Cosmetici - i save my planet

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Cosmetici - i save my planet
INGREDIENTI DEI COSMETICI
A cura di Lara Maria DI BLASIO
A.A. 2015-2016
La cosmesi (o cosmetica) è l'insieme di attività, tecniche e arti relative al
cosmetico o, per estensione, a ciò che migliora la piacevolezza, l'apparenza e
l'estetica. La parola viene dal greco: κόσμος (kósmos) che significa "ordine",
da cui kósmesis: mettere in ordine, abbellire.
Ai fini della normativa, i cosmetici sono sostanze o miscele: dunque, non
possono essere degli oggetti o altre cose. Questo significa che orecchini,
piercing, unghie finte, brillantini da applicare su denti e unghie, extension per
capelli e così via non possono essere considerati dei cosmetici.
Li usiamo ogni giorno, più volte al giorno. Solo la mattina, prima di uscire di
casa, ne utilizziamo almeno 5 o 6 tipi diversi e durante la giornata arriviamo ad
impiegarne più di 10. Ma quanto ci costa? E non solo in termini economici. I
cosmetici convenzionali contengono una serie infinita di sostanze inquinanti e
dannose, oltre a essere ben impacchettati e sigillati da cellophane e cartoncini
di diverso genere e specie.
I prodotti che utilizziamo ogni giorno per farci carini, profumati e seducenti in
realtà nascondono derivati petroliferi, siliconi, sostanze non biodegradabili,
"cessori" di formaldeide (ossia quelle sostanze che, nel tempo, rilasciano una
molecola valutata come cancerogena dall'Oms, e altre molecole dall'effetto
ignoto). Si pensa che le marche migliori siano quelle più costose e che esse
siano ottime; ma spesso non è così: quello che si paga è solo il marchio.
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Ovviamente, la domanda sorge spontanea: chi o cosa ci garantisce che un
determinato prodotto sia rispettoso della nostra pelle e dell'ambiente?
La legge definisce "cosmetico" tutto ciò che serve per pulire, proteggere,
deodorare, profumare la pelle; questo, al solo scopo di conservarne e
migliorarne l'aspetto estetico. Da qui ne deriva che un cosmetico non dovrebbe
avere alcun effetto curativo e, allo stesso tempo, non dovrebbe arrecare alcun
danno al consumatore. Nonostante ciò, i cosmetici possono provocare molti
problemi di natura dermatologica e il loro effetto negativo è legato sia alla loro
concentrazione sia alla frequenza di applicazione. Molto spesso capita che le
conseguenze possano riscontrarsi nel corso del tempo e, inoltre, alcuni disturbi
possono presentarsi anche con l'impiego dei prodotti da risciacquo come
shampoo, bagnoschiuma etc.
La definizione legale di cos'è un cosmetico in molti altri paesi è simile a quella
europea.
Gli ingredienti dei cosmetici sono catalogati dall'INCI (International
Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Il sistema INCI, una denominazione
internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del
prodotto cosmetico, è nato agli inizi degli anni '70 sotto l'egida
dell'associazione delle Industrie USA del settore, oggi riunite nel Personal Care
Products Council (ex CTFA), per creare una denominazione univoca e
riconoscibile degli ingredienti cosmetici. Questo facilita l'identificazione delle
sostanze alle quali si può essere allergici. Questo codice contiene alcuni termini
in latino, molti in inglese, sigle e numeri. È unico per tutti i paesi della UE, oltre
ad avere una grande diffusione internazionale.
Solo dal 1997 nella UE è obbligatorio elencare gli tutti ingredienti del
cosmetico sul prodotto. L'elenco deve essere in ordine decrescente, con
l'ingrediente presente alla concentrazione più alta al primo posto. Gli
ingredienti con concentrazione inferiore all’1% possono essere elencati in
ordine arbitrario in fondo all'elenco. L'assegnazione di un nome INCI ad una
sostanza o miscela di sostanze non comporta che siano sicure o efficaci.
Attualmente sono conosciute esattamente 6205 sostanze che possono essere
impiegate nella produzione di cosmetici.
