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Le Isole Bahamas
BIT 2014
I 50 anni del Ministero del Turismo
Media Relations – Alessia Severin
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Le Isole Bahamas: viaggiatori nella Storia
Nel 1740 Peter Henry Bruce, un ingegnere militare inglese, fu inviato alle Isole
Bahamas per effettuare alcune riparazioni ai Forti di Nassau; rimase così colpito dal
clima delle isole da consigliare e promuovere l’arcipelago come destinazione ideale
per il recupero e la convalescenza per persone affette da malattie.
Mr. Samuel Cunard, un uomo d'affari canadese, che possedeva una flotta
transatlantica di navi, fu quindi contattato per fornire un servizio mensile tra New
York e Nassau e nel 1859 il piroscafo "Karnak" , effettuò il primo viaggio tra New
York e Nassau.
Anche il Maggiore Bacot, Chirurgo dell’Esercito Britannico, evidenziò la potenzialità
dell’eccezionale clima salutare delle isole e nel 1875, incoraggiato dall’arrivo di
500 turisti a Nassau, il Governatore Robinson iniziò a sollecitare il sostegno del
Governo a favore dello sviluppo dell’industria turistica per dirottare alle Isole
Bahamas gli oltre 100.000 turisti che frequentano annualmente la Florida. Da qui, la
comparsa dei primi complessi alberghieri che si affiancarono al Royal Victoria
Hotel del 1861 - The New Colonial Hotel e The Montagu Hotel - e un nuovo
servizio di trasporto con nave a vapore da New York, Gran Bretagna e Canada.
Il turismo ricevette nuovo impulso negli anni ’20, quando il proibizionismo portò
numerosi americani benestanti nelle isole, determinando una vera esplosione di
investimenti; nel 1919 Pan America istituì il primo volo giornaliero da Miami.
Sir Harry Oakes, un ricco uomo d’affari canadese, lasciò il Canada per investire a
Nassau, costruì il primo aeroporto a Oakes Field e riacquistò il New Colonial Hotel
che venne ribattezzato The British Colonial Hotel. Anche molti Europei, per fuggire
agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, iniziarono a confluire alle Bahamas; gli
investimenti aumentarono ed entro il 1943 furono costruiti due nuovi aeroporti a
Nassau.
Come negli Stati Uniti, la guerra comportò la fine della recessione economica e rimise
in moto l'industria turistica portando alle isole migliaia di soldati americani in congedo.
Le bellezze naturali delle Isole Bahamas, con spiagge di sabbia bianca e acque
trasparenti, le attività sportive, gli abitanti accoglienti e i ritmi lenti e rilassati delle isole
costituirono poi il rifugio ideale per Americani e Canadesi ricchi, in fuga dalle
crescenti tensioni causate dall’industrializzazione del moderno continente, incoraggiati
anche dalla presenza dei nuovi governanti di alto lignaggio, il duca e la duchessa
di Windsor.
L'ex re Edoardo VIII d'Inghilterra diede alle isole nuovo lustro, facendo sì che i ricchi
e famosi si riversassero a Nassau negli anni post-bellici. Il duca e la duchessa,
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insieme al loro entourage, cercarono di promuovere il turismo, uno sforzo che
coincise con l'inizio dell'era dei jet-set e con la rivoluzione cubana del 1959,
avvenimenti entrambi che attirarono i turisti in cerca di una nuova mecca turistica.
Tuttavia il fattore determinante per lo sviluppo turistico fu l’impegno del Governo
delle Bahamas ad accrescere il numero di visitatori nell’arcipelago, investendo ingenti
capitali per la promozione del turismo, soprattutto all’estero e nel 1950 i visitatori
salirono a 68.500, più del doppio rispetto alle presenze annuali dei quattro anni
precedenti (1946-50).
Concentrando i loro sforzi su Nassau, i leader locali ampliarono anche la base
aeronautica statunitense per accogliere i jet delle compagnie internazionali,
dragarono il porto per attirare le navi da crociera e fu costruito un ponte tra Nassau
e Paradise Island. Da qui turismo e finanza prosperarono di pari passo ogni anno.
Il fascino coloniale della “Old Nassau” attirò ben presto la “il bel mondo”, inserendosi
nella rotta del “Jet-set internazionale” - Londra, New York City, Parigi, Roma, Los
Angeles, Acapulco e Nassau - e godendo di “anni gloriosi”.
