21 marzo 2009 - Il Giornale dell`Altopiano

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21 marzo 2009 - Il Giornale dell`Altopiano
QUINDICINALE DI ATTUALITA’, CULTURA, SPORT E TRADIZIONI
8 Comuni
l’Altopiano
La voce degli
www.giornalealtopiano.it
ASIAGO CONCO ENEGO FOZA GALLIO LUSIANA ROANA ROTZO
N. 290 - ANNO XI - EURO 1,50
“IL PRIMO ED UNICO GIORNALE DELL’ALTOPIANO”
I SAPORI
DELLA
TRADIZIONE
SABATO 21 MARZO 2009
Sicuri in montagna: con prudenza, mai soli,
informati e con le adeguate attrezzature
Dopo la tragedia in cui ha perso la vita Stefano Spagnolo, le considerazioni e i consigli degli esperti
Dall’11 maggio
nuovo sistema
di raccolta dei
rifiuti
ad Asiago,
Roana e Gallio.
Ecco le prime
indicazioni
I Comuni al Voto
Bilancio di cinque anni a Gallio.
Antonella Stella: “Ho dato tanto,
ora lascio la politica”
pagina 9
GALLIO
Incontro ravvicinato
con l’orso. “Bellissimo e
molto veloce” pagina 8
La lettera
CANOVE
pagina 10
Un concorso di bellezza in
occasione della Sagra dei Cuchi
Marketing turistico
Parte
Parte la
la
differenziata
differenziata
Le opinioni e i sogni di
Andrea Cunico “Jegary”
esperto del settore
pagina 5
Salute
Lo screening
per prevenire
il tumore
al colon
pagina 20
pagina 2
EVENTI
pag. 22
SPECIALE SPOSI
Asiago
Mondiale
Ci sono i
Campionati
Under 18
Inserto pagine
13-14-15
Grafica Altopiano
L’urbanista
Guardalben:
“Senza il
Piruea
niente opere
pubbliche”
Idee e suggerimenti per
pag. 11 e 12
il giorno
delle nozze Pag. 11-12
Avviso ai
lettori
Le lettere al
giornale che non
riportano indirizzo
e numero
di telefono
del mittente vengono
considerate anonime
e dunque cestinate
pag. 3
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
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Differenziata, si parte l’11 maggio
ATTUALITA’
Anche in Altopiano arriva la
differenziata. Dall’11 maggio, nei comuni di Asiago,
Roana e Gallio cambierà il
sistema di raccolta dei rifiuti. Le principali novità sono
state presentate ieri nella
nuova sede Etra di Asiago dal
presidente Stefano Svegliado,
da Walter Giacetti, direttore
della Divisione ambiente di
Etra, insieme agli amministratori dei comuni interessati.
“I comuni dell’Altopiano – ha
sottolineato Svegliado – non
sono in linea con le percentuali di raccolta differenziata
nel territorio di Etra. Qui si
parla di circa il 15% ad
Asiago, dell’8% a Gallio,
poco rispetto ai punti di eccellenza dell’82% che siamo
riusciti a raggiungere
in altri luoghi. Quella che prende il via
fra qualche settimana è una sfida
importante di educazione ambientale e culturale che
mi auguro possa
portare al conseguimento dell’obiettivo che ci
Illustrate in una conferenza stampa le principali novità del sistema di raccolta rifiuti al via nei comuni
di Asiago, Roana e Gallio. Gli amministratori: “Chiediamo ai cittadini piena collaborazione”
aspettiamo”.
Il primo obiettivo è raggiungere il 35% nel primo anno,
con un costante incremento
successivo.
“Per riuscirci – hanno sottolineato gli amministratori locali – serve la collaborazione della popolazione residente, che non ha abitudine e
sensibilità in questo senso e
che dovrà quindi impegnarsi,
ma anche dei turisti, proprietari di seconde case e pendolari, che producono il 50%
dei rifiuti”.
Cosa cambia
Il rifiuto umido dovrà essere
separato dal rifiuto secco non
riciclabile e conferito in sacchetti biodegradabili negli
apposti contenitori dotati di
serratura. Insieme alla plastica varranno raccolti i metalli
(lattine, carta stagnola ecc).
Il vetro dovrà essere conferito da solo e così la carta. I
rifiuti secchi non riciclabili dovranno essere conferiti nei
contenitori ad apertura
controllata tramite scheda magnetica. I cittadini verranno dunque dotati di: istruzioni per una
corretta differenziazione dei rifiuti e per
l’utilizzo dei contenitori; un cestello da dieci
litri per il rifiuto umido organi-
co; la tessera personale per
il conferimento del rifiuto
secco non riciclabile, la chiave per il contenitore del rifiuto umido organico.
Serate informative per
la popolazione
Per illustrare tutti cambiamenti è stata allestita una
particolare campagna informativa che prenderà il via
nei prossimi giorni, con una
specifica modalità per ciascun tipo di utenza (residenti
e ditte locali, non residenti e
turisti). Organizzato dalle
amministrazioni in collaborazione con i tecnici di Etra,
prederà il via il 6 aprile a
Cesuna un calendario di incontri serali (vedi apposita
tabella con date e luoghi d’incontro).
E’ stato stabilito anche un
programma, che prenderà il
via il 17 aprile, per la consegna del materiale necessario
che avverrà in precisi punti
di distribuzione nei tre comuni interessati. Per dubbi e domande di qualsiasi tipo sarà
attivo anche il numero verde
800 – 247842.
Stefania Longhini
Sapor d’acqua natìa
“Sotto l’acqua, sopra le stelle”
Molto meglio di un giallo ramo
di mimosa. Perchè strappare
un record del mondo è
l’omaggio più bello che una
ragazza - Federica Pellegrini
- potesse poggiare sul davanzale di tutte le case dove abitano le donne del mondo che,
al par suo, pensano davvero
che oggi essere tali sia una
sfida che non annoia mai.
Nella vasca di Riccione - sulla riva di un mare primaverile
tante volte celebrato dalla penna veloce dei poeti - un nuovo record mondiale brilla dietro una leggiadria di donna: bellezza e fascino, avvenenza e
attrattiva, cura, intrigo e tanta
giovinezza. Gioia, stupore e
tutto l’incantesimo di vent’anni di vita. Ma dietro quel balzo di farfalla è racchiuso il
mistero di chi sa come si costruisce un’impresa: la costanza quotidiana dell’allenamento, la caparbietà di chi lavora
mesi per “limare” tre centesimi, l’audacia di chi - seppur
sazio di gloria e di record - sa
annotare nella mente nuove
sfide, la voglia di spostare i limiti del corpo umano per farlo esplodere nella sua forza.
Di darsi al sorgere di ogni primo mattino un nuovo obiettivo da sfidare. Perchè ogni vittoria è da sempre un limite
che l’uomo si pone alle spalle. E Federica, come ogni
sano atleta, questo lo sa.
Tanto che nel giorno che il
mondo profano dedica alla
celebrazione delle donne, lei
torna dentro a quella vasca
amica e traditrice che l’ha vista crescere, gioire e tremare. Cioè torna alla sua vita
quotidiana. In due giorni ha
mostrato al mondo la paura e
la gloria, la polvere e l’altare,
le lacrime annoiate e il pianto
glorioso degli eroi. Perchè questa è la creatura più bella che
Dio ha voluto e cercato per
allenare il cuore dell’uomo: la
donna. Incollati davanti al televisore - come nelle accaldate
mattine di Pechino - tutti tifavamo un po’ per lei: perchè un
record nato dopo una battuta
d’arresto ci rassicura che nessuna sconfitta nella vita è definitiva. Che ogni record del
mondo è la somma d’infiniti
tentativi andati a vuoto, falliti,
incredibilmente traditori. Nelle piscine olimpiche e nella vita:
perchè lo sport è una bellissima metafora della vita. Entrambi chiedono l’applicazione e la costanza, la meticolosità e lo studio, l’intelligenza e
l’astuzia. Entrambi detestano
per natura la superficialità, la
distrazione
e
l’improvvisazione. La storia
racconta capitoli splendidi di
imprese eroiche e gesta gloriose. Ma tramanda anche di
troppi geni consumatisi all’ombra della loro follia. Perchè non
basta il talento per scrivere la
storia, occorre la pazienza
d’affinarlo: e qui il campione
diventa fuoriclasse. Cioè
svetta nell’immensità della storia. Mi piace pensare che dietro quella danza vestita di gloria ci sia anche il cuore di una
ragazza innamorata del suo
amore (Luca Marin) pure lui
abituato ai lunghi silenzi
sott’acqua. Il record è anche
l’effige di una serenità interiore, di un cuore ordinato, di una
tenerezza che allena i pensieri
per rafforzare la mente. Anche questo è sport: incrocio di
poesia e genialità, sorpresa e
gratitudine, assist, carezze e
sentimenti. D’altronde è una
“regola non scritta” che chi
allena il corpo conosce a menadito: non si è felici perchè si
vince, ma si vince perchè si è
felici. Perchè anche il cuore,
al pari del corpo, è stato tenuto in ordine. E adesso chissà
verso quali fiori spiccherà il
volo questa farfalla colorata.
Verso nuovi record, verso l’alloro di Londra 2012, appuntando nuovi sogni. Che sia libera
di danzare spinta da quella frase tanto cara agli atleti delle
Fiamme Gialle: “Nec recisa
recidit” (“neanche spezzata
retrocede”). Perchè ci sono
donne che con le loro invenzioni hanno cambiato il mondo. Altre, quello di sognare.
Don Marco Pozza
Valle Galmarara marzo 2009
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
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La montagna d’inverno,
un’attrazione che può diventare fatale
Viene spontaneo chiederselo, quando si sentono certe notizie:
cosa spinge a sfidare la montagna, ad affrontare fatica e rischi per
tentare di raggiungere la cima? Lasciano sconcertati le tragedie
che accadono sulle vette più alte del mondo, si seguono con il
fiato sospeso, ma anche con incapacità di comprendere, le cronache degli incidenti, le rischiose operazioni di soccorso organizzate
per riportare a valle chi, pur essendo scampato alla morte, si trova
impossibilitato a far ritorno da solo. Lasciamo da parte le grandi
imprese che hanno per teatro le montagne più elevate della terra,
prendendo in considerazione i nostri monti. Cosa spinge un uomo
a partire da solo, verso la vetta più alta, in questo caso,
dell’Altopiano, intraprendendo un lunghissimo cammino, che per
i più appare impegnativo anche d’estate, figuriamoci in un inverno
come questo, con una straordinaria abbondanza di neve?! Ha destato un’ immensa impressione la tragica vicenda di Stefano Spagnolo, ucciso da una slavina: quasi impensabile potesse accadere
una cosa del genere qui, sui nostri monti. Offre emozioni e scenari incredibili la montagna d’inverno, è un’attrazione a cui gli
appassionati faticano a rinunciare, sono queste probabilmente
le motivazioni che hanno spinto Stefano a incamminarsi, con le
ciaspole ai piedi, verso un’impresa faticosa, ma appagante come
poche. Eppure non l’ha fatto imprudentemente, era tutt’altro
che uno sprovveduto, del resto chi decide di intraprendere
un’escursione del genere, che richiede ore ed ore di cammino,
non può essere che un grande appassionato, e quindi anche un
esperto. Per le numerose similitudini, pur in stagioni completamente diverse, la disgrazia ha riportato a un’altra tragedia impensabile, un’altra morte assurda, quella di Paolo Scaggiari,
investito e ucciso da un masso nel luglio del 2001, anche lui sui
nostri monti, considerati inoffensivi. Fatalità, il significato di
questa parola l’ abbiamo sentito in modo pesante, troppo pesante, come la neve che ha sepolto Stefano, come il masso che ha
schiacciato Paolo. Non sono pericolose le nostre montagne, ma in
condizioni particolari, in stagioni di precipitazioni straordinarie come
quella di quest’anno, se si sommano una serie di fatalità, lo possono
S.B.
diventare. Lo abbiamo imparato pochi giorni fa.
Quando la prudenza non è mai troppa Un saluto a Stefano
Numerose come non mai, in
quest’annata di abbondanti
precipitazioni nevose, sono le
tracce lasciate lungo i pendii dei
nostri monti più alti dalle discese fuoripista con gli sci o lo
snow board. E preoccupa il fatto che chi decide di avventurarsi in un’impresa del genere
probabilmente lo fa senza essere cosciente dei pericoli che
comporta. Ne parliamo con Daniele Benettazzo, da gennaio
nuovo capo stazione del Soccorso Alpino di Asiago. “La
frequentazione della montagna d’inverno – commenta –
aumenta di anno in anno, e se
fino a qualche tempo fa
avventori abituali erano soprattutto i praticanti lo sci alpinismo con una formazione
alle spalle che permette di fare
le giuste valutazioni sulla sicurezza, oggi si nota una massa di gente che gira per le montagne senza un minimo di preparazione, non solo per quanto riguarda il pericolo valanghe, ma anche l’orientamento
e la valutazione dei tempi di
percorrenza. Molti fra gli
escursionisti con le ciaspole
non hanno alcuna preparazione di base, pensano di poter
ripercorrere strade e sentieri
fatti d’estate, senza rendersi
conto che l’ambiente invernale cambia totalmente. Fra gli
sciatori con lo snow board,
molti sono invece convinti che
con la tavola si possa fare tutto, spesso sviati dalle immagini che trovano su internet, dove
qualsiasi impresa può sembrare alla portata di tutti. Che
quella di quest’anno sia una
stagione eccezionale, che ha
attirato un numero veramente
grande di persone, lo dimostra
anche il fatto che, da dicembre
in poi, il Soccorso Alpino ha
già fatto dieci interventi, contro i due-tre che sono la media
di un’intera stagione. Tra questi, alcuni hanno riguardato sci
alpinisti, fondisti, escursionisti con le ciaspole, che è stato
necessario soccorrere perché
infortunatisi, sorpresi dal buio
o incapaci di ritrovare la via
del ritorno. E’ poi essenziale
che la gente si renda conto che
in condizioni eccezionali anche pendenze minime possono
diventare pericolose, che anche una piccola massa di neve
può essere mortale”. Siamo agli
inizi della primavera, con le temperature in rialzo, si possono
ipotizzare ulteriori pericoli?
E’ partito da casa sabato 7
marzo per un’escursione in
montagna, verso Galmarara
e Cima XII e non è più tornato. Lunedì 9 marzo, gli
uomini del Soccorso Alpino e del Corpo Forestale
dello Stato ne hanno rinvenuto il corpo privo di vita
sotto la neve, travolto da
una slavina. Se n’è andato
così Stefano Spagnolo di
Rotzo, 45 anni, dipendente
della Cassa Rurale e Artigiana di Roana, persona conosciuta e stimata. Questo è il
saluto e il ricordo che ci hanno affidato i suoi colleghi di lavoro.
Il luogo del ritrovamento
“Prevediamo che nel prossimo
periodo ci saranno numerosi
movimenti, con il caldo ci saranno distacchi di masse di
neve, cadranno le cornici nelle creste. Prima di avventurarsi fra i monti innevati è necessario informarsi. A volte non c’è
alcun pericolo, ma prima di
partire è sempre opportuno
consultare un bollettino neve/
valanghe come quello, sempre
aggiornatissimo, del Centro
ARPA di Arabba, collegandosi
al sito o chiamando il numero
verde 1678-60345. Le valutazioni vanno poi fatte sul posto
prima di mettersi in movimento, ma anche strada facendo,
soprattutto nei pendii, e se ci
sono dubbi, anche minimi, bisogna avere il “coraggio” di
rinunciare. Normalmente si
considera a rischio una pendenza di 30 gradi, ma in condizioni particolari anche una
pendenza di 25 gradi diventa
rischiosa. Bisogna fare attenzione a tutta la neve “nuova”,
che può essere caduta con nevicate recenti o portata dal
vento, e che finché non si comprime con gli strati precedenti
è molto instabile: valanghe e
lastroni si possono muovere
anche da soli, o al semplice
passaggio di una persona. Ma
è necessario anche essere in
grado di fare le valutazioni, a
questo proposito ricordo che il
CAI organizza corsi di sci alpinismo con attività formative,
serate teoriche e uscite pratiche. Fondamentale è avere la
giusta attrezzatura con il kit di
autosoccorso, non uscire da
soli, e quando di pensa ci possa essere un pericolo, andare
avanti uno alla volta, in modo
che in caso di necessità si possa, con l’A.R.VA (apparecchio
ricetrasmittente di ricerca in
valanga) individuare nel giro
di pochi minuti il punto dove
si trova la persona sommersa
dalla neve.” Parliamo dell’intervento che ha portato al ritrovamento del corpo di Stefano Spagnolo. Come avete
operato? “Siamo stati
allertati domenica sera, mentre lui era partito la mattina
del giorno precedente. E gli
unici dati in nostro possesso
erano il ritrovamento dell’auto e l’intenzione comunicata di arrivare a Cima XII.
Quello che siamo riusciti a
fare quella sera è stato risalire con molta fatica, vista la
neve molto abbondante, la
Val Galmarara con le
motoslitte: siamo arrivati
proprio in zona, abbiamo per-
lustrato il rifugio che si trova sopra, e durante queste
operazioni avevamo già notato la slavina. La mattina
seguente sono riprese le
perlustrazioni, in collaborazione con il Corpo Forestale
con un proprio elicottero e
unità cinofile, l’elicottero del
118 di Verona, squadre di uomini con la motoslitta e con
gli sci da alpinismo, dividendoci per sondare tutte le vie:
la speranza era quella di ritrovarlo rifugiato da qualche
parte, magari impossibilitato a
muoversi. Non avendo trovato
alcuna traccia, le ricerche si
sono concentrate dove avevamo
notato la slavina, e lì i cani hanno subito individuato dove si
trovava Stefano. Erano le 12.30
circa di lunedì, una volta
recuperata, la salma è stata trasportata all’ospedale di
Asiago”.
Silvana Bortoli
Ciao Stefano, la mattina di lunedì 9 marzo tornando al lavoro e
notando la tua assenza abbiamo scoperto che non eri ancora rientrato dalla ciaspolada che da qualche settimana avevi in animo di
fare. Per tutta la mattina ognuno di noi ha pregato…. e sperato che
ce l’avresti fatta, sicuri che la tua forza interiore e la tua tenacia
potessero aiutarti a superare ogni possibile avversità. Siamo rimasti fino all’ultimo con la speranza di riabbracciarti, guardandoci
increduli, quasi senza parlare, capendo che non potevamo che sperare. Quando hai sentito che anche noi volevamo fare qualcosa,
venire a cercarti ……seguendo i tuoi passi lassù verso Cima XII, ci
hai fermati ……facendo capire dov’era terminata quella ciaspolada
sulle tue amate montagne. Il dolore più forte si è impossessato di noi
non appena ci hanno comunicato che anche tu, come il caro Daniele te ne eri andato per sempre…..per sempre avevi imboccato il
sentiero per le montagne più alte…Adesso, domani, per sempre,
non ci passerà la rabbia che proviamo nel pensare che proprio la
tua passione e la tua voglia di scoprire cosa ci fosse al di là della
vetta ti abbiano portato via alla tua adorata Cristina, ai tuoi cari,
ai tuoi amici. Con la stessa passione e le stesse capacità e il rispetto
con cui affrontavi le Cime, affrontavi ogni giorno il tuo lavoro e
sapevi risolvere qualsiasi problema con grande professionalità;
con la disponibilità della persona semplice, onesta e concreta non
negavi mai il tuo prezioso aiuto. Ora sulla tua scrivania c’è una
piccola rosa bianca…....e intorno …. l’enorme vuoto della tua assenza. Caro Stefano, Caro Amico, desideriamo farti arrivare così il
nostro ultimo forte abbraccio. Sei stato un amico sincero, genuino,
un esempio per tutti nel lavoro… Non ti dimenticheremo mai e ti
promettiamo che molto presto verremo lassù, verso Cima XII, per
terminare la tua camminata e ..…per salutarti da vicino. Puoi contarci! Ci mancherai Stefano. Ciao
I tuoi amici e colleghi della Cassa Rurale di Roana
I “dieci comandamenti” per uscire e procedere in sicurezza
Per contribuire ad elaborare un bollettino neve ed offrire il Servizio
Meteomont, prezioso strumento di previsione e prevenzione del
rischio valanghe, gli addetti del Corpo Forestale dello Stato di
Asiago effettuano giornalmente un monitoraggio del manto nevoso ed un’attenta analisi dei vari strati che lo compongono. A fine
stagione sarà interessante conoscere i dati relativi a questa annata
di precipitazioni copiose, per il momento Isidoro Furlan, vice questore del Corpo Forestale, comandante del Coordinamento
distrettuale di Asiago, ci anticipa che in questa stagione finora di
neve ne sono caduti sette metri e mezzo. Commentando il pericolo
di valanghe, Furlan sottolinea come la probabilità che si effettuino
questi eventi da noi sia molto limitata, ciò nonostante raccomanda
molta prudenza a chi frequenta la montagna d’inverno convinto di
poter “navigare a vista”, senza pensare che la neve copre e nasconde tutto, buchi, seracchi, forre e altre insidie. Particolare attenzione va posta verso l’alto e sui versanti, dove si formano le creste,
ovvero gli accumuli di neve portati dal vento che si possono staccare, come è accaduto nel caso di Spagnolo. Furlan ci ha affidato
un decalogo con dieci regole di comportamento da tenere ben
presenti e che riportiamo:
1-Scegli gli itinerari in funzione della capacità fisiche e tecniche. 2Documentati sul percorso che devi fare con il servizio sms al Corpo
Forestale o Servizio Valanghe di Arabba. 3-Vesti con abbigliamento
ed equipaggiamento consono all’impegno e alla lunghezza dell’escursione. 4-Lascia sempre detto a casa l’itinerari preciso che
intendi fare e non cambiarlo mai. 5-Non andare mai da solo. 6-Porta
sempre con te viveri di conforto e kit di pronto soccorso. 7-Informati sulle previsioni meteo e consulta il bollettino valanghe. 8Indossa sempre l’A.R.VA e assicurati che funzioni. In caso contrario metti il cordino antivalanga. 9-Se hai qualche dubbio sul percorso o se ti trovi in difficoltà è meglio rinunciare che rischiare. 10-In
caso di bisogno chiama immediatamente il 118 – 1515 -113.
“Nel caso si venga travolti - aggiunge Furlan - e si riesca a farsi
spazio per respirare, il metodo per sapere da che parte scavare, è
quello di farsi la pipì addosso e farlo nella direzione opposta di
S.B.
dove la si sente scendere”.
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l’Altopiano
Sabato 21 marzo 2009
ATTUALITA’
www.giornalealtopiano.it
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Internet più veloce e servizi on line
con i bandi promossi dalla Provincia
Obiettivo: mettere nelle condizioni tutti i cittadini e le imprese, anche quelli di montagna e i piccoli
borghi isolati, di poter beneficiare dei vantaggi della connessione e dell’utilizzo della rete
NUOVO RICORSO AL TAR
PER IL PIANO COLONIE
Il piano di lottizzazione “Colonie” diAsiago, torna sul tavolo del TAR
del Veneto. Il piano stralciato non approvato dal comune nel settembre 2007, è causa di un contenzioso tra il Comune e i lottizzanti. Il
TAR, in seguito al ricorso dei lottizzanti per la bocciatura del piano,
aveva dato ragione agli stessi proponendo al Comune di stralciare la
delibera di non approvazione e di riportare il piano in consiglio. Nel
novembre del 2008 la questione veniva ancora una volta discussa in
consilgio comunale con un nuovo no da parte della maggioranza
motivato con l’insufficienza della viabilità per raggiungere la zona.
Ecco dunque il nuovo ricorso al Tar che ha deciso di fissare un’udienza
rigettando allo stesso tempo la richiesta di sospensiva della delibera
comunale avanzata dai legali dei lottizzanti ritenendo che non ci siano i presupposti del danno grave per giustificare il provvedimento
cautelativo.
<< La partita è ancora aperta - dice il sindaco Gios - Credo sia
significativo che questa volta i giudici abbiano voluto capire
meglio la situazione per dare una valutazione >>.
G.R.
Diffondere la banda larga e
portare tutto il territorio provinciale a pari connettività,
incentivando l’utilizzo di servizi telematici. Questo
l’obiettivo dei tre bandi promossi dalla Provincia a supporto di Comuni e Comunità
Montane vicentine che presentino progetti di innovazione tecnologica. “La diffusione dei servizi on line –spiega l’Assessore Pellizzarinon può prescindere da una
dotazione tecnologica di base
diffusa in tutto il territorio.
Questo è il primo ostacolo da
rimuovere per mettere nelle
condizioni tutti i nostri cittadini e le nostre imprese, anche quelli di montagna e i pic-
L’Associazione “Occhi aperti…
per costruire giustizia” a Napoli
Gli altopianesi in sfilata per ricordare tutte le vittime di mafia
Sono partiti dal piazzale dello stadio mercoledì sera alle
20 i 24 giovani ed adulti dell’associazione “Occhi aperti
… per costruire giustizia”.
Partiti per un viaggio che li
porterà a Napoli a sfilare sabato 21 nella Giornata della
Memoria e dell’impegno per
ricordare le vittime di tutte le
mafie. Un viaggio per portare la propria testimonianza,
per far sentire la propria voce
ma anche per conoscere e
svelare quel mondo fatto di
omertà, di paura, di illegalità.
Un viaggio iniziato fisicamente dal piazzale dello stadio, ma che è cominciato
realmente giovedì a Casal
del Principe per commemorare la morte di don Peppe
Diana, poi venerdì a
Caserta per incontrare suor
Rita a Casa Ruth, una comunità che ospita ragazze
sfuggite dallo sfruttamento e
dalla schiavitù della prostituzione. Un viaggio che continua
Sabato nel corteo a Napoli. Un
viaggio che poi prosegue
sull’Altopiano, una volta ritornati, per continuare a testimoniare, per aprire occhi per costruire giustizia.
coli borghi isolati, di poter
beneficiare dei vantaggi della connessione e dell’utilizzo
della rete. Internet ha virtualmente abbattuto tutte le distanze fisiche che separano
cittadini di nazioni diverse,
rendendo accessibile il sapere
in maniera semplice e diretta. La connessione veloce
può oggi essere considerata
una vera e propria
scriminante per la crescita
culturale e sociale e lo sviluppo economico, per questo
la Provincia ha ritenuto di
dover stimolare anche i Comuni più piccoli e con meno
risorse, mettendo a loro disposizione
un
cofinanziamento per progetti innovativi.” Il fondo ammonta a 100mila euro divisi
in tre bandi: il primo per pro-
getti di impianti per l’accesso a internet via satellite, il
secondo per la diffusione di
servizi di connettività a banda larga, il terzo per la realizzazione di sportelli automatici per l’erogazione di servizi al cittadino.
La scadenza è per tutti il 20
aprile 2009. L’iniziativa, hanno ricordato il dirigente del
Settore Informatico della
Provincia Maria Elisabetta
Bolisani e la responsabile
dell’Ufficio Innovazione
Rosarita Crisafi, si inserisce
in un più ampio progetto che
vede Provincia di Vicenza e
Regione Veneto impegnate
nella promozione di iniziative
volte alla riduzione del “digital
divide” nel territorio veneto
e, in particolare, in quello
vicentino. Già sono stati stan-
ziati 1,3 milioni di euro per la
copertura mediante Wi-max
di 12 Comuni vicentini con
copertura vicina allo zero:
Grancona, San Germano dei
Berici, San Pietro Mussolino,
Crespadoro (località Marana,
Campodalbero, Durlo), Altissimo (località Campanella e
Molino), Lusiana, Lugo,
Calvene, Conco, Foza,
Enego, Gallio (località
Stoccareddo).
Ora l’invito è esteso all’intero vicentino, ai Comuni e alle
Comunità Montane, anche in
forma associata.
Per informazioni in merito ai
bandi è possibile rivolgersi ai
seguenti recapiti telefonici:
Prisca Dal Lago, tel. 0444/
908173,
Guido
Maurogiovanni, tel. 0444/
908177.
Tutela e sviluppo della montagna
le direttive in un “Libro Verde”
Un “Libro verde” dedicato alle raccomandazioni politiche per la tutela e lo sviluppo
della montagna.
Lo chiede la montagna, quella italiana e
vicentina in modo particolare. Secondo la
richiesta sostenuta da 300 rappresentati delle
regioni montuose europee, a farsene promotore dovrebbe essere il Parlamento europeo.
