Shirvan - Vivere Senigallia

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Shirvan - Vivere Senigallia
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bambini bielorussi. Unite
Litva e Senigallia.
La
vicecampionessa
italiana di Atletica ha
solo 15 anni ed è di
origine domenicana.
Dai racconti di Fioravante
Fornaroli:
la
farina
sull’acqua, l’imperatore sul
pagliaio ed altre storie.
Gasperini_pag. 6
Stortini_pag. 7
Solazzi_pag. 17
Cultura_La Corona di Arianna
Arianna,Teseo,il
Minotauro…l’ultima parte
dell’affascinante
storia
ambientata sull’isola di
Nasso
Badioli_pag. 21
IL L ATO OSCURO DELL’IMMIGRAZIONE
ci accusano di accoglienza buonista?
d i
C a r i t a s
I t a l i a n a ,
Nuovi sbarchi, nuove tragedie sulle
nostre coste, ma anche nuovi episodi di
esecrabile efferatezza che seminano morte
e insicurezza nelle nostre città. Con la
sensazione che si rincorra sempre l’ultima
carretta di disperati, o si cavalchi l’ultima
violenza, mentre invece è essenziale
governare il fenomeno con politiche
coordinate. Anche la nostra città e i nostri
paesi non sono esenti da questo
sentimento di insicurezza,
soprattutto nelle zone
dove c’è maggiore
concentrazione di
stranieri. Il tema
della sicurezza
oggi è diventato
strumento
politico, divide i
poli ed è quello
sul
quale
si
possono contare i
voti.
La Caritas e il mondo
cattolico in generale hanno
sempre affrontato la questione
tenendo insieme l’accoglienza doverosa
s e z .
S e n i g a l l i a
con la sicurezza e ragionando in questi
termini su immigrazione e nomadi. È facile
dunque accusare di accoglienza buonista
chi ha parlato di accoglienza da molti anni
con attenzione al territorio e spesso con
azioni di supplenza. Il mondo cattolico non
ha mai parlato di accoglienza buonista,
abbiamo invece cercato, anche a livello
locale collaborazione con gli enti locali e le
forze dell’ordine, con l’obiettivo
generale di far sedere allo
stesso tavolo tutte
le
componenti
interessate
alla
soluzione
del
problema. Basti
ricordare
ad
esempio
che
già dagli anni
‘80 le Caritas
diocesane
si
sono
occupate
della
questione
nomadi, dei problemi
che comportava nel tessuto
urbano, dei campi sosta e via
dicendo, chiedendo che il fenomeno fosse
governato, mentre invece è mancata una
politica nazionale su questo tema. Tutto
questo in un contesto in cui cambiava il
modo di vivere e di lavorare nelle nostre
città.
Il decreto sulle espulsioni è un primo passo
per affrontare il nodo sicurezza, ma sui
sindaci sceriffi manteniamo le nostre riserve.
La gente ha paura perché ci sono territori
nelle città lasciate allo stato brado e sembra
che solo oggi, dopo la tragedia di Roma,
lo si venga a sapere. Inquieta il fatto che
alcuni sindaci scoprano improvvisamente
il lato oscuro dell’immigrazione e pensino
che la repressione sia la soluzione a
situazione di degrado che esistono da anni.
Perché non si mette la stessa ostinazione
anche nell’organizzazione dei servizi,
nell’accoglienza, nell’accompagnamento
delle persone, in azioni di integrazioni
che servono a prevenire la violenza? Noi
dobbiamo evitare che quella dell’immigrato
sia una presenza che incute paura,
reprimendo le frange criminali, ma senza
generalizzare e senza mettere in soffitta il
resto, cioè indicando percorsi formativi e
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23
r u b r i c h e
o p i n i o n i
e
c o m m e n t i
IL COMMENTO
M E N S I L E
D I
I N F O R M A Z I O N E
C U L T U R A
A N N U N C I
anno 5_numero 11_novembre 2007
Direttore responsabile
Letizia Stortini
Redazione
via Copernico 3_60019 Senigallia_AN
tel. e fax 071.793.96.89_cell. 333.20.91.555
[email protected]
www.ecomarchenews.com
Editore
InfoMarche s.a.s.
via Copernico 3_60019 Senigallia_AN
A TU PER TU
CON ... L A PSICOLOGA
a cura della dott.ssa Maria Pia AUGUSTI
A N O R E S S I A
La parola deriva dal greco e significa mancanza o perdita
d’appetito o del desiderio del cibo, sintomo di un malessere
grave. E’ di moda essere magre e sofisticate, la propaganda,
PIANTE
MEDICINALI
a cura di Maria Antonia MARTINES
G rindelia
Questa pianta era usata nell’antichità dagli
Indiani della California (terra d ’origine della
pianta) e arrivò in Europa grazie ai missionari
S.O.S. ANIMALI
a cura di Maria Antonia MARTINES
con la collaborazione dei veterinari di
“Cane, Gatto e ...”
Alimentazione del cucciolo
Di solito i cuccioli devono restare con la madre fino
ai 45-50 giorni d’età ovvero quando lo svezzamento è
completo. Di taglia piccola medio o grande il cucciolo
22
le diete, i farmaci dimagranti che il nostro ambiente culturale
richiede rifiuta la ragazza grassa e l’obesità. In genere la
famiglia in cui vive l’anoressica è afflitta da continui conflitti.
I genitori spesso mancano di un valido rapporto affettivo:
all’apparenza sembrano dediti al lavoro, alla casa, ligi al
dovere, molto preoccupati dell’esteriorità. Puritani, bigotti,
convenzionali molte volte di malumore, facilmente irritabili
discutono per futili motivi, nascondono un’aggressività che
ha bisogno di sfogo. La madre è dominante, il padre è spesso
emotivamente assente svalutato dalla moglie che si atteggia
a vittima incapace di ribellarsi. La madre sente il bisogno di
affermarsi attraverso il comportamento della figlia che diviene
la bambina modello di una madre invadente, intollerante,
ipercritica che le impedisce di maturare emotivamente perciò
lei passa bruscamente dalla pubertà all’adolescenza priva
d’esperienze proprie e carente della sua consapevolezza. La
madre si preoccupa troppo dell’alimentazione che con fatica
prepara come un obbligo privo di gioia e i pasti si consumano
in un’atmosfera di reciproca critica e malumore. Il pranzo non
è un momento di ritrovo piacevole, sereno ma un evento
obbligato, occasione per discussioni spiacevoli, recriminazioni
antipatiche. Per l’anoressica il cibo non è negativo in sé ma
l’atto di nutrirsi è percepito come pericoloso e angosciante.
Ciò può derivare dalla mancanza di tenerezza fisica da parte
della madre e quindi il rifiuto della soddisfazione orale
avviene per acquistare sicurezza e potere personale. L’io
dell’anoressica è debole, deformato, manca d’esperienza,
d’autonomia e sente il proprio corpo come unica causa della
sua sofferenza. Colpevolizzandolo lo punisce e cerca il potere
nel sottopeso per ottenere sicurezza e libertà.
tel. e fax 071.793.96.89
G esuiti.
I l suo nome si deve al botanico H. Grindel, autore
del “Botanisches Taschenbuch”.
Cresce tra i 1500 e i 2800 metri negli acquitrini
salmastri o in terreni ghiaiosi aper ti, vicino ad
edifici, ruderi e i margini delle strade. Ha fusti
cavi e foglie lanceolate, verde-blu, glabre, sessili
e dentellate; quando fiorisce diventa alta 1 metro;
i fiori sono gialli, globulari di 2 cm di diametro.
I suoi principali principi attivi sono i flavonoidi,
le saponine, gli acidi diterpenici, fra cui l’acido
grindelico, resine e lo 0,3% di borneolo (olio
essenziale): le rispettive proprietà sono quelle
antispasmodica, espettorante e antibatterica.
S er ve quindi per curare bronchiti catarrali
acute, tosse secca e irritante, asma, per tosse.
Ha anche proprietà cardiotoniche e, per uso
esterno, antinfiammatorie ma è anche un
eccellente antisettico e analgesico urinario di
tipo aromatico, per le infezioni della vescica e
dell’uretra. Le foglie e/o i fiori si usano per gli
infusi, per le tinture sono utilizzati solo i fiori.
Per il suo sapore amaro è indicata come leggero
tonico gastrico.
Non ha controindicazioni e non è tossica ma
bisogna prestare attenzione in soggetti atopici
o con allergia alla sua famiglia d ’appar tenenza
le Asteraceae.
Le opinioni espresse negli articoli
ha bisogno di un alimento specifico per il suo
fabbisogno energetico che è superiore a quello di un
cane adulto. I piccoli che hanno bocche e stomaci più
piccoli hanno bisogno di cibo con elevate quantità
di nutrienti ed energia da dare in piccole razioni.
Le taglie medie necessitano di un cibo completo
e bilanciato con un giusto apporto di vitamine e
nutrienti specifici. Le taglie grandi che sono più
soggette a problemi articolari abbisognano di una
crescita graduale e controllata con poche quantità di
calcio, fosforo e livello di calorie. La nutrizione di un
cucciolo è importante per far sì che diventi un adulto
sano.
Le crocchette, rispetto al cibo umido si mantengono
a lungo più fresche e favoriscono la salute dei denti,
sono molto concentrate perciò non eccedere nelle
dosi. Siccome non contengo acqua questa dovrà
essere sempre presente nella ciotola vicina. Un buon
cibo deve avere proteine d’alta qualità, antiossidanti
per il sistema immunitario, acidi grassi, omega 6 e 3
in giusto rapporto per l’energia e la salute del pelo.
Se il nostro cucciolo sembra sempre affamato non
preoccupatevi e non cambiate le dosi: è nell’indole
dei cani il voler mangiare sempre come per fare una
scorta… I pasti da dare al giorno sono tre poi da
adulto saranno due. I cani di piccola taglia si possono
considerare adulti a 8 mesi, quelli di media a 12, quelli
grandi a 15, quelli giganti a 18.
Rotopress International s.r.l.
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
[email protected]
Progetto grafico e impaginazione
Catia Tombesi_architetto
Tutti i diritti riservati
E’ vietata la riproduzione, anche parziale,
del materiale pubblicitario senza
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appartengono ai singoli autori, dei
quali si rispetta la libertà di giudizio,
lasciandoli responsabili dei loro scritti.
Registrazione
Presso il Tribunale di Ancona
del 3 novembre 2003 al numero 22/03
Stampa
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tel. 071.75.00.739_fax 071.75.00.570
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Tutto ciò che la nostra testata sta
realizzando e realizzerà sarà sempre
grazie alla forza del ricordo del suo
cofondatore, Patrizio Casagrande.
Liste civiche: quale futuro per il Grillo votante?
di Giuseppe Pierangeli
Il raduno di Woodstock, dove per trenta
giorni, pacificamente, 300.000 giovani si
incontrarono per ascoltare musica ( e far
girare qualche canna) ha fatto epoca e,
forse, anche storia, e questo in una grande
Nazione come gli USA. Non so se i 300.000
giovani che investono di email il Blog di
Beppe Grillo riusciranno a fare altrettanto,
nella nostra piccola Nazione, me lo auguro.
Per tutti noi e per il comune futuro che ci
attende.Che questa emotiva partecipazione
di piazza non ricordi il dejavù, quando, nel
primo governo Berlusconi, la Lega portò in
Parlamento tanti di quegli uomini nuovi
da poter rivoltare l’Italia come un calzino.
Parlo del movimento autonomistico
teorizzato da Miglio e tradotto in moneta
sonante da Bossi con il business della
“Padania libera da Roma ladrona!”. Poi
abbiamo visto tutti come sono andate
le cose. Ora nella chiamata di Grillo a
formare liste civiche in tutti i comuni vedo
un possibile rinnovamento, un tentativo
da provare, una strada, forse l’unica da
percorrere. Democrazia è partecipazione
perciò, piuttosto che continuare a lagnarsi
perché non ci sentiamo rappresentati da
politici che curano esclusivamente i propri
interessi, mettiamoci in gioco anche noi.
Ci vuole uno sforzo di immaginazione per
poter ipotizzare cosa ci aspetta nei prossimi
trent’anni. Siamo arrivati al Terzo Millennio
con il linguaggio delle rivolte bracciantili e
delle lotte operaie dell’8-900. Che senso ha
ripetere slogan come “lotta del proletariato”
quando non si fanno più figli? Guardiamo
avanti, lasciando queste frasi ormai vuote
di significato e cerchiamo di capire quali
opportunità può e potrà offrire ai nostri
figli un mondo del lavoro in movimento.
Cina, India e Sud-Est Asiatico produrranno
la ricchezza ad un terzo del pianeta per i
prossimi decenni. Popolazioni intere che
fino a ieri vivevano con un “pugno di riso”,
oggi si trovano la casa piena di televisori,
frigoriferi, cucina elettrica e tutti gli altri
elettrodomestici con cui la “civiltà dei
consumi” ha saturato in tutti questi anni
l’Europa. Prendiamoci le nostre opportunità
affinché la parola “globalizzazione” non sia
solo lo spauracchio, agitato dai politici, nel
momento di fare scelte calate poi di peso
sulla nostra vita civile. Allora, auguriamoci
che questi giovani che si apprestano a
rinnovare la vita politica italiana siano
veramente la nostra speranza e non
l’ennesima, ultima illusione.
L’EDITORIALE
QUESITI PER I LETTORI
ben-essere e ben-vivere
idee sulla sicurezza
nuova iniziativa editoriale
Preliminarmente su due punti vorrei confrontarmi
con i lettori de l’Eco:
1) il problema della sicurezza è particolarmente
sentito nelle grandi città;
2) la sicurezza richiede innanzitutto più risorse
finanziarie.
Sul primo punto credo che la provincia non stia
meglio di Roma, Milano ….., specie durante le ore
notturne.
Le famose rapine in villa, non per niente, non
avvengono nei grandi centri urbani, ma nei piccoli
comuni e le Marche non sono indenni da questo
pericoloso fenomeno.
In città, bene o male, qualche presenza di forze
dell’ordine si avverte anche di notte, se non altro per
il presidio agli obbiettivi cosiddetti sensibili e per il
passaggio delle auto di scorta: la speranza di poter
“incontrare” un tutore dell’ordine non è a livello
zero; lo è invece nei piccoli centri della provincia
dove (dopo il tramonto), una volta chiuse le stazioni
dei carabinieri, sei sicuro che non ti imbatterai mai
in nessun agente della sicurezza. E il territorio è
completamente a disposizione della malavita.
Sul punto 2): le risorse non servono a niente se
non sono destinate a strutture in grado di operare,
per professionalità e impegno (motivazione), in
maniera efficiente ed efficace.
Faccio un esempio (fra i tanti): all’inizio dell’estate un
etiope (credo) venne sorpreso, con uno zainetto in
dosso, sulle piste di atterraggio di Ciampino: si tratta
di uno degli aeroporti più presidiati d’Italia, eppure
il giovane è riuscito ad eludere la sorveglianza
e avrebbe potuto provocare una strage: è una
questione di soldi? Se per ipotesi raddoppiassimo il
numero degli addetti alla sicurezza, se questi sono
disattenti, come sicuramente è successo (ma non si
è mai riusciti a sapere come effettivamente siano
andate le cose) non faremmo che gettare euro
in un pozzo senza fondo, con benefici nulli per la
sicurezza.
Sono due punti che rischiano di diventare “luoghi
comuni” (sui quali amerei essere contraddetto in
un confronto con i lettori) e con i luoghi comuni e
senza analisi serie non si risolve alcun problema.
Rispondete per e-mail: [email protected] o per
Posta: Via Copernico, 3 - Senigallia.
Si sta per concludere il primo anno di
collaborazione tra ArmoniaBenessere® e
l’Eco che ha visto impegnate le due realtà
in un progetto congiunto di promozione
dello stare bene con se stessi e con gli altri.
Molto è stato realizzato, considerato anche il
carico di impegno e le risorse a disposizione,
non sempre all’altezza delle necessità. Ma la
motivazione è sempre stata elevata e questa ha
garantito la forza e l’energia per raggiungere
gli obiettivi che ci si era proposti. Obiettivi
che, nel tempo, si sono definiti e precisati
sempre più: da un’idea ampia e diffusa di
promozione della cultura, dell’informazione e
della formazione nel campo della cura, della
salute, del vivere bene, che sono stati declinati
in vari modi, rubriche, articoli, recensioni su
carta, eventi e manifestazioni gratuite per gli
utenti finali – grazie alla presenza di sponsor
– si sta passando ad un progetto più articolato
e strutturato che comporta, tra le altre cose,
una nuova pubblicazione editoriale a costo
zero per i lettori in tema di salute, ben-essere
e ben-vivere.