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Il Ministero del Turismo compie 50 anni
Nel 1964, con l'introduzione di una forma limitata di Auto-Governo Interno concessa
dalla Gran Bretagna, la Commissione per lo Sviluppo (istituita nel 1914) venne
sostituita dal Ministero del Turismo allo scopo di affidare la responsabilità generale
per la promozione del turismo ad un Ministro, che potesse operare in maniera più
flessibile, meno vincolato alle procedure rigide e ai controlli burocratici.
Da Sir Staffor Sands, spesso riconosciuto come “father of tourism” all’attuale Hon.
Obie Wilchcombe, si sono alternati in 50 anni Ministri dei due diversi partiti (il
Progressive Liberal Party e il Free National Movement Party) e ciascuno ha portato il
suo contributo all’organizzazione del Ministero e al miglioramento dell’industria
turistica delle Isole Bahamas.
Nel 1968 l’arcipelago ha raggiunto il suo primo milione di visitatori (32.000 nel
1949), duplicato nel 1982 (con 720.000 visitatori da crociera), dopo una ripresa
iniziata a fine anni ’70 che ha visto la realizzazione di importanti progetti alberghieri.
Nei quattro anni successivi il traffico crocieristico ha raddoppiato le presenze (da
720.000 nel 1982 a 1.100.000 nel 1985) e ha raggiunto il suo massimo splendore nel
1992 con 2.100.000 arrivi, pari al 57% del totale dei visitatori di quell’anno.
Per aumentare i ricavi all’interno del Paese e far fronte ad una concorrenza nascente,
nei primi anni ’90 il Ministero si è mosso per una trasformazione qualitativa del
prodotto dando impulso ad una rinascita turistica con la vendita di proprietá del
Governo a societá private che hanno fortemente contribuito alla creazione di nuovi
prodotti esclusivi (gli attuali Atlantis Resort, Sandals Royal Bahamian e Breezes).
Anche i collegamenti aerei sono stati implementati e, nel 2000, la ripresa di Nassau
dopo gli anni d’oro si è quasi completata con un aumento di introiti provenienti dal
turismo del 46%
Alla fine degli anni ’90 una contrazione del mercato crocieristico ha spinto il Governo
a progetti per incentivare le navi a rimanere più a lungo nei porti e nel 1998 un forte
incremento è arrivato anche dalle crociere proposte da Disney (Disney Magic e
Disney Wonder) che ha acquistato e ristrutturato Castaway Cay a Great Abaco,
subito emulata da Holland America che ha acquistato la sua isola privata - Half
Moon Cay – a San Salvador, contribuendo a far conoscere le Out Islands.
La recessione globale degli ultimi anni non ha fermato Baha Mar, il nuovo progetto di
investimento di $ 2,6 miliardi che regalerà una trasformata Cable Beach entro la fine
del 2014. Nel nuovo millennio le strategie sono sempre più orientate a spingere i flussi
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verso le isole meno conosciute dell’arcipelago e posizionarsi come destinazione ideale
per l’ecoturismo.
Nell’ultimo anno gli Italiani hanno privilegiato soggiorni nelle Out Islands
producendo un notevole incremento di arrivi soprattutto nelle isole di Bimini
(+14%), Exuma (+15%) ed Eleuthera (+12%).
Benefiche e salutari fin dagli esordi, regni di bellezza e veri paradisi di evasione
apprezzati nel tempo, le Isole Bahamas, coscienti dell’eccezionale potenzialità
dell’ambiente naturale, hanno da sempre posto l’accento sullo sviluppo del prodotto
per garantire che le caratteristiche uniche dell’arcipelago fossero evidenziate e
conservate.
Nel 1959 viene istituito con una Legge del Parlamento il Bahamas National Trust
con il compito di occuparsi della conservazione delle risorse naturali e storiche delle
Isole Bahamas e gestire l’intero Sistema di Parchi Nazionali. L’Exuma Land & Sea
Park è stato il primo parco marino e terrestre al mondo ed ospita la prima
riserva marina di tutti i Caraibi. Proprio qui è stato intrapresa un importante progetto
(BACH – Bahamas, a Coral Reef Hope Spot) con il Dipartimento di Biologia
dell’Universitá di Padova, mirato a divulgare l’efficacia delle misure messe in atto dal
Governo Bahamiano ed osservare il fantastico sistema marino, diventato vero e
proprio Modello di Sostenibilità.
Un impegno che trova conferma nella sempre maggiore richiesta di vacanze
all’insegna della natura più autentica, convalidato anche dall’ultima classifica dell’ong
statunitense Ethical Traveler che ha eletto le Isole Bahamas tra le dieci
migliori destinazioni al mondo consigliate per il turismo ecosolidale.
