addIo a armando trovajolI, core de roma

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addIo a armando trovajolI, core de roma
Settimanale gratuito di Roma e del Lazio - Anno 2 - Numero 10 - 7 Marzo 2013
Play Time
Antonio Maggio
tormentone nelle radio
con la sua canzone
“Mi servirebbe sapere”
Sede Amministrativa e Commericiale:
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a pag 21
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ItalIa nel caos, nessun accordo tra pd e m5s per Il governo
e dal territorio primo avviso al neopresidente della regione Zingaretti
all’interno
l’emergenza rifiuti sarà il duro banco di prova iniziale
Open Space
CIAO BENEDETTO
In 7mila da tutto il mondo
a castel gandolfo
per l’ultima benedizione
ora è attesa
per il conclave alle pagg 16 e 17
Metropoli
psicosi in provincia di roma,
lo stupratore di velletri
avvistato da pavona a colleferro:
dalle forze dell’ordine arrivano
inviti alla calma
a pag 11
addIo a armando trovajolI, core de roma
a pag 19
Sport
roma, alla scoperta
del giovane
alessio romagnoli
Il cobra tovalieri:
“può diventare
il nesta del futuro”
w w w. n e c c h i . i t
a pag 26
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n. 10 - 7 Marzo 2013
Il centrodestra. Dialogante con Bersani, in piazza contro i magistrati
BERLUSCONI LANCIA UN PDL DI LOTTA E DI GOVERNO
E c’è chi parla di nuovo di un ritorno a Forza Italia. L’ex premier intanto continua
a lanciare sondaggi: “Siamo sopra Monti che è sceso di altri tre punti in nostro favore
Annullate 250mila schede che ci avrebbero fatto vincere”
di Daniele Priori
I
l Pdl di Silvio Berlusconi è diviso
tra l’organizzazione della piazza,
anzi, delle piazze, il paventato ritorno a Forza Italia, annunciato sul
quotidiano Il Tempo proprio per
l’organizzazione della piazza del 23
marzo a Roma dichiaratamente
contro la magistratura e la ricerca
di una governabilità per il Paese
per cui Berlusconi si è ricalato nuovamente nel ruolo di statista.
E’ un momento, insomma, in cui il
partitone di centrodestra, tornato
alla gloria grazie alle inveterate,
tutt’altro che moderate, proprio di
Berlusconi, si trova a vivere quella
antica dicotomia che per decenni
creò dibattito nel Pci-Pds-Ds: partito di lotta e di governo. E c’è già chi
dice che la doppia identità avrà due
nomi: Forza Italia, appunto, per
dare fiato alle trombe della prote-
sta, Pdl per mostrare il volto più
ragionevole anche nell’ottica di
riprendere consenso presso il gruppo Ppe a Strasburgo.
Fatto sta che Berlusconi incontrando i parlamentari lombardi a Villa
Germetto aveva detto di aspettare
la direzione del Pd di mercoledì per
capire il da farsi.
“Aspettiamo di vedere che Bersani
continui a prendere porte in faccia da
Grillo, poi vediamo se il segretario
del Pd è un leader e sa guidare i suoi
o se li porta a sbattere”, aveva detto il
Cav che invece dal segretario Pd la
porta in faccia se l’è presa lui.
Quindi di nuovo all’attacco: “Se
non ci avessero annullato in media
cinque voti a sezione avremmo
vinto di oltre 250 mila voti”.
L’ex premier è quindi intervenuto
anche sulla situazione economica.
“Ho parlato con le associazioni
degli imprenditori, sono tutte preoccupate” al punto che, come se
non fosse ancora finita la campagna elettorale, il Cav ha annunciato
che nei sondaggi la coalizione di
centrodestra sarebbe avanti mentre
Scelta Civica di Monti sarebbe
scesa al 6,2%.
Per cui, viste le prospettive che ad
oggi ci obbligano a dover considerare anche l’ipotesi di un voto bis in
meno di sei mesi, valeva pure la
pena annunciare - come ha fatto
Berlusconi - di voler portare il Pdl
in piazza almeno una volta al mese
in quelle che saranno “le piazze
della Libertà”.
La coalizione del premier uscente analizza il voto. Incontro Monti-Casini
Scelta Civica diventa partito,
l’Udc prepara il congresso
Il senatore Oliviero rilancia l’idea Pd-Pdl-centristi per governare il Paese
L’altro centrodestra, quello riformista di Mario Monti, guarda avanti.
Dalle parti di Scelta Civica, infatti,
sono soddisfatti del loro risultato alla
Camera e puntano, guidati dal torinese Andrea Oliveiro, col coordinamento nel ruolo di presidente di
Andrea Riccardi, di andare avanti.
Mercoledì scorso in contemporanea
con l’assise Pd, si è svolta infatti a
Roma anche la prima assemblea del
movimento ispirato a Mario Monti
A latere proprio dell’assemblea
Oliviero già parlava alle radio dichiarando la volontà, da parte dei montiani, di sostenere il governo con una
maggioranza costituita da Pd-Pd e
lista Monti.
“L’ideale è un governo Pd, Pdl e
Scelta Civica. Bisogna rendersi conto
- osserva Olivero - che il sistema è
crollato, Pd e Pdl sono dimezzati e
non sono più due forze maggioritarie
che possono tendere al 51%”.
“Credo che la figura di Mario Monti prosegue l’esponente di Scelta Civica
- sia stata ed è utile al Paese ma la
forma non credo possa essere quella
di una ‘prorogatio’ che non puo’ riuscire a risolvere la necessità di stabilità, di garanzia e di tenuta. Noi speravamo di essere decisivi ma avremmo dovuto fare un risultato intorno
al 20% per determinare una maggioranza. Dovevamo essere i grillini
responsabili e invece siamo stati solo
responsabili’’. Per quanto riguarda il
rapporto con l’Udc, Olivero conclude: “Sarebbe un errore riproporre
Scelta Civica come grande Udc. E
non immagino che Scelta Civica e
Udc possano federarsi per costruire
un nuovo soggetto. Questo sarebbe
antistorico. Bisogna andare verso un
soggetto politico nuovo dei riformisti’”.
UDC VERSO IL CONGRESSO
Analisi del voto e convocazione del
congresso: sono questi i due punti
all’ordine del giorno del Consiglio
nazionale dell’Udc, previsto per
giovedì all’hotel Marriott. Un incontro a porte chiuse che si svolgerà giovedì prossimo e che, alla luce
del risultato elettorale, per i centristi si prefigura come una vera e
propria resa dei conti. Sul banco
degli ‘imputati’ il leader Pier
Ferdinando Casini, accusato di
aver fatto scendere il partito sotto
il 2 per cento alla Camera. I centristi, infatti, con l’1,78 per cento porteranno a Montecitorio solo otto
deputati grazie al ‘premio’ riservato dal Porcellum al miglior perdente della coalizione. Un risultato al
di sotto delle aspettative, la cui
‘croce’ potrebbe essere addossata
al leader del partito, che secondo
indiscrezioni potrebbe addirittura
decidere di non presentarsi alla
riunione.
Intanto lunedì Casini ha incontrato
Mario Monti per fare un’analisi del
voto e discutere del futuro dell’alleanza. Tra i temi del faccia a faccia
anche quello dei gruppi unici e
della nomina dei capigruppo. E se
Monti dovesse insistere per attribuire entrambi i ruoli a esponenti
di Scelta Civica molti uomini
dell’Udc sono pronti a scommettere che i malumori nel partito si
moltiplicheranno.
Settimanale gratuito
di Roma e del Lazio
Direttore Responsabile:
Daniele Priori
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n. 10 - 7 Marzo 2013
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IL RISIKO DEL GOVERNO
Pd, da Bersani otto punti per conquistare
Napolitano, i grillini e arrivare a Palazzo Chigi
Il Colle orientato a dare un mandato esplorativo al leader democratico
I
l Pd e Bersani chiudono dunque
ogni possibile porta a Berlusconi
e continuano a inseguire Grillo e il
Movimento 5 Stelle ad oggi senza
grandi risultati. Al presidente Napolitano che, pare cosa ormai certa,
dopo le elezioni dei presidenti di
Camera e Senato e le successive
consultazioni darà un incarico almeno esplorativo al segretario del
Pd, Pierluigi Bersani.
Di seguito i punti elencati e votati
all’assemblea nazionale Pd.
STOP ALL’AUSTERITY - Il Governo italiano deve rivedere le politiche europee che in particolare la
Germania in seno all’Ue ci ha imposto. Insieme al controllo dei conti
economici e in particolare alla politica di riduzione del debito pubblico, si deve necessariamente affiancare una politica d’investimenti
necessaria per mettere in moto
l’economia italiana, questo si deve
fare subito per la ripresa dell’economia reale, mentre pareggio di
bilancio e debito, diventano obiettivi da tenere in considerazione, ma
non nel breve termine.
LAVORO - Fare in modo che la
Pubblica Amministrazione paghi i
suoi debiti alle imprese private,
attraverso l’emissione di titoli di
Stato, aumentare il potere della
Cassa Depositi e Prestiti a favore
dell’impresa. Maggiore flessibilità
del patto di stabilità degli Enti
Locali, favorendo un’operazione a
favore di scuola e sanità. Andare
incontro alle esigenze degli utenti
internet, aumento della banda
larga. Ridurre il costo del lavoro
stabile, portando minor vantaggio
alla situazione di precariato. Salario minimo per coloro che non
hanno copertura contrattuale, red-
dito minimo e indennità di disoccupazione. Occuparsi della spending
review, risolvere il problema esodati, rivedere l’Imu, nessun condono e rivisitazione del sistema Equitalia. Un occhio di riguardo al Mezzogiorno d’Italia, sfruttando i fondi
europei.
RIFORMA DELLA POLITICA,
ELIMINAZIONE DELLE PROVINCE - Taglio dei costi della politica che riguarda Parlamentari,
consiglieri regionali e sindaci.
Smantellare le società pubbliche e
quelle miste con i privati. Ridurre i
costi burocratici con un occhio di
riguardo ai doppi incarichi. Rivedere la legge sui partiti in toto,
nuova legge elettorale con introduzione del doppio turno collegiale.
GIUSTIZIA - Punire
voto di scambio, falso in
bilancio, approvare una
legge sulla corruzione
efficace, sanzioni pesanti grazie a nuove severe
norme sulle frodi fiscali.
ACCESSO ALLA POLITICA E AGLI INCARICHI PUBBLICI
- Regolamentare la legge sui requisti di candidabilità, conflitti d’interesse.
AMBIENTE - Incentivare le ristrutturazioni dedite all’efficienza
energetica. fare politica verde, piano bonifiche, sviluppo smart grid,
ottimizzazione del ciclo rifiuti.
DIRITTI - Norme sulla cittadinanza, inserendo il diritto di nascita,
diritti e doveri sulle unioni civili
delle coppie omosessuali da equiparare al matrimonio, legge contro
il femminicidio.
SCUOLA E RICERCA - Favorire
il diritto allo studio previa risorse
nazionali e comunitarie, opere a
favore degli immobili dediti alla
scuola, eliminare i precari come
graduatorie, reclutare ricercatori.
La reazione grillina. Non si fa attendere la risposta dal blog di Grillo
Il M5S non fa nemmeno finire il discorso a Pierluigi
Dario Fo attacca: “Centrosinistra fuori dalla Storia”
L’attore premio Nobel fiancheggia il comico genovese
per dire un altro no al Partito Democratico
Cambia il comico ma la musica resta
la stessa. Mentre a Roma era ancora
in corso l’assemblea del Pd il M5S si
faceva vivo, ovviamente, dal blog di
Beppe Grillo con un post del premio
Nobel e infuocato militante grillino
Dario Fo: “Fa bene Grillo a denunciare immediatamente come ha
fatto in questi giorni, le manovre
giustamente definite “il mercato
delle vacche”, orchestrate da parte di
alcuni esponenti del Pd, che cercavano di coinvolgere persone del
Movimento 5 Stelle con l’intento di
offrire loro cariche in un ipotetico
prossimo governo. Tentativo giusta-
mente denunciato - sottolinea come il solito modo puttanesco di
fare politica”.
“Per attuarlo però - avverte il premio
Nobel - bisogna avere a disposizione
persone disposte a vendersi e il
Movimento a 5 Stelle, i suoi eletti, i
suoi attivisti, i suoi elettori, ahimé
non sono in vendita”.
Fo ha dunque aggiunto: “Questi
manovratori centro-sinistri insistono a muoversi fuori dalla storia e
non se ne rendono conto. Mettetevi
bene in testa - puntualizza - che questa, amici miei, non è la solita solfa
da sala giochi di lobby del potere e
dell’intrallazzo, dove un bell’inciucio
con tangente premia la società dei
furbacchioni. Questo che sta esplodendo davanti ai vostri occhi e’ l’inizio di una rivoluzione”
n. 10 - 7 Marzo 2013
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ADRIANO PALOZZI
“I grillini sono solo burattini mossi
da un Mangiafuoco che ha ben altri interessi”
Il consigliere regionale Pdl auspica grandi cambiamenti: anzitutto la legge elettorale
“Nel Lazio la situazione è più chiara. Zingaretti ha i numeri per governare e noi faremo
lealmente opposizione. Il nostro partito è in una fase di riorganizzazione che è cominciata
col ricambio generazionale. Ma al più presto servirà un congresso nazionale”
di Daniele Priori
D
ovrebbe essere, quella attuale,
una fase di passaggio, di meritato riposo del guerriero. Invece, il neo
eletto consigliere regionale del Pdl,
Adriano Palozzi, non spegne i
motori che, anzi, restano caldi e
fumanti in vista dell’ingresso alla
Pisana e per l’impegno ancora in
corso di sindaco di Marino. E nel
cuore la riorganizzazione del centrodestra e del Pdl in particolare. E
con lo sguardo alla situazione politica nazionale che rischia di ricondurre gli italiani al voto nel giro di
pochi mesi.
“Gli ultimi risultati elettorali ci invitano a fare più di una riflessione sia
a livello locale che nazionale - commenta Palozzi -. Come ho già avuto
modo di dichiarare dopo i risultati
regionali, il Pdl è pronto, numeri alla
mano, alla riorganizzazione del partito che si rende oggi quanto mai
necessaria. Sappiamo con certezza
di essere nelle mani di un leader
forte e carismatico: Berlusconi ha
dimostrato di essere ancora una
forza realmente trainante del partito. Quello che continua a mancare e
che tutti insieme dobbiamo creare è
una classe dirigente, quella serie
necessaria di personalità rappresentative del partito, del programma,
dei suoi elettori in grado di dialogare sia all’interno sia con gli avversari”.
Quello che praticamente è
stato tentato di fare prima del-
l’inizio della campagna elettorale mandando in avanscoperta Angelino Alfano...
“Alfano è una persona molto valida,
ma il continuo evolversi degli eventi
che hanno preceduto il voto
richiedeva un intervento tempestivo
e anche autorevole per riuscire a
dare ai nostri elettori segnali di vita
forti e chiari di esistenza e resistenza
del Pdl”.
Dopo l’intervento ‘salvavita’ di
Berlusconi, c’è adesso calma e
tempo per guardarsi dentro,
allora?
“A livello locale regionale sì, ci sono
adesso le condizioni. A livello
nazionale non credo ancora. La situazione è difficile: le percentuali
rimandano alla ingovernabilità e io
credo difficile che prevalgano buonsenso e responsabilità per un governissimo”.
Colpa di chi, a suo parere?
“Non è una questione di colpe. Si
devono fare i conti con i numeri che
non hanno decretato vincitori, ma
che hanno definitivamente proclamato il malumore generalizzato del
Paese. Il 25% del Movimento 5 Stelle
la dice lunga in questo senso”.
È questa la vera sorpresa della
tornata elettorale appena conclusasi?
“Un’amara sorpresa, si. Il voto di
protesta, il segnale di malessere è
venuto fuori nel modo peggiore, affidando cioè a un movimento che non
è un partito e a un comico che non è
un politico il destino del Paese. È
una fase di declino preoccupante,
ma che, tuttavia, ritengo assolutamente passeggera. Il fenomeno
Grillo si sta rivelando da solo proprio in questi giorni, in queste ore.
Hanno preso la sbornia di un ottimo
risultato, ma adesso non sanno
gestirlo. È questo che fa la differenza
tra un movimento nato dal nulla e la
politica, di cui un paese non può
assolutamente privarsi”.
Milioni di italiani si sono evidentemente identificati nella
protesta che Grillo ha portato
avanti nelle piazze in questi
ultimi anni...
“Certo, ma portare la ‘casalinga di
Voghera’ alla Camera o ‘Mimì metallurgico’ al Senato, con tutto il massimo rispetto per casalinghe e operai,
è peggio di andare diritti contro un
muro. Personalmente, trovo perlomeno penoso assistere ai grillini
che vanno in gita una domenica a
Roma per vedere dove si trova il
Parlamento, per visitare, molti per la
prima volta, la sede delle massime
istituzioni del Paese. Tutto questo è
surreale”.
Ma è la società civile che
scende in campo, no?
“Non credo proprio. I grillini eletti
in Parlamento sono i burattini di un
Mangiafuoco che, dietro il tendone,
ha di che nascondere: Grillo e
Casaleggio sono una coppia unita da
interessi che scavalcano il bene
comune. Mi ricordano, in qualche
modo Di Pietro, che, anni e anni fa,
esordì in politica come movimento
disinteressato e poi è finito come è
finito”.
Torniamo nel Lazio. I dati elettorali ridisegnano nuovi scenari...