Il nostro impegno in merito è molto intenso
e sentito. Si tratta di un’occasione importante
che vorremo riservare ai nostri lettori che
vede da una parte la possibilità di essere
costantemente informati su temi di interesse e
di utilità comune, dall’altra di farlo senza dover
sostenere alcun tipo di spesa, il che non guasta,
viste le crescenti spese che quotidianamente
dobbiamo affrontare. Questo progetto
costituisce anche un’occasione di lavoro per chi
con motivazione, impegno, intraprendenza, ed
esperienza del settore delle vendite editoriali
nell’ambito del benessere, desidera affiancarsi
alla nostra attività. È una possibilità di interesse
personale e professionale, di crescita umana ed
economica. Allo stesso tempo, rappresenta una
forma di visibilità che riserviamo alle aziende
e alle entità commerciali che come spirito e
produzione si allineano alla nostra filosofia di
lavoro e di vita, improntata alla cura, al rispetto
e alla valorizzazione di sé e delle proprie risorse.
E’ stata avviata la progettazione editoriale,
la ricerca degli agenti di vendita e degli
sponsor che, grazie al loro contributo, possono
consentire la realizzazione di un progetto.
Per chi volesse aderire all’iniziativa, come
venditore, oppure sponsor, può utilizzare i
seguenti riferimenti:
[email protected] (Anna Fata)
[email protected]
(Letizia Stortini) 071.79.39.689
Ricerchiamo:
n° 2 consulenti commerciali per la vendita di
spazi pubblicitari per una nuova pubblicazione
editoriale dedicata al benessere.
Requisiti:
Essere già inseriti nel settore della vendita e del
benessere
Residenza nella zona (Ancona o provincia);
Spirito di organizzazione
autonomia e intraprendenza
Auto propria
Offriamo:
Guadagno su percentuale
Possibilità di carriera
Formazione e motivazione
Inserimento in contesto giovane, motivato,
dinamico
Inviare Curriculum
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
Enrico Venturoli
3
s p e c i a l e
M E D I C I N A
E
s a l u s
-
s a l u t e
S A L U T E
F A R M A C I E
a cura
del dott.
con la collaborazione
della dott. ssa
con la collaborazione
delle dott. sse
Raniero MANCINI
Nita PETRONELA
Maria Paola CELANI
Maria Stella MARTINES
medico di
medicina generale
specialista in
dermatologia e
venereologia
specialiste in
pediatria
COLON IRRITABILE le ung h ie : E’ ORA DI VACCINO
cosa c’è dietro la patologia s p e c c h i o d e l l o s a l u t e ANTINFLUENZALE
La mucosa dell’intestino contiene cento
milioni di neuroni, ecco perché autorevoli
scienziati paragonano il tubo digerente
a un secondo cervello, che comunica
costantemente, sia di notte che di giorno,
con il midollo spinale e il cervello vero e
proprio.
Ma la prova che intestino e cervello
sono fortemente connessi viene anche
dall’esperienza comune. A chi non è mai
capitato di avere diarrea e problemi
intestinali prima di un esame o quando si
trova ad affrontare periodi stressanti? Diverso
è il caso di chi lamenta dolori addominali
continui che durano anche mesi, spesso
associati a senso di gonfiore addominale,
digestione difficile, bruciori. Siamo di fronte
a una vera e propria condizione morbosa,
la sindrome dell’intestino o del colon
irritabile. Le cause del colon irritabile non
sono ancora del tutto chiarite. Sono stati
ipotizzati fattori scatenanti di tipo infettivo
(virus, batteri), dietetico o legati allo stile di
vita. Non dobbiamo tuttavia dimenticare
che già nel secolo scorso questa condizione
morbosa veniva inquadrata nel capitolo
dei disturbi o malattie psicosomatiche. In
realtà non esistono malattie totalmente
organiche, né esistono malattie totalmente
psicosomatiche,
ma
se
partiamo
dell’inscindibile unità corpo-mente e
corpo-spirito, in ciascuna malattia esiste
una quota di natura organica e una parte
d’origine mentale. Il colon irritabile è una
malattia in cui tipicamente lo sviluppo e la
cronicizzazione sono influenzati da fattori
emotivi, agenti stressanti, aree di conflitto
psichico, stili di personalità. Che le cose
stiano in questo modo lo dimostra anche
il fatto che i tentativi di trattare il colon
irritabile attraverso terapie farmacologiche
o psicoterapie è destinato per lo più a fallire.
L’approccio più attuale, basato sull’uso
delle cosiddette medicine alternative
(omeopatia, fitoterapia, yoga), colloqui e
gruppi di auto-aiuto, hanno determinato
una percentuale di successo sicuramente
maggiore. Nonostante una medicina sempre
più teconologica e articolata, sono finiti
i tempi del corpo-macchina o del corpofatto-a-pezzi. Nel nuovo millennio è forse
il caso di ripensare la questione e andare a
studiare maggiormente le interconnessioni
che esistono tra l’intestino, secondo cervello
dell’organismo, e la mente umana. E’ lì che
potremmo trovare con grandi probabilità
una soluzione curativa del colon irritabile e di
tutte le altre sindromi funzionali digestive.
M
4
Il dermatologo si occupa della pelle e
dei suoi annessi: capelli e unghie. Le
unghie danno tanti indizi riguardanti
la salute in generale. Quelle distrofiche,
facile bersaglio per le infezioni: funghi,
virus e batteri se collegate alla caduta
dei capelli, potrebbero indicarci un
deficit di metionina, cisteina, ferro,
zinco, ecc, deficit individuabile con un
semplice esame del sangue. Curando
solamente l’infezione, non la causa
di queste unghie, questa diventerà
recidivante e la cura non sarà mai
sufficiente. Ogni patologia ungueale ha
un protocollo ben preciso d’esami da
eseguire. Mi è capitata una paziente che
presentava in alcune unghie delle strie
verticali marroni: melanonichia. Dopo
un’anamnesi accurata, escludendo la
melanonichia da farmaci, le ho prescritto
una serie d’esami per valutare l’intestino
e la tiroide. Gli esami della tiroide
risultavano alterati allora l’ho mandata
urgentemente in Endocrinologia. Risolta
la patologia della tiroide (un tumore
iniziale) con exeresi, poi si è risolta
anche la melanonichia che per me è
stata solamente una spia di qualche cosa
di molto più importante. Ci sono delle
unghie brune, nelle patologie endocrine
come nell’adenoma ipofisario e nel
melanoma; quelle chiamate “a cucchiaio”
o coilonichia, nelle anemie ferriprive di
lunga durata e alcune presentano le
“linee di Beau” (trasversali depressioni),
associate ad eventi stressanti. Le unghie
con emorragie a scheggia sono associate
a dei microemboli, le gialle indicano
patologie polmonari, o un tumore
(linfoma, carcinoma endometriale, ecc.). I
fibromi periungueali potrebbero indicare
patologie neurologiche perciò è utile
un Rx cranio e valutazione neurologica.
L’onicolisi (distacco della lamina
ungueale) indica un ipertiroidismo o la
psoriasi. Le teleangiectasie della piega
ungueale potrebbero associarsi alla
dermatomiosite, lupus eritematoso,
sclerosi sistemica progressiva, patologie
del tessuto connettivo. Le “Unghie di
Terry”: i due terzi prossimali bianchi con il
terzo distale rosso indicano insufficienza
cardiaca congestizia o ipoalbuminemia
associata a cirrosi epatica. Quelle con
depressioni puntiformi, chiazze “a goccia
d’olio”, color salmone o bianche, sono
frequenti nella psoriasi. In conclusione:
NON DIMENTICHIAMOCI DELLE UNGHIE!
E
l
Anche quest’anno si approssima la
stagione in cui effettuare il vaccino
antinfluenzale. L’influenza di per se
non è da considerarsi una patologia
grave me se contratta da soggetti
portatori di patologie gravi e croniche,
prevalentemente a carico del sistema
respiratorio e cardiaco, può complicare
la situazione fino alle conseguenze
più gravi e letali. Il vaccino viene
approntato sulla base di rilievi statistici
ed epidemiologici che rendono più
probabile il presentarsi di vari ceppi
virali. Il vaccino è quindi costituito
da più ceppi di virus antinfluenzali
inattivati e probabilisticamente più
facili da reperirsi in circolo in quel
determinato periodo stagionale. Il
meccanismo d’azione è finalizzato a
preparare le difese immunitarie dei
vari soggetti in modo da proteggerli
nei confronti dei vari virus utilizzati. Il
vaccino si ottiene mediante coltivazione
dei virus in embrioni di pollo, da qui
il divieto a vaccinare soggetti con
allergia dimostrata all’uovo (shock
anafilattico). A chi somministrare il
vaccino antinfluenzale? A tutti gli
ultra 65 anni – Ai cardiopatici – Agli
immuno-deficienti – Ai diabetici – Ai
soggetti affetti da malattie polmonari
croniche – Alle donne che si trovano al
2° e 3° trimestre di gravidanza poiché si
è evidenziato il rischio di complicazioni
legate all’influenza – Nei bambini
diabetici, cardiopatici, asmatici affetti
da convulsioni febbrili, neuropatici
– In tutti colori che per motivi di lavoro
stanno in contatto con il pubblico e
assolvono servizi d’importanza sociale
(medici, infermieri, insegnanti ecc.). La
reazione al vaccino è spesso di tipo
locale con dolore nel punto di inoculo, a
volte si può associare febbricola, astenia,
dolori articolari. Raramente si possono
avere reazioni allergiche. La copertura
vaccinale è variabile soprattutto in
relazione alla realtà della previsione.
Può arrivare anche al 80% ma in realtà
non è assoluta e quindi l’influenza può
essere presa anche da chi è vaccinato
magari in forma più lieve. E’ opportuno
dire che laddove esistono situazioni
di rischio importante è necessario
vaccinare anche i familiari del soggetto
in causa proprio per proteggerlo anche
da chi più vicino può essere causa di
contagio.
S
di turno a Senigallia
15 novembre - 15 dicembre
n o v e m b r e
15 _ Pichi dott. Alessandro
corso 2 Giugno 38_071.60.819
16 _ Landi dott.ssa Loretta
via Sanzio 69_071.60.483
17 _ Filippini dott.ssa Silvia Carotti
via Piave 1_071.64.223
Domenici Robertucci
via Sanzio 248_071.92.34.76
18 _ Domenici Robertucci
via Sanzio 248_071.92.34.76
19 _ Avitabile dott. Armando
via Garibaldi 1_071.792.45.42
20 _ Sartini dott. Riccardo
via Po 119_071.792.06.85
21 _ Comunale 2
piazz.le Michelangelo 10_071.66.116
22 _ Manocchi dott.ssa Francesca
p.zza Roma 13_071.60.197
23 _ Comunale 1
l.go Puccini 5_071.60.021
24 _ Paolucci dott. Antonio
via Cavour 8_071.65.97.54
Pichi dott. Alessandro
corso 2 Giugno 38_071.60.819
25 _ Pichi dott. Alessandro
corso 2 Giugno 38_071.60.819
26 _ Landi dott.ssa Loretta
via Sanzio 69_071.60.483
27 _ Filippini dott.ssa Silvia Carotti
via Piave 1_071.64.223
28 _ Domenici Robertucci
via Sanzio 248_071.92.34.76
29 _ Avitabile dott. Armando
via Garibaldi 1_071.792.45.42
30 _ Sartini dott. Riccardo
via Po 119_071.792.06.85
d i c e m b r e
01 _ Comunale 2
piazz.le Michelangelo 10_071.66.116
Manocchi dott.ssa Francesca
p.zza Roma 13_071.60.197
02 _ Manocchi dott.ssa Francesca
p.zza Roma 13_071.60.197
03 _ Comunale 1
l.go Puccini 5_071.60.021
04 _ Paolucci dott. Antonio
via Cavour 8_071.65.97.54
05 _ Pichi dott. Alessandro
corso 2 Giugno 38_071.60.819
06 _ Landi dott.ssa Loretta
via Sanzio 69_071.60.483
07 _ Filippini dott.ssa Silvia Carotti
via Piave 1_071.64.223
08 _ Domenici Robertucci
via Sanzio 248_071.92.34.76
Avitabile dott. Armando
via Garibaldi 1_071.792.45.42
09 _ Avitabile dott. Armando
via Garibaldi 1_071.792.45.42
10 _ Sartini dott. Riccardo
via Po 119_071.792.06.85
11 _ Comunale 2
piazz.le Michelangelo 10_071.66.116
12 _ Manocchi dott.ssa Francesca
p.zza Roma 13_071.60.197
13 _ Comunale 1
l.go Puccini 5_071.60.021
14 _ Paolucci dott. Antonio
via Cavour 8_071.65.97.54
15 _ Pichi dott. Alessandro
corso 2 Giugno 38_071.60.819
Landi dott.ssa Loretta
via Sanzio 69_071.60.483
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
’ a r t e
d i
r a c c o n t a r e
L A CORONA DI ARIANNA
Corona Boreale
(II ed ultima parte)
d i Le o n a rd o B a d i o l i - L i b r i S e n z a Ca r t a . i t
(continua…)
Nessuna lunga, tormentosa riflessione avrebbe por tato Arianna a decidere il gesto
di aiutare l’Ateniese nell’impresa. I l labirinto era la fonte della sua conoscenza, il
M inotauro suo fratello. Con un semplice gesto avrebbe compiuto adesso l’insulto più
sacrilego, il tradimento più infame; avrebbe in un momento squarciato la trama di
un millennio. Ma l’amore regala intuizioni prodigiose e nasconde talvolta l’evidenza:
dunque Arianna non poteva avere dubbi. Si meravigliava anzi di giungere a tanto con
un libero atto d’arbitrio, guidare quell’uomo diritto al suo scopo e poi fuggire con
lui lasciandosi alle spalle le macerie di un crollo che lei stessa aveva provocato.
“ Ti insegnerò”, venne fuori all’improvviso, “come si fa con quelli che devono iniziare”.
Ma era il sogno che intanto parlava per lei. “Questo filo segnerà il tuo ritorno dal
centro del palazzo, quando l’avrai trovato”.
Ogni cosa si svolse come Teseo aveva voluto. Dopo una lunga attesa ricompar ve con
la spada insanguinata e il filo nuovamente avvolto all’altro capo, che Arianna teneva
in una mano.
La nave salpò in fretta e furia col suo carico di scampati e l’azione fu così subitanea
che colse i Cretesi di sorpresa. Quando si accorsero dello scempio del M inotauro
e della loro fuga, la nave già puntava in direzione delle stelle settentrionali. Alla
profuga regina quella prua rivolta verso l’Attica sembrava salpasse verso mete più
lontane di quelle che si possono raggiungere attraversando un discreto tratto di
mare. La gente nuova che l’aveva carpita all’isola serena lavorava sodo ai remi e alle
vele, con un affiatamento fiero e stranamente provvisorio. Discutevano insieme sul
da farsi: suscitava impressione, a ogni occasione, quel loro discutere di tutto, come
fosse possibile tenere sapienza e volontà così tranquillamente separate. Arianna si
lontano, verso il mare – nel momento in cui la terra amata segnerà l’orizzonte del
accorgeva con ritardo del legame che invece le univa.
ritorno. Non la mia regalità profanata e poi buttata via, né il sangue di mio fratello
Arianna non capiva, credeva, e questo credere non si conteneva in un vaso ricettivo
il toro, né la dignità del popolo dell’isola, ma tuo padre Egeo, che veneri sopra ogni
e prezioso; sentiva piuttosto una ferita aper ta e il dolce fluire del sangue. No, per
cosa. Dimenticherai di issare la vela bianca, segno del miserabile successo che hai
quanto amasse quella gente, non sarebbe mai diventata come loro, nemmeno
ottenuto su di noi. I l vecchio riconoscerà da lontano la vela nera della sconfitta e tu
tentando. Adesso era regina della nave, come era stata regina dell’isola, ma con
stesso vedrai dalla rapace nave la disperazione gettarlo a precipizio dalla rupe nel
fatica. Per tenere il comando, conser vare il rispetto, bisognava battersi, non bastava
fondo del mare.
conoscere il dio e restare in contatto con lui. L’esuberanza della nuova compagnia
Le parole si perdevano verso l’oriente, dove ormai l’alba annunciava il levarsi del sole.
metteva alla corda a ogni istante un nuovo paragone. A quel punto potevano fare
Ed ecco guardando in quella direzione, il segno del mutamento che mai prima aveva
qualsiasi cosa, assurda o impossibile, qualsiasi atto il cui senso si sarebbe rivelato a
osser vato con i propri occhi: il sole abbagliante aveva abbandonato il suo posto nel
lei soltanto quando fosse compiuto.
Toro e ora sorgeva nel luogo dove a notte brilla la costellazione dell’Ariete.
Il sonno di Arianna sulla riva di Nasso restituiva la dormiente all’isola più grande che
Aveva dunque intuito l’era nuova che stava arrivando, seppure l’amore le aveva
aveva lasciato, al suo tempo perenne. La luce della
nascosto l’evidenza dell’inganno. L’asse del mondo
nuova età, immaginata come una folgorazione, non
era stato sradicato, e il rito dello sradicamento
era ancora visibile sull’orizzonte.
dell’albero, che ogni Cretese conosceva bene, adesso
Quando il calore del mattino le aprì gli occhi, intorno
aveva un senso compiuto.
non c ’era più nessuno. La linea del mare era intatta.