Il presidente della Provincia Autonoma di
Bolzano Luis Durnwalder, portavoce della
montagna italiana, spiega: << È stato proposto un pacchetto di misure alla Commissione europea per definire una politica specifica per la montagna e rispondere così alle necessità che le Regioni
montane elaborino piani specifici secondo le diverse vocazioni, da quella turistica a quella agricola o industriale.
L’obiettivo è quello di condividere
l’impostazione di una programmazione
intersettoriale che rafforzi la collabora-
zione tra fondovalle e montagna >>.
Tra i punti da sviluppare nel libro verde secondo il Comitato delle Regioni ci sono: migliorare, laddove ciò può essere fatto senza
danni all’ambiente, l’attrattività e l’accessibilità delle regioni di montagna per le imprese e
per i cittadini potenziando le vie di comunicazione terrestri e digitali, favorendo l’innovazione e la creatività nella valorizzazione delle
risorse umane e dello spirito d’impresa.
Il presidente della Comunità Montana
Gianacarlo Bortoli sottolinea: << Bisogna ricordarsi che la montagna è essenziale per
la vita e che, dovendo far fronte a svantaggi naturali permanenti, i territori di
montagna fungono tradizionalmente da
territori pilota in materia di sviluppo sostenibile potenzialmente innovativo. La
montagna potrebbe essere la chiave di
svolta per tutto il pianeta >>.
Gerardo Rigoni
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
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“I percorsi del rilancio turistico”
ATTUALITA’
Conoscere, organizzare,
divulgare. Tre verbi che
indicano tre must, i primi tre passi obbligatori
per avviare l’Altopiano
ad una necessaria operazione di marketing turistico forte ed efficace,
capace, finalmente, di
dare al nostro territorio
il giusto appeal,
quell’attrattività in grado di rilanciare il nome
di Asiago e dei Sette
Comuni nel mercato del
turismo. Andrea Cunico
Jegary, nome noto agli
assidui frequentatori del blog
Radio Monte Katz, non ha
dubbi: “Non si è fatto e non
si sta facendo niente in questa direzione. Così non si va
da nessuna parte. Tutt’ al più
stiamo facendo del nostro
meglio per emarginarci”. E’
un esperto di marketing e comunicazione il Jegary, con la
sua azienda, con sede a
Bassano del Grappa, lavora
in quest’ambito da circa 30
anni. Le sue parole, per chi
ad ogni livello lavora nel turismo locale e per la sua promozione, hanno il peso di un
macigno e danno fastidio,
molto fastidio.
Ma il suo intento non è fare
della sterile critica, non è neppure quello di sostituirsi a chi
già opera in questo campo.
La sua è voglia di fare, di
mettersi in gioco, di seguire
strade diverse rispetto a
quelle fin qui proposte, di impegnarsi per un territorio
che, da asiaghese trapiantato (ha vissuto qui fino all’età
di 25 anni e ci torna ad ogni
momento libero), conosce
bene e ama profondamente.
La sua idea, già ampiamente dibattuta sul blog dell’amico Billarman, è di creare una
Consulta per il marketing turistico dell’Altopiano, un organismo indipendente, svincolato degli enti locali, capace di camminare con le proprie gambe, che possa fare
Chiacchierata con Andrea Cunico esperto di Marketing e comunicazione sulle strategie
da adottare per migliorare l’offerta e l’immagine turistica dell’Altopiano
ciò che gli amministratori e i
politi non possono fare “Non
è il loro compito – sottolinea
Jegary - e soprattutto non
possono avere le necessarie
competenze in materia”.
“Sia chiaro – mette subito le
mani avanti – non cerco lavoro in Altopiano e sono
pronto a dare il mio contributo a titolo di volontariato”.
Cerca suoi simili, Jegary: gente con cuore e radici locali,
volenterosa di spendersi per
dare un buon futuro a questa
terra e ai suoi figli. La bacchetta magica non ce l’ha
nemmeno lui, l’avrebbe già
usata. Di magico qualcosa
però c’è: il nostro territorio
che ti dona sorprese ad ogni
anfratto “Quello che vedi se
vai in cima al Monte B – ama
ripetere Andrea - e mentre
l’occhio spazia fino all’orizzonte ti fa pensare ad un
grande parco giochi all’aperto per adulti”.
“Qui c’è tutto – continua il
nostro esperto - Forse le case
son troppe, ma si è ancora in
tempo per dire stop. Prendiamo questo tutto, organizziamolo come si deve e poi facciamo la prima grande operazione di marketing: la creazione di quella che in gergo
si chiama marca, ovvero la
sfera dei valori riconosciuti
dall’esterno, per arrivare dunque ad avere una certa
rilevanza di marca ed essere
competitivi. La marca si crea in base al
prodotto e noi abbiamo un prodotto meraviglioso da “spendere”: il nostro ambiente”. Da dove cominciare dunque? “Guardiamo cosa ha fatto chi
è più bravo di noi in
questo campo, studiamo le analogie, e cerchiamo di adottare le
stesse strategie. Penso all’Alta Val
Pusteria. Lì è stato creato un Centro Servizi
che si muove in modo
intercomunale e coordina le attività di marketing territoriale e comunicazione per tutto il territorio. Da noi va creato un organismo analogo, un gruppo di eccellenza capace di attivare risorse
nuove, di lavorare per obiettivi
comuni e condivisi”.
“L’Altopiano deve essere
unito in tutto, dagli intenti alle
tabelle sul territorio, ai percorsi e ai sentieri che devono collegare i paesi. Abbiamo anelli comprensoriali meravigliosi, che vanno valorizzati e il turista dovrebbe poter andare da un paese all’altro senza bisogno di prendere l’auto, a piedi o in mountain
bike, attraverso itinerari indicati chiaramente già dal centro del paese, all’uscita dall’albergo”. Secondo Andrea
Cunico è la “mobilità dolce”
la vocazione turistica
dell’Altopiano e nella sua organizzazione e valorizzazione
sul territorio sta la chiave del
rilancio.
E’ un progetto ambizioso
quello che ha in testa Jegary,
che vuole prima di tutto dare
dignità alla nostra gente oggi
più succube del turismo che
protagonista. “Noi altopianesi
per primi non abbiamo la consapevolezza di quello che abbiamo. Siamo coproprietari di
un’immensa risorsa aurifera
e solo prendendo coscienza
di ciò, recuperando l’orgoglio
di questa appartenenza, possiamo sviluppare un’adeguata cultura dell’accoglienza e
possiamo fare vero turismo”.
Lasciamo dunque da parte
l’arroganza, una delle nostre
pecche più grandi, e con un po’
di umiltà intellettuale cominciamo a studiare e a conoscere
la nostra storia, la nostra cultura, il nostro splendido ambiente. Innamoriamoci, tutti,
ma soprattutto chi lavora nell’ambito del turismo, del nostro
territorio, saremo i primi e più
credibili promotori del prodotto Altopiano di Asiago e dei 7
Comuni.
La Consulta per il Marketing Territoriale
Il progetto che si vuol proporre è riferito alla creazione di un centro servizi
marketing e comunicazione.
L’obiettivo è dotare finalmente il sistema turismo altopiano
di un’area di eccellenza strategica, impegnata nella ricerca e sviluppo per la
competitività del proprio mix
prodotto/comunicazione.
Come già avviene in altri
comprensori, questo centro
servizi innovativi, che per il
momento denominiamo
“Consulta per il Marketing
Territoriale Spettabile Reggenza Altopiano di Asiago 7
Comuni, dovrebbe operare
in estrema sintesi su cinque
direttrici strategiche:
1) AVVIARE un’attività
sistemica di branding
(valorizzazione di marca)
mirata ad organizzare e
dare visibilità all’identità
AA7C sotto un unico marchio immediatamente rico-
noscibile e riconducibile al
grande patrimonio di unicità storica-ambientale del
nostro territorio
2) PROMUOVERE e coordinare azioni informative
e formative dedicate agli
operatori in generale, con
particolare attenzione alle
opportunità per i giovani, in
un obiettivo generale mirato a promuovere una cultura di marketing e nuove professionalità adeguate alle
nuove esigenze del mercato
3) VALORIZZARE la percezione di qualità del prodotto di ciascuna filiera attraverso la definizione di un
disciplinare d’appartenenza
che impegni reciprocamente ad un rigoroso controllo
a garanzia dell’immagine
AA7C in quanto valore riconosciuto e condiviso dal
territorio come patrimonio
comune
4) SUPPORTARE direttamente con consulenze di
marketing e comunicazione
i singoli produttori impegnati
nell’offerta di prodotti di
qualità legati alla tipicità ed
unicità della marca AA7C
con particolare priorità ai prodotti che per entità di distribuzione e visibilità possano
veicolare notorietà e coerenza di valori del territorio e
della sua vocazione turistica
5) MONITORARE, analizzare, interpretare il continuo
divenire delle aspettative di
mercato (megatrend), tradurre tempestivamente questi segnali in linee guida generali per il coordinamento
globale delle iniziative del
territorio mirando a soddisfare la domanda con un approccio sistemico verso
nuove iniziative in coerenza, continuità e univocità
all’identità della marca
AA7C.
Elementi di Marketing turistico:
nuova rubrica per camminare insieme
Qualche elemento di
marketing turistico, per
chi è impegnato in questo campo lavorativo,
ma anche e soprattutto
per noi, per tutti gli
altopianesi,
primi
affidatari e promotori di
questo territorio, chiamati ad amare la propria
terra e a imparare, dimostrare e diffondere la
cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità.
Ognuno può e deve con-
Migliorare si può, le occasioni non mancano
Per chi ha voglia di imparare, di affrontare e svolgere con maggiore professionalità il proprio lavoro, le
occasioni non mancano,
basta tenersi informato e
andarsele a cercare. Come
ha fatto Berto Pucci, che
nonostante abiti in
Altopiano da quasi quindici anni non ha perso il tipico accento toscano che ne
rivela immediatamente le
origini. Il signor Pucci ha
appena terminato a
Bassano un corso di formazione di vendita e
marketing di quelli finanzia-
ti dal Fondo Sociale Europeo,
organizzato
dalla
Confcommercio di Vicenza,
il cui obiettivo era quello di
fornire metodologie di vendita, ottimizzando la parte
organizzativa, avviando un
processo di miglioramento,
sfruttando i propri punti di
forza.
In una occasionale chiacchierata è emerso come ci sia
stato un certo stupore, anche
da parte degli addetti ai lavori, nel constatare che, da un
bacino di utenza vasto come
lo è l’Altopiano, Pucci sia stato l’unico iscritto. Manca l’in-
teresse dei cittadini verso la
materia? Probabilmente
quella che manca è l’intraprendenza che ha invece dimostrato Pucci, nel ricercare questa possibilità. Perché,
come ci testimoniano dal
mandamento di Asiago
dell’Ascom, un primo percorso formativo per operatori
del commercio organizzato a
Lusiana, ha riscosso notevole interesse e si è concluso
con successo di partecipazione tanto da essere in dirittura d’arrivo un nuovo corso.
“A breve partirà la secon-
da parte del progetto
formativo – ha commentato il presidente della delegazione Confcommercio
Carlo Xausa – che andrà
a consolidare con delle
proposte concrete, dopo
un
preventivo
monitoraggio della clientela dei negozi e pubblici
esercizi di Lusiana, questo percorso condiviso
fra operatori, che assieme intendono confrontarsi e svilupparsi per valorizzare il proprio territorio”.
S.B.
correre al rilancio turistico dell’Altopiano.
Serve sensibilizzazione,
servono formazione e
professionalità. Partendo da queste considerazioni che spesso leggiamo o sentiamo, abbiamo
pensato di coinvolgere
Andrea Cunico, nella
veste di altopianese
(seppur emeigrato) con
grande esperienza e
competenza nel campo
del marketing e della
comunicazione,
in
un’operazione di introduzione a questa parti-
c o l a re s f e r a d ’ a z i o n e
p re z i o s a p e r i l f u t u ro
della nostra economia.
Gli abbiamo affidato
una rubrica fissa sulle
nostre pagine chiamata
“Elementi di marketing
turistico”.
A piccoli passi scopriremo cosa Andrea ha da
dirci, con la volontà, in
mezzo a tante chiacchiere, di dare un modesto,
ma speriamo apprezzato
contributo alla crescita
del nostro territorio e
dei suoi abitanti.
S.L.
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
6
A proposito di lingue... In medio stat virtus
ASIAGO
In seguito alla questione insorta nei due scorsi numeri del nostro quindicinale in merito alle
lingue di insegnamento nelle
scuole medie inferiori e superiori, il Presidente del Consorzio
Turistico ha voluto esprimere
un suo commento.
Secondo De Guio, si rivela importante distinguere due opportunità concesse dalla didattica
linguistica; l’una è quella
umanistico-culturale che si rende esplicita nella scelta della lingua francese come prima lingua,
la seconda è quella tecnico-eco-
Il commento di Domenico De Guio, Presidente del Consorzio Turistico sull’insegnamento
della lingua straniera nelle nostre scuole: “L’inglese e il tedesco offrono più opportunità”
nomica che attualmente si indirizza maggiormente verso le lingue di ceppo germanico.
La nostra realtà, secondo il Presidente del Consorzio Turistico,
non offre una sufficiente formazione proprio per quanto riguarda queste lingue, che tuttavia si
rivelano sempre più importanti
dal punto di vista turistico e non
solo.
Più in generale, De Guio contesta la scarsa capacità pratica che
gli studenti sviluppano nell’espressione orale della lingua
appresa a scuola (sia essa fran-
cese, inglese o tedesco), cosa che
nei paesi nordici non si verifica e
che per noi può diventare un
grosso limite.
Pur apprezzando l’insegnamento del francese a scuola, ha tenuto a sottolineare l’importanza
dell’inglese e del tedesco come
lingue basilari per le attuali esigenze di mercato. Se il francese è
utilissimo alla cultura e come
input all’apprendimento di altre
lingue romanze, quindi, l’inglese
e il tedesco non si profilano
esclusivamente come culturalmente importanti, ma anche come
lingue all’avanguardia e al passo con le esigenze di mercato.
“E’ importante sottolineare – ha
precisato De Guio – che il problema di fondo sta nel fatto che,
dopo un intero ciclo scolastico,
i nostri ragazzi non sono ancora in grado di parlare una lingua e la cosa risulta evidente
specialmente confrontando la
loro preparazione con quella dei
loro coetanei tedeschi”.
“Se poi mi devo esprimere su
quale sia la corsia linguistica
preferenziale – ha ribadito il Presidente del Consorzio Turistico
– posso asserire che, attualmente, il tedesco e l’inglese possono offrire opportunità maggiori. Per esempio, il nostro Consorzio sta promuovendo il territorio di Asiago in Germania,
cosa che potrebbe portare in
loco un turismo sempre più di
lingua tedesca”. Tutto questo,
ha tenuto a precisare, va detto senza trascurare l’importanza delle lingue neo-latine e tenendo presente
che alla base va risolto un problema di fondo per qualsiasi lingua
coinvolta: la pratica della lingua in
apprendimento.
M. R.
Stampa su qualsiasi supporto e di qualsiasi
formato? Le soluzioni migliori da Scaggiari!
La ditta asiaghese, sempre attenta alle novità di mercato e alle esigenze della clientela, aggiunge nuovi modernissimi servizi alla propria offerta commerciale
Da oltre mezzo secolo la famiglia Scaggiari
di Asiago opera nel
settore commerciale,
con una crescita continua, data dalla costante ricerca di prodotti innovativi e di qualità. La capacità di percepire gli orientamenti di mercato, anche
anticipando la domanda, si è rivelata la giusta strada per poter offrire sempre soluzioni
vincenti. Dal 1956 in
poi l’attività degli
Scaggiari è stata un
punto di riferimento per
le famiglie, per le ditte, la gente del posto ma anche i turisti,
incentrata sulla cartoleria, i giocattoli e gli articoli da regalo, il
modellismo, la fornitura per uffici, i testi scolastici, i libri, il
tempo libero. Non possiamo
non aprire una piccola parentesi per ricordare anche quella
che è stata la professione di
Giampaolo, fondatore dell’azienda, che negli anni sessanta aggiunse il mestiere di
fotografo, con ottimi risultati
che gli valsero numerosi riconoscimenti di stima e profes-
sionalità. Sono sempre state
molte le buone ragioni per fare
una visita da Scaggiari, ed oggi
se ne sono aggiunte altre, grazie alla recente introduzione di
nuovi importanti servizi che permettono le migliori soluzioni di
stampa su qualsiasi formato
e supporto, offrendo possibilità che le tradizionali tipografie
non possono proporre, come i
tempi di consegna molto brevi
e la possibilità di richiedere
quantità ridotte, addirittura singole. Piccole e medie imprese, enti pubblici, pro loco, stu-
denti, professionisti, associazioni sportive, gruppi musicali, coscritti… chiunque può trovare la migliore soluzione alle
proprie esigenze, avvalendosi
di prestazioni di ottima qualità, grazie ai macchinari all’avanguardia utilizzati, che permettono di realizzare, in tempi adeguati, prodotti altamente
personalizzati e originali. Per
quanto riguarda le stampe a
grande formato, i poster possono essere realizzati su carta comune, carta fotografica,
in alta risoluzione; i plottaggi,
anche a supporto di uffici
tecnici, a colori o in bianco e nero.
Numerosi
sono gli articoli adatti all’esterno perché realizzati
in materiale
che non si rovina, come i
banner, ovvero
gli
striscioni
gommati dalla lunga durata che servono per pubblicizzare aziende
e prodotti, manifestazioni,
mostre; il PVC adesivo bianco o trasparente, le stampe su
tessuto, i teli bandiera. E ancora le stampe su banda magnetica, sistema molto comodo per personalizzare auto,
furgoni, automezzi di lavoro,
che si può togliere senza rovinare la carrozzeria, cambiandolo senza problemi quando
necessario; sempre per la promozione della propria attività,
è possibile avere adesivi di
qualsiasi formato, per vestire
graficamente automezzi vari e
vetrine; adesivi tradizionali, piccoli e grandi per qualsiasi tipo
di attività. Già da qualche tempo da Scaggiari si può usufruire del servizio fax ed è possibile avere in tempi brevissimi
timbri, rilegature a dorsi plastici e metallici, biglietti da visita
anche in minime quantità,
plastificazioni in formati A3 e
A4, adesivi anche con riproduzioni da internet; stampa da
file di papiri di laurea, manifesti in qualsiasi formato per pubblicizzare eventi anche decisi
all’ultimo minuto. Molto richieste sono poi le stampe su tessuto, t-shirt, maglie, felpe, abbigliamento personalizzato per
singoli, gruppi sportivi o di vario genere, anche su capi propri. E’ soprattutto su questi
prodotti, che possono essere
anche una splendida idea regalo, che si riesce a sviluppare la creatività del cliente, esaltando l’originalità che può essere anche quella di riprodurre un’immagine, un ritratto o
un paesaggio fotografico, un
disegno, un logo. E la qualità
della stampa è ottima, dura
nel tempo. Il manifesto per informare della serata di un grup-
po musicale, la cena della
classe, una maglietta a sostegno o a ricordo di un evento,
senza dover richiedere il lavoro con largo anticipo e senza
alcun limite minimo di richiesta. Per le nuove attività che
non avessero ancora un proprio logo, una propria immagine identificativa, Scaggiari è in
grado di indirizzare verso studi grafici con cui è in contatto
collaborazione. Per qualsiasi
altra informazione, potete rivolgervi senza impegno al negozio che si trova in centro ad
Asiago, in piazza Mazzini.
Servizio Redazionale
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
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Ricordi e racconti per imparare
ATTUALITA’
Col progetto “Maestra montagna”, gli alunni della scuola primaria di Canove possono conoscere
la storia dell’Altopiano. In un incontro con Casimiro Grotto hanno scoperto tante cose sul trenino
Trofei di caccia
Oltre un secolo di attesa per
l’abbattimento di un cervo
L’abbattimento di un cervo:
questo è stato l’obiettivo principale per molti cacciatori
dell’Altopiano per lunghissimo
tempo, ben 106 anni per la precisione. Tanti infatti ne son
passati tra l’ultima uccisione
del superbo esemplare di fauna nostrana, avvenuta nel nostro territorio nel 1901, e la
successiva,verificatasi nel
2007. Parliamo di caccia di
selezione, quella consentita e
programmata per un’equilibrata presenza di determinate
specie animali sui nostri monti, quella esercitata da cacciatori con la C maiuscola, che
conoscono il nostro ambiente,
che praticando quest’hobbie,
lo vivono, lo perlustrano in lungo e in largo, concorrendo alla
suo monitoraggio e alla sua salvaguardia. La notizia della conquista dell’ambito trofeo (cervo maschio adulto) non è certo stata subito sbandierata ai
quattro venti, mantenuta con
un certo riserbo nell’ambito
degli addetti ai lavori tanto che,
stando alle statistiche ufficiali,
in un nostro articolo riguardante l’introduzione di nuove
specie animali nel nostro ter-
ritorio, totalmente ignari dell’accaduto, anche noi c’eravamo fermati al quel lontano
1901. La vecchia foto che, per
mostrarla sulle nostre pagine,
abbiamo tolto dalle pareti della sede dei Cacciatori di
Asiago, dove fa bella mostra
di sé, ritrae i protagonisti dell’ormai lontanissimo fatto che
fieri stanno in piedi intorno alla
preda appena abbattuta. Nella
didascalia sono riportati il luogo
dell’abbattimento, Bosco Meltar,
la data, settembre 1901, e i nomi
dei cacciatori ritratti: Carli Antonio Muller (direttore didattico, ha
abbattuto il cervo), Domenico
Bortoli (avvocato), Giobatta Carli
(Titta Muller), sacerdote, e Giovanni Rigoni (Pese, un amico).
Uno scatto storico, finito anche
su qualche libro dedicato alla
caccia, al quale doverosamente
va affiancato quello più recente
che merita in egual misura di passare alla storia.
La foto è stata scattata l’11 novembre 2007, in Val Renzola.
Fieri, accucciati dietro il cervo
abbattuto, ci sono il cacciatore
Alessandro Rigoni e l’accompagnatore Bruno Gattolin.
Quello che i due protagonisti han-
no fatto per riuscire a stanare il
maestoso esemplare assomiglia
molto ad un lungo, paziente ed
amorevole corteggiamento.
“Lo abbiamo cercato e sorvegliato per mesi. Ogni volta
che avevamo un po’ di tempo libero lo dedicavamo a
quest’idea – racconta Alessandro – non pensavamo ad
altro, non parlavamo d’altro.
Il cervo maschio, a differenza della femmina, è molto
schivo, non si fa vedere. Riuscire a scovarlo non è stato
facile. Abbiamo individuato
la zona in cui si trovava anche cercando e seguendo gli
escrementi per terra. Con
tanta pazienza e tante strategie, come quella per esempio di portargli delle mele,
delle quali va letteralmente
matto, abbiamo tentato di sedurlo finchè è giunto il giorno in cui sono riuscito ad abbatterlo. Per me è stata una
grande conquista per la quale devo ringraziare moltissimo Bruno Gattolin che ha
condiviso con me ogni momento di questa splendida
avventura”.
Stefania Longhini
Bambini che chiedono ed
ascoltano, adulti che ricordano e raccontano. Questa in sintesi la traccia di
un lavoro sulla memoria,
realizzato dagli alunni delle classi terze della scuola
primaria di Canove, con il
sostegno degli insegnanti
e l’indispensabile collaborazione di parenti e conoscenti.
Il lavoro dei piccoli si innesta in un progetto ampio e diversificato dal titolo “Maestra montagna”
che
coinvolge
sull’Altopiano realtà scolastiche di diverso ordine e grado. Una preziosa esperienza
che ha permesso di fermare
nel tempo, ricordi destinati a
scivolare nel dimenticatoio.
La scuola di Canove è infatti situata là dove passava la
linea ferroviaria che collegava Asiago con Piovene
Rocchette. Come non chiudere gli occhi e provare ad
immaginare di rimettere tutto al suo posto? A sostenere
questo sogno, dal profondo
della memoria di nonni e conoscenti, è apparsa addirittura la sagoma nera della
“Vaca mora”, la locomotiva
che trainava quel treno. A guidare quel marchingegno
ferroso che “mangiava” fuoco e sputava fumo, prima
come fuochista poi macchinista, c’è stato Casimiro Grotto.
I bambini che hanno avuto
modo di scoprire alcune vicende della sua vita attraverso le
interviste e il libro “C’era una
volta
il
Trenino
dell’Altopiano…viaggi, storie
e ricordi lungo la ferrovia”,
sono rimasti così affascinati da
quel lavoro dimenticato, importante e al tempo stesso impegnativo, che hanno chiesto di
poterlo incontrare.
Grazie all’iniziativa della maestra Silvana Traverso e alla
disponibilità della casa di riposo Villa Rosa, dove da qualche anno vive il centenario
macchinista, il desiderio si è
realizzato sabato 7 marzo. Un
incontro breve, ma intenso, sicuramente molto emozionante per tutti i protagonisti.
I bambini arrivati pieni di curiosità e di domande preparate, non si sono persi d’animo
quando, una volta terminate,
hanno continuato ad alzare le
mani per farne altre, per scoprire ancora qualcosa, sull’onda dell’entusiasmo generale
che si era venuto a creare.
Casimiro dal canto suo è apparso emozionato e si è più
volte commosso nel trovarsi al
centro dell’attenzione di tanti
occhi curiosi ed accesi, come
le fiammelle di quel fuoco che
per anni ha alimentato la sua
“macchina”. Già, il suo indimenticabile mezzo di lavoro!
Nella pioggia di domande,
quando gli è stato chiesto se
avesse ancora nostalgia di quel
Trenino, Casimiro ha confidato che ancora oggi gli capita di
svegliarsi di soprassalto nel
cuore della notte, convinto di
trovarsi di nuovo alla guida
della sua inimitabile locomotiva.
Giovanni Rattini
I DIECI DI TOTNES
Nella sala consiliare del Municipio di Asiago, l’assessore Roberto Rigoni e il consigliere
Franco Sella hanno incontrato i dieci giovani vincitori del bando di concorso per la partecipazione al viaggio/studio a Totnes (Inghilterra). Gli studenti asiaghesi, classe 1991, frequentati la quarta superiore, che sono stati ammessi sono: Silvia Bianchi, Giulia Costa,
Maunele Dalle Ave, Marta Marsetti, Andrea Rigoni, Claudia Rigoni, Giulia Rigoni, Arianna
Rossi, Nicolò Rossi, Giulia Savioli. “Questo viaggio – ha sottolineato l’assessore Rigoni –
si inserisce nella serie di iniziative finalizzate all’accrescimento delle conoscenze linguistiche e all’arricchimento del bagaglio culturale dei nostri giovani. Rappresenta inoltre un’importante esperienza dal punto di vista umano, che aiuterà i nostri ragazzi a confrontarsi
con le difficoltà dello stare fuori casa e la necessità di adattarsi a situazioni nuove. Ai
partecipanti raccomando di vivere questa opportunità con serietà ed impegno”. Dal 28
giugno all’11 luglio 2009, i dieci studenti saranno dunque a Totnes, ospitati da altrettante
famiglie, durante il soggiorno frequenteranno un corso intensivo di inglese presso Totnes
European School.
8
Sabato 21 marzo 2009
GALLIO
I protagonisti di questa storia
hanno tutti un nome, e allora,
per una volta, invece di citarlo
con la sua sigla, KJ2G2, l’orso che abita i monti
dell’Altopiano lo chiameremo
come il popolarissimo personaggio dei cartoni animati creato da Hanna & Barbera. A
scegliere il nome è stato
Simone, che, avvisato insieme
ai familiari da zio Stefano, è
uno dei fortunati che hanno
potuto vederlo con i propri occhi. Primi giorni della seconda
settimana di marzo, la luna piena illumina i pendii innevati, lo
scenario è molto suggestivo,
l’atmosfera sa di fiaba e magia. Ma c’è qualcosa di strano allo Zebbo di Gallio, dove
verso le undici e mezza di sera
un cane ringhia e abbaia. E’
un’abbaiare anomalo, diverso
dal solito, e questo desta l’attenzione dei suoi padroni. Paola guarda dalla finestra, vede
Poffi accovacciato, allarmato,
lo sguardo fisso di fronte a sé,
non si gira. Chiama Stefano,
suo marito, da poco rientrato
a casa, lui osserva, nota
un’ombra, dapprima non la
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
8
Allo Zebbo incontro ravvicinato
tra il cane Poffi e l’orso “Yoghi”
L’animale, attirato in zona dalla presenza di alcune pecore, è stato osservato per
una mezz’ora e ha impressionato soprattutto per la sua corsa velocissima
identifica, ma poi
capisce, ed esclama
“l’orso!”.