“Finalmente si, c’è più chiarezza
soprattutto a livello di interlocutori.
Alla Regione Lazio il risultato elettorale è stato chiaro e, credo, anche
solido. Zingaretti potrà governare e
noi faremo un’opposizione costruttiva. Per quanto riguarda il Pdl,
invece, la parola d’ordine adesso è
‘riorganizzazione’. L’affermazione di
persone giovani, come me, Luca
Gramazio, Pino Cangemi o Di Paolo
porta una ventata di novità che è
assolutamente da sfruttare. Il cambio generazionale, infatti, è in atto e
il partito ha assolutamente bisogno
di ridisegnare i perimetri. Auspico,
al più presto, un congresso
nazionale al fine di definire i quadri
dirigenziali e i punti di riferimento.
A maggior ragione, in vista di eventuali e imminenti consultazioni
politiche che, tuttavia, mi auguro
avvengano dopo la riforma della
legge elettorale. Questa è veramente
iniqua e per niente rappresentativa
del voto popolare. Va cambiata
subito con il reinserimento delle
preferenze, con lo sbarramento
almeno al 40 percento dei consensi
per ottenere il premio di maggioranza”.
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LE CITTA’
n. 10 - 7 Marzo 2013
Regione Lazio
Regionali. Ricorso al Tar e una denuncia per truffa. Bagarre tra ex alleati nel centrodestra
Storace, lista civica contro lista civetta
E La Destra mette in riga tutti: facciano autocritica prima di puntare l’indice
B
agarre interna dalle parti di
Storace tra i candidati della lista
civica a sostegno (poco sostegno… in
termini numerici) dell’ex candidato
di centrodestra e il partito di cui il
candidato medesimo è il segretario
nazionale di La Destra.
Galeotta è stata una conferenza
stampa convocata dai (non) eletti
della lista civica di Storace. Assente
Storace.
Nella conferenza stampa, in poche
parole, si chiedeva un ricorso al Tar
per chiedere la sospensione della
proclamazione degli eletti delle ultime Regionali del Lazio e l’annullamento delle elezioni, una causa civile per danni e una causa penale per
truffa.
A promuovere l’iniziativa alcuni
candidati della lista civica Storace
Presidente, Antonio Paris, Luigi
Abate, Pino Palmieri, Angelo Miele,
Alessandro Casciani e Andrea Napoleoni, vittime a loro dire di un
grave broglio. A quanto ricostruito
dai consiglieri, che hanno chiesto già
l’accesso agli atti all’ufficio centrale
circoscrizionale di Roma, una lista,
Lega Centro, apparentata con la
candidatura di Francesco Storace,
sarebbe comparsa a sorpresa sulla
scheda elettorale con un simbolo
diverso da quello precedentemente
noto, col nome “Storace” scritto a
caratteri cubitali. Ciò avrebbe tratto
in inganno gli elettori ‘”drenando un
ampio consenso e inficiando il risultato delle elezioni”.
La lista Lega Centro, inoltre, denunciano i candidati consiglieri, sarebbe
composta, da “professionisti della
truffa elettorale”, già noti in Piemonte per vicende simili. Nessuno
dei candidati inoltre risulta residente nel Lazio e vi apparirebbero anche
ultraottantenni. Sta di fatto che questa lista, presentata a Roma, “pur
senza fare campagna elettorale”
ricordano i candidati della civica
Storace, ha ottenuto circa 32 mila
voti, l’1,6 per cento, a fronte di solo
170 preferenze espresse. La civica
“ufficiale”, invece, composta in gran
parte da ex consiglieri e amministratori locali (quindi con un seguito
certo), si è fermata sotto i 27 mila
voti, 1,3 per cento, ma con ben 17
mila preferenze espresse. Oggi i consiglieri chiedono chiarezza e trasparenza: “Chi doveva vigilare non ha
vigilato”
LA DESTRA: “PRIMA L’AUTOCRITICA, POI LE DITA PUNTATE…” Piccante la risposta del
coordinatore de La Destra, Roberto
Buonasorte. “Gli amici della lista
civica del presidente Storace fanno
bene a chiedere controlli se hanno
dubbi. Sbagliano se pensano di buttarla in caciara. Gli esponenti della
lista civica che oggi hanno annunciato iniziative giudiziarie stiano
attenti a non sbagliare obiettivo.
Anche perché in alcuni casi - prosegue - non demmo retta ai giornali
che li davano in predicato di candidatura con un’altra coalizione. Se
non si prendono voti, prima fare
autocritica e poi alzare l’indice contro altri (ricordandosi di non sparare contro chi ha offerto l’opportunità
di competere che non era obbligatoria).
VALERIO SCALIA
“Sono pronto a lavorare al fianco di Palozzi
per rinnovare davvero il centrodestra”
Parla il giovane membro del direttivo Pdl di Nettuno, presidente del Consiglio
comunale Giovani: “Siamo il primo partito in città. Per Chiavetta sarà dura farsi rieleggere”
Valerio Scalia è membro del direttivo Pdl di Nettuno. Ha sostenuto
Adriano Palozzi alle ultime regionali
ed è ora convinto che con lui sarà
possibile dar vita a un nuovo centrodestra.
Il dato delle ultime elezioni
regionali ha parlato chiaro: il
Pdl è il primo partito a Nettuno
e sembra essersi ripreso la
città. Un campanello d’allarme
per Chiavetta e un chiaro
segnale in vista delle prossime
comunali...
“Il Pdl ha ribadito per l’ennesima
volta di essere la prima forza politica
di Nettuno e se il centrodestra, come
mi auguro, si presenterà unito evitando di commettere lo stesso errore di cinque anni fa (quando si presentò alle urne alquanto spaccato
ndr) credo che Chiavetta avrà grossissimi problemi non solo ad essere
rieletto, ma persino ad arrivare al
ballottaggio! Sono rimasto davvero
stupito quando ho visto che i grillini
hanno staccato di sei punti e mezzo
il partito che da cinque anni governa
la città. Questo è un chiaro segnale
di malcontento a dimostrazione di
un’amministrazione della cosa pubblica arrogante e superficiale”.
Adesso però per il centrodestra
nettunese sarà fondamentale
trovare la quadra e mettere da
parte le tante divisioni interne
che ne hanno accompagnato il
cammino in questi ultimi anni
“Dopo l’azzeramento della vecchia
classe dirigente, siamo riusciti ad
allestire una squadra giovane e vincente ed è normale che ci voglia del
tempo per trovare il giusto equilibrio. I risultati delle urne ci stanno
dando ragione e siamo quanto mai
pronti a riconquistare il Comune.
Spero solo che, a causa di qualche
velato personalismo, non si abbocchi
nuovamente alla perversa strategia
del “dividi et impera” che cinque
anni fa ha consegnato una roccaforte
del centrodestra a Chiavetta & Co”.
Per esempio, è stata trovata
l’unità d’intenti intorno al
nome del candidato sindaco?
“In realtà non c’è ancora un’unanimità d’intenti ed ho già espresso
pubblicamente che per quanto mi
riguarda sosterrò ad oltranza la candidatura di Rodolfo Turano. In un
momento così delicato per la politica sono convinto che Nettuno abbia
quanto mai bisogno di una persona
leale, onesta e trasparente come
Rodolfo per controllare l’organizzazione e l’attività dell’Ente e dei suoi
funzionari. Probabilmente solo chi è
spinto da altri interessi può opporsi
a questa sua candidatura”.
Torniamo alle Regionali, hai
reso pubblico il tuo sostegno ad
Adriano Palozzi, che tra l’altro
a Nettuno ha preso ben 400
preferenze. Perchè hai scelto di
dare il tuo supporto proprio
all’ormai ex sindaco di Marino? E ti aspettavi un suo
risultato così importante?
“Ho conosciuto l’onorevole Palozzi
tramite la sua referente Antonella
Turco, coordinatrice di Città Nuove,
e con lui c’è stata intesa fin da subito. Condivido pienamente il pensiero politico di Adriano, uomo della
provincia, e sono pronto a lavorare
al suo fianco per ricostruire un
nuovo centrodestra. Il nostro è stato
un lavoro di squadra certosino:
Adriano ha fatto davvero bene a
Marino, ma a Nettuno lo conoscevano in pochi, quindi abbiamo sostenuto l’uomo più che il politico, ed
ora abbiamo oltre quattrocento
motivi per non deludere le aspettative dei nostri amici”.
Alessandro Bellardini
n. 10 - 7 Marzo 2013
Regione Lazio
LE CITTA’
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CONSIGLIO REGIONALE, ECCO I NOMI DEI 50 ELETTI
Alla maggioranza vanno 28 consiglieri, alle opposizioni 22 di cui 9 al Pdl
T
erminate le elezioni regionali
2013, da subito si è cominciato a
fare i conti con i numeri e soprattutto con le preferenze, che hanno delineato i nuovi cinquanta consiglieri
che fino al 2018 siederanno tra gli
scranni della Pisana. Alla maggioranza del presidente Nicola Zingaretti spettano 28 consiglieri su 50,
mentre 22 sono andati alle opposizioni. Dieci consiglieri zingarettiani
sono stati eletti tramite il listino,
ovvero il premio di maggioranza.
Ecco i nomi di tutti gli eletti. Movimento5Stelle: Davide Barillari,
Silvia Blasi, Gaia Pernarella, David
Porrello, Valentina Corrado, Gianluca Perilli e Silvana Denicolò. Lista
Zingaretti: Michele Baldi e Gianluca Quadrana. Listino Zingaretti: Cristiana Avenali, Daniela
Bianchi, Marta Bonafoni, Cristian
Carrara, Baldassare Favara, Rosa
Giancola, Gian Paolo Manzella, Daniele Mitolo, Maria Teresa Petrangolini e Riccardo Valentini. Sel:
Gino de Paolis. Psi: Oscar Tortosa.
Centro democratico: Piero Pe-
trassi. La Destra: Francesco Storace e Fabrizio Santori. ListaCivica
Storace: Olimpia Tarzia. Fratelli
d’Italia: Giancarlo Righini. UdcLista Bongiorno presidente:
Pietro Sbardella e Marino Fardelli.
Pd: Daniele Leodori, Marco Vincenzi, Massimiliano Valeriani, Mario
Ciarla, Gianfranco Zambelli, Eugenio Patanè, Rodolfo Lena, Fabio
Bellini, Riccardo Agostini, Simone
Lupi, Enrico Panunzi, Mauro
Buschini e Enrico Forte. Pdl: Mario
Abbruzzese, Luca Gramazio, Pietro
di Paolo, Fabio de Lillo, Daniele
Sabatini, Giuseppe Simeoni, Giuseppe Cangemi, Adriano Palozzi e
Antonello Aurigemma.
L'esecutivo. Quasi sicuri di un posto Smeriglio, Petrangolini e Amedeo Piva
Giunta Zingaretti, tutti pazzi per il toto assessori
Il presidente deve scegliere la squadra di governo
L'ex leader di Palazzo Valentini sta vagliando tra i tanti papabili in gioco e dovrà
tener conto di due elementi: determinate le quote rosa e la rappresentatività territoriale
Passata la sbornia per i festeggiamenti elettorali, per il fresco presidente della Regione Lazio, Nicola
Zingaretti, è giunto il momento di
fare sul serio, di dare inizio al
“nuovo inizio”, per dirla col linguaggio degli slogan. E l'operatività
della nuova amministrazione della
Pisana passa attraverso la nomina
della giunta, i cui incarichi non saranno ufficializzati prima di qualche giorno. Ecco dunque spuntare i
nomi di quei papabili, amici fidati
dell'ex leader di Palazzo Valentini
pronti ad entrare nell'esecutivo
regionale. Sicuro di un posto che
conta appare essere il braccio destro di Zingaretti, quel Massimiliano Smeriglio, già assessore provinciale al Lavoro e coordinatore
del comitato elettorale del fratello
di Montalbano: a lui, si vocifera,
potrebbe andare la vicepresidenza
della Regione e forse forse la delega
al Lavoro. Questa la cosa più certa
tra le incertezze, per il resto si naviga a vista e si sceglie col bilancino
coloro che formeranno la squadra
zingarettiana. Due gli elementi su
quale non si potrà sgarrare: il
rispetto delle quote rosa e quindi la
nomina di almeno quattro assessori donne, e la garanzia della rappresentanza istituzionale ai vari territori, equilibrando in maniera coerente il rapporto tra Roma e il resto
della regione. In questo senso in
testa alla lista sembrano figurare
Teresa Petrangolini e Amedeo Piva,
rispettivamente presidente del comitato elettorale e responsabile del
programma: per la fondatrice di
Cittadinanzattiva qualcuno ha scommesso la delega alla Trasparenza e
alla Semplificazione; per il secondo
invece addirittura la delega al Sociale. Una scelta che taglierebbe
fuori l'altro fidato del neo Presidente, quel Claudio Cecchini non
eletto in Consiglio regionale e già
assessore provinciale alle Politiche
Sociali. Chi, invece, della vecchia
guardia potrebbe spuntarla è il sempreverde Civita, ex delegato ai Rifiuti
a Palazzo Valentini. Punto interrogativo grande come una casa sul fronte
Bilancio, assessorato che scotta davvero e sul quale si sono scomodati i
nomi - nientepopodimeno che - di
due ex ministri, Vincenzo Visco e
Piero Giarda: papabili che in molti
valutano già tramontati e probabilmente troppo “esterni” al team zingarettiano. Ritornando di slancio sul
discorso quote rose tra le donne più
gettonate compaiono Monique Veaute, ex direttrice di Palazzo Grassi a
Venezia nonché fondatrice di Romaeuropa, Sonia Ricci, cresciuta politicamente in provincia di Latina, la
neo eletta consigliera ciociara Daniela Bianchi, l'ex parlamentare piddina Paola Concia e l'attivista dei
diritti della comunità Lgbt, Imma
Battaglia, che ricordiamolo non è
stata un fulmine di guerra quanto a
preferenze ricevute dagli elettori alle
recenti Regionali. Passando ai maschietti, senza dubbio un posto di
rilievo (si vocifera la presidenza del
Consiglio regionale, ndr) potrebbe
occuparlo il corazziere Leodori, che
in provincia ha demolito la concorrenza, mentre tra i “romani” la parte
del leone potrebbe farla Massimiliano Valeriani, ex consigliere
comunale che nella Capitale ha raccimolato oltre 12mila voti nominali:
per lui si sussurra l'incarico di capogruppo, “lasciato vacante” dall'arcigno Montino. Occhio infine ai vari
Patanè, Panunzi, Ciarla, Vincenzi,
già assessore zingarettiamo alla
Provincia, e il sindaco di Palestrina
Lena.
Marco Montini
8
LE CITTA’
Regione Lazio
n. 10 - 7 Marzo 2013
GLI ELETTI DEL L A
Sono tantissimi gli esponenti politici, espressione territoriale di Roma e provincia, elett
e in Consiglio regionale. Saranno loro i portavoce delle istanze e dei bisogni dei cittadin
e dei 120 comuni dell'hinterland. Le Città ve ne presenta alcuni
BEATrIcE LOrEnZIn
deputata Pdl
mAurIZIO GAsPArrI
senatore Pdl
Fino a gennaio doveva essere la candidata del centrodestra alla conquista della Regione Lazio, prima di
essere superata sul fil di lana da
Francesco Storace. Ora è stata eletta
alla Camera nel Collegio Lazio 1,
quello di Roma e Provincia. Bella,
volto pulito, donna attiva e impegnata recentemente ha detto la sua sulle
prossime elezioni comunali nella
Capitale; un endorsement al sindaco
Gianni Alemanno, rimasto spiazzato
dal trionfo grillino alle ultime elezioni politiche, dove il M5S romano ha
riscontrato un ottimo successo.
Ebbene, poco prima delle risultanze
elettorali, la Lorenzin ha spiegato
che un primo cittadino uscente ha
tutta “l'autorevolezza per rivendicare
un altro mandato, anche perché il
lavoro di risanamento di Roma è
stato ed è molto complicato. Ricordiamoci che Roma è una città che
ha ereditato 12 miliardi di euro con
una Regione Commissariata. Io sarei
per lavorare per dare forza alla prossima giunta e al sindaco”.
Maurizio Gasparri, capogruppo dei
senatori del Popolo della Libertà
nella precedente legislatura ed ex
ministro delle Telecomunicazioni,
siederà ancora una volta in Senato.
Espressione politica del territorio
capitolino - essendo nato a Roma
nel 1956 -, così a commentato i dati
delle elezioni politiche di fine febbraio: “Non possiamo venire meno
agli impegni con gli elettori: vedremo con calma e responsabilità
quale sarà lo scenario ma è certo
che si è trattata dell’ennesima sconfitta della sinistra. Il nostro atteggiamento è cauto, responsabile,
riflessivo”. Una diplomazia dialettica, che nei giorni successivi ha
lasciato il passo a una ficcante
schiettezza: “Stalker politico, morto
che parla, smacchiatore fallito.
Bersani mediti sulla eloquente
risposta di Grillo a ipotesi di un
governo insieme”. Questo il suo
tweet sulla querelle tra il leader
Partito Democratico e il capo di
Movimento 5 Stelle.
