Se il mondo intorno crepa

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Se il mondo intorno crepa
Film Western indipendente di Stefano Jacurti ed Emiliano Ferrera
Se il mondo intorno crepa
SINOSSI
Le dure regole del selvaggio west irrompono in un ranch moderno tra le note di una musica country e le
righe di un vecchio libro trovato da un’affascinante cow girl (ANTONELLA SALVUCCI).
In un parallelismo tra antico e moderno che ruota intorno allʼassenza delle istituzioni e allʼemarginazione,
due fuorilegge, Black Burt (STEFANO JACURTI) detto “il poeta” perché prima di uccidere declama versi di
morte e Butcher Joe (SIMONE PIERONI) detto “il macellaio”, sono braccati da tempo per le loro imprese
violente. In viaggio per il Messico,si danno appuntamento per pianificare le loro prossime rapine in una ghost
town sospesa tra la polvere del deserto e i fantasmi del passato. Lungo il suo cammino il poeta incontra una
città piena di vita, abitata da ubriachi e prostitute che non ha posto per chi come Sheila (EMANUELA
PONZANO) lotta per guadagnarsi da vivere con il proprio corpo senza lʼuso della vista. Messa in un angolo e
denigrata, la condizione della donna si mescola al vuoto delle coscienze degli uomini e ai terribili ricordi di
torture e di gente trucidata. Il passato torna prepotente con il suo carico di tormenti per le atrocità compiute,
ma i nodi da sciogliere imbrigliati da tempo sono troppi e il destino per Black Burt e Butcher Joe, ha riservato
qualcosa di molto diverso...
NOTE DI REGIA di Stefano Jacurti
Ho scritto questa storia perché sono stato folgorato da un servizio del tg che parlava di “Istituzioni assenti”
in un Paese dove le persone hanno perso la fiducia nello Stato, e di “emarginati” di varie tipologie, che
lottano per conquistarsi un posto nella società.
Ho trasferito queste tematiche tanto universali quanto sentite, in un luogo a me molto congeniale come
quello del far west, dove emarginazione e ingiustizia prima o poi trovano il loro riscatto anche nel posto più
remoto. Eʼ nato “Se il mondo intorno crepa” un medio metraggio western low cost, come la tradizione del
genere vuole, auto prodotto, di cui ho scritto la sceneggiatura e condiviso la regia con Emiliano Ferrera
amico di avventure western di vecchia data, da “Boot Hill” 1998 a “Inferno Bianco” 2007( il mio primo
lungometraggio che ha vinto il primo premio ACEC al Tentacoli Film Festival e ha avuto una lettera di
riconoscimento anche da parte di Pupi Avati).
Non è stato difficile condividere con lui gli intenti e trovare la sinergia giusta per realizzare le scene, che
abbiamo condiviso anche come attori interpretando due ruoli a me molto cari. Io quello di Black Burt, un
poeta assassino dal sangue caldo nato dalla mia penna, che declama versi prima di uccidere come in un
macabro rituale di morte, e lui quello di un simbolo del western italiano, Bill Carson, nome che ricorre
spesso ne “Il buono il brutto il cattivo” del grande Sergio Leone.
Il resto del cast si è arricchito della solarità di Antonella Salvucci reduce da film come “Moana”, la vita di
Moana Pozzi, e “Midway” un film horror rivelazione (presentato al nuovo Cinema Aquila e nominato tra i
sette film italiani per gli Oscar), nonché presentatrice da diverse stagioni del Roma Film Festival, che con
grande simpatia si è prestata a vestire i panni di una cow-girl moderna. Tra musica country e leggera
goliardia conduce lo spettatore in questo viaggio nel west insieme a Willy Stella, un attore che stimo molto
per i lavori che ha realizzato.In Simone Pieroni,ho trovato un perfetto Butcher Joe, cattivo dal sangue
freddo detto “il macellaio”, che condivide le malefatte con Black Burt, cattivo dal sangue caldo.
Unʼattrice che ho voluto fortemente nel cast per la bravura e il rigore è Emanuela Ponzano, a cui ho affidato
uno dei ruoli più difficili di “Se intorno il mondo crepa”, quello di Sheila una prostituta ceca. Quando lʼho
vista sfilare sul red carpet a Venezia per il film “La Jalousie” del regista francese Philippe Garrel, sono stato
molto felice per lei, sembrava un sogno con quel vestito meraviglioso, una favola che mi riportava a
Colazione da Tiffany e Pretty Woman, ma non cʼera da stupirsi, perché la bravura paga sempre. Claudio
Vitturini, un barman dalle idee molto chiare è stato protagonista con la Ponzano di sequenze piene di quel
pathos che volevo di cui sono molto soddisfatto. Marco Beloccchi regista teatrale, Giovanni Bufalini
filmaker e Direttore SCUOLA ROMANA DI FOTOGRAFIA E CINEMA-SEZIONE CINEMA e Sebastiano Vento che
sta spopolando in un clip musicale su you tube, sono gli altri attori che troviamo sulla scena insieme a
Gabriel Ciarelli, altro volto decisamente western. In questo film mi piaceva offrire un parallelismo tra ieri e
oggi, attraverso un saloon di una città viva dove i cowboys capeggiati da Wess- Antonio Rocco, ballano in
allegria, su una musica country, contrapposto allʼaltro, o quello che ne resta, della città morta dove
albergano solo mestizia e fantasmi del passato. Ho voluto che le musiche, sia i brani originali di Fabrizio
Sartini, molto country e dentro il western Usa, che il sound di Klaus Veri, sospeso in un western gotico, si
discostassero dal filone Morriconiano come molti si aspetterebbero. Così è nata la ballata di Black Burt di
Fabrizio Sartini che riporta alla mente lo stesso meccanismo di Bob Dylan nel western “Pat Garret e Billy the
kid”. Bobby West (Fabrizio Sartini) è il menestrello del west che tramanderà ai posteri la ballata di Burt and
Joe, il poeta e il macellaio:“The Black Burt Ballad”.Con Klaus Veri ci siamo intesi subito, e conoscendo le sue
grandi doti artistiche, ho affidato a lui la scena finale del film, dandogli come imput per comporre il brano
lʼidea di Maria sotto la croce di suo figlio Gesù.Volevo che Klaus Veri, soprattutto in alcune sequenze,
portasse come Music and sound, una grande evocazione del genere western per i suoi spazi aperti e
qualcosa di inquietante per la città fantasma, la ghost town dove i nodi di “Se il mondo intorno crepa”,
verranno al pettine con i vari colpi di scena.