L’animale, che si
trova a una ventina
di metri di distanza,
sente la voce e subito si mette in movimento per allontanarsi un po’.
“Lavoro
a
Vezzena – racconta
Stefano
Pompele - rientro
tardi la sera, e
percorrendo con
il buio la strada
ho più di una volta pensato che
prima o poi in quelle zone
mi sarei imbattuto nell’orso,
per questo tengo sempre in
auto la macchina fotografica, con la speranza di poterlo fortuitamente fotografare”. Invece l’orso se lo ritrova di fronte a casa, a pochi
metri di distanza: non se lo sarebbe mai aspettato, e a fotografarlo quasi neanche ci pen-
Stefano Pompele con il
nipote Simone e il cane
Poffi nel luogo
dell’avvistamento dell’orso
sa. “Mi sono detto: se lo
vedo solo io non mi crederanno, se provo a fotografarlo magari la foto non riesce. Il mio pensiero è stato
quello di avvisare i miei fratelli e i loro familiari, perché
lo vedessero più persone.”
Così, grazie alla luna piena che
rischiara la scena quasi come
fosse giorno, a godersi la ma-
gnifica vista di “Yoghi” nei
campi innevati vicino alle case
sono anche Gioberto e
Antonella con Alice e Simone,
Gianni e Roberta, Marco e
Sonia con Federica e
Valentina. “L’animale è apparso pacifico - racconta
Paola - tranquillo anche nei
movimenti. Ha la testa piccola, ma è molto grosso, soprattutto visto da dietro, è
alto circa un metro e trenta
e lungo un metro e mezzo,
ma quando corre si allunga
moltissimo, e la sua velocità
è impressionante. Ha una
particolarità che mio cognato ha potuto notare
bene, osservandolo da casa
sua con il binocolo: una
riga bianca sulla fronte”.
“Quando è arrivato mio fratello, che non abita in questa zona – racconta ancora
Stefano - nel sentire il rumore della jeep l’orso è
scappato; Poffi vedendolo
correre l’ha seguito istintivamente, fermandosi a pochi metri da lui. L’orso si è
fermato a sua volta, l’ha
guardato, poi se n’è andato. Solo in quel momento ho
avuto paura, per il mio
cane, ho pensato che se l’orso l’avesse inseguito, vista
la velocità con cui si muove, lo avrebbe preso di si-
curo”. Si ipotizza che
“Yoghi”sia arrivato fin lì attirato dal belato di alcune
pecore che Stefano tiene
nella stalla dietro casa e
che avendo in quei giorni
partorito i loro agnellini
continuavano a chiamarli,
belando. “Ma ora, ripensando ad alcuni strani
comportamenti dei cani,
e ad alcune impronte notate nei dintorni, ci siamo convinti che l’orso
possa essere in zona da
parecchio tempo. Tanto
più che questo è anche
un giusto habitat per
l’orso, visto che in famiglia ci raccontano come qui
un tempo gli orsi ci fossero
già. E a noi piacerebbe che
Yoghi rimanesse qui… di
posto ce n’è!” Allo Zebbo
sono rimasti affascinati dall’animale, lo “adotterebbero”
volentieri: “Yoghi” non è stato
visto da nessuno come un pericolo, anzi, pensando all’orso
esprimono il timore che possa essere vittima di chi lo considera
un intruso da eliminare. “L’orso
è bellissimo!” commenta
Simone, neppure i ragazzini qui
si sono spaventati nel vedere
l’animale poco distante da casa.
Il più perplesso deve essere sta-
to proprio Poffi, che non riusciva a capacitarsi di quella strana
cosa spintasi fin nel territorio affidato alla sua guardia. La notizia della visita dell’orso si è sparsa in fretta, e nei giorni seguenti
in molti hanno percorso la zona,
con la curiosità di vedere qualche traccia del passaggio dell’animale. Sono state avvistate impronte, qualche ciuffo di pelo, e
anche delle feci riconducibili all’orso, che saranno probabilmente esaminate per confrontarle
con quelle già ritrovate ed eventualmente confermare che appartengono sempre allo stesso
animale, escludendo in tal caso
l’ipotesi che di orsi in Altopiano
ce ne siano più di uno. Ipotesi
formulata anche nei giorni scorsi, visto che il “passaggio” dell’animale è stato notato in luoghi
distanti tra loro nel giro di poco
tempo. In Val del Portule gli
agenti del Corpo Forestale dello
Stato hanno constatato che l’orso ha preso di mira una delle
mangiatoie che contengono
mangimi riservate agli ungulati,
per aiutarli a svernare: il contenitore in legno, sul quale
sono ben visibili i segni delle
poderose unghiate, è stato
completamente distrutto.
Silvana Bortoli
Le unghiate e sotto un ciuffo di pelo
che si ritiene sia dell’orso
Lungo la strada Gallio – Valderonchi
Obbligo di taglio di siepi e rami di piante
Ai bordi della strada comunale
Gallio - Valderonchi risulta crescente il fenomeno di piante e/o
siepi che protendono il fusto,
rami, foglie e fronde verso la
sede stradale risultando pertanto pericolose per chi transita con
conseguente pericolo per
l’incolumità pubblica dei cittadini, oltre che ostacolare la visibilità agli utenti della strada e la
leggibilità della segnaletica. Per
mettere gli utenti della strada
nelle condizioni di poter transitare in piena sicurezza e di godere
di ottima visibilità, il Comune ha
emesso un avviso indirizzato a
tutti i proprietari e conduttori dei
fondi posti in fregio alla strada
comunale Gallio - Valderonchi
affinchè, entro la fine di marzo provvedano agli interventi di
regolazione delle siepi, taglio di
piante e rami delle alberature,
in modo da eliminare il pericolo di caduta delle stesse sulla
sede stradale, ripristinando la
regolare visibilità di chi transita eliminando il pericolo per
l’incolumità dei cittadini e per
la sicurezza pubbliche. Viste le
norme di legge che sanzionano i comportamenti omissivi di
cui sopra ed in particolare
l’art. 29 del codice della strada (D.Lgs. n. 285 in data 30
aprile 1992), si ricorda che
in caso di incidenti causati da
incuria del fronte strada, possono esservi responsabilità
civili e penali per i proprietari ed i conduttori delle siepi e
delle piante invadenti o delle
scarpate non correttamente
sfalciati.
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
9
COMUNI AL VOTO - GALLIO
“Lascio definitivamente la politica”
Antonella Stella: “Il mio ruolo si è concluso e i programmi sono stati portati a termine»
Antonella Stella lascia. Il sindaco di Gallio abbandona
definitivamente il campo della
politica e annuncia: «Per Gallio
ho fatto molto, è giunto il tempo
di ritirarmi».
Dottoressa Stella, non è che la
sua scelta è obbligata dai due
mandati consecutivi che le impediscono di ricandidarsi? «Si,
è vero, ho amministrato per due
mandati consecutivi e la legge
mi impedirebbe di ricandidarmi a
ruolo di sindaco. Potrei
candidarmi a vicesindaco, ad assessore o a consigliere ma mi ritiro perché credo di aver concluso
quel percorso che mi ero prefissata
di portare a termine. Non ci si può
attaccare troppo alla politica perché diventa pericoloso».
Ripercorrendo questi ultimi cinque anni di amministrazione che
cosa avete fatto per Gallio?
«Innanzitutto abbiamo realizzato
tante opere pubbliche per 15 milioni di euro. Ciò di cui vado maggiormente fiera è stata l’adozione
del Pat che ha portato alla diminuzione della volumetria
edificabile da 365 mila a 180 mila
metri cubi». Qualche altro aspetto che le sta a cuore? «Senza ombra di dubbio al realizzazione del
“Sentiero del Silenzio, Porta della
Memoria”, è stato un modo per
modificare il modo di vivere della comunità». C’è qualche aspetto del suo operato che avrebbe
voluto realizzare in maniera migliore? «Se devo essere sincera
no perché tutti i punti programmatici con cui ci siamo presentati agli elettori sono stati adempiuti e realizzati nel migliore dei
modi possibili. Anzi, abbiamo realizzato qualcosa in più di quello
che avevamo promesso». Pro-
prio nessun rimpianto? «Magari si sarebbe potuto fare qualcosa di più per quanto riguarda l’arredo urbano e avrei voluto realizzare il rifacimento della piazza di
Stoccareddo». La sua lista andrà
disgredandosi o proseguirà?
«Già lo scorso anno avevamo
scritto una lettera per annunciare
che avremo passato la mano. Credo che quasi sicuramente nessuno della mia lista si ricandiderà».
Cosa augura al futuro sindaco e
ai futuri amministratori di
Gallio? «Auguro a tutti loro di
proseguire con un unico interesse: la gente di Gallio. Auguro anche di fare fronte comune nel rispetto della legalità».
Luigi Frigo Bettinado
Emanuele Munari: «In cinque anni è mancato un elemento chiave:
il dialogo. Dobbiamo rimettere in moto l’economia che si è stagnata»
Consigliere Munari, come reputa questi ultimi cinque anni di amministrazione Stella? «Questi ultimi anni
di amministrazione sono stati caratterizzati dall’assenza
quasi totale di un elemento chiave della politica: il dialogo. Proprio quel dialogo necessario con le istituzioni in
genere, a vari livelli, sia interno che esterno, per poter
perseguire obiettivi importanti e comuni per il nostro
altopiano. Il nostro comune, per lunghi periodi, non ha
avuto la giusta considerazione e si vedano a tal proposito la mancanza di rappresentatività in seno alla Comunità Montana per un certo periodo, il flop dell’adunata
degli alpini nel territorio di Gallio, la mancata collaborazione a livello
generale e turistica con altri comuni e per ultimo la stesura del PAT, da
solisti puri». Una sua considerazione sul turismo… «Tra i punti
salienti è ormai scontato parlare di turismo e di tutto ciò che ad esso
è correlato e proprio su questo tema credo che l’attuale maggioranza
avrebbe potuto investire molto di più in questi ultimi anni, alla luce
delle vendite patrimoniali effettuate e dei relativi ricavi. Mi riferisco
alla pianificazione delle più semplici manifestazioni o iniziative sino ai
progetti più importanti e vitali per il futuro Galliese e altopianese.
Dobbiamo convincerci che investire nel turismo e nell’economia sportivo-turistica è una delle risorse che possono rilanciare il nostro paese». Qual è l’aspetto che le sta maggiormente a cuore? «Di sicuro
l’annosa questione delle Melette; nodo cruciale e valore aggiunto (se non altro tale dovrebbe essere), una
situazione di stallo che non si è ancora sbloccata. Le
difficoltà relazionali tra amministrazione e privato non
hanno permesso il decollo del comprensorio stesso».
Dove rileva le maggiori carenze in merito? «Il mancato dialogo con gli operatori del settore dell’intera
area, Campomulo e ovviamente Melette, doveva essere ricercato con maggior forza, nonostante le criticità
del caso, ed insieme collaborare ad una soluzione più
idonea per un piano di sviluppo generale e ad ampio
respiro che coinvolgesse sempre più le istituzioni locali e regionali,
nonché gli imprenditori stessi e tutte le categorie economiche direttamente interessate». Le sue speranze? «Auspico chi si creino di nuovo le condizioni per una tavola rotonda dove ridiscutere i diritti e i
doveri delle parti ma soprattutto per stilare un nuovo piano di investimenti e di crescita per dare prestigio e vigore ad una economia oramai
depressa». Qualcosa di buono questa amministrazione l’avrà pur
fatto… «Mi sento di esprimere positività per il programma delle opere
pubbliche, molte delle quali condivise, altre evidentemente meno, ma
nel complesso ritengo gli interventi validi». Uno nodo cruciale è rappresentato dalla Pat (Piano di assetto del territorio). Lei lo ha condiviso? «Anche in questo caso è mancato il dialogo, non solo in seno a
Gallio, ma anche con i comuni limitrofi. Pur condividendone alcuni
aspetti, era necessario ed essenziale un confronto con le amministrazioni geograficamente vicine per caratterizzare le linee generali ad arrivare ad una gestione il più possibile condivisa per la viabilità ed il
patrimonio, oltre magari a prevedere un nuovo polo turistico-alberghiero per un rilancio del cuore dell’altopiano». Cosa ha comportato a
suo modo di vedere? «Una sorta di stasi. L’economia deve tornare a girare
e spetta anche alle amministrazioni gestire e spalmare la ricchezza in maniera da garantire un futuro anche in periodi di crisi come questo». Un aspetto
trascurato in cinque anni di amministrazione? «La scarsa sensibilità
riscontrata all’incentivazione e all’abbellimento del paese ed al recupero di
alcune zone di degrado. Altro? «Si, la nuova zona residenziale. Fatti salvi
la scelta e l’interesse dei singoli residenti che hanno comunque aderito ed
accettato la proposta dell’amministrazione, personalmente sento ancora
una volta di dover esprimere i miei dubbi per il luogo scelto a tale scopo e
per il progetto definitivo che appare molto sacrificato negli spazi e nella
viabilità, oltre al fatto che una galleria debba passare proprio sotto le
abitazioni dei nostri concittadini. Credo che ai nostri residenti si poteva
trovare di meglio».
Per concludere cosa si augura? «Mi auguro che la nuova amministrazione, o la continuazione della stessa con altri nomi più o meno nuovi, sia più
attenta a questi temi e si adoperi a tutti i livelli per raggiungere gli obiettivi
necessari per il nostro bel paese».
(L.F.B.)
Augusto Paccanaro: «Le priorità? Ristrutturazione della canonica, rifacimento
della casa di riposo e far tornare le Melette agli splendori di un tempo»
Consigliere Paccanaro, intende proporre una sua lista? «Si, ci stiamo lavorando». Chi andrà a comporre il suo entourage consiliare e
di giunta? «Il problema di Gallio è sempre stato quello di non aver
quasi mai avuto una classe dirigente all’altezza (fatta eccezione per
l’amministrazione 1985-1990) in grado di dare una svolta radicale. Il
gruppo è formato pertanto da persone con forti consensi elettorali,
che rappresentano tutte le categorie produttive e commerciali: professionisti altamente qualificati e stimati». Su cosa non vi siete trovati
d’accordo con l’attuale maggioranza? «Innanzitutto con la gestione
autoritaria del potere, l’assenza di dialogo con il paese e di confronto
che è il sale della crescita democratica. La vendita del patrimonio
comunale iniziata con il centro ippico “Appaloosa”, la malga dello
“Zebo”, i tre lotti del “Gastagh” e l’utilizzo dei proventi andati a finanziare il restauro della palestra e del centro tennis per oltre 1 milione
200 mila euro; senza contare il “Sentiero del Silenzio” costato 200 mila
euro. Certamente interventi non prioritari né strategici. Con un terzo
dei proventi si poteva acquistare o permutare la malga privata
“Stenfle”, come suggerito. Da qui si vede che non c’è la consapevolezza di quale deve essere la migliore politica di sviluppo turistico per
Gallio». Quali sono i punti programmatici principali che avete in
mente? «Il programma lo stiamo elaborando in questi giorni. Sarà
incentrato sull’attenzione che deve avere un’amministrazione sul cittadino, sulla persona. Saranno tutelati i diritti e gli interessi legittimi di
tutti senza discriminazione. Quindi maggiore attenzione alle necessità
delle famiglie, sostegni finanziari per tutte le categorie produttive,
riduzione dell’addizionale Irpef, al di sotto di una certa soglia, per
pensionati e lavoratori, contributi per i nuovi nati. E’ previsto anche
un centro per anziani (una casa di riposo moderna). Il programma è
improntato a realizzare importanti strutture turistiche e sportive, progetti di valorizzazione ambientale con un laghetto in Val Frenzela,
come ha fatto Roana, finanziato con fondi governativi del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr),
che potrebbe servire come serbatoio per la neve artificiale alle Melette;
a ancora migliorare la viabilità nel centro e nelle contrade con una
maggiore dotazione di parcheggi e completare gli impianti sportivi e
riattivare la struttura del trampolino. A Stoccareddo sono previsti
interventi di sistemazione del centro con parcheggi in varie zone,
opere importanti di sistemazione e arredo urbano, alloggi per l’edilizia
popolare a riscatto dopo 20 anni e molte altre iniziative. In sostanza
attuare una politica infrastrutturale che crei le condizioni per uno
sviluppo dell’edilizia alberghiera, salvaguardando l’occupazione per
le nostre imprese artigiane». Quale ritiene possano essere le prime
tre priorità per Gallio? «Dovremmo considerare prioritarie quelle
opere promesse 10 e 5 anni fa e precisamente la ristrutturazione della
canonica e della casa di riposo (o meglio del centro diurno per anziani), acquistando l’ex colonia Cadore. Il principale problema però è far
tornare le Melette agli splendori di un tempo e qui il problema meriterebbe maggior approfondimento». Detto fatto. Il suo punto di vista
sulla questione Melette? «E’ fuori dubbio che con la realizzazione
degli impianti alle Melette è decollata l’economia turistica di Gallio ma
soprattutto di Asiago e dell’altopiano con un trend positivo fino al
cambio della proprietà. La decadenza del centro sportivo, lamentata
da molti, dovuta da più fattori tra i quali la carente gestione e la penuria di neve, ha procurato negli anni tensioni, l’abbandono degli sciatori e danni agli operatori commerciali e alberghieri con il relativo
indotto. Se pur si prende atto che sono state fatte due seggiovie non
è accettabile che siano stati chiusi altri skilift impoverendo il complesso, nella logica imprenditoriale di ridurre i costi. In questo modo sono
stati penalizzati i servizi.
Inaccettabile è stata l’eliminazione dell’impianto storico al Sisemol,
importante per gli operatori del centro. Inaccettabile è che i maestri di
sci siano stati messi nelle condizioni di dover portare migliaia di sciatori fuori dall’altopiano e che non abbiano potuto avere una sede
operativa indipendente dalla proprietà Melette. Di fronte a simili problemi serviva un intervento autorevole del sindaco sulla gestione,
legittimato in forza di una concessione su aree soggette ad uso civico, revocabile secondo una certa parte della giurisprudenza amministrativa, condizionata e finalizzata alla promozione dell’economia turistica e quindi dell’interesse pubblico.
Se è vero che alla proprietà non si comanda è altrettanto vero che un
intervento determinato e autorevole di un sindaco può incidere sulla
gestione. Non credo che ci possano essere a breve dei cambiamenti
migliorativi. La mia opinione è che ci vuole un cambio della proprietà
con l’intervento pubblico dei tre comuni interessati: Gallio, Asiago e
Foza. La mia idea è di sviluppare delle sinergie societarie, gestionali ed
operative anche con operatori privati dell’altopiano prevedendo la
costituzione e l’attivazione di una società mista a prevalente capitale
pubblico, in grado di chiedere ed utilizzare finanziamenti regionali,
nazionali e comunitari con incentivi finanziari che vanno da un minimo del 50 per cento ad un massimo del 100 per cento sugli investimenti necessari al recupero e al potenziamento dell’attuale struttura o per
la sua promozione. In tal modo si potrà sostituire la vecchia seggiovia
e realizzare i progetti già esecutivi sul territorio di Foza creando così
un complesso sciistico competitivo. Nel frattempo il sindaco dovrà
attivare un tavolo di concertazione con le parti interessate per la risoluzione dei problemi». Che cosa a suo avviso non è stato fatto sinora?
«L’elenco sarebbe lungo ascoltando l’opinione pubblica la quale ritiene che ciò che è stato fatto non è per niente condiviso e che molte
promesse non sono state mantenute. Non mi interessa esprimere una
critica. Sarà il voto a confermare o meno l’operato». Qualora diventasse sindaco che ricetta proporrebbe per viabilità, lavori pubblici, turismo? «Per la viabilità si necessita di una concertazione con Asiago
attraverso il Pati, la direttrice Costo-Valgadena già inserita nel Prg di
Asiago; è importante realizzare con urgenza una viabilità ciclo-pedonale lungo il Ghelpack. Concertare con i privati attraverso la
perequazione urbanistica e i projet financing la realizzazione di importanti infrastrutture sportive previste nel Pat, completando di strutture
il centro fondo Gallio per gare internazionali. La riqualificazione del
turismo deve passare attraverso tre punti: primo con le risorse che
costituiscono i motivi di richiamo, secondo con la trasformazione
della qualità ospitale e, terzo, con l’incremento della dinamicità della
promozione e degli alberghi. Lo stesso dicasi per le gare di speed-way
e per altre manifestazioni di commercializzazione. Tutto ciò si realizza
attraverso il turismo ambientale e storico culturale, quello attivo-sportivo e la valorizzazione di infrastrutture e di attrezzature alberghiere». C’è un
settore, un’opera pubblica o un aspetto del comune che le sta particolarmente a cuore? «Faccio una premessa. Il centro per anziani come succitato,
possiede una gallina dalle uova d’oro: la pista di velocità di “Busa Fonda”
per la quale mi sono battuto per anni. E’ l’unico impianto in Europa, e credo
al mondo, a 1.500 metri di altitudine con condizioni climatiche ottimali per
raduni di squadre europee, già interessate, per allenamenti in quota.
L’altopiano ha dato allo sport del ghiaccio molti atleti olimpici, per ultimo
Fabris, che è nato su questa pista. Avremmo per vari mesi all’anno atleti e
accompagnatori a beneficio del turismo e degli alberghi. Lo stesso dicasi
per le gare di speed-way e per altre manifestazioni».
(L.F.B.)
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
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Otto fasce per otto miss
ROANA
La Pro Canove è al lavoro
per organizzare la Sagra dei
Cuchi, tradizionale appuntamento che coincide con la
ricorrenza del patrono del
paese, S. Marco che si festeggia il 25 aprile. Il programma è praticamente definito, manca qualche piccolo dettaglio, ma possiamo già
anticipare quella che sarà la
novità di quest’anno, l’elezione di Miss Altopiano, durante una serata dedicata alla
bellezza, in calendario sabato 2 maggio. Si articolerà infatti nei due week-end festivi (24-25-26 aprile e 1-2-3
maggio) l’ edizione 2009 della festa, che proseguirà sulla strada intrapresa da qualche anno, ovvero arricchire
la sagra i cui simboli e caratteristiche sono i cuchi e
le numerose giostre e attrazioni di divertimento, con
serate e stand gastronomici
Nell’ambito della Sagra dei Cuchi a Canove l’elezione
di Miss Altopiano 7 Comuni, selezione per la finale di
Miss Blumare Italia 2009, concorso a livello nazionale
presso il palatenda allestito
al campo di schettinaggio.
Per la serata dedicata alle
Miss, la cui elezione è valida per la finale nazionale di
Miss Blumare Italia 2009,
la Pro Canove ha pensato
di coinvolgere tutti gli 8
comuni dell’Altopiano, ricevendo consensi favorevoli dagli interpellati. Così,
oltre alle prime due classificate che si aggiudicheranno la partecipazione alla finale nazionale, altre sei ragazze verranno premiate,
ognuna con una fascia intitolata a un comune diverso. L’organizzazione della
serata “Miss Altopiano 7
Comuni” è a cura di
Studioimmagine Srl di
Thiene, organizzatrice da
anni dei concorsi di bellezza di Miss Thiene, Miss
S c h i o , M i s s Va l d a g n o ,
Miss Arzignano. Il tutto
non si chiuderà con l’elezione delle miss,visto che
il concorso sarà agganciato, come già accennato,
alla finale nazionale Miss
Blumare Italia 2009 che si
svolgerà a bordo di MSC
Lirica, dal 7 al 10 Settembre, durante una bellissima
crociera che toccherà gli
scali
di
Genova,
Barcellona, Montecarlo,
con ritorno a Genova. La
Kermesse si preannuncia
molto interessante e vedrà
la direzione artistica di Roberta Pasquatti con la sapiente conduzione del
noto artista Giampi
Michelusi, coaudivato dalla bellissima Masha Urbani, Miss Thiene 2007. Non
mancheranno le sorprese,
Roana festeggia le sue donne e tutte le donne
Tortora: Sono loro le vere custodi delle nostre tradizioni e della nostra storia
In occasione della Festa
della Donna l’amministrazione comunale di Roana,
rappresentata dall’assessore al Personale Roberto
Tor tora
ha
voluto
omaggiare le proprie dipendenti, e così simbolica-
mente tutte le donne di
Roana, di una mimosa. “Le
nostre donne hanno da
sempre retto tre lati della
casa, sono loro le custodi
delle nostre tradizioni,
quando i nostri uomini andavano emigranti, o quan-
do i nostri paesi sono stati
distrutti dalla guerra, sono
convinto che solo la tenacia delle nostre donne ha
permesso che tornassimo a
vivere tra i nostri monti,”
ha detto l’assessore.
G.R.
in questo spettacolo dal
format collaudato , che di
volta in volta prevede degli ospiti e delle situazioni
diverse a seconda del luogo in cui si tiene. Le 25/30
ragazze che parteciperanno dovranno superare 4 o
5 prove per poter essere
premiate con fascia. Il concorso ha già numerose
iscritte, provenienti da tutta la regione, ma è ancora
aperto per le ragazze del
posto, che entro fine marzo avranno modo di informarsi e iscriversi, collegandosi ai siti dell’organizzazione
(www.missblumareitalia.it www.missthiene.it) dove
possono trovare informazioni e modalità. La giuria sarà
composta da gente del posto, e nel back stage ci sarà
anche il contributo dei parrucchieri dell’Associazione
Artigiani. Rimanendo in tema
di bellezza, ciliegina sulla
torta sarà la presenza come
giurata e in un certo modo
come madrina delle ragazze,
di Elisa Pilati di Conco, distintasi nella scorsa edizio-
Miss Blumare Italia 2008 Federica
Battocchio con il comandante della nave
ne di Miss Italia. Elisa, tra
l’altro, sarà a Canove anche
la sera del via della festa, il
24 aprile, quando si esibirà
con il suo gruppo musicale,
i GPL Live. Qualche altra
anticipazione sulla sagra: la
varietà dello stand gastrono-
mico, che nelle sei serate
proporrà piatti diversi, dal
tradizionale polenta e
cavreto, al toro allo spiedo,
fino alla polenta con baccalà; mentre l’ultima sera sarà
abbinata alla festa comunale
dello sport. Silvana Bortoli
Schella, Schella Marz a Cesuna
È fissata per il 31 del mese la
tradizionale festa di “Schella
Marzo”, la manifestazione
folcloristica a partire dalle ore
19.00 si svolgerà lungo le vie
della frazione con partenza e
arrivo al piazzale Ex Stazione.
L’evento ricorre ogni anno
per salutare in modo gioioso
e chiassoso l’arrivo della pri-
mavera dopo il lungo letargo invernale! “Shella Marz” nell’antica lingua cimbra significa
“Suona Marzo”; ragazzi, giovani, bambini accompagnati dai
genitori, adulti delle contrade e
delle vie della città sono invitati
a partecipare con le tradizionali
file di “bandoni”, “cioche” e
“schelle”, e al classico rogo
della “vecia”. Ma mentre nel
resto dell’Altopiano i paesi
hanno già celebrato l’addio a
generale inverno, a Cesuna si
festeggia con qualche settimana di ritardo, neve e gelo
infatti rimangono più a lungo
qui che altrove, la causa è da
imputarsi al sole che, ostacolato dai rilievi circostanti la
frazione, tarda a svegliare la
primavera.
Daniel Finco
La storia di Cesuna in un periodico
La Pro Loco di Cesuna
avvalendosi anche di amici e
collaboratori esterni propone ed
allestisce i nuovi quaderni su
storia, ricordi, aneddoti, soprannomi e fatti accaduti ieri e
di oggi. “Gente di Cesuna” è il
titolo per la pubblicazione che
vedrà la prima uscita nel mese
di aprile. Ogni quaderno composto da 160 pagine, il formato della pagina è di cm
21x29,7, stampato a quattro
colori,
10
dispense
aperiodiche da 16 pagine oltre a quattro di copertina, successivamente a chi ne farà richiesta verrà fornita la copertina cartonata per la rilegatura e ottimale conservazione
delle copie. La redazione ha
pure in programma di accompagnare ad ogni quaderno un CD con filmati inediti
di manifestazioni, ricordi di
personaggi, interviste ed altro ancora. L’invito lanciato
a quanti hanno materiale o
foto relative alla storia di questa frazione roanese è di contattare Gianfranco Valente 0424
694283, oppure Giorgio Spiller
3398112668.