Il 95% delle sostanze chimiche usate nelle fragranze sono composti sintetici e
derivati dal petrolio. Un tipico cosmetico o profumo può contenere fino a 100
fragranze, molte delle quali non sono mai state testate come sicure.
L'Istituto Nazionale per la Sicurezza e la Salute nell'Occupazione (National
Institute of Occupational Safety and Health) riporta che 884 degli ingredienti
usati nei cosmetici sono tossici. L'Istituto Nazionale delle Ricerche
sull'Ambiente della Danimarca (The National Environmental Research
Institute of Denmark) recentemente ha trovato che il 99% dei cosmetici
applicati sulla pelle e il 77% di quelli che vengono risciacquati contengono
Parabeni.
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I Parabeni agiscono da conservanti, ma sono anche conosciuti come irritanti
per la pelle e gli occhi ed hanno la proprietà di mimare l'ormone femminile
estrogeno.
Dall'analisi della composizione chimica della maggior parte dei cosmetici di
largo consumo si evidenzia il rischio che una parte di essi possa essere assorbita
all'interno dell'organismo, determinando un effetto di "intossicazione" interna
e di stress degli organi deputati ai processi di disintossicazione e di
esonerazione.
La pelle è un organo vero e proprio, in relazione di continuità con tutto
l'organismo e una delle sue funzioni è proprio quella dell'assorbimento. Le
sostanze chimiche di sintesi e non, applicate sulla pelle, specie se lipofile,
possono penetrare attraverso di essa in varia percentuale in relazione alla
composizione chimica, peso e grandezza molecolare ed entrare all’interno del
corpo attraverso il microcircolo e il sistema linfatico.
È difficile dire quanta sostanza venga assorbita, ma di fatto negli ultimi anni è
in forte aumento l'uso di farmaci convenzionali applicati per via epidermica
(cerotti a base di nicotina, cerotti che rilasciano ormoni per il trattamento della
menopausa, cerotti antinfiammatori, etc.) a conferma di questa via di utilizzo.
Inoltre componenti chimiche usate nei cosmetici sono state ritrovate in alcuni
tessuti del corpo o alcuni tessuti tumorali, specie mammari, a conferma che una
parte di quanto applichiamo sulla pelle o sulle mucose viene assorbito ed
interagisce con l'intero sistema.
Alcuni studi (Journal of the National Cancer Institute, 2-2-1994) hanno
mostrato come l'uso costante di colore nero per tingere i capelli aumenta di
molto il rischio di sviluppare linfomi non-Hodgkin e mieloma multiplo
(American Journal of Epidemiology,15-10-1993) o l'aumento del rischio di
leucemia.
Alla luce di ciò, dovremmo forse cambiare la definizione di cosmetico? La
definizione legale di cosmetico (sostanza applicabile sulle superficie esterne
del corpo per modificarne l'apparenza) è di fatto incompleta e anacronistica,
poiché non tiene conto del suo assorbimento e dell'azione sull'intero organismo
in una visione unitaria della vita.
Si pensi inoltre alle conseguenze dell'uso di molti ingredienti chimici, tossici o
allergenici presenti nei cosmetici, applicati sulle pelli delicate dei neonati o su
quelle sensibili o infiammate di molti adulti: in questi soggetti l'aumentata
permeabilità e il diminuito spessore della cute favorisce una maggiore
penetrazione e assorbimento all'interno.
Le conseguenze dell'assorbimento di sostanze estranee e potenzialmente
tossiche sono l'attivazione di processi immunologici e di disintossicazione che
coinvolgono fegato, reni, intestino, polmoni e la pelle stessa.
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Dunque, come possiamo comprendere se il prodotto cosmetico che stiamo per
acquistare presenta una composizione rispettosa dell'ambiente e della nostra
pelle? La risposta è molto semplice e consiste nell'imparare a leggere e
decifrare l'INCI.
1) Attenzione all'ordine degli ingredienti:
Come accennato in precedenza, la prima regola da conoscere per quanto
riguarda la lettura dell'INCI è relativa all'ordine stesso in cui gli ingredienti
sono presentati in etichetta. Esso infatti non è per nulla casuale e prevede che