AnTOnELLO AurIGEmmA
consigliere regionale Pdl
rEnATA POLvErInI
deputata Pdl
Una ventina di giorni fa lasciava
l'incarico assessorile in Campidoglio per dedicarsi in fretta e furia
alla campagna elettorale. E a Roma
Antonello Aurigemma ha fatto
incetta di preferenze portandosi
dritto dritto alla Pisana. “Desidero
ringraziare - scrive sul suo blog
l'esponente Pdl - le tante persone
che ho incontrato nei 19 municipi e
nei 120 Comuni della provincia. Un
ringraziamento speciale va ai tanti
militanti per aver svolto un grande
lavoro a sostegno della mia candidatura, sia nei comitati elettorali
sia nei gazebo sul territorio”. Ora
sarà consigliere regionale di opposizione. Tra le sue dichiarazioni più
interessanti, rilasciate in campagna
elettorale, c'è quella sul settore
agricolo: “Per rilanciare l’economia
è necessario sviluppare un’agricoltura competitiva basata su qualità e
sostenibilità. La mia linea sarà
orientata sul rafforzamento e la salvaguardia dei nostri prodotti a livello europeo. Migliorando le performance delle istituzioni regionali e
potenziare gli sbocchi di mercato”.
Nuova esperienza per la ex presidente della Regione Lazio, Renata
Polverini, neo eletta alla Camera
tra i seggi berlusconiani. Una amicizia umana e politica, quella di Renata col Cavaliere, che va avanti
spedita ormai da anni e sulla quale
i due puntano moltissimo. Come
promesso nell'intensa campagna
elettorale, la fondatrice di Città
Nuove non ha dimenticato la sua
Regione e ha lanciato l'impegno di
restare a disposizione e di vigilare
su tutto quello fatto in tre anni di
amministrazione.
Un ciclo si chiude e un altro, dunque, che si apre. Ma il presidente
uscente del Lazio tiene molto a
rivendicare ciò che ha svolto assieme alla sua Giunta: “La Regione
Lazio con me ha avviato un risanamento economico che non ha precedenti. Un risanamento che ha
toccato la sanità, con un disavanzo
ereditato di 1,5 miliardi di euro e
che riconsegniamo a 600 milioni.
Un risanamento che è stato apprezzato anche nella relazione della
Corte dei Conti”.
mArIETTA TIDEI
deputata Pd
DE PETrIs
consigliere regionale sel
Marietta Tidei è il volto nuovo del
Parlamento. L’euforia per il successo ottenuto è durata poche ore,
subito deposta in favore dell’impegno che verrà. “Il momento è complesso - afferma - la mancanza di
un vincitore di queste elezioni
richiede un grande senso di responsabilità”. Nata a Civitavecchia, laureata in Scienze dell’amministrazione, il curriculum di Lady Tidei è
una sorta di bignami della carriera
politica la cui tappa finale, per ora,
si chiama Parlamento. “Amo la
politica, oggi più che mai la nazione
necessita di interventi seri: su tutti
quello del lavoro, la cui percentuale
relativa alla disoccupazione è salita
al 37%”. Un Paese acciaccato, dunque, che si risveglia all’indomani
dell’ultima campagna elettorale
con un virus di nome ingovernabilità. “Il dialogo è necessario così
come serve una legge elettorale che
consegni al Paese una situazione
fluida, di assoluta governabilità. Il
risultato delle urne ha evidenziato,
con un roboante 25%, la forza di
una nuova realtà: il M5S”. Su
Grillo: “L’ironia ha un limite, ora è
il momento di agire con maggior
rigore ed assoluto decisionismo”.
Raf
La Capitale strizza l’occhio a Civitavecchia, che oltre al grillino
Porrello, dà un altro consigliere alla
Regione. È Gino De Paolis di Sel,
54enne dipendente del centro chimico di Civitavecchia. A pochi giorni dalla sua elezione è già con la
mente in Consiglio: “Inizieremo
sicuramente con delle riunioni di
maggioranza con i capigruppo, con
gli assessori - una volta nominati per procedere con i primi atti. È
importante - prosegue De Paolis che già nei primi mesi di mandato
la nuova Giunta regionale sia in
grado di dare risposte immediate e
concrete al territorio”. Volitivo e
tenace, il successo del civitavecchiese è “merito del grande lavoro
effettuato dal partito”, dichiara
secco. Proprio nel partito si è consumata la gara per l’ambito seggio
regionale. “I competitors della stessa fazione - afferma - si presentavano forti e agguerriti per questo la
vittoria ha un valore ragguardevole: la strada verso la Regione non è
stata certamente in discesa ma ce
l’ho fatta”. Del resto tutte le strade
primo o poi portano… alla Pisana.
Raf
n. 10 - 7 Marzo 2013
A ZIO
ti in Parlamento
ni capitolini
Regione Lazio
LE CITTA’
9
DAnIELE LEODOrI
consigliere regionale Pd
PIErO PETrASSI
consigliere regionale cd
MOnIcA GrEGOrI
deputata Pd
È Daniele Leodori il consigliere
regionale del Pd più votato del Lazio
con 22.748 voti. Ecco la sua proposta: “Come ha detto Zingaretti alla
Regione da oggi serve serenità e
buon governo. Una nuova fase di cui
il Partito Democratico e noi eletti ci
faremo portatori, anche grazie ai
risultati acquisiti, a riprova della
fiducia riposta dai cittadini del
Lazio”. Punto primo del suo programma le infrastrutture, in particolare le ferrovie laziali. Leodori ha
parlato della necessità di mettere in
sicurezza le 156 stazioni ferroviarie
regionali, compresa quella di
Zagarolo, con la costruzione di parcheggi adiacenti. Attenzione anche
allo sviluppo e al miglioramento
delle reti stradali per un armonico
scambio tra centro e periferia. Anche
il Piano casa tra gli interessi primari
per rispondere ai bisogni dei cittadini e come volano per la ripresa nel
settore dell’edilizia. Per Leodori la
nuova Regione Lazio deve “puntare a
una rivoluzione copernicana della
logica delle scelte amministrative
che avevano al centro la macchina
burocratica e non i diritti dei cittadini”.
Si.Ro.
Con un entusiasmante rush finale
nella Capitale l’assessore ai servizi
sociali di Zagarolo Piero Petrassi è
riuscito ad entrare in Consiglio
regionale col partito Centro Democratico di Tabacci. L’exploit di
Petrassi è arrivato grazie ai 689 voti
di Roma che si sono aggiunti agli
oltre 300 voti della sua Zagarolo, ai
386 di Tivoli ed agli oltre 150 di San
Gregorio da Sassola e Palestrina.
Piero, sostenuto da Mosella, da
Barbieri e da Colagrossi: “La mia
candidatura è stata una scelta di
continuità con quanto fatto fin’ora
e mettendo al centro dell’azione
politica i servizi sociali, la sanità,
trasporto pubblico, sicurezza scolastica. Ho assistito da dentro al totale disinteresse della Polverini nei
confronti delle scuole, ai tagli su
sanità e servizi sociali, alla disfatta
nel trasporto pubblico. Con fatica e
con coerenza dobbiamo tornare al
governo del Lazio per iniziare a
restituire servizi di qualità ai cittadini. Lo possiamo fare con il Centro
Democratico, un voto importantissimo sia nel Lazio che a livello
nazionale”.
Da.Fla.
Un sogno e un impegno per Monica
Gregori, 33 anni, che ha vinto le
primarie in Provincia di Roma e
che occuperà un posto alla Camera
dei deputati. Arrivata da Cineto
Romano, la giovane precaria della
sanità, sindacalista con le idee chiare e il vizio delle battaglie difficili,
sostenuta da Milana, ha conquistato la fiducia degli elettori: “E’ la vittoria di tutti. Ora dobbiamo metterci il massimo dell’impegno per non
tradire la fiducia degli elettori. Da
domani inizierà un nuovo anno. Un
anno fa stavo combattendo per la
difesa del mio posto di lavoro e di
quello di altre 23 colleghe; un
momento tragico, in cui pensavo di
aver perso tutto, un momento nel
quale non credevo di rialzarmi e
qualora ci fossi riuscita, comunque
pensavo di non avere più la stessa
forza per combattere. Mi sono rialzata ed ho continuato a combattere
per la difesa di quei posti di lavoro,
ma lo ho fatto con più forza e convinzione di prima, ho messo il mio
impegno nella politica per migliorarla e fare qualcosa di concreto per
il territorio”.
Si.Ro.
MArcO VIncEnZI
consigliere regionale Pd
FAbrIZIO SAnTOrI
consigliere regionale La Destra
Marco Vincenzi, ex sindaco di Tivoli ed ex assessore provinciale alla
viabilità, è neo eletto al Consiglio
regionale del Lazio ottenendo un
fiume di voti raccolti anche tra Tivoli e Guidonia. Come commenta il
suo grande successo a Tivoli e Guidonia in ordine al numero di preferenze da lei ottenute? “È la vittoria
di una proposta politica e di un progetto per dare voce in Consiglio
regionale a tutta l'area nord della
provincia di Roma. A mio giudizio,
c'è stato da parte degli elettori da
una parte un forte e chiaro segnale
di stima e di fiducia per il lavoro
che ho svolto come sindaco di
Tivoli e assessore provinciale alla
Viabilità, dall'altra è stato apprezzato il programma elettorale che ho
presentato, centrato esclusivamente sulle questioni concrete del territorio: tutela del diritto alla salute e
salvaguardia dei centri di eccellenza sanitaria, lavoro e sostegno alle
piccole e medie imprese, mobilità,
infrastrutture e potenziamento del
trasporto pubblico, welfare, turismo”.
Mi.Ma.
A rappresentare i bisogni di Roma
in Consiglio regionale ci sarà anche
Fabrizio Santori, consigliere comunale di Roma e presidente della
Commissione Sicurezza. Doveva
essere lo sfidante alemmaniano alle
primarie di centrodestra per la
scelta del sindaco ma con colpo di
coda è saltato sulla scialuppa lanciatagli da Storace. Risultato?
Primo degli eletti ne la Destra e
posto sicuro alla Pisana. Un obiettivo raggiunto con oltre 4mila preferenze. A cui Santori ha corrisposto
4mila grazie di cuore: “A voi, a chi
ci ha creduto, a chi ha distribuito
ogni singolo volantino, a chi mi ha
donato sorrisi, a chi è stato presente e anche a chi non ha potuto
esserlo. A chi con passione si è affidato a me, a chi mi ha dato la forza
di andare avanti, a chi da anni mi
conosce e mi ha aiutato a crescere.
A tutti e a ciascuno dedico questa
vittoria”. Ma che tipo di opposizione farà Santori in Consiglio?
“Un'opposizione costruttiva, lavoreremo insieme agli altri colleghi
del centrodestra. Inizieremo fin da
subito le nostre verifiche sui costi
della politica e sulle inefficienze del
sistema ospedaliero e sanitario”.
Monz
10
LE CITTA’
Regione Lazio
n. 10 - 7 Marzo 2013
Incompatibilità. Addio al Municipio per l'avventura tra gli scranni della Pisana
I sindaci eletti in Consiglio regionale lasceranno il Comune
I primi cittadini Simone Lupi, Adriano Palozzi e Rodolfo Lena dovranno presto dimettersi
di Marco Montini
U
na storia politica opposta ma
parallela quella di Simone Lupi
e Adriano Palozzi, freschi eletti in
Consiglio regionale. Opposta per
ideologie: del Partito Democratico
il primo, del Popolo della Libertà il
secondo. Ma parallela in molti altri
punti. Entrambi sono sindaci di
due belle cittadine dei Castelli
Romani, entrambi sono giovani ed
entrambi sono vogliosi di crescere e
mostrarsi espressione del territorio
che li ha cresciuti. Da pochi giorni è
iniziato per loro un nuovo percorso
istituzionale, che per cause di
incompatibilità li porterà a lasciare
lo scranno comunale più alto. Ma
adesso per Lupi e Palozzi è il
momento della gioia, dei ringraziamenti dopo una campagna elettorale dura ma vincente: “Quando ho
deciso di accettare la candidatura spiega il sindaco di Ciampino - l’ho
fatto per spirito di servizio nei confronti della politica e dei cittadini
che ogni giorno incontro sulle strade”. Cittadini che lo hanno ripagato
con oltre 9mila preferenze. Un po’
meno di quelle accaparrate dal collega marinese Palozzi, che ha vinto
la palma del candidato Pdl più
votato in provincia di Roma.
Palozzi che ha voluto festeggiare la
vittoria in mezzo alla sua gente, a
Marino appunto: “Ho la prova che
la politica paga e ripaga quando si
vive e si lavora costantemente nel
territorio e per il territorio - rimarca soddisfatto l'ex presidente Cotral
-. È la presenza, la vicinanza, il contatto con i cittadini che fanno emergere, se ci sono, le capacità di un
amministratore. E credo che nel
mio caso la regola sia confermata”.
Dopo la sbornia elettorale Palozzi e
Lupi dovranno lasciare la poltrona
da sindaco, aprendo così a Marino
e Ciampino nuovi scenari politicoamministrativi. Ammesso e non
concesso che le dimissioni dei due
arrivino prima dell'estate, a quel
punto le funzioni dei primi cittadini verranno portate avanti dai vicesindaci: consiglio e giunta comunale dunque dovrebbero rimanere in
carica sino a nuove elezioni ammi-
nistrative. La prima data utile pare
essere primavera 2014, in concomitanza con le Europee. Anche sul versante prenestino c'è chi dovrà
abbandonare in anticipo la guida del
municipio: è il sindaco di Palestrina,
Rodolfo Lena, eletto anch’egli a
furor di popolo consigliere regionale. Lo “zingarettiano” si è detto felice
per il risultato raggiunto e per una
“campagna elettorale bellissima”.
Solo nella sua città infatti Lena ha
sfondato le 2mila preferenze.
n. 10 - 7 Marzo 2013
LE CITTA’
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Il caso. A febbraio ha commesso due rapine con stupro nei confronti di due donne
introvabile l'aggressore seriale di Velletri
Metropoli Ancora
La psicosi collettiva conquista la provincia di Roma
Scoppia il panico tra i cittadini: presunti avvistamenti anche a Segni e Colleferro
Le forze dell'ordine anvitano alla calma e esclusono collegamenti coi fatti veliterni
di Luca Priori
Q
uella che si è scatenata nei
Castelli Romani è una vera e
propria caccia all’uomo o meglio
allo stupratore. Tutto è partito
dalla città di Velletri, dove il 2 febbraio si è verificato il primo caso di
rapina con stupro. Pochi giorni
dopo, nella notte di sabato 9 febbraio, si è avuto un nuovo caso di
stupro con rapina. Le dinamiche
degli accadimenti sono apparse,
agli occhi degli investigatori, congruenti. Il copione è sempre lo stesso: la vittima viene avvicinata e picchiata all’interno di un parcheggio,
fatta salire nella propria autovettura, portata in un luogo isolato e
quindi violentata. Per questo motivo, le forze dell’ordine hanno avviato la ricerca di uno stupratore che
parrebbe essere seriale.
Nonostante tutto ciò, le indagini,
iniziate ormai quasi un mese fa, si
sono arenate, e non è stata confermata ancora la corrispondenza fra
gli autori dei due fatti sopracitati. A
buttare benzina sul fuoco, sono
stati in prima istanza i social network, tramite i quali gli utenti
hanno iniziato a divulgare immagini e notizie quasi sempre da verificare; in seconda istanza la televisione.
È il 20 febbraio quando vari telegiornali regionali annunciano l’arresto di un uomo a Ciampino, colto
in flagranza di reato mentre rapinava una donna in un parcheggio; la
figura di quest’ultimo è stata sin da
subito associata a quella del presunto stupratore seriale.
Corrispondenza mai confermata.
Quando tutto sembrava ormai sopito, a gettare nuovamente nel panico i Castelli è stata la trasmissione “Chi l’ha Visto” andata in onda
su Rai Tre, giovedì 28 febbraio
durante la quale c’è stato un collegamento con Velletri, con annessa
intervista ad una donna tumefatta
in volto: segni dovuti all’aggressio-
ne senza stupro, avvenuta qualche
giorno prima sempre nella cittadina dei Castelli. Dopo la puntata si è
rimesso in moto il tam tam sui
social network che ha nuovamente
prodotto numerosi notizie di nuovi
casi e avvistamenti.
Non da ultima, quella di un nuovo
tentativo di violenza avvenuto a
Pavona, frazione di Albano Laziale;
anche in questo caso, tuttavia, le
forze dell’ordine hanno prontamente chiarito come non ci sia cer-
tezza sulla corrispondenza fra gli
autori dei fatti accaduti. Particolare
comunque insufficiente a frenare la
psicosi ormai dilagante. Psicosi che
in questi giorni ha travalicato addirittura i confini castellani per allargarsi a macchia d'olio sul versante
casilino-prenestino: sia a Segni che
nei pressi della stazione Colleferro
infatti si è vociferato di presunti (e
per ora fantomatici) avvistamenti
dell'aggressore seriale di Velletri.
Roma. Il gradito regalo verrà fatto alle associazioni sportive del territorio provinciale
Sport, prevenire la morte cardiaca improvvisa:
Insieme per un cuore più sano dona defibrillatori
Sabato 9 marzo al Pac del Policlinico Casilino la cerimonia di consegna dei dispositivi
Defribillatori in campo per prevenire la morte cardiaca improvvisa
di chi pratica attività sportiva. È
questo l'obiettivo che la onlus
"Insieme per un cuore più sano",
sabato 9 marzo, dalle ore 9, presso
il Pac dei locali distaccati del
Policlinico Casilino di via F.