Restando in tema di Pro Loco scopriamo che è attivo da qualche
giorno il nuovo sito internet dedicato a Cesuna (www.cesuna.it).
La novità telematica è stata posta
in essere dal web master Alberto
Pavanello e si propone di raccogliere tutto quello che riguarda la
località turistica situata a soltanto
a pochi minuti dalla pianura e dall’uscita dell’autostrada Valdastico.
Le informazioni ondine saranno
sia a carattere turistico, relative a
iniziative,
itinerari,
ricettività, sia a carattere
storico, è noto infatti che
Cesuna, insieme alle altre
località dell’Altopiano è stata campo di battaglia durante la Prima Guerra
Mondiale. I documenti e
le foto inserite nel sito
sono frutto della collaborazione con tutta la popolazione del paese nonché
con il contributo della Pro
Loco, per ora sono già leggibili alcuni brani tratti dalla
pubblicazione “CesunaKanzune
TreschèSkada”, di Edoardo
Rostan Teckle. (D.N.)
8
Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
Quello delle nozze è un universo assai vasto e complesso. Numerose sono le fiere che
offrono una panoramica molto utile per orientarsi, dove si può trovare tutto ciò che
riguarda matrimonio, ricevimento, viaggio di nozze, la nuova casa. Tra gli eventi internazionali più importanti del settore, c’è Sposaitalia Collezioni, fiera per gli addetti ai
lavori, corrispettivo della “Settimana della Moda Milanese”, che si tiene anche questa
nel capoluogo lombardo, solitamente l’ultima settimana di giugno, con le sfilate e le
presentazioni dei principali atelier, degli stilisti più noti e delle maggiori aziende della
moda per la sposa, e dove è possibile vedere tutte le ultime tendenze. Resoconti di
questa e di altre manifestazioni di grande interesse si possono trovare nei principali
periodici di nozze, tra cui Sposabella, rivista leader del settore, della cui redazione fa
www.giornalealtopiano.it
11
parte anche Marina Lanza, giornalista asiaghese da diversi anni trapiantata a Milano,
che gentilmente ha accettato di rispondere alle nostre domande, offrendoci una panoramica su questo mondo di cui ormai è una vera esperta. Nella pagina seguente pubblichiamo una prima parte di indicazioni che abbiamo raccolto durante un’amichevole intervista che ci ha dato modo di spaziare su numerosi argomenti e curiosità sul tema.
Ma, come anticipato lo scorso numero, per realizzare queste pagine riservate alle nozze, ci avvaliamo anche della collaborazione di ditte locali che propongono i propri servizi
agli sposi. Come Andrea Bergamaschi Fotografo, che ci parla dell’importanza del servizio fotografico, la cui “responsabilità” è quella di immortalare la gioia e la serenità di
una giornata veramente unica ed irrepetibile.
(S.B.)
Andrea
Andrea Bergamaschi
Bergamaschi Fotografo:
Fotografo: ilil piacere
piacere di
di
fissare nel tempo i vostri ricordi più belli
Il matrimonio è uno dei
momenti più belli e importanti della vostra
vita, che merita di essere ricordato. Proprio
per questo, per un fotografo, è una fortuna e
una gratificazione, immortalare per voi quegli istanti così preziosi
che altrimenti andrebbero persi nel tempo.
Il mio obiettivo è di farvi rivivere negli anni
l’emozione di quel giorno, ritraendo sorrisi, lacrime di commozione,
una carezza o uno
sguardo, le luci, i colori, la gioia e il divertimento vostro, dei vostri
amici e familiari.
Perché nessun dettaglio possa sfuggire, dedico al “vostro giorno”
tutto il tempo necessario, iniziando con la preparazione della sposa
e, se possibile, anche
dello sposo, proseguendo con l’arrivo in
chiesa o in municipio,
la cerimonia, il rinfresco, il taglio della torta,
i ritratti degli sposi e
degli invitati.
Potete veder raccontata la vostra storia attraverso fotografie sia a
colori che in bianco e
nero, su di un classico
album o con un foto libro, in base alle vostre
preferenze.
Lavoro esclusivamente
in digitale e senza limite di scatti, quindi ogni
immagine che merita di
essere ricordata non
mancherà nel vostro album. Il digitale, inoltre,
dà la possibilità di perfezionare ogni singola
foto.
Selezionare le foto per
raccontare nel dettaglio
la vostra storia, è importante quanto scattarle. Per questo mi occupo personalmente della
loro scelta assieme agli
sposi. Curo personalmente anche la stampa
che, se non realizzata
professionalmente, può
vanificare il lavoro del
fotografo.
Per me è una gioia consegnare nelle vostre
mani uno dei vostri giorni più belli ed emozionanti raccontati attraverso i miei scatti e
pensare che potranno
essere visti e rivissuti
per generazioni.
Data l’importanza dell’evento, il mio consiglio
è di prenotare il fotografo con buon anticipo,
soprattutto se la data
fissata per le nozze è
nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre. Per prendere visione dei miei lavori o per
ulteriori informazioni
potete venire a trovarmi
nel mio studio, Andrea
Bergamaschi Fotografo, che si trova ad
Asiago in via Scajaro,
46.
Servizio Redazionale
8
Sabato 21 marzo 2009
Marina Lanza lavora per
“Sposabella” della Condé
Nast, casa editrice di
Vogue, Glamour, Vanity
Fair e delle due riviste leader del settore per quanto
riguarda le nozze: Vogue
Sposa
e,
appunto,
Sposabella. “Per lo più –
racconta - mi occupo di
tutto ciò che ha a che fare
con la moda per la sposa, lo sposo, i paggetti,la
cerimonia
per
gli
invitati,e lingerie, gioielli, accessori, valigia per
il viaggio di nozze..., dei
preparativi (con galateo
&
co.)
e
del
ricevimento:location,
catering,
wedding
planner, report di matrimoni realizzati. Ultimamente curo anche la parte psicologica, con il
coinvolgimento saltuario
di specialisti che creano
dei test per noi o che rispondono alle lettere delle
lettrici.
Occasionalmente mi occupo anche di quello che
viene chiamato “extrasettore” come viaggi, lista nozze, bellezza, arredamento, addii al celibato ”. Sposabella è un
quadrimestrale, il prossimo
numero uscirà ad aprile, e
come sempre sarà ricchissimo, nelle sue oltre seicento pagine, di informazioni,
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
Un “Sì” ogni 2 minuti: in Italia ci
sono 250.000 matrimoni all’anno
Il budget medio di spesa per coppia è di diciottomila euro
L’attenzione verso le mode, i mutamenti di costume
idee e suggerimenti utili per
iniziare a muovere i primi
passi verso scelte e preparativi. Oltre che sulle riviste, dove possono gli sposi
trovare un’ampia panoramica su tutto ciò che li riguarderà nel momento in
cui decidono di compiere il
grande passo? “Dedicate
alle coppie di sposi - continua Marina – ci sono delle grosse fiere come Milano Sposi, Roma Sposa
e Tutto Sposi che si tiene
a Napoli, in cui si trova
di tutto. Anche in Veneto
ci sono numerose fiere, in
programma per lo più nei
primi mesi dell’anno, la
più vicina per gli
altopianesi è “Sposiamoci” che si tiene a Vicenza
a febbraio nell’ambito di
Spazio Casa. Una realtà
molto interessante è
“IoSposa – la Fiera per
il tuo Matrimonio”, che è
un evento itinerante con
date a Milano e Roma. La
conosco bene perché è
organizzata dalla casa
editrice per cui lavoro, e devo dire obiettivamente che ha
un’offerta tra le più
vaste e le più aggiornate di ciò che si può
trovare nell’ambito
nozze e dell’inizio di
una vita a due. Ed è
anche tra le più
spassose. Un ottimo
modo d’informarsi è
anche la ricerca on
line. Ci sono diversi
portali, tra i più completi
“
www.iosposa.it”. Qui
si trovano tantissimi
consigli per tutto
quello che concerne
il matrimonio e il ricevimento: da tutta
l’organizzazione, all’abito, ai viaggi, alle
pratiche legali, alle
regole di bon ton, a
quello che serve per
la nuova casa a partire dalla lista nozze,
fino agli ar redamenti
completi. C’è anche la
consulenza gratuita via
mail, con un’esperta che
fa “coaching emozionale” e aiuta a gestire lo
stress prematrimoniale:
dal terrore di far gaffe,
allo stilare la lista degli
invitati, a cosa dire alla
suocera che vuole le
chiavi di casa vostra”.
Negli ultimi tempi c’è la
percezione che ci sia un ritorno al matrimonio, dopo
anni in cui sembrava fosse
del tutto passato di moda.
“Per sposarsi, ci si sposa
ancora: secondo gli ultimi dati Istat del maggio
2008, in Italia ci sono circa 250.000 matrimoni all’anno, quindi 685 al
giorno, 28,5 all’ora. Ovvero, un “Sì” ogni 2 minuti circa. Giorno e notte. Ma cambia la percezione che si ha del matrimonio. Soprattutto nel
nord. Ormai è visto sempre meno come un rito
12
celebrativo di passaggio,
come cambio di vita da
quella della famiglia
d’origine, all’iniziarne
una propria. Adesso, in
media, ci si sposa più tardi, oltre i trent’anni, e
spesso gli sposi hanno
già alle spalle una vita
autonoma, se non perfino una convivenza. Quindi il giorno delle nozze
sta perdendo la solennità
d’un tempo e sta diventando sempre più “festa”,
un’occasione, pur sempre
speciale, per stare in allegria tutti assieme e per
far incontrare i rispettivi
mondi dei due sposi. Tra
i vari mutamenti di costume, posso inserire il fatto
che adesso i wedding
planner tendono a ridurre sempre più il periodo
dello stare a tavola: se
una volta si stava seduti
in media 3 ore, adesso il
tempo medio è di circa
un’ora e mezza. Se non
meno. Sta prendendo piede l’allestimento di un
buffet per aperitivo e antipasti, per poi andare al
tavolo dove si servono
seduti i primi e i secondi
e, dopo, spostarsi verso
un altro buffet per i dolci
e il taglio della torta, facendo accomodare gli invitati in un altra situazione più confortevole e
salottiera. Si tende quindi a creare diversi spazi
tra lounge, american bar,
luoghi di conversazione,
sigar bar, oltre ad allestire la classica zona per
ballare. Ed è sempre più
richiesta anche una sistemazione a parte per i
bambini, con animazione
e menu dedicato”.
Silvana Bortoli
Il marito ideale? E’ quello
che sa stirarsi la camicia!
A IoSposa, fiera itinerante organizzata dalla casa editrice
Condè Nast, si trovano tanti
abiti, con decine di espositori
e sfilate, catering, wedding
planner, animazione e
intrattenimenti, con spettacoli
e concerti dal vivo, stand per
la bellezza con prove trucco
gratuite, lista nozze, oltre che
lune di miele, arredamento,
agenzie per l’acquisto della
casa. “Ci sono concorsi
e... corsi – spiega Marina
Lanza - tra i più apprezzati quello di portamento,
tra i più divertenti quello
per insegnare ai futuri
mariti a stirarsi la camicia. Evento nell’evento, lo
stand “Il matrimonio dei
sensi” che è lo spazio delle ultime tendenze con un
vero e proprio percorso
sensoriale per solleticare,
per l’appunto, tutti i sen-
si. Per esempio, nell’ultima
edizione, per l’udito, c’era
un albero a grandezza naturale pieno di campanelle
antiche, a ognuna delle quali c’era attaccato un biglietto propiziatorio; per il gusto, c’era una fontanella di
cioccolato fuso fondente
dove intingere frutta fresca
e cialde croccanti. E ha avuto grande successo una novità: uno stand di abbigliamento sexy e giochi erotici,
con macchinette dispenser
di sex-toys. Divertente e non
volgare: è stato anche premiato a fine fiera come
l’angolo più visitato del
padiglione!”
S.B.
8
Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
13
I SAPORI
DELLA
TRADIZIONE
Si continua a lavorare alacremente
TUTTO PRONTO, O QUASI, PER IL FISCHIO D’INIZIO
Asiago veste l’iride per la
terza volta in cinque anni!
Motivo di vanto, questo, e
d’orgoglio per questa nostra cittadina e per questo
nostro Altopiano, terra “sospesa” fra la pianura
vicentina e veneta e la montagna trentina ma che vanta nella sua tradizione e
Imperativo far bene, come in passato, ed anche meglio
nella sua storia peculiarità
e caratteristiche che, evidentemente, trovano ed ottengono consensi e plausi,
anche a livello sportivo.
L’<esordio> nel 2004,
quando la Federazione Ita-
liana, anche sulla base di
precedenti positive esperienze organizzative a livello di club in campo nazionale ed internazionale, affidò ad Asiago l’incarico di
ospitare il Campionato
Mondiale Under 18 di 1^
Divisione, Gruppo B, per
“… testimoniare a livello
internazionale la vivacità e la presenza del movimento sul territorio ed
Asiago …” si disse allora.
E ad Asiago ci furono allora delle novità in assoluto:
esordì un nuovo programma di aggiornamento dei
dati in tempo reale su
internet e, per la prima volta, anche le squadre Under
18 ebbero a disposizione
l’assistenza tecnica data
prima solo ai mondiali
senior. Per quella settima-
na Asiago provò questa
<sensazione nuova>, mondiale, un <brivido caldo>
che percorse la nostra città e che diede indubbiamente qualcosa, sotto svariate forme. Al termine il
presidente
federale
Giancarlo Bolognini ebbe
così modo di commentare
“Il Mondiale 2004 Under
18 ha trovato una splendida organizzazione grazie ad Asiago, al suo Sindaco, al Comitato Organizzatore ed ai cittadini
che hanno proposto una
manifestazione di alto li-
vello qualitativo che è
andata al di là delle stesse
attese della Federazione.
Asiago si è confermata città
che sa ospitare ed organizzare …”.
E questo valse, l’anno dopo,
una riproposizione, stavolta per
il Mondiale Femminile 2005, una
<replica> che ebbe modo di ribadire e confermare quanto di
buono fatto vedere nel 2004, una
nuova esperienza che ottenne
ancora una volta unanimi parole
di consenso e di approvazione,
una sorta di consacrazione che
promosse Asiago e l’Altopiano
anche per successivi, ulteriori,
futuri appuntamenti. Ed ecco, lo
scorso anno, questa terza designazione ….
Foto di Paolo Basso
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Sabato 21 marzo 2009
Mario Lievore, Presidente del C.O.L.
Mario Lievore, chiamato a prendere in mano le (non facili)
redini di questa nuova scommessa organizzativa, ha accettato di <dirigere l’orchestra> per la terza volta un appuntamento mondiale, ma con
quali prospettive ed obiettivi
“L’obiettivo è di recuperare quell’immagine lasciata
dal 2005 per tornare ad
avere un ruolo importante
nell’hockey italiano ed internazionale e perché questo dia, assieme ai risultati positivi della società, un rinnovato slancio di entusiasmo per poter guardare al futuro con il fine di tornare presto fra le <prime della classe>. Ancora una volta questo appuntamento ha coagulato una grande squadra, dagli enti (Comune, Comunità
Montana, Provincia, Regione) alle Associazioni di categoria, dagli sponsor ai molti volontari che, unendo le
peculiarità di ciascuno, stanno rendendo possibile questo progetto. A tutti loro va il più caloroso e vivo ringraziamento. Occasioni come questa svolgono svariati ruoli, specie nell’ambito di una piccola come quella
altopianese. Innanzitutto sul piano sociale, consentendo una maggior socializzazione attraverso lo sport; quindi in campo turistico perché, oltre all’immediato delle
presenze, permettono di migliorare le attrezzature dello
stadio del ghiaccio, e questo
a vantaggio di tutte le società
che svolgono attività legate al
ghiaccio, ma anche dei turisti
che troveranno una struttura
sempre più moderna ed accogliente, al passo coi tempi e
con le esigenze sempre < in
movimento> degli utenti.
Le due precedenti manifestazioni hanno lasciato di concreto quella che allora avevamo chiamato <la casa dello
sport> (il bar e le due sale di
accoglienza del primo piano
della palazzina); l’obiettivo è
che anche questo appuntamento possa portare qualcosa di concreto per migliorare la struttura (mezzi di trasporto, attrezzature strutture interne, ….). Queste <occasioni>, oltre a riscaldare le passioni, svolgono un importante ruolo anche per la crescita delle capacità e della
professionalità di chi concerta e realizza la macchina
organizzativa, una crescita che costituisce la premessa per puntare più in alto, per essere pronti a cogliere altre importante opportunità future. Migliorare le
strutture e la professionalità organizzativa significa
comunque anche avere maggiori e migliori premesse
per far crescere i nostri giovani e per puntare nuovamente ai grandi traguardi dell’hockey nazionale e
dell’hockey che conta”.
l’Altopiano
Giancarlo Bolognini, Presidente della Federazione
Dopo i Campionati del Mondo Under 18 del 2004 ed i
Campionati del Mondo Femminili del 2005, Asiago torna ad organizzare ed ospitare un torneo importante
come il Mondiale Under 18
di Division I. Le rappresentative di Austria, Danimarca, Francia, Giappone e Lettonia sfideranno i ragazzi italiani in gare che si preannunciano emozionanti e carche di
significati tecnici ed agonistici.
Esprimo il mio auspicio di un grande successo a tutti gli
atleti oltre ad uno speciale alla nostra squadra ed ai nostri
tecnici. Per tutti i ragazzi presenti questo è il primo passo
in maglia Azzurra verso una brillante carriera hockeistica.
Al Comitato Organizzatore, che ha avuto il compito di allestire questa manifestazione, invio il mio ringraziamento
per essere riusciti nel loro incarico, garantendo con il proprio lavoro il miglior successo di questo Campionato.
Piercarlo Mantovani, Presidente
dell’Asiago Hockey
Evidente la soddisfazione del Presidente dell’Asiago Hockey, avv. Piercarlo Mantovani “Siamo orgogliosi che ancora una volta l’hockey asiaghese sia stato scelto ancora una volta da parte della Federazione Italiana
per una manifestazione di respiro mondiale; una soddisfazione per l’hockey e per Asiago che
nelle precedenti occasioni ha riscosso approvazioni non solo da
parte della Federazione stessa ma
unanimi consensi da parte di tutti
i soggetti che ebbero modo di vivere quelle esperienze. E’ motivo
di vanto anche continuare a mantenere l’hockey, e non solo grazie
al campionato per club che pur
rimane il motivo di interesse principale, al centro dell’attenzione e
disciplina sportiva fra quelle di
maggior peso ed importanza per
la nostra terra. Altro motivo d’orgoglio è che, così come accadde
cinque anni fa, anche quest’anno saranno due o tre i giovani talenti del nostro vivaio che vestiranno quella maglia
azzurra e che avranno
l’onere e l’onore di rappresentare l’hockey asiaghese
su di un prestigioso palcoscenico internazionale, con
lo stimolo in più di farlo su
quel ghiaccio di casa che
da tanti anni calcano e
di fronte ai propri familiari, ai propri amici, ai
propri tifosi”.
www.giornalealtopiano.it
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Guido Carli, Assessore allo
Sport del Comune di Asiago
Assessore, ma questa nostra terra, che già ha dato ampie
prove e garanzie di affidabilità sul piano organizzativo, può
ambire anche ad appuntamenti di valore ed importanza assoluti? “L’altopiano e la sua gente hanno già dimostrato di
essere mature ed all’altezza di saper gestire ed organizzare un po’ in tutti gli ambiti, grazie ad uomini che hanno acquisito nel tempo mentalità esperienza e professionalità, un patrimonio di
enorme valore che ci auguriamo possa essere <insegnato> e tramandato anche
ai giovani. Sì, la capacità
teoriche per organizzare un
evento di valore assoluto
credo ci siano, ma … per
poterlo fare, e qui mi riferisco allo sport di cui oggi
parliamo, e cioè l’hockey,
sono indispensabili strutture qualitativamente e numericamente adeguate; in altre realtà esistono nel circondario contesti di supporto che consentono di far fronte a tali esigenze, qui
no, siamo troppo lontani da altri centri dotati di queste strutture. Ritengo però che, essendo molto importante lavorare in ottica futura sui vivai e sui giovani,
manifestazioni come questo mondiale Under 18, in cui
l’Amministrazione Comunale crede ed a cui dà tutto il
suo appoggio, si collocano a puntino come promozione e come stimolo ai giovani. L’hockey asiaghese ha
preso questa direzione e l’Amministrazione Comunale
è vicina e condivide queste scelte, spesso difficili anche per questione di delicati equilibri e per le oggettive difficoltà economiche ed organizzative, esprimendo un encomio ed un apprezzamento per il lavoro fatto in questa direzione, quella di valorizzare il <prodotto locale> e recuperare quanto più possibile quella fascia intermedia molto delicata. Se una manifestazione come questa sarà capace di avvicinare allo
sport anche solo pochi nuovi ragazzi e di stimolare e
motivare quelli che già hanno intrapreso quel cammino, ebbene, solo per questo avrà valso la pena di
averla organizzata”. Un evento dagli effetti non solo
sportivi, però! “Certamente, sport e turismo, si sa, vanno a braccetto. Questi eventi che richiamano attenzione dei media e che portano direttamente sul posto
centinaia di turisti, ravvivando anche la vita del paese in questa coda d’inverno, hanno quindi un’indubbia e positiva valenza e ricaduta anche in chiave di
promozione turistica”. “Sono certo che anche stavolta tutto sarà curato e preciso, cosa certo non facile
ma che, come di consueto, i nostri organizzatori sapranno sicuramente gestire nel miglior modo possibile; uscire alla grande anche da questa sfida e, quando tutto sarà finito ed i riflettori si saranno spenti,
per tutti coloro che tanto danno ed avranno dato per
realizzare l’evento resterà un vuoto, e l’operoso, serrato brulicare di questi giorni sarà ricordato con simpatia, soddisfazione e nostalgia”.
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Sabato 21 marzo 2009
Alfredo Paiola, Dirigente Scolastico
dell’Istituto Superiore di Asiago
In quale modo la scuola si rapporto con il mondo dello
sport e con avvenimenti come questi? abbiamo chiesto al Dirigente Scolastico dell’Istituto Superiore
di Asiago, prof. Alfredo
Paiola “Come Scuola siamo felici di collaborare
a l l ’ o rg a n i z z a z i o n e d i
una manifestazione così
i m p o r t a n t e , o n o re e d
onere per tutta la comunità altopianese. E’
l’occasione per rendere
ancora più saldi i legami tra il mondo della scuola ed il mondo dello sport
che fornisce ai giovani dell’Altopiano importantissime opportunità di crescita umana e civile, potenziando quegli aspetti formativi come il senso
della disciplina, il rispetto delle regole e lo spirito
di sacrificio che costituiscono le regole basilari di
ogni disciplina sportiva. La scuola cercherà di tenere viva ed all’altezza della tradizione di collaborazione con le realtà sportive del territorio, in particolare con il C.O.L., affinché la manifestazione possa ottenere risultati all’altezza delle aspettative di tutti, non
solo dal punto di vista prettamente sportivo ma anche
dal punto di vista di quell’ospitalità che fa parte della
natura stessa di questa terra altopianese”.
l’Altopiano
Andrea Rigoni, titolare dela “Rigoni di Asiago”
La “Rigoni di Asiago”, azienda leader a livello nazionale nel suo settore, è nella squadra degli sponsor. Cosa
ha spinto la vostra azienda ad entrare in questa avventura? Abbiamo chiesto ad Andrea Rigoni “E’ una
scelta di comunicazione aziendale e si inserisce in
un discorso più ampio di responsabilità sociale
d’impresa che fa parte della nostra filosofia; il che
significa allargare il nostro ambito di competenza
non solo con la produzione e vendita di prodotti
ma anche andando a
supportare attività fatte
s u l t e r r i t o r i o a f a v o re
della collettività. Riteniamo che questi mondiali
siano un’opportunità per
il territorio per confrontarsi e dare ulteriore dimostrazione della capacità di dare accoglienza
della nostra gente nei confronti degli ospiti, della
caratteristica vocazione all’ospitalità di questo
nostro territorio”. Il vostro intervento si limiterà ad
un apporto economico? “No. Attueremo anche un’attività di degustazione dei nostri prodotti alla stadio durante l’intera durata della manifestazione,
creando così un piccolo evento nell’evento”. Potrebbe essere preludio ad un vostro ingresso nel mondo dell’hockey su ghiaccio? “Il nostro pensiero è di
www.giornalealtopiano.it
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supportare attività sociali e sportive; fino ad oggi
abbiamo scelto di dare sostegno alle piccole realtà
e società che avevano meno possibilità di acceder a fonti di finanziament o . L’ h o c k e y s u g h i a c c i o a v r e b b e
un’altra dimensione e diventa un impegno più importante; per quest’anno continueremo sulla via già percorsa ma per il futuro vedremo.. ”.
Saranno una quindicina,
praticamente tutte, le società sportive che sfileranno con una loro delegazione alla cerimonia di inaugurazione della manifestazione
(non solo quelle legate al
ghiaccio, pattinaggio artistico e
velocità, o allo sci, ma anche i cugini dell’hockey inline, calcio,
karate, nuoto, volley …, tutti insomma), una vera e propria adesione di massa che testimonia
l’importanza dell’evento e dà
motivo di pensare in positivo anche, chissà, nell’ottica di
un’auspicata grande collaborazione dello sport altopianese.
Cesare Pivotto
8
l’Altopiano
Sabato 21 marzo 2009
www.giornalealtopiano.it
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La lotta per il titolo una questione fra Renon e Bolzano
Emisfero Asiago, quinto,
pensa già all’anno del 75°
Mantovani esprime soddisfazione ed annuncia tante
conferme, prima fra tutte quella di Bellissimo,
ma comunica anche il divorzio da Camazzola
Ultima fase della stagione
hockeistica, quella in corso, che vede ancora impegnate solo quattro squadre:
da un lato Fassa e
Pontebba a giocarsi il non
certo invidiabile ruolo di
maglia nera del torneo e
dall’altro la questione scudetto, un confronto tutto
altoatesino fra il Renon
(che per la terza stagione
di fila dà l’assalto al suo
primo tricolore) ed i
pluriscudettati Campioni
uscenti del Bolzano.
Per la parte centrale del tabellone tutto già deciso, con
nell’ordine
Cortina,
Valpusteria, Asiago ed
Alleghe ad occupare 3°, 4°,
5° e 6° posto del ranking
stagionale.
Moderata soddisfazione
in casa Asiago dove
per il presidente
Mantovani è tempo dei
primi bilanci “Siamo
assolutamente soddisfatti di questo quinto
posto – esordisce – in
linea con il pro gramma iniziato
due stagioni
fa. Soddisfatto e dispiaciuto al
tempo stesso
perché c’è
stato un momento in cui
abbiamo capito che potevamo fare
di più ed ambire a qualcosa di più
alto. Abbiamo un pro -
gramma che stiamo perseguendo e che sta dando i frutti sperati e voluti. La squadra è comunque maturata ed è cresciuta; adesso c’è una
base solida su cui costruire un futuro salto di qualità. Un organico che ha
delle pedine fisse e stabili
e che ha visto crescere e
riconoscere il talento dei
giovani <prodotti locali>; credo però che sia
necessario dare ai giovani il tempo di crescere
bene e nei tempi dovuti
che ci vorranno due stagioni per completare il
programma ed arrivare
ad avere una squadra di
ottimo livello.
Dopo due anni
termina intanto
l’avventura di
Camazzola
alla guida della panchina
giallorossa; un
divorzio fra
società
e l’ormai ex tecnico
giallorosso che era nell’aria
e venuto dopo due stagioni
in cui, forse, dall’ex difensore asiaghese si era
auspicata una maggior crescita;
certamente
Camazzola ha cercato di lavorare al meglio in uno spogliatoio giovane ed esuberante di cui, forse, non era
riuscito a prendere in mano
le redini ed a gestire le sorti. La dirigenza sta già sondando il mercato per arrivare ad un tecnico che sposi
programmi ed obiettivi
societari, che da un lato porti avanti la valorizzazione
del vivaio locale e dall’altro
abbia la capacità di gestire
una squadra verso traguardi importanti.