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Isole Bahamas: esclusive per natura
Le Isole Bahamas rappresentano una destinazione unica per chi desidera vivere
un’esperienza esclusiva di benessere in un ambiente incontaminato e protetto.
Distanti solo poche miglia dalla Florida, le Isole Bahamas da oltre 50 anni si prendono
cura del territorio e della biodiversità marina grazie ad un sistema di parchi che ha
reso questo arcipelago un vero e proprio esempio di eco-sostenibilità: un paradiso in
cui il vero lusso è l’ambiente, con un mare dalle mille sfumature di azzurro abitato
da un'infinita varietà di pesci, crostacei e molluschi, con una barriera corallina unica
nel pianeta e lunghissime spiagge bianche dove passeggiare fino al tramonto.
Un viaggio alle Isole Bahamas è un'immersione nella purezza della natura e nella
vivace cultura dell’arcipelago dove ognuno può trovare l’attività più adatta alle
proprie esigenze: tuffarsi nell’effervescente energia della capitale o vagare pigramente
tra i pittoreschi villaggi di pescatori, lasciarsi viziare nei meravigliosi resort o godersi
l’intimità del proprio bungalow affacciato sull’oceano, avventurarsi in esperienze
emozionanti o ancora rimanere sulla spiaggia ad ammirare il mare.
Le oltre 700 isole dell’arcipelago offrono panorami ed esperienze diverse e la miglior
cosa da fare è visitarne il maggior numero possibile spostandosi con un piccolo aereo
o in barca. Dalla cosmopolita e vivace Nassau alla romantica Long Island dove
trascorrere le giornate in relax sull'immacolata sabbia bianca delle sue spiagge deserte.
Se invece è l’avventura quello che cercate, potrete fare immersioni alla scoperta di
relitti sottomarini al largo della costa di San Salvador, praticare snorkelling nelle
acque più trasparenti del mondo o provare la pesca al bonefish a Grand Bahama. Gli
amanti della natura non potranno perdere una visita al Parco Nazionale di Inagua nel
quale è possibile ammirare lo spettacolo della nidificazione dei fenicotteri. E chi è alla
ricerca del silenzio potrà noleggiare una barca a vela e abbandonarsi alle tranquille
acque che circondano le Isole Exuma.
Scoperte da Cristoforo Colombo nel 1492, le Isole Bahamas hanno ottenuto
l'indipendenza dalla Gran Bretagna il 10 luglio 1973, quindi hanno da poco festeggiato
il 40esimo anno dell'Indipendenza Bahamiana.
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Scoprire le Isole Bahamas
Da sempre meta privilegiata per il turismo internazionale, l’arcipelago delle Isole
Bahamas offre un’accoglienza perfetta per ogni esigenza.
NEW PROVIDENCE/NASSAU E PARADISE ISLAND
Situata sull’isola di New Providence, Nassau è la capitale delle Isole Bahamas e
rappresenta il centro turistico per eccellenza. Luogo ideale del turismo balneare grazie
alla sua splendida e bianchissima spiaggia Cable Beach, Nassau è anche testimonianza
della storia delle Isole Bahamas. Affascinano le sue costruzioni coloniali risalenti al
XVIII secolo che le danno una forte impronta britannica, tra cui la Government
House, edificio di stile neoclassico che è oggi residenza del Governatore Generale; la
Blackbeard’s Tower, antica torre da cui si narra che il famoso pirata Barbanera
spiasse le navi che entravano nel porto di Nassau, il Pirates of Nassau Museum in cui
ammirare e ascoltare le gesta dei più famosi pirati della storia e il National Historical
Museum, che narra la storia delle Isole Bahamas dall’età dell’oro fino ai giorni nostri.
Unita a New Providence da due ponti, Paradise Island è una località dotata di
molteplici e lussuose strutture ricettive per accogliere al meglio la crescente domanda
internazionale di viaggiatori internazionali.
GRAND BAHAMA ISLAND
E’ l’isola più ricca di parchi e riserve naturali che permettono un contatto diretto con
la natura incontaminata delle Isole Bahamas. Il Lucayan National Park racchiude la
distesa di grotte marine più lunga del mondo con i suoi 7 km di caverne sottomarine
mentre il Rand Nature Centre ospita una numerosissima colonia di fenicotteri rosa.
Accanto a tanta pace e a tanta tranquillità le due città più importanti dell’isola, Lucaya
e Freeport permettono di trascorrere giornate all’insegna del divertimento notturno e
dello shopping.