Arianna fu scossa da un fremito d’orgoglio, da
Stentò a percepire la distanza di quel cerchio e l’arco
un flusso di simpatia verso ogni cosa che le stava
ormai vuoto della riva. Le par ve piuttosto di trovarsi
intorno. Si lasciò cadere la veste sui fianchi, eresse
avvolta in un fondale dipinto e senza peso, dove i
lo splendido seno alla maniera delle donne cretesi e
delfini danzassero in cerchio attorno a una nave che
protese le braccia nel gesto della signora del labirinto.
non c ’era più.
Gli antichi suoni tornarono a fluire e si udì provenire
Il sonno, non altro, l’aveva ingannata. Non l’amore
dal profondo del bosco un tintinnio zoppicante,
per il giovane Ateniese la cui prossimità vigorosa
frenetico, penetrante, stralunato. I l carro di Dioniso
l’aveva condotta fin lì; non Teseo l’aveva ingannata,
avanza, al traino di quattro pantere, e intorno
ma qualche ragione inspiegabile; e tutto si sarebbe
tripudia il suo seguito di sileni e menadi scarmigliate,
ricomposto in un ordine comprensibile tra qualche
sanguigne, miraggio del dio che ride e che balla.
momento. La cer tezza dell’inganno, indicibile quanto
Arianna già scorge la veste color zafferano, i coturni
volgare, affondava pian piano, ma a passi inesorabili,
orientali, i neri capelli del beato danzatore. Tutto
nella coscienza.
torna a fluire intorno alla fronte taurina del demone
Arianna si guardò intorno smarrita; non ebbe il
liberatore. Scompiglio d’intesa. Fiorente, desiderato,
coraggio nemmeno di gridare, perché il suono della
amato germoglio, folleggiante, invasato, vendicatore,
sua voce l’avrebbe sprofondata nella cer tezza di
splendido come fuoco, adorno di grappoli, donatore
illustrazione
di
ANDREA
MATTIUSSI_pittore
senigalliese
trovarsi sola. Si sentì in un momento defraudata
di vino, possente rimedio agli affanni, amante della
di tutto, del rispetto, dell’integrità, della stessa cer tezza di esistere. Sentì le sue
carne cruda, pura luce del giorno, nato due volte per donare gioia agli uomini e alle
membra perdere spessore e smarrirsi nel mare senza avver tire né freddo né calore.
donne, scuotitore della terra, memorabile seme di molti nomi.
V ide su di sé l’inconsistenza della medusa che l’onda ha rigettato sulla rena.
Dioniso non promette mutamenti di for tuna e rischi di mor te eroica, non ti por ta via
Poi, stranamente, un fiotto caldo le invase le vene e spinse lo stomaco a vomitare
alla terra nella quale sei nato. Lui è ovunque propizio e reca con sé per Arianna una
tutte quelle parole che non sapeva di contenere. Troppo offesa al di là della colpa.
splendente corona nuziale. La fece il buon Efesto con fine cesello nel buio delle sue
Quel volgare ladro di speranze, ignorante mentitore, astuto solo nell’ispessimento
officine, con fili d’oro e rubini dell’India disposti in forma di rose.
della coscienza, tronfio figlio di capra, la sua stessa presunzione l’avrebbe un giorno
Arianna ora è sposa e di nuovo regina. La sua corona splende nel cielo settentrionale
ferito a mor te. Lui che amava decidere per il solo gusto di sentirsi vivo, doveva pur
e la stella Alphecca ne è la gemma più chiara. Atene è ancora lontana, ma un giorno
conoscere una nuova atroce punizione, la giusta paga dell’infamia che gli guidava
vi giungeranno, i divini signori della gioia e della vendetta, dell’entusiasmo e
ogni passo. La stava preparando con le sue stesse mani. Quelle ripetute, temerarie
della salvazione. Arrivano in segreto, perché chi comanda li teme. Là sono accolti
incursioni nel regno della necessità sarebbero state ben ripagate con l’errore. Perché
dai contadini all’inizio, e si insediano nel cuore delle donne. A loro indicheranno
ogni decisione doveva pur contenere un errore, una dimenticanza: il mondo non
misteriose vie di rinascita; a ciascuno insegneranno il mito del labirinto e la via
poteva essere interamente rinchiuso nel condotto di un ragionamento.
per uscirne. Ma solo a chi vorrà percorrere la strada fino in fondo. Agli altri basterà
Non ti salverai. La sterile Atena dagli occhi di civetta – non è neanche una donna!
costruire un futuro concreto e possibile a forza di ingegno, sotto la cupa serenità
– ti sarà cattiva consigliera. L’errore ti aspetta, tragico – le grida ormai salivano
degli astri.
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
21
l ’ a r t e
d i
v i a g g i a r e
B E L I Z E :
L A
I S L A
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è
s i a
d i
p a r a d i s o
G i a n l u c a
n o n
c h e
a
B O N I T A
p o r t a t a
d i
s c a l d a t ev i . . . a n c h e i l c u o r e
m a n o …
Care amiche,
prosegue il caldo autunno pieno di linee morbide ed originali che avvolgono il vostro
corpo, fuori dai canoni della moda tradizionale.
Il nero, il marrone, il prugna la fanno da padrone: da Roberta tanti colori e tanta
varietà di linee. Morbide maglie, piuttosto lunghe ed avvolgenti, caldissime, di lana,
come vuole la moda quest’anno. Ci sono
anche quelle raffinate ed eleganti, così
come le gonne – vero must della Boutique
– dal corto al lungo, (la moda invernale ci
riporta alle gonne Anni ’60 –’70) dal classico
all’estroso, gonne corte, sotto al ginocchio,
fino ai polpacci. In più vasto assortimento
di accessori: bellissime borse (è tornata
la “vernice”), di tutte le dimensioni, senza
mezze misure, maxi e mini; tante cinture e
copricapo di morbido feltro da abbinare
ai guanti, alle mantelle, ai coprispalla, ai
foulards in seta e in lana. Per esaltare la
vostra sinuosa femminilità anche i pantaloni
a sigaretta (altro ritorno della moda) che
possono essere portati con comodità e
praticità. I cappotti dalle linee retrò (deliziosi
cappottini dalle mezze maniche in stile
anni ’60), a palloncino, di lana cashmere e
piumini.
Tutto questo, care amiche, lo troverete da Roberta, oltre ad un clima di affettuosa
amicizia e simpatia che la nostra carismatica ed affascinante professionista della
moda dispensa ad ogni donna che entra nella sua Boutique!!!
G o f f i
Il Belize è una piccola e semisconosciuta nazione del Centro America, ma veramente
incantevole sia per i nature lovers che per i più incalliti beach boys: 276mila anime
si dividono fra meticci, creoli, maya e garifuna e sono in gran parte concentrate nella
sgangherata e variopinta Belize City.
Si può iniziare con un’escursione a Mountain Pine
Ridge, una riserva naturale di 800 kmq che si estende
nelle bellissime e incontaminate regioni occidentali,
punteggiata di cascate e ricchissima di orchidee
selvatiche, pappagalli, tucani dal becco rosso e altri
esemplari di flora e fauna esotica. La riserva ha in serbo
per voi gite in piroga, birdwatching e tante escursioni fra
una natura rigogliosa. E’ d’obbligo anche un po’ di frescura
e relax a San Ignacio, stopover di rigore per coloro che
decidano di visitare il più bel sito Maya esistente, Tikal in
Guatemala. A proposito di Maya, il Belize offre Lamanai,
sito non ancora completamente riportato alla luce e
raggiungibile solo con un avventuroso percorso in barca
fra uccelli e coccodrilli. Anche il Belize Zoo e le riserve
Baboon Sanctuary e Crooked Tree Wildlife Sanctuary sono bocconcini prelibati dove si
possono incontrare scimmie urlatrici e tanti altri animali esotici. Per i trasporti interni,
però, meglio non aspettarsi lussuosi autobus air conditioned, rimarreste un po’ delusi…
Oltre alla natura incontaminata, le vere star del paese sono le due isole Caye Caulker e
Ambergris Caye, due veri gioielli. La barriera corallina è, per estensione, seconda al mondo
solo al Great Barrier Reef Australiano e l’incredibile limpidezza delle acque assicura una
visibilità di oltre 60 metri. Si possono fare escursioni dirette anche agli altri cayes della
regione, tra cui Blue Hole, Half Moon Caye e Turneffe Island, gli unici tre atolli corallini
dell’emisfero occidentale.
Mi ricordo, appena giunto insieme al mio amico Fabrizio all’isola di Caye Caulker,
d’essermi tuffato con incedere affannoso in una camminata per la piccola isoletta
bramoso d’azzurro. Avevamo vaghe sembianze di avidi pirati alla scoperta di un tesoro
proibito, ma purtroppo solo delusione traspariva dai nostri volti, come a dire: “tutto qui
questo gran mare?”. All’istante mi sono ripreso ed ho pensato: “il paradiso non è che sia
a portata di mano, va prima concepito con l’immaginazione, lavorato di fantasia e poi
scovato, lo troveremo…”. Ma la piccola isola era finita, vista, esplorata, tastata, analizzata e
si fidava di quei due, ma chi si fiderebbe? Erano forse i tizi più sconsigliabili che avevo
mai conosciuto, però l’intuito mi diceva che quei due erano pirati che il tesoro l’avevano
trovato molto prima di noi. E poi, che potevano farci se non rubarci tutto e ammazzarci?!
Ma che importa, in fondo quale miglior morte per un soldato che perire in battaglia?
Si parte… appena dieci minuti e una visione ci ha fatto
svenire per alcuni secondi, fino a quando, rianimati, si è
aperto il sipario su uno degli spettacoli più incredibili
a cui le mie pupille avessero mai assistito: una briciola
di paradiso, mare e cielo si fondevano e confondevano
nella medesima gradazione di colore. Su una tinta
azzurra appariva una sfumatura di blu, poi un tocco
di celeste, infine una pennellata di turchese. Che gran
pittore Colui che ha dipinto tal meraviglia! Eppur non
era il primo capolavoro che vedevo, nel mondo ne
avevo calcati di mari da sogno, ma questo aveva un che
di sublime, “a kind of magic”, come cantavano i Queen
magari pensando a paradisi come questo. Restando in
tema musicale, una certa Maria Luisa Ciccone – in arte
Madonna – ha invece dedicato nel 1986 una canzone proprio a questa favola beliziana,
la famosissima La Isla Bonita, che fa: “Pregavo che quei giorni durassero per sempre, ma
sono passati velocemente; la brezza marina tropicale, la natura incontaminata e libera:
questo è il luogo dove voglio vivere, la bella isola. Voglio restare dove il sole scalda il cielo.
And when the samba plays… il sole era così alto che mi ronzava nelle orecchie e pungeva
i miei occhi…”.
Ma che fate? Aspettate un attimo! Non c’è un volo diretto, il volo è per Belize City, un’ora
di speed boat e siete lì. Un po’ di pazienza per favore, il paradiso non è che sia a portata
di mano!
beh… confesso che l’Adriatico non sfigura comparato alle acque che l’avvolgono. Allora
ci siamo detti: “cerchiamolo più in là questo azzurro, se c’è la barriera corallina ci sarà
anche uno scampolo di mare da sogno, in fondo siamo o no ai Caraibi?!”. La risposta era
quindi d’obbligo: una barca era l’unica soluzione e, fra i tanti tour offerti nell’isola, a chi
rivolgersi? Ma chiaro, ai tipi meno raccomandabili di tutti, un nero trentenne e un muso
bianco cinquantenne, capelli rasta entrambi, aria da strafatti e noi, come a dirgli: “voi
due portateci all’azzurro, senza indugio!”. Fabrizio era ancor più perplesso, come me non
20
da R o b e r t a :
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
ROBERTA MODA E ACCESSORI_SENIGALLIA_via Cavour, 36_tel. 071 63317
una pensione per cani e gatti
animalandia
dove l’amore per gli animali trova casa
“Laura mi ha spiegato il linguaggio dei gatti” ci dice Piero che, appunto insieme a sua
moglie Laura, sono i titolari della Toelettatura e del Pet Shop di Via Marche a Senigallia
e della Pensione per cani e per gatti in Via Zoccolanti ad Ostra.
“Attraverso loro ho imparato a conoscere il carattere di mia moglie”. Inizialmente Laura
aveva una decina di cani e sei gatti. A poco a poco la famiglia è aumentata e sono
arrivati a possedere 22 cani e 13 gatti di diverse razze.
“Da qui è nata l’idea della Pensione: dal momento che bisogna fare dei box per
ospitare i nostri, ne facciamo di più per coloro che hanno la necessità di lasciare il
cane o il gatto per un po’ di tempo”, continua Piero.
La Pensione nasce a Giugno dopo un lungo iter durato 4 anni. Varie vicissitudini
burocratiche per ottenere le autorizzazioni. La struttura oggi comprende 20 box di
18 mq l’uno, realizzati con un particolare materiale contro le escursioni termiche. 3
diversi recinti di 300 mq. Un ambiente spazioso, luminoso ed accogliente.
“La Pensione per gli animali dovrebbe essere considerata come la Scuola Materna per
i bambini: un luogo sicuro, gestito da persone di fiducia, esperte che intrattengono
l’animale, che rispettano i suoi bisogni” .
Oggi rivolgiamo ai nostri animali, soprattutto ai cani, tutte le nostre attenzioni, ma anche
quelle negative. Stress e ansie che li portano ad avere disturbi comportamentali.
“Si parla di eccessiva umanizzazione. E’ assurdo, ma il problema del cane alle volte
è proprio il suo padrone. Dobbiamo essere consapevoli che lui assorbe tutto. Ha le
sue esigenze, le sue caratteristiche. Prendersi un cane è una scelta d’amore e basta”
concludono Piero e Laura, che hanno abbracciato questo stile di vita, occupandosi a
tempo pieno di cani e di gatti, e facendolo con uno smisurato Amore.
ANIMALANDIA_OSTRA_via Zoccolanti 3_339.8388700
SENIGALLIA_via Marche 83/87_071.7927697_071.7912935
MARTA MODA BIMBI 0 -12
abbigliamento per bambini
In questo negozio si possono trovare tanti capi d’abbigliamento per i vostri
bambini o per fare un regalo anche a chi deve ancora nascere. La vostra scelta
potrà così spaziare tra le linee proposte da “Never” e “Fiorucci”, dai 2 ai 12 anni,
che seguono la moda più attuale o la “Magnolia”, da 0 a 12 anni, che da sempre
offre un abbigliamento classico. Per i più piccoli ovvero da 0 a 36 mesi la linea
spagnola “Tutto piccolo” ha una vasta varietà d’articoli che vanno da quello
più elegante a quello più sbarazzino. Il settore dedicato al neonato è molto
bello e curato. Un’altra linea, sempre spagnola, è la “Tuc Tuc”, dai 12 mesi ai
12 anni, con capi d’abbigliamento un po’ stravaganti e molto colorati. Molta
attenzione è rivolta agli accessori vale a dire i cappelli, gli stivaletti antipioggia,
gli ombrellini, gli zainetti. Per quanto riguarda gli articoli da regalo il marchio
“Kaloo” è quello più particolare con i suoi morbidissimi peluche, le coperte, i
bavaglini, gli accessori per la pappa, i teli da bagno e poi ancora le scarpine
notte, i carillon, i giochi per i piccolini ecc...
Allora per qualsiasi esigenza riguardo all’abbigliamento dei vostri bambini se
volete un consiglio…passate di qua.
MARTA MODA BIMBI 0-12_SENIGALLIA_via San Martino 10_071.7922349
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
5
s p e c i a l e
A s s o c i a z i o n e
“ U n
t e t t o ”
C N A
L itva e S enigallia : un ’amicizia c h e continua
il progetto di sostegno al villaggio di Litva in Bielorussia
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d o n
P a o l o
G a s p e r i n i
Accoglienza, disponibilità, apertura sono parole che
fanno fatica a volte a diventare concrete, ma che per tante
famiglie lo sono già. Tra i vari progetti che l’Associazione
“Un Tetto” - gruppo per l’affido e l’accoglienza dei minori
– sta promuovendo, quello denominato “Litva” è ormai
conosciuto da tanti. Litva è un villaggio di circa mille
persone che si trova in Bielorussia nella zona contaminata
dalla nube radioattiva conseguente l’esplosione di
Cernobyl; come ormai è noto le prime vittime di tale
situazione sono i bambini, facilmente colpiti da malattie
gravissime.
Il progetto consiste nell’ospitalità dei bambini bielorussi
in Italia durante il periodo scolastico e nel sostegno ai
progetti che la scuola di Litva promuove per i suoi alunni.
L’ospitalità dei bambini in Italia ha un duplice scopo:
innanzitutto di tipo sanitario o, come viene definito in
Bielorussia, di risanamento. Infatti la permanenza in Italia
per un mese risana e rigenera l’organismo dei ragazzi.