Se “Il mondo intorno crepa” è dedicato a mio padre che ho perduto nel 2011, un padre che mi ha lasciato il
valore dellʼamicizia sincera, lʼamore per il cinema, e lʼumiltà. Ho scritto questo western dopo la sua
scomparsa e lʼho intitolato così proprio per il dolore che ho avuto, come accade a tutti. Mio padre mi ha
trasmesso in generale lʼamore per il cinema. Sono cresciuto con i suoi racconti di quando da ragazzo
corteggiava una giovane Silvana Mangano e quando ancor prima da bimbo, giocava nel cortile di una scuola
elementare con un altro bimbo che si chiamava Sergio Leone e che avrebbe ritrovato successivamente a
Trastevere proprio nel momento in cui aveva finito di girare “Per un pugno di dollari”.Sono uno nato con la
tv in bianco e nero, sono un bambino di allora che andava a letto dopo carosello, tranne quando cʼera un
film western e spesso con John Wayne. Per questo sono molto legato anche al western hollywoodiano sia
di oggi che di ieri. Sono una persona che ha vissuto da adolescente, tutti i vecchi sceneggiati rai, molto
curati e dove, nella vita, tra giocattoli, fumetti, e pubblicità in tv, il western era molto presente. Sono
quellʼex bambino che leggeva Tex e che continua a leggerlo oggi, sono quel bambino che andava in giro con
il cinturone e la pistola giocattolo comprata in cartoleria. Girare un western è anche un magnifico pretesto
per tornare a sognare come facevo nellʼinfanzia quando galoppavo tra le grandi praterie per una gita fuori
porta in Abruzzo.Eʼ per questo che molte scene del film le ho girate proprio lì, tra Campo Imperatore e
Campo Felice. La suggestione delle scene girate in quei luoghi incontaminati unita alle sequenze girate in
Almeria-Spagna, meta consueta di molti registi del genere western, e a quelle interne girate nel bellissimo
ranch di Latina, hanno reso tutto molto credibile. Allora, quando ero bambino, chissà dove mi sembrava di
andare, ma oggi so che quel west che cercavo, è a solo un ora da casa mia. Quegli spazi mi fanno sentire
felice, come in un film di John Ford, mi fanno sentire sanguigno come un western di Sam Peckinpah, mi
fanno vivere un sogno come fossi dentro un film di Sergio Leone. Ma io seguo però la mia pista nel rispetto
di questi grandi maestri così incisivi nella mia vita. Sì solo ora, guardando indietro, comprendo a 55 anni,
che al western sto dedicando la mia vita, con lʼunione di un grande amore per il teatro.
Nulla è facile, ma girare un western e una cosa molto complessa. Proprio per questo bisogna sviluppare
ancora di più quel laboratorio di idee che è il cinema indipendente, spesso una trincea dove bisogna calzare
lʼelmetto contro le maggiori difficoltà causa budget limitato, ma anche una frontiera orgogliosa e molto più
libera del cinema tradizionale. Nel western ho ottenuto sei premi premi, cinque letterari e uno come regista
flm maker. Tra i racconti premiati cʼè anche un western- erotico, nel quale mi sono cimentato, perché vivo il
western a 360 gradi. Nel western insomma, “Mai un mondo solo”. Credo che ognuno di noi non abbia il
diritto, ma il dovere di inseguire e realizzare i propri sogni quando è possibile. Se “Il mondo intorno crepa”
era uno di questi sogni che ho realizzato con la collaborazione di tutti su un set meraviglioso. Sarà un
ricordo che porterò dentro di me come artista, ma anche come uomo.
NOTE DI REGIA di Emiliano Ferrera
La passione che io e Stefano nutriamo per il cinema western è cosa nota. In Se il mondo intorno crepa ci
siamo capiti subito: Dalla scelta degli attori, delle location e del tipo di regia che volevamo. Le Inquadrature
classiche del genere e la regia asciutta, priva di velleità e vezzi , propone di raccontare il dramma
dell'esistenza umana in tutte le sue molteplici sfaccettature. Prendi per esempio Sheila, la prostituta ceca
interpretata da un intensa Emanuela Ponzano, il macellaio Butcher Joe un folle omicida interpretato dal
bravissimo Simone Pieroni.
Un altro cardine di Se il mondo intorno crepa e del cinema western in generale è il rapporto dell’ uomo con
l’immensità del paesaggio. Siamo andati in Abruzzo a girare gli esterni e Stefano è andato a girare anche in
Spagna. I personaggi sono stati curati nei minimi particolari e sono soddisfatto dei risultati. Tutti gli attori
hanno saputo rispondere perfettamente alle esigenze di regia anche se qualche volta abbiamo dovuto
lavorare in situazioni scomode e stressanti, come spesso succede nel cinema indipendente ma abbiamo
saputo reagire al meglio, con lo spirito giusto e la forza di chi crede che il western è destinato a non morire
mai.