CARTA DEI SERVIZI TURISTICI DI QUALITA` DEL

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CARTA DEI SERVIZI TURISTICI DI QUALITA` DEL
 CARTA DEI SERVIZI TURISTICI DI QUALITA’ DEL PROGETTO C.E.T.A. La rete dell’ospitalità extralberghiera della Puglia e delle Isole Ioniche A cura di Camera di Commercio di Bari Camera di Commercio di Corfù In collaborazione con Francesca Schiavone Nicoletta Lombardi – ESSELLE Consulting 1
Indice La Carta di Qualita’.......................................................................................................................3 1. Cos’è la Carta................................................................................................................................4 2. Le finalità della Carta dei Servizi Turistici di Qualità C.E.T.A........................................................6 3. Perché aderire alla Carta..............................................................................................................7 4. I requisiti delle strutture aderenti alla rete di accoglienza turistica extralberghiera C.E.T.A......8 5. I requisiti minimi comuni ...........................................................................................................10 6. I requisiti minimi specifici sulla tipologia di struttura ricettiva .................................................12 7. Requisiti migliorativi specifici.....................................................................................................13 8. Regolamento d’uso della Carta dei Servizi Turistici di Qualità ..................................................14 9. Format modulo di adesione .......................................................................................................18 10. Indirizzi utili ..............................................................................................................................21 11. Buone pratiche di circuiti e reti di strutture ricettive extralberghiere....................................22 11.1 Il Vallo di Adriano ...................................................................................................................22 11.2 Cammini d’Europa..................................................................................................................23 CIRCUITI TURISTICI INTEGRATI ................................................................................................... 26 1. Analisi evoluzione turismo in Puglia ..........................................................................................27 2. Stagionalità.................................................................................................................................30 3. Buone pratiche...........................................................................................................................33 3.1 Percorsi occitani – Trekking in Valle Maira in piemonte (Cuneo)............................................33 3.2 Strada dei vini Chianti Rufina e Pomino in Toscana.................................................................36 3.3 Strada dei sapori e del vino in Umbria.....................................................................................38 3.4 Strada dei vini del Cantico........................................................................................................39 3.5 Strada Vini Colli del Trasimeno ................................................................................................40 3.6 Strada dei vini Etrusco Romana ...............................................................................................40 3.7 Strada del Sagrantino...............................................................................................................41 3.8 Strada dell’Olio DOP Umbria....................................................................................................43 4. Occhio alle masserie didattiche .................................................................................................45 5. Consorzio Puglia in Masseria .....................................................................................................46 5.1 Masseria didattica SEI CARRI ...................................................................................................48 5.2 Masseria S. VINCENZO .............................................................................................................49 5.3 Masseria MADONNA DELL’ASSUNTA.......................................................................................50 5.4 Masseria COPPA.......................................................................................................................51 5.5 Masseria LOSURDO ..................................................................................................................52 5.6 Masseria IL PETRARO ...............................................................................................................53 5.7 Masseria REDENTA...................................................................................................................54 5.8 Masseria MORRONE ................................................................................................................55 2
LA CARTA DI QUALITA’
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1. COS’È LA CARTA La Carta dei Servizi Turistici di Qualità è uno strumento creato nell’ambito del progetto C.E.T.A. – Cross border electronic Exchange for the tourism business accomodation units: information service to match offer and demand, realizzato con i fondi del Programma Europeo di Cooperazione Territoriale Grecia – Italia 2007‐2013. Attraverso la Carta il partenariato C.E.T.A. andrà a definire una rete di strutture ricettive extralberghiere che nei territori interessati dal progetto ovvero la Regione Puglia e le Isole Ioniche greche (Corfù, Cefalonia, Lefkada, Zante, Citera, Itaca, Paxos, Antipaxos, Meganissi), costituiscono la più tangibile espressione delle tradizioni e delle tipicità connesse al territorio locale. La Carta dei Servizi Turistici di Qualità non è un tentativo di regolamentare o certificare un sistema di aziende locali, ma una proposta per la definizione e il lancio sul mercato di un’offerta turistica di qualità del territorio. Qui di seguito un elenco puntuale delle strutture ricettive a cui la Carta fa riferimento: 
Bed & breakfast – strutture extralberghiere presenti in entrambe le aree di progetto. Sono caratterizzate da una formula di ricettività che si basa sul concetto di ospitalità familiare, che promuove l’incontro fra residenti e turisti e la conoscenza delle tradizioni e delle culture locali, valorizzando al meglio l’utilizzazione del patrimonio esistente1. Di base i B&B prevedono il servizio bagno autonomo, il cambio di biancheria, la somministrazione della prima colazione in un ambiente comune dell’abitazione prediligendo l’utilizzo dei prodotti tipici locali. 
Studios – presenti soprattutto in Grecia, si tratta per lo più di monolocali con un bagno e un angolo cottura, in genere ospitano non più di due persone e prevedono eventualmente l’aggiunta di un letto con un pagamento supplementare giornaliero 
Agriturismi – E’ generalmente una forma di accoglienza presente in tutta Europa e quindi anche nelle aree interessate dal progetto C.E.T.A. Essa consiste nell’ospitare il turista presso un’azienda agricola (ovvero che pratica agricoltura di fondo, silvicoltura e allevamento animali), anche in spazi aperti per lo più destinati ai campeggiatori. I pasti serviti negli agriturismi sono a base di prodotti dell’azienda agricola stessa, o dell’area locale in cui l’azienda si trova e quindi prediligendo l’utilizzo di prodotti tipici. 
Ville 
Appartamenti ‐ a differenza degli studios, sono locali più ampli previsti per ospitare gruppi di persone con posti letto organizzati in più vani, con cucina autonoma e spazi comuni 1
Come da Legge Regionale n.27/2013 “Disciplina dell’attività ricettiva di Bed & Breakfast” della Regione Puglia
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
Villaggi turistici – Sono spazi aperti attrezzati per ospitare turisti in strutture abitative fisse dotate di tutti i servizi (es. appartamenti, bungalows, villette); i villaggi turistici prevedono anche spazi appositi per l’accoglienza di turisti muniti di un proprio mezzo di pernottamento autonomo (roulotte, autocaravan, camper, tenda) 
Camping – Solitamente si tratta di strutture all’aperto attrezzate per l’accoglienza di turisti muniti di un proprio mezzo di pernottamento autonomo. In linea di massima gli studios le ville e gli appartamenti, pur prevedendosi servizi di pulizia e cambio biancheria periodici, sono gestiti in completa autonomia dal turista (ovvero chiavi in mano), le altre strutture invece prevedono la presenza dell’albergatore. Di seguito una tabella con la normativa di riferimento che, ove sancita, regola in ognuna delle aree coinvolte, le caratteristiche minime, l’utilizzo e la gestione delle strutture ricettive extralberghiere così come definite: Isole
Regione Puglia
Ioniche/Grecia
Leggre Regionale n.
Bed & Breakfast 27/2013
Studios
Legge Regionale n.42/2013
Agriturismi
Ville
Legge Regionale n.11/1999
Appartamenti
Villaggi turistici Legge Regionale n.11/1999
Legge Regionale n.11/1999
Camping
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2. LE FINALITÀ DELLA CARTA DEI SERVIZI TURISTICI DI QUALITÀ C.E.T.A. L’idea base del partenariato C.E.T.A. è che le strutture ricettive extralberghiere siano per loro stesse caratteristiche architettoniche e servizi erogati, la massima espressione dell’accoglienza quale manifestazione tipica dell’identità territoriale. La Carta dei servizi turistici di Qualità supporterà il partenariato di progetto nell’individuazione di strutture ricettive extralberghiere che siano organizzate in modo tale da garantire standard minimi di accoglienza attenti a specifici target quali famiglie con bambini, persone con disabilità fisiche, turisti accompagnati da animali domestici. La rete che verrà creata a seguito di questa selezione è prima di tutto un tentativo di realizzare spazi di collaborazione fra le strutture ricettive extralberghiere sia a livello locale che transfrontaliero al fine di realizzare un sinergico e condiviso sviluppo economico, sociale e culturale. In secondo luogo la rete costituisce un’offerta turistica di qualità, che valorizza il territorio interessato utilizzando canoni specifici di ospitalità; offerta che trova il suo massimo strumento di promozione nella Borsa Telematica transfrontaliera del Turismo Extralberghiero, uno strumento multimediale che verrà realizzato nell’ambito del progetto C.E.T.A. e che andrà a costituire uno spazio virtuale di mercato attraverso il quale, l’offerta così definita incontrerà la domanda ovvero i tour operator e i tour organizer che attraverso la realizzazione di pacchetti e di soggiorni su misura, costituiscono il reale motore aggregativo dei servizi turistici di accoglienza. Infine la Carta è uno strumento per la creazione e la funzionalità di una rete di attori locali che animeranno gli itinerari turistici segnalati nell’ambito del territorio di progetto; essi avranno il ruolo importante di valorizzare e rafforzare la specificità del territorio rurale attraverso un’accoglienza turistica di qualità. L’obiettivo finale della Carta dei Servizi Turistici di Qualità, è da una parte fornire agli esercizi extralberghieri dell’area geografica di interesse, uno strumento idoneo a testare e migliorare gli standard qualitativi dei servizi offerti, e dall’altra quella di garantire al turista che viene a visitare e conoscere il territorio pugliese e le Isole ioniche, un’accoglienza locale unitaria di qualità. 6
3. PERCHÉ ADERIRE ALLA CARTA Abbiamo già sottolineato che gli operatori che aderiscono alla Carta dei Servizi Turistici di Qualità del progetto C.E.T.A. sono individuabili attraverso la Borsa Telematica transfrontaliera del Turismo Extralberghiero. Nello specifico i soggetti che aderiranno alla Carta e che andranno a costituire la rete delle strutture turistiche extralberghiere C.E.T.A., potranno usufruire dei seguenti servizi di marketing e promozione annessi alla stessa Borsa: •
Inserimento nelle banche dati riservate alle strutture ricettive extralberghiere. Esse verranno promosse su scala internazionale, presso tour operator e tour organizer; oltre ad avere quindi una maggiore visibilità le strutture coinvolte potranno direttamente contattare o essere contattate dagli intermediari del viaggio in virtuali incontri B2B; •
Le strutture ricettive beneficeranno degli effetti di una potente campagna di viral marketing che verrà avviata nell’ambito del progetto C.E.T.A. una volta che la Borsa Telematica sarà on line. La campagna di lancio virtuale promuoverà le strutture sia presso i tour operator che direttamente presso i consumatori finali; questi ultimi, tramite il sito web della Borsa potranno entrare direttamente in contatto con la struttura di interesse e procedere a prenotare. •
Per tutta la fase di lancio e avviamento della Borsa, le strutture ricettive potranno fare riferimento direttamente a due uffici info desk, uno in Puglia, uno sull’Isola di Corfù che avranno il compito di gestire la Borsa e tutti i servizi ad essa connessi; •
Contestualmente all’adesione delle strutture ricettive alla Rete e quindi al loro inserimento nella banca dati della Borsa Telematica, saranno realizzati dei laboratori nell’ambito dei quali le strutture stesse saranno informate e formate in merito all’utilizzo della Borsa e dei servizi ad essa connessi.