OUT ISLANDS
Queste isole rappresentano il luogo perfetto in cui abbandonarsi completamente alla
quiete e alla tranquillità lasciandosi dietro le spalle la confusione del mondo
contemporaneo. Un viaggio ad Abaco, Eleuthera, Exuma, Andros, Bimini, Long
Island, San Salvador e nelle altre piccole isole dell’arcipelago, regala atmosfere
d’altri tempi, ma anche numerose attività per chi è alla ricerca di forti emozioni.
Dai grandi Resort ai piccoli ed intimi boutique hotels
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In tutto l’arcipelago si trovano soluzioni di soggiorno per qualsiasi esigenza che
propongono soggiorni all’insegna del lusso e del benessere, i maggiori brand
internazionali, villaggi turistici all-inclusive e piccoli resorts caratteristici e di grande
eleganza in cui godere tutta la pace e il relax delle Isole Bahamas. E per chi ricerca
una vacanza indipendente può trovare su tutte le isole la totale privacy ed intimità di
bellissime ville in affitto sulla spiaggia.
Molti sono gli alberghi che hanno vissuto tutta la storia dell’arcipelago e ancora oggi,
dopo passaggi di proprietà, opere di ricostruzione e restilyng ospitano i turisti in
vacanza, primo fra tutti il British Colonial Hilton (www.bchiltonnassauhotel.com)
con tutto lo stile e l’eleganza coloniale nel cuore della capitale, che ha fatto da
contorno alle riprese di due film del famoso Agente 007 James Bond.
Sempre a Nassau si trova un’altra icona del passato: l’elegante e raffinato Graycliff
(www.graycliff.com) che prima di diventare una delle più eleganti e raffinate dimore
dell’arcipelago con la sua rinomata cucina a 5 stelle, l’incomparabile cantina e
l’esclusivo “Cigar Club”, ha ospitato numerosi membri di case reali, star e celebrities
che hanno gustato tutta l’esclusività del resort.
Su Grand Bahama Island il Viva Wyndham Fortuna Beach Resort
(www.vivaresorts.com), in stile italiano anni ’90, è stato il primo all-inclusive delle
Isole Bahamas, formula oggi proposta da diverse altre strutture, compreso il Club
Med - un tempo presente anche a Paradise Island ed Eleuthera- e tutt’ora pepita
dell’arcipelago sull’isola di San Salvador con il suo Club Med Columbus Isle
(www.clubmed.it).
Anche nelle Out Islands sono molteplici i piccoli resort che da lunga vita ospitano e
coccolano nelle loro piccole dimore i visitatori dell’arcipelago: sull’isola di Abaco, il
leggendario
Abaco
Beach
Resort
&
Boat
Harbour
Marina
(www.abacobeachresort.com) in attività da quasi sei decenni; Hope Town Harbour
Lodge (www.hopetownlodge.com) l’unico hotel dell’isola situato a pochi metri da
una meravigliosa barriera corallina; Green Turtle Club & Marina
(www.greenturtleclub.com) nato nel 1964 in armonia con il fascino coloniale di
Green Turtle Cay, il club offre la tradizionale ospitalità anglo-bahamiana, attenta ai
dettagli e in perfetta combinazione tra il relax delle Out Islands e il comfort piú
sofisticato. Degli anni ’60 è anche Small Hope Bay Lodge (www.smallhope.com),
sull’isola di Andros, un resort all-inclusive a conduzione familiare che propone da 50
anni vere esperienze di diving, snorkeling e bonefishing e organizza numerosi ecotour e gruppi di birdwatching.
Stile anni ’40 lo storico Stella Maris Resort Club (www.stellamarisresort.com)
sull’isola di Long Island e ancora il Fernandez Bay Village: “visitare Fernandez Bay
è come essere ospiti di vecchi amici” (www.fernandezbayvillage.com) e ancora
Hawk’s Nest Resort & Marina (www.hawk-nest.com) su Cat Island, l’elegante
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Peace & Plenty (www.peaceandplenty.com) sull’isola di Exuma e il Cotton Bay
Club (www.cottonbaybahamas.net) su Eleuthera.