Calibresi, 11/27, a Roma, riuscirà a
portare a termine con la consegna
di defibrillatori e con tanto di corso
per il rilascio del necessario patentino per effettuare la defibrillazione. A beneficiare dell'importante
iniziativa, ideata e voluta dal cardiologo Leonardo Calò e riuscita
grazie anche alla collaborazione
della fondazione “Virgo Potens
Enrico Bellucci” che ha concorso
nell'acquisto dei defibrillatori,
sono, intanto, alcune realtà sportive della provincia di Roma: l'oratorio San Barnaba di Marino, la
Scuola calcio di Santa Maria delle
Mole, l'Associazione pallacanestro
di Marino, l'Associazione pallavolo
di Marino, l'Associazione scherma
di Frascati e la Scuola calcio di
Ciampino. Sabato si svolgerà la
cerimonia di consegna dei defibrillatori, ma, ancor più importante, si
svolgerà il corso pratico e teorico
rivolto alle trenta persone che rappresentano le società sportive, per
il corretto uso del dispositivo in
grado di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore
in caso di ritmo cardiaco emodinamicamente non adatto. Che è la
causa della morte improvvisa di
atleti, soprattutto di alto livello,
giovanissimi, le cui condizioni fisiche non farebbero prevedere la
morte in quel momento. La cronaca, purtroppo, annovera diversi
casi: da Taccola nel 1969 al giovane
centrocampista del Livorno Morosini che morì nel campo dello
Stadio Adriatico nel 2012. Ma di
tragici eventi ce ne sono stati diversi altri nella storia dello sport ed è
molto probabile che, in taluni casi,
corrette manovre di rianimazione e
soprattutto l'utilizzo tempestivo di
un defibrillatore avrebbero fatto
regredire l'arresto cardiaco. È bene,
infatti, rilevare che oltre il 70 percento delle vittime di fibrillazione
ventricolare muore prima di giungere in ospedale e, invece, potrebbe
essere probabilmente salvato da
una manovra salvavita semplice
che, in attesa dei soccorsi sanitari,
può essere operata anche da soccorritori non sanitari in grado di
intervenire dopo aver svolto il
corso cosiddetto Blod, relativo
appunto alle manovre da compiere
in caso di arresto cardiaco. Ma,
intanto, in attesa che in Italia si
concluda l'iter di legge che sancirà
l'obbligatorietà della presenza in
campo del defibrillatore, la onlus
del dottor Calò porta avanti il lavoro e da sabato sei società sportive si
troveranno dotate di mezzi e abilitate al loro utilizzo per prevenire la
morte improvvisa nello sport.
CO.GE.PRE
Via Prenestina Nuova 133
00036 - Palestrina (RM)CO G P
n. 10 - 7 Marzo 2013
LE CITTA’
13
RIFIUTI, I CAMION DI ROMA TORNANO IN PROVINCIA
Il Consiglio di Stato sospende le decisioni del Tar, che aveva detto no al trattamento
dell'immondizia capitolina in quattro impianti del territorio regionale
L'8 marzo il pronunciamento definitivo. Intanto in provincia continua la protesta
di Marco Montini
l coas rifiuti della Capitale non
Ipieni
accenna a placarsi: i camion stradi “monnezza de Roma” tornano impietosi nei territori dei Castelli
Romani e della provincia di Viterbo.
A confermarlo senza troppi fronzoli
è stato qualche giorno fa il presidente dell'Ama Benvenuti, commentando la notizia dell'effettiva operatività
del famigerato decreto Clini. Operatività tornata viva in seguito alla
decisione del Consiglio di Stato di
una settimana fa, il quale aveva
accolto il ricorso presentato dal
ministro dell'Ambiente contro l'ordinanza del Tar Lazio che aveva
sospeso il decreto sul trasferimento
dei rifiuti della Capitale nei 4 siti
della regione. Un pronunciamento
da record e particolare nella tempistica, quello del “CdS”, arrivato
pochissime ore dopo il deposito del
ricorso dello stesso Clini. Questo il
quadro degli ultimi giorni di passione. Il presente dunque vede gli auto-
mezzi con l'immondizia capitolina
entrare alle porte di Roncigliano:
una realtà che da quelle parti qualcuno già sapeva, tanto da mimetizzarsi tra i cespugli e scattare foto
dell'ingresso dei camion in discarica.
Un segno tangibile di quanto cittadini e associazioni siano attenti agli
ultimi accadimenti e desiderosi di
esprimere contrarietà al mal digerito decreto, il SalvaRoma. E non a
caso la sensibilizzazione si è dimostrata subitanea, con i comitati No
Inc che hanno organizzato l'ennesimo sit di protesta pacifica e civile
all'entrata della discarica intercomunale di Albano (articolo in pagina, ndr). Ora politici, cittadini,
comitati e giornalisti di tutta la
regione attendono con ansia la decisione definitiva - prevista per l'8
marzo - del Consiglio di Stato, che
esaminerà nel merito il decreto Clini
dopo aver annullato il provvedimento con il quale il Tar aveva sospeso
l'atto del ministro dell'Ambiente.
LA SITUAZIONE A COLFELICE
- Anche in Ciociaria
amministratori e residenti aspettano speranzosi il pronunciamento
dell'organo giudiziario.
Speranzosi poiché, al
contrario di Albano
Laziale, i camion prevenienti da Roma ancora
non sono arrivati. Come
racconta il primo cittadino di Colfelice (cittadina che ospita uno
degli impianti di trattamento dei
rifiuti romani scelto da Clini, ndr)
probabilmente gli automezzi “non
arriveranno prima dell'8 marzo
quando è prevista l'udienza in
Consiglio di Stato. Siamo fiduciosi
di poter ancora scongiurare l'arrivo
dei rifiuti dalla Capitale e restiamo
vigili e pronti a contrastare il trasferimento dell'immondizia nel
nostro impianto”. Nel frattempo la
Saf (società che gestisce l'impianto
di Colfelice), tramite il presidente
Fardelli, ha chiesto un incontro
urgente al neo presidente della
Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Si
preannuncia, dunque, una settimana
davvero scoppiettante: se il Cds
dovesse dar ragione a Clini, ripartirebbe l'afflusso di rifiuti in provincia
facendo alzare gli scudi a sindaci e
cittadini; se al contrario il tribunale
dovesse confermare le istanze dei
ricorrenti l'emergenza monnezza
nella Città Eterna prenderebbe una
piega imprevista. E a quel punto
l'estero sarebbe l'unica soluzione per
smaltire l'immondizia capitolina.
Albano Laziale. Assente il sindaco Marini, presenti Gabbarini e Monachesi
Consiglieri e parlamentari a 5 stelle alla protesta No Inc
“Confermiamo ancora una volta
l'impegno contro l’inceneritore dei
Castelli, contro il settimo invaso
della discarica, contro il decreto
spalma spazzatura romana, e a
favore dei concetti di riduzione, riciclo e riuso”. Questo il monito dei
comitati No Inc, uscito fuori sabato
in occasione dell'ennesimo sit in di
protesta all'ingresso del famigerato
sito di Roncigliano. Un’assemblea
pubblica assai participata, alla quale hanno aderito i primi cittadini di
Castel Gandolfo e Genzano, il vicesindaco di Ardea e molti eletti consiglieri regionali e parlamentari a 5
stelle, che hanno concesso la loro
disponibilità istituzionale come
“strumento per portare avanti tutte
le azioni necessarie a fermare progetti dannosi per la salute umane,
per l’ambiente e per le tasche dei
cittadini”. Assenti il sindaco di
Albano, Nicola Marini, e la sua
giunta, eccezion fatta per il consigliere comunale Tedone. Oltre a
ribadire la contrarietà, ormai consolidata e risaputa, a discariche, termovalorizzatori e decisioni cliniane,
le associazioni cittadine hanno
avanzato alcune richieste a Palazzo
Savelli alla luce delle recenti decisioni del Consiglio di Stato: “Nel
corso del sit in - spiega il referente
Castri - abbiamo chiesto a Marini,
che è per legge autorità di pubblica
sicurezza oltre che autorità sanitaria locale, del perchè non procede
con la verifica diretta degli automezzi Ama in entrata ed uscita dalla
discarica di Roncigliano con l’ausilio di Municipale e delegati dell’Ufficio Ambiente”. E ancora del
“perchè il primo cittadino non procede da subito al controllo del registro di carico presente nella discarica”, sollecitando al contempo “la
convocazione - continua Castri - di
un Consiglio comunale
straordinario e urgente
sulle problematiche relative alla gestione e chiusura
del ciclo dei rifiuti ai
Castelli e la convocazione
della conferenza dei servizi, alla presenza della Pontina Ambiente, per richiedere gli adempimenti relativi alla caratterizzazione
idrogeologica interna della discarica”.
Monz
Roma. Il presidente Benvenuti conferma che la differenziata è oltre il 30%
Ama: “In estate il porta a porta in cinque municipi”
L'annuncio durante l'inaugurazione delle isole verdi per la raccolta dei rifiuti al Bioparco
Con l'arrivo dell'estate nell'urbe la raccolta differenziata decollerà in cinque municipi. Parola dei vertici
Ama: “Da aprile partirà la campagna informativa e da
giugno partirà materialmente la raccolta differenziata. I primi municipi sono il 12esimo, 17esimo,
18esimo, l'ottavo e 15esimo. Per due municipi, il dodicesimo e l'ottavo, la raccolta differenziata sarà per il
cento per cento porta a porta”. L'annuncio è giunto in
occasione della inaugurazione delle “isole verdi” per la
raccolta differenziata dei rifiuti all'interno del
Bioparco di Roma: evento che ha registrato tra gli altri
la presenza del presidente Ama Piergiorgio
Benvenuti, che ha definito la collaborazione con il
Bioparco stesso “estremamente importante poiché ci
dà l'opportunità di richiamare l'attenzione di migliaia
di famiglie sull'importanza delle buone pratiche della
differenziata”. Con l'occasione Benvenuti ha sottolineato l'impegno di Ama nell'accellerazione della raccolta: “Avevamo come obiettivo al 31 dicembre dello
scorso anno, di raggiungere il 30%: abbiamo raggiunto il 30,2%. Un traguardo importante visto che un
punto percentuale di raccolta differenziata nella città
di Roma equivale a 18mila tonnellate”. Un buon obiettivo raggiunto, ma è chiaro che fare di più appare
quanto mai una necessità non rinviabile.
Monz
14
n. 10 - 7 Marzo 2013
LE CITTA’
Litorale sud. Risultati altalenanti per molte città litoranee: è tutto fumo e niente arrosto
Rifiuti, a Pomezia la differenziata non decolla per niente
A Nettuno buoni riscontri per il porta a porta. Anzio latita
Nel paese pometino l’ex amministrazione ha solo “formalmente” promosso la raccolta
di AlessAndro BellArdini
omezia - Tutti la vogliono, tutti
P
la sponsorizzano ma di fatto
nessuno si decide a gestirla come si
deve. Questo lo status della differenziata a Pomezia. L’amministrazione, ancor prima che fosse commissariata, l’ha sempre promossa
formalmente tanto che il Consiglio
aveva espresso all’unanimità l’intenzione di attuare pratiche di riduzione dei rifiuti e di riutilizzo degli
oggetti, anche sostenendo campagne informative ai cittadini. Lo
stesso considerava la differenziata,
nella forma del “porta a porta”,
l’unico strumento di recupero della
materia che eviterebbe il ricorso al
conferimento in discarica e all’incenerimento dei rifiuti. Purtroppo ad
oggi la situazione non è positiva:
l’Osservatorio della Provincia di
Roma rileva che a Pomezia il PaP è
fermo all’8%. M5S, rappresentato
in giunta da Fucci, per mesi aveva
divulgato numeri peggiori, ai quali
l’ex sindaco aveva replicato: “Sul
territorio la differenziata, porta a
porta e stradale, si attesta intorno
al 16% e non al 5% come riferito,
mentre per quanto riguarda esclusivamente il porta a porta siamo al
40% con una previsione di incremento del 20% nel 2012 rispetto
all’anno precedente”. Di fatto la
commissione Ambiente si è sempre
espressa a favore di un porta a
porta spinto, ma le buone intenzioni hanno dovuto fare i conti con le
ingenti risorse necessarie per realizzarla. Così l’assessore Toce aveva
fatto un passo indietro, stabilendo
che il porta a porta fosse attuato
solo nelle zone residenziali, mentre
in centro e in quelle più popolose ci
fossero i cassonetti o le campane
multimateriale, puntualmente stracolmi, con l’immondizia che straborda fin sui cigli stradali.
ANZIO E NETTUNO - Nonostante sia partita da appena tre
mesi, la raccolta porta a porta a
Nettuno sta già dando buoni ri-
Litorale Nord
A Cerveteri il porta a porta sarà presto realtà
Il sindaco Pascucci: “Voglio estenderlo
entro fine 2013: siamo piuttosto fiduciosi”
“Ho preso con i cittadini l’impegno
preciso di estendere il porta a porta
a tutto il Comune di Cerveteri entro
il 2013: stiamo lavorando per mantenerlo. Siamo fiduciosi affinché si
possa raggiungere l’obiettivo in
tempi previsti”. Così parlò Pascucci
in un pomeriggio della scorsa estate. Il sindaco di Cerveteri non ha
nessuna intenzione di smentirsi e
soprattutto non intende sfigurare al
cospetto di cittadini convinti che il
“porta a porta” verrà attuato. Per
adesso vige ancora la differenziata
stradale”. Ed è già qualcosa - afferma Antonio residente di Marina di
Cerveteri - sono sempre meno quei
cassonetti colmi di ogni rifiuto. Per
esempio in via Itri e in via Caere
Vetus - due vie limitrofe alla piazza
del mercato domenicale - sono presenti gli appositi contenitori”.
Insomma, sindaco dixit, tra poco in
tutta Cerveteri verrà praticato il
ritiro a domicilio. Più celere a
riguardo pare essere Santa Marinella. Dal 30 gennaio è iniziata la
raccolta differenziata “porta a
porta”. Lentamente ma è partita.
Alcuni quartieri, infatti, sono in
attesa di ricevere il materiale
necessario. A tal proposito la Gesam sta accelerando i tempi affinché tutta la città ne sia in possesso.
“Sto aspettando i miei contenitori
colorati - dichiara Emma, pensionata - mentre mia sorella già ce
l’ha”. Dice gesticolando con foga.
Critico ma assennato il giudizio di
Ivan: “il Comune, dopo varie
lamentele riguardo l’igiene cittadino, sta operando al meglio. Sul sito
internet ci sono le varie info con
tanto di calendario per il ritiro.
Un’iniziativa che va lodata. D’estate
- continua il giovane - siamo invasi
dai vacanzieri che non sono un
esempio di civiltà: mi ricordo che
nel contenitore per la plastica trovai addirittura un coperchio di un
pentolino. Il porta a porta è necessario sia al livello ambientale sia
civico”.
raffaele Caldarelli
scontri. Iniziata a dicembre,
ha dapprima coinvolto 25mila
cittadini delle zone residenziali e periferiche e ora è stata
estesa anche in alcuni quartieri centrali. I cittadini sono
stati informati con un calendario di incontri che si sono
svolti tra ottobre e novembre a
seguito dei quali gli sono stati
forniti appositi contenitori per
le diverse tipologie di rifiuto.
Il Comune ha messo a disposizione un numero verde a cui rivolgersi per info o per segnalare
disservizi. L’assessore all’Ambiente Pitò ha dichiarato piena soddisfazione per questi primi risultati, resi possibili sia dal buon funzionamento del servizio di raccolta che
dal grande senso civico dei cittadini. Meno bene ad Anzio, dove il
progetto è in cantiere da tempo, ma
di fatto ancora non è partito per
difficoltà nell’organizzazione del
servizio, i costi esosi per gestirlo
che contrappongono maggioranza
e minoranza in Consiglio comunale, nonchè le polemiche legate ad
un eventuale aumento delle tasse a
carico degli abitanti. Fatto sta che
ad oggi è stato avviato solo un
piano sperimentale ad Anzio
Colonia, che comunque ha portato
la differenziata porta a porta al 70%
nella zona. Il vicesindaco Placidi
intanto ha annunciato una imminente estensione della raccolta,
nonché l’apertura di un nuovo centro di raccolta ingombranti a
Lavinio.
DIFFEREN
Castelli Romani
Ciampino e Ariccia i territori ricicloni
Inceneritori e discariche,
due parole che a Ciampino
e Ariccia non piacciono. In
tema di raccolta rifiuti le
amministrazioni Lupi e
Cianfanelli preferiscono
piuttosto ragionare in termini di “differenziata porta
a porta”. Una modalità virtuosa che molti governi
locali,
soprattutto
ai
Castelli, sbandierano senza
poi darne effettiva applicazione. Ebbene la città del
Bernini e quella dell'aeroporto sono le eccezioni che conferma la regola, le due mosche bianche che viaggiano su una percentuale di raccolta che “sfora” il 60%.
Una virtuosità, basata sul modello
del riciclo e riuso, che ha fatto vincere ad Ariccia e Ciampino il desiderato premio del “Comune riciclone”, confermando le città tra le
migliori nell'applicazione del Porta
a porta. “Noi abbiamo iniziato grazie allo start up finanziato da
Palazzo Valentini - racconta l'assessore lupiano all'Ambiente Mottola e oggi viaggiamo sul 62-63% di differenziato. Il primo step fu la zona
Folgarella e nei mesi successivi ci
siamo estesi a tutto il territorio”.