Guardando al futuro la società giallorossa sembra
avere già idee chiare, con
le annunciate conferme del
blindatissimo portierone Bellissimo e del difensore
Plastino (entrambi dall’anno prossimo “italiani” e
quindi eleggibili anche per la
Nazionale), di Johnson (già
azzurro), di Borrelli e
DeMarchi (per la cui
naturalizzazione non ci sono
ancora indicazioni definitive e certe).
Non sembra più rientrare
nei piani giallorossi
Pegoraro, così come sarà
molto difficile un nuovo
futuro in giallorosso anche per Tuzzolino (anche se lui gradirebbe rimanere), mentre la società si dichiara pronta a
fare di tutto per tenere
stretto l’esperto e positivo
Lethinen senza ancora
esprimersi su Luciano
Aquino.
Da tempo girano voci del
gradimento per la piazza di
Asiago da parte sia del fratello di Luciano Aquino,
Anthony, che di vecchie conoscenze come Pittis e
Scandella, ed ora si torna a
parlare anche del possibile
ritorno di Strazzabosco.
Mantovani ha espresso
soddisfazione per questi
desiderata, indice ovviamente che ad Asiago si sta
bene, e sottolinea “Valuteremo ogni possibilità; se
ci saranno le condizioni
verranno valutati i possibili arrivi di ogni provenienza in relazione a due
fattori fondamentali: le
esigenze tecniche della
squadra e le condizioni
economiche della società”.
Potrebbero esserci novità
nel panorama degli sponsor
con la famiglia Cestaro che
potrebbe sciogliere, dopo 16
stagioni, il matrimonio delle
proprie griffe con la maglia
giallorossa per passare a
ruoli di co-sponsorizzazione,
mentre si vocifera del possibile subentro da parte della Rigoni di Asiago;
Mantovani lascia ancora
aperta ogni porta “Stiamo
evidentemente già lavorando su tutti i fronti,
compreso quello fondamentale degli sponsor,
anche se il campionato è
per noi finito solo da pochissimo; è presto quindi
per dare risposte certe.
Quel che è certo è che
stiamo cercando anche in
questa direzione di trovare quanto di meglio per
avere le condizioni economiche con cui dare piena attuazione al nostro
programma tecnico”. Si
può parlare di programmi
dell’Asiago per il futuro?
“Cer to. L’obiettivo è di
proseguire nel programma, continuando a credere nei nostri giovani ed
anzi allargando lo spazio
per loro; la squadra,
come detto, c’è e, se le
condizioni economiche e
di mercato lo consentiranno, con qualche ritocco adeguato ed attento il
target del prossimo anno
potrà e vorrà essere quello di migliorare ulteriormente, rientrando fra le
prime quattro”.
Cesare Pivotto
NOVITA’ PER LA STAGIONE 2009-10
Guardando alla prossima stagione potrebbero esserci
interessanti novità per il campionato italiano viste le
palesate intenzioni di Valpellice e Vipiteno a <salire>
in A1, cosa che, con l’azzeramento della la retrocessione, porterebbe la massima divisione nuovamente a
10 squadre (mentre, con il ritorno in A2 del Merano,
le formazioni iscritte al girone cadetto sarebbero otto).
A livello normativo non sono ancora state raggiunte
regole certe, soprattutto in materia di transfert card.
“ L’accordo sarà un altro problema - precisa
Mantovani - anche perché adesso c’è chi vorrebbe
considerare come transfert tutti i giocatori provenienti da federazione estera, compresi gli
italianizzati, cosa che noi evidentemente non condividiamo assolutamente anche perché va ad incocciare frontalmente con la nostra politica che,
non dimentichiamolo, porterà energie fresche e
nuove anche alla Nazionale”.
senza porre evidentemente limiti alla … divina provvidenza, sembra voler aggiungere.
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l’Altopiano
Sabato 21 marzo 2009
www.giornalealtopiano.it
Dai fratelli Ronzani la fortuna è di casa
LUSAINA
La fortuna è di casa alla tabaccheria “Marina e Oscar” dei
fratelli Ronzani, in via Roma a
Lusiana dove, recentemente,
sono state centrate vincite consistenti al lotto e con il “Gratta e
vinci”. Gli importi più cospicui
sono stati vinti con il lotto per
una serie di combinazioni indovinate su ruota fissa che hanno
fruttato colpi da 36 mila euro e 28
mila euro con dei terni secchi e
ambi su terno. Le vincite più comuni al lotto sono in media di
1.500 e 600 euro. Ma nei giorni
scorsi anche il “Gratta e vinci”
Vincite consistenti con il Lotto e il Gratta e Vinci
ha regalato importi cospicui con
un colpo fortunato da 10 mila
euro e un’altra vincita di importo
minore che ha messo nelle tasche
di un altro fortunato 7 mila euro.
La corsa alle vincite milionarie si
è fatta più serrata negli ultimi giorni: in molti, infatti, tentano di accattivarsi la simpatia della dea
bendata perché la speranza degli scommettitori è quella di cogliere nel segno importi che
possano risolvere i problemi
economici. Nella foto, Marina e
Oscar Ronzani.
Egidio Zampese
Brusa marso apre le porte alla primavera
Khéllar: al Kaberlaba un locale
per i giovani, ma non solo
I nomi sono originali, sono quelli di tanti luoghi bellissimi del
Kaberlaba che si trovano nei dintorni del locale: al Khéllar
Casa Rossa è possibile gustare una pizza”Rogabisa” o una
“Stonlaita”, la “Langabisa”, oppure proprio la “Khéllar”, l’insolita proposta che prende il nome del locale, e che è per metà
pizza e per metà calzone. E se diventa un ulteriore motivo di
allegria ordinare una pizza dal nome strambo, la soddisfazione è completa al momento di gustarla, deliziando il palato,
boccone dopo boccone. E’ dalla scorsa estate che il Khèllar,
nato come Birreria, Enoteca e Bruschetteria, è diventato
anche pizzeria. L’idea di realizzare sotto al bar - ristorante
gestito da sempre dalla propria famiglia un ambiente rivolto
al pubblico più giovane, è stata di Danilo Dal Sasso, figlio di
Vittorio e Ivana, al quale i genitori hanno trasmesso la propria
passione e amore per il lavoro. Nell’agosto di quattro anni fa
viene dunque inaugurato il locale che ben presto diventa il
punto di riferimento e ritrovo per grandi compagnie, che qui si
radunano anche per ascoltare musica dal vivo, grazie a un
ricco calendario che si sviluppa in particolare nei fine settimana, con la presenza di band provenienti sia dall’Altopiano
che da fuori. Ma, si sa, il popolo dei giovanissimi si muove
solo a una certa ora, e Danilo, per riempire la prima parte
della serata, pensa di aggiungere anche la possibilità di gustare una buona pizza, rivolgendosi così a un pubblico più
vasto, alle famiglie, e compagnie di amici di tutte le età. Per
realizzare il progetto si avvale della collaborazione di Gabriele Dal Sasso, pizzaiolo fantasioso e dalla lunga esperienza
che con le proprie collaudate capacità prepara ottime pizze
che di certo non fanno notare la differenza di cottura, che al
Khéllar si fa nel forno elettrico. “La gente – commenta Danilo
– è un po’ titubante quando vede che non abbiamo il forno a
legna, ma si ricrede dopo aver provato la pizza, ammettendo
che la differenza non si sente”. Per ovviare a questa iniziale
e in un certo modo comprensibile diffidenza, al Khéllar si
sono inventati delle promozioni con prezzi speciali, proprio
per invitare la gente all’assaggio. E chi ha provato, è poi tornato, segno che il prodotto è stato gradito. Molto apprezzata
è la possibilità di chiedere il “Giropizza”: al prezzo di 10 euro,
bibita compresa, viene servita pizza di diversi tipi a volontà.
Partiranno a
breve anche altre promozioni,
come quella
che
vedrà
abbinamenti
pizza + birre artigianali particolari, dal costo contenuto e
prodotte da piccole birrerie. Fra le serate particolari proposte ci sono anche
le degustazioni di vini in enoteca. Che dire ancora? Che chi
desidera mangiare in tranquillità anche quando c’è la musica
dal vivo ha l’opportunità di farlo accomodandosi in enoteca, e
che il prossimo 28 marzo ospiti del Khéllar saranno I Bandicio,
band di spessore, che spesso accompagna Umberto Smaila
nelle sue serate. Per qualsiasi informazione potete chiamare
il n. 347 5034740.
Servizio redazionale
Dopo il successo del “Ciama
marso”, che ha visto i gruppi
provenienti dalle contrade e
frazioni di Lusiana contendersi il “Ciocon”, grosso
campanaccio messo in palio
dalla Pro loco e riservato al
gruppo più rumoroso e originale, vinto da quelli di Campana nel Colonnello superiore, il 31 marzo, sempre nel Colonnello superiore, in via Piazza, nella ex segheria di marmi,
andrà in scena il “Brusa
marso”. Si stanno già raccogliendo le ramaglie che vengono accatastate nel piazzale
e bruciate quella sera. La località e il luogo è stato
prescelto già da qualche anno
perché si presta ad accogliere un consistente numero di
ragazzi che si divertono attorno al rogo. Il punto in cui
si dà vita al falò è visibile
dalla fascia pedemontana e
dai paesi della pianura. Se la
chiamata di marzo vede la
presenza di un folto numero
di persone che con il frastuono intendono festeggiare l’arrivo della bella stagione, con il falò della fine
di marzo ragazzi e adulti vogliono simbolicamente aprire le porte alla primavera.
E.Z.
Insieme per costruire il futuro di Lusiana
17
Stesso nome o
stesso cognome?
Un buon motivo per fare festa
Le feste degli omonimi tengono
banco a Lusiana dove chi porta lo
stesso nome o cognome si uniscono per festeggiare insieme il santo
patrono o la parentela. Mentre la
festa degli omonimi più longeva è
quella degli Antonio che si ritrovano in località diverse il 13 giugno in onore di S. Antonio da
Padova, sta prendendo piede la
festa di coloro che portano il cognome Ronzani. La prima festa
ha visto la presenza di un centinaio di persone lo scorso anno e
anche per quest’anno il numero
di adesioni dovrebbe aggirarsi
sulla stessa cifra. La seconda festa, rigorosamente riservata alle
sole persone che portano il cognome Ronzani, è in programma
per sabato 28 marzo alle 20 al ristorante “Alla Rosa” di Velo. Le
adesioni si ricevono alla tabaccheria “Ronzani”, al ristorante
“Alla Rosa” e alla locanda “Bar
Centrale”.
E.Z.
Assemblea
annuale dell’Aido
Il gruppo comunale “Aido” di
Lusiana organizza per sabato 29
marzo l’assemblea annuale dei
soci e simpatizzanti. Il programma prevede per le ore 10,15 il
ritrovo presso il Monumento al
donatore eretto in vicino alle
scuole elementari di Santa
Caterina di Lusiana. Alle 10,30
nella chiesa della frazione, accompagnata dalla corale di Santa Caterina,si svolgerà la messa. Verso mezzogiorno al ristorante “Alle Alpi” di via Comarini
di Santa Caterina è in programma l’assemblea dei soci. Per le
12,30 allo stesso ristorante “Alle
Alpi” di S. Caterina si svolgerà
la “Festa del baccalà”.
E.Z.
Nasce il primo punto d’ascolto per i Lusianesi dove proporre idee e chiedere informazioni
E’ nato il primo sito Internet dedicato ai Lusianesi, un punto
virtuale di incontro tra cittadini
e amministratori.
L’iniziativa è del gruppo “Insieme per Lusiana” e lo scopo è
quello di avvicinare la popolazione all’attività amministrativa
e alla gestione del proprio territorio. Grazie al sito Internet, all’indirizzo
www.insiemeperlusiana.it,
chiunque potrà partecipare
avanzando proposte, stimolando interventi, chiedendo informazioni o sollecitando discussioni su temi di interesse collet-
tivo. Il gruppo “Insieme per
Lusiana” con Antonella
Corradin, attualmente minoranza in Consiglio comunale, si proporrà alle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 giugno con
una formazione rinnovata e ca-
ratterizzata dall’inserimento di
molti giovani. La realizzazione
del nuovo sito risponde esattamente al primo obiettivo del
gruppo “Insieme per Lusiana”:
ascoltare i cittadini e condividere con loro le scelte importanti
per lo sviluppo del paese.
Anche in vista delle prossime
elezioni comunali, il gruppo “Insieme per Lusiana” vuole così
offrire uno spazio di confronto
e dialogo a quanti hanno a cuore il futuro del nostro Paese invitando tutti i Lusianesi a fornire utili suggerimenti alla stesura del programma.
Ilo e Puina battono i Cugini di Lusiana
Il “Gnomo’s bar” di piazza 4 Novembre a Lusiana ha ospitato la
prima gara di settino che vedrà
altre sfide svolgersi al “Centrale” e alla “Conca Verde” per poi
spostarsi ad Asiago, Gallio e
Foza prima delIlo e Puina battono i Cugini di Lusiana
campionato del mondo di specialità in programma quest’anno a Roana verso la fine dell’anno. Ha vinto una coppia di
Gallio, tornata a cogliere il primo posto del podio dopo un
periodo di assenza, formata da
Carlo Schivo e Albino
Segafredo (“Ilo” e “Puina”) che
ha battuto nella finale la coppia
di Lusiana formata da Stefano e
Luca Ronzani (cugini). Terza piazza per Walter Maino e Fabrizio
Bordignon di Lusiana e quarto
posto per un’altra accoppiata
lusianese formata da Danilo
Villanova e Francesco Cantele.
Tra le sfide più attese di questo
periodo è il torneo della “Conca
Verde” in calendario il 3 e il 4 aprile prossimi che vedrà in lizza 64
coppie, il numero più alto di ac-
coppiate di tutti i tornei
dell’Altopiano che vedono in
media 32 o 16 coppie presenti e
provenienti da tutto l’Altopiano.
E.Z.
Nella foto, le prime due coppie
classificate al “Gnomo’s bar” di
Lusiana.
“A tavola con il
Tarassaco di Conco”
E’ stata presentata presso la biblioteca comunale di Conco la quarta
rassegna enogastronomica “A tavola con il tarassaco di Conco” che
si propone di promuovere il territorio e i prodotti locali. Gli appuntamenti inizieranno venerdì 3 aprile al
ristorante”Alla Rondinella” di
Tortima. Le cene dell’itinerario proseguiranno il 18 aprile al ristorante
“AllaTorre” di Fontanelle, il 25 aprile
al “Milleluci” di Rubbio.Amaggio
ci si ritroverà alla trattoria “Al Tornante”, al “Ruben’s Stube Fest” di
Rubbio. La serata conclusiva è programmata per il 22 maggio al ristorante “Da Maino” a Conco. E.Z.
Conco, incontro
sulle energie
rinnovabili
Interessante incontro a Conco
proposto da Blu Energy Control
in collaborazione con il Comune
di Conco sulle energie alternative
ed in particolare sul fotovoltaico.
Il 26 marzo alle 20.30 nella biblioteca comunale si svolgerà un convegno con il seguente programma: introduzione alle energie
rinnovabili, la descrizione pratica
dell’impianto fotovoltaico con la
valutazione in termini di risparmio
economico ed impatto ambientale ed infine degli esempi di impianti
esistenti.Al termine del convegno
i tecnici dell’azienda saranno a disposizione dei convenuti per informazioni e delucidazioni. G.R.
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
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Franco e Veronica, la
gioia di impegnarsi
Franco e Veronica arrivano al
nostro appuntamento con le
nuovissime giacche dei
Rispaar, di colore rosso, un
colore intenso e forte, come
lo è il sentimento che li motiva e li rende parte del gruppo.
Le indossano con orgoglio,
anzi forse è meglio dire con
gioia, perché è proprio la gioia che traspare dalle loro parole, quando raccontano il
loro essere Rispaar. Franco e
Veronica nei Rispaar ci si sono
ritrovati, come tante altre coppie di genitori, dopo aver dato
vita a degli spettacolini per divertire i bimbi dell’asilo frequentato dai figli: nel tempo
con il gruppo sono cresciuti,
han condiviso l’idea e la volontà di tenere vivo quello che
erano riusciti a mettere insieme, per poter fare qualcosa
per gli altri. “Quando, terminati gli anni dell’asilo dei
nostri bimbi – raccontano –
alcuni di noi hanno ventilato l’ipotesi di continuare, con
un fine benefico, abbiamo
aderito subito, buttandoci
senza pensarci neppure un
attimo in questa esperienza
che abbiamo sentito subito in
perfetta sintonia con i nostri
ideali. E’ bellissimo poter stare insieme ad altre famiglie e
condividere l’impegno rivolto a fare qualcosa di concreto per chi è meno fortunato”.
Con il gruppo sono arrivati a
far divertire, dopo i bimbi dell’asilo, un sacco di gente, di
tutte le età. Soprattutto sono
riusciti, ed è questo che dà
loro le soddisfazioni più grandi, ad accendere e tenere vivo
il fuoco della solidarietà. Han-
no dato, hanno ricevuto. “Più
doni, più ricevi – dice Franco
– quello che mi colpisce moltissimo, continuando a stupirmi e meravigliarmi, è il fatto che quaranta e più persone con professioni, idee, scelte, ideali e stili di vita diversi, ognuno con i propri impegni e problemi, riescano, senza sentire il peso della fatica
che un impegno ulteriore può
portare, a realizzare lo stesso progetto, con gioia e armonia, consolidando amicizie che sono autentiche, profonde, disinteressate”. Franco e Veronica hanno tre figli:
Andrea, Maria Chiara ed Elisabetta, la piccolina che ha
due anni, e che ha “costretto”
mamma a rinunciare a qualche
appuntamento “rispaariano”.
“Ma – dice – mi sono sempre
ugualmente sentita parte del
gruppo, presente a fianco di
Franco, contribuendo come
potevo. A proposito dei bimbi, vorremmo ringraziare
molto i nonni dei nostri figli,
che prendendosi cura di loro
quando ne abbiamo avuto
necessità ci hanno permesso
di partecipare insieme all’attività del gruppo”. E cosa dicono oggi i vostri ragazzi più
grandi, quando vedono gli
spettacoli? “Si divertono tantissimo – dicono Franco e
Veronica – sono felicissimi di
ciò che facciamo, anche se a
volte, cogliendo qualche prova, qualche momento di “ripasso” che facciamo a casa,
si dicono perplessi, ma poi
quando vedono il risultato
globale approvano in pieno.
Ed è capitato anche che ci
dessero qualche suggerimento, qualche idea sui travestimenti”. Franco suona, canta
e balla o dà il proprio contributo a qualche sketch,
Veronica balla e fa qualche
scenetta, preferendo le parti
comiche, che la divertono tantissimo. “Devo ammettere –
dice Franco – che soprattutto all’inizio non è stato facile entrare nei personaggi, salire sul palco ed affrontare la
scena”. Chi si ricorda alcuni
balletti molto spettacolari e
coreografici dei primi spettacoli non può che comprendere, del resto ci siamo stupiti
spesso delle trasformazioni
che vediamo sul palco, con
gente che siamo abituati a vedere nei loro quotidiani panni, che riesce davvero a dare
vita
a
qualcosa
di
spettacolare. “Mi piacerebbe
essere più presente alla vita
del gruppo -conclude Franco
– partecipando all’incontro
settimanale del giovedì, ma
oltre a lavoro e famiglia,
sono piuttosto impegnato in
parrocchia con attività per la
comunità, e quindi non mi è
possibile. Ciò nonostante, io
e Veronica sentiamo fortissimo il legame con gli altri,
con questa grande, variegata e stupenda famiglia”.
Silvana Bortoli
parlare.
Intanto, accompagnata da
Manuel Berthod, la si può sentire spesso, durante gli aperitivi proposti da “La Baitina”, in
un genere che non è propriamente il suo: il soul
interpolato da arrangiamenti
jazz di brani nati pop. La sua
speranza è di approdare presto in qualche club e cantare
qualche pezzo jazz e brasilian
jazz, dopo molti anni passati
nel rimorso di una carriera in-
terrotta, al punto da maturare
una sorta di rigetto per la musica, per lei fonte di nostalgia
e dolore.
Un’artista a 360 gradi, passata dalla danza alla musica jazz,
da un continente all’altro,
dalla gestione di una catena
di ristoranti in Italia nuovamente al palcoscenico: un
astro della musica per troppo
tempo oscurato che sta tornando a poco a poco a brillare.
Martina Ross i
U come ugola d’oro, U come Ursula May
Ecco la carriera musicale dell’apprezzatissima cantante italo-americana
Capita di sentire la sua straordinaria voce, di tanto in tanto,
tra le mura de “La Baitina”,
tra quelle stesse pareti che hanno visto passare le più grandi
celebrità della musica leggera
nazionale.
Canta per passione da tantissimi anni e ha fatto
riecheggiare la sua splendida
voce da un continente e l’altro.
Stiamo parlando di Ursula
May, nata in Italia da madre
altopianese e padre americano. La sua giovinezza è trascorsa tra l’Italia e l’America, dandole
una
formazione
multiculturale che certamente
l’ha aiutata a sviluppare diverse inclinazioni.
Ad Asiago ha frequentato le
scuole elementari, a Vicenza la
prima media, a Thiene il Liceo,
al suo primo anno di
sperimentazione linguistica, e
a Roma il Dams (Discipline
dell’arte, della musica e dello
spettacolo), dove ha avuto anche un’esperienza come ballerina professionista in una compagnia di danza primitiva e
contemporanea.
Da sempre appassionata di musica, amore
dapprima espresso attraverso la danza,
Ursula ha voluto trasferirsi in America,
dove aveva vissuto per
qualche anno da bambina, per seguire i corsi dell’Università Jazz
di Miami, prediligendo
questo genere di musica per cui ha sviluppato sin da subito una
particolare sensibilità
e che lei considera
un’arte raffinata,
E’ in questo prestigioso ateneo,
secondo nelle statistiche statunitensi, che Ursula ha affinato
la
sua
naturale
predisposizione trasformandola in un grande e indubbio talento: un ambiente ricco di personalità di spicco (tra gli altri
si ricorda il “mostro sacro” Pat
Metheney), una specie di accademia alla “Fame” di cui
sente ancora oggi la mancanza, una vita fatta di arrangiamenti, didattica degli strumen-
ti del genere e canto.
Nel frattempo, Ursula si è anche laureata in Ospitality
Menagement, titolo di studio
che le è servito più tardi, una
volta tornata in Italia, per la
gestione di una catena di
ristorazione.
In America, la sua carriera musicale sembrava essere sul punto di decollare: i suoi concerti
erano molto apprezzati e si era
prospettata per lei anche l’opportunità di incidere un disco,
dopo aver lavorato come
background vocal per molteplici jazzisti; una cosa non
da poco se si pensa al jazz
come un genere di nicchia,
non volto alle grandi masse,
bensì a pochi amatori.
Alla carriera musicale la cantante ha anteposto quella familiare: dopo avere incontrato il marito e aver dato alla
luce il primo dei suoi due figli, Ursula ha deciso (di comune accordo con il marito)
di ritornare in Italia, al fine
di offrire una vita
qualitativamente superiore
ai sui bambini rispetto a quella che avrebbe condotto nella
grande metropoli, un’esistenza
più alla portata d’uomo. Il marito si è perfettamente abituato
ad “Asiago village”, mentre l’artista fatica ancora a destreggiarsi tra due culture che fanno
parte di lei in ugual misura pur
essendo così diverse.
Adesso che entrambi i figli sono
grandi, Ursula sta tentando, con
molta fatica, di rientrare nel
mondo del jazz e ha in ballo delle proposte di cui, per
scaramanzia, preferisce non
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
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I ricordi cinematografici di Andreino
CULTURA
È un tipo mite Andreino Carli,
oggi si gode la meritata pensione nella sua casa asiaghese,
assieme alla moglie Ketty Dal
Sasso. Nel 1969, esattamente
40 anni fa, fu il co-protagonista del film “I Recuperanti” girato sui Sette Comuni per la
regia di Ermanno Olmi. Il
66enne padre di Cristiano, giornalista e collaboratore del quindicinale L’Altopiano, ha un ricordo vivo legato alla sua esperienza di attore. Nella primavera di quell’anno la RAI-TV diede il via alla lavorazione del film;
Olmi, Mario Rigoni Stern e
Tullio Kezich composero la
sceneggiatura interpellando i
veri recuperanti che per anni
avevano girato il fronte dell’alto vicentino scavando e raccogliendo reperti abbandonati dalla Grande Guerra. La scelta del
cast durò alcune settimane.
Antonio Lunardi per la parte del
vecchio Du fu notato all’osteria della contrada Buso di Gallio,
Andreino Carli mentre in processione percorreva il giro della
Rogazione.
“All’epoca avevo 26 anni –
racconta il Gianni della fiction
– lavoravo come agente di commercio della Faema, mi occupavo di arredamento bar. Dopo
un veloce provino a casa di
Olmi, mi richiamarono, andavo bene per la parte del reduce
La signora Vania ci accoglie
sorridente in un freddo pomeriggio di Febbraio.
E’ domenica e c’ è la neve, la
neve di questo lungo inverno
di abbondanti nevicate ma noi,
visitatori interessati e l’ospitale proprietaria riusciamo a
superare le iniziali timidezze
di ospiti improvvisi.
Il Museo dei Cuchi di
Treschè Cesuna è realtà
museale che insiste sul territorio da più di vent’anni,
da quando l’ amore e la passione di Gianfranco Valente
per questa particolare forma
d’arte si organizzano sino a
trasformarsi in un vero e
proprio Museo, con tanto di
Associazione amicale, “Gli
amici del Museo dei Cuchi
di Cesuna”. E’ il cuco uno
strumento a fiato in materiale fittile, un “ gioco” che
nasce con l’uomo e come l’
uomo nasce dalla terra stessa. Il suono emesso dal cuco
è un trillo di gioia, un inno
A 40 anni dall’uscita del film “I Recuperanti” parla il protagonista della pellicola diretta da
Ermanno Olmi. “A fine lavorazione chi ci rimase più male fu il vecchio “Du”, Antonio Lunardi”
che torna dal fronte e deve
reinserirsi alla vita civile, con
tutte le problematiche legate
alla disoccupazione, ad una
vita ancor più dura per chi
abita in montagna.”
Quanto durò la lavorazione
del film?
“Quando i personaggi furono
messi davanti alla cinepresa,
la troupe aveva già girato parecchia pellicola sui paesaggi
e per cercare i luoghi adatti alle
singole ambientazioni. Le interpretazioni degli attori durarono poco meno di due mesi.
Si alloggiava tutti all’albergo
Erica, la cui cucina ci procurava pure i cestini per il pranzo in giro per il set”.
In quei momenti non sperava di diventare una star del
cinema? Per quanto il film
non disponesse di una grande produzione alle spalle, si
trattava pur sempre di una
occasione per cavalcare le
luci della ribalta, Asiago faceva
l’occhiolino
a
Cinecittà?
“Immaginavo che la mia carriera artistica sarebbe finita lì,
ma nell’intimo un po’ sognavo, a quell’età è plausibile, da
adulti si diventa più disillusi.
Nei mesi successivi alla presentazione della pellicola fui contattato più volte, un pezzo grosso milanese legato al mondo
cinematografico mi cercò per
delle proposte in cui mi sarei
affiancato ad attori già affermati. Pareva mi si spalancassero le porte di teatro e pubblicità, poi non se ne fece più nulla, tutto si fermò lì. Tra l’altro
in quei mesi vinsi un concorso
come liquidatore d’una società
assicurativa. Era tempo di pensare alla stabilità economica,
piuttosto che ad una incerta
professione. Comunque per “I
Recuperanti” fui ingaggiato
con tutte le carte in regola, rispettando le norme emanate dal
Ministero del lavoro, con tanto
di cassa-mutua per artisti”.
Lei nel film è un recuperante
per necessità che si affianca
all’esperto “Du”, ma col radar in realtà c’è andato qualche volta in vita sua?
