuoco moderato. Prendere due mestoli di questo brodo, metterli in
una casseruola e far cuocere le prugne lavate e gonfiate nell’acqua (150g). Quando sono quasi cotte aggiungere 1 cucchiaio di zucchero, la
cannella in polvere e lasciare cuocere a fuoco lento. Aggiungere la carne, 1 cipolla tritata, spolverare con 1½ cucchiaio di zucchero e terminare la cottura (15 minuti circa ) mescolando frequentemente. Nel frattempo pelare, friggere, scolare le mandorle e grigliare leggermente i semi
di sesamo (½ bicchierino) in una padella asciutta. Mettere la carne con sopra le prugne in un piatto di portata, condire con la salsa e decorare
con le mandorle dorate e il sesamo.
Riso con ceci
Ingredienti: 2 bicchieri di riso,
4 bicchieri di acqua calda,
1 cucchiaio di dado in polvere, 250 gr.
di burro,
mezzo bicchierino di olio di
girasole,
sale, ceci (una scatola),
pasta risoni.
La piadina (bazimba)
Ingredienti:
1 kg farina tipo 00,
1 cubetto o bustina di Lievito,
un cucchiaino di Sale,
½ litro di acqua.
Helva di semolino
Ingredienti: (per 4 persone)
250 gr di semolino,
1 bicchiere di burro fuso,
7 ½ bicchiere d’acqua,
100 gr di pinoli,
100 gr di mandorle,
1 ½ bicchiere di zucchero
The alla menta
Ingredienti:
1 litro di acqua bollente
3 cucchiai di thè verde cinese
1 mazzo di menta fresca
zucchero a piacere
In Marocco usano un tipo di menta
dalle foglioline piccole e profumatissime: “naa–naa”.
PREPARAZIONE:
In un contenitore con un po’ d’acqua lasciare riposare i ceci per circa 30 min. poi cuocerli.
In una padella mettere il burro, l’olio di girasole e aggiungere mezzo bicchierino di pasta
risoni e fare rosolare. Dopo che ha preso il colore marroncino mettere il riso e mescolare
per 5 min. aggiungendo un po’ di sale. Dopo i 5 min aggiungere 4 bicchieri di acqua calda,
1 cucchiaio di dado in polvere e aggiungere i ceci. Quando l’acqua inizia a bollire abbassare il fornello dopo 10 – 15 minuti è pronto e togliere dal fuoco. Lasciare riposare un po’
prima di servire. Buon appetito.
PREPARAZIONE: Impastare tutti gli ingredienti assieme. Aggiungere un po' d'acqua per
formare un impasto piuttosto sodo. Oppure, al posto dell'acqua potete mettere il latte. Distendere l’impasto col mattarello, sulla spianatoia formando un bel tondo di pasta più o
meno sottile, a seconda dei gusti. Cospargere di tanto in tanto il mattarello con la farina,
Mettere a cuocere in padella antiaderente. Armatevi anche di un coltello a lama lunga, che
vi servirà a rigirare in senso orario e a rivoltare il disco di pasta.
PREPARAZIONE: In una pentola unire 7 bicchieri e ½ d’acqua e poi mettere 1 bicchiere e ½
di zucchero e lasciare bollire. A questa acqua zuccherata si aggiunge il semolino.
In una pentola mettere 1 bicchiere di burro fuso, versate adesso il semolino e mescolate il tutto
a fuoco medio sino ad ottenere un bel colore dorato e poi aggiungere i pinoli e le mandorle
tritate. Abbassare il fuoco e aggiungere acqua zuccherata. Mescolate con cura sino a quando il
contenuto avrà preso la consistenza di una pasta, spegnette il fuoco coprite e lasciate riposare
un quarto d’ora.
PREPARAZIONE:
Riscaldate la teiera con dell'acqua bollente che poi getterete. Mettete nel fondo della teiera, il tè verde e
un bicchiere di acqua bollente. Sciacquate rapidamente il tè e buttate via l'acqua lasciando però all'interno della teiera il tè. Aggiungete ora la menta, e lo zucchero a vostro piacimento: di solito si mettono
3 cucchiai. Riempite ora la teiera definitivamente con l'acqua bollente versandola da una altezza di
circa 30 cm in modo da permettere all'acqua di incamerare più ossigeno. Mettete la teiera sul fuoco che
sale il bollore, Fate riposare per circa 4 minuti e poi versate il tè negli appositi bicchieri colorati sempre
da una altezza di circa 30 cm per il motivo sopraddetto.
LA CUCINA RUSSA
La cucina popolare russa è molto diversa da ciò che internazionalmente viene considerato come "alla russa": presso la corte degli
zar, la cucina era molto raffinata e sontuosa e simile a quella francese, anche perché Alessandro I si avvalse dei servigi di un famoso cuoco francese, Antonin Careme. Dunque, alcune ricette come la "charlotte alla russa" (un bavarese alla vaniglia) e la "salsa
alla russa" (maionese arricchita con caviale) appartengono alla cucina di corte o alla cucina internazionale rivisitata. La cucina popolare russa è molto più semplice e povera: predilige le zuppe, spesso agre, i pesci marinati, i dolci alla frutta, e in generale per i
sapori acidi e dolci, presenti in moltissimi piatti tipici. In russia il tè è una bevanda molto importante che scandisce il ritmo della
giornata: preparata nell'apposito bollitore (il samovar) è accompagnato da marmellate, torte, pirojki, krendiel e altri biscotti.
