Conferenza della Polizia Postale a Bologna (20 novembre

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Conferenza della Polizia Postale a Bologna (20 novembre
ConferenzaPoliziaPostale_20Nov2014.doc
Conferenza polizia postale del 20/11/2014
"I giovani e le insidie di Internet" - il ruolo della famiglia nell’epoca della rivoluzione digitale
Interventi di "Marilena Campioni" e "Lucia Marsiglia", rispettivamente: sovrintendente e assistente della
Polizia di Stato (Sezione pedopornografia online del compartimento della polizia delle comunicazioni
Emilia Romagna)
Il lavoro della polizia in particolare riguarda i casi di:
• Cyberterrorosmo
• Computer crime
• Social network
• Pedofilia online
• Giochi e scommesse online
• Etc.
Questi sono tTutti ambienti pericolosi per la sicurezza pubblica: è proprio in questi ambienti che
avvengono casi di :
• istigazione alla violenza,
• istigazione all'autolesionismo,
• truffe,
• frodi,
• stalker,
• adescamento,
• pedopornografia
§ Nella parte iniziale dell'incontro, i relatori hanno messo in evidenza che Internet ormai è un mezzo
radicato profondamente nella vita di ognuno di noi che nessuno ne vorrà più fare a meno in quanto
Internet rappresenta sicuramente non solo il progresso ma anche un mezzo culturale con il quale
promuovere la conoscenza. Internet rappresenta altresì anche la socialità avendo introdotto nuove forme
di socialità "virtuali" quali ad esempio la chat, i social network, ...
§ Internet corre veloce e la maggior parte degli adulti non riescono a tenerne il passo a differenza dei
ragazzi e dei giovani che, invece, riescono a starle dietro in quanto si adattano molto più facilmente alle
nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione.
§ Per rafforzare questa tesi, i relatori si sono chiesti quanti fra gli adulti sono a conoscenza ad esempio
dei tanti strumenti di comunicazione messi a disposizione su internet quali ad esempio: facebook,
whatsapp, ask, instagram, chatroulette, omegle, kik, badoo, skype, twitter, ...
Tra questi Ask e' una tragedia perche' e' anonimo e tutti vedono tutti ed è infernale: la Chatroulette dove
si chatta con un contatto a caso.
§ Tutti questi mezzi di comunicazione sono ormai fruibili attraverso lo smartphone, sempre connesso in
rete, che i ragazzi non usano per telefonare bensì quasi esclusivamente solo per chattare, in pratica per
scrivere e guardare le parole e quasi mai per parlare.
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§ Gli smartphone di ultima generazione sono a tutti gli effetti dei minicomputer e sono quindi talmente
potenti che se non correttamente e responsabilmente usati possono diventare un'arma molto potente
nelle mani dei ragazzi con la quale nuocere non solo agli altri ma anche a se stessi.
§ I ragazzi sono quindi molto più bravi degli adulti nell’uso delle nuove tecnologie ma a differenza di
questi ultimi sono però molto leggeri a soppesare le situazioni di pericolo. I ragazzi usano ad esempio
facebook accettando con molta facilità l'amicizia di chiunque ne faccia richiesta. I ragazzi non sanno che
in realtà l’amico di facebook non è un amico vero e proprio (reale) bensì solo un contatto (virtuale).
E’ stato messo in evidenza da un’indagine che, chi ha nella propria cerchia di amici centinaia o addirittura
migliaia di contatti, ne conoscerebbe fisicamente in realtà al massimo una ventina e di questi ne
frequenterebbe stabilmente addirittura non più di due.
§ Con gli smartphone è possibile scattare foto, fare dei filmati e pubblicarli in rete quasi in tempo reale.
§ Non tutti i ragazzi sono consapevoli che una volta pubblicata una foto in rete, se ne perde
completamente il controllo e diventa potenzialmente così di pubblico dominio tenendo conto anche del
fatto che molti social network si possono collegare tra loro e una volta collegati la pubblicazione di un post
su uno di questi, è automaticamente disponibile anche su tutti gli altri collegati.
Cosa fare quindi per proteggere i nostri ragazzi ?
Anzitutto dobbiamo avere la consapevolezza che i nostri figli stanno crescendo con una cultura
condizionata da internet : questo ambiente è in grado di influenzare lo stile della comunicazione,di vita,le
loro abitudini
Loro hanno vissuto un'infanzia completamente diversa dalla nostra.
La tv e' stata la loro normale compagna mentre per noi era uno svago straordinario.
l nostri ragazzi sono abituati a vedere e quindi per questa ragione ora vogliono vedere le parole (chat) e
le immagini di sé (fotografie, selfie)
Chi la fa da padrona e' la cultura dell'immagine, i ragazzi hanno più bisogno di vedersi anziché di vivere
il momento.
Ne consegue che per loro la socialita' è diversa: per noi era il cortile per loro è la chat ed il social network.
Sentono il bisogno di mettersi in mostra, vivono per interposto monitor.