Marco Montini
n. 10 - 7 Marzo 2013
LE CITTA’
15
Nordest romano
Area Casilina
Guidonia, quando la differenziata è protagonista
Differenziata, San Cesareo è l'unica che fa il miracolo
Bel successo del porta a porta e delle giornata ecologiche
Nel resto del territorio la raccolta rifiuti fatica a concretizzarsi
A Guidonia tra porta a porta e giornate ecologiche la differenziata è
protagonista. Sensibile infatti la
riduzione dell’indifferenziato che
finisce nella discarica dell’Inviolata e
qualche entrata per la vendita del
differenziato. Ora l’amministrazione
ha anche potuto battere cassa alla
società che gestisce il sito. Nel secondo semestre 2012 Guidonia ha conferito in discarica 5.200 tonnellate di
indifferenziato al costo di 80 euro a
tonnellata per i giorni feriali e 86
euro per i festivi dovendo pagare alla
Eco Italia ’87, la società che gestisce
la discarica, circa 457 mila euro.
Circa 63mila, però, le tonnellate di
rifiuti di altri comuni finiti
all’Inviolata che comportano ora
un’entrata per il Comune pari
600mila euro. La differenziata è partita nel 2009. Nel 2010 l’indifferenziato raccolto e portato in discarica
era di circa 30mila t, nel 2011 20mila
e nel 2012 14mila. Diminuiscono le
tonnellate e quindi anche la spesa del
Comune che sversa in discarica.
Guidonia differenzia i rifiuti e ci guadagna un po’. Paga tra i 4 e 5 milioni
di euro l’anno per smaltire l’organico, il trasporto rifiuti ed altro; paga
Nonostante le leggi degli anni scorsi che imponevano ai comuni la
raccolta differenziata dei rifiuti e
nonostante gli incentivi dalla Provincia per il 2012, la situazione dei
paesi tra le zone casiline e prenestine non è rosea. Uno dei comuni più
virtuosi è San Cesareo che nonostante abbia iniziato con ritardo,
quest’anno ha già raggiunto l’importante quota del 40% grazie
all’impegno della cittadinanza e
all’efficienza della ditta Aimeri.
Scendendo più in giù la situazione
va peggiorando. A Labico, che è
stato uno dei primi comuni a partire con la differenziata dal 2010,
dopo un paio di anni la situazione
si è cristallizzata e a oggi ancora
non si è raggiunto il 50%
dell’intero territorio.
A Valmontone
la situazione è
ancora più grave, prima della
“caduta” del sindaco Calvano a
altri 60/70mila euro l’anno per lo
smaltimento di pile esauste, toner,
inerti, biodegradabili. Incassa 11mila
euro l’anno per gli abiti usati, oltre
90 euro a t per carta e cartone, 100
euro a t (per l’80% del peso) per la
vendita della plastica. Non di più
perché il problema è che, anche se si
differenzia ovunque, la qualità del
differenziato è ancora scarsa. La differenziata quindi non è solo rose e
fiori: costa al Comune 8 mln di euro
l’anno e i cittadini hanno visto
aumentare la tassa dei rifiuti del 15%.
Questo è solo uno dei motivi che
hanno spinto il Comune di Tivoli a
non abbracciare il porta a porta e a
rimanere fedele alle classiche campane.
Michela Maggiani
NZIAMOCI
Roma Nord
Nei Comuni di Formello e Bracciano il diktat è riciclare
Tanti i cittadini che si recano alle apposite isole ecologiche
Sono anni che il Comune di Formello ha bandito i soliti noti cassonetti verdi dei rifiuti per far spazio a
secchi e secchielli di diversi colori
fuori ogni porta o cancello delle case.
Infatti si è deciso di intraprendere la
strada del porta a porta. L’amministrazione ha fornito sacchetti ecologici e due diversi contenitori, uno
verde e uno marrone, ai cittadini.
Giornalmente in base alle indicazioni
fornite dal calendario del Comune,
vengono gettati diversi tipi di materiale che gli operatori ritirano di casa
in casa. In tal modo si è riusciti a raggiungere il 60% della differenziazione e ora si punta ad arrivare entro il
2015 a differenziare il 75% dei rifiuti
che produce. Formello, come altri
comuni della Valle del Tevere, ha
aderito a Rifiuti Zero, strategia internazionale che mira ad azzerare la
produzione di rifiuti. Da dicembre
delle scorso anno anche Bracciano
ha deciso di raccogliere l'immondizia
col porta a porta, prevedendo di ritirare le buste durante la notte.
Gradualmente, zona per zona, anche
gli abitanti del paese sulle sponde del
lago, dunque, hanno ricevuto sacchi
e bidoni nuovi dove poter conferire i
diversi materiali separati per categoria. In entrambi i comuni, inoltre, è
possibile recarsi alle isole ecologiche
per gettare rifiuti speciali, pesanti o
oggetti particolari che non potrebbero essere smaltiti altrimenti, come
dispositivi elettronici o rifiuti ingombranti. Molti dei comuni a nord della
Capitale, dunque, si sono già impegnati per ridurre la produzione di
rifiuti e cercare di differenziare per
riciclare il più possibile. E il porta a
porta sembra davvero funzionare se
Castelnuovo di Porto è stato addirittura inserito da Legambiente tra i
territori più “ricicloni” della regione.
Sara Scatena
metà 2012 la raccolta era appena
partita nella sola zona del centro
storico e con l’arrivo del commissario ovviamente la situazione non è
migliorata. Ad Artena l’amministrazione Petrichella a metà 2012
ha avviato il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti ma non col porta a
porta che è l’unico metodo universalmente riconosciuto propedeutico per avere risultati concreti, ma
con i cassonetti di prossimità sulle
strade principali. A distanza di
mesi le percentuali sono ancora
bassissime e la strada da percorrere
sembra in salita. Arrivando a
Colleferro la situazione peggiora
completamente. Nella città dove c’è
una delle discariche più grandi del
Lazio, posta ai confini con il comune di Paliano e che per prima ha
creduto al consorzio intercomunale
Gaia la differenziata, nonostante
una delibera di giunta del novembre 2011 è ancora una chimera e la
giunta Cacciotti non sembra trovare soluzioni per sbloccarla in modo
definitivo.
Daniele Flavi
Area Prenestina
Olevano Romano zoppica, Genazzano non si lamenta
Il sistema nei due paesi non è male ma bisogna fare di più
In tema di raccolta rifiuti non è mai
tutto oro quel che luccica e la differenziata sale e scende.
Olevano Romano, uno dei
primi comuni della provincia ad adottare il sistema porta a porta,vive un
piccolo momento di crisi
dovuto anche ai malumori
che si respirano nell’azienda Gaia. La raccolta ha
subito un lieve rallentamento rispetto al passato
ma la situazione, come
assicurano le istituzioni
locali, è transitoria e destinata a migliorare. Non manca il
malumore di cittadini che lamentano il mancato ritiro dei rifiuti nei
giorni stabiliti e i sacchetti abbandonati in strada. A destar più preoccupazione sono i rifiuti ingombranti abbandonati anche in punti
centrali che non giovano all’immagine del paese. Allarme denunciato
con tanto di richiesta di multe salate per i trasgressori, che ha portato
il sindaco Mampieri a invitare la
popolazione al rispetto delle regole
e a chiedere un maggior controllo
della Polizia Municipale alla conformità dei rifiuti in base ai giorni
di raccolta. Situazione migliore a
Genazzano, dove il porta a porta ha
visto la luce da poco ma registra un
bel successo. Ad ottobre è stata già
raggiunta l’importante percentuale
del 54% di materiale riciclabile
nella differenziata. “Abbiamo
accolto con soddisfazione questa
notizia - dice il sindaco Ascenzi -, ci
conferma il buon lavoro fatto per la
partenza del servizio, ma soprattutto la straordinaria collaborazione
dimostrata dalla cittadinanza”.
Simona Rocchi
16
Open Space
LE CITTA’
CIAO BENEDETTO!
Castel Gandolfo, boom di prenotazioni all’hotel Castelvecchio
A Roma in affitto stanze e terrazze con Cupolone (e comignolo) bene in vista
Notevole giro d’affari tra la Capitale e i Castelli. Prezzi dai 50 agli 8mila euro
C
Settemila cuori dai Castelli Romani e da tutto il mondo hanno atteso il Papa
nell’ultimo giorno di pontificato per l’ultimo saluto in piazza della Libertà
Joseph Ratzinger resterà nella residenza estiva per un paio di mesi
che mi fa molto piacere. Grazie del
vostro affetto. Voi sapete che questo mio giorno è diverso da quelli
precedenti. Sarò pontefice fino alle
otto della sera, poi non più. Sarà un
semplice pellegrino ma vorrei
ancora con tutto il mio cuore, con la
mia preghiera, con la mia riflessione e la mia forza interiore lavorare
per il bene della Chiesa e dell’umanità e mi sento molto appoggiato
dalla vostra simpatia. Andiamo
avanti con il Signore per il bene
della Chiesa e del mondo”.
Quindi l’ultima benedizione da
Papa, in italiano. E poi la buonanotte. Poco prima di due ore dal-
U
n pomeriggio fuori dal tempo.
Già dentro i libri di Storia.
Immagini e rituali mai visti prima
d’ora che hanno toccato tutto il
mondo. Non soltanto quello cattolico. Due settimane e tre giorni dopo
quel lunedì 11 febbraio, è arrivato il
momento in cui Papa Benedetto
XVI ha lasciato il territorio vaticano in elicottero per dirigersi a
Castel Gandolfo nella residenza
estiva dove il Papa emerito, Joseph
Ratzinger che rimarrà Benedetto
XVI per sempre, trascorrerà due
mesi, il tempo di eleggere il nuovo
pontefice e di ristrutturare l’ex
monastero di clausura il palazzo di
Santa Marta dove Benedetto abiterà fino all’ultimo giorno assieme al
segretario monsignor George Ganswein, alle sue Memores Domini, le
laiche e le suore che si occuperanno
delle faccende domestiche.
A pochi metri, nel Palazzo Apostolico, lasciato da Ratzinger alle 17
del 28 febbraio, risiederà il nuovo
pontefice.
Ma torniamo a quel giorno: giovedì
scorso. Un pomeriggio, dicevamo,
al di fuori del tempo e già nella
Storia.
Attimi nei quali, quasi paradossalmente, il più sereno sembrava essere proprio lui, il Papa di lì a poche
ore emerito, mentre tutto attorno,
tra i cardinali ma, di più, tra i suoi
“familiari” non sono mancate neppure le lacrime a rigare i volti.
Piazza San Pietro era in attesa di
vedere l’elicottero prendere quota.
Al resto della essenziale cerimonia
di saluto hanno potuto assistere dai
megaschermi sui quali scorrevano
le immagini del Centro Televisivo
Vaticano.
A Castel Gandolfo, in quegli stessi
minuti, l’attesa (rimasta invero persino un po’ delusa per la brevità del
congedo) si toccava con mano. Ben
7mila persone provenienti da tutto
il mondo si sono raccolte sulla piccola piazza della Libertà dove il
Papa si è affacciato per l’ultima
volta poco dopo le 17,30.
Nel corso del viaggio da Città del
Vaticano a Castel Gandolfo, lungo il
quale tutti hanno potuto vedere
dall’alto i luoghi della cristianità,
Roma, il Colosseo, San Giovanni in
Laterano e poi quella via Appia raccontata nel romanzo “Quo vadis”
dove San Pietro avrebbe incontrato Cristo, è stato diffuso l’ultimo
tweet, altra grande innovazione del
pontificato ratzingeriano.
“Grazie per il vostro amore e il
vostro sostegno. Possiate sperimentare sempre la gioia di mettere
Cristo al centro della vostra vita”.
Questo il saluto che @Pontifex ha
voluto riservare ai milioni di followers. Non appena è iniziata la sede
vacante, tuttavia, anche tutti i messaggi su Twitter di B16 sono stati
distrutti. Mentre non è stato
distrutto l’anello piscatorio che
sarà esposto pare nei musei vaticani.
Di pochissimi minuti il saluto dal
balcone di Castelgandolfo, affacciato sui 7mila fedeli in piazza.
“Cari amici, sono felice di essere
con voi, circondato dalla bellezza
del creato e dalla vostra simpatia
17
Tra Papa emerito e Conclave
IL PAPA EMERITO A CASTELGANDOLFO
di Daniele Priori
LE CITTA’
l’ultimo cambio della guardia svizzera del pontificato di Benedetto
XVI.
Alle 20, poi, c’era una calma apparente sulla piazza. Poche le persone
rimaste ad assistere al coreografico
rito delle guardie svizzere che torneranno in servizio solo con l’avvento del nuovo Papa. Nel frattempo la sicurezza di Benedetto XVI a
Castel Gandolfo rimarrà nelle mani
della gendarmeria vaticana. In attesa che dal Conclave, la cui riunione
è prevista tra il 10 e il 15 di marzo,
salga la fumata bianca che segnerà
l’elezione del nuovo pontefice e
vescovo di Roma.
astelgandolfo sarà dunque più che mai meta di
fedeli e curiosi. La presenza
in città del papa emerito
Benedetto XVI rende alla
suggestiva località dei Castelli un ulteriore tocco di
fascino e, sperano commercianti e operatori turistici,
un giro d’affari che possa far
finalmente girare la boa
della crisi. Dall’albergo al
negozio di articoli religiosi,
dall’alimentare al parrucchiere, è viva e fondata la
speranza di guadagnare
qualcosa di più anche in questi giorni e settimane successivi al boom dei 7mila fedeli
dello scorso 28 febbraio.
“Abbiamo ricevuto un aumento
delle prenotazioni - hanno dichiarato alle agenzie dall’hotel Castelvecchio, sito a meno di un chilometro dalla piazza castellana - e
un po’ ce lo aspettavamo. La fascia
di clienti, inoltre, è molto vasta:
dalle famiglie alle coppie di anziani”.
Mentre a Roma, come è sempre
successo in tempi di Conclave, i
proprietari di appartamenti, stanze, abbaini, specie in centro storico
o Oltretevere, si sbizzarriscono con
l’obiettivo di ospitare e… fare soldi.
Così su internet spuntano ogni
giorno annunci relativi ad appartamenti e posti letto messi in affitto
per chiunque desideri vivere da
vicino l’elezione del nuovo pontefice. Ma non solo. Si offrono pure
terrazze e balconi a chi voglia effettuare le riprese dell’evento. Su
eBay non è difficile leggere annunci come questo: “Occasione elezione nuovo papa-San Pietro appartamentino brevi periodi”.
C’è poi chi mette a disposizione
anche solo posti letto in appartamenti in condivisione, addirittura
a soli duecento metri dal Cupolone: “Affitto, periodo conclave
Vaticano fino a elezione nuovo
papa, due posti letto a duecento
metri dal cupolone’’ oppure ‘’offro
due posti letto a donne/ragazze in
appartamento condiviso nel periodo del conclave o comunque nel
mese di marzo 2013 per max 3/4
giorni circa. Si affittano, ovviamente, anche postazioni con vista
en plein air: “Terrazza panoramica
di 50 mq a due passi e con visibilità totale su S. Pietro e sul cupolone. Visibilità su tragitto elicottero
Papa”.
I prezzi sono anche quelli per tutte
le tasche. Si va, infatti, dai 50 euro
a notte in condivisione agli 8mila
euro per un intero appartamento a
disposizione per tutto il conclave.
Roma, insomma, come sempre
accoglie. Ovviamente alle sue condizioni.
18
LE CITTA’
PENSIERI
3P
n. 10 - 7 Marzo 2013
PERSONE
P A R O L E
LA LINGUA DEL PAPA: L’ITALIANO
Se sbaglio, mi corrigerete… Quell’errore di pronuncia
che ha reso il BelPaese megafono del verbo della Chiesa
Il professor Alessandro Masi alla vigilia dell’elezione di Joseph Ratzinger ricordò
in un libro il momento in cui la lingua di Dante fu adottata di fatto dalla Chiesa
come sua lingua: il primo discorso da papa di Karol Wojtyla
di Aldo onorAti
R
ileggendo “L’italiano delle parole: appunti per una politica linguistica” (Anemone Purpurea ed.)
di Alessandro Masi, Segretario
generale della “Società Dante
Alighieri”, e propulsore della nostra
lingua nel mondo, mi sono soffermato su un capitolo fortemente
coinvolgente, dal titolo: “Quel sigillo del Papa sulla nostra storia:
Wojtyla e la lingua di Dante”.
Non so quanti abbiano riflettuto
sulla verità affermata dal professor
Masi, che cioè l’italiano in quanto
lingua culturale, parlata nella penisola e nella città in cui è contenuto
lo Stato Vaticano, è usata dalla
Chiesa proprio tramite i Papi. Leggiamo uno dei punti salienti delle
pagine di Masi, quando egli dice
che Giovanni Paolo II, venuto da
lontano, dalla Polonia, da un idioma completamente diverso dal
nostro, al primo contatto coi fedeli
raccolti in piazza San Pietro, dopo
la nomina a pontefice, lanciò al
mondo una “frase famosa che lesse
nel primo discorso di saluto e di
benedizione ai fedeli nell’ottobre
del 1978: -Non so se posso bene
spiegarmi nella vostra… nostra lingua italiana. Se sbaglio, mi corrigerete”. Continua Masi: “Scegliere di
parlare in lingua italiana assorbiva
dunque ogni possibile ombra di
inquietudine per il futuro… Con
quelle poche parole il polacco
Wojtyla in qualche modo ufficializzò la lingua di Dante, rendendo
valido per tutta la diplomazia vaticana il principio fondamentale del
carattere italiano dell’operato della
Chiesa nella storia di ieri, di oggi e
di domani”.
I passi citati sono stati scritti dal
professor Masi il 27 marzo 2005.