“Per carità! Della raccolta e
vendita di residuati bellici so
tutto, quassù è stata una realtà
comune a molte famiglie, però
non ho mai girato per boschi e
pascoli col cercametalli e piccone. Da bambino ho comunque portato in spalla qualche
sacco che conteneva cartucce
e pezzi di ghisa, solo per guadagnare 50 o 100 lire, aiutavo
cioè i recuperanti veri in cambio di qualche mancia. Se devo
essere sincero nemmeno il film
l’ho visto tante volte. Dal pe-
riodo successivo alla prima
presentazione nel 1969 l’ho rivisto dopo 35 anni. Forse colpevole è stata un po’ di malinconia che mi sorgeva nel pensare a quell’intermezzo della
mia vita”.
Con Ermanno Olmi che rapporti ha mantenuto?
“Lui
viene
spesso
sull’Altopiano, ha casa qui. Per
anni quando ci si incrociava
per le vie di Asiago erano saluti e strette di mano. Ora lo
incontro raramente, un saluto
e via. Durante la lavorazione
del film, anche fuori dal set,
non mi chiamava Andreino, ma
Gianni, come il protagonista
I MISTERI DI FEDERICO BONALDI
Personale dell’artista bassanese al Museo dei Cuchi di Cesuna
alla vita, semplice, primigenio, è suono di appartenenza e presenza. Di chiara derivazione apotropaica dunque l’origine del cuco si perde nella notte dei tempi come
testimoniano nelle preziose
vetrinette del Museo splendidi esemplari di cuchi antichi, colombiani, veneti nonché indiani. Il linguaggio di
questo oggetto universale è
universalmente conosciuto.
Al bassanese Federico
Bonaldi, di casa da sempre
presso i coniugi Valente, è
dedicata questa bella personale intitolata “ Opere fischianti di Federico
Bonaldi”.
L’esposizione, in occasione
anche della Mostra Biennale
Internazionale del Fischietto
di Terracotta,
che i direttori
proprietari del
Museo Vania e
Gianfranco Valente organizzano dal 1993, rimarrà aperta al
pubblico fino ad
aprile 2009, dal
martedì alla domenica, con
orario 10-12 /
14.30-18.
Bonaldi è artista
di grande impatto, emotivo e affascinante
come le sue
opere.
Figura iconica
egli stesso non
ha bisogno di presentazioni.
Lasciamoci guidare allora dal
filo dei suoi stessi ricordi, leggiamo i misteri del suo felice
narrarsi, del suo rivelarsi a noi
nell’ incredibile intreccio di
sapiente scrittura. Davanti a
noi sfila un popolo folletto.
Percorriamo insieme i labirinti della memoria e i pavimenti delle cattedrali, arriveremo alle pietà, umane e divine, poiché di pietà è fatto
il dolore terreno e celeste,
cuori trafitti da mille spade e
da mille frecce ma anche
maternità dolcissime di donne e di madonne, di infanti
nudi o in fasce. Ecco il Presepe, tutto aggruppato, è il
Presepe dell’ infanzia, il più
semplice, il più scontato e il
più amato. Ecco i gruppi dei
bambini e i loro giochi di abilità fisica, protagonista il
corpo: il salto della corda, l’
aquilone, il cerchio, la palla,
l’ affascinante diablo. E’ repertorio di impatto la poesia
dei loro costumi, grembiulini
disegnati in segreti giochi di
punti intrecciati, rivisitate
geografie della memoria di
antiche zie, stampe, tessuti
copti, armeni e russi.
E’ Bonaldi artista colto,
mirabolante, alchemico, irriverente.
Ecco le bande musicali, e
tutto ciò che è “gruppo di intenti” e quindi tipi umani
uguali e differenti e basta
uno scarto nello sguardo, nel
movimento a creare differenze, gioco dell’ uguale nel di-
della fiction. Diceva di apprezzare la mia semplicità nella recitazione”.
Ci racconta qualche particolare curioso?
“Con il vecchio Lunardi io avevo anche mansioni di interprete, l’anziano montanaro non
comprendeva bene le direttive
del regista, dovevo quindi tradurre le battute in dialetto, e
confesso che il compito non fu
dei più facili. Era un uomo introverso ma buono, pareva un
bambino nel paese dei balocchi. Non aveva ben realizzato che
si stava girando un film e in cuor
suo sperava che le riprese non finissero mai. Credeva di aver trovato l’America. “Ah! Sti bisi dei
foresti – diceva – non potevano
venirmi a cercare 40 anni fa,
quando ero più giovane e forte”.
Un altro fatto che ricordo bene è
legato all’esplosione avvenuta a
Forte Corbìn. Si stava simulando la disgrazia occorsa a dei
recuperanti intenti a scaricare una
bomba, gli artificieri fecero la
carica un tantino “pesante”, così
che la deflagrazione fece sobbalzare tutta la troupe, ci spaventammo da morire, pareva fosse tornata davvero la guerra.
Di tutte quelle sensazioni ed esperienze oggi mi rimane solo un bel
ricordo, come è giusto che sia”.
Daniel Finco
verso.
Alla voce “ricordi giapponesi”, tolte da qualche nicchia
d’ ombra (toko no ma) sono
la palla colorata, il gatto
iconico e ieratico. Spuntato da
qualche paravento discosto, il
bimbo aggrappato al cavalluccio, il busto - ritratto di donna. Che dire dell’ “Isola del
Tesoro” con la stupefacente
invenzione formale del tratto, baluginante sotto una luna
incerta come si conviene ad
una storia di invenzioni dove
tutto è incerto come tutti i
ritrovamenti…
Invenzioni si è detto e quindi verità. Non esiste invenzione senza verità.
Abbiamo il privilegio di conoscere un artista unico, artigiano di mano prodigiosa,
fedele nella ricerca alla sua
intima verità di uomo e di poeta attraverso l’ incredibile
mimesi del processo artistico. Appassionato lettore di
Jung, il Maestro scrive: “ Mi
è sempre piaciuto allungare
una mano nella pattumiera del
mio inconscio ed estrarre
qualcosa” .E misteriose e
belle sono tutte le sue forme.
Chiudiamo questo libro di memorie, riapriamolo al caso,
ogni verso è bellezza. Scendiamo, risaliamo insieme il corso
del fiume con Federico, ogni
scoperta, ogni ricordo è salvato per noi. Rallegriamoci
della sua presenza.
Silvia Penner
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l’Altopiano
Sabato 21 marzo 2009
SANITA’
Tumore all’intestino: un esame
semplice può salvare la vita
Prende il via in Altopiano la campagna di screening organizzata
dall’Ulss 3 in collaborazione con la Regione Veneto indirizzata
a uomini e donne di età compresa fra i 50 e i 69 anni
L’Ulss 3 in collaborazione
con la Regione Veneto ha
avviato un programma di prevenzione e diagnosi precoce
dei tumori all’intestino rivolto a uomini e donne di età
compresa tra i 50 e i 69 anni.
La campagna consiste in un
semplice esame delle feci ,
totalmente gratuito e che non
necessita di impegnativa del
medico, per la ricerca di sangue occulto (cioè non visibile ad occhio nudo).
Le persone interessate a
quest’iniziativa in Altopiano
sono in totale 5302. A ciascuno verrà inviata a casa una
lettera di invito a partecipare, in cui verranno indicati
luogo e data per il ritiro dell’apposito flaconcino per la
raccolta delle feci e la data
dell’esame.
“Una procedura semplice –
dice il dottor Luigi Rossato
del Dipartimento di prevenzione
del
distretto
sociosanitario di Asiago – ma
importante a titolo di prevenzione e per la diagnosi precoce. Nella maggior parte dei
casi l’esame risulta normale. A volte vengono rilevate
delle lesioni pretumorali che
possono essere asportate
con piccoli interventi ambulatoriali. In caso di diagnosi
positiva, si ricorda che, se
diagnosticato precocemente,
il tumore al colon può essere
curato in modo definitivo”.
In base alle stime fatte
dall’Ulss 3, preventivando
un’adesione pari al 65% (cioè
3450 persone che si sottoporranno all’esame), potrebbe
esserci un tasso di positività
del 6% (207 persone che saranno invitate ad effettuare
una colonscopia) con un attesa, in tutto, di una decina di
casi positivi.
Una volta terminate le analisi, sarà un operatore dell’Ulss
a contattare coloro che necessitassero di ulteriori esami e di colonscopia, dando a
tutti la piena libertà sul dove
effettuarla. Per dare una
completa informazione sulla
Campagna di Screening per
la prevenzione e la diagnosi
precoce dei tumori del colon
retto alla popolazione è stato
fissato per Mercoledì 25
marzo 2009 ore 20.00, nella
Sala delle Maschere della
Comunità Montana, un apposito incontro aperto a tutti.
www.giornalealtopiano.it
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Un esame da ripetere
ogni due anni
I tumori dell’intestino (colon retto) si sviluppano molto
lentamente a partire da piccole formazioni benigne
chiamate polipi (adenomi), che possono iniziare a
sanguinare diversi anni prima della comparsa di altri disturbi. All’inizio questo sangue non si vede a
occhio nudo, ma può essere identificato con un esame delle feci chiamato “ricerca del sangue occulto”.
Se lo troviamo quando è ancora molto piccolo, il tumore può essere curato in modo definitivo. L’esame
del sangue occulto è molto efficace per individuare
il tumore dell’intestino, anche quando è molto piccolo e non avvertiamo nessun disturbo. Come ogni esame però, presenta dei limiti. Inoltre può capitare che
un polipo o anche una lesione tumorale ci siano ma
non sanguinino il giorno dell’esame. Per questo è
importante ripetere lo screening ogni due anni e non
sottovalutare eventuali disturbi che possono manifestarsi anche dopo un esame di screening normale. Quindi rivolgiamoci al nostro Medico se prima del prossimo
invito (o se abbiamo un’età non compresa nello
screening) notiamo del sangue nelle feci o abbiamo dei
disturbi intestinali duraturi. Per avere ulteriori informazioni sull’esame del sangue occulto fecale si può
chiedere al proprio medico o telefonare al numero 0424/
888366 dalle 11 alle 13.30 dal lunedì al venerdì.
Interverranno il dottor Luigi
Rossato del dipartimento di
prevenzione, il dottor Michele Iuliani primario di chirugia
all’ospedale di Asiago, il
dottor Giorgio Da Rin direttore del Laboratorio Analisi,
il dottor Gaetano Scuderi del
reparto di chirurgia dell’ospedale di Asiago e il
dottor Alessandro Poletti, direttore della Struttura Complessa di Anatomia patologica.
Stefania Longhini
Amici del Cuore, dieci anni di impegno, solidarietà e amicizia
Gli Amici del Cuore hanno
festeggiato, con una bella
serata conviviale, i dieci anni
di attività. Un raduno di
tesserati e simpatizzanti per
imparare qualcosa di nuovo
in termini di prevenzione grazie alla consueta relazione
tenuta dal primario di
cardiologia dell’ospedale di
Asiago Enzo Apolloni che è
stata anche occasione per
presentare il nuovo direttivo
dell’associazione, da poco
nominato. La presidenza,
per la prima volta, è stata
affidata ad una donna,
Antonietta Bernar, affian-
cata da Leonardo Cinetto,
vice presidente, con Andrea Longhini come tesoriere e Antonio Antonimi
come segretario. “Un particolare ringraziamento –
dicono i nuovi eletti – va
sicuramente al presidente
uscente Arnaldo Cantele
per la sua disponibilità e il
suo impegno in questi tre
anni e per essere stato uno
dei soci fondatori del gruppo”. Nel decimo anno di vita
associativa, prima tappa
importante nella storia di
questo sodalizio, si è anche
voluto dare un riconosci-
mento speciale, con la consegna di una targa, al dottor
Leonardo Cinetto, per l’importante contributo che ha
dato e continua a dare in
termini di professionalità,
disponibilità, attenzione e
amicizia.
Lo stesso Cinetto tiene a ricordare le finalità con cui
è nata questa associazione:
“Rompere la solitudine in
cui si trova chi è colpito da
malattia cardiaca, solitamente chiuso nei problemi
psicologici che essa crea e
collaborare con le strutture
pubbliche per diffondere
Da sinistra Antonio e Rita Antonini, il dottor Leonardo Cinetto, Antonietta Bernar e Andrea Longhini
conoscenze sulle malattie e
sugli stili di vita da adottare
per una efficace prevenzione”.
“Ma c’è anche un altro
aspetto importante di questo mettersi insieme – sottolinea Cinetto - e cioè la
nascita di una catena di solidarietà che unisce e porta
a superare ogni genere di
campanilismo”.
Con i fondi ricavati dai
tesseramenti, da lotterie organizzate in occasione dei
pranzi sociali e da donazioni spontanee, in questi dieci anni si è infatti provveduto ad attuare alcune iniziative di carattere benefico. In modo particolare è
stato elargito un contributo
di 900 euro all’Associazione Amici di Antonio Pertile
e Sonia Sartori per il progetto di ospitalità rivolto ai
bambini di Chernobyl; un
contributo di 800 euro è stato dato anche all’Unitalsi
per il trasporto dei disabili
a Lourdes in occasione del
quarantesimo di fondazione; recentemente si è provveduto ad aiutare una famiglia con due bambini all’ospedale, permettendo alla
madre di pagarsi il soggiorno per poter star loro vicino. In questo periodo, si sta
sostenendo una persona
che non può permettersi
l’acquisto di particolari e
costose medicine. Nei primi giorni del 2009 si è anche provveduto a donare all’ospedale di Asiago due televisori installati nelle due
stanze per la riabilitazione
cardiologica, aperte, con un
totale di 4 posti letto, lo
scorso novembre.
Tra le attività svolte dall’associazione si ricorda l’effettuazione, nei casi individuati dai medici di base, dell’elettrocardiogramma a
domicilio.
Il consiglio si riunisce una
volta al mese e si studiano
sempre nuove iniziative.
“Le idee sono tante e belle
– sottolinea Cinetto – e il
fatto di aver coinvolto un bel
gruppo di donne che collabora attivamente con il consiglio, ha portato una ventata di energia e di voglia di
fare. Le donne, per natura,
sono più intraprendenti degli
uomini e più brave a concretizzare”. Gli iscritti al gruppo
sono oltre un centinaio e, in
tema di iscrizioni, si ricorda
che per entrare a far parte
degli Amici del Cuore non
occorre essere stati toccati
da malattia, basta condividere le finalità dell’associazione. Per chi volesse iscriversi, avere informazioni più dettagliate, fare proposte per
nuove iniziative da avviare si
ricorda che l’ufficio è aperto presso la sede del Centro
Anziani di Asiago ogni giovedì dalle 17.30 alle 18.30.
Stefania Longhini
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
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Più sport a scuola, nonostante tutto
SPORT
Il tanto discusso “Decreto
Gelmini”, messo a punto per
rendere la Scuola Italiana
più efficiente ed aggiornata, in realtà sembra non aver
soddisfatto la maggior parte
dei Docenti di ogni grado,
spegnendo anzi in molti di
loro l’iniziativa e l’entusiasmo per promuovere la cultura e l’ attività ludico-sportiva.
Sarà pur vero che qualche
insegnante non si applica al
meglio per impartire ai ragazzi educazione e conoscenza,
ma, fortunatamente, un numero ragguardevole è ben
preparato e applica tutto il
suo potenziale. Questi ragazzi, che oggi sono sui banchi
di scuola, sono il futuro della
nostra società; si comprende quindi come sia fondamentale il ruolo degli insegnanti che non devono essere solo adeguatamente
remunerati , ma anche motivati , incentivati e sostenuti
affinchè possano approfondire la loro progettazione didattica e mettere a punto
programmi ed esperienze
valide e diversificate per i
loro studenti.
Alcuni Istituti scolastici so-
Considerazioni sul ruolo fondamentale di una sana attività sportiva nell’educazione e nella crescita dei giovani.
La felice esperienza di una scuola di Padova che ha portato gli alunni sulla neve del Centro Fondo Fontanella
prattutto nel nord Italia, hanno attuato diverse forme di
protesta contro il taglio dei
finanziamenti e la nuova
ristrutturazione del’ordinamento scolastico, in alcuni
casi limitando o addirittura
togliendo attività culturali e
gite scolastiche, promosse
solitamente durante il tempo
pieno o i rientri pomeridiani.
E’ con piacevole stupore, visto l’attuale contesto, che si
può invece annotare come
alcuni insegnanti continuino a
prendersi la responsabilità di
promuovere attività culturali
e programmare esperienze
motorie nuove per i ragazzi,
riconoscendo il ruolo fondamentale di una sana attività
sportiva nell’educazione e
nella crescita dei giovani.
Quest’inverno ho avuto il piacere di ospitare al mio Centro Fondo Fontanella delle
scolaresche provenienti sia
dal nostro Altopiano, come i
“padroni di casa” del Comprensivo Lusiana-Conco con
la mitica Professoressa Cristina, ma anche dalla provincia di Padova, zona sud intorno a Piove di Sacco, dove
non si può proprio dire che lo
sci di fondo sia molto cono-
sciuto. Eppure, grazie ad una
Legge Regionale che stanzia
dei contributi per gli Istituti
che richiedano di svolgere
una attività sportiva supplementare e all’entusiasmo del
Professor
Daniele
Rampazzo, un dinamico insegnante di Educazione Fisica, altissimo giocatore di
Pallacanestro, fondista, ciclista e sportivo a tutto campo,
tanti ragazzi hanno sperimentato gli sci stretti, rispondendo numerosi alla chiamata del
Professore che ha fatto da
coordinatore fra le diverse
scuole che hanno aderito al
progetto . La sana fatica di
una giornata sulla neve, all’aria aperta e senza pericoli, lungo i binari che portano
a Malga Camporossignolo, è
stata vissuta gioiosamente e
con intensità da tutti; i ragazzi
hanno sperimentato il piacere di stare insieme e rispettarsi in una dimensione non
consueta ed anche la figura
dell’Insegnante, che ha condiviso fatica e colazione, seduto assieme a loro sulle panchine della malga, ed anche
risate e ruzzoloni, ha acquistato un ruolo diverso e una
più elevata qualifica ai loro
occhi. “Alla fine, dice il Prof.
Daniele, personalmente non
guadagno nulla a livello
economico, perché
quella parte di contributo che mi spetta, e che
non è poi molto, è necessario per coprire le
spese delle infinite telefonate, per promuovere
gli incontri con i vari
colleghi e per l’organizzazione in generale. Il
mio tempo lo metto volentieri a disposizione
gratuitamente, ricompensato poi dal piacere
di sentire tutti gli insegnanti miei colleghi, da
quelli della Scuola Media alle
maestre delle Elementari, entusiasti e soddisfatti di questa esperienza e i ragazzi che
mi hanno già chiesto: “si va
anche l’inverno prossimo,
vero Proff?”. Si aspettano,
logicamente, una risposta affermativa.
Lo sport, sia individuale sia di
squadra, presenta le sue regole che vanno rispettate da
ogni praticante e diventa
quindi una scuola di vita per i
giovanissimi , richiede impegno e conoscenza del la propria corporeità, gestione del
proprio limite fisico, non importa se l’obiettivo da rag-
giungere è una vittoria o, più
semplicemente
Malga
Camporossignolo dove la
motoslitta ha depositato le
saporite colazioni che attendono di essere consumate!
Lo sport è antidoto alla
sedentarietà che affligge la
maggior parte dei giovani e
una gita sulla neve diventa,
oltre ad un impegno fisico,
anche un momento di vivacità
e divertimento, data l’ilarità che
suscitano le inevitabili e numerose cadute, ed è bello sentire
ancora quelle sane risate che i
ragazzi hanno ormai quasi dimenticato!
Non ho il ruolo né la sufficiente conoscenza del Decreto per
contestare il Ministro Gelmini;
semplicemente mi piacerebbe
che Ella potesse stare qualche
giorno sul campo con i ragazzi, sugli sci o sulla palestra di
roccia o in bicicletta lungo le
piste di una Riserva o di un
Parco; risulterebbe molto più
facile comprendere come
l’educazione sportiva sia un
aspetto imprescindibile nella
formazione generale dei giovani, orientata al benessere
psicofisico lungo tutto l’arco
della vita.
Sonia Basso
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
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Hockey Inline A1
INLINE
Pagina a cura
di Stefano Angonese
E’ di nuovo Asiago - Trieste, sabato il
“faccia a faccia” che vale il primato
Fabio Forte (presidente dei Vipers) e Cristian Rela (l’ex più atteso, ora
sulla panchina giuliana) “giocano” la sfida in questa intervista-doppia
Sabato 21 marzo sarà tempo di vivere un altro capitolo della
saga tra Asiago Vipers ed Edera Trieste. In palio, questa
volta, il primato in classifica. I giuliani, ancora imbattuti in
questo campionato, dovranno difendere i tre punti di vantaggio dall’assalto della Rigoni di Asiago, a caccia di una vittoria
Nome: Fabio.
Cognome: Forte.
Se un anno fa ti avessero detto che Cristian Rela sarebbe
stato l’allenatore dell’Edera
Trieste cosa avresti risposto?
« Decisamente non ci avrei
creduto, anche perché avevamo spesso denigrato
l’operato dell’Edera ».
Perchè le strade di Rela e dei
Vipers si sono divise?
« Perché ha trovato qualcuno che ha soddisfatto determinate richieste, credo esclusivamente di carattere economico ».
E chi ha avuto maggior responsabilità?
« Se uno conosce la situazione nella sua totalità la risposta non può che essere
oggettivamente Rela. Non
ho colpe, se non quella di non
essermi smosso dalla mia
posizione, ma per la prima
volta penso di aver ragionato da presidente e non da
amico. Non posso farmene
una colpa ».
Hai mai pensato di “cedere”
alle richieste di Rela?
« No. Avevamo un accordo
dall’anno precedente che
non sarebbe stata modificata la parte economica dello
stesso. Avevamo già raggiunto il massimo a disposizione e quindi non si poteva
andare oltre ».
Ti sei pentito della scelta?
« Direi di no. Abbiamo un
tecnico (Roberto Varotto,
ndr) che sta svolgendo il suo
lavoro e che ha già raggiunto ottimi risultati, come la
conquista
della
“Champions”, che non mi
aspettavo. Storicamente, comunque, sono uno che porta
avanti le proprie scelte, come
ho sempre fatto anche con i
precedenti allenatori, anche
con Rela, difendendoli fino
all’ultimo ».
I Vipers sono più o meno forti
senza Rela in panchina?
« Lo vedremo a fine stagione. In ogni caso sono convinto che attualmente
Cristian sia il tecnico più
completo in circolazione, anche e soprattutto grazie all’esperienza maturata negli
Asiago Vipers ».
E l’Edera?
« Alla luce di quanto ho appena affermato direi proprio
di sì ».
Sabato arriva
l’Edera, quest’anno mai
battuta nei
due scontri diretti (pari sofferto a Trieste; sconfitta,
per la prima
v o l t a ,
all’overtime in
Supercoppa).
Come finirà?
« Viste le ultime due prestazioni in
campionato
sarà una gara
difficile, ma
sono anche
convinto che in certe partite
i Vipers tirino fuori sempre
qualcosa in più. Ma poi magari il campo ti smentisce,
come in Supercoppa. Pensavo di vincerla e invece… .
Comunque per sabato direi
Asiago ».
Sarà una partita speciale
a livello emotivo solo per
Rela o anche per Forte e
per i Vipers?
« Ho metabolizzato il passaggio di Rela all’Edera.
Per me sarà una partita
importante, ma a me non
cambia la presenza di
Rela o di un altro allenatore in panchina. Giochiamo contro l’Edera, non
contro Rela. Per alcuni
elementi della squadra
forse è diverso, visti i due
precedenti stagionali. Per
lui credo possa essere difficile, ma penso sia anche
bravo a gestire le emozioni
ed una volta iniziato l’incontro passerà tutto ».
Dopo la partita che farai?
« Andrò a mangiare la pizza e poi a letto ».
Chi vincerà la regular
season?
« Spero i Vipers, ma ci sono
anche buone chances che
la vinca l’Edera. In caso di
sconfitta, per noi si aprirebbe un baratro; pareggiando
cambierebbe poco; mentre
vincendo saremmo virtualmente primi ».
Chi vincerà lo scudetto?
« Spero i Vipers ».
Rela tornerà ai Vipers?
« Vorrei dire di sì, ma credo di no ».
Tre aggettivi per definire
che riaprirebbe i giochi per la pole position nella griglia playoff.
In caso contrario, invece, per l’Edera si spalancherebbe una
corsia preferenziale verso la vittoria in regular season.
A presentare la sfida due amici che ne hanno passate tante
insieme e che ora si ritrovano ad essere avversari. Da una
Cristian Rela.
« Tre sono troppi e allo
stesso tempo troppo pochi.
Comunque,
hockeysticamente, direi
preparato,
furbo
e
motivatore ».
Manda un messaggio a
Cristian Rela.
« Non mi viene in mente
nulla da dirgli. Anzi sì.
Eravamo d’accordo che
sarebbe venuto a casa
mia a vedere le partite di
“Champions” della Juve
dopo quella con il
Chelsea…rimandiamo all’anno prossimo ».
Nome: Cristian.
Cognome: Rela.
Se un anno fa ti avessero detto che Cristian Rela sarebbe
stato l’allenatore dell’Edera
Trieste cosa avresti risposto?
« Assurdo. Non mi sarei
aspettato che i Vipers avrebbero rinunciato a me. Poi, una
volta presa la decisione di andare in cerca di un altro allenatore, mi sono sentito libero
di scegliere ed una serie di circostanze mi ha portato a Trieste ».
Perchè le strade di Rela e dei
Vipers si sono divise?
« Per qualche incomprensione di troppo. Per una questio-
parte Fabio Forte, presidente degli Asiago Vipers, dall’altra
Cristian Rela, ex capitano ed allenatore delle “vipere” da
qualche mese passato “al nemico”, sportivamente parlando.
Quindici questioni, tante quanti i trofei conseguiti nei Vipers
dall’accoppiata Forte-Rela nel decennio 1998-2008.
ne di orgoglio.
Per una questione economica. Non ritenevo assurda la richiesta di un ritocco, ma evidentemente non
c’erano le possibilità. Almeno
così mi è stato
detto ».
E chi ha avuto
maggior responsabilità?
« Direi entrambi ».
Hai mai pensato di “cedere”
alla proposta di
Forte?
« Tornando alla questione dell’orgoglio, direi di no. Il cuore
diceva una cosa, l’orgoglio
un’altra. Non è stata una scelta semplice. In ogni caso, mi
sono lasciato in maniera tranquilla ».
Ti sei pentito della scelta?
« No ».
I Vipers sono più o meno forti
senza Rela in panchina?
« Si vedrà. Mi sembra prematuro esprimere un giudizio ».
E l’Edera?
« Spero lo sia di più, ma anche
in questo caso si vedrà ».
Sabato c’è la sfida con i Vipers,
contro cui quest’anno l’Edera
non ha mai perso. Come fini-
rà?
« Mi auguro vinca l’Edera, ma
ci vorrà l’ennesima partita perfetta ».
Sarà una partita speciale a livello emotivo solo per Rela o
anche per Forte e per i Vipers?
« Sarà particolare per me, perché non ho mai avuto la possibilità di giocare o allenare in
gare ufficiali sulla pista di
Asiago. Poi passerà, in fondo
ci siamo già incrociati due volte ».
Dopo la partita che farai?
« Berrò sicuramente una birra
in compagnia di tutti quelli che
vorranno farlo insieme a me,
Vipers in primis. Anche all’andata finì così. In pista è una cosa,
fuori un’altra ».
Chi vincerà la regular season?
« Mi auguro l’Edera Trieste ».
Chi vincerà lo scudetto?
« Spero la Juve (e giù una risata,
ndr). Scherzi a parte, vincerà il
migliore ».
Rela tornerà ai Vipers?
« Mai dire mai. Me lo auguro,
anche se per vari motivi penso
sia difficile possa verificarsi nell’immediato futuro, ma l’esperienza mi insegna che tutto può
cambiare da un giorno all’altro
».
Tre aggettivi per definire Fabio
Forte.
« Intelligente, simpatico e furbo
». Manda un messaggio a Fabio
Forte.
« Tieni duro! ».
CALCIO: CLASSIFICHE E PROSSIMI IMPEGNI
Prima categoria Girone
“C” (aggiornata all’8a
giornata di ritorno): S.