Il secondo scopo è di tipo culturale: conoscere esperienze
all’estero può diventare per i ragazzi bielorussi un
incentivo per la loro vita e per il loro paese. Per questo
preferiamo l’esperienza invernale durante la scuola
piuttosto che quella estiva, perché in questo modo è
possibile incontrare la vita quotidiana e scolastica del
nostro Paese.
Per quello che riguarda il sostegno alla scuola di Litva, il
nostro referente non è la singola famiglia, ma l’istituzione
scuola, di cui vogliamo promuovere i progetti. Infatti la
scuola è l’unica realtà di supporto ai ragazzi che non
hanno altri riferimenti certi. Sostenere la scuola ha voluto
dire finanziare alcune realizzazioni di carattere umano
(come il sostegno economico a famiglie perché potessero
accudire un altro bambino, proprio come un affido) e di
tipo tecnico (l’acquisto di strumenti come computers,
televisione, materiale per la cucina e altro).
Stiamo preparando l’ospitalità per il 2008 che
sarà tra la fine di marzo e la fine di aprile e quindi
stiamo cercando famiglie disponibili all’ospitalità
che consiste nel pagare il viaggio e l’assicurazione
al ragazzo che si ospita (circa 350 euro) e farlo
vivere in famiglia. Al mattino i ragazzi sono a scuola
fino al dopo pranzo e poi rientrano in famiglia nel
pomeriggio. Sono tante le persone da ringraziare
oltre alle famiglie, in particolare l’Amministrazione
Comunale e le Scuole della città, oltre a tanti amici
che sostengono moralmente ed economicamente
il progetto. Chi volesse maggiori informazioni può
rivolgersi all’Associazione “Un Tetto” in via Gramsci
17 a Senigallia, tel. 071659388, associazi[email protected]
libero.it
6
Abbiamo chiesto ad alcune famiglie di raccontarci la loro
esperienza:
Come vi siete avvicinati a quest’esperienza e quali
erano le vostre aspettative?
Famiglia Barzetti:
“Abbiamo saputo della possibilità di fare questa esperienza
tramite un piccolo volantino avuto alla scuola materna
di nostro figlio ed abbiamo iniziato come famiglia di
sostegno a quelle ospitanti; poi l’anno successivo ci siamo
impegnati nell’ospitalità vera e propria, con l’intenzione
di poter dare a questi bambini delle prospettive di vita
migliori, sotto tanti punti di vista, per primo quello della
salute e anche di darci, come famiglia, la possibilità di
crescere, capendo che esistono realtà completamente
diverse dalle nostre”
Quali difficoltà avete riscontrato da subito e quali
in seguito, magari dopo anni di accoglienza? Quali
invece gli aspetti positivi?
Famiglia Perini:
“Possiamo dire che all’inizio è stato difficile in quanto sia
per noi che per la bambina era la prima volta. C’è stato
un reciproco adattamento per conoscerci, con le nostre
abitudini di vita, la nostra alimentazione, la nostra casa e
soprattutto la nostra lingua. Dopo tre anni di accoglienza
della stessa bambina tutto è molto più semplice, la
conoscenza è reciproca, anche se la bambina è molto
chiusa, ormai ci si capisce a sguardi e a messaggi non
verbali. I lati positivi sono diversi: per le nostre figlie che
conoscono altre realtà che ci circondano, per la famiglia
che viene allargata ad altre situazioni, per il fatto che
possiamo condividere con altri ciò che abbiamo”.
Il bambino accolto nella vostra famiglia, è sempre
lo stesso oppure ogni anno ne ospitate uno diverso,
magari per far conoscere allo stesso realtà familiari
diverse?
Famiglia Perini:
Per quello che riguarda l’accoglienza, il fatto di dover
cambiare tutti gli anni il bambino è qualcosa di soggettivo,
dipende dal bambino stesso, dalla sua personalità; vista
la nostra esperienza riteniamo che con la bambina che
ospitiamo, forse, potrebbe non essere positivo, visto il suo
carattere molto chiuso e la sua difficoltà a relazionarsi
con gli altri; abbiamo avute molte difficoltà il primo anno
che è arrivata a casa nostra”.
Come sono stati i rapporti dei bambini di Litva con i
vari componenti della vostra famiglia e viceversa?
Famiglia Casapulla:
“Dopo un inizio comprensibile di timidezza misto a
scoperta delle reciproche esigenze e abitudini, pian piano
abbiamo raggiunto una confidenza che ci ha portato
anche a scambiarci baci e abbracci. Anche con i nostri
amici la bambina ha legato molto”.
Quali sentimenti prova tutta la famiglia sia nel
periodo precedente l’arrivo dei bambini che durante
il soggiorno?
Famiglia Barzetti:
“Quest’anno, il terzo di accoglienza dello stesso bambino,
dopo un primo inevitabile periodo di assestamento di
tutta la famiglia e del bambino stesso, ci siamo trovati
molto in sintonia: il bambino che ricordavamo schivo,
riservato, poco loquace e spesso molto permaloso e
testardo, forse con la sicurezza di trovarsi in un ambiente
accogliente, si è rivelato invece quasi il contrario… ed è
“esploso” in termini e piccoli discorsi, addirittura imitazioni
e frasi ironiche, nell’italiano che sicuramente ha imparato
nei due anni precedenti, anche se non lo dava a vedere.
Ci sono state le solite liti con nostro figlio, di tre anni più
piccolo, ma in generale si sono comportati, tra loro e
con noi “genitori”, e noi con loro, più o meno come due
fratelli-amici: insomma, ci siamo sentiti una famiglia un
po’ più grande, anche se solo per un mese e nonostante
le oggettive difficoltà, quest’anno ci siamo soprattutto
divertiti!”
Dopo la partenza del bambino ospitato cosa si prova?
E cosa pensate provino loro dopo il distacco?
Famiglia Casapulla
“Sì, si prova un po’ di vuoto ma non tutto quello che ci
aspettavamo o che gli amici ci dicevano sarebbe stato.
I nostri bambini sentivano di più la sua mancanza, ma,
si sa, i bambini si “ricostruiscono” più velocemente di noi
adulti che siamo più lenti nell’elaborare i sentimenti.
La bambina aveva nostalgia di casa e la sua mamma
le mancava, ma nel momento del distacco aveva uno
sguardo malinconico e il suo “Ciao” sembrava un “Addio”,
anche se sarà un “Arrivederci”.
Tenete i contatti con la famiglia del bambino da
voi ospitato, durante il soggiorno o dopo la sua
partenza?
Famiglia Cimarelli:
“ I contatti ci sono anche se ci sono difficoltà legate proprio
materialmente alle linee telefoniche e sono contatti
importanti perché le famiglie si sentono sostenute e
accompagnate quando i loro figli sono in Italia. La nostra
famiglia lo scorso anno è andata a Litva ospitata dalle
famiglie di là e questa esperienza è stata molto utile
perché ci ha permesso di condividere la loro vita”.
In che modo siete stati aiutati dall’associazione sia
durante l’accoglienza, e sostenuti sia nel periodo
precedente l’arrivo dei bambini che dopo la
partenza?
Famiglia Cimarelli
“L’Ass.“Un Tetto” sostiene molto le famiglie sia facendo
incontri prima dell’ospitalità, sia dopo, di verifica. Cerca
poi di facilitare il contatto con gli adulti bielorussi che
accompagnano i ragazzi in Italia con inviti a cena nelle
famiglie e incontri di festa insieme. Per quello che riguarda
la nostra famiglia, siamo al quinto anno di ospitalità e
quindi ci sentiamo molto dentro, partecipi del progetto”.
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
Confederazione Nazionale
dell’Artigianato e della
Piccola e Media Impresa
Sede di Senigallia
Confederazione Nazionale
dell’Artigianato e della
Piccola e Media Impresa
Sede di Senigallia
Le Presidenze Territoriali della CNA hanno incontrato
gli Insegnanti e gli studenti
dell’IPSIA
Padovano”
Le Presidenze
Territoriali “Bettino
della CNA hanno
incontrato gli Inseg
studenti dell’IPSIA “Bettino Padovano”
Un patto fra la CNA e l’IPSIA su innovazione e nuove professioni:
al via un primo Un
progetto
dila
formazione
sull’energia.
patto fra
CNA e l’IPSIA
su innovazione e nuove p
Previsti due
Il primo
dedicatodella
risparmio
e all’efficienza
energetica,
Le moduli.
Presidenze
Territoriali
CNA hanno
incontrato
gli Insegnanti
e gli
al via unal primo
progetto
di formazione
sull’energia.
il secondo alle
fonti rinnovabili,
solare e fotovoltaico.
studenti
dell’IPSIA “Bettino
Padovano”
Previsti due moduli. Il primo dedicato al risparmio e all’efficienza
alle formative.
fonti rinnovabili,
solare
e fotovoltaico
Insieme per sviluppare una maggiore sintonia fra mercato delsecondo
lavoro e attività
E’ questa la sintesi
dell’incontro
tra i dirigenti.
Un patto fra la CNA e l’IPSIA su innovazione e nuove professioni:
al via un primo progetto di formazione sull’energia.
e gli imprenditori della CNA, il nuovo preside dell’IPSIA Elena Giommetti, gli insegnanti e gli studenti del 4° anno, tenutosi Sabato 13
ottobre, alla presenza dell’Assessore Provinciale alla Formazione Maurizio Quercetti.
Insieme per
una maggiore
sintonia
fra con
mercato
deldi lavoro
e leattività
Si attiveranno nuove forme di collaborazione
fra lesviluppare
imprese del Sistema
CNA e l’IPSIA
di Senigallia,
l’obiettivo
mantenere
attività formative professionalizzanti
insintesi
linea
con
i profili professionali
richiesti.
Previsti
due
moduli.dell’incontro
Il primo dedicato
al risparmio
e all’efficienza
energetica,
questa
la
tra
i
dirigenti
e
gli
imprenditori
della
CNA, ilil n
Attraverso momenti di confronto da
programmare nel corso dell’anno con
secondo
alle fonti rinnovabili,
solare
fotovoltaico
Elena Giommetti,
gli insegnanti
e gliestudenti
del 4° anno,
tenutosile Saba
gruppi di imprenditori,dell’IPSIA
suddivisi per
settore di appartenenza,
sviluppando
attività di stage presso le
aziende.
alla
presenza dell’Assessore Provinciale alla Formazione Maurizio Quercetti.
“ I profili professionali richiesti sul mercato
del lavoro - dice Marzio Sorrentino,
Si
attiveranno
nuove
forme
di
collaborazione
fra inle continua
del
Sistema
CNA
Insieme
per
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mercato
del
lavoro
eimprese
attività
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– sono
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Negli E’
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didell’incontro
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all’interno
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tra i dirigenti
e gli imprenditori
della CNA,
il nuovo
forte accelerazione, attraverso l’utilizzo
di nuove tecnologie e macchinari ad alto
professionali
richiesti.
Attraverso
momenti
di
confronto
da figure
programmare
nel corso
dell’IPSIA
Elena
Giommetti,
gli
insegnanti
e
gli
studenti
del
4°
anno,
tenutosi
Sabato
13 ottobre,
contenuto tecnologico. Non solo. Sono
emerse
nuove
professionali,
nuove
mansioni,
nuovi lavori
che
a volte
vengono
considerati
dai programmi
di
gruppi
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imprenditori,
per settore
di appartenenza,
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le attività
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dell’Assessore
Provincialesuddivisi
alla Formazione
Maurizio
Quercetti.
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E’ partendoSi
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questa riflessione
che la forme di collaborazione fra le impreseCNA
l’IPSIA presenteranno
progetti di
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di formazione
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profili professionali
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sul mercato
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Marzio
Senigallia,
con l’obiettivo
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due moduli di formazione rivolti agli
segretario
della
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di
Senigallia
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Negli
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studenti: uno dedicato al risparmio e all’efficienza energetica; l’altro alle fonti rinnovabili, solare e fotovoltaico.
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fase di studio,con
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corsi
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alla demotica
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gestione
dell’abitazione)
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alla nautica.
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corsi dedicati alla demotica (l’elettronica nella gestione dell’abitazione) ed alla nautica. In
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settore in forte crescita, verranno coinvolte le imprese del settore per
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1_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
dell’Artigianato
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un’analisi attenta dei bisogni
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dell’Artigianato e della
Piccola e Media Impresa
Piccola e Media Impresa
19
c u l t u r a
a t t u a l i t à /
L A CASA - MUSEO DEL CARDUCCI
torniamo sulla figura del grande Poeta
d i
A l e s s a n d r o
C a s a v o l a
La casa-museo del Poeta è, naturalmente, a Bologna
ed andrebbe visitata. Nelle case-museo si possono
cogliere informazioni e ancor più atmosfere, io credo,
10 di sera”. Pensate un po’, una lettura declamata in una
stanza vuota…La camera da letto con baldacchino è
severa. A lato ancora libri, i più preziosi: non gli importava
il tanfo della carta vecchia…La toletta bianca con
specchio girevole, pettine e spazzola è l’unica nota più
consona all’ambiente. L’immagine di una Madonna alla
parete potrebbe condurci lontano, nelle pieghe della sua
anima…Ricordiamo la bella poesia “La chiesa di Polenta”?
Ma lasciamo andare…
Ai piedi del letto un divanetto bergère, su cui negli ultimi
tempi il fedele Gigi, il suo cameriere, lo adagiava dopo
averlo preso in braccio…Sotto la finestra un termosifone
enorme, si dice il primo che fu installato a Bologna. Dono
della Regina Margherita, cui il Poeta indirizzava versi,
e per la quale ritrattò il suo repubblicanesimo…Ma si
raccontava, maliziosamente, che talora questi versi si
sarebbero potuti riferire anche alla signora di cui si era
innamorato. La Lina Cristofori Piva, ricordata nelle sue
poesie col nome di Lidia…Lidia nel decennio 1871-81
entra nella sua vita, perchè è colta, perché è bella, perché
è amorosa e lo aiuta a capirsi, a decidere di essere diverso.
Lo aiuta ad osare…Gli anni più belli, intorno ai 30, li aveva
spesi nella cupezza del carattere, nella severità degli
che le biografie non riescono a dare…Ma dove si trova?
studi, nelle beghe irose, nelle convenzioni coniugali…”
Sulle mura, un tempo la periferia della città. Il visitatore
Solamente ora che amo sento di vivere veramente – dirà
è subito colpito da quella targa d’ottone sull’ingresso,
– sento di essere più buono, meno contento di me…”
non tanto perché è tonda, ma per il solo nome che la
Tuttavia la relazionala vive con alti e bassi, e si creerà degli
riempie… “Giosuè Carducci”. Quando l’abitò? Nel 1890,
scrupoli. Comincia ad interrogarsi: ha preteso troppo?
55enne. E’ bella? Ha un decoro piccolo-borghese, però
C’è chi si intromette perché rinsavisca, è la moglie di
con poltrone spaiate, qualche mobile da rigattiere! Nello
un suo caro ex-alunno il professor Severino Ferrari…Lui
studio tanti libri alle pareti. Nella casa ve ne sarebbero
si confida: “Io essendo fatto così male cardiacamente,
40mila circa…Sul tavolo ne vidi sparsi parecchi. Sul
non dovrei importunare ed offendere alcuno con i miei
frontespizio di un volume – “l’Eneide dell’Annibal Caro”
affetti: io dovrei stare sempre solo…” Questo già attorno
– il Maestro vergò questa annotazione: “Finito di leggere
al 1878 e Lidia moriva nel 1881…Il Poeta 46enne rientrò
la terza volta, a voce alta, questo dì 12 Luglio 1899 a ore
nel ruolo maritale? Eh no…la camera da letto resterà
per sempre, singola! La moglie, Elvira, a lui promessa
giovanissima era un po’ scialba, era un po’ semplice.