gli ingredienti siano indicati uno dopo l'altro a partire dalla sostanza presente
in quantità maggiore nel prodotto. Seguono tutti gli altri ingredienti, che
vengono presentati in ordine decrescente.
2) Linguaggio e nomenclatura utilizzate per gli ingredienti:
Il secondo punto importante riguarda il linguaggio utilizzato per denominare
gli ingredienti. Quando le sostanze sono elencate in etichetta mantenendo il
loro nome latino, significa che esse sono state inserite nella formulazione del
prodotto tali e quali, senza subire modificazioni chimiche. E' il caso, ad
esempio, degli oli vegetali utilizzati puri, che saranno dunque indicati in
etichetta con il loro nome latino e di tutti gli altri ingredienti naturali che sono
stati impiegati per la produzione del cosmetico. I nomi latini si riferiscono ad
ingredienti botanici o presenti nella farmacopea. Ad esempio, l'olio di mandorle
dolci viene indicato come "Prunus amygdalus dulcis oil". Per tutti gli altri
ingredienti, frutto di sintesi chimica, vengono utilizzate denominazioni in
lingua inglese o codici numerici; questi ultimi identificano i coloranti artificiali
utilizzati all'interno del prodotto e seguono la lista internazionale denominata
"Color Index", che vede la presenza della sigla "CI" seguita da una serie
numerica composta da 5 cifre. I coloranti artificiali sono solitamente indicati
verso la fine dell'elenco degli ingredienti presenti in etichetta. Nei prodotti per
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l'igiene del corpo costituiti da una formulazione il più possibile rispettosa
dell'ambiente, il numero e la quantità degli estratti naturali presenti nella
formulazione sarà probabilmente maggiore ed è possibile che essi siano
indicati, tramite l'apposizione di un asterisco, come provenienti da agricoltura
biologica. Le profumazioni sintetiche, indicate in etichetta con la semplice sigla
"parfum", saranno sostituite ad esempio da oli essenziali ("essential oil").
In generale, ogni prodotto cosmetico o per la detergenza della persona pensato
per essere rispettoso dell'ambiente e della pelle non dovrà contenere ingredienti
come:
1) Tensioattivi derivati dalla raffinazione del petrolio (Sodium laureth sulfate,
Sodium lauryl sulfate, Ammoniun lauryl sulfate e altri);
2) Altri ingredienti derivati dal petrolio come Paraffinum Liquidum, PEG e
PPG, Mineral Oil, Petrolatum, spesso presenti anche nei prodotti destinati a
bambini e neonati e nelle creme idratanti per il viso e per il corpo vendute nei
comuni supermercati e nelle profumerie (anche nei prodotti acquistati in
farmacia o in erboristeria). Dietro scritte e illustrazioni verdi possono
nascondersi ingredienti indesiderati;
3) Ingredienti altamente inquinanti come EDTA, MEA, TEA, MIPA;
4) Ingredienti altamente allergizzanti o considerati come potenziali cessori di
formaldeide, tra i quali Triclosan e Imidazolidinyl urea, DMDM Hydantoin,
Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, utilizzati come
conservanti;
5) Siliconi come Poliquaternium-80, Dimethicone e Amodimethicone,
inquinanti e capaci di creare una pellicola sulla pelle e sui capelli, per renderli
apparentemente sani, ma per nulla nutriti.
Alcuni ingredienti sono altamente inquinanti ma l’industria cosmetica continua
a utilizzarli perché molto economici e stabili da un punto di vista chimico. Nel
dettaglio, gli ingredienti da evitare provenienti dalla raffinazione del petrolio
sono:
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Mineral oil;
Petrolatum;
Paraffinum liquidum;
Cera microcristallina;
Vaselina;
Paraffina;
Microcrystalline Wax.
Altra categoria a rischio sono i conservanti. Tra i tanti da evitare,
l’Imidazolidinyl urea può decomporsi liberando formaldeide, sostanza nociva
e cancerogena. I conservanti più utilizzati sono:
Imidazolidinyl urea;
Diazolidinyl urea;
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Methylchloroisothiazolinone;
Methylisothiazolinone;
Formaldheyde;
DMDM hydantoin;