Tra le strutture piú recenti, oltre ai lussuosi resort del Atlantis Reef e Cove
Atlantis (www.atlantis.com) di Paradise Island, i piú amati dagli italiani sono:
 il raffinato One & Only (www.oneandonlyresorts.com) un’oasi di relax e
raffinata privacy su Paradise Island;
 il Sandals Royal Bahamian (www.sandals.com) a Nassau, perfetto per
coppie in vacanza;
 il Coral Sands (www.coralsands.com) su Harbour Island, uno degli alberghi
più romantici delle Isole Bahamas;
 Il Cocodimama (www.cocodimama.com) dove si respira un’atmosfera
mediterranea, sofisticata e rilassante;
 Il Sandals Golf & Spa su Emerald Bay (www.sandals,com) il primo e unico
“all butler resort”;
 l’elegante Cape Santa Maria Resort
(www.capesantamaria.com)
nell’incantevole baia di Long Island, un luogo idilliaco per le coppie di
innamorati.
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Dai reali agli amanti della natura, passando per Vip e
celebrities
Secondo le ultime indiscrezioni, ci sono nozze in vista per il famoso pirata dei Caraibi
Johnny Depp e Amber Heard che stanno organizzando un matrimonio da sogno, a
piedi nudi sulla sabbia, nell’intimità delle Isole Bahamas, magari sull’isola privata
dell’affascinante Jack Sparrow, il Pirata dei Caraibi.
Sempre più numerose sono le coppie di personaggi famosi che hanno scelto di
sposarsi alle Isole Bahamas – la pop star Mariah Carey con il cantante rock Nick
Cannon o il campione di golf Greg Norman con la campionessa di tennis Chris
Evert – o che hanno trovato rifugio per i loro momenti magici nella romantica
intimità dell’arcipelago: Elisabetta Canalis con il fidanzato Brian Perri hanno
appena trascorso a le loro Vacanze di Natale sulle splendide spiagge caribiche, ma
anche Javier Bardem e Penelope Cruz, Bred Pitt e Angelina Jolie, Jay-Z e
Beyoncé.
A partire dagli anni ’30 le Isole Bahamas hanno accolto aristocratici, scrittori e
industriali del calibro di Niarchos e Onassis, Hemingway, Ian Fleming, oltre a
campioni sportivi, registi, star del cinema, stelle della moda internazionali come
Michael Jordan, Michael Cane, Madonna, Pierce Brosnan, Nicolas Cage,
Cameron Diaz, Alicia Keys, Rihanna.
Sean Connery è ormai di casa, David Copperfield ha fatto sue Musha Cay e The
Islands of Copperfield Bay ma anche Sarah Ferguson, Robert De Niro e il passato
Presidente degli Stati Uniti George H.W. Bush non hanno resistito alla tentazione di
esserci.
Le Isole Bahamas sono state una meta da sogno e sono sempre più nei desideri di
molti che aspirano ad una vacanza che rigenera o che ripercorre le esperienze dei
personaggi famosi che le hanno vissute ed apprezzate imprimendo una sorta di
“personale sigillo di garanzia” sulla loro incredibile bellezza.
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Le Isole Bahamas: un punto di speranza per l’ecosistema
27 Parchi Nazionali, 1 milione di acri protetti, 4023 km di pareti oceaniche e
buchi blu, 200 kmq di secche e banchi di corallo, 20 foreste di mangrovie
La natura ha dotato le Isole Bahamas di bellezze inestimabili, paradisi incontaminati
che rappresentano l’habitat ideale per innumerevoli specie di uccelli e pesci, ma anche
per moltissime piante tropicali. Grazie a questa ricchezza naturale e alle politiche
rigorose di tutela ambientale, l’arcipelago delle Isole Bahamas è stato recentemente
definito da autorevoli testate internazionali un “ecosistema perfetto”.
Con le imponenti formazioni calcaree che ospitano piante marine e infinite varietà di
pesci, crostacei e molluschi, la barriera corallina delle Isole Bahamas è una delle
meraviglie naturali del Pianeta. La vegetazione nativa che si sviluppa sulle distese
costiere impedisce l’erosione delle spiagge, ripara dai venti e ospita specie animali
indispensabili per la catena alimentare dell’intero sistema. Le foreste di pini che
coprono buona parte della superficie terrestre dell’arcipelago come Parchi e Riserve
Naturali, favoriscono la purezza dell’aria, la protezione del suolo e offrono rifugio alla
fauna selvatica.
Da sempre Le Isole Bahamas prestano grande attenzione alla cura e alla difesa
dell’ambiente grazie ad un sistema di Parchi Nazionali che vantano, tra l’altro, una
delle più vaste reti di grotte sommerse al mondo (i Blue Holes), la più grande colonia
di fenicotteri e un’importante struttura per la ricerca sulla tartaruga marina.