LA CUCINA RUMENA
La cucina rumena è una cucina legata alla campagna, ed è influenzata dalla cucina russa, turca e austroungarica, essa offre sapori molto decisi. I piatti tradizionali rumeni sono :sarmale, ciorba, mamaliguta, musaca, mititei, ghiveci de legume e tante altre.Tra
i dolci tipici della Romania vi sono: Cozonac, placinta, dulceata de fructe. Gli antipasti, chiamati “Gustari”, sono particolarmente
ricchi di sapori, tra questi la salata de vinete (purea di melanzane), salata de icre e vari altri tipi di antipasti a base di formaggio. La
bevanda alcoolica tradizionale rumena è la “Tuica “, un’acquavite che viene estratta dalle prugne.
CAVOLO STUFATO CON CARNE (Russia)
Ingredienti.
500 g carne di manzo o maiale, 1 kg di cavolo bianco (verza), 2 cipolle, 2 carote,
100-150 g sugo di pomodoro, 1 mela verde, 4~5 foglie di alloro, sale e pepe a
piacere.
Versare l'olio nella padella profonda e mettere la carne tagliata a cubetti di lato 2 ~ 3
cm a soffriggere a fuoco medio. Rosolare bene, in tanto tagliare le cipolle finemente e
versare nella padella con la carne. Poi aggiungere le carote grattugiate. Mescolare e
lasciare sul fuoco per qualche minuto. Quando le cipolle e carote diventano morbide e
traslucide, aggiungere la mela grattugiata e sugo di pomodoro a piacere. Tranciare il
cavolo fresco e aggiungere al composto. Mettere le foglie di alloro, sale e pepe a piacere. Lasciare sul fuoco per 1 ora mescolando di tanto in tanto. Alla fine della cottura
coprire con un coperchio e lasciare riposare tutto per 10 ~15 minuti prima di mangiare.
Buon appetito!
IAHNIE DI FAGIOLI - IAHNIE DE FASOLI BOABE (Romania)
ingredienti per 4 persone :
200 gr fagioli,
50 g scamorza affumicata,
1 cipolla picola,
1 foglia d'alloro,
un filo di olio,
1 bicchiere passata grossa di pomodoro,
prezzemolo, aneto, pepe, sale.
Preparazione:
Sciacquate in acqua corrente fredda e versate in una pentola capiente i fagioli, aggiungete acqua
fredda per coprire di 5-6 cm i fagioli e lasciate cuocere. In una pentolina dai bordi non troppo alti o
in una padella mettiamo a freddo l’olio e i pezzetti di cipolla. Con sale a fuocco bassisimo, lasciate
cuocere, mescolando di tanto in tanto, facendo attenzione che nessuno dei pezzetti di cipolla si
bruci. Aggiungiamo un po’ alla volta un po' di acqua calda di cottura dei fagioli fino quando la cipolla è completamente appassita. Aggiungiamo la passata di pomodoro,la scamorza affumicata, i
fagioli scolati e le piante aromatiche e lasciamo bollire ancora 10 minuti. Questo piatto e’ un secondo che viene accompagnato con la polenta.
CRESPELLE CON LA RICOTTA E SEMI DI PAPAVERO (Ucraina)
Ingredienti per 8 persone
pasta:
500 ml. di latte
2 cucchiai di zucchero
3 uova
poco sale
1 cucchiaio di burro o olio
250 gr farina
ripieno:
250 gr. di ricotta
zucchero a piacere
100 gr. di uvetta • cannella
Preparazione:
Sbattere le uova con lo zucchero. Aggiungere il latte, un po’ di sale, burro sciolto o olio. A poco a poco mettere la farina e sbattere di nuovo.
Scaldare la padella, spalmare con burro e distribuire impasto su tutta superficie e cuocere le crespelle su entrambi i lati per un paio di minuti.
Ripieno: ricotta, zucchero da montare con mixer.
Aggiungere l'uvetta, la cannella e mescolare con un cucchiaio.
Distribuire il ripieno sulla crespella e fare un rotolo. Distribuire le crespelle su una teglia, spalmare con il burro sciolto e mettere nel forno per
10 minuti. Servire con panna acida.
CUCINA ITALIANA
LA DIETA MEDITERRANEA
La scoperta della dieta mediterranea è attribuita al medico nutrizionista Ancel Keys che nel 1945, al seguito della quinta armata,
sbarcò a Salerno.
Di stanza nel territorio di Battipaglia, si accorse che le malattie cardiovascolari, diffuse nel suo paese, qui erano molto limitate.
Da qui il successo internazionale e la popolarità di questa dieta che consiste nel consumo di cibi integrali e naturali, vitali per il
benessere dell’individuo.
