A Madrid … con il pancione ! - In viaggio con robi

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A Madrid … con il pancione ! - In viaggio con robi
A Madrid … con il pancione !
Partecipanti: 2 adulti (di cui una donna incinta)
Data: 02 – 05 aprile 2011
Questa sarà probabilmente la nostra ultima vacanza a due: fra pochi mesi una cicogna ci porterà il
nostro attesissimo bimbo e allora cambieranno le nostre abitudini e, per qualche tempo, anche le
nostre mete.
Ci siamo quindi voluti togliere uno sfizio e vedere Madrid, capitale europea che ci ha sempre
attirato, ma che ancora non eravamo riusciti a vedere. E nel frattempo, prendiamo appunti sulla
possibilità di viaggiare per le donne in gravidanza!
Aereo: per le future mamme è importante leggere sempre le indicazioni sui siti delle compagnie
aeree, perché ci possono essere restrizioni o richieste di certificati. Nel nostro caso abbiamo
optato per un volo di linea (più spazio a bordo, politiche meno restrittive, nessuna corsa per il
posto a sedere) e scelto di volare Alitalia (sfruttando una occasione).
Albergo: grazie ai confronti di Trivago, abbiamo trovato su Booking.com un’ottima offerta per
l’hotel Agora Juan de Austria (4* in centro, fermata della metro Bilbao) e devo dire che ci siamo
trovati bene.
Spostamenti: Madrid ha una fitta rete di metropolitane e autobus. Abbiamo optato per
l’abbonamento turistico: 5 giorni a Euro 19 (ciascuno). Probabilmente si sarebbe potuto girare
sempre a piedi, ma con il peso del pancione (siamo a metà del 6° mese) abbiamo sfruttato molto i
mezzi di trasporto. Tra l’altro gli spagnoli sono molto più accorti degli italiani e non ho quasi mai
faticato a trovare posto a sedere. Unica pecca: molte fermate della metropolitana non sono
ancora dotate di ascensori / scale mobili.
Pasti: nella tariffa dell’hotel era compreso solo il pernottamento, quindi abbiamo sempre
mangiato fuori, in ottimi posti trovati grazie ai suggerimenti su Internet. Per le donne in gravidanza
che non hanno contratto la toxoplasmosi, il famoso jamon iberico è una vera tentazione! E
purtroppo la cucina spagnola è spesso accompagnata da verdura cruda (sarà lavata bene?) oppure
è piuttosto elaborata (e quindi talvolta difficile da digerire).
Suggerimenti per mangiare:
- colazione: la Mallorquina (C/ Mayor 2, metro Sol) oppure Chocolateria San Gines (Pasadizo de
San Ginés 5, metro Sol)
- tapas: Mercado de San Miguel (C/ Mayor, metro Sol), el Tigre (C/ Infantas 30, metro Gran Via) e
in generale la Calle de la Cava Baja, Cerveceria Alemanna (Plaza Santa Ana 6, metro Sol/Anton
Martin)
- ristoranti: Sobrino de Botin (C/ De Los Cuchilleros 17, metro Sol), La Finca de Susana (C/ Arlabán
4, metro Sol/Sevilla), La paella de la Reina (C/ de la Reina 39, metro Banco de España)
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Clima: a inizio aprile le temperature sono già più che miti e se si trovano giornate di sole, di certo
fa più caldo che a Milano. Non essendo però ancora stagione secca, i parchi e le aree verdi offrono
uno spettacolo decisamente più rigoglioso che in altri periodi.
Resoconto
Sabato 2 aprile 2011 . Primo giorno
Sveglia all'alba dopo circa 5 ore di sonno: per sfruttare il più possibile questi quattro giorni,
abbiamo prenotato il volo delle 7.25 da Linate.
Passato il metal detector, ci concediamo un ultimo caffé italiano e ci imbarchiamo, scoprendo che
siamo in totale 20 passeggeri più l'equipaggio!!
Atterrati in perfetto orario, acquistiamo subito il nostro Abono Turistico (19 Euro ciascuno per 5
giorni): ci dicono che Madrid si gira tranquillamente a piedi, ma se consideriamo il pancione, voglio
poter prendere tutti i mezzi che vogliamo, anche se per poche fermate!
E ci avviamo verso l'albergo, ottimamente servito dalla Metro. La camera sarà pronta solo nel
pomeriggio, ma noi depositiamo i bagagli e iniziamo il giro.