Sono righe profetiche: di lì a poco,
sarebbe salito al soglio di Pietro un
Papa tedesco, che avrebbe usato il
nostro idioma per parlare alla folla
assiepata in piazza San Pietro, ma
noi sappiamo che la città eterna
equivale, in taluni casi, al mondo
(non per nulla in latino si dice:
“Urbi et Orbi”).
Forse non tutti si rendono conto
dell’immenso sigillo che la Chiesa
mette alla lingua di Dante, la quale
è anche la lingua del canto e della
musica (tutte le indicazioni a inizio
di partitura, in ogni nazione, sono
scritte nel nostro idioma: marziale,
con brio, andante, lento, crescendo,
allegro, moderato etc.).
Nei giorni scorsi, quando Benedetto XVI ha dato l’ultimo saluto ai
fedeli commossi, nel suo momentaneo ritiro di Castel Gandolfo, in
quella cornice naturale di estrema
bellezza nonostante il lago si stia
prosciugando, ha usato l’italiano
per tutti: ed erano presenti cattolici
di Paesi lontani, televisioni dalla
Russia, dalla Germania, dai confini
della Terra.
La nostra lingua è cantabile, cioè la
più melodiosa del mondo. Eppure,
tanti nostri connazionali non la
difendono abbastanza, mescolando
alla sua bellezza altre articolazioni
verbali, così, forse unicamente per
moda. Chissà, forse anche il nuovo
Papa verrà da terre lontane, da altri
continenti, eppure si esprimerà nel
nostro idioma, pur conservando la
Chiesa il latino quale lingua ufficiale.
Ma l’italiano è uno dei “dialetti latini”
più direttamente pervenuto dalle
radici antiche, per cui il passaggio è
naturale.
La lingua è lo spirito di un popolo. Ce
n’è voluto di tempo per codificare a
livello nazionale il toscano! Fino a
prima dell’ultimo conflitto mondiale,
i vernacoli delle varie zone d’Italia
erano talmente forti, da rendere
impossibile la comunicazione fra la
gente non acculturata. Poi la radio e
la televisione sono giunte nei recessi
più nascosti, dove neppure la scuola
forse riusciva a imporre una parlata
media comune a tutti. Così i dialetti
si sono alzati per avvicinarsi alla lingua nazionale e questa si è abbassata
per toccare ogni gergo possibile. Ma
proprio adesso che l’Italiano univa
un popolo sempre diviso, intervengono altri linguaggi impermeabili al
nostro: e siamo di nuovo in un
momento cruciale per la nostra lingua.
n. 10 - 7 Marzo 2013
PENSIERI
3P
LE CITTA’
19
PERSONE
P A R O L E
ARMANDO TROVAJOLI
L’addio silenzioso del maestro compositore
che ha fatto innamorare generazioni di romani
Da “Roma nun fa la stupida stasera” a “Aggiungi un posto a tavola”, se ne va a 95 anni
in punta di piedi uno dei padri della musica leggera novecentesca. L’annuncio dato
con ritardo per rispettare le sue volontà. La moglie ha dato anche notizia della cremazione
di Luca BussoLetti
S
alutare tutti a 95 anni è un lusso
che in pochi si possono permettere. È un lusso legato anche alla
fortuna di avere avuto una vita sana
e longeva. Tutti gli altri agi, invece,
il maestro Armando Trovajoli se li è
guadagnati grazie al suo sconfinato
talento. Parliamo, per i due o tre
alieni che sono appena scesi sulla
terra e non sanno ancora chi sia
Trovajoli, di uno dei più grandi
compositori del Novecento, autore
di brani celebri come “Roma nun fa
la stupida stasera” e “Aggiungi un
posto a tavola”e soprattutto autore
di oltre trecento colonne sonore per
il grande cinema. La sua morte è
giunta alla cronaca con un voluto
ritardo che spiega la stessa moglie
Maria Paola, “Ho rispettato fino
all’ultimo le volontà di un uomo
schivo che non amava presenzialismi nè applausi. Sarà cremato’’.
E così se ne va un giovanotto del
1917 che ha pigiato i tasti del pianoforte insieme ai più qualificati jazzisti del mondo (Duke Ellington,
Louis Armstrong, Miles Davis, Chet
Baker, Stephan Grappelli, Django
Reinhardt e altri) e che ha dipinto
pentagrammi con veri e propri quadri d’autore come le musiche per
“Riso amaro”, “Un giorno in pretura”, “La ciociara”, “C’eravamo tanto
amati”, “Profumo di donna” e “Una
giornata particolare”.
Quello che rende il maestro un personaggio unico, però, è anche la sua
immagine. Un po’ austera, per nulla
civetta né compiaciuta delle sue
mani d’oro, è un’immagine che ha
sempre puntato tutto solo sulla professionalità. E questa è la ragione
per cui in un ambiente in cui si
parla male anche della propria
madre, nessuno ha mai proferito
aneddoti negativi su Trovajoli.
Merito del fatto che Armandino,
come lo chiamavano gli amici, si
limitava a girare per il quartiere
dell’Olgiata con suo figlio per comprare un giornale o prendersi un
caffè per poi andare a rintanarsi nel
suo studio di registrazione. Tra i
suoi cari, le note musicali e le chiavi
di violino. È una conferma di questo
ritratto il racconto che di lui fa in
queste ore il comico Gigi Proietti. “Il
mio rapporto con Trovajoli nacque
nel 1973 quando girai “La Tosca” di
Magni e lui scrisse per me “Nun je
da’ retta, Roma”. Da allora, fuori
dalle scene, siamo sempre rimasti
molto amici. L’estate scorsa, nonostante l’età, lasciò persino casa per
venirmi a vedere in scena a
Caracalla. Si fermò poi per abbracciarmi e farmi i suoi complimenti.
Un onore considerato che era sempre molto impegnato a comporre’’.
Per noi invece un onore sarà poter
dire per sempre che le sue composizioni ci appartengono almeno un
pò. Perché sono nei nostri film, nei
nostri ricordi. Perché sono nelle
nostre emozioni. E questo renderà
eterno uno dei maestri più umili e
dotati della storia moderna.
Redazionale Redazionale Redazionale Redazionale Redazionale Redazionale Redazionale
VILLA STUART, AL VIA IL PROGETTO LESIONE MUSCOLARE
Villa Stuart Sport Clinic, in collaborazione con FIFA e Comitato Regionale Lazio
(LND), promuove il progetto Lesione Muscolare: per i calciatori, la visita
e l’inquadramento diagnostico sono gratuiti
di Paolo Brandimarte
Dr.ssa Cerulli, ci illustri propositi
e peculiarità alla base del progetto
Lesione Muscolare.
“Villa Stuart Sport Clinic, in collaborazione con FIFA e Comitato Regionale Lazio (LND),
propone il progetto Lesione
Muscolare. L’obiettivo è quello di
individuare la patologia e definire
la soluzione terapeutica più appropriata. Previo appuntamento telefonico (Tel. 06. 35528433), i calciatori potranno recarsi in clinica
(Via Trionfale, 5952 - Roma): la
visita e l’inquadramento diagnostico sono gratuiti”.
Per essere sottoposto a visita, quali
documenti deve portare il calciatore?
“È importante che l’atleta si faccia
rilasciare una richiesta di visita
medica per lesione muscolare da
parte della società di appartenenza. Con la suddetta documentazione, il calciatore ha diritto ad
una visita medica fisiatrica con
accertamento diagnostico (ecografia muscolare, ndr)”.
Lesione muscolare, quali sono le
cause che la determinano?
“La lesione muscolare rappresenta
il trauma più frequente tra i calciatori, con un’incidenza di circa il
70% sul totale degli infortuni.
Statisticamente, la lesione muscolare può essere indotta da diversi
fattori tra cui sovraccarico muscolare, fattori ambientali come freddo, alto tasso di umidità e terreni
disconnessi, preparazione atletica
inadeguata”.
In sintesi, come possono essere
classificate le diverse forme di
lesione muscolare?
Dr. Simona Cerulli
“In base all’entità del danno Medico Chirurgo
Specialista in Medicina
riscontrato, la lesione muscolare Fisica e Riabilitazione
può essere distinta in contratture,
distrazioni – strappi di I, II e III
grado”.
Nella cura della patologia, che
ruolo giocano la diagnosi ed il
trattamento?
“Una diagnosi corretta ed un trattamento efficace possono essere
determinanti nel processo di riparazione muscolare e quindi nel
Villa Stuart Sport Clinic
recupero funzionale dell’atleta”.
Via Trionfale, 5952 – 00136 Roma
E-mail: [email protected]
www.villastuart.it – www.imsdiroma.it
n. 10 - 7 Marzo 2013
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LE CITTA’
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ANTONIO MAGGIO
“Mi servirebbe sapere”, il tormentone di San Remo
che in poche settimane ha stordito tutte le radio d’Italia
Vincitore di X Factor con gli Aram Quartet, ha trionfato al Festival con la formula
della “canzone perfetta”: ritmo martellante, parole semplici e orecchiabili
E lui ci rivela. “Lo scorso anno volevo partecipare con il brano Nonostante tutto e fui segato…
Ora quel pezzo è diventato il titolo del mio album”
di Marco Piraccini
a anni San Remo, il più prestiD
gioso Festival canoro italiano,
non produce più tormentoni: così
come accade da qualche estate a
questa parte, manca nelle radio
quella melodia facile e martellante
in grado di farci canticchiare anche
quando non lo vorremmo.
Talvolta, però, i miracoli accadono
e potrebbero essere in tanti a
domandarsi “Mi servirebbe sapere”
in relazione a quali possano essere
gli ingredienti necessari a confezionare la canzone perfetta. Antonio
Maggio ne sa qualcosa: dopo aver,
anni fa, trionfato alla prima edizione di X-Factor col gruppo degli
Aram Quartet, il cantautore infatti
ha ora raggiunto il podio sanremese e soprattutto in poche settimane
la vetta delle classifiche radiofoni-
che e di vendita dove il suo album
di debutto Nonostante tutto con il
primo singolo estratto Mi servirebbe sapere stanno macinando risultati su risultati.
“Sono autore e compositore di tutte
e dieci le tracce del disco: un banco
di prova importantissimo per me
poiché mi metto a nudo dal punto
di vista autorale oltre che interpre-
tativo - spiega Maggio - Sta andando tutto oltre ogni più rosea aspettativa ed è bellissimo”.
Non è tutto oro quel che luccica, recita
il detto, e non è difficile cogliere nella
storia, per quanto recente, di Antonio
Maggio gli ostacoli, i dispiaceri, ma
soprattutto le tante porte chiuse in faccia probabilmente necessarie a far crescere e maturare il talento.
“Ad Area Sanremo sono stato segato un paio di volte almeno: la prima
volta, nel 2004, avevo portato una
canzone effettivamente inascoltabile mentre l’anno scorso mi hanno
fatto fuori all’ultimo giro di boa con
Nonostante tutto, la canzone che
dà ora il titolo al mio album”.
Nonostante tutto, dunque, almeno in
questo caso la tenacia ed il talento di
un giovane sono stati premiati: ci
servirebbe sapere come far sempre
funzionare questa formula…
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LE CITTA’
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n. 10 - 7 Marzo 2013
I CONSIGLI D'ORO PER SEMBRARE PIU' MAGRE
Tra pochissimo arriva la primavera e le donne cominciano a scoprirsi, dando inizio a diete lampo per la prova bikini
D’inverno è più facile dissimulare i piccoli difetti, ma con il caldo arrivano i complessi. Vi diciamo noi come evitarli
di Valentina Carboni
T
ra due settimane arriva la primavera e tutti iniziamo a scoprirci e le donne iniziano le diete
lampo per la prova bikini. D’inverno è più facile dissimulare i
nostri piccoli difetti, ma quando
arriva il caldo arrivano i complessi,
ma c’è un trucco per sembrare più
magra: saper scegliere i capi giusti.
Fortunatamente esistono numerose strategie stilistiche che risultano
importanti alleate per mettere da
parte i complessi, che generalmente si relazionano con avere la pancia, poco seno, sedere e fianchi larghi, ecc… Molte donne non conoscono questi piccoli segreti che
adesso si svelerò: mai mischiare il
colore, meglio utilizzare gli stessi
toni di colore. Un look monocolore
farà sembrare la vostra silhouette
più alta e più magra; evitare le fantasie con stampe molto grandi perchè ingrassano; non ossessionarsi
con il colore nero ci sono tantissimi
altri colori che si possono utilizzare
basta saperli combinare; evitare i tessuti
troppo spessi perchè
allargano la figura,
meglio scegliere un
cotone o anche una
lana ma sottile e
leggera, evitate i
tessuti elastici, gli
indumenti troppo
stretti marcherebbero tutti i difetti; analizzare il
proprio corpo perchè è importante
sapere qual è la
parte che preferiamo del nostro corpo, per poterla esaltare. Se mettiamo in
evidenza le nostre
qualità le persone si
soffermeranno su di
loro; insomma si
tratta di deviare l’attenzione nelle parti
migliori del nostro corpo. Come comuffare la
pancia? Con vestiti morbidi, bluse e meglio quelli che hanno la parte
mai cinturoni in vita, perchè attrag- inferiore un pò più larga, come una
gono l’attenzione sul ventre. Per i piccola campana. Qualsiasi combifianchi larghi bisogna evitare nazione sceglierete, il segreto per
giacche o camicie che arrivi- sembrare più magre è sempre porno all’altezza della vita o dei tare un pò di tacco, ma senza esagefianchi stessi. Per nasconde- rare. Qualsiasi consiglio sceglierete
re un sedere imponente so- di seguire, ricordate che non bisono meglio i pantaloni dritti gna mai esagerare altrimenti si
con le tasche dietro per- otterrà l’effetto contrario.
chè danno l’effetto di diminuire il volume, in
più i pantaloni dritti offrono la
sensazione di
una cintura magra
e allungano le
gambe, alzando
la figura. Bisognerà evitare i
jeans a vita bassa e le cinture
molto grandi, i
panataloni capri
e sigaretta, sono Link: valemood.blogspot.com
n. 10 - 7 Marzo 2013
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LE CITTA’
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URSULA DAVIS
Hula Hoop, la diva americana di Schicchi
“Vi racconto le mille forme dell’eros…”
Cantante, attrice, fumettista, icona sexy degli anni Ottanta: origini finlandesi, nipote dell’attrice Bette Davis,
compagna di lotte in politica di Ilona Staller “In Italia la democrazia è un’utopia, ci vorrebbe una vera rivoluzione”
di Luca Bagatin
rsula Davis - conosciuta dal
U
pubblico con lo pseudonimo
Hula Hoop - cantante, attrice, fumettista, artista dell’eros di origini
finlandesi e nipote della celebre
attrice statunitense Bette Davis, è
stata fra le principali star di “Diva
Futura”, l’agenzia di casting fondata negli anni ‘80 dal compianto Riccardo Schicchi e da Ilona Staller. Il
suo stile trasgressivo “Anni Sessanta” la fa amare subito dal pubblico, così come le sue battaglie
contro i falsi pudori, combattute in
un frammisto di fascino ed ironia.
Ursula, oltre ai suoi spettacoli teatrali, ha recitato in numerosi film
erotici pornosoft quali “Provocazione”, “Desideri inconfessabili”,
“Diva Futura”, “Visioni erotiche”,
“Obsession” e “Top model 2” ed ha
inoltre collaborato al mensile “Diva
Futura”, realizzando fumetti erotici
ed ironici assieme. Oggi abbiamo la
possibilità di intervistarla amichevolmente e con grande piacere.
Per cominciare, una domanda
classica, ovvero come inizia la
tua carriera artistica ?
“Sin da piccola ho manifestato uno
spiccato senso artistico. Amavo trascorrere ore ed ore a disegnare e
dipingere. Ho frequentato, poi, il
Liceo Artistico e l’Accademia di
moda e da li è stato tutto un susseguirsi di cose... Ma io, più che carriera lo definirei un percorso di vita
dettato dalla mia natura, dalla mia
voglia di fare o non fare determinate cose”.
Come mai questo soprannome, “Hula Hoop” ?
“Hula altro non è che il diminutivo
di uno dei miei tre nomi, ovvero
Ursula. L’idea di anteporre l’H mi è
venuta intorno gli otto anni quando
per firmare i miei dipinti preferivo
una lettera esteticamente più
armonica della U. Hula Hoop, invece, è il personaggio dello show creato con Riccardo Schicchi. Desideravo mantenere il mio nome e al
contempo portare in giro per le
discoteche uno spettacolo che
rispettasse la mia personalità. Un
personaggio fresco, giovane, divertente, frizzante e sconvolgentemente provocatorio. Basi musicali anni
‘60, costumi coloratissimi, sceno-
grafie giocose e tanti fluorescenti
hula hop, naturalmente”.
È vero che sei la nipote della
celebre attrice degli Anni ‘60
Bette Davis ? In effetti, peraltro, le somigli molto...
“Dicono che dove c’è fumo c’è
fuoco...”
Da cantante e ballerina al pornosoft e poi al fumetto erotico.
Una carriera poliedrica direi.
Come è nata l’idea di diventare disegnatrice e fumettista ?
Tu definisci i tuoi fumetti ironici ed erotici. Ovvero?
“Come premesso ho sempre amato
disegnare, ma non mi definirei una
fumettista. Fu solo una piccola
parentesi. L’idea dell’erotico/ironico è molto semplice da spiegare: lo
scopo era quello di portare l’immaginazione del lettore ad alti livelli,
esasperare la sua sessualità e poi
farlo piombare in uno stato comico/ironico. Dietro ad ogni storia
c’era una trama sottile con un finale ironico o delle immagini divertenti. Un’idea valida per abbracciare un pubblico più ampio”.