Vito di Leguzzano * punti
45, S. Fortunato 41, Azzurra Sandrigo 40,
Elleesse 39, Pove e
Scledum 38, Summania
32, S. Eusebio 31, Canove
29,
Dueville
*
e
Travettore 25, Breganze
24, Cassola S. Marco 23,
Mussolente 22, Poleo
Aste 16, Angarano Azzurra 15. * una partita in
meno
Prossimi turni: 22 marzo
(ore 15) Angarano Azzurra-Canove; 29 marzo (ore
16) Canove-Summania.
Seconda categoria Girone “E” (aggiornata
all’8a giornata di ritorno): Alto Astico Posina
punti 45, Orsiana e Lugo
Calvene 40, Malo 39,
Careciupan 36, Torre Valli
34, S. Giorgio Perlena 33,
Costabissara 32, S. Vitale Castelnovo 31, Cà
Trenta 28, S. Tomio 27,
Montecchio Precalcino
24, Cosfara * e Asiago 22,
Concordia 21, Valdastico
* 20. * una partita in
meno
Prossimo turno: 22 marzo
(ore 15) Lugo CalveneAsiago; 29 marzo (ore 16)
Asiago-Alto
Astico
Posina.
Seconda categoria Girone “F” (aggiornata
all’8a giornata di ritor-
no): Carmenta punti 52,
Cartigliano 48, S. Anna 47,
Juventina Laghi 38,
Campese e Giovanile
Ezzelina 36, Lusiana
Conco e Bp ‘93 32, S.
Croce Bassano 30,
Va l l o n a r a 2 9 , S p f 2 7 ,
Junior Valbrenta 25, S.
Vi t o
Bassano
24,
Campolongo 22, Arsenal
Cusinati 15, Colceresa
MPM 13.
Prossimi turni: 22 marzo
(ore 15) Juventina LaghiLusiana Conco; 29 marzo
(ore 16) Lusiana ConcoSpf.
ti 63, Eurocalcio 56,
Q u i n t o Vi c e n t i n o 4 9 ,
Longa ‘90 46, Cusinati 44,
Real Stroppari 35, Fellette
** e Pedemontana 33,
Aurora S. Giuseppe * 25,
Palladiana Vigardolo 24,
Gallio 21, Marchesane *
18, Virtus Colceresa e S.
Pietro Rosà 17, Villaggio
S. Lazzaro * 15, Fortitudo
Bassano * 10. * partite
in meno
Prossimi turni: 22 marzo
(ore 15) Aurora S. Giuseppe-Gallio; 29 marzo
(ore 16) Gallio-Real
Stroppari.
Terza categoria Girone
“Bassano” (aggiornata
all’8a giornata di ritorno): Union 98 Borso pun-
Nota: le partite delle formazioni altopianesi potrebbero subire variazioni
di luogo.
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
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Sci di fondo, il bilancio della stagione
SPORT
Con la finale Regionale del Trofeo Latte Busche svoltosi l’8
marzo a Falcade, si è conclusa
la stagione agonistica 2008-09
per lo sci di fondo riservata alle
categorie Baby e Cuccioli. Il
15 marzo, sulle nevi della Val
Gares è invece andata in scena
la terza ed ultima prova regionale per le categorie Ragazzi e
Allievi, valida come Campionato Regionale con l’assegnazione dei titoli individuali. Per gli
addetti ai lavori, maestri di sci,
tecnici e allenatori è stata una
stagione memorabile, vista la
quantità di neve e l’inizio degli
allenamenti già a fine novembre.
Il circuito di gare provinciali
riservate ai giovanissimi, comprendeva quest’anno 4 prove
anziché le tre consuete, sia
per Baby-Cuccioli, sia per
Ragazzi-Allievi. Tolti invece dal
calendario Federale, almeno
per quest’anno, i Campionati
Italiani Ragazzi, un tentativo
questo, da parte della FISI, di
fermare l’ agonismo esasperato e sproporzionato per miniatleti di 12 e 13 anni. All’inizio
di stagione si è riscontrato un
calo nel numero degli iscritti alle
gare, così come c’è stata una
leggera flessione anche nei
tesseramenti FISI a livello provinciale. Ciò è comprensibile,
nel contesto di questa nostra
società opulenta e sedentaria,
dove i ragazzi non sono più
abituati a meritarsi e guadagnarsi nulla; diventa quindi sempre più difficile per gli Sci Club
reclutare i partecipanti e appassionarli alla pratica di uno sport
individuale e impegnativo qual
è lo sci di fondo. Poi, per for-
Lo sci Club 2 A si porta a casa le vittorie finali - Tanti gli atleti altopianesi che hanno ben figurato
tuna, ci ha pensato la
tanta neve e l’”inverno
vero”a richiamare nuovi praticanti e invogliare tanti ragazzini, facendo risalire il numero degli iscritti, e i dati sono
stati confortanti fino a
fine stagione.
La prima prova provinciale si è svolta in anticipo rispetto al calendario degli scorsi anni, il
23 dicembre sulle piste
del Golf di Asiago; una
ginkana (sci + lanci di
pallone, tiro di una corda per suonare una
campanella, discesa con
3 porte tipo slalom)
questo era il percorso per le
prime categorie, compresa
quella dei Baby Sprint fino agli
8 anni. Peccato che la qualità
della neve, compatta e abrasiva, abbia messo in difficoltà i
più piccoli: una fresatura più accurata avrebbe risparmiato
qualche pianto e reso più divertente il pur valido percorso. Le
categorie Ragazzi eAllievi si sono
invece misurati, con distanze diverse sul percorso che comprende la impegnativa salita del Prunno
; anche per loro la gara si disputava a tecnica classica.
La seconda prova è andata in scena il 18 di gennaio alle Montagnole
di Recoaro, in una giornata di
nevischio e nebbia. Circuito breve e facile da ripetere più volte
per i piccoli, 2,5 km invece abbastanza impegnativi per la categoria cuccioli maschile. Ragazzi e
allievi si sono dati battaglia, in tecnica pattinata, sui 5 e 7,5 kilometri
su un percorso tortuoso che non
consente recuperi. La terza pro-
va si à disputata, sotto una nevicata, sulle nevi del Monte Corno,
sul consueto percorso la prima
domenica di febbraio; in scena
anche i Baby Sprint su una
ginkana, mentre per i ragazzi allievi era nuovamente prevista la
gara in tecnica classica. La chiusura del circuito Provinciale è stata fatta in data 22 di febbraio a
Campolongo di Rotzo, su una
vera “montagna” di neve invernale. Km 1 per gli Sprint e i Baby,
1,5 per le Cucciole e 2,5 per i
maschietti impegnati per il Latte
Busche; Il Trofeo Euganeo era
invece riservato ai più grandicelli;
km 3,5 la distanza da percorrere per le ragazze, 5 quella per i
maschi che corrispondeva anche alla lunghezza riservata alle
allieve femmine, impegnativi i
7,5 km per gli allievi; le due categorie hanno gareggiato in
skating. Si può dire, sfogliando le classifiche, che i giovani
atleti hanno confermato il loro
reale valore in ogni prova: così
Luigi e Laura Campioni regionali di ballo
Luigi Frigo, di Canove, e Laura Cignacco, di Torri di
Quartesolo, ai Campionati Regionali di danza sportiva, svoltisi a Zanè il 7 e 8 marzo, hanno conquistato la prima posizione. Si sono dunque guadagnati il titolo di campioni regionali nella disciplina di liscio unificato (categoria 19-34 classe
B1) e di vice-campioni regionali nella disciplina di danze
standard (categoria 19-34 classe B2), nonché l’accesso al
Campionato Italiano che si terrà a Rimini dal 19 al 28 giugno
2009. Atleti del Team Diablo di
Torri di Quartesolo, diretto dai
maestri professionisti Paolo
Santin e Kiara Nardotto, una
delle più grandi realtà della danza sportiva Italiana, Luigi e Laura gareggiano solitamente per
la regione Emilia Romagna
(sede del team), ma grazie ad
una disposizione della Fids (Federazione Italiana Danza Sportiva) hanno potuto disputare la
gara in qualità di atleti Veneti.
Luigi e Laura danzano insieme
da 6 anni, una passione che li
ha spinti ad intraprendere il
mondo della danza sportiva con
un impegno pressoché quotidiano. Un impegno che li ha portati ad ottenere ottimi risultati,
nell’anno agonistico in corso infatti sono attualmente finalisti in
tutte le gare di selezione del Nord
Italia.
troviamo l’agguerrito gruppo
delle Cucciole del 2 A con
Giorgia Parini che ha vinto,
seppur di misura, tutte e quattro le prove vincendo il titolo
provinciale davanti alla compagna di squadra Marta Cantele e
al 3° posto l’altra amica di club
Giulia Panozzo; Alice Pozza
Valentina Ava, Veronica Rossi
e Sofia Costantini sempre a rincorrere le tre in testa alla classifica: Nei cuccioli maschi vince il titolo provinciale Marco
Minuzzo del 2A seguito da
Cristian Ronzani e Tobia Gheno
del Bassano . Un po’ più
altalenante il risultato delle Baby;
la prima prova è stata vinta da
Serena Cera, ma poi vince in
finale Marianna Gheno del
Bassano davanti a Carli Valentina
e Costa Valentina entrambe
dell’U.S.A. Fra i maschietti vince Leonardo Cuffolo seguito dai
compagni di squadra del 6 campanili Mosele Federico e Cera Giovanni.
Nel circuito ragazzi-Allievi,
mai messa in discussione
la supremazia del ragazzo
Filippo Parini del 2A, che
ha vinto la classifica finale
davanti rispettivamente a
Mosele Marco del 6 Campanili e Gheno Mattia del
Bassano. In campo femminile vittorie a ripetizione per
Rosa Debora, in questo
momento la più cresciuta
nel fisico e la più forte, sempre rincorsa da una Maria
Cherubin del 2 A, più giovane ma molto convincente e sicura. Troviamo poi
al terzo posto Brenda
Pangrazio del 6 Campanili.
Fra le allieve vince Giada
Tessari seguita da Martina Mosele
e Chiara Francavilla. Fra i maschi primeggia Davide Cantele
dell’U.S.A. Al 2° posto Frigo
Marco del Val Magnaboschi e al
3° posto Matteo Cherubin del 2A
AsiagoAltopiano. Nelle gare giovanili ha prevalso nettamente a livello provinciale lo Sci Club 2A
seguito dall’U.S.A. e dal 6 Campanili
La gara regionale
E così si sono classificati i giovani altopianesi nella regionale di
Val Gares: il titolo ragazze è andato a Rosa Debora del Nordico
Monte Corno, seguita daAntoniol
Erica del Sovramonte mentre al
3 posto troviamo Brenda
Pangrazio del 6 Campanili, 9
Marianives Valente del 2 A , 10
posizione per Sara Strazzabosco
e 11esima per Denise Cera entrambe del 6 Campanili, 14
Veronica Stefani, 15 Ilaria Rigoni,
16 Martina Doriguzzi, 20
Veronica Rossi. Nel settore ma-
schile Filippo Parini dello Sci
Club 2 A si è portato a casa il
titolo regionale, mentre troviamo
Marco Mosele del 6 Campanili in
quarta posizione, 7mo Alessandro Carli USA, ottavo Matteo
Panozzo e 14mo Kevin Frigo ,
entrambi compagni di società del
vincitore, 24mo Frigo Loris del
Valmagnaboschi , 25mo e 33mo
rispettivamente Giovanni Spagnolo e Oscar Costantini del 2 A
Asiago Altopiano. Vittoria per l’
Allieva del Val Padola Marlene
Demartin, Giulia Slaviero del 2 A
si classifica in ottava posizione,
nona Chiara Francavilla e 12ma
Martina Mosele entrambe dell’USA 14ma Giulia Strazzabosco
del 6 Campanili. Il titolo Allievi
maschile è andato a Marco Frigo
del Valmagnaboschi secondo
Stefano De Col del Castionese
mentre la terza posizione è stata
agguantata da Davide Cantele
dell’USA, 7 Beppe Pilati, 8
Simone Bertacco , 11 Luca
Rigoni. 18 Francesco Milardi, 20
Matteo Cherubin, 25 Luca
Bortoli.
Si archivia così anche questa
lunga stagione invernale; qualche Sci Club, vista la considerevole quantità e la buona qualità della neve, ne approfitterà
per uscite di contorno, per
lavorare con calma a livello
di tecnica, correggendo ed
impostando al meglio il gesto
. Senza stress e senza più
agonismo, si può lavorare
bene ed ottenere considerevoli miglioramenti, prontamente attuabili non appena si
riprenderanno gli sci alla prima nevicata del prossimo inverno. E speriamo sia altrettanto ricco di neve!
PATTINAGGIO ARTISTICO A ROTELLE
Bis per il Cristal Skating Team, che
si aggiudica anche il titolo Italiano
Nel pattinaggio artistico a squadre i più forti del Veneto sono
anche i più forti d’Italia: nei Campionati Italiani svoltisi al Palasport
di Verona il 13, 14 e 15 marzo
nella categoria “Gruppi spettacolo” il podio è risultato lo stesso
dei regionali dello scorso mese a
Caorle: sul gradino più alto il
Gruppo Cristal Skating Team di
Fara Vicentino, allenato da Elisabetta Restello e Massimo Carraro
con”Vanita’ allo specchio-Narciso e il lago”; al secondo posto il
Gruppo Division di Portogruaro
con “ 100% Arabica” mentre terzo classificato è risultato il
Gruppo Antitesi di Vicenza con
“Double Face”. Grande la soddisfazione per tutto il numeroso
gruppo di Fara, che ha visto premiato il proprio impegno aggiudicandosi grazie all’importante titolo italiano il diritto di partecipare al Campionato Europeo che si
svolgerà a Reggio Emilia durante
il ponte del 1° Maggio e
la rappresentazione dell’ Italia alla
54^ edizione dei mondiali di pattinaggio artistico a rotelle che si
svolgerà a Friburgo in
Germania nel mese di novembre.
Per la vittoria della squadra di Fara
si è fatta festa anche a Conco,
in casa di Anna Sartori Cortese, atleta del Cristal Skating
Team, festeggiata in particolare dai suoi due bimbi, Martina
di 7 anni ed Enrico di 4, entrambi pattinatori come la mamma.
(S.B.)
Anna Sartori (a destra) con
Martina ed Enrico, pattinatori
come la mamma
V
O
L
L
E
Y
Con l’arrivo della primavera,
così come sbocciano le
sementi gelosamente custodite
sotto la neve, arrivano anche i
primi riscontri del costante impegno della P.G.S. Pallavolo
Cesuna nel settore giovanile. La
Federazione vicentina ha deciso, infatti, di assegnare le finali
provinciali della categoria U16
alla società altopianese, che
quest’anno si avvale dell’importante collaborazione nell’organizzazione della società Slegar
Volley Club di Asiago. Dopo
U18 maschile e femminile nel
2007, l’U13 femminile del
2008, ora è la volta della categoria U16 di calcare il parquet
dell’altopiano. Le sfide che incoroneranno le squadre campioni provinciali maschile e
femminile verranno disputate il
prossimo 5 aprile a Roana, per
quanto riguarda il settore maschile, con orari alle 15,30 la
sfida per il 3° posto e a seguire
quella per il 1°. Il femminile,
invece, disputerà le rispettive
gare con il medesimo orario
d’inizio al Palazzetto IPSIA di
Via Cinque ad Asiago.
È questo il biglietto da visita che
spinge ancora una volta la società a richiedere il sostegno per
l’impegno profuso volto non
solo a valorizzare la pratica
sportiva della pallavolo, ma, soprattutto, indirizzato all’interesse di far vivere a ragazzi e giovani l’esperienza dello sport
come momento di educazione,
di maturazione e di impegno
secondo lo spirito delle
Polisportive Giovanili Salesiane
dalle quali trae origine l’attività
8
Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
24
PALLAVOLO
Asiago e Roana ospitano
le finali provinciali Under 16
del Volley Cesuna. La dirigenza ricorda allora che
l’occasione per tutti i contribuenti di concedere il
loro contributo è quello di
apporre la propria firma
nelle schede per la scelta
della destinazione del Cinque per 1000 indicando
nella casella dedicata alle
Associazioni di Promozione Sociale il Codice
Fiscale della società
93011530248. La firma,
ovviamente, non determina un maggiore esborso
per il cittadino in quanto
rappresenta solo una destinazione delle imposte
già calcolate sul reddito;
anche a chi riceve solo il CUD,
e non presenta la dichiarazione
dei redditi, è concessa questa
opportunità compilando la lettera che viene consegnata dal
datore
di
lavoro
in
concomitanza con lo stesso.
Prosegue intanto l’attività sportiva della società con le rappresentative impegnate nei vari
campionati provinciali.
Nel campionato maschile di 2a
divisione è arrivata l’ora dei
Play-off e la prima giornata,
disputata lo scorso 7 marzo, è
nel segno dell’U.S.D. Altair di
Vicenza che sbatte la porta in
faccia alle pretese del CesunaCaseificio Pennar infliggendogli un 3 a 0 senza discussioni.
In effetti, dopo aver perso i
primi due set 14-25 e 12-25,
solo nel terzo set, in seguito ai
cambi nella formazione ospite,
il Cesuna si desta dal torpore
portandosi, sul 22-19, quasi a
ridosso della conquista del set.
A quel punto l’allenatore avversario introduce ancora gli elementi di spicco e per i nostri
non c’è più scampo: 23 a 25 il
finale del terzo set. Buona comunque la prestazione generale della squadra con il centrale
Christian Rebeschini ed il libero Daniele Magnabosco, migliore prestazione stagionale, in
particolare evidenza.
Il prossimo impegno di playoff è fissato per sabato 21 alle
16,00 a Thiene contro la
Fulgor.
Intanto ritorna ad essere protagonista nel campionato di 2a
Divisione femminile l’Holz
Volley Cesuna che conquista
tutti i 6 punti disponibili nelle
ultime due giornate. Nella partita casalinga giocata sabato 7
marzo l’avversaria di turno era
la formazione dell’U.S. Torri.
Un confronto caratterizzato da
Trasferta francese per Team Cross Asiago
Lo scorso 22 febbraio, per
Team Cross Asiago, è cominciata la stagione agonistica.
Il primo appuntamento di prestigio nel quale, per difendere i colori italiani, la Federazione italiana Uisp si è affidata, come lo scorso anno, ai
Riders del sodalizio
altopianese, si è tenuto nell’alta Normandia, nella splendida cittadina balneare Le
Touquet. Qui, da 37 anni, si
svolge la più grande e massacrante gara del mondo di
Enduro-cross su sabbia. 1010
www.giornalealtopiano.it
piloti provenienti da tutto il
mondo, tra cui i nostri Antonio Rigoni e Renzo De
Bortoli, campioni triveneti
2008, nelle rispettive categorie, che hanno gareggiato in
sella a due Yamaha 450 preparate per l’occasione dallo
specialista Franco Picco.
Davanti a 350.000 spettatori
assiepati lungo le splendide
dune che sovrastano l’immensa spiaggia sulla quale
è stato allestito il campo
gara, alle 13, è scattato il
via i piloti impegnati per 3
ore a superare le varie difficoltà dei 16 km del percorso, caratterizzato da lunghi rettilinei, sul quale si
raggiunge la velocità di oltre 120 km orari. Rigoni,
pettorale numero 519, e De
Bortoli, pettorale numero
386, danno vita a una grande performance riuscendo
a concludere rispettivamente al 75° e al 57° posto, sfatando la leggenda
che i primi 100 posti siano solo cosa per gli specialisti francesi. Per la
cronaca, la gara è stata
vinta dal francese Timotei
Positek su Honda. Pienamente soddisfatto il presidente Alessandro Stella
organizzatore della spedizione assieme al presidente del comitato regionale
veneto motocross Francesco Meneghini i quali colgono l’occasione per ringraziare gli sponsor Immobiliare neve, Rode e Axo
per l’importante aiuto dato
anche in questa occasione.
interminabili azioni di gioco
durante il quale non è certo
mancato lo spettacolo: da segnalare ancora l’ottimo stato di
forma di Leyla Martello, laterale, che specialmente nel primo set proponeva attacchi
incontenibili dalle avversarie.
Nei set successivi ritorna ad
esprimere il meglio di sé Tatiana
Panozzo, centrale, che ricerca
continuamente le migliori soluzioni offensive, risultando essere risolutiva nei momenti
determinanti (suo il match
point). Infine, buoni i turni in
battuta di Barbara Stella, centrale, e Alessia Salmaso,
palleggiatrice, che raggiunge
anche in questo fondamentale un encomiabile grado di
abilità oltre alla costante
affidabilità nel ruolo di competenza. 3 a 1 il risultato finale, con parziali di 25-18, 2624, 19-25 e 25-23, con l’U.S.
Torri che solo nel terzo set si
fa avanti approfittando di un
calo di concentrazione delle
“Tigers”.
Nella trasferta di Barbarano
giocata lo scorso sabato
14 marzo contro il Riviera
Volley, l’obiettivo principale, cui le ragazze dovevano indirizzare la propria
attenzione, era quello di
non lasciarsi coinvolgere
dal blando ritmo di gioco
imposto dalle avversarie.
In effetti l’aver espresso
le proprie capacità di costruzione dell’azione d’attacco è risultata essere
l’arma vincente che ha
permesso di concludere
senza sofferenza tutti e tre
i set a proprio vantaggio.
0 a 3 per il Cesuna con parziali di 16-25, 15-25 e 2025 che, in virtù degli altri
risultati e del recupero della
7a di ritorno in programma
contro il Rosà Packing ’90,
proiettano le Holz a ridosso
della quarta posizione in classifica ed a stretto contatto con
la terza posizione occupata
dall’U.S. Astico di Lugo. La
classifica guidata sempre dal
Cogollo a quota 44 seguito
dall’Angarano, prossimo avversario del Cesuna, a quota
39, poi Lugo a 32, Rosà a 31
e Cesuna 28.
Due vittorie anche per il Volley
Cesuna U20 nel Campionato
Open femminile AICS e secondo posto in classifica ormai certo a due giornate dal
termine della regular season:
dopo aver conquistato l’ostico campo del P.C.G. Santorso
con un netto 0-3, parziali di
12-25, 24-26 e 21-25, grazie
alle confermate ottime prestazioni dei centrali Giada e Giulia
Forte, centrano anche il meno
impegnativo derby contro il
Volley Asiago Altopiano nella
partita interna dello scorso
mercoledì 11 marzo. Nono-
stante l’impegno profuso dalle
ragazze dell’Asiago, ed una
prestazione sottotono del
Cesuna, è troppo grande la
differenza tecnica fra le due
compagini per consentire alle
ospiti di sovvertire il pronostico. 3 a 0 il risultato finale,
con parziali di 25-12, 25-16 e
25-17, che consentono al
Cesuna di tenere a bada le
ambizioni del Molina Volley
(vittorioso nella sfida per il
terzo posto con l’Antares di
Vicenza) di avvicinare il secondo posto detenuto dal
Cesuna.
In classifica guida sempre lo
Sporting Alto Vicentino di
Chiampo a quota 47, segue
Cesuna a 40 e Molina a 38
punti.
Non finisce di sorprendere il
cammino nel Campionato
U14 AICS dell’Happy Hippo
Volley Cesuna che non vuol
sfigurare nei confronti delle
squadre maggiori e con due
vittorie nelle ultime 2 giornate
si insedia prepotentemente al
secondo posto nella classifica di categoria. La testa della
classifica è presidiata dalla
Pallavolo Arzignano con 45,
mentre il Cesuna insegue a
quota 38, più lontane Sporting
e Lugo entrambe a 33 punti.
Prossimi impegni casalinghi
per le formazioni del Cesuna:
sabato 21 marzo ore 16,30
campionato AICS U16;
sabato 21 marzo ore 18,30
TORNEO “Braccio di Ferro”
U13;
mercoledì 25 marzo ore
21,00 campionato 2a Divisione Femminile;
sabato 28 marzo ore 20,30
play-off promozione 2a Divisione maschile.
Scacchi
Circolo Scacchistico Altopiano 7 Comuni
Domenica è sfida ad alta quota
Una partenza così, forse,
nessuno l’avrebbe immaginata.
Una vittoria schiacciante
all’esordio sul Valbrenta
Marostica, seguita da un
pari esterno (seppur con
qualche rimpianto) contro
l’Arzignanese, hanno proiettato il Circolo Scacchistico
Altopiano 7 Comuni in seconda posizione nel girone
2 del campionato “promozione” Veneto.
E adesso arriva il bello. Restano ancora due sfide: le
più difficili, le più stimolanti.
Si inizia proprio domenica
22 marzo, alle ore 14.30
presso l’Hotel Gaarten di
Gallio, contro il temibile
Grifone Arzignano, che attualmente occupa la terza
posizione in classifica. Un
risultato positivo garantirebbe agli altopianesi la possibilità di giocarsi comunque
il primo posto fino all’ultimo, ovvero nella giornata
conclusiva (il 5 aprile) in
casa della capolista
Giorgione.
Ma è meglio procedere con
calma. Domenica intanto
arriva il Grifone Arzignano
e, come nelle vigilie più importanti, c’è pure qualche
dubbio di formazione:
Vinicio Rigoni, Marco
Baschirotto ed Alessio Cogo
sono sicuri di un posto; ballottaggio per l’ultima
“scacchiera”
tra
il
“prospect” Daniele Zerilli e
Luciano Villanova.
La classifica del “Girone 2”
dopo la terza giornata :
Giorgione 6 punti (individuali 9) Circolo Scacchistico
Altopiano 7 Comuni * 3
punti (individuali 6),
Grifone Arzignano * 2 punti
(individuali
4,5),
Arzignanese Arzignano 1
punto (individuali 4),
Valbrenta Marostica * 0 punti (individuali 0.5). * una
partita in meno
Info: il Circolo Scacchistico
Altopiano 7 Comuni si ritrova ogni giovedì, a partire
dalle ore 20, presso il Bar
Fortuna di Gallio.
Sito internet: http://
it.geocities.com/
asiagoscacchi ; e-mail
[email protected]
Gli incontri casalinghi del
Circolo
Scacchistico
Altopiano 7 Comuni si svolgono presso l’Hotel Gaarten
di Gallio ed hanno inizio alle
ore 14.30.
8
Sabato 21 marzo 2009
Si ritiene di non poter assolutamente lasciar passare
sotto silenzio le affermazioni
formulate dal Sindaco del
Comune di Asiago, in data 25
dicembre 2008, in ordine al
Programma Integrato di
Riqualificazione Urbanistica,
Edilizia ed Ambientale – in
acronimo P.I.R.U.E.A. – in
considerazione della loro
scarsissima attinenza con la
realtà.
In un’intervista al Network
“Europa 7 – Triveneto” – a
gestione del Sig. Adalberto
Rosseti – il Sindaco di Asiago
liquidava il P.I.R.U.E.A.
come espressione di un
“MODELLO FOLLE E
SCELLERATO” di “consumo del territorio e dell’ambiente”, in altre parole,
strumento di distruzione del
territorio con gravissimi danni
ambientali, perché… prevedeva la realizzazione di
trecentomila (300.000, ripetuto due volte) metri
cubi di cubatura edilizia
residenziale turistica.
Vedendo – ed ascoltando –
l’intervista, si rimane davvero stupefatti per l’illustrazione effettuata, perché – al di
là della quantificazione dell’intervento, di cui si dirà –
non viene minimamente accennato alle importanti e costose opere che l’intervento
prevedeva. Sembra infatti
che il PROGRAMMA INTEGRATO fosse unicamente costituito da una serie di
aree edificabili, distribuite a
favore degli operatori immobiliari.
E su tutto e su tutti grava,
come un macigno, l’affermazione, ripetuta, del Sindaco,
che il P.I.R.U.E.A. prevedeva nuovi trecentomila metri
cubi di edilizia residenziale
turistica, ad esclusivo vantaggio dei costruttori di seconde
case.
Deve invece venire sottolineato il fatto che gli operatori
immobiliari hanno dovuto
comperare le aree a caro
prezzo, per cui i benefici,
casomai, sono stati attribuiti
ai proprietari originari delle
aree, mentre gli operatori
hanno effettuato un costoso
investimento. O forse il Sindaco di Asiago ritiene che i
Suoi concittadini – semplici
e sprovveduti – non conosca-
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
LA VERITA’ DEI PIU’ E DEI MENO
Breve commento all’intervista del Sindaco del Comune di Asiago, in data 25 dicembre 2008, in ordine al P.I.R.U.E.A.
no il valore economico delle
aree sull’Altipiano e cedano
al primo che passa i loro terreni a prezzo di area agricola?!?