Ovviamente iniziamo da Sol, centro di Madrid
affollato e vivace, famoso per la statua simbolo
della città: l'orso che strofina il naso contro un
corbezzolo.
Sol – Il simbolo di Madrid
Da lì sorpassiamo la famosa pasticceria La
Mallorquina e percorriamo alcune viette
pittoresche, fino a raggiungere Plaza Mayor, piena
di turisti e tavolini dove poter gustare una tapa. Ci
concediamo una pausa, ma al centro della piazza,
senza lasciarci tentare dalla gola.
Ripreso il cammino, ci imbattiamo in un negozietto di alimentari molto carino e ne approfittiamo
per comprare dello zafferano, che in Spagna è generalmente migliore di quello che troviamo in
Italia.
Da lì al Mercado de San Miguel il passo è breve: simpatico ritrovo al coperto in una struttura di
vetro e ferro battuto, utilizzato da turisti e locali per fare la spesa o mangiare un boccone. Noi
partecipiamo alla tradizione con un panino al jamon.
Proseguendo il nostro giro, passiamo davanti al Sobrino de Botin, il ristorante più vecchio del
mondo: le foto e il menu ci farebbero voglia di provarlo...i prezzi un po' meno!!!
Comunque è ancora presto per il pranzo e quindi ci dirigiamo verso Playa de Villa, sede del
Municipio, e poi verso la cattedrale di Nuestra Señora de la Almudena e il Palacio Real.
Per oggi li ammiriamo solo dall'esterno, nella loro imponenza e biancore.
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Torniamo quindi verso Plaza Mayor, pensando di pranzare al Museo del Jamon, ma il servizio e la
scelta ci sembrano scadenti e quindi usciamo.
Optiamo allora per un locale in Cava Baja (dicono ci siano i posti migliori per le tapas): la Bodegas
Galliena. L'atmosfera è carina e il cibo non male, ma i prezzi ci sembrano un po' spropositati.
Visto che la stanchezza e la sveglia all'alba si fanno sentire, torniamo in hotel per prendere
possesso della stanza (numero 509, intitolata a Gregorio XIII) e fare un riposino. Scopriamo che le
stanze sono pulite e molto spaziose, arredate in stile retrò e luminose. Volendo trovare un difetto,
non sono particolarmente insonorizzate verso il corridoio.
Dopo la siesta, riprendiamo la metro (con tutte le
sue scale) verso il Templo di Debod, trasportato
qui dall'Egitto dopo la costruzione della diga sul
lago Nasser. Il parco circostante è decisamente
ben tenuto e offre un ottimo scorcio di vita
madrilena, oltre un bel panorama sulla cattedrale
di Nuestra Señora de la Almudena. Il tempio
invece non ci colpisce più di tanto: torneremo
dopo cena, per vederlo illuminato.
Templo di Debod
Proseguiamo verso Plaza de España e diamo un
saluto alla statua di Cervantes e i suoi personaggi (Don Chisciotte, Ronzinante e Sancho Panza).
Prendiamo l'autobus per attraversare la Gran Via fino quasi al termine.
Ma prima di continuare il nostro giro, ceniamo da La Paella de la Reina, ristorante valenziano dove
gustare una buona paella. Nell'attesa (20 minuti, come per i buoni risotti) ci lasciamo tentare da
croquetas e solomillo, ma le porzioni di paella sono abbondanti di loro e alla fine facciamo quasi
fatica a finire tutto. In ogni caso, da consigliare (meglio prenotare o presentarsi all'apertura, come
abbiamo fatto noi).
Quando usciamo ovviamente è buio, l'ideale per
fotografare i bellissimi palazzi di Plaza de la Cibeles e la
Gran Via. Il programma vorrebbe che partecipassimo allo
"struscio" lungo tutta la Gran Via, ma la stanchezza e il
pancione iniziano a farsi sentire. Prendiamo di nuovo
l'autobus fino a Plaza de España e risaliamo fino al
Templo di Debod: illuminato è veramente bellissimo e
Gran Via - Metropolis
affascinante.
Con l'immagine del tempio egizio che si rispecchia nelle vasche circostanti termina il nostro primo
giorno a Madrid.
Il bilancio è senz'altro positivo, ma forse abbiamo esagerato un po': le 25 settimane di gravidanza
si sentono eccome!!!