Non poteva funzionargli come Musa, né lui la sentì mai,
è questo che qui vogliamo sottolineare, come una vera
compagna. Bacchettando Lidia per i suoi difetti disse
&2081(',2675$9(7(5(
& di rimpiangere gli anni tra il 1860 e il 1866 quando non
amava che la vecchia madre, e le sue due bambine…
$VVHVVRUDWRDL%HQLH6HUYL]LFXOWXUDOL
Dunque? Elvira non gli evocava alcunché di gradevole…
RENZO TORTELLI
In questa casa visse sino al 1915, anno della sua morte,
visse sottomessa, umiliata, ma credo in adorazione di
“L’oasi di Scanno” 1957 – 1959
interverranno:
lui…Mi colpì il fatto che non avesse uno spazio per sé:
Massimo Bello - Sindaco
Lorenzo Scattolini - Direttore Galleria AREARTE
solo un corridoio, con il telaio e altri attrezzi donneschi…
Maurizio Cesarini - Accademia Belle Arti di Perugia
Emidio Di Carlo – Direttore Spazioarte
Si racconta che sentendo del vociare nel salotto, il
Sarà presente l’Autore
Professore, così adesso voglio chiamarlo, si affacciasse
alla porta a trafiggere “con occhio di tizzone le intimidite
amiche della moglie…” Ma il Carducci quali sembianze
era capace di cacciare? Da orco? Proprio da orco. E tale
era sembrato, la prima volta, a Vivine, la piccola figlia di
Annie Vivanti, una sua ex-alunna, incantatrice “dai grandi
Ostra
Vetere
Ostra Vetere - Palazzo de Pocciantibus
occhi
di fata”…Annie userà questo appellativo fiabesco
(Centro Storico – Via Gramsci)
22 Settembre 2007 – 6 Gennaio 2008
nelle lettere: “Caro orco come stai?” E’ nella sua vita dal
1890, e lui ha 55 anni, ma è già tutto ingrigito: la barba
e la folta chioma…Annie è una fascinosa intrattenitrice
Info line:
Galleria AREARTE - Via F.lli Bandiera, 37 Senigallia (AN)
(solo intrattenitrice?...) Una volta gli cantò in tedesco
Tel. 329.0410598 - [email protected]
Heine accompagnata dalla piccola figlia, prodigiosa
Ufficio Cultura del Comune di Ostra Vetere - Piazza Don Minzoni, 1
Sabato
22 Settembre 2007 - ore 21.30
Tel. 071.96.50.53
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violinista a cinque anni. Fu un evento, dopo quello di
Lidia, che gli attraversò il cielo e poi scomparve…Se ne
orario di apertura
andrà in America nel 1898. Giosuè Carducci in una delle
dal giovedì al sabato
sue ricorrenti depressioni ebbe a definirsi un falso marito,
dalle 16:00 alle 19:00
un falso professore (!) ma crediamo che non si definisse
A R E A RT E
18
mai un falso padre…Spegnendosi Lidia nel 1881, trovò
la forza di scrivere un augurio in versi per il matrimonio
di Beatrice, la sua prima figlia. Un verso fa così: “Va’ con
l’Amore, va’ con la gioia, va’ con la tua fede candida…” E
mi pare che elenchi, consapevolmente o meno, le cose
che lui avrebbe voluto realizzare! Nella sua casa, piccoloborghese ripeto, si risparmiava, nonostante lo stipendio
di professore universitario che si aggirava, forse, sulle 6 o
7 mila lire l’anno. Quando nel 1890 arrivò il gas l’allaccio
fu fatto solo per dar luce al lampadario del salotto…Si
racconta che la moglie e le figlie dovevano rinunciare
alle cose futili, ma gradite alle donne: cappellini, nastri,
scarpe…
Quando si esce da questa casa, si pensa alla fatica che
il buon Gigi doveva fare per scendere le scale con il
Professore sulle braccia…caso mai avesse voluto stare
in giardino. Perché lui la carrozzella dell’illustre collega
il latinista Gandino, anche lui paralizzato verso la fine
della sua vita, non volle mai toccarla…Ma è ugualmente
lì, nella casa-museo, in un angolo…
Aveva contrastato con coraggio in precedenza una paralisi
alla mano destra continuando ad andare all’Università.
Perché non voleva considerarsi innanzitutto uno
sconfitto…Fino a poco prima del suo pensionamento,
per ragioni di salute, lo scriverà il Pascoli “leggeva con
quella sua cadenza di canto, scolpiva i versi dipingendo
le immagini” e se ad ascoltarlo tra i banchi si sedevano i
suoi ex-allievi ( e il Pascoli era uno di questi) “si navigava,
davvero, in piena giovinezza”…
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Il caso letterario del 2007 in Francia: centinaia di migliaia
di copie vendute grazie al passaparola
Umberto Eco Storia della bruttezza, Bompiani
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Uno splendido ritratto di donna che scava nelle pieghe
dell’animo femminile.
INCONTRI
VOci DI SCAmpia, un gruppo di giovanissimi dell’area
nord di Napoli che dopo la guerra di camorra, durante la
quale uno di loro è rimasto vittima innocente della faida,
Antonio Landieri, hanno alzato la testa e vogliono farsi
sentire ad ogni costo. Uno di loro, Rosario Esposito la
Rossa ha scritto un libro “Al di la’ della neve”, che presenteremo, con la partecipazione dell’autore, giovedì 29
novembre alle 21.00 (Piccola Fenice, Senigallia)
Le domeniche dei piccoli: percorsi per bambini sulle
emozioni attraverso le fiabe classiche.
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
i l
p e r s o n a g g i o
UN’ECCELLENZA NELLO SPORT MARCHIGIANO
Ye s s i c a P e r e z , v i c e c a m p i o n e s s a i t a l i a n a
d i
L e t i z i a
S t o r t i n i
Classe 1992, un curriculum che a soli 15 anni fa invidia,
un corpo di un’agilità rara, grinta da vendere ed un futuro
da grande atleta. E’ Yessica Perez, di origini domenicane,
ma naturalizzata italiana, residente a Marotta. La velocista
è cresciuta nell’Atletica Senigallia ed oggi è in forza
nello Sport Atletica Fermo costantemente seguita e
scrupolosamente allenata dall’ex olimpionico Carlo
Mattioli. Il nome della prodigiosa protagonista dell’atletica
leggera è già finito sui taccuini dei tecnici della nazionale
giovanile, al lavoro per preparare la squadra azzurra che,
nel 2009, dovrà prendere parte ai campionati mondiali
allievi che, nell’occasione, si svolgeranno in Italia, per
l’esattezza a Bressanone. Intanto la Perez si è portata a casa
un altro successo, quello che finora brilla di più nel suo
medagliere. A Ravenna, dove si sono svolti i campionati
italiani cadetti, è sfrecciata al traguardo in 10.14, superata
a sorpresa per un centesimo di secondo (10.13) soltanto
dalla emiliana Federica Giannotti. Per Yessica Perez
l’argento e un personal best migliorato nell’occasione di
5 centesimi.
Sei vice campionessa italiana, sei al top tra le migliori
atlete della nazione…fa un certo effetto. Come ci si
sente ad aver raggiunto certi risultati?
Sono felice. Soprattutto perché sono riuscita a battere il
mio record personale, volevo migliorare il tempo e ce l’ho
fatta.
Anche se la vittoria era decisamente alla tua portata,
solo per un centesimo di secondo non sei salita al
primo posto sul podio?
Già, non sai che rabbia…per carità: se prima della gara mi
avessero detto che sarei arrivata seconda avrei fatto carte
false, ma quando sei lì, vicino al traguardo davanti a tutte,
essere superata per un “niente” ti fa innervosire, ma sono
soddisfatta.
Ora che hai dimostrato di essere così capace sarai
seguita con maggiore attenzione?
Dal 1 Novembre sono diventata allieva I anno, vale a dire
che gareggio con quelle più grandi, sono avanzata di
categoria. Dagli 80 passo ai 100 metri.
Dunque più allenamento…
Fino ad ora mi allenavo 3 volte alla settimana per due ore,
ma temo che ora sarà più duro…
Il che significa maggiori sacrifici. Una giovane ragazza
di 15 anni che ha già da dedicare parecchio tempo alla
Scuola (frequenta il secondo anno dell’Istituto Panzini
di Senigallia) magari il tempo libero lo vorrebbe
passare con le sue amiche…
Non è facile, i sacrifici ci sono, ma in fondo neanche
molti, c’è da dire che non sono una ragazza a cui piace
particolarmente uscire, tirar tardi, non ho una gran fretta di
crescere. Esco la domenica pomeriggio con le mie amiche
e questo mi basta. Ma ho un allenatore comprensivo (Carlo
Mattioli ndr) che mi ha cambiato i giorni di allenamento:
lunedì, mercoledì e venerdì così mi lascia il sabato libero
e allora potrò farmi qualche “uscita” in più...
Tornando alla scuola, lì sarai diventata popolare,
dopo le tue vittorie come ti hanno accolta compagni
e professori?
Mi sono sempre stati vicini. Mi hanno seguita non solo
durante i campionati studenteschi, ma si sono sempre
informati, mi chiedono, un po’ tutti i professori, non solo
quello di Educazione Fisica…sono comprensivi anche
quando faccio le assenze per le trasferte di gara.
Quali sono i prossimi traguardi che ti aspettano?
Le prossime gare sono indoor, al coperto e sono di
formazione, per mettersi alla prova, superare i propri
record personali. Test con le atlete delle altre Regioni.
Se dovessi proiettarti in un ipotetico futuro: ci sono le
Olimpiadi?
Speriamo, sarebbe il mio sogno. Ma devo ancora allenarmi
duro e poi conta anche la fortuna. Anche se non arriverò
ai Mondiali vedo nell’atletica il mio futuro, il mio lavoro.
Lo sport come professione.
Quali sono le doti per fare di un’atleta una
professionista?
Tenacia, un po’ d’ambizione, ma soprattutto la voglia
di allenarsi. Alle volte non ne ho, ma poi penso alle
soddisfazioni,
ai
traguardi
raggiunti e mi
torna e penso
anche
che
allenarmi, correre,
è sempre un
divertimento per
me.
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Senigallia
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Che questo spirito
positivo (lo sport
è sì competizione,
ma
anche
diver timento,
gioia di vivere)
riesca
sempre
a
mantenerlo,
che l’accompagni nel costante lavoro con abnegazione
e tenacia soprattutto contro i possibili momenti di
scoramento per continuare ad ottenere risultati, via via
sempre più significativi, perché l’impegno e la fatica ci
sono per questa giovane promessa dell’Atletica leggera
che si merita di volare sempre più in alto.
Campionati italiani
Allieve Giochi Sportivi Studenteschi_Lignano Sabbiadoro
7.a classificata m. 300
26/09
Campionati regionali indoor Cadette_Ancona
1.a classificata m. 200
26.97
24/02
Campionessa regionale
1.a classificata staffetta 4x200
1.52.13 25/02
Campionessa regionale
Campionati regionali Cadette_Montecassiano
1.a classificata m. 150
19.10
26/08
10.19
15/09
42.36
16/09
Campionessa regionale
1.a classificata m. 80
CURRICULUM 2007:
Campionati interprovinciali indoor Allieve Giochi
Sportivi Studenteschi_Ancona
1.a classificata m. 200
27.2
07/02
Campionessa interprovinciale
Campionati provinciali
Allieve Giochi Sportivi Studenteschi_Ancona
1.a classificata m. 300
Campionessa provinciale
Campionati regionali
Allieve Giochi Sportivi Studenteschi_Fermo
1.a classificata m. 300
42.2
23/05
Campionessa regionale
42.06
Campionessa regionale
1.a classificata m. 300
Campionessa regionale
1.a classificata 4x100
51.1
Campionessa regionale
Promoindoor nazionale_Padova
3.a classificata m. 60
8.05
18/03
3.a classificata staffetta 3x200
1.21.96 18/03
Campionati italiani Cadette_Ravenna
2.a classificata m. 80
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
10.14
13/10
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a t t u a l i t à
c u l t u r a
UNA MODA TUTTA CALDA…
d i
E l i s a b e t t a
M .
G a l l i
La moda invernale per
questo 2007 si propone calda
e morbida: la lana merinos
domina nei maglioni, gilet
e cardigan ma che dire del
cachemire e del mohair…..
Anche la flanella, classico
tessuto invernale è presente
nella collezione, la ritroviamo
in gonne, pantaloni, tailleur
e cappotti nei colori blu,
cioccolato, verde e antracite.
Vera o finta non può mancare
la pelliccia usata in molti
capi anche come dettaglio e
ornamento. Ma quali sono le
novità che caratterizzano la
moda invernale? Sbirciando
il guardaroba femminile
troviamo pantaloni e gonne
a vita alta ben evidenziata da cinturoni, un ritorno inaspettato
dopo un lungo periodo di assenza, poi lunghi maglioni da
portare come mini abiti, scamiciate abbinate a bluse. Tra i vari
colori scuri che caratterizzano la stagione invernale questo
anno spiccano il blu e il verde utilizzati spesso dagli stilisti.
Essenziali alternanze di bianchi, grigi e neri delineano stampe
cubo-futuriste che evocano gli astrattismi geometrici di
Malevich, con improvvisi effetti a contrasto in nuance zafferano
e tabacco giocando sull’alternanza dei materiali: lucido-opaco,
lana-metallo, chiffon e pelle.
Non è la descrizione di un quadro ma la moda tra lusso e
charme di Etro. Il risultato è un mix contemporaneo completato
da accessori raffinatissimi lavorati come metalli preziosi.
La sua collezione è un inno alla femminilità, piccoli pull a maglia
intrecciata richiamano lo stile anni ’50, cappotti military dai
bagliori di micro paillettes si alternano a pellicce in seducenti
tonalità minerali, con il punto vita stretto reso visibile da cinture
di ogni grandezza e forma.
Dsquared2 realizza invece una linea pensata per una donna
aggressiva che indossa giacconi ad uovo pieni di zip, lunghi
abiti sottoveste di maglia metallica, aderenti tute, micro
gonne a palloncino e bluse mono manica, inoltre pantaloni di
pelle, maxi cardigan, bustini di plastica lucida stretti da sottili
cinturini. Tra le tonalità accanto al dominante nero, appaiono
il verde, blu e giallo. Sottolineare la bellezza è sempre stato
l’obiettivo di Armani, che propone una donna che ricorda gli
anni ’20 epoca del Liberty e del Charleston, una femminilità
che nasconde i capelli sotto una cuffietta a rete argentata per
richiamare l’attenzione sull’espressività del viso.
Tessuti laminati in argento double di lana, pile effetto velluto,
materiali preziosi sono inseriti in capi dalle linee semplici, tutto
abbinato a cinture e scarpe in vernice nera.
La collezione di Moschino è pensata per una piccola fanciulla
dall’aria fresca, giovane e vivace che veste cappottini dalle
mezze maniche in stile anni ’60, coordinati al colore delle scarpe,
dei guanti e della borsa. Lussuose pellicce di visone coprono
vestiti a palloncino o tailleur con pantaloni a sigaretta, eleganti
abiti da sera di seta con scollature a V in colori come l’oro e
l’argento abbinati al nero opaco. Tra gli accessori, maxi borse
dalle tinte forti si alternano a piccole pochette dalle forme
stravaganti. E per l’uomo? Una moda elegante e impeccabile.
Armani suggerisce la polo sotto la giacca anziché la camicia, al
posto del cappotto un bomber in pelle. La novità vera sta nei
tessuti ancora più tecnologici, ad esempio sono di Calvin Klein
i maglioni in flanella e cashmere plastificati, Moschino propone
giacche aderenti su pantaloni in denim nero stretti e corti
alla caviglia, nello sportswear spiccano capispalla imbottiti e
trench. Il capo cult della collezione Dsquared2 invece sono i
jeans, naturalmente a vita bassa strappati e dall’aria “used”, non
mancano giacche di camoscio in stile cow e tradizionali bomber,
pantaloni in pelle e tantissime zip, camicie bianche dal colletto
appuntito.I giubbotti hanno cuciture elastiche a fiammifero
esaltati da cerniere, tasche e particolari metallici. Tra i colori
domina il nero a cui si accostano il verde militare, blu e beige.
Uno degli accessori più indossati di questa stagione come
appare in tutte le sfilate è la cintura corsetto, alta, in pelle o in
metallo con fibbie e lacci che mette in evidenza il punto vita e
se necessario lo definisce. Ritornano anche i cappellini da “jeune
fille” ornati da delicati fiori di stoffa, oppure classiche cuffiette
di lana e cappelli con visiera. Ma l’ultima novità e oggetto del
desiderio di molte donne vale circa 2600 euro: è la Mahina
XXL di Louis Vuitton, ovvero una citybag realizzata in pelle di
capretto su cui il decoro monogram è traforato al laser con una
tecnologia aerospaziale che crea la microcomponentistica, i
plissé laterali. La maxi bag con manici semirigidi e rifiniture in
ottone dorato non è solo un connubio tra fashion e tecnologia
ma il suo nome, tratto dalla lingua maori, significa “luce della
luna” perché si ispira al mistero e alla sensualità del bagliore
notturno.
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Dai racconti di Fioravante Fornaroli
la farina sull’acqua, l’imperatore sul pagliaio e altre storie
di Flavio e Gabriela Solazzi - LibriSenzaCarta.it
Fioravante Fornaroli è un distinto signore
senigalliese la cui esistenza ha attraversato
buona parte del ’900. Attento ed acuto
osservatore dei piccoli fatti e delle grandi
storie con i quali si è incrociato nella sua
esistenza, ne ha conservato una lucida
e dettagliata
memoria
e
questo, unito
ad una certa
propensione
al
racconto,
ne
farebbe
l ’ i d e a l e
compagno
di viaggio in
uno di quegli
interminabili
spostamenti
in
treno,
tipo
Milano
Reggio
Calabria.
Anche perché
il Fornaroli non
è un elegante
novellatore,
ma un esemplare tipico della trasmissione
orale di fatti veramente occorsi. Quelle
che più ci hanno interessato sono le
piccole storie cittadine, che sono le più
facili a cancellarsi dal ricordo comune e
quindi altamente deperibili e destinate
a scomparire dalla tessitura di una storia
della collettività.