A tuo parere, oggi, con l’avvento di internet, il fumetto
erotico cartaceo, può avere
ancora il suo fascino?
“Sì, certamente sì. Io lo trovo molto
più intrigante ed eccitante perché
dà spazio all’immaginazione di
ognuno”.
Hai lavorato per moltissimi
anni a fianco di Riccardo
Schicchi, recentemente scom-
parso. Qual è il tuo più bel
ricordo di lui?
“Non è che ho lavorato per moltissimi anni a fianco di Riccardo
Schicchi, ho lavorato per lui e con
lui nel suo periodo d’oro, nel suo
momento magico. Dopo, a livello
lavorativo, mi sono allontanata, un
po’ per motivi personali e in parte
perché trovavo che il suo modo di
lavorare più che artistico e pieno di
ideali stava diventando piuttosto
commerciale, ma i contatti sono
sempre rimasti. Di Riccardo ho
molti bei ricordi, doverne scegliere
solo uno mi rimane piuttosto difficile... Potrei risponderti così:
Riccardo è uno dei miei ricordi più
belli”.
L’anno prossimo ricorrerà il
ventennale dalla morte di
Moana Pozzi. Tu lavorasti
anche con lei, se non ricordo
male. Com’era Moana? Cosa
sarebbe potuta diventare?
“Si, ho lavorato con Moana in
diverse occasioni, film soft, l’hard
non l’ho mai fatto. L’esperienza più
incisiva è stata certamente durante
le riprese del film di Piero Vivarelli
“Provocazione”. Abbiamo avuto
modo di parlare a lungo su vari
argomenti. Io Moana, a dire il vero,
l’ho sempre trovata un po’ particolare. C’era un lato di lei oscuro che
non sono mai riuscita a decifrare.
Lei dentro era inquieta, insofferente, ma in pubblico non lo dava certo
a vedere. Non credo che sarebbe
diventata altre cose oltre quello che
già era. Penso che si sarebbe ritirata appena il fisico non le dava più
quella sicurezza su cui basava la
sua forza”.
So che sei un’amante della
natura e degli animali. Oltre,
peraltro, ad aver contribuito a
rompere molti tabù sessuali in
un’epoca molto più bigotta di
quella attuale. Hai mai pensato di impegnarti, politicamente, come fece la nostra comune amica Ilona Staller (ad
anche Moana Pozzi, negli ultimi anni di vita, peraltro), per
questo tipo di battaglie ambientaliste e di libertà?
“La natura e gli animali sono al top
delle mie preferenze, ma penso che
si possa agire senza necessariamente far politica. In Italia la
democrazia è un’utopia e fare una
politica pulita, equa, sobria è
impossibile. Io credo che ci voglia
una vera sterzata, una rivoluzione
vera propria non una semplice battaglia. La vita mi ha insegnato a
non aspettarmi nulla da nessuno
per non andare incontro a delusioni e mi domando spesso se l’unione
fa la forza o chi fa da sé fa per tre ?
Io ero con Ilona il giorno della presentazione del suo partito. Ero
spesso da Riccardo quest’estate in
ospedale... O con gli anziani e i
disabili, con donne arabe malmenate dai mariti e con i ragazzi libici
sparati e mutilati...eppure, dimmi,
hai mai sentito parlare di me ? Hai
mai visto una mia foto ? Eppure
esisto e agisco. Autonomamente.
L’importante è essere fedeli a sé
stessi altrimenti si diventa bandiere
in balia del vento”.
n. 10 - 7 Marzo 2013
Sport
LE CITTA’
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Calcio a 5. La neo matricola terribile dei Castelli Romani cede il passo nella finale di Pescara
IL SOGNO DELLA COGIANCO SI FERMA A UN PASSO DAL PARADISO
Nella Final Eight di Coppa Italia i genzanesi di mister Musti
sono stati sconfitti per 3 a 1 contro l’ostica Alter Ego Luparense
S
i infrange in finale il sogno della
Cogianco, che non riesce a bissare la super partita giocata contro
la Marca e nonostante l’aver lottato
su ogni pallone, deve alla fine cedere il passo alla Luparense, che conferma la sua grande tradizione. La
partita di ieri, finalissima di una
bella Final Eight 2013 organizzata
in quel di Pescara, giocata di fronte
ad una cornice di pubblico straordinaria che in finale ha visto anche la
presenza sugli spalti di circa 150
encomiabili sostenitori giunti da
Genzano, che formavano con sciarpe e bandiere una evidente macchia
rossa nella curva a loro riservata,
metteva di fronte la storia, rappresentata da una società abituata a
vincere come la Luparense e quella
che ancora di più dopo questa quattro giorni di Coppa, è indicata come
la grande sorpresa dell’anno, la
Cogianco. Una Cogianco tra l’altro,
che è arrivata all’ultimo atto ed a
sfiorare il sogno alla sua primissima partecipazione, confermando
dal canto suo una propensione al
raggiungimento di grandi traguardi
che prosegue, dalle categorie inferiori, anche in Serie A. La partita
come detto, è una battaglia su ogni
palla ed in ogni angolo del campo.
La Luparense può contare su meno
cambi della Cogianco e si comporta
di conseguenza, spezzando i ritmi
quando può, difendendosi nella
propria metà campo e cercando la
ripartenza. Proprio in questo modo
arriva l’1-0 di Honorio al 7’, un gol
che manda in svantaggio la Cogianco per la prima volta in questa
Final Eight. Il match torna comunque in equilibrio al 16’ grazie al gol
di Mauricio, che realizza da schema
d’angolo il gol che vale il pareggio
alla fine dei primi 20’ effettivi.
Equilibrio che regge fino a circa
metà della ripresa, quando al 9’ un
ottimo Miarelli deve raccogliere il
pallone finito nel sacco dopo il rimpallo che favorisce Rogerio e riporta in vantaggio la Luparense. La
Cogianco accusa il colpo ed
Honorio prova a punirla ancora,
ma Miarelli dice ancora di no e la
squadra di Musti, come svegliata
dal nuovo episodio, ricomincia a
premere, creando qualche grattacapo a Putano che però non si lascia
superare. A 2’20’’ dalla fine Musti
prova col portiere di movimento,
affidando l’incarico a Mauricio e la
pressione si intensifica ancora, ma
la Luparense chiude ogni varco ed
al terzo tentativo, trova dalla distanza la porta vuota con Rogerio,
quando mancano appena tre secondi, spegnendo definitivamente le
speranze della Cogianco. Tanti applausi ed i complimenti di moltissimi addetti ai lavori non possono
consolare la delusione a fine partita, la Cogianco ci credeva e ne aveva pieno diritto, dopo le vittorie con
la Lazio e quella incredibile con la
Marca. Quando il rammarico cocente del post partita sarà sfumato
però, resteranno una medaglia
d’argento alla prima partecipazione
e tante certezze in più. La certezza
di poter dare filo da torcere anche
alle grandi, la certezza di poter
ottenere con il lavoro grandi traguardi, la certezza di essere, in
fondo sulla strada giusta per entrare in quel gota del Calcio a 5 che
fino a qualche mese fa era guardato
solo da lontano. La certezza insomma, di una società giovane e neo
promossa in Serie A, che almeno
per una sera, è stata la seconda d’I-
talia. COGIANCO GENZANO:
Miarelli, Everton, Rescia, Crema,
Saùl, Grana, Giasson, Mauricio, De
Bella, Mentasti, Paulinho, Leofreddi. All. Musti; ALTER EGO LUPARENSE: Putano, Honorio, Merlim, Canal, Rogerio, An. Bertollo,
Geison, Buonanno, Saiotti, Al.
Bertollo, Andretta, Cavicchio. All.
Colini. ARBITRI: Alessandro Mal-
fer (Rovereto), Mauro Albertini
(Ascoli Piceno), Filippo Ragalà
(Bologna) CRONO: Sergio Scali
(Pinerolo). MARCATORI: 6'16''
Honorio (L), 15'23'' Mauricio (C) del
p.t., 8'10'' e 19'57'' Rogerio (L) del s.t.
AMMONITI: Geison (L), Everton
(C), Cavicchio (L), Grana (C), Saul
(C), Saiotti (L). ESPULSI: Andretta
(L) al 9'13'' del s.t. per proteste.
L'intervista. Nonostante la delusione di Coppa Italia il vicepresidente dà la carica
Stefano Serani: “Comunque protagonisti di una bellissima stagione”
Stefano Serani è il giovane vicepresidente della Cogianco Genzano,
una sorta di primo tifoso che segue
da vicinissimo le geste sportive della
sua squadra. Le Città lo ha incontrato dopo la sfortunata finale di Coppa
Italia, tanto rammarico nelle sue
parole ma soprattutto la fondamentale consapevolezza di aver raggiunto un risultato storico, che sottolinea
la splendida stagione del futsal genzanese: merito di un ambiente straordinario, dove tifosi, giocatori, staff
tecnico e dirigenziale rappresentano
un unicum in quanto a compattezza
e passione.
Allora Stefano, ci dai un giudizio spassionato sulla stagione
sportiva della Cogianco? La
sconfitta con la Luparense non
cancella quanto di buono fatto
finora?
“Beh nonostante ci sia amarezza per
il risultato di Coppa Italia, rimane la
consapevolezza di una stagione davvero fantastica. E per questo devo
ringraziare tutti i ragazzi, la società e
mister Musti. Peccato per il risultato
della finale di Final Eight ma sono
molto soddisfatto del percorso fatto
dalla squadra: non dimentichiamoci
che abbiamo battuto squadre del
calibro della Lazio. Sinceramente
non è poco. In generale, poi, come
neopromossa stiamo facendo un
campionato al di sopra di tutte le
aspettative: stiamo andando bene e
per il resto incrociamo le dita”.
Tra le note negative purtroppo
è da registrare il brutto infortunio del bravo Sergio Romano. Un evento che però ha
dimostrato quanto questo
gruppo sia compatto.
“Sergio lo conosco da un po' di
tempo, è davvero un ragazzo eccezionale dal punto di vista umano e
fortissimo dal punto di vista tecnico:
è nazionale e giovane di livello.
Recentemente è stato operato e
sembra che proceda tutto bene. Ci
vorrà del tempo per recuperarlo
però ora è andato tutto bene. Da
parte dei ragazzi e dei tifosi ho notato una solidarietà assurda: il nostro
è un ambiente coeso, sono tutti
bravi ragazzi, la dirigenza è composta da persone serie e professionali.
Siamo un bel gruppo, che ha fantasia, passione e voglia di andare
avanti”.
La stagione è quasi al termine,
la società sta già pensando al
prossimo anno?
“Dobbiamo innanzitutto pensare
all'ultima parte di stagione, cercando di vedere quello che riusciamo a
fare. Quello che posso dire adesso è
che siamo una squadra forte e lo
abbiamo dimostrato in più occasioni. Per il resto aspettiamo il 21 aprile, ultima di campionato, vedremo
dove arriveremo e da lì faremo il
punto. Parlare della prossima stagione ora mi sembra un po' prematuro”.
Marco Montini
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LE CITTA’
Sport
n. 10 - 7 Marzo 2013
L'analisi. Serata davvero splendida quella vissuta con i tifosi all'Olimpico
In Casa Roma il vecchio e il nuovo vincono sempre
Totti e Romagnoli gli eroi di una domenica speciale
Il capitano raggiunge Nordhal con 225 gol tra i marcatori di sempre. Il giovane Alessio
segna la sua prima rete da titolare in Serie A. Storie di due uomini del vivaio giallorosso
di SilviA PAnizzA
ue generazioni a confronto:
Totti e Romagnoli. La partita di
D
domenica sera all’Olimpico ha portato in casa Roma emozioni forti e
palpabili. Totti raggiunge quota
225 gol in serie A, secondo marcatore di sempre. Alessio Romagnoli,
appena 18enne, gioca la sua prima
partita da titolare in campionato e
realizza la sua prima rete. Tra i due
ci sono 19 anni di differenza.
“Serata unica, giocatore con Totti
non lo so spiegare, è troppo bello.
Esordio con il gol è un’emozione
incredibile, dedico questa serata
alla mia famiglia. Sono giovane,
non mi preoccupo del posto da titolare, c’è tempo”, queste le dichiarazioni di Romagnoli a fine gara.
L’abbraccio di tutta la squadra,
arrivato anche dai compagni in
panchina e la successiva commozione del ragazzo sono immagini
che davvero fanno pensare al
buono del calcio che ancora c’è, al
di là di tutto. Nato a Roma il 12
gennaio 1995, Romagnoli è cresciuto nelle giovanili della Roma, difen-
sore centrale, è stato uno dei protagonisti assoluti nella Primavera di
Alberto De Rossi. Nel luglio 2011 è
Zeman a portarlo in ritiro con la
prima squadra, esordio domenica
da titolare, gol imperioso di testa.
Meglio di così non poteva andare.
Dai giovani a veterani: passiamo a
Totti ora a pari reti con Nordahl.
Predilige le posizioni centrali, 69 le
reti realizzate dentro l’area di rigore, 32 da fuori area, 73 i rigori totali realizzati. Se andiamo a considerare oltre la serie A le reti realizzate
da capitan Totti salgono a 280 su
664 presenze, 225 in campionato,
17 in Coppa Italia, 16 in Champions
League, 21 in Europa League e 1
nella Supercoppa Italiana. Media
gol dello 0,42 %, 49 le doppiette
realizzate in carriera, 4 le triplette.
105 gol segnati dal Capitano sotto
la Curva Sud, proprio come quello
di domenica sera: “E' doveroso fare
questi record davanti a loro per ringraziarli di tutto quello che mi
hanno dato”, ha detto il Pupone.
L'intervista. A tu per tu con l'ex bomber di Samp, Bari, Pescara e soprattutto Roma
SANDRO TOVALIERI
“Alessio Romagnoli è il nuovo Alessandro Nesta”
Sarebbe stato sicuramente uno spettacolo nello spettacolo se avessimo
potuto vedere la sua esultanza al
primo indimenticabile goal di
Alessio Romagnoli in Serie A. È già,
perché lui, Sandro Tovalieri, il
Cobra, 143 reti tra i professionisti
divise tra Pescara, Avellino, Sampdoria Ancona, Bari, Cagliari, Reggiana, e soprattutto Roma, quel
ragazzo l’ha allenato nella fase forse
più delicata e decisiva della carriera,
quando circa due anni fa militava
negli Allievi Nazionali della Roma e,
soprattutto, come ci ha rivelato nel
corso della nostra chiacchierata, con
la decisione di cambiargli il ruolo
potrebbe aver contribuito in modo
determinate alla sua maturazione
agonistica. “E’ vero - ha confidato il
Cobra - quando lo allenavo negli
Allievi della Roma, Alessio ricopriva
il ruolo di terzino sinistro. Era indubbiamente un gran un terzino, decisamente sopra la media per la sua categoria (il suo idolo è Paolo Maldini
ndr) ma studiando attentamente le
sue caratteristiche mi sono convinto
a spostarlo al centro della difesa”. “E
mi sa - ha aggiunto ridendo - che non
ho preso proprio una cantonata, se è
vero come è vero che da quel
momento il ragazzo ha preso definitivamente il volo, prima in Primavera sotto età e adesso addirittura in
prima squadra”.
Quali sono le sue caratteristiche principali?
“Sicuramente il senso della posizione; nonostante la relativa inesperienza infatti, che a mio avviso è soltanto anagrafica, si è visto anche
domenica contro avversari ben più
blasonati come non abbia sbagliato
un movimento. Poi aggiungerei l’anticipo ed il colpo di testa, due qualità
fondamentali per un difensore centrale”.
Per farlo conoscere meglio al
grande pubblico, a quale grande difensore potrebbe essere
paragonato?
“Sinceramente in tempi non sospetti
parlando con un dirigente a Trigoria
gli ho detto chiaramente che la Roma
potrebbe aver scoperto il nuovo
Alessandro Nesta. Ebbene, oggi più
che mai resto convinto di quella
affermazione”.
Su cosa invece Alessio deve ancora migliorare?
“Senza dubbio deve imparare ad
usare anche il piede destro. Ad oggi
Alessio ha soltanto un piede, il sinistro, ma sono sicuro che avrà modo e
maniera di lavorare in tal senso”.
Alessandro Bellardini
Il punto interrogativo. Sembra che viva da anni in un bilocale di Perugia
Aref Al Qaddumi, sceicco farlocco o tycoon milionario?
Intanto in città impazzano le fantasie dei fan giallorossi
Dopo Al-Khelaïfi a Parigi e Al Nahy a Manchester sponda City, anche Trigoria si prepara
ad aprire le sue porte , o per meglio dire le sue casse: ma sull'emiro non giungono buone voci
Arriva lo sceicco. Una scintilla che,
in un attimo, ha acceso le più sfrenate fantasie dei tifosi. Potere d’acquisto illimitato, espansione del marketing negli Emirati e, soprattutto,
campioni presi a suon di petroldollari generosamente elargiti da tale
Adnan Aref al Qaddumi al Shtewi.