Seguendo le premesse un po’
ironiche dell’intervistatore
Sig. Rosseti, che gioca amabilmente sul concetto dei
MENO (votati), che sono divenuti i PIU’ (votati) e viceversa, si dovrebbe concludere che i PIU’ (votati) di prima erano davvero spregevoli, avendo adottato uno strumento urbanistico tanto
deleterio, mentre i MENO
(votati) di prima, che sono
diventati ora i PIU’ (votati),
assurgono a paladini della
verità e dell’urbanistica, senza macchia e senza paura.
Si deve allora affermare subito ed a chiare lettere –
con riserva di successiva
immediata dimostrazione,
che il P.I.U.R.E.A. non prevedeva 300.000 nuovi
metri cubi di edilizia residenziale turistica, ma meno
di metri cubi 30.000, di cui
metri cubi 4.860 (circa un
sesto) dovevano essere di
proprietà comunale.
In definitiva, il polverone è
stato sollevato per poco più
di ventitremila (23.775)
nuovi metri cubi, affermando un dato (300.000
metri cubi) superiore al
vero di tredici volte!!!
Nel contempo, venivano previste e finanziate opere che,
certo, come è stato rilevato
in Consiglio Comunale, non
risolvevano tutti i problemi
urbanistici del Comune di
Asiago, ma attuavano alcune importanti opere pubbliche
che adesso non ci sono.
Certo, le aspettative del Consiglieri Comunali – che ora
sono i PIÙ – erano ricche,
vaste, quasi sfrenate: l’unica
opera pubblica che non è stata chiesta a carico del
P.I.R.U.E.A. riguarda un
porto fluviale sul Ghelpak,
per superpetroliere da
500.000 tonnellate di stazza.
Per la promessa dimostrazione, risulta sufficiente uno
sguardo ai dati progettuali:
- U.M.I. (Unità Minima di
Intervento) 1 Area pubblica.
Comprende il Palazzetto
polifunzionale
–
la
mascheratura dell’impianto
di potabilizzazione – la Tribuna – gli spogliatoi del Campo
Sportivo - il Laghetto – il
Palazzetto dello Sport.
- U.M.I. 2 Area Ecchelen –
Volume aggiunto dal
P.I.U.R.E.A. mq 3.000 di
superficie lorda di pavimento.
- U.M.I 3 Area ex Fada –
Volume aggiunto mq. 2.000
di superficie lorda di pavimento.
- U.M.I. 4 Area davanti al
Tita Maso – Volume aggiunto mq. 1.325 di superficie lorda di pavimento.
- U.M.I. 5 Area dietro al Tita
Maso – (unica area, rimasta,
peraltro, edificabile) - Volume aggiunto mq. 400 di superficie lorda di pavimento.
- U.M.I. 6 Area ex Villa Flora – Volume aggiunto mq.
1.200 di superficie lorda di
pavimento.
- U.M.I. 7 (area, questa, di
proprietà del Comune di
Asiago) - Area impianto di
potabilizzazione – Volume
aggiunto mq. 1.620 di superficie lorda di pavimento.
Quindi, il totale della nuova cubatura residenziale
prevista dal P.I.U.R.E.A.
sarebbe ammontato a mq
9.545 di superficie lorda di
pavimento, di cui mq
1.620 di proprietà comunale (in U.M.I. 7), por un
totale di nuovi mc (9.545
x 3 ) = mc 28.635 residenziali, di cui nuovi mc
(1.620 x 3 ) = mc 4.860 di
proprietà comunale, nella
anzidetta U.M.I. 7, per cui
il dato terrorizzante del
Sindaco - 300.000 metri
cubi di nuova edilizia residenziale privata – va
notevolmente, assolutamente ridimensionato e
riportato ad effettivi
23.775; ma, per completezza, si ricorda che quei
volumi aggiunti dal
P.I.U.R.E.A. (meno i mq
Una festa
da abolire
Mai come quest’anno la festa della donna ha svelato la
sua valenza ideologica. Tra
le parole pronunciate dal Presidente Napolitano e le manifestazioni femministe andate in scena nelle città d’Italia, si è finalmente capito che
le donne non festeggiano l’8
marzo per chiedere più rispetto e dignità, ma per combattere l’antagonista uomo.
A dar fuoco alle ceneri ci ha
pensato Napoletano con un
accorato discorso sulle magnifiche conquiste professionali e politiche delle donne in
carriera. L’unico Presidente
comunista d’Europa, ha concluso l’apologia del prototipo
donna Rambo, rammaricandosi che ancora troppe poche femmine affollano le
stanze dei bottoni e del potere. La festa omofoba ha raggiunto il parossismo quando
nelle piazze italiane, folte de-
legazioni di femministe e lesbiche hanno tuonato contro
la “violenza – bruttezza” dell’universo maschile. Pare incredibile che nessuna donna
(o uomo) abbia avuto l’ardire di ricordare il valore intrinseco della donna nel contesto famigliare. Parole come
mamma e casalinga sono
state totalmente bandite! Ma
non è tutto, surrettiziamente
è stato fatto passare il messaggio che la donna che rimane a casa a curare la famiglia, è una donna di serie
B. E che dire di quei 5 milioni di bambini abortiti dalle
donne da quando nel 1978 la
194 è diventata legge di stato? Non sarebbe il caso che
qualche associazione di donne coscienziose, serie e non
ideologizzate proponesse
l’abolizione di questa
anacronistica festa classista?
Gianni Toffali Verona
25
400 dello U.M. I. 5) avrebbero dovuto venire simbolicamente acquistati a prezzo di mercato dagli operatori immobiliari, con un’entrata presunta nelle casse
comunali di nove miliardi di
lire.
In definitiva, niente piazza pedonale, niente riqualificazione
ed ampliamento dell’impianto
acquedotto,
niente
riqualificazione
ed
adeguamento delle attrezzature sportive, niente parcheggi,
niente laghetto, niente
palazzetto polifunzionale per le
attività sportive.
In una parola, niente
riqualificazione globale della
parte nord del paese, con una
struttura urbana compiuta, di
grande pregio e qualità, ricca
di attrezzature con usi diversificati e capaci di soddisfare
molteplici esigenze.
Quale risultato positivo può
venire addotto per giustificare
QUESTA COLOSSALE
INERZIA GLOBALE DEL
COMUNE??? Quello d’aver
bloccato lavori per circa
23.000 metri cubi.
NE VALEVA LA PENA?!?
Un qualsiasi macellaio sa
bene che non può cercare o
pretendere compratori per le
ossa, le pelli, i grassi degli animali giacenti in negozio, ma sa
altrettanto bene che può vendere gli scarti come percentuale della carne; del pari, un
Amministratore dovrebbe sapere – e tutta le serie dei provvedimenti legislativi in ordine
ai Programmi Integrati lo
evidenzia – come una delle
vie possibili per il finanziamento di opere pubbliche
sia il loro accollo al privato, con contemporanea
concessione di cubatura
edificabile.
Vittorio Guardalben
urbanista
“Ad Asiago ci sono
ancora tante
persone oneste”
Egregio Direttore, una mattina di fine febbraio ho dimenticato il portafogli alla
cassa del supermercato del
Consorzio fra i Caseifici.
Nel giro di ventiquattrore
sono stata avvisata del ritrovamento, e mi è stato
quindi riconsegnato. Ho potuto ringraziare per l’atto
onesto, ma niente di più. Mi
è stato precisato infatti che
tale comportamento è abituale per tutto il personale
che lì opera. Intendo ancora ringraziare, e nello stesso tempo ribadire, se ma ce
ne fosse bisogno, che ad
Asiago ci sono ancora tante persone corrette, per fortuna!
Una nonna smemorata
8
Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
26
“Inglese e tedesco, strumenti Un saluto riconoscente alla
per rispondere alle esigenze stagione che ci sta lasciando
turistiche del nostro territorio”
Gentile Direttore,
volevo replicare ad alcuni punti evidenziati nella
lettera apparsa sull’ultimo
numero del suo giornale a
firma delle prof.sse Carli,
Comis e Ghiro.
Prima di tutto, i dati ritenuti “discutibili” dalle docenti sono ufficialmente
forniti dalla Regione
Veneto e pertanto pienamente attendibili, in secondo luogo, la mia presa di
posizione a favore dell’inglese e del tedesco è data
da una situazione di fatto
ben chiara: quando il turista tedesco soggiorna ad
Asiago viene accolto da
operatori economici che
molto spesso non sono in
grado di mantenere una
conversazione idonea: si
parla poco l’inglese e per
nulla il tedesco, da qui, la
soluzione per i nostri giovani di studiare 5 ore di inglese o 3 di inglese e 2 di tedesco che permetterebbe
loro di riuscire a far fronte
ad un’esigenza del territorio. Logicamente le signore Carli, Comis e Ghiro,
sostengono l’insegnamento
del francese affinché si
possano mantenere le loro
cattedre, a discapito dell’interesse della collettività, ma
lo sviluppo turistico di un
comprensorio si ha con la
flessibilità, non con la rigidità di chi intende mantenere la propria posizione.
Se un’azienda non è in grado di rinnovarsi ed adeguarsi alle esigenze dei
mercati, è destinata a fallire e visto che la domanda
turistica attuale vede i turisti tedeschi in numero maggiore ai turisti francesi nel
territorio altopianese, mi
sembra ovvio, (ma probabilmente non lo è altrettanto per le docenti di francese), che i nostri giovani debbano dialogare con questa
clientela garantendo un
obiettivo di riqualificazione
professionale. Saper rinnovarsi è sinonimo di sviluppo; probabilmente, molti insegnanti avrebbero bisogno
di un maggior contatto con
la realtà turistica locale
visto che, vivendo solo
nella scuola, non riescono
a confrontarsi con i reali
problemi della collettività.
DOMENICA 22 MARZO
CONCO: ERG, Via Bocchetta 1
DOMENICA 29 MARZO
CONCO: OMV, Via Cappellari, 12
MEZZASELVA: IP, Via XXI Maggio
Preciso che io non sono
a favore del tedesco
per ragioni personali,
ma sostengo un modello di insegnamento che
possa adeguarsi maggiormente alle necessità reali espresse dal
territorio. Il passare
degli anni può determinare mutamenti della
clientela e se per esempio vi fosse la necessità di
aprirsi a nuove lingue ad
esempio russo o spagnolo, non vedo quali problemi vi siano a sostenere
una crescita linguistica in
tale direzione. Voglio far
notare che lo stesso sito
turistico della Provincia
A u t o n o m a d i Tr e n t o
(www.trentino.to) è disponibile solo in tedesco,
inglese, olandese, polacco,
ceco e russo, questo perché la maggior parte dei
turisti che raggiungono il
Trentino provengono da
questi Stati. Della lingua
francese non c’è la minima traccia, è forse questa
una politica sbagliata?
Concludo invitando le insegnanti di francese a pensare maggiormente al bene ed
allo sviluppo economico turistico dell’altopiano, osservando in modo più attento la nostra realtà.
Franco Sella
E’ stata una stagione invernale bellissima.
So che molti non sopportano
la neve ed i disagi ad essa
conseguenti, perciò leggendo
la mie parole mi faranno fischiare le orecchie per le
imprecazioni che scateneranno, tuttavia resto fortemente ancorata alla mia idea
e spiegherò perché, ribadendo che è stato un inverno fantastico.
Un inverno che ha saputo
sfoderare tutte le caratteristiche canoniche che tale stagione deve mostrare: tanta
bella neve, e soprattutto, cosa
di non poco conto, sempre al
momento giusto, è caduta insomma con puntualità, mettendoci da subito in armonia
con la stagione fredda.
Quest’anno infatti abbiamo
avuto il tanto agognato Natale bianco. Ma poi come da
calendario, i magici fiocchi
bianchi sono ritornati puntuali
a fine anno, all’Epifania e
con una spruzzatina di tanto
in tanto, che di volta in volta
cambiava il panorama, hanno mantenuto a pieno regime le piste da sci (discesa o
fondo non fa differenza),
aprendo e rendendo lunga e
bellissima la stagione delle
settimane bianche e delle gite
sulla neve. E’ stato difficile
anche per i più pigri, quest’anno, resistere all’attrattiva esercitata dalle montagne
e dalle valli innevate, io ho
DALLE ORE 8.45 DI SABATO 21
ALLE ORE 8.45 DI SABATO 28 MARZO
ROANA: Farmacia della dr.ssa Maria Leda Pizzolato,
Piazza S. Giustina, 23
FOZA: Farmacia della dr.ssa Gilda Militone Scaffidi,
Via Roma, 7
DALLE ORE 8.45 DI SABATO 28 MARZO
ALLE ORE 8.45 DI SABATO 4 APRILE
GALLIO: Farmacia di Gallio snc
del dott. Stefano Dalla Valle – Via Prestinari, 34
ROTZO: Farmacia della dr.ssa Anna Bottura
Via Roma, 9/a
quasi quotidianamente di
fronte la magnificenza di
Marcesina, che sembra davvero la valle incantata!
La neve è sempre stata bellissima, ed ancora oggi malgrado il caldo sole, la bianca
coltre risulta ancora, per gran
parte del giorno, soffice e
farinosa; le giornate, molte,
belle e soleggiate.
Adesso però sta per fare
capolino la primavera, con le
sue temperature più miti, con
i suoi odori, i suoi suoni, la sua
luce diversa e più abbondante, con i tanti e brillanti colori; tutto questo ci proietta
naturalmente verso la bella
stagione, ci richiama ancora
di più e sempre di più a vivere all’aperto, sempre più avidi di luce e tepore. Qui da noi
poi primavera è sinonimo di
raccolta, raccolta di erbette
fresche, in particolare dei
deliziosi “radici”, fra i primi
a spuntare e quindi ad essere raccolti.
Ecco, di fronte a tutto que-
sto, all’allettante stagione che
passo dopo passo avanza, il
manto bianco che ancora
abbondante copre i pascoli
impedendoci di raccogliere,
dove vorremmo, le straordinarie primizie, ci limita.
Penso che ci ricorderemo a
lungo di questa fantastica e
generosa stagione, che ha
reso ancora più belle ed affascinanti le nostre montagne; la “paura” e la tristezza di vedere svanire il bianco panorama si traduce e
riassume semplicemente in
una frase: “quando avremo
la fortuna di rivivere un inverno così?”.
Ma è giusto farci rapire dall’entusiasmo che produce
ogni nuova stagione che si
affaccia, ed allora pronti con
gli arnesi, ancora un po’ di
pazienza e poi buon divertimento a tutti gli appassionati, e che le stagioni a venire
siano generose in frutti,
quanto quella invernale in
neve!
Stefania Simi
I neolaureati dell’Altopiano
Francesco
Pulga,
maestro in
pianoforte,
110/110
Complimenti!
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
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Almanacco per 2 settimane
Da sabato 21 marzo a venerdì 3 aprile 2009
Il 21 marzo è l’80° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 285 giorni alla fine dell’anno.
Sabato 21 S. Serapione di Thmuis
Domenica 22 IV di Quaresima
Lunedì 23 S. Turibio
Martedì 24 S. Romolo
Mercoledì 25 Annunciazione N. S.
Giovedì 26 S. Teodoro
Venerdì 27 S. Ruperto
Sabato 28 S. Sisto
Domenica 29 V di Quaresima
Lunedì 30 S. Cosimo
Martedì 31 S. Beniamino
Mercoledì 1 S. Ugo
Giovedì 2 S. Francesco
Venerdì 3 S. Riccardo
Un santo per volta: S. Serapione. Non si hanno molte e sicure notizie
sulla vita di questo santo, per la verità poco conosciuto. Preposto
dapprima alla scuola catechetica di Alessandria, si fece monaco alla
scuola di S. Antonio abate, che morendo gli lasciò una delle sue
tuniche di pelo. Come vescovo, Serapione dovette impegnarsi nella
difesa della dottrina cristiana. Non è accertata storicamente la sua
partecipazione al concilio di Sardica (347), in cui fu sancita la riabilitazione di Atanasio; la sede romana fu riconosciuta come la suprema
istanza di appello per la Chiesa universale e si operò anche la prima
vera rottura tra Oriente ed Occidente. Tuttavia egli fu al fianco di
Atanasio nella lotta anti-ariana e fu acerrimo anti-manicheo: lo dimostra il suo Libro contro i manichei, che Facondo dì Ermiana attribuiva
erroneamente a S. Atanasio e che contiene l’appello a “non lasciarsi
colpire dal minimo errore e ad innalzare un bel baluardo nella nostra
anima per non cadere preda di un errore più grande. Sozomeno riferisce che egli fece parte di una commissione di cinque vescovi egiziani
che andarono da Costanzo II a intercedere per S. Atanasio: la missione fallì e lo stesso Serapione venne cacciato dagli ariani dalla sua
sede. Morì poco dopo il 362 e la sua festa è fissata dal Martirologio
Romano al 21 marzo.
Eventi a breve scadenza: 1° aprile, attenti al «pesce». Le origini di
questa festa, che si tramanda da secoli in molti paesi del mondo, sono
incerte. Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né
per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse
versioni - basate più su congetture teoriche che su dati scientificamente provati - che avvolgono la nascita di questa tradizione in un
alone di mistero. L’ipotesi più accreditata negli ambienti accademici fa
risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154
ac, quando il primo aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la Chiesa soppresse la festa stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio.
La vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani
che per questo venivano derisi e scherniti. Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano, legato all’antico calendario
giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di
primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile
segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione,
l’Altopiano
Sabato 21 marzo 2009
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Direttore responsabile: Stefania Longhini
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tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli dèi offrendo
doni e facendo sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione
per esprimersi in massima libertà con lazzi, burle e buffonerie. Con
l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo
furono sostituite con altre festività religiose al fine di far scomparire
per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino che
toccò anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della
Pasqua. Le persone che, nonostante ciò, si ostinavano a festeggiare
il vecchio rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e
burle di ogni tipo. Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice
pagana e buffonesca della festa, che continua tutt’oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva in gran parte del mondo.
Successe il 25 marzo 1940. Nasce la cantante Mina.
Ritenuta tra le più grandi cantanti italiane grazie alle sue eccezionali doti
vocali. Esordì a diciotto anni e il suo primo grande successo fu “Il cielo in
una stanza” (1960) del cantautore Gino Paoli. Svolse anche un’attività
televisiva con “Studio Uno” e “Canzonissima” con Alberto Lupo. Comparve anche in numerosi film di genere musicale. Si ritirò dalle scene nel
1978 pur continuando ad incidere album di grande successo.
Sempre lo stesso giorno, ma nel 1842, nasceva Antonio Fogazzaro. Il
grande letterato vicentino si laureò in legge all’università di Torino, ma nel
1869 abbandonò la professione di avvocato e tornò a Vicenza per dedicarsi all’attività letteraria. Il suo primo romanzo fu “Malombra” (1881), in cui la
protagonista giunse alla follia credendo di essere la reincarnazione di una
sua antenata morta per espiare una colpa d’amore. Il capolavoro del
Fogazzaro, il suo romanzo più letto e più conosciuto, fu “Piccolo mondo
antico” (1895), collocato in un piccolo mondo di provincia caro all’autore,
in epoca risorgimentale. In particolare con il romanzo “Il santo” l’autore
incitò una modernizzazione della Chiesa ed un rinnovamento spirituale;
per questo motivo, dopo la reazione di papa Pio X, fu messo all’indice da
parte della Chiesa che rifiutava fortemente quelle teorie. L’autore si sottomise alla volontà ecclesiastica e non autorizzò altre ristampe del libro.
Fogazzaro morì il 7 marzo del 1911.
La Ricetta del mese: Pasta asparagi e cipolle. Ingredienti: 1 cipolla bianca,
250 g di asparagi, 250 ml di brodo vegetale, 2 cucchiai d’olio extravergine
di oliva, sale, pepe, 160 g di pasta. Spellare la cipolla e tagliarla a spicchietti.
Lavare accuratamente gli asparagi sotto acqua corrente, rimuovere la parte bianca del gambo, raschiarli con un coltello non troppo affilato facendo
molta attenzione a non toccare le punte, fragili e delicate. Tagliare le punte
ed affettare la restante parte tenera del gambo nello spessore di 3-4 millimetri. Scaldare il brodo. Mettere in una padella l’olio, la cipolla e portarla sul
fuoco. Far soffriggere la cipolla a fiamma vivace per qualche minuto, unire
mezzo mestolo di brodo vegetale e cuocere per 5 minuti a fiamma media
coperto. Trascorso il tempo indicato aggiungere gli asparagi, un pizzico di
sale, una grattugiata di pepe, un mestolo di brodo vegetale e far cuocere
per 10 minuti a fiamma media coperto. Lessare la pasta in abbondante
acqua salata e, poco prima di scolarla, aggiungere mezzo mestolo di acqua
di cottura nella padella del condimento, quindi accendere il fuoco. Saltare
la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche
minuto, girando di frequente. Servire immediatamente decorando con un
filo d’olio a crudo ed una macinata di pepe.
Proverbi legati a questo periodo dell’anno: La prima acqua d’aprile vale un
carro d’oro con tutto l’assile. - Aprile, ogni giorno un barile. - La neve di
gennaio diventa sale, e quella d’aprile farina.
- Chi fila grosso, si vuol maritar tosto; chi fila sottile, si vuol maritar d’aprile.
- Al cinque d’aprile, il cucco deve venire; se non viene ai sette o agli
otto, o ch’è preso o che è morto. - La nebbia di marzo non fa male, ma
quella d’aprile toglie il pane e il vino. - D’aprile ogni goccia un barile.
- Alte o basse nell’aprile son le pasque. - D’aprile piove per gli uomini
e di maggio per le bestie. - Aprile cava (o esce) la vecchia dal covile. Chi pon cavolo d’aprile, tutto l’anno se ne ride. - D’aprile, va il villano
e il gentile. - Aprile aprilone, non mi farai por giù il pelliccione. - Aprile
fa il fiore e maggio si ha il colore. - Aprile e conti per lo più son traditori.
- Aprile, esce la vecchia dal covile; e la giovane non vuole uscire. Fidarsi alla buona stagione d’aprile, è come fare i conti innanzi l’oste.
-Aprile carciofaio, maggio ciliegiaio. - Aprile e maggio son la chiave di
tutto l’anno. - Quando San Giorgio (23 aprile), viene in Pasqua, per il
mondo c’è gran burrasca. - D’aprile non ti scoprire. -Aprile temperato
non è mai ingrato. - Aprile, dolce dormire. - Marzo alido, aprile umido.
ARIETE
Urano nel segno affina il vostro già sensibile intuito, mettendovi nelle condizioni migliori per comprendere qualcosa che ultimamente rischiava di sfuggirvi. Se in amore non siete preparati ad affrontare
una scelta, rinviate un incontro che oggi potrebbe
deludervi e domani, invece, chissà…. Una novità inattesa sbloccherà una
situazione ferma da tempo.
TORO
La prudenza non è la vostra qualità più evidente, ma questa volta sarà meglio
valutare bene i pro e i contro di un’azione o rischiate di sprecare energia e
denaro inutilmente. Se non siete soddisfatti del rapporto amoroso, evitate di
reclamare a gran voce: sarebbe solo uno sfogo inutile.Al posto di una scenata,vi
sarà molti più d’aiuto un massaggio o una salutare corsa.
GEMELLI
Il vecchio detto “meglio poco di niente” non si confà certo a voi che aspirate
alla perfezione, e sapete come realizzarla. Soprattutto in amore, se non siete
del tutto soddisfatti, stuzzicate il rapporto con un metodo infallibile: l’assenza. Se il partner è quello giusto e tiene a voi quanto meritate, saprà come
riconquistarvi. Altrimenti regolatevi di conseguenza.
CANCRO
Concedetevi il lusso di fermarvi a riflettere su un aspetto della realtà che avete
troppo a lungo sottovalutato. Nei rapporti vi manca qualcosa, ma non sapete
bene cosa. Se pensate sia la sicurezza, non sollecitate confronti. Rischiereste di
perdere e di sentirvi ancora di più insicuri. In questo momento privilegiate
realizzazioni che non siano troppo complicate.
LEONE
Non sprecate la vostra brillante intelligenza in barbare discussioni indotte dalla
gelosia o dal vostro umore instabile. Createvi un angolino su misura, e ritiratevi
a riflettere sul da farsi. Se i vostri sospetti sono fondati, il destino ve ne darà le
prove. In caso contrario tenete a bada la passione e sforzatevi di vivere con più
serenità ciò che avete messo in discussione.
VERGINE
Risparmierete tempo e denaro evitando lo sforzo di un incontro inutile con
qualcuno che non vi va a genio: le energie preservate vi aiuteranno inoltre a
raggiungere qualcosa che in realtà vi sta davvero a cuore. In amore centrerete il
bersaglio senza neppure bisogno di parlare. Vi farete capire coi fatti e con la
determinazione che purtroppo tirate fuori solo quando non ne potete più fare
a meno.
BILANCIA
Non perdete la calma per qualche lieve difficoltà nel rapporto di coppia. Forse
siete stati proprio voi a provocarle, influenzati come siete da Saturno, che vi
spinge a essere un po’ troppo critici e severi. Fermatevi a riflettere: vi aiuterà
a trovare il modo per recuperare il rapporto oppure optare per una separazione momentanea, che vi avvantaggerà nel lavoro e negli studi.
SCORPIONE
Un’incertezza amorosa metterà alla prova il vostro orgoglio che dovete imparare a controllare. Anche se il partner v’innervosisce, riflettere prima di reagire:
forse avete provocato il suo risentimento senza accorgervene. Se però, dopo
averlo fatto, sarete certi di non aver nulla da rimproverarvi, agite come meglio
credete senza perdervi con inutili spiegazioni.
SAGITTARIO
La forza con la quale avete resistito alle recenti difficoltà sarà premiata e
finalmente raccoglierete i frutti di ciò che avete seminato. Innanzitutto una
conferma sul lavoro, che vi sarà offerta su un vassoio d’argento. Forse il cuore
vi darà qualche problema, ma siate pazienti e guardate il futuro con ottimismo:
le cose cambieranno.
CAPRICORNO
Non fissatevi su qualcosa che è prematuro affrontare ma concedetevi, anzi,
una pausa dai numerosi impegni accumulati di recente. Rassegnatevi a una
breve ma vigile attesa e cercate di sopportare un partner bizzoso, anche se la
pazienza non è il vostro forte. Sarete ricompensati dalle novità gratificanti in
arrivo: saranno i regali di un destino che la sa lunga.
ACQUARIO
Avete l’autorevole sostegno di Marte, appena entrato in Acquario, segno in
aspetto stimolante rispetto al vostro. Dopo aver esaminato la situazione
generale, sarete in grado di fare una scelta, ma attenti a privilegiare ciò di cui più
sentite il bisogno, ovvero l’amore. Se Cupido batte alla porta, insomma,
consideratelo un dono del destino e non fate troppi distinguo.
PESCI
Venere, appena entrata nel vostro segno, vi permette di scegliere in quale
direzione convogliare le vostre energie. Il successo è a portata di mano, purché
procediate con coraggio, affrontando gli ostacoli più urgenti. In amore non
fatevi sfuggire l’occasione di prendere le redini del rapporto, indirizzandolo
verso ciò che più interessa.
In redazione:
Cesare Pivotto, Luigi Frigo Bettinado, Egidio Zampese,
Martina Rossi, Gerardo Rigoni, Stefano Angonese,
Stefania Simi, Giovanni Rattini, Beppa Rigoni Scit
Il sole, al tramonto, illumina
l’altro lato della collina.
Io cammino nella valle in ombra.
Hanno collaborato:
don Marco Pozza, Daniel Finco, Sonia Basso,
Niccolò Caimi, Ilario De Guio,
Virginia Gianello, Aurora Carli, Silvia Penner
Responsabile grafico e impaginazione: Fabrizio Favaro
Impaginazione: Davide Degiampietro - Grafica Altopiano
Foto: Foto Bergamaschi - Archivio Giornale
Stampa: Centro Stampa delle Venezie
Via Austria, 19/b - 35217 Padova
Al limitare del bosco,
un ciuffo di margherite:
un silenzioso coro di voci bianche.
I Nat-pensieri
di Nicolò Caimi
per altri Nat-pensieri: www.aspassoconnat.it
Mi affretto verso casa,
la pioggia avanza dall’altro lato della valle.
Chi arriverà prima?
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Sabato 21 marzo 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
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