Tra queste, affascinante anche solo se
ci si provi ad elaborarne un dipinto
mentale, è la rievocazione dei carichi
di sacchi di farina trasportati nel portocanale, secondo un percorso in risalita che
ripiegava lungo l’attuale via Samo (ai tempi
una via d’acqua) per terminare in uno
squero o piccola darsena che era situata
grosso modo sulla destra dell’attuale via
Carducci, prima della porta Lambertina,
e che arrivava fino a via Narente. La
fisionomia della zona fu alterata durante i
lavori di ricostruzione conseguiti ai violenti
bombardamenti navali da cui Senigallia fu
colpita il 24 e 25 luglio 1915 da parte della
flotta austriaca nemica. Il perché di questo
viaggio della farina sull’acqua è presto
spiegato. Sullo squero si affacciava una
attività industriale, il pastificio Chiostergi,
nel quale la farina veniva elaborata nei
vari tipi di pasta. Il Fondaco Alimentare
Chiostergi, riferisce G. Monti Guarnieri,“nel
1853 iniziò la sua attività con panificio e
pastificio: terrà per molti anni il primato
regionale”. Alcuni hanno memoria delle
lunghe filiere metalliche dove venivano
ripiegati e messi ad essiccare gli spaghetti,
che così assumevano quella forma
ripiegata ad U rovesciata, oggi conservata
da qualche pastificio di élite.
Un racconto che ci porta in campi storicoartistici è quello relativo all’imperatore sul
pagliaio.
L’imperatore è il grande Traiano (53-117 d.
C.). Oltre che sulle sue campagne militari
(con lui l’impero romano raggiunse la
massima estensione), la sua fama nei secoli
poggia sul suo senso di giustizia e sul
buon governo, basato su una intelligente
e fattiva amministrazione. Promosse, tra
l’altro, l’ampliamento del porto di Ancona
con la costruzione di un molo, poi ornato
in segno di gratitudine da un arco (Arco
di Traiano), tuttora esistente. La sua fama
di uomo buono e giusto indusse Dante
a collocarlo nel Paradiso: secondo una
leggenda Traiano sarebbe resuscitato per
cesanella di senigallia
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pochi minuti per le preghiere del Papa
Gregorio Magno, che così poté impartirgli
il Battesimo.
Non è leggenda ma realtà storica che
nel 1841, coltivando il podere sito presso
“Le Muracce” in quel di Ostra Vetere, i
contadini Brunetti trassero alla luce una
statua marmorea alta due metri e databile
al secondo secolo dopo Cristo. La statua,
anziché restare a dare lustro e soprattutto
a fornire chiarimenti sulla antica città che
sorgeva presso Ostra Vetere, è finita in
un museo di Ginevra in seguito ad una
delle solite, tortuose trafile. Il desiderio
di tramutare in denaro il reperto, il non
comprendere che con la rimozione si
strappa al luogo del ritrovamento un
pezzo e una giustificazione della sua storia,
una qualche superficialità dei burocrati,
ci hanno legalmente privati di una
testimonianza del nostro passato. La statua,
appena recuperata, fu appoggiata ad un
pagliaio dei coloni frontalmente, perché la
visione delle parti intime non offendesse
il pudore dei passanti: l’imperatore, infatti,
raffigurato in posizione eroica, mostrava
tutte le sue nudità. Non si sa chi e quando
si accorse che la statua era priva del
suo membro virile, che peraltro poteva
mancare già all’atto del ritrovamento,
come ci hanno insegnato le visite ai musei
di arte antica. Una vulgata riferita dal
Fioravanti fornisce una versione del fatto
che è apparentemente più pruriginosa,
ma che in realtà si allinea con le ancestrali
e ubiquitarie tradizioni che vedono in
quella determinata parte il simbolo della
potenza generatrice, attribuendole anche
il valore di talismano genericamente
porta-fortuna. È possibile che il “clarinetto”,
eufemismo con il quale il Fornaroli indicò
la parte qualche decennio fa su “La Voce
Misena”, non andò smarrito: fu ritrovato
sulla statua o in prossimità di essa e
gelosamente conservato e tramandato
da famiglie locali. Queste, seppure non
documentate del tutto sul significato dei
simboli,collegandolo con l’amore di coppia
gli avrebbero attribuito la proprietà di far
trovare marito alle figlie di casa. Il luogo
dove fu dissotterrata la statua, la zona
del pagliaio e i terreni limitrofi qualche
decennio fa furono setacciati nel tentativo
di recuperare eventuali frammenti della
parte: del “clarinetto” nessuno trovò mai
traccia.
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Allo scopo di lanciare i nuovi autori è stata bandita, con una formula nuova, la XVII edizione del Premio Italia Letteraria che si articola in 5
sezioni ed è per opere inedite di narrativa: romanzo, racconto, raccolta di racconti, letteratura per l’infanzia: romanzo per ragazzi, racconto per
ragazzi, raccolta di favole, fiaba, poesia, teatro e saggistica.
La scadenza è fissata, improrogabilmente, al 31 DICEMBRE 2007. Il bando di concorso va richiesto a: “Premio Italia Letteraria” – Casella
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c u l t u r a
a t t u a l i t à
IL CORNICIAIO-ARTISTA ANTONIO CONTI
in ricordo di D on S ilv erio
le sue donne, il suo candore, la sua umiltà
il
d i
d i
A l e s s a n d r o
C a s a v o l a
Un tempo chi voleva fare il pittore andava a bottega: come Giotto, come Caravaggio. Al primo andò bene, al
secondo no. Se ne scappò, perché il suo maestro, un raffinato pittore che si faceva chiamare Cavalier d’Arpino
voleva che dipingesse solo ciò che a lui piaceva…Questo è il rischio dell’andare a bottega…
Antonio Conti corniciao-artista qui a Senigallia ti fa capire che la bottega gli è mancata, per la difficoltà che
a volte incontra nel disegnare le figure. Preferisce la figura femminile a
quella maschile…può succedere.
Pensiamo a Spadini: solo donne e bambine…in una prevalenza di rosa e
di bianco. Antonio Conti non è un conversatore, ma se lo aiuti parla ed è
candido ed umile…Non si è affacciato alla pittura ier l’altro, ha partecipato
a tante rassegne, dapprima naturalmente a Senigallia e poi in altre città.
Anche all’estero, a Parigi, ad Atene…Con candore però precisa che non
si è mai mosso dall’Italia…Ha cominciato a 18 anni, nel 1974 all’incirca.
Spesso i quadri che dipingeva all’inizio li distruggeva…Ha dipinto anche
su richiesta: di amici, parenti, paesaggi, qualche ritratto. Mi ricorda una
committenza di cui si compiace, per il Santuario delle Grazie. Recentemente
un cliente gli ha chiesto di dipingere una marina, ma a lui non piace di
dipingere il mare. Allora ha allargato la scena: da un lato ha messo una
spiaggetta con marosi e nel mezzo alberi con dietro case alte e dirute. Le
case dirute le preferisce! Lontano uno sfondo di cielo accecante, sul bordo
del quadro le macchie scure degli alberi. Ne è venuto fuori un paesaggio
un po’ seicentesco…Bello! Questo vuol dire che Antonio Conti vuol essere
libero nell’invenzione: mi ha ancora detto: “Vorrei fermarmi su di una pittura
filosofica, cioè una pittura che abbia dietro un discorso”. Questo percorso lo ha già iniziato. Attorno al 1993
con le bambine, disegnate a china, in coppia, dai volti paffuti quasi circolari (lui dice che la circolarità esprime
l’infanzia) però aggiustate nei capelli, con sguardi e sorrisi
da piccole dive: la vanità, oggi, è anche nelle bambine…
E poi ha continuato a dipingere, con l’acrilico e l’olio,
ragazze-donne in pose riflessive e sguardi lontani, con
libri per terra, tutt’intorno…Come se fossero impegnate
nella ricerca di qualcosa. Ma di che cosa? Di come vivere la
vita?...Un pinocchietto è spesso presente tra loro, e forse sta
a significare che le ragazze-donne finiscono col desiderare
di parlare con chi non le può contraddire?...ma come
sono disegnate queste ragazze-donne? Con una grazia,
bisogna dirlo, seducente…Hanno visi ovali, mento non
sporgente, linea tenera che scivola sino alla gola, al collo:
occhi dalle ciglia visibili, boccucce talora a cuore, gambe
lunghe…I critici (vedi il Montanari) hanno voluto vedere
un segno classicheggiante. Ma perché?Forse perché sono
sempre scalze e indossano panneggi o di sacerdotesse
o di pastorelle di Arcadia? Un segno classiccheggiante
dovrebbe definire la volumetria…Le braccia e le gambe di queste giovani donne non presentano quel disegno
muscolare di derivazione classica e michelangiolesca, come è nella pittura di Giovanni Anastasi (1653-1740)
tanto per citare un artista senigalliese…C’è tuttavia, non lo si può negare, un certo scenario classicheggiante
che coesiste con l’altro ed ha una funzione, mi si permetta il termine,
catartica…Con l’altro, dicevo, che presenta quelle ragazze-donne dagli
omeri sempre nudi segnati nientemeno che dalle bretelline dei reggiseni…
Dalle gambe lunghe e magre, anche queste sempre scoperte dal vestitopanneggio, che sembra sciogliersi…gambe da mannequin che le ragazze
di oggi vorrebbero avere. Ragazze-donne dai seni che occhieggiano dal
panneggio antico. Ve n’è una che rompe la visione antica mostrando un
reggiseno nero, come s’usa oggi…mentre dorme, in posizione frontale
al quadro, con un’espressione di sognante dolcezza nel viso. Ha trovato
forse, nei libri, il segreto della felicità? Non si può negare che in questo
scenario circoli della sensualità, ma è una sensualità lieve, che scorre in
modo nuovo, gradevole e leggero...Lo aveva avvertito Mario Giacomelli
quando osservava “le immagini sembrano cercare una libertà visiva ed una
invenzione nuova…”
Per concludere, Antonio Conti non vuole retrocedere molto nel tempo,
perché vuole avere delle donne riconoscibili fra quelle di oggi, e che gli
ispirino “sentenze filosofiche”.
Mi sono piaciute le due madri che allattano bimbi già grandi. Attorno,
altri figliuoli che non sono consapevoli delle sofferenze delle loro madri che si sforzano ad allattare fuori
tempo, perché sono povere…Dall’aspetto sembrano zingare. Un riferimento alle immigrate? Antonio Conti
apparentemente sembra smemorarsi nel passato, lui guarda veramente al mondo di oggi…
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Reverendissimo
G i u s e p p e
Premio di poesia
Spiaggia di Velluto
premiazione dei vincitori
Federico Curzi
le espressività latenti
Si tratta di una raccolta di versi che traggono ispirazione da
stati d’animo, emozioni, sensazioni diverse. I temi sono vari:
Senigallia, il mare, il mondo giovanile, le esperienze di vita
adolescenziale, ricordi che affiorano e offrono lo spunto
per fare poesia. Il testo si trova distribuito nelle librerie
“Sapere” ed “Io Book”, presso il centro di aggregazione
giovanile “Bubamara” e presso la biblioteca Antonelliana.
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ha
lasciato
P i e r a n g e l i
Ho conosciuto il “Reverendissimo” (così ero solito
appellarlo) nel 1981 quando ho iniziato a stampare il
“Val Cesano” presso la tipografia de “La Voce Misena”, a
Senigallia. Don Silverio batteva all’I.B.M., gli articoli che,
Presso l’Auditorium San Rocco ha avuto luogo domenica
28 Ottobre la premiazione dell’edizione 2007 del Premio
di poesia “Spiaggia di Velluto”. Proviene da Trieste la
vincitrice della Sezione Silloge, Gabriella Musetti che
ha avuto la sua opera stampata a cura dell’Associazione
La Fenice; proviene invece da Barletta Paolo Polvani
vincitore della Sezione Terna.
Il Premio Volpini, che per sua caratteristica deve essere
assegnato ad un marchigiano (negli anni scorsi Leonardo
Mancino di Macerata e Umberto Piersanti di Urbino) è
andato quest’anno a Barbara Quacci di Numana che è la
seconda donna fra i vincitori del 2007.
Il Premio Peppe Formica dedicato ad un collaboratore
del Premio scomparso recentemente e che è riservato
ad un poeta senigalliese è andato a Leonardo Barucca,
giovane direttore di Albergo di Senigallia. Il Premio
Internazionale per l’Edito è stato assegnato a Paolo
Valesio, poeta e critico docente di letteratura italiana
alla Columbia University di New York. Ospite d’onore di
quest’anno, applauditissima, Miranda Martino.
Il Premio Senigallia di Poesia è organizzato dalla
Associazione Culturale La Fenice, con la sponsorizzazione
della Fiorini Industrial Packaging, e il patrocinio e
contributo del Comune di Senigallia e la Fondazione
Cassa di Risparmio di Fano. Collaborano , il Lions Club, il
Kiwanis Club, il Rotary Club di Senigallia.
L’artista che ha collaborato quest’anno alla creazione di
una acquaforte che accompaga le 100 copie in edizione
d’arte del libro A chi di dovere della poetessa Gabriella
Musetti di Trieste è il pittore senigalliese Andrea
Mattiussi che ha inciso una lastra di una marina
arricchita con un tocco di acquerello.
ci
G. Pierangeli, Don Silverio Angeletti e
Sandro Sebastianelli a Caudino
successivamente, il maestro sammichelese d’origine, Elio
Mencarini, applicava sul foglio di plastica trasparente che
poi diventava la lastra della pagina definitiva da stampare.
Ah, cara vecchia “off-set”, quanti ricordi!...Interi pomeriggi
trascorsi in tipografia insieme a Lauretana (allora eravamo
fidanzati) a piegare, manualmente le 2500 copie del “Val
Cesano”, conversando amabilmente con Don Silverio e
il maestro Mencarini. A volte, gli succedeva di battere
una “a” per una “o” e così si verificavano piccoli incidenti
tra l’autore del testo e il sottoscritto, soggetto a diretta
critica dell’irato articolista. Un episodio emblematico fu la
poesia di M.Marini dedicata: “Alla Torre di Orciano” dove:
(…) “O Torre mia del col regina austera” si trasformò in: “O
Terra mia etc” suscitando le rimostranze del poeta. Feci
presente del fatto a Don Silverio che, lapidario, sentenziò:
“Chi legg’corregg’!” Ecco, così, pragmaticamente, riusciva
minimizzare tutte le situazioni anche le più gravose
e impegnative. Nel 1986 ci fece il regalo di benedire
il nostro matrimonio, sposandoci al Santuario della
“Madonna della Rosa” a Ostra. E poi abbiamo continuato a
frequentarci. Quando aveva un po’di tempo si metteva alla
guida della sua Diane e veniva a prendermi a S.Michele
al Fume. Poi passavamo a trovare Sandro Sebastianelli, lo
storico di Pergola recentemente scomparso, che spesso
si univa a noi per una passeggiata fino a Fonte Avellana
dove sostavamo per un momento di meditazione o per
prendere messa. Si visitavano i centri murati della vallata
e non disdegnavamo di concludere queste gite con una
merenda-cena, prima di accomiatarci. Spesso andavamo,
insieme a Lauretana, mia moglie e mia figlia Penelope,
all’ospedale dove svolgeva la sua azione di conforto
verso i più sofferenti con l’umanità e la bonomia che lo
hanno sempre contraddistinto. Oppure ci recavamo a
casa sua, dove, insieme alle sorelle, ci accoglieva sempre
festosamente.
Ci scambiavamo libri e pubblicazioni di vario interesse e
intavolavamo accalorate discussioni sui tempi più attuali
che con “laica lucidità”; Don Silverio sapeva sintetizzare e
dimensionare.
“Il corpo si ammala perché deve morire, non muore
perché è ammalato”. E’ una frase detta, non ricordo da chi,
che ho memorizzato e trovo con ciò il modo di spiegare
il passaggio all’altra vita e voglio sperare che per Don
Silverio, dopo 55, ininterrotti, anni di missione sacerdotale,
sia stato così.
UNA SOLA CARTA PER TUTTI I MUSEI
presentata al Castello di Monterado
d i
L e t i z i a
S t o r t i n i
Ancona è una delle prime province italiane ad essersi
dotata di una carta musei e questo grazie ad un sistema
museale efficiente che dura da
ben 10 anni. “A dicembre cade
il decennale – sottolinea l’Avv.
Alfonso Maria Capriolo, presidente
dell’Associazione Sistema Museale
della Provincia di Ancona (nella
foto) – dopo un faticoso percorso
abbiamo ottenuto risultati notevoli”.
“Siamo riusciti a mettere insieme
tutto quello che a livello culturale
il nostro territorio ha da offrire.