Dopo Nasser Ghanim Al-Khelaïfi a
Parigi e Mansour bin Zayed Al Nahy
a Manchester sponda City, anche
Trigoria si prepara ad aprire le sue
porte , o per meglio dire le sue casse
visto che l’emiro porterebbe con sé
un dote di ben 50 milioni di euro, al
nuovo “tycoon” del calcio europeo. A
differenza dei suoi illustri “colleghi”,
Adnan ha però un passato meno
limpido. Sembra che viva ormai da
anni in un bilocale di Perugia, assieme a moglie e figli, con un passato
da muratore e imbianchino. Scende
spesso a Roma dove possiede l’A-
myga Srl, società che ha sede in via
Gandiglio nel cuore dei Colli Portuensi, e di cui anche chi abita i dintorni della zona sembra non aver
mai sentito parlare. Inoltre, ancor
prima che nel 2011 sbarcassero a
Roma gli americani, questo sceicco
aveva già presentato un’offerta per
l’acquisto del club giallorosso, poi
respinta da Unicredit a cui era stato
impossibile recuperare i bilanci
effettivi proprio della Amyga Srl.
Insomma un quadro non proprio
consono ad un principe arabo.
Scavando poi nel recente passato ci
si accorge che, nella capitale, il nome
di al Qaddumi è tutt’altro che nuovo.
Un paio di anni fa lo sceicco si presentò per l’acquisto della società
Acqua Marcia, dicendosi interessato
agli alberghi e agli immobili di un
certo Francesco Bellavista Caltagirone. Arrivò a Roma con il suo
consulente americano e firmò anche
un preliminare il cui perfezionamento era condizionato all’arrivo
dei soldi su un conto vincolato; una
prima tranche dei 700 milioni pattuiti. L’esito della trattativa? Pare
proprio che Caltagirone stia ancora
aspettando. Uno storia che riporta
alla mente vecchie ferite come quelle legate ai nomi dei vari Fioranelli,
Flick e George Soros. La Consob, dal
canto suo, ha richiesto un comunicato chiarificatore all’As Roma, e ha
fatto partire le indagini in Borsa
dove il titolo è letteralmente esploso
alla notizia dei fantomatici petroldollari esponendo così Piazza Affari
a “pericolosi” flottaggi. La Roma
intanto aspetta: “L’unica condizione
per la chiusura dell’operazione è l’effettivo pagamento del prezzo dell’investimento entro il 14 marzo”.
Riccardo Manai
n. 10 - 7 Marzo 2013
LE CITTA’
Sport
27
La decisione. La Uefa: biancocelesti senza supporters in casa agli ottavi e ai quarti
Razzismo, per la Lazio Europa League
a porte chiuse grazie a 300 “idioti”
Nel frattempo mister Petkovic pensa anche e soprattutto alla partita di giovedì
in Germania: con lo Stoccarda match vero per dimenticare la disfatta in campionato
di Silvia Panizza
G
iovedì sera, ore 19, previsto il
primo turno degli ottavi di
Europa League per i biancocelesti
di mister Petkovic contro lo
Stoccarda in terra tedesca. I biancorossi, che sono attualmente guidati da Bruno Labbadia, un ex
attaccante figlio di italiani, hanno
eliminato nel turno precedente gli
olandesi del Genk e in Bundesliga
si ritrovano all’undicesimo posto in
classifica. Il doppio confronto appare, per la Lazio, sulla carta decisamente alla portata, lo Stoccarda
non è, infatti, più forte del Borussia
Moenchengladbach, eliminato dai
biancocelesti ai sedicesimi. Di certo
non è un periodo facile per il gruppo di Lotito, dopo la brutta sconfitta del Milan, con i rossoneri che si
sono accaparrati la terza posizione
in graduatoria detenuta da mesi
dalla Lazio. Oltretutto il gruppo
biancoceleste ha appena subito una
sanzione pesante dalla Uefa: ritorno con lo
Stoccarda ed eventuale quarto di finale
a porte chiuse, più
quarantamila euro di
multa. Questa la decisione della Uefa dopo il saluto nazista
di circa 300 persone
all’Olimpico in occasione del ritorno con
il Borussia. Una stangata che davvero non
ci voleva in casa Lazio, oltre al
danno economico di non poco
conto, infatti, l’assenza della tifoseria influenzerà non poco il percorso
biancoceleste, da sempre protagonista di gare di spessore fra le mura
amiche, anche grazie al sostegno
sempre forte e numeroso dei suoi
sostenitori. Nella giornata di lunedì
il presidente Lotito ha presentato
ricorso contro il provvedimento, il
club biancoceleste ha allegato al
reclamo delle immagini televisive e
dei rapporti delle forze dell’ordine
che testimoniamo che i fatti accaduti contro il Borussia Moenchengladbach sono stati in realtà travisati e ingigantiti. La Lazio era sotto
il mirino dell’Uefa da tempo, esporsi in tale modo con gli ispettori
sotto la curva testimonia la stupidità (o la volontarietà di colpire la
presidenza, chissà) di quei pochi
tifosi che vanno ancora allo stadio
per tutto tranne che per sostenere i
propri beniamini. Quand’è che con
le telecamere che da sempre ci sono
allo stadio verranno finalmente
individuati e colpiti dai Daspo a
vita? Quand’è che la Lazio potrà
finalmente scollarsi di dosso questa
etichetta di squadra con la tifoseria
razzista e godersi le partite come le
altre compagini? I tifosi sono stanchi ed esasperati. Qualcosa va cambiato.
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n. 10 - 7 Marzo 2013
LE CITTA’
L’agenda
La gita. Un weekend nello splendido paesino nel sud pontino
Tarquinia
Bellezze da scoprire:
il Comune di Fondi
La storia della città
si rivive in 3D
di Daniela Mei
ondi è situato nel sud pontino a metà strada
Fdistende
tra Roma e Napoli. L'omonima piana si
ai piedi dei monti Aurunci e Ausoni, che
la chiudono su tre lati, ed è aperta a sud verso il
mar Tirreno. I rilievi circostanti, il monte delle
Fate e il monte Calvilli, alimentano le falde idriche della piana, che risulta ricca d'acqua, come
testimonia la presenza di 20 sorgenti e 3 laghi.
Tale abbondanza ha reso necessarie nei secoli
ingenti opere di bonifica, per trasformare il territorio paludoso in fertile zona agricola. Il lago di
Fondi rappresenta un esempio significativo di lago
costiero. Infatti, grazie alla comunicazione con il
mare tramite due canali, le maree vi stabiliscono una
costante alternanza di acque dolci e salate. La costa è
bassa e composta da una spiaggia di sabbia fine, orlata in alcuni tratti da una duna litoranea ancora ben
conservata. Nata, secondo la leggenda, grazie all'eroe
Ercole, fu scalo commerciale per i greci, subì poi l'influenza Etrusca nel V secolo e, più tardi dei Volsci.
Ottenne la cittadinanza romana nel 188 a.C. Ridotta
più volte in miseria a causa delle invasioni barbariche
prima, e dagli assalti Saraceni poi, Fondi raggiunse la
stabilità e il suo massimo splendore sotto la signoria
Caetani (1299 - 1504). Nel 1300 la corte fu assegnata
dal re francese Carlo VIII a Prospero Colonna il cui
figlio Vespasiano, sposò in seconde nozze la giovane
Giulia Gonzaga, fanciulla di straordinaria bellezza e
acuta intelligenza che seppe donare a Fondi un periodo di splendore e rinascita culturale. La fama della
sua bellezza fece accorrere a Fondi non solo artisti e
illustri personaggi, ma anche il famigerato corsaro
Kair-Ed-Din detto Barbarossa, che nel 1534 assalì la
città per rapire la bella Gonzaga e donarla al Sultano
Solimano II. Quella però avvertita in tempo riuscì a
sfuggire al corsaro che sfogò su Fondi la sua rabbia
saccheggiandola e incendiandola. Solo nel 1806
Fondi entrò nel nuovo ordinamento comunale e col
risorgimento diede il via a quel progresso che la
rende oggi uno dei più fiorenti centri del sud pontino.
Una mostra fotografica interattiva
per riscoprire il passato di Tarquinia e dei suoi abitanti, si troverà
fino al 31 maggio al centro storico
in via dell'Archetto 9. Memoria
estesa è la prima esposizione di
immagini digitali che ripercorre la
storia della città e della popolazione tra fine 800 e Anni ’60 del 900.
Creata da Skylab Studios, con il
sostegno dell'Enel, la mostra proporrà un percorso lontano nel
tempo ma vicino per i luoghi e i
volti familiari che i visitatori ritroveranno nelle immagini - visibili
con occhialini 3D - trasmesse su
schermi e touch screen. Fondamentale è stato il contributo di
fotografi, collezionisti, associazioni
e cittadini che hanno messo a
disposizione il loro prezioso patrimonio fotografico credendo in questo progetto fin dalla prima fase,
quella denominata Museo dell'Esperienza, realizzata in collaborazione con l'Amministrazione e la
scuola elementare Nardi. L'esposizione sarà visitabile dal martedì
alla domenica dalle 16 alle 19.
Va.Ca.
ti
n
e
v
E
a
d
n
Age
n. 10 - 7 Marzo 2013
stile indie rock il quartetto catanese
ha sempre scritto musica per etichette indipendenti, l’ultima delle
quali l’americana Touch and Go
Records. Oppure come la britannica Strange Fruit Records, di Clive
Silwood e del conduttore radiofonico John Peel. La storica voce della
radio inglese durante le sue trasmissioni ha registrato negli studi
della BBC le Peel sessions, mini
concerti poi pubblicati come album
di una miriade di band, tra le quali
Joy Division, Cure e Oasis tanto per
citarne qualcuna. Nel 1994 fu proprio la volta dei vulcanici Uzeda.
Jacopo Paoletti
Gli Arbouretum sbarcano nella Capitale
Giovedì 7 marzo sarà una serata a
stelle e strisce per tutti gli amanti
della grande musica indie. Nella
suggestiva cornice del Circolo degli
Artisti di Roma, infatti arrivano i
grandissimi e attesissimi Arbouretum che colgono l’occasione capitolina per presentare Coming out of
the fog. Si tratta della loro ultima
fatica, “fatica” iniziata nell'anno
2004 con Long Live The Well-Doer
e proseguita nel 2007 con Rites Of
Uncovering, nel 2009 con “Song of
the Pearl” e nel 2011 con The
Gathering. Quest’ultimo è, a detta
della critica internazionale, il loro
album migliore e più significativo
sino ad oggi ma la novità dell’ultimo
cd sembra destinata a scuotere e
non poco questa classifica di merito.
Il quartetto originario di Baltimore
è formato da Dave Heumann alla
voce e alla chitarra, Corey Allender
al basso, Brian Carey alla batteria e
Matthew Pierce alle “dita” (tastiere,
sintetizzatori, e percussioni, ndr).
Quello che rende unici gli Arbou-
grottaferrata
Mancano pochi mesi alla
stagione estiva e come
vuole la tradizione il palinsesto delle calde serate
romane è puntualmente pieno zeppo di grandi
eventi musicali. Ma anche alle porte della primavera non ci si può di
certo lamentare soprattutto se nella Capitale,
sabato 16 marzo all’Atlantico Live, arrivano i Mumford & Sons, attesi ormai con spasmodica trepidazione già da giorni
e giorni. Marcus Mumford la voce,
la batteria e il chitarrista leader del
gruppo, Winston Marshall al banjo
tra gli altri strumenti, Ben Lovett
all’organo e alle tastiere e Ted
Dwane al contrabbasso sono diventati in pochissimo tempo un
fenomeno musicale planetario.
Nati nel 2007 a Londra i Mumford
& Sons hanno conquistato il mondo con appena due album pubblicati nel giro di tre anni: Sigh no
more e Babel. Svariando tra le
varie sfaccettature del folk fino a
sfiorare il gospel, grazie alle loro
ballate i musicisti britannici sono
diventati una delle band di maggior
richiamo internazionale senza nemmeno accorgersene, è stato il successo a trovare i Mumford & Sons. I
quattro londinesi con le facce da
bravi ragazzi si sono assicurati, sia in
Europa sia negli Stati Uniti, il sold
out in tutte le date del tour, partito il
4 marzo da Varsavia e che culminerà a metà settembre in Florida. Gli
organizzatori del concerto romano
all’Atlantico Live, dopo la clamorosa
prevendita dei biglietti dello scorso
novembre, avevano pensato di spostare l’evento nel più capiente Palalottomatica, ma poi tutto è rimasto
invariato.
Jap
Dessì alla conquista dell’Auditorium
retum è il loro sound inconfondibile, un misto tra folk- rock e psichedelia. Canzoni potenti e liriche ispirate per i ragazzoni che amano sfoggiare barbe incolte e cappellacci da
gente di strada. Roba che arriva allo
stomaco, che prende a calci la plastica di un certo pop scritto in serie
per parlare davvero a ragazzi reali.
Ebbro dalla sbornia sanremese il
pubblico romano potrà rifarsi le
orecchie con qualcosa di molto
distante dalla nostra cultura.
Luca Bussoletti
AFH
29
L’attesa è finita: ecco i Mumford & Sons
Il rock s’infuoca con gli etnei Uzeda
Una serata di quelle roventi aspetta la città di Roma
dopo il tramonto di venerdì 8 marzo all’Init Club di
via della Stazione Tuscolana. Sul palco del locale capitolino, infatti, si esibiranno gli Uzeda, la band
alternative rock siciliana in
attività dal lontano 1987.
Sonorità cupe e penetranti
come un martello pneumatico sono le caratteristiche che contraddistinguono la musica degli Uzeda, una delle
migliori band ad interpretare il
noise rock. Il gruppo originario di
Catania non pubblica da un bel
pezzo un nuovo lavoro di inediti.
L’ultimo, intitolato Stella, è stato
registrato nel 2006. Anche se gli
Uzeda non sono nuovi a lunghe
pause di riflessione tra un disco e
l’altro, Giovanna Cacciola, Agostino
Tilotta, Raffaele Gulisano e Davide
Oliveri, sono musicisti che non
sono mai rimasti troppo a lungo
con le mani in mano. Hanno dato
avvio a vari progetti ed hanno collaborato con altri importanti artisti
italiani. Nel pieno rispetto dello
LE CITTA’
Giovedì 7 marzo arriverà all’Auditorium Parco della Musica di Roma Daniela Dessì e gli
amanti delle ugole
d’oro sono già in trepidante attesa. La cantante è riconosciuta a
livello internazionale
come una della più importanti interpreti contemporanee del repertorio italiano e in particolar di quello verdiano, verista e
pucciniano. Il suo spessore artistico,
la tecnica sopraffina e l’ossessiva
ricerca musicale le hanno consentito
di volare leggera come una farfalla
da Monteverdi a Rota, acquisendo
un repertorio vastissimo di oltre 70
titoli. Solo nell'ultimo decennio,
questa sua naturale predisposizione
verso il repertorio operistico del
Novecento le ha fatto ottenere trionfi internazionali in titoli come
Adriana Lecouvreur, Tosca, Fanciulla del West, Il Trittico, Turandot,
Sly, Francesca Da
Rimini. L'interesse e
la cura con cui il
soprano ha affrontato negli anni questa
musica con la “emme” maiuscola, hanno contribuito a riaccendere l’interesse
del grande pubblico e
della critica su questo periodo musicale
spesso finito sotto la
polvere dell’anonimato. Daniela
Dessì è insomma la fatina che ha
rivitalizzato questi titoli attraverso la
magia della sua voce. Ed è proprio in
questo percorso che si va ad inserire
il suo progetto Novecento italiano
Rarities, portato avanti insieme al
pianista Simone Di Crescenzo. In
sintesi è una raccolta di romanze,
autentiche perle, sia di grandi compositori che di nomi minori che
hanno racchiuso in queste composizioni momenti di rara arte.
Lu.Bu.
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LE CITTA’
enti
Lettere Rubriche e Comm
Cucina ttes
e Pa i l l e
di Valeria ercoli
n. 10 - 7 Marzo 2013
Coppette di crema e cacao
Meravigliao!!!
Dolce dell’ultimo momento! Non avendo molto
tempo,
facciamo
una
crema zabaionata, così
soprannominata da me!
Soffice e gustosa. Alziamo
però prima di tutto il volume a palla e ci sentiamo
una canzone d’annata
“Cacao meravigliao” di Renzo Arbore. Gli
ingredienti per la crema sono gli stessi che
solitamente si usano per il tiramisù ma questa volta utilizzeremo delle ciotoline per fare
delle porzioni singole!
.
.
.
a
n
i
c
In c u t e n d o s i
...diver
Ingredienti:
- 500 gr di mascarpone
- 150 gr di zucchero
semolato
- 5 uova (solo il rosso)
- se invece vi piace
più soffice montate
anche albumi a neve
- 250 gr di cioccolato
fondente oppure gocce di cioccolato
- cacao in polvere
- 4 savoiardi o pavesini
Pasticciamo: montiamo lo zucchero con le uova usando la frusta elettrica, lavoriamo
bene il composto per qualche
minuto, poi aggiungiamo il mascarpone e continuiamo a girare per
qualche minuto. Se invece vi piace
più soffice montate anche albumi a
neve, e poi aggiungeteli al composto precedente ma questa volta
amalgamate il tutto con un cucchiaio. Versate le gocce di cioccolata o grattugiate una barretta di
cioccolata da 250gr di cioccolato
fondente, dipende da quello che
avete nella vostra dispensa!
Lasciate riposare in frigo la crema
per 30 min, poi prendete quattro
coppette trasparenti, versate la
crema, spolverate con il cacao
amaro, e poi infilate per decorazione un savoiardo o se preferite un
pavesino, che potrà essere anche
usato come cucchiano comestibile!
Facile, veloce e gustosissimo…