Per loro è difficile comprendere che le amicizie sui social network sono in realtà solo dei contatti; per i
nostri ragazzi la socialità attraverso internet e' quella primaria. Hanno un concetto di amicizia staccato
dalla realtà. Ci sono ragazzi con 3000 contatti su Facebook ed è per loro normale.
Ma gli amici reali sono molto meno.
Noi genitori dobbiamo fargli capire è che non hanno la certezza di chi c'e' dietro il monitor.
Internet è ora diventato un ambiente importante perche' facilmente accessibile; Internet non e' sempre
sbagliato, non e' del tutto negativo ma ci sono dei rischi che noi genitori dobbiamo saper gestire.
§ I social network vanno opportunamente configurati onde evitare di mettere in mostra a tutti ciò che
si vuole invece mostrare a pochi. Pubblicare ad esempio una foto su facebook, se non opportunamente
configurato per limitarne la visibilità, comporta che tale foto sia potenzialmente disponibile a chiunque. E’
come esporla al centro di una grandissima piazza: la piazza di tutto il mondo. A questo punto, i relatori
hanno raccontato la storia del professor Facci che vedendo la foto di una sua alunna pubblicata su
facebook, ha voluto rimarcare la leggerezza di quel suo gesto. Ha quindi stampato tante copie di quella
foto e il giorno successivo le ha distribuite a tutti gli alunni della sua classe. La ragazza, vedendo la
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propria foto nelle mani dei compagni della classe, si e' risentita ed ha gridato allo scandalo accusando il
professore di ledere la sua privacy.
Ma come poteva aver leso il professore la sua privacy se quella foto era praticamente di dominio
pubblico?
Questa provocazione ha portato i ragazzi a riflettere ed a rendersi conto che effettivamente il professor
Facci aveva ragione.
§ I genitori anche se non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie devono cercare di imparare
anche con l’aiuto dei propri figli e devono comunque interessarsi e conoscere ciò che fanno i propri figli,
aiutandoli a capire e a configurare le impostazioni sulla privacy, perché è importante impostare il profilo
dell'account , se non lo imposto bene le foto vengono viste da tutti.
I rischi che i nostri ragazzi corrono sono prevalentemente:
-
-
Adescamenti in chat: persone che fingono di esser personaggi famosi, che promettono fama alle
ragazze
Sexting
Giochi online: pericolosi anche per gli adulti
Pedopornogradia
Violenza: per esempio siti dove viene esaltato il satanismo
Cyberbullismo: insulti in chat o sui social network, episodi che possono indurre al suicidio (la cronaca
ne parla spesso)
esistono dei siti che istigano l'anoressia, la bulimia all'autolesionismo
Neknomination: nata per indurre a bere , si numi a un amico il quale deve pubblicare un filmato dove
beve e quindi nominare a sua volta un altro suo amico. Ne abbiamo visti di innocui ma in alcuni casi
erano vere e proprie catene che inducevano i giovani a bere alcolici (c'è stato anche il caso di un
ragazzo che è andato in coma etilico).
Siti per acquistare droga online oD he insegnano a coltivare la cannabis
Bullismo e cyberbullismo
I ragazzi sanno cos'e' il bullismo , il bullismo c'è sempre stato , solo che oggi, con l'avvento di Internet, il
bullismo si e' amplificato.
Bannare : significa emarginare, escludere qualcuno da un gruppo, da una chat.
Con Internet abbiamo inoltre l'anonimato del bullo,.
Poi c’è anche: l'alterazione della percezione della gravita delle azioni, l'affievolimento del
sentimento di compassione verso la vittima.
L'istituzione scolastica puo’ disciplinare l'uso degli smartphone.
I genitori devono sapere che i reati con cui poi i nostri ragazzi fanno i conti sono:
• Ingiuria
• Diffamazione
• Minaccia
• Atti persecutori (stalking)
• Violenza privata
• Istigazione al suicidio
Èd è incredibile: i ragazzi vittime del cyberbullismo non pensano che possono spegnere!
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Gli insulti su internet restano per sempre!
Le prove d'amore oggi sono l'invio di foto di nudo.
Whatsup non e' sicura perche' la foto va in rete (quante volte abbiamo sentito : "Ma io ho dato la foto solo
alla mia migliore amica!")
Le conseguenze sono che la foto e' di tutti e , nel caso di immagini intime, i pedofili raccolgono il
materiale.
Ingaggio online : per adescare fingono di essere agenti televisivi ("Sei bellissima")
Spesso i genitori lo sottovalutano Internet mentre in realta e' come dare loro un razzo da guidare.
Sono sempre connessi e noi genitori dobbiamo di tanto in tanto scollegarli solo per farli riflettere.
E' una rivoluzione nella rivoluzione.
La nostra vera arma e' la conoscenza. Proibire non serve a nulla.
Riferimenti utili per gli interessati: la direttiva ministeriale 104/2007 sulle linee guida sulla gestione dei dati personali e utilizzo corretto e
consapevole dei dispositivi elettronici nonché la responsabilità dei genitori/scuola.
http://www.edscuola.it/archivio/norme/direttive/dir104_07.pdf

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