– continua il Presidente presente
alla serata di presentazione della
Carta Musei presso il sontuoso
Castello di Monterado – Abbiamo
raggiunto l’accordo con trenta Comuni e cinquantatré
musei pubblici, con musei privati, con la Sovrintendenza
Archeologica delle Marche e con la delegazione
Pontificia di Loreto. Con il Progetto Musei da scoprire
abbiamo avviato una serie di iniziative con l’intento di
realizzare una ricca promozione
non solo dei musei, intesi some
luoghi di conservazione della
memoria, ma di tutto il patrimonio
del
territorio
provinciale, il
paesaggio, le tradizioni culturali,
l’eno-gastronomia.
Puntiamo
a farla diventare un’esperienza
regionale”. Attualmente l’unica
Regione in Italia ad avere una carta
Musei valida in tutto il territorio
regionale è il Piemonte. Francesca
Lion, portavoce dell’esperienza
piemontese “Importante che ci
sia una Carta Musei perché è di
libero accesso e non ha limiti. Il limite è solo quello del
tempo libero di ciascuno di noi, c’è chi ne ha tantissimo
e chi molto poco e magari quel poco riesce a dedicarlo
alla visita ai musei, proprio perchè ha uno strumento
che glielo permette”. Su iniziativa dell’Amministrazione
Provinciale, grazie all’interessamento dei due assessori
alla Cultura che si sono avvicendati, Luciano Montesi
prima e Carlo Maria Pesaresi poi che hanno creduto e
fatto sì che crescesse e si sviluppasse.
“Questa sera non presentiamo chissà quale novità, con un
territorio così ricco, non abbiamo fatto altro che valorizzare
l’esistente – apre così il suo discorso il Presidente della
Provincia, Patrizia Casagrande - l’abbiamo messo prima in
rete con il Sistema Museale e oggi lo offriamo attraverso
una Carta che ne facilità il godimento”.
Alla serata, iniziata con una visita guidata al piano nobile
del Castello settecentesco che ha ospitato l’iniziativa
e conclusasi con una degustazione a buffet, hanno
presenziato molti amministratori, Sindaci e operatori
culturali della provincia, concordi sul lavorare insieme per
un obiettivo comune.
La Carta Musei garantisce l’accesso ad ognuno dei musei
convenzionati risparmiando sino ad oltre € 60,00 con la
formula annuale che costa € 25,00. Il titolare della Carta
può inoltre usufruire di sconti e agevolazioni di vario tipo
in strutture convenzionate diffuse su tutto il territorio
provinciale.
Per richiedere la CARTA MUSEI ci si deve recare presso
uno dei musei del circuito della Provincia di Ancona o
chiamare il Numero Verde 800.439392.
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9
v a l l e
s e n i g a l l i a
C E N T R O
P E R
L ’ U N I O N E
L ’ I M P I E G O
analisi del contesto socio-economico, attività e servizi
I Centri per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione della
Provincia di Ancona sono strutture deputate ad erogare,
nei rispettivi territori, servizi intesi a favorire l’incontro di
domanda ed offerta di lavoro, a sostenere le persone nella
definizione del proprio progetto professionale, a diffondere
le informazioni sulle opportunità lavorative e formative
espresse dal territorio, a promuovere le pari opportunità
nell’accesso al mercato del lavoro. I CIOF sono i “contenitori”
in cui una vasta gamma di servizi per il mercato del
lavoro sono messi a disposizione, in maniera integrata, di
cittadini ed imprese che possono fruirne secondo percorsi
personalizzati in relazione alla specificità dei propri
bisogni. E’ anche attraverso l’attivazione di questi servizi
che la Provincia di Ancona attua le strategie contenute
nelle linee del documento programmatico Valore - Lavoro e
realizza politiche attive del lavoro e della formazione volte
a promuovere la crescita del mercato del lavoro in termini
di qualità, quindi capaci di esprimere buona occupazione,
cioè opportunità lavorative qualificate e sicure e in grado di
garantire l’inclusione sociale e lavorativa anche delle fasce
tradizionalmente considerate più deboli (donne, giovani,
cittadini migranti, over 50, ecc.).
Tali politiche sono definite in un’ottica di governance
interistituzionale e nell’ambito di un’attività di
programmazione partecipata a vari livelli dai soggetti
istituzionali e non che operano sul territorio; a livello
locale la concertazione si realizza con i principali attori del
contesto socio-economico territoriale (parti sociali, enti
locali, istituzioni scolastiche) per il tramite del Sistema Rete
Lavoro.
Rapporto del 2006
Il CIOF di Senigallia serve il bacino territoriale comprendente
i comuni di Barbara, Castel Colonna, Castelleone di Suasa,
ORARIO DEI TRENI
biglietteria 6:00-20:00 - tel. 071.64313
biglietteria tel. 89.20.21 - www.trenitalia.com
Senigallia-Ancona
ES* 6:34-6:53 - R 6:43-7:11 - R 7:02-7:25 - R 7:17-7:46 - R 7:347:54 - R 7:51-8:20 -R 8:11-8:42 - R 9:04-9:25 - R 9:18- 9:47 - R.V
9:57-10:18 - ICplus 10:24-10:45 – R.V 11:04 11:25 - IC 11:2711:47 - IR 12:24-12:43 - R.V 13:04-13:25 - R 13:21-13:44 - R.V
13:41-14:10 - R.V 14:10-14:35 - R 14:53-15:20 - R.V 15:04-15:25
- IC 15:27-15:47 - R 15:37-16:03 - R 15:58 -16:20 - R 16:10-16:37
- ICplus 16:29-17:00 - R.V 17:04-17:25 - IC 17:29-17:47 - ES*
17:35-17:53 - R 17:57-18:28 - R 18:52-19:16 - R.V 19:02-19:27
– R.V 20:06 -20:34 - ICplus 20:29-20:47 - R.V 21:04-21:25 - R.V
23:04-23:2 - ICplus 23:25-23:45
Senigallia-Bologna
ICplus 6:36-8:33 - R.V 7:00-9:22 - R 8:04-10:22 - R 8:20-11:22
- IC 9:18-12:31 - R 10:59-13:22 - R 11:57-14:22 - IC 12:29-14:31
- R 12:51-15:20 - ICplus 13:29-15:28 - R.V 14:57-17:21 - ICplus
16:19-18:31 - R 16:57-19:22 - IC 17:29-19:44 - IR 18:33-20:30 - R
18:58 -21:20 - ICplus 19:23-21:29 - R 21:03 -23:22
Senigallia-Milano
ICplus 6:36-10:55 - ICplus 7:00 Bologna 9:22-11:50 - ES*
8:04 Bologna 10:22-13:00 - ICplus 8:04 Bologna 10:22-12:41
- R 10:59 Bologna 11:53-14:55 - ES*city 12:29–Bologna 14:3116:55 - ES* 12:56 Rimini 13:53-16:55 - ICplus 13:29-17:50 - ES*
14:57 Rimini 15:53-18:55 - IC 16:18 Pesaro 16:40-20:50 - IC
16:19 Pesaro 16:41-20:50 - ES* 16:58 Rimini 17:53-21:31 - IC
ES* 17:29 Bologna 19:44-22:00 - ES* 18:58 Rimini 19:53-23:00
- ICplus 19:23 -23:59
Senigallia-Roma
ES* 06:34-10:24 - iR 7:34 Falconara 7:44-11:45 - R 9:57Falconara 10:06-14:14 - R 11:04 Falconara 11:14-14:26 - iR
13:41 Falconara 13:57-17:48 - ES* 14:53 Falconara 15:07-18:24
- ES* 15:04 Falconara 15:14 -20:15 - ES* 15:39 Falconara 15:5020:25 - ES* 17:35-21:22 - R 18:52 Falconara 19:02-22:57.
10
Corinaldo, Monterado, Ostra, Ostra Vetere, Ripe, Senigallia
e Serra De’ Conti. La popolazione residente al 31/12/2006
ammonta a 73.282 unità (di cui, in età lavorativa, 47.746).
I soggetti che, alla medesima data, risultano in stato di
disoccupazione sono 3.609 (di cui 2.430 donne).. perchè
diverso è il metodo di rilevazione e, soprattutto, diverse
sono le definizioni cui si fa riferimento. Al fine di evitare
fraintendimenti, è necessario precisare che la nozione
di disoccupato cui, in base alle norme vigenti in materia
(D.Lgs. 297/02), fanno riferimento i CIOF è completamente
diversa da quella ISTAT. Pertanto i dati prodotti dal CIOF
non possono assolutamente essere confrontati con i tassi
di disoccupazione diffusi da ISTAT.
Per i CIOF è in stato di disoccupazione il soggetto che:
è privo di lavoro o svolge attività lavorativa che assicuri un
reddito annuo non superiore al reddito personale minimo
escluso da imposizione (per il 2007: € 8.000 per il lavoro
subordinato, € 4.800 per il lavoro autonomo;
è immediatamente disponibile a svolgere una attività
lavorativa;
desidera avvalersi dei servizi pubblici per l’impiego per
essere supportato nell’attività di ricerca attiva del lavoro.
Inoltre, “iscriversi” al CIOF, e dunque acquisire lo stato di
disoccupazione, è assolutamente facoltativo; ne consegue
che i dati di cui il Centro per l’Impiego dispone non offrono
una fotografia completa di quanto avviene nel mercato del
lavoro, ma anche che la crescita numerica dei soggetti in
stato di disoccupazione non documenta necessariamente
una situazione di criticità quanto piuttosto il fatto che i
servizi pubblici per l’impiego, grazie alla qualità della loro
proposta, sono in grado di intercettare una fetta sempre
più ampia della popolazione in cerca di occupazione.
Questo sembra proprio essere il caso del CIOF di Senigallia
r a g g i u n g e
d i
G i u s e p p e
d e l
C e s a n o
S P O R T I V A
i l
t r a g u a r d o
dove il numero degli iscritti (a partire dal 2003, anno di
entrata in vigore del citato D.Lgs. 297/02 che ha sancito la
fine del vecchio collocamento e la nascita dei nuovi servizi
pubblici per l’impiego di stampo europeo) ha subito una
crescita costante.
La nuova sede
Entro l’ultima settimana di Novembre è operativa la nuova
sede. L’ex prefabbricato dell’ITCG Corinaldesi (poi sede
temporanea del Liceo Classico Perticari), in via Rossini,
è stato completamente ristrutturato e risanato dalla
Provincia di Ancona per la realizzazione dei nuovi uffici
del CIOF, moderni e adeguati alle esigenze del servizio e
del territorio. La nuova sede si sviluppa su una superficie
di 1234 mq, distribuiti su due piani, dove trovano spazio
una sala accoglienza e una sala polifunzionale, 19 uffici, un
archivio.
QUANDO MAMMA SI AMMAL A
SAN MICHELE AL FIUME
A N D O S
il molino del Comune - III par te
u n
i n c o n t r o
di Dott.sa Laura Pedrinelli Carrara
L’ANDOS dal 1982 rappresenta a Senigallia un punto
di riferimento per le donne operate di tumore alla
mammella, accompagnandole durante il percorso di
cura e offrendosi come punto di riferimento stabile.
Per far ciò, l’associazione si avvale di medici, oncologi,
fisioterapiste, psicologhe e volontarie socio-sanitarie
appositamente preparate, inoltre, organizza attività
che aiutino la donna a prendersi uno spazio per sé,
spazio troppo spesso tolto dalla malattia che per le
sue implicazioni psicofisiche tende ad essere vissuta
come totalizzante.
A seguito del Convegno Nazionale, che si è tenuto lo
scorso maggio nella nostra città e che trattava i temi
riguardanti il tumore e l’alimentazione, l’ANDOS vuole
continuare nel percorso di informazione e interazione
con la cittadinanza toccando questa volta un tema più
prettamente psicologico.
Venerdì 30 Novembre ore 21,00 presso l’Auditorium
San Rocco di Senigallia con ingresso gratuito.
Partendo da questo presupposto, abbiamo voluto
organizzare un incontro aperto a tutti, per informare
e discutere insieme circa le difficoltà oggettive e
soggettive che la malattia oncologica comporta. Essere
colpiti da un tumore è un evento destabilizzante sia a
livello fisico, sia a livello psicologico, ma troppo spesso
le persone trattano questa malattia sottovalutando i
vissuti emotivi che comporta e le ripercussioni nella
d i
loro vita e in quella della famiglia. Conoscere le
implicazioni che si riscontrano a livello individuale,
famigliare e sociale ci aiuta a comprendere e a
relazionarci meglio con le persone ammalate e,
soprattutto, a cogliere le risorse che queste persone
hanno e che possono scaturire dagli scambi con
loro. Allo stesso tempo, apprendere le dinamiche
emotive, che si attivano nel sistema famigliare e della
coppia, aiuta le persone coinvolte a migliorare le loro
interazioni.
Il tema dell’incontro nasce proprio dalle richieste che
spesso ci vengono poste su come informare, e se sia
giusto farlo, il proprio figlio della malattia materna e sul
perché di determinati cambiamenti comportamentali
della persona ammalata o del proprio coniuge.
Durante l’incontro verranno trattati i seguenti temi:
Le implicazioni psicosociali della malattia oncologica
Dott.sa Laura Pedrinelli Carrara – Psicologa ANDOS
formata in Psicologia Oncologica e delle Patologie
Organiche Gravi.
La comunicazione nella coppia Dott.sa Lucia Montesi
– Psicologa ANDOS e Psicoterapeuta Familiare.
La comunicazione con i figli Dott.sa Cristina Segoni
– Psicologa ANDOS formata in Psiconcologia.
E’ previsto il rilascio dell’Attestato di Frequenza
telefonando anticipatamente in associazione tel. 0717931157 il LUN MER GIO VEN dalle 15,00 alle 17,30.
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G i u s e p p e
d e i
2 5
a n n i
P i e r a n g e l i
Venticinque anni, cinque lustri, un quarto di secolo! Comunque lo si scriva è un
risultato considerevole per un’iniziativa basata sul volontariato.“Unione Sportiva
Cesanense: una proposta…tante speranze”. Così in un art. scritto su “Val Cesano”
del 23 settembre 1982 a firma del sottoscritto, veniva presentata l’iniziativa: “la
costituzione a centro vallata di un vivaio giovanile che garantisca a quanti vogliano
seriamente impegnarsi, il riconoscimento delle proprie qualità e la possibilità
di proporsi a squadre di categoria superiore (…) il compito dell’Associazione
è certamente gravoso: togliere i ragazzi dalla strada e inserirli in una struttura
funzionale dove tecnici di provata esperienza garantiscono la massima affidabilità
per il migliore sviluppo delle naturali capacità degli allievi e fare da trampolino per
catapultare i giovani talenti alla ribalta delle categorie superiori”. E in un successivo
intervento, sempre su “Val Cesano” del 7 Aprile 1983: “L’U.S. Cesanense ringrazia”
puntualizzavo: “E’ vero che non mancano assurde posizioni “campanilistiche” che
in un modo o nell’altro finiscono a volte per disturbare il proficuo lavoro dei
volenterosi, ma esistono concrete premesse perché questo “sogno” possa avverarsi.
Spetta, dunque, a chi crede nella sua realizzazione, smussare le spigolature che
intervengono di volta in volta a deviare le buone intenzioni, ricordando che l’Unione
Sportiva non rappresenta il veicolo per strumentalizzazioni di sorta ma un serio,
costante, impegno nei confronti dei ragazzi e dei genitori che hanno fiduciosamente
aderito all’iniziativa”. Ma vediamo come si arrivò alla costituzione dell’Associazione.
Trascrivo qui di seguito il documento depositato agli atti al momento della fusione
fra l’U.S. Cesanense e il Mondavio Calcio che ha originato l’Euro Cesanense:
“L’Ass. nasce da un’idea di Giuseppe Pierangeli, sottoposta all’attenzione del
commercialista Giorgio Marchionni, già artefice dei successi del “Carrara Calcio”, da
poco insediatosi a San Michele al Fiume. Dietro suggerimento dello stesso Pierangeli
viene contattato Romeo Ceraso. Nella saletta della segreteria del fu notaio Cioccia
e del commercialista Marchionni ha luogo il 17 settembre 1982, il primo incontro
o r g a n i z z a
C E S A N E N S E
con un gruppetto di interessati. Fra gli altri, intervenuto come possibile futuro
sponsor, era presente il Sig. Rosini Paolo, fornaio in San Michele al Fiume. Durante
l’incontro vengono delineate le finalità dell’iniziativa e si traccia il programma che
il costituendo comitato promotore, nominato nel corso della serata, si fa carico di
portare a conoscenza nelle frazioni del Comune. Questi i nomi degli appartenenti
al Comitato Promotore: Ceraso Romeo, Bindelli Augusto, De Santi Sergio, Polverari
Fulvio. A conclusione dei lavori del Comitato è stata offerta a Pierangeli la carica di
Presidente, rifiutata per l’impossibilità di assumere, causa la scarsità di tempo, un
incarico così impegnativo. Marchionni ha compilato successivamente il seguente
organigramma: Polverari Fulvio e Schiaroli Fabrizio (Presidenti); De Santi Sergio
e Rosini Paolo (Vice-Presdienti); De Santi Piero (Segretario); Mencarini Giorgio
(Cassiere); Ceraso Romeo (dir.sportivo); Aloisi Alfredo (Magazziniere); Baldisserri
Cesare, Bindelli Augusto, Canestrari Sergio, Ciaramicoli Roberto, Cocci Edmondo,
De Costanzo Luigi, Donnini Elenio, Galli Giancarlo, Manuele Armando, Minucci
Piergiorgio, Piermattei Vinnico, Piersanti Mauro, Priori Claudio, Tarsi Gilberto
(Consiglieri); Marchionni Giorgio e Pierangeli Giuseppe (Collaboratori).