Benzylhemiformal, 2-bromo, 2-nitropropane;
1,3-diol, 5-bromo, 5-nitro, 1,3-dioxane;
methyldibromo glutaronitrile;
sodium hydroxymethylglycinate.
Altrettanto nocivi sono i siliconi. Questi possono essere associati agli
ingredienti che finiscono con -one, -thicone oppure –xane. I siliconi creano una
guaina che fa apparire la pelle lucida, liscia e setosa; in realtà non hanno
proprietà emollienti, né idratanti: è solo un effetto dettato da questo strato di
rivestimento che vanno a realizzare sulla cute. Altro ingrediente molto
utilizzato è il tricosan, battericida onnipresente: è usato in deodoranti, collutori,
detergenti e creme per il corpo e per il viso. Questa sostanza può causare
allergie e secondo diverse ricerche può favorire lo sviluppo di colonie di
microrganismi più resistenti. La sua azione antibatterica è ad ampio spettro,
quindi distrugge anche la flora batterica benefica. Molto più pericolosa è la
clorexidina (chlorexidine), un’altra sostanza battericida che può causare
problemi quando entra in contatto con le mucose come, per esempio, quella
della bocca.
Questi componenti, oltre ad apportare ingenti danni alla salute, arrecano forti
danni all’ambiente. A causa dei nostri deodoranti, bombolette spray e
inquinamenti vari, il buco dell'ozono sta subendo modifiche, rischiando di
compromettere l’incolumità del nostro pianeta. Esiste una soluzione? Certo che
sì: vi sono prodotti cosmetici biologici, creati nel totale rispetto dell'uomo,
dell'agricoltura e dell'ambiente. Basta fare una ricerca su internet per venirne a
conoscenza. L’impiego dei cosmetici può essere evitato sfruttando ingredienti
naturali per applicazione diretta o con la formulazione di creme fai da te.
Conclusioni
La pelle dovrebbe essere considerata come un organo vero e proprio; le
sostanze cosmetiche applicate su di essa dovrebbero avere la sola funzione di
detergerla naturalmente, nutrirla con sostanze di origine vegetale del tutto affini
alle sue componenti idrolipidiche e aiutarla a disintossicarsi per svolgere in
maniera ottimale le sue funzioni.
Gli ingredienti devono comportarsi come “cibo per la pelle”, così da poter
essere riconosciuti chimicamente (acidi grassi essenziali, vitamine liposolubili,
clorofille etc.) e assorbiti con facilità a livello epidermico.
Per questo, i suddetti ingredienti devono essere certificati e gli oli devono essere
pressati a freddo per garantire la purezza, la massima qualità e un facile
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assorbimento per il beneficio della pelle, dell'organismo, ma anche del nostro
pianeta e del nostro futuro. Imparare a leggere l’INCI ci aiuterà a fare scelte più
consapevoli ed evitare quegli ingredienti che possono mettere a rischio la nostra
salute. Fino ad ora, l’ignoranza ci ha portati a scegliere prodotti di scarsa qualità
e di dubbia efficacia al fine unico di migliorare la nostra apparenza. È arrivato
il momento di cambiare il nostro modo di pensare, per salvaguardare noi stessi
e ciò che abbiamo intorno.
Questo è il nostro futuro, questo è il nostro pianeta: ognuno di noi può fare la
differenza.
SITOGRAFIA:

https://it.wikipedia.org/wiki/INCI

http://www.greenme.it/consumare/cosmesi/9126-inci-come-leggerengredienti-cosmetici

https://it.wikipedia.org/wiki/Cosmesi

http://www.abc-cosmetici.it/

http://www.greenme.it/approfondire/guide/609-guida-alleco-cosmesibellezza-sicura-e-sostenibile?showall=&limitstart=

https://www.google.it/search?q=cosmetici+e+danni&biw=1366&bih=5
99&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjq_sfpjdnMAhXKfhoK
HW4GA2gQ_AUIBigB&dpr=1#imgrc=ip-twKgC15FZzM%3A

http://www.disinformazione.it/cosmetici.htm

http://www.ideegreen.it/ingredienti-dannosi-nei-cosmetici-65832.html

http://www.benessere.com/bellezza/arg001/danni.htm

https://www.change.org/p/case-cosmetiche-eliminate-dai-prodotticosmetici-tutto-ci%C3%B2-che-crea-danni-all-uomo-e-all-ambienteperch%C3%A9-una-soluzione-c-%C3%A8
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