Nel corso del 2013 le Isole Bahamas si sono trasformate in uno straordinario
laboratorio a cielo aperto nell’ambito del progetto BACH - Bahamas, a Coral reef
Hope spot - coordinato dalla Prof.ssa Maria Berica Rasotto del Dipartimento di
Biologia dell’Università di Padova con il supporto del Ministero del Turismo delle
Bahamas, e mirato a divulgare l’efficacia delle misure messe in atto dal Governo
bahamiano per la salvaguardia della biodiversità marina. Le Isole Bahamas, infatti, non
sono solo una metà straordinaria per chi desidera vivere un’esperienza di benessere in
un ambiente naturale incontaminato e protetto, ma rappresentano un “Hope spot”, un
punto di speranza per l’ecosistema.
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Le Isole Bahamas e l’arte
Le Isole Bahamas affascinano i visitatori per il mare cristallino e la sabbia bianca delle
loro spiagge, ma anche per l’atmosfera che si respira entrando in contatto con la
popolazione locale, con le antiche tradizioni e con la ricca cultura dell’arcipelago.
Una delle forme culturali più sviluppate è l’arte figurativa che ha visto proliferare nel
corso del secolo scorso una serie di talenti che hanno saputo mescolare nelle loro
opere vari stili e interessi, le tradizioni del loro paese con le rivoluzioni e le correnti
provenienti dal resto del mondo. Molti artisti bahamiani hanno completato la loro
formazione all’estero dove hanno ottenuto molteplici riconoscimenti internazionali, è il
caso di Antonius Roberts, capostipite della nuova corrente, dei giovanissimi Eddie
Minns, Tobi Lunn, P. Neko Meicholas, Lillian Blades e di Jackson Burnside, Stan
Burnside, Maxwell Taylor.
Interessanti le opere di John Cox, capace di introdurre il mondo reale nella sua arte,
riproponendo il senso della ruvida quotidianità utilizzando una combinazione di collage
e pittura, nella quale incorpora elementi poveri come tessuti, tappezzerie, ritagli di
giornali e riviste o copertoni. L'incessante ricerca del nuovo è invece racchiusa
nell’arte di John Beadle capace di andare oltre la superficie del visibile, mentre l'arte
di Michael Edwards trova ispirazione dai luoghi e degli ambienti scoperti attraverso i
suoi viaggi.
Ma l’arte contemporanea delle Isole Bahamas ha un nuovo protagonista: Tavares
Strachan, nato nel 1979 a Nassau, ora residente a New York. Nel 2013 il giovane
artista ha rappresentato con grande successo le Isole Bahamas al debutto alla Biennale
di Venezia con Polar Eclips, un’installazione multisensoriale che collega idealmente tre
siti geograficamente e culturalmente disparati come l’Arsenale di Venezia, il centro di
Nassau, e il Polo Nord.
Gli artisti bahamiani trovano un importante sostegno nella National Art Gallery of
The Bahamas di Nassau (NAGB) diretta da Amanda Coulson e curata da John
Cox.
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Le Isole Bahamas e la musica
La musica è da sempre una grande passione per i bahamiani. Ovunque nelle loro isole
riecheggiano ritmi africani, calipso caraibici, brani folcloristici inglesi e l'originale
"Goombay" bahamiano (che in lingua bantu oltre a significare ritmo indica anche il
particolare tipo di tamburi in pelle di capra utilizzati per produrre il tipico rullio ritmico
di questi strumenti). Band "rake and scrape" suonano musica goombay fin dai tempi
della schiavitù quando, con pochi materiali a disposizione per la realizzazione di
strumenti, i musicisti costruivano i loro tamburi con la pelle di maiale e capra,
ricavavano fili metallici dalle seghe dei carpentieri, creavano maracas dal pericarpo dei
frutti e suonavano un basso violino artigianale (una sorta di recipiente per bucato con
una corda che lo attraversava ed era fissata a un'asticella di legno con tre estremità).
Ogni giorno alle Bahamas si respira un’atmosfera frizzante di suoni e colori. Per i
bahamiani, infatti, la musica fa parte del quotidiano e vive la sua massima espressione
durante il Jankanoo, il tradizionale festival che trae le sue origini dal periodo delle
schiavitù quando a Natale gli schiavi potevano lasciare le piantagioni per festeggiare
con canti e balli.
Da allora la musica bahamiana - una mescolanza di influenze caraibiche, africane ed
europee – ha conosciuto un grandissimo sviluppo e negli ultimi anni si è affermata a
livello internazionale con artisti di rilievo come i Baha Men e soprattutto Lenny
Kravitz.