Il “Quadrifoglio” simbolo dell’Ass. è opera di Giuseppe Pierangeli.
Qui termina il mio lavoro. Lascio ad altri, più documentati di me, il compito di stilare
il lunghissimo elenco di Presidenti, calciatori, allenatori, che in questi 25 anni hanno
militato; di esaltare il passaggio di categoria, conquistato con le forze locali, ottenuto
con la Presidenza di Claudio Grilli e del D.S. Ceraso e dei brillanti risultati conseguiti
dai ragazzi del “mister” Gianni Spinelli. Un sentito ringraziamento a quanti, oggi
come in passato, hanno profuso energie per il proseguimento dell’iniziativa con
un riconoscimento particolare a tutti coloro, come Alfredo Aloisi, Sergio Canestrari,
Alvaro Pancotti, Mauro Piersanti che, sottraendo tempo prezioso a se stessi e alle
proprie famiglie, per anni, gratuitamente, si sono generosamente dedicati all’Unione
Sportiva Cesanense.
P i e r a n g e l i
(continua)… Proseguendo più sopra nella testa del tavolato verso la montagna, sopra e verso dove si
piglia l’acqua e il vallato si dee fare una invimminata;
Fu visitato il ponte detto della Fonte Boccale, dove l’acqua d’un rapido torrente scava profondamente
il fosso, e si conosce un’altra volta essere stato portato via ultimamente un altro ponte, e a rimediare
all’imminente pericolo occorrono tre chiuse a il quale effetto vi bisognano pali 50;
La spesa per il ponte del Molino della Torre 173 (garantito in legno di rovere); per li tre molini suddetti 13
19; per il fiume Cesano e ponte Fonte Boccale 147 72
Un editto del Commissario di Mondavio ed annessi, pubblicato il 23 Maggio 1736, “fa intendere, ed
espressamente comanda a qualsivoglia persona di qualunque stato, grado e condizione, soggetta alla
giurisdizione di Sua Signoria Illustrissima, e Reverendissima, che in avvenire, e dopo la pubblicazione del
presente Editto non ardisca, né presuma sotto qualsivoglia titolo, pretesto, o quesito colore ecc. portare,
né far portare a macinare alcuna quantità, benché menoma di grano biadi, legumi, né qualsivoglia altra
cosa in alcun Molino esistente fuori dello Stato d’Urbino…sotto pena della perdita del grano, od altro,
che ciascuno portasse a macinare, ed anche della perdita delle bestie, carri, ed altro, sopra i quali fossero
caricate dette robbe, ed altre pene imposte sopra tal particolare in altri Editti più volte pubblicati…”
La famiglia Spinaci, ebbe in enfiteusi dal Principe Boncompagni la derivazione sul Rio Maggio e sul Rio
Freddo che alimentava i Mulini del Comune di Mondavio, come si rileva dal “Catastino” delle proprietà
all’Archivio di Stato di Pesaro: proprietà di Spinaci Giordano fu Saverio per 1/3 e Spinaci Eugenio e Luigi
fu Giovanni per 1/3 per l’altro terzo di Spinaci Pietro e Giuseppe fu Sante, enfiteusi a terza generazione
di Sua Eccellenza il Principe Don Antonio Boncompagni Ludovisi, Duca di Sora Direttorio. Luigi, cui toccò
il Mulino di San Michele, aveva come garzone Augusto Pierfederici il quale, unitosi in matrimonio con la
di lui figlia Superna, passò in breve alla conduzione dell’attività. La loro abitazione era nei locali sopra il
Mulino. Alla morte del suocero, Augusto ristrutturò lo stabile e divenne ammnistratore del vallato che
portava acqua anche agli altri due mulini. In poco tempo il Mulino Pierfederici diventò uno dei più rinomati
dell’intera vallata. Dall’unione di Augusto Pierfederici e Superna Spinaci nacquero cinque figli, tre maschi
e due femmine: Tarquinio, in seguito amministratore della proprietà paterna e della fornace; Maria, sposa
Filippo Ridareli (Sor Pippo); Tito, intellettuale progressista; Ada; Torquato, lungimirante uomo politico e
podestà di Mondavio. Si può senz’altro affermare che con loro ebbe inizio la moderna San Michele al
Fiume. Durante il secondo conflitto mondiale il Mulino venne minato e fatto saltare in aria dalle truppe
tedesche in ritirata. Alla fine della guerra venne ricostruito, ampliato e dotato di moderni impianti.
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a n n u n c i
c o m u n e
Recupero debiti formativi. 328.1194236
13_libri riviste fumetti
MENSILE DI INFORMAZIONE CULTURA ANNUNCI
02_animali
Mi chiamo Lucky e sono un meticcio di
media taglia. Ho 4 anni e sono uno dei tanti
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“Non avevamo alcun dubbio – sottolinea l’Assessore
comunale alle Infrastrutture, Maurizio Mangialardi
– che i lavori del nuovo ponte potessero completarsi
prima delle festività natalizie. Del resto, una volta che
l’Amministrazione Comunale ha interrotto i rapporti
con la ditta aggiudicataria dell’appalto, la quale stava
accumulando gravi ritardi ed inadempienze, la tabella di
marcia nell’esecuzione di questa opera pubblica è stata
sempre rispettata con puntualità”.
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numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
11
s e n i g a l l i a
s e n i g a l l i a
P rimo G reganti a S an R occo
E’ NATA L’ASS. LA PANCHINA
il compagno G ha raccontato Mani Pulite
E’ nata in città una nuova associazione. Curiosa la dinamica della nascita. Alcuni amici
ogni sera si riunivano su di una panchina di fronte la stazione e discutevano dei problemi
legati alla città e ai suoi concittadini.
“La Panchina”, questo il nome dell’Associazione, ha scopi filantropici, umanitari, sociali
in difesa dei senigalliesi più bisognosi. I soci: Mauro Morbidelli, imprenditore di Ostra,
Giancarlo Rotatori, Armando Loffreda, Lucio Giovannelli, pubblicitrio e Giuseppe Ticli,
Aroldo Maria Candelari, Lucio Spaccialbelli.
di Andrea Cesanelli , coordinatore Meetup Beppe Grillo Senigallia
Non si è parlato solo di tangentopoli nell’incontro di
venerdì 26 ottobre nell’Auditorium di San Rocco benché
l’ospite, Primo Greganti, fosse il famoso “compagno G” che
deve la sua notorietà all’aver vissuto da protagonista quel
periodo dall’altra parte della barricata, quella degli inquisiti.
Dopo una breve introduzione del moderatore della serata,
avv. Canafoglia, e davanti ad una nutrita platea in cui oltre
a semplici cittadini erano presenti numerosi rappresentanti
delle istituzioni, Greganti ha iniziato a raccontare la sua
verità, personale e storiografica, dell’evento tangentopoli e di
quali effetti esso abbia avuto sulla sua vita privata e su quella
del Paese.
Partendo dalla sua giovinezza di emigrante marchigiano a
Torino, di cui ha ricordato tutte le drammatiche difficoltà, è
rapidamente passato alla sua ascesa a dirigente del Pci-Pds
e poi al suo risaputo coinvolgimento nelle inchieste del pool
di Milano del 1992-93. Inchiesta di Mani Pulite che Greganti
concede essere il terzo avvenimento politico più importante
del paese dal dopoguerra (dopo la rottura del Fronte popolare
e il rapimento Moro), avvenimento importante ma non senza
lati oscuri e errori che un esame storico e obiettivo dell’evento
non può dimenticare.
Insieme all’analisi per la Grande Inchiesta che spazzò via la
vecchia dirigenza, il compagno G. non risparmia osservazioni
sull’Italia attuale che, per lui, è figlia anche di quelle vicende;
ecco che allora si scaglia sui giornali attuali che sono
diventati dei vuoti contenitori di opinioni partigiane quasi
mai suffragate dai fatti e che si buttano sul caso umano per
sciacallarlo senza troppo rispetto per la verità e nessuno per
la persona che ne è protagonista, cosa che Greganti, ci dice,
conosce molto bene per averlo passato da vittima. Vi sono
ammonizioni per i giudici e al metodo in cui la magistratura
milanese portò avanti l’inchiesta, tra intimidazioni e forzature
ricattatorie date dall’abuso, a suo avviso, del procedimento
di custodia cautelare con cui gli imputati erano posti sotto
pressione dal pool. Da queste considerazioni più particolari
e personali, è passato ad un affresco della situazione
sociologica dell’Italia pre tangentopoli: un paese che insieme
con una crescita economica di riguardo viveva una situazione
di diffusa corruzione con cui la politica finanziava se stessa
taglieggiando l’economia, un costume tanto endemico
da essere quasi funzionale e che una volta smantellato ha
lasciato disorientato il sistema produttivo italiano e ne ha
rallentato la crescita nei successivi anni ‘90, quindi la forte
frenata economica di fine millennio come contraccolpo al
caos politico che risultò dalla fine della Prima Repubblica,
perché politica ed economia vanno a braccetto nel bene e
nel male. Greganti si chiede infatti se sia stato lo sfinimento
dell’economia di esser ricattata dalla politica il vero motivo
storico che ha portato alla nascita di Mani Pulite o piuttosto
motivazioni più semplici e occasionali come il semplice
litigio tra Mario Chiesa e la moglie o magari ancora complotti
internazionali più complessi che volevano creare instabilità
al sistema italiano e così facendo limitare il dinamismo
economico di quell’Italia.
Greganti ha terminato, tornando nel presente, avvertendo
il pericolo insito nel “rifiuto della politica” come tentativo
di dare risposte contro la o le caste che dominano il paese
(in cui quelle economiche non sono meno elitarie di quelle
politiche) ed ha rinnovato l’urgenza della questione morale
come chiave per il progresso sociale ed economico in tutti i
settori di modo da ridare lo slancio etico e produttivo che in
questo mondo globalizzato ci viene chiesto più che mai, ma
che pare a noi drammaticamente mancare.
Le analisi di Greganti sono anche espresse nel suo libro del
2006 “Scusate il ritardo. Il compagno G è tornato” , ricordato
durante l’incontro.
K I WA N I S
C L U B
passaggio delle consegne
C’è stato il passaggio della Campana al Kiwanis Club.
Ha assunto la presidenza per l’anno 2007/2008 il dott.
Maurizio Giunti, medico cardiologo (nella foto)
Il Kiwanis Club fondato
nel 1914 negli Stati
Uniti d’America, col
passare degli anni ha
avuto una diffusione
internazionale. Ci sono
attualmente
10.000
club.
Il Club di Senigallia fu
fondato nel 1993. E’
costituito da volontari
che
mettono
a
disposizione le loro
energie
soprattutto
per aiutare i bambini
in difficoltà.
Secondo le direttive
del Governatore verranno organizzati incontri con
relatori esperti e di spessore con cui saranno affrontati
temi di attualità e culturali per dare maggiore visibilità
al Club, nella speranza che altri ne possano condividere
i nobili scopi e offrire un contributo anche economico. Il
dott. Giunti si impegnerà, con la collaborazione di tutti
i soci, a promuovere tutte quelle iniziative che possano
sempre più diffondere gli ideali del Club considerando
anche che il socio di Senigallia Sig. Sergio Rossi ricoprirà
nell’anno 2008/2008 la carica più alta, di Governatore
nella convention di San Marino.
POESIE DIALETTALI
V
I
I
I
c
Il Centro Sociale Molinello 2 del
Comune di Senigallia con la sua
Presidente Giovanna Ceciliani, come
ogni anno ha organizzato il Concorso,
giunto alle tredicesima edizione, di
Poesie dialettali. La premiazione ha
avuto luogo Domenica 11 Novembre
alle ore 16,00 presso l’Auditorium San
Rocco.
I VINCITORI SONO:
I - FRANCO PATTONICO
di Senigallia con la poesia:
GARBIN
II - CARMEN TOMASSETTI
di Senigallia con la poesia:
TRE PICCUL DULCEZZ
III - MARIA PIA SILVESTRINI
di Senigallia con la poesia:
VURIA ‘ESS
c
o
r
s
o
I - LUCIO LUCIOLI
dialetto romano con la poesia:
LE LUCCIOLE
II - GIUSEPPE MINA
dialetto piemontese con la poesia:
SOGN D’AMOR
III - ROBERTO PAGETTA
dialetto veneto con la poesia:
LA VITA
SEGNALATI:
NELLA URCIULLO
dialetto siciliano con la poesia:
U MANDULINU … CUNTA
GINO CRISPINI
dialetto spoletino con la poesia:
PAROLE E RADICI
IL VINCITORE DEL CONCORSO
PER RACCONTI Dialettali di
Senigallia E’:
I - ROLANDA BRUCIATELLI FRATESI
di Montignano
L. ZUCH D. LA FUTURA SOCRA
I VINCITORI DEL CONCORSO PER
POESIA DELLE MARCHE SONO:
I VINCITORI DEL CONCORSO PER
RACCONTI DELLE MARCHE SONO:
I - CESARINA CASTIGLIONI
di Monte San Vito con la poesia:
EL SCJO
I - MIRELLA DI PIETRO STURBA
dialetto anconetano
FULI’ EL CA’ MARINARO
II - FIORINA PIERGIGLI
di Chiaravalle con la poesia:
EL VIAGGIO
II - CESARINA CASTIGNANI
Monte San Vito
L’ULTIMO DESIDERIO
III - PIERO ANDERLUCCI
di Cupramontana con la poesia:
IN DIALETTO TE DICO CHE
CESARE CATALANI
di Ostra con la poesia:
IL TEMPO
I VINCITORI DEL CONCORSO PER
POESIA NAZIONALE SONO:
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
n
SEGNALATA:
MAFALDA PORTINARI GORI
di Senigallia con la poesia:
BRUNORI E LA MAFALDA
SEGNALATI:
ANNA MARIA CASTIGNANI
di Colle Marino - Ancona con la poesia:
L’ IMPRUVISA BUFERA
12
o
III - ANNA PAOLO LOSAVIO
dialetto anconetano
PASSETO D’ISTATE: PASSATO,
PRESENTE E … FUTURO (speramo)
IV - ROBERTO ANTONELLI
dialetto di Camerano
LE ‘NGUILLE
IL VINCITORE DEL CONCORSO PER
RACCONTI DIALETTALI D’ITALIA E’:
I - GIUSEPPE MINA
dialetto piemontese
TAM TAM
Fiocco celeste a S. Martino
si chiama Giulio ed è Ucraino
d i
G a b r i e l a
S o l a z z i
Una mattina camminavo con la mia solita
fretta in centro e passando in via F.lli
Bandiera davanti al Convento dei Servi
di Maria sono rimasta colpita nel vedere
sull’austero
elegante
portone un fiocco celeste.
Lì per lì la cosa mi è
sembrata strana, però mi
son subito ricordata che
Padre Giuliano vi ospita
alcune famiglie straniere.
Ho provato una certa
emozione davanti a quel
segno che mi sembrava il
trionfo delle dure lunghe
battaglie del Priore per
impedire che un luogo
simbolo di Senigallia
facesse la fine di altri.
Sarà stato anche grazie
alla giornata luminosa,
ma quel fiocco celeste
mi riempiva di gioia: una
vita nuova è (o dovrebbe essere) sempre
sinonimo di continuità, di speranza, di
fiducia nel futuro. Nella nostra città il 23
settembre è nato Giulio Pyndykivskyy, un
numero 11_novembre 2007_www.ecomarchenews.com
bellissimo bimbo bruno dai penetranti
occhi scuri, i cui genitori sono arrivati a
Senigallia dall’Ucraina circa otto anni fa.
Certo, più si è più è difficile andare
d’accordo, la diffidenza
è spontanea verso gli
estranei, ma la quantità
e la diversità possono
essere una ricchezza,
per le persone come
per le cose. È il cuore dei
singoli che crea gioia o
dolore,
collaborazione
o dissidio. Spesso penso
alla frase della Bibbia “Dio
creò la Terra, poi l’uomo”
e al saluto degli Angeli
“Pace in Terra agli uomini
di buona volontà!”. Nelle
Sacre Scritture non si
dice “Dio creò l’Europa,
l’Africa, l’Asia, le Americhe,
l’Oceania, e tanto meno i
singoli Stati e popoli”.
Auguri a te, Giulio, ai tuoi parenti e a chi ti
vuol bene; che tu possa essere sempre un
segno di Luce e di conciliazione!
13

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