Gli alimenti cardini di questo regime alimentare sono soprattutto i cereali (pane, pasta, polenta), i legumi, gli ortaggi, la frutta, l’olio
di oliva.
Oggi tutti i medici sono concordi nel raccomandare una dieta che, sul modello di quella mediterranea, ripartisca in modo ottimale il
quotidiano apporto calorico sui differenti nutrienti al fine di prevenire l’insorgenza delle cosiddette “malattie del benessere”: 60%
carboidrati (cereali, pane, pasta…) - 30% grassi (olio di oliva, burro, strutto…) - 10% proteine (carni, pesci, legumi…)
Alimentarsi non è fare il pieno di cibo: è storia, cultura, convivialità, rassicurazione, piacere delle tradizioni.
I cardini della dieta mediterranea sono: olio di oliva, pasta
Altri elementi importanti sono:
riso, pomodoro, melanzane, peperone, insalata, erbe aromatiche, formaggi freschi, pesce azzurro, yogurt, olive, capperi e frutta.
Di rilievo il Parmigiano Reggiano Unico, come la sua zona d’origine, è un vero prodigio della natura e della cultura delle nostre
genti, ha origini antichissime ed è, da sempre, conosciuto ed affermato in tutto il mondo. Ancora oggi il Parmigiano Reggiano viene
prodotto in modo artigianale usando solo latte delle vacche dalla zona d’origine, senza l’aggiunta di additivi.
È stagionato da 12 mesi a più di due anni, controllato forma per forma, giorno dopo giorno.
Ricordiamo anche l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia:
è un prodotto ricercato, esclusivo, a limitata produzione che si ottiene dopo un lunghissimo invecchiamento, da sempre incluso tra i
prodotti di nicchia e commercializato solo tra quelli altamente qualificati, è individuabile dal caratteristico marchio impresso nella
sua elegante confezione color paglierino. E’ confezionato nella tipica bottiglietta dalla forma simile ad un tulipano rovesciato fregiata dei bollini cromaticamente diversi (Aragosta, Argento e Oro) distintivi di altretttante qualità.
Tagliatelle al ragu’
PASTA ALL’UOVO PER TAGLIATELLE
Ingredienti:
500 grammi di farina bianca tipo “0”
5 uova
Grammi 10 di olio extra vergine d’oliva
RAGU’ ALLA BOLOGNESE
Ingredienti (per 6 persone):
250 grammi di carne di manzo (mista a maiale facoltativo)
150 grammi di concentrato di pomodoro
1 cipolla
2 gambi di sedano 1 carota - Grammi 60 di olio d’oliva
Sale e pepe q.b. - 1 mazzetto aromatico
1 bicchiere di vino rosso (facoltativo)
Sbrisolona
Ingredienti:
400 grammi di farina bianca
100 grammi di farina gialla
200 grammi di burro
200 grammi di mandorle (150 tritate,
le altre intere)
200 grammi di zucchero
Buccia grattugiata di un limone
Preparazione:
Mescolare insieme tutti gli ingredienti e disporre il composto
nella tortiera livellando delicatamente con i polpastrelli e
cuocere in forno a 200° per 25/30 minuti.
Lasciare raffreddare completamente prima di servirla.
Meglio se fatta il giorno prima.
PASTA ALL’UOVO PER TAGLIATELLE
Preparazione:
Impastare tutti gli ingredienti sino ad ottenere un composto asciutto e omogeneo, quindi stendere la sfoglia e tagliare il formato desiderato.
Lasciare riposare per un’ora circa.
L’impasto è ricco di uova per avere un risultato ed una cottura sempre al
dente.
RAGU’ ALLA BOLOGNESE
Preparazione:
Macinare le verdure in un tegame capiente, unire l’olio e far rosolare.
A parte macinare la carne ed unirla alle verdure quando saranno rosolate.
Lasciare rosolare il tutto a fuoco vivo.
Quando il tutto è ben rosolato, bagnare con vino rosso, lasciare evaporare
per poi unire il concentrato di pomodoro, due mestoli di acqua calda e il
mazzetto
aromatico. Salare e pepare, lasciare cuocere per 2 ore a fuoco lento.
Se dovesse asciugare molto aggiungere 1 bicchiere di acqua. Regolare di
sale.
La cucina è uno spazio utopico e cucinare è come dare un bacio magico,
è liberare odori e sapori,
è ridestare ciò che è addormentato.
La cucina racconta chi siamo, riscopre il frutto delle nostre radici, si evolve con noi.
Nell’incontro di tante storie e tradizioni, la cucina diventa un laboratorio e un grande
tesoro della vita e dell’umanità .
Ognuno in cucina lavora per le persone che ama…
per questo, alla nostra grande tavola del mondo,
i volontari hanno cucinato con passione per la comunità dove amano vivere.
L’assessore alla cultura e ai servizi al cittadino
Paolo Santachiara
Fabbrico
Via Righetta
VIVAI - PIANTE
Cooperativa Sociale
IL MANTELLO
Via Peruzzi 22 - Carpi
Tel: 059683548
[email protected]
Piazza Unita’ d’Italia, 36 - 42017 NOVELLARA