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Alle Bahamas è sempre…Festival!
Junkanoo Festival
Da oltre 500 anni, alle Isole Bahamas non è necessario avere un motivo per
festeggiare. Se si chiede alla gente del posto qui ai Caraibi come ha avuto inizio la
tradizione del Bahamas Junkanoo, ognuno racconterà una storia diversa: molti
ritengono che sia stata istituita da John Canoe, un leggendario capotribù dell'Africa
occidentale che superò in astuzia gli inglesi e divenne l'eroe locale, mentre altri
sostengono che derivi dall'espressione francese "gens inconnus", vale a dire "popolo
sconosciuto" o "mascherato". La credenza popolare più diffusa, tuttavia, è che sia
nato ai tempi della schiavitù. L'influsso dei lealisti al termine del XVIII secolo portò in
questi luoghi molti schiavi a cui venivano concessi tre giorni liberi a Natale, che
festeggiavano cantando e ballando con maschere colorate e andando di casa in casa
spesso su trampoli. Il Junkanoo è quasi sparito dopo l'abolizione della schiavitù, ma la
rinascita del festival alle Isole Bahamas ora rappresenta un evento imperdibile per
migliaia di persone. Come si svolge il Junkanoo Festival?
Molto prima della spettacolare sfilata, gli esuberanti gruppi di ballo di Junkanoo,
composti da un massimo di 1.000 elementi, provano le loro vivacissime esibizioni. I
musicisti perfezionano gli ipnotici ritmi da eseguire giorno e notte su una cacofonia di
tamburi di pelle di capra, campanacci di mucche, fischietti e corni e i fantasiosi stilisti
lavorano senza sosta per creare splendidi costumi realizzati con carta crespa e cartoni
colorati. Man mano che la parata del Junkanoo si sposta lungo le strade del centro di
Nassau, l'energia dei ballerini e il ritmo della musica inducono ampie folle di spettatori
a muoversi sulla sedia, ad alzarsi in piedi, a salire sugli alberi o ad uscire sul balcone,
ovunque trovino un posto per ammirare questo emozionante festival. Al termine della
famosa parata, i giudici assegnano premi in denaro alla migliore musica, al miglior
costume e alla migliore presentazione di gruppo complessiva.
Bahamas International Film Festival www.bintfilmfest.com
Nel 2013 si è celebrata la decima edizione del Bahamas International Film Festival che
vede ogni anno aumentare il proprio successo e pubblico locale ed internazionale. In
concorso cortometraggi, documentari e film d’animazione provenienti da tutto il
mondo ed un corollario di eventi che accompagnerà tutto il Festival: prime visioni,
seminari, workshop, tributi e awards. BIFF è un’organizzazione non-profit impegnata
a fornire alla comunità locale e a tutti i partecipanti internazionali del Festival diverse
presentazioni di film provenienti dalle Isole Bahamas e da tutto il mondo.
Grazie alla trasparenza e alla luminosità delle acque delle Bahamas si sono rese
possibili alcune tra le riprese subacquee più famose della storia del cinema. Molti
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registi hanno considerato le Isole Bahamas una location ideale per le prospettive, gli
scorci e le scenografie naturali di film di grandissimo successo. Per citarne alcuni:
Agente 007, Thunderball - Operazione tuono (1965) di Terence Young con Sean
Connery, Claudine Auger e Adolfo Celi, Lo squalo 2 (1978) di Jeannot Szwarc con
Roy Scheider, Agente 007, mai dire mai (1983) di Irvin Kershner con Sean
Connery, Kim Basinger e Klaus Maria Brandauer, Lo squalo 4 (1987) di Joseph
Sargent con Lorraine Gary, After The Sunset (2004) di Brett Ratner con Pierce
Brosnam e Salma Haykek, Into the Blue (2004) film d'azione di John Stockwell,
interpretato da Paul Walzer, Jessica Alba, Ashley Scott girato a Nassau, "Pirati dei
Caraibi 2", con Johnny Depp e Keira Knightley, "Casino Royale" con Daniel Craig
nei panni del nuovo James Bond.
Fino al più recente “The Wolf of Wall Street” (2014) con Leonardo Di Caprio.