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4. I REQUISITI DELLE STRUTTURE ADERENTI ALLA RETE DI ACCOGLIENZA TURISTICA EXTRALBERGHIERA C.E.T.A. I requisiti che la Carta individua e che richiede alle strutture ricettive extralberghiere, possono essere suddivise in due specifiche categorie: 1. Requisiti di base – si tratta di caratteristiche che tutte le strutture aderenti alla Carta, a prescindere dalla categoria a cui appartengono dovrebbero possedere per aderire alla carta stessa o comunque si dovrebbero impegnare ad acquisire in tempi brevi, subito dopo l’adesione formale alla Carta. 2. Requisiti specifici – ovvero che sono propri di alcune strutture ricettive poiché prevedono servizi particolari che ne caratterizzano la gestione dell’accoglienza. 3. Requisiti migliorativi – Sono caratteristiche che riscontrate nelle strutture ricettive individuate non potranno far altro che accrescere gli standard qualitativi della rete e valorizzare in modo sostenibile il territorio. Tali requisiti sono stati individuati sulla base di una precisa strategia concordata dal partenariato in fase progettuale. La finalità è l’accrescimento della competitività turistica extralberghiera di due aree considerate economicamente marginali; per fare ciò è necessario incrociare i dati reali del mercato dei viaggi rispetto a specifici target, con i principi base del turismo sostenibile come sanciti dalla Carta di Lanzarote2 e dai documenti che sono seguiti ad essa, nell’ottica di un corretto e sostenibile sviluppo delle imprese turistiche locali. Di seguito una tavola di sintesi dei requisiti suddivisi sulla base delle tre macrocategorie così come illustrate 2
Redatta nel 1995 durante la Prima conferenza mondiale sul turismo Sostenibile svoltasi a Lanzarote, stabilisce le linee guida per un turismo responsabile e richiede la collaborazione dei governi, enti pubblici, agenti di viaggio, turisti e fornitori di servizi turistici. 8
Requisiti minimi comuni Requisiti minimi specifici sulla tipologia di struttura ricettiva Requisiti migliorativi indirizzo e mail Telefono conoscenza base di lingua inglese per le strutture che fanno attività di ristorazione (compresa la prima colazione) a) utilizzo di prodotti tipici b)utilizzo di prodotti di aziende locali per le strutture che fanno attività di ristorazione (compresa la prima colazione a) menù per turisti con intolleranze alimentari b) menù per turisti vegetariani o vegani predisposizione servizi per accoglienza famiglie con bambini per le strutture che hanno spazi aperti (quali agriturismi, camping, villaggi turistici, ville ecc.) c) cestini tipici, di benvenuto Buone pratiche di green policy a)predisposizione spazi per accoglienza di turisti accompagnati da animali domestici predisposizione per l'accoglienza di persone con disabilità fisiche e mentali a) raccolta differenziata Distribuzione/angolo di consultazione di materiale informativo sul territorio e sui suoi beni culturali e ambientali b) riutilizzo di acqua piovana Servizi gratuiti e/o a pagamento quali uso biciclette, organizzazione escursioni e visite guidate ecc. c) metodi e strumenti di risparmio idrico e/o energetico d)altro… 9
5. I REQUISITI MINIMI COMUNI Ovvero i requisiti minimi che tutte le strutture individuate devono avere per candidarsi all’adesione della Carta dei Servizi di qualità C.E.T.A. ed essere inseriti nella Borsa Telematica Transfrontaliera con tutti i vantaggi ad essa connessi.  Possesso di un indirizzo e mail e di un numero di telefono di riferimento. Si ritiene opportuno (e non scontato) che le strutture ricettive in fase di candidatura debbano possedere un indirizzo e mail e un numero di telefono, contatti ai quali è necessario in linea di massima essere sempre reperibili. La Borsa Telematica infatti non sarà gestita da un soggetto che si preoccuperà di farà le veci della struttura ricettiva, occupandosi in toto del servizio booking o di tenere le comunicazioni con eventuale cliente che sia il tour operator o direttamente il turista. Essa è uno spazio virtuale che mette direttamente in comunicazione la domanda con l’offerta, sarà quindi cura dei referenti delle strutture aggiornare la propria personale “vetrina” con le prenotazioni effettuate, le promozioni e in genere tenere le comunicazioni.  Conoscenza base della lingua inglese. Posto che la Borsa Telematica prevede di raggiungere la domanda turistica sui mercati internazionali, è necessario che ogni struttura ricettiva si doti di un referente capace di comunicare almeno in inglese, nella gestione dei clienti che lo contatteranno tramite la Borsa Telematica  Predisposizione servizi per accoglienza famiglie con bambini. Ovvero di tutte le attrezzature, gli accessori (lettini, zanzariere, fasciatoi), strumenti di protezione necessari per l’accoglienza e la permanenza dei bambini. Secondo dati ONU, poco più del 28% della popolazione è costituito da famiglie con almeno un bambino (inteso al disotto dei 15 anni di età)3, di questi circa il 73% ha viaggiato nel nostro continente durante il 2013, il che vuol dire un movimento di più di 17 milioni di turisti europei4. In media una famiglia composta da due adulti e un minore di 15 anni in viaggio in un paese europeo, spende circa € 192 al giorno fra vitto, alloggio, trasporti e servizi.5  Azioni di tutela ambientale Dalla raccolta differenziata, a metodi di risparmio energetico e idrico Da un’indagine effettuata su scala mondiale da Tripadvisor, emerge che il 79% dei viaggiatori intervistati presta attenzione agli accorgimenti eco friendly nelle strutture ricettive; circa il 90% delle strutture intervistate concorda sull’importanza delle politiche ambientali nella gestione 3
ONU 2010 – World Population Prospects Da una pubblicazione dell’Osservatorio turistico giovanile, pubblicato nell’ambito del 10° salone delle vacanze 0‐14 Childrens tour, modena Italia 5
Tourism insight. E’ l’osservatorio sul turismo europeo in associazione con Visit Britain, il sito ufficiale di promozione turistica della Gran Bretagna 4
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della propria attività, ma solo il 71% di esse le realizza.6D’altronde a partire dalla Carta di Lanzarote fino alla Dichiarazione di Montreal del 1997 si dichiara che “Il turismo dovrebbe assicurare un’evoluzione accettabile per quanto riguarda l’influenza delle attività sulle risorse naturali, sulla biodiversità e sulla capacità di assorbimento dell’impatto e dei residui dei prodotti”7 6
TripBarometer by TripAdvisor 2013. Si tratta di una indagine effettuata su scala mondiale: 15.595 viaggiatori, 19.447 strutture ricettive intervistati. 7
I° principio della Carta di Lanzarote, 1995 11
6. I REQUISITI MINIMI SPECIFICI SULLA TIPOLOGIA DI STRUTTURA RICETTIVA Sono requisiti minimi che per tipologia di spazi e servizi offerti, dovrebbero essere propri di alcune specifiche strutture ricettive. I. per le strutture che fanno attività di ristorazione (compresa la prima colazione) ovvero per i bed & breakfast, gli agriturismi, i villaggi turistici e i camping: 
utilizzo di prodotti tipici Ancora più che in anni recenti oggi la possibilità di un approccio esperienziale alla scoperta del territorio rappresenta uno dei valori fondamentali del turismo enogastronomico. In Puglia nel 2012, il 36% dei turisti ha fatto visita e consumato un pasto/degustazione presso un’azienda di prodotti tipici agroalimentari.8 La possibilità di uno stretto collegamento fra produzione ed esperienza di viaggio sta nel fatto che “territorio” è oggi l’insieme delle risorse locali, delle specifiche connotazioni ambientali e dei tradizionali processi produttivi che caratterizzano le produzioni dell’area. Il termine “tipico” individua ogni cosa che risulta connotata da precisi riferimenti storici, culturali e materiali che affondano le proprie radici nel territorio di origine. È importante allora sottolineare che in un simile approccio l’habitat rurale non è solo il luogo di origine dei prodotti tipici ma anche il possibile luogo di “consumo esperienziale” di beni e servizi. 
utilizzo di prodotti agroalimentari di aziende locali ovvero uso e consumo di prodotti anche non tipici, ma di aziende locali nell’ottica di uno sviluppo turistico che dovrebbe offrire opportunità di crescita per le economie locali. Un turismo quindi integrato con lo sviluppo economico locale. II.
per le strutture che hanno spazi aperti (quali agriturismi, camping, villaggi turistici, ville ecc.) 
predisposizione spazi per accoglienza di turisti accompagnati da animali domestici. Da da una indagine effettuata nel 2011, su scala europea9 emerge che sul totale dei viaggiatori intervistati e proprietari di un animale domestico, solo il 60% ha portato con se il proprio animale, prediligendo o l’utilizzo di un camper o l’ospitalità presso casa di parenti e amici. Le principali complessità rilevate nella ricerca di uno spazio per il compagno di viaggi a quattro zampe è la difficoltà nella ricerca di una struttura ricettiva pet friendly e i costi elevati degli hotel adibiti a questa tipologia di ospitalità 8
Osservatorio regionale sul turismo di PugliaPromozione 9 PetRelocation su incarico di WSPA – World Society for the Protection of Animals 12
7. REQUISITI MIGLIORATIVI SPECIFICI Ovvero requisiti che potrebbero rendere più interessante e completa l’offerta della struttura ricettiva che li possiede 
Menu che tengano conto di scelte alimentari (vegetariani, vegani) 
Predisposizione di un cestino di prodotti tipici di benvenuto 
Distribuzione/angolo di consultazione di materiale informativo sul territorio e sui suoi beni culturali e ambientali 
Allestimento di un angolo “bibliomediateca” dove poter consultare guide del territorio, saggi e in genere pubblicazioni e autori di autori/scrittori locali 
Servizi gratuiti e/o a pagamento quali uso biciclette, organizzazione escursioni e visite guidate ecc. Si tratta di requisiti che accrescono nell’offerta il potenziale esperienziale dell’ospitalità, creando e mettendo a disposizione del turista spazi e strumenti perché esso possa fruire del territorio locale in completezza e autonomia. 
Predisposizione per l'accoglienza di persone con disabilità fisiche e mentali, particolari allergie alimentari ecc. Da un’indagine effettuata su base europea10 si rileva che le persone con disabilità fisiche e mentali, che annualmente si spostano in Europa per soggiorni turistici sono circa 5 milioni su un bacino di utenza che si è valutato essere di circa 36 milioni di unità. Un gap quindi di più di 30 milioni dovuto per lo più alla ancora carente offerta sul mercato di strutture ricettive capaci di accogliere adeguatamente questa tipologia di target. 10
SL&A turismo e territorio opera dal 1988 sui temi di ospitalità e turismo, ambiente, imprese ed economie locali.
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8. REGOLAMENTO D’USO DELLA CARTA DEI SERVIZI TURISTICI DI QUALITÀ I Ambito di applicazione Articolo 1 E’ istituita la “Carta dei Servizi Turistici di Qualità”, nel seguito denominata “Carta dei Servizi”, che contraddistingue servizi di accoglienza turistica rurale di soggetti operanti in rete in nelle aree territoriali della Regione Puglia e delle Isole Ioniche ovvero Corfù, Paxos, Lefkada, Itaca, Cefalonia, Zante, Citera, Meganissi, Antipaxo. Nello specifico i soggetti suscettibili di adesione rientrano nelle seguenti categorie: 
Strutture ricettive extralberghiere Le norme volte a regolare l’adesione, l’utilizzo e la revoca di detta “Carta dei Servizi” sono dettate dal presente Regolamento. Articolo 2 I soggetti che desiderano aderire alla “Carta dei Servizi” possiedono o sono in grado di ottenere i requisiti minimi comuni richiesti dalla suddetta “Carta dei Servizi”, ovvero: Requisiti minimi comuni indirizzo e mail Telefono conoscenza base di lingua inglese predisposizione servizi per accoglienza famiglie con bambini Buone pratiche di green policy a) raccolta differenziata b) riutilizzo di acqua piovana c) metodi e strumenti di risparmio idrico e/o energetico d)altro… II Organo tecnico consultivo per la gestione della “Carta dei servizi” Articolo 3 L’organo tecnico consultivo è composto da 4 elementi ognuno dei quali rappresenta un partner del progetto di cooperazione transfrontaliera C.E.T.A.: 
Camera di commercio di Bari 14

Innova Puglia S.p.A. 
Camera di commercio di Corfù 
Università Ionica Articolo 4 Le funzioni dell’organo tecnico consultivo sono le seguenti: 
Ricevere ed esaminare le domande di adesione alla Carta dei Servizi, secondo gli artt. 5‐6 
Decidere in merito ad eventuali richieste di emendamenti alla Carta dei Servizi e/o al Regolamento d’Uso 
Gestire i controlli su campione di cui all’art. 11 del presente Regolamento d’uso. III Condizioni di adesione alla “Carta dei Servizi” Articolo 5 Ciascun soggetto, che risponde alle caratteristiche individuate agli articoli 1 e 2, può richiedere all’organo tecnico ‐ consultivo di aderire alla Carta dei Servizi secondo le norme del presente Regolamento. La richiesta dovrà contenere le generalità del richiedente secondo un modello in allegato al presente documento. Articolo 6 Esaminata la richiesta, l’organo tecnico ‐ consultivo provvederà ad una visita della struttura in esame per confermare il rispetto o meno dei requisiti minimi previsti dalla “Carta dei servizi”, così come riportati all’Art. 2 del presente Regolamento. Di seguito emetterà un giudizio tecnico di merito e relativa approvazione indirizzata al soggetto Richiedente, in forma scritta e doterà il nuovo soggetto aderente di un apposito codice identificativo. Articolo 7 Nel caso in cui il soggetto richiedente l’adesione alla Carta dei servizi, non dovesse risultare idoneo, l’organo tecnico‐consultivo offrirà il suo supporto per accompagnare l’azienda ad acquisire i requisiti minimi per rientrare nei canoni stabiliti, nell’ambito della Carta stessa. Articolo 8 Ottenuta l’approvazione secondo le modalità indicate nel precedente articolo 6, la struttura del soggetto richiedente sarà contraddistinta con il logo/marchio predisposto nell’ambito del progetto C.E.T.A. e sarà segnalata come rientrante nella rete di accoglienza turistica extralberghiera C.E.T.A. 15
Articolo 9 Nell’utilizzo del logo/marchio, l’aderente alla “Carta dei Servizi” si atterrà al Manuale d’uso per quanto riguarda la sua posizione, forma, dimensione, colore, e così via. Articolo 10 Tutte le strutture ricettive la cui candidatura verrà valutata idonea aderiranno ad un protocollo d’intesa in cui si impegnano a rispettare gli standard qualitativi che possiedono e per i quali sono stati selezionati e a costituirsi in una rete di servizi di accoglienza turistica di qualità su base transfrontaliera. Articolo 11 Tutti i soggetti validati verranno inseriti nella Borsa Telematica Transfrontaliera del turismo extralberghiero come previsto dal progetto C.E.T.A. e saranno inoltre promossi attraverso le apposite azioni previste nell’ambito del Piano di Sviluppo Locale. Articolo 12 Nel caso siano per via giudiziaria, accertate violazioni di legge a carico del soggetto aderente, l’organo tecnico consultivo revoca immediatamente l’autorizzazione ad aderire alla Carta dei Servizi. Articolo 13 L’adesione alla “Carta dei servizi” è concessa a titolo gratuito. Articolo 14 Il logo/marchio potrà essere applicato o riportato segnatamente su: ‐ azioni pubblicitarie rivolte alla specifica struttura che aderisce alla “Carta dei Servizi” (depliants, brochure, locandine, posters, cartoline, cataloghi aziendali, inserzioni pubblicitarie, adesivi, vetrofanie ...) ‐ azioni di promozione di eventi ‐ confezioni di prodotti eno‐gastronomici ‐ abbigliamento promozionale e gadgets ‐ pubblicazioni e libri legati al territorio di progetto ‐ riviste e periodici ‐ carta e buste intestate, biglietti da visita, copertine fax, cartelline. ‐ materiale per la ristorazione (tovagliette e tovaglioli di carta, menù, ...) ‐ cartellonistica ‐ stand promozionali 16
‐ scontrini fiscali, ricevute, fatture Articolo 15 Il soggetto aderente, in tutte le attività nelle quali usa il logo/marchio C.E.T.A., deve indicare la propria qualità di fabbricante del prodotto e/o di prestatore di servizio. In ogni caso, il licenziatario si assume tutte le responsabilità derivanti dai prodotti e dai servizi oggetto della licenza, ivi incluse, a titolo esemplificativo, quelle derivanti dalla prestazione di servizi di promozione, pubblicità, distribuzione, vendita. E’ pertanto inteso che, nei limiti inderogabili di legge, il soggetto aderente solleverà l’organo tecnico – consultivo, dalla attribuzione scaturente da qualsiasi richiesta di terzi, incluse quelle per eventuali danni, relativa alle predette responsabilità. Articolo 16 La riproduzione o l’utilizzazione della “Carta dei Servizi” a scopi diversi da quelli previsti dal presente Regolamento, che non siano stati preventivamente approvati per iscritto dall’organo tecnico ‐ consultivo, comporterà la immediata decadenza dell’adesione alla suddetta Carta. 17
9. FORMAT MODULO DI ADESIONE CARTA DEI SERVIZI TURISTICI DI QUALITA’ C.E.T.A. ‐ Domanda di adesione ‐ Il/la sottoscritto/a _____________________________ nato a _____________________ il _______ titolare/legale rappresentante dell’impresa _______________________ con sede in _____________ via ___________________ n._______ tel.______________ fax ____________ mail: _____________ sito web __________________ Preso atto della “Carta dei Servizi Turistici di Qualità C.E.T.A.” dichiara di accettarne i contenuti impegnandosi ad osservare ogni prescrizione in essa contenuta. Chiede pertanto di inserire la propria impresa nell’elenco degli esercizi aderenti con i seguenti dati: Settore: Strutture ricettive extralberghiere(barrare la casella del settore richiesto): Bed & Breakfast ○ Studios○ Agriturismo ○ Appartamento ○ Villaggio turistico○ Altro(specificare) Villa ○ Camping○ Denominazione _________ sito nel Comune/Municipalità di _____________ via_____________ n.__ tel
fax
e mail:
sito web
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Il sottoscritto inoltre segnala di possedere i seguenti requisiti (barrare la casella del requisito/i posseduto/i Requisiti minimi comuni Requisiti minimi specifici sulla tipologia di struttura ricettiva Requisiti migliorativi indirizzo e mail ○ Telefono ○ conoscenza base di lingua inglese ○ per le strutture che fanno attività di ristorazione (compresa la prima colazione) ○
a) utilizzo di prodotti tipici ○ b)utilizzo di prodotti di aziende locali ○ per le strutture che fanno attività di ristorazione (compresa la prima colazione ○ a) menù per turisti vegetariani o vegani ○ b) cestini tipici, di benvenuto ○ Buone pratiche di green policy ○ per le strutture che hanno spazi aperti (quali agriturismi, camping, villaggi turistici, ville predisposizione per l'accoglienza di persone con disabilità ecc.) ○ fisiche e mentali o con disturbi alimentari ○ Distribuzione/angolo di consultazione di materiale informativo sul territorio e sui suoi beni culturali e a)predisposizione spazi per accoglienza di turisti accompagnati da animali domestici ○ ambientali ○ a) raccolta differenziata ○ Servizi gratuiti e/o a pagamento quali uso biciclette, organizzazione escursioni e visite guidate ecc. ○ b) riutilizzo di acqua piovana ○ c) metodi e strumenti di risparmio idrico e/o energetico ○ d)altro (specificare)… predisposizione servizi per accoglienza famiglie con bambini ○ 19
Trattamento dei dati personali: Dichiara infine di essere informato, ai sensi dell’art.13 del D. Lgs 30/06/2003 n.196, che i dati personali raccolti saranno trattati, con o senza l’ausilio di strumenti informatici, da parte di soggetti autorizzati a tal fine e con idonee misure di sicurezza, nell’ambito del procedimento attivato con la presente adesione e secondo la normativa vigente. Si precisa che con il conferimento di tali dati è obbligatorio al fine dell’instaurarsi del relativo procedimento e che questi verranno comunicati a terzi nei limiti e con le modalità previste dalla normativa vigente in materia. Autorizza l’inserimento dei dati relativi alla struttura turistica, indicati all’interno della cornice, nell’elenco degli esercizi che aderiscono all’iniziativa “Carta dei servizi turistici di qualità C.E.T.A.” ed autorizza inoltre la loro diffusione e divulgazione anche via internet. Titolare del trattamento dei dati è AICAI Camera di Commercio di Bari ‐ via Emanuele Mola,19 – 70121 Bari, soggetto al quale è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Lgs. n.° 196/2003 Luogo e data __________ Firma 20
10. INDIRIZZI UTILI INDIRIZZI DEGLI INFODESK 21
11. BUONE PRATICHE DI CIRCUITI E RETI DI STRUTTURE RICETTIVE EXTRALBERGHIERE 11.1 IL VALLO DI ADRIANO Nel 122 d.C. l’imperatore Adriano segnò il confine settentrionale dell’Impero Romano con una linea netta, un muro ovvero una massiccia opera di ingegneria che si estende per 80 miglia da mare a mare e, in alcuni punti, raggiunge 6 m di altezza. Il Vallo di Adriano, oggi è il più grande monumento di epoca romana della Gran Bretagna Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO incorpora non solo il Muro, ma i siti romani presenti nella regione della Cumbria fino alla costa. Una volta un’ affollata zona militare, il Vallo di Adriano è oggi un luogo dove lo slow tourism è divenuto punto di forza e opportunità di sviluppo per le comunità locali. Nei villaggi rurali lungo il Vallo sono nate piccole strutture ricettive e di ristorazione che, organizzate in rete insieme alle aziende di produzioni tipiche e ai punti vendita, promuovono le tradizioni e le produzioni, dal 2002 hanno realizzato un marchio “Locally produced”, creando una vera e propria offerta turistica aggregata. Sono promotori di una massiccia campagna di promozione via web. Grazie anche alle azioni di lobbying della rete sulle istituzioni locali, il Vallo e i territori in esso compresi sono visitabili attraverso una buona rete di bus locali che permettono di arrivare ai punti di interesse più importanti del sito. O altrimenti è possibile usufruire di una linea bus (da aprile ad ottobre) che con un unico biglietto permette di percorrere in lungo il Vallo di Adriano prevedendo al suo interno soste con pernottamenti su più tappe. Inoltre il bus prevede fermate su punti nodali da dove partono sentieri per escursionismo e piste ciclabili. 22
La sentieristica consiste in circa 80 percorsi segnalati che si intersecano formando un’enorme rete escursionistica che attraversa sia le campagne sia le città. I percorsi sono concepiti in modo tale da andare incontro alle esigenze sia degli escursionisti esperti, sia degli amatori. Numerose anche le piste ciclabili che incontrano la National Route “North Sea Circuit” parte integrante di Eurovelo – European Cycle route Network. La rete delle piste ciclabili percorre tutto il Vallo di Adriano e permette di organizzare itinerari dai 3 ai 7 giorni o ciclo passeggiate della durata di mezza giornata. www.visithadrianswall.co.uk 11.2 CAMMINI D’EUROPA Cammini d'Europa è una rete di cooperazione internazionale nata con il sostegno dell'Unione Europea e indirizzata a sostenere lo sviluppo e la crescita di regioni e territori toccati da importanti itinerari culturali che attraversano il continente europeo: il Cammino di Santiago, le Vie Francigene, il Cammino Lebaniego, il Cammino di Sant Olav, le vie per Gerusalemme ed altri itinerari minori ad essi ricondubili. Una rete di Istituzioni e organismi pubblici e privati che condividono una idea comune di sviluppo, indirizzata ad accrescere il sentimento di appartenenza a una cultura comune europea tramite la valorizzazione storica, culturale e socio‐economica di questi itinerari. 23
A tal fine, Cammini d'Europa promuove una strategia integrata e congiunta di promozione culturale e sviluppo territoriale, basata su azioni e interventi rivolti alla promozione internazionale degli itinerari e dei territori coinvolti. Una azione indirizzata a rinforzare la cooperazione tra le località, le province e le regioni attraversate da queste Grandi Vie Europee e a organizzare, promuovere e commercializzare internazionalmente la accoglienza e le produzioni tradizionali di questi "Cammini". In questo contesto Cammini d'Europa mira a: 
Tradurre gli itinerari in un segno di identità e in uno strumento di promozione culturale del territorio 
Favorire lo sviluppo di azioni concrete orientate a identificare sotto il marchio Cammini d'Europa un insieme di servizi di qualità per i pellegrini e i turisti in generale. 
Creare e alimentare una forte azione di identità europea e di promozione turistica e culturale dei territori, in grado di accrescere a scala regionale e locale, la sensibilità e la conoscenza tra le popolazioni locali, e soprattutto di stimolare la nascita di nuovi servizi turistici nelle diverse aree d'Europa, congiungendole ai grandi circuiti del turismo mondiale. 
Favorire la interrelazione di diversi itinerari culturali‐storici‐religiosi e le relazioni strategiche tra le aree rurali e urbane da questi attraversate. Per gestire la Rete dei Cammini si è costituita la struttura operativa, il G.E.I.E. (Gruppo Europeo di Interesse Economico), che ha il compito di: 
consolidare il partenariato agevolando la realizzazione di progetti comuni di livello internazionale; 
potenziare le capacità promo‐commerciali dei singoli territori; 
valorizzare il marchio e, tramite questo, i territori e gli organismi ad esso associati ed associabili. A tal fine il G.E.I.E.: 
Svolge funzioni di coordinamento operativo di progetti comuni; 24

Collabora alla realizzazione dei prodotti turistici dei territori partner e stimola l'"in‐coming" nei vari territori; 
Concorre alla promozione dei territori partner; 
Gestisce il marchio commerciale "I Cammini d'Europa"; 
Partecipa a progetti banditi a scala europea; 
Favorisce scambi di esperienze tra i partner 
Svolge prestazioni e servizi per i soci e per i partner. Allo stato attuale Cammini d’Europa realizza e promuove tramite catalogo on line itinerari di diversa durata che permettono di percorrere i tratti più interessanti della rete dei Cammini d’Europa proponendo dinamiche di spostamento differenti per permettere di raggiungere sia un target di nicchia riconducibile al viaggiare lento (escursionismo cicloturismo) sia un target più largo prevedendo spostamenti in auto, treno, bus. Inoltre Cammini d’Europa è divenuto un marchio che distingue e promuove le strutture accreditate ovvero ricettività, ristorazione punti vendita prodotti tipici, imprese artigiane tradizionali, associazioni di promozione del territorio, ma anche comuni e punti informativi turistici. www.camminideuropa.eu 25
CIRCUITI TURISTICI INTEGRATI 26
1. ANALISI EVOLUZIONE TURISMO IN PUGLIA La Puglia nell’ultimo decennio ha registrato un movimento turistico in costante aumento distinguendosi nel corso degli anni sia in Italia che nei Paesi della riva nord del Mediterraneo. Tale notorietà è legata sia alla qualità del mare e delle spiagge, riconosciuta fra le migliori del Paese, sia a un’offerta multiprodotto che comprende oltre al mare anche delle emergenze naturalistiche e storico‐
culturali, una tradizione enogastronomica di qualità, alcuni tra i borghi più belli d’Italia, attrattori religiosi e importanti eventi culturali. I dati ufficiali 2012 fanno registrare oltre 3,2 milioni di arrivi e circa 13,3 milioni di presenze turistiche complessive. Il confronto con il 2011 evidenzia una riduzione minima degli arrivi, stimabile nel ‐0,1% e una riduzione delle presenze del ‐1,6%. La crisi economica ha prodotto un impatto maggiore sul mercato italiano, primo mercato del turismo in Puglia, che registra una compressione sia nel numero di arrivi che nella permanenza media a fronte di un significativo incremento dei flussi turistici stranieri, pari al 7% in più degli arrivi e al +5% delle presenze. Primato ancora più importante se si considera la distanza fisica della Puglia dai principali mercati di riferimento del turismo internazionale in Italia. Confermando la tendenza degli ultimi anni, che ha visto, il turismo in Puglia avere un andamento decisamente migliore rispetto a quello medio nazionale. I fattori che hanno permesso alla Puglia di imporsi come una delle più ambite destinazioni turistiche italiane, sono diversi, in primo luogo la multiforme bellezza del nostro territorio. La Puglia è riuscita nel corso di questi anni a svincolarsi dall’identificazione con la costa ed il mare per scoprire, ed offrire, le tante altre ricchezze che esso custodisce. Sicuramente, questi due elementi continuano ad essere estremamente importanti nell’attrarre visitatori, ma è sotto gli occhi di tutti che negli ultimi anni esse si sono andati intrecciando, in maniera virtuosa, con le altre risorse presenti nei nostri territori: con il fascino della campagna e con la bontà dei suoi prodotti, con la variegata bellezza dei beni architettonici e culturali, con la grazia dei centri storici delle città e dei piccoli paesi dell’entroterra, con la qualità delle manifestazioni culturali. A questa risorsa materiale si aggiunge poi la straordinaria vocazione all’ospitalità della gente, la quale ha riscoperto l’appartenenza alla regione, la bellezza della loro terra, nutrendo verso di essa un affetto profondo e, per questo, orgogliosi di farlo conoscere e apprezzare da quanti visitano la regione. Di questa cultura dell’ospitalità è necessario prendersi cura per affinarla, da questo punto di vista, si può tranquillamente affermare che essi sono i primi operatori del nostro turismo e che, per questo, la loro cultura dell’ospitalità ha bisogno di essere curata e sostenuta. C’è poi – non meno importante – una attiva economia dell’ospitalità, alimentata dalla tenace operosità degli operatori e delle loro associazioni per migliorare la qualità delle strutture ricettive e l’offerta dei servizi turistici. Chi viene in Puglia e apprezza la qualità di ciò che gli viene offerto non solo è portato a diffondere il buon nome di questa terra all’interno delle proprie reti di amici e conoscenti, ma tende a ritornarvi per trascorrervi le vacanze. Una quota significativa dei nostri turisti è, come si dice in gergo, fidelizzata. A sostegno di questo un indagine svolta sulla customer satisfaction dei turisti realizzata da ISNART per conto dell’Osservatorio Regionale sul Turismo, ha messo in evidenza come l’esperienza di viaggio in Puglia non delude le aspettative del viaggiatore: in una scala da 1 a 10, la cortesia delle persone ottiene un voto medio di 8, la percezione di una forte identità locale un 7,8, la coerenza tra aspettative e l’immagine trasmessa dal territorio un 7,5. Il voto medio attribuito alla qualità dell’offerta enogastronomica è di 8,1, all’offerta culturale e di intrattenimento 7,5, alle occasioni di socializzazione (eventi a tema, ecc.) 7,7 e di 7,6 alla varietà e al rapporto qualità/prezzo delle attività ricreative proposte dagli attori locali. Il turismo in Puglia è prevalentemente stanziale (in 7 casi su 10 il visitatore soggiorna in un’unica località di vacanza) e con una forte componente abituale (6 turisti su 10 sono habitué). Nella promozione dell’immagine turistica della Puglia, infine, un ruolo importante è stato svolto dalle politiche messe in campo dalle istituzioni locali e dalla Regione. Da anni le Amministrazioni comunali e le Province – spesso coadiuvate dal variegato universo delle associazioni – sono impegnate in una gara di emulazione per valorizzare le bellezze del loro territorio, mettendole a disposizione dei propri cittadini e offrendole all’attenzione dei visitatori. Da parte sua, il governo regionale non solo ha sostenuto in vari modi lo sforzo delle altre istituzioni locali, ma si è anche adoperata in proprio sia attraverso le politiche di contesto, sia attraverso l’impegno diretto nel campo dell’accoglienza e della promozione turistica: dal netto miglioramento dell’accessibilità garantito dal buon funzionamento dalla rete regionale degli aeroporti e dei porti al grande impulso dato all’industria della creatività e alla promozione dei talenti, dal supporto offerto per l’organizzazione di tanti eventi culturali, all’organizzazione di programmi di promozione e di accoglienza turistica, dalla costruzione di una vasta rete regionale dei Parchi e delle aree protette all’organizzazione di programmi di promozione e di accoglienza entrati ormai a pieno titolo nel brand turistico regionale. Le risorse immobili e gli attori del turismo pugliese hanno nel tempo costruito un sistema emulativo attraverso il quale bellezza dei luoghi, affetto dei cittadini per il loro territorio, istinto di operosità degli imprenditori e attivismo delle istituzioni si rafforzano vicendevolmente dando luogo ad un vero e proprio circolo virtuoso dell’ospitalità. C’è dunque motivo per essere soddisfatti di come sta andando il turismo in Puglia. Il turismo pugliese va bene, ma ha ancora ampi margini di miglioramento. La distanza che separa i numeri del turismo pugliese da quelli delle regioni meridionali più turistiche, la Campania e la Sicilia, è ancora grande. Abbiamo ancora un turismo troppo concentrato nei mesi estivi, troppo turismo interno, troppo turismo di prossimità e poco turismo straniero, anche se in aumento. Per far si che questo settore diventi un pilastro ancora più forte dello sviluppo regionale bisogna intervenire su alcuni elementi di criticità. Alcuni esempi tra i tanti che si potrebbero fare. La qualità media dell’offerta turistica può migliorare ulteriormente se viene sottoposta ad un monitoraggio costante e viene dotata di strumenti efficaci di certificazione della qualità dei servizi. Occorre, per esempio, rendere più sistematici ed efficaci i controlli sulla qualità dell’offerta delle strutture ricettive in base all’assunto che ogni ospite insoddisfatto può vanificare mesi e mesi di lavoro promozionale. In alcuni comparti l’offerta turistica e culturale deve essere potenziata: penso, per esempio, al turismo sociale, al turismo giovanile al turismo nautico, al cicloturismo, alla redazione di un cartellone unico degli eventi turistico‐culturali, alla creazione di una rete regionale dei musei, dei castelli, delle cattedrali e dei siti archeologici, garantendone effettivamente la fruizione, anche attraverso strumenti come la tourist card. Bisogna lavorare meglio sull’organizzazione, gli obiettivi e la tempistica della promozione: programmi ed eventi di rilevanza turistica vanno comunicati in modo efficace, in luoghi mirati e in tempo debito se si vuole che siano uno strumento effettivo di promozione del territorio. E’ necessario adoperarsi per migliorare la dotazione regionale di infrastrutture collegate al turismo. Si pensi alle infrastrutture di mobilità interna alla regione: oggi è più facile raggiungerla dall’esterno che muoversi speditamente al suo interno. Il raggiungimento di questo obiettivo non passa necessariamente attraverso la costruzione di nuovi assi viari (che, per promuovere un territorio, rischiano di pregiudicarne le stesse caratteristiche che lo rendono attraente), ma attraverso l’ammodernamento e il potenziamento delle tradizioni popolari e di eventi che ancora oggi caratterizzano ed identificano il forte appeal di alcune destinazioni. 2. STAGIONALITÀ La stagionalità è largamente considerata come una caratteristica fisiologica del turismo, ed è spesso considerata come un dato di fatto, come un'inevitabile dimensione di questo insieme di attività economiche che può giusto variare in termini di maggiore o minore intensità, a seconda dei paesi indagati. Le cause della stagionalità nel turismo sono raggruppate in tre principali categorie: il tempo meteorologico (ad esempio, le temperature che possono causare oscillazioni nella domanda turistica); il calendario temporale (le festività religiose come il Natale, etc.); la scansione di certe decisioni (le vacanze scolastiche, la chiusura degli uffici e delle fabbriche, etc.). Certe cause sono stabili nel tempo, come nel caso della ricorrenza del Natale; altre cambiano con intervalli discreti – è il caso della Pasqua che è comunque un evento prevedibile – mentre altre cause ancora hanno il carattere dell'imprevedibilità, come nel caso del tempo meteorologico, e in particolare il fenomeno nevoso. Solitamente, i fattori naturali e “istituzionali” sono considerati quali le principali cause della stagionalità nel turismo. Le vacanze pubbliche rappresentano una delle maggiori forme di cause istituzionali che influiscono sul turismo. Queste possono essere basate su una in particolare, o su una combinazione di fattori religiosi, culturali, sociali e politici. Sebbene le vacanze pubbliche siano in genere costituite da singole giornate, più recentemente queste tendono ad essere associate ai week end o in ponti di più lunga durata e hanno accresciuto la loro importanza per il mercato turistico. Fra le cause istituzionali della stagionalità, le vacanze scolastiche e industriali sono quelle che giocano un ruolo più consistente nel forgiare e modificare le caratteristiche del turismo. La programmazione delle vacanze scolastiche durante l'estate fu originariamente basata sulla necessità che, in molti paesi, i ragazzi in età scolare aiutassero gli agricoltori (spesso in famiglia) a lavorare nei campi durante l'estate. La tradizione delle vacanze familiari estive, unita alla piacevolezza del tempo durante i mesi estivi, costituiscono le principali ragioni per i regolari picchi di attività turistiche durante questa stagione. Butler (1994) sostiene nel suo lavoro (“Seasonality in Tourism: Issues and Problems”, In A. V. Seaton a cura di Tourism: the State of the Art. Chichester: Wiley & Sons), che la tradizionale e lunga vacanza scolastica durante il periodo estivo resta il principale impedimento nel ridurre la stagionalità nel turismo. Anche le vacanze industriali esercitano una forte influenza nei picchi stagionali del turismo, specialmente dopo l'introduzione delle vacanze pagate e la chiusura dei grandi insediamenti industriali che spesso coincide col mese di agosto. Ciò accade con una certa evidenza in paesi come la Francia, l'Italia, nei quali una consistente percentuale della popolazione sembra invadere le autostrade come grossi stormi migratori durante il primo week end di agosto. La stagionalità rappresenta un problema per il turismo pugliese che si identifica e caratterizza essenzialmente dal comparto balneare, che vede concentrarsi l’afflusso di visitatori principalmente in alcuni periodi dell’anno, solitamente da maggio ad ottobre, con picchi in luglio ed agosto. Nonostante le nuove tendenze, infatti, la concentrazione dei flussi turistici nei mesi estivi è un fenomeno che in Puglia è più accentuato, rispetto a un quadro nazionale che si è comunque diversificato (figura 1). In Puglia, nei mesi di luglio e agosto, si concentra, infatti, oltre il 55% delle presenze turistiche, rispetto al 39,1% della media nazionale; se si considerano anche i mesi di giugno e settembre, tali quote salgono al 78,8% in Puglia e al 61,5% a livello nazionale. La concentrazione nei mesi estivi in Puglia riguarda soprattutto i turisti nazionali, poiché quelli stranieri sono più distribuiti: nei mesi di luglio e agosto ammontano al 34,3%; la presenza nei mesi di giugno e settembre è per gli stranieri più elevata che per gli italiani (30,1% contro il 22,5%); nei mesi non estivi la percentuale di stranieri ammonta complessivamente al 32% contro il 18,9% di italiani (figura 2).continua a permanere per la regione Puglia, una elevata stagionalità. Una strategia mirata alla gestione differenziata nel tempo e nello spazio delle risorse intangibili ed endogene proprie del luogo, ma più che altro la diffusione di forme di turismo esperienziali, rivolte ad un turista/consumatore sempre più attento alla componente ambientale e voglioso di vivere in modo emozionale il proprio modo di fare turismo, potrebbe consentire una maggiore intercettazione dei flussi in un mercato tendenzialmente in crescita. Bisogna prendere atto anche del fatto che comunque il tradizionale soggiorno balneare è per sua natura un fenomeno stagionale e che è necessario differenziare i territori con altri prodotti turistici che possono essere venduti nelle altre stagioni, come l'arte delle città e dei numerosi borghi, i reperti archeologici eredità dei popoli che l'hanno abitata anticamente, i prodotti enogastronomici che rendono tipico e unico un territorio e il turismo d'affari, dovuto alle numerose fiere specialistiche che si susseguono nel corso dell'anno nei vari centri pugliesi. 3. BUONE PRATICHE Negli ultimi anni, il modo di vivere il turismo è cambiato profondamente. Il turista assume un ruolo più attivo nel vivere la vacanza e i consumi turistici si sono allargati a beni e servizi una volta assolutamente estranei a questo settore. I territori si stanno adeguando, sebbene con velocità e iniziative diverse, strutturando l’offerta turistica e creando sistemi di governance più o meno adeguati ai fabbisogni e alle aspettative della domanda. Attualmente si cerca di proporre una pluralità di “turismi”, anche basati su nicchie di mercato. Muovendo dal “generalistico” turismo balneare si spazia verso il turismo business, il turismo consapevole, attento al benessere e alla natura, il turismo enogastronomico e quello rurale, quello culturale e quello religioso o delle sagre. 3.1 PERCORSI OCCITANI – TREKKING IN VALLE MAIRA IN PIEMONTE (CUNEO) I Percorsi Occitani sono il circuito escursionistico più frequentato della Valle Maira. Concepito in 18 tappe, si va dalla pianura di Villa San Costanzo fino agli alpeggi di Elva, Prazzo e Acceglio; rientro dal versante opposto passando da Chialvetta, la Gardetta, Marmora, Macra e Celle Macra. Possibilità di anelli più brevi sull'itinerario. Lungo il percorso si trovano rifugi, posti tappa e locande con i piatti tipici occitani. Il sentiero è segnalato da pannelli in legno e tacche gialle. Il circuito escursionistico dei Percorsi Occitani è incluso nella categoria Sentieri del censimento indetto dal FAI Fondo Ambiente Italiano per promuovere i luoghi particolarmente cari che si vorrebbe fossero conservati per le generazioni future Quasi 20 anni fa, un gruppo di visionari tra cui personalità pubbliche e non, guide alpine impegnate, un presidente carismatico della Comunità Montana Valle Maira, albergatori, ristoratori, operatori turistici, avventurieri e persone a cui piace camminare, ebbero un'idea semplice, ma molto provocatoria nella sua realizzazione: rendere utilizzabili come sentieri per escursioni le antiche mulattiere della Valle Maira che, in passato, collegavano tra loro le borgate situate sui ripidi versanti delle montagne. In questo caso, i modelli da seguire sono stati la Grande Randonnée in Francia, i grandi itinerari escursionistici europei e naturalmente anche la Grande Traversata delle Alpi, GTA, che nacque alla fine degli anni settanta. Creare un circuito di sentieri da percorrere per la durata di due settimane, con tappe di diverse lunghezze, in una valle unica nel suo genere per la varietà degli ambienti, era un'idea straordinaria. A questo scopo sono state di grande utilità le case per ferie della GTA già esistenti come Pagliero, Elva, Vernetti, Campo Base e Celle Macra, ed una piccola foresteria presente a San Martino. Questo però non era sufficiente. È stato necessario creare, per il nuovo e, contemporaneamente, antico sentiero per escursioni, delle nuove case per ferie, a distanze sostenibili tra una e l'altra. A Villar San Costanzo e Roccabruna vi erano piccoli hotel; a Macra la vecchia canonica ed a Ussolo la vecchia scuola furono risistemate come strutture ricettive in autogestione. La Comunità Montana pubblicò un piccolo opuscolo e tutto ebbe inizio. Il sentiero, allora come oggi, inizia a Villar San Costanzo, porta, alla fine della valle, sino a Chiappera ed in un vallone laterale oltre il pianoro della Gardetta proseguendo, poi, fino a Tetti per terminare a Dronero. Questo è stato contrassegnato in giallo La combinazione tra buon cibo ed escursionismo in una natura incontaminata, tra albergatori amichevoli e paesaggi selvaggi sembra essere il garante di vacanze attive e rilassanti. Ormai da 20 anni i “percorsi” vengono curati, pubblicati e tenuti in vita dall'”Associazione percorsi occitani”, l'associazione dei gestori dei posti tappa. Ormai l'organizzazione conta 18 membri. I beni di lusso sono la bellezza paesaggistica mozzafiato, l'aria pulita, l'eccellente qualità dell'acqua ed il silenzio assoluto che si possono trovare ormai solo di rado nella Mitteleuropa. In Valle Maira sono ancora presenti in abbondanza! L'architettura originale, le meravigliose chiese romaniche, la musica tipica, l'eccellente cucina e la travolgente ospitalità delle persone il tutto in splendida unione con la natura e la cultura fanno di tutte le escursioni sui "percorsi" un'esperienza stupenda e rilassante. www.percorsioccitani.com 3.2 STRADA DEI VINI CHIANTI RUFINA E POMINO IN TOSCANA La Strada dei Vini Chianti Rùfina e Pomino, della quale fanno parte sedici aziende vitivinicole e alcuni ristoranti, agriturismi, artigiani e agenzie di servizio è una realtà nata inseguito alla legge regionale sulle strade del vino e vuole essere uno strumento promozionale collettivo dei produttori che hanno aderito. La Toscana è stata la prima Regione, a legiferare in questa materia e a definire in modo abbastanza rigido la struttura organizzativa delle strade. La legge prevede, infatti, la presenza di un comitato promotore, di un comitato responsabile, la redazione di un disciplinare interno e le caratteristiche che ciascuna categoria di attori coinvolti deve possedere Attraverso la visita alle cantine, la Strada propone un percorso alla scoperta delle tante bellezze di un territorio assai circoscritto e delimitato da cinque Comuni che lo delimitano: Pontassieve, Pelago, Rùfina, Londa e Dicomano. Una delle caratteristiche più interessanti della Strada dei Vini Chianti Rùfina e Pomino è data dalla sua estrema vicinanza a Firenze, che la rende fruibile anche per brevi escursioni giornaliere. La presenza di alcune tra le pievi romaniche più belle della Toscana e di castelli dà al turista la possibilità di diversificare il percorso a proprio piacimento e a seconda del tempo a disposizione. L'agenzia di viaggio socia della Strada ha infatti creato pacchetti turistici adatti a tutte le esigenze, da quelli della durata di alcune ore a quelli settimanali. Ciò che tuttavia rende il percorso particolarmente stimolante sono le diverse realtà che si incontrano nelle sedici aziende vitivinicole che fanno parte della Strada. Manieri medievali con cantine sotterranee; antichi fortilizi nel corso dei secoli trasformati in amene residenze di campagna; sfarzose ville rinascimentali che dominano le colline circostanti. Ogni azienda offre suggestioni diverse, e tutte insieme raccontano la storia di questo fantastico territorio e delle famiglie che lo hanno per secoli coltivato. Questa è un'altra delle peculiarità della Strada dei Vini Chianti Rùfina e Pomino: i produttori vitivinicoli sono infatti tutti originari della zona, e le loro tradizioni familiari affondano le proprie radici nella storia del territorio. Parlando con i produttori, dunque, il turista entra in contatto con dei personaggi che hanno vissuto la storia dei luoghi e che conoscono alla perfezione gli usi, i costumi e le tradizioni di questa magica terra che dà vita a grandi vini. Ma la zona di produzione del Chianti Rùfina non è nota soltanto per i suoi vini, perché la tradizione gastronomica locale è una delle più affascinanti dell'intera Toscana. Nei ristoranti che hanno aderito alla Strada tutti i piatti raccontano la storia delle massaie di un tempo che dedicavano alla cucina gran parte della propria giornata lavorativa. Antichi sapori sapientemente rivisitati alla luce delle più moderne esigenze di gusto e di alimentazione. Dai salumi ai formaggi ‐ passando attraverso le zuppe, la pasta fatta in casa, le bistecche provenienti dai vicini allevamenti del Mugello e gli spezzatini cotti nel Chianti Rùfina ‐ fino ad arrivare ai dolci. Il vino, prodotto principe di questo angolo di Toscana, diventa l'ideale compagno che rivela inattese visioni di terra e di cielo. Vigneti circondati da impenetrabili boschi; olivi e cipressi che seguono le dolci curve delle colline; torri e campanili di pietra che svettano leggeri verso il cielo. Arte e natura, vino e gastronomia, sport e divertimento: questo e molto altro ancora si incontra nella Strada dei Vini Chianti Rùfina e Pomino. www.terreditoscana.regione.toscana.it www.comune.rufina.fi.it 3.3 STRADA DEI SAPORI E DEL VINO IN UMBRIA L’esigenza di valorizzare i territori a vocazione vitivinicola ha portato alla nascita delle Strade del Vino, più di recente diventate dei sapori. Le Strade del vino e dei sapori costituiscono uno strumento attraverso il quale i territori vinicoli, così come quelli dove si producono olio e altri prodotti tipici, e le relative produzioni, possono essere divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica. Si caratterizzano per percorsi che si snodano all’interno di un territorio al fine di valorizzarne non semplicemente le aziende di produzione, ma anche le specificità naturali, ambientali, culturali, le tradizioni e così via. In tal senso possono contribuire a delineare un sistema integrato di offerta turistica che si snoda per un intero itinerario lungo il quale si collocano luoghi del vino visitabili (vigneti, aziende, cantine) e attività imprenditoriali collegate (ristoranti, alberghi, agriturismi, enoteche, ecc…). Le strade dei sapori in Umbria suddivide il territorio in cinque strade, un vero e proprio attestato identitario che ha portato, per rappresentare l’unicità dell’intero territorio, a far incontrare ed intrecciare tra loro la Strada dell’Olio Extravergine d’Oliva Dop Umbria con quelle del Vino, denominate, secondo le zone di produzione, Strada del Cantico, Etrusco Romana, del Sagrantino e dei Colli del Trasimeno. Con la piena condivisione della Regione Umbria, interessata, insieme ai Comuni e ai privati di riferimento, a creare e quindi affinare una serie di importantissimi strumenti di promozione integrata del territorio. 
Strada vini colli del trasimeno 
Strada dei vini etrusco romana 
Strada del sagrantino 
Strada dell’olio dop umbria www.stradevinoeolio.umbria.it 3.4 STRADA DEI VINI DEL CANTICO L'Associazione "Strada dei Vini del Cantico" è stata costituita nel 2002 con l'obiettivo di affermare l'identità storica, culturale, ambientale, economica e sociale dei comuni partecipanti: Assisi, Bettona, Cannara, Collazzone, Fratta Todina, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Perugia, Spello, Todi, Torgiano. La Strada dei Vini del Cantico vuole aiutare il visitatore a scoprire borghi antichi, città, castelli, chiese e abbazie per rendere possibile l'esperienza di un viaggio nel passato attraverso rievocazioni, feste e tradizioni che ogni anno danno vita a momenti di grande vivacità e interesse; per vivere i ritmi naturali della terra, scoprire i luoghi dove nascono nobili vini, grazie alla fatica e all'ingegno dell'uomo, per gustare sapori che rievocano le tradizioni e la laboriosità contadina, con una grande varietà di piatti e di abbinamento di gusto. La Strada dei Vini del Cantico può essere percorsa utilizzando la viabilità storica, seguendo strade minori e panoramiche con l'automobile ma anche in bicicletta, a cavallo e perché no a piedi. www.stradadeivinidelcantico.it 3.5 STRADA VINI COLLI DEL TRASIMENO L’Associazione Strada del Vino Colli del Trasimeno non ha fini di lucro ed ha per oggetto la valorizzazione e la promozione del territorio ad alta vocazione vitivinicola dell’area del Trasimeno nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale promosse dalla Regione Umbria. Strada o forse via o cammino o ancora itinerario; ma al di là delle varie definizioni, da sempre è l'uomo, che si incontra con la natura, con se stesso e con gli altri uomini. Con questo percorso enoturistico si vuole esaltare il lato emotivo del buon vino, cioè l'arte di far si' che le emozioni altrui diventino nostre e le nostre altrui. Ad ogni passo la "Strada del Vino Colli del Trasimeno" si presenta come una palestra naturale, dove esercitare tutti i cinque sensi per appagare: gusto, vista, tatto, odorato e udito, attraverso un itinerario pieno di memoria, cultura, natura e sapori. La "Strada del Vino Colli del Trasimeno" è stata progettata per trasmettere al visitatore un'immediata sensazione di armonia tra territorio, cultura e qualità. E per ognuno diventa spontaneo maturare con il proprio calice quel tipo di complicità, sufficiente ad allontanare il caos della metropoli, e ritrovare valori come autenticità, contatto con l'ambiente e voglia di conoscere. www.stradadelvinotrasimeno.it 3.6 STRADA DEI VINI ETRUSCO ROMANA L’Associazione della Strada dei vini Etrusco Romana in Provincia di Terni è nata, sulla base della legge della Regione Umbria n. 38 del 22 dicembre 1999 e del relativo regolamento di attuazione n. 1 del 19 giugno 2001, con la finalità di promuovere in Italia e all’estero la conoscenza del territorio e dei prodotti ambientali e agricoli dell’area di Allerona, Amelia, Baschi, Castel Viscardo, Ficulle, Montecchio, Narni, Orvieto, Terni e la Valnerina. L’Associazione si occupa della realizzazione e della gestione della Strada, di curare una coerente ed efficace attuazione del progetto da parte di tutti gli aderenti, di diffonderne la conoscenza in collaborazione con i produttori vitivinicoli e con gli altri soggetti associati e interessati, di promuoverla secondo gli indirizzi regionali con opportune azioni di turismo integrato, di collaborare con le altre Associazioni delle Strade del vino e con gli enti pubblici per le attività previste dalla legge regionale e dal regolamento di attuazione. www.stradadeivinietruscoromana.com 3.7 STRADA DEL SAGRANTINO L'Associazione è finalizzata allo svolgimento dei compiti indicati dalla legge reg. Umbria n. 38 del 22 dicembre 1999 e dal relativo regolamento di attuazione, n. 1 del 19 giugno 2001, con lo scopo di promuovere, in Italia e all'estero, la conoscenza del territorio e dei prodotti ambientali ed agricoli dell'area della "Strada del Sagrantino" che comprende i comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano Dell’Umbria e Castel Ritalti. L'Associazione e' rivolta, principalmente, a procedere alla realizzazione della 'Strada del Sagrantino' e alla sua gestione, in conformita' con quanto disposto dalla legge e dal regolamento, a diffondere, in collaborazione con i produttori vitivinicoli e con gli altri soggetti interessati, la conoscenza della "Strada del Sagrantino"; a promuovere la 'Strada del Sagrantino' attraverso la realizzazione di apposite azioni promozionali nell'ambito degli indirizzi regionali; a vigilare sulla coerente attuazione del progetto da parte di tutti i soggetti aderenti e sul buon funzionamento della "Strada del Sagrantino"; a collaborare con le altre Associazioni Responsabili delle "Strade del vino" e con gli enti pubblici. www.stradadelsagrantino.it 3.8 STRADA DELL’OLIO DOP UMBRIA L' Associazione “Strada dell’Olio Extra Vergine di Oliva dop Umbria” si è costituita il 5 agosto 2004, è un’Associazione volontaria senza scopo di lucro finalizzata alla valorizzazione e promozione del territorio ad alta vocazione olivicola della Regione Umbria nell'ambito dei compiti indicati dalle norme regionali, nazionali e comunitarie in materia di istituzione, realizzazione e gestione delle Strade dell'Olio. Le attività che l’associazione si propone Il miglioramento e l'incremento qualitativo dell'offerta turistica presente nel territorio dell’Umbria, regione di produzione dell’Olio Extra vergine di Oliva Dop Umbria, mediante l'introduzione e l'applicazione di standard qualitativi, con attenzione a produzioni dell'economia eco‐compatibile a cui dovranno adeguarsi ed attenersi gli associati, la diffusione in collaborazione con i produttori olivicoli, e altri soggetti interessati alla conoscenza della Strada dell’Olio Dop Umbria, come strumento di promozione turistica territoriale di qualità e la realizzazione e partecipazione ad azioni finalizzate alla promozione della Strada dell’Olio in Italia e all’estero, nell’ambito degli indirizzi regionali. www.stradaoliodopumbria.it Attraverso queste strade si scopre un Umbria di nicchia eppure così popolare, operosa, lontana dal clamore del turismo di massa, con le stesse movenze da secoli lente e consapevoli. Più che un viaggio, è questa una filosofia di vita, grazie alla possibilità di attuare un vero e proprio percorso dei cinque sensi: udire suoni e rumori dimenticati, vedere la bellezza vera, toccare i tesori di un passato lontano, gustare i cibi e le bevande della tradizione, aspirare le diverse fragranze delle stagioni che si susseguono. Un percorso che è anche una ricerca cromatica: dall’argento degli ulivi, ai toni autunnali delle viti, dall’azzurro del cielo, al verde dell’olio e della campagna, dal bianco cristallino delle acque, al bianco dorato, o al rosso come il tramonto, dei vini Doc e Docg. 4. OCCHIO ALLE MASSERIE DIDATTICHE Le masserie didattiche sono aziende agricole o agrituristiche, in cui alla funzione produttiva è abbinata la funzione educativa, rivolta ai ragazzi delle scuole che frequentano le scuole materne, elementari, medie, superiori. Tale funzione educativa non è limitata e circoscritta alla sola età scolare, ma coinvolge chiunque abbia interesse alla conoscenza e all’apprendimento dei processi produttivi, dei saperi, delle tradizioni e della cultura rurale. La prima fattoria didattica vide la luce nei paesi scandinavi verso gli inizi del XX sec. In Norvegia, Svezia e Danimarca era già usanza allora insegnare a chi viveva in città la vita di campagna. Fu il movimento Club 4H a dare ispirazione e spinta allo sviluppo delle fattorie didattiche, le quattro 'h' rimandano alle parole inglesi head, health, hearth e hand (head‐testa, health‐salute, heart‐cuore e hand‐mani). Il "learn to do by doing", “Impara facendo”, questo lo slogan portato avanti dal Club 4H e che piano piano inizia a diffondersi in Europa arrivando verso gli anni settanta nei paesi del mar mediterraneo. In Italia è la Romagna la mamma della prima Fattoria Didattica italiana, nata dal progetto di un gruppo permanente di fattorie didattiche denominato Alimos. Una società senza fini di lucro, composta di agronomi e agrotecnici, che opera dal 1967 nel nostro paese. Obiettivi di Alimos sono favorire i processi di innovazione del settore ortofrutticolo, sostenere la tutela ambientale e diffondere una nuova cultura alimentare. Nel 1997 viene fondata la “Rete delle Fattorie Didattiche Romagnole”, per opera di Alimos e di diversi imprenditori agricoli nella provincia di Forlì‐Cesena. Nel 1998,la Regione Emilia‐Romagna e le sue nove Province hanno avviato il progetto “Fattorie Aperte e Fattorie Didattiche”. Un'iniziativa che oggi conta oltre 300 fattorie accreditate, che hanno sottoscritto la "Carta della Qualità" e hanno personale che ha frequentato corsi di formazione specialistica. La Carta della Qualità della Regione Emilia‐Romagna Si tratta del primo documento in Italia che evidenzia i requisiti da soddisfare per garantire un'accoglienza qualificata ai visitatori delle Fattorie didattiche e ottenere la qualifica di fattoria didattica. Altre regioni, come Lombardia e Veneto, hanno col tempo preso spunto dall'Emilia‐Romagna e oggi adottano analoghe carte dei principi. In Puglia si è scelto di chiamarle Masserie didattiche, usando il nome delle tipiche costruzioni dell’architettura rurale pugliese, le Masserie appunto, alcune delle quali risalenti al 1700, altre ancora ville di campagna sorte a cavallo tra XIX e XX secolo, o aziende agricole con annessi vigneti o uliveti. In altre regioni sono chiamate Fattorie didattiche, in Europa sono note come City FARM o Fermes Pédagogiques. Tutte accomunate dalla presenza dell’imprenditore agricolo, figura chiave della storia economica e sociale della Puglia, custode oggi di un patrimonio di conoscenze e tradizioni agroalimentari, trasformatosi in una sorta di tutor nelle attività didattiche svolte all’interno delle Masserie didattiche e che svelano, tutti i passaggi della filiera produttiva: dal seme al pane, dall’ape al miele, dall’uovo alla gallina. Il riconoscimento delle Masserie didattiche è regolato dalla Legge Regionale 2/2008 e dalla relativa nota esemplificativa del 3/2009. La Legge Regionale stabilisce i requisiti che un'azienda deve garantire per essere iscritta all'albo regionale e per praticare l'attività di Masseria Didattica. Viene disciplinata la formazione degli operatori, la logistica, la presenza di produzioni agricole, i requisiti socio‐didattici e di sicurezza per garantire ai visitatori qualità e professionalità dell'offerta, in linea " con gli obiettivi definiti dall’assessorato regionale alle risorse agroalimentari per la promozione dei consumi legati al territorio e l’educazione alimentare". In una masseria didattica, si assiste alla mungitura e alla preparazione del formaggio, ad esempio, assaggiando magari la bontà della ricotta calda appena preparata sotto gli occhi sbalorditi dei più piccini, che insieme agli adulti, si cimentano con acqua e farina per impastare il pane e le focacce pugliesi, vanno a cavallo, accarezzano le spighe dorate del grano, preparano marmellate e sott’oli, ed imparano a riconoscere le straordinarie erbe aromatiche e le piante officinali della macchia mediterranea. Veri e propri musei viventi della civiltà contadina che raccontano la storia dei luoghi i cui sorgono e trasmettono gesti e rituali di grande tradizione, le Masserie Didattiche sono il tempio della educazione alimentare e del recupero della cultura rurale. 5. CONSORZIO PUGLIA IN MASSERIA In Puglia si sono creati diversi associazioni, consorzi che hanno creato un rete di masserie didattiche in relazione ai diversi territori e province. Il consorzio PUGLIA IN MASSERIA è la rete di masserie didattiche in terra di bari, non è un semplice elenco di aziende ma un vero e proprio ente di promozione della cultura rurale, attraverso la riscoperta delle tradizioni contadine sia della sua ospitalità più antica e più vera, sia della sua cucina e dei suoi prodotti. Le aziende inserite nel circuito, da anni coinvolgono centinai di ragazzi alla scoperta delle attività agricole del territorio rurale. Tutte le iniziative proposte si pongono un duplice obiettivo: da una parte l’educazione e la formazione delle nuove generazioni alla conoscenza e alla salvaguardia del territorio e di tutto l’ecosistema che lo circonda. Dall’altra i contadini possono valorizzare meglio la loro professione, che ha un’importante valenza ambientale e sociale. La masserie didattiche rappresentano un momento di collegamento tra città e campagna, uno strumento di comunicazione diretta tra agricoltore e cittadino a cominciare dalle giovani generazioni per far conoscere la vita degli animali l’origine dei prodotti che consumiamo, stimolare lo spirito critico e la curiosità. Una maniera per i giovani di scoprire l’importanza sociale ed economica di un mestiere spesso sottovalutato. Le masserie che partecipano a questo consorzio sono: 
Masseria didattica SEI CARRI 
Masseria didattica S. VINCENZO 
Masseria didattica MADONNA DELL’ASSUNTA 
Masseria didattica COPPA 
Masseria didattica MASSERIA LOSURDO 
Masseria didattica IL PETRARO 
Masseria REDENTA 
Masseria didattica MORRONE 5.1 MASSERIA DIDATTICA SEI CARRI La masseria didattica SEI CARRI è situata a 500 m s.l.m, nell’alta Murgia, in un paesaggio di colline argillose, ulivi, vigneti e boschi. La masseria risale al 1850 e il Sig. Tarricone, la signora Ippolita e i suoi figli coltivano con metodi biologici, orzo, grano, avena, e foraggio. Si allevano cavalli da maneggio, pecore, capre e animali di bassa corte. Le attività didattiche e i laboratori • Dal grano alla farina ai prodotti da forno. • Dalla mungitura meccanica e manuale alla trasformazione del latte. • L’agricoltura biologica: osservazione e studio delle piante e delle tecniche di coltivazione con metodi naturali. • Osservazione e studio degli animali da cortile e da stalla. • Escursioni a Castel del Monte. www.agriturismoseicarri.com 5.2 MASSERIA S. VINCENZO La masseria S. VINCENZO è un complesso agricolo situato nel territorio di Spinazzola, a confine tra il Parco Nazionale dell'Alta Murgia e l'Appenino Lucano. Si estende su una superficie di circa 40 ettari ed è condotta in biologico (certificazione AIAB) con la produzione di cereali, ortaggi, olio, vino, frutta e l'allevamento di carni ovine, suine e di animali di bassa corte. Parte di queste produzioni vengono trasformate in azienda (salumi, formaggi, ecc.) e destinate sia all'utilizzo aziendale che alla vendita. Le attività didattiche e i laboratori • Dal grano alla farina ai prodotti da forno. • Dalla mungitura meccanica e manuale alla trasformazione del latte. • Dall'ulivo all'olio d'oliva: la raccolta e la trasformazione. • Dall'uva al vino: vendemmia e trasformazione. • Osservazione e studio degli animali da cortile e da stalla. • L'agricoltura biologica: osservazione e studio delle piante e delle tecniche di coltivazione con metodi naturali. www.agriturismosanvincenzo.it 5.3 MASSERIA MADONNA DELL’ASSUNTA La masseria MADONNA DELL’ASSUNTA è un’azienda agricola zootecnica specializzata nella coltivazione biologica di cereali, situata nei pressi del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Il corpo aziendale, di notevole interesse storico‐architettonico, è situato al centro di un’estensione di terreno di 350 ettari in parte coltivato a grano, cereali e foraggio, in parte riservato al pascolo degli ovini, allevamento tipico del territorio. Nell’azienda sono inoltre presenti bovini, equini, suini e animali di bassa corte. Le attività didattiche e i laboratori • La Trasformazione del latte: la “magia” del formaggio • Dal grano alla farina ai prodotti da forno: laboratorio del pane o della pasta fatta in casa. • I lavori nell’orto: dalla semina alla raccolta. • Osservazione e studio degli animali da cortile e da stalla. • L’agricoltura dei nonni: viaggio all’indietro nel tempo tra usi e costumi di una volta. • Escursioni naturalistiche con osservazione e studio degli ecosistemi più importanti nel Parco dell’Alta Murgia. www.agriturismomadonnadellassunta.it 5.4 MASSERIA COPPA L’azienda coppa è un’antica masseria del 1700 situata nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, a 560 m sul livello del mare. È gestita dalla famiglia Caputi, dedita all’allevamento e alla coltivazione biologica di cereali. Nelle immediate vicinanze dell’azienda, in agro di Ruvo, è possibile percorrere i sentieri naturalistici del Bosco Scoparello. Le attività didattiche e i laboratori • Dal grano alla farina ai prodotti da forno. • Dalla mungitura meccanica e manuale alla trasformazione del latte. • Osservazione e studio degli animali da cortile e da stalla. • Escursioni naturalistiche con osservazione e studio degli ecosistemipiù importanti: i micro paesaggi dei muschi e dei licheni, prati e pascoli, bosco ceduo e bosco artificiale, vegetazione spontanea, piante officinali e piante di interessere gastronomico. • La Murgia tra passato e presente: studio del territorio con particolare riguardo ai diversi stadi del degrado ambientale. • Il carsismo: micro e macro fenomeni. • Il clima e le sue alterazioni dovute a fattori antropici, il microclima. • La fauna selvatica più comune nell’area murgiana e nel bosco. Le tracce degli animali e le loro identificazioni. • Alla scoperta delle nostre radici attraverso i manufatti dell’architettura povera: masserie, tratturi, lamie, cisterne, specchie, muretti a secco. www.agriturismocoppa.it 5.5 MASSERIA LOSURDO Posta nei pressi dell’Appia Antica, la MASSERIA LOSURDO è una tipica masseria fortificata “a corte” risalente al 1700. Azienda agricola zootecnica biologica, alleva ovini, animali di bassa corte e pony. L’azienda è a gestione familiare, nasce come progetto di vita dei suoi propretari. È un luogo dove si trova armonia e dove si vive secondo i ritmi della natura, luogo della memoria contadina che l’azienda trasmette con devozione a tutti coloro che sono interessati alla riscoperta delle tradizioni agropastorali. È possibile visitare il museo della civiltà contadina allestito negli ipogei preistorici. Le attività didattiche e i laboratori • Dal chicco di grano alla farina al pane ai prodotti da forno. • Dalla mungitura manuale alla trasformazione del latte. • I lavori nell’orto: dalla semina alla trasformazione in conserve. • Osservazione e studio degli animali, caratteristiche cure e mutrizione. • Escursioni naturalistiche con osservazione e studio degli ecosistemi più importanti nel Parco dell’Alta Murgia. • Laboratorio di archeologia sperimentale. • Dall’ape al miele. www.agriturismomasserialosurdo.com 5.6 MASSERIA IL PETRARO Il Petraro è una piccola azienda a conduzione familiare che propone prodotti tipici della cucina pugliese. La tenuta conta circa 10 ettari di terreno su cui sono coltivati biologicamente, senza additivi chimici o pesticidi, olivi, mandorli, ciliegi e vari tipi di verdure e ortaggi. Riconosciuta come “azienda bio”, è iscritta all’AIAB e controllata dall’ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale). Possibilità di effettuare campi estivi. Le attività didattiche e i laboratori • Dall’ulivo all’olio d’oliva: la raccolta e la trasformazione. Laboratorio per la conserva delle olive in acqua. • Dall’uva al vino: vendemmia e trasformazione. • I lavori nell’orto: dalla semina alla raccolta alla trasformazione in conserve sott’olio. • L’agricoltura biologica: osservazione e studio delle piante e delle tecniche di coltivazione con metodi naturali. • Raccolta delle ciliegie e laboratorio per la realizzazione di marmellate. • Escursioni nella città vecchia di Bari. www.ilpetraro.com 5.7 MASSERIA REDENTA Masseria didattica Redenta risale al 1934 ed è una tipica e rara Masseria dell’Alta Murgia tutta in pietra con una caratteristica: non pietra lavorata e squadrata ma pietra naturale così come veniva estratta dal duro lavoro dei nostri avi (allora nulla si distruggeva ma tutto si recuperava e riutilizzava). Attualmente è una azienda agricola polifunzionale che spazia dalla riproposizione di alcuni prodotti tipici come la Lenticchia di Altamura, all’allevamento delle api e produzione di miele e pappa reale , all’allevamento dei lombrichi per la produzione di humus, alla coltivazione del fungo cardoncello. È dotata di un orto botanico delle erbe aromatiche e di un bosco luogo di relax e di piacevoli pic‐nic con prodotti tipici genuini. È allocata in felice ed amena posizione su una delle principali vie di comunicazione, a pochi km da Altamura, a 2 km dalla grotta dell’uomo di Altamura, a 5 km dal Pulo, a 7 km dalle orme dei dinosauri. Le attività didattiche e i laboratori • Cicli delle produzioni delle colture: cereali, lenticchia di Altamura, funghi cardoncelli, frutta e ortaggi; • Ciclo di trasformazione dal chicco di grano alla pasta e al pane; • Ciclo del miele; • Percorso dell’orto; • Percorso sensoriale per la individuazione e classificazione delle piante aromatiche; • Osservazione degli insetti più diffusi e di quelli più utili; • Allevamento di lombrichi e ciclo di produzione di humus; • Percorsi naturalistici nel parco dell’Alta Murgia e presso il sito rupestre “Grotta di San Michele”; • Laboratori teatrali sull’educazione ambientale. www.masseriaredenta.it 5.8 MASSERIA MORRONE Masseria Morrone è un’antica masseria settecentesca, immersa nel verde dell’ Alto Salento, in un paesaggio mozzafiato tra gli ulivi secolari monumentali e un bosco di macchia mediterranea, a pochi km da Ostuni la “Città Bianca”. Azienda Agricola multifunzionale dal 2008 iscritta al n° 3 dell’albo Regionale delle Masserie Didattiche di Puglia, offre vari percorsi didattici nati dall’esigenza di far vivere agli alunni di tutti gli ordini scolastici da qualche ora sino ad una giornata intera in Masseria. Le esperienze sono finalizzate alla conoscenza: dell’ambiente rurale PRESENTE nel nostro territorio, delle componenti e della struttura ecologica di un sistema agrario e delle relazioni tra economia umana e sistema naturale. In masseria è anche possibile degustare prodotti aziendali, per comprendere la genuinità di prodotti artigianali locali. Le attività didattiche e i laboratori: ∙Intrecciando: il mestiere del canestraio. ∙ Piantiamo l’orto con Ciccio ∙ I giochi dimenticati ∙ Il girotondo del chicco di grano ∙ Implastiliniamoci ∙ Raccontiamo un piatto dell’antica tradizione contadina ∙ Le marmellate di zia Anna ∙ Trekking ed orienteering in natura ∙ Passeggiata tra gli stagni del Parco delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo ∙ I centri storici di Puglia www.masseriamorrone.it DOCUMENTI, BIBLIOGRAFIA, SITOGRAFIA Maurizio Davolio, Chiara Meriani. Turismo responsabile. Cos’è e come si fa. Ed. Manuali Touring. 2011 Renzo Garrone. Turismo responsabile. Ed. Associazione RAM. 2007 Tourism insight www.tourisminsight.org.uk SL & A Turismo e territorio. www.slea.it Turismo accessibile. La domanda e l’offerta. SL&A 2012 Iscom Group. ‐ Report Children’s tour. Osservatorio sul turismo giovanile 2013 Magda antonioli, Giovanna Viganò, università Bocconi di Milano. L’enoturismo in Puglia:verso una scoperta culturale. Regione Puglia. 2013 TripBarometer by TripAdvisor 2013 

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