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Domenica 3 aprile 2011 . Secondo giorno
Il nostro secondo giorno a Madrid inizia in perfetto stile spagnolo: con moooooolta calma!
Sveglia tardi, doccia e...colazione a La Mallorquina (Sol) con una selezione delle loro leccornie.
Percorriamo Calle Mayor e ci mettiamo in fila per
entrare a Palacio Real (10 euro più 4 di
audioguida). Se non si dispone di una guida
turistica dettagliata, potrebbe essere utile optare
per l'audioguida, perché le informazioni nelle
singole sale sono piuttosto scarne. Non è
consentito fare fotografi nelle sale del palazzo,
ma solo nel grande cortile frontale.
Visitiamo subito la Real Farmacia, dove si possono
Palacio Real
ammirare collezioni di alambicchi e contenitori di
erbe e sostanze medicinali, solventi e fiale utilizzate nel corso dei secoli per curare i membri della
famiglia reale.
Passiamo poi nel corpo centrale, per ammirare le circa 50 stanze del palazzo aperte al pubblico,
compresa la pomposa sala del trono, stranamente accessibile lateralmente, mentre il trono guarda
verso l'unica parete dotata di finestre.
Terminiamo la visita con le sale dell'Armeria Real (spiegazioni solo in spagnolo): armi e armature
dei vari sovrani spagnoli.
Lungo il percorso ci sono pochissimi posti dove sedersi (salvo "impossessarsi" degli scranni del
personale di sicurezza): donne incinta, anziani e disabili non hanno molta vita facile, purtroppo!
Usciamo dal palazzo e ci avviciniamo alla cattedrale di
Nuestra Señora de la Almudena, per scoprire che è chiusa
per lavori (e dire che è piuttosto recente come
costruzione!!!). Per fortuna la cripta neoromanica è
accessibile (2 euro): luminosa e splendida, ci accoglie con i
suoi colonnati e gli splendidi capitelli. La calma e la pace
che vi regnano in effetti invitano a un momento di
preghiera e riflessione.
Si è fatta l'ora (spagnola) del pranzo e decidiamo di seguire
le abitudini locali con un paio di tapas. La prima sosta è
dietro Plaza Mayor, da La Revuelta, dove assaggiamo il loro famoso bacalao (merluzzo fritto),
ovviamente in piedi a "la barra". E poi troviamo un tavolino con sgabello (uno solo, ma è già una
conquista) da Goyo, in Cava Baja, ottimo (anche se un po' caro) per un piatto di jamon y queso. La
vietta, ieri quasi deserta, oggi pullula di madrileni che si trovano nei singoli locali per un giro di
tapas e qualche chiacchiera. Il fenomeno in realtà si esaurisce in breve tempo: prima delle 15 i
locali sono ancora chiusi, verso le 16.30 già si svuotano, ma in quell'oretta diventa difficile trovare
posto in piedi!
Cripta neoromanica
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Decidiamo di tornare in hotel per una siesta, passando però da Plaza Mayor (dove alcuni artisti di
strada intrattengono i tanti turisti) e da La Mallorquina, per una tapa dolce.
La scelta di fare pausa in hotel si rivela buona, anche perché il tempo purtroppo si è un po'
guastato e dal cielo scende qualche gocciolone.
Dopo la siesta usciamo sotto la pioggia, ma per festeggiare la domenica sera abbiamo deciso di
cenare all'Hard Rock Cafè, tappa ormai tradizionale dei nostri viaggi e rammarico per non averlo a
Milano (troppo poco turistica come città?).
Finito di cenare (hamburger e bisteccazza) e
soddisfatti gli acquisti (bacchette per mio marito e
maglietta per me) andiamo a fare quattro passi
fino a Plaza de la Cibeles, scoprendo che nel
frattempo ha smesso di piovere.
Non resistiamo a fare qualche altra foto ai
dintorni, cambiando prospettiva rispetto a ieri.
Proseguiamo poi verso la vivace Plaza Santa Ana:
purtroppo l'acquazzone e il tempo incerto non
Plaza de la Cibeles
consentono le cene e le serate all'aperto, ma i
tanti locali brulicano di vita e divertimento. Molti ristoranti e birrerie meriterebbero una foto
anche solo per i bei murales (spesso in ceramica) o lo stile in legno dell'arredamento tipico. Ma
non c'è abbastanza luce: torneremo domani, magari per un altro pranzo a base di tapas.
Sono purtroppo troppo stanca per continuare a esplorare Madrid: ci dirigiamo a Sol e, dopo aver
salutato l'orso e il suo amato corbezzolo, riprendiamo la metro e torniamo in hotel.
Lunedì 4 aprile 2011 . Terzo giorno
Ci svegliamo con un cielo decisamente diverso: sprazzi di cielo terso stanno progressivamente
scacciando le nuvole scure e le previsioni del tempo confermano che la temperatura sta
migliorando (ieri sera eravamo intorno agli 11'C).
E per proseguire con le buone tradizioni locali, andiamo a
far colazione alla Chocolateria San Gines (Sol), ovviamente
con cioccolata calda (fondente) e churros (7 euro in due).
Alle 10 di lunedì mattina ci sono alcuni tavoli liberi, ma si
riempiranno presto: in genere c'e' coda notte e giorno!
Chocolateria San Gines
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Il lunedì e' il giorno di chiusura per la maggior parte dei
musei (monasteri inclusi) e quindi optiamo per sfruttare la
giornata di sole e i percorsi all'aperto. Avremmo anche
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potuto optare (come fanno in molti) per una gita in giornata a Toledo (ottimamente servita dai
treni in partenza dalla stazione di Atocha), ma avevamo paura che fosse troppo una sfacchinata
per me.
I madrileni di solito lo fanno di domenica, ma noi siamo turisti e assaliamo il Parque del Buen
Retiro il lunedì mattina!!!
Quando arriviamo, il parco si sta svegliando: i primi banchetti aperti (cibi e bevande, cartomanti e
musicisti), le prime barche che prendono il largo sul laghetto artificiale (non troppo pulito), le
guardie a cavallo che fanno scendere gli animali dai camion...
Passeggiando per il parco (tenuto benissimo),
ammiriamo il monumentale Mausoleo di Alfonso
XII e il leggero Palazzo di Cristallo. E mentre il
marito fotografa tutto da diverse angolazioni, io
ne approfitto per riposarmi e magari prendere un
po' di sole, comodamente seduta su una delle
tante panchine disponibili. Proseguiamo verso
una delle poche statue al mondo che rappresenta
il diavolo, nella Glorieta del Angel Caido.
Costeggiando poi la zona del parco dedicata alle
vittime del 11 marzo 2004 usciamo da quest'area
verde e raggiungiamo la stazione di Atocha.
Palazzo di Cristallo
Risaliamo lungo calle Atocha (ahimé, strada in salita!) fino a raggiungere Plaza de Santa Ana e
decidiamo di pranzare alla Cerveceria Alemana (tavolo all'aperto, vista la bellissima giornata di
sole che e' uscita).
Finito di pranzare, ci incamminiamo verso Sol: avendone sentito parlare tantissimo, voglio fare un
giro a El Corte Ingles, una catena di grandi magazzini multimarca (molto diffusa in Spagna e molto
usata dagli spagnoli) che però mi delude un po' (di fatto si rivela una grandissima vetrina di marchi
griffati, di taglio molto internazionale e prezzi…alti).
Dopo una sosta a Sol, passeggiamo fino alla Plaza Isabel
II e poi prendiamo la metro per andare a vedere la
Puerta di Toledo e l'omonimo ponte: a detta della guida,
il più elegante ponte della città. In effetti la struttura e
le statue sono piuttosto raffinate, peccato che il fiume
Manzanarre sia talmente piccolo da rendere eccessiva
qualsiasi sopraelevata!!!
Puerta di Toledo - Ponte
La mia pancia e l'allergia di mio marito (in Spagna le
graminacee fioriscono prima e noi non eravamo preparati) si fanno sentire: e' ora di tornare in
hotel per una sosta!
Si e' quasi fatta l'ora di cena. Seguiamo i consigli della guida e degli amici di "Ci Sono Stato" e
raggiungiamo La Finca di Susana (metro Sevilla): un bel posticino quasi elegante in cui concedersi
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grandi porzioni a prezzo contenuto (famoso il Fideua Ali-Oli). Alle 20.30 sembra deserto, ma
quando finiamo di cenare e' al gran completo!
E per digerire, andiamo a caccia degli ultimi scatti notturni: questa e' la nostra ultima sera a
Madrid, purtroppo!
Risaliamo verso Sol, Plaza Mayor, la cattedrale i Nuestra Señora de la Almudena, il Palacio Real,
Plaza de Oriente e Plaza de España, dove riprendiamo la metro per tornare in hotel.
Martedì 5 aprile 2011 . Quarto giorno
Madrid ci saluta con una bella giornata di sole. L'aereo non parte prima delle otto di questa sera:
lasciamo quindi la stanza, ma depositiamo i bagagli in reception, per essere liberi di girare.
Ultima colazione a La Mallorquina: San Gines ci ha preso per la gola e ci ha deliziati, ma qui c'è più
scelta per un'abbuffata mattutina.
E ci vuole tutta, vista la fila che ci attende per entrare nel Monasterio de las Descalzas Reales!
Purtroppo alla fine dobbiamo però rinunciare: la prima visita disponibile è per le 16, troppo tardi
per noi.
Un po' a malincuore, giriamo i tacchi e prendiamo la metro,
ripescando dalla lista dei monumenti la Plaza de Castilla e lo
Stadio Santiago Bernabeu.
I due palazzi inclinati della Puerta de Europa ci lasciano
piuttosto basiti: tra loro e l'ago dorato al centro, non
capiamo l'idea dell'architetto, tanto più che proprio di fronte
c'è la statua stilizzata di un uomo con le mani nei capelli
(ironia della sorte?).
Puerta de Europa
Lo Stadio Bernabeu (cornice della mitica finale Italia – Germania Ovest nel 1982) ci ricorda un po' il
nostro San Siro, con le scalinate circolari ai lati e tutte le
bancarelle che vendono sciarpe e magliette (ma queste
forse ci sono solo in vista della partita di questa sera:
Madrid - Tottenham, per la Champions League)... Se
non che il Bernabeu è incastonato fra diversi edifici,
residenziali e non, mentre il Meazza è molto più isolato.
E ci fa male pensare ai quattro rompiscatole che ogni
anno ostacolano la manciata di concerti organizzati a
San Siro, quando questi madrileni sono a due passi da
Stadio Bernabeu
ogni partita del Real...
A questo punto ci manca solo la Plaza de Toros de Las Ventas. Non cerchiamo di entrare, perché ci
dicono che quella di Ronda è molto più bella (anche se più piccola) e noi l'abbiamo già vista
qualche anno fa. Comunque da fuori è veramente imponente ed elegante allo stesso tempo.
Peccato non avere un'altra serata per vederla in versione notturna!
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Riprendiamo la metro e per pranzare optiamo per il Mercado de San Miguel. Non sperate di
trovare facilmente uno sgabello, né di impietosire gli altri avventori, mostrando pancioni o età
avanzate: è merce talmente rara, che viene difesa con i denti e difficilmente viene ceduta. Alla fine
però riesco a recuperare uno sgabello e un pezzo di tavolo e quindi ci dividiamo i compiti: io
rimango in difesa e il marito parte all'attacco dei
vari stand per recuperare assaggini vari, acqua
e....cerveza! Per fare un po' i salutisti, prendiamo
anche una vaschetta di frutta.
Alla fine si mangia come ai nostri aperitivi, anche
se il contro complessivo è decisamente superiore,
ma forse anche un po' la qualità del cibo, che
spesso è preparato al momento. La varietà della
scelta di certo può soddisfare tutti i palati...ad
esclusione forse dei vegetariani, che in Spagna
Mercado de San Miguel
non hanno esattamente vita facile.
Decidiamo di fare la siesta a Plaza Mayor e approfittarne per prendere un po' di colorito, ma è
invasa da tifosi inglesi (anche un po' ubriachi) che fanno le prove dei cori da stadio e si caricano
per la partita di questa sera. Ripieghiamo allora su Sol, ma fa veramente troppo caldo e allora
andiamo a fare un po' di struscio lungo la Gran Via, fino a Plaza de España (e riusciamo persino a
non comprare nulla!!!). Ci riposiamo un attimo e, con l'immagine di turisti e locali spaparanzati al
sole, salutiamo Madrid e andiamo a recuperare i bagagli: è arrivata l'ora di andare in aeroporto.
Il collegamento in metro è velocissimo, però bisogna considerare che l'aeroporto è veramente
grande e bisogna scarpinare non poco per fare tutte le procedure e arrivare al gate.
Si conclude così un'altra bella vacanza spagnola che ci rimarrà nel cuore.
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