Bacardi Rum Cup
Dal 21 al 24 febbraio a Paradise Island/Nassau va in scena un evento che riunisce
espositori di rum locali, regionali e internazionali. Durante i tre giorni di festival ci
saranno campioni del prodotto, corsi di perfezionamento sul rum, cocktail
competitions, il tutto accompagnato dalla frizzante musica caraibica e le gustose
prelibatezze culinarie. Naturalmente, con la possibilità di acquistare tutto ciò che si
prova. Per maggiori informazioni: http://rumbahamas.com/
Conch Festival
Le Isole Bahamas sono considerate tra le destinazioni più interessanti per alcuni tipi di
pesca come quella del bonefishing e quella d’altura; sono le “Isole nella corrente” del
grande Hemingway: qui si pescano il grande marlin ed il pesce vela, ma anche cernie,
aragoste, granchi e molluschi. Tra tutti il Conch (si pronuncia konk) è il protagonista
principale del palcoscenico gastronomico bahamiano. Racchiuso nelle splendide
conchiglie dai toni rosa-avorio, il conch è un gustoso mollusco dalla carne prelibata,
base tradizionale di numerosi piatti tipici della tradizione: zuppe (conch chowder),
frittelle (conch fritters), insalate (conch salad), impanature (cracker conch); può
essere cotto al vapore, stufato, servito con succo di lime e spezie e in mille altre
ricette. Al conch è dedicato il grande festival che si svolge ogni anno nel mese di
ottobre alle Isole Bahamas.
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Le Bahamas più vicine
Dallo scorso autunno sono stati introdotti nuovi voli per raggiungere più
comodamente e più velocemente le Isole Bahamas.
Il nuovo volo non-stop di American Airlines collega giornalmente Milano
Malpensa con l’aeroporto internazionale di Miami, con la possibilità di proseguire
diretti verso la capitale Nassau (New Providence) o Freeport su Grand Bahama
Island. E con il pernottamento di una notte a Miami sono disponibili voli American
Airlines verso le isole di Eleuthera ed Exuma, senza dover necessariamente passare
per la capitale dell’arcipelago, per chi desidera assaporare tutta la pace e l’autenticità
delle destinazioni più “fuori rotta” delle Isole Bahamas. Per maggiori dettagli:
www.americanairlines.it
Prima rotta transatlantica anche per Emirates con il volo non-stop Milano-New
York. Grazie a questa nuova rotta giornaliera, senza scali intermedi, è possibile
raggiungere la Grande Mela con tutta la classe e l’eleganza che contraddistingue la
prestigiosa compagnia aerea e in poco più di 3 ore è possibile raggiungere le Isole
Bahamas con i voli diretti di JetBlue che da JFK partono giornalmente alla volta
dell’aeroporto Internazionale di Nassau. Un’occasione fantastica per volare
dall’euforica metropoli americana alle rilassanti atmosfere caraibiche dell’arcipelago.
Per maggiori i dettagli: www.emirates.com – www.jetblue.com
Anche Delta Airlines ha introdotto il nuovo volo da Atlanta a Freeport (Grand
Bahama Island), da dicembre 2013 con frequenza giornaliera e per la prossima
estate, dal 2 Giugno al 25 Ottobre 2014, partiranno nuovi collegamenti da Milano
Malpensa e Venezia per Atlanta con proseguimento su Nassau, mentre per le
partenze da Roma Fiumicino la stessa rotta (Atlanta-Nassau) è disponibile durante
tutto l’arco dell’anno. Per maggiori dettagli: http://it.delta.com/
Dallo scorso Novembre, nuovi voli diretti anche da West Palm Beach, Florida, a
Nassau introdotti da Bahamasair. Per maggiori dettagli: www.bahamasair.com
La compagnia di bandiera ha anche lanciato la nuova promozione Two Fly Free: 2
biglietti aerei in omaggio prenotando entro il 30/6/2014 un pacchetto di 4 notti airinclusive da Nassau presso i Resort delle Out Islands aderenti alla promozione oppure
1 biglietto aereo in omaggio per le prenotazioni di un pacchetto di 3 notti air-inclusive.
L’offerta è valida per viaggi fino al 31 Ottobre 2014, per prenotazioni singole o
doppie, tasse incluse.
Tutti i dettagli sul sito: http://www.myoutislands.com/two-fly-free-promotion.cfm
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Le Isole Bahamas sul web
Bahamas Tourist Office Italia
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Nassau/Paradise Island
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Grand Bahama Island
www.grandbahamavacations.com
Bahamas Out Islands
www.myoutislands.com
Bahamasair
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Bahamas Fast Ferries
www.bahamasferries.com
Bahamas Image Bank
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Sul sito www.bahamas.it c’è una sezione riservata ai TO con una vetrina delle
migliori offerte e proposte di viaggio. Contatto